Archivio mensile:Febbraio 2014

Una donna stupenda

UNA DONNA STUPENDA
Il tutto accadde un po di tempo fa. Era il 1991 e da poco ero andato a dirigere un nuovo ufficio. Fra i dipendenti c’era una donna bellissima, alta quanto me, sono 1,80m, bionda, perfetta. La sua bellezza mi metteva soggezione tanto che non osavo nemmeno pensare che potesse interessarsi a me, era corteggiata da tutti ma tutti non approdavano a nulla. Notai che veniva spesso a sottopormi delle pratiche, ma interpretai la cosa come normale amministrazione era lontanissimo da me il pensiero che la cosa potesse avere un altro fine.

A novembre del 1991 ci fu il censimento della popolazione, mi fu dato il compito di dirigere l’ufficio a ciò addetto lasciandomi libero di scegliere i collaboratori. Lei si offri volontaria, la cosa mi sorprese perché il lavoro era impegnativo e non eccessivamente remunerato, ma come al solito non ci feci caso, la vedevo eccessivamente bella per me.
Una sera, verso le nove, eravamo ancora in ufficio quando lei si avvicinò a me con aria civettuola e mi disse:
– Dottore non è che mi può accompagnare a casa sono senza macchina
-Che problema c’è, anzi se vuoi andiamo via subito io non ce la faccio più, tanto gli altri hanno quasi finito.

Ci mettemmo in macchina e mi avvia in direzione di casa sua quando mi fa.
-Guardi che mio marito non mi aspetta prima delle 10 perché non andiamo a prendere un caffè.
La cosa non mi parve vera girai la macchina e mi avvia verso un bar che si trovava in una zona della città abbastanza isolata, poco prima del bar lei mi chiese di fermarmi su una piazzola dove generalmente si fermavano le coppiette.

Mi fermai mentre la testa mi scoppiava, non sapevo cosa pensare e cosa fare, ma non arrivai nemmeno a spegnere il motore.
-Dottore ma lo sai che sei proprio scemo, sono due mesi che ti giro intorno e tu manco mi guardi eppure credo di non essere inguardabile
Balbettai un – signora, ma veramente io
-ho capito sei proprio scemo accompagnami a casa.
La cosa fu detta con un tono talmente perentorio che non osai contraddirla, misi in moto la macchina e guidai fino a casa sua in un silenzio irreale.

Appena arrivati scese quasi di corsa salutandomi a stento con un – ciao scemo.
Il giorno dopo in ufficio cercai di non incontrarla, mi sentivi veramente scemo ed imbranato, mi chiusi nella mia stanza e ne uscii solo quando tutti erano andati via.
La cosa durò per qualche giorno finchè un sabato mattina mi arrivò una telefonata sul cellulare, erano appena usciti e all’epoca non appariva nemmeno il numero.
-Buon giorno dottore sono …… ha da fare?
-No veramente sono in giro da solo per alcune cose, perché?
-No se le fa piacere ci possiamo prendere quel caffè che non prendemmo l’altra sera.

Mi feci dire dove era e in pochi minuti la raggiunsi con la macchina, lei salì e io mi avvia verso lo stesso bar di quella sera.
-Signora come mai questa sorpresa?
-Ho deciso di farti un regalo.
Il fatto che mi dava il tu come quella sera quando ci davamo sempre del lei mi mise in agitazione.
-Che regalo?
-Lo saprai al momento giusto, rifermati nello stesso posto dell’altra sera.

Arrivato sul posto fermai la macchina e con mia sorpresa vidi che non c’era nessuna altra macchina ferma. Mi girai verso di lei e vidi che mi fissava con i suoi occhi bellissimi color del mare, era stupenda.
-Allora lo vuoi questo regalo?
-Certo di cosa si tratta?
Non finii nemmeno di dirlo che lei si sfilo un giubbino che aveva indosso se lo mise sulla testa e si fiondò con la testa sul mio cazzo, mi apri la cerniera e tiratolo fuori inizio a farmi un pompino da favola.

Aveva una tecnica stupenda non lo scappellò ma infilò la lingua fra la pelle e il glande facendola roteare lentamente, poi alzò la testa e mi fa – Questo si chiama ventosa e non lo faccio nemmeno a mio marito. Poi riprese l’operazione lo scappellò e incomincio a succhiarlo dolcemente ma con passione, alternava la “ventosa” con il succhiare. Quando sentii che stavo per arrivare tirai da tasca il fazzoletto convinto che non mi avrebbe fatto arrivare in bocca, ero abituato ai pompini di mia moglie, lei si accorse della cosa, alzò la testa mi fulminò con uno sguardo si rituffò sul cazzo mentre io gli sborravo in bocca.

Bevve fino all’ultima goccia, poi lentamente alzò la testa mi guardò e:
-Era un poco amaro, è parecchio che non scopi di la verità, comunque la prossima volta il regalo lo fai tu a me perché lo voglio nella fica.

Gennaio 2014

Gennaio 2014

Voglio raccontare la nostra storia di coppia matura,perche’ cio’ rinnova,in entrambi,eccitazione e piacere. Io Enrico,60 anni,Lei,Elvira,58. Siam sposati da 35 anni e nonni. Da molto insistevo con mia moglie per far entrare nella nostra intimita’ un’altro uomo: ma Lei,sempre si opponeva. Lo facevo per cercare di risvegliare il nostro rapportoe per il fatto che, quando guardavamo qualche film porno, Elvira nei nostri giochi era molto eccitata. Ho inserito molti annunci nei siti,ho avuto molti scambi di mail a Sua insaputa,ma poi tutto finiva nel nulla.

A gennaio di quest’anno,ci siamo recati in Croazia per alcuni giorni di vacanza. Entrambi entusiati e molto felici perche’ era frutto di un po’ di economie…. Siamo arrivati in hotel di sabato pomeriggio,una giornata di pioggia e vento. Sistemate le cose nella nostra camera,decidemmo di fare una capatina nella zona sauna-bagnoturco che era nello stesso hotel. Ambiente bellissimo,pulito e curato: ci siamo recati nella sala sauna. Una stanza in penombra,avvolta in un vapore leggero.

C’erano gia’ alcune coppie,ed alcuni uomini,ma la poca luce non permetteva di distinguere molto. Ci sedemmo in un angolo e ci slacciammo gli accappatoi. Era la prima volta che andavamo in una sauna ed eravamo un po’ imbarazzati. Io rimasi nudo ed Elvira indossava gli slip di un bikini. Ci eravamo abituati alla poca luce e cio’ ci permetteva di distinguere chi ci stava attorno. Due coppie si scambiavano effusioni; un uomo si toccava il membro floscio; un ragazzo sui 25anni,era steso supino con il cazzo in erezione.

Io e mia moglie ci guardammo per un momento:io ero in erezione e Lei accenno’ un sorrisino. Ci guardavamo attorno e le scene erano sempre le stesse ad eccezione di due coppie che stavano scopando molto in liberta’. Entro’ una coppia e si sistemo’ in un angolo tenendo l’accappatoio. Non so quanto tempo trascorse,ad un certo momento,il ragazzo steso sulla panca si alzo’ e sempre in erezione,venne a sedersi vicino a noi,dalla parte di Elvira.

Lei mi venne piu’ vicino,forse un po’ imbarazzata. Il ragazzo la guardava con insistenza accennando un sorriso. Il suo cazzo era sempre eretto. Ad un tratto venne dalla mia parte e mi bisbiglio’:” Ti va’ se gioco con tua moglie?”. Rimasi di sasso,senza parole per un attimo. Poi con voce tremante gli risposi:”Lei non gradisce”. “stiamo a vedere” fu la sua risposta. Ero emozionato ed eccitato. Lui ando’ a sedersi accanto a mia moglie e si chino’ a baciarle un seno.

Elvira ebbe una scossa e si alzo’ in piedi,fece per dirgli qualcosa ma il tipo le prese entrambi i seni con le mani e alzatosi la bacio’ sulla bocca. Vidi Elvira che cercava di divincolsrsi,ma lui le spingeva il cazzo sulla pancia sempre baciandola. Vidi Elvira non reagire,ma aggrapparsi alle spalle del ragazzo rispondendo alle sue avances. Dopo un po’ di schermaglie si infilo’ l’accapatoio e ci invito’ a seguirlo nella sua camera. Uscimmo e in ascensore continuo’ a baciarla.

Appena in camera la spoglio’,incurante della mia presenza,la stese su di una poltroncina e le allargo’ le gambe iniziando a leccarle figa e culo. Elvira gemeva e andava col bacino verso la bocca che non perdeva un colpo. Elvira era partita: gemeva a voce piena,io gocciolavo eccitato. Poi il tipo si alzo’,giro’ mia moglie a pecora e con un sol colpo la penetro’,non so se nella figa o nel culo:sentii solo un gemito lungo di mia moglie.

Inizio’ una chiavata forsennata,le dava dei colpi profondi e rapidi: Elvira ormai urlava,squittiva e si dimenava sotto quei colpi. La monto’ per molto,poi esrtrasse il cazzo e lo infilo’ nella sua bocca dove sborro’,La sborra fuoriusciva dagli angoli della bocca e dalle narici di Elvira,quasi soffocata dal cazzo che lui le spingeva in gola. Fu la prima scopata della serata. Tornammo nella nostra camera alle 2 di notte. Il tipo era sempre carico. Una volta soli,dissi ad Elvira: “come va’” mi rispose: 2Perche’ ho aspettato tanto tempo”.

Col tipo ci vediamo due volte al mese:andiamo a casa sua. Abita a venezia:siamo felici. Elvira e’ ringiovanita e non ha freni: gode di quel piacere infinito.

Paolo, l’amante di mia moglie.

Caro Paolo,

voglio ringraziarti anche qui. Da quando hai iniziato a corteggiare mia moglie lei pian piano ha ripreso colore, gioia di vivere. Ha si cercato di resisterti per un pò ma era solo il solito gioco della preda che fugge. E’ fuggita per poco dal tuo serrato corteggiamento: dopo poco ha accettato il tuo invito per un aperito che è poi diventato una cena per poi finire a casa notra, nel lettone matrimoniale.

Le hai chiesto dove io fossi per essere lei così sicura di portarti a casa e lei ridendo ti ha detto che ero certo già addormentato nella mia cameretta, inbottito di sonnifero, dopo aver visto un filmino porno su xhamster segandomi. Ti ha tranquillizzato dicendoti che suo marito è impotente e ormai divenuto un innocuo fratello, che al massimo si sfoga con la masturbazione. Ti ha tranquillizzato dicendoti di essere sicura che se mai mi fossi svagliato e fossi entrato in camera non avrei certo fatto altro che richiudere la porta di camera.

Io in effetti ero nella mia cameretta, avevo si visto un filmino porno su xhamster, ma ero sveglio e ben attrezzato con cuffia e monitor per spiarvi durante il vostro atto d’amore. Ti Benedico ancora per quella sera che hai preso mia moglie in camera nostra dove lei ti aveva trascinato, infoiata come un troia in astineza. Aveva voglia di cazzo mia moglie e tu Paolo glielo hai dato. Tanto. Quando ho visto il tuo bel cazzo affondare in mia moglie mi sono quasi sentito svenire dall’emozione.

Il cuore batteva a mille e la bocca era asciuta. Mia moglie era folle quella sera; ti ha quasi aggredito, ti ha montato come una valkiria al galoppo, muggendo, smaniando, gemendo e digrignando i denti. Bravo Paolo, che hai retto l’assalto rispondendo colpo su copo. Il tuo cazzo favoloso la riempiva e mandava in furore erotico. Poi con un grido sfuggitole dal petto, buttando indiero la testa, ha goduto rumorosamente, scuotendosi tutta a lungo, per poi afflosciarsi su di te.

Ma tu, hai seguitato con la tua spada a infierire nel suo ventre, richiamandola al piacere. E lei ansando e gemendo è ripartita al galoppo. Tu la guidavi tenendola per le chiappe formose e la incitavi. “Forza troia!!” le dicevi, e lei smaniando ti diceva mille si. Ed è venuta ancora e ancora. Poi è stata la tua volta. Sembravi un toro alla monta. Bravo! La telecamerina era sul tavolino ai piedi del letto, celata in un orologio.

Da quella ho visto tutto; ho visto la vostra folle corsa e poi ho visto sgorgare a lungo il tuo seme quando il tuo bel cazzone afflosciandosi è uscito da dentro di lei. Poi avete parlato; siete andati in bagno a pisciare e lavarvi. Poi siete tornati in camera. Vedevo mia moglie camminare nuda nella stanza. vedevo che tu le guardavi il culone formoso, con un pò di cellulite, ma sodo, consistente. Mi ricordo quando nei nostri contatti ti avevo chiesto di incularla, perché io sarei impazzito a vederla inculata.

Ti avevo detto anche che non sarebbe stato facile e tu ne avevi convenuto, ma che comunque ci avresti provato, per dare un pò di pace alla mia mano segaiola. Tu l’hai richiamata aa letto eli è venuta docile vicino a te. Ho visto il suo volto trasformato dal piacere. Poi i vostri bace sempre meno teneri. Lei che riprende a respirare forte, nuovamente infoiata. L’hai messa supina, massaggiandole le spalle, poi la schiena, poi sei passato alle cosce e i polpacci, saltando il culone.

Lei da troia ha sollevato il culo, quasi a reclamare le tue attenzioni. ma tu, astuto, hai finto di non capire. Allora lei ha preso una tua mano che le massaggiava l’incavo della vita e l’ha portata lei stessa sul proprio culone. Tu sorprendela ti sei chinato a baciarglielo. Lei allora l’ha sollevato ancor più mettendosi a pecorina e offrendolo ai tuo baci profondi, alla tua abile lingua. E le hai cercato il buco del culo, soffermandoti a lungo.

Lei smaniava con la faccia sul cuscino. Era pronta! Tu, esperto, hai capito il momento magico e l’hai colto. Ormai lei era il delirio. Ha lasciato che tu le andassi dietro, puntandole il cazzone fra le chiappe, appoggiandoglielo al buco, ma senza affondare. Bravo! E’ stata lei allora che pian piano a cominciato a spingere in dietro con lievi colpetti. E tu li. Fermo. Eretto. Poi la ta cappella -l’ho visto benissimo dalla telecamerina- ha iniziato a penetrare.

Poi ancora fermo, per fare adattare il suo buco del culo alla tua grossezza, notevole ma fantastica. E infine è scivolata dentro. Ancura fermo per farla rilassare. poi pian piano sei affondato. Finalmente!! Ho gioito apessi quanto. Che emozione!! vederla inculata. Bellissimo. Mi sfregavo il membro impotente e flaccido, ma sensibilissimo, attento a non godere troppo presto. Noi cornuti segaioli abbiamo una buona tecnica alle seghe di lunga durata. Noi cornuti viviamo le emozioni anche di un’intera nottata che nostra moglie è col maschio gestendo la sega.

Non so se siamo segaioli perché cornuti o cornuti perché segaioli. Ma noi viviamo di seghe, Paolo, e abbiamo bisogno di voi bull per poter godere delle corna segandoci. Vi adoriamo quando ci trombate la moglie, permettendoci di sfinirci di seghe. Orbene Paolo, ricordo quei momenti dell’inculata come i più esaltanti degli ultimi anni. Vederti affordare fra le sue chiappone e poi riuscire e riaffondare di nuovo; prima lentamente poi sempre più velocemente. E la troia di mia moglie alternava deboli lamenti a forti gemiti; a sussulti e spinte all’indietro per farti affondare nel suo intestino.

La sentivo scoreggiare forte quando uscivi dal suo culo. E siete vetuti insieme. Lei sditalinandosi e tu pompandole il culone. Bravo Paolo, stavo per svenire dal piacere mentre anche io godevo.
Ora sei il suo amante ufficiale e quando passi dalle nostre parti sei nostro ospite a cena e poi marito effettivo nel lettone. Grazie degli orgasmi che doni a mia moglie a me.

Giada mia moglie

mia moglie Giada, tutto fare presso la segreteria di uno studio d’analisi. 38 anni,bella e molto solare. Lei non sospetta nulla ma io so delle sue scappatelle, soprattutto della sudditanza nei confronti del suo capo. Farmacista molto stronzo e con la faccia da pervertito sbruffone.
Io è’ vero sono un cornuto, non lo posso negare. Nemmeno che mi eccito a pensarla intenta a far godere lo stronzo.
Perché’? Non lo so. Forse e’ una mia debolezza o perversione.

E’ così’ e basta. Ci convivo, con sentimenti molto contrastanti ma non posso farci nulla.
Un giorno rientra a casa da lavoro e mi dice: sabato c’è’ la cena del laboratorio, ci andiamo?. Ti va?. Immaginate il mio stato d’animo. Ok ok, se vuoi ci andiamo. Già’ fantasticavo su quella serata.
Arriva sabato, sono le 19 ed iniziamo a prepararci per la serata. Non era la prima cena con i suoi colleghi, colleghe, organizzata dal datore di lavoro.

Di solito erano serate molto noiose,ameno per me, trascorse a parlare del loro lavoro, lodare l’impegno di alcune di loro e tanti sermoni del capo. Si mangiava e beveva qualcosa.
Io come al solito, vesto casual; jeans, camicetta chiara, giacca sportiva, mocassino. Carino nulla di che. Esco dalla stanza ed arrivo in bagno. Wow! Esclamo. Di fronte si palesa una e****t intenta a prepararsi per una seratina hot. Bellissima; tacco 12 lucido, bodystcking nero velato, perizoma e nessun reggiseno.

Dopo sarebbe venuto il vestitino nero con i violant ed il fiocco su di una spallina. Completava il tutto un trucco rosso sulle labbra ed i contorni marcati per far risaltare i bellissimi occhi azzurri. Io subito: ma dove vai così’? Hai deciso di far morire d’infarto qualcuno?. Scherzavo ma non troppo. Scemo! Dice lei. Sono bella per te. Se qualcuno rosica non ti devi mica offendere. Poi torniamo a casa e sono tua.

Mi abbraccia e schiocca un bel bacio sulla guancia. Immaginate cosa ho pensato in quel momento.
Inizia la serata.
Alle 22. 30, siamo un gruppo di 20 persone circa. Coppie e qualche single. Il dottore con la moglie al capo tavola. Si e’ mangiato bene,bevuto molto e la solita serata di tanti bla bla e’ partita da qualche mezz’ora. Giro con gli occhi,fingendo di chiacchierare ed interessarmi ad i discorsi dei presenti.

La moglie del collega alla mia destra, continuava a parlarmi e dire cose. Io rispondevo con monosillabe e qualche sorriso.
Ogni tanto, intercettavo lo sguardo del porco con quello di mia moglie. Giada lo fissava intensamente per pochi istanti e poi cambiava direzione. Così’ per molti momenti della serata. Sapevo cosa frullava nelle loro teste,cosa stavano pensando e come al solito ero eccitato.
La serata continuo’ così’.
Poi qualcuno si alzo’, parti’ la musica e qualche canzoncina buttata li.

Io andai in bagno. Rinfreshito, gironzolai per il giardino della casa, sentivo le voci pervenire dietro l’angolo e mi rilassavo passeggiando. Giada l’avevo lasciata intenta a chiacchierare con due sue colleghe. Due brave ragazze, una anche bona.
Tornai verso la compagnia. Giada non c’era. Nemmeno il Dottore e qualcun’altro. Cazzo! Dove sono andati?
Fissai Ilaria, la dottoressa del laboratorio ancora seduta. Dov’è’ Giada le chiesi. Non so era qui rispose lei.
La mia fantasia oramai era partita per la tangenziale.

Corpi intrecciati, bagni promiscui ecc…. Troia! Pensai. Entrai in casa. Girai per il salone e poi le scale del seminterrato. Intercettai la moglie del padrone di casa, cornuta come me. Sorrisi. Non volevo fare scenate o cose del genere. Lei mi disse qualcosa inerente la cena, forse se mi era piaciuta. Io risposi con un bel sorriso e le risposi che la cena era stata di mio gradimento. Lei volto’ l’angolo e non la vidi più.

Incazzato ed arrapato, non sapevo dove andare. Salire su verso le camere? Che figura se mi beccavano!?. Dov’eri Giada?. Cazzo ma sotto il naso di tutti?. Così’ spudorati?.
Quasi in pieno panico, confuso, decisi allora di tornare fuori e fare finta di niente. Sarebbero rinvenuti e subito avrei compreso l’epilogo della cosa. Tornai in giardino,era freddino tutto sommato. Una volta a l’esterno ebbi un flash. Il parcheggio. Si erano diretti li.
Voltai a sinistra in direzione del grande piazzale esterno alla villetta.

Scavalcai la ringhiera per non far rumore con il cancello elettrico. Sceso da l’altro lato, percorsi pochi metri quasi al buio. La mia macchina era al suo posto ma senza nessuno dentro o intorno. Nemmeno qui. Allora dove?.
Feci per voltarmi verso la mia destra e quasi per caso, intravidi in fondo al vialetto a circa 20mt, una lucina molto piccola ed alcune sagome. Tacqui ed udii impercettibili chiacchiericci e gorgoglii. Mi avvicinai, nascondendomi nella penombra.

Arrivato alle spalle del gruppetto, nascosto dietro una lunga siepe, mi concentrai per udire e vedere meglio. A l’inizio vedevo soltanto la luce proveniente da un telefonino, e 3 forse 4 corpi vicini. In verità’ erano più’ che vicini, perché’ inizia a capire che si baciavano e toccavano. Non capivo chi fossero però’. Volevo avvicinarmi, osservare da più’ vicino. Era pericoloso ma avevo troppa voglia. Saliva l’eccitazione. Udii molto bene il rumore dei baci e le lingue che si bagnavano.

Poi, il tipico sfregare delle mani che svestono degli indumenti. Sii dai sii, baci, mmm, sii dai mi piace. Non ero sicuro, forse era Giada. Vidi una chioma inginocchiata, una sagoma in piedi ed il rumore di una cinta che si slacciava come una zip che si apriva. Dopo fu chiaro l’inizio di un pompino. Mm sii lecca Troia,lecca sto bel cazzo. Era un pompino senza ombra di dubbio. Più’ leccava e più’ i tipici stridolii della saliva a contatto con la carne divennero chiarissimi.

Lecca! I rumori ed il ritmo aumentavano. Mmm si mi piace il tuo cazzo, rispose lei. Non volevo crederci e non ero sicuro ma sembrava la voce di Giada. Daiiii! Dai che vengo. Riprendi cazzo, riprendi tutto. Un altro uomo riprendeva tutto con il telefonino. Guarda come lo succhia sta Troia. Poi risate e rumori come prima. Ad un certo punto si fermarono, la luce del telefonino spari’ ed i corpi cambiarono posizione.

Non capivo però’ come e perché’. Decisi allora di approfittare del momento e scavalcare la siepe. 3 mt più’ in la potevo osservare tutto e nascondermi protetto dal buio. Lo feci. Messo a fuoco, stavolta vidi tutto abbastanza bene. Se si fossero spostati di 4 passi verso di me, avrebbero anche potuto scoprirmi. Accucciato osservai tutto. Ebbi un sussulto. Giada era lì. Poggiava i polsi tendendo le braccia sopra le spalle di un uomo.

Era rimasta con il solo bodystocking senza nemmeno il perizoma. Gambe aperte, in piedi. Un uomo di fronte, intento a palparla ovunque. Grosso, però’ non capivo chi fosse. Dietro invece, un rispetto più’ basso di lei. Intravedevo le sole gambe ed un pezzo della spalla. Aveva i calzoni calati sulle caviglie. La stava scopando da dietro. Entrambe le mani le cingevano i fianchi e la spingevano avanti ed indietro. Lei leggermente piegata verso il primo dei due, poggiava le braccia per non cadere e collaborare al ritmo della danza.

Bella divaricata, ansimava e godeva. Ritmava la fottuta, bagnandosi le labbra e inarcando la schiena in qualche spasmo godereccio. Adesso il più’ grosso la filmava con il telefonino e lei non curante sorrideva con un ghigno da troiione in piena estasi. Ora la teneva in equilibrio con una sola mano, per non farla cadere in avanti e permettere al socio di sbatterla con vigore. Era piccolo ma stantuffava alla grande. Scopala dai, scopa sta Troia! Sii dai fottimi, fottimi dai!.

Lei stava godendo come una grande puttana ed esprimeva tutto il suo piacere immortalando un ciac sa paura. Fissava il telefono e si tintillava i capezzoli turgidi. Vedevo le chiappe sballottolare e sobbalzare per i colpi decisi da dietro. Ero quasi certo che quei due non c’erano alla cena. Poi, il tizio afferro’ i polsi di lei ed inizio’ il rush finale. I colpi si fecero frenetici e molto più’ vigorosi. Lei si inarco’ tutta e sbarro’ gli occhi dalla gran foga che sentiva dentro la pancia.

Cazzo vengoooo! Quasi urlo’ il piccoletto. Siiii cazzo ho ripreso tutto, il secondo. Ahhhhh siiiii, disse lei, adendo sulle ginocchia a quattro zampe. L’avevo preso tutto e dentro. L’aveva riempita quel piccoletto. Lo vidi in faccia, avrà’ avuto si e no 20 anni. Faccia da cazzo, cappellino e secco come un chiodo. Chi cazzo era?. Il secondo rideva e si toccava la patta. Ti e’ piaciuto ehhh troia! Dai sii cazzo ci siamo sbattuti sta figa.

Cazzo ho fatto un capolavoro. Lei li guardava,con un ghigno,soddisfatta. Sii dai annamosene mo’, o ce sgamano, da uno dei due.
Ciao troietta quanno voi chiamace. Uno afferro’ la borsa di lei a terra, frugo’ e tiro’ fuori il suo telefonino. Digito’ sulla tastiera e getto’ il telefono dentro la borsa di nuovo. Ooo mo c’ha i er numero mio. Capito? Di fronte a lei, ora sulle caviglie accovacciata, le disse di chiamarlo.

Poi spari’ nel buio. Lei annui’, si tocco’ la vulva e gli accarezzo’ una gamba. Via. Poi tutti via. Lei si rivestì’ nella penombra e poi andò’ verso la nostra auto. Io tornai di corsa per lo stesso percorso alla serata. Arrivai al mio posto 1 mn prima di lei. Si sedette al mio fianco, sospiro’. Era scossa, quasi imbambolata. Tutto ok? Sii sii certo,sorrise. Le misi una mano sopra un ginocchio. Strinsi un po’.

Era fresca. Volli salire con la mano. Quasi vicino a l’interno coscia,la sua mano si poggio’ sulla mia,fermandomi. Fermo!. Sei matto?. Poi a l’orecchio mi disse…a casa ti lecco anche le palle. Ed io…Troia …..sorridemmo.

Mia Moglie, il capo

Giada,38 anni,bionda riccia occhi azzurri, corpicino ben fatto,formoso quanto basta. Fa la segretaria in uno studio d’analisi. Lei riceve i clienti, prende le prenotazioni, porta documenti ed incassi al capo. Mia moglie Giada e’ una donna affabile,molto solare,splendida con le persone. L’amo ed a letto ci intendiamo molto. Le piace leccar lo,e’ bravissima con la bocca. Io amo vederla a quattro zampe sopra il mio arnese. Purtroppo il cubetto e’ off limits. Lavora per Mario, il padrone Dottore farmacista di uno studio d’analisi di provincia.

Uno stronzo di 55 anni, pidocchio rifatto, lampadato con la faccia da coglione presuntuoso. Tratti i suoi dipendenti come schiavi, arrogante e scortese qual’e’. Lei è’ molto servizievole, spesso per me troppo. Litighiamo per quanto non sa darsi rispettare e sotto sta alle continue richieste di lui. Fai questo,fai quello, sbrigati. Spesso dopo l’orario di lavoro. Certe volte, mentre ci stiamo per mettere a letto, eccitati un po’ per quello che vogliamo fare, io la provoco e le dico che con il capo non da tanto la sostenuta.

Magari se le chiede di inginocchiarsi e prenderlo, lei ci starebbe pure. Lei sbuffa e mi prende a male parole. Io insisto, poi iniziamo a dare l’amore e mentre le sono dentro, da dietro con lei supina, le sussurro che vorrebbe il cazzo del capo in bocca. Lei non dice nulla, ancheggia, gode, si eccita e sussurra si sii lo voglio. Mi fa incazzare ma godo come un toro a pensarla intenta a sottomettersi con lo stronzo.

Capita spesso, capita a letto o per provocarla. A lavoro poi, si veste sempre carina, ci tiene molto. Spesso gonnelline, camicette, collant e scarpine eleganti. Camice bianco per completare l’opera. Come ho già’ detto, io il suo cubetto non l’ho mai preso. Quando scopiamo supini, infilo il mio arnese da dietro, nella sua parata accogliente, bagnandoci completamente e subito. Calza a pennello e le piace mentre la prendo stringendole i seni. Le piace che le sussurro cose,meglio che è’ un po’ Troia e vuole il cazzo di un altro.

Le piace e lo sento. Un giorno, dovevo andare a lavoro, il treno non passa ed allora decido di telefonare e restare a casa. Sono le 9 lei e’ a lavoro da 1 ora. Non le telefono, vado a trovarla per un saluto. Arrivo davanti lo il lavoratorio. C’è’ molta gente, la fila. Guardo dentro, al bancone c’è’ la collega,lei non c’è’. Forse e di la, forse allo studio del Dottore stronzo. Sto per telefonarle, poi noto che al solito posto dei cappotti di tutti i dipendenti,il suo di quella mattina non c’è’.

Forse e’ andata a fare una commissione?. Decido di andare via,a pranzo ci saremmo visti a casa. Piove un po’, vado per prendere l’auto e con la coda dell’occhio in fondo alla strada, la intravedo camminare verso il palazzo dello studio del Dottore. Strano. Perché’ a quell’ora dal Dottore?. Sono geloso fradicio. E’ bastardo dentro quell’uomo ed eppure sento che ha un certo dominio sulla mia donna. Non so perché’, non so per quale scintilla, decido di seguirla e spiarla.

Il palazzo in questione, e’ un edificio a 3 piani. Molti terrazzi ed una scala esterna. Lo studio del medico, e’ al terzo piano. Entrando dal portone, 3 rampe di scale e poi la porta principale. Non avrei potuto fare nulla una volta dentro lo studio. Ma ecco la sorpresa. Mia moglie, non entra nel portone, bensì fa il giro largo e scende verso la rampa dei garage. A dare cosa? Mi chiedo. La seguo, le sono a 30mt circa.

La vedo scendere nei garage, attraversarli tutti e raggiungere i magazzini in fondo. Io appostato dietro una colonna, la vedo avvicinarsi, guardarsi intorno e poi bussare. Dopo pochi secondi la porta si apre. Con mio grande stupore, ecco il Dottore. Apre, compare e con una mano decisa le cinge la nuca, con l’altra il ventre e la stringe a se per baciarla. Un lungo ed intenso bacio in bocca, con lei sporta verso di lui, dondolante.

Ora le agguanta e solleva una coscia a mano piena. Poi le palpa il culo. E’arrapato da morire. La stringe a se, la tocca con vigore e la desidera. Lei obbedisce in silenzio, subordinata ad ogni suo desiderio. Vieni! Vieni troietta le dice, vieni con me. Le prende una mano e la porta in un angolo dietro un muro alto del magazzino. Solo arrampicandomi su di un pa****tto potei osservare la scena. L’aveva poggiata con il ventre al muro, gettato a terra il camice e sollevato completamente la gonna.

Lui inginocchiato le leccava i collant sopra il culo, cingendole forte i fianchi. Troia, ti rompo il culo adesso. Lei non fece un fiato, si sporse verso di lui, divarico’ meglio le gambe e languendo di piacere si fece calare i collant e perizoma a mezza gamba. Le tocco’ e poi affondo’ ben bene con le dita dentro la vulva. La fece bagnare e temere ben bene. Quando pronta, inizio’ a massaggiare e poi affondare una, due dita nel buchino di lei.

Il culo no!. Cazzo a me no e con lui si?. Rosicavo ed ero pieno di rabbia. Cornuto ed eccitato come uno stronzo. Le ficco’ il gingillo con tutta l’indelicatezza che si possa pensare. Guardavo mia moglie farsi ingroppare come una vacca da quel bastardo porco. Troiaaa! Sei una troiaaa. Dillo che sei la mia troiaaa. E lei, con gli occhi chiusi,ansimante, sii sono una troia. Sfondami padrone,sfondami tutta. La inculo’ fino in fondo, alla fine le afferro’ i capelli e la tiro’ a se.

Godiiii puttana!!!. Vennero insieme, nel culo di lei. Si avvinghiarono a terra a quattro zampe ansimando di piacere. La vidi godere come non mai. Scappai via. Scappai a masturbarmi. L’ebbi duro tutto il giorno. Tornata a casa volevo ucciderla. Insultarla. Invece lei, entro’ mi bacio’ e volle fare l’amore. Non dissi mai nulla. Fini’ così’. Era la schiava del suo padrone. L’amavo comunque.

Il pompino migliore della mia vita (storia vera di

Quando aprivo gli occhi, quello che vedevo era solo una testa che si muoveva avanti e indietro ed il suo labbro superiore che scivolava sul mio cazzo. E le sensazioni che provavo erano di libidine pura. Ma partiamo dall’inizio.
Come tante altre volte ero tornato al cinema Roma di Torino, sapendo che avrei potuto trovare qualche bella situazione.
Non mi interessava assolutamente il titolo del film, mi serviva solo per eccitarmi; per me, come per tutti i presenti, c’era interesse solo per il “movimento” in sala.

Appena entrato andai a sedermi al centro di una fila nella parte posteriore del cinema, in modo da lasciare lo spazio per qualche eventuale (e desiderato) avventore.
Avevo preso l’abitudine di non indossare gli slip quando andavo al cinema, in modo da essere pronto a tirare fuori il cazzo senza troppi traffici e mi piaceva anche la sensazione che provavo sentendo strofinare la cappella nei jeans, ma soprattutto mi piaceva sentire la cucitura dei jeans che si infilava tra le chiappe e mi sfiorava il buchetto…
Le scene sullo schermo iniziarono a fare effetto e tirai fuori il mio cazzo già bello duro.

Guardando in giro vedevo che non c’era molta gente, tutti seduti da soli tranne un ragazzo giovane che era seduto qualche fila davanti a me: era da solo, ma presto arrivò un tipo che si mise al suo fianco. La situazione sembrava interessante. Il ragazzo non disse niente e non lo guardò nemmeno, sembrava timoroso. Il tipo invece, sui 50 anni, sembrava sicuro e si avvicinava sempre di più. Dopo pochissimi minuti vedevo solo più la sua schiena andare su e giù, impegnato sicuramente a fare un bel pompino al giovanotto.

La mia eccitazione, e la mia invidia per il ragazzo, continuavano a salire… il mio cazzo reclamava attenzione, ma non volevo ancora sborrare. Sono bastati pochi minuti al tipo per completare la sua operazione e poi si sono alzati tutti e due: il ragazzo andò verso l’uscita ed il tipo prese a girare in sala. Io ero sempre lì con il mio cazzo duro che mi segavo senza cercare di nascondermi, anzi sperando di essere visto.

Infatti il tipo mi vide e dopo un incrocio di sguardi, come per chiedere il permesso, si sedette accanto a me. Oramai ero senza scrupoli e senza vergogna: continuavo a segarmi di fianco a lui che mi guardava, mi sorrideva e guardava il mio cazzo che lasciava uscire le classiche goccioline dovute all’eccitazione.
Appena provò a toccarmi io mi ritirai un pochino, sempre continuando a segarmi. Lui pareva stupito. A quel punto io andai nei servizi e mi infilai in un bagno senza chiudere la porta.

Dopo meno di un minuto arrivò lui e mi chiese “posso darti una mano?” Feci cenno di si, lui entrò subito e chiuse la porta. A quel punto mi trovavo nel cesso di un cinema porno, con il cazzo in mano, davanti ad un perfetto sconosciuto che mi disse “un cazzo così mi piacerebbe anche prenderlo nel culo!” , ma io continuavo solo a segarmi guardandolo in viso.
Ed ecco che lui si abbassa e me lo prende in bocca: mi è sembrato di sprofondare, di volare, di entrare in paradiso… ad ogni suo movimento mi girava la testa e mi sentivo succhiare anche l’anima… Io ero super-eccitato e avevo il cazzo che sembrava di marmo.

Non c’ è voluto molto per essere vicino a sborrare. Gli dissi “sto per venire”, ma lui mi guardò e non si staccò nemmeno per un secondo… ed ecco che i brividi lungo la schiena arrivano fino al cazzo e sparo una quantità incredibile di sborra nella sua bocca! Lui continuava a tenere tutto in bocca, per sputare poi tutto insieme nel WC.
Io ero al settimo cielo, con un fremito lungo la schiena e le gambe dovuto alla grande eccitazione che non diminuiva: avevo ancora il cazzo duro e glielo avrei messo volentieri nel culo se non se ne fosse andato, ma solo dopo avermi detto “grazie” guardandomi diritto negli occhi.

Oramai sono passati più di 20 anni da quella serata, ma la sensazione che ho provato è ancora viva in me e posso dire che è stato sicuramente il più bel pompino della mia vita.

L’Ultima Notte Di Sesso Con La Mia Ex Incinta

Era dal liceo che non la vedevo, ma non era cambiata per niente Mirta. É bella oggi come ieri. Anche adesso che é incinta, nuda davanti a me, non posso smettere di ammirarla. Nonostante la sua gravidanza, rimaneva comunque una splendida ragazza….. donna! Solo il suo seno era cambiato, non mi ricordavo che avesse due tette cosí grandi. Ma poi, ripensandoci, mi risposi che era il suo fisico che si adattava alla sua nuova condizione.

E quella nuova situazione, mi stava eccitando da morire. Forse era scritto nel grande libro del destino che Mirta doveva essere la prima donna delle mie “prime volte”. La prima ragazza che ho portato a casa dai miei, la prima che mi ha detto “ti amo”, la prima con la quale ho fatto sesso e la prima che adesso ho davanti nuda… incinta! Mi avvicino a lei lentamente, oggi mi sembra cosí indifesa che voglio prendere i suoi tempi, i nostri tempi, come quando eravamo adolescenti e timorosamente esploravamo il corpo l’uno dell’altro.

Un passo dopo l’altro e sono ad un centimetro dalla mia ex ragazza. Nel mentre il mio pisello alla sola visione di lei, inizia a mettersi sul’attenti. Il solo spettacolo di lei nuda dopo oltre venti anni, me lo fanno diventare duro. Ora sono vicino al suo corpo, ed inizio a baciarla. Il mio pisello sfiora la sua fica, o meglio la mia cappella sfira la sua fica, la sua pancia mi impedisce di avvicinarmi oltre.

Allora continuo a baciarla, ad esplorare con la lingua quella bocca che da ragazzino mi faceva impazzire. Poi alzo le mie mani e delicatamente le metto sulle sue tette. Le sento piene, gonfie. Ad oggi non riesco a trovare un aggettivo che possa spiegare quello che provavo, sentivo a quel tocco. Era come giocare con due palloncini pieni d’acqua, solo che i palloncini non ti fanno drizzare il cazzo e soprattutto non schizzano. Non fraintendetemi, non era il mio pisello che schizzava dopo qualche minuto di palpeggiamento, ma le sue tette.

Mentre la baciavo, prima sulla bocca e poi sul collo, le mie mani stringevano, strizzavano, alzavano verso il mio viso il suo enerme seno. Dopo diversi minuti che “masturbavo” le sue tette, aumentai la stretta, quasi volessi staccargli quelle enormi bombe… quelle bombe che alla fine esplosero, schizzandomi un liquido biancastro sul viso. Mi colsero impreparato e feci un “balzo” indietro con la testa. Adesso capivo perché le ragazze con cui ero stato, quando mi facevano un lavoro di bocca, alla prima sborrata si tiravano indietro.

La “spinta” doveva essere davvero forte. Come forti erano le spruzzate delle tette di Mirta. Giocavo con tutti e due i seni, li spremevo entrambi ed altri schizzi di quello che sembrava latte fresco, finivano prima sul mio viso e poi sul mio petto. Poi mi feci piú coraggioso e cercai di approfondire quella nuova esperienza. Avvicinai la mia bocca alle sue areole pronunciate ed inizia a succhiare i suoi capezzoli. Intanto continuavo a premere, schiacciare e palpare con vigore i suoi seni, che a quei massaggi rispondevano con degli altri schizzzi di liquido bianco nella mia bocca.

Nessuna mi aveva mai schizzato pima, né in bocca, né sul mio viso. Ma tutto sommato mi piaceva. Cosí continuai a giocare con le sue tette. Vederle “venire”, “svuotarsi” di quello che sembrava latte appena munto, mi stava eccitando da morire. Per la prima volta quello che finiva sul pavimento non era il mio sperma, ma fluidi corporei di una donna! Poco dopo Mirta reclamó la sua parte di sesso, con una mano mi staccó dal suo corpo, si mise di spalle e con l’altra afferró il mio cazzo, che fino a quel momento non aveva perso per un solo secondo la sua erezione.

Quindi inizió a camminare e come se tenesse un cane al guinzaglio, prese la direzione della sua camera da letto. Durante quei pochissimi secondi, nella mia mente, come un Flashback, inizia a rivivere tutti i momenti trascorsi nel passato con Mirta.
La prima volta che la vidi fu al primo anno del liceo. Entrati in classe, tutti prendemmo posto un pó a caso ed io trovai un banco vuoto accanto a quello di Mirta.

Lei all’inizio non mi notó, ero uno dei tanti, ma poi iniziai a “ronzargli” intorno e cominció a dedicarmi qualche attenzione. Erano i tempi in cui per “mettersi insieme” bisognava seguire un percorso. Tramite amicizie comuni si faceva arrivare la “voce” all’interessata o interessato, che qualcuna o qualcuno, voleva mettersi con un lui o una lei. Se dall’altra parte c’era una risposta affermativa, alla prima occasione, che normalmente era una festa di ballo a casa di qualche compagno, si faceva la propria “mossa”.

Io ero letteralmente cotto di Mirta, una ragazzina mora dai capelli lunghi, che giá dopo il secondo giorno di scuola, mi faceva masturbare sotto le coperte pensando a lei. Dopo un sondaggio tra gli amici, venni a sapere che gli piacevo. Cosí cercai di creare il mio momento, che arrivó durante una cena tra compagni di scuola poco prima di Natale. A fine sera i miei genitori passarono a prendermi al ristorante e per non scomodare anche quelli di Mirta, decisero di accompagnare anche lei a casa.

Una volta arrivati, l’accompagnai fino alla porta di casa. Era arrivato il mio momento, avevo il cuore che batteva a duemila. Volevo baciarla, ma non sapevo come “partire”. Fortunatamente e con un pizzico di coraggio da parte mia, fu proprio lei a darmi il “via” dicendomi “Buonanotte Chase” con un bacio sulla guancia. Il momento era giusto. Ma non riuscivo a muovermi. Quindi lei fece per entrare in casa. Io gli voltai le spalle, stavo per andarmene.

Quando con il cuore che mi esplodeva in bocca, dissi a me stesso “ora o mai piú”! Tornai sui miei passi, dissi il suo nome, lei si giró ed io afferrandola per le braccia gli diedi un bacio. Inizialmente con la bocca chiusa, poi cercai con la lingua di entrare nella sua. Duró pochissi secondi, che peró mi sembrarono un’eternitá a quel tempo. Emozionato e con il cuore che mi batteva in gola, mollai l’osso e tornai in auto dai miei.

Ora io & Mirta eravamo ufficialmente insieme. Il giorno dopo eravamo giá piú tranquilli e meno impacciati. I nostri baci diventavano sempre più appassionati e la nostra curiositá verso il corpo dell’altro cresceva ogni giorno di piú. I primi tempi mi avvicinai al suo fisico lentamente, tra un bacio e l’altro, mettevo sempre le mani sulle sue piccole tette. E lei mi lasciava fare. Qualche volta, specialmente quando eravamo soli, riuscivo persino a mettergliele sotto la maglietta.

A toccarle senza tessuti che mi facevano da filtro. Il tiro lo alzai un giorno in un noto Parco Giochi della mia cittá, nello specifico sui Roller Coaster (noi le chiamavamo Montagne Russe). Durante un giro, inizia a baciarla, ad infilare la mia lingua nella sua bocca. Intanto con una mano palpeggiavo le sue tette. Andai avanti cosí per qualche minuto, fino a quando non decisi di alzare la posta. Feci scivolare una mano in mezzo alle sue gambe ed iniziai a toccargli l’interno coscia.

Dolcemente l’accarezzavo, spostavo la mano su e giu dentro le sue cosce. Poi lentamente tentai la risalita verso la sua giovane fichetta, ma l’accesso era bloccato dalle sue mutandine. Allora con le dita spostai i sui slip su un lato ed infilai completamente la mano in mezzo alle sue gambe, tipo “cucchiaio” e misi la mia mano sulla sua fica liscia. Era fresca, sembrava pulita. Mi limitai a strusciarla lungo quello che sembrava uno spacco in mezzo a due dune.

Il pisello mi si stava gonfiando tra le gambe. Ed anche a Mirta quel massaggio sembrava piacere. Per quel giorno non potevo lamentarmi, avevo osato anche troppo. A fine serata, chiuso in bagno, mi svuotai le palle pensando a quel pomeriggio, masturbandomi con la stessa mano che poche ore prima era in mezzo alle gambe di Mirta.
Intanto il tempo passava, i giorni diventavano settimane e le settimane diventavano mesi. Fino a quando, stanco di avere solo baci, stufo di accontentarmi di qualche palpeggiamento rubato e qualche leccata di fica, decisi che era il momento di scopare.

Preparai Mirta a quel momento, a piccole dosi. Prima mettendola a suo agio con il mio corpo, ogni tanto baciandola guidavo la sua mano sul mio pisello, poi facendole intuire che volevo qualcosa di piú. Lei non era proprio sicura di volerlo fare, ma nemmeno pronunciava un no deciso. La nostra prima volta avvenne esattamente cinque mesi e due settimane dopo il nostro primo bacio. Niente di pianificato e organizzato, accadde e basta. Mirta mi invitó un sabato a casa sua a pranzo.

I suoi non c’erano e lei voleva cucinare per me. Se poi due uova ed un insalata si possono chiamare cucina. Ma a me, a noi, non importava il mangiare, l’importante era stare insieme. Come sempre passammo il pomeriggio in camera sua, tra baci, musica e toccate piú o meno audaci. Abbracciati l’uno a l’altra sul suo letto. Io spalle poggiate al muro e lei tra le mie braccia. La prima mossa la feci io.

Inizia a baciarla sul collo, sulle guance, ad accarezzarla per diversi minuti. Prima passai le mie mani in mezzo ai suoi capelli, poi lentamente le feci scendere fino alle sue tette. Lei con le spalle poggiate sul mio petto, mi lasció fare. Allora continuai osando di piú. Abbassai ancora di piú le mie mani portandole lungi i sui fianchi, presi la sua maglia e delicatamente gliela tolsi. Sentivo il mio pisello gonfiarsi nelle mutande e preso dall’eccitazione, gli slacciai anche il suo piccolo reggiseno.

Mirta non si voltó mai, lasció fare tutto a me. Continuai a toccarla ovunque, sulle spalle, lungo la schiena, sui fianchi, poi portai di nuovo le mie mani sul suo petto, afferando le sue tette. Ci rimasi non só quanto tempo a massaggiarle, toccarle e strizzarle. Il mio cazzo stava esplodendo e non sapevo se tirarlo fuori o continuare a “giocare”. Mi feci coraggio e provai a spingermi oltre. La presi per mano, ed insieme a lei mi alzai dal letto.

Ricordo che non sempre mi guardava negli occhi, in fondo era la prima volta che si mostrava quasi completanente nuda a me. Per metterla a suo agio, mi tolsi anch’io la mia maglietta e continuai a baciarla. Prima sulla bocca, poi di nuovo sul collo ed infine sui suoi piccoli seni. Poi scesi in basso, baciandola anche sul ventre, diverse volte, fino a quando non notai dei brividi sulla sua pelle. Allora dal basso la guardai in viso e con le mani lungo i suoi fianchi, gli abbassai i pantaloni.

A quel punto Mirta sembró sciogliersi, fece un passo indietro e si sfiló i pantaloni. Io rimasi in ginocchio ad ammirarla. Poi allungai di nuovo le mie mani verso di lei per avvicinarla a me. Adesso ho la sua fichetta davanti al mio viso. O meglio, la sua fichetta avvolta dagli slip. Ancora uno slancio di coraggio da parte di Mirta. Le sue mani fanno scivolare le sue mutandine verso il basso, mentre una gamba le tira in una direzione qualunque.

Ora é completamente nuda. Il cuore mi batte da morire, ma la voglia di baciare quelle altre labbra é troppo forte. Avvicino la mia bocca alla sua fica quasi liscia, ed inizio a baciarla. Piú volte. Sento il mio pisello cercare una via d’uscita. Allora mi alzo, guardo il viso di Mirta e mi abbasso i pantaloni insieme ai boxer. Il mio uccello, quasi non aspettasse altro, spuntó fuori dritto come un palo! Mirta lo fissa, lo guarda, non sá cosa fare.

Poi lo afferra e mi bacia. Ma la mentre la sua bocca ormai sá cosa fare, la sua mano sembra paralizzata. Il mio pisello mantiene la sua erezione, la sborra la sento riempire l’asta, ma Mirta non mi aiuta a vuotarmi le palle. Non sá come muoversi! Allora mi stacco da lei e mentre le nostre labbra si separano, la invito ad abbassarsi, ad inginocchiarsi, con lei che ancora tiene stretto il mio cazzo.

Ora il suo viso é di fronte al mio uccello pronto ad esplodere, Mirta lo fissa, poi mi guarda, ma non fá nulla. Allora gli afferro il polso ed insegno alla sua mano come muoversi. La guido lungo l’asta e finalmente sento le sue cinque dita che iniziano a masturbarmi. Mollo la presa, lascio che Mirta mi faccia una sega in completa autonomia. Sento le palle esplodermi, percepisco lo sperma salire lungo il mio cazzo.

Riconosco i “sintomi”. Anni di seghe e masturbazioni varie fatte fino a quel giorno, mi dicono che stó per sborrare. Ma riesco a trattenermi, faccio ingoiare al mio cazzo lo sperma che voleva buttare fuori. Se avessi voluto una semplice schizzata maturata da una sega, mi sarei accontentato del bagno di casa mia. No, quel giorno volevo la fica. Quella con la “F” maiuscola. Tolgo la mano di Mirta dal mio pisello gonfio con una imminente sborrata in canna, la invito ad alzarsi e tornare sul letto.

La faccio sdraiare, poi la seguo, sopra di lei. La guardo negli occhi e successivamente avvicino il mio pisello alla sua fica. Non só cosa stó facendo. Non seguo un copione, mi limito ad imitare quello che avevo visto nei Film per adulti, sulle riviste. Lascio che il mio cazzo tocchi la fica di Mirta. Ad un tratto sento un posto fresco, umido. Una strana sensazione, qualcosa sembra accogliere prima la mia grossa cappella, poi il mio cazzo dritto.

Spingo il mio bacino sempre piú giú, della pelle “viva” avvolge il mio pisello. Come se lo avessi fatto da sempre, inizio a muovermi su e giú dentro Mirta. La sento emettere un piccolo grido, ma non mi fermo. Spingo, mi muovo… su e giú… ancora e ancora… qualcosa ancora si muove intorno al mio cazzo, qualcosa pulsa, batte… mi piace… ora sonto pronto a sborrare e….. vengo, sborro… schizzo dentro la sua fica, della crema bianca calda avvolge il mio pisello.

Una vampata di calore circonda il mio cazzo… schizzo ancora… sento chiaramente lo sperma uscire e fermarsi su una qualche barriera… come se appena uscito dal buco della mia cappella si fermasse subito sopra di essa… la sborra copre la mia cappella come del sapone liquido… continuo a spingere ed a venire, fino a quando, dai piani bassi, non sento piú nulla, a parte un sensazione di liberazione, di svuotamento. Infine guardo Mirta, non l’avevo mai vista cosí sudata.

Sfilo il mio cazzo dalla sua fica, mi distendo al suo fianco e con gli sguardi rivolti al soffitto, rimaniamo nudi nel suo letto per qualche tempo.
Questa é stata la nostra prima volta. Ne seguirono ovviamente delle altre, ed ovviamente piú lo facevamo, piú diventavamo padroni delle nostre scopate.
Restammo insieme per qualche anno io e Mirta, poi le nostre strade si separarono per tanti motivi. Ma siamo rimasti sempre in contatto.

Tra lettere, auguri di compleanno e festivitá varie, non ci siamo mai persi di vista veramente. Almeno non nei primi anni dalla nostra “separazione”. Poi, si sá, il tempo e la distanza dividono tutti. Compresi noi. Credevo di non rivedere piú Mirta, che fosse la classica ragazza del primo amore, quello che non si scorda mai, ma che anche non si rivede piú. Ed invece.
Invece quel giorno mi arrivó un SMS di lei che mi chiedeva come stavo, che facevo nella vita, se mi fossi sposato, insomma, le classiche domande che si fanno quando non ci si vede da tanto tempo.

Dopo la prima settimana di messaggi, mi dice che gli sarebbe piaciuto rivedermi. Cosí ci organizziamo per un aperitivo un sabato sera. Quando la incontro, rimango per qualche secondo spiazzato. Lei sempre bellissima, ma… in stato di gravidanza! Questo non me lo aveva detto tramite SMS. Si accorge del mio stupore e rompe il ghiaccio con un “non ti piace il mio vestito?”. Entrambi scoppiamo a ridere e ci avviamo verso l’inizio della nostra serata.

Seduti al tavolo, ci raccontiamo la nostra vita, i nostri lavori, le nostre storie. Mirta mi dice che ha un buon lavoro, una casa tutta sua, ma che da quando é rimasta incinta, le cose con il suo lui non vanno tanto bene. Poi é il mio turno e gli parlo un pó di me. Dopo un pó, l’occhio finisce sull’orologio. É l’una di notte. Accidenti, il tempo é volato. Andiamo via, accompagno Mirta alla sua auto e la saluto.

– “É stato bello rivederti, magari una sera di queste possiamo cenare insieme e continuare a racontarci la storia della nostra vita” gli dico dopo averla baciata sulla guancia.
– “Perché no? Intanto perché non sali da me Chase? Mi segui con la tua auto e ci beviamo qualcosa a casa mia” Risponde Mirta.
– “Lo farei volentieri. Ma domani devo alzarmi molto presto. Ho un impegno a cui non posso proprio mancare” Continuo io.

– “Peccato. Volevo stare ancora un pó con te. Allora facciamo cosí. La prossima settimana cena a casa mia. Cucino io come ai vecchi tempi. Ti asicuro che sono migliorata!” Aggiunge Mirta sorridendo e accarezzandomi la mano affettuosamente.
Cosí rimaniamo d’accordo per vederci il venerdi successivo da lei. Non nascondo che nonostante la sua gravidanza, il pensiero di fare sesso con lei mi ha accompagnato per tutta la settimana, giorno e notte! Vederla dopo tanto tempo, mi fece venire in mente tutte le nostre scopate, tutte le nostre prime volte: dal nostro primo bacio, alla prima volta che facemmo sesso, passando per le nostre prime vacanze insieme.

E adesso, anche incinta, non nascondo che il suo corpo mi attira ancora. La sera del nostro appuntamento sono piú che puntuale e qualcosa mi provoca dei brividi, mi fá sentire agitato. Dico a me stesso che é solo una cena con una tua ex, la tua prima ex! Sono sotto casa sua, Mirta mi apre la porta. É stupenda, indossa solo una tuta, ma é comunque stupenda. Mi invita ad entrare, la sua casa é accogliente, é calda.

Arriva il momento della cena. Ci sediamo a tavola, lei é una perfetta donna di casa e si, in cucina é migliorata davvero tanto! Mangiamo, beviamo, parliamo ancora e ancora. Poi ci sistemiamo sul divano, alterniamo minuti di silenzio a momenti di lunghe conversazioni. Un digestivo di troppo e la serata prende una piega che forse non era tanto improbabile. Ci avviciniamo l’uno all’altra ed iniziamo a sfiorarci, a toccarci. Infine ci baciamo con passione, come fosse la prima volta tra noi.

Lentamente ci alziamo con le nostre labbra unite l’uno a quelle dell’altra. Quindi Mirta si allontana da me ed inizia a spogliarsi. Lentamente, molto lentamente. Prima la felpa, poi le scarpe da ginnastica ed infine i pantaloni. Io la osservo e mentre il mio pisello cresce negli slip, io la imito facendo altrettanto. Prima la cravatta, poi la camicia ed infine tutto il resto. Intanto Mirta si toglie gli ultimi pezzi di stoffa che coprono il suo fisico gravido.

Slip e reggiseno! É bella oggi come ieri. Anche adesso che é incinta, nuda davanti a me, non posso smettere di ammirarla. Nonostante la sua gravidanza, rimaneva comunque una splendida ragazza….. donna!
La mia mente inizia a confondere il passato con il presente, ma la sua voce che grida il mio nome, mi riporta alla realtá:
– “Vieni Chase. Qui staremo piú comodi” Disse Mirta trascinandomi nella sua stanza con il mio cazzo tra le sue mani come fosse un cane da tenere al guinzaglio.

Ora siamo nella sua camera da letto, molla il mio uccello e si siede sul letto. Mette le mani dietro le sue spalle, inclina la schiena ed allarga le sue gambe mostrandomi la sua fica. Io in piedi davanti a lei sono sempre piú eccitato. Non era la prima volta che la vedevo nuda, ma era la prima volta che la guardavo con occhi diversi. E quella nuova visone del suo fisico sembrava non dispiacere al mio cazzo che diventava sempre più duro.

Mi avvicino a lei, non smetto di osservare la sua fica cosí….. cosí diversa, diversa da quella che mi ricordavo avesse Mirta, ma soprattutto diversa da tutte quelle che avevo visto fino a quel momento. Non era la solita fica depilata, le sue labbra, le sue grandi labbra, erano enormi, gonfie in un modo spropositato. Mi avvicino al suo posto più intimo, mi inginocchio ed inizio a leccargliela. Non appena la mia lingua tocca il suo spacco, Mirta emette un gemito e si distende sul letto.

Divarica ancora di piú le sue gambe, metto le mie mani sulle sue cosce ed affondo sempre di piú la mia lingua dentro la sua grande fica. Percepisco dei battiti, la sento pulsare. Poi smetto, bacio le sue labbra all’esterno e mi soffermo qualche secondo ad ammirarle. Non posso non notare che sono esageratamente umide. Vorrei penetrarla, sento le mie palle esplodere ed il mio cazzo gonfiarsi sempre piú. Ma non só come prenderla, come scoparla in quelle condizioni.

Fortunatamente é Mirta ad assumere il comando, forse intuisce che per me quella é una situazione nuova. Si alza dal letto ed mi invita a sdraiarmi su di esso. Obbedisco. Completamente supino ed a cazzo dritto, non gli tolgo gli occhi di dosso. Le sue tette sono davvero grandi, leggermente calate, ma sempre gonfie. Adesso é lei che si inginocchia. Mette le mani sulle mi cosce per rimanere in equilibrio, ed inizia a leccarmi l’uccello.

La sua lingua parte dalle mie palle fino alla mia cappella, dove si ferma e lascia spazio alla bocca che si infila dentro il mio enorme fungo rosso. Le sue mani intanto passano dalla coscia esterna fino al loro interno, per poi scivolare e salire fino all’attaccatura delle palle. Mentre la sua bocca, la sua lingua, masturba la mia cappella ed i suoi pollici giocano e stimolano i mie testicoli. Ne ha fatta di strada Mirta da quando ero io ad insegnargli come muoversi sotto le coperte.

La sua bocca poi lascia il mio cazzo per tornare a leccarmi tutta l’asta, dal basso verso l’alto, una volta, due, tre. Sento lo sperma salire lungo il mio pisello, avverto la sborra pronta ad eruttare. Provo ad alzarmi per prendere in qualche modo Mirta, la voglio sopra di me, dentro di me, in qualche modo. Mentre cerco di alzarmi, la tensione dei muscoli mi fá sborrare, un solo lungo interminabile schizzo che finisce sotto il mento di Mirta, colando poi nel canale che divide le sue tette.

Io non spingo oltre, lascio che il mio cazzo si liberi del primo carico di sperma autonomamente e dopo un paio di schizzate, finalmente sono in piedi. Anche Mirta si alza. Ma mi guarda come se volesse dire “come pretendi di scopare da questa posizione?”. In effetti oggi sono io che non só dove mettere le mani, o meglio, il mio cazzo. Mirta mi fá nuovamente sdraiare sul letto, ma non completamente. Schiena su di esso e ginocchia piegate con i piedi che toccano il pavimento.

Poi lei si avvicina a me, si mette a cavallo e per qualche secondo si lascia osservare senza fare nulla. Poi si piega leggermente verso di me, prende le mie mani, le mette a mezz’aria e con il palmo della sua mano mi fa cenno di aspettare. Fá un passa indietro, si gira di spalle e torna a cavallo su di me, di “retromarcia”. Ora capisco. Vuole che la prenda per i fianchi e che l’aiuti a calarsi su di me, sul mio cazzo.

Lo faccio! Aiuto il suo fisico ingombrante a scoparmi. Mirta inizia ad abbassarsi sul mio cazzo, piega le ginocchia, la sua fica poggia sulla mia cappella, sento le sue grosse labbra aprirsi, accogliere il mio pisello pieno di sborra. Ci siamo. Se lo infila, glielo infilo tutto dentro. Mirta inizia ad agitarsi, a muovere la sua fica sopra il mio cazzo. Destra, sinistra, avanti, dietro poi effettua movimenti circolari. Le sue labbra avvolgono e stringono il mio pisello, le sento pulsare, lei inizia a godere, sento la sua fica stringersi attorno al mio uccello, sento Mirta gemere.

Io ci sono vicino, percepisco lo sperma salire lungo l’asta. Sto per sborrare. Ma poi Mirta, come una sensitiva, si sfila dal mio cazzo, mentre con una mano spinge un punto tra la mia asta e le mie palle. Lo sperma rimane ancora dentro, sono al limite. Si abbassa di nuovo, sfiora il mio cazzo che non é dentro di lei. Il suo culo é sopra le mie cosce e piano piano si avvicina/struscia al mio cazzo.

Adesso lo spacco del suo culo tocca il mio uccello. Stringe le sue gambe costringendomi a fare lo stesso. Le mie palle sono schiacciate, sono in tiro sotto le mie cosce. Sento la cappella tirare ed in procinto di schizzare. Poi Mirta, come un atleta, solleva leggermente il suo corpo e cerca di infilare la sua fica sopra il mio palo. La lascio fare aiutandola di nuovo con le mie mani, ma stavolta gliele metto sotto il culo per aiutarla a farsi impalare dal mio uccello.

Finalmente la sento scendere sopra il mio cazzo, la sua fica se lo fá scivolare delicatamente tutto dentro. Quindi Mirta inizia a fare su e giú sul mio cazzo. Sono arrivato, la sbora sale, cerca una via d’uscita, le palle gonfie cercano di buttare fuori il loro carico di sperma. Mirta continua a scoparmi, su & giú, su & giú….. si ferma… muove la sua fica in senso orario da seduta… stringe di nuovo le gambe… il cazzo mi tira… cerco di spingerlo piú dentro che posso alzando il bacino….

spingo… spingo… e finalmente vengo, sborro. Sento una lunga schizzata inondarla, poi una seconda, una terza… anche Mirta ha un altro orgasmo, la sua fica non smette di battere… io contiuno a schizzare… a venire piú volte….. poi la sollevo, sfilo il mio cazzo avvolto di sborra e mentre continua ad eruttare, glielo poggio sul suo fondo schiena, lungo lo spacco del suo culo, lo struscio per pochissimi secondi solo per il gusto di vedere la sua schiena innaffiata dalle ultime schizzate del mio pisello.

Infine mollo la presa dei sui fianchi e smetto di agitarmi. Le mie palle sono belle che svuotate, giá le sento afflosciarsi e toccare il lenzuolo. Mirta si alza e noto che la sborra ancora gli cola dalla schiena. Ma anche la sua fica non scherza, piccole gocce di sperma le intravedo penzolare dalle sue grandi labbra. Infine si siede vicino a me, dove rimaniamo per qualche minuto in silenzio, in attesa di capire quello che era appena accaduto.

Ma c’era poco da capire. Lei attraversava un periodo negativo con il suo uomo, che negli tempi era assente sia come compagno, sia come amante. E Mirta, nonostante fosse incinta, comunque era una donna e come tale non poteva reprimere l’istinto di fare sesso. Quel sesso che poi mi raccontó, le mancava da mesi. Io invece avevo ritrovato la mia prima ragazza, sempre bellissima nonostante la sua gravidanza, ancora non sposata e con un compagno che la trascurava fisicamente.

Questo almeno é quello che ci siamo sempre raccontati, quasi una scusa per quella serata di sesso. La realtá é che io e lei ci siamo sempre piaciuti, ancora oggi proviamo attrazione l’uno per l’altra, ma il destino sembra ci abbia riservato due strade destinate a prendere due direzioni differenti.
Un mese dopo la nostra serata di sesso, l’uomo di Mirta tornó a casa tra mille scuse e centinaia di regali per quel momento di assenza come compagno.

Due mesi dopo nacque il loro primo bambino ed a un anno dalla sua nascita, si sposarono. Io e Lei siamo rimasti comunque in contatto, soprattutto con i cari e vecchi SMS (imperdibili e puntuali quelli dei nostri compleanni e di Natale). Ma come ho detto, ormai era arrivato il momento di dividerci, di prendere ognuno la propria strada. Mirta ormai era una donna felicemente sposata ed io avevo forse trovato la persona giusta per iniziare una vita di coppia.

Oggi é una bella giornata e ripensando a tutto questo, ripensando a Mirta, rido da solo sulla panchina del parco della mia cittá mentre attendo la mia donna. Poi il telefono mi avverte che é appena arrivato un messaggio, lo leggo, é lei. É Federica che mi dice che stá arrivando dal fondo del viale. Mi alzo e gli vado incontro. É un mese che stiamo insieme io & lei, ed anche se sono appena trenta giorni, ho voglia di festeggiare.

La porteró nel ristorante piú lussuoso della nostra cittá.
E magari….. chi puó saperlo. Forse sará proprio Federica quella giusta!

[email protected] com.

L’insaziabile Raffa parte 1

Salve lettori , ciò che vi racconto è successo l’estate scorsa..
Mi venne a trovare un amico di vecchia data , non veniva qui in città da parecchio tempo , allora lo invitai a casa per i 10 giorni che doveva rimanere..
Il suo nome è Manuel e per i miei amici lui era una persona figa , perché lui è di colore..tra amici e amiche comunque si andava d’accordo ..aveva stretto parecchio con loro..giocammo a calcetto ci ubriacammo al bar di fra e raffa..
un dì andammo al mare , prendemmo 7 obrelloni e 16 sdraio..Manu mi parlava di qualche amica che voleva scopare , che per lui era parecchio sexy..
Quella mattina dopo aver preso gli ombrelloni e le sdraio tutti vanno in acqua tranne manuel ed io..spettavamo che venissero fra e raffa..dopo quattro chiacchiere arrivano loro ed io noto le grazie di raffa , soprattutto il suo lato b .. aveva un bel costumino quasi a brasiliana credo..un costumino di color verde..manuel rimase a bocca aperta , fra raggiunge gli altri e raffa rimane a prendere il sole…noi parliamo del più e del meno quando raffa arriva da noi e dice :
– ragazzi di cosa parlate
io – del più e del meno , oggi fa un caldo..
lei – eh a chi lo dici sono tutta sudata..
Manu – e perché non vai a fare il bagno?
lei – perché non mi va ,in più ho litigato anche con fra..
io – a ecco , sembrava strano..certo che voi litigate sempre..
lei – eh si va beh ma che ci possiamo fare..è normale..beh ragazzi io torno a prendermi il sole..

Ci fa un occhiolino e si mette sulla sdraio di fronte a noi mostrando il suo culone perfetto!!
– cavolo marco guarda questa , non l’avevo mai notato lo sai?
io sorridendo – eheheh manu lei è una brava provocatrice..

In quel momento raffa si gira dicendo : Manu t posso fare una domanda?
Manu – certo ..
Lei si avvicina si siede con noi e.. : è vero che voi l’avete parecchio grande?
Manu : eh raffa dipende dai gusti ,io poi ho questi boxer larghi per stare comodo e per non far notare niente..
lei – ah ecco..potrei toccarlo così? sai sono proprio curiosa..
Manu rimane impietrito : se proprio vuoi..

Allora raffa senza farsi notare da occhi indiscreti inizia ad accarezzare l’uccello di manuel..fino a prendelo per tutta la mano e muoverlo a mo di sega..manuel aveva raggiunto una buona erezione e anch’io ..raffa sembrava che ad ogni centimetro massaggiato si eccitasse ancor di più..
– wow è proprio grande lo sai..chissà quante ne avrai soddisfatte.. – disse raffa..
Manu – beh dipende da chi piace il cioccolato!
Raffa _ a me piace il cioccolato bianco ( e mi guarda ) e non ho mai assaggiato quello nero..

dopo un po’ tutto si interuppe perché vennero gli altri…manu va in acqua sicuramente per calmarsi , io me la rido..e dopo un po’ vedo raffa che va verso il lido e manu che mi chiama…
Vado da lui e mi fa : quella lo vuole doppio vieni con me..
Allora ci spostammo due spiaggie più in la..arrivammo dietro ad uno scoglio e dopo un po’ vidi raffa..- ehy ragazzi che coincidenza – ah si – le risposi..
Raffa : manu senti .. perché non lo cacci fuori? sarei proprio curiosa di guardarlo..
Manu si tirò giu i boxer ed uscì una cosa enorme , non credevo ai miei occhi..
allora raffa ridendo iniziò a prenderlo tra le mani dicendo : è un problema se te lo massaggio un po’? sai è così carino..
Manu : certo assaggialo anche se vuoi..
Allora raffa iniziò a leccare la cappella e a massaggiarlo lentamente ..con le mani che facevano su e giù e lei che ansimava ad ogni boccata.. io non riuscivo a tenermelo nelle mie bermuda e allora lo tirai fuori ed avverrai la sua mano e la portai al mio pene..
lei li guarda , ci avvicina ed esclama : wow marco il tuo è la meta!!
Allora iniziòa succhiarli entrambi , noi la toccavamo tutta , ce la volevamo scopare , ma lei non volle .. ci voleva succhiare tutto..succhiava una volta uno e una volta l’altro mentre segava come una dannata..ci stava prosciugando .. lei diceva : ragazzi che buon sapore hanno , voglio toglierli il sale..vi voglio ingogliare ..
Raffa succhiava e segava e dopo un po’ venimmo entrambi copiosamente nella sua bocca..la troia ingoiò tutto ed era così sazia che venne tantissimo!!
Manu ed io eravamo prosciugati..lei va via , noi rimaniamo li seduti a goderci il relax..

Manu : non voglio immaginare quella cos’alro sa fare!!
Io – se gli è piaciuto questo , entro qualche giorno vedrai cosa fara!!

La prossima parte a breve.

continua….

Rimango nudo in giro per casa sua…
Seguo il consiglio di Maria. Vado in cucina e mi preparo un caffè. Mi giro una sigaretta e mi rilasso un pò. Mi soffermo un pò a guardare le sue foto in salotto. E’ una donna incredibilmente bella, sexy… e che adesso posso dire anche molto troia. Rimango una decina di minuti da solo. Poi sento aprire la porta. Esce lei. Nuda. Si avvicina a me. Mi dice: ” Sono bella pulita..”.

La seguo in camera da letto, non a caso con la parete sempre comunicante con la stanza in cui il povero cornuto è sempre chiuso. Mi stendo sul letto. Lei apre un cassetto del comodino e tira fuori un olio. Inizia a spargermelo sul corpo e a massaggiarmi. Mentre lo fa, se lo spalma addosso anche lei. Tutta oleata è ancora più sexy. Il mio cazzo diventa sempre più duro. MAria allora inizia a praticarmi un body massage.. Sento i suoi enormi capezzoli turgidi strusciarsi sul mio corpo.

La prendo. La giro su di me. LE apro le gambe. Inizio a leccarla. E lei, da brava troia, inizia a prendermelo in bocca. Non usa le mani, con le quali continua a massaggiarmi le gambe. Ha davvero una bocca vorace ed un culo molto voglioso. In pochi minuti sono con 3 dita dentro il suo ano e con la lingua dentro la sua fica. E’ molto eccitata. La sento miagolare come una gatta mentre spinge la tua testa e prende tutto il mio cazzo, leccandomi le palle.

Adesso le dita in culo sono 4 e dalla sua fica inizia a gocciolare il suo nettare. E’ proprio innamorata del cazzo. La farei continuare per ore… Ogni tanto alza una mano facendo il gesto delle corna.. Allora gliene chiedo il motivo e lei mi risponde che da quando siamo in camera il marito oltre a sentirci, ci vede. Contrariamente a quanto pensavo, la cosa non mi infastidisce, anzi, mi eccita. La prendo per il culo e la sposto in avanti.

Fino a farla arrivare con la fica sul mio cazzo. Mi prende, piano, carponi su di me.. Dopo qualche secondo sono già tutto dentro la sua fica. Inizia a cavalcarmi mentre le dico: “Prendilo puttana!”… La colpisco sul culo… LA sento eccitarsi sempre di più… fino a quando, dopo qualche minuto in quella posizione, emette un gemito fortissimo e viene…
Non si toglie. Continua a cavalcarmi con piu decisione. Adesso non è più carponi, ma si è messa coi piedi sul letto per prendermi con più foga e più apertura.

La prendo, la giro, voglio vederla. Continua a prendermi a smorzacandela, io la sculaccio e le dico quanto è troia. Lei mi dice: “Sono una vacca… Adoro il tuo cazzo… Scopami ancora toto…” Le sue parole mi eccitano sempre di più… La giro su di me mentre mi è sopra. Lei si siede e continua a prendermi appoggiandosi su di me… Sono duro come il ferro… La faccio spostare… La metto a pecora… Inizio a scoparla abbassandomi su di lei, ma sempre in piedi… Per farle sentire tutto il mio bestione.

La sento urlare.. Viene di nuovo… La prendo e la sbatto sul letto. Le prendo le gambe e le sollevo, fino ad avere i suoi piedi sul mio viso. La scopo con forza. La sculaccio, le stringo seno e capezzoli… E’ in balia del mio cazzo… UN altro orgasmo… Le mie palle sono pienissime… Continuo qualche minuto sempre con più decisione. Poi le dico: “Adesso apri la bocca puttana..” Mi porto con il cazzo in mezzo alle sue tette, scopandole un pò… Appena sento che sto per venire entro nella sua bocca e la scopo.

Lei mi prende per le natiche. Le sborro dentro. 1,2 flotti.. Poi esco dalla sua bocca e finisco sul suo viso, mentre lei ingoia. Raccolgo la sborra sul viso sul mio cazzo e gliela riporto in bocca. Lei da brava puttana ingoia… Stavolta al cornuto non faccio arrivare niente. Lei è appagata… le dico di andare dal marito e baciarlo… Intanto io fumo la seconda sigaretta….

primo incontro

Era la prima volta che ci vedevamo…
Dopo tante ore passate a parlare e stuzzicarci al pc, da soli, o col marito a leggerci e guardarci flirtare e giocare abbiamo deciso di vederci per un caffè.
Conosciuti su un sito ci eravamo subito piaciuti. Eravamo della stessa città. Io, ragazzo di 24 anni, ben piazzato sia fisicamente che in dotazione, appassionato di sport, musica ed erotismo. Lei, 35 anni, fedele da sempre al marito, ma dal quale aveva percepito la voglia di vederla in mano ad altri.

In videochat avevamo fatto veramente poco. Ci piaceva stuzzicarci, ma senza mai andare troppo oltre, anche se lei mi confidava che durante queste nostre chiacchierate il marito si segava. Maria, le darò questo nome di fantasia per il proseguimento della storia, è una donna davvero bella. Molto sensuale, fisico abbondante e proporzionato, mediterranea e calda. Arrivo prima di lei al bar, seguendo le sue istruzioni. Mi siedo ed ordino un caffè… Sono molto eccitato dall’affrontare questo incontro..
La scorgo da lontano.

Gonna nera, calze autoreggenti nere, tacchi molto alti, camicia bianca, giacca nera. Capelli sciolti al vento, non li immaginavo così lunghi, trucco che richiama le tonalità scure. Mi vede, si avvicina, mi bacia sulla guancia e si siede. Al mio fianco. Rimane in silenzio qualche secondo, poi mi sfiora la mano, si avvicina con la bocca e mi bacia sulle labbra, sussurrandomi: “non vedevo l’ora…”. Il mio corpo è attraversato da un brivido. Il suo profumo, la sua pelle, i suoi lunghissimi capelli neri e ricci, la sua bocca.

Il mio sesso si indurisce lentamente, mentre la guardo, seguendo la linea del suo corpo, dai piedi fino alla testa. Lei nota la mia patta gonfiarsi, si sfiora le labbra compiaciuta e apre leggermente le gambe. Si avvicina. Mi butta la mano tra le gambe e mi dice di seguirla. Si alza e inizia a camminare. Io lascio 2 euro sul tavolo e la seguo. Camminiamo in silenzio per poche centinaia di metri. Poi si ferma.

Mi guarda e mi dice: “Saliamo a casa mia..”. Apre il portone di un bel condominio ed entra. Senza fiatare la seguo. Entriamo in ascensore e mi spiega di aver lasciato il marito in casa, chiuso in una stanza, dalla quale però avrebbe sentito ogni nostra parola o movimento. Mi chiede se la cosa mi da fastidio, ma io, senza farle terminare la domanda, le ficco la lingua in bocca e la mano tra le gambe.. La puttana è bagnata e senza mutande.. Maria asseconda il mio istinto e, come avevo avuto modo di notare dalle nostre “chiacchierate” vuole essere trattata per la puttana che è.

Arriviamo al piano, lei apre la porta. La lascio entrare, poi chiudo la porta dietro di me. Le tolgo la giacca e finalmente intravedo i suoi grossi seni, ad occhio e croce una 4°, ma con mio stupore vedo proprio in mezzo alle sue tette una chiave, attaccata al reggiseno. Mi spiega ad alta voce che è la chiave della stanza in cui ha chiuso il cornuto. Le strappo la camicia, la faccio inginocchiare e tenendo il suo viso con una mano, uso l’altra per aprire la cerniera dei pantaloni e tirare il mio cazzo duro fuori.

Senza darle tregua spingo il suo viso contro di lui, lei apre la bocca e inizia a succhiare. Spingo subito la sua testa sul mio cazzo e Maria si dimostra da subito una brava pompinara, accogliendo i miei 22 cm di cazzo dentro la sua gola. Prendo il cazzo in mano, lo esco dalla sua bocca vorace e inizio a colpirla sul viso. Ad ogni colpo la sento ansimare. Vedo le sue mani in mezzo alle sue gambe…a toccarsi.

Torno a prenderle il viso tra le mani ed inizio a scoparle la bocca. E’ davvero una brava pompinara, lo accoglie tutto, con difficoltà, ma volendo ubbidire alle mie voglie. Esco di nuovo dalla sua bocca. Il mio cazzo gronda della sua saliva. Le strappo il reggiseno e mi metto la chiave della stanza in tasca. LEi mi dice: “Usami…”.
Le chiudo la bocca col cazzo dicendole quanto è troia. Esco di nuovo.

Mi tolgo i pantaloni. Le mutande. Metto il mio culo davanti alla sua faccia e la costringo a leccarmelo: ” Così puttana!Lecca tutto!”
Sento la sua docile e brava lingua leccarmi l’ano, le palle, mentre la sua mano destra cerca continuamente il contatto con il mio cazzo. Lei è sempre in ginocchio. Stacco il mio culo dal suo viso, la costringo faccia a terra, iniziando a leccare la sua fica e il suo culo.

E’ bagnata, calda…ha uno splendido sapore. Sono troppo eccitato ed ho voglia di prenderla subito. Mi alzo, mi bagno le dita e sento il suo ano. E’ docile, mi aspetta. La faccio spostare sempre in ginocchio ma la metto a pecora, con le mani poggiate sul muro. Avvicino il mio cazzo al suo buco e inizio a spingere. Lei mi sente subito. La sento gemere quando ancora il cazzo è per lo più fuori.

Entro lentamente fino a metà…poi torno indietro e inizio a scoparla. Lei anzima sempre più forte. Siamo affianco la porta della stanza in cui è chiuso suo marito. Inizio a scoparle il culo con decisione. Lei porta le mani all’esterno delle natiche e le apre per bene…per accogliermi con facilità. Sono molto eccitato.. Continuo a scoparla e inizio a darle delle piccole sculacciate…che fanno aumentare i suoi gemiti. Allora con una mano inizio a sditalinarla mentre la inculo.

LEi inizia a gridare. Mi incita a non fermarmi, a farle male, ad aprirla e intanto grida al marito: “lo senti come mi scopa?”. Sento che sta per venire. Affondo con decisione e muovo velocemente la mano, fin quando sento maria urlare per il suo orgasmo e vedo la mia mano piena del suo succo..
Continuo senza esitazione per altri 30 secondi, con l’obiettivo di sborrare. E quando Maria mi urla: “Riempimi!”, lascio andare la mia energia e inizio a sborrarle dentro il culo…1,2,3,4 flotti di sperma la invadono e io le dico di tenerlo dentro, mentre esco dal suo splendido culo ed entro di nuovo nella sua bocca.

Mi pulisce ed ingoia la sborra rimasta sulla mia cappella e sul mio cazzo. Poi mi guarda negli occhi e mi chiede la chiave. LA guardo e le chiedo a cosa le servisse. E lei risponde: “Fatti un caffè, io intanto vado a farmi pulire!”.
Le lascio la chiave, lei apre la porta, scompare all’interno e richiude. Io vado a farmi il caffè….