Archivio mensile:Dicembre 2011

Le mammelle di Raquel

Il racconto e frutto puramente di fantasia , che pero prende spunto da fatti di cronaca reali.

Fin dalla più tenera età il seno femminile è stato per me un incubo. In particolare le tette che più mi attraevano erano quelle di mia madre. Le tette di mamma erano per me un magnete. Da premettere che mamma mi ha lasciato succhiare le sue tette fino ad oltre i due anni. Poi nacque mia sorella che usurpò il mio posto.

La odiai. Non durò molto. Anche lei, due anni dopo, dovette lasciare il posto al nuovo venuto: mio fratello. L’odio che prima avevo nutrito per mia sorella lo riversai sul terzo nato. Per tutto il periodo dell’allattamento di mia sorella e di mio fratello sono stato sempre presente. Mai ci fu giorno che non assistetti alle loro poppate traendone anche profitto. Gli anni passarono. Io crebbi. Eppure la figura di mia madre con le tette al vento era sempre presente nelle mie fantasie.

Del resto mia madre non fece niente per scacciare dalla mia mente la visione delle sue mammelle. Al contrario era sua abitudine gironzolare per casa con vestaglie trasparentissime che mettevano in evidenza i suoi grossi seni (quarta taglia) con i grossi e scuri capezzoli che premevano contro la stoffa come volessero perforarla. Non solo. Anche quando andava in bagno lasciava sempre la porta aperta in modo che io potessi guardarla mentre stava seduta sulla tazza o sul bidet a fare i suoi bisogni o le sue pulizie.

I suoi movimenti favorivano l’aprirsi della vestaglia mettendo in mostra le grosse bianche bocce di alabastro che ondeggiavano ad ogni suo movimento. Lei alzava gli occhi, mi guardava e sorrideva. Mai un rimprovero. Sembrava le piacesse mostrarmi le sue mammelle ne io mi premunivo di giustificare la mia presenza. Una cosa che mi faceva impazzire era quando la vedevo, in camera sua, seduta davanti allo specchio, nuda dalla cintola in su, noncurante della mia presenza, che si passava la crema rassodante su entrambe le zizze e concludeva l’operazione, sollevandole con le mani e portando i capezzoli alle sue labbra dove ad attenderli c’era la sua lingua che, con la punta, li titillava per diversi minuti dopo di che, dava un ultimo sguardo allo specchio e poi la frase che mi mandava in tilt.

“Siete magnifiche e vi amo. ”
Raquel (è il nome di mamma) non aveva solo il seno bello e prosperoso. A vederla era uno spettacolo. 38 anni. Due grandi occhi neri. Una bocca con labbra carnose. Bionda. Alta circa 175 cm. gambe lunghe e cosce ben proporzionate che si perdevano in due favolose natiche. Nonostante avesse partorito ben tre volte aveva un corpo da far invidia alle più affermate fotomodelle. Un ventre piatto e, come già ho detto, due belle e grosse mammelle che ornavano il suo largo torace.

In famiglia ero l’unico che aveva un’attrazione morbosa per le tette di mamma. Ero l’unico che rovistava nella biancheria in cerca dei suoi reggiseno ed impossessarmene. Li portavo in camera mia e li conservavo sotto al cuscino dove puntualmente il mattino successivo mamma li trovava. Li prendeva e li riponeva nei suoi cassetti. Molte volte li ha lasciati senza portarli via e me lo rammentava appena tornavo a casa dalla scuola.
“Amore, puoi anche controllare, ho lasciato le cose come stavano.

Non ho portato via niente dalla tua camera. Anche il cuscino è al suo posto. ”
Io arrossivo e correvo in camera dove sotto al cuscino trovavo il suo reggiseno ben piegato. Lo prendevo e baciavo le coppe immaginando di baciare i suoi seni. Raquel sapeva di questa mia ossessione per il suo seno. A mia madre piaceva sentirsi guardata anche se gli occhi che la divoravano erano quelli del suo primogenito. In famiglia ero l’unico a godere della vista delle mammelle di mamma.

La mia genitrice prima di mostrarsi semivestita, si assicurava che in casa non ci fossero ne mio padre, ne mia sorella e nemmeno mio fratello. Lei riservava unicamente ai miei occhi la bellezza delle sue bianche tette. Non solo lasciava che la guardassi ma mi provocava pure. Non faceva altro che torturarmi con domande del tipo:
“Ti piacciono le tette della mammina? Vorresti toccarle? Ti piacerebbe baciarle?”
e tante altre frasi dello stesso tipo.

La tortura aveva termine solo quando in casa era presente qualche altro componente della mia famiglia. Non si limitava solo alle frasi. La sera, prima di andare a letto, veniva nella stanza che dividevo con mio fratello e ci dava il bacio della buona notte. Con mio fratello il bacio si limitava a poggiare le labbra della sua bocca sulla fronte; con me invece era diverso. Senza farsi notare da mio fratello si apriva la vestaglia e si chinava facendomi balenare davanti agli occhi le sue mammelle che penzolavano come due grosse campane e con i capezzoli che quasi mi sfioravano la bocca e invece di darmi il bacio della buona notte mi sussurrava:
“Vuoi succhiarle? Peccato che non ho latte altrimenti te lo lascerei fare.


Già il latte. Ricordo che alla fine di ogni poppata riservata prima a mia sorella e poi a mio fratello mi chiamava e mi faceva succhiare il latte che le sue ghiandole mammarie producevano in eccesso. Ricordo che mi avventavo sulle sue poppe come un affamato. Le svuotavo di ogni goccia di latte. Quella pratica è andata avanti fino a quando ha smesso di allattare l’ultimo nato lasciando in me il mai spento desiderio di succhiarle le zizze.

Ancora oggi questa mia ossessione mi toglie il sonno. Mia madre nonostante i suoi anni è una splendida donna. Cinque anni fa ha divorziato da mio padre che è riuscito ad ottenere l’affidamento di mia sorella e di mio fratello che all’epoca del divorzio avevano 11 e 9 anni. Io restai con la mia dea per mia scelta e per decisione del giudice che concesse il divorzio. Avevo 13 anni. Oggi ne ho diciotto.

Raquel non si è mai lamentata di essere rimasta senza marito. Ha sofferto per la separazione dagli altri due figli alleviata dal fatto che almeno due giorni alla settimana li trascorre con loro. L’unico rimastogli sono io.
Il mese successivo al divorzio Raquel ha come un sussulto di libertà. La sua vita cambia completamente. Diventa più trasgressiva nell’abbigliamento e nel comportamento senza però mai trascendere nel volgare. Attira l’attenzione di ogni passante uomo o donna che sia.

I suoi colleghi di ufficio le fanno continue avance. Lei gode di tutto questo e quando torna a casa mi fa il resoconto della sua giornata di lavoro suscitando in me invidia e gelosia. Raquel se ne accorge.
“Dimmi un po’, non è che sei geloso? Dai confessalo. Vorresti essere tu l’uomo che nel mio letto sostituirebbe tuo padre?”
Ed ogni volta non le rispondo. Mi limito a stringere i denti facendoli stridere e nel farlo le mascelle si induriscono.

È il segnale che conferma a mia madre le sue intuizioni sui miei desideri.
“Anche se non rispondi so che è così. Tu mi vorresti nel tuo letto; tu desideri accoppiarti con tua madre. ”
Poi il fatidico giorno giunge inaspettato. È estate. Siamo in vacanza nella nostra villa in montagna. Rientro da un’escursione. La villa è silenziosa. Vado in direzione del salone. La porta è aperta. Mia madre è seduta sul divano.

Indossa la sua solita camicia che le arriva fino alle ginocchia. È completamente aperta sul davanti. Ha le mani appoggiate sulle prosperose mammelle e se le sta pastrugnando. Le sue dita sono artigliate ai grossi capezzoli e li sta torturando. Ha gli occhi chiusi. Le sue labbra sono dischiuse e dalla sua gola salgono suoni che denunciano un forte piacere. Non ho mai visto mia madre godere. Sono incantato. Di colpo Raquel apre gli occhi e mi vede.

Sorride. La mia presenza non la infastidisce. Al contrario stende le braccia verso di me e mi invita a raggiungerla. In un balzo sono seduto al suo fianco. Mi fa il gesto di stendermi e di poggiare il capo sulle sue cosce. Vedo le sue mani adoperarsi per liberarsi della camicia. Resta completamente nuda. Senza distogliere lo sguardo dal mio china il busto in avanti e le sue mammelle ciondolano sul mio viso. Un capezzolo mi sta sfiorando le labbra.

“Su, apri la bocca. E’ giunto il momento. I tuoi sogni stanno per diventare realtà. Dai succhiami le tette. Sono anni che aspetti questo momento e sono anni che desidero che tu lo faccia. ”
Non mi sembra vero. Sto certamente vivendo un sogno. Forse devo ancora rientrare a casa. No, non sto sognando. Quelle che pendono davanti ai miei occhi sono realmente le zizze di mamma e me le sta offrendo invitandomi a succhiargliele.

“Cosa stai aspettando? Non è questo quello che hai sempre voluto?”
“Si, mamma. ”
Sollevo la testa quel tanto che basta per agganciare con le mie labbra il grosso capezzolo e trascinarlo nella mia bocca. Le mie labbra hanno anche circondato la sua grossa e scura aureola. Con la lingua schiaccio il capezzolo contro il palato e comincio a succhiare. E’ una cosa che ho sempre saputo fare e trattandosi delle zizze di Raquel i miei ricordi non mi tradiscono.

Con voracità passo da una tetta altra. Mamma lancia continui miagolii. Una sua mano prende a sbottonarmi la camicia. La lascia scorrere sul mio torace. Le sue dita giocano con i miei capezzoli; continua a scendere; mi slaccia la cinghia dei pantaloni e fa scorrere la zip. La sua mano si posa sugli slip che coprono il mio indurito cazzo. Lo accarezza. Lentamente le sue dita si infilano negli slip. Incontrano il cazzo e lo circondano.

“Però. Sei ben messo. Non credevo avessi un cazzo di tali dimensioni. Da quanto è duro arguisco che vorresti dargli un ricovero per farlo ammorbidire. Ti piacerebbe infilarmelo nel ventre? Vuoi chiavarmi?”
Non è possibile. Mia madre mi sta chiedendo se voglio chiavarla.
“Mamma sarei l’uomo più felice del mondo se il tuo ventre desse ospitalità al mio cazzo. Si, voglio chiavarti. ”
“Fallo. Ho atteso questo giorno da tanto tempo, forse troppo tempo.

Vieni entra in me e possiedimi. ”
Mi metto in piedi e mi libero dei vestiti. Intanto mamma ha spostato il suo bacino sul bordo del divano ed ha allargato le cosce a compasso. Una folta foresta di peli nascondono la sua vagina. Senza porre altro tempo tra il mio cazzo e le sue grandi labbra mi posiziono fra le sue gambe ed indirizzo il muscolo di soda carne contro la sua vagina. Il glande si apre la strada verso l’interno.

Mamma solleva il bacino quel tanto che basta a far scivolare verso il profondo dello scuro orifizio vaginale il mio ariete che, a dispetto di molti altri, è di buone dimensioni sia in lunghezza che in larghezza. Mentre la penetro mamma lancia continui miagolii di piacere.
“Dai, figlio mio, stantuffa questo tuo pistone nel ventre della tua mammina. Sono anni che un cazzo non ara la mia vagina. Ho dimenticato cosa significa farsi chiavare da uno stallone bello e forte.

Fammi galoppare fino a sfinirmi. ”
Non so come ma metterò tutto il mio impegno per soddisfare la sua voglia di piacere. Devo riuscire a farle dimenticare il periodo di astinenza. Sono suo figlio e non voglio deluderla. Lentamente comincio a pompare il mio cazzo nella sua orrida vagina. Lei apprezza il mio modo di chiavarla.
“Si, continua così. Dai, fai impazzire la tua mammina. Dio come sei bravo. Mi piace molto il modo in cui mi stai chiavando.

Dimmi, amore, chi è la tua maestra. Chi ti ha insegnato a chiavare in questo modo?”
Senza smettere di pomparle il cazzo nella pancia le rispondo.
“Tu sei la mia maestra. Io non ho avuto altre donne. Tu sei la prima. Ho fantasticato molto possederti. Ho immaginato come sarebbe stato bello chiavarti e al come procurarti piacere. Ed ora eccomi qui, con il mio corpo fermo fra le tue cosce e con il cazzo piantato dentro al tuo ventre provando e cercando di darti il massimo del piacere.

Mamma io non ti ho mai tradito. ”
Gli occhi le si riempiono di lacrime.
“Amore, veramente sono la tua prima donna? Prima di me non hai chiavato nessun’altra donna. Non sei stato nemmeno con le prostitute?”
“No, fra me e te non c’è mai stata nessuna altra. ”
“Mi stai facendo dono della tua verginità? Figlio mio, stai facendo di me la donna più felice del mondo. ”
Mi circonda il torace con le braccia e mi attira a se.

Le sue lunghe gambe vanno ad incrociarsi sulla mia schiena. Due bianche cosce stringono i miei fianchi. Avvicino le labbra alle sue e le infilo la lingua in bocca; lei se ne impossessa e la succhia con avidità. In tutto questo tempo il dentro fuori del mio cazzo nella sua vagina non ha avuto un attimo di tregua. Il mio pene affonda nell’agognata figa di mia madre come un piolo affonda nella terra. Ad ogni colpo Raquel emette lunghi ululati che mi eccitano e mi incoraggiano a continuare nell’azione intrapresa.

Mai avrei pensato di riuscire a chiavare mia madre, la donna dei miei sogni erotici. La sento irrigidirsi.
“Sì; Sìììììììì, così. Oh dio sto venendo. Non credevo fosse possibile. Non smettere. ”
Non ne ho la benché minima intenzione. Al contrario aumento l’andatura del dentro fuori. Il mio ariete affonda nel suo corpo con più vigore. I colpi che le fiondo nel ventre sono violenti. Le sue urla di piacere si intensificano. Un ruggito mi dice che il suo piacere è giunto al culmine.

Sta godendo. Un attimo dopo anche il mio vulcano va in eruzione.
“Mamma, non riesco a trattenermi. Vengo. ”
“Si vieni pure. Non darti pensiero. Scarica il tuo piacere nella mia pancia. Riempi la mia vagina del tuo liquido seminale. ”
Bordate di denso e copioso sperma si riversano nella sua vagina andando ad infrangersi contro il suo utero. Il mio sperma si unisce alle sue secrezioni vaginali dando così vita ad un lago che le colma la figa fino all’orlo.

Il mio corpo non più in tensione si abbandona sul suo. Lei mi bacia il viso.
“Grazie. Non credevo riuscissi a farmi godere. Per essere la tua prima volta sei stato meraviglioso. Dai, tiralo fuori e lasciami andare in bagno. ”
Mi sollevo e le sfilo il cazzo dalla vagina; mi metto al suo fianco. Lei si alza e si dirige verso il bagno, entra e chiude la porta dietro di se. Resto solo a rimuginare su quanto è accaduto.

Ho chiavato mia madre e lei è cosciente di essersi accoppiata con suo figlio. Da oggi la nostra vita non sarà più la stessa. Sono perplesso. Che futuro potrà mai avere il mio amore per mia madre? È Raquel a dissipare ogni mio dubbio. Dopo circa un’ora esce dal bagno; è avvolta in un accappatoio rosa. Si avvicina; si china e mi bacia le labbra.
“Tocca a te. Quando avrai finito raggiungimi nella mia camera da letto.

Da questa sera sarà anche la tua camera. Dormiremo nello stesso letto. Sarai il mio amante e niente ti strapperà dalle mie braccia. ”
“Mamma sei protetta? Voglio dire hai preso le dovute precauzione?”
Raquel mi guarda con un ghigno dipinto sul volto. Non mi risponde. Si gira e scompare nella camera da letto. Due mesi trascorrono da quella nostra prima volta. Io e mamma ci sollazziamo senza un attimo di sosta. Il kamasutra diventa il libro più seguito.

Una sera stiamo nel salone. Sono disteso sul divano e con la testa appoggiata sulle sue cosce. Lei mi accarezza la testa. Le sue dita si intrufolano nei miei capelli. La sua voce mi arriva all’orecchio. Parla con calma.
“Amore è accaduta una cosa meravigliosa. Grazie a te sarò di nuovo madre. Sono incinta. Mi hai ingravidata. ”
Balzo a sedere. La guardo sbalordito.
“Stai parlando seriamente? Nel tuo ventre sta crescendo un figlio mio?”
“Sì.

Avrai un figlio e sarò io a partorirlo; spero non ti dispiaccia?”
“Dispiacermi? E perché? Avere un figlio da mia madre è la cosa più bella che potesse capitarmi. È il più bel regalo che tu potessi farmi. ”
La stringo contro di me e la copro di baci. Mi allontana. Assume un espressione seria.
“Amore, ti rendi conto che non possiamo più restare in questa città. La gente già mormora su noi due e quando mi vedrà andare in giro con il pancione non impiegherà molto a trarre conclusioni.

Anche se siamo due adulti avremmo molti fastidi. Nessuno perdonerebbe ad una madre di essersi fatta ingravidare dal proprio figlio. Dobbiamo lasciare questo paese.
Lasciamo il paese. Ci trasferiamo in un’altra nazione dove compriamo un vecchia e grande villa che ristrutturiamo. Trascorso il termine della gravidanza Raquel partorisce una bella bambina. Il rito dell’allattamento viene ripreso. Mamma ha due bambini da sfamare. Io e mia figlia. È l’inizio di una nuova vita.

La massaggiatrice 2° parte

Nei giorni precedenti al prossimo appuntamento pensavo alla situazione che dovevo creare per dare sfogo alla mia voglia esibizionista senza però creare una reazione non voluta da parte della signora Luisa.
Avevo chiesto di fare l’idromassaggio prima del massaggio e mentre guidavo per recarmi alla viletta in periferia della città riassumevo il da farsi, arrivai davanti al cancello,suonai il campanello e dopo pochi istanti mi apparse la signora sorridente, mi apri’ e salutandomi mi fece accomodare in un grande bagno dove era situata la vasca per l’idromassaggio.

La signora che indossava una leggera vestaglia celeste, adatta al gran caldo che faceva in quel mese di luglio, si avvicinò alla vasca e aprendo il rubinetto mi disse che tra un pò avrei potuto prepararmi , regolò i rubinetti e poi usci’ dalla stanza. Io senza aspettare che la vasca si riempisse cominciai a spogliarmi rimanendo in un attimo tutto nudo, dopo pochi istanti luisa rientrò si avvicinò di nuovo alla vasca per sentire la temperatura dell’acqua senza dimostrareil minimo imbarazzo nel fermarsi al mio fianco sfiorando cosi’ il mio corpo nudo e quandò si chinò per toccare l’acqua mi trovai il suo culo rotondo davanti al mio cazzo già quasi completamente eretto, poi si alzò dicendomi di aspettare ancora un pò aLLORA IO sedendomi sul water gli chiesi se potevo aprofittare e lei mentre mi dicva di si’ accellerava il passo verso la porta dimostrando il suo pudore nel vedermi impegnato in quell’operazione.

Naturalmente non avevo da fare nesun bisogno ma mi diverti’ molto vederla allontanarsi un pò imbarazzata. La signora usci’ lasciando la porta apereta e notai subito che era rimasta nell’ingresso dietro la porta emi guardava, mi stava spiando!A quel punto capii che era fatta, scesi dal water e cominciai a masturbarmi vo0ltandomi verso la porta aperta, poi vidi la spazzola per lavarsi la schiena, quelle con il manico lungo, lubrificai un pò il manico con il sapone, mi inginocchiai sul tappeto e, alla pecorina, con il culo rivolto verso la porta iniziai la mia esibizione! Prima mi dilatai bene iul buco del culo, mi eccitavo nel vedere che lei mi osservava sempre più incurante di farsi vedere era in piedisulla porta e io li’ davanti mi infilòavo il manico della spazzola nel culo, dimenavo il culo mentre mi strantuffavo con quel grosso manico, godevo nel sapere che lei mi guardava, ad un tratto vidi che la signora entrò nella stanza, mi prese paura per un attimo, passè davanti a me per andare a chiudere il rubinetto! poi tornò indietro me la vidi davanti e temetti una sua reazione oi andò verso la porta e io sempre li’ con il culo occupato da quel manico bianco, quando mi ru dietro si fermò io ormai ero troppo eccitato per ragionare, ad un tratto sentii due mani sulle natiche e il manico che non seguiva piùì i miei movimenti, era lei che accucciata dietro di me si era impadeonita del manici e me lo affondava tutto nel culo, io mi masturbVO MENTRE LEI MI INCULAVA CON QUELL’ARNES, IO TOLSI LA MANO DAL MIO CAZZO PER SOSTENERMI MEGLIO AL PAVIMENTO MA DOPO POCO SENTI UNA SUA MANO CHE MI AFFERRAVA IL CAZZO!
Pensate con una mano mi sfondava il culo e con l’altra mi masturbava , stavo per esplodere e quando lei si accorse che stavo per venire intensificò la velocità con la quale mi stantuffava il culo e quando ho sborrato mi ha ficcato tutto il manico nel culo!! Poi mi sono alzato e senza dire una parola mi sono avvicinato ala vasca lei mi ha detto che era pronta io sono entrato in acqua e ho fatto il bagno più rilassante di tuta la mia vita!! Purteoppo quando ci lasciammo la signora mi disse che sarebe dovuta trasferire a Belluno e quindi non ci saremmo più rivisti, mi dispiacque molto e la ricordo sempre!.

La mia cugina

Le prime esperienze di esibizionismo e approcci sessuali li ho avuti a 15 anni con una mia cugina che allora aveva 12 anni. Tutti gli anni al teremine della scuola andavo a passare le vacanze in campagna dai miei zii che avevano una fattoria con una ventina di mucche. Lì trvavo la mia cuginetta una bambina bionda con le treccine con la quale andavamo a pascolare le mucche. Mi pioaceva moltissimo vivere all’aria apereta con i profumi della campagna e la mia cugina era sveglia e molto simpatica.

Una mattina eravamo in un campo vicino ad un ruscello e decidemmo di fARE UN BAGNO, era molto caldoi però lacqua era ghiaccia,io iniziai a spogliarmi e lei mi chiese se ci si doveva spogliare completamente come mamma ci aveva fatto, risposi di siu’0 perchè altrimenti ci saremmo bagnate le mutandine, iniziai a spogliarmi e lei mi imitava più lentamente con un pò di incertezza, quando fui completamente nudo notai che mi osservava con gli occhi sbarrati, era in slip ed era attratta e incuriosita dal mio pisello che si stava già ingrossando, gli dissi di togliersi le mutandine esegui’ senza togliere lo sguardo dal mio corpo nudo, sicuramente era la prima volta che vedeva un uomo nudo!.

Mi avvicinai all’acqua sewguito da lei che cosi’ poteva ammirarmi il culo e io per sentire con le mani la temperatura dell’acqua mi chinai mostrandogli cosi’ il mio culo aperto, mi firai per dirgli che l’acqua era un pò freddina e notai che si era chinata per guardarmi da vicino le mie intimità. Entrammo in acqua ma uscimmo abbastanza presto perchè l’acqua era veramente gelida, andammo verso l’unico asciugamano che avevamo, iniziai ad ASCIUGARMI E LEI MI GIRAVA INTORNO, IO MI CHINAI PER ASCIUGARMI IN FONDO ALLE GAMBE E LEI ANDANDO DIETRO DI ME MI DISSE CHE I TALLONI NON ERANO ANCORA ASCIUTTI , LO FACEVA PERCHè IO POTESSI CHINARMI DI POù E INDUGIASSI IN QUELA POSIZIONE IN MODO CHE LEI DA DIETRO MI POTYEVA VEDERE OLTRE AL CULO LE PALLE E IL CAZZO , infatti vidi che era dietro di me con il viso a pochi centim,etri dalle mie palle io indugiai molto affinchè lei potesse vedere tutto quello che voleva nei minimi particolari.

Ero molto eccitato, il cazzo era al massimo al che iniziai a menarmelo in quela posizione, lei era accucciata dietro di me, ad un trato mi girai e mi ritrovai con il suo visino aCERBo sotto il mio cazzo, ricordo che esplosi in una copiosa sborrata che con suo stupore gli inondo’ il faccino!Ci si ricompose senza dire una parola lei si lavò nel ruscello si rivesti’ e tornammo dalle mucche! Seguirono altri episodi che vi raccointerò in sewguito.

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Io e Barbara…amiche da una vita!!!

Quasi 20 anni fa….
Io e Barbara,26 anni entrambe,io fidanzata lei no…Una vita normale,a tratti piatta…Per fare qualcosa di diverso decidemmo quest’estate di andare in vacanza insieme e da sole e di divertirci come le pazze…Belle ragazze lo siamo,lo dicono tutti. La nostra meta:Riccione. Andiamo con la mia macchina,arrivate in hotel nel primo pomeriggio,dopo una doccia veloce decidiamo di uscire ad esplorare la zona…vestite come due gran puttanoni “che ce ne importa?”dice Barbara,”tanto qui non ci conosce nessuno”.

Siamo amiche e complici da una vita e di porcate ne abbiamo fatte ma mai come in quella vacanza…. Usciamo in strada,un lungo viale alberato,le macchine che ci suonavano e ci fischiavano…noi a ridere…ad un tratto sentiamo una macchina fermarsi accanto a noi e uno che fa:”Quando vi prendete?”e noi:”Maiale,ma come ti permetti?”il tempo di girarci e guardare nella macchina e vedere due gran fichi…. bastò uno sguardo mio e di Barbara e ci capimmo al volo.

Dissi io:”LAVORIAMO SEMPRE INSIEME IO E LA MIA AMICA E DATO CHE SIETE IN DUE ANCHE VOI SONO 50 MILA LIRE LE COSE MINIME,POI LI’ A SALIRE IN BASE A QUELLO CHE SI FA…. ” la mia amica non credeva alle sue orecchie…a me la cosa intrigava tanto,eravamo lì,sole, che per pagarci quella vacanza avevamo fatto i salti mortali, e ora un’occasione del genere non me la sarei fatta scappare per niente al mondo: essere pagata per fare la cosa che più mi piace al mondo!!!!!!!!!!SESSO!!!!Col mio ragazzo ho una buona intesa sessuale,ma forse ha troppo rispetto per me per trattarmi come vorrei essere trattata: da vera troia…Feci l’occhiolino alla mia amica,lei mi sorrise e capii che era d’accordo…e i due ragazzi:”Allora?”e io:”Allora andiamo…dove ci portate?”Salimmo sulla loro macchinona,di sicuro erano sfondati di soldi…facemmo un pò di strada fino ad arrivare ad una pineta isolata,la mia amica aveva un pò di paura,io no…ero eccitatissima…in macchina poche domande,scendemmo,io senza dire niente mi scelsi quello che per me era il più bello dei due,lo feci appoggiare vicino alla macchina,mi misi in ginocchio davanti a lui,gli sbottonai i pantaloni e gli presi l’uccello tra le manie me lo misi tutto in bocca,cominciai a spompinarlo e sentii quell’uccellino diventare un uccellone nella mia bocca,poi mi girai un attimo e vidi che Barbara faceva lo stesso,come ad imitarmi…il mio lui mi prese per i capelli e mi tirava forte a sè,poi mi tolse il cazzo dalla bocca e andò a prendere una coperta nel potabagagli,la stese per terra tra gli alberi e venne verso di me,mi stappò quasi i pochi vestiti che avevo addosso e mi buttò a terra,comincioò a toccarmi la figa che,credetemi,era un fiume….

mi infilò non so quante dita dentro e intanto mi spogliai completamente,ero come mamma mi aveva fatto…poi chiamò il suo amico che sicuramente aveva sborrato in faccia a Barbara (gli colava la sborra dalla bocca)e gli disse di avvicinarsi entrambi a noi.. Ordinò alla mia amica di spogliarsi tutta,lei lo fece..era la prima volta che la vedevo nuda e non avevo mai fatto caso al bel seno che aveva,delle tette stupende…Ci disse”Ora fate le lesbiche toccatevi e leccatevi…”io ero un pò sconvolta….

non l’avevo mai fatto con Barbara,ma a due belle tette così non si può rinunciare…quando mai mi sarebbe ricapitato?Da gran zoccola cominciai a toccare le sue tettone…. gliele leccai tutte poi mi misi sopra lei distesa a 69 e gli cominciai a leccare la figa…. che sensazione…. lei all’inizio era ferma poi eccitatissima (lo vedevo che era bagnata peggio di me) cominciò a leccare anche la mia figa…. quando ci stavamo divertendo i due ci staccarono dicendo”Noi paghiamo per divertirci anche noi”e così dicendo uno venne addosso a me e mi ficcò il suo cazzo duro nella figa,solo pochi colpi poi a me e Barbara ci fecero mettere a pecorina una di fronte l’altra e ci scoparono… certi colpi forti..io vedevo le enormi tette di Barbara che penzolavano e e si muovevano a ritmo della chiavata,lei che godeva come una pazza e si lasciò scappare frasi oscene del tipo”Sìììì,sbattimi forte,sfondami,rompimi anche il buco del culo….

“e il mio chiavatore diceva all’amico…”Queste sono proprio due zoccole incallite ora gli diamo una bella lezione”e intanto mi sbatteva così forte che io non potevo fare a meno di gridare,godevo come una cagna in calore,intanto quello che si scopava Barbara la lasciò a metà dell’opera e venne vicino alla mia bocca,,,avevo un cazzo nella fregna e uno che mi pompava la bocca,con la coda dell’occhio vidi Barbara che si masturbava. Vennero quasi contemporaneamente….

uno mi inondò la faccia e l’altro mi schizzò tutta la sborra sula schiena…poi videro Barbara intenta a divertirsi da sola e le andarono vicino,la portarono vicino alla macchina,la fecero mettere con una gamba sul sedile (stava in piedi)quello che le stava davanti le toccava le tette e l’altro dietro le palpava il culo sodo…si guardarono in faccia e nello stesso momento quello davanti glielo infilò nella fregna e l’altro gli ruppe il culo…se la stavano chiavando tutte e due….

aveva due cazzi dentro!io ero un pò gelosa…la mia fantasia era sempre stata quella di essere chiavata da due uomini e ora vedere lei che quasi sveniva dal piacere mi dava fastidio…però quella visione non mi dispiaceva…cominciai a masturbarmi ma la mia fica aveva sete di cazzo o in mancanza d’altro di qualcosa di veramente duro che mi penetrava. Era tutto un godimento,tutti urlavamo dal piacere. Ci allungammo poi,tutti sulla coperta a riposarci un pò….

Tutti e 4 nudi in mezzo agli alberi…soddisfatti e appagati…non dicemmo niente nessuno,ci rivestimmo,ci riportarono nel posto in cui ci avevano ricaricato,prima di scendere dalla macchina ci sganciarono 2 banconota da 100 mila lire…200 mila????io neanche me li sarei presa,avevo goduto così tanto che avrei pagato io loro per ringraziarli. Ma Barbara se le è prese senza dire niente…ci siamo salutati e appena scese dalla macchina la mia amica mi dice:”se no che puttane siamo se non ci prendiamo pagate?”così ci siamo ripagate mezza vacanza ma soprattutto ho dato sfogo alle mie fantasie….

sono passati quasi 20 anni ma io e Barbara siamo ancora grandi amiche e certe cose sono diventate fortunatamente bellissime abitudini :).

La mia storia: Bologna

Visto che non è facile raccontare qui sopra, a spizzichi e bocconi, e visto che ho scoperto che esiste la possibilità di scrivere, ne approfitto per raccontare un po’ di me.
La prendo alla lontana… Quando avevo 18 anni (ora ne ho 39), mi sono messa col mio primo moroso importante. Il primo con cui sono andata a letto, il primo con cui ho fatto sesso orale inghiottendo, il primo con cui ho fatto sesso anale (anzi, visto che siamo qui, tanto vale chiamare le cose col loro nome… e quindi il primo cui ho dato il culo).

Di scopata in scopata, abbiamo iniziato a dire cose fuori delle righe, e inventare cose (e credo sia normale). Poi, un po’ per volta, certe cose abbiamo iniziato a dircele anche fuori dal letto… mentre eravamo in macchina e andavamo in giro, per esempio. E le fantasie si sono fatte sempre più spinte e continue. Era un lato di me che non conoscevo: provare emozioni forti in ambito sessuale insieme al mio lui.

Nel ’91, ad agosto, siamo andati in vacanza insieme, in giro per l’Italia. Con qualche obiettivo ben preciso: divertirci, vedere un po’ di bei posti. E provare a tradurre in pratica qualcuna di quelle emozioni. E anche un quarto obiettivo: dargli il culo, che fino ad allora gli avevo negato.
La prima tappa del nostro viaggio, rigorosamente in treno, era stata Bologna.
Appena arrivati, appena portato i bagagli in albergo, avevamo fatto una prima cosa che ci stuzzicava: eravamo andati, separatamente in un’edicola, facendo finta di non conoscerci.

Lui aveva comprato il giornale, io una rivista porno (Le ore, mi pare). E l’occhiata dell’edicolante era stata molto eloquente.
Poi siamo finiti in una sala giochi. Più o meno vicino alla stazione. Una sala giochi enorme. Lui era molto bravo a fare un giochino: arrivava sempre alla fine. Ci stava giocando anche quella volta. Io lo guardavo. E lo guardava anche un ragazzo, che si era avvicinato. «Sfida?», gli aveva detto. Il mio moroso aveva, ovviamente, accettato.

Tanto era sicuro di vincere. «Ok. Facciamo così. Se vinco io, tu paghi la partita. Se perdo, puoi toccare le tette alla mia ragazza. Ti va?». A me era saltato il cuore in gola. Non era una cosa che avevamo deciso insieme, anche se andava nella direzione delle esperienze di cui avevamo parlato a lungo. Ma, soprattutto, era stato molto eccitante. Il ragazzo, un po’ perplesso, aveva accettato. E, com’era logico immaginare, aveva perso.

«Però sei stato bravo… dai, toccagliele anche se hai perso», aveva detto il mio moroso. Lui non sapeva bene come fare. Allora avevano fatto mettere me davanti al gioco, il mio moroso di lato, per evitare troppi sguardi indiscreti, e il ragazzo dietro di me. Mi ha abbracciato da dietro, e con le mani mi ha afferrato le tette. Le ha strette, ha stretto i capezzoli. La cosa mi aveva fatto eccitare da impazzire.

Poi aveva avuto la rivincita. E aveva perso di nuovo. In palio, questa volta, oltre alla partita se perdeva, c’era la possibilità di toccarmi il culo se vinceva. Ma aveva perso di nuovo. Ma, di nuovo, aveva avuto il suo “premio”. E mentre se ne stava con le mani attaccate alle mie chiappe, il mio moroso gli aveva detto: «Beh, sei fortunato. Se l’ultimo a toccarle il culo da intero. Perché ora andiamo in albergo e glielo rompo».

E ce ne eravamo andati, eccitati e sorridenti, mentre lui ancora non capiva bene cosa era successo.

fantasie tra sposati

Sono le due del pomeriggio di nuovo Mario (fantasietrasposati) è venuto meno all’appuntamento, l’aspettavamo per le 13. L’eccitamento che era lievitato fino a quel momento ora è venuto completamente via, mia moglie è nervosa e scocciata, mi chiede in continuazione cosa c’è che non va in lei e perchè non viene e perchè non chiama, come se fosse colpa mia. Cerco di calmarla accarezzandola, le propongo di scopare ma lei con fare nervoso mi dice che va a mettersi a letto a riposare.

Mentre va via verso la stanza da letto si toglie l’intimo che aveva indossato apposta per questa occasione e lo butta a terra nel corridoio. Capisco il suo nervosismo, era passata dalla fase di titubante e incerta, a quella di “ma chi cazzo se ne frega l’importante è godere”. Passa un’ora in vari tentativi di chiamarlo a cellulare ma sempre la stessa voce di irraggiungibile, quando sento il citofono penso che sia qualche scocciatore, invece è lui, scendo le scale e lo accolgo nell’androne.

Cazzo Mario che fai? ti stiamo aspettando da più di due ore. Mi racconta che doveva accompagnare la figlia alla stazione e che il treno ha fatto notevolmente ritardo, mi spiega il tutto con aria afflitta e con con voce messa, sicuro che la giornata è andata a puttane, e infine mi chiede che fare. Gli dico che Rosa forse sta dormendo comunque decido di farlo salire lo stesso. Entriamo in casa, si vede che se anche trafelato e sudato ha ripreso speranza, gli offro da bere in cucina a parlando sotto voce lui mi chiede se….

insomma se abbiamo scopato. Gli dico di no e del nervosismo di Rosa e lui con sorriso da vero stronzo ma affascinante mi dice che allora siamo sempre in tempo per recuperare e che male che valda possiamo fare da soli. Sorridendo gli faccio un no no con un dito anche se un certo prurito sulla cappella mi è venuto, mi alzo, tolgo le scarpe e vado verso la stanza da letto, lui fa lo stesso e mi segue.

Mia moglie dorme su un fianco, una gamba tesa e l’altra piegata sopra, non è nuda ma è come se lo fosse, non ha intimo e la leggera sottana è tirata in parte su, un seno fa quasi capolino fuori, in quella posizione si intravede il culo e parte della figa. Mentre mi avvicino al letto Mario resta sulla porta a guardare e si pizzica la cappella da sopra i pantaloni, gli faccio segno di spogliarsi e lo stesso faccio io.

Mi piace vedere l’effetto che mia moglie ha su di lui, quando si toglie gli slip ha una verga già bella dura. Gli indico di stendersi al suo fianco da dietro. Appena Mario si poggia sul letto lei si muove scomponendosi ancora di più mettendo in mostra il ciuffetto di peli ricci che tante volte è stato inondato. Nel frattempo ho raggiunto l’altra parte del letto, sto in piedi e con una mano indico a Mario di baciarla dietro la schiena fin sopra la culo mentre con l’altra le tiro su completamente la sottana di seta.

Guardo la lingua di Mario che scivola come una lumaca sulla pelle di Rosa e quando raggiunge il solco delle natiche lei, mugolando e sempre con gli occhi chiusi, si offre a quella lingua allungando la gamba piegata più avanti in modo da avere natiche e figa aperte. Mario adesso la sta scopando con la lingua, riesco a vederla che scompare nella figa e riappare solo per leccarle il buco del culo. Non so se stesse dormendo, ma dato che è zoccola sul serio presumo che ci abbia sentito già dall’ingresso, a conferma di ciò la fica è abbondantemente bagnata.

Allunga una mano, come se fosse un movimento involontario che capita nel sonno, e guarda caso agguanta il mio cazzo, lo stringe e poi lo scappella, apre gli occhi mi sorride soddisfatta e senza parlare mi sega. Mario non riesce a contenersi, l’abbranca da dietro stringendole il seno e cerca di metterle il cazzo in figa. Vedo la sua cappella che è tra le piccole labbra e cerca di entrare dentro, uno, due tentativi andati a vuoto e mia moglie, allungando la mano da dietro, gli prende il cazzo con una mano e se lo guida verso le labbra spalancate non prima di averlo strusciato per un pò sul clitoride.

Lo stesso rumore di uno schiaffo il momento in cui il ventre di Mario incontra il culo di Rosa, ha il volto contratto in una smorfia, quel viso da brava ragazza trasformato in autentica troia, mi abbasso per facilitarla a prenderlo in bocca, vedo chiaramente il cazzo di Mario entrare ed uscire dalla sua figa ed ogni volta che esce porta con se i chiari segni del piacere e lei ad ogni colpo dentro lascia il mio cazzo per mugolare.

La guardo negli occhi e vedo che è totalmente presa, lasciandole il cazzo in bocca mi stendo sul letto trovandomi con la testa sulla figa, cerco di baciarla ma la sua pancia batte contro il mio viso ogni volta che Mario affonda il suo cazzone dentro di lei. Si sposta per facilitarmi il compito e metto la testa sopra una sua coscia mentre l’altra è tenuta alta da Mario, subito l’odore intenso del sesso mi invade, la fica è aperta piena del cazzo, il clitoride è rosso e gonfio, la verga di Mario è bagnata fino alle palle, sono a pochi centimetri da quello spettacolo fantastico, le vene sul cazzo sono gonfie ed ogni volta che scompare nella figa amplifica il mio piacere facendomi spingere il cazzo nella gola della mia troia.

Una strana felicità mi prende nel vedere la figa di mia moglie penetrata da quel palo imperioso. Lecco il clitoride ma da come sono messo sembra che sia il cazzo di Mario a venirmi in bocca, vedo il suo ventre che viene verso di me e il cazzo che scompare nella galleria della figa, lo sento sotto la mia lingua che scivola dentro e sento chiaramente lo stantuffare del cazzo. Rosa accarezza la mia testa e il viso e sento il mio cazzo che le arriva in gola più di una volta.

Sta orgasmando e non succhia più, la sua pancia freme e il cazzo di Mario porta fuori un umore latteo. Non riesco più a leccarle la figa perchè Mario è completamente dentro di lei teso e duro come una roccia e dalle contrazioni delle natiche capisco che sta venendo anche lui, le sta sborrando in figa, lo guardo in viso, ha gli occhi chiusi e le labbra serrate con la testa riversa all’indietro, poi pian piano scrollando il cazzo nella figa si rilassa e lentamente esce dalla figa.

Appena uscito un fiotto bianco, denso e appiccicoso fa capolino dalla figa e caldi fili di sborra sono ancora collegati alla cappella che si spezzano appena il cazzo si affloscia sulle palle. Se fossi venuto anche io no mi sarei sognato di farlo, ma in quel momento l’eccitazione mi usciva dalel orecchie, prima con la lingua ho picchiettato sulla clitoride, facendo emettere a Rosa un lungo mugolio, e poi piano piano, leccandole prima le piccole labbra, sono entrato completamente in lei, sentivo il sapore e la bocca piena di lei e di lui, la lingua roteava dentro quasi autonomamente, ne apprezzo il sapore, mi piace, sto godendo senza venire, lecco come un cane leccherebbe il suo cibo preferito.

Ecco adesso non voglio venire, voglio che quel momento duri il più a lungo possibile, mia moglie mi incita a leccarla ancora (non ti dico con quali frasi ma puoi immaginarlo) e si è fatta dare il cazzo da Mario da succhiare perchè le ho allontanata la testa dal mio per non venire. Mentre leccavo e lappavo pensavo che mi stavo beando della figa di mia moglie appena scopata e sborrata da un altro cazzo, più pulivo e più colava la mia zoccola che aveva fatto ridiventare duro il cazzo di Mario sbocchinandolo sapientemente, il quale a sua volta mi accarezzava le palle e il cazzo e poi…..ha iniziato a sbocchinarmi e cazzo se è bravo.

Lo mette in bocca e lavora la cappella con la lingua e poi succhia, succhia e ancora succhia, sento che sta tirando la sborra direttamente dalle palle. Mia moglie dopo questo bel lavoretto chiede di essere riempita dai nostri cazzi. Si siede a smorza candela su Mario e si impala da sola, mi metto dietro e prima le lecco il buco del culo che cede facilmente sotto la lingua e poi con le dita le inumidisco e le allargo le natiche, devo spingere con una certa forza per far entrare la cappella ma una volta oltrepassata la soglia entra tutto nel budello facilmente, penso che è una rotta in culo però è sempre piacevolmente stretta.

Il viso di Mario è contratto in un smorfia satanica, ansima e lecca freneticamente il viso di Rosa, le da nei colpi nella figa quasi a volerla sfondarla e la mia puttana gode di quelle spinte lanciando gridolini di soddisfazione. Ci implora di non venire mentre le nostre palle si toccano e si lasciano a ritmo incessante, lei è piena dei nostri cazzi, rallento il ritmo lasciando che sia lei a condurre. Attraverso le pareti dell’ano di Rosa sento distintamente la verga di Mario che si allarga dentro di lei.

Sai ho sempre pensato che se fossi stata una donna sarei stata sicuramente una grandissima zoccola e che avrei considerato come unico modo di fottere quello in cui in questo momento stavamo chiavando mia moglie. La stragrande maggioranza delle persone mi definirebbe un cornuto ma il piacere che riversavamo in mia moglie si centuplicava in me. Come una coppia usa un vibratore per accentuare il piacere cosi noi usavamo Mario, un giocattolo per il nostro piacere.

Cosi mentre Rosa urlava senza ritegno il suo piacere e veniva per l’ennesima volta allagando le lenzuola, le ho sborrato nel culo e mentre venivo mi sono scoperto a dire “vi amo”.
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robertatrav

Ogni storia a un suo inizio, anche la mia, forse molto simile a molte sorelline,
incomincia in tenera età, sono un bambino, biondino, occhi azzurri, fisico gabro.
I miei giochi incominciano per caso, sono attratta da collant intimo femminile, scarpe con i tacchi, ho circa 6/7 anni e incomincio a giocare con i trucchi, inizialmente quando vedevo le mie zie che si truccavano gli chiedevo di truccare anche a me, loro ridevano e si divertivano, io sentivo invece un piacere interno, intimo, e mi piaceva.

Crescendo sgattaiolavo nell’armadio di mia madre mi infilavo i suoi collant le sue scarpe e mi ammiravo di fronte allo specchio per ore.
Per motivi di lavoro, i miei genitori sono sovente assenti da casa, ed io passo molto tempo da sola a casa, i miei vicini ogni tanto mi controllano e fra l’altro hanno un figlio più grande di me di qualche anno, si chiama Lino ed è il mio compagno di giochi, nel pomeriggio dopo la scuola lui viene a casa mia e insieme giochiamo, ultimamente però Lino ha comportamenti strani, ogni tanto mi sfiora, dolcemente oppure in qualche gioco dove i nostri corpi entrano in contatto mi stringe forte a lui.

Un pomeriggio mentre aspetto Lino incomincio a truccarmi, del fard sulle mie guance, ombretto sui miei occhi, un rossetto, poi infilo un paio di collant gonna e le scarpe con il tacco, e aspetto che lui arrivi a casa mia.
Il campanello suona, mi nascondo dietro la porta e lo faccio entrare, quando lui mi vede subito intravedo un sorriso di scherno, poi però mi dice che sono molto carina, ci sediamo sul divano, continua a guardarmi e incomincia ad accarezzarmi le mie gambe vellutate dal collant, e sempre di più attaccato al mio corpo, mi ritrovo sotto di lui, ad un certo punto mi accorgo che lui si sbottona i pantaloni, il suo sesso è duro, turgido, e con una mano sulla mia testa mi invita a prenderlo tra le mie labbra, non mi sono allontanata anzi, era un gesto ed un contesto ne che conoscevo e nemmeno me lo aspettavo, ma non so come e nemmeno il perché mi sono fatta guidare, verso il suo sesso, ho incominciato a prenderlo in bocca, a farmi guidare da lui, seguivo i suoi gesti, con la mia bocca, mi piace, con la coda dell’occhio ammiro le mie gambe, il suo sesso nella mia bocca, che preme sempre di più fino a che non lo sento ansimare, e sento un getto caldo che innonda la mia bocca, lo guardo lui sorride, e sorrido anche io..entrambi appagati.

Il tempo passa, io e Lino non parliamo mai di quello che succede tra di noi, però continuiamo a vederci, a casa mia oppure in cantina o nei box, a volte persino in soffitta nel vano ascensore, aspetto di vederlo nel pomeriggio è un incontro furtivo, gli dico dove lo aspetto, io ho raffinato il mio guardaroba, incomincio a comprare autoreggenti intimo, nascondo tutto in cantina, indosso le autoreggenti sotto i jeans slip e aspetto che mi raggiunge, come ci vediamo io mi inginocchio a lui e incomincio a baciare il suo sesso….

Con lentezza passione, fino a sentire il suo seme che mi invade, e ingoio tutto del suo seme, fino all’ultima goccia… un pomeriggio d’estate ci ritroviamo in soffitta, nel vano ascensore… io quel pomeriggio avevo messo dei collant… incominciamo a toccarci, lo prendo in bocca, ad un certo punto lui mi fa alzare, incomincia a tirarmi giù i pantaloni, abbassa i miei collant e mi fa girare, incomincia a strofinare il suo sesso vicino al mio culetto… dolcemente, poi incomincia a spingere sempre di più… il sudore… la mia eccitazione e all’improvviso lo sento entrare dentro di me.. un dolore piacevole… per la prima volta ero totalmente sua…..
Gli anni passano finiscono le scuole dell’obbligo, finalmente Lino prende la patente, e questo ci permette di uscire, l’automobile diventa la nostra alcova, io a casa indosso autoreggenti intimo, ed in macchina mentre lui guida finisco i miei preparativi, mi trucco indosso gonne o vestitini, e ci ritroviamo nei luoghi appartati collinari a fare di tutto e di più.

Io sono la sua donna, devo farlo godere devo sentirlo dentro di me.
Unico neo con lino e che i nostri incontri sono sempre distanti nel tempo, una o due volte al mese, oramai avevo circa 18 anni mi balenava da tempo l’idea di transizionare, perfezionare il mio corpo volevo le tette, vivere al pieno la mia femminilità, ma mi spaventava anche l’idea che in ogni caso rischiavo di finire poi a battere sulla strada, e l’idea della strada mi spaventava seriamente, sapevo però di una zona dove battevano trans e trav, quella sera decido di andare in perlustrazione, in un modo molto soft, trucco leggermente il mio viso, indosso un tanga sotto i jans e mi reco in quella zona, come arrivo si avvicina una macchina, è un bel tipo, mi chiede se voglio un passaggio, gli dico di si e salgo in macchina, simpatico carino, non invadente, mi dice che era li per curiosare, stava x tornare a casa dove il suo amico lo aspettava, naturalmente mi invita ed io presa dal coraggio gli dico di si, mi ritrovo in un appartamento molto grande, anche il suo amico è un bell’uomo, un drink, io in mezzo a loro, incominciano ad accarezzarmi, mi spogliano, ed in un men che non si dica mi ritrovo con due cazzi in bocca, mi baciavano toccavano, ed alla fine mi ritrovo alla pecorina uno che mi prendeva da dietro e l’altro che me lo metteva in bocca….

La cosa veramente bella oltre alla situazione, che contemporaneamente.. insieme sono venuti, uno nella mia bocca e l’altro dentro di me…. Peccato che il giorno dopo leggo che in quella zona un trav è stato brutalmente violentato e picchiato, perciò decido di non correre più il rischio di frequentare quella zona ed abbandono l’idea di fare cure ormonali.
In quell’epoca internet non esisteva ancora, c’erano riviste di annunci, e conosco un tipo, una sera mi decido, gli do appuntamento in macchina, arrivo li pronta, truccata, autoreggenti nere, tacchi a spillo, vestitino attillato, ci troviamo in una zona appartata, scendo e passo sulla sua macchina, lui non perde molto tempo incomincia a toccarmi, baciarmi si tira giù i pantaloni e tira fuori un cazzo enorme, impressionante, incomincio a baciarglielo ma faccio persino fatica a prenderlo in bocca, tra me e me dico, no il culo non gli è lo do… troppo grande….

e continuo con la mia bocca fino a farlo venire…
Gli anni continuano a passare, io vivo ogni tanto qualche uscita, molto sporadica, continuo a frequentare Lino, e incomincio a navigare in rete, fantastica moltissime sorelline e moltissimi ammiratori, nel mio modo di essere donna e perversa c’è anche un’altra cosa che amo fare, sono molto narcisista e amo fotografarmi , videoriprendermi da sola, con Lino, e incomincio a mettere mie foto e filmati in rete, moltissimi ammiratori, divento molto selettiva, mi piacciono gli uomini affascinati non volgari, non necessariamente belli, amo essere corteggiata, e fra l’altro non disdico le coppie, finalmente la mia autonomia è cambiata ho una casa tutta mia, per precauzione non porto nessuno a casa se non lo conosco bene, con le coppie è tutto più facile chiedo sempre prima di parlare con lei al telefono, ed è molto divertente con le coppie, anche se la donna mi piace riguardo alla sua femminilità ma non sotto il piano sessuale, io sono donna, amo essere presa amo far godere l’uomo, ma non disdico i giochi a tre con le donne, idem con le sorelline ma solo se estremamente femminili e che non mi chiedono di avere io ruoli attivi, una sera ricordo che mi contatta una sorellina, mi chiede se volevo vedermi con il suo lui, su in valle d’aosta, mi trucco parto ed eccomi qui… la sorellina molto bella io ero completamente vestita di nero tacchi a spillo neri autoreggenti nere e vestitino nero, lei tutta completamente invece vestita di bianco… l’uomo nulla di particolare e con un cazzetto molto piccolo, snobbo l’uomo e mi metto a lesbicare con la sorellina, lui era molto divertito ogni tanto si intrometteva….

Incominciamo io e la sorellina a baciarci, toccarci e ci ritroviamo a fare un 69.. mi faccio poi scopare dalla sorellina, invece lei sotto sta veramente messa bene, alla fine quando viene dentro di me arriva lui… oramai lei mi aveva sfondata… a appoggiato il suo cazzo al mio culo io e la sorellina continuavamo a baciarci… in nemmeno 5 secondi lo sentivo gemere…stava venendo anche lui….
Nel frattempo sempre in rete conosco un’altra coppia, più o meno abitano ad un centinaio di chilometri da casa mia, simpatici ed organizzano serate a tema a casa loro , il primo incontro è noi tre da soli, e nelle occasioni successive mi invitano alle loro serate dove ci si ritrovano molte coppie e singoli, le serate sono sempre a tema fetish, ma diverse ogni volta, era divertente, ed il padrone di casa era molto attratto da me… si incominciava con la cena, poi si incominciava a giocare… naturalmente io e le donne eravamo circondate da uomini che ci toccavano che ci prendevano, ed alla fine però l’uomo che alla fine mi rovinava sessualmente era suo marito….

Ci sono altri uomini (non moltissimi) nella mia vita, che mi hanno lasciato un bel ricordo, Roberto, dolce garbato con un uccello veramente bello, grosso, che ogni tanto o io raggiungevo a casa sua oppure lui veniva da me… peccato che poi si è trasferito all’estero, conosco Enrico…. Alto dolce romanticissimo, la prima sera che ci incontriamo decido di incontrarlo fuori casa, mi preparo, autoreggenti truccatissima, era una delle poche volte che decido di uscire totalmente enfemme da casa… normalmente mi preparavo e poi finivo di truccarmi e vestirmi in macchina per non rischiare di incontrare vicini di casa.. quella sera indosso autoreggenti nere con la riga dietro, un vestitino attillato rosso tacchi a spillo neri, cappotto lungo, le do il gancio vicino a casa mia, arrivo e lui è già li, scendo dalla mia macchina, intimidita sui miei tacchi, salgo ci presentiamo e facciamo un giro in macchina ad un certo punto si ferma, e mentre parliamo incomincia ad accarezzare le mia gambe inguainate incomincia ha baciarmi, intensamente, io gli sbottono i pantaloni, incomincio a fargli una sega mentre lui non molla le mie labbra, sessualmente veramente ok, come la sua stazza fisica….

Vorrei dirgli di venire a casa mia,farmi sbattere da lui, ma la paura di incontrare qualcuno che conosco allora mi inchino e gli faccio un pompino, me lo gusto , con calma e passione…. Fino a sentire il momento che viene e innondare il mio viso con il suo sperma.
Il giorno dopo trovo una sua email bellissima… anzi ogni giorno mi inviava una email dolce carina…. una sera alla settimana veniva a casa mia, io mi facevo trovare pronta… e per ore ed ore facevamo all’amore… in tutte le posizioni, modi… ed è stato il primo ed unico dopo Lino che gli permettevo di non usare il preservativo con me…
Ci sono altri incontri carini degni di nota ed anche uscite enfemme, tipo quando per un certo periodo ho frequentato un locale a milano, o sono andata ad una festa transgender a bergamo,
li tralascio per un paio di incontri molto piacevoli da raccontare, avevo conosciuto un singolo carino molto maialino, e che insisteva per incontri a tre..una sera ne combina uno… arrivo a casa sua enfemme e lui era li con un amico, sempre bello in mezzo a due uomini che ti prendono, uno dietro e l’altro in bocca e poi viceversa, per poi metterti in ginocchio in mezzo a loro due che ti vengono addosso insieme con il loro seme,
oppure un altro che si propone come coppia con una lei e all’ultimo mi avvisa che è da solo, mi avvisa telefonicamente che lei non c’è avrei il tempo x rinunciarci, mi ero già preparata ed ero per la strada, jeans attillati elasticizzati sotto guepier e calze autoreggenti trucco leggero e tacchi a spillo decido di andarci lo stesso, mi porta in un club privato, il club è chiuso non c’è nessuno e lui a le chiavi… luogo molto carino ed intrigante, chiacchieriamo a lungo non mi prendeva molto come tipo… alla fine decido di starci… mi faccio sfilare i jeans rimango in guepier autoreggenti e tacchi a spillo si spoglia…e quanto ben di dio .. mi prende in tutti e modi e posizioni su divani sedie sostenute a soffitto.. per un paio di ore buone… mi distrugge fisicamente e mentalmente… ma ne meritava veramente la pena….

Un giorno mi contatta un tipo amante delle trav che cercava una sorellina per proporsi in coppia e mi propone un incontro con una coppia dove la lei è una trav, quella sera mi preparo, calze nere riga dietro con il reggicalze vestitino, mi trucco a puntino tacchi a spillo ed esco, mi incontro in auto prima con il singolo visto che la coppia la conosceva lui, e insieme poi andiamo a casa loro, il tipo che è insieme a me è molto givanile, di bella presenza e simpatico, la sorellina molto carina, si fa trovare quasi nuda, solo con delle autoreggenti nere, lui anzianotto ma molto in gamba, inizialmente incominciamo a giocare tutt’è quattro, io e lei, io e lui ed io e l’altro, per poi trovarci io e lei a spompare tutt’è due i maschietti, l’anzianotto non mi mollava però e presto mi ritrovo alla pecorina a farmi scopare da lui, ad un certo punto il giovane si stacca dall’altra sorellina, si avvicina incomincia a baciarmi mentre l’altro mi prendeva, l’anziano si stacca da me, me lo mette in bocca la sorellina si unisce a baciarglielo e il giovane incomincia a scoparmi, sento l’anziano gemere mi viene sul viso, il giovane si stacca da me e copiosamente viene sul viso della sorellina…….

marina di vecchiano

La mia esperienza con un trio improvvisato sabato sera in una zonna vicino al mare verso Pisa mi sono vestita da grandissima troia: guepiere reggicalze calze nere tacchi alti 13cm vestitino leggero corto e attillato bionda truccata unghie smaltate. sono scesa di macchina e mi sono messa in modo da farmi vedere dopo 5 mn è arrivato in suv con un uomo circa 40 anni e ha abbassato il finestrino per chiedermi cosa volevo.

gli ho riposto che sono passiva e adoro succhiare. mi ha guardata e mi ha fatto segno di salire. ci siamo appartati in un angolo del parcheggio e mi sono messa a succhiarlo mentre lui mi toccava il sedere. mentre ingioiavo quel bel arnese con la coda degli occhi ho visto arrivare due fari e una macchina so è fermata accanto. allora presa dall’eccitazione mi sono messa a pecora con il culo verso il finestrino mentre continuavo a succhiare.

ho sentito due sprtelli aprirsi e richiudere e mi sono un pò preoccupata. erano due. ma l’eccitazione era tale che ho aperto la portiera e sempre a pecora succhiavo l’altro. ho sentito parole di apprezzamento sul mio culo tutto a visto e ho sentito delle mani palparmi le chiappe. leccami il culo ho sussurato e ho sentito una lingua calda che mi sfrugava dentro. era bellissimo. allora sono scesa dalla macchina mezza nuda e mi sono messa appoggiata con il culo teso invitando quei due a toccarmi mi sono inginocchiata e ho apertto la bocca per accogliere due belle mazze.

quello della macchina è sceso e venuto verso di noi. a turno mi hanno scopata mentre succhivo che era libero. ero al massimo dell’eccitazione quando uno mi è venuto in bocca con schizzi potenti quasi da farrmi affogare. il secondo è venutro sulle mie chiappe e l’ultimo, quello del suv sul viso. era piena di sborra ma non avevo ancora goduto e ne volevo ancora. ma sono spariti tutti e tre e io mi sono pulita sperando che qualcun’altro mi scopasse ma ho dovuto rinunciare e tornare via.

che serata.

La massaggiatrice 1° parte

La storia che sto per raccontarvi è conseguente del mio esibizionismo che mi porta a cercare sempre nuove situazioni per dare sfogo alla mia passione.
Da un pò di tempo avevo iniziato a fare dei massaggi da estetiste per mostrarmi nudo a loro ma le prime tre esperienze si erano limitate a farmi vedere nudo senza però andare oltre. Un giorno notai una inserzione se un giornalino locale che diceva testualmente; !Estetista esegue depilazione e massaggi uomo-donna!
Telefonai e mi rispose una vocedi una signora sui 40-50anni la quale mi disse che lavorava in casa e fissai un appuntamento per il giorno dopo.

Arrivai puntuale davanti a una villetta in periferia della città suonai e dopo pochi istanti vidi apparire una signora bionda dellì’apparente età di 45/50anni la quale mi apri’ il cancello mi salutò sorridendomi e mi fece accomodare in casa facendomi entrare in una stanzetta non olto grande dove c’era un lettino.
Mi disse di spogliarmi porgendomi un asciugamano mentre lei usciva dalla stanza, io mi spogliai tutto e, aprofittando della sua momentyanea assenza mi infilai nel culo ungrosso vibromassaggiatore a forma di ooso di cane in modo che non mi potesse uscire dal buco del culo,rimasi in piedi in attesa che lei rientrasse.

Avevo notato una bilacia sul pavimento e ci salii sopra mentre il cazzo era ormai completamente eretto. Dopo poco la signora che si chiamava luisa rientrò e io gli dissi se potevo pesarmi, mi disse !certamente sdi accomodi pure! e cosi’ dicendo si chinò per regolare la bilancia e cosi’ facendo passo’ con il viso molto vicino al mio cazzo che era diventato enorme! Eseguita la !misura! mi fece distendere suyl lettino coprendomila vita con l’asciugamano.

Iniziò a mssaggiarmi dai piedi e io con movimenti studiati feci scivolare l’asciugamano rimanendo completamente ndo, lei intanto stava massagiandomi le gambe ed era con le mani sulle mie cosce, sentivo le sue dita che mi sfioravano i testicoli ed ero eccitatissimo, ad un tratto mi afferrai il cazzo e cominciai a masturbarmi mentre lei continuava a massaggiarmi, sborrai quasi subito, lei non disse una parola, continuava a massaggiarmi il ventre passando con le mani sulla sborra caduta sulla mia pancia, continuava ed era arrivata fino al viso e mi eccitava il pensare che tra pochi istanti mi avrebbe detto di girarmi vedendomi cosa avevo nel culo.

Quando mi disse ‘si giri’ io obbedi, mi misi in ginocchio e indugiai un pò in quella posizione oscena, ero ala pecorina con quel grosso osso infilato nel culo, mi aspettai una reazione da parte della signora ma non successe nulla mi sdraiai e lei iniziò a massaggiarmi partendo dai talloni fino a risalire al mio cuylo con quell’arnese bene in vista!! La prima seduta fini’ cosi’, potevo essere soddisfatto, fissai un appuntamento per la settimana prossima e qusto è argomento della prossima puntata!.

Uno splendido 69.

L’altra sera dopo aver visto un po di televisione, abbiamo deciso con la mia compagna, di proseguire la serata a letto, la voglia era tanta ed eravamo molto eccitati, lei ha notato il mio cazzo duro nei pantaloni del pigiama e facendomi adagiare sul letto me li ha tolti ed ha cominciato a succhiarmelo tutto.
Io ho cominciato a sditalinare la sua fica bagnatissima poi con uno s**tto ci siamo ritrovati a fare un bel 69.

Lei sopra che mi spompinava il cazzo durissimo ed io sotto a slinguazzare la sua fica piena di succhi.
Avevo la sua fica completamente in faccia, infilavo lingua e naso e tutti i caldi umori mi colavano dalla bocca era come lavarsi la mattina, ma con un sapone tutto particolare e saporitissimo.
Lei più godeva e più mi stringeva il cazzo fra le labbra, è stata una goduria incredibile, è venuta almeno 4 volte e ogni volta che veniva il mio cazzo arrivava fino alla sua gola.

E quando ormai era esausta di tenermelo in bocca mi ha detto” adesso però godiamo insieme”, ed ha cominciato a succhiarmelo e sbattermelo sempre piu forte ed io a sditalinarla e slinguazzarla fino a quando lei non è venuta per l’ennesima volta ed io l’ho sborrata tutta in bocca, ma la sborra era così tanta che le usciva tutta dalla bocca e colava sulle palle.
Nonostante fosse esausta, mi ha anche ripulito tutto col la lingua, non è rimasta nessuna traccia di sborra.

E’ stato davvero un meraviglioso 69.