Archivio mensile:Marzo 2014

Paolo a cena

Finalmente sei ritornato a trovarci Paolo. Da una settimana mia moglie era nervosa e intrattabile. Inutile tentare di calmarla. Si malediva per aver di nuovo voluto riprovare un maschio più giovane alla sua età. Inutile la mia difese di te. Il cornuto si sa, difende il bull che porta in casa la gioia sessuale. Una coppia con un vecchio cornuto come me che ha una moglie molto più giovane e insoddisfatta ha bisogno di un uomo come te che non solo ci faccia passare una bella serata in allegria, ma che ad una certa ora, quando l’atmosfera si è surriscaldata al punto giusto prenda mia moglie e se la porti in camera per trombarsela bene bene.

Ma poi è arrivata la tua telefonata e mia moglie si è subito infervorata: parrucchiera e visagista e un nuvo completino intimo. Tutto per piacerti. Anche io sai ho fatto la mia parte: ho fatto la spesa e ho preparato una bella cenetta conoscendo i tuoi gusti. Poi sei arrivato e mia moglie ti ha buttato le braccia al collo. Neppure il tempo di chiudere la porta che già vi baciavate appassionatamente. “Stronzo,” ti ha detto guardandot negli occhi: “Perché non hai telefonato più?”.

sapeva la risposta, che cioè hai molti impegni, ma lei voleva solo dirti che le sei mancato. In effetti le sei mancato. Le mie leccate serali non le bastavano più. L’hai riabituata al cazzo virile… e il tuo cazzo è davvero molto virile. Proprio quelle che piace a lei. Cenetta, battute, Prosecco a sfare. Io servivo in tavola. Mi assentavo il più possibile, secondo la vecchia tecnica del cornuto che vuol favoriore i due amanti nel gettarsi l’uno fra le braccia dell’altro.

Ed è andata bene, perché ad un certo momento quando sono rientrato in sala non c’eravavate più. Per terra i vostri vestiti e le vostre scarpe e da laggiù in fondo al corridoio i sui gemiti forti. In un attimo ho attraversato il corridoio arrivando alla porta di camera e stando fuori ho gettato lo sguado sul letto. Com’è bella Gianna mentre tromba un uomo. Le sue forme generose danno l’idea della voglia femminina, della donna in calore che cavalca il suo destriero, imperniata sul suo robusto cazzo.

Galoppava su di te mia moglie e tu la tenevi per le chiappone, quasi a non farla cadere. Che spettacolo! Sono quasi svenuto dall’ emozione. Non c’è niente da fare, ogni volta che mia moglie tromba un altro uomo io vado in deliquio. Quanta emozione nel verti mentre la rivolti sotto di te senza cessare le spinte. Colpi rapidi e decisi, movimenti del bacio per farglielo percepire in tutta la sua dimensione, suoni liquidi di una vagina ricolma che sversa umori appiccicosi.

Eppoi ansimi, gemiti, incitazioni oscene senza pudore. Mia moglie ha perso la testa e non ragiona più: è folle di voglia. Dice con voce roca parole come trombami, dammelo, più forte, si così… E tu la trombi, glielo dai forte. I suo gemiti gutturali sempre più forti ti dicono quanto tu la faccia godere. E viene con un gemito che le squassa in petto. Si affloscia sul tuo petto mentre le contrazioni prima violente scemano.

Tu la tiene stretta a te e le sussurri cose dolci all’ orecchio. Lei annuisce e ti da dei bacetti. Poi annuendo si solleva da te e si mette in ginocchio sul letto. Tu le porgi i coscini che lei mette sotto la pancia. Ci siamo! La stai per inculare. Lei solleva ben bene il culo e tu glielo punti al buco roseo. Mi spaventa il tuo cazzone, temo senta male, ma non è così.

Lei fra le chiappe è bagnata e viscida e in un momento sei dentro. Le sei quasi scivolato dentro il buco del culo. Ti volti un attimo verso di me come a dirmi: “Ecco mauro, te la inculo, come piace tanto a te…” e inizi a pomparla. Geme subito mia moglie. E’ un gemito diverso da quello che emette quando la trombi davanti, ma geme e le piace. Aumenti il ritmo e lei i suoi gemiti.

Per un attimo le vedo il volto: è trasfomato dal piacere e respira forte per poterlo assorbire tutto nell’intestino. Poi è il tuo momento. Affondi due, tre volte in lei che grida strozzata e ti contrai nell’orgasmo. Io immagino il tuo seme invaderle la polla anale e provo un piacere indicibile. Non mi tocco neppure mentre anche io ho le contrazioni all’inguine.
Poi siamo di nuovo tre amici che brindano, voi due nudi sul letto io vestito in piedi.

Ridiamo, scherziamo. Poi lei con un gridolino si mette la mano sotto, fra le cosce. e scende rapida dal letto per correre piegata in avanti verso il bagno; un rivolo di sperma le scende dalle chiappe lungo le cosce. Non trattiene una scoreggia e tutti e tre ridiamo come ragazzini maliziosi.

Ho rubato il ragazzo a mia sorella (Parte 8)

Quando lunedì tornai dopo la scuola vidi una strana automobile davanti a casa mia. Non c’era allenamento di nuoto quel giorno e speravo di farmi un sonnellino, Giacomo ed i suoi genitori erano fuori quella sera ed avrei potuto avere un po’ di tempo per me stesso.
La macchina davanti a casa mi sembrava familiare. Entrai e vidi Alice che parlava con Renzo. Renzo era nella squadra di nuoto con me ed aveva sviluppato una certa rivalità con me.

Renzo era anche il primo miglior amico di Giacomo fino a quando non si era messo con Sara, e questo lentamente li aveva separati. Giacomo mi aveva confessato di essere stato innamorato di Renzo, ma che poi ad una riunione di nuoto aveva visto me.

Guardai Renzo per un momento. Se Alice gli stava parlando, di qualsiasi cosa si trattasse, non era niente di buono. “Nick sa qualche cosa. ” Disse Alice.

“Ma lui non parla. “
“Alice cosa cazzo c’è adesso? Non ne hai fatte abbastanza a Giacomo?”
“Non sarà mai abbastanza. “
“Giacomo è gay?” Chiese Renzo.
“Ti sei già dimenticato di lei?” Risi. “Lei è incazzata solo perché Giacomo l’ha scaricata. “
Renzo si alzò e venne a pochi centimetri dalla mia faccia. “Ascoltami, ti devo sopportare nella squadra di nuoto, ma non voglio che tu coinvolga il mio miglior amico in qualsiasi cosa da checche.


Io mi avvicinai ancora di più al suo viso. “Io non sto coinvolgeno Giacomo in niente. Te ne accorgeresti se non passassi tutto il tuo tempo con Sara o ad ascoltare quello che dice la mia sorella combina guai. ”
Renzo mi spinse ed io lo spinsi. Lui alzò la mano per colpirmi con un pugno. Io abbassai la testa e lo sbattei sul pavimento. “Ragazzi” Gridò mio padre e spostò Renzo prima che potessi colpirlo.

“Signor Vardi. ” Disse Renzo detto. “Nick mi ha attaccato. “
“No, prima l’hai spinto tu e hai tentato di dargli un pugno. ” Disse mio padre. “Lui stava solo difendendosi. Ora ti suggerisco di andartene. “
Renzo fece l’offeso ed uscì dalla porta. “Alice. ” Disse mio padre. “C’entri qualche cosa con tutto questo?”
“Cosa stai dicendo papà?” Chiese Alice sbattendo le ciglia.
“Naturalmente c’entra!” Dissi io. “Diffonde ogni genere di bugie su Giacomo a scuola e Renzo era qui perché crede ad ogni sua parola.


“Alice vai in camera tua. ” disse mio padre. “Con te parlerò più tardi, ora voglio parlare da solo con Nick. ”
Alice se ne andò. “Nick siediti. ”
Io mi sedetti sul divano. “Prima ha chiamato il papà di Giacomo, ti ha invitato ad andare in gita con loro. Ha detto che potranno essere qui in un’ora. Penso che dovresti andare, sarà meglio che tu stia lontano da tua sorella per un po’.


Io accennai col capo. “Per favore sii onesto con me, ho sempre saputo che sei diverso dagli altri ragazzi. Aspettavo che tu ti aprissi con me ma il modo con cui hai diifeso Giacomo è stato chiaro, non lo dirò ad Alice o a tua madre, ma tu e Giacomo state insieme?”
Respirai profondamente e poi dissi: “Sì. “
Guardai mio padre e non vidi delusione nei suoi occhi. “Ok, è ciò che volevo sapere.

I genitori di Giacomo lo sanno?”
“Sì. “
“Bene. Penso sia meglio che tu lo tenga per te ora. Se Alice sta provocando solo guai a Giacomo immagino il guaio ulteriore che potrebbe provocare se lo sapesse. Giacomo è un bravo ragazzo e è una vergogna che Alice lo tratti così. Enrico è venuto a trovarci e ha detto che potrebbe essere lui il padre del bambino ed abbiamo concordato una prova di paternità.

Io parlerò coi genitori di Giacomo e loro, tu, Giacomo ed io ci incontreremo col vostro preside per parlare dei problemi con Alice. “
“Non sei arrabbiato con me?” Chiesi. “No Nick, non lo sono. Non è la vita che avrei scelto per te ma queste cose sono fuori non possono dipendere da me. Tu hai sempre pensato che tua madre ed io preferivamo Alice, non è la verità. Tu sei speciale Nick, e noi abbiamo sempre pensato che tu potevi essere qualsiasi cosa volessi essere, ecco perché ti abbiamo spinto a fare di più.

Ora perché non vai a prepararti per andare con Giacomo ed i suoi genitori. ”
Mi alzai e mio padre mi diede un grande abbraccio, poi andai nella mia stanza. Mio padre mi seguì ed andò nella stanza di Alice. Poco dopo sentii delle grida. Bussarono alla mia porta. Era mia madre che mi diceva che Giacomo ed i suoi genitori stavano aspettandomi fuori. Mentre uscivo sentii mio padre ed Alice che stavano ancora litigando.

Uscii, Giacomo era sul sedile posteriore della macchina e salii. “Abbiamo un problema. ” Dissi.
“Cosa?” Chiese Giacomo mentre la macchina partiva.
“Il tuo vecchio amico Renzo. ” E gli raccontai tutto compreso il nostro litigio. Poi anche di mio padre e di quanto mi aveva detto.

Mi divertii con la famiglia di Giacomo, andammo a fare shopping e cenammo in un bel ristorante. Quando parcheggiarono davanti a casa mia, mio padre ci stava aspettando.

“Signori Grasso. ” disse mio padre. “Posso parlare con voi?”
“Giacomo, Nick perché non entrate?”. Disse mio padre.
Noi entrammo ed andammo nella mia stanza. “Perché succede tutto questo?” Chiese Giacomo. “Perché tua sorella provoca tutto questo?”
“È il suo modo di fare, è sempre stata così,”
Tirai Giacomo a me ed io gli diedi un bel bacio profondo. Giacomo scivolò sulle ginocchia e cominciò a slacciarmi la cintura. “Giacomo, mio padre sarà qui tra qualche minuto.

” Dissi.
“E per allora avrò finito. ” Disse lui abbassandomi la cerniera dei pantaloni.
Prese il mio cazzo e cominciò a farmi un pompino. Io reclinai la testa indietro quando sentii la bocca di Giacomo salire e scendere sul mio uccello. Feci correre le dita tra i suoi capelli ed assaporai la sensazione della sua lingua che turbinava intorno alla mia cappella. Prima che me ne rendessi conto stavo eiaculando nella sua bocca.

Quando ebbi finito di venire mi tirai su i pantaloni e ci baciammo appassionatamente.

Mio padre entrò qualche attimo più tardi. “Ok ragazzi, domani organizzeremo una riunione col vostro preside, preparatevi. “
“Bene. ” Dicemmo all’unisono.
Poi Giacomo ed io ci salutammo, il giorno seguente ci sarebbe stata la riunione col preside.

Caldo torrido

Scese dall’autobus guardandosi attorno, si voltò a destra e vide il marciapiede deserto, si voltò a sinistra e incontrò il mio sguardo. L’autobus proseguì la sua corsa nel torrido e polveroso pomeriggio di luglio. Mi scrutò ancora un momento con la coda dell’occhio, prima di avanzare lentamente verso il quartiere. Eravamo soli, faceva troppo caldo, le lucertole al sole, sudavano.
Decisi di seguirla. Donna alta, sui quarantacinque, tacchi neri, gonna bianca. Lasciai cadere a terra il mozzicone di sigaretta, mentre fantasticavo su che tipo di intimo indossasse la signora.

Un bel paio di mutandine nere, oppure bianche trasparenti, forse un minuto perizoma o forse, addirittura, niente. Di sicuro voleva sentirsi fresca, con quella canicola insopportabile. Le sue gambe, abbronzate, lisce. Semplicemente perfette.
Vedendosi seguita da uno sconosciuto, anziché aumentare la cadenza dei suoi passi, la rallentò. Fu lì che ebbi la piena e deliziosa conferma che avevo davanti a me proprio una gran troia. Svoltò l’angolo e per un attimo si fermò a fissare la vetrina di un negozio di pelletteria, mi tenni a distanza.

Ma non guardava le borse in esposizione, anzi mi scrutava attraverso il riflesso provocato dalla vetrata. Lo stesso riflesso che a me portò l’immagine dei suoi occhi scuri, e per un momento mi parve di incrociare il suo sguardo. Occhi svegli e maliziosi, occhi che mi invitavano a seguirla. Aveva voglia la zoccola. E avevo voglia io. Decisi di stare al suo gioco, e così proseguimmo.
Arrivò dinanzi al portone di una palazzina residenziale, fece shittare la serratura automatica ed entrò, facendo attenzione a non chiudere il portone alle sue spalle.

Lo lasciò socchiuso di proposito, sapeva che le sarei stato dietro, e così feci, varcando la soglia a mia volta, qualche passo indietro. Prese le scale, lasciando perdere la comodità dell’ascensore, aspettai che giungesse al primo pianerottolo prima di salire a mia volta. Quando fu sulla seconda rampa di scale alzai la testa per sbirciarle sotto le gonne. Il dislivello mi consentì di scrutare per bene il suo intimo e vidi un minuscolo perizoma nero che le avvolgeva completamente la vagina dalle labbra rigonfie, per poi sparire magicamente tra le chiappe di un culo perfetto.

Fu come un colpo di grazia, ormai contenevo a fatica la mia voglia, che implacabile cresceva sempre più.
Il suo appartamento era al secondo piano, non appena la vidi armeggiare con le chiavi shittai quasi d’istinto, togliendole il vantaggio che le avevo finora concesso. Le fui addosso, la spinsi con violenza contro la porta di casa, e iniziai a baciarla sul collo. Era profumatissima. Mi lasciò fare, chiuse gli occhi cercando la mia bocca, e in un attimo sentii la sua lingua morbida che oscillava freneticamente a contatto con la mia.

Era decisamente una gran puttana. Si mise in punta di piedi e, premendosi contro al mio corpo, iniziò a strusciarsi il sesso contro alla protuberanza causata dal mio in erezione dentro ai jeans che ora come mai sembravano stringere fino a farmi scoppiare.
La lasciai inserire la chiave nella toppa e fummo dentro. Mi resi conto solo allora di non aver pensato nemmeno un istante a chi potesse esserci all’interno. E se ci fosse stato suo marito? O suo figlio magari? Scacciai quel pensiero non appena realizzai che la stanza, immersa in una fresca e sensuale penombra, era completamente deserta.

Chiuse la porta, lasciò cadere la borsa, dopodichè fu mia.
La guardai negli occhi, ci vidi una profonda voglia di scopare. Quella donna pretendeva, implorava di essere sbattuta con forza. Mi gettai sul suo corpo, annusandola ovunque, con le mani affondate nei suoi lunghi e lisci capelli scuri. Ci baciammo con avidità, ancora vestiti, fino a quando mi trascinò nella sua camera da letto. Chissà se divideva con un uomo quel letto matrimoniale oppure se viveva sola.

Non mi interessava, non volevo saperlo. Iniziai a spogliarla, ovunque la sua pelle era bollente. Affondai la lingua nell’incavo stretto del suo ombelico perfetto, dopodichè salii, baciandole il ventre, fino al suo seno, prosperoso ma stretto all’interno del reggiseno nero di pizzo. Glielo liberai, e subito le tette balzarono fuori come se non aspettassero altro che esser succhiate. Le presi in bocca a turno, prima una e poi l’altra, mentre gliele palpavo con le mani.

La mia lingua disegnava umidi cerchi attorno ai suoi capezzoli, che si facevano via via sempre più turgidi. La donna iniziò a mugolare, piano. Vidi le sue cosce nude, senza che me ne accorgessi si era sfilata la gonna, forse dalla troppa voglia divenuta anche per lei incontenibile.
Seppi trattenermi, non mi soffermai sul suo culo, perchè ora toccava a lei. Volevo che stesse sulle spine ancora per un po’. Soprattutto per il fatto che ormai il mio cazzo implorava di uscire allo scoperto, i jeans mi stavano facendo male.

Lei capì, in un secondo mi fu sopra, intenta a sbottonarmi la camicia. Chinata sul mio torso nudo, si mise a succhiarmi i capezzoli, e fece scivolare le sue morbide labbra femminili sempre più in fondo sul mio corpo. Arrivò alla cintura, e poi al bottone principale, infine alla cerniera e ogni ostacolo cedeva impassibile di fronte alla sua frenesia estatica. Giunse finalmente al mio cazzo, lo prese con le mani, massaggiandolo piano ma convinta.

Si chinò baciando l’asta in tutta la sua lunghezza, dalla base alla cappella, che già era bagnata da una marea di liquido pre-eiaculatorio, sembrava fossi venuto. Avvicinò la sua bocca ai miei testicoli, e iniziò a succhiarmi con forza le palle, una alla volta. Pensavo me le volesse staccare da tanto succhiava. Subito dopo prese tra le labbra la cappella, baciandola e sfregandosela contro. Per qualche strana ragione non la succhiò, non mi concesse l’onore di un suo pompino, ma non me la presi.

Fin da piccolo mi insegnarono che la perfezione non esiste sulla Terra, ognuno ha i suoi difetti, e forse è giusto così.
Mi sollevai di shitto, la voltai sulla schiena scostandole di lato il perizoma che aderiva a perfezione al suo sedere piccolo e sodo, scoprendo il suo ano pulsante di voglia, perfettamente liscio, mi chiesi divertito se si fosse depilata, oppure se fossero stati i piselli che prendeva a rasarle i peli anche lì, in un dentro-fuori frenetico e incessante.

Leccai il buchetto, era di un sapore unico, un po’ sudato per via del caldo, sapeva terribilmente da femmina. M’inebriai a tal punto da non riuscire più a ragionare, mi stesi sopra di lei ed entrai nella sua fica, iniziando a scoparla. Premetti il naso contro i suoi capelli, volevo ubriacarmi del suo profumo. Miagolava sotto le mie spinte come una gattina in calore. Mi appoggiai alle ginocchia, facendola sollevare a sua volta, e la sbattei a pecorina.

Questa posizione mi consentiva di tenere lo sguardo fisso sul suo buco del culo che veloce si allontanava per poi tornare ad impattare forte contro di me. Ora era lei a tenere il ritmo del gioco, era veramente una cagna insaziabile.
Non volli venir subito, così mi tolsi, piazzandomi sotto al suo corpo. Lei, ancora a pecorina, io sdraiato sulla schiena, l’afferrai per le chiappe e avvicinai il mio volto alla sua vulva, leccandogliela.

Era incredibilmente bagnata, e le piccole labbra così arrapate da essere spalancate. Sembrava una finestra aperta sul mondo, desiderosa di accogliere tutti i cazzi che fosse stata in grado di contenere e di sopportare. Ansimò piano, poi sempre più forte, e infine venne sedendosi sulla mia faccia, la sua figa enorme avvolse per intero la mia bocca e il mio naso. Senza possibilità di respirare, mi ritrovai ad inghiottire tutta la sua voglia, era così abbondante che me la sentivo colare nel mento, e forse giù sul collo.

Stremata si accasciò nel letto, la guardai e le dissi: “No signora, non è il caso di gettare la spugna, manca l’ultimo round”. Mi lanciò uno sguardo malizioso, mentre con le mani si apriva per bene la vagina, invitandomi a penetrarla. La coprii, scivolavo sul suo corpo sudato, scopandola nella posizione del missionario. Divenni sempre più duro, sentivo le palle gonfie, stavo per scoppiare. Lei mi avvolse con le braccia, le sue unghie affondavano nella mia schiena, l’altra mano sul mio culo, di sicuro le piaceva sentire i miei glutei che ritmicamente pompavano il pene dentro e fuori dal suo corpo.

Non ressi oltre, corrugai la ruga tra gli occhi e venni urlando, sentivo il cazzo pulsare ad ogni singolo fiotto di sperma che fuoriusciva dal buchetto sulla cappella. Sembrava non finire più, continuai a rimanere dentro di lei. Quando finalmente mi acquietai, scivolai fuori, mi mancarono le forze e caddi stremato accanto a lei. Mi abbracciò, sentii ancora una volta il suo profumo dolce mischiato ora ad una leggera nota di gradevole sudore femminile.

Ero in paradiso, ne sono certo. Le mordicchiai scherzosamente un capezzolo, in segno di approvazione e di congedo.
Mentre raccoglievo i miei vestiti rimase sdraiata a gambe aperte sul materasso, potevo vedere il bianco fiotto di sperma che colava denso fuori di lei, scivolando lento sul buco del culo, accarezzandolo.
Me ne andai senza aprir bocca, non la salutai. Era giusto così, faceva anche questo parte del gioco. Non seppi mai che suono produceva la sua voce, in tutto quel tempo lei non disse una parola.

Tornai a casa, il sole s’appressava ormai a tramontare oltre il profilo scuro delle colline, e pensare che quel pomeriggio ero uscito solo per comprare le sigarette.

L’autostoppista femboy

Guidavo per Perugia quando di spalle vidi un culo pazzesco in tuta aderente. Rallentai arrapato, lei si giro’ ma non era donna ma un maschietto dolce di appena 20 anni che faceva autostop. Mi fermai di colpo rischiando incidente. Con vocina femminile mi disse che aveva rotto l’auto e doveva andare a Torgiano. Le dissi che andavo da quelle parti. salita in auto ammirai le sue forme. era praticamene una donna. Gambe affusolate e caviglie fini.

Aveva maglietta attillata ed era evidentemente senza peli. Mi presentai con un grande sorriso e lui/Lei mi disse di chiamarsi Paride. Avevo il pene completamente dritto e decisi di essere sfacciato. ” sai da dietro pensavo tu fossi una Signorina”. E lei ” deluso ?”. Con voce decisa dissi che anzi era un piacere dare un passaggio ad un bel ragazzetto come lui, peraltro molto femminile. ” Dici che sono carina ? ” mi disse mentre mordicchiava le labbra e passava dolcemente la lingua tra esse.

Confermai che era una bella ragazza, adesso ero sfacciato e le davo della bella ragazza. ” anche tu sei un uomo molto affascinante ed educato”. Era quello che volevo sentire. La guardai intensamente al semaforo rosso dicendole che potevamo approfondire l’amicizia qualche sera con calma. ” Perchè qualche sera, se vuoi per sdebitarmi posso offrirti un cafe’ adesso da me, vivo sola. Con grandi sacrifici vivo sola”. Accettai. Arrivammo a casa sua, una casa modesta che si capiva essere arredata da un anima sensibile e femminile.

Accomodato sul divano capii che intendeva mostrarmi il suo tornata. Sapete, queste sono storie che appartengono alla fantasia ma questa era realtà. Sentivo il rumore dell’acqua scorrere e tentavo di tenere a bada il mio cazzo che era bello che eretto. ” stai buono Carletto” pensai, ” che se continua cosi appena lo sfiori tu vieni”. Mi rilassai fumando una sigaretta. Paride era veramente donna. Capelli lunghi e fisico esile con un modo di fare femminile.

Una bocca disegnata e degli occhi profondi. La natura Le aveva attribuito un sesso non proprio giusto. La doccia si spense e sentivo rumori di cassetti aprirsi e chiudersi. Dopo un po’ sentii pormi una domanda : ” Carlo, tu sei debole di cuore? ” ed io ” no assolutamente nuoto da tempo”. Dopo questa frase sentii chiaramente 6 passi tipici di un tacco e si aprii la porta. Era un sogno. Gia’ senza trucco era da panico ma adesso era una donna vera.

Aveva messo cinghia lunghe finte con le guance truccate che evidenziavano zigomi meravigliosi e magri. Un rossetto rosso fuoco e due labbra belle marcate. Aveva un paio di jeans all’inguine con sotto autoreggenti nere che massaggiavano gambe stupende. Un tacco 13 meraviglioso con laccetti che si arrampicavano sulla caviglia. Senza dirle niente mi alzai di shitto e la iniziai a baciare sul collo dolcemente stringendola a me con forza. Adoro sentirmi maschio. Salii lungo la guancia andando a cercare la bocca.

Aveva un profumo da donna forte. La strinsi forte a me per fargli sentire che ero eccitato. Le nostre lingue cominciarono ad incrociarsi e iniziai a palparle il culetto. Era duro e sodo ed entrava in una mano. Cominciai a darle piccole sculacciate dolci sempre piu’ forti mentre le lingue continuavano a cercarsi e le bocche erano piene di saliva. Pomiciava veramente bene e in maniera sensuale. Adorava ciucciarmi la lingua. Avevo un erezione esagerata.

Le presi la testa e la feci abbassare dolcemente. La stronza sentiva il pacco duro e inizio’ a leccarmi da fuori le mutande, stavo impazzendo. E facendolo mi guardava egli occhi, ma con occhi a cerbiatta. Le ciglia finte sbattevano sensualmente. ” Sono brava ? ” mi disse – Ed io ” No, tu per questa notte sei la mia ria preferita e adesso, o meglio tra poco io ti INCULO. Emise un mugolino.

Non resistevo più’. Lo tirai fuori e glielo misi con forza in bocca. Capii subito che amava essere trattata da vera torretta. Lo spinsi con forza nella sua bocca arrivando sino alla fine della sua gola. fece un gesto arraffante. Emise un grande tossito mentre la bava colava dal cazzo. ” Brava la mia torretta, succhia che ti piace”…. Incominiciai a porle delle domande mentre succhiava, su quanto le piacesse il cazzo e lei rispondeva mugugnando.

” Voglio sentire chiaramente che sei troia” sfilandole il cazzo dalla bocca. ” sii sono la tua troia ” urlo’…..Le rimisi il pene in bocca tappandole il naso. Aveva una bocca calda e una capacità di succhiare in maniera molto forte al punto che le guance si restringevano. Adoro vedere le gote che prendono la forma del cazzo. Presi l’arnese e lo feci respirare, rischiavo di venire. Mentre mi guardava con occhi da cerbiatta dolci, cominciai a sbatterle il pene in faccia.

La scena era eccitante perché dall’alto vedevo il suo culetto bello rotondo mentre restava in ginocchio e aveva gambe aperte. Notai che era in erezione totale e era eccitante vederglielo uscire dalle mutandine di pizzo. Una scena veramente da film. Il suo profumo era inebriante. Decisi di sdraiarla sul divano e metterla a pecorina. Sono stato sempre un notevole leccatore di culetti. iniziai delicatamente a massaggiarle il cubetto e vedevo che il buchino cominciava a muoversi.

Aprivo e chiudevo le chiappette mordicchiando con enfasi e lasciando strisce delicate di saliva. Non volevo raggiungere ancora il culo. Sentivo che era eccitata con una voce flebile da donna. Ad un tratto con colpo deciso affinai la lingua puntando sul buco vero e proprio…. affondai di colpo e lei emise un piacevole urletto. Era curiosa di vedere la mia faccia arrapata e spesso si girava guardandomi intensamente. Iniziai a leccare con forza con la punta delle lingua rigida mentre schiaffeggiavo il cubetto con forza.

Aveva il buco completamene insalivato. La girai di shitto con la pancia sopra. Afferrai le sue caviglie, le misi sulla mia schiena e mi abbassai per pomiciarla. Adoravo passare il cazzo lungo il cubetto senza entrare. Stava impazzendo. Con un colpo secco l’avvicinai a me e entrai dolcemente dentro lei. La prima botta la diedi con la lingua nella sua bocca che mugolava. Tentava di dire qualche cosa ma aveva il culo pieno di me e la bocca piena della mia lingua.

I primi colpi furono dolci e mi divertivo a metterle le dita nella bocca. Succhiava e mugolava. Decisi che era il momento di scopare seriamente. Iniziai a incularla accelerando piano piano sino a raggiungere una velocità molto forte. avevo reiniziato a correre per cui ero resistente. La agguantavo caviglie allargando le sue gambe in modo da entrare meglio. Aveva un viso eccitatissimo e io impazzivo. Adoravo rallentare e di botto mandare dei colpi molto forti al punto che tavolta la dovevo tirare a me essendo arrivata sulla sponda del letto.

” Adesso ridimmi che sei la mia troia malefica”. E lei ” sii sbattimi come una cagna”. Quando rallentavo mi abbassavo verso di lei pomiciandola. Tenere strette le caviglie esili era eccitante. Mordicchiavo le caviglie e le succhiavo. Adoravo quell’intimo che aveva addosso. La feci alzare in piedi e mettere a pecorina. Ma la cosa divertente fu metterle le braccia dietro la schiena e tenerla bella serrata. Avevo bloccato le sue braccia. Era in bilico sorretta solo dalla mia forza.

Le piaceva da morire. La lasciai cadere sul letto. La presi e la misi di fianco entrandole trasversalmente nel culo, mentre bloccavo le sue braccia all’altezza della testa. Ero eccitato perché non venivo. Il preservativo era un ritardante e non sentivo eiaculazione. La pompavo forte e dolcemente. ” Adesso la mia troia deve darsi da fare” Le dissi. Mi spostai sulla sedia prendendola per mano, e stampai uno smorzacandela colossale. Era lei adesso che saliva e scendeva dal cazzo con forza.

Dal sudore le era colato il trucco e la cosa mi eccitava. sbattevamo così’ forte che la sedia si alzava. Aveva una schiena tipica delle ballerine classiche che a me fa impazzire. Sentii che stavo venendo ma volevo farmelo succhiare. Mi alzai e sfilai il preservativo mettendogli in bocca l’asta. Quando capisco che una tra vuole essere trattata da troia mi diverto perché io stesso sono un gran porco. iniziai a muoverlo con forza tappandole il naso.

Notoriamente e spesso schizzo molto e fu proprio così’. Nel momento in cui sentivo lo sperma salire le chiusi la sua bocca e sentii la crema calda scorrere in bocca. Stava ingoiando tutto. Aperta la bocca vidi la scena che amo di più’…Le colava sperma e saliva. Io con il dito la raccoglievo e le rimettevo nella bocca…Lei gradiva molto. Terminata la scopata andò’ in bagno a lavarsi il cubetto. Entrai anche io per lavarmi.

Alla vista di quel culetto nuovamente mi venne dritto e la scopai dentro la vasca con un getto di acqua calda. Diventammo amanti fissi !!!.

W la Svizzera

Questa è una storia realmente accaduta che mi è successa un po’ di anni fa e siccome è la prima volta che scrivo, chiedo scusa per eventuali errori.
Luglio 1990, in Italia ci sono i mondiali di calcio, l’Argentina batte gli Azzurri in semifinale e tutti sono incazzati neri, mentre io sono al settimo cielo perché ho (s)battuto la Svizzera ed è come se avessi vinto la Coppa del Mondo. Ma cominciamo dall’inizio: io e sei miei amici eravamo un gruppetto di ragazzi ventenni che non sfregavano una figa neanche a pagare e quindi dopo che ogni volta facevamo ritorno dai locali notturni, ognuno a casa propria si sfogava con la mano a suon di seghe ripensando alle ragazze viste in discoteca.

Finché un giorno dell’estate del 1989 Giorgio, il bello del gruppo, si intorta una ragazza svizzera, Christine, un gnoccone da paura, bionda non molto alta, ma con due tette ed un culo da paura. Noi del gruppo eravamo contenti per lui, ma anche un po’ invidiosi per la fortuna che aveva avuto nel scoparsi quel gran pezzo di fica. Dopo una settimana Christine se ne torna a Ginevra in Svizzera e Giorgio riprende a girare con noi.

Passa l’estate, poi l’autunno e l’inverno ed un giorno verso la primavera inoltrata Giorgio ci dice che ha sentito per telefono Christine e gli avrebbe detto che sarebbe tornata in estate con un’amica. Arriva finalmente giugno e verso la fine del mese ecco arrivare Christine con la sua amica, Nathalie. Quando ce la presenta rimaniamo tutti a bocca aperta: se Christine era una gran figa, Nathalie lo era ancora di più, una via di mezzo tra Cindy Crawford e Claudia Schiffer (le top model in voga a quel tempo).

Bionda, altezza 1,70, occhi azzurri, una terza di seno ed un culetto da favola, un modo di fare gentile, ma al tempo stesso indifferente, come per dire: “so di essere una gran figa, ma sono qui solo per far compagnia alla mia amica, non cerco avventure quindi non rompetemi le palle”. Alla sua vista ho avuto come un colpo al cuore ed uno alla patta dei pantaloni che mi sembrava di impazzire. Poi tornato in me, la mia mente ha cominciato a pensare che mi sarebbe piaciuto provarci, ma che non avrei avuto nessuna possibilità con quel figone e quindi piuttosto di fare una figura di merda era meglio farneticare con la mente.

Cominciamo tutti quanti a uscire con le ragazze, di giorno al mare e la sera per i locali della riviera. Mentre Giorgio si scopazzava Christine, gli altri miei amici, a turno, provano ad avvicinarsi ad Nathalie, ma questa manteneva sempre un atteggiamento un po’ distaccato. Alla fine ero rimasto l’unico che se ne stava buono, tanto sapevo che se non c’erano riusciti gli altri figurati io. A me bastava, quando non dovevo lavorare, stare in sua compagnia, scarrozzarla ovunque lei volesse mente Giorgio si scopava la sua amica e poterla ammirare al mare con quel suo bikini striminzito in modo di ammazzarmi di seghe appena tornavo a casa.

Ogni volta che mi guardava negli occhi avevo un rigonfiamento nei boxer e mi sforzavo di stare calmo,di girarmi da un’altra parte e fare finta di niente, mentre invece le sarei saltato addosso e l’avrei violentata davanti a tutti. C’erano delle volte che mi guardava e si atteggiava che non riuscivo a capire se volesse sfidarmi oppure era la mia mente offushita da tanta bellezza a fantasticare. Arriviamo all’ultimo giorno, l’indomani mattina sarebbero ripartite.

Nel primo pomeriggio vado al mare per poter ammirare quel dolce corpo per l’ultima volta. Prendiamo il sole, facciamo diversi bagni, chiacchieriamo e soprattutto non mancava occasione per poterla ammirare. Verso il tardo pomeriggio decido di andarmene, saluto Christine e Nathalie, augurando loro buon ritorno a casa sperando che si siano divertite. Mentre sono a casa, dopo aver fatto una doccia, suona il telefono:
“Ciao Massimo, sono Giorgio. “
“Ciao Giorgio, che hai fatto?”
“Sai, le ragazze hanno chiesto se le portiamo fuori a cena stasera.

Domattina partono e stasera si vogliono divertire. “
“A parte il fatto che devo fare il turno di notte al lavoro, ma che cazzo ci vengo a fare? A tenere a bada l’amica mentre tu ti trombi Christine?” gli rispondo un po’ seccato, perché non avevo voglia di stare ancora con il cazzo duro tutta la sera per poi tornare a casa e finire il lavoro con la solita mano.
“Ma Nathalie ha chiesto espressamente di te” ribatte lui.

“Co.. come ha chiesto di me?” balbetto io.
“Si, mi hanno chiesto un’uscita a quattro: io, Christine, Nathalie e te. Dai chiama al lavoro e chiedi di stare a casa stasera”
“Ok, chiamo subito e ti faccio sapere. “
Chiamai subito al lavoro con il cuore in gola e quando il mio capo mi disse che non c’era problema, lo ringraziai dicendogli che mi sarei sdebitato.
Richiamo subito Giorgio e mi dà appuntamento a casa sua per le 19:30.

Al solo pensiero di stare con lei mi si rizzava subito, così decido di vestirmi comodo bermuda larghi e camicia bianca fuori. Esco a vado a prendere Giorgio e con la mia macchina andiamo a prendere le ragazze all’albergo. Appena escono dall’atrio dell’hotel guardo Giorgio ed esclamo: ” Che pezzo di fighe che sono…. “.
Tutte e due si erano messe un vestitino aderente fino a mezza coscia che risaltava le loro curve, con ampia scollatura davanti e tacchi a spillo, stì capelli lunghi biondi e due tette che sembravano avere due chiodi al posto dei capezzoli.

Sembravano due zoccole e noi due i protettori che le portavano al lavoro. Salgono in macchina ed il mio sguardo non può che dirigersi in mezzo alle loro cosce e notare le loro mutandine di pizzo bianche. Rosso come un peperone le saluto e ci dirigiamo al ristorante. Mangiamo dell’ottimo pesce e ci scoliamo due bocce di Greco di Tufo. Avevo bisogno di alcool per lasciarmi andare da tanta bellezza. Finito di mangiare, decidiamo di andare sul porto canale dove c’è un baretto a berci una birretta: è un posto dove mezza città si riversa, quando ci sono serate molto calde, per prendersi un po’ di brezza marina.

Però quella sera c’era un gran bordello di persone, così decidiamo di andare un poco più avanti dove c’era un circolo velico. Il custode fa un po’ storie ma le due ragazze con aria civettuola lo convincono a darci da bere. Si era fatta quasi mezzanotte e faceva ancora caldo e così decidiamo di andare in spiaggia a prendere più aria. Andiamo verso la macchina e Nathalie mi chiede se poteva guidare lei. Acconsento dicendole che le avrei fatto da navigatore.

Mentre andavamo, ho notato che intanto Christine si era riversata sul pacco di Giorgio e glielo stava tirando fuori. A quella vista mi è diventato subito duro. Arrivati in fondo al litorale, Nathalie parcheggia l’auto e dice: “Voglio andare a vedere il mare” e così se ne esce lasciandomi solo con quei due che dietro erano ormai pronti per scopare. La raggiungo subito dopo e con naturalezza le prendo la mano dato che faceva fatica a camminare nella sabbia con quei trampoli e la sostengo mentre se li toglieva.

Mentre andavamo verso la riva notammo un centinaio di metri più in là un falò con un gruppetto di persone intorno che suonavano la chitarra e probabilmente si facevano delle canne. La luna piena all’orizzonte si stava alzando lentamente e la sua luce, dà fioca diventava sempre più splendente e si rifletteva sul mare.
“Facciamo un bagno?” mi chiede cominciando a togliersi quel poco che la copriva rimanendo nuda come mamma l’aveva fatta.

“Va bene” gli rispondo mentre mi spoglio anch’io. Avevo il cazzo in tiro, ma non m’importava niente anzi speravo che lei lo notasse. Entriamo in acqua e ci tuffiamo, l’acqua era calda e quindi mi rimase duro. Mi avvicino a lei ed esclamo: ” Nathalie sei stupenda…”.
Lei avvicina la sua labbra alle mie e mi bacia appassionatamente. La stringo a me, volevo farle sentire il mio cazzo che sembrava scoppiare. Comincio a toccare quel corpo tanto desiderato, finalmente: tette, chiappe e la sua bellissima figa.

Con la mano prende il mio arnese e comincia a muoverlo delicatamente. Mi stacco dalle sue labbra e scendo fino alle sue tette che nel frattempo erano diventate sode, volevo baciarle, leccarle, succhiarle perfino dare dei piccoli morsettini a quei capezzoli tanto erano diventati rigidi.
Torniamo a riva, la faccio girare verso la luce della luna, mi metto in ginocchio, le allargo un poco le gambe ed inizio a leccarle la figa. La volevo guardare negli occhi mentre la leccavo; il sapore salato del mare piano piano lasciava il posto a quello dei suoi umori.

Era uno splendore vedere come si lasciava leccare, come pian pianino il suo corpo ed i suoi capezzoli sì irrigidivano. “Oh mon Dieu, oh mon Dieu…. ne arretez pas, oui, ouiii…. “. Quando godeva parlava in francese.
A quel punto aumento la velocità, le infilo la lingua e un dito dentro la sua figa ormai fradicia, la sento fremere sempre di più fino a quando mi viene in faccia. Continuo a leccarla come un forsennato, non voglio perdermi neanche una goccia del suo piacere.

Poi mi alzo e la bacio per farle sentire il suo sapore.
Raccogliamo i vestiti per terra, mi prende per l’uccello come se fosse un guinzaglio e senza mollarlo ci spostiamo più su verso la duna. Ora la luna si è alzata completamente e camminare con quel bel culo nudo illuminato davanti a me, me lo fece diventare duro come l’acciaio. Arrivati alla duna mi fa stendere sulla sabbia, si mette a carpioni e comincia a farmi un pompino.

Sentivo i suoi capelli accarezzare la mia pelle e la sua bocca muoversi su e giù sul mio arnese. Dopo dieci giorni di attesa non potevo sperare di resistere a lungo; difatti sentivo che stavo per venire, le si accorse e cominciò a muoversi velocemente fino in fondo quasi volesse a staccarmelo. ” Nathalie, sto per venire…. “.
“Viens en ma bouche, viens, viens…” di nuovo in francese, mi faceva impazzire e così la riempii di sborra.

Ingoiò e mi leccò tutto facendo attenzione a non perdere neanche una goccia del mio sperma. Me lo ripulì tutto per bene facendolo tornare ancora più duro,
“Ti desidero Nathalie, è dal primo giorno che ti ho incontrata che ho voglia di te, di entrarti dentro e sentirti mia” le dissi.
Si mette a cavalcioni appoggiandosi con le mani all’indietro, si avvicina alla mia faccia con la figa come per farmela vedere da vicino, gliela insalivo anche se non ce n’era bisogno poi ritorna un po’ indietro, con le sue dolci manine apre le grandi labbra della sua figa e se lo infila dentro senza fatica tanto era bagnata.

Comincia a muoversi delicatamente come per gustarsi ogni pompata e a gemere come una cagna: ” Oui… oui… continue… plus fort, plus fort… je viens…aaah… je viens…”. La giro, lei sotto ed io sopra, la penetro lentamente aumentando la velocità dei colpi. Con le mani mi prende i fianchi, nella foga mi infila le unghie nella mia carne, sono talmente infoiato che non sento dolore (anche se il giorno dopo mi accorgo di avere il corpo tutto graffiato).

La scopo violentemente facendola venire diverse volte. Ormai non capisco più niente, la metto a pecorina e riprendo a chiavarla, la tiro su verso di me, le prendo le tette e continuo a chiavarla fino a quando la sento tutta tremante mugolare:
” Oui, viens, viens avec moi…” di nuovo in francese. Le sborro copiosamente dentro la figa mentre lei si contorceva e urlava dal piacere.
Tiro fuori l’uccello e comincio a leccarle la figa con il mio sperma, poi la giro e le infilo la mia lingua nella sua bocca: volevo che assaggiasse il mio sperma infarcito del suo odore.

Mi bacia appassionatamente con le lacrime agli occhi.
Mi stendo di fianco a lei spompato, la sua mano mi accarezza e piano piano scende giù. Al contatto con la mani, comincia a rigonfiarsi.
” Fumiamo una sigaretta? Mi chiede
“Volentieri”
Le accendo la sigaretta, poi accendo la mia.
“Sono venuta in Italia solo per accompagnare una mia amica e godermi un po’ di mare. A Ginevra sto con un ragazzo da quattro anni.

Conoscendo la vostra fama di latin lover, ho cercato di tenere un comportamento un po’ distaccato proprio per evitare fraintendimenti”. Sembrava che volesse scusarsi.
“Beh, devo dire… che c’eri quasi riuscita” mormorai sorridendo.
“Solo che a forza di sentire quella vacca di Christine raccontare tutte le notti le gesta amatoriali di Giorgio, mi ha fatto venire una voglia pazzesca”
“E perché hai scelto me?” le chiedo curioso.
“Perché sei una persona timida come me, e nonostante mi divorassi con gli occhi, non sei stato invadente e appiccicoso, ma hai saputo aspettare l’occasione giusta.

Nessuno mi ha mai fatto godere come te questa sera. Ti adoro”. Spegne la sigaretta, si gira e si mette alla pecorina: “Ti va di riprendermi da dietro? Mi è piaciuto da morire…”,
A quelle parole mi è ritornato duro come l’acciaio, spengo la sigaretta e mi volgo dietro di lei. Che culo che aveva, sembrava un’opera d’arte. Rimango qualche minuto ad ammirare e accarezzare quello splendore. Poi avvicino il mio viso e incomincio a leccare la sua passera mentre con le mani le allargavo le natiche.

Poi piano piano mentre le infilo due dita nella figa vado più su con la lingua fino ad arrivare all’orifizio del suo bel culetto. Quando stavo per entrare con la lingua la sento irrigidirsi.
” No, lì no…” mi dice.
“Non ti preoccupare e rilassati: il mio desiderio è che ricorderai questa notte per tutta la vita” le rispondo caldamente, ma deciso.
Ricomincio a leccarle la figa per poi ritornare su a lubrificarle il culo e continuo questa danza con la lingua e le dita finché non si lascia andare completamente.

La penetro nella figa , mentre con le mani le allargo le natiche facendo colare la mia saliva sul buco del culo, poi comincio a sfiorarla con un dito, girando attorno all’orifizio. Sentivo che cominciava a gemere, rallento la penetrazione dolcemente fino ad estrarlo per poi poggiare la grossa cappella sul suo buchetto.
” Ora te lo metto nel culo…” le dico deciso.
“No, ti prego no… ho paura…”
Feci entrare la cappella e poi mi fermai.

Emise un grido di dolore accompagnato da parole che non capii, ma che potevo immaginare. Rimago impassibile mentre continuavo a sputare sulla mia verga per poi procedere lentamente fino a quando arrivo fino in fondo. Ho coronato il sogno di una vita, la mia prima inculata per di più con una figa stratosferica. La inculo, lo tiro fuori, glielo metto nella figa, glielo rimetto nel culo. Nathalie è partita con la testa, urla e gode come una troia.

Mentre la inculo la tiro su, le prendo le tette con una mano mentre con l’altra le sgrilletto il clitoride, le riempio di baci la spalle, le sussurro nell’orecchio. : “Ti sto sfondando il culo, amore mio… Ti piace prenderlo nel culo, eh?… Senti come ti sto inculando, troia. Si, sei la mia troia, sii..”.
Lei sembrava indemoniata e urlava:” Oui, je suis une putain…. je suis ta putain…. oui, je t’adore… baise mon cul… baise-moi, baise- moi… Ouiii…”
Ora il ritmo è frenetico: “Ti riempio il culo di sborra, sii… vengoooo”
” Oui, viens mon amour, je viens aussi moi….

aahh, ouiiii…. “
Le vengo dentro, mi sento morire, ma continuo a incularla a venirle copiosamente dentro finché spompato mi lascio cadere sopra di lei.
Poi fece una cosa che mi lasciò di stucco; liberatasi dal mio peso cercò tra i vestiti per terra i miei boxer e li usò per pulirsi il culo pieno del mio sperma. Poi se li portò sulla bocca e cominciò a leccarseli. “Questi li tengo come regalo, in ricordo di questa notte”
“Anch’io volevo chiederti di regalarmi le tue…” le dissi.

Le le prese, le strofinò assiduamente sulla sua figa fradicia, mi diede un gran bacio e me le porse.
“Merci, Massimo…”
“Merci, Nathalie “.
Ormai erano quasi le cinque del mattino e all’orizzonte stava per spuntare l’alba. Ci rivestiamo, metto le sue mutandine odorose nella tasca dei bermuda, lei i miei boxer impregnati nella sua piccola borsa e torniamo verso la macchina. Christine e Giorgio si erano addormentati mezzi nudi e così ho potuto ammirare anche la figa e le tette di Christine.

Le riaccompagniamo all’albergo senza dirci una parola, fra poche ore sarebbero ripartite. Al momento dell’addio, dico a Christine che la prossima volta che tornano in Italia le ospito a casa mia, tanto a casa mia c’è solo del posto. Guardo Nathalie negli occhi e la bacio appassionatamente per l’ultima volta. Le mi mette una mano sul pacco e mi ringrazia ancora. E mentre parto con la macchina mi saluta con la mano fino a quando non sparisce dalla visuale.

Non l’ho più rivista. Una settimana dopo ricevo una lettera, francobollo svizzero.
“Sono sola qui in casa con i tuoi boxer tra le mani. Sento ancora il tuo odore. Ti adoro, un bacio dappertutto. Nathalie “.
Christine ci invita a trascorrere il Capodanno in montagna a casa sua. Spero di rivederla, ma Christine mi dice che Nathalie è rimasta incinta del suo ragazzo. In cuor mio pensavo chissà se, mentre stava chiavando con lui, pensasse ancora a me.

Comunque Christine vedendomi un pò intristito mi dice:”Sai, qui si è sparsa la voce e io e altre sei mie amiche vorremmo usufruire della tua disponibilità. È ancora valido il tuo invito per la prossima estate, Massimo?”.
” E me lo chiedi?” rispondo sorridendo.
Così l’estate successiva mi ritrovai in casa sette ragazze svizzere. Ma questa è un’altra storia….

la loro prima volta….. in tre

Dopo l’ennesima discussione su whatsapp col mio “compare di marachelle” avevo deciso che era giunto il momento di rimpiazzarlo, di cercarne uno più “stabile”, allora il giorno dopo, recuperato un vecchio profilo su un sito di incontri, caricate nuove foto non troppo esplicite ma accattivanti ho iniziato a valutare alcuni tra i mille profili di ragazzi arrapati che mi scrivevano, risposi ad uno in particolare, ora nn ricordo cosa mi aveva attratta di quel profilo, forse le foto ke sembravano reali, iniziato a chattare, gli confesso la mia bisessualità e il mio gusto x le donne, lui coglie al volo l’occasione e mi dice di avere un’amica con la quale da tempo cercano una bisex….

In un weekend combiniamo l’appuntamento, lei vive da sola, quindi saremo suoi ospiti, iniziamo a chattare in gruppo, ma anche io e lei da sole, fino al lunedì pomeriggio. Come tutti i lunedì sera, anche quel lunedì sono andata in piscina, a fine lezione, stavolta, ho fatto una megadoccia, mi sono rilassata, poi ho indossato un bel reggiseno di pizzo nero, una culotte di raso grigio fumo con i merletti neri, ho asciugato bene i capelli, mi sono truccata leggermente gli occhi, vestita normalmente mi sono messa in macchina e 25 km dopo ero a casa di lei.

la vedevo per la prima volta (oltre alle pochissime foto che ci eravamo scambiate su whatsapp) , mi appare sulla porta una ragazza molto in carne, un viso bello tondo, un faccione che ispira dolcezza, occhi, labbra, naso tutti piccoli, indossa un paio di jeans ed un maglione nero lungo, si intuisce solo che è un po (più di un po 😛 ) in sovrappeso(ma dopotutto, anche io nn sono da meno).
Mi fa accomodare, ci salutiamo con un abbraccio, ovviamente siamo impacciatissime, ma ci sta, ci sediamo in sala da pranzo, mi offre un thè freddo alla pesca (su mio precedente suggerimento 😉 ) e iniziamo a chiacchierare un po, poco dopo mi fa fare il giro della casa: una stanza “funzionale” che diventerà una cameretta – mi dice lei – mi fa vedere il bagno, non grandissimo ma molto pratico, con un tocco di stile, per finire la camera da letto, ha stile anche qui, mi fa vedere che sia sull’armadio che dietro/sotto il letto ci sono dei faretti che accesi singolarmente danno alla camera una bella atmosfera intima, data dalla soffusa luce blu, decidiamo di lasciare acceso solo il faretto dietro il letto, allora mi avvicino a lei che è tesissima, la abbraccio e le accarezzo il viso, le braccia, i fianchi….. senza forzare troppo cerco di baciarla, lei è tesa, decide di spogliarsi da sola, io faccio lo stesso, x entrambe via scarpe, calzini, pantaloni, maglioni….. ci trovimo: io in reggiseno e coulotte, lei in perizoma, reggiseno e una canottiera che ha tenuto su tutto il tempo (credo perché si vede “cicciona”), ci siamo messe sul letto, per lei era la prima volta con una donna, allora il gioco è tutto in mano mia, inizio ad accarezzarla, baciarla tutta, prima da sopra i pochi vestiti che ci sono rimasti, lei imbarazzata cerca di imitarmi, inizia a sciogliersi, ci accarezziamo a vicenda, ci concentriamo un po l’una sui seni dell’altra, lei accarezza i mie, ancora fermi nel reggiseno, io delicatamente scosto il suo cercando e trovando uno splendido capezzolo, lo bacio, lo lecco, lo succhio, ogni tanto lo intrappolo tra i denti e la lingua, lei geme, si sta eccitando, mi accarezza come può, torno su, la bacio, la vezzeggio, mi giro sotto sopra, le accarezzo i piedi (è il debole di entrambe 😀 ) mi avvicino col viso, le faccio sentire il mio respiro, poi dolcissime le mie labbra li baciano, prima chiuse, poi le schiudo x farle sentire un lieve umido, freme mi chiama, mi cerca con le mani, allora lascio delle lievi scie di lingua a mio piacimento su quei piedi (sul dorso dei piedi), inizio a risalire, la mordicchio leggera vicino alla caviglia, avrebbe schizzato se avesse potuto….. mi giro ancora e torno a baciarla, nei suoi occhi c’è tanta lussuria, vorrebbe che fossi un uomo così da potersi far penetrare all’istante, ma non lo sono, allora decide di volerci provare lei, mi toglie il reggiseno e mi accarezza i seni, cerca i miei capezzoli, inizia a leccare il primo, ma a quel punto suona il campanello, lei si alza, si sistema un attimo e va ad aprire la porta, è arrivato il suo amico, il fortunato di turno….. io aspetto lì, sul letto, con addosso solo quella specie di slip….

rientra in camera, lui la segue dopo pochi secondi, ma lei è già tornata sul letto con me, abbiamo ricominciato ad accarezzarci, la presenza di lui la rende più sfacciata, si scioglie di più, il nostro comune obbiettivo è godere e farlo impazzire, mi cerca le labbra, mi bacia, ci accarezziamo, lui si avvicina, la sola idea di avere due porcelle così lo eccita all’inverosimile ed il suo pene è già duro, si spoglia velocemente, io faccio stendere lei, lui le da subito il suo attrezzo in bocca, i convenevoli sono stati saltati, io le prendo ancora un capezzolo in bocca, l’altro tra le dita, lo stringo appena, freme di nuovo, ora è eccitata, si farebbe prendere, usare e abusare da chiunque ora, ma ci sono – solo – io che mi sistemo tra le sue gambe, e inizio a baciarle le cosce cicciotte, l’attacco dell’inguine, ha ancora addosso il perizoma, è tiratissimo, inizio a leccare le grandi labbra, con la lingua scavo sotto il tessuto del piccolo perizoma cercando le piccole labbra, sente la mia lingua che la brama, smette di succhiare per regalarmi una forte serie di gemiti, ma vuole di più, lascia in sospeso l’amico e si sfila il perizoma, aprendomi le cosce più che può, non posso resistere a quella visione, allora la mia lingua si attacca a quella fichetta, è glabra, i pochi peli si percepiscono appena, mi concentro sulle piccole labbra e sul clitoride, purtroppo ha il ciclo e non posso andare oltre, l’assorbente interno la protegge, allora solo usando la lingua la stimolo fino a che sento che ormai è in orbita, la lecco come mai ho leccato una fica prima d’ora, lei cerca di succhiare l’uccello del suo amico tra i gemiti che continua quasi senza sosta a regalarmi, si ferma solo per dire al suo amico che la lecco da sballo….

cosa che non fa altro che compiacermi e spronarmi a farla impazzire ancora di più, il fortunello a quel punto decide che vuole giocare con me, mi si mette dietro, mi abbassa la coulotte e mi scopa senza convenevoli, non è grosso, nemmeno lungo, x la verità al di sotto della media a cui sono abituata, ma è durissimo, scopa discretamente, e io sono già un lago, lo sarebbe anche la mia lussuriosa amica, sotto la mia lingua, se nn fosse “tappata”, lui mi scopa e io lecco con ancora più foga, lei lo incita, lui sbatte forte, veloce, poi si stende, per ricevere le attenzioni delle bocche di entrambe per il suo gioiello, ci scambiano il suo pene come fosse il microfono del karaoke, un affondo in gola a testa, a turno, lo sentiamo impazzire, geme forte…..lei gli monta su, lui le allarga le natiche, non resisto, mi posiziono dietro il suo sedere e inizio a leccarle il buchino, lui le chiede: cosa sta facendo la troia?… lei: mi sta infilando la lingua in culo….

è bellissimo!!!…. le ho bagnato per bene la rosellina anale, ho afferrato l’uccello di lui, e leccavo sia lui che il buchino anale di lei per agevolarli, ma lui non era soddisfatto, la fa mettere a 90° e cerca di incularla violento, lei gli diceva di fare piano, voleva il lubrificante, avendo il ciclo era molto sensibile, allora l’ho spinto sul letto e mi sono messa a succhiargli l’uccello, così lei è potuta andare a prendere il lubrificante, al suo ritorno mi sono spostata io, sono tornata in cucina a dalla tasca del mio giubbotto ho preso due guanti in lattice (usa e getta), tornata in camera ne ho posato uno e infilato l’altro alla mano destra, ho preso il gel e ne ho messo un po sulla mano guantata, le ho unto l’ano, infilando pochissimo un dito, a questo punto ci siamo posizionate entrambe a pecora, io col mio ingombrante sederone rivolto al lato del letto, lei alla mia destra col suo culetto puntato verso di me e la faccia alla testiera del letto, lui si alzato, è venuto dietro di me, e appena ha iniziato a scoparmi, mi incitava anche a penetrare il culo di lei con la mano, io mi godevo quel cazzo ke mi esplorava la fica, ma quello ke mi eccitava di più era il culetto di lei, proprio a portata di mano, accoglieva con dolci gemiti prima un dito, poi due, con due dita le scopavo il culo, lei gemeva, godeva del mio tocco, delicato e dilatatore, infilavo ed estraevo le mie dita dal suo culo, le infilavo ancora e quando erano dentro, le muovevo, premendo sulle pareti del suo ano, che si ammorbidivano e cedevamo facendola gemere sempre di più….

sentendola godere in quel modo, il fortunello non ha resistito, le ha ordinato di girarsi col culo verso di lui, ora ci guardavamo in faccia io e lei, lei col cazzo che le occupava e le esplorava, violento, il culo ormai aperto, le si leggeva in faccia la il godimento e la lussuria di quell’assalto, mi sono distesa quasi accanto a lei ma in modo da infilarmi in parte sotto di lei, così potevo baciarla, accarezzarla, sentire i suoi seni poco più piccoli dei miei, sbattere contro i miei, a piacimento baciavo lei e poi i suoi seni, poi ne ho afferrato uno e l’ho succhiato forte, più forte che potevo, sentivo i suoi fremiti, li ha avvertiti anche il fortunello, che x divertirsi di più ha mollato il suo culo, e si è rintanato nella mia fica che era rimasta in attesa… mentre io continuavo a succhiare il seno di lei, ora lei era libera di muoversi, allora decide di ricambiarmi un po il favore, girandosi sempre a pecora sul letto, stavolta il suo culetto era fuori dalla portata di entrambi i possibili assalti, ma per divertirci entrambe mi mette in faccia i suoi meravigliosi seni e si attacca ai miei, mentre lui continua a scoparmi, a chiamarci troie, lesbiche, puttane, il turpiloquio lo eccitava, ed eccitava anche noi….

dopo un po, si stende e vuole le nostre attenzioni, ma da brave stronze puttanelle, davanti ai suoi occhi, ci scambiamo uno sguardo d’intesa, lasciamo lui su un angolo del letto e ricominciamo ad accarezzarci, a stuzzicarci, baciarci e leccarci tra di noi, intanto lui anche se messo da parte, era talmente eccitato dallo spettacolino che aveva sognato per anni (eravamo il suo fil porno in diretta) che non resisteva all’impulso di menarselo, proprio come se stesse guardando un porno (durante le riprese)….

io ogni tanto davo un’occhiata al fortunello, vedevo la sua eccitazione, allora ho detto a lei: dai, torniamo da lui, guarda come si sente solo ;)…allora ci siamo messe una da un lato e una dall’altro, a turno lo prendevamo in mano, e lo mettevamo in bocca all’altra, lei usava spesso sia le mani che la bocca, io lasciavo che la sua mano lo guidasse nella mia bocca, poi erano le mie labbra a segarlo, mentre la mia lingua gli massaggiava la cappella….

lui volle farsi leccare il buco del culo, non potevo chiedere di meglio, lo feci, e appena la mia lingua accarezzò la sua rosellina, lo sentì gemere, e la rosa si aprì al mio tocco, gli dissi che era una puttanella anche lui, lo dissi a lei: guarda come si sta aprendo per me, per noi :)… ebbe un momento di timore, e disse che non gli piaceva quel gioco, scherzando gli ho sollevato e piegato le gambe col mio stesso corpo a fare da fermo, lasciando il suo buchetto ancora vergine, esposto al “pericolo”….

con la mano guantata ho accarezzato quel buchino che sembrava pronto ad aprirsi, lo abbiamo leccato a turno, io, poi lei, poi ancora io….. era così bagnato e lui gemeva e godeva delle nostre lingue, il cazzo gli pulsava, allora ho lasciato andare le sue gambe, concedendogli una posizione più comoda e piacevole, a gambe distese, io mi sono messa al suo lato, per prendergli il cazzo in bocca comodamente, lei, la sua amante da una vita, tra le sue gambe,la sua mano era più piccola della mia, lei desiderava fargli provare la sensazione di avere il culo occupato da sempre, così, è stato il suo piacere, mentre io gli segavo il cazzo con le labbra, dando una succhiatina qui e la, infilarle dolcemente un dito nel culo, lento e dolce, ma tutto il dito, poi due, e iniziare a stuzzicargli, sotto mie indicazioni, la prostata, con la l’altra mano gli accarezzava le palle e ogni tanto quello che lasciavo del suo cazzo, i suoi gemiti erano forti, intensi, profondi, e sempre più veloci, più vicini, sentivo le pulsazioni del suo cazzo sulle labbra, allora chiudendole intorno al cazzo ho iniziato a succhiare più forte che mai, finché lui, con due dita nel culo, una mano a reggergli e stuzzicargli le palle, e la mia bocca ad aspirargli il cazzo, ci si è svuotato dentro, ho continuato a succhiare fino a quando non si è ritirato e ammosciato, stando molto attenta a non deglutire mai, quando ho mollato, lui era sfinito quasi abbandonato sul letto, lei mi guardava quasi ammirata, il suo cazzo non aveva più un briciolo di energia, allora mi sono sollevata, avvicinata a lei, le ho accarezzato il viso, poi afferrata per il collo l’ho attirata a me, per baciarla, e condividere il frutto delle nostre fatiche, sotto gli occhi increduli ed esterrefatti di lui abbiamo continuato per diversi secondi a scambiarci quel lungo bacio sborroso, sporcandoci e pulendoci a vicenda il viso con le nostre lingue, fino ad ingoiare tutto….

FINE……
o forse no ;P

P. S. ovviamente ho omesso le varie operazioni di infilare e togliere il preservativo per rendere il racconto più fluido, ma tutto si è svolto nella massima protezione e sicurezza ;).

Una domenica pomeriggio in sauna

Una noiosa domenica pomeriggio di novembre, nemmeno le partite da guardare in tv, una noia mortale. Ho voglia di scopare, così decido di andare in sauna, per rilassarmi un po’. Negli spogliatoi vedo che c’è un sacco di gente, tra loro un bel tipo moro che mi punta il pacco mentre mi cambio, lì per lì non ci faccio molto caso e vado in bagno a pisciare, nudo. In bagno c’è un tipo rasato sulla quarantina, con la coda dell’occhio vedo che mi guarda mentre piscio, mi giro e lo becco con gli occhi fissi sul mio cazzo, faccio finta di nulla e gli sfioro il culo con la mano, mentre vado alle docce.

Faccio una doccia veloce e vado nella sauna secca, dove ci sono già delle persone. Dopo un paio di minuti arriva il tipo che avevo beccato in bagno, si toglie l’asciugamano e viene a strusciarsi col culo sul mio cazzo, che diventa duro in pochi istanti. Percepita la mia eccitazione, si gira, si abbassa e me lo prende in bocca con voracità, dopo qualche succhiata mi chiede di seguirlo in camerino, non me lo faccio ripetere due volte.

Ci chiudiamo dentro e me lo riprende in bocca con una voglia incredibile, lo ingoia fino alla base più volte, fino a strozzarsi. Vorrei incularmelo ma capisco che gli piace molto sbocchinarmi, e lo lascio fare, anche perché è davvero bravo, me lo pompa per un quarto d’ora abbondante senza sosta, facendomi godere come pochi sono riusciti a fare; lo guardo mentre mi guarda godurioso, col mio cazzo tutto nella sua bocca, gli faccio cenno di continuare, accompagnando il suo movimento con la mano sulla sua testa; vuole sentirsi dominato, lo sculaccio mentre mi sbocchina, geme ancora di più, gli piace da matti essere trattato da troia in quel modo.

Più lo sento gemere più il mio cazzo diventa di marmo, erano mesi che non mi facevano una pompa così appassionata.
A un certo punto, dopo quasi mezz’ora di spompinamento, sento che devo sborrare, non ce la faccio più e lo avviso che sto venendo, per dargli modo di togliersi, ma…non ci pensa proprio a togliersi, anzi non vedeva l’ora che sborrassi; al primo fiotto di sborra lo sento godere come una vacca, non aspettava altro che la mia sborra calda a inondargli la bocca.

Una sborrata infinita, mi ha fatto godere davvero tanto la troia; e dopo aver ingoiato fino all’ultima goccia, me lo ripulisce con cura, sempre usando la bocca. Una troia con la T maiuscola, vero amante del cazzo e della sborra, sottomesso come piace a me. In genere dopo la bocca mi piace fare il culo, ma è stato talmente bravo che mi sono sentito soddisfatto anche solo facendomelo pompare.
Usciamo dal camerino, ho il cazzo ancora barzotto, il tipo che mi guardava negli spogliatoi passa proprio in quel momento e se ne accorge.

E’ un tipo completamente diverso dalla troia che mi ha appena bevuto la sborra: moro non molto alto, piuttosto giovane, molto carino di viso, fisico notevole e glabro. Lo guardo toccandomi il pacco, mi sfiora col suo corpo, e si gira: capisco che ci sta, decido di seguirlo, in fondo ho ancora qualche forza residua per farmene un altro. Nemmeno il tempo di chiudere la porta del camerino e mi ritrovo la sua lingua in bocca, il mio cazzo deve ancora riprendersi da quella fantastica pompa, ma riesce comunque a venir duro di nuovo; il tipo non aspettava altro e se lo piazza in bocca immediatamente, lo guardo pompare dallo specchio, mi ha sempre eccitato da morire farlo davanti allo specchio, quando poi ho qualcuno in ginocchio davanti a me è il massimo.

Dopo un po’ si alza e mi bacia, sento il sapore del mio cazzo ancora umido di sperma, gli passo una mano sul culo, me la prende e me la infila tra le chiappe, vuole il cazzo in culo; si gira e me lo struscia addosso, alla vista di quel culo sodo, glabro, meraviglioso, non capisco più niente e mi abbasso a leccarglielo. Ha un sapore fantastico quel buco senza peli, sa di pulito ma nello stesso tempo di maschio, per un amante del culo come me l’apoteosi.

Lo sento gemere con la mia lingua tra le chiappe, finché non mi passa un preservativo e capisco che è arrivato il momento di scoparmelo. Mi infilo il preservativo, inumidisco con lo sputo, e glielo metto nel culo, al che sento un urlo liberatorio, mi dice “è da quando ti ho visto entrare che lo volevo nel culo”. I primi colpi li do con lentezza, poi accelero piano piano, andando sempre più a fondo, glielo faccio sentire in pancia, lui perde completamente il controllo e ormai le sue urla di piacere si sentono anche alle docce, ma non ce ne curiamo.

Cambio posizione, lo metto sotto di me, faccia a faccia, lo bacio e glielo risbatto dentro, ormai il suo culo è bello aperto, e accoglie con gioia il mio uccello duro. Si allarga il culo con le mani per farlo entrare meglio, glielo ficco fino alle palle, un colpo deciso che gli fa raggiungere l’orgasmo senza toccarsi, il suo getto di sborra mi bagna la pancia, continuo a fotterlo per un po’, mi ci vuole ancora un po’ per venire avendo sborrato da poco.

Gli chiedo se devo uscire, se gli da fastidio che continuo a scoparlo, mi implora di continuare, di non fermarmi, di andare più a fondo, il lettino continua a cigolare sotto i miei colpi, da fuori si sente tutto e in realtà la cosa un po’ mi eccita, anzi se ci fosse qualcuno che ci guarda mi ecciterebbe ancora di più. Così gli chiedo se posso aprire leggermente la porta, se gli piace essere guardato, mi fa cenno di si, così apro la porta e lascio un filo socchiuso, quel tanto che basta per poter spiare da fuori quasi senza essere visti.

Riprendo a scoparmelo senza pietà, stavolta con lui sopra, girato verso di me, mentre io posso guardare verso la porta e vedere se qualcuno ci spia; tempo mezzo minuto e già si forma un capannello di gente davanti alla nostra porta, a guardarci eccitati. A quel punto, quando sono sicuro che qualcuno ci sta guardando, il mio godimento raggiunge il massimo livello e il mio cazzo esplode in quel fantastico culo, con un trionfo di sborra calda che non ha la stessa intensità del primo, ma comunque di tutto rispetto; gli sborro dentro con un urlo sovrumano, liberatorio.

Il tipo sfiancato si toglie il cazzo ancora semiduro dal culo, mi sfila il preservativo e mi ripulisce anche lui il cazzo con la bocca, poi si avvicina e mi bacia; è strano sentire il sapore del mio sperma, ma dopo una scopata così è la degna conclusione.
Non ho mai più rivisto nessuno dei due, ma conservo un ottimo ricordo di loro, e ogni volta che me lo succhiano ripenso a quella domenica, un pomeriggio così non si dimentica facilmente.

Ho rubato il ragazzo a mia sorella (Parte 7)

Mi svegliai domenica mattina con Giacomo sul mio grembo. Il mio cazzo era duro e Giacomo stava strofinandolo contro il suo. Stavo passando il fine settimana con Giacomo a casa sua ed i suoi genitori erano andati a trovare i suoi nonni dato che la nonna doveva essere operata, avevamo la casa tutta per noi, soli ed innamorati, voleva dire che stavamo per passare il giorno a letto.

Giacomo prese il lubrificante e lo usò sul mio cazzo ed il suo buco, poi fece scivolare il buco giù intorno al mio uccello.

Quando entrai in lui sentii la bella, calda sensazione familiare e vidi l’espressione di piacere sulla sua faccia. Lui cominciò a muoversi sul mio pene, io mi alzai a sedere, lo baciai, lo misi sulla schiena e sbattei dentro lui più duramente e più velocemente. Giacomo si lamentava rumorosamente quando non avevo la mia bocca sulla sua. Sentii qualche cosa di caldo colpirmi il torace, Giacomo mi aveva sborrato addosso. Ne presi un po’, lo leccai e gliene diedi da leccare mentre continuavo a spingere nel suo culo.

Sentii il mio cazzo contrarsi ed esplosi nel suo sedere.

Quando ebbi finito mi sdraiai sulla schiena, tirai Giacomo nelle mie braccia e rimanemmo così fuori del tempo. Quando interrompemmo il nostro bacio lo guardai nei begli occhi verdi, ricordai di quando mia sorella l’aveva portato a casa e di come subito avevo desiderato questo momento. Giacomo mi aveva confessato che era stato con Alice per essere vicino a me. Ma come mi aveva notato Giacomo? Prima che cominciasse ad uscire con Alice lui non era niente più che una delle tante facce a scuola per me.

Lui era un giocatore di calcio ma io, onestamente, non avevo molto a che fare con i componenti di quella squadra. Come per altri calciatori è probabile che mi chiedessi come doveva essere nudo o una piccola attrazione per lui ma nulla di più. Nulla finché Alice non cominciò ad uscire con lui, in quel momentodivenne molto di più per me.
“Giacomo. ” Chiesi. “Come mi vedevi prima?”
“Cosa intendi?”
“Ho avuto l’impressione che tu non mi abbia notato veramente finché non hai cominciato ad uscire con Alice.

Allora come mi vedevi?”
“È perché ero innamorato di Renzo. ” Non capivo cosa volesse dire, Renzo era nella squadra di nuoto con me. Un concorrente quindi, anche perché Renzo sembrava essere sempre in competizione con me per qualche ragione.
“Cosa?”
Giacomo si appoggiò ad un gomito guardando in giù dato che la mia testa era appoggiata ai cuscini. “Renzo ed io siamo stati grandi amici fin dalle elementare. Con la pubertà ho cominciato a guardare i ragazzi e le non ragazze e mi sono innamorato di lui.

Un anno fa avrei voluto confessarglielo ma avevo paura di quello che avrebbe potuto accadere alla nostra amicizia se l’avessi fatto. Beh come sai su un anno fa Renzo ha cominciato ad uscire con Sara. Non puoi immaginare come questo mi fece sentire. Ero innamorato e questo mi spezzava il cuore, volevo trovare un modo di convincere Renzo che io ero meglio di Sara per lui. Una sera in cui c’era una riunione di nuoto, ci sono andato.

Ero seduto sulle tribune ad aspettare il turno di Renzo. Quando toccò a te ti vidi sul blocco vicino a lui. Cercai nell’elenco il tuo nome e con mia sorpresa visi che eri il ragazzo di cui Renzo sparlava sempre dicendo che cercavi sempre di metterti in mostra sia nelle gare che negli allenamenti.
Io risi. “Renzo è sempre in competizione con me. Non so perché. Credo che abbia difficoltà ad ammettere di essere secondo anche se lo è.


Giacomo soffocò una risata. “Comunque c’era qualche cosa in te che mi eccitava. Ti volevo dannatamente. Quando sono tornato a casa quella sera ho guardato sull’annuario per vedere se era possibile contattarti. Quando vidi la tua foto pensai che avevi un viso proprio bello. Guardai anche la foto della squadra di nuoto nell’annuario e decisi che dovevo scoprire tutto quello che potevo di te. Non sapevo se avevi fratelli a scuola o se eri coinvolto in qualche cosa d’altro oltre al nuoto.

Per fortuna un giorno Alice era assente e tu venisti dal professore a chiedere i compiti per tua sorella che aveva dovuto andare dal dentista. ” Me lo ricordavo, Alice aveva dovuto andare a farsi togliere un dente che gli faceva male e mia madre doveva accompagnarla. “Mi ricordo che guardasti verso di me. Per fortuna ero seduto perché quando mi guardasti le mie gambe divennero di gelatina. “
Mi ricordavo quel giorno, e mi ricordavo di Giacomo.

Lui continuò. “Capii che avevi una sorella. Pensai che uscendo con lei avrei potuto incontrare anche la sua famiglia. Ricorda la prima volta che venni a casa tua?”
“Sì. ” Dissi. “Venisti a cercare Alice, ma lei non era in casa. “
“Lo sapevo che non c’era, io volevo vedere te. “
La mano di Giacomo era sul mio torace, il suo pollice si spostava sul mio capezzolo. “Ti amo Nick, sono così felice di stare con te.


“Anchio ti amo, Giacomo” Ci chinammo a baciarci e quando interrompemmo il bacio chiesi. “Esci ancora con Renzo?”
“No, chiacchieriamo qualche volta, ma ora Sara è il suo mondo. ”
“Mi spiace, Renzo può essere un po’ stupido. “
“Lo so. “

Giacomo ed io passammo la maggior parte della mattina e del pomeriggio a fare sesso. Verso sera facemmo una bella doccia bollente. A Giacomo piacque quando lo inculai nella doccia ed io ero particolarmente eccitato per il bel corpo bagnato del mio Giacomo.

Stavo pensando di dargli lezioni di nuoto e magari fare sesso in piscina. Dopo la doccia ci asciugammo e ci vestimmo. I genitori di Giacomo stavano per tornare ed io dovevo ritornare a casa.

Gli diedi il bacio della buona notte prima di andare via. Non sapevamo ancora che Alice aveva un alleato dalla sua parte contro Giacomo, il suo vecchio amico Renzo.

REGINA DEI CAZZI

Sono qui sdraiato su questo grande letto kingsize mentre sto lubrificando con la saliva la mia meravigliosa Donna che mi facilita allargando le sue belle abbondanti cosce.
La mia lingua è come se fosse a casa in un rituale consolidato sa dove andare, arrotolandosi raccoglie un po di saliva dalla bocca e come una molla la riversa nella profumata vagina, piegandosi in due e insinuandosi fra le piccole labbra ben dentro lubrificando bene le pareti di questa morbida figa, mentre con le dita la tengo ben aperta..
Lecco con minuzioso scrupolo mentre con la punta del naso sgrilletto il suo clitoride…
adoro sentirla fremere mentre l’adrenalina della sua eccitazione carica a ondate la sua libido, la mia Regina dei Cazzi è bellissima, con la sua grande sensualità esplosiva, io godo nel sentire in Lei montare l’eccitazione è bellissimo unico, come altrettanto unica è l’unione che ci lega fatta di complicità totale, senza tabù o preclusioni, adoro questa eccitante frenesia sessuale è come se fossimo un pianista con il suo piano mentre esplode l’estro artistico e i due diventano un tutt’uno nella stessa armonia… ecco incomincia a godere sento il suo respiro farsi affannato, intorno a noi è un brulicare di mani, si sente nell’aria la tensione, ci sono cinque maschi ormai eccitati frementi nel desiderio di approfittare delle grazie di questa splendida femmina, i più intraprendenti sono in ginocchio e offrono i loro cazzi alla dolce bocca della mia bella Donna e Lei non si tira indietro con quel suo saper muovere le labbra elegantemente anche succhiando un cazzo, Lei non si tira indietro sa di essere la Regina di questa sera trasgressiva, le piace essere al centro dell’attenzione di questi maschi arrapati, sentire la loro eccitazione fremere mentre le offrono i loro membri …
In questa stanza siamo in sette sei uomini tutti per Lei, ci sono mani ovunque sul suo corpo e Lei si eccita, la sento, ecco sta per esplodere nel primo orgasmo mentre la mia lingua ormai ha quasi finito di lubrificarle la figa, è pronta ad essere montata da questi cinque assatanati, uomini di tutte le età , li abbiamo scelti insieme con un annuncio su internet, gli abbiamo dato appuntamento in questa villa di un agriturismo per questa serata speciale, la serata del piacere sfrenato, senza limiti, una notte tutta per Lei per il suo piacere.

Intanto Rosy gode ha il suo primo orgasmo, scoppia sulla mia faccia e mi inonda dei suoi umori misti a gocce di pipi che non riesce a trattenere è troppa l’eccitazione che la pervade, i compagni di gioco li abbiamo scelti insieme, ma Lei si è limitata alla

scelta estetica, dalle foto dei loro visi e comunque non sapeva come erano “attrezzati sotto”, quelle foto le ho viste solo io e le ho proposto una serie di candidati, comunque so i suoi gusti, so che le piacciono i cazzi dalla cappella grossa prorompente, non troppo lunghi in quanto da altre esperienze so che se spingevano troppo le facevano male, al contrario so che ama sentire la grossa cappella che la pompa con forza nella sua figa, le piace stringere quel pistone sentire che pulsa dentro di Lei.

Alla mia Regina dei Cazzi piace essere presa con forza ripetutamente senza particolari posizioni acrobatiche, ma nella solita posizione del missionario o al massimo alla pecorina ma presa, montata, sbattuta forte con decisione, con sapiente ritmo che varia, con momenti frenetici e momenti ritmati, meglio se con altri uomini intorno che la palpano, la toccano, l’accarezzano, cosi Lei gode ripetutamente sotto questi uomini che si alternano senza sosta, sono grappoli di orgasmi che la fanno fremere, la fanno urlare, lo so sono pazzo ad accondiscendere a queste fantasie, a proporre alla mia Donna di fare la porca senza limiti con questi sconosciuti, ma la cosa mi eccita mi prende l’anima, sentirla cosi appagata, baciarla mentre viene scopata, sentire dalle sue labbra il suo piacere, sentire le sue mani, le sue unghie che mi stringono, si insinuano nella mia pelle mentre gode, mentre si sente vera Regina padrona del piacere.

Sento il suo piacere riversarsi in me, non mi sento umiliato o come si dice cornuto, questi uomini sono strumenti di piacere so che Lei mi ama e sono io il suo vero amore e se anche un domani dovesse finire tutto so che ho vissuto una storia unica e penso irripetibile.
Ora mi sposto, è pronta lascio il posto al primo suo amante un bel ragazzo di 35 anni, moro occhi scuri, faccia da furbetto, il suo arnese è di buone dimensioni e con una grossa cappella che ho visto essere apprezzata dalla bocca della mia Regina dei Cazzi che l’ha insalivata ben bene e ora sta per affondare nella figa della mia Rosy, io mi sposto a lato mi chino a succhiarle il seno mentre Lei si inarca e “primo” la penetra con delicatezza ma sino in fondo allargandole la vagina e facendola sussultare, incominciano una serie di colpi forti e frenetici, l’uomo aveva accumulato una bella dose d’eccitazione che ha voglia di sfogare, mentre la monta in profondità la guarda, Lei si inarca e gli va incontro ad ogni affondo, vedo che sta per arrivare il secondo orgasmo, mentre le sto baciando il collo e le sussurro all’orecchio “ti adoro Zoccolona, sei la mia Zoccolona , sei bellissima…” Lei gode gode urla mentre primo accelera e si vede che sta per venire e riempire la figa della sua sborra, ecco anche lui si inarca e spinge forte irrigidendosi sulle gambe e bloccandola mentre la sua sborra inonda la vagina della mia Regina…
Lei sussulta ancora singhiozza socchiude la bocca, primo estrae il suo cazzo e lo scrolla sulle grandi labbra di Rosy facendo cadere l’ultima sborra su quelle morbidi appendici ormai completamente allagate di umori.

Intanto intorno a noi è un assedio di corpi, tutti estasiati nella visione di quella Femmina immersa nel suo frenetico piacere, primo non fa in tempo a spostarsi che ecco “secondo” lo sostituisce con l’irruenza della gioventù, è un ragazzo di 24 anni alto, con un corpo ben scolpito da lunghe sedute di palestra, ha il cazzo teso allo spasimo si vede che ha voglia di godere, mi sa che questo non durerà molto, la dotazione di secondo è decisamente notevole un bel cazzone con una cappella non tanto grande rispetto al notevole diametro del cazzo.

Questo ragazzo è troppo irruente, gli dico di fare con calma tanto Regina dei Cazzi non scappa è tutta per lui.
Rosy allarga bene le cosce per facilitare l’ingresso di quel cazzone e io prendo una sua caviglia e facilito la penetrazione, faccio in modo che la gamba destra della mia Donna sia ben verticale mentre secondo glielo sbatte dentro con foga facendo sussultare la mia Rosy che nonostante la figa ormai ben lubrificata dallo sperma e dai suoi umori sente il cambio di dimensione e stringe con forza le braccia del suo nuovo amante che non perde tempo e incomincia a stantuffarla con la sua foga giovanile, non le da tregua e Lei incomincia a godere di quell’energia si inarca aggrappandosi alle sue forti braccia, butta indietro il viso sentendo arrivare il nuovo orgasmo e io ne approfitto per baciare quella labbra che odorano dei cazzi che ha succhiato, mi prende in bocca un labbro e lo morde mentre sento il suo orgasmo che arriva imperioso.

Secondo la sbatte forte, Rosy gode gode esplode in un fortissimo orgasmo e urla mentre lui implacabile la scopa la guarda negli occhi e le urla “sei una troia, sei una puttanaaaaa” e gode dentro di Lei riempiendole la figa, lo sperma è talmente tanto e lui non smette di stantuffarla che la sborra rumorosamente schizza fuori fra il cazzo e il clitoride della mia bella Donna.
Secondo crolla esausto su di Lei singhiozzando, passano secondi interminabili sentendo i loro respiri ansimanti, poi si riprende e le bacia il seno estraendo il suo cazzone lasciandolo colare sul lenzuolo…
Al fianco opposto al mio si è inginocchiato sul letto quarto, un sessantenne grasso e non particolarmente attraente ma sicuramente molto porco e con un cazzo veramente grosso e tozzo, con le sue rugose mani ha approfittato del momento di pausa per infilare le grasse dita nella figa della mia Donna, le rigira dentro quella morbida rosa piena di sborra, le sporca tutte raccoglie tutti quegli umori e poi gliele infila in bocca facendosele succhiare, Rosy ama questi gesti, le piace sentirsi sporca di sborra, sentire l’odore dei maschi mischiato al suo e lecca avidamente succhia mentre con la mano sega il cazzo del porco, poi si gira apre gli occhi e mi sorride con le labbra imperlate di sborra, lo so vuole essere baciata vuole condividere con me quella sensazione porca e sporca…
e io non la deludo la bacio e le dico “ti amo mia Regina”.

Mentre la bacio ecco il terzo che si presenta a riscuotere il suo momento di piacere, è un uomo mio coetaneo di 50anni, alto 175 tarchiato e completamente glabro, è un camionista è l’unico che abbiamo già incontrato e conosce bene quella dolce vagina che ha già scopato due volte, la prima in particolare è stata sul cofano della mia macchina in una sera di primavera in un area di servizio sull’A1, si chiama Carlo è un buon scopatore a Rosy piace perchè ha un modo di muovere il bacino particolare che la fa godere “come una vacca in calore”, cosi mi ha detto di sentirsi vacca mentre la monta e lui è un buon toro.

Regina ora è più tranquilla e si lascia prendere da Carlo che incomincia con quel suo particolare movimento pelvico e inizia a montarla, a lui piace stringerla per i polsi mentre la sbatte mettendole le braccia allargate, cosi facendo toglie la mano della mia Lei che sta segando il vecchio porco che si incazza e allora si porta vicino alla faccia di Regina e le struscia il cazzo sulle guance, i due commentano con frasi tipo “… sta troia da monta..” “ sei una vacca da monta …” “… guarda come ti allargo la figa puttana…” “.. succhia, leccami il cazzo zoccola” a Lei piace sentirsi la più troia delle troie, sentire l’odore, il sapore dei maschi, sentirsi penetrata, presa, limitatamente abusata, e ricomincia ad inarcarsi, l’orgasmo le arriva di nuovo e questa volta conoscendola sarà più forte più devastante, le sue gambe si muovono sincrone con il movimento del camionista , io mi accuccio e le lecco il seno, con una mano le strizzo il capezzolo sinistro mentre con le labbra le succhio il destro, anzi per meglio dire lo risucchio, Regina ha un seno abbondante grande morbido imperioso, una sesta abbondante e io mi godo quel ben di Dio mentre la sento ansimare sempre più forte, le sento il cuore sempre più accelerato, sta per godere anche se il camionista non da segni di arrivare e la sbatte implacabile senza smettere.

Intanto il vecchio porco approfittando che Rosy ha inarcato indietro il collo le infila in gola il cazzo e ha incominciato a scoparla in bocca urlandole “succhia troia , ciuccia sta minchia, succhia vaccona” e io stronzo le strizzo i capezzoli, li tiro stringendoli fra gli indici e i pollici sino a farle quasi male, incito i due a scoparla sempre più forte, lo spettacolo doveva essere proprio intrigante infatti intorno a noi si sono avvicinati tutti menandosi il cazzo.

Con sorpresa il primo a venire è stato il vecchio porco che non ha resistito e ha schizzato in gola alla mia Regina dei Cazzi tutto il suo succo e avendo il cazzo cosi grosso Regina non riusciva a deglutire e allora le è andato per traverso e ha avuto colpi di tosse e avendo in bocca quel cazzo, la sborra le è uscita dalle narici … mai visto una cosa simile, io ho dato una spinta al vecchio che si è staccato ed è caduto sulla spalliera del letto, Regina nonostante la tosse, nonostante la sborra che la soffocava, ha incominciato a godere singhiozzando, tossendo ma godeva si inarcava, alla fine ha urlato come una tarantolata il suo piacere, in un orgasmo infinito seguita dal suo toro che non è più riuscito a trattenersi e le è venuto dentro rantolando…
Alla fine le estrae il cazzo dalla vagina e invidioso del vecchio porco ha offerto il suo cazzo sporco alla bocca della mia Rosy che presa ancora dal suo piacere glielo ha pulito con dolcezza, succhiando le ultime gocce di sperma.

E’ stata una scena indimenticabile, una vera sinfonia di sesso porco e intenso, Regina era esausta ha goduto come non mai, l’accarezzavo e Lei stufa di essere sdraiata si è messa in ginocchio venendomi a baciare, ci siamo abbracciati, è stato un piacere sentirla tutta sudata mentre le nostre lingue si intrecciavano e i nostri occhi si guardavano, intorno a noi gli altri continuavano a menarsi o guardavano la mia bellissima Donna splendida nei suoi 30anni con le sue forma mediterranee abbondanti e i suoi lunghi capelli lucidi e neri che arrivavano al sedere.

Lei si guarda intorno e vede “quinto” che con il suo carattere timido è rimasto sempre un po in disparte, quinto è uno splendido ragazzo della Costa D’Avorio alto 190 con la sua pelle lucida e nera come l’ebano che con discrezione e quasi imbarazzo di toccava il suo enorme cazzone nero, un vero capolavoro della natura che per una donna femmina e sessualmente esuberante come Rosy è una tentazione irresistibile.
Allora ho suggerito alla mia Regina di mettersi a quattro zampe sul bordo del letto con le gambe leggermente divaricate per godersi una vera completa pecorina, ho invitato Mamadou alias quinto ad avvicinarsi e ho suggerito alla mia bella Signora di lubrificarglielo ben bene con la saliva mentre io con piacere mi sono inginocchiato per terra e allargando le grandi labbra della figa di Rosy ho guardato lo stato della sua vagina che eruttava grosse gocce di sperma che quando con le dita ho incominciato a scostare le grandi labbra a gocce e grumi le colava e non ho saputo resistere alla tentazione e ho ripiegato la lingua e gliela ho infilata dentro leccando tutto in segno di sottomissione alla mia Donna, adoro sentirmi cosi porco e complice, Lei non è rimasta insensibile a quel trattamento, o forse si pregustava la chiavata di quel cazzone d’ebano mentre se lo leccava e lo ingurgitava sino in gola.

Mamadou era al massimo eccitato e pronto e allora l’ho invitato a scopare la mia bellissima Vacca, anzi mi son messo al fianco della mia bella e le ho aperto ben bene le natiche facilitando l’introduzione di quell’immenso cazzone.
Nonostante che fosse ormai ben lubrificata, larga e usata… ha faticato a dilatarsi per accogliere quel tronco d’ebano, ma alla fine presa per i fianchi da Mamadou si è lasciata montare, il ragazzone ha incominciato a scoparla con lentezza, cosa che a Rosy non piace molto, ma alla fine si è arresa e si godeva lo scorrere di quel cazzone sino in fondo alla sua vagina, gli altri intorno si godevano quello spettacolo e incitavano a montare quella troia con foga, pian piano il ritmo è aumentato e dopo qualche minuto i due amanti sono riusciti a trovare una sintonia.

Mamadou man mano aumentava il ritmo e sbatteva forte la mia Rosy,, e lei si lasciava sempre di più sopraffare dall’eccitazione, si sentiva femmina orgogliosa di esserlo, la guardavo, mi ha fatto un cenno di mettermi di fronte a lei che voleva avere in bocca il mio cazzo e farmi un pompino, a dire il vero io non ne potevo più e ho lottato più di una volta per non venire durante i suoi amplessi, sentendola urlare di piacere, ecco vedo quel movimento particolare del suo corpo che si avvicina all’orgasmo.

Io ormai non ne potevo più e tenendola per i capelli la scopavo in bocca, sentivo la punta del cazzo battere contro la sua gola, non riuscivo a trattenermi ma Lei mi lasciava fare, mentre Mamadou ormai era prossimo a venirle in pancia e la sbatteva come un forsennato con la presa sulle chiappe della mia Rosy e tirandola a se violentemente.
Rosy stava per venire l’ennesima volta la sentivo fremere , mi succhiava senza sosta sino ad un certo punto che si è messa ad urlare presa dal suo piacere e si è accasciata sul letto, mentre Mamadou senza staccarsi si è sdraiato su di Lei tenendole le gambe strette fra le sue e montandola come un forsennato, le mani di Rosy anzi per meglio dire le unghie di Rosy si sono infilzate sulle mie cosce mentre guardavo estasiato la mia Donna in estasi montata da questo ragazzone nero.

Rosy singhiozza urla stringe la mia pelle mi urla il suo piacere mentre Mamadou non da segni di cedimento, monta forte forte senza tregua, i due sono sudati e alla fine anche lui viene spingendo dentro la mia Regina dei Cazzi il suo bastone riempiendo per l’ennesima volta la figa della mia bellissima Donna.
Alla fine estrae il suo bastone si alza e va in bagno mentre Rosy resta distesa sul letto con me di fronte in ginocchio appoggiato ai talloni, le sue mani mi accarezzavano le cosce come per ringraziarmi per quei momenti di cosi grande piacere che gli ho organizzato, alla fine tutti sono venuti mancavo solo io, gli altri chi si rivestiva chi invece indugiava forse in attesa di ancora qualche attenzione da parte della mia Regina, poi uno alla volta se ne andarono tutti.

Rosy ancora sdraiata sul letto si è girata e mi ha invitato a baciarla e cosi dolcemente ci siamo uniti in quel lunghissimo scambio di amore e dolcezza, poi con una mano ha incominciato a stringermi il cazzo e sorridendomi mi dice che l’unico a non aver ancora goduto sono io e allora le dico di fare un 69 cosi con la figa piena dello sperma dei suoi amanti e Lei si è messa a cavalcioni sul mio viso con la sua sensibile figa a farsi leccare mentre con la bocca mi ha fatto venire succhiando tutta la mia sborra mentre dalla sua figa colava sulla mia lingua tutta la sborra di Mamadou e di quelli prima di lui….

Una notte indimenticabile senza tempo , emozioni, sensazioni, vissute insieme pelle contro pelle, mix di umori sapori odori…. Amore….

Ho rubato il ragazzo a mia sorella (Parte 6)

Mi svegliai sabato mattina e Giacomo era sdraiato accanto a me. Stavo passando il fine settimana a casa sua. Io ero estremamente eccitato, il mio cazzo era duro come una roccia. Giacomo stava ancora dormendo, lo circondai con un braccio, lo infilai sotto le coperte e cominciai a menargli il cazzo. Cominciai a baciargli il collo, Giacomo si mosse un po’ ed il suo pene ora era completamente duro. Iniziai a strofinare il mio cazzo sul suo buco, lui girò la testa e ci baciammo profondamente.

Presi il lubrificante, lo sparsi sul mio cazzo e sul suo buco, quindi lo spinsi dentro di lui.

Cominciai ad incularlo e lui si lamentava ad ogni spinta. Gli girai la testa e lo baciai mentre continuavo a spingere nel suo culo. Le mie dita erano sul suo torace e giocavano coi suoi capezzoli. Quando interrompemmo i nostri baci Giacomo si lamentò: “Oh Nick. ” Io sentii l’orgasmo crescere dentro di me, cominciai a spingere sempre più velocemente ed io esplosi dentro di lui.

Estrassi l’uccello da Giacomo e lo feci rotolare sulla schiena. Il suo cazzo era ancora sull’attenti. Salii sul suo grembo, non sapevo cosa aspettarmi ma ero curioso. Presi il lubrificante con cui lubrificai il mio buco ed il pene di Giacomo che non sembrava contrariato. Mi sedetti lentamente sul suo cazzo e lo sentii entrare dentro di me. Io emisi un anelito, faceva male. “Rilassati. ” Mi disse Giacomo. Lo feci e dopo un momento il dolore fu sostituito dal piacere.

Cominciai a muovermi su e giù sul suo uccello. Lo guardai e vidi che aveva la testa girata verso l’alto e stava respirando profondamente.
Mantenemmo un buon ritmo finché non sentii il suo corpo tendersi ed una calda sensazione eruttare dentro di me, capii che Giacomo aveva eiaculato. Dopo che lui ebbe finito di sborrare, mi alzai e sentii il suo cazzo abbandonare il mio buco. Mi sdraiai accanto a lui e lo baciai profondamente.

“Vorrei stare così tutto il giorno. ” Dissi.
“Sarebbe bello. ” Disse Giacomo. “Ma dobbiamo andare a fare colazione, la mamma vuole che la si faccia insieme nei fine settimana. Non possiamo evitarlo. “
“Potremmo dire che vogliamo fare colazione a letto. ” Dissi e lo baciai.
“Ho paura…” Io lo baciai. “Che…” un altro bacio “Lei non lo accetterà. “
“Ok, allora dovremo soffrire. “

Uscimmo dal letto, ci vestimmo ed andammo in cucina che odorava degli aromi della colazione.

Ci sedemmo a tavola mentre la madre di Giacomo, Samanta, stava preparando la colazione. “Nick vuoi anche delle uova?” Mi chiese.
“Sì, mi sembra una buona idea. “
“Come li vuoi?”
“Un po’ molli. ”
Il padre di Giacomo entrò e si sedette a tavola. “Giacomo, tua madre ed io più tardi andremo a trovare i nonni. Torneremo domani sera così tu e Nick avrete la casa tutta per voi. Conosci le regole.


“Ok. ” Disse Giacomo. “Cos’hanno i nonni?”
“La nonna è all’ospedale. Nulla di serio, deve sottoporsi ad un piccolo intervento, così tua madre ed io staremo col nonno. ”
Tutti e quattro facemmo colazione insieme conversando amichevolmente. Quando arrivammo a parlare della mia famiglia e del fatto che i miei genitori avrebbero accettato o no il mio essere gay e che era probabile mi buttassero fuori, Roberto disse: “Potrai stare qui se dovesse accadere.

Non devi preoccuparti, non diremo niente a loro. Anche se con quell’incubo di tua sorella, avere un figlio gay dovrebbe essere il minimo delle loro preoccupazioni. “

Poco dopo la colazione Roberto e Samanta partirono per andare dai nonni. Giacomo ed io andammo a fare una doccia. Era bello vedere l’acqua che correva giù per il suo bel corpo liscio. Mi misi in ginocchio nella doccia e presi in bocca il suo cazzo.

Salii e scesi sul suo uccello. Inserii un dito nel suo buco. In breve Giacomo stava esplodendo nella mia bocca. Il gusto del suo sperma era indescrivibile ed io lo ingoiai, amavo il sapore del mio Giacomo.
Finii di bere la sua sborra, mi alzai e Giacomo si voltò. Capii cosa voleva. Afferrai il mio cazzo duro, lo appoggiai al suo buco e spinsi dentro di lui. Cominciai a spingere, le mie mani erano sulle sue anche tirandole avanti ed indietro e sbattendo dentro di lui con rumori di schiaffeggiare.

Cominciai a tendermi ed esplosi dentro di lui.

Dopo che fui venuto e prima che mi estraessi, Giacomo girò la testa e mi baciò. Chiudemmo l’acqua e ci asciugammo. Ordinammo una pizza per cena, guardammo dei film e Giacomo mi inculò di nuovo prima di andare a dormire quella sera.
Passammo la maggior parte della domenica facendo sesso.