Il nudista.

Racconto trovato in rete su xhamster.

Sono un naturista convinto, amo stare nudo in casa, accolgo nudo gli amici più intimi con cui condivido questa gioia, guardo la televisione o faccio i miei hobby nudo, a volte chiudo a chiave il mio ufficio giustificandomi con l’eccessivo lavoro o una telefonata importante solo per stare nudo alla scrivania per qualche minuto, poi mi rivesto, riapro l’ufficio e accolgo i colleghi con uno spirito diverso, allegro e leggero.

Amo i prati di montagna, sono ben curati, l’erba è tagliata e raccolta con molta fatica da uomini e donne abituati al lavoro duro, nei prati selvatici l’erba cresce fino a interrompere la vista ed è un muro verde e giallo che nasconde, protegge, anche in questa natura mi metto nudo. Mi siedo o mi sdraio tra l’erba, sono isolato, i rumori sono ovattati, osservo le nuvole percorrere il cielo blu mare come barchette impazzite, respiro l’aria fresca, pura e sorrido agli insetti che attraversano il mio spazio in cerca di un fiore dove posarsi.

Quella giornata era ideale anche se un po’ fresca, avevo deciso di uscire dalla città di buon ora e recarmi al nord verso le montagne, ho consultato su internet diverse mappe e ho scelto il sentiero meno battuto. Mi era inerpicato solo, tra faggeti e boschi secolari, poche le case, pochissimi i segni dell’uomo, ammiravo gli alberi, odoravo i fiori, guardavo dall’alto le formiche occupatissime nei loro maneggi e gli sorridevo con un gigante buono.

Raggiungo un prato molto ampio con l’erba molto alta, decido di uscire dal sentiero, di inerpicarmi per diverse decine di metri, l’erba mi copriva la visuale e mi nascondeva agli occhi di eventuali curiosi, trovo una piccola zona piana, appoggio lo zaino, stendo la coperta, mi spoglio nudo e mi sdraio a godere il sole e l’aria. Mi addormento, i minuti passano veloci, al risveglio nel silenzio della natura inizio a fischiettare imitando gli uccellini di passaggio ma un leggero rumore mi turba e smetto di fischiettare, mi sembra un fruscio, nulla di più, penso sia una lucertola, spero solo non sia una biscia e riprendo il motivetto canoro con vigore.

Ancora il fruscio, questa volta più forte verso destra, al mio fianco, mi blocco terrorizzato, mi volto e vedo il viso di una ragazza, è una contadina che ha 20 anni bloccata dallo stupore e dallo spavento. Lo credo si trova davanti un uomo di mezza età completamente nudo proprio nel prato dove lei ama camminare e si sdraia per vedere le nuvole come faccio io, vuole scappare, deve scappare, anzi deve urlare, fuggire, correre a casa e denunciare quel depravato nudo che si mostra alle ragazze senza vergogna.

Quel maiale con quella pelle scurita dal sole, i peli del petto irsuti, con quel cazzo in basso flaccido, molle, adagiato lungo il bacino, ne ha già visti altri di cazzi, tre anni fa ha avuto un fidanzato, per pochi mesi e ha scoperto il sesso con lui ma non si è mai eccitata troppo. Ogni tanto si collega in rete, si masturba vedendo qualche filmato pornografico, sogna di far sesso con un uomo vero, ne ha una grande voglia, lo sogna involontariamente di notte, eccitata, bagnata e volontariamente di giorno immaginando situazioni surreali, questa è una situazione surreale non deve fuggire deve invece rimanere e si fa’ audace.

“Salve… io sono Marianna, tu chi sei?”
“Cosa ci fai nel mio prato nudo?”
“Piacere Marianna, sono Marco e a me piace praticare il nudismo. “
“Piacere Marco, vieni dalla città?”
“Sì, perchè me lo chiedi?”
“Perchè voi di città siete tutti strani. “
Ridiamo entrambi, il ghiaccio è rotto, i suoi occhi sono fissi sul mio cazzo, si avvicina, lo accarezza con la mano aperta dai testicoli alla punta poi chiude la mano, mi masturba in silenzio, eccitato mostro tutto il mio desiderio, mi munge il pene come quando munge il latte alle vacche d’alpeggio poi si alza di fronte a me e si spoglia completamente nuda.

Ha un seno medio con capezzoli lunghi, scuri, l’aureola piccola, turgida, sa di non essere bella ma per me è la ragazza più attraente e sexy anche se è una contadina, questa ragazza giovane e fresca emana un profumo di bellezza molto intenso, la sua figa è bella pelosa e tra i peli c’è la fessura del piacere.
Si siede sulle sue mie cosce, riprende il cazzo in mano, lo accarezza lentamente passando leggermente le unghie sulla pelle tenera, lo masturba ritmicamente guadandomi negli occhi, solleva il busto, si porta sul pene appoggiandolo alle sue labbra vaginali bagnate per la sorpresa e l’eccitazione del proibito.

Si lascia cadere lentamente sul mio cazzo, si sente riempita di carne dura, calda, io abbandono la testa alle sensazione, con lo sguardo cerco le nuvole in cielo mentre sento il cazzo avvolto nelle carni umide ed accoglienti di Marianna. Inizia a muoversi spostando il bacino su e giù ritmicamente assaporando ogni centimetro di quel movimento, si mette una mano tra le cosce e appoggia un dito al mio pene, gode con il polpastrello il punto di contatto tra pene e vagina, tra asta e labbra, si sta eccitando come mai nel passato e anch’io non sono da meno.

Marianna si alza con gli occhi quasi in lacrime per la voglia di sesso, si mette a pecora allargando le gambe mostrandomi la figa, mi metto in ginocchio e la penetro con forza quasi brutale tenendo le mani su i suoi fianchi colpendola con colpi d’anca in cui sfogavo il mio piacere possedendola. Marianna è molto più giovane di me, mi ricorda il mio passato quando da adolescente uscivo con i miei amici e progettavo grandi cose per la mia vita, ora che sono adulto mi pare che la mia vita mi sia sfuggita di mano perciò istintivamente penetro quelle carni con insistenza come a riappropriarmi della mia giovinezza passata.

Il cazzo entra ed usce dalla sua figa con ritmo cadenzato, è umido dei suoi umori, mi chino sulla sua schiena accarezzo i suoi seni che oscillano verso il basso, li mungo, gli strizzo i capezzoli con forza, sento il cazzo ancora più duro, l’anca colpisce il suo sedere sempre più forte. Marianna ansima molto, quasi si lamentarsi mentre gode con forza, non resisto più, sborro nella sua figa con forza copiosa ed abbondante, continuando a penetrarla finchè il pene non mi esce flaccido, cado all’indietro spossato, senza forze, chiudo gli occhi e mi addormento.

Quando riapro gli occhi lei non c’è più, al mio fianco c’è adagiato un fiore di campanula, il suo significato è “sottomissione” sono eccitato dal messaggio, la cerco, chiedo informazioni presso le baite della zona, qualcuno mi dice che una ragazza simile a quella descritta da me vive in una valle attigua, è oramai sera tarda quando torno in città, avrò ancora tempo libero per ripercorrere questi sentieri con la fiducia di incontrare ancora la ragazza della campanula.

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *