Archivio mensile:Luglio 2016

Le mie storie (39)

Se torno a scrivervi dopo un po’ di tempo, vuol dire che evidentemente ho qualcosa da raccontarvi. Quelli che di voi mi seguono da sempre, pensano che riguardi il mio nuovo amico Marco. Purtroppo con lui è una situazione un po’ particolare, dovrei spendere parecchie parole per spiegare i pensieri di una quarantenne rapportati a quelli di un quarantenne.
Invece stamattina scendo come al solito a fare la spesa nel mio supermercato, ad un certo punto tra la gente accompagnato da un ragazzo più giovane, vedo un signore sulla settantina, purtroppo portati male.

Lo guardo, un paio di secondi non di più, ha la faccia scavata dal tempo e sicuramente qualche malattia sia fisica che mentale. Lui ricambia il mio sguardo, la cosa apparentemente finisce lì. Io continuo il mio giro, ma piano piano quel volto comincia a dirmi qualcosa. Penso e ripenso a chi fosse quell’uomo per tutto il tempo della spesa. Poi arrivata sul ballatoio di casa, ho l’illuminazione, d’un tratto mi viene in mente tutta un’altra immagine, quella di un uomo bello, poco più che quarantenne, e così torno indietro con la memoria di almeno vent’anni.

Era il padre di una mia amica. Ed io all’epoca, tempi in cui mi sono divertita parecchio in tutti i sensi (e non datemi della poco di buono, perché odio l’ipocrisia maschile), ebbi diciamo una fugace storia durata il tempo di un giorno o forse due. Ve la racconterò con un po’ di tristezza, visto che la vita certe volte diventa implacabile, anche quando non lo vuoi; mentre vi scrivo non ho davanti il suo volto bello e giovane, ma quello segnato di stamattina.

Ci troviamo a metà degli anni novanta, ero in piena università e chi ha letto “Le mie storie” sa che in quel periodo studiavo ed uscivo insieme ad un gruppetto di ragazze piuttosto sveglie. Una di loro aveva una casa all’ultimo piano del palazzo e insieme aveva anche il terrazzo che sovrastava tutto l’edificio. Durante il periodo di studi, appena la primavera faceva capolino, quel terrazzo ci vedeva molto spesso stese sulle sdraio a prendere il sole anche in topless e in mutande visto che nessuno poteva vederci.

Su quel terrazzo organizzavamo le serate, ci riposavamo dopo lo studio e qualcuna di noi ci ha portato anche qualche ragazzo (non la sottoscritta che aveva casa praticamente libera visto che abitavo solo con mio fratello).
Credo fosse giugno, e la proprietaria di casa era in vacanza con la famiglia. Io ed un’altra mia amica stavamo preparando un esame, per cui eravamo ancora a Napoli. Lei non aveva problemi a lasciarci le chiavi del terrazzo anche perché erano separate da quelle della casa.

Così dopo aver studiato a casa mia, io avevo già pronto il costume per andare a prendere il sole come succedeva spesso. Ma in quell’occasione la mia amica mi disse che aveva da fare (non ricordo assolutamente il motivo per il quale non venne), e io nonostante ciò decisi di andare lo stesso visto che era davvero rilassante. Come se stessi in vacanza, preparai la borsa con l’asciugamano, le creme e l’acqua e nel giro di un quarto d’ora ero in pieno sole.

Ricordo che girai la sedia a tre quarti per tenere d’occhio la porta d’ingresso del terrazzo, non si poteva mai sapere. Mi mi si in topless come facevamo sempre. Ad un certo punto sentii un rumore provenire da lontano, neanche il tempo di girarmi per coprirmi un poco che la figura del padre si materializzò ad una decina di metri da me. Voglio puntualizzare subito che all’epoca i genitori di Sara (questo il nome della mia mica) erano separati già da tanto, lei viveva in quella casa con la madre ed una sorella, mentre il padre abitava altrove.

Dopo un po’ d’imbarazzo, e chiaramente dopo essermi coperta con un pareo, lo salutai e gli chiesi cosa ci facesse. Lui mi guardò e ricordo ancora che mi disse ridendo “per la verità questa domanda dovrei farla io a te, visto che la casa sarebbe mia”. Io mi misi a ridere, effettivamente aveva ragione, poi dopo aver preso una sedia ed averla messa vicino alla mia, mi disse che era venuto a prendersi un po’ di sole e che lo faceva spesso anche lui.

Io intanto non mi ero resa conto che il pareo non è che coprisse granché, ma ricordo anche che all’epoca la cosa non mi provocava particolari imbarazzi anche perché come già scritto più volte ero in un periodo piuttosto “libertinario”. Così lui si tolse i pantaloni e rimase con uno di quei costumini a slip un po’ anni settanta. Naturalmente cominciammo a parlare, e mentre lo facevamo, mi venivano in mente le discussioni con le mie amiche proprio in quel posto quando dicevamo a Sara (per la verità la più insistente era un’altra nostra amica) che prima o poi ci saremmo fatte suo padre, visto che era un bell’uomo e molto affascinante.

“Il signor Roberto” così lo chiamavamo, era spesso oggetto delle nostre prese in giro verso Sara che era piuttosto gelosa del padre. A distanza di tanti anni non ricordo quali fossero gli oggetti di quella nostra chiacchierata, ma ricordo perfettamente che eravamo entrambi a nostro agio. Io mi ero accorta che lui ogni tanto buttava l’occhio sul pareo trasparente che “copriva” per così dire i miei grossi seni, ma chiaramente facevo finta di niente anzi mi piaceva anche l’idea di provocarlo.

Ad un certo punto della discussione lui si alzò dicendomi che doveva andarsi a bagnare un po’ (c’era una cannola per le piante che utilizzavamo come doccia), e mentre si sollevò dal lettino, mi resi conto che sotto il costumino si era svegliato il suo uccello. Non vorrei sbagliarmi nel ricordo, ma credo proprio che in quell’attimo ci fu uno scambio di sorrisi. Poi mentre lui andò a rinfrescarsi, io (a pensarci adesso mi chiedo ancora se lo feci volutamente o meno) mi girai di schiena per cambiare un po’ posizione.

Quando tornò gli chiesi di spalmarmi un po’ di crema sulla schiena e di fare il massaggio, lui naturalmente fu ben lieto di farlo. Ricordo che mi parlava di una delle amiche del gruppo che diceva di piacergli particolarmente (effettivamente era ed è tuttora una bella ragazza). Ma ricordo perfettamente che mentre parlava di lei, con le mani non solo massaggiava la schiena, ma cominciò a scendere. Naturalmente non era la prima volta che un uomo mi faceva un massaggio, e altrettanto naturalmente a vent’anni passati capivo benissimo in che maniera mi stava “toccando”.

Piano piano scese sulle gambe (le mie sono grosse, troppo purtroppo, lo sono adesso come lo erano allora), ed io cominciai a capire che le sue mani stavano facendo tutto tranne che massaggiare. Intanto noi due continuavamo a parlare, ma le sue intenzioni erano chiarissime, non solo dal tocco delle mani, ma soprattutto dall’interno del suo costumino che era gonfio all’inverosimile. Io intanto ero tra il divertita e l’ eccitata, era una situazione paradossale, dove c’era soltanto da decidere se fare il passo ulteriore o meno.

Nonostante la mia proverbiale imbranataggine, devo dire che in quel periodo ero stranamente piuttosto sicura di me soprattutto dal punto di vista sessuale. Così quando mi chiese di mettersi a cavalcioni sopra di me per continuare il massaggio, ricordo benissimo gli dissi “signor Roberto, non sei un po’ troppo intraprendente? “Ricordo che ci rimase malissimo nonostante io gli sorrisi dicendo che stavo scherzando. Così dopo mie insistenze riprese il massaggio sulle spalle seduto di fianco a me.

Dopo avermi toccato il culo abbondantemente, con la scusa di eliminare la cellulite (diceva che ne avevo poca, mentendo spudoratamente), non mi ero resa conto che il mio compagno di conversazione era in una situazione molto più che imbarazzante. Infatti lui aveva cominciato a massaggiarmi sulle spalle, ed io avevo la testa girata dal lato opposto a lui. Quando dopo qualche minuto cambiai posizione, mi ritrovai con gli occhi che erano a non più di 30 cm dal suo pacco oltretutto molto ingrossato.

Lui naturalmente si accorse che lo stavo guardando proprio li, anche perché non avevo alternative, così mentre continuava ad impastarmi le spalle, piano piano allargava le sue gambe avvicinandosi al mio lettino. In quel momento decisi di prendere l’iniziativa, anche perché sotto suo costume la sorpresa sembrava essere piuttosto grossa. Così mi alzai un po’ sui gomiti, lo guardai e dopo allungai una mano verso lo slip abbassandoglielo di quel tanto per far venire fuori il suo uccello duro.

Lui rimase stupito di questo mio gesto, poi si mise sulla punta della sua sedia e mi lasciò fare. Cominciai a fargli un pompino, mentre lui ricordo che subito mise la mano sotto al pareo per toccarmi i seni; dopo un po’ si alzò, io mi girai e lui mi allargò le cosce. Io ridendo gli disse “signor Roberto adesso cosa facciamo?” E lui dopo avermi sfilato la parte bassa del costume mi entrò dentro.

Ricordo ancora che mentre lo facevamo parlava tanto, diceva che ogni volta che vedeva il nostro gruppetto di ragazze, aveva sognato di trombarci tutte quante. Io ridevo come una matta mentre lui spingeva dentro e mi faceva godere. Poi all’improvviso lo tirò fuori e mi venne sulle tette ed anche in faccia, tanto che io quasi mi arrabbiai (anzi togliete anche il quasi). Ricordo che dopo essermi andata a fare la doccia con la cannola, lo ritrovai steso sul lettino, e dopo un po’ di altre chiacchiere, ero nuovamente su di lui.

Questa storia la tenni per me per un po’ di tempo, anzi alcuni anni. Fin quando lo dissi ad una del gruppetto. Mentre finisco questo racconto, ho ancora il volto del signor Roberto oggi, invecchiato e triste.
Adesso vado in vacanza, spero al ritorno di avere qualcosa da raccontarvi… altrimenti pazienza….

Al mare con Reby

Eravamo una banda di scalmanati. Scalmatani che stavano ancora scoprendo le gioie del sesso.
Tutti i giorni andavano al mare, sugli scogli, vicino casa nostra. Non eravamo tanti, 5 – 6 maschi e quelle 2 o 3 ragazzine.
Ma ce n’era in particolare una, che mi faceva impazzire. Castana, il naso a patata, due grandi occhioni verdi ed un fisico da paura: Reby!
Insieme a lei c’erano anche Veronica e Giulia, che non eccedevano di bellezza, ma nemmeno erano brutte!

Un giorno come tanti ero con la banda al mare, sullo scoglio piatto a prendere il sole steso con l’asciugamano.

C’entravano massimo 4 persone, e tanti eravamo quel giorni, tant’è che c’era veronica all’estrema sinistra, io, poi reby, ed infine Luca.
Reby si era addormentata, e nel girarsi aveva appoggiato una sua gamba proprio sopra il mio pacco, che nel movimento non tardò graduatamente a venire sù. La prima ad accorgersene fu veronica, che cominciò a ridere divertita, tanto da svegliare reby, che a sua volta si accorse della mia erezione. Uno sguardo reciproco, malizioso, ed anche veronica poggiò la sua gamba sul mio pacco, ed insieme, ridendo come due sceme, cominciarono a strusciarsi.

Io ero un po’ intontito dalla cosa, ero in pura estasi. Le assecondai, ridendo di tanto in tanto, e dopo poco finì lì. (O meglio, con una clamorosa sega a casa!)

Qualche giorno dopo, eravamo ancora sullo stesso scoglio, sempre lo stesso quartetto. Luca stava sempre a quel cazzo di cellulare con la tipa, non si schiodava mai e si isolava spesso da noi. Così nel frattempo io mi divertivo e scherzavo con le ragazze.

Ad un certo punto Veronica tirò fuori l’argomento dell’erezione, e disse: “Ehi reby che dici? Ci riproviamo? Vediamo se funziona…”
E lei, ridendo: “D’accordo, sono proprio curiosa!”
Reby, oltre ad essere carina, aveva due piedini che mi facevano letteralmente impazzire. Un 37 minuscolo, dei piccoli ditini, un anellino al medio, e il braccialetto brasiliano alla caviglia.
Le due ricominciarono il tran tran, e manco il tempo di dirlo il mio cazzo era su ancora una volta!
Luca era completamente perso per i cazzi suoi, e dopo poco si rivestì e se ne andò a litigare di persona con la tizia con cui messaggiava, tirava una brutta aria.

Veronica aveva Tennis per le 18, e verso le cinque decise di avviarsi. Io non avevo voglia di andare a casa, e a quanto pare nemmeno Reby, così decidemmo di rimanere un’altra oretta al mare.
Andandosene Veronica disse scherzando: “Eh dai, magari adesso che siete soli finisci quello che abbiamo iniziato”. Risata generale, con io che pensai dentro la mia testa “Magari”.

Parlavamo del più e del meno, stesi al sole, ad un centimetro di distanza l’uno dall’altro, quando lei si girò su un fianco verso me e mi rimise ancora la coscia sul pacco.

“Mamma che caldo, ma dobbiamo stare proprio al sole? Andiamo sotto di là, che c’è l’ombra. “
Poco più in là effettivamente c’era una zona d’ombra coperta da un enorme scoglio. Essendo quasi le sei ormai i vecchiettini che sostavano lì abitualmente se ne erano andati, così potemmo muoverci e prendere un po’ di fresco.

Vidi qualcosa nei suoi occhi, una volta sdraiati al riparo da occhi indiscreti, qualcosa che sembrava molto evidente.

Presi il coraggio a due mani, e mi buttai: “Senti, ma visto che tu e Vero mi avete provocato, perchè non finisci davvero il lavoro?” Lo dissi ridendo, ma cercai di metterci tutta la convinzione che potei.
Lei rise, guardandomi fisso negli occhi. Poi senza dirmi niente, mi spinse le spalle di modo da farmi sdraiare completamente. Poi si tolse il pezzo sopra, liberando una quarta di seno esagerata! Mammelle color latte, non abbronzate rispetto tutto il corpo, con due capezzoli marmorei al capo circondati da una leggera aureola color cappuccino.

Il cazzo mi stava esplodendo, e lei se ne accorse.
Cominciò a accarezzarmi dal petto, scendendo pian piano fino ad arrivare al rigonfiamento, che sfiorava appena. Poi sciolse l’elastico, e liberò finalmente il mio membro, stringendolo tra le mani.
“E come vuoi che faccia?” Disse ancora ridendo. “Così? Con la bocca? Con la gamba come prima?”

Non riuscivo a pronunciare parola. Avevo tutto il sangue del corpo dentro al cazzo. “Con la bocca non sarebbe male! Comincia così”.

Non se lo fece ripetere due volte. Si buttò a capo chino prendendomi in bocca solo la cappella, che inondò di saliva e cominciò a succhiare con passione. Il classico avanti e indietro cominciò poco dopo, alternato a piccoli colpi di lingua lungo il frenulo che mi facevano impazzire.
“Cazzo Reby, dove merda hai imparato? Piano!” Stavo cercando tutta la concentrazione possibile per non venire, e fu davvero difficile. Si staccò, ridendo.

“Col cazzo che vieni subito, devi soffrire!” Capito la stronza?!
Riusciva incredibilmente a fermarsi ogni volta che ero lì lì per venire. Stavo esplodendo. Mi fischiavano le orecchie.
“Senti”… Dissi io a un certo punto. “Non me ne frega se mi prenderai per il culo o cosa, ma visto che mi stai facendo soffrire penso di meritarmi una richiesta. ” Le dissi, arricciando le labbra.
“Col cazzo. Non si scopa caro mio.

Vuoi troppo adesso. ” Disse lei, sempre ridendo.
“Beh, peccato che tu me lo dica. Ma in realtà vorrei che tu continuassi con i tuoi piedi. Prendimi per un maniaco, ma cazzo li adoro. Mi fanno eccitare come un a****le!”
Lei si fermò. in silenzio e cazzo in mano. Lo sguardo tornò ad essere quello porco di prima. Si tirò poco indietro, portò le mani dietro la schiena, a terra, e si dedicò al mio membro con i suoi stupendi piedini.

Penso di non aver goduto tanto mai quanto in quel momento. Vedevo i suoi piedini andare su e giù, e quella zoccola per aumentare la mia eccitazione scansò con una mano la parte di sotto del costume mettendo in mostra la fichetta schiusa e bagnata.
Stavolta non ci furono santi che tennero. Alla vista di tutto quel ben di Dio, esplosi.
Mi alzai di fretta, e mi portai vicino a lei.

Cominciai a menarmi il cazzo e finalmente sborrai, sulle sue tette, riempiendole.
“Ahahahaha, oddio, ma che fai? Sei scemo?” Sembrava divertita dalla cosa, tanto che si spalmò tutto il nettare massaggiandosi il proprio seno.
“Fammi andare a lavare, vah!” E si buttò in mare, per ripulirsi.

Non dimenticherò mai quel giorno, e non dimenticherò mai lei.

Taboo 2

In famiglia siamo:
– mio padre, 70 anni attualmente in pensione, occhi chiari, un pò di pancetta, ma mi fa sempre arrapare (anche se non tanto quando ero più giovane);
– mia madre 56 anni casalinga, un seno spettacolare 8 di misura un pò bassina di statura. (essendo gay non lo mai vista in termini sessuali)
– ed io, 30 anni con un aspetto normale (ossessionato dall’i****to da quando ne avevo 13/14 anni).

Ricordo ancora oggi quel giorno in cui mia madre dovette partire per qualche giorno a Roma per partecipare al matrimonio di sua nipote (in realtà era anche una buona scusa per incontrare il suo “amico” conosciuto su Facebook). Mio padre è sempre stato un tipo a cui piaceva scopare duro, senza sentimento (un pò come se andasse a puttane). Per soddisfare le sue esigenze sessuali, da quando con mamma non faceva più niente, si dilettava nelle sue abituali seghe mattutine in bagno o in sala da pranzo (dove non va mai nessuno), ove spesso lo spiavo e mi eccitavo tantissimo.

Il giorno dopo la partenza di mia madre, beccaio papà in un’altra delle sue seghe, essendo io un patito dell’i****to, mi venne una folle idea. Mentalmente progettati un modo per stuzzicare mio padre, pensando che in seguito ad anni senza scopare con nessuno, si sarebbe arreso ai suoi impulsi.

Fatto tra me e me questo discorso, il pomeriggio accesi il PC per trovare dei bei porno, lasciai la porta della mia stanza socchiusa (in modo che chiunque da fuori avesse una decente visuale) avviai il video del film “Taboo II” con un volume alto e iniziai lentamente a masturbarmi, non ci volle molto prima che papà si accorse di strani vagiti provenienti dalla mia stanza.

Quello che non mi aspettai, era che lui subito entrò nella stanza senza preavviso chiedendomi che cosa stessi facendo (nel mio “piano” lui doveva spiarmi da fuori e masturbarsi in contemporanea con me per poi scoprirlo e fargli delle avance), io sorpreso, risposi che stavo guardando un porno come faccio spesso, gli domandai: non è che vuoi vederlo come me? è uno dei miei film preferiti!
Lì per lì lui rifiutò e mi disse di chiudere quelle cose.

Io improvvisai dicendo che non c’era nulla di male e che ad ogni maschio serve un imput per scaricare le voglie sessuali.

Mio padre rimase in silenzio per un paio di minuti, poi intervenni io con tanto di sfrontatezza e gli chiesi: tu come fai papà? come ti sfoghi? ti ho sentito spesso masturbarti di nascosto, cosa usi per eccitarti?

Lui mi disse: ma che vai blaterando?! Io: dai papà non c’è niente di male, anzi! E’ vero, noi non abbiamo mai affrontato l’argomento “SESSO”, ma se vuoi possiamo farlo ora, tra l’altro mamma non c’è, possiamo essere onesti su tutto quello che riguarda i nostri gusti sul Sesso (non gli ho mai detto apertamente di essere gay, ma non avendo portato mai una ragazza a casa e non parlando di loro, perso che un’idea se la sia fatta).

(Prendo il coraggio in mano e dico) Dai papà inizio io, ti mostro la mia collezione di film porno che rispecchiano le mie fantasie e i miei desideri. Papà sono tutti film a tema i****to, non sò perchè ne sono attirato ma è così, gli domando: ti è mai capitata una cosa simile papà?

Certo che no!! rispose lui. Mi domanda poi: che tipo di i****ti preferisci? Io: beh con genitori, con fratelli, con cugini e zii.

Papà: WoW!! non l’avrei mai immaginato, non ti ho mai visto guardare la mamma i quel modo!! Io: non la mamma, papà confesso che sei tu l’oggetto della maggior parte delle mie fantasie.

Lui: COSA?? PERCHE’?? Io: credo perchè sei l’unico altro uomo in casa e i ragazzini hanno bisogno di confrontarsi con qualcuno come loro, almeno anatomicamente parlando!

Io: a te papà cosa piace? Lui: mi sono sempre piaciute le tette grosse e i capezzoli, come quella di tua madre, che però non mi fa toccare da anni.

Io: ma perchè non te le fa toccare? Lui: non gli piace la mia scopate da stallone, mamma preferisce le coccole e i preliminari, che a me non piacciono.

Io: beh a noi maschi piace andare dritti al sodo. Ma allora, a cosa/chi pensi durante le tue seghe? Lui: non dirlo a mamma però, penso a quella troietta dell’ex amica di tua madre, la rossa! aveva le tette come quelle di mamma, grosse e poi ricordo che ogni tanto ci provava anche se io non potevo ricambiare visto che c’era sempre mamma davanti.

Io: papà, sei mai stato con altre donne? Lui: purtroppo no! Io: nemmeno dopo che tu e mamma non scopavate più? Lui: No, neanche!

Io: CAVOLO!! capisco le tue seghe, nemmeno io faccio sesso da un pò! Lui: visto che stiamo parlando apertamente, che ne dici di vederci uno dei tuoi film porno? Io: SI OK 😀

Misi sù un film che parlava sempre di i****to, dopo un pò a papà inizio a diventare duro, ed anche a me.

Entrambi iniziammo ad accarezzarci l’uccello (non reciprocamente), lo tirammo fuori ed io ero in estasi nel vedere il suo cazzone (19 cm) tutto duro.

Io: papà ma è bellissimo il tuo cazzo?! Lui: figliolo, anche il tuo non scherza!!

Continuammo a masturbarci con lui che guardava il film e io che guardavo lui, ero talmente eccitato che sbavavo letteralmente.

Io: papà sei una forza, dico davvero!! la mamma è una pazza non volerlo.

Lui: Grazie ragazzo mio!! ti va se ti sborro in faccia? è una cosa che facevo sempre a mamma. Io: oh si papà, ti prego 🙂

Alcuni minuti dopo, i suoi caldissimi umori si posarono violentemente sulla mia faccia e qualche goccia finì anche in bocca. Io invece sborrai nella mia mano e papà volle leccarmi tutto per sentire il sapore della sua prole.

Nei giorno seguenti, continuammo a guardare porno e a segarci.

Poi mamma tornò a casa dal suo viaggio e quella pacchia purtroppo finì.

In ferie

ciao care/i amiche e amici finalmente mi sono godute la mie ferie dopo tante ferie,
quest anno sono andato da solo perche sono stato invitato da un amico ha passare una settimana di ferie in liguria
prima di partire scherzando domando se c e da divertirsi(bhe le ferie sono fatte per divertirsi in tutti i sensi)
lui mi risponde che purtroppo ancora non c era molto movimento c erano famiglie e donne mature,
io non potevo non essere felice dopo quella risposta,gli rispondo perfetto,lui mi risponde,contento tu!
parto la domenica arrivo il pomeriggio e vado subito in spiaggia,mi mancava tanto ilo mare,
mi sistemo in un Piccolo posticino (non era grande la spiaggia)era piccola e Stretta ma va bene lo stesso,
per dire la verita non c era tanta gente c erano famiglie con Bambini,faccio un bagno prendo un po di sole e poi vado in Hotel,la sera il mio amico mi domanda se mi piace il posto io rispondo che la spiaggia non e grande ma e tranquilla quindi va bene,la sera si esce si va sul lungomare si cammina si beve qualcosa e poi ritorno subito in holtel ero stanco e i mio amico la mattina doveva lavorare.

la mattina seguente mi alzo presto una buona colazione e poi subito in spiaggia perche dovevo trovare un posto migliore visto che non era grande la spiaggia,mi stendo non c era quasi nessuno visto l ora verso le 12 vado ha pranzare lasciando tutto in spiaggia al mio ritorno trovo la spiaggia abbastanza piena io mi stendo al mio posto e per la felicita dei miei occhi vedo che davanti a me c erano 2 donne molto mature ma sempre ben attraenti,non potevo non guardarle poi mi stendo mi appisolo quando mi sveglio ero un bel po rosso sbuffo un po perche non avevo messo la crema,mi alzo mi guardo e mi scappa un (che cavolo gia rosso)sorridendo una di loro mi dice dovevi mettere prima la crema,e io rispondo e gia me sa prorpio di si.

poi mi domanda se ero arrivato da poco visto che ero diventato subito rosso,
io rispondo di si che ero arrivato solo da un giorno,la signora era simpatica dopo le varie risposte simpatiche,dopo un po le saluto e torno in Hotel non volevo esagerare, le saluto augurando una buona serata,
la serata passa come la sera prima una camminata bevuto qualcosa e un po di buona musica fino a tarda sera l amico mi domanda se in spiaggia mi stavo annoiando visto che ero da solo visto che lui non poteva venire per motivi di lavoro,
io rispondo che andava bene che c era una signora simpatica che abbiamo scambiato qualche simpatica battuta-il mio amico mi dice stai attento che magari e sposata e poi ti rovina le ferie per qualche storia di noia,
rispondo che certe storie le evito non mi piace rovinare le famiglie,lo saluto e torno in Hotel.

la mattina la solita colazione poi in spiaggia come al solito non c era molta gente mi stendo metto la crema per evitare di rovinarmi le ferie per colpa delle scottature,poi alle 12 vado ha pranzare al mio ritorno trovo la signora del giorno prima mi domanda se avevo gia messo la crema,io sorridendo rispondo di si perche solo una volta dimentico,lei di sicuro era arrivata da poco visto che si stava spalmando la crema era molto sexy come lo faceva mi faceva gia sudare solo a vederla passava piu Volte la crema sulle cosce e fin sopra l inguine e avevo voglia di dirle di finirla perfavore che stava esagerando ma con un sorriso mi Giro e cerco di riposare un po,
lei stava davanti a me e quando mi sono girato guardandola la vedo che aveva le Gambe aperte wauuuu che spettacolo e difficile descrivere il bel vedere,
dopo un po lei con un movimento lento si tira ancora su il costume ormai era infilato nella fessura e mi stava facendo un certo effetto
ma non volevo esagerare nel guardare quindi mi sono girato anche se sono sicuro che lei se n era accorta che la stavo guardando.

Poi dopo una mezzoretta decido di andare perche la sera dovevamo andare a un concerto,lei vedendo che mi stavo preparando di andare via mi domanda come mai vado via presto e mi perdo il sole,gli spiego il perche e poi rispondo che la mattina vengo presto quindi di sole ne prendo abbastanzadopo ,qualche altra simpatica battuta mi domanda se la sera mi divertivo gli rispondo piu che divertirmi mi sto rilassando,mi dice ma come niente conoscenze gli rispondo no nessuna,(ok qualche chiaccherata ma niente di speciale)ci salutiamo con un ciao a domani lei mi risponde che lei e sempre la,
la sera una altra serata rilassante un concerto e un buon Martini Bianco il mio drik preferito,
la mattina seguente ritorno in spiaggia alle 10 un piu tardi del solito visto che la mattina il posto lo si trova facilmente,
con mia sorpresa trovo la signora gia li distesa.

wauuu gia qua oggi le dico con un sorriso, mi risponde che aveva piu caldo del solito e che quindi e venuta in spiaggia,
io mi spalmo la crema lei aveva gia spalmato la crema,
mi stendo e lei inizia a tirare su il suo costume io simpaticamente gli dico(ormai avevamo preso una certa confidenza)
se tira ancora su farai il patatrac. lei mi risponde in che senso il patatrac gli rispondo che lo stai tirando troppo sopra alla fine sembra che non lo tieni,lei mi risponde che non voleva vedere troppo bianco sul corpo e io rispondo bhe prendilo integrale lei con un sorriso mi dice che non e possibile in quella spiaggia e poi non e un gran bel vedere,gli rispondo che il giudizio no se lo deve dare da sola,e che non deve essere poi cosi critica con il suo corpo.

con un sorriso mi ringrazia,mi stendo e cerco di p’rendere il sole(si avete capito bene cerco di prendere il sole perche ormai il mio sguardo va sempre verso di lei)lei se ne accorge e con un po di malizia allarga ancora di piu le gambe ormai per quando aveva tirato su il costume usciva una leggera peluria,
io girato con la pancia verso giu sentivo un certo effetto che mi stava creando quella posizione-non sapevo come fare perche se mi sarei alzato per andare in mare la signora lo notava,ho aspettato il momento giusto quando ho visto che la signora stava girata mi sono alzato e con un balzo felino sono andata in acqua,finalmente il pericolo della figura di m….

era scampata ma dopo un po arriva la signora in acqua e mi dice wauuuu come sei scappato, bhe il sole mi stava cuocendo gli rispondo con un sorriso,
lei mi guarda con occhi da cerbiatta e mi dice ahhhh ok pensavo che stavi scappando che magari ti stava dando fastidio per quanto parlo, no nooooo rispondo non lo devi neanche pensare. poi con la confidenza che ci troviamo gli dico,pero perfavore non alzare piu quel costume altrimenti mi farai scappare spesso in acqua,
lei mi dice ma daiiiiii che dici, bhe te lo detto, rispondo io.

non devi dare da sola il giudizio al tuo corpo,
lei sorride e mi dice non esagerare con i complimenti che poi io ci credo,io rispondo dicendo che puo credere perche sto dicendo la verita,ormai ci stavamo aprendo e andando oltre i complimenti,
lei mi domanda se mi rendevo conto della differenza di eta e io rispondo che nella mia vita ormai non ci penso piu perche una Donna e sempre Donna,lei mi dice che a lei non era mai successo di ricevere certi complimenti da un uomo molto piu Piccolo di lei,mi scuso dell eccessivi complimenti e cerco di stare piu attento se da fastidio.

lei mi risponde certo che no e sempre un piacere ricevere complimenti,
ci mettiamo ha ridere e dico che volevo sentire quella risposta che mi ha dato.
lei mi dice, ma pensi che nn l avevo capito e io non sono poi cosi stupida,ci menntiamo a nuotare verso dentro.
chissa forse nel testa avevamo la stessa idea, di aveve un contatto piu vicino,dopo un po che avevamo nuotato lei si ferma e mi dice che si fermava,che non va oltre si voleva fermare dove toccava con i piedi il fondale marino.

mi fermo anch io,tanto la nuotata l avevo gia fatta
ci fermiamo e continuiamo a discutere e dopo un po mi guarda e mi domanda se veramente mi piaceva parlare con lei e che mi faceva veramente un certo effetto quando stava distesa,
io con un sorriso domando quale effetto,
lei si mette a ridere e dice dai sciocco lo sai bene,e vero sono molto piu grande di te ma anch io tengo gli occhi.

io mi avvicino a lei e mettendo le mani sui fianchi e chiedo se posso,lei mi domanda Cosa
io senza dire niente do un leggero bacio sulle labbra,lei sorpresa prima si blocca poi fa wauuuuuuu grazie con un sorriso.
mi dice che non se lo aspettava il bacio ma che la trovato di buon gusto.
presi da l euforia ci abbracciam, ormai i corpi erano uniti quindi si sente l effetto che mi stava facendo,anzi era lei che sentiva l effetto e mi dice wauuuuu sento qualcosa sotto l acqua che sta crescendo,mmmmmm mi fa piacere che ti faccio questo effetto ci abbracciamo e ci baciamo questa volta piu allungo ormai le nostre lingue s incontrano e sotto sento la sua mano che mi accarezza da sopra il costume e piano piano sento che cerca di Farsi strada nel costume si stacca dalle mie labbra e con una voce debole mi dice che e da tamto tempo che non toccava un cazzo cosi duro (bhe lei ha detto una banana cosi lunga) e che non pensava che sarebbe successo una Cosa del genere dentro il mare con un ragazzo di molto piu Piccolo,mi sembra di comportarmi come una ventenne.

io rispondo che voglio che si comporta naturale con tutti i suoi anni a me piace cosi.
Lei sorridendo mi dice stai attento che tengo molte cose arretrate da chiederti,
non credevo alle mie orecche Cosa stavo sentendo io gli rispondo che sono a sua disposizione,
inizia a accarezzare la sua banana sempre piu veloce io da parte mia inizio a sgrillare la sua figa wauuuuuuu come una fulmine si aggrappa al mio collo e mi grida dai non ci vede nessuno cerca di darmi un aperitivo, sposto il costume e lo infilo piano piano dentro wauuuuuuu che goduria la sentivo godere era tutto dentro non voleva smettere ok in acqua certi movimenti sono facilitati quindi ci davo dentro cpme lei mi chiedeva era bellissimo mi diceva di non fermarni che stava godendooooo alla grande la faccio scendere la faccio sterdere sul mare (vicino a noi non c era nessuno un po per l orario un po perche eravamo abbastanza dentro) sposto ancora il costume e la scopo ancora lei ormai era in estasi e non voleva smettere dopo un po con due palle pieni ero pronto ha riempirla di Sperma gli dico che stavo per venire lei mi dice daiiii riempimi tutta mmmmm.

inizio a fiondare tanto di quel Sperma dentro che dopo un po inizia a galleggiare ci guardiamo e ci mettiamo a ridere.
wauuuuuuu mi dice l aperitivo e buono poi passiamo ai piatti principali,
E una Donna fantastica e piena di energia in questa settimana ne succedereanno di cose belle,
PS, con la mia cucciola non e finita ma siete daccordo con me che certe occasioni non si possono far scappare.
ciaoooo alla prossima.

Quando mia moglie scoprì il piacere del nat

L’estate scorsa io e mia moglie decidemmo di trascorrere una settimana di vacanza in un’isola delle Baleari. La proposta della meta non fu da parte mia casuale in quanto ci ero già stato anni addietro e avevo avuto modo di constatare che il nudismo era piuttosto diffuso e il topless la regola.

Prima di partire non solo le avevo comprato un micro-bikini, ma mi ero ampiamente documentato su quali fossero le spiagge frequentate dai nudisti, dove la portai non appena noleggiato lo scooter.

Durante la lunga passeggiata sul bagnasciuga metà delle persone che incontravamo erano nude, e se non lo erano, le donne erano almeno in topless… non appena stendemmo i nostri salviettoni, mi liberai del costume e mi fiondai subito in acqua.
Viola mi raggiunse… “Ma sei nudo”
“ben, non mi pare di essere l’unico qui, anzi…”
Nuotammo un pò e uscimmo… io nudo e lei in costume in effetti eravamo un pò ridicoli, per cui le dissi… “Ma togliti almeno il pezzo sopra, non vedi che sei l’unica ad indossarlo?”
“Sì, ma aspetto di sdraiarmi, non mi va di fare la sfilata sul bagnasciuga che tutti mi vedono…”
“Mah, per me qui dai più nell’occhio da vestita”.

Faceva davvero molto caldo per cui c’era la necessità di rinfrescarsi con frequenti bagnetti, Viola ogni volta reindossava il pezzo sopra finché ad un certo punto le dissi “Ma non ti sei stufata di tutto quel togli e metti? Stai senza e via, no?”. Lei non rispose, però mi ascoltò, perché si avviò verso la riva senza indossarlo. Io non l’accompagnai, volevo gustarmi lo spettacolo… Arrivò l’ora di pranzo, così decidemmo di andare al baretto a mangiare qualcosa.

Si rimise il pezzo sopra, e quando stava per rimettersi anche il prendisole le dissi “Ma che fai, ti rivesti per andare al baretto della spiaggia?”
“beh, ma con questo costume sono praticamente nuda…”
“Ma cosa vuoi che sia, ti pare che qui si formalizzino?”. Prima che ci ripensasse, la presi per mano e mi avviai sul bagnasciuga verso il baretto, che distava un centinaio di metri.
Man mano che ci avvicinavamo al bar, la spiaggia diventava via via sempre più affollata, la lasciai andare avanti qualche passo per godermi lo spettacolo: da dietro si intravedeva solo la T dorata del filetto dello slip e la stringa del pezzo sopra, e davanti già sapevo che il triangolino era minimo e il pezzo sopra tratteneva a fatica le sue generose bocce che sembravano voler esplodere costrette in quel tessuto che le copriva a malapena…

Una volta arrivati al bar ci sedemmo.

Ebbi l’accortezza di prendere posto contro il muro, mentre Viola mi stava di fronte dando le spalle e il culo al locale. La sedia su cui sedeva in realtà era uno sgabello senza schienale, per cui offriva un’ampia visione del suo lato B.

Finito il pranzo, tornammo al nostro posto… Viola era piuttosto euforica, tant’è che, non appena arrivammo al nostro posto, si liberò immediatamente del reggiseno e si diede un’abbondante spalmata di crema sulle sue tettone…

Il pomeriggio procedeva pigramente fra un mezzo pisolino, la lettura del giornale e qualche bagnetto veloce.

Ad un certo punto proposi di fare una passeggiata. Viola accettò prontamente e, contrariamente alle mie aspettative, si alzò in piedi senza rimettersi il reggiseno.

Se il bar era la zona di maggior affollamento della spiaggia, subito dopo invece cominciava una zona semirocciosa completamente deserta.
Ad un certo punto incrociammo due ragazzini, che squadrarono sfacciatamente Viola da capo a piedi senza preoccuparsi di dissimulare la cosa, mancava solo che fischiassero…
“Hai visto, Viola, qui è meglio che in ospedale…”
“Perché?”
“Ti fanno le radiografie complete e non devi neppur pagare il ticket!”
“Scemo…”
“Dai andiamo più avanti che voglio farti qualche foto e qui c’è troppa gente”.

Ci incamminammo verso il faro che si vedeva in lontananza, la spiaggia da sabbiosa diventava più rocciosa, praticamente era un sentiero con da un lato gli scogli e dall’altro tutta una serie di cespugli di macchia mediterranea.
Camminavamo lentamente e con la coda dell’occhio mi accorsi che i due ragazzini di prima ci stavano seguendo a debita distanza, evidentemente il corpo di Viola doveva averli davvero stregati…
Raggiungemmo un punto in cui gli scogli formavano una sorta di piccolo anfiteatro naturale, per cui dissi a Viola che era una buona location, in favore di luce.

Cominciai a shittare e Viola si calò nella sua parte di modella, assumendo via via varie pose… Viola aveva il sole negli occhi, per cui non vedeva quello che aveva di fronte a lei, ma io avevo realizzato che i due segugi si erano fermati e si stavano godendo lo spettacolino…
Dopo un pò dissi: “Dai Viola, rendiamo il servizio un po’ più piccante, levati anche il pezzo sotto…”.
“Ma sei matto?”
“Maddai, machettifrega, tanto non c’è nessuno…”
Viola si chinò e si sfilò il tanga…
Io ripresi a shittare…
“Dai, amore, non fare la timida, fammi vedere bene cosa nascondi in mezzo alle gambe…” e lei diligentemente allargò le gambe…
“Ora girati che vediamo se ti sei abbronzata bene anche sulla schiena…”
Viola, manco fosse una modella di consumata esperienza, continuava ad assumere pose sempre più sexy…
“Ora facciamo qualche foto insieme”
“Ma come facciamo, non hai mica il treppiede…”
“No, ma possiamo sempre chiedere a quei due ragazzini che si stanno segando guardandoti…”
“Cooome???”
“Massì, dai, divertiamoci un pò a provocarli…”
“Sei il solito maiale…”

Mi girai e, a voce alta, mi rivolsi ai due ragazzini: “Scusate, potreste farci qualche foto ricordo?”
Loro, inizialmente sorpresi, probabilmente pensavano di non essere stati visti… “Sì, un attimo…”
Il loro busto spuntava dai cespugli, e notai che prima di muoversi armeggiarono un attimo, probabilmente dovevano prima rinfoderare la spada…
Quando si avvicinarono titubanti notai che erano entrambi ancora in considerevole erezione, che il sottile tessuto dei costumi non riusciva a dissimulare…
Quando furono a tiro, consegnai la macchina fotografica al più basso dei due andai verso Viola.

La presi in braccio cercando di fare in modo che avesse il corpo non in ombra ma ben esposto al sole…
Dopo che shittarono una foto, i due pensavano di dovermi restituire la macchina, ma io gli dissi “Fatene altre, così conserviamo un bel ricordo…”.
A quel punto abbracciai Viola e cominciai a palparle una tetta.
Lei: “Macheffai, ma sei pazzo?”
Per tutta risposta le infilai la lingua in bocca e cominciai a baciarla profondamente.

Mi staccai un attimo e dissi ai due: “Se volete continuare quello che stavate facendo prima, fate pure…”
I due non si fecero pregare e in men che non si dica si ritrovarano con l’uccello in mano e ripresero a segarsi…
Viola oramai non capiva più niente, le infilai la mano in figa e la trovai completamente fradicia… cominciai a masturbarla… gemeva rumorosamente…
“Hai visto zoccoletta che effetto fai ai nostri amichetti?”
“Sì, sono una zoccola…”
“Sù, puttanella, fai vedere ai nostri amici come ti prendi cura del mio amichetto…”
Lei allora allungò la mano e la infilò nel mio costume, afferrandomi il cazzo oramai granitico e cominciò a segarlo sù e giù… La cosa non era molto agevole, per cui mi abbassò il costume liberandomelo e accarezzandomi anche le palle…
“Avete visto com’è brava a menare l’uccello questa troietta?”
“Ss…sì…” erano palesemente entrambi in dirittura d’arrivo… decisi di dare loro una mano: “Mica vorrete che la mia mogliettina si scotti queste belle tettone, ha bisogno di tanta cremina, su, venite ad idratarla…”
I due non fecero in tempo ad avvicinarsi che esplosero entrambi in una copiosa sborrata, che indirizzarono sul seno di Viola, che si era inginocchiata verso di loro per facilitarne la mira.

Visto che era già in posa, non resistetti e la inforcai da dietro… Con le mani afferrai le sue bocce tutte schizzate e cominciai a spalmarle la sborra dappertutto…
“Hai visto che gentili i nostri amici che ti hanno riempita di crema?”
“Sì, ma adesso riempimi tu di sborra che non resisto più…” Questa richiesta fu il colpo di grazie, sentii l’orgasmo montarmi irrefrenabile… Cominciai a svuotarmi nella figa di Viola e lei, eccitata dal sentirsi pompare, scoppiò a sua volta in un orgasmo intensissimo…
Era la prima volta che lo facevamo di fronte ad altre persone e la cosa ci aveva stravolti di libidine…
Placati gli animi, ringraziai i ragazzi del servizio fotografico e chiesi loro di lasciarci gentilmente soli a ricomporci.

3.

Ci sedemmo su degli scogli per rifiatare… Viola era tutta cosparsa di sborra: oltre a quella che le avevano schizzato i due ragazzi sulle tette, aveva la mia che le colava dalla figa e le scendeva lentamente lungo la gamba…
“Vado a sciacquarmi che sono tutta ricoperta di sperma…”
“No”
“Come no?”
“Rimani così”
“Stai scherzando, vero? Dobbiamo attraversare un lungo tratto di spiaggia con centinaia di persone…”
“Appunto”.

Detto questo, con una mano afferrai il pezzo sotto del suo bikini, con l’altra la sua mano e mi avviai deciso.
“Dai smettila, ti rendi conto che sono completamente nuda e piena di sperma dappertutto???”
“Certo, ed è proprio per questo che, nonostante sia appena venuto, mi è già tornato di marmo…” e, detto questo, le posai la sua mano che tenevo saldamente sul mio uccello…
“Tu sei pazzo!!!”
“Dai, smettila di fare la santarellina noiosa… visto che siamo in ballo, continuiamo a ballare…”
“Sì, facile per te dirlo, visto che sono io quella che fa la figura della zoccola…”
“Perché, vuoi forse farmi credere che prima il mostrarti nuda a gambe larghe davanti a quei due ragazzini che si segavano per te non ti ha eccitata come una bestia?”
“beh… ovvio che sì, l’hai visto… ma inizialmente non sapevo che mi stessero guardando”
“Infatti, per cui avresti fatto la pudica e ti saresti persa uno degli orgasmi più belli della tua vita… dimmi che non ho ragione?”
“E’ vero…” rassegnata di fronte all’evidenza dei fatti, smise di brontolare…
Quando arrivammo sul bagnasciuga rallentai il passo, volevo gustarmi lentamente il momento…
Mi resi subito conto che la sua sfilata non stava passando affatto inosservata… è sì vero che c’erano altre donne nude in spiaggia, ma si limitavano ad andare dalla sdraio al mare e tornare indietro, nessuna passeggiava nuda… oltretutto nessuna aveva il corpo ricoperto da evidenti tracce di sperma ovunque…
Quando eravamo arrivati quasi a metà della spiaggia, all’altezza del baretto (la zona più affollata), davanti a noi vidi un ragazzo che indossava il braccialetto del nostro villaggio e mi si accese la lampadina…
“Ciao, scusa se ti disturbo…”, Viola mi strinse la mano e mi diede uno strattone… “Che cazzo fai?”
Io la ignorai e proseguii…
“Vedo dal braccialetto che alloggi anche tu all’Acquarius”
“Sì, perché?”
Viola, rassegnata a questa conversazione del tutto imprevista, cercava di rimanere coperta, standomi dietro, ma io le tirai il braccio affinchè rimanesse di fianco a me e, tenendole la mano, non potesse usarla per coprirsi…
“Stamattina non abbiamo fatto in tempo a partecipare al briefing, per cui volevo sapere se ci siamo persi qualcosa di importante”… domanda assolutamente pretestuosa, ovvio che avevamo partecipato…
Il ragazzo si addentrò in una descrizione dettagliata di quanto era stato esposto, io gli facevo domande inutili di cui conoscevo già tutte le risposte, e lui ben volentieri si prodigava nel fornirmi ogni dettaglio…
“Ah, a proposito, questa è mia moglie Viola”, come se la sua presenza fosse passata inosservata… il ragazzo indossava degli occhiali da sole con delle lenti piuttosto trasparenti, per cui si vedeva chiaramente dove cadeva il suo sguardo, che non era certo su di me…
Io guardavo lui, ma buttavo l’occhio anche in giro, abbastanza da capire che la sosta di Viola aveva indotto non poche persone a fermarsi in quel punto della spiaggia proprio in quel momento… i meno discreti se la mangiavano letteralmente con gli occhi… Due ragazzi facevano finta di farsi foto ricordo l’un l’altro, e chissà perché il soggetto si era messo in posa clamorosamente vicino a Viola…
Ad un certo punto arrivò, con fare non certo amichevole, la fidanzata del tizio, per cui conclusi velocemente la conversazione, ringraziai, li salutammo e ci incamminammo…
Fatto qualche passo, sentii distintamente lei chiedere a lui: “Chi è quella troia?”
Viola mi disse: “Sei un vero bastardo!!!”
“Dai amore, è un gioco…”
“Sì, gioco… pensa che imbarazzo d’ora in poi quando li incroceremo al ristorante…”
“L’imbarazzo sarà suo, pensa che cazzo duro gli farai venire ogni volta, che ti immaginerà nuda e ricoperta di sborra…”
“Sì, così la sua fidanzata mi odierà ancora di più…”
“Beh, se vuole eccitarlo, adesso sa cosa fare…”
“Facile per te, mi chiamerà La Troia…”
“E noi faremo in modo di non farle cambiare idea…”
“Tu sei pazzo… Cos’hai in mente adesso?”
“Di cercare di vivere questa vacanza in modo un po’ più trasgressivo del solito…”
“Cioè, cosa intendi, maiale? Trascinarmi nuda in sala da pranzo? Scordatelo!!!”
“Ma figurati, dai… nuda no… però, per questa vacanza potremmo eliminare l’uso di reggiseno e slip, tanto non se ne accorgerà nessuno”.

“Sì, lo dici tu, guarda che io ho i capezzoli piuttosto grossi, se indosso una maglietta, si notano, eccome, soprattutto con l’aria condizionata del ristorante mi diventano particolarmente turgidi…”
“Appunto, meglio ancora…”
Viola non rispose, probabilmente stava cercando di capire se scherzassi o meno, e quali reazioni tali idee suscitavano in lei… da sola non avrebbe mai e poi mai preso certe iniziative, ma se spinta da me, perché no… in fondo, io ero il suo alibi, no?
Arrivammo ai nostri asciugamani.

Siccome vicino a noi c’era un gruppo di italiani, Viola mi disse sottovoce “Ora che mi han vista tutti, posso andare a sciacquarmi?”
Io le risposi ad alta voce “Sì, meglio, sei piena di sperma, non vorrai imbrattare i salviettoni…”
Lei “Ma cosa gridi!?!”
Io, con tono udibilissimo “Perché? Non è forse vero che sei tutta ricoperta di sborra?”
Senza replicare Viola si diresse in acqua, quando ne uscì, i ragazzi del gruppetto ridevano e si davano di gomito…
Viola di distese di fianco a me “Io non capisco cosa ti ha preso oggi”
Io intanto infilai il braccio sotto il suo ventre e cominciai a carezzarle il monte di venere…
“Dai, dai, che la cosa ti ha eccitata… vuoi vedere che ti trovo fradicia?”
“Per forza, sono appena uscita dall’acqua”
“Peccato, volevo masturbarti un pò” e feci per ritrarre la mano…
“Guai a te se smetti!!!”
Nel giro di 3 minuti, accarezzandole il clitoride, la portai all’orgasmo, che raggiunse quando le sussurrai “Sei una zoccoletta esibizionista”
La sua risposta furono dei gemiti di piacere soffocati…

4.

Il pomeriggio procedeva pigramente… Viola, dopo l’ultimo bagno, non si era praticamente più mossa, era rimasta sdraiata nuda a prendere il sole.
Io invece ero più inquieto, un pò leggevo, un pò facevo avanti e indietro dall’acqua che distava solo pochi passi da dove avevamo deposto i salviettoni.
In uno dei miei andirivieni mi ero accorto che un tizio si era venuto a mettere in linea con noi, solo qualche metro più indietro, in fondo alla spiaggia, al limite della sabbia oltre cui cominciava una zona di arbusti.

A me sembrava strana come posizione, dato che era la parte meno ventilata della spiaggia, per cui ogni tanto gli buttavo un occhio incuriosito.
Ad un certo punto lo vedo armeggiare con lo zaino nel quale, ad un cerrto punto, intravedo una macchina fotografica, cosa che in una spiaggia per nudisti non è la miglior cosa da fare, ma questo era talmente defilato che nessuno lo notava… Con fare indifferente vedo che si alza e, zainetto in spalla, si inoltra nella fitta zona boschiva retrostante e lo vedo sparire…
Dopo un pò noto dei rami muoversi e, in mezzo, ad essi, colgo un riflesso, evidentemente quello dello zoom (eh, l’importanza del paraluce…).

Hai capito l’amico, appostato come un cecchino… si era posizionato perfettamente in linea con Viola sdraiata, ma essendosi sdraiato per evitare di esser visto, da quella posizione penso che oltre alla pianta dei suoi piedi non riuscisse a vedere molto… il ragazzo andava aiutato!
“Amore, ti spalmo un pò di crema”.
“Sì, grazie”
Comincio dalle gambe… “Amore, allarga le gambe, se no non riesco ad incremarti l’interno coscia…”, lei da brava obbedisce… ma non era bbastanza, per cui con le mani le apro ancora un pò…
“Ma amoreee, pensavo dovessi spalmarmi la crema, non farmi una visita ginecologica…”
“Amore, se non le spalanchi bene, come facciamo a far rizzare il cazzetto al guardone nascosoto fra i cespugli?”
“Mah…!?!” e per istinto fa per alzarsi e chiudere le gambe… ma io con una presa ferrea con la mano sinistra premuta sullo sterno la tengo giù e con la destra le impedisco di chiudere le gambe… “Smettila e continua a prendere il sole come se niente fosse”.

Viola si acquieta e continuo a spalmarle la crema… con la mano sono salito fino all’inguine e le sto pasturando il monte di venere… Viola comincia a gemere sommessamente…
“Ti piace, eh, zoccoletta”
“Mmmmh…” e intanto dalla gamba mi infila la mano nel boxer e comincia ad accarezzami l’uccello…
Con la mano sinistra prendo la crema e comincio a spalmargliela sulle tettone… Viola è sempre più eccitata, ma siamo arrivati al limite, non possiamo spingerci oltre…
“Cara, dobbiamo fermarci se no ci arrestano…”
“Uffa, cominciavo a prenderci gusto…”
“Lo vedo, per cui tieni ben aperte le gambe, così l’amico Fritz potrà apprezzare quanto è bagnata la tua fighetta…”
“La sento un lago…”
“Lo è… dici che i tuoi umori sono una buona crema da sole? Adesso te ne spalmo un pò dappertutto e stasera vediamo l’effetto…”
“Spero di non scottarmi…”
“Hai ragione, forse per oggi ne hai preso troppo davanti, girati così lo prendi anche sulla schiena”
Viola fa per girarsi stando sdraiata, ma la fermo… “Amore, non è così che si fa, devi metterti a pecora”
“Ma così avrà un primo piano dei miei buchi…”
“Appunto, mi auguro solo per lui che abbia un buono zoom…”
“Sei incorreggibile!!!”
“Amore, hai il salviettone tutto in disordine, mentre sei a pecora, sistema bene gli angoli”
“Certo padrone, hai altre richieste?”
“Sì, dovresti fare un bel giro a 360 gradi per fargli apprezzare le tettone a penzoloni”
“Maddai, amore, così la schiaffo in faccia ai ragazzi qui di fianco…”
“Son sicuro non avranno niente da ridire… se vuoi glielo chiedo…”
“No, no, per carità, ci mancherebbe!” e comincia a ruotare…
Quando arriva col culo in faccia ai vicini e di profilo al fotografo la blocco… “Ferma, hai qualcosa negli occhi…” e mi metto con le ginocchia sulle sue mani in modo che non possa muoversi…
“Dai, cretino, sai benissimo che non ho nulla…”
Dalla mia posizione vedevo che i ragazzi si stavano gustando la giravolta…
“Beh, casomai avessi qualche pelo in figa, a questo punto i nostri vicini l’avrebbero visto…” e mi sposto, affinchè possa completare il suo giro, dopodichè si sdraia.

“Ah, ha, ha, amore…”
“Cosa c’è ancora?”
“Hai chiuso le gambe, non va bene…” e le accarezzo le gambe partendo dai polpacci… arrivato alle ginocchia, le allargo le gambe e proseguo… arrivato alla figa, la trovo ancora fradicia… le infilo dentro 2 dita che scivolano alla grande… mi viene in mente che così lubrificate possono entrare agevolmente anche nell’orifizio anale… detto-fatto, non fa in tempo a rendersene conto che si ritrova il mio indice infilato nel culo fino alla mano…
“Ma sei pazzo!?!”
Non le rispondo, mi chino e le infilo la lingua in bocca, e lei risponde appassionatamente al mio bacio, dimenticandosi o fregandosene di avere un mio dito piantato saldamente in culo…

5.

Il pomeriggio volge al termine ed è stata una giornata piena di emozioni nuove e particolarmente intense, in cui sia io che, soprattutto, mia moglie ci siamo ritrovati a fare cose non avremmo mai immaginato di poter fare…

Oramai siamo lanciati in questo gioco esibizionistico in cui io tiro le fila e Viola, anche se inizialmente un pò forzata, alla fine finisce col seguirmi, ricavandone grande eccitazione.
Oramai la mia mente è una fucina di idee finalizzate alla creazione di nuove situazioni in cui Viola possa esibire il suo splendido corpo, e il fatto di esser capitati quasi per caso in una spiaggia nudista ha fatto sì che Viola piano piano si ambientasse e trovasse via via sempre più naturale stare nuda ed essere guardata nuda: è una bella donna e gli sguardi degli altri sono tutt’altro che di disprezzo… e poi è così piacevole fare il bagno e prendere il sole nudi…

Viola mi dice “Voglio fare un ultimo bagnetto, vieni?”
“Sì, vai avanti che ti raggiungo subito che finisco il capitolo, questo libro mi prende”.

“Ok” e si alza.
Aspetto che entri in acqua per mettere in atto il piano che avevo escogitato: farla arrivare nuda allo scooter, che abbiamo parcheggiato dall’altra parte della spiaggia, sarà una passeggiata di almeno un km.
Mi alzo, raccolgo in fretta e furia tutte le nostre robe, le caccio alla meglio nello zaino e mi avvio…
Viola inizialmente non realizza, quando si gira e scopre che me ne sto andando, mi grida “Ma dove vai!?!”
“Allo scooter, amore”.

“E io???”
“E tu mi segui”.
“Ma sono nuda!”
“Ecco, ora lo sanno anche quei pochi che non se ne erano accorti…”, fragorosa scoppia la risata nel gruppetto dei ragazzi che si erano goduti lo spettacolino tutto il pomeriggio.
“Cretino!” ed incomincia ad uscire dall’acqua, quindi affretto il passo… Viola mi segue ad una ventina di metri, ma non riesce a colmare la distanza… conoscendola, confido sul fatto che prima o poi rallenterà perchè camminare sulla sabbia è faticoso il doppio e non ha una gran resistenza… infatti dopo 50 metri desiste e abbandona ogni velleità d’inseguimento.

La camminata è lunga e Viola procede piano tutta nuda, adesso saremo distanziati di una quindicina di metri. In quel tratto la spiaggia, essendo lontana dai punti d’accesso che sono alle 2 estremità, è semideserta.
Incrocio 2 ragazzi che, non sapendo che eravamo insieme, commentano “Ehi, hai visto che figa questa che arriva”, “Miii, che tettone”, “E la spacca tutta depilata dove la lasci?”, “Dai che la fermiamo”… son proprio curioso di vedere cosa combinano…
Uno estrai dai calzoncini una compatta e le chiede “Scusa, ci faresti una foto?”
Lei si ferma, avendo preso in mano la macchina fotografica, non può neppure coprirsi…
Uno si attarda a spiegarle come funziona, mentre l’altro se la divora con gli occhi…
Poi si mettono in posa e lei shitta… “Va bene?” e loro “Ce ne faresti un’altra, sai, per sicurezza…” e così si godono lo spettacolo per altri 30 secondi… poi li saluta e riparte.

Avvicinandoci all’altra uscita, la spiaggia si fa sempre più affollata, c’è anche un bar con ombrelloni e sdraio che arrivano fin quasi in mare, per cui Viola passa in alcuni punti anche a meno di un metro dalla gente seduta sulle sdraio, in pochi si perdono la sua sfilata…
Alla fine raggiungiamo lo scooter, Viola arriva “Sei un vero stronzo”
“Ma tu pensa che ingrata questa, ti ho evitato di trasportare qualsiasi peso durante questa passeggiata lunga e faticosa, e tu mi ringrazi così???”
Ci sorridiamo e ci baciamo.

6.

Viola si riveste, nel senso che indossa lo slip e la canotta, dato che dovrà sedersi sul sellino, ma non rimette il pezzo sopra. La canotta bianca è piuttosto scollata, sia sul davanti che sotto le ascelle, per cui basta che si muova un pò che si intravedono porzioni generose di seno. Inoltre il tessuto è sottile, per cui i suoi capezzoloni risaltano particolarmente, cosa che si evidenzia in modo clamoroso quando ci fermiamo a prendere da bere in un bazaar dove tengono la temperatura sottozero… il cassiere del bazaar ha uno sguardo laser, per cui mi attardo a cercare monetine per pagare.

Usciamo e veniamo riavvolti dal calore… fuori ci sono un pò di ragazzi che si stanno rifocillando… fingendo di scherzare innocentemente, le spruzzo dell’acqua sul petto, creando un effetto maglietta bagnata che non sfugge a nessuno…
Ci avviamo, il tragitto per tornare al villaggio dura circa ¼ d’ora.
Arrivati in camera mi butto sul letto… Viola si toglie la canotta, rimanendo solo col pezzo sotto del bikini e, forse perchè sop****nsiero o perchè oggi ci ha fatto l’abitudine, esce sul terrazzino (non l’aveva mai fatto… anche perchè ci hanno dato una camera al piano terra che si affaccia direttamente sulla piscina principale, per cui chiunque sia in piscina ha una perfetta visuale della nostra camera).

Con un balzo prendo la porta finestra e la chiudo, bloccandola con la sicura. Viola mi guarda ridendo, pensando che scherzi…
“Dai scemo, apri”
Io da dietro il vetro: “Ti apro la porta d’entrata”
Lei, con sguardo allarmato: “Ma sei fuori, devo fare il giro di mezzo villaggio per entrare!”
“Appunto!” e tiro le tende… in effetti il villaggio è strutturato in modo tale che è un blocco di camere i cui terrazzi danno sulla piscina, ma le entrate sono sul retro, e bisogna fare un bel giro, oltre che attraversare la hall…
Viola bussa un pò, ma io la ignoro… non può permettersi di gridare per non attirare ulteriore attenzione… quando capisce che tanto non le apro, scavalca la ringhiera che ci separa dalla piscina e comincia a fare il giro.

Già me la immagino quando passerà davanti alla reception a tette al vento solo con lo slip…
Dopo 2 minuti sento bussare… apro la porta e la tiro dentro… la situazione mi aveva eccitato e avevo già una bella erezione… mentre finisce di dirmi “stronzo” la sbatto contro il muro e le infilo due dita in figa, la trovo un lago…
“Sì, sarò stronzo, però mi pare che lo scherzetto ti sia piacuto…” e le infilo le due dita dense dei suoi umori in bocca…
“Succhia troia”
Con le dita le esploro la bocca, poi la giro e la faccio appoggiare alla credenza che regge la tv, le calo gli slip e le faccio allargare le gambe…
Oramai sono in tiro, per cui la infilo senza difficoltà da dietro… è tutto il pomeriggio che sono eccitato, per cui mi ci vuole davvero poco per raggiungere l’orgasmo… evidentemente anche lei era bella carica, perchè non appena mi sente riversare la mia sborra dentro di lei, lo raggiunge anche lei.

Rimaniamo ansimanti aggrappati l’un l’altro, poi ci dirigiamo in bagno ed entriamo sotto la doccia insieme…

7.

Nella doccia, nonostante siamo appena stati squassati dall’orgasmo, non smettiamo di accarezzarci a vicenda… Mentre insapono i capelli a Viola, lei mi massaggia lo scroto e mi scappella a fondo l’uccello, che per effetto del massaggio, mi torna subito di marmo…
La faccio girare, le insapono le ascelle, le tettone e poi scendo giù a carezzarle l’inguine… è una sensazione eccitantissima toccarla tutta così scivolosa… Le faccio appoggiare le mani al muro, cosa che le fa assumere una posa lievemente inclinata… la mano scende giù fino a trovare la sua rosellina posteriore… la stuzzico un pò, lei capisce le mie intenzioni e si sporge ancora un pò… la penetro col dito che, essendo insaponato, non incontra nessuna resistenza… poi comincio un lento va e vieni… Viola comincia a gemere…
“Ti piace, eh… zoccoletta”
“uhm, sì, molto…”
“e cosa dicono le troiette educate in questi casi?”
“grazie, amore, che ti prendi cura di me”.

Le rifilo una sonora pacca sul sedere.
“Non ho capito bene”
”Grazie amore che ti prendi cura del mio buco del culo” e intanto con una mano mi sega l’uccello. Viola è sù di giri ma, conocendola bene, so che se la facessi venire, la tensione erotica svanirebbe, mentre io ho altre idee e la voglio ancora bella carica…
“Andiamo a incremarci, che con tutto il sole che abbiamo preso oggi…”
“Subito?”
“Tranquilla che la serata non finisce certo qui…”
“Sembra interessante”
“oh, fidati che lo sarà…”

Abbiamo preso il sole tutto il giorno per cui, nonostante le creme protettive, siamo piuttosto arrossati entrambi e, soprattutto, avendolo preso nudi, lo siamo dappertutto.

“Ho bisogno di una bella incremata” e mi sdraio sul letto con l’accappatoio aperto e l’uccello ancora svettante.
Lei capisce l’antifona e si inginocchia di fianco a me spruzzandomi la crema su tutto il corpo, cominciando poi a spalmarla.
“Scusa, e chi ti ha detto di usare le mani per spalmarla?” Lei mi guarda un pò interdetta… “Di crema ne hai bisogno altrettanto quanto me, visto che ti sei divertita a far tirar cazzi tutto il giorno aggirandoti nuda per la spiaggia, per cui usa il tuo corpo per spalmarmela, così te la spalmi contemporaneamente anche tu”.

“Veramente sei tu che mi hai fatta star nuda davanti a tutti”. Le afferro un capezzolo e comincio a stringerlo forte… “Cosa?”
“Grazie per avermi mostrata a tutti in spiaggia” non mollo la presa e continuo a stringere “Non ho capito bene”
Un attimo di attesa, poi “Grazie per aver esibito le mie tettone e la mia fica a tutti” e allora mollo la presa.
“oooh, finalmente… su, dai, brava, spalmiamoci ‘sta crema”.

Viola comincia ad usare il proprio corpo per spalmare la crema. Una volta le avevo mostrato un video di nuru-massage per cui sa cosa mi aspetto da lei. Sul petto usa le tettone, mentre per mani e braccia usa l’incavo fra esse. La cosa è piuttosto laboriosa, ma estremamente piacevole. “Ora girati al contrario” e lei esegue, come dovessimo fare un 69. Ogni volta che arretra mi trovo la sua figa praticamente in bocca (sarà un caso?) quindi comincio a lapparla per bene.

Non avendola fatta venire nella doccia, è su di giri da prima e non si contiene più nell’offrirmi la sua vulva da leccare mentre, presa dalla foga, mi ha imboccato l’uccello e lo stantuffa con energia. Raccolgo un rivolo di crema e, mentre le lappo le grandi labbra, con le dita le stuzzico il forellino che, bello lubrificato, si lascia penetrare senza opporre resistenza. I suoi mugolli crescono, quindi passo ad inserire il secondo dito, cosa che la sextena ulteriormente, sbattendomi la figa in faccia fin quando i suoi tremiti mi annunciano il suo orgasmo, cosa che eccita anche me portandomi ad una poderosa eiaculazione di cui, come le ho insegnato da tempo, non perde neppure una goccia.

8.

Stremati dall’orgasmo, ci stendiamo per rilassarci un pò e cadiamo in uno stato di dormiveglia, dal quale ci riprendiamo dopo una mezz’oretta.
Oramai è quasi ora di cena per cui bisogna prepararsi. Viola si avvicina ad una cassettiera dove so che ha riposto la sua biancheria intima, apre il cassetto e si attarda a scegliere la lingerie… “Cosa fai?”
Mi guarda perplessa… “Prendo la biancheria da indossare, perchè?”
“Cosa ti ho detto stamattina?”
Mi guarda pensierosa… “che non avrei indossato biancheria durante la vacanza?”
“Esatto!!! Quindi ripeto la domanda: cosa stai facendo?”
“Ma pensavo scherzassi”
“Nient’affatto!!! E per dimostrarti quanto son serio, oltre che per punirti del fatto di non avermi preso sul serio, deciderò io cosa indosserai stasera”.

“Oddio, mi fai paura…”
“Smettila di dire sciocchezze e mostrami che vestiti hai portato che non ho voglia di perdere ulteriore tempo a discutere, visto che ho anche una discreta fame”.
Viola si avvicina all’armadio e ne apre le ante, mostrandomi cosa offre. Anch’io mi avvicino “Mentre scelgo i vestiti per te, tu inginocchiati e succhiami il cazzo che mi favorisci l’ispirazione”
“Sì, sì, ispirazione, a te interessa solo l’aspirazione…” e si accovaccia eseguendo l’ordine.

Faccio scorrere i vestiti appesi ai vari appendini accompagnato dal suono del risucchio delle sue labbra sulla mia cappella.
Li conosco tutti i suoi vestiti e ne cerco uno che, oltre ad essere molto corto (cosa piuttosto normale visto che non le consento mai di indossare abiti o gonne che scendano oltre la mezzacoscia) so che presenta una scollatura molto interessante, costituita da 2 fasce sottili che salgono verso l’alto e si allacciano dietro il collo.

Se le fasce vengono allacciate come si dovrebbe, ossia strettamente, rimangono tirate e coprono bene il seno bloccandolo, mentre se vengono lasciate morbide, rimane molto spazio fra il tessuto e le tette, lasciandole intravedere abbondantemente, oltre che libere di ballonzolare senza freni.
“Succhiacazzi, trovato! Alzati che ci prepariamo”. Si alza e le passo l’abitino, anche se non ha ancora intuito come intendo farglielo portare.
In breve siamo pronti, lei lo ha allacciato come al solito, stretto.

Mi avvicino a lei da dietro, è seduta davanti allo specchio e si sta truccando, disfo il nodo sul collo e lo riallaccio molto più morbido. “Ma cosa fai, non si porta così, non vedi che non appena mi muovo mi si vede tutto, per non parlare del rischio che una tetta mi esca di fuori?”
“Appunto”.
“Tu sei pazzo!”
“Discuti ancora e te lo rifaccio ancora più largo quel nodo, vedi tu…”.

Ha capito che non scherzo, per cui si ammutolisce e riprende a truccarsi. Finisce, si alza e si gira “Come sto?”
“Uhm, bene… girati” in effetti da davanti sembra tutto normale, ma non appena la si guarda di profilo non si possono non notare le sue tettone mezze scoperte “però non mi convincono le scarpe, quei sandali sono troppo bassi, prendi quegli altri neri”. I sandali che ha indossato hanno un tacco 8, mentre quelli che dico io hanno un tacco 12 e la costringono ad una camminata molto più ballonzolante… l’ideale con quel vestito così allacciato.

“Ma sono scomodi…”. La fulmino con lo sguardo e cambia sandali senza aggiungere altro.
Ci avviamo verso la sala da pranzo. Lei cammina di fianco a me e il suo incedere è davvero arrapante, con mezze tette di fuori e ballonzolanti.
Vicino alla piscina incrociamo 2 ragazzi e chiedo loro se ci fanno una foto. Estraggo la compatta dai bermuda e la do a Viola affinchè sia lei a consegnargliela.

Non mi sfugge lo stupore dei ragazzi quando Viola si gira per tornare da me lasciando intravedere, come previsto, ampie porzioni del suo seno.
Entriamo in sala da pranzo, prendiamo posto e poi ci dirigiamo verso i banconi del buffet. Ognuno si serve, con la coda dell’occhio guardo Viola e noto che ogni volta che si china per prendere qualcosa e metterlo nel piatto inevitabilmente il vestito si scosta un pò mostrando fugacemente le sue tettone, soprattutto quando il movimento è accompagnato da una piccola torsione del busto.

Non è una cosa clamorosa ma è impossibile non notarlo…
Tornando al tavolo mi ferma il ragazzo che avevamo incontrato in spiaggia alla mattina. Mi fermo a scambiare qualche convenevole inutile, e quando passa Viola la blocco “Ti ricordi dei simpatici ragazzi con cui abbiamo parlato stamattina?”
Il suo volto avvampa di vergogna (bene, è proprio quello che volevo), “ah, sì, certo… come va?” Il tizio se la mangia con gli occhi “Benissimo!!!”.

Come al mattino, la ragazza si fionda su di noi, rifilando un’occhiataccia a Viola che, se possibile, diventa ancora più rossa… Voglio stuzzicarla… “magari più tardi beviamo qualcosa insieme”. Il tizio coglie la palla al balzo “Certo, volentieri” e torniamo al tavolo. Allontanandomi sento distintamente la ragazza dirgli “Manco morta con quella troia”.
“Mica avrai intenzione di farmi trascorrere la serata con me mezza nuda davanti alla sua ragazza che mi odia?” E io, in tono canzonatorio “Secondo me quella ragazza ha bisogno di sbloccarsi, è troppo inibita”.

Viola “ah, sì certo, e io le farei da buon esempio…” “Brava!”.
Finita la cena ci dirigiamo verso la zona bar per prendere il caffè. Al bancone ci sono un paio di sgabelli liberi e mi appollaio sopra e Viola prende posto in quello di fianco e ordino. Mentre aspettiamo mi rendo conto che gli sgabelli sono molto alti mentre tutti i divanetti coi tavolini intorno sono bassissimi, per cui chi è seduto ha un’ottima visione dal basso in alto delle gambe di Viola il cui vestito, già corto di suo, è ulteriormente risalito scoprendole ancor di più le cosce.

Lei tiene le gambe accavallate, ma mi sembra un’occasione troppo ghiotta per poterla perdere… “Amore, scavalla le gambe e lasciale dischiuse”. “Ma non indosso gli slip, si vedrà tutto!!!”
“Appunto, altrimenti che te lo chiederei a fare?”
“Ma non t’è bastato farmi fare il giro del villaggio in topless?”
“Appunto, prima si son goduti la parte sopra, ora completiamo l’opera, sai che non mi piace lasciare le cose a metà”
Viola di controvoglia scavalla e socchiude le gambe”.

“Non fare la schizzinosa, che lo vedo dai capezzoli turgidi che il gioco non ti diapice affatto, anzi…”
“Sei il solito esagerato…”
“Assì? Allora facciamo così: ora ti alzi un secondo e ti scosti il vestito da sotto il culo in modo da rimanere seduta con la figa a diretto contatto della pelle dello sgabello, così quando ti rialzi dopo vediamo chi aveva ragione…”. La vedo esitare un attimo, e questo mi da la conferma di aver fatto centro… voglio approfittare del vantaggio “Facciamo così: se ho ragione io, dopo pagherai penitenza”.

“E se invece vinco io?”
“Perchè perdere tempo con ipotesi irreali? Lo so quanto ti eccita fare la troietta esibizionista”. Conoscendola, anche questo linguaggio concorre a farla eccitare…
“E in cosa consisterebbe questa penitenza?” Si informa, sa già di aver perso…
“Lo scoprirai al momento opportuno, un giocatore di scacchi non rivela mai le proprie mosse in anticipo…”
“Dai, lo sai che son curiosaaaa…”
E’ giunto il momento di darle la botta di adrenalina, quella che la farà allagare ”Dopo andiamo in un negozietto in centro e lì ti spogli nuda davanti al commesso e agli altri clienti”.

Le pupille le si spalancano…
Le offro il bracccio “Prego, alzati”.
E’ con un ghigno beffardo che notiamo entrambi la striscolina umida che ha lasciato sul sedile dello sgabello…

9.

Stiamo per andar via quando noto la coppia incontrata in mensa e allora gli faccio un cenno di avvicinarsi e riprendiamo posto sugli sgabelli. Viola sta per accavallare le gambe ma incastro la mia gamba fra le sue costringendola a mantenerle allargate.

“Se non avete ancora preso il caffè, ve lo offro volentieri” e il tizio accetta di buon grado.
Butto l’occhio in basso e vedo che il vestito di Viola, fra sopra e sotto, nasconde davvero poco. Mi giro ed infatti noto che il tizio fa fatica a guardarmi in faccia, il suo sguardo è calamitato in basso, dove è evidente che Viola non indossa le mutandine.
La cosa più appropriata da dire è “Fa davvero caldo stasera…”, il tizio annuisce imbambolato, mentre la ragazza risponde piccata “Pure troppo!!!”.

Con faccia di bronzo le ribatto “E ci credo che hai caldo, coi pantaloni lunghi…”, lei, sempre più furente “Sai com’è, non vorrei prendere colpi d’aria…”. Mi diverto troppo a stuzzicarla, ma non voglio che la cosa sfugga di mano, per cui, terminato il caffè, ci congediamo… “Scusateci ma noi dobbiamo andare in centro a fare shopping, vero?” dico rivolto verso Viola… Lei annuisce.
Salutiamo e andiamo a prendere lo scooter, che dico a Viola di guidare lei.

Io mi accomodo dietro e passo il viaggio a giocare con le sue tettone, che posso manipolare a piacimento visto come le avevo allacciato largo il vestito.
Arrivati in centro parcheggiamo e ci incamminiamo nelle viuzze affollate. L’isola, nota per la vita notturna trasgressiva, offre sicuramente quanto vado cercando, ed infatti non ci mettiamo molto a trovare ciò che fa al caso nostro: un negozietto che è una via di mezzo fra un sexy shop ed un negozio d’abbigliamento particolare, dato che vi si trova davvero di tutto, dai soliti completini agli accessori più stravaganti.

Il negozio non ha vetrine oscurate come da noi, ma è aperto e frequentato da una clientela eterogenea, niente di clandestino, insomma: un viavai di curiosi e curiose di ogni età. E’ suddiviso in due ambienti a forma di elle: all’entrata v’è tutta la lingerie e gli stivali, poi la satanza si apre a destra coi camerini e oggettistica sado-maso: chi passa fuori non vede quest’ultima sezione, ma basta entrare nel negozio e fare pochi passi perchè sia tutta perfettamente visibile.

Ci aggiriamo curiosi nel negozio, commentando questo o quello, alla fine trovo un capo che mi stimola: una tutina di rete, di quelle che lasciano libero accesso davanti e dietro, per cui chiedo al commesso di poterla provare e ci conduce ai camerini.
Viola entra nel camerino e chiude la tendina, ma poi mi chiama per chiedermi di tenerle la borsetta dato che il camerino è microscopico. Io mi affaccio, prendo la borsetta e lascio la tendina scostata quel tanto che basta per poter apprezzare quanto succede dentro.

Io inizialmente sto davanti alla tendina coprendo la visuale, quindi mi sposto lasciando campo libero a chi nel negozio buttasse un occhio. Cosa che infatti non sfugge ad un paio di avventori… uno si attarda facendo finta di guardare degli stivali, ma lo sguardo è fisso al camerino, un altro addirittura sfodera il cellulare e shitta un paio di foto.
Viola mi chiama dicendomi che aveva finito di cambiarsi ed era pronta… non ce n’era bisogno, avevo già realizzato la cosa… e non solo io.

Mi avvicino al camerino e spalanco la tendina, lei “Come mi sta?”
“Non so, quel camerino è troppo piccolo, non si capisce, vieni qui fuori che c’è uno specchio bello grande”
“Ma sei fuori? Sono nuda…”
“A parte che non sei nuda dato che indossi una tutina, e poi vorrei ricordarti la scommessa”.
Titubante, esce dal camerino e si specchia velocemente e fa per rientrare, ma l’afferro per un braccio bloccandola, e intanto chiamo il commesso, ben sapendo che tali prodotti hanno taglia unica dato che sono elasticizzati: “Scusi, non ci sarebbe una taglia più grande, vede, qui sul seno la schiaccia un pò…”.

In realtà le sta da Dio rivestendola come una seconda pelle, è solo che sul seno, essendo abbondante, la rete si tende un pò.
Lei è Viola di nome e di fatto… il commesso “No, sa, è taglia unica, però è studiato in modo tale che la scollatura si può abbassare ed usare come reggiseno”.
Ho capito perfettamente cosa intende… “Scusi, non capisco, mi fa vedere come?”
Il tizio, delicatamente, afferra il bordo superiore e lo tira fino a posizionarlo sotto le tette.

Se l’effetto prima era già arrapante ora, con le tettone scoperte e sospinte verso l’alto, è decisamente spettacolare.
“Ti piace amore?” sempre tenendola saldamente per il braccio…
“Eh, sì, non è certo per andare in ufficio…”
“E lei che ne dice?” rivolto al tizio… “Sta d’incanto”
“Bene, bene, cara”… inutile dire che oramai tutti quelli nel negozio stanno solo guardando lei… “fai così, fai 2 passi fino lì così vediamo bene”
“ah, è rimasto qualcosa che non si vede bene?”
“Appunto, togliamoci ogni dubbio” e col braccio la sospingo verso la parte del negozio visibile anche da fuori…
Viola, prende un sospiro profondo e si avvia testa alta e parte: è evidente che se deve fare ‘sta cosa, vuol farla bene.

Arrivata in cima, anzichè tornare indietro, fa ben 2 giravolte su sè stessa, sorridendo come una modella sulla passerella, e torna indietro… “Contento?”
Ah, impertinente la ragazza, la sistemo io… “Non del tutto” e l’afferro a braccetto e la trascino in mezzo al negozio dove, in una vetrinetta, ho visto alcuni collari da schiava. “Vorrei uno di questi, possiamo provarli?” “Certo”
“Su, amore, sollevati i capelli che proviamo questi” Viola è in mezzo al negozio a braccia alzate che si tiene i capelli sulla nuca su tacco12 indossando una tutina trasparente di rete che non solo ha ampie aperture sull’inguine ma lascia scoperte anche le tette… Sarebbe inutile provarli, dato che sono regolabili, ma vabbè… Gliene allaccio uno, attardandomi a trovare la giusta regolazione, intorno a me lampeggiano dei flash “Vieni allo specchio” e via altra sfilata.

Oramai Viola ha perso ogni inibizione e si muove come fosse solita aggirarsi nuda per negozi… La posiziono davanti allo specchio, io dietro incollato a lei… Passo un braccio davanti e le insinuo due dita nella vulva, che trovo fradicia. Le estraggo e, bagnate dei suoi umori, gliele infilo in bocca “Succhia troietta”
E lei, da brava mogliettina, esegue….

In due, senza casco e controsenso!

Andrea non sapeva se maledire il momento in cui aveva accettato di tornare a casa approfittando d’un passaggio di Matteo sul motorino (poiché quel fatto aveva cambiato la sua vita: magari, non così disastrosamente, a ripensarci, ma di certo in modo considerevole) o se ringraziarlo per le conseguenze che n’erano derivate, vale a dire, per parlare chiaro, per aver perso la verginità dal culo, e non solo!

Torniamo indietro per capire cosa è successo ai due amici.

La scuola è finita da poco, hanno festeggiato la fine del quarto anno di liceo scientifico, con una botta di culo sono riusciti a scansare ogni debito e sono liberi per tutta l’estate: cosa c’è di meglio che inaugurarla con un festino alcolico nella casa al mare d’una loro compagna, alla quale i genitori l’hanno provvidenzialmente lasciata libera per il fine settimana? Nulla, infatti la festa procede bene, con la solita percentuale di ragazzini sbronzi che vomitano per il vino ed i cocktail e crollano per le canne, che girano tranquillamente; loro due sono tra i pochi che, potendo reggersi sulle gambe, decidono di tornare a casa per dormire, almeno questa era l’intenzione.

Andrea chiede a Matteo un passaggio sul suo scooter, dato che Paolo, col quale era venuto, pare non riesca più a staccarsi dalla tazza del cesso… cazzo avrà ancora da vomitare, ormai, sarà tornato indietro al cenone di Capodanno, ma chi se ne frega, se la smaltirà domani, chissà che mal di testa!
Così, i due si avviano: non è che siano proprio sobri, anzi, il casco proprio non se lo filano di pezza, hanno bisogno di sentire addosso un po’ di brezza notturna per scacciare i fumi alcolici; il motorino procede quasi zigzagando, e non piano, Matteo si diverte a suonare il clacson: “Cazzo”, gli dice Andrea da dietro, “guarda che sono quasi le due di notte, qui c’arrestano!”.

Matteo, però, ride… ridono insieme, continuano a correre, finché imboccano una scorciatoia che tutti percorrono sempre controsenso, non illuminata, che taglia attraverso un boschetto e poi sbuca sulla nazionale, verso la città. Qui capita il fattaccio: da dietro una curva, arriva d’improvviso un’auto scura, nel giusto senso di marcia, veloce ma non quanto i due ragazzetti; lo scontro frontale viene evitato per un soffio, ma Matteo, sterzando all’ultimo, perde il controllo del mezzo ed i due cadono.

Non si fanno nulla, anzi, dopo il primo momento di spavento, prendono quasi a ridere come due idioti, rimanendo a terra; qualcuno scende dall’auto e s’avvicina a loro.

“Cazzo, sono due mocciosi, potevamo prenderli in pieno, e guardali ‘sti stronzi, ridono pure, mi sa che sono sbronzi… se fossi nei genitori, li sistemerei per le feste!!!”.
“Ehi, Tom,stanno bene?” Intanto l’altro s’è avvicinato e li ha fatti alzare senza troppa gentilezza: è un ragazzo giovane, alto e moro, magro ma muscoloso; non si distingue bene molto altro alla luce della luna, oltre a quella ci sono solo i fari della macchina.

“Sì, Nico”, risponde l’altro, “hanno solo qualche sbucciatura, ma nemmeno una goccia di sangue, li riempirei io di legnate! Adesso che ne facciamo?”

Matteo ed Andrea s’alzano e immediatamente passa loro la sbronza, non appena s’accorgono che la macchina ha sul fianco la scritta Polizia di Stato; “Cristo che sfiga”, pensa Andrea, il più lucido dei due, “ci siamo fottuti l’estate!!!”.

Nico, anche lui sui ventitré anni, s’avvicina a sua volta e li guarda: pure lui è alto ben messo, con la divisa da poliziotto, biondo e ben fatto.

“Che schifo, a sedici anni sono già ubriaconi… adesso, stronzetti, vi portiamo in caserma, poi chiamiamo i vostri genitori e v’assicuro che vi pentirete della cazzata che avete appena fatto”.

“No, per favore, stiamo bene, ce ne andiamo subito, la prego, agente, ci faccia la multa ma non ci porti in caserma, stiamo tornando da una festa e siamo solo un po’ allegri: tutto, ma non i nostri genitori, ci fregate l’estate così”, piagnucola Matteo, ancora non del tutto riavutosi.

“Davvero, staremo attenti in futuro, i caschi li abbiamo, ce ne andiamo piano e paghiamo la multa, ma è la prima volta che ci succede”, dice Andrea, sperando che, vista l’età, i due siano disponibili.

“Non ci pensate, fighette, voi adesso salite in macchina con noi e saranno cazzi vostri”, l’apostrofa rudemente quello di nome Nico, il biondo.
Tom, però, gli s’avvicina e, più piano, gli fa: “Ma guarda che noi non avremmo dovuto essere qui, poi ci toccherebbe spiegare perché siamo da queste parti e passare la notte coi verbali e cazzi vari, e sentire la cazziata del capitano…”.

“Ma non vorrai mica che questi due figli di papà se la cavino gratis!?!”
“No, stai tranquillo, ho giusto in mente una bella punizione, che sarà anche parecchio divertente per noi”.
I due si scambiano uno sguardo d’intesa, con un sorriso sottile; Andrea non sa se sentirsi sollevato o preoccupato, Matteo sembra più calmo: “Sì, qualsiasi cosa, basta che poi ci lasciate andare a casa senza che i nostri sappiano nulla”!

“Non so se sarai dello stesso parere tra poco, stronzetto!”, replica Nico, poi Tom dice loro: “Adesso fate tutto quello che vi diciamo e se fiatate, vi facciamo un casino che nemmeno ve l’immaginate! Ora spogliatevi e cominciate a succhiarvi l’uccello a vicenda”.

Matteo e Andrea restano pietrificati, si guardano, Andrea prova a protestare: “Ma che cazz…” Tom lo ferma: “Avete dieci secondi per fare quello che vi ho detto, altrimenti, la caserma è lì che vi aspetta, ed anche un’estate bella tosta!”
I visi dei due poliziotti sono duri, come i loro cazzi nella divisa: non c’è nulla da fare, non c’è altra via di scampo.

I due ragazzi si spogliano e cominciano a baciarsi, prima controvoglia e timidamente, poi i loro cazzi si rizzano, l’alcool aiuta a superare le inibizioni e si toccano, sono entrambi belli: Andrea biondo, alto circa 1.

80 e liscio, modellato dalla palestra; Matteo un po’ più basso, viso d’angelo castano, con una leggera peluria sul ventre, attorno all’ombelico, un fisico sodo grazie ad anni di piscina.
Iniziano a slinguarsi i capezzoli con calore, mentre si menano le aste da adolescenti, incoronate da due ciuffi di pelo; in qualche modo, forse, non sembra loro neppure così strano star lì a palparsi come avevano sempre dichiarato di voler fare con le ragazze più carine della scuola.

Alla luce della luna e dei fari, Tom e Nico tirano fuori due cazzi che, eretti, sembrano arrivare sui venti centimetri… meno male che i due frocetti non se ne accorgono: chissà che paura, sennò, e iniziano a masturbarsi l’un l’altro, le loro cappelle turgide e umide di umori luccicano alla luce lunare, nel frattempo commentando le prodezze erotiche dei due ragazzi, i quali, ormai, sono preda dei loro stessi ormoni e si danno piacere succhiandoselo con foga e, alternandosi, gemono e si strusciano, accarezzandosi le natiche e l’addome.

“Guardali i due frocetti, sembra che non abbiano mai desiderato altro e che stiano quasi per scoparsi”, dice Tom.
“Sì, sono due belle troiette, guarda quello castano come se lo ingoia tutto con passione, a quello il cazzo gli piace proprio tanto! Adesso gli faccio assaggiare quello di un uomo vero” e così gli s’avvicina, lo stacca da Andrea, lo fa inginocchiare e dicendogli “succhialo tutto, frocio che non sei altro”, glielo infila in bocca in un colpo solo.

“Ti piace il sapore del mio uccello, eh? Se me lo succhi bene, ti faccio sentire anche la sborra, stanotte” e così inizia a gemere sotto i suoi colpi di lingua, esperti davvero; intanto si spoglia, è del tutto glabro anche lui, massiccio e tatuato sulle braccia e su un fianco con dei tribali.
Matteo comincia a palparlo e lui apprezza, lo prende dai capelli e lo guida nel pompino: “Ah, sììììì, così, prendilo tutto in gola, continua, sei meglio d’una troia, sììììì”.

Nel frattempo, anche Tom si spoglia: ha un fisico ben delineato, con una leggera peluria nel solco dei pettorali ed una striscia di pelo che corre lungo gli addominali scolpiti, fino al cespuglio del cazzo, ritto e voglioso come quello del suo amico.

“Tu biondino, non vorrai mica solo guardare il tuo amico, vieni qui e assaggia la mia minchia” Andrea esegue con entusiasmo, leccandogli prima i capezzoli e l’ombelico, passando poi alle palle, la mazza e la cappella violacea, infine prendendolo tutto in bocca.

“Sì, sei fantastico, ingoiala tutta, che tra poco ti sfondo anche il culo… sì, ancora” e i due poliziotti iniziano un concerto di gemiti e palpeggiamenti, cominciando anche a sondare i culi stretti e innocenti dei due amichetti con le dita.

Dopo un bel po’ di spompinamento, quando le mascelle dei due piccoli scapestrati sembrano indolenzirsi e i due stalloni non accennano a scaricarsi, decidono di scambiarseli e li fanno mettere a quattro zampe; dopo una rapida passata di lingua che fa fremere le loro rosette, Tom li avvisa: “Adesso vi rompiamo il culo, abbiamo pensato che sarete contenti d’essere sverginati insieme, così ve lo ricorderete per sempre; ora mettetevi uno sul cazzo dell’altro, così, mentre vi riempiamo le chiappe, vi potrete anche trastullare il cazzo reciprocamente”.

Matteo si poggia sul prato di schiena, Tom gli passa dietro e, sollevandogli le gambe aperte, gli poggia la punta del cazzo sullo sfintere vibrante di paura ed eccitazione; intanto Nico si pone dietro Andrea, che ha il cazzo sulla faccia di Matteo ed il viso sull’uccello di lui, gli apre le chiappette sode e con due dita divarica la strettoia.

“Sììì, senti come urla per la voglia di carne calda questo buchetto, sììì, ora lo apro come una pesca matura; poi, all’unisono, cominciano a spingere: i due ragazzini urlano dal dolore dei culi sfondati, ora la sbornia è passata del tutto, finché presto, centimetro dopo centimetro, le verghe di Tom e Nico sono del tutto immerse nelle loro budella e un calore nuovo e un piacere indescrivibile s’impadroniscono d’ogni fibra dei due adolescenti, che sembrano impazzire.

Matteo succhia Andrea con forza, Andrea ricambia sparandogli una sega ultrasonica e geme: “Sì, riempimi tutto, Nico, spaccami il culo, lo voglio sentire fino in golaaaah, ancora”.
Per entrambi, il massaggio anale si trasforma in un orgasmo dell’anello del culo, che ha ceduto e s’è rilassato completamente, come se fino ad allora non avesse atteso che d’essere riempito.
Non capiscono più nulla, presi dal piacere più profondo, eccitati dalle parole sconce dei due sverginatori.

Nico, con l’uccello rinchiuso nel culo di Andrea fino alle palle, entra ed esce prima con forza, poi lentamente, lo stringe sulle spalle facendogli sentire sulla schiena il suo ventre e gli succhia insieme il lobo dell’orecchio, dicendogli: “Sei bravissimo, mi sembra che tu me lo stia succhiando col culo, sììì, ti apro tutto maiale, fino allo stomaco”.
Tom ha le cosce setose di Matteo attorcigliate ai fianchi muscolosi, mentre lo pompa selvaggiamente lo massaggia sulla pancia facendolo sbavare come un cagnolino e dividendo il suo cazzo tra il buco di Matteo e la bocca di Andrea, entrambi caldi, umidi e accoglienti.

Matteo lo supplica: “Sììì, non smettere, ne voglio ancora tanto, sono la tua troia, sborrami dentrooooo, sììì, cosììììì, lo voglio tutto, svuotami dentro il succo dei tuoi coglioni”.
“Ce n’è da saziarti quante volte vuoi”, ansima Tom, aprendogli il culo con le mani, “lo senti tutto fin dove arriva a riempirti il mio cazzone, finocchio, eh? Dimmi quanto ti piace il mio cazzo”.
“Sì, mi piace, mi piace tanto, piantamelo nel culo, come un palo, ancora di più”.

Dopo quasi un’ora di spompinamenti e inculate varie, i quattro uomini confusi in una massa unica di carne e i loro cazzi stanno per raggiungere l’apice del piacere con l’orgasmo.
Nico, aggrappandosi ai capezzoli di Andrea, scarica ettolitri di sborra bollente nel suo culo: “cazzo, vengooooo, sì, sto venendo, ahhhh, sììììì”, inondandogli il retto e facendo colare lo sperma sulla faccia di Matteo, che non aspetta altro che ripulire quell’uccello, il cui gusto ha già assaporato; infine, s’accascia sulla schiena.

Tom, con le ultime spinte potenti: “Sì, eccomi, sto arrivando anch’io, godooooo”, eiacula alcuni getti nel culo zuppo di Matteo, poi lo tira fuori e alti schizzi raggiungono la faccia di Andrea e i petti dei due ragazzi, anche loro abbracciati nel supremo godimento.
Andrea, mentre succhia dal foro del suo compagno di scuola la sborra del poliziotto moro con un’ingordigia insperata, viene masturbato da Nico; Matteo, infine, sprizza il suo sperma in alto, mandandolo a coprire il torace di Tom, che se lo spalma sui capezzoli, offrendolo da leccare al suo collega.

Ora i due amici giacciono per terra sull’erba, mentre Tom e Nico li osservano: si sentono svuotati e provati di quelle due mazze che li hanno sventrati per un tempo infinito; si baciano, si leccano liquidi ed umori con una frenesia ed una golosità incredibili per due principianti.

“Guarda là come se la spassano, Tom: sembra che ‘sti due frocetti non abbiano fatto altro in vita loro, dici che ‘sta ripassata gli sia servita di lezione?”
“Credo proprio di sì, poi lo sanno che se li ribecchiamo li aspetta un’altra bella inculata”, risponde Tom ridacchiando, anche se mi sa che questi non aspettano altro che farsi chiavare di nuovo “!
“Beh, senti, noi dobbiamo proprio filare, sono quasi le tre, io vado a fare una pisciata e poi andiamo”.

Dieci minuti dopo i due poliziotti si sono rivestiti; Nico saluta i due ragazzi ancora nudi, che stanno giusto rialzandosi, con una sonora pacca sul sedere e, salito in auto, mentre partono, grida dal finestrino: “Ciao rottinculo, alla prossima contravvenzione”.
I due amici sono ancora storditi dalla chiavata: stentano a riprendersi, Matteo ancora nudo si avvicina al motorino e cerca di riesumarlo.

“Cazzo che male al culo, Andre, e dobbiamo anche muoverci, sennò facciamo mattina ancora qua”.

Andrea lo guarda, chino sullo scooter intento a controllare che non sia rovinato, per nulla preoccupato di quanto accaduto, anzi, forse anche un po’ contento; del resto, neanche lui può negare, in fondo in fondo, d’essere soddisfatto della scopata, nonostante il culo dolorante.
A questo pensiero, vedendo le chiappe ancora allargate e grondanti sperma di Matteo, lo prende un misto di rabbia convulsa per la dissennata leggerezza dell’amico, che lo aveva messo in quella situazione, ed un’eccitazione per la sua nudità… in breve, il suo cazzo svetta di nuovo, preso dalla circostanza s’avvicina da dietro al suo amico ignaro e, apertegli le chiappe, con un solo colpo di reni gli pianta il cazzo nel culo, strappandogli un grido di sorpresa e dolore.

“Andre, che cazzo fai, sei impazzito? Poi, dopo qualche stantuffata, gemiti di piacere… aaaah, sì, continua così, fino in fondo, mmmmh, che bellooooo, sfondami ancora di più, non resisto, è bellissimo”.
Andrea tiene la sua spada immersa fino ai coglioni nelle budella del suo amico, gli massaggia i capezzoli e il ventre con le mani rapaci, mentre Matteo, da dietro, gli agguanta le chiappe e lo spinge dentro.

“Così impari bastardo, frocio di merda, vedi che succede a fare lo stronzo? Adesso ti spano il buco, finisco quello che hanno iniziato quegli altri due”.

“Sì, ti prego, non smettere, mmmmh, sei fantastico, sventrami, sì, Andre, sono un porco, il tuo svuotacoglioni, annegami di sperma, sììììì, cosììììì…”.

Matteo è infoiatissimo, comincia a spararsi una sega; Andrea glielo prende in mano e lo masturba, sussurrandogli sconcezze all’orecchio; le spinte si fanno sempre più forti e veloci, finché con un ansimo strozzato, i due maiali vengono insieme, Andrea con ampi getti nel culo dell’amico e Matteo sulle mani dell’altro.

Mentre Andrea assaggia dal palmo della sua mano il sapore dello sperma, Matteo si sfila l’uccello dal retto e prende a succhiare ogni minima goccia di sborra.

“Mi sento un tunnel al posto del culo”, si lamenta Matteo.
“Così impari, la prossima volta, a metterci nei casini, testa di cazzo”, gli risponde Andrea, più compiaciuto che adirato.

“Ma se t’è piaciuto almeno quanto a me… adesso sono pronto a prenderlo dietro quando voglio, credo che mi farò presto qualche giro notturno senza casco, se vuoi accompagnarmi…”.

Ridono entrambi: solo allora decidono di rivestirsi e tornare a casa; hanno festeggiato proprio bene l’inizio dell’estate e la promozione!

Nota: non conosco l’autore di questo racconto, cui ho apportato le solite modifiche sintattiche a mio avviso migliorative, lasciandone però invariato il contenuto; naturalmente, resto disponibile a citarlo, qualora qualcuno sapesse indicarmelo.
La stesura dovrebbe risalire a circa quindici anni fa, epoca in cui ero solito ricercarne molti in rete: rileggendolo, mi sono ritrovato a pensare quanto poco bastasse agli adolescenti dell’epoca per eccitarsi, ma, soprattutto, rifuggire – diversamente da oggi – alla totale impossibilità di esprimere le nostre pulsioni nel mondo reale.

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loglio 2016 ospite dai suoceri

la storia che sto per raccontarvi e accaduta lunedi scorso (18 07 2016). Sabato ho accompagnato moglie e figli alla casa al mare, sono stato con loro fino a domenica sera poi sono rientrato perchè lunedi dovevo lavorare. Domenica sera rientrato in città sono stato a cena a casa dei suoceri, mio suocero ormai ha 80 anni mia suocera 75. Vado in bagno per rinfrescarmi un po e per fare pipi, il cesto della biancheria sporco era pieno cosi sbircio all’interno e trovo un paio di mutande rosa di mia suocera tutte forellate sul davanti, le annusai ed emanavano un gran profumo di figa.

Rovistando ancora trovai un fazzoletto sporco di sperma secco di qualche giorno, mi ricordai che due giorni prima avevano festeggiato il loro anniversario di matrimonio e capii che avevano fatto sesso, quindi a conti fatti quella sera o la successiva avrebbero rifatto sesso. Cenammo verso le 21,00, finito di cenare me ne andai e mi invitarano a cenare la sera successiva visto che ero solo a casa, tornai dopo circa due ore ed origliai alla porta per sentire se facessero sesso, ma mia suocera quella sera era stanca e disse al marito di rinviare alla sera successiva cosi mio suocero si fece fare un pompino, dalla porta sentii chiaramente mio suocero che gli chiedeva di dargli un bacio sul cazzo, dopo qualche esitazione da parte di mia suocera lo accontentò, lo sentii godere e me ne andai.

Intanto pensavo tra me e me come avrei potuto fare per dormire da loro la sera seguente. Al mattino andai a lavoro finii alle 17,00, andai a casa mi feci una doccia ed andai a casa dei suoceri verso le 20,00. Mia suocera indossava uno di quei camici larghi con i bottoncini, non indossava il reggiseno infatti le grosse tettone penzolanti spingevano verso i bottoncini e facevano intravedere il bianco dei seni e la punta dei capezzoli.

Io ero fuori al balcone nel rientrare per andare in bagno vidi mia suocera piegata per raccogliere un tovagliolo che gli era caduto e mio suocero non avendomi visto si appoggiò dietro mia suocera simulando un l’atto sessuale e gli diceva “stasera vedrai che ti combino” e le accarezzava i fianchi, io mi nascosi dietro la porta e vidi mia suocera che lo spinse facendo segno che c’ero io fuori al balcone. Mia suocera stava per andare in bagno, io l’anticipai mi chiusi in bagno e misi il telefonino sulla lavatrice in modalità video in modo da riprenderla mentre pisciava, ma purtroppo cadde e la ripresa non avvenne.

Ci sedemmo a tavola per cenare mio suocero a capo tavola io di fianco e mia suocera di fronte a me, mi calai sotto il tavolo per raccogliere la posata che mi era caduta e vedi mia suocera a gambe aperte senza le mutande, rimasi a bocca aperta il cazzo mi venne durissimo e cercai con il cellulare di filmare ma non mi riuscì. Mio suocero di tanto in tanto le accarezzava le gambe nude, ero eccitatissimo e quella sera avrei dovuto a tutti i costi dormire li.

Finimmo di cenare erano le 22,00 circa, mi alzai li salutai e mi diressi verso la porta finsi di avere dimenticato le chiavi di casa mia in ufficio, cosi mi invitarono a dormire da loro, finsi di esitare di andarle a prendere ma loro insistettero cosi rimasi, il mio piano era riuscito alla perfezione. Per accelerare i tempi aspettai circa dieci minuti, poi chiesi un pigiama a mio suocero e andai a letto con la scusa che il giorno dopo avrei dovuto alzarmi presto per andare a lavoro.

Erano circa le ventitrè, quando sento entrare nella mia stanza, posta di fronte a quella dei miei suoceri, mio suocero, si avvicina per vedere se stessi dormendo fa dei rumori spostando qualche sedia per vedere se il mio sonno fosse profondo, poi esce e dice alla moglie che stavo dormendo, cosi lui va in camera a spogliarsi socchiudendo la porta, e mia suocera si chiude in bagno. Mi alzo lentamente senza fare rumore, ma se anche ne avessi fatto essendo un po sordi non l’avrebbero sentito, vedo dalla porta semi chiusa mio suocero in mutande rosse e canottiera blu che si sega nelle mutande, senza farmi vedere mi accosto alla porta del bagno e vedo mia suocera nuda che si sta asciugando la figa indossa un paio di mutande azzurre e la camicia da notte, sta per uscire allora scappo sul mio letto e fingo di dormire.

Mia suocera entra nella mia stanza per accertarsi che dormissi dopo di che va in camera sua, io subito mi alzo e mi nascondo tra la porta lasciata semi aperta ed il muro, si toglie la camicia da notte e resta in mutande si avvicina a mio suocero gli sfila la canottiera e lo lascia in mutande. Seduto a bordo del letto mia suocera spinge il viso di mio suocero sui suoi seni nudi, mio suocero abbraccia mia suocera e accarezzandole il grande culo bianco gli sfila le mutande le passa il braccio sotto le cosce e le infila un dito nel culo con l’altra mano le accarezza i grossi fianchi.

Mia suocera spinge mio suocero sul letto gli lecca e gli morde i capezzoli lo bacia fino a mettersi in ginocchio avanti a lui mentre mio suocero è steso sul letto ma con le gambe fuori. Mia suocera gli sfila le mutande e con la lingua sfiora lievemente la cappella mentre con una mano lo sega con l’altra gli accarezza i coglioni, il ritmo della testa aumenta, ora l’asta di mio suocero e bella dura cosi mia suocera lentamente baciandolo e mordicchiandolo risale fino a mettergli la lingua in bocca e poggiandogli la figa sul cazzo senza farlo entrare.

Mio suocero fa stendere mia suocera ed ora è lui che partendo dai violacei capezzoli duri inizia a baciarli scendendo per la bianca pancia fino ad arrivare alle grandi labbra, con due dita allarga la figa e gli passa sopra la lingua assaporando gli umori che la figa emetteva per la goduria. Mia suocera punta i talloni sul letto con due mani spinge la testa di mio suocero dentro la figa ed emana sospiri di goduria, mio suocero la fa girare allarga ben bene le chiappone e con la lingua lubrifica ben bene il buco dell’ano, le mette un cuscino sotto la pancia le infila due dita in culo e poi le avvicina la punta del cazzo e lentamente la penetra in culo, con una mano le tiene il fianco con l’altra le simula un massaggio alla schiena.

Mia suocera spinge con il culo verso il cazzo di mio suocero è lei a dettare il ritmo della chiavata, poi si gira mette mio suocero sotto e lo cavalca facendosi stringere le grosse mammelle il cigolio del letto aumenta cosi come i loro sospiri affannosi fino ad esplodere in una grande goduria, mia suocera si piega su mio suocero e lo abbraccia mentre mio suocero continua a masturbargli il buco del culo con le dita, mia suocera si alza e mio suocero con un fazzoletto le pulisce la grande figa infilandogli un dito dentro, entrami si alzano e vanno in bagno a lavarsi.

Ho aspettato che si addormentassero poi sono andato in bagno a masturbarmi con le mutande di mia suocera.

Mia sorella Sabrina , come è iniziata la mi

Mia sorella Sabrina e’ molto bella , io ho 3 anni più di lei , devi sapere che quando io avevo 17 anni , mi ammazzavo di seghe con i libri erotici che mio padre aveva nel cassetto , la sua raccolta era molto completa , solo per citare alcuni titoli , aveva La storia di O’ , 11000 Verghe , Gli scritti del marchese De Sade , Porci con le Ali , Il Macellaio e tanti altri romanzi erotici.

I nostri genitori ci lasciavano soli a casa perché lavoravano dalla mattina alla sera. Mio padre nella sua raccolta aveva le età di Lulu , un libro erotico che forse hai sentito nominare o hai letto. In questo romanzo si racconta della vita sessuale di Lulu , una ragazzina spagnola che poi diventa donna e delle sue esperienze dalla adolescenza all’ età matura. Il romanzo termina che la protagonista viene legata al letto dal marito Pablo e bendata.

Pablo e’ il miglior amico del fratello di Lulu , che si chiama Marcelo. Si sono sempre divisi tutto grazie alla loro amicizia. Rimane solo che si dividano Lulu , e questo accade mentre lei è legata e bendata sul letto , Marcelo prende il posto di Pablo all’ insaputa della protagonista , e mentre questa sta raggiungendo l’ orgasmo ,le viene strappata via la benda che le impediva di vedere. Ora devi sapere , che quando mia sorella aveva 14 anni ed io 17 , trovo’ anche lei il romanzo nei cassetti di mio padre , mentre sistemava i calzini.

Mi chiamo’ in camera dei nostri genitori e stesa sul letto mi disse : guarda che ho trovato , ti va di leggerlo assieme ? Mi fece questa domanda con un tono di voce che mi fece salire il sangue in testa. Io evidentemente ero troppo imbranato all’ epoca , ero ancora vergine anche se avevo 17 anni. E risposi di no , di rimetterlo dove lo aveva trovato. Poi mi chiusi al bagno e mi feci una sega colossale.

Ma questa possibile esperienza che non ho saputo cogliere al volo , mi ha segnato negli anni. Ho desiderato sempre più spesso poter gustarmi la bella sorellina , cosa che si è rilevata impossibile purtroppo. Mi sono sposato ed ho fatto dei figli poi. Mia moglie e’ infermiera e capita che faccia i turni di notte in ospedale , mentre mia sorella che non è sposata e al momento e’ single , a volte viene invitata da me e mia moglie a passare il fine settimana assieme a noi nella seconda casa che abbiamo poco fuori città , in campagna.

Se mia moglie una notte e’ di turno e se mia sorella dorme sul letto nell stanza vicino la mia , ho pensato , perché nn provare a rifarsi ? I miei figli sono molto piccoli e non si alzano , di notte sono solo io e lei che dorme. Soffre di attacchi di panico , e si bombarda di sonniferi per dormire tra l’ altro. Certo ho paura che si svegli e che mi denunci.

La cosa è rischiosa , ma è la seconda vota che mi riesce e questa volta ho fatto più della prima. Vediamo come evolve , per ora io mi sento più appagato di prima , non l’ ho penetrata tra l’ altro e non sò se avrò il coraggio di farlo tra l’ altro , se si sveglia sono guai seri. Spero di averti dato le spiegazioni che cercavi.

Schiava sessuale 2

La mistress si alzò in piedi, si avvicinò alla mia cagnolina, e la fece alzare con un cenno della mano.
“Spogliati” le ordinò.
Aveva ben poco da togliere, e lo fece velocemente. La mistress la fece girare su se stessa, piegare in avanti, e dilatare i buchi. Sembrava un bovaro in procinto di acquistare una mucca.
“Si tratta di una ragazza molto esile, sei sicuro di voler procedere?” mi chiese. Io annuì, guardando prima la mia troia e poi la mistress.

Lei fece un cenno poco convinto, e la fece sdraiare sul divano. Quando fu sdraiata, si alzò anche il master, che prese una custodia, che sembrava quella di un violino, solo piatta, e la apri. All’interno c’erano delle polsiere, delle cavigliere, dei collari e delle barre divaricatrici. Applicarono insieme polsiere, cavigliere e collare, quindi le barre. Aveva le gambe oscenamente spalancate, le mani attaccate al collo tramite una barra corta. La barra collegata alle gambe, bloccata a quella corta che legava le mani al collo.

In pratica, non poteva muovere nè mani nè braccia nè gambe. Era totalmente aperta ed immobilizzata. La mistress prese a sua volta una piccola valigetta, il cui contenuto era molto risicato: fistan, lubrificante apposito per il fist, e guanti in lattice. Indossò due paia di guanti in lattice, due per mano, e se li spalmò di abbondante lubrificante. Ne spalmò una dose abbondante anche sulla figa, tolse il plug dal culo, che la ostacolava nel compito, e cominciò il suo lavoro.

Il fist fucking è la pratica sadomaso di penetrare l’ano, ma anche la figa, con la mano, fino a dove è possibile entrare. Per chi lo pratica, sopratutto quando si parla di fisting anale, è come essere penetrati da un toro. La mistress era esperta del fisting, lo praticava da tempo sui suoi schiavi e schiave. Prima di tutto ci voleva lentezza, calma, ed allo stesso tempo decisione. La figa, così come l’ano, è un corpo elastico.

Se ben allenato, se ben stimolato, può accogliere ben più di una mano. Certo, se una donna ha già partorito, facilita il compito, perchè si è aperta di cervice ed ha espulso una testa intera, molto più grande di una mano, subendo una forte dilatazione. Ma anche chi non ha avuto figli può praticarlo, solo con molta calma e cautela, quantomeno inizialmente. La mistress cominciò con un dito, visto che l’apertura era comunque buona, passò subito a tre, ed infine a quattro.

Scorrevano dentro senza problemi. La difficoltà si incontra quando si passa a tutta la mano, perchè la nocca e la struttura ossea del pollice creano uno scalino che rende la cosa più complessa di infilare quattro dita una sopra l’altra. Sarebbe come passare da inserire un cellulare, ad inserire un carciofo. Ed il carciofo è fatto di ossa, benchè senza spine. La mistress prosegui ad inserire le quattro dita, poi chiuse il pugno, creò il carciofo, e spinse, un colpo secco, brutale.

La mia cagnolina emise un urlo, poi un altro ancora. La mistress ritrasse la mano, tornò a spingere con le quattro dita. La mia lei sudava, in abbondanza.
“Non credevo fosse così aperta. Quasi entro al primo colpo. Ancora qualche minuto e si apre del tutto” mi disse la mistress continuando a lavorare la figa della mia troia in lungo ed in largo. Stupì anche me la cosa. Certo, l’avevo penetrata in lungo ed in largo, aveva accolto due cazzi insieme, ma non pensavo si aprisse così velocemente.

L’opera di dilatazione continuò ancora per alcuni minuti, con abbondante uso di fistan, poi la mistress chiuse di nuovo il pugno, e spinse con un colpo secco. Le urla stavolta furono strozzate, ed io sentii chiaramente un rumore di lacerazione, ma il pugno era dentro. Il fisting era riuscito. La mistress rimase lì per alcuni secondi. La mia schiavetta sessuale intanto mugolava e piangeva e sudava. La dominatrice riprese a muovere la mano, lentamente, dentro di lei.

Come un enorme cappella, un fungo duro come la roccia, che la violava dall’interno. Lentamente, senza mai fermarsi, la mistress si aprì strada dentro di lei. Con il pugno chiuso, la determinazione di portare a termine il compito assegnatole, cominciò a far guaire la mia schiavetta di piacere.
“Oddio, è come essere scopati da un cavallo” guai la mia troietta, poi grugni, ed infine venne schizzando di piacere, uno squirting esagerato, selvaggio, che colse di sorpresa la mistress, che perse il controllo per un attimo, arretrando troppo.

La mano usci dalla figa con un “pop” ed un flusso di sangue scuro, seppur lieve, la seguì. I due dominatori non fecero una piega, preserò un tampone e lo inserirono, slegarono le cavigliere liberando le gambe, e fecero per metterle delle mutandine, ma la troia era in giro senza. Senza tanti convenevoli, andai in camera mia e ne rimediai un paio delle tante rimaste dalle notti di sesso con donne del passato. Il master era presente per replicare il lavoro fatto dalla mistress, ma vista la perdita di sangue dopo la penetrazione con la mano della stessa, il suo lavoro era rimandato alla prossima visita.

Avevano regole molto rigide, e rispettavano sempre l’ssc (Sano Sicuro Consensuale) e proseguire avrebbe violato i primi due pilastri del triangolo sicuro. La mia cagnolina si inchinò ai loro piedi, baciò le loro mani, e rimase a testa china fino a quando non furono usciti. La figa era off limits, ma bocca e culo erano liberi. Così, le feci alzare la testa, fino a farle guardare il mio palo svettare su di lei, ed infine dentro la sua bocca, avida di lui.

Le scopai la bocca con foga, ero eccitatissimo dallo spettacolo della sua figa sfondata dal fisting, e, contrariamente ad altre occasioni, non riuscii a resistere a lungo, e le venni in gola, con un’abbondante sborrata, che lei, ovviamente, ingoiò tutta.
“Adoro la tua sborra, amore mio” mi disse mentre si leccava dalle labbra un’ultima goccia.
La cosa fu così prepotentemente eccitante, che la afferrai per la gola, la sollevai di peso facendola arrivare alle mie labbra, e la baciai con ardore selvaggio mentre la strozzavo.

Paonazza, si aggrappò a me, e così facendo urtò il mio cazzo, nuovamente in tiro. Scostarle le mutande e trovare il suo buco del culo fu fin troppo semplice, le andai dentro senza remore, un tir dentro una galleria. Scoprii che strozzarla, lievemente, mentre la scopavo, mi eccitava ancora di più che la semplice scopata. Presi allora a montarla con una furia terribile, sentivo lei che gemeva, urlava ma non capivo cosa, ero in preda ad una trance totale.

Quando esplosi, sentii i coglioni contrarsi in modo quasi doloroso. Mi vuotai le palle fino in fondo, un clistere di sborra infinito, solo dopo aver espulso l’ultima goccia, mollai le mani dal collo, e mi accasciai su di lei, sfinito. Lei sbuffò per il mio non molto dolce peso sul suo corpicino esile, ma fece finta di nulla e mi abbracciò.
“Amore, stavi quasi per farmi fare quella cosa marrone… più piano la prossima volta, mi sono spaventata a morte, e non so come sono riuscita a trattenermi da fartela sui piedi.

Ti amo, stallone mio, ma lo sai che sono una donnina piccola e fragile. Ora esci che ti pulisco. “
Obbedii come un cagnolino obbediente, lei mi prese per il cazzo, letteralmente, e mi portò in bagno. Lavò per bene il mio membro fino a farlo splendere, poi lavò se stessa, facendo una doccia anale. Il suo ano pulsava e palpitava, il tampone interno alla figa sembrava quasi asciutto, ma non se lo tolse.

Mi prese per mano, questa volta, e mi portò a letto. Me lo lavorò di bocca per un tempo che mi parve infinito, ma questa volta la sborrata fu scarsa. Si addormentò sul mio petto, dopo averla ingoiata, e poco dopo la seguii.

Schiava sessuale 1 (seguito di degradazione)

La mattina ci risvegliammo quasi contemporaneamente. Lei era fisicamente esausta, praticamente un cencio. Vi ricordo che aveva un corpicino esile, ed era stata sfondata a ripetizione ed aveva dovuto ingoiare sperma e piscio in quantità. Appena svegli, lei si strinse a me, come un cucciolo alla mamma, sfiorandomi le labbra con diversi baci. La mia testa era in subbuglio. Per qualche strano perverso motivo, la sua completa e totale sottomissione sessuale, mi portavano ad amarla.

Non era attraente, era quasi bruttina, aveva un corpo magro e poco seno, in compenso un culo da applausi, ma non era quel corpo che ti fa impazzire di desiderio. Eppure, nonostante questo, i suoi baci mi fecero un effetto strano, mi scaldarono il cuore, mi fecero piacere. La strinsi a me con foga, già pronto di prima mattina, lei sentì il mio vigore, si sfilò le mutandine, e lo accolse dentro di lei.

Lo facemmo lentamente, anche perchè lei era ancora tutto un dolore dal giorno prima. Le venni dentro con un grugnito, pochi secondi dopo il suo orgasmo. Ritratti il cazzo ripieno di sperma e lei lo pulì, devota.

Scesa dal letto, andò in bagno a farsi una doccia vaginale ed anche una anale. Se ne fece anche una normale, già che c’era, e tornò a letto, completamente nuda, pulita e profumata. Io ero ancora sudato e puzzavo, ma lei era innamorata e vogliosa, così, mi si buttò sopra, mi baciò con passione, poi scese a prendere possesso del mio cazzo, e lo lavorò di bocca a lungo.

Io mi godetti la sua fatica, spingendo il mio palo tutto in gola a ripetizione. Lei lo leccò e succhiò avidamente per diversi minuti, poi scese a dedicarsi alla sacca ed al buco del culo. Mentre mi sedevo su di lei, per farglielo leccare meglio, mi segavo lentamente. Sentire la sua lingua insinuarsi nelle pieghe dell’ano era sempre molto piacevole. Lei poi lappava tutto con dedizione e profondità. Prima di venire, la tolsi da sotto, la presi in braccio, la feci roteare, e lei si trovò spalle a terra, tutto il corpo verso l’alto, con la mia lingua che le flagellava il perineo senza pietà.

Le montò dentro un orgasmo a****le di li a poco. Venne e squirtò come a volte le capitava. Consapevole che era fisicamente debilitata, ma incapace di resistere ulteriormente, le sputai sull’ano, ci puntai il cazzo, e ce lo feci sparire dentro. Lei grugnì in un misto di piacere e dolore, e quando la schizzai dentro a ripetizione, venne di nuovo. Con il mio cazzo ben radicato dentro di lei, mi ci sdraiai sopra, a culla, e la baciai con foga, infilandole mezzo metro di lingua in bocca, quasi a soffocarla.

Lui riprese vigore, e di lì a poco ripresi a montare la mia cavallina. Questa volta però non le venni dentro, uscii da lei giusto in tempo per farle ingoiare tutta la mia panna bollente. Lei non perse una sola goccia, ed ingoiò tutto, avidamente.
“Bel risveglio, amore. Sei il mio mito, il mio uomo, il mio tutto. Amo te, amo il tuo cazzo, amo la tua mente perversa. Voglio essere la tua schiava sessuale” mi disse, guardandomi negli occhi con una fame indescrivibile.

“Lo sei già, e lo sarai sempre di più. Ora però riposa, anche il mio cazzo ogni tanto deve farlo” le risposi.
Lei mi guardò adorante, si infilò sotto le lenzuola e tornò a dormire. Io mi alzai, feci una doccia, colazione, e poi cominciai un giro di telefonate. Voleva essere la mia schiava sessuale? L’avrei accontentata.

Due giorni dopo, tornò a casa mia, con una fame che non vi posso nemmeno raccontare.

Era vestita che pareva più nuda che vestita, con una minigonna inguinale, senza mutandine, ed un top corto, senza reggiseno, che nulla lasciavano all’immaginazione. Nel culo, mio regalo prima di farla uscire di casa, il plug enorme. Voleva essere la mia schiava, e quindi doveva avere sempre i buchi ben aperti, pronti, prontissimi ad accogliere me e non solo. L’ano era praticamente spalancato, ma la figa non era apertissima. Così, quando venne da me, la feci accomodare in salotto.

Già seduti, un’altra donna, ed un uomo. Lei non si stupì, si avvicinò loro e strinse ad entrambi la mano, prima di sedersi sul divano sul posto più vicino al mio. Vedevo che era vogliosa, calda, desiderosa di essere fatta mia, o ceduta ad altri. Voleva essere riempita di carne, non importava da chi. Uomo o donna, non faceva nessuna differenza. Questa volta però sarebbe stato diverso.
“Ti presento Mistress A, e Master B.

I loro nomi non ti è dato saperli, quindi accontentati del loro titolo. Li chiamerai Mistress e/o Master, quando ci avrai a che fare. Per il momento, silenzio, ed ascolta bene. ” Lei annuì.
“Sono qui perchè, in quanto mia schiava, desidero che tu abbia prima di tutto dei buchi ben aperti, ed in questo momento, solo il tuo ano lo è. La tua figa è ancora troppo stretta, va allargata. Ma per allargarla non userò dildo o gadget.

Per aprirti come si deve, prima Mistress A, ed in seconda battuta Master B, ti offriranno i loro servigi. Loro sono specializzati in fist fucking, non so se lo conosci. ” Di nuovo, lei annuì.
“Bene. Obbedisci a loro come se stessi facendo io quello che a breve faranno loro. Respira, tranquilla, e vedrai che andrà tutto bene. ” Di quest’ultima frase me ne pentii subito dopo averla detta, era un pò troppo sdolcinata.

…. continua….