Solo un’altra avventura

Lo vidi da lontano, era davvero un bell’uomo per la sua età.
Mi avvicinai e mi presentai, era davvero felice di vedermi.
Indossava un paio di jeans e una polo verde che richiamava lontanamente i suoi occhi, i capelli erano medio lunghi raccolti in un codino alto sulla nuca.
Mi salutò con i classici baci sulle guance.
La giornata proseguì piacevole mente, pranzammo in un chioschetto vicino ad un parco e quando fu il momento per me di tornare a casa mi accompagnò alla fermata del mio mezzo.

Mentre aspettavamo continuavamo a chiacchierare del più e del meno. Vidi il bus arrivare in lontananza quindi decisi di salutarlo. Le mia labbra sfiorarono le sue e mentre le avvicinavo al suo orecchio i suoi occhi azzurri si accesero per questo mio inaspettato gesto.
– Non immagini quanto vorrei riempire quella bocca dei miei umori. – gli sussurrai all’orecchio.
In un attimo la sua mano era intrecciata alla mia e mi conduceva indietro, sui nostri passi; ormai il bus era alle nostre spalle.

I suoi passi erano lunghi e frettolosi e riuscivo a malapena a stargli dietro. Capii, mi stava portando all’hotel che avevamo visto nel passare poco prima. Ci fermammo davanti e timidamente aprì la bocca – sicura? – ammiccai.
Arrivati in camera mi squadrò un attimo e poi con delicatezza mi fece sdraiare sul letto. I miei jeans scivolarono via in pochissimo tempo e lui si distese sopra di me, iniziò a baciarmi.

La sua bocca era calda ed umida e le sue labbra erano morbidissime, qualcosa di davvero magnifico; non a caso le avevo fissate per tutta la giornata.
La sua lingua percorse tutto il mio corpo, passando dalla mia bocca al mio collo, dal mio collo al mio seno. Si soffermò e il mio reggiseno volò dall’altra parte della camera in un baleno. La sua lingua inizio a disegnare piccoli cerchi intorno ad i miei capezzoli ed io iniziai ad inarcare la schiena.

La sua bocca scivolò sempre più giù, arrivo all’interno delle mie cosce dove lascio qualche bacio e poi infine la sua lingua approdò nella mia intimità.
La sua lingua inizio lentamente a turbinare intorno mio clitoride ed io mi infuocai, inarcai di nuovo la schiena ed iniziai ad ondeggiare lentamente il bacino, quasi a seguire i suoi movimenti lenti ma decisi. – Oh si – shiturì velocemente dalle sue labbra mentre continuava a farmi godere.

Godevo sempre di più, mentre quella sua deliziosa lingua continua ad esplorare il mio clitoride, lo massaggiava così bene. Si soffermò un secondo, mi ammirò e disse – sei bagnatissima, proprio come piace a me – e la sua lingua scomparse tra le mie labbra. Continuavo a muovere il bacino quasi come un serpente muove la lingua ipnotizzato dalla musichetta. Senti le sue mani avvolgersi attorno alle mie cosce, mi tirò di più verso di lui e mi assaporò di nuovo.

Godevo tantissimo finché con le mani non strinsi le lenzuola e spingendo un poco il bacino verso di lui non arrivai al mio culmine. Bellissimo pensavo tra me e me, proprio delle belle labbra, per non parlare della sua lingua. Continuava a leccarmi le labbra e il clitoride mentre io mi dimenavo un pochino per la stanchezza; se ne accorse e si fermò. – Sicura che volevi solo le mie labbra? – mi sorrise, i suoi occhi cercarono i miei.

Si rimise su di me e inizio a baciarmi, sentivo il mio sapore. Mentre mi baciava premeva il suo bacino sul mio. Il suo cazzo era durissimo sotto ai jeans e spingeva sopra la mia vagina, quasi a volerci entrare in quell’istante.
Mi baciò il collo e dietro all’orecchio; passai la mano sulla sua spalla, passando per il suo torace e poi il suo fianco, arrivai al suo cazzo e lo strinsi con la mano.

Era duro e grosso ed in quell’istante mi accorsi che avevo ancora voglia, tanta, tantissima voglia, ma non era delle le sua labbra. Iniziai ad abbassargli la patta dei pantaloni e mentre lui continuava a baciarmi il collo capì subito. – sicura? – mi disse quasi incredulo. Estrassi la sua arma, proprio una bella arma grossa e dura tutta pronta per me.
-oh sei uno spettacolo – si alzò e si tolse i pantaloni.

Si rimise su di me ed affondò quella meraviglia tra le mie labbra. – Oddio, senti sei bagnatissima e così stretta, stupenda – chiuse le sue labbra su un mio capezzolo ed inizio a muoversi lentamente dentro di me. Oddio pensavo tra me e me e ricominciai a godere mentre il suo ritmo aumentava. Mordicchiava e succhiava i miei capezzoli mentre inarcai la schiena e un suo braccio scivolò dietro di essa. Il suo ritmo era aumentato e sostenuto ed ad ogni colpo i miei seni rimbalzavano.

Per quanto fosse grosso l’accoglievo con immenso piacere e inizia a mugolare ed urlare.
– si fammi sentire come ti piace il mio cazzo – si fece sempre più intenso.
Senza uscire da me, mi prese in braccio e mi sbatte contro il muro; le sue braccia muscolose mi tenevano strette le cosce e ad un certo punto mi ritrovai ad essere sorretta con un solo suo braccio. Stretta contro il muro in quella posizione mi sentivo quasi intrappola ma godevo tantissimo per importarmene.

Ad un certo punto sentii il suo pollice che deliziosamente si muoveva in circolo sul mio clitoride. Mi accesi ancora di più – oh cazzo siiii – urlai – siii, continua – ed entrambe le mie braccia si buttarono intorno al suo collo. – no, no, no piccola non ancora aspetta solo un momento.
Mi prese e mi sbatte sul letto facendo attenzione che non mi facessi male. Ero a pancia in su, mi girò e mi tirò per le gambe, tutta questa falsa violenza non faceva altro che eccitarmi di più.

Mi fece inarcare la schiena e sentii la sua lingua sulle mie labbra, mi inarcai di più. – bravissima, – esordì lui – apriti per bene – la sua lingua era sul mio ano e leccava avidamente quella mia non più nascosta cavità. Ad un certo punto con sorpresa senti il suo dito entrare ed uscire da li; era eccitante ed iniziai a mugolare ancora. – ti piace eh – affondo la sua arma dentro di me e lanciai un urletto di piacere.

Lentamente alternava il suo dito nel mio ano e il suo cazzo nella mia figa, era meraviglioso, quella pienezza. Stavo per arrivare – oh s…. – mi ritrovai a pancia in su. – aspetta ancora un poco piccola. – mi baciò un seno e il spinse il suo cazzo con forza dentro di me, mi martellava in modo forte e veloce mentre la sua lingua ed i suoi denti erano intendi a torturare un mio capezzolo.

– ti piace vero? – urlò nello schiaffeggiarmi una coscia.
In quel momento mi ritrovai a pensare che aveva una ex moglie ed una figlia poco più piccola di me, ma non me ne importava per niente, perché proprio in quel momento stavo godendo divinamente.
Un ultimo sforzo, un ultimo colpo ed entrambi arrivammo al nostro culmine.
– oddio!!!! – urlò mentre con le braccia sotto al mio corpo e le mani afferrate alle mie spalle mi tirava verso di lui per affondare al meglio dentro di me.

Si addormentò e colsi l’occasione per farmi una doccia e rivestirmi. Prima di uscire dalla stanza presi un foglietto, ci scrissi qualcosa e lo lasciai sul suo petto.

“In trepidante attesa di un altro prossimo incontro C. “.

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