La mia seconda volta con uno Strap-On

Dopo quello che mi era successo nel negozio (a tal proposito vi invito a leggere la mia storia precedente intitolata “La mia prima volta con uno Strap-On”) rientrai a casa e mi sbrigai a nascondere il pacchetto contenente l’acquisto nell’armadio in camera mia lontano da sguardi indiscreti.
Dopo cena telefonai a quella che allora era la mia fidanzata e gli raccontai cosa avevo acquistato ma omisi, con le ragazze è sempre meglio nascondere i particolari compromettenti, quello che mi era successo con la padrona del negozio e ci mettemmo d’accordo per vederci l’indomani.

A quel tempo vivevo ancora con i miei genitori ma avevo la possibilità di usufruire dell’appartamento vuoto dei miei nonni materni. Non ci andavo spesso sia perchè comunque avevo casa mia spesso libera e sia perchè i vicini di casa del condominio dei miei nonni erano abbastanza impiccioni e volevo evitare che dicessero ai miei che lo utilizzavo come pied-a-terre, ma quella era un’occasione speciale e volevo la massima libertà di tempo e movimento.

Mi alzai la mattina seguente più barzotto del solito per la notte passata con il pensiero di quello che mi era successo il giorno prima e per quello che mi sarebbe accaduto il pomeriggio.
La andai a prendere sotto casa verso le 16 e ci dirigemmo verso la nostra destinazione.
Durante il viaggio la mia ragazza fu molto maliziosa e volle subito vedere e aprire la shitola dello strap-on e rimase sorpresa dalle dimensioni del fallo e mi incominciò a dire cose del tipo:”Lo sai con questo cosa ci faccio? Indovina in quale buchetto te lo metto?” mentre con la mano mi aveva abbassato la zip dei pantaloni ed iniziò a toccare il mio cazzo che mi era diventato già duro nel sentire quelle parole.

Arrivati a casa entrammo nel massimo silenzio per non farci sentire e ci diriggemmo in camera da pranzo dove ci accomodammo sul vecchio divano.
Iniziammo a baciarci, poi lei si alzo in piedi, si mise di fronte a me e si abbasso i jeans attillati che indossava fino a scoprire con mia sorpresa che non indossava gli slip ed iniziai a leccargli la fichetta già umida e cominciai a scoparmela con le dita.

Dopo qualche minuto mi disse:”Basta! Adesso pensiamo a te. Vai in bagno ed inizia a lavarti che poi ci penso io. “
Feci come mi aveva detto, entrai in bagno, iniziai a spogliarmi, aprii l’acqua del bidet ed iniziai a lavarmi le parti intime.
Poi sentii bussare alla porta:”Posso entrare? Devo andare al bagno urgentemente”
“Certamente, entra pure”.
Entrò di corsa, si mise in piedi davanti la tazza, alzò la tavoletta e si abbassò la zip dei jeans e tirò fuori il cazzo dello strap-on e mimò una bella e lunga pisciata.

Una delle cose che mi piacevano di più di quella ragazza, a parte l’aspetto fisico naturalmemte, era la sua parte giocosa che sapeva trovare la parte divertente in ogni situazione anche sessuale.
“Non ce la facevo più” disse ridendo “ti dispiace se mi unisco a te e ce lo laviamo insieme?”
“Ci mancherebbe, accomodati pure” risposi io.
Si tolse i jeans e la camicetta e rimase nuda vicino a me.
“Senti perchè non me lo lavi tu? Scommetto che hai una gran voglia di toccarmelo”.

Non me lo feci ripetere due volte, premetti il tasto del dosatore liquido del sapone ed iniziai ad insaponarglielo in tutta la sua lunghezza.
Cominciammo a baciarci mentre anche lei prese del sapone ed iniziò prima a massaggiarmi e poi ad infilarmi prima un dito e poi un secondo dentro il mio buchetto.
Poi disse:”Ho voglia di scoparti e lo so che lo vuoi anche tu, lo vedo dal tuo cazzo che ti è diventato di marmo.

Un altro minuto ed esplode. “
Si alzò, mise altro sapone sopra al suo cazzo e mi chiese con decisione:”Metti il culetto più in pizzo che adesso te lo sfondo!!!”
Rimasi in attesa poi iniziai a sentire il suo arrivo, respiravo a fatica per l’eccitazione mentre quel cazzo si intrufolava dentro di me.
Lo faceva entrare ed uscire dandomi il tempo di abituarmi ma poi me lo mise improvvisamente tutto dentro ed urlai un liberatorio:”CAZZOOOO….

“.
“Lo senti… lo senti il mio pisellone che ti è entrato nel culo”.
Certo che lo sentivo. Come non potevo non sentire quella mazza dentro di me, come non potevo non sentire le sue mani che mi stringevano i capezzoli e mi toccavano il mio cazzo, come non potevo non sentire le sue tette sulla mia schiena quando lei si abbassava per baciarmi e leccarmi il collo e sussurrarmi:” Ti piace? Ti piace prenderlo nel sederino, porcellino?”
“Dammelo tutto, fammelo sentire fino alle palle.

ROMPIMI IL CULOOOOOO……. “
A quelle parole cominciò ad aumentare il ritmo, sentivo le sue mani che mi avevano cinto la vita e mi tiravano a sè, sentivo il calore del suo bacino sulle mie chiappe e sentivo la sua voce che diceva:”Eccolo, è così che lo vuoi? E’ così che vuoi essere sfondato? Sei proprio un rotto in culo, un affamato di cazzo!!!”
Stavo godendo da matti e chi lo avrebbe mai detto che essere inculato da una donna con uno strap-on mi potesse darmi queste sensazioni.

Se lo avessi saputo prima… quanto tempo perso.
Ero completamente in estasi quando cominciò, senza perdere il ritmo, a farmi una sega finchè urlai:”VENGOOOOOO…..”
A quelle parole me lo spinse tutto dentro e raccolse quanto più poteva della mia sborra sulla sua mano per poi iniziare a leccarne ogni singolo centimetro. Ne aveva la bocca piena quando cominciò a baciarmi passandola tutta nella mia bocca.
Avevo ancora il cazzo duro e ancora una grande voglia di scopare e lo voleva anche lei.

Gli cominciai a togliere lo strap-on dalla vita e la spinsi verso il lavandino girandola
di schiena ed iniziai a spingerglielo nel culo.
“Piano!” mi disse.
Non l’ascoltai e continuai a spingere.
“Ti prego fai piano!” continuò ma io continuai a spingere. La volevo sfondare con la stessa cattiveria con cui aveva fatto con me.
Poi la presi con forza e glielo spinsi tutto dentro.
“Sei un grandissimo stronzo, ma mi piaci anche per questo” disse.

“Stai zitta zoccola che adesso ti rompo io, ti spacco in due il tuo bel sederino.
La presi anche per i capelli e cominciai a pompare sempre più selvaggiamente finchè non gli venni dentro.

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