Archivio mensile:Gennaio 2013

Segato da mamma

All’epoca avevo appena 17 anni ed ero appena stao lasciato da Daniela,la mia ragazza.

A quell’età gli ormoni sono alle stelle,e nel mio caso la normalità era una sega guardando qualche figa in internet su qualche sito di cam,annusando le mutandine sporche di mia madre prese dal cesto e schizzandoci dentro litri e litri di sborra.
Ogni sera. Sempre così.

Quando la sentivo andare in bagno, o quando si girava nelle letto, speravo! Speravo che si aprisse la mia porta.

Ma la porta rimaneva sempre chiusa. La sentivo camminare, andare in bagno e ritornare a letto.
Certe volte sborravo solo all’idea di averla vicina.

Ogni sera mia madre mi salutava prima di andare a letto. Dalla porta mi mandava un piccolo saluto e un “Dormi bene”.
Sapeva benissimo che non avrei dormito molto presto e il sorriso che accompagnava il suo saluto lo sottolineava benissimo.
Uno strano legame tra una madre e suo figlio 17enne.

Una sera al momento della buona notte, dopo il “Dormi bene”, mi fa un piccolo cenno con la mano come a dire “Ci vediamo dopo”.

Rimasi di stucco,quella notte, il tempo sembrava non passare mai. Guardavo i soliti siti di cam ma nessuna cam mi soddisfaceva. La mia mente era per lei.
Per mia mamma. Per quel momento in cui saremmo stati assieme.

La sentii scendere ed andare in bagno.

Il cuore mi rimbombava in testa. La sentii abbassare la tavoletta e pisciare.
Immaginai la sua fica pelosa aperta mentre si svuotava. Immaginai la sua mano mentre l’asciugava.
Non si fece il bidè e tornò immediatamente in camera sua.

Ci rimasi male. Forse mamma ci aveva ripensato.
Ormai rassegnato sfogai la mia delusione iniziando una sega veloce, quasi disperata.

La porta si aprì di colpo!
Mi girai di s**tto impaurito dal rumore.

Il cazzo ancora pulsante in mano e lo sguardo allucinato di chi si sente preso alla sprovvista.

“Smettila di segarti! Non aspetti la tua mammina?” disse ridendo.
Rimasi scioccato…le uniche parole che balbettai furono di abbassare la voce per non svegliare papà”
“Non temere. E’ partito e non lo svegli neppure con le cannonate”

Era ancora ferma in corridoio con la porta aperta. Potevo sentire il russare pesante di mio padre.

Mi guardò il cazzo. “Non ci speravi più, vero maialino?”
Entrò e chiuse la porta dietro di se.
“Sapevo che ti seghi ogni notte,credevi che fossi ceca,che non vedessi la sborra che lasci sopra alle mie mutande sporche”
“Sei un maiale sai..ti piace l’odore della figa di tua mamma,ti piace l’odore della mia piscia vero?”

Risposi di si..dissi che ammiravo tutto di lei,le sue tettone,i suoi fianchi larghi e il suo culone grosso e tondo e sopratutto la sua figa pelosa e odorosa.

Lei si avvicinò e mi prese in mano il cazzo.

“E’ veramente bello grosso!Non lo immaginavo cosi caro,ora che posso anche vederlo me lo godo di più”, iniziò a menarmelo lentamente. “

“Ti manca molto per sborrare?”..disse ad un tratto.

“No, credo di no mamma, e poi sei tu a toccarmelo e mi fai venire più voglia,è il momento che ho sempre sognato..risposi.

“Bene! Spogliati e stenditi a letto”, mi disse,”vediamo di combinare qualcosa con questo uccellone”

Mi piaceva il suo modo di parlare del mio cazzo.

Mi faceva sentire sicuro.
Ho sempre considerato il mio un cazzo normale, ma sentirgli rivolgere tutti quei complimenti mi faceva piacere.
E il piacere aumentava pensando che la donna che li faceva era mia mamma.

Mi spogliai il più velocemente possibile, rimasi nudo e mi stesi a letto.
“Bravo, apri le gambe”, e mentre lo diceva la vidi aprire la sua camicia da notte.

Si sfilò prima il braccio destro e poi l’altro, arrotolandola sulla vita.

Si sedette sul bordo del letto tra le mie gambe.
Mi apparve il suo reggiseno.
Non era allacciato dietro e le tettone erano contenute solamente dalle coppe rette dalle spalline.

Mamma prese tra le mani le tette e guardandomi fece una faccia da monella e iniziò a soppesarsele.
Poi con un movimento solo liberò le sue enormi tette e si porto il reggiseno sopra la testa sfilandoselo “Ta-daaaa!”, canticchio imitando la musica dei circhi di periferia, tenendolo sollevato e rivelandomi le sue ascelle pelose.

Rimase così per qualche istante in cui mi impressi per sempre nella memoria quella figura di donna così rustica.
Differente da tutte quelle viste nei giornali porno. Così reale. Così carnosa e con quelle tettone enormi e penzolanti.

Gettò a terra il reggiseno. Si riprese in mano le tette. Le fece ballonzolare e si ciucciò un capezzolo.
Erano capezzoli grossi, duri, che spuntavano da areole rosa su una pelle bianchissima.

Il mio cazzo sussultò bramoso.

“Hei! Si sente un po’ trascurato!”, esclamò allungando una mano e finalmente toccandomelo.

“Sì, mamma! Che bello!” sospirai

“E ho appena iniziato!” sottolineò.

Mi lasciò il cazzo e si sputò sulla mano.
Lo riprese e iniziò a segarmi con maestria.
Vedevo la cappella apparire e scomparire.
Mamma lavorava il mio cazzo con la sola mano destra, la sinistra era occupata a tormentare i grossi capezzoli.

“Mamma che belle tettone hai!”

“Forse un giorno ci giocherai amore, non oggi!” fu la risposta che non lasciava repliche.

Mi riempii gli occhi di lei. Delle sue tettone e della mia cappella che danzava ritmicamente nel suo palmo.
Staccò la mano dalle sue tette e si dedico completamente al mio cazzo.
Lo scappellò completamente tirando il più possibile la pelle verso il basso.

“Ti faccio male?”, “un po’ ” risposi.

Avvicinò la bocca alla cappella, la aprì e fece scendere un grosso cumulo di saliva a bagnarla completamente.

Tenendomi sempre scappellato, con l’altra mano l’aferrò e iniziò ad accarezzarla. La mano girava attorno come se volesse svitarla.
Nella stanza risuonava lo sciabordio che proveniva dal suo palmo attorno alla mia cappella insalivata.

Il mio fiato si fece più pesante.

“Mamma…”

“Resisti amore! Fallo per la tua mamma! Ti faccio male?”

“No, ma non mi sono mai segato così.

E’ stupendo, ma verrò subito!”

“Resisti più che puoi! Resisti!”

Strinsi i pugni e le chiappe. Tentai di pensare ad altro. Mi sforzai in ogni modo pur di ritardare la mia venuta.

“Mamma, non posso res****re oltre! Devo sborrare!”, la pregai dopo qualche interminabile istante.
Mia mamma si avvicinò il più possibile, appoggiò le tettone attorno al mio cazzo.
“Vieni sulle tettone di mamma! Dai porco sborrami!”, e senza smettere di segarmi mi fece schizzare.

Schizzai cinque o sei grossi grumi di sborra che si attaccò ai seni di mamma.
Non smise di segarmi subito e continuò ad accarezzarmi la cappella ancora per qualche istante mentre io mi contorcevo per l’estrema sensibilità della cappella dopo una venuta.

“Ma sborri sempre così tanto?”, disse guardandosi le tette

“Sei tu che mi fai fare tutta questa sborra mamma…risposi”

Si alzò e davanti a me si massaggiò le tette fino a far sparire la sborra.

Come fosse una crema di bellezza.

“Bene, è ora che andiamo a letto!”

“Mamma, mi mostri la figa prima di andartene?”

Si alzò la camicia da notte, si spostò le mutande e mi mostrò un ciuffo di peli neri e fitto. Un profumo di piscio e pesce invase le narici.

“Aprila!” dissi

“Sei stato bravo, te lo meriti un regalino!”, aprì le gambe e si aprì la figa con una mano.

Il rosa umido del suo interno risaltava contro il nero del pelo, “forse un giorno ci entrerai!”.

Si risistemò e andò a letto.

Sulla porta si girò per un ultimo “Dormi bene”.

E il mio sogno’ si avverro’…ora aspetto che mi conceda la sua figa pelosa e odorosa………

LA BELLA LA DONNA LA NINFOMANE 001 01

LA BELLA LA DONNA E LA NINFOMANE 001 01

Storia complessa tre donne…, con molti avvenimenti e penso di raccontarla in più parti,

Ero un ventenne e frequentavo tre amiche un po’ più grandi di me di due o tre anni, le conoscevo da tempo, ma come ben sapete a quella età le ragazze cercano sempre l’amante più grande ed esperto. Comunque, io che di esperienza già ne avevo accumulata, sapevo come tenermele amiche e crescermele…, uscivamo spesso insieme anche se in gruppi diversi magari frequentavamo gli stessi locali o gli stessi luoghi….

Si andava a mare sulle stesse spiagge a sciare nelle stesse località, facevo parte di un gruppetto di amici chiavettieri, facevo il PR per varie discoteche, entravo ovunque gratis conoscevo vari giri, insomma ero ben organizzato e non mi faceva certamente dispiacere essere in loro compagnia, quindi facevo del tutto per rendermi simpatico e disponibile.

Donatella, Valentina e Cristiana, LA BELLA LA DONNA E LA NINFOMANE tre ragazze viso da cavalle, alte intorno al metro e ottanta che con tacchi e spesso pettinature vaporose certo non passavano inosservate.

Vi dirò che se anche Io, sia un metro ed ottantuno uscire con loro tre a volte mi metteva un po’ a disagio, attenzione preciso, solo a volte e solo per pochi secondi, poi ero fiero di me stesso, per ciò che portavo a spasso.

Una sera le incontro in un locale, ero con una amichetta, zoccoletta e porcellina sorella di un mio amico di cui poi racconterò in altra occasione….

, loro ci invitano al tavolo e passiamo un paio di ore assieme. Donatella parlando con la mia amichetta apprezza la sua abbronzatura, V…..a, la zoccoletta le dice che il merito è mio perchè la porto già in spiaggia, siamo all’inizio della primavera e con il lavoro che facevo avevo la possibilità di organizzare le mie giornate. Donatella prese la palla al balzo “ Vengo anche Io…. ” Poi mi guarda, mi sorride con occhi languidi e… “ Mi porti con Voi domani, vero ??? “ ….. “ e che vuoi fare accolliamoci questa croce ” le dissi per non darle troppa importanza, poi le presi la mano, la tirai verso di me e le sussurrai in un orecchio…….

“ Certo che vieni con noi, ma guarda che si sta tutti e tre insieme e si gioca solo noi tre…” , mi guardò negli occhi …” Ok d’accordo “ e mi baciò sulla guancia…. Io le baciai la mano, non ero nella pelle ed ero anche riuscito a fugare la possibilità che magari portasse qualcuno con sé. Baci abbracci e saluti, ci vediamo domani alle 10:00 “ ti passiamo a prendere a casa “.

La mattina dopo, Io e V…..a, la zoccoletta riccioluta e bionda andiamo a prendere Donatella…Bellissima..!!!!, capelli neri ricci lunghi legati con un fermaglio dietro la nuca, due occhi chiarissimi una bocca gonfia e scura con tremila denti bianchissimi, sorrideva e correva verso di noi. Indossava scarpette da ginnastica un minishort in jeans ed una camicetta bianca semi aperta, saltò in macchina, bacetto sulle labbra a tutti e due e via per la spiaggia. Io sapevo dove andare, sul litorale dove c’era una profonda spiaggia, parcheggio e scendiamo, non c’è nessuno solo due grandi ruspe in lontananza che sistemano le dune di sabbia lungo l’arenile.

Ci sistemiamo in una posizione non visibile dalla strada con alle spalle montagne di sabbia dorata, bella giornata di sole e mare fantastico…Le due sistemano i teli da mare e posizionano il mio al centro. Ottimo, penso, la giornata inizia proprio bene. Ci spogliamo, Io costumino multicolor che mette in risalto fisico ed abbronzatura, V…..a indossa un bikini bianco ce risalta la sua pelle bronzea ed il suo corpo piccolo ma ben tornito, ha un culetto tondo e due tettine appuntite…mmm…Poi aspetto Donatella, che sfodera un bikini piccolissimo con una fantasia ipnotica da flash, di quelli all’uncinetto, di moda in quegli anni, ha un fisico fantastico, mi innamoro….

il mio cazzo anche, già sussulta. Tutti di corsa al mare, Io sono davanti ma vorrei stare dietro. Tuffi salti scherzi e spruzzi…l’acqua era un po’ freddina il mio pistolotto si stava calmando, ma i loro capezzoli spingevano sempre più sotto il tessuto dei costumi. Torniamo a riva, adesso sono dietro, il culetto di V…..a era fantastico tondo abbronzato bagnato e tosto, ma già lo conoscevo bene…..il culo di Donatella più grosso e bianco, aveva ingoiato il costume, era duro e ballonzolante, le sue chiappe sembravano applaudire, il mio cazzo subito si riprese.

Asciugatine, e subito Donatella disse “ dobbiamo giocare Noi tre…adesso ti asciughiamo Noi “. Non mi fecero muovere mi massaggiavano il corpo con l’asciugamano, subito V…..a si prodigò ad asciugarmi anche fra le gambe afferrandomi il cazzo sotto il costume…” Non esagerare, oggi. “, mi fece anche un po’ male la troietta, ma mi diede un bacio in bocca e finì lì. Donatella in piedi ci guardò ..” Voi siete già tutti abbronzata io sembro una mozzarella….

” Si slaccio il reggiseno e rimase con le tette al vento. ( Per chi è giovane preciso che il topless oggi è cosa normale ma in quel periodo non era facile vederne qualcuno ). Io facendo il fesso mi feci cadere sull’asciugamano dicendo “ Non ho mai visto un seno così bello…) La troietta con aria di sfida si tolse il suo di reggiseno “ Perché il mio è brutto ??? “. Ero steso e davanti a mè in piedi c’era a sinistra, una ragazzina bionda con due tette dure ed appuntite tutte dorate con due capezzoli a pagoda fantastici, un aria di sfida occhi blu e capelli biondo ramato, a destra ……….

una amazzone bruna con occhi di ghiaccio e due seni che ancora oggi li sogno e non ho mai trovato una foto neanche su internet che gli si avvicini…. Due seni tondi e gonfi con due capezzoli quasi neri posti a metà altezza, puntavano al cielo…mi sono innamorato di nuovo ero durissimo nel costumino, la mia erezione era evidentissima…. Le due mi guardano si guardano ridono e insieme “ gli piacciono tutti e due “…poi mi saltano addosso e mi rigirano sull’asciugamano …che dolore ho il cazzo tra me e la sabbia….

Si seggono su di me una di fronte all’altra e si iniziano a spalmare l’olio a vicenda…. io non posso vedere ma loro mi raccontano e giocano…..il mio cazzo è sempre più duro, mi fa male non riesco a scavare un buco ho l’asciugamano sotto. Avete mai provato il massaggio tailandese ?? figa aperta sulla noce del collo ??…No?… Una me lo faceva sulla schiena e l’altra sul coccige…godevo e soffrivo. Tutti giù a prendere il sole….

fermi mezzora…nessuna palpatita mi ero girato e stavo meglio, ma vietato ogni contatto…Dopo un po’ prendo l’olio ed inizio a cospargerlo fra i capelli, il sole era caldo e l’olio lucida e nutrisce la capigliatura…Dopo un secondo avevo due gheige? Ghesge ?..( non so come si scrive..) …. avevo quattro fantastiche mani che mi massaggiavano la testa ed i capelli…Io iniziai a ricambiare e in pochi minuti eravamo tre corpi seminudi che si spalmavano l’olio ovunque.

I loro capezzoli sfioravano i miei, le mani perlustravano i i punti più nascosti,,,,,ma ad un certo punto notai che le ruspe con gli operai si erano molto avvicinate e gironzolavano insistentemente a pochi metri da noi. Gli stronzi si stavano godendo lo spettacolo…. Non dico niente alle ragazze, afferro l’asciugamano e corro verso una tettoia in cannucce riparata anche sul lato della spiaggia…loro mi seguono ci buttiamo a terra ed iniziamo a baciarci ovunque, V…..a mi infila subito la lingua in bocca e mi tira il cazzo fuori dal costume, iniziando una violenta sega, Io infilo la mano nel costumino di Donatella dove trovo un cespuglio rigoglioso ed umido, lei inizia a succhiare la mia cappella stretta nella mano della troietta….

Poi mi salta a cavalcioni e se lo fa infilare da lei nella figa caldissima…Io sono con Donatella che mi cavalca il cazzo e V…..a che mi cavalca la bocca…è fantastico…. Le faccio cambiare, adesso ho l’assatanata che pompa il mio cazzo, la sua figa sa stringere ed aprirsi mi morde, mi mangia, e la figa di donatella sul mio viso. Una passera da trecento grammi polposa gonfia piena di peli ricci e neri come i suoi capelli…..la succhio le infilo la lingua dentro….

Poi ci alziamo V…..a stesa a pancia all’aria, sopra Donatella a pecorina che bacia in bocca la porcellina…. ed IO ho davanti quel bellissimo culo rotondo e morbido…. un mappamondo, lo prendo ai lati, struscio fra le chiappe un dito bagnato con la mia saliva lo preparo Lei geme, ma non si ritrae… lo perforo…due colpi e la mia asta entra tutta nel culo Donatella che gode e lecca V…..a dalla bocca alle tette.

Che culo morbido e profondo…adesso V…..a si è tirata più su si fa leccare la figa da Donatella che non lesina infilarle nell’utero le sue dita affusolate. Io ho il paradiso dinanzi a me, gemiti e rantoli culi e fighe io pompo, non esco dal culo perché arriverei prima di entrare nella figa di Donatella…Lei Gode…e gode anche la troietta…..sto per arrivare anche Io, lo grido…, mi sfilo, loro si lanciano con le bocche verso la mia cappella… tirano fuori le linguette e assaporano tutta la mia calda sborra, si leccano e raccolgono con le loro rosee e vellutate cocche, ciò che cola lungo i loro visi…..Siamo esausti e sudati…ci riversiamo sui teli….

e scroscia un applauso…. i due stronzi delle ruspe con i cazzi schiumanti in mano erano in cima alla montagna di sabbia che proteggeva la vista dalla spiaggia….
Siamo schizzati via…prima le ragazze poi anche Io abbiamo raccolto al volo le nostre cose e nudi siamo saltati in macchina …via veloci verso altre spiagge…..
Ridevamo spensierati e solo pochi chilometri dopo ci siamo fermati a fare un bagno a mare per poi prendere una tintarella favolosa.

Da quel giorno mi sono fidanzato con Donatella…. e V…..a è rimasta comunque la solita puttanella…Bravissima ragazza, ma che da tanto e per tanto ha amato il mio cazzo ed il corpo delle mie donne.

Che dite continuo…????…Siate convincenti….
Leggete votate commentate e chiedete…..
Ciaoooo….

una passeggiata con lo zio

Tommy continuava a saltellare per casa e a strofinarsi intorno alla sua padroncina abbaiando in direzione della porta. Il pastore tedesco con la sua mole quasi la distese a terra, leccandole la faccia con la sua lingua lunga e bavosa.
“Basta, basta, mi hai tutta bagnata. Lo so, lo so, Tommy… è proprio l’ora di una passeggiata nel parco! E va bene cucciolotto mio, andiamo. ”
La ragazza uscì di casa con il suo bel cane e si diresse verso il parco privato della villa.

Era per lei la sua oasi verde, il punto di incontro con gli amici nelle serate estive.
Giovanna era molto affezionata al suo cane. Tommy era arrivato in famiglia quando era un batuffolo di pelo, un giocattolo, adesso ormai era diventato un cagnone grande e grosso. Quasi ingombrante!
Appena uscita di casa incontrò lo zio Paolo. “Ciao Giovanna, ciao Tommy bel cagnone, come state? Stavo proprio venendo a trovarvi. C’è la mamma? ”
“Ciao zio, la mamma non c’è.

Io e T. andiamo a fare una passeggiata al parco. Non riuscivo proprio più a tenerlo a casa! ”
“Già T. è un bestione che sa farsi valere con la sua stazza da elefante. Quasi quasi vengo anch’io con voi. Vuoi? ”
“Si, zio, vieni con noi! ”
Arrivata in mezzo agli alberi, Giovanna sciolse il guinzaglio e, come sempre, lo lasciò scorrazzare libero per il parco. Tommy si divertiva a rincorrere i cani o i gatti che riuscivano ad intrufolarsi passando tra le maglie del grande cancello della villa del padre di Giovanna, ma si limitava ad abbaiare, non aveva mai fatto del male a nessuno.

Giovanna e lo zio, intanto chiacchieravano dell’esame di maturità a scuola e di vacanze, …
A Paolo piaceva proprio quella nipote che si stava facendo donna. Era così ingenua, ma allo stesso tempo provocante nel suo vestito corto che le lasciava scoperte le grosse gambe, tanto che se si chinava riusciva a vederle un po’ di pelo…Oddio, forse pesava qualche chilo di troppo (più di qualche chilo…) ma nel complesso era una ragazza carina, con un po’ di ciccia in più, ma carina.

“Ti stai facendo proprio bella, sai Giovanna. Dimostri molto di più dei tuoi 18 anni. Assomigli sempre di più a tua madre. ”
“Ma davvero ? Grazie zio… la mamma è molto bella. ” rispose Giovanna.
Ad un certo punto Giovanna si guardò intorno e non vide più Tommy.
“Oh, cavolo, dove ti sei cacciato! Non si allontana mai così tanto da me”.
“Tommy, Tommy! “, chiamò disperata, ma il cane non rispondeva.

“Ti aiuto io a cercarlo, vieni Giovanna, mi sembra di averlo visto infilarsi laggiù in quel boschetto. ”
Paolo le prese per mano e si misero a correre verso l’angolo più lontano del parco chiamando il cane, ma senza risultato.
Si inoltrarono tra gli alti alberi: quell’angolo era proprio abbandonato tanto che c’erano anche dei rovi e dei grossi cespugli che si chiudevano a cerchio creando delle specie di isole senza vegetazione, delle specie di capanne.

“Ahi! ” disse Giovanna. Sulla rosea e tornita carne della coscia destra c’era una piccola ferita.
Lo zio prontamente la soccorse. “Vieni Giovanna, ti tolgo io le spine”.
In mezzo all’isola tra i rovi, si sedette sul tappeto di foglie incrociando le gambe e portò a sé la nipote, facendo in modo che la schiena di Giovanna poggiasse sul suo petto.
Paolo poi prese un fazzoletto e, dopo averlo bagnato con un po’ di saliva, ripulì la ferita presente sulla morbida coscia: “Non è niente, suvvia”, e la asciugò con un bacio una lacrima che le era scesa sulla guancia.

Paolo si sentiva stranamente eccitato. Da quella posizione, mentre cercava di ripulirle la ferita, poteva vedere il bordino colorato degli slip della nipote. Non riusciva a capire le sensazioni che in quel momento stava provando: o forse le capiva anche troppo bene ?
Accidenti, in fondo era solo una ragazza e per giunta sua nipote ! ma anche se cercava di auto convincersi ripetendo dentro di sé queste parole, avvertiva come una specie di “formicolio” in mezzo alle gambe.

Era nel in un anfratto del boschetto della Villa da solo, protetto dai rovi e con una piccola, piccola donna in miniatura seduta tra le cosce.
La sua mano salì lentamente oltre la ferita ad accarezzare quella giovane pelle liscia sussurrando parole tranquillizzanti alla nipote.
“Sai Giovanna, hai proprio delle belle gambe anche se mangi un po’ troppi dolci ! Non ti dispiace vero se ti accarezzo un po’ ? ”
La ragazza fece di no con la testa: le piaceva essere accarezzata.

In quel momento si sentiva bene, nonostante la ferita. L’aria era dolce e fresca e in quel posto chiuso si sentiva tranquilla.
La mano dello zio, continuando ad esplorare e a massaggiare, si spinse fino a toccarle l’orlo delle mutandine. L’indice della mano lentamente sollevò l’elastico e, come una piccola formica, camminò fino a sfiorare i peli e le labbra di quella giovane figa.
“Che morbida che sei qui, Giovanna!. Apri un po’ le gambe, da brava, che lo zio in questa posizione non sta molto bene.

Ecco, alzati un attimo…perfetto. Ora puoi risederti su di me “.
Paolo, ormai eccitato, aveva fatto alzare Giovanna per potersi slacciare velocemente i pantaloni e abbassarli fino al polpaccio. … (segue).

quando l’alcool fa il suo effetto

Finalmente tempo di vacanza, dopo un caldo viaggio eccoci al tramonto al mare, al nostro bungalow, via di corsa a fare una doccia ed eccomi di ritorno coperta solo di un asciugamanone allacciato sopra al seno con la voglia pazzesca di lasciarlo cadere e saltare addosso al mio lui, che non sapeva della mia personalità multipla e di quante donne avesse intorno. Cena frugale Io Katia e Marisa che bollivamo nello stesso corpo occhi negli occhi ma ecco che i classici rompiballe, colleghi di lavoro di mio marito, comparirono sulla porta erano un certo G ed M.

Soliti convenevoli, sguardi di compiacimento ma io imperterrita rimango con l’asciugamano legato, unica cosa mi vado a mettere le scarpe e preparo il caffè per tutti, tanto per non farsi mancare nulla ecco anche F, altro collega. Ma mentre Gli altri due continuavano a parlare di lavoro, F con linguaggio elegante mi affascinava raccontandomi dei mari tropicali, conchiglie, coralli, spiagge. Katia naturalmente aveva notato il rigonfiamento dei pantaloncini.
F era sicuramente un uomo di cultura superiore, assieme alla sua persona aveva portato anche una bottiglia di sherry, un goccino di assaggio, e già la testa mi girava.

Gi altri tre sempre isolati (G,M, e mio marito, gli uomini ver) preferiono bevande più rudi e vai ecco comparire limoncello nocino e grappa.

Si sa l’alcool annebbia e togli i freni inibitori, mio marito era oltre la soglia; cominciò a vantare la bellezza delle mie tette, io lo guardavo stupefatta ma Marisa e Katia se la spassavano, lui non sapeva delle mie trasgressioni era sempre stato un grigio travet da scopatina serale da cinque minuti.

F mi sosteneva sorridendo e guardando lui con fare di compassione.
Dopo le tette ecco l’elogio alle mie scarse prestazioni sessuali, mi girò in torno barcollante si mise alle spalle e all’improvviso mi tolse l’asciugamano lasciandomi nuda.
Mi afferro le tette mostrandole bene agli altri due. G ed M ridevano come imbecilli, F scuoteva il capo.
Mio marito crollò steso a terra pancia in su e rideva rideva, mi avvicinai ad F appoggiandomi a lui per cercare protezione, lui comprese mi abbracciò mi girò la teta, mi baciò appassionatamente accarezzandomi delicatamente il seno.

Pensai alla reazione di mio marito ma lui ubriaco guardando lo incitava << Bravo dai, dai F scopatela, non sperare in qualcosa di meglio non sa fare nemmeno un pompino l’incapace >>.
Troia pensai, in fondo aveva ragione che sapesse qualche cosa della mia vita segreta, in quel contesto non ci vidi più ormai la figuraccia era fatta anzi penso entrò in azione Katia visto che Marisa era già nuda come piaceva a lei, tolsi i pantaloncini ad F che aveva già una erezione e cominciai a spompinarlo cercando di ingoiare quanto più cazzo fosse possibile.

Era veramente un superdotato F.
<< Ma allora li sai fare i pompini maledetta troia>> disse l’imbecille ubriaco sfatto, intanto G ed M non ridevano più, forse erano meno ubriachi, mi guardavano seduti con la lingua a penzoloni e si massaggiavano l’uccello nei pantaloncini.
A quel punto di non ritorno fui io a prendere le redini, feci sdraiare mio marito vicino al tavolo gli misi un cuscino sotto la testa, appoggiai le mani al tavolo e feci in modo di posizionarmi esattamente sopra la sua faccia , <<adesso ti faccio vedere pure come lo prendo in culo deficiente >> dissi incazzatissima.

F da amante perfetto mi lubrifico e infilò il suo cazzone lentamente, spinse fino a sollevarmi da terra, furono venti minuti di colpi d’ariete lo estraeva e lo introduceva di colpo, godevo arrivo il mometo dell’eiaculazione con una decina di colpi fortissimi venne sentii un fiotto enorme di sborra rovente invadermi le viscere.
Mi inginocchiai posizionandomi sempre in bella vista dello stronzo richiamai con il gesto del ditino G ed M a uno indicai con il medio di mettermelo in culo all’alto con la bocca e la mano feci il gesto del pompino.

Mi sbatterono dandomi della troia della vacca della puttana battendomi il culo e io per tutta risposta li incitavo a dirmelo mi diedero anche degli schiaffoni che mi fecero andare su di giri.
Dovevano essere a digiuno da un po’ perchè quando mi vennero in bocca e in culo mi ritrovai a ingoiare una quantità enorme di sperma caldo.
F riprese le forze mi prese mi mise sul letto e mi scopò baciandomi il seno e la bocca era un amante eccezionale, questa volta fu lui ad avere la soddisfazione di farmi ingoiare la sborra calda non volevo più smettere di succhiare quel cazzo.

Ebbi un altro rapporto anche con gli altri due in fondo se lo meritavano, erano dolcissimi ora non erano più infervorati come all’inizio anzi erano persino educati mi baciavano mi coccolavano e sapevano scopare veramente bene venni almeno due volte con ognuno. Terminai la mia serata baciandoli tutti e tre con passione prima sulla bocca e poi sulla cappella.

Poverino lo stronzo si era addormentato già da un pezzo. Intanto io mi ero rifatta la doccia e ero andata a letto.

Al mattino, inutile dirlo, si svegliò con un mal di testa terribile, aveva fatto un brutto sogno diceva, non sapeva come spiegarsi, aveva paura a dirmi che mi aveva sognata mente mi inculavano, finsi di scandalizzarmi e feci l’offesa.

In quelle due settimane mentre a turno uno dei colleghi lo intratteneva in qualche attività, io mi divertivo a fare la troia liberando le altre personalità, a farmi fotografare mentre mascherata lo prendevo in culo o in bocca e non solo con i due restanti ma con altri uomini conosciuti li.

nascosta tra le dunette della spiaggia, vacanza favolosa. Seppi poi che F si vantò con mio marito di aver trovato una troiona moldava in vacanza, anzi gli mostrò le foto, e la battuta dello stronzo fu di dare dell’imbecille a quel cornuto del marito della troia, una cosa fu positiva ricordavo esattamente cosa facevo e le altre si unificarono con me. Facendomi riscoprire chi ero. Come finì divorziai dallo stronzo e vivo tutt’oggi con F dirigente della società, che mi porta ancora a incontri di gruppo che volete sono una ninfomane ma lui mi ama per quello che sono tre donne in una una più troia dell’altra.

Quando lui è lontano lo faccio godere facendomi vedere a scopare in rete, o sparandomi nel culo oggetti vari. Ragazze si vivi una volta sola.

Quella volta dovetti subirmi il clistere.

Buon Giorno a tutti amiche ed amici.

Mi chiamo Luisa, ho compiuto 24 anni da pochi giorni, e vengo con questa mia per raccontarvi cosa mi è successo voglio solo premettere che non è una storia a scopo sessuale.
Il tutto è iniziato una mattina del mese di Settembre quando mia mamma doveva mettere i panni a lavare, e si è accorta che le mie mutandine avevano delle leggere macchie di sangue, io alla prima vista non detti molta importanza, lei invece iniziò con il terzo grado come quando perché.

Sapendo che il ciclo mi era passato da dieci giorni la cosa la preoccupò.
Di sua iniziativa mi prese un appuntamento dal ginecologo, che era stato fissato per il Giovedì 6 Settembre alle 19,00 presso l’ospedale ed è ora che inizia il bello, essendo che io con la sola esclusione di una visita per la prescrizione della pillola non sono mai andata, e che per altro si era basata sulla sola lettura dei valori del sangue.

In questa occasione fu una visita nel vero senso della parola anche se il dottore era quello della mamma mi infastidiva non poco dovermi spogliare davanti ad un uomo di una certa età. Su consiglio di mia madre non mi presi impegni per il pomeriggio in modo da potermi dedicare alla cura del mio corpo,in torno alle 15 sento suonare il citofono mi madre va a rispondere e dalla mia camera sento una voce maschile che per altro riconosco nell’infermiere del palazzo davanti a noi, che la saluta famigliarmente avendo avuto bisogno due anni prima lei per una cura prescritta da un otorino per la perdita di udito da un orecchio.

Io essendo ancora presto ero sulla poltrona in camera mia che leggevo un libro, e mia madre che gli indica la mia camera ( quando Piero 55 anni portati bene mi saluta e mi chiede se sono pronta io cado dalle nuvole mai mi sarei immaginata che era venuto per me,) sia lei che mio papà per altro al momento non in casa avevano avuto bisogno di lui flebo,iniezioni, clisteri e lui mi dice che era stato chiamato dal mia madre perché mi avrebbe dovuto fare un clistere di pulizia per andare dal ginecologo
In quel momento li mi sono arrabbiata non poco, ecco pensavo tra me e me perché non voleva che io prendessi impegni nel pomeriggio.

Nel tempo che lui preparava l’occorrente tra le altre cose essendo pratico dei bagni di casa nostra sapeva dove mettere le mani, mia madre aveva già preparato l’acqua calda Entrambi in camera mia, lui con il supporto per appendere le flebo, che all’occorrenza aveva la sacca con dentro del liquido color arancio in mano un tubetto di crema e lei con una pentola, Piero gli dice di versare il contenuto nella sacca, dopo di che lui esce dalla mia camera e rientra con una specie di traversa come quella che si usano per le persone anziane perché non sporchino il materasso
e la distende sul mio letto e mi invita a distendermi alzando la maglietta e togliere le mutandine sempre con mia madre
che fa da assistente, la presenza di mia madre non mi infastifìdiva, certamente non stavo provando piacere sapere di mostrare le mie intimità ad un uomo anche se conosciuto.

Mentre ormai rassegnata a quello che mi stava succedendo
culo all’aria orifizio bene in mostra chiesi ad entrambi il perché. Lui molto serenamente mi spiegò che era una prassi normale che alla prima visita si venisse clisterizzate, alcune essendo ancora vergini il dottore avrebbe potuto fare un esplorazione rettale per sentire l’utero. dopo 15 minuti di sondino infilato nel mio ano e vedendo che la sacca era vuota
pensai adesso mi posso alzare invece mentre Piero si risistemava il materiale venni trattenuta per dieci minuti su letto in modo che l’acqua ammorbidisse.

E poi fuoco e fiamme, nel complesso non mi è dispiaciuto mi sono sola arrabbiata per il modo.
La visita sarà per il prossima esperienza anche perché non si è solo trattato di un disturbo vaginale ma anale.

alla ricerca del piacere

Mi presento, sono SANDRA, TRAVESTA 38 anni, che ha scoperto la sua vera vocazione: fare la troia di un gruppo di maschi.

Dopo una sera passata a fare una gang al risveglio rimasi ancora a letto,sotto le coperte ripensando alla fantastica serata passata, mi sentivo strana ,ero rilassata,felice, finalmente appagata,rivivevo con la mente quello che avevo fatto, avevo ceduto agli istinti del mio corpo lasciando da parte tutte le barriere mentali che un gesto del genere comporta.

Era inutile negarlo,ed io non lo faro’ , ma la gang che avevo subito mi era piaciuta da impazzire. Sotto le lenzuola che avvolgevano come in un abbraccio il mio corpo mi stavo eccitando , sentivo ancora vivo il loro odore su di me,sentivo i capezzoli indurirsi, la mano scivolo’ nel mio buchino posteriore gia bagnato. Infilavo le dita con voglia sempre maggiore ,infilavo prima un dito ,poi due e infine tre nel mio culetto, con l’altra mano mi torturavo i capezzoli, nella mia testa ripassavano le immagine della sera prima.

Ero a gambe divaricate continuavo a masturbarmi. Nel pomeriggio presi visione del video che mi avevano girato, a parte l’inizio un po’ confuso il resto era di buona fattura, si vedevano scene da film porno,si capiva,e sentiva, benissimo quando stavo godendo. La troia insospettabile Sandra ,sbattuta su un pavimento di una lurida stazione di servizio da un branco di sconosciuti, se l’avessero saputo chi mi conosceva !. Ma a me era piaciuto,e anche molto, e volevo riprovare quel ‘ estremo godimento.

I giorni a seguire passarono con la crescente voglia e le mie solite attivita’: lavoro,giri in bici, e la vita normale ma il tarlo che avevo in testa era sempre lo stesso ,come potevo riprovare quella situazione. Passavano i giorni tra violente masturbazioni anali , ma un giorno il caso , e il mio solito giro in bici al parco mi vennero in aiuto. Una mattina,appunto, ero nel parco,dove andavo con la mia bicicletta, e stavo facendo il mio solito giro quando per errore presi una stradina che conduceva ad un capannone, che all’apparenza sembrava vuoto.

Mi fermai ad osservare e con mia grande sorpresa vidi uscire tre extracomunitari, probabilmente tunisini, la cosa mi incuriosi’ e allo stesso tempo stuzzico’ la mia fantasia. Presi la bici e passai al lato della costruzione e da una finestra aperta riuscii a vedere qualcosa. Sul lato opposto della finestra da dove guardavo io, c’erano dei materassi in fila, in fondo a destra tutta roba cha queste persone probabilmente vendevano nei vari mercatini della zona.

Era la situazione che stavo cercando mi sentivo gia’ bagnata alla sola idea. Il giorno seguente tornai verso le cinque di sera, era gia’ buio, eravamo a fine novembre, e vidi entrare circa una ventina di extracomunitari, tunisini, algerini e marocchini, era chiaro che il posto era usato come deposito merci e da alcuni come dormitoio. Era perfetto, mi sentivo tutta eccitata. Possibile che ero diventata una troia di questo livello ? Evidentemente la risposta era si… ma non ci trovavo niente di male, volevo solo godere e mi piaceva farlo in questo modo.

Dopo mezz’ora me ne andai sarei ritornata di li a qualche giorno. Il giorno tanto sospirato arrivo’ ,verso le sedici inizia a prepararmi, mi vestii con la tenuta da bici, sotto indossavo un perizoma rosso bordo ‘intonato con il colore delle unghie dei piedi e delle mani ed un profumo molto sensuale. Infine preparai lo zainetto con dentro un asciugamano una tuta da ginnastica e la mia nuova telecamera digitale comprata apposta per farmi immortalare.

Caricai la bici sulla macchina e partii verso il parco, in dieci minuti fui li’ ,parcheggiai l’auto e presi la bici, mi diressi veso il capannone, fuori c’erano quattro extracomunitari cha stavano fumando, mi avvicinai facendo finta di avere problemi con la bici:SCUSATE RAGAZZI HO UN PROBLEMA CON LA MIA BICI MA NON CAPISCO COS’E’ POTETE AIUTARMI ?. Sfoggiai un sorriso ingenuo e allo stesso tempo ammiccante. I ragazzi in maniera molto gentile tentarono di capire , ma visto che eravamo fuori e faceva freddo, mi invitarono ad entrare nel capannone.

Io accettai con molto piacere, all’interno era abbastanza grande e caldo ma in fin dei conti era un magazzino adibito da loro a rifugio. Dentro c’erano altri sei ragazzi che come mi videro vennero tutti verso di me, due ragazzi si chinarono sulla bici, io mi tolsi lo zaino dalle spalle e mi piegai anch’io verso la bici. Intanto con sguardi furtivi gli altri intorno a noi mi guardavano il culo, uno di loro facendo finta di interessarsi al problema mi appoggio’ il suo pacco dietro, approfittando del fatto che ero piegata.

Io non feci niente ,anzi, iniziai a muovere leggermente il culo per facilitare lo strofinio, sentivo che il cazzo gli si stava ingrossando, e doveva essere un bel randello, gli altri intorno a me si accorsero della cosa. Sentivo che facevano dei commenti , ma non capivo perché parlavano la loro lingua. Intanto mi rialzai il cerchio si era fatto piu’ stretto intorno a me, sentivo il loro odore, quello che me lo aveva appoggiato avava fatto segno agli altri ed infatti sentii due mani che mi accarezzavano le natiche.

Io non feci niente stavo al gioco che io avevo cominciato,facevo finta di stare a sentire uno dei ragazzi che parlava,quando ad un certo punto quello che avevo di fronte, accortosi della scena e che io non reagivo disse : FORSE HO CAPITO QUAL ‘ E’ IL PROBLEMA ! e con un gesto improvviso si slaccio’ i pantaloni e tiro’ fuori l’ uccello. Se lo menava davanti a me , sara’ stato lungo circa 20 cm ma bello largo e con una grossa cappella , io recitai ancora un po’ mentre gli altri intorno ridevano e si toccavano le patte gia’ belle rigonfie : ma no ragazzi…..forse avete frainteso…io….

Ero gia’ tutta fradicia. Due mi presero per le braccia e mi fecero inginocchiare davanti a quel cazzo, non opposi resistenza, mi ritrovai quell’arnese davanti la faccia e senza tanto pensarci su iniziai a baciarlo e a leccare quella cappella. Gli altri a questa vista si tirarono tutti fuori i cazzi, ero circondata da dieci piselli di dieci extracomunitari. Mentre succhiavo quello che avevo davanti con le mani ne tenevo altri due, a rotazione lo presi in bocca a tutti, il piu’ piccolo forse misurava sui diciotto cm ma per il resto avevano tutti delle belle nerhie , ma due di loro erano sui venticinque.

Erano molti i cazzi che stavo succhiando , ma mi piaceva leccare e succhiare, i commenti si sprecavano:CHE BOCCA CHE HAI,SEI MERAVIGLIOSA,ORA FARAI LA PUTTANA PER NOI,TI SFONDEREMO ZOCCOLA CHE NON SEI ALTRO. Io con il cazzo in bocca accennavo ad un sorriso di approvazione. Poi mi rialzai, avevo mani su tutto il corpo,e dallo zaino tirai fuori la telecamera digitale e spiegai cosa volevo fare, farmi riprendere mentre ero la loro cagna.

Delle riprese se ne occupo’ un ragazzo sui 35 anni di nome hammed, mi disse che era un ingegnere e avrebbe fatto tutto lui. Cosi’mi spogliai e rimasi solo con il perizoma,gli altri ragazzi presero un materasso e mi fecero inginocchiare di nuovo davanti a tutto quel ben di dio ! Iniziai di nuovo a spompinari tutti , ma con maggior trasporto, ne prendevo uno in bocca i due nelle mani me li avvicinavo e li sbattevo sulle mie guance , sui miei zigomi, da dietro sentivo che me li appoggiavano sulla schiena , sui capelli, avevo le mani sul corpo e dita in culo, un paio mi leccavano i capezzoli, ormai duri come chiodi.

Adesso volevano scoparmi cosi’ mi sistemai alla pecorina e apri il culo:DAI RAGAZZI SCOPATEMI, HO VOGLIA DI PRENDERE TANTI BEI CAZZONI UMMMMM. Il primo scosto’ il perizoma e appoggio’ la cappella sul buchino, scivolo’ dentro senza ostacoli, inizio’ a pompare alla grande, io intanto succhiavo a turno gli altri, la mia lingua cercava cappelle da lubrificare e loro erano ben felici di accontentarmi. Ero sdraiata con un cazzo nel culo, quattro sulla faccia e gli altri si segavano intorno.

Era bellissimo !. Il ragazzo che avevo dietro mi scopava con ritmi lenti ma prepotenti fino a raggiungere la felicita’, che infatti arrivo’ poco dopo inondandomi fouri sul culo con una quantita’ di sperma impressionante. Subito fu sostituito da un altro che senza alcuna resistenza affondo’ il suo cazzo nella mia figa piena di sborra ed inizio’ a spingere, intanto leccavo e succhiavo ogni cazzo che mi veniva posto davanti. I i ragazzi intorno a me erano tutti in tiro e si lasciavano andare a commenti di ogni genere nel loro italiano stentato: QUESTA E’ PROPRIO UN GRAN VACCA AFFAMATA DI CAZZI e ancora :GODI TROIA ,GODI PUTTANONA !.

Sentivo distintamente lo sfregolio delle mani sui cazzi mentre se li menavano. Ebbi il mio primo godimento mentre il ragazzo che mi scopava venne togliendomi l’uccello dal culo e allagandomi la schiena, quasi contemporaneamente un altro ragazzo mi venne sul sul mio buchetto fino ad infilarsi piano ma con decisione nel culo. viso poi mi misi a cavalcioni su un bel cazzone e mi senti completamente impalata Ora mi inculavano con ritmo alternato ma veloce , succhiavo un cazzo e gli altri mi strusciavano i loro piselli sulla faccia , mentre tutti gli altri intorno mi incitavano con grida a****lesche.

Due cazzi che avevo in faccia vennero insieme , loro con i cazzi gocciolanti mi spalmavano su tutto il viso quel nettare meraviglioso , i ragazzi ai lati mi prendevano a schiaffi le chiappe mentre mi stavano sfondando il culo , ebbi un orgasmo fortissimo , mi sembrava di essere in paradiso , godevo come una troia consumata. Chi sborrava veniva immediatamente sostituito da un altro con il cazzo in completa erezione , erano eccitatissimi,io ero piena di sperma su tutto il corpo,sul viso,sui capelli ma ero troppo eccitata e chiedevo di non fermarsi, di continuare a farmi godere, chi stava mi inculando adesso lo faceva con colpi molto forti e decisi sbattendomi le palle con forza, i cazzi in culo si muovevano a ritmo ero meravigliosamente piena, alcuni con le mani mi divaricavano ancora di piu’ le natiche in modo da facilitare ancora di piu’ la penetrazione.

Tutti reclamavano il proprio turno volevano godere del mio corpo ed io ne ero ben felice avevo due cazzi nelle mani mentre gli altri si facevano spampinare a turno con relative venute sul viso, molti dei ragazzi che mi scopavano sul culo poi sborravano sulle mie tette, erano degli stalloni infaticabili mi stavano letteralmente sfondando , io godevo a ripetizione , con la lingua cercavo cappelle da gustare , ero in uno stato di completa eccitazione volevo solo cazzi , tanti cazzi.

Avevo il culo dilaniato non sentivo quasi piu’ niente , mi sentivo tutta appiccicosa , ma quell’odore mi faceva impazzire. Andammo avanti per circa due ore e mezza , poi i ragazzi mi fecero inginocchiare in mezzo a loro e cinque o sei mi sborrarono quasi contemporaneamente sul viso,. Ero piena ed appagata dagli innumerevoli orgasmi avuti , i ragazzi erano visibilmente soddisfatti , mi aiutarono a ricompormi un po’ , il ragazzo che aveva fatto le riprese mi accompagno’ alla macchina , mi disse che ero stata favolosa e che se mi interessava potevo ritornare e mi lascio’ il suo numero di cellulare.

Io accettai. Di li ad un mese tornai da loro , passai un pomeriggio fantastico , ormai il mio status di troia era certificato , non potevo fare a meno di prendere tanti cazzi , adoro le gangbang , adoro essere la puttana di tutti , era una condizione che la mia mente non rifiutava e cercavo sempre nuove avventure.

GRETA LA FIGLIA E ANCHE LA MIA NIPOTINA

GRETA LA FIGLIA E ANCHE LA MIA NIPOTINA

Ho una sorella che vive n Germania da molti anni…sposata con figli, due maschietti ed una stupenda femminuccia.
Qualche anno fa andai in visita da lei, ero da solo, potevo rimanere una quindicina di giorni.
Mi sistemai nella camera al terzo piano, in mansarda camera accogliente e calda.
La prima sera facemmo cena in famiglia, cordiali ed ospitali, sono il loro zio preferito.

Qualche giochetto un po’ di regali che avevo portato, poi tutti a nanna ed amen.
Margherita..Margaret più o meno in tedesco, ma per non sbagliare Io la chiamavo Mergi, mi accompagno fino in camera portandomi un piumoncino rosso “ dai Zio con questo starai caldissimo è il mio preferito “
Il giorno dopo andammo in visita a tre castelli fantastici con giardini curati e lussureggianti…
La sera a casa organizzarono una cena con una trentina di persone, amici e vicini.

Tra questi mi saltò subito all’occhio Greta, una signora, di circa quaranta quarantacinque anni, alta un metro e settanta con una capigliatura bionda con un bel culetto e poco seno.
Strano che mi avesse colpito…. a me l’occhio cade subito sulle tettone,,,e lì ce ne erano varie ed interessanti.
Greta, subito si rilevo un ottima compagna di scherzi e giochetti, parlava qualcosa in italiano ed Io un po’ in Inglese un po’ in tedesco mi facevo capire.

La serata andò bene e dopo aver ballato e bevuto incastrai la Greta nell’angolo del bar, le infilai la lingua in bocca e ci sbaciucchiammo per un buon quarto d’ora…. Io apprezzavo Lei godeva….
Fine della serata, saluti baci ed abbracci, ci vediamo nei prossimi giorni…ecc.. ecc..
Torniamo a casa un’altra grappina e tutti a nanna…nel letto non riuscivo a mandar via il pensiero di Greta il suo profumo, ll suo sapore….

morale avevo il cazzo dritto e duro, mi agitavo inconsapevolmente sotto il piumone.
Ad un certo punto sentì la porta aprirsi ed entro la piccola Mergi…” E che fai Tu qui ? “ le dissi…
Lei “ Zio ti ho sentito agitare io domo sotto di Tè…che combini ? “.
Io “ Niente piccolina vieni qui vicino a me “… si è infilata nel mio letto ed Io l’ho abbracciata teneramente….

non è successo e non poteva succedere niente, ma lei era a cavallo del mio cazzo duro.. lo stringeva fra le gambe e non diceva niente. Ma le piaceva quel contatto ..lo so…le piaceva.
La mattina ,facciamo colazione e visto che sorella cognato e bambini avevano da vivere la loro vita,
Io decido di andare a fare un giro al centro della cittadina.. ma guarda un po’ chi incontro seduta ad un bar…Greta, era lì con una fettona di torta ed un caffé.

Subito mi invita a sedermi …e da lì è iniziata una lunga movimentata ed impegnativa giornata.
Prima siamo andati a casa sua dove mi ha mostrato quel poco di tette che aveva,ma si è fatta fottere nella patata caldissima con piccolo ciuffetti di peli neri, e nel buco del culo strettissimo perché lo aveva concesso solo due volte al marito che da quel che ho capito lo aveva tipo wurstel…. lungo e sottile.

Ma il bello è avvenuto quando forse circa alle cinque di pomeriggio, mentre noi eravamo ancora stesi a letto sbrodolati di umori e profumati di sesso…che…
Trac trac…( chiave che apre la serratura della porta d’ingresso ), rientra la figlia di Greta, Elga, una ragazza di circa venti anni, studentessa, completamente diversa dalla mamma, bionda certo,ma piccolo culetto e due tette belle gonfie, capelli corti ed occhi verdi.
Entra nella stanza e come se nulla fosse si siede sul letto vicino a noi…
“ Ciao mamma come và??? “ immagino perchè era in tedesco, “ carino questo tuo amico come si chiama ? “ ….

Cazzo ero Io ….. La mamma le spiega chi ero,che ero Italiano e fratello di un’amica che anche Lei conosceva…
Convenevoli vari fatti con una spontaneità che in Italia sarebbe impensabile…( almeno per me !! ).
Dopo qualche altre chiacchiere, un paio di sigarettine ed un drink portato da Elga, Greta si alza , tutta nuda e va a fare una doccia…allontanandosi, dice alla figlia “ non stare qui a giocar vai di la a studiare “…….

Come prevedibile e per tutta risposta appena si sente lo scroscio della doccia…
Elga tira via il piumone dal letto e mi scopre nudo…” Vediamo se è vero che gli Italiani sanno fare bene l’amore “, si sfila la maglietta e tira fuori quelle belle tette grosse e dure da ventenne, si sfila anche i jeans e resta con un perizoma bordeaux.
Si abbassa su di me, e mi afferra il pisello semi moscio, non credevo a quello che stava accadendo…ero frastornato.

Lo sbatte un pò qua un pò lo garrisce e lo prende in bocca…succhia la cappella e scende giù lungo l’asta. , sale e scende, lo stringe con le mani, in due minuti la mia mazza è pronta all’uso, Lei non si fa leccare, non si fa toccare…. mi salta sopra e si Impala.
La sua fighetta bagnata mi si chiude intorno al cazzo duro.. inghiotte tutto, mi cavalca con violenza è un’amazzone , le prendo i capezzoli e li torturo, le piace, geme e gode… muove il bacino come le più esperte concubine.

Si dimena si infilza fino in fondo e poi risale fino a far rimanere solo la cappella dentro di sé…. Fantastica……si piega e mi bacia , la sua lingua è un cazzo che mi entra in bocca ( tanto per dire a me il cazzo fa schifo…però tipo un pezzo di carne duro…. e caldo…), mi lecca fino alle tonsille, Io le agguanto i glutei e spingo forte, ma non posso res****re molto, Lei lo sente, si stacca e si abbassa sul mio ventre.

Lo prende in bocca e succhia da forsennata, Io le spingo la testa giù fino ad infilarglielo in gola,,,,
lei pompa ed Io le riverso il mio caldo nettare in bocca…. Le cola dalle labbra, ma Lei cerca di non perderne una goccia…lecca tutto e pulisce anche il mio pancino,,,Panciotto và che è meglio.
Mi guarda, sono finito e Lei con quella faccina da troia ventenne mi dice “ Ok non male gli Italiani”
Mi dà un bacio sulla bocca e sparisce, bella scopata.

Dopo trentasette secondi rientra Greta in accappatoi bianco, con asciugamano a turbante, mi guarda e dice “ Ti è piaciuto vero ??…Sei Sfiancato, ci vogliamo riprovare ??!! “…
Ho preferito fare una doccia e poi scappare……….
Sono tornato a casa di Greta solo dopo un paio di giorni di riposo, ma bello carico così ho potuto affrontare di nuovo mamma e figlia…. Che figa la mamma e che troia la figlia….

Stare a casa di mia sorella mi rende sempre più felice…. anche sé ho un problemino…
La piccola Mergi, viene sempre più spesso nel mio letto…
Una notte mi sono svegliato e Lei che si era infilata nel mio letto mentre dormivo, stava giocando con il mio cazzo.
Lui era bello duro, si era svegliato prima di me, e Lei, la porcellina ci giocava con tutte e due le mani, una massaggiava le palle l’altra faceva scoprire e coprire la cappella.

Io non feci niente e finsi di dormire, ma il sangue affluiva ed il cazzo era sempre più duro.
Guardavo con gli occhi socchiusi…Lei stava scoprendo qualcosa di nuovo, guardava il glande con occhiettini vispi ed un’espressione stupita.
Ad un certo punto vidi emergere una gocciolona di succo trasparente che proprio in punta al glande troneggiava…. Lei la guardò, poi guardo i miei occhi per capire se mi fossi svegliato.

Indugiò la guardavo e non mi muovevo, eccitatissimo volevo vedere cosa faceva.
Margi avicino l’indice della mano destra e tocco la goccia, tirò in alto e si creò un filamento, poggio di nuovo il dito sulla bocca dell’uccello e tirò di nuovo verso l’alto il filamento era più corposo adesso. Mi guardò ancora verso gli occhi, poi tirò fuori la linguetta ed afferro il filo di sperma, succhio il dito e tirò via il liquido dalla mia cappella…
Io guardavo con gli occhi socchiusi, il mio cazzo era sempre più duro e il succo d’amore oramai colava lungo la cappella.

Margi non disprezzava il sapore giocava, poggiava il dito, tirava e con la lingua tirava il filo di succo viscoso.
Con una mano teneva stretta la mia asta e con la linguetta inarcata si avvicinava alla punta della cappella…stavo morendo sentivo il cazzo che mi stava per scoppiare,non per arrivare, ma era più duro de duro…mi faceva malissimo. Margi piccola maledetta bambina teneva il mio cazzo in mano, stretto e lo avvicinava alla sua bocca, la sua lingua si appoggiava alla mia carne per assaggiare il sapore del mi nettare.

Dopo una toccatina, una slinguatina, è stato il momento più fantastico della mia vita……
Quella boccuccia di rosa si è appoggiata sulla mia cappella per assaporare il mio nettare.
La linguetta si muoveva con dolcezza girando in tondo per non far scappare neanche una goccia di quel liquido viscoso che a lei piaceva da morire…. Difatti dopo poco come guidata da una mano divina mi prese in bocca il glande con una delicatezza ed un…piacere…una voglia… succhiava solo la parte alta della capocchia,,,voleva solo il succo….

Non sono riuscito più a res****re, facendo un verso gutturale ho dichiarato il fatto che mi stavo risvegliando…. così per darle un preavviso, ma…. contemporaneamente gli ho infilato la mano tra i capelli, così come un massaggio e le ho piano piano spinto la testa per farle prendere meglio il mio cazzo in bocca. Si è fatta guidare.. e con un po’ di pazienza tanta disponibilità…anche lei ha imparato a fare i pompini.

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Lezioni di Inglese

Lincoln, Inghilterra, Settembre 1999.

C’è qualcosa di frizzante nell’aria della sera, sento brezza fresca del mare del Nord sulla pelle mentre aspetto che Sam, un mio compagno di corso, scenda ad aprirmi la porta.
Sono partito da Trieste solo 9 giorni prima e questo è il mio primo house party Inglese: sono ansioso di mettere alla prova il mio scarso Inglese con Sam e i suoi amici.

Nel soggiorno al primo piano una ventina tra ragazzi e ragazze parlano e ridono tra uno shot di vodka e l’altro mentre le casse dello stereo pompano a tutto volume “The Bad Touch” della bl**dhound Gang.

Mentre Sam mi porta una sedia il campanello trilla.

“Uff, questa è sicuramente Cristyn, non ho voglia di scendere, vai tu?”

“Certamente” rispondo.

Scendo rapidamente le scale ripide. La serratura sembra incastrata e la apro dopo qualche tentativo.

“Sam si decide a cambiare serratura o no? Ciao, piacere, sono Crystine, vengo dal Galles”

Cristyn è di una bellezza stordente. I lunghi capelli lisci ramati incorniciano il viso dai lineamenti delicati. I suoi occhi verdi sono penetranti, la pelle chiara e perfetta. Indossa una cannottiera nera con stampata la copertina di “Unknown Pleasure” dei Joy Division.

“E’ il mio disco preferito” dice mentre allunga la canottiera con le mani, scoprendo una scollatura prosperosa.

La sua bellezza mi rapisce immediatamente. Durante il festino e poi al pub non posso smettere di pensare a lei, fino a che, nel giardino del pub, mi decido a parlarle. Alcuni suoi amici tonano al banco per prendere da bere, lasciandola sola, e io mi avvicino.

“Cristyn, da quale città del galles provieni?”

“Llanfairpwllgwyngyll”

“Come scusa?!”

Lei ride

“Ti sto prendendo in giro! Ho notato che mi stai guardando da tutta la sera, devi dirmi qualcosa?”

“Si Cristyn, vorrei chiederti di…farmi da insegnate di inglese”

Non posso credere a quello che ho detto, mi è mancato il coraggio di invitarla a cena.

“Mmmm, ok” risponde Cristyn “Ma attento, sono un’insegnante speciale con orari speciali”.

Tornando a casa mi sento un perfetto idiota e cammino per strada squotendo la testa; come se non bastasse ho perso le chiavi di casa e i miei coinquilini sono via per il weekend! Sono ormai rassegnato a tornare da Sam per chiedere ospitalità quando, giunto davanti a casa, notoche la porta è socchiusa.

Entro con una certa preoccupazione urlando il nome dei miei coinquilini.

La luce della mia camera da letto è accessa, eppure ero sicuro di averla spenta prima di uscire.

“C’è qualcuno?” urlo preoccupato.
“It’s me darling!” risponde una voce femminile con tono suadente.

Appoggio i polpastrelli alla porta aprendola con grande lentezza.

Ho il cuore in gola. Chi potrà mai essere, come ha potuto entrare?

“Hello!”

Cristyn è stesa sul mio letto, indossa solo una mia camicia presa dal mio ormadio.

“Dovresti prestare attenzione a dove lasci le chiavi. Non ti dispiace vero?” Chiede scorrendo le dita su un lembo della camicia “Non avevo nulla per la notte. ”
“La notte?!” affermo, cercando inutilmente di non far trasparire l’eccitazione.
“Ma certo, non volevi ricevere lezioni di Inglese? Sono qui per te”
“Lezioni di Inglese? certo ma non è tardi ora?”
“Per una normale lezione si ma per le mie NO”
Cristyn si alza dal letto lentamente.

Si gira su un fianco e poggia un piede a terra scoprendo le natiche rotonde avvolte da una culotte di pizzo rosso. Si dirige verso di me lentamente scandendo ad ogni passo un vocabolo Inglese.

“Love” dice toccandosi il labbro superiore con la lingua mentre fa il primo passo verso di me.

“Pleasure” e già posso sentire il suo profumo.

“Nice guy” facendo l’ultimo passo verso di me ed allungando la mano.

“Sex” dice mettendomi una mano sinistra sul petto mentre la destra si infila lentamente nei miei boxer.

Sono eccitatissimo, il mio pisello è duro come pietra; sentendolo Cristyn mi sorride e mi bacia. La sua lingua penetra nella mia bocca mentre con la mano aperta mi massaggia l’uccello delicatamente partendo dalle palle.
La bacio con vigore le reggendole la nuca mentre la mia mano destra scende lungo la sua schiena fino ad entrare nelle mutandine rosse.

La sua pelle è liscia e profumata come quella di una pesca matura, il suo sedere è morbido e rotondo; sento i suoi magnifici seni premere contro il mio petto e perdo definitivamente il controllo.

Di s**tto la sollevo e la distendo. Io, inginocchiato ai piedi del letto le lecco delicatemente l’interno delle cosce poi le sfilo repentinamente le culottes di pizzo. La sua vagina è perfettamate liscia tranne che per una piccola striscia di pelo curatissima e ramata come i sui capelli.

Le labbra sono perfette e invitanti: liscie, morbide, strette, leggermente aperte nella parte inferiore.

Le allargo le cosce con le mani e inizo a leccarla con forza, la mia lingua si muove su e giù senza sosta, le lecco il perineo e poi la penetro con la lingua, infine le mordicchio il clitoride mentre la guardo negli occhi. Lei non contraccambia lo sguardo, tiene gli occhi chiusi, la testa leggermente piegata all’indietro e la bocca socchiusa.

Improvvisamente la penetro col naso e inizio a andare avanti e indietro con la testa.

“Oh my God” escalma; nessuno l’aveva mai scopata col naso.

Alzo la testa, ho il naso grondante di umori, lei mi guarda e ride, io senza esitare mi alzo e mi spoglio completamente in tempo record. La mia erezione è portentosa, il mio glande è rosso e pulsa, le vene sono gonfie, sembra stia per esplodere.

Lei mi guarda sorridendo e apre le gambe sollevando i piedi sopra di se.

Mi butto sobra di lei ed aiutandomi con la mano la penetro. La sensazione è inebriate, entrambi gemiamo.
Preso dall’eccitazione pompo senza sosta: stantuffate regolari e vigorose. Appoggiato con le mani sul letto la guardo godere da sopra, lei afferra le mie natiche con entrambe le mani e mi spinge verso di se per aumentare la forza della penetrazione.

I nostri corpi sudati e palpitanti sembrano una sola cosa nella dirompenza dell’atto. Il silenzio della notte Inglese è rotto soltanto dai gemiti di piacere di Cristyn e dagli colpi del letto contro il muro della camera.

Sento l’orgasmo sopraggiungere e immediatamente esco da lei. La sborrata è portentosa: fiotti di sperma caldo inondano i grossi seni di Cristyn e il suo petto fino al collo, il piacere sembra durare un’eternità, sono in paradiso.

Sfinito mi stendo accanto a lei. Crystine, piegando la testa in avanti guarda copiaciuta lo sperma caldo sul suo corpo: brilla alla luce della luna che penetra dalla finestra ormai completamente appananata. Con un dito ne raccogli una goccia e se lo porta alla bocca.

“Sei un buon allievo, ma dovremo ripassare” esclama ancora ansimante “Spero che tu abbia un accappatoio per me”.

Quella fu la prima avventura inglese per me, la prima di una lunga serie.

Franco Stiglitz

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LA MIA VICINA MAMMA ANNA 1° VOLTA

LA MIA VICINA MAMMA ANNA LA PRIMA VOLTA

La mia vicina bella bionda magra, ma con grandi tette e mamma del mio amico…
Quando mi vede entrare dopo le vacanze ìn casa sua, non mi riconosce…..
Ero cresciuto davvero molto in pochi mesi di vacanza estiva…
Ero abbronzato ed in forma.. ma non mi aspettavo quel imbarazzo…..
Entrai come al solito dal cancello come tante altre prima.
Lei mi disse ” Ma chi sei ….

a sei Tu …??? Ma quanto sei cresciuto…. e come Ti sei fatto bello”
In quel momento non capì più niente…
Dissi ” Grazie anche Lei è più bella del solito”
…Cercavo il figlio …ma non c’era…
lei mi disse sali con Me, lo aspettiamo….
Io La seguo… apre la porta e mi porta al piano superiore…
Aspetta in camera sua, mentre io vado a fare una doccia e a cambiarmi.
Io mi infilo nella camera del mio amico cercando di convincere il mio cervello a non pensare….

Io avevo 17 anni, Lei forse 37.
Il Mio pisello però non pensava ad altro…. la Mamma Donna sotto la doccia…
Allora decisi di correre verso quel buco della serratura che portava al bagno.
Appena arrivato infilo il mio occhio fino a vedere il suo splendido corpo che si asciugava toccandosi sotto l’asciugamano

…Dal buco della serratura, guardavo il suo corpo abbronzato, quelle gambe dorate che spiccavano sotto l’asciugamano bianco.

Lei davanti al lavabo si specchiava, si guardava,si toccava e massaggiava il viso. Quel musetto da cerbiatta con quelle labbra gonfie e rosa e quei denti bianchissimi, liberò i suoi biondi capelli e quei boccoli morbidi e luminosi le si adagiarono sulle spalle…
Si guardò ancora un pò poi apri un vasetto in cui intinse il dito e si spalmo una cremina bianca sulle labbra spalmandola perbene.
Il mio cazzo nel pantaloncino da mare pulsava con violenza contro la leggera stoffa era gonfio e duro, lo feci uscire dalla retina e mi sembro subito di avere due gambe dallo stesso lato.

Il mio cuore batteva forte, ero a pochi passi da quella mamma, che aveva ispirato i miei sogni più proibiti per tanto tempo, ispirazione di innumerevoli seghe solitarie e copiose sborrate.
La mia bocca era secca, la spiavo, attendendo con ansia di poter ammirare il suo corpo nudo.
Lei si girava si piegava si asciugava…. il mio sangue pulsava nelle vene….
Finalmente decise di far scivolare l’asciugamano ed in un baleno…eccola lì nuda a cinque passi da me.

Che fisico fantastico, bella snella, con due tette da urlo, non grandissime ma perfette con due capezzoli rosa duri e gonfi come quelli di una ragazzina.
Di profilo guardavo il suo culetto alto e tondo tostissimo, sembrava che avesse sempre fatto ginnastica per tenerlo tonico e sodo.
La mia mano stringeva energicamente il membro che mi sembrava scoppiare per quanto era gonfio duro e rosso, una cappella che mi faceva male per come era grossa e pulsante.

Lei si gira verso me per guardarsi di profilo, che visione quella fighetta con un pelo biondo omogeneo e folto….
Il mio cazzo ebbe un sussulto ed urtai la porta, porca miseria, lei s**ttò verso la porta ed Io come un fulmine riuscìì a fiondarmi nella stanza del mio amico. In quel momento il mio cuore ha rischiato l’infarto, in viso ero viola.
Lei apri la porta e…..” Marco ci sei ancora Tu di là ? ” Io non sò con quale voce e con che fiato riuscì a risponderle ” Si signora sono qua in camera ” e Lei ” Bene non andar via ho quasi finito vengo tra qualche minuto ” ed aggiunse con vocina furbetta e stuzzicante “..e fai il bravo mi raccomando “.

Al momento in cui richiuse la porta del bagno a me scese l’adrenalina e ci fù un momento di down, ma dopo tre secondi mi ripresi era il mio cazzo che infilato a volo nei pantaloncini sembrava si stesse spezzando così piegato… dovetti tirarlo subito fuori per respirare di nuovo.
Mi alzai subito e quatto quatto, cercando di non fare alcun rumore e trattenendo il respiro, riconquistai la mia posizione con l’occhio che sembrava voler entrare nel bagno dal buco della serratura.

Lei era lì rivolta verso la porta, le mani sotto al seno lo massaggiava con una crema o non sò con cosa… i suoi capezzoli rosa mi sembravano molto più turgidi di prima, non si guardava più allo specchio, ma sembrava godere dell’ automassaggio. Ad un certo punto, la sua mano destra scende, piano, giù sul ventre piatto fino ad afferrare quel ciuffetto di peli biondi. Li tirava li girava, la sua fighetta sembrava gonfiarsi, crescere.

Si accovaccio appoggiando le spalle al mobile dietro di Lei…era davanti a me a gambe larghe e si toccava con dolcezza lentamente. La mia mano, non smanettava più il mio cazzo, che per altro non sentivo più, ma andava lentamente al ritmo della sua mano …che goduria inspiegabile….. Ad un tratto lei si fermò, alzò gli occhi verso la porta, occhi chiari e dolci, a mè sembrò fare un sorrisetto, ma chissà. Poi si alzò, si guardò allo specchio e si rinfrescò il viso.

in quel momento non sò cosa mi spinse ad allontanarmi e tornare in camera del mio amico, dove dovetti lottare per infilare il mio povero e durissimo cazzo nel pantaloncino. Fatto stà che dopo pochi secondi Lei usci dal bagno e venne verso la stanza. Io seduto sul divano letto, avevo in mano una rivista con cui cercavo di nascondere la mia resistente erezione. Lei entro con il suo accappatoio e le pantofoline bianche con un piccolo tacco e mi guardò….. La sua bocca non era più rosa era rossa e gonfia, catalizzava il mio sguardo…guardavo solo lì ero inebetito.

Fù Lei a prendere l’iniziativa..” Cosa leggi ? ” e mi sfilò di s**tto il giornale dalle mani, gli diede uno sguardo… sorrise “…. a sport estremi, interessante… “.
Poi mi guardò, come per squadrarmi, ” Che bel ragazzo ti sei fatto “, ” Come ti stà bene questa maglietta ” ,,, ” Ma guarda !!! hai il pantaloncino tutto macchiato, che peccato “.
Il mio cazzo, tanto brillante fino a pochi minuti prima, si era rannicchiato, forse si era nascosto dietro le palle non sò, mi sentivo scoperto, ero a disagio forse, ma non ci pensavo, pendevo dalle sue labbra.

Lei mi guardò ancora negli occhi, si accovaccio davanti a me e prendendo con le due mani i bordi del costume mi disse ” Adesso te lo pulisco Io “………… A quel punto, il mio fedele amico ritirò sù la testa…. Lei con viso malizioso e mordendosi un labbro, mi sfilo piano l’indumento, poi nessuna più parola…
Prese il mio cazzo in mano avvicinando la sua bocca. gli diede due tre leggere leccatine con la punta della sua morbida linguetta.

La infilava fino a toccare la punta la mia cappella che cresceva e tirava indietro la testa assaporando il prodotto della mia precedente masturbazione…. Gli occhi chiusi, una smorfia di goduria e la sua mano morbida e piccina con calma saliva e scendeva….
In un momento apri la sua boccuccia,( BOCCUCCIA!!!! ERA LA BOCCA DI UNA PIOVRA…. MMMM…).
Iniziò a succhiare, mi sembrava una ventosa ..il mio cazzo diventò durissimo e grosso, pensai che forse lei non riusciva più a lasciare la mia cappella perchè non le usciva dalla bocca.

Ma mamma Anna aveva tutta l’esperienza necessaria per gestire la situazione….
Con quella sua boccuccia di rosa mi stantuffava come fosse stata una figa…..
Su e giù con la lingua di fuori mi mordicchiava e mi segava, Io ero in delirio non pensavo più, godevo solo di quella bocca.
…. Un clacson giù al [email protected]@@!!!…..
” Merda il marito…”,
Io lo sento Lei indifferente, forse, mi tocca la base del pene succhia con più forza….

ed io le sborro in fondo alla gola una quantità di seme esagerata…. Lei sboffa un po’, ma riesce ad ingoiare tutto…. Poi succhia ancora tre quattro volte, sembra volermi tirare fuori anche l’anima…. Sono morto….
Si alza mi guarda ” Bravo, sei diventato bello e sei molto buono” , ” Oggi ti ho pulito Io domani mi pulirai Tu. “
Si alza, scappa via in tre minuti è vestita da casa e corre a salutare il maritino.

Per fortuna dopo pochi minuti rientra il figlio e sale in camera da me così che il padre non noti che mi trovavo da solo in casa con la moglie…..
Bello, che bello ho provato la vicina una mamma che ho sempre desiderato…forse sarebbe meglio dire che Lei ha provato Mè……

LA BADANTE RUSSA 001

LA BADANTE RUSSA
Evento recente

Come già raccontato in precedenza, vivo in un condominio dove abita anche una simpatica signora che ha sicuramente passato i sessanta anni, forse anche i sessantacinque….
Era una arzilla donna matura che non mi ha mai lesinato qualche pompatina, con la bocca ci sapeva fare davvero bene e poi impazziva quando le facevo trastullare il mio cazzo fra le sue tettone mosce.

Qualche volta le ho anche fatto infuocare la figa fino a farla venire sulle mie dita, le piaceva, ma non si è fatta mai scopare…. le piaceva che le schizzassi in faccia tutto il mio seme, e dopo aver bevuto tutto il possibile si tirava in bocca tutta la sborra che le avevo riversato sul viso e sul seno,
con quelle dita da anziana faceva scivolare tutto tra le sue labbra voraci… insomma ogni tanto ci divertivamo amichevolmente, e comunque non si nega mai un bel pompino….

ad una vicina.
Io conosco la figlia, bella manza,ma bassina e le due bambine, piccole streghe bionde, e visto che loro abitano un po’ lontano da alcuni anni ho le chiavi di casa della nonna, per ogni evenienza si fidano di me.
Purtroppo, la signora circa un anno fa ha avuto un problema di salute ed ha perso la capacità di deambulare e secondo me anche un po’ la testa…. comunque a sprazzi e sempre cordiale e spiritosa.

Qualche volta sono andato a casa sua ad aiutarla, ma certo non era per me possibile seguirla a tempo pieno, la figlia veniva quasi tutti i giorni, ma era decisamente poco.
All’inizio di aprile decisero di prendere una badante russa…. un pezzo di donna, un ingegnere, sapete come funziona qui in Italia, loro fanno le badanti ma sono laureate e magari parlano tre quattro lingue….
Il giorno che è arrivata in casa della nonnina, la figlia mi ha chiamato per presentarmela, pregandomi di darle una mano nei primi giorni per farla ambientare….

mi fece anche un regalino in soldi con bacetto e carezzina sulla guancia.
La russa, Olga, è una donna circa 40/45 anni, giunonica, alta come me, oltre il metro ed ottanta, ma grossa, no grassa, grossa, bionda platino capelli curati mossi, occhi azzurri e labbra rosa.
Viso paffutello e sorriso a trentadue denti…. ottimo italiano cosciona, tettona e culona…. ha due mani curate, ma ogni dito è il doppio del mio, mi fanno un po’ paura.

Subito abbiamo fatto amicizia Io ho cercato di metterla a suo agio dal primo momento.
Siamo stati con la nonna che ha parlato con lei subito bene di me…. pregandole di tenermi d’occhio perché ero un ragazzaccio… proprio come la nonna parla del nipotino, ma io ho quarant’anni !!!
Comunque dopo i primi giorni, io non perdevo l’occasione per andare a casa della nonna, un giorno un saluto, una volta un pasticcino una volta un caffè.

La russa si stava ambientando, oramai era maggio e la temperatura era mite, per noi italiani, per Olga già era quasi estate, difatti girava per casa con dei vestitini leggerissimi, le sue forme si intravedevano sotto il tessuto….
Devo dire che giorno dopo giorno mi piaceva sempre di più…..iniziavo a fare fantasie sulla sua bocca e sul suo corpo che vedevo sempre di più da vaccona.
Nelle prime settimane l’avevo portata anche in giro per farle conoscere la città e Lei aveva incontrato altre russe badanti anche loro, anche se non ho capito bene, russe si ma le loro città magari erano distanti migliaia di chilometri…va bene non sò russe sono russe per me, e qualcuna non era davvero male.

Olga era contenta, io ero contento e lei si iniziava a confidare con me, aveva lasciato il marito prima di venire in Italia e non aveva figli.
Il suo matrimonio era naufragato perché il suo uomo era gracilino e non riusciva a soddisfarla a pieno, non le dava l’amore che lei avrebbe voluto.
Bene ho pensato IO adesso la incastro …..e me la fotto…( toppo crudo ??, ma onestamente è stato il mio primo pensiero…)
Non dormivo più, sognavo sempre il suo corpo, mi scervellavo a pensare come avrei potuto conquistarla….

Un giorno, era nel primo pomeriggio, rincasavo in un orario anomalo,ma prima di salire a casa mia decisi di andare a trovare la nonnina…
Sono lì davanti alla porta d’ingresso…. busso al campanello ??, no infilo la chiave nella toppa ed apro piano, furtivamente, ascoltando i rumori della casa… la nonna ronfa alla grande e poi non sento altro.
Entro senza far rumore e mi guardo intorno, nessuno !!!, percorro il corto corridoio andando verso le stanze….

E sento scorrere l’acqua nel bagnetto di servizio…. mi avvicino e vedo Olga che piegata sul lavatoio sta lavando dei panni…. Cazz…capperi, indossava solo una mutandina rosa, piccolissima, era nuda, due tette grosse come neanche nei miei sogni, i capelli che ondeggiavano e quelle braccia e mani che stritolavano gli indumenti a bagno.
Che visione, la pelle chiara, le cosce nude, un culo grosso che si contraeva ad ogni sua strizzata, il mio cazzo ebbe un sussulto, lo strinsi sopra i pantaloni e mi diventò duro in un istante.

Dopo aver spiato per qualche minuto quella donna che lavava i panni in quella posizione da sturbo..
Raccolsi le idee…..tornai velocemente verso la porta d’ingresso, la riaprii e la richiusi facendola sbattere…e ad alta voce…” Ciao…sono Io…ci siete ??…”
Subito attraversai il corridoio dirigendomi verso le stanze ed il bagnetto…. trambusto… “ Si sono qui..” rispose Olga che subito uscì dal bagno per dirigersi verso la sua camera, ma Io ero già li.

Lei era con le mani sul seno, cercava di coprire quelle due grosse mammelle, riuscendoci a malapena, Io subito la guardai con interesse e le dissi “ a però che belle mutandine “ una sua mano si stacco dalle tettone e corse a ripararsi il triangolone fra le gambe. Un suo capezzolone saltò fuori.
Calma le dissi…. sei bellissima così non ti agitare……..
Lei corse verso la camera mostrandomi il suo culone con quel filo interdentale che le si infilava tra le chiappettone.

Io la seguiii, la raggiunsi, era nell’angolo, le misi le mani sulle spalle massaggiandola delicatamente, la sua pelle rosea e tesa era perfetta…..non aveva un brufolino un pelino un neo …era rosa, profumava di fresco.
La bacia sul collo e le appoggiai subito il mio membro turgido sul culo.
La mia erezione era notevole e lei apprezzo “ Questo è l’effetto che ti faccio ??…”
“ Ti sogno la notte “ mi disse.

Io continuavo a far scorrere le mie mani sulla sua schiena e strofinavo la mia patta gonfia tra le sue natiche….
Quella russa, gigante, biondo platino stava cedendo, iniziava a contorcersi, le piaceva….
Le mie mani dalla schiena scivolarono davanti, sul suo seno…
Due mammelle davvero grosse e dure, piene non so come spiegare, piene non riuscivo ad affondare i polpastrelli…i capezzoli larghi con due punte…. ecco come il cappuccio della TRATTOPEN.

Feci scendere la mia mano fino ad insinuarmi nel suo slip…..fantastica peluria, un boschetto riccioluto e morbido…. le tocco lo spacco, scivolo lungo la sua fighetta…,direi figona….
E gonfia e già pulsante, le tocco il clitoride e la massaggio, lei si inarca spinge il culo contro di mè il mio cazzo nel pantalone reclama aria è durissimo spinge al disotto della cintura….
Prendo la bionda per i capelli e la giro… mi guarda negli occhi e mi infila la lingua in gola.

Io finalmente posso vedere i suoi seni……..esagerati, gonfi e durissimi mi abbasso li devo mordere e leccare …. fantastico.
Ma le sue mani si poggiano sulle mie spalle e mi spingono verso il basso…. avevo ragione ad averne paura…ha una forza a cui non posso assolutamente contrappormi….
Scendo leccando il suo ventre l’ombellico, lecco lungo il bordo delle mutandine…
Le aggancio a destra ed a sinistra, le tiro giù piano assaporando il suo profumo.

Il boschetto di peli che si presenta è biondo platino come i suoi capelli, le do una sola annusata ed un morsetto…
Poi mi rialzo e non so come ma la lancio sul letto….
Mi devo liberare dei vestiti….
Mi spoglio velocissimamente, lei si sfila le mutandine e si stende a gambe larghe… visione paradisiaca, cespuglietto biondo ed al centro una figa rosa, aperta ed umida due concione da infarto.
Mi lancio all’assalto, inizio a leccare le labbrone, poi mi soffermo sul clitoride, che mi sembra un piccolo cazz…..e poi affondo la mia lingua in quel lago di miele caldo.

Lecco affondo e succhio, ho il viso tutto bagnato di umori, lei con le sue manone mi spinge sempre più dentro, stringe le cosce intorno la mia testa.
Mugola come una gattona in calore mi carezza i capelli e stringe le gambe.
Io con le mani aggrappate al suo culo affondo la lingua il naso il mento…. tutto il viso sembra che possa essere inghiottito da quella voragine pulsante e calda.

“………………..OOOlgaaaaaaa…. ” , cazz…la vecchia chiama disperata……
Olga mi disarciona salta in piedi si infila un vestitino e scappa nella camera di fronte…. Io con il cazzo di marmo mi rigiro sul letto e mi lecco tutti gli umori dal viso………..
Dopo tre minuti lei torna, si sfila il vestitino e la vedo in tutta la sua bellezza, che strafigona…..
Si lancia sul letto, adesso è Lei fra le mie gambe, non perde tempo si infila tutto il mio bastone, che non è proprio piccolo “ in gola fino alle palle e ciuccia su e giù sentivo l’ugola che batteva sul bordo della cappella, apriva e chiudeva la bocca, stantuffando come una forsennata, non veloce, ma di potenza.

( Il più bel soffocotto della mia vita ).
Dopo non so quante pompate se lo sfila dalla gola, il mio cazzo era durissimo e lucido di saliva, Lei si mette in ginocchio a gambe aperte su di me e lo fa scivolare dentro la sua figona aperta e bagnatissima……lo ingurgita tutto e subito …..mi sentivo così piccolo….
Ma Lei dimenandosi di brutto e baciando il mio viso mi sussurrava…” Bravo è il cazzo che ho sempre sognato è questo che mi piace..”
Non so, ma il mio cazzo è piaciuto a tante donne, figa stretta e figa larga, culo vergine o slabbrato bocca di suora o pompinara professionista, forse mi hanno tutte preso in giro ?
Abbiamo scopato come degli assatanati in tutte le posizioni….

Lei è arrivata almeno cinque volte e quando mi sono messo dietro a pecorina, non le ho fatto il culo, ma ho goduto di quella splendida visione di due chiappe tonde e dure come poche donne anno..
Oramai ero alla frutta il cazzo era durissimo, le palle erano super piene non potevo trattenermi di più…. La porcona si gira mi prende il cazzo in bocca e………“………………..OOOlgaaaaaaa…. ” , cazz…la vecchia chiama di nuovo disperata……
Lei s**tta di nuovo si riveste, certo i capelli erano un po’ arruffati e torna dopo dieci secondi………
“ Vuole un the…” porca miseria avevo il pisello di fuoco stavo per esplodere……
E qui la perfidia non so la cattiveria o la porcaggine delle popolazioni dell’est…( non sono molto razzista, ma o delle idee…..comunque….

)…
Mi afferra per il cazzo e mi porta in cucina, infila una tazza piena d’acqua nel microonde e inizia a spompinarmi alla grande…accovacciata a gambe larghe con me in piedi… si sgrilletta ancora la figa mi succhia, sono al limite.
Suona il cicalino del forno…. le si stacca prende la tazza la poggia sul tavolo ed inserisce la bustina con il the, poi riprende il mio cazzo in bocca ed adesso capisco cosa vuol dire una che succhia…..
In un minuto la mia sborra viene fuori dalle palle….

Le spruzzo in gola una quantità enorme di seme caldo e denso…..sarò durato due ore la quantità era enorme…. Lei la ingoia quasi tutta un po’ le scorre fuori dalle labbra,,,,,,ma poi apre la bocca e mi fa vedere che ne ha ancora tanta …. mi strizza l’occhio e la riversa nella tazza del the.
Poi mi succhia ancora la cappella e mi dice “ Alla nonnina, lo so che piaceva il tuo succo, così la facciamo contenta “…………….

Che porca la russa e che porca la nonnina che ha detto “ Questo the è ottimo dovete farmelo sempre così “
Il mio cazzo è diventato subito duro mentre guardavo la dolce signora mentre gustava il the con la mia sborra e la saliva di Olga……….
Siamo tornati in camera e la porcona mi ha fatto arrivare altre due volte…
Adesso vivo quasi più a casa loro che a casa mia…è dura la vita ……Bisogna sacrificarsi….

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