ASIA…La MIA Prima GANGBANG Con I MECCANICI di GA

L’estate era ormai avanzata, credo fosse luglio ma non ne sono sicura al 100%, con sicurezza invece, so che dietro casa mia,la casa delle vacanze della mia famiglia a Gaeta a pochi passi da dove vivevo nel quartiere, c’era una discarica che qualcuno aveva chiamato ‘la cava’. in questa discarica le fabbriche dell’epoca che poi chiusero nel tempo una ad una qui’ nei dintorni, usavano scaricare in questi metri quadri di terreno semi abbandonato, ogni scarto, dai televisori alle materie plastiche alle carcasse di auto e camion,a giochi vari anche elettronici che le suddette fabbriche producevano.

una discarica a cielo aperto insomma fatta di cumuli e montagne di questi rifiuti in non so quanti metri quadrati di terreno, questa ‘Cava’ era bella grande. all’interno proprio davanti all’entrata di un cancello chiuso a mano ma senza ne catene ne lucchetti,ci si poteva entrare senza problemi, c’era una piccola officina meccanica, suppongo dove smantellassero le carcasse di mezzi come auto e camion. un paio di capanni di acciaio tipo container, credo fossero magazzini di pezzi meccanici e poi l’officina vera e propria, un capanno grande tipo garage ma senza saracinesca, in pratica aperto.

Ero passata di li’ parecchie volte e mi ero spinta dentro girando per la discarica e ispezionando il posto, mi feci subito un’idea del posto e di chi ci bazzicava dentro. il posto era isolato da case o palazzi, cosi’ si poteva andarci senza destare sospetti nei vicini.
Quel pomeriggio faceva assai caldo, e decisi di avventurarmi li dentro con la chiara intenzione di cercare gli uomini che avevo visto lavorare nell’officina e tentare almeno un primo approccio.

il resto sarebbe venuto da sè se funzionava, male che andava potevo essere mandata fuori, in quel caso avrei rinunciato. ma valeva la pena di provare… avevo contato che gli operai erano non piu’di Sei, ogni tanto qualcuno usciva con un’auto e poi rientrava qualche ora dopo o anche non tornava affatto fino al giorno dopo. con addosso i miei pantaloncini da battaglia, li usai li’ per la prima volta, i miei shorts in jeans sbiaditi e sgambatissimi che poi avrei usato in tante altre avventure, una semplice T-shirt nera senza maniche scollata a V davanti,delle semplici scarpe ‘ballerine’ che al tempo si usavano molto, fatte di stoffa e leggerissime bianche o nere,sotto un semplice Bikini nero con tanga e reggiseno.

già al tempo portavo i capelli lunghi, li avevo ben sotto le spalle, lisci biondi. io ero piu’ che 17 enne ed avevo un corpicino magro esile molto androgino, piu’ avanti mi sarei formata del tutto esplodendo con le mie forme burrose e sensuali. allora di burroso e bello sodo avevo solo il mio bel culetto, che era il mio punto di forza.
Alle 12:30 in punto ora di pranzo e mie erano al mare mi feci coraggio e varcai il famoso cancellone che mi divideva dalla discarica, sapevo che a quell’ora gli uomini dell’officina dovevano essere in pausa pranzo e speravo di trovarli li’ tutti e Cinque.

se non lavoravano, mi dissi sarebbe stato piu’ facile attirare la loro attenzione che invece fossi passata di li’, quando erano occupati a smantellare una macchina o altro.
Le gambe mi tremavano e il cuore in petto mi batteva forte, avanzai cautamente mentre il sole del primo pomeriggio scaldava anche troppo. iniziai a sudare, mi bagnai i capelli con un po d’acqua che fini sulla maglietta. decisi allora di togliermi la T-shirt restando con addosso solo gli shorts il tanga sotto e il reggiseno del Bikini nero sopra.

Avevo un filo di trucco sul viso non ho mai amato il trucco troppo marcato. decisi di fare prima un giro di ispezione del posto girando intorno all’officina e di non andare subito dritta al punto in cui immaginavo fossero gli uomini a mangiare. una volta avevo visto che si portavano dei panini da casa birre e la pausa la facevano proprio davanti all’officina seduti su delle seggiole o dei bidoni di ferro vuoti.

Mentre camminavo stando bene attenta a non finire in qualche buca piena di melma e sporcarmi, distrattamente tenevo d’occhio il mio punto di riferimento che era l’officina.
Appena vidi che mi stavo perdendo in quei labirinti di montagne alte di rifuti a volte anche tossici, mi fermai e tornai sui miei passi indietro.
Non feci molta strada di ritorno che una voce mi paralizzò all’istante. “Scusi Signorina… dove stà andando lei?” fece la voce,mi voltai e alle mie spalle vidi uno di questi uomini, avrà avuto sui quarant’anni piu’ o meno.

a torso nudo con addosso solo i pantaloni in jeans sporchi e sudici, un paio di scarpe da tennis sporche e dei guanti alle mani,l’uomo mi parve subito bellissimo.
Al tempo mi innamoravo facilmente di qualsiasi uomo specie se poi era uno cosi’ rude e vissuto, gli sorrisi e lasciai che l’uomo si avvicinasse a mè, quando fu a pochi passi mi disse: “Ma sei un ragazzo non una femmina,” Sono Una Trav ho risposto con un filo di voce assai imbarazzata e vergognosa.

che ci fai qui’? lo sai che non si puo’ stare immezzo a questa roba? da dove sei entrato… dal cancello ho ribattuto io con un sorriso candido per fargli capire che non ero in cerca di guai. che cerchi qui’ dentro… mi fece l’uomo. cerco tè gli ho detto timidamente io. ” e che volevi da mè”…. l’uomo sembrava assai rude nei modi ma mi piaceva proprio per questo. voglio fare l’amore ho sibilato a testa bassa.

Che vuoi? ha ripetuto lui… “Fare l’amore sei sordo?” ho urlato in tono piu’ alto guardandolo dritto negli occhi. L’uomo non ha detto nulla si è limitato a sorridere e mi ha chiesto, “Quanti Anni Hai…” Diciassette e mezzo ho risposto. l’uomo si è avvicinato a è ancora di piu’, guardandomi bene mi ha fatta voltare e rigirare mi ha messo una mano guantata sulle chiappe sode e poi ha detto: “Male non sei, ne hai già presi o hai il culo ancora vergine”… Ne hò preso qualcuno ho subito detto con voce piu’ sicura,stavo poco alla volta riprendendo sicurezza dopo il primo momento di imbarazzo.

va bene vieni con mè ti faccio conoscere i miei colleghi, ha poi detto l’uomo accompagnandomi all’officina. intanto che ci avviavamo verso il garage aperto mi chiese come mai ero venuta a cercare loro, semplice ho risposto, perchè mi piace l’uomo maschio come tè anzi, come voi. devi avere una gran fame di cazzo… vediamo se riusciamo a sfamarti. e stata la sua battuta. arrivati al garage trovammo solo due dei quattro suoi colleghi.

L’uomo accanto a mè chiese subito ai due che stavano mangiando, Fabio Enzo Gigi e Daniele dove stanno… i due guardandomi storto gli rispondono, “Sono andati a prendere l’ordine per le tre che son Rimaste.. son partiti due minuti fa’…” credo parlassero di macchine riferendosi alle ‘trè’ rimaste. e questo chi è ha domandato uno di loro, non ci crederete, e una Troietta con il cazzo che vorrebbe essere scopata da noi ha detto l’uomo affianco a mè.

ci fu’ una risata di tutti e trè. quello che mangiava mi fà: “Ti piace Il Cazzo?” Ssssi… ho sibilato con un filo di voce di nuovo intimidita dalla situazione. altra risata generale dei trè uomini.
Di fisico non sei male, hai anche un bel culo,ha detto l’altro. è molto femminile ha ribattuto quello che mi aveva trovata, se vuole un po di cazzo diamoglielo, qui’ finchè non tornano gli altri non abbiamo da fare,ha detto quello piu’ lontano dei trè….

dai divertiamoci un po’ vediamo che sa fare sta Troietta in cerca di cazzo ha detto quello vicino a mè. quello che stava mangiando fini’ in un boccone il suo panino, bevve un po’ di birra dalla bottiglia ormai vuota,poi disse agli altri due, la portiamo al magazzino? li dentro almeno cè ombra e nel caso arrivasse qualche camion a scaricare non ci beccano… gli altri due concordarono, ci incamminammo verso un capanno di acciaio lucido a pochi metri di distanza,mentre quello del panino mi ha messo una mano nel culo sculacciandomi, ci si diverte oggi,ha poi detto.

arrivati al magazzino siamo entrati, era un capanno come ho già accennato,di acciaio lucido esternamente internamente era rivestito di altro materiale che non identificai ma almeno non faceva caldo come fuori e l’ombra ci offriva un po’ di riparo anche se l’afa era aumentata.
Ci infilammo tutto dentro chiudendo la porta, dentro c’era luce perchè’ filtrava dalle lamiere e c’era una finestra asai sporca con il vetro nero dalla fuliggine ma che faceva ad ogni modo passare i raggi solari.

il posto era grande come una stanza, anche se pieno di oggetti e casse di legno sparse ovunque. una volta dentro, i trè uomini si sono calati i pantaloni e le mutande mostrandomi i loro cazzi già belli duri, e devo dire che fui per la prima volta contenta di trovarmi in quel posto con loro. forza datti da fare e vediamo se almeno riesci a farci svuotare le palle,hanno detto ridendosela i trè maiali.

decisi di iniziare con l’uomo che mi piaceva di piu’ quello che mi aveva trovata per primo, mi inginocchiai davanti a lui con calma, gli presi in pugno il suo bel cazzo duro e me lo infilai tutto in gola senza che nessuno fiatasse.
iniziai a leccarglielo dalla cappella turgida fino alle palle per poi infilarmelo di nuovo tutto in gola,
feci cosi’ per qualche minuto prima che il maiale mi riempisse la bocca di sperma caldo venendo come un Porco.

sbagliando e senza accorgermene invece di sputare ingoiai tutto lo sperma leccandomi le labbra. gli altri due guardarono senza piu’ ridere, adesso la faccenda pareva d’un tratto fatta seria. allora che ne dici,ho detto rivolta all’uomo che ancora gocciolava a terra sperma. adesso non mi prendete piu’ in giro? l’uomo ha guardato gli altri due compari e ha detto: “Questa Troietta ha una bocca da puttana” “Non ho resistito…” sorrisi e chiesi… chi vuol essere il prossimo??? sono sicura che non riuscirete nemmeno a toccarmi il culo, vi svuoto le palle prima.

L’uomo del panino si fece avanti e disse: “Succhia il mio vediamo se riesci a farmi svuotare come a lui”. non ho battuto ciglio, mi sono alzata, avvicinata a lui, inginocchiata e mi son data subito da fare infilandomi quel grosso cazzo che sapeva di piscio, in gola gustandomelo tutto come il primo dell’amico. questo era assai duro da far svuotare, infatti non ci riuscii… e adesso mi devi dare il culo, ha detto il porco.

te lo dicevo che con mè non ci riuscivi… mi son tolta gli Shorts restando con addosso solo il bikini… “preparati perchè uscirai di qui’ con il culo che ti farà molto male, noi non andiamo tanto per il sottile” Ha detto quello del panino. faceva un caldo boia, eravamo tutti un bagno di sudore, il trucco mi si era ormai completamente sciolto sul viso, i capelli li avevo per metà appiccicati al viso, e l’altra metà appiccicati alla schiena bagnati come se avessi fatto la doccia.

Anche i trè uomini erano sudaticci tutti a torso nudo e con i pantaloni abbassati qualcuno se li tolse del tutto restando nudo completamente, era il primo che avevo fatto sborrare, gli altri due lo imitarono al volo, e presto me li sono ritrovati tutti e trè nudi. belli alla loro età a parte un accenno di pancetta erano ancora degli uomini bellissimi, sudati e muscolosi uno di loro forse un po’ stempiato ma sempre bello.. ero al massimo dell’eccitazione e della gioia, e non vedevo l’ora di sentirli tutti e trè dentro di mè.

quello del panino, mi fece sdraiare su una cassa di legno lunga e larga dalla forma rettangolare, ci stavo comodamente, mi fece allargare bene le gambe a pancia sotto e culo in aria, con la sua mano sudata mi scostò da un lato la stoffa del tanga senza togliermelo di dosso,mi spalanco’ le natiche e puntando il suo bel cazzo duro dritto tra le mie chiappe ha spinto un po’ troppo rudemente facendomi subito sussultare e urlare di dolore.

cercai di rilassare i muscoli del sedere e lasciai che mi penetrasse, quindi lasciai che il porco mi entrasse dentro e iniziai a godere forte senza vergogna mentre quello iniziava a stantuffarmelo dentro e fuori con forza e velocità. ” Ti piace il mio cazzo Troietta… godi godi” diceva l’uomo mentre mi sfondava il buco spanandomelo a dovere. gli altri due erano li’ accanto che se la ridevano aspettando il loro turno,seduti su un’altra cassa nudi e sudati.

il maiale mi fece impazzire di piacere e mentre mi scopava mi segava con una mano, mi aveva tirato fuori il cazzo che avevo anch’io duro, e iniziò a masturbarmi ma non ce la faceva a scoparmi e nello stesso tempo a segarmi, chiese aiuto ad uno dei due… Angelo dagli una bella mungitura ha detto a quello che avevo fatto sbrodolare, che poi era sempre quello che mi aveva trovata e portata li’.. adesso stavo anche conoscendo i loro nomi.. Angelo nudo si alzò dalla panca, si mise piegato accanto a mè e con un sorrisone iniziò a segarmi prendendomi il cazzo, non ho resistito, in meno di dieci secondi gli ho riempito la mano mentre l’altro a forza di colpi mi stava sfondando il culo.

adesso e toccato a tè,ha detto quello poi porgendomi la sua mano piena della mia sperma e dicendomi “Pulisci”… mentre da dietro mi stavano aprendo il culo ho leccato e pulito la mano dell’uomo con la lingua daL mio sperma. nello stesso momento il maiale dietro con un verso mi ha scaricato nel culo un litro di sborra calda,prima di fermarsi sfinito dal caldo e dallo sforzo togliendo il suo cazzo dal mio culo ormai spanato e lasciando il posto a quello seduto sulla panca stempiato,che doveva chiamarsi se non avevo capito male, Vito.

senza schifarsi della sperma ancora dentro dell’amico Vito, mi strappò di dosso il tanga lasciandomi solo con il reggiseno del bikini addosso, e infilandomi il suo bel cazzo nel buco aperto poco prima dal suo collega, iniziando anche lui a stantuffarmi con violenza e facendomi rimbalzare avanti e indietro sulla cassa di legno, tanto che dovetti aggrapparmi con le mani per star ferma. ansimavo e godevo sospiravo e lo incitavo a rompermi il culo.

Un po’ di dolore lo sentivo,specie quando alla fine me lo toglievano per darsi il cambio, mi bruciava da morire ma il piacere era oltre il dolore, e resistetti anche a Vito che se ne venne svuotandosi anche lui dentro al mio culetto aperto prima di uscirne. in un bagno di sudore e stanchi, i due che mi avevano appena sfondata si sedettero a riprendere fiato e forze sulla panca, lasciando posto all’ultimo ad Angelo, quello che dei trè mi piaceva di piu’.

quello che mi aveva trovata e portata li’ da loro… il porco si avvicinò a mè e con tono gentile chiese se mi bastava o se volevo anche lui… alla fine i due mi avevano già rotto per bene il culo, non volevano alla fine farmi male davvero… ero stata io a volerli infondo, ma se mi bastava cosi’ potevamo smettere e ritornare fuori. dall’uomo rude che era stato fino a poco prima, questo angelo si stava rivelando un’angelo nel vero senso della parola… che carino a preoccuparsi di mè… gli sorrisi, lo guardai dritto negli occhi e gli sussurrai: “Vi amo tutti, ma sopratutto AMO TE… non farmi aspettare prendimi anche tu’.

” stavolta nessuno fece battutine stupide o risatine ironiche, L’uomo mi sorrise,e disse: “Ho un figlio della tua stessa età…. ” Gli ho sorriso io stavolta dicendogli…”Peccato.. peccato non sei libero…” L’uomo ha guardato i suoi colleghi seduti li accanto, mi ha presa per i fianchi puntando il suo cazzo nel mio buco ma prima mi ha ripulita dallo sperma che usciva con un fazzoletto di carta, poi ha detto ancora: “Cercherò di non farti altro male”.. si era intenerito tutto d’un tratto e non capivo il motivo,di questo suo cambio improvviso, ma mi piaceva lo stesso.

lo ringraziai e in quel momento ho capito che stavo per fare L’amore per la prima volta con un’uomo. avevo fatto sesso con quei due li vicino, ma sentivo che con quest’ultimo sarebbe stato assai diverso, infatti già da quando il suo cazzo mi entrò dentro scivolando bene nel mio culetto ormai sfondato, ho chiuso per la prima volta gli occhi e mi sono lasciata tutto dietro, il caldo del magazzino, il sudore e la puzza che si sentiva ormai li dentro, il dolore del culetto, i due li vicino… tutto era sparito, per mè eravamo solo io e Lui… non vedevo e sentivo che lui e il suo bel cazzo che teneramente mi scivolava dentro e fuori dalle chiappe gocciolanti di sudore.

ad occhi chiusi godetti di quel bellissimo momento che ricordo ancora oggi con molta nostalgia. L’amore.. L’amore che un’uomo può dare ad una puttanella in erba come ero io, fu tremendo. mi sono goduta ogni attimo pregando non finisse mai di quel rapporto… ansimai e gemetti ad ogni sua spinta piu’ di come avessi fatto con gli altri due di prima… ero felice tanto che dagli occhi chiusi iniziarono a scendermi delle lacrime, nessuno le vide perchè ero voltata rispetto a loro con il viso da un’altra angolazione, e poi con il caldo tremendo che faceva, potevano scambiarle anche per gocce di sudore, erano lacrime di gioia invece.

lacrime di una Troietta in erba, che aveva appena scoperto il vero Amore… L’amore…
piansi molto durante tutto il rapporto senza farmi accorgere ovviamente,mentre il mio uomo adesso ci dava dentro lasciata da parte un’attimo la tenerezza, era tornato un momento rude come all’inizio e mi stava aprendo in due il culo ormai sfasciato e bello largo. credo di averlo incitato, e forse anche sussurrato piu’ volte Amore… ma non ne sono sicura, ho vaghi ricordi di quel momento e non tutto mi torna in mente chiaro e limpido.

quel rapporto durò per mè una vita, anche se non dovette durare piu’ di una ventina di minuti circa,prima che anche lui è venuto riempiendomi di nuovo il culo e l’intestino di calda sperma bollente. rimanendo alla fine dentro di mè e sdraiandosi sopra di mè stanco sudato e soddisfatto. avrei voluto che restasse su di mè per ore, invece una voce da dietro ci ridestò dal paradiso,facendoci ripiombare nella realtà. era Vito, l’uomo del panino che avvertiva che gli altri trè stavano rientrando, aveva visto la macchina passare il cancello, si rivestirono in fretta e spalancarono la porta del magazzino uscendo per tornare all’officina.

Angelo rimase con mè invece. mi aiuto’ gentilmente a rimettermi in piedi, a pulirmi e asciugarmi alla buona con degli stracci e dei fazzolettini di carta, poi restammo faccia a faccia per un’attimo, tutti e due quasi nudi io con solo il reggiseno del costume addosso, lui nudo con il cazzo ormai moscio e penzolante come il mio. gli sussurrai: “Devo confessarti una cosa.. ho goduto piu’ con te che con gli altri due…” l’uomo ha sorriso e a sua volta mi ha detto: “Devo confessarti una cosa, non ho mai fatto l’amore cosi’ bene nemmeno con mia moglie… sei davvero unica”.

senza pensareci, ci siamo abbracciati e baciati sulla bocca con la lingua. sudati gocciolanti ma entrambi felici per quell’incontro. non dimenticherò mai quel momento, e ancora adesso che ve lo racconto mi sembra di rivedermi abbracciata a lui tra le sue forti braccia muscolose nudi entrambi sudati ..felici. detta cosi’ sembra una storia da romanzo rosa, ma vi posso assicurare che i fatti sono andati proprio come ve li stò raccontando. non credo di aver omesso nessun altro particolare che io ricordi di quel Pomeriggio alla discarica.

Ovviamente L’uomo non poteva giustificare a lungo la sua assenza, ed era meglio non far sapere agli altri trè compari cosa era successo in loro assenza. quelli non erano tipi con cui si poteva fare una scopata e ci sarebbero stati dei guai, per mia fortuna avevo trovato i trè piu’ “accomodanti” o quel pomeriggio invece di scopare, mi sarei ritrovata rimandata a casa. Mentre ci rivestavamo, l’uomo si offri’ di accompagnarmi fuori fino a casa con la macchina, lo ringraziai ma rifiutai l’offerta, anche se non ero un bello spettacolo da vedere conciata cosi’ sarei andata a casa mia camminando da sola com’ero arrivata.

anche se il culo mi doleva assai parecchio, sono riuscita a sgattaiolare fuori dal magazzino e senza farmi vedere arrivai fino al cancello d’entrata della discarica, voltandomi solo una volta vedendo l’uomo che rientrava nell’officina con tutti i suoi colleghi. quella e stata la mia prima vera Gangbang, negli anni sucessivi ce ne sono state mille altre, ma mai cosi’ coinvolgenti come quella. da li’ ho scoperto l’amore per gli uomini e non solo il sesso che fino a quel momento mi aveva legata a loro.

da quel pomeriggio iniziai ad innamorarmi parecchie volte, e ho avuto moltissimi Flirt con altrettanti uomini di cui mi inamorai perdutamente almeno per qualche mese. l’uomo della mia vita non l’hò mai trovato purtroppo, ma ricorderò sempre il primo che fu’ qul meccanico di nome e di fatto un vero Angelo.

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