Archivio mensile:Settembre 2013

Harry Potter e il culo di Hermione

Anche quell’estate Harry Potter stava trascorrendo le vacanza in casa degli zii che, come sempre, non mancarono di ricordargli quanto dovesse essere grato per la loro ospitalità. Ormai Harry era adulto e non ne poteva più di stare chiuso in quella casa dove era malvoluto e soprattutto dove non aveva ragazze sotto mano. Dopo l’ultima avventura conclusa con la morte di Lord Voldemort, Harry era considerato un eroe da tutti gli alunni di Hogwarts che facevano a gara per congratularsi con lui e stare in sua compagnia.

Le alunne poi se lo contendevano apertamente e per Harry era una vera cuccagna, le aveva tutte a sua disposizione e lui approfittava volentieri di tutto quel ben di dio. Aveva una sua personalissima classifica delle specialità delle appartenenti alle varie case, così le ragazze del Grifondoro erano le migliori a fare le seghe, mentre quello della Serpeverde lo facevano impazzire con i pompini, il culo più bello lo avevano quelle del Corvonero, la fica più accogliente le ragazze del Tassorosso.

Non passava giorno che Harry non si facesse un’alunna, a volte anche due per volta, il massimo lo aveva però raggiunto quando si era scopato una ragazza volando sulla sua scopa da Quidditch. Quell’estate però Harry si era consumato la mano a furia di farsi seghe chiuso in camera sua pensando all’unica ragazza che non era riuscito a scoparsi: Hermione. La fidanzata del suo amico Ron era diventata il suo chiodo fisso. Si conoscevano da bambini ed avevano passato insieme mille avventure, poi Hermione si era innamorata di Ron e Harry Potter aveva preso atto della sua scelta, ma ora che erano cresciuti lei era diventata una fica da sballo con un culo da leggenda.

E proprio il culo di Hermione era diventata la fissazione di Harry. Quante volte si era menato il cazzo pensando di infilarlo nel buco del culo di Hermione, quante volte aveva pensato a lei mentre si scopava le altre ragazze. Purtroppo Hermione era la ragazza del suo amico fraterno Ron e lui non poteva tradire così un’amicizia.

Finalmente l’estate terminò e, come al solito, si ritrovarono tutti al binario 9 e ¾ della stazione di King’s Cross per prendere il treno che li avrebbe condotti al Castello di Hogwarts.

Il viaggio si rivelò una vera e propria tortura per Harry che assisteva nello scompartimento alle effusioni di Ron e Hermione, avrebbe volentieri voluto essere al posto del suo amico per baciare le labbra della ragazza e farsi fare un pompino. Ad un certo punto non potendo più res****re uscì dalla scompartimento e si chiuse nel bagno con una ragazza della casa Serpeverde che gli fece un pompino con ingoio che manco un dissennatore, ma Harry se ne accorse appena, preso com’era dal desiderio del culo di Hermione.

Giunsero in serata al castello e si divisero nelle varie case. Dopo la cena ed il solito discorso di benvenuto si ritirarono nelle loro stanze. Harry era inquieto, il desiderio di Hermione e del suo culo era insopportabile, il solo pensiero glielo faceva diventare duro come l’acciaio e a nulla valse farsi l’ennesima sega. Decise che non poteva più andare avanti così: quel culo doveva essere suo. Uscì dalla sua stanza e si diresse verso le stanze delle ragazze, bussò piano alla porta della camera di Hermione e, quando la ragazza aprì la porta, la invitò ad uscire dicendole che doveva comunicarle una cosa della massima importanza.

La condusse nella Camera dei Segreti e Harry si rinchiuse la porta alle spalle dopo aver controllato che nessuno li avesse seguiti. Hermione indossava solo una camicia da notte molto trasparente e Harry intravedeva benissimo sotto l’indumento le bellissime tette nude della ragazza con i capezzoli appuntiti. Posò poi lo sguardo sul culo di Hermione che era praticamente scoperto visto che indossava solo un minuscolo perizoma. La sola vista gli provocò un’erezione che gli gonfiò i pantaloni del pigiama facendo emergere il suo cazzo al di sotto dell’indumento.

Hermione se ne accorse subito e gli chiese cosa avesse in tasca. “Proprio di questo volevo parlarti – rispose lui – siamo di nuovo in pericolo. Una nuova oscura minaccia incombe su tutti noi, qualcosa di inimmaginabile e di talmente potente da far impallidire il ricordo di Lord Voldemort. ” Hermione lo guardò con occhi terrorizzati, era ancora viva nel suo animo la sofferenza provata nella guerra vittoriosa contro il signore oscuro, conclusasi da poco a prezzo di tante morti.

Abbracciò forte Harry stringendosi a lui con quanta forza aveva in corpo. Ad Harry sembrò di impazzire, la abbracciò a sua volta facendo pian piano scendere la mano all’altezza del suo culo. “Non preoccuparti mia cara abbiamo un’arma molto potente che ci aiuterà a sconfiggere il male anche questa volta. Se ben ricordi abbiamo dovuto già usare le bacchette magiche di sambuco e di quercia per avere la meglio sul nostro nemico, ma questa volta ci vorrà una bacchetta molto più potente: la bacchetta di carne!” “E dove si trova questa bacchetta?” disse la ragazza.

“Ne ho qua una io – rispose Harry – ma ha bisogno di essere attivata e potenziata. ” “E come possiamo fare?” disse Hermione. “Occorre che sia infilata nel culo di una vergine. ” “Ma io non sono vergine, – disse la ragazza – lo sai che con Ron ci diamo dentro. ” “Basta che il culo sia vergine – rispose Harry – il tuo lo è?” “Sì – disse Hermione – a Ron non lo ho ancora dato.

” “Vuoi sacrificarti per il bene di tutti – le chiese Harry – come sacrifico io la mia bacchetta?” “Certo, Harry, farò tutto quello che occorre. ” A quel punto Harry Potter si sbottonò i pantaloni del pigiama calandoseli alle caviglie e mettendo in mostra il suo cazzo duro ed eretto. “Ecco, Hermione, questa è la bacchetta che ci farà vincere anche questa volta. Diamo inizio all’incantesimo di attivazione e potenziamento. ” “Cosa dobbiamo fare?” chiese la ragazza.

“Per prima cosa deve essere bagnata con la saliva di una vergine. ” “Ma già ti ho detto che non lo sono. ” “Basta il culo intatto, Hermione. Ecco prendilo in bocca e leccalo ben bene. ” La ragazza fece come le era stato chiesto, si inginocchiò e si mise in bocca il cazzo di Harry, cominciando a leccarlo. Harry vide che Hermione ci metteva tutto il suo impegno e le pose in testa entrambe le mani guidandola nel movimento.

Dopo qualche istante le chiese di alzarsi in piedi e di stendersi sul divano che era nella stanza. Le sollevò la camicia da notte e le sfilò le mutandine. La fica di Hermione si rivelò in tutta la sua bellezza. Harry ci infilò subito il suo cazzo e cominciò a spingere. “Harry, ma non doveva essere attivata nel culo? Lì non sono vergine” osservò la ragazza. “E’ meglio che facciamo una doppia attivazione – rispose Harry – non si sa mai, per ora la attivo qui poi te lo metto nel culo.

” “Va bene Harry, tu sai cosa fare. ” Harry continuò a stantuffare nella fica di Hermione afferrandole le tette con le mani e stuzzicandole i capezzoli, poi glieli leccò succhiandoli avidamente. Alla fine decise che era il momento di prenderla da dietro. Si staccò da lei e la fece girare a pancia in sotto. Rimase incantato dalla perfezione del culo di Hermione, lo accarezzo a lungo, poi con le dita dischiuse le soffici natiche rivelando il delizioso buchetto che come un fiore si celava fra le due semisfere.

Lo baciò e con la lingua esplorò ogni millimetro di quella rosa di carne. Hermione mugolava di piacere e si protendeva verso di lui offrendogli il premio tanto ambito. Harry prese il suo cazzo e lo puntò verso il buco del culo della ragazza iniziando a spingere per allargarlo. Hermione emise un lieve lamento ma subito lo rassicurò dicendogli “Forza Harry attiviamo questa bacchetta magica. ” Harry Potter incoraggiato dall’invito della ragazza spinse con energia fino in fondo penetrando nei reconditi anfratti del culo di Hermione.

Finalmente! Da quanto tempo aveva sognato di sfondare quel culo! Quante seghe si era tirato al solo pensiero. Ed ora era lì, dentro di lei. Harry cominciò a stantuffare nel culo dell’amica con tutta la forza di cui era capace, puntò i piedi a terra per fare più forza e spingere il suo cazzo fino in fondo. Hermione gridava per il godimento che provava nell’essere violata dal cazzo del maghetto che la pompava senza requie.

All’improvviso Harry con un ultimo colpo di reni le venne nel culo gridando “Ecco la pozione dei desideri!” Si separarono esausti per l’amplesso selvaggio appena concluso e si stesero sul divano. Hermione guardò Harry negli occhi e gli disse “Leccami la fica che non sono ancora venuta. ” Il maghetto non se lo fece ripetere due volte e inginocchiatosi le spalanco le gambe affondando la testa nella fica di Hermione. Cominciò a leccare le grandi labbra e poi, deciso, ficcò la lingua dentro alla ricerca del suo punto del piacere.

Per lunghi istanti nella stanza risuonò solo il rumore della lingua di Harry che freneticamente percorreva la vulva della ragazza. Poi finalmente Hermione contrasse i muscoli imprigionando la testa di Harry tra le sue gambe e si lasciò andare ad un orgasmo liberatorio. Quindi rilassò le gambe liberandolo. Harry si rimise in piedi e vide che tutto quel leccare gli aveva fatto diventare di nuovo il cazzo duro, senza dare il tempo alla ragazza di muoversi, si insinuò tra quelle gambe spalancate e affondò la sua verga magica nella fica spalancata di Hermione che non oppose resistenza lasciandolo fare.

Il maghetto cominciò a stantuffare nella fica di Hermione abbondantemente lubrificata e stette a lungo a pompare in quella caverna carnosa finché sentì di stare per venire. Estrasse il cazzo dalla fica della ragazza e le venne sulla pancia inondandola di sperma caldo. Finalmente, soddisfatto, si stese accanto a lei. Quando si furono ripresi e rivestiti Harry disse ad Hermione: “Dovremo ripetere questo incantesimo spesso per mantenere sempre efficiente la mia bacchetta magica, perché non sappiamo quando il nuovo nemico ci attaccherà.

” “Sono pienamente d’accordo Harry, facciamolo spesso” rispose lei. “Un’altra cosa – disse Harry Potter – a Ron è meglio che non diciamo nulla, non capirebbe. ”.

FINALMENTE P

Finalmente lo avrei incontrato, non riuscivo a pensare ad altro mentre lo vedevo li a pochi passi da me, avrei potuto incrociare i suoi occhi sfiorare le sue mani, ma soprattutto sentire la scossa elettrica che mi avrebbe attraversato il corpo quando la sua lingua avrebbe cominciato a leccarmi tutta la passerina, stuzzicarmi il clitoride in attesa di esser inondata dai miei umori. Queste voglie nei mesi di cam avevano preso il sopravvento su di noi, ed adesso finalmente l uno davanti l altro sapevamo che non le avremmo deluse.

Salgo in macchina, ho voglia di saltargli addosso,di succhiargli il cazzo fino a succhiargli anche l anima,ho voglia di sentirlo dentro di me,TUTTO! D’altra parte la mia inesperienza mi frena,ho paura di non piacere e quasi ad avermi letto dentro in quei pochi istanti,ferma la macchina ed ancora prima che io potessi realizzare,mi da il via…. La sua lingua gioca con la mia, sono perfettamente in sintonia. Il mio corpo risponde. Inizio a bagnarmi, continua a baciarmi,le mie mutandine sono ormai fradice,ho ufficialmente voglia del suo cazzo.

Si stacca con mio dispiacere, ma capisco presto che rivolge le sue attenzioni più in basso. Scosta le mutandine,inclino la testa all’ indietro come in preda al più atteso dei piaceri che non tarda ad arrivare. I sedili posteriori diventano il nostro rifugio,rifugio dei corpi che si cercano,che si trovano,delle lingue che iniziano a giocare con i rispettivi sessi. Non riuscivo neanche a sentir bene il piacere della sul lingua che giocava avidamente con il mio clitoride per quanto fossi concentrata sul suo cazzo,volevo che godesse come non mai,volevo farlo esplodere e far mio il suo sapore.

Non sono apertissima ma neppure una verginella. Sento il suo dito che si fa strada in me,che mi esplora,socchiudo gli occhi mi godo la sensazione. Lui spinge quel dito e mi fa tremare come una vergine al primo ditalino. La sua cappella spinge all’entrata della mia fica ormai bagnata dai i miei umori e dalla sua lingua. La sento cedere sotto quella lieve pressione. Il suo cazzo inizia a farsi strada,vedo le labbra della mia fica abbracciarlo avidamente.

Inizio ad inarcare il bacino per poterlo prendere fino in fondo,ed ad ogni movimento lascio delle strie bianche sul suo cazzo sempre più gonfio. Vogliamo provare una cosa nuova. Il suo dito inizia a masturbarmi il buchetto,quel buco che poco dopo risucchia e stringe forte il suo cazzo. Lui è sorpreso ma scivola fino in fondo fissandomi negli occhi per scrutare ogni mia espressione di piacere e godimento. Mi esplode lì dentro. Sento i suoi schizzi caldi riempirmi il culo ed un’altra scossa elettrica mi attraversa il corpo e la mente.

Di tutto quel che è successo dopo ho ricordi molto confusi la voglia aveva preso il sopravvento e pensavo solo a godere mentre le sue mani scoprivano il mio corpo, mentre la sua lingua giocava con i miei capezzoli,mentre la sua sborra gli inondava la pancia. Ora sono a casa mi sdraio sul letto,sono sola qui,sedotta ed abbandonata. Non penso a niente,mentre l’ultima goccia della sua sborra cola fuori dal mio culo,e mi chiedo se sarà l’ultima per sempre.

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FINALMENTE P

Finalmente lo avrei incontrato, non riuscivo a pensare ad altro mentre lo vedevo li a pochi passi da me, avrei potuto incrociare i suoi occhi sfiorare le sue mani, ma soprattutto sentire la scossa elettrica che mi avrebbe attraversato il corpo quando la sua lingua avrebbe cominciato a leccarmi tutta la passerina, stuzzicarmi il clitoride in attesa di esser inondata dai miei umori. Queste voglie nei mesi di cam avevano preso il sopravvento su di noi, ed adesso finalmente l uno davanti l altro sapevamo che non le avremmo deluse.

Salgo in macchina, ho voglia di saltargli addosso,di succhiargli il cazzo fino a succhiargli anche l anima,ho voglia di sentirlo dentro di me,TUTTO! D’altra parte la mia inesperienza mi frena,ho paura di non piacere e quasi ad avermi letto dentro in quei pochi istanti,ferma la macchina ed ancora prima che io potessi realizzare,mi da il via…. La sua lingua gioca con la mia, sono perfettamente in sintonia. Il mio corpo risponde. Inizio a bagnarmi, continua a baciarmi,le mie mutandine sono ormai fradice,ho ufficialmente voglia del suo cazzo.

Si stacca con mio dispiacere, ma capisco presto che rivolge le sue attenzioni più in basso. Scosta le mutandine,inclino la testa all’ indietro come in preda al più atteso dei piaceri che non tarda ad arrivare. I sedili posteriori diventano il nostro rifugio,rifugio dei corpi che si cercano,che si trovano,delle lingue che iniziano a giocare con i rispettivi sessi. Non riuscivo neanche a sentir bene il piacere della sul lingua che giocava avidamente con il mio clitoride per quanto fossi concentrata sul suo cazzo,volevo che godesse come non mai,volevo farlo esplodere e far mio il suo sapore.

Non sono apertissima ma neppure una verginella. Sento il suo dito che si fa strada in me,che mi esplora,socchiudo gli occhi mi godo la sensazione. Lui spinge quel dito e mi fa tremare come una vergine al primo ditalino. La sua cappella spinge all’entrata della mia fica ormai bagnata dai i miei umori e dalla sua lingua. La sento cedere sotto quella lieve pressione. Il suo cazzo inizia a farsi strada,vedo le labbra della mia fica abbracciarlo avidamente.

Inizio ad inarcare il bacino per poterlo prendere fino in fondo,ed ad ogni movimento lascio delle strie bianche sul suo cazzo sempre più gonfio. Vogliamo provare una cosa nuova. Il suo dito inizia a masturbarmi il buchetto,quel buco che poco dopo risucchia e stringe forte il suo cazzo. Lui è sorpreso ma scivola fino in fondo fissandomi negli occhi per scrutare ogni mia espressione di piacere e godimento. Mi esplode lì dentro. Sento i suoi schizzi caldi riempirmi il culo ed un’altra scossa elettrica mi attraversa il corpo e la mente.

Di tutto quel che è successo dopo ho ricordi molto confusi la voglia aveva preso il sopravvento e pensavo solo a godere mentre le sue mani scoprivano il mio corpo, mentre la sua lingua giocava con i miei capezzoli,mentre la sua sborra gli inondava la pancia. Ora sono a casa mi sdraio sul letto,sono sola qui,sedotta ed abbandonata. Non penso a niente,mentre l’ultima goccia della sua sborra cola fuori dal mio culo,e mi chiedo se sarà l’ultima per sempre.

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La mia sborra nella tua fica

Lucia è una mia collega di pochi anni più grande di me, vicina ai 40.
Capelli biondi lisci, occhi azzurri, viso da bambolina.
Fisicamente formosa, sicuramente non grassa ma neppure magra, una bella quarta che fa fatica a nascondere.

Sì, Lucia cerca di nascondere ciò che può attrarre di lei, è sposata, madre di tre figli, troverebbe inconcepibile il pensiero di tradire il marito.
Però è bella, ed è donna, e anche se cerca di nasconderlo, le brillano gli occhi quando le fai un complimento o la guardi con ammirazione.

Entriamo in confidenza, parliamo di tutto, lei mette subito il paletto dell’amicizia. Più volte ribadisce il concetto, anche se con garbo e senza mai ostentare troppa sicurezza nei confronti della mia evidente attrazione.
Non si veste mai in modo sensuale, ma talvolta, soprattutto quando indossa maglie più leggere, i capezzoli le diventano duri, tradendo l’eccitazione repressa nel cogliere i miei sguardi rapiti.

Mi racconta dei figli, del marito, una vita normalissima con problemi normalissimi.

Pranziamo insieme un paio di volte. Mi invita da lei per una pausa pranzo, mi vuol far provare alcune specialità biologiche. Giocare in casa le dà sicurezza, non verrebbe mai da me per non rischiare che io esterni la mia attrazione. Da lei ci sono foto dei figli e del marito ovunque, luce piena che cancella ogni possibile atmosfera, nessun contatto tra di noi. Il pranzo purtroppo è davvero solo un pranzo, non c’è occasione di provarci.

A fine pranzo mi porta un dolce, si avvicina, si piega verso di me per servirmi… e rischio l’infarto quando noto che la lieve scollatura, nel piegamento, rivela le sue splendide tette. Bianche, morbide, irresistibili. E’ questione di pochi secondi, lei si rialza e torna al suo posto. Sorride. E’ rossa in volta, le guance tradiscono il sottile piacere di essersi spinta oltre ogni limite, di essersi fatta desiderare.

Sicuramente si pente anche un pò per ciò che ha fatto, è molto sbrigativa, fa in modo da ripartire per l’ufficio senza dar spazio a mie iniziative.

Cambia di atteggiamento e questo mi conferma che lei sa, sa che il mio cazzo è di marmo, sa di essere stata troia, per una volta, di aver rischiato. Ce ne andiamo, e io non faccio niente per nascondere il mio cazzo duro che si intuisce dai pantaloni.

Ci saranno altri due pranzi molto simili, uno con maglione senza reggiseno che fa immaginare il paradiso, l’altro con lungo piegamento verso il cestino che grazie a pantaloni bianchi rivela un culetto niente male.

A seguire il solito distacco, sbrigativo, per evitare ogni mio eventuale tentativo. Gode nel sapermi eccitato ma non vuole altro.

Merita una punizione.

Al quarto pranzo vado per conto mio, con la mia auto, con la scusa di dover finire un ultima cosa. Ti raggiungo in 5 minuti, tranquilla, così fai in tempo a farmi trovare tutto pronto. Lei sorride.
Parto praticamente subito dopo di lei. Arrivo sotto casa sua e mi fermo sotto un albero lontano dalle altre auto.

Tiro fuori il cazzo e mi masturbo furiosamente. Un attimo prima di venire mi fermo. Aspetto un minuto e ricomincio. Mi fermo ancora prima di sborrare. E così una terza volta. Non vengo, mi rimetto il cazzo duro nei pantaloni e salgo da lei rapidamente. Ho ancora dubbi, ma cadono tutti quando lei mi apre con la stessa maglia del lavoro ma con i capezzoloni duri in bella mostra sotto di essa. Ho il sospetto che si sia tolta il reggiseno per attirare ancora i miei sguardi.

So che non potrò averla, è evidente che non vuole altro che la mia ammirazione per sentirsi desiderata. So quindi cosa fare. Le chiedo di andare a lavarmi le mani in bagno. Chiudo la porta, apro il tappo del suo detergente intimo, tiro fuori il cazzo e sborro nella mia mano. Ne esce tanta. La faccio colare dalla mano nel detergente intimo. Mescolo bene, più volte. L’odore non si sente, il profumo del detergente lo copre.

La consistenza è la stessa, dopo l’amalgama. Mi lavo le mani e vado a pranzare.

Quella sera, dopo la giornata di lavoro, quando ormai non penserà più ai miei sguardi o forse li ricorderà con ancora più eccitazione, Lucia si sederà sul suo bidè, prenderà il suo sapone intimo e delicatamente spingerà la mia sborra nella sua fica. Finalmente.

P. S. : Ovviamente è pura fantasia, non fatelo davvero ;-).

Visita andrologica

Sono arrivati i 35 anni e arriva il momento di sperimentare la mia prima visita andrologica. La cosa mi fa sentire più vecchio di quanto so di essere, ma è solo una visita, è consigliata, può prevenire problemi importanti… ok facciamola.

Entro nel laboratorio, il dottore che mi accoglie è sui 55 anni, tranquillo, sa mettermi a mio agio con gentilezza nonostante le domande invasive che mi deve porre, seguendo il suo questionario.

Mi chiede della mia vita sessuale, rispondo a volte sinceramente a volte no, come se dire la verità su certe cose fosse troppo intimo. Non lo faccio per sembrare meglio di ciò che sono, ma per mantenere le distanze.

Andiamo in una seconda stanza, mi fa spogliare dalla vita in giù, mi fa distendere sul lettino. C’è qualcosa di eccitante nell’essere completamente nudo davanti a uno sconosciuto. Ho avuto qualche esperienza bisex ma non sono certo uno che pensa subito al sesso quando conosce un uomo, anzi direi che non capita praticamente mai.

Con lui è capitato.

Le sue mani, anche se coperte da guanti di lattice, hanno iniziato a sfiorarmi le palle e poi il cazzo e già ho sentito elettricità nell’aria. Mi massaggiava le palle con precisione professionale e io non riuscivo a frenare il cazzo che cominciava a pulsare di desiderio.

Lui non fa una piega, continua a toccare con delicatezza e con sapienza medica. Io ormai ce l’ho semiduro, lo guardo un attimo, lui sorride e dice “non si preoccupi, può capitare, è normale”.

Penso a quanti cazzi avrà visto e toccato nella sua vita e penso “meno male che non è bisex, altrimenti si ammazzerebbe dalle seghe ogni sera”.

Quando smette di fare le sue rilevazioni sul mio cazzo, è una piccola dolorosa delusione. Si ferma, prende un tubetto di lubrificante. Mi dice che il controllo della prostata che sarebbe seguito, poteva risultare fastidioso. Io ho pensato “speriamo che lo sia, altrimenti sborro”. Mi fa tirare su le ginocchia e mi chiede di aprire le gambe.

Stare lì, nudo a metà su un freddo lettino ospedaliero, a cosce oscenamente spalancate in attesa che uno sconosciuto mi metta un dito nel culo… Ce l’ho duro, non c’è niente da fare.

La sua mano appoggia la gelatina fredda sul mio buchetto e un altra scossa elettrica mi attraversa il cazzo e la mente. Sento una lieve pressione ma il dito scivola dentro incontrastato. Non sono apertissimo ma neppure una verginella, e il lubrificante funziona alla grande.

Sento il suo dito che si fa strada in me, che mi esplora. Socchiudo gli occhi, mi godo la sensazione. Lui spinge quel dito e mi fa tremare come una vergine al primo ditalino.

“Fa male?”
“No, no”
“Meno male, il fatto che fosse già un pò aperto aiuta a non sentir dolore”
Rimango congelato dalla vergogna.
“Per qualcuno è persino piacevole”.
Silenzio.
“No?”
Ho il cazzo duro e il culo spalancato davanti a uno sconosciuto che mi scava dentro il corpo e l’anima.

C’è qualcosa di morboso in quei movimenti e in quelle domande. Cedo.
“Sì, in effetti lo è”.

E’ il semaforo verde per lui. Un secondo dito si fa strada. Io mi vergogno troppo per dire qualcosa o guardarlo, lo lascio fare. Spinge le due dita fino in fondo, poi le fa quasi uscire. Poi di nuovo dentro. La mia voce prende il controllo e dice quello che non avrei mai pensato di poter dire.

“Oh sì, così”.

Le dita sono tre, mi sta allargando il culo con forza. Sono ancora a cosce spalancate, immobile. Lui spinge forte e va a stimolare la prostata, sa benissimo cosa fare. E’ un attimo, non me ne rendo neppure conto. Sborro. Senza neppure masturbarmi, solo grazie al suo massaggio. Due schizzi copiosi, un piacere inimmaginabile. Lui toglie le sue dita, sento dolore fisico e emotivo per quell’abbandono. Con le dita raccoglie tutta la sborra sul mio addome e me la infila nel culo scopandomi con le sue dita.

Mi fa impazzire, mi ha capito e letto dentro in pochi istanti.

Si ferma di nuovo, sento che si toglie le scarpe, i pantaloni, le mutande. Lo fa con gesti lenti, come per prepararmi all’inevitabile. Ha il cazzo duro, media grandezza. Fisicamente è bruttino. Peli, pancia, sudore. Eppure lo voglio dentro di me. Se me lo infilasse nel culo così, subito, non so se potrei dire no. Ma è un dottore, sa cosa fare: apre un cassetto, strappa una bustina e si infila un preservativo.

Ci spalma la pomata, ma non ne avrebbe bisogno.

Sono ancora lì immobile, non mi sono mosso di un centimetro, non ho detto una parola. Anche lui non parla, non chiede. Nessun permesso, nessuna conferma. Me lo infila nel culo, senza dubbi. Mi tiene le cosce spalancate e mi scopa. Lo sento, è duro ma scorre bene grazie alla pomata, l’eccitazione e la mia stessa sborra residua.

Lui non ansima, non mi incita, mi scopa quasi meccanicamente ma in realtà sento che si impegna molto.

Per sè stesso, mi ha fatto godere e ora vuol solo sborrare. Quasi non si accorge della mia presenza, gli basterebbe quel buco che risucchia e stringe forte il suo cazzo.

In un attimo mi rendo conto che lo avrà fatto chi sa quante volte, quanti altri buchi aperti avrà visto, quante altre domande spiazzanti avrà fatto, quanti avranno ceduto. Altri avranno perso l’occasione negando, e lui certamente non avrà insistito, non è il tipo che si sbilancia o rischia la carriera.

Non c’è interesse per me, capisco che probabilmente neppure gli piaccio. Sono semplicemente meglio di una sega. Lui ci usa, ci usa tutti per svuotarsi i coglioni. Ma a noi va bene così.

Continua a scoparmi per qualche minuto, quando sta quasi per subentrare la noia ed il dubbio che possa non piacergli, aumenta il ritmo, mi scopa più a fondo con più forza, con movimenti più ampi. All’improvviso esce dal culo, si sfila il preservativo in un secondo e mi spinge il cazzo sulle palle, continuando il movimento della scopata.

E sborra. Finalmente sborra. Non uno schizzo impressionate, ma una lenta fontana che scivola fuori dalla cappella. Non è stata un’eruzione violenta ma ne esce tanta, è bello vederla colare sul suo cazzo mentre si muove piano sulle mie palle.

Sento il suo seme che cola lungo le mie palle, ai loro lati. Si pulisce la cappella fradica sulle mie palle, intorno al buco del culo, quasi a volermi dare ancora una scossa elettrica per quella vicinanza pericolosa.

E’ appoggiato al mio buco del culo mentre mi guarda fisso negli occhi, privo di sentimento, come a sfidarmi. Piego la testa come a dirgli di no, lui mi rispetta, è un medico, ha una testa per capire quando fermarsi.

Io no.
Lo tiro a me, lo faccio entrare nel mio buco, con il suo carico di sborra residua. Lui è sorpreso ma scivola fino in fondo, piegando la testa all’indietro come in preda al più inatteso dei piaceri.

Mi spinge il suo seme dentro come se cercasse una gravidanza. Esce, raccoglie la sua stessa sborra sulle mie palle e guardandomi con l’aria di chi ormai comanda, me lo rimette dentro. E lo fa ancora una volta. Sono suo, senza volontà. Esce dal mio culo, io sono stremato e guardo il soffitto. Sento che si pulisce con della carta che immagino ruvida, sento che apre il cestino per gettare il preservativo usato, sento il fruscio dei pantaloni che tornano su, la cintura che si chiude.

La porta si apre e si chiude. Sono solo lì, sedotto e abbandonato. Non penso a niente mentre l’ultimo goccio della sua sborra cola fuori dal mio culo, per sempre.

La giovane tabaccaia siciliana 003 Ferragosto 01

La giovane tabaccaia siciliana 003 01

Storia recentissima Ferragosto 2013 01

Sto dormendo nel mio bel lettone a tre piazze, un venticello fresco entra dalle imposte socchiuse da cui vedo un cielo azzurro…. con poche nuvole…
E’ ferragosto, ma l’aria non è afosa, calda si, ma la temperatura è accettabile…. mi rigiro fra le lenzuola e mi stringo a i miei guanciali preferiti…
La notte è stata tranquilla sono appagato dalla bella storia passata il giorno prima ed il mio sonno è stato sereno e riposante, anche perché mi sarò sparato mezza bottiglia di bourbon prima di andare a dormire….

Mi alzo sbadigliando e stiracchiandomi.. metto un po’ di musica e vado in terrazza sono in boxer, struscio i miei cinesini e tiro giù la tenda frangisole.
Sono fortunato, il mio appartamento ha uno spazio esterno molto grande e sono in posizione dominante sulle altre abitazioni, sovrastante la città, ho il panorama e nessuno che possa buttare l’occhio su ciò che faccio…
Ho piazzato una pedana al centro dello spazio con sopra un materassone unico in tessuto idrorepellente….

non in pelle tipo barca, ma con gli stessi pregi e minor difetti.
Ho un piccolo barbecue su di un lato riparato, un tavolo in ferro battuto e vetro per pranzare o cenare ed una bella doccia tra le piante…. nel mio piccolo sono un signore e posso sfruttare il tutto per le mie festicciole private…. dai parenti, agli amici…….
Ero assorto nei mie pensieri e mi godevo il panorama….
Driiiinnnn …il citofono…Cazz…stavo così bene, affacciato verso il mare…
– Buon giorno sono le otto, mi apre..?
– Ma chi cazz’è….

non lo dico, …ma lo penso …nello schermo vedo la piccola tabaccaia, sorridente che mi mostra dei pacchetti…..
– Gia, la colazione, sono ancora inebetito apro…quinto piano………Vieni su ti apro…
Io, sono un’uomo, che ha convissuto alcune volte e per alcuni anni con delle belle donne, ma per fortuna, o sfortuna non so bene, single per scelta e non per divorzi o cause che ti svenano…
Questo però, mi porta ad essermi abituato a ritmi che qualsiasi donna bellissima, bravissima, bruttissima, simpaticissima, intelligentissima, fighissima, ,delicatissima, premurosissima o extrafiga ……… non arriva ad afferrare….

Ho bisogno dei miei tempi…..
Suona la porta Io saltello..!!!! e vado ad aprire….
– Buongiorno La disturbo, le ho portato la colazione….
– Ma che bellissima casa complimenti…che bei colori…che fantastica luce….
– Ho qui cornetti…dei biscottini, latte fresco……..e per dopo ho portato un paio di bottiglie di vino secco e della panna spraiii bella fresca del mio frigo e un po’ di frutti di bosco…. Sicuramente Le piacciono…………….
– Grazie tesoro sei…fantastica, ma vado a farmi una doccia…..e torno subito…
Non l’ho neanche guardata, le ho solo dato un bacetto sulle labbra e sono andato in bagno….

Sigarettina, purtroppo rollata, letturina del giornale di auto, poi sotto la doccia che mi tonifica e mi riattiva la muscolatura ed alla fine…. barba con sapone e pennello che da quando ero ragazzo quello che davvero mi risveglia…. ciò che mi fa iniziare la giornata alla grande…
Salto fuori nel mio bel accappatoio bianco …sembravo Alberto Sordi …pronto per la sua amata in un dei suoi film anni ottanta, forse potevo apparire un po’ imbecille, ma mi è capitato tante di quelle volte, che ho tirato avanti.

senza paura, anche perché nessuna si è mai lamentata.
E poi, Lei mi voleva il suo signore a cui dare del Lei …quindi mi sono adeguato…
– Eccomi qua come stai stamattina…. mia bella tabaccaia…
– Benissimo grazie, la vedo bello tonico e rilassato…
– Ho messo su un po’ di musica …
– Venga…
Mi sentivo un gran pascià, Lei mi precedeva ed iniziai a notare il suo abbigliamento, una delle sue gonnelline plissettate, chiara color crema… un top più scuro, sull’arancio, luminoso da cui si intravedono due capezzolini già belli turgidi indossava sandali in tela con tacco abbastanza alto.. le dita dei piedini erano scoperte le unghia lucide e ben curate..
Il suo culetto ondeggiava e le sue gambe sempre toniche e ben delineate sembravano molto più lunghe, la sua figura era bellissima….

e poi quel culetto, che per me era diventato un ossessione, ondeggiava in una movenza fantastica….
La tavola, era perfetta aveva apparecchiato in pochi minuti come in un grande hotel…
caffé, latte, cornetti, succo già nei bicchieri, persino il pane tostato e le marmellate……
Era precisa si vedeva che ci teneva alla forma ricercata ….
– Allora …?! Per iniziare una bella giornata di festa con tanto spazio a disposizione, un fantastico panorama, un’ottima compagnia mi sembra giusto fare una buona colazione.

– Venga a sedersi di fronte a me….
– Si piccola, è fantastico mi piace tutto sei bravissima…
La guardo in viso, ha due occhi neri e penetranti che sprizzano felicità una bocca rosa che spicca sulla carnagione abbronzata, il suo sorriso è tenero, fresco, e malizioso….
Mi fa impazzire, ,,,, il mio batacchio già spinge …vorrebbe uscire dall’accappatoio….
– Ma bravo, Lei ha proprio un bel posticino dove vivere…
– Si mi piace, spero sia meglio di un ferragosto al mare….

– Sicuramente Lei saprà farmi godere di questo invito…. e ci divertiremo
Ecco queste parole dette con schiettezza ed ammiccamenti, già mi avevano dato una nuova sferzata al pisellone nel boxer…mi sfilo quel inutile accappatoio e ci sediamo a tavola….
Mi versa latte e caffé, io le imburro il pane e le spalmo la marmellata, lei mi infila in bocca un cornetto,si chiacchiera del più e del meno,. mi bacia sulle labbra e mi tocca il cazzo con delicatezza.

Si accucciala vicino a mè togliendosi le scarpe e mostrandomi quei piedini lisci e scuri per l’abbronzatura, mi stringe e mi bacia il collo..

– Questo inciso lo racconto perché condizionerà lo sviluppo delle storie……..

Mi racconta un po’ della sua vita, mentre ci godiamo una leggera brezza al riparo dal sole,
– Sa, Io vivo con mia madre, purtroppo mio padre ci ha lasciato alcuni anni fa e Lei non si è più ripresa….

Le diceva che non sapeva fare l’amore……sono nata quando Lei era ancora molto giovane.
– Io sono fidanzata con il mio ragazzo da molti anni e quasi non ho avuto altri che Lui, ci vogliamo molto bene e non vorrei che Lei pensassi che Io davvero sia una “troietta “… Solo che quando l’ho vista per la prima volta mi è s**ttata una molla dentro…. ho agito d’istinto a****lesco, abbiamo fatto l’amore come non l’avevo mai fatto prima, è provo una voglia dentro che non mi so spiegare.

Ho desiderio del suo cazzo e dei suoi baci, di come mi tocca e di come mi lecca …. tutto il corpo.. Adoro il suo odore, ma non voglio lasciare il mio ragazzo…….

Quasi lacrime nei miei pensieri…,ma…non sò che musica viene fuori dalle casse e Lei…
– Anche oggi però sarò La sua piccola tabaccaia troia……………

Ed inizia a ballare sul terrazzo, si s**tena si toglie la canotta ed il reggiseno, balla in modo lascivo si tocca il seno sembra una ballerina orientale….

Io mi sposto mi seggo di fronte a Lei ed inizio a toccarmi nei boxer, fantastica visione mi sembrava uno spettacolo arabo…. lei mi guarda e fa saettare la lingua, si mostra si tocca…
La gonnellina gira e mostra le mutandine che abbracciano il suo fantastico culetto, le scarpe alte le delineano ancora più il corpo…le gambe abbronzate sono il massimo il seno è duro e non ballonzola neanche un secondo….
Si gira ancora con le spalle verso di me, si agita e mi guarda….

Le faccio un piccolissimo gesto…e lei afferra ed inizia a far scendere gli slip….
Io tiro fuori il cazzo e butto via i boxer, inizio a menarmelo facendoglielo vedere, lei ancora mi guarda si lecca le labbra e mi sorride con gli occhi …apprezza….
Piano piano,sempre agitando il culetto si abbassa quelle piccole mutandine, si piega a 90° mi sembra una pornostar, apre un po’ le gambe e si tocca con un dito…..
Sono in delirio il mio cazzo è così duro che è meglio non toccarlo, mi fa male, lei struscia ancora due dita nella fighetta poi si gira afferra un cuscino e si butta in ginocchio fra le mie gambe.

Mi guarda con quegli occhi fulminanti mi afferra il cazzo con la destra….
– Le piaccio vero…? Mi dica di si…sono la Sua piccola troia…
Poi inizia a succhiarmi la cappella…. e cosa rispondere!!!!!????
– Mi fai morire… Succhia piano…ma fino in fondo e le poggio la mano dietro la testa…
Davvero mi fa male il cazzo, è di fuoco…. me lo slinguetta e bacia poi infila la cappella in bocca e cerca di inghiottirla tutta, ma questa volta davvero sono gonfio, la prendo di peso e la stendo sul materassone, questa volta nessuna leccatina o toccatine le infilo il membro fra le gambe, che lei divarica al massimo le strofino un paio di volte il glande tra le labbra e poi mi infilo con un solo colpo fino a metà dell’asta……….

Lei gradisce, ma non riesce a trattenere un soffio di pienezza…. esco fuori e lei come se tossisca, sgrana gli occhi, lo infilo di nuovo e la gonfio, ma la terza volta le entro fino in fondo facendole sbattere le palle sul culetto……si afferra al cuscino e stringe le labbra…..
E’ senza aria la pompo piano ma sempre più velocemente…lei ansima e gronda un fiume di liquido denso e bianco, urla mi guarda mi incita ne vuole sempre di più……Le sue gambe si cingono e stringono i miei fianchi, ma poi si devono allargare di nuovo, mi affonda le unghie nella schiena….

Viene una, due tre o quattro volte…poi tiro fuori il cazzo di cui non avevo più percezione…e le spruzzo dall’ombellico alla punta dei capelli…una sborrata fantastica…
Lei è morta, è a gambe aperte mormora frasi sconnesse resta sul lettone, si raccoglie un po’ di seme dell’amore e lo porta alla bocca cercando di leccare ed inghiottire…
Le do un bacio sulla bocca e rimaniamo stesi al sole per una mezzora…

Prendiamoci un attimo e poi continuo………

………Mi alzo e le preparo un fresco aperitivo….

iniziamo presto…. le piace, si riprende…la trascino sotto la doccia…. il sole si fa sentire…ci carezziamo, ci strusciamo e ci lecchiamo…le mie dita esplorano il suo corpo liscio…le metto dell’olio, le mani scivolano ancora meglio…..Lei mi fa un pompino favoloso …Io la faccio appoggiare con le mani al muro e la prendo da dietro…. è fantastica…gode da morire, le piace un sacco…e a me piace stringere il suo culo …. la penetro con l’acqua che le cade sulla schiena e le chiappette che mi battono sul ventre….

Duro poco, come sempre nella mia seconda…..le vengo sulla schiena strusciando il mio cazzo fra le sue rotonde chiappette…. godiamo insieme……
La giro, ci baciamo in bocca come forsennati…. ci laviamo …e ci ributtiamo sul materassone a prendere il sole e a chiacchierare……. per un po’…

Poi salto in cucina a preparare antipasto e pranzetto…. oramai e quasi ora, il tempo vola..
La giornata era iniziata bene, ma bisognava mangiare qualcosa…..per rimetterci in forze….

Il racconto continua, ma non posso stare sempre a scrivere……. vi faccio sapere….

Videocamera e microfoni nascosti – 1 Raffa

Salve lettori. questo è un racconto che tratta di raffaella l’amica di comitiva ..
Io ho un lavoro che tratta di dispositivi di telecamere nascoste ed anche di mini microfoni..
questa roba era installata nel bar di raffa e francesco..ebbero un problema con la memoria del registratore digitale e glielo cambiai tenendomi il loro e vedere cosa sistemare..
torno a casa (senza lasciare la roba in negozio) e cerco di sistemare il tutto…
il registratore parte..funzione..ma la memorie è pienissima…c’era quasi una sett di video e audio registrati…così da perditempo..mi venne in mente di vedere qualcosa..

cerco qualcosa sperando di vedere se lei e il moroso fanno porcate , ma invano…
quando dopo 10 minuti di video accellerato vedo una cosa strana..premo play normal e raffa era in un momento sola al bar aveva una maglietta lunga nera e un leggings bianco che evidenziava tantissimo il suo culone…
l’ora segna le 20 ..entrano due ragazzi che le chiedono 2 liquori..nel momento che lei si gira i due parlano di lei..esclamando addirittura : wow ma sei ancora fida con fra? no perché sei troppo raffa!!
raffaella si gira , serve i liquori e risponde : si si .. lui è il mio amore ovunque , qui e fuori..
Il ragazzo : si ma io , anzi noi non siamo gelosi !
e fanno un sorrisetto e brindano alla sua bellezza…rimangono li appoggiati al bancone mentre raffa è di spalle a pulire un po’ di stoviglie.

– raffa scusa è una scommessa che ho fatto con il mio amico , ti posso chiedere una cosa?
-certo ragazzi ditemi pure
– vorremmo sapere se hai un perizoma o niente li sotto , hai un bel culo lo sai?
e i due scoppiano a ridere..
Io penso tra me e me che da un momento all’altro gli tirasse un qulcosa in faccia ma ..

– volete saperlo? allora se ci tenete tanto venite qui dopo l’1 che ve la faccio vedere! tanto rimango dentro a fare pulizie!

Non ci credo! raffaella , lei che al bar pensa solo al lavoro cosa fa?
si vede di nascosto con quei due? ok con me e antonio quando lo facemmo a casa sua..ma cacchio è proprio troietta!! ( penso guardando )
e così metto la velocità al video fino ad arrivare a quell’ora…lei sta lavando a terra…bussano dalla saracinesca…la alza ed entrano i due ragazzi con un altro tipo!

-ehy siete in tre? ma non eravate in due? – raffa
-si ma non ci andava di lasciarlo solo…allora? ci fai vedere se ce l’hai o no?
-raffa – ragazzi però poi dovete andare via..solo vedere…
_certo raffa!

si abbassa il leggings fino alle caviglie , è messa in una super 90 verso il bancone al lato dell’ingresso..uno dei ragazzi abbassa la saracinesca…lei rimane ancora li..

i ragazzi esclamano : che culo oh!! e senza mutandine!!

raffaella si alza e si ricompone ma appena si gira vede i cazzi da fuori dei tre ..
– raga no vi prego!
uno di loro : dai su..avresto fatto casino se non volevi ..
Raffa risp : hai intuito eh? ok dai..vi faccio venire e poi ciao..e mi raccomando.

massimo silenzio!!

prende un telo da mare dietro al bancone e lo mette a terra..lei si inginocchia ed inizzia a segare e succhiare i cazzi dei tre..
nessuno viene..allora prendono iniziativa..la alzano e la spogliano..la poggiano sul bancone , uno si abbassa sotto e lecca la sua figa gli altri due sono ai suoi lati che la toccano la limonano e si fanno segare…poi la mettono a 90 su un tavolino e a turno la penetrano..
laa insultavano e le schiaffeggavano il culone dicendole : che culo hai puttanella..t scopiamo tutta…siamo i solo fortunati a fotterti eh? succhia biondina santarellina!!!

lei ansimava tanto..sembrava venire…poi si libera di quello dietro di lei…
il mondo rimane fermo e in silenzio..
e lei dice : tu mettiti a terra , che ti cavalco e per favore scopatemi tutti e tre dove volete e come volete! fatelo perché mi fa arrapare tanto ragazzi!!!

uno dei tre si sdraia sul telo lei subito gli salta su e se lo scopa come una matta…uno dei due in piedi gli si mette d’avanti e se lo fa succhiare , mentre l’ultimo , gli prende la testa e la comprime verso il cazzo del ragazzo in piedi , poi si china e le dice : te lo ficco in culo adesso..e non entrerò con calma!!!
in circa 2 secondi l’ultimo ragazzo la incula…raffa urla come se la stessero uccidendo!!!
vanno avanti per parecchio cambiandosi anche di posizioni..se la scopano tutta ..
dopo circa una 20ina di minuti..uno dei tre prende un bicchierono per il the…
e gli viene dentro..a seguire vengono gli altri due…
tutto il loro seme è nel bicchiere..raffa si siede , tutta nuda e stremata come non mai..
un ragazzo gli pose il bicchiere e le disse : se lo bevi tutto ti promettiamo che non diremo niente a nessuno!

raffa : io lo bevo , non perché ho paura..ma perché mi piace ragazzi!!!

Io non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie…
raffa era una ninfomane per davvero…
se lo bevve tutto quel seme…
quel video l’ho fatto vedere ad antonio..lui mi fa..cazzo non ci credo ancora , oh dopo questa dobbiamo scoparcela sempre..tanto ha detto che noi possiamo!!!.

La mia prima studentessa

Ero stato assunto da pochi mesi come professore di storia e filosofia presso un istituto scientifico del nord-ovest Italia. La mia prima volta in un scuola superiore dopo gli anni del liceo, ne
Era passato di tempo e sapevo che tutto o quasi sarebbe cambiato.
Trovarsi dall’altra parte della barricata era ed è una sensazione particolarmente piacevole. Il professore è sempre il professore ed avere il coltello dalla parte del manico ha sempre i suoi vantaggi.

Avevo due classi del I anno e due del IV anno. A livello didattico la mia quasi nulla esperienza mi portava a essere sempre poco preciso nelle lezioni e alto di voti nelle interrogazioni; ma a livello professionale non avevo per nulla intenzione di essere un novellino, volevo farmi rispettare e cercare di essere il più imparziale possibile.
Dopo il I quadrimestre ero già entrato in sintonia con i mie allievi, sopratutto le classi più grandi mi davano tante soddisfazioni, anche perché interagendo con ragazzi più grandi, il livello delle lezioni saliva e alla fine riuscivano sempre a venir fuori spunti interessanti.

Si era creato un bel rapporto anche fuori dal consueto orario scolastico, con i ragazzi settimanalmente organizzavamo delle partite di calcetto, ma per le ragazze il discorso cambiava visto che erano molto più impegnate a chattare su facebook e a scoprire se avessi o meno una moglie o fidanzata. In realtà ero fidanzato da tempo, ma lei viveva al Sud nel mio paese e non aveva voglia di seguirmi.
Nella IV E vi erano le ragazze più belle ed eccitanti dell’istituto, avrei voluto avere qualche anno di meno per poterle corteggiare e sperare di poterci fare tante cose.

Loro d’altronde erano molto spigliate e aperte in tutti i sensi, in classe i commenti su alcune compagne non si facevano attendere, e ogni lunedi la lista di chi si erano fatti era sempre aggiornata. Giulia, Laura e Cristina erano le più emancipate, in poche parole erano le tre troie della classe, avevano scopato con tutti i ragazzi di quinto e a quanto pare anche con qualche professore. La mia preferita era sicuramente Giulia, una delle più intelligenti della classe, un tipino molto trasgressivo, con una vena punk che mi faceva salire il sangue al cervello e non solo.

Inoltre aveva un gran fisico: bionda, occhi verdi, labbra carnose con due piccoli piercing sotto il labbro inferiore, una terza abbondante di seno ed un culo a mandolino che credevo mi parlasse. Credo che avesse intuito che mi piaceva, perché faceva di tutto per attirare la mia attenzione, tra pose provocanti e sguardi ambigui.
Nell’ultima settimana di maggio avevo deciso di sostenere all’interno dell istituto delle lezioni private a chi era in difficoltà nelle mie materie per aiutarlo a raggiungere la sufficienza.

La mia ultima lezione pomeridiana era quasi finita, quando in aula si presenta Giulia. In un primo momento la sua presenza mi era sfuggita, ma poi dopo il suo energico saluto le chiese il motivo della sua presenza, visto che lei andava già bene. Mi rispose se poteva rubarmi un po’ del mio tempo perché non aveva capito l’ultima lezione e il giorno dopo avrebbe voluto venire volontaria per l’interrogazione. Saluto gli ultimi studenti, che con sorrisi maliziosi ricambiano, mentre noi ci sediamo uno di fronte all’altra.

Inizio a spiegargli il primo capitolo quando mi stoppa mettendomi una mano sulla gamba :
<< sai prof io sono venuta qui per un altro motivo. Non ho avuto mai un prof così giovane, e da quando l’ho vista il primo giorno, ho voglia di saltarle addosso. >>.
<< Giulia, smettila con queste fesserie e mettiti a studiare, che io sono il tuo professore e lo sai quale è il nostro limite>>, risposi confuso , con il cazzo che ormai non stava più nei pantaloni.

<< si prof, lo posso capire. Ma sento che anche lei ha voglia di me, e nonostante la mia età so già come far perdere la testa ad un uomo. E poi questi sono gli ultimi giorni e non ci vedremo più. >>
Ormai ero partito. Ingrifato al massimo, cercavo di frenare le mie pulsioni: << no Giulia non posso rovinarmi la carriera già prima di iniziarla>>. Non smisi di parlare che si avventò su di me abbracciandomi e dandomi un lungo e appassionato bacio.

Sapeva baciare benissimo la zoccoletta, mentre con la mano palpava il pacco ormai enorme. Ad un tratto si stacca dicendomi:<< prof. Io vado in bagno>>, facendomi un occhiolino. Era già una gran troia, avevo oramai perso le mie inibizioni, sapevo che sbagliavo, ma quella fica ormai era l’unica cosa che mi interessava avere.
Mi precipito nel bagno, chiudo la porta e la trovo appoggiata al lavandino, mentre si morde il labbro inferiore con fare da troia.

<< bhè allora che ci fai là, vieni qui è succhiami il cazzo, che il tuo professore te lo ha ordinato>> glielo dissi senza alcun pudore. Non finisco di parlare chè già sotto, con il mio cazzo tutto in bocca, inizia piano piano, prima con delle leccate intorno alla cappella, mentre con la mano mi massaggia le palle. Su e giù, su e giù, sempre più forte, sputandomi sull’asta per inumidirla sempre ancora.
<< allora ti piace succhiarlo al tuo professore, lo vedi quanto lo hai fatto diventare grosso?>> cercava di prendere fiato ma con la meno le tenevo la testa, non la mollavo, ero infoiato e volevo soffocarla.

Ogni tanto la insultavo : << lo sai che spompino da dio, dove hai imparato ad essere così troia, hanno ragione i tuoi amici a trattarti da puttana perché è quello che sei. Se me lo avessi detto prima, ti avrei già fottuta di brutto>>.
Dopo avermelo succhiato per bene la girai e la spinsi verso di me, gli sbottonai i pantaloni scendendoglieli fino al ginocchio. Scoprì che la cagna era senza mutandine, con la fica lucida e depilata ormai completamente fradicia.

<<prof voglio il tuo cazzo dentro di me, mettimelo tutto, non ce la faccio più…..>> mi supplicò urlando di piacere.
<<ora ti impalo per bene ma tu devi stare zitta altrimenti ci scoprono e poi divento cattivo, hai capito brutta troia?>> lo infilai senza fare la minima attenzione, entrava con una facilità incredibile. A 18 anni aveva una fica matura e pompava alla grande. Intanto alzandogli la maglietta mi accorsi che non aveva neanche il reggiseno.

Era venuta a scuola solamente per farsi scopare.
Avevamo raggiunto un bel ritmo, la pecora era il suo mestiere, con le sue mani appoggiate alla porta del cesso, cercava di prendere l’iniziativa. Ma la posizione non l’aiutava ed io le davo dei colpi forti, sempre più forti mentre con una mano le stringevo il capezzolo.
Ormai ero al limite, la troia mi aveva agonizzato e il mio cazzo cercava gloria, la finisco di impalare mentre lei ormai vicina al orgasmo inizia a sgrillettarsi.

<< mia allieva, inginocchiati e prendilo di nuovo in bocca, che non hai finito di lucidarmi la mazza. >>
<< si prof, ora te lo succhi per bene, hai una grande mazza e voglio godere ancora>>. Comincia a succhiare avanti e indietro con vigore, non capivo più niente. << ahh, ahh, si si si succhia succhia. Vengo , sborro…>> Una succhiata, poi l’altra e via una spruzzata violenta che va a finire sui capelli e poi sugli occhi e la bocca.

Me lo succhia ancora, passandosi il cazzo sulla faccia e sulle tette, mentre con il dito cerca i flotti di sborra fluida sul viso. Per poterseli mettere in bocca e assaggiare il mio seme.
Io ero ormai esausto, una scopata veloce ma intensa, mentre lei con tutta tranquillità si alza, si rimette i pantaloni e mi dice: << grande prof sei bravo, ma possiamo fare di meglio. La aspetto giù in cortile per la fumarci una sigaretta.

>>.
Hai capito la troia, era rimasta contenta, ma non del tutto appagata. Voleva ancora il mio cazzo.
Infatti nonostante l’anno scolastico sia finito e io trasferito in un’altra scuola, grazie a face book ci teniamo sempre in contatto e ogni tanto vado a trovarla e da quanto mi dice sto migliorando di volta in volta.

Il supplente di matematica

Arrivai a scuola affannata per il ritardo e corsi subito in classe. Arrivata sulla porta, entrai e alla cattreda al posto della professoressa di matematematica c’era lui, mi fermai e lo fissai interrogativamente. – Tu devi essere… – iniziò lui, puntando il dito sul registro e scorrendo l’elenco:- La signorina P. Jessica. — Si…esatto…e lei chi è?. – gli domandai. – Innanzitutto, buongiorno…e forse dovrebbe anche scusarsi per il ritardo! – ribattè in tono severo.

Era un uomo di almeno 35 anni, aveva i capelli castano chiaro e gli occhi color nocciola. Come ogni professore giovane, voleva dimostrare la sua autorietà e rompere le palle. – Si è vero…mi scusi per il ritardo…dov’è la professoressa? – domandai. – E ammalata, vai al posto! – rispose. Chiusi la porta e andai a sedermi. Ero all’ultimo banco, salutai la mia migliore amica Silvia. – Visto che figo da paura? – mi domandò subito.

– Silvia…ti prego! — Vuoi dire di no?!?!..guardalo bene, ha l’aria di quelli che se ti prendono per le mani ciao! -Nonostante tutto ridacchiai. Effettivamente era un uomo stupendo. Quando si alzò, notai che era alto e sotto la camicia bianca si intravedevano i muscoli…veramente niente male. A un certo punto mise una nota a me e a Silvia dopo averci riprese per le nostre continue chiacchierate e improvvisamente l’opinione della mia amica su di lui cambiò.

La mia no. Anzi, più faceva lo stronzo, più mi eccitava. Mi ritrovai a fantasticare su noi due, mentre mi scopava in classe durante la ricreazione, sul mio banco. Così avevo iniziato a masturbarmi ogni notte pensando ai professori. Avevo 18 anni e quelli grandi mi sono sempre piaciuti, peccato che nella mia scuola avevano tutti la mia età così me ne sono fatta appena 4 o 5, e non avevo mai provato attrazione per un professore.

Purtroppo a scuola non sono mai stata una secchiona. Ero intelligente, ma odiavo studiare. Alla terza verifica andata male, il supplente decise di darmi una mano. – Okay Jessica, oggi pomeriggio ci vediamo. Ti aspetto qui alle 16. 00, farai esercizi in più, e ti pregherei di non parlarne con nessuno dei tuoi compagni: non voglio che pensino che io faccia favoritismi! -Una parte di me era felicissima. Decisi di provocarlo in tutti i modi possibili.

Alle 16. 30 mi presentai fuori dalla scuola. Avevo una minigonna scozzese rossa con le pieghe, le autoreggenti nere in pizzo, una camicetta bianca sbottonata fino all’incavo dei seni e usavo un reggiseno che accentuava di più il mio seno. Sopra indossavo una cappotto nero, scarpe da ginnastica e calzini bianchi. Arrivata, il professore era davanti alla porta. – Ma tu vieni in ritardo anche nel doposcuola? – mi chiese guardandomi male. – Sono una studentessa molto cattiva! – dissi.

Lui rise e disse:- Vieni dentro che c’è freddo! -Entrai e la scuola era vuota. – Ma ci siamo solo noi? – chiesi, mentre lui chiudeva la porta a doppia mandata e metteva il lucchetto. Era tutto buio, accese le luci e entrammo in una delle classi. – Si! – rispose semplicemente. Si sedette alla catedra, aprì una valigetta nera, prese dei fogli e mi indicò un banco al centro e in prima fila.

– Questi sono semplici esercizi di equazioni, svolgili e vediamo se riusciamo a risollevare i tuoi tragici voti! – mi fece. Mi misi all’opera e, senza alzare gli occhi, iniziai a spalancare e chiudere le cosce. Prima poco e veloce, giusto per attirare l’attenzione, poi, molto e lentamente, per mantenarla viva. Sotto la gonna avevo un perizzoma rosso con il contorno in pizzo bianco. Lo guardai con la coda dell’occhio in modo che non mi potesse vedere.

Lui dalla sua catedra, sbirciava tra le mie cosce. Era molto tranquillo, così lasciai le cosce spalancate mentre continuavo i miei esercizi. Poco dopo mi alzai e consegnai i fogli. – Posso andare ora? – domandai,sperando in una risposta negativa che arrivò:- No! Stai qui, devo correggerli! – Mi sedetti sulla catedra accanto a lui e accavalai le gambe. Mi accarezzavo distrattamente una coscia, mentre lui correggeva i miei esercizi. – Jessica, sono tutti sbagliati! – mi disse severo.

Sorrisi tra me, lo sapevo!- Davvero! – dissi con falso stupore. – Scendi! – esclamò con tono di ordinazione. Obbediì e lui si alzò. – Basta Jessica! Non so che fare con te! – urlava e batteva la mano sulla catedra, poi sospirò. – Sono costretto a farlo! — Fare cosa? — Appoggiati alla catedra e tira il culo di fuori. — Come? — Hai capito benissimo! – abbaiò. Un pò spaventata, ma, sopratutto eccitata, mi misi a 90°.

Mi sollevò la gonna sui finachi. Sentii un rumore secco e un bruciore sulla chiappa che mi fecero sussultare: mi stava sculacciando!- Questa è per il ritardo continuo! – disse. Altro schiaffo: – Questo è per gli esercizi che non sai fare perchè non mi ascolti! -Altro schiaffo: – Questo è per l’abbigliamento con cui ti sei presentata! -Altro schiaffo: – Questo è per quello che mi obblighi a fare! -Improvvisamente sentii le sue mani che mi tiravano giù il perizoma, poi, una lingua entrò nella mia figa.

– Sei bagnata Jessica, lo sapevo… – disse. Mi aggrappai alla catedra:- Professore! – urlai. Ogni pensiero aveva abbandonato il mio cervello. Il mio professore mi stava leccando la figa in classe: uno dei miei sogni erotici diventava realtà. Mi mossi sulla sua faccia e lui mi infilò un dito nella figa. – Ohhh! – esclamai curvando la schiena. Il suo dito si mosse dentro di me come se fosse un piccolo cazzo. Io assecondavo i suoi colpi sperando che mi avrebbe portata ad un orgasmo allucinante.

Non mi interessava il posto dove eravamo, o il fatto che fosse il mio prof, non mi preoccupava cosa sarebbe accaduto se ci avessero scoperti…mi interessava solo quel calore che dalla mia figa saliva fino al mio cervello, oscurandomi ogni logica. Venni strillando e cercando di attaccare il più possibile la faccia del mio prof alla mia figa. Lui si sollevò, io rimasi a 90 sulla scrivania a riprendere fiato. sentii la zip dei suoi pantaloni, poi, mi volse e vidi che era nudo.

Diesi uno sguardo al suo cazzo e sorrisi. – E bravo professore! – dissi. Le sue mani mi sbottonarono la camicetta, la fece volare attraverso la classe, mi sfilò il reggiseno e anche quello fece la stessa fine della camicetta. Avevo solo la gonna, le scarpe e le autoreggenti. – La mia studentessa è una putanella! – mi disse. Guardò i miei seni e mi fece sedere sulla cattedra. Iniziò a leccarmi sensualmente le tette.

Ci sapeva fare: ogni leccata, ogni succhiata, ogni mordicchiata mi sconvolgeva e mi faceva perdere la ragione. Lo strinsi tra le mie cosce e il suo cazzo dritto quasi mi penetrò. Appena lo sentii vicino all’apertura della mia figa, mi offrii volontariamente a quel suo stupendo cazzo. Lui però si spostò e lasciò le mie tette. – Scendi dalla catedra! – Obbedii precisamente e lui si sedette. – Inginocchiati e succhia! – ordinò. Lo feci.

Mai e poi mai ho obbedito così ciecamente ad un prof. Presi in bocca quel cazzo pulsante e gli dimostrai che forse come studentessa non valevo niente, ma come pompinara nessuno sarebbe stata alla mia altezza. Lui faceva uno sforzo tremendo per non venirmi in bocca e lo sapevo. Poi mi allontanò la testa. – Brava Jessica, questo pompino meritava un bel 10 e mezzo! -Mi alzai e mi sedetti sulle sue gambe a cavalcioni, senza penetrarmi.

Doveva calmarsi o sarebbe venuto subito. Lui riprese a leccarmi e ciucciarmi il seno. – Sa succhiare molto bene professore! – dissi. – Mai quanto te Jessica. – disse serio. Poi morse forte e sussultai di dolore e di piacere allo stesso tempo. – Queste tette meritano un 10! – – Media del 10, mica male. – dissi posando la mia bocca sulla sua. Non ci fu un bacio e non mi ci mangiammo reciprocamente.

Fu eccitante vedere il professore perdere il controllo per un mio bacio. – Adesso alzati! – mi disse. Lo feci subito. – A pecorina! – mi ordinò. Ero emozzionatissima, impazziente di averlo dentro. Mi voltai di s**tto e con un unico, forte e violento colpo mi sfondò la figa. Le nostra urla riempirono l’aula e tutto il corridoio vuoto. – Professore, professore… – lo chiamavo. Godevo già solo per il fatto di chiamarlo così e non per nome.

Mi penetrava profondamente. A volte ruotava il suo cazzo dentro di me oppure restava fermo e mi spostava per i fianchi aventi e indietro. Non mi diede il tempo di venire, che poco dopo si sdraiò sulla catedra e io dovetti salire sopra di lui per scoparlo. Le mie urla di godimento mentre venivo sembrava che lo stavo possedendo ancora di più. Mi teneva le tette, le stringeva forte, me le succhiava…mandava scariche di dolore e di piacere che mi facevano impazzire.

Quando mi sentii vicina all’orgasmo, appoggiai le mani sulla catedra, accanto al suo viso e nonostante lui mi ordinasse di non venire ancora, aumentai il ritmo. Diventò una furiosa cavalcata, ero intenzionata a provare piacere e così fu. Venni con uno strillo. – Non hai obbedito. — Non me ne frega un cazzo. – risposi respirando forte per calmarmi. – Ti rimetto al doposcuola anche domani? – scherzò. – Lo faccia, la prego! -Mi alzai e lui face altretanto.

Mi appoggiò al muro, con il culo di fuori e mi sculacciò per non avergli obbedito. Fu violentissimo, ma questo non fece che eccitarmi di più. Mi portò in un banco e mi sdraiò lì. Mi spalancò le cosce e mi prese. Fù s**tenato, mi dava colpi tanto duri e decisi che pensai mi avrebbe sfondata. Ma in quel momento la sua violenza mi eccitava. – Sei un porco pervertito! – e dicendogli così venni.

Poco dopo mi scagliò a terra, e andai a sbattere contro una sedia. Il mio viso fu innondato da sborra calda e compatta. Presi in bocca il suo uccello e glielo ripulii. Mi rivestii in silenzio, mentre lui ancora nudo guardava il mio compito. – Professore… — A domani! – mi disse in modo incazzoso come sempre. Obedii. La mattina dopo mi infilò nel compito un biglietto: ” pompino: 10, tette: 10, scopata: 10, obbedienza: 7, voto: 9.

Peccato che questi voti non influiscano sulla pagella, ma se vuoi migliorare comunque, questo è il mio indirizzo:” lessi l’indirizzo, gli lancia un sorriso che ricambiò, strappai il foglio in minuscole parti e poi lo buttai. Quando tornai al posto, Silvia mi chiese:- Cos’era quel biglietto? — Mi ha detto che se non miglioro verrò bocciata! — E’ uno schifoso! – – Si…proprio uno schifoso! – risi io.

La mia vacanza nudista

Io e il mio amico Luca, potendo andare in ferie solo a Luglio e senza la compagnia, decidiamo di andare in vacanza in Croazia, a caccia di spiagge nudiste e turiste vogliose. Entrambi abbiamo 32 anni, lui non sa delle mie esperienze bisex e non deve saperlo: sarà una vacanza etero.

Troviamo su internet un isola a sud, dove l’Adriatico è più pulito e il turismo meno “di massa”. Segnalate e consigliate le spiagge nudiste.

Arriviamo a fine pomeriggio dopo un giorno di viaggio tra treno e traghetti. Il tempo di cenare e subito a letto: abbiamo altri 10 giorni pieni per divertirci. Ovviamente letti separati e sonno profondo.

Il risveglio è rigenerante, come la colazione in albergo. Andiamo subito in spiaggia, finalmente via il costume, qualche imbarazzo ma basta guardare le donne che passano per non pensarci più. Alcune sono carine, altre mature ancora scopabili, altre ancora inguardabili.

Basta selezionare.

Succede poco, siamo ancora un pò stanchi. Pranziamo e dopo pranzo arriva il colpo di fortuna: una brunetta molto, carina, occhi azzurri, sola. E si mette vicino a noi, a pochi metri. Il fisico è armonioso, una seconda/terza di seno che sta su benissimo, culetto sodo. Avrà sui 25-30 anni.

Accendo una sigaretta, gliene offro una in inglese, lei dice no e io spengo la mia con disgusto.

Lei ride, il ghiaccio è spezzato. Lei è tedesca, parliamo un pò. Mi dice che è lì con suo marito, mi crolla il mondo addosso ma continuo la conversazione che mi consente di guardarla negli occhi azzurri, di guardarle le tette e la fica scoperta, socchiusa, stuzzicante.

Arriva il marito, un tedescone cinquantenne con pancia e pelo da orso, cazzo che sembra piuttosto piccolo. Saluta me e il mio amico, che si tiene distante per non interferire il mio abbordaggio alla mogliettina.

Lei scherza, si diverte, mi guarda negli occhi. Se non ci fosse il marito… A cena andiamo tutti e 4 insieme, i tedeschi vogliono mostrarci il miglior ristorantino dell’isola.

Si mangia ottimo pesce, vino bianco dignitoso. Il marito beve troppo, va a letto presto. Io e il mio amico portiamo la tedeschina a fare un giretto a piedi, poi il mio amico capisce l’andazzo e se ne va. Chiaro di luce, mare… La tedesca cede, bacio in crescendo e ditalino contro il muro, in vicolo buio.

Lei gode e mi dice di andare in camera sua. E il marito? Al marito non interessa, sono una coppia aperta. Intrigante. Vado.

Stiamo salendo in camera loro, in ascensore me lo tira fuori e si inginocchia a succhiare, ha perso la testa ormai. Entro in camera loro con il cazzo fuori dai pantaloni. Il marito è disteso sul letto, a faccia in giù, con il culone peloso che di certo non mi eccita.

Ci pensa lei a farmi tornare subito la voglia. Mi bacia, mi spoglia. Le chiedo sottovoce se vuole andare in bagno, mi porta verso il letto, si siede, me lo succhia. Mi mette un preservativo, allarga le cosce e mi invita a sdraiarmi dentro di lei.

Entro, lei è bellissima, bagnata e calda. Il marito ha gli occhi socchiusi, è evidente che ci guarda. Io la giro, la prendo da dietro e mentre non può vedermi, faccio il segno delle corna al marito sorridendo.

Lui capisce di essere stato scoperto e sorride, poi si gira col cazzo a mezzasta e inizia a segarsi guardandoci. Lei gli sorride, parlano in tedesco, non capisco ma la scopo più forte. Lei si tira su a pecorina, e lo prende in bocca al marito. Una scena che non avevo mai visto se non nei film porno.

Poi la serata arriva a una svolta. Lei mi fa mettere disteso sul letto e mi sale a cavalcioni sopra.

E’ uno spettacolo, si muove benissimo e ricomincia a succhiare il marito, che sta in piedi sul letto. Poi si ferma e mi bacia in bocca. Sento il sapore del cazzo di lui, è una cosa che mi eccita. Forse se ne accorgono. Lui si mette in ginocchio e mette il cazzo tra me e la moglie. Lo spinge tra le nostre labbra, l’odore e il sapore vincono il timore e succhio, succhio e succhio come non avevo mai succhiato prima.

Lei si alza su e mi cavalca guardandoci, con ancora più decisione. Lei gode, io non capisco più niente, sto per venire anche io. Ma il marito mi batte sul tempo, fa appena in tempo a toglierlo dalla bocca e mi sborra in faccia e sul collo. Chiudo gli occhi per sicurezza e lo sento strusciare sul viso col cazzo viscido di sperma, si sta pulendo. E in un attimo realizzo di avere ancora un cazzo e sborro dentro la moglie che mi cavalca, nel preservativo.

Lei scende verso di me, pulisce la sborra del marito dal mio viso con la bocca. Mi dà un piccolo bacio sulle labbra, un altro, prova a far scivolare la lingua. Io cedo, sento il sapore di lui sulla lingua di lei, lei ne ha ancora in bocca e la spinge nella mia. Io assaporo quel gusto forte, sarà stato il vino o la bocca di lei… Non penso e condivido il seme con lei, lui se ne accorge e mi spinge il cazzo ancora viscido in bocca.

Lo pulisco. Lui spinge spinge e torna duro, scopandomi la bocca. Lei si gira a 69 su di me, lui si sposta e lei mi mette la sua fica in bocca, succhiandomi il cazzo. Lei mi spinge un dito nel culo, bagnandolo. Poi un altro. Poi arriva lui, armato di preservativo. Mi spalanca le cosce e mi scopa, subito, senza riguardo. Per fortuna non è grosso, ma lo sento tutto. Fa un pò male.

Lei mi masturba, io la lecco. Pochi minuti di dolore, poi il piacere di sentirla venire sul mio viso, infradiciandomi. Il cazzo di lui che spinge fino in fondo, i gemiti di piacere di lei, le mani di lei che mi segano furiosamente. Vengo ancora. E poi ancora sborra sulle palle. E’ lui che è uscito e si è tolto il preservativo, sborrandomi sul cazzo. Resto disteso sul letto, distrutto, col culo in fiamme.

Sono bagnato di sborra in volto, sul collo, sul cazzo, sull’addome. Lei sorridendo prende il preservativo usato da me prima e me lo svuota sul petto, come a coprire l’unica zona rimasta libera. Ridiamo.

Qualche minuto e lei mi porta sotto la doccia per pulirmi, lui ci segue. La cabina doccia è enorme, ci stiamo stretti ma ci stiamo. Lui dice qualcosa a lei, lei si inginocchia e mi tira giù con lei.

Spero che lui non voglia un altro pompino… e infatti non è così. Punta il cazzo verso di lei e piscia, poi verso di me e ne fa ancora. Chiudo subito gli occhi ma lui continua a pisciare sul viso, sul petto, sul collo. Lei mi abbassa la testa e lui mi piscia nei capelli. Che sensazione strana… Ridiamo ancora, poi ci facciamo la doccia allegramente. Lei mi invita a dormire con loro, in mezzo a loro.

Il letto è grande, ma ci mettiamo di lato, io abbraccio lei, le bacio il collo e le massaggio le tette. Lui abbraccia me e sento il suo cazzo moscio sul culo. Mi eccito ancora ma è ora di dormire.

Mi risveglia un dolore improvviso. Sono a faccia in giù, lui me lo ha messo nel culo. Non capisco bene cosa succede, dalla luce si capisce che è mattina. Sento lei che lo incita in tedesco.

La voce meno dolce del solito. Lui non mi scopa, è lì fermo dentro di me, neppure completamente duro. Lei mi alza l’addome e infila un accappatoio spesso e duro. Comincio a risvegliarmi e a chiedermi cosa succede quando capisco. Nel mio buco del culo arriva una potente spruzzata di liquido caldo, che sembra non finire mai, mi invade completamente il culo ed esce fuori, sull’accappatoio. Lui mi schiaccia con il suo peso e finisce di pisciare.

Lo tira fuori e mi dà un colpo forte sul culo, lei fa lo stesso. Io mi sollevo piano e sento il suo liquido giallo colare fuori dal buco, caldissimo, e scivolare lungo le gambe e nell’accappatoio. Lei ride e ha in mano un cazzo finto di una ventina di centimetri, forse più. Io capisco che si sta andando troppo oltre e gentilmente dico di no. Loro capiscono, lo sguardo sadico sparisce dai loro volti e dopo essermi rivestito ci salutiamo come se ci fossimo appena conosciuti in spiaggia, sconosciuti educati senza alcun pensiero sconcio.

Non fosse per il cazzo enorme nella mano di lei, il cazzo grondante di lui e il mio culo ancora bagnato dalle sue urine.