Archivio mensile:Dicembre 2012

la nuova compagna di classe

era un giorno scolastico me gli altri, un martedì di preciso.
mi aspettavano due ore di italiano e solo all’idea mi cadevano le palle, per fotuna le ore passano in fretta ed arriva l’intervallo. dopo una sigaretta ritorno in

classe giusto in tempo prima del suono della campanella. appena mi siedo entra la preside e il pensiero generale della mia classe, visto che siamo alquanto famosi per

il nostro casino, è stato “di sicuro è venuta a farci un cazziatone”.

invece era venuta a dirci che una nuova compagna si sarebbe aggiunta a noi. – lei è Akane e da ora è ufficialmente una vostra compagnia mi raccomando trattatela bene-

devo ammettere che da subito mi sono sentito attratto da lei era carina,aveva 18 anni come me, alquanto bassa con dei capelli neri molto lunghi e occhi neri, non so cosa avesse di speciale

ma mi piaceva.
iniziò a presentarsi e disse che si era trasferita in italia 4 anni fa e che con l’italiano se la cavava abbastanza anche se aveva molte lacune.

passò qualche settimana e io rimanevo dell’idea che lei doveva essere mia, un giorno appena suonò la capanella delle 14:05 e io mi apprestavo ad andare a prendere il

pullman mi fermò e mi chiese se le potevo dare qualche ripetizione di matemati un pomeriggio, ero abbastanza bravo in matematica e nella mia classe forse ero il più

bravo, gli dissi che ne sarei stato felice.
unìottima occasione pensai, potrebbe succedere di tutto in un pomeriggio e visto che il pomeriggio ho sempre casa libera sarà un’opportunità da non farmi scappare,ci

accordammo per il venerdì visto che lei in settimana era sempre impegnata.

arrivò il fatidico pomeriggio, suonò alla porta e il mio cuore iniziò a battere all’impazzata, un po’ intimorito andai alla porta ed apri
-ciao akane prego accomodati-
-grazie mille- mi disse sorridendo
-vuoi qualcosa da bere? o altro??-
-no grazie sono a posto così-
-accomodati pure in sala io vado a prendere il necessario-

andai su e presi i libri, mi diedi una sistemata e scesi lei era seduta con i libri già aperti.

– ok iniziamo subito- le dissi e così inizia a farmi dire cosa non capiva di preciso eccetera.
me la cavavo bene nelle ripetizioni diciamo che non ero male come insegnate e sembrava che lei iniziava a capire qualcosa.
dopo un’ora di matematica prendemmo la decisione di fare pausa le diedi da bere e inizziammo a parlare del più e del meno, mi disse che i suoi erano separati e che lei

viveva con la madre e altre cose della sua vita.

era una ragazza rimpatica ci si poteva scherzare e ridere anche se sembrava molto introversa.

dopo parecchi bicchieri di acqua le scappava la pipi e mi chiese dov’era il bagno
-sali le scle e giri a sinistra, la porta in fondo è il bagno-
-grazie mille-
i miei piani sembrava stessero svanendo non eiuscivo a combinare niente, sono un imbranato pensai.
appena ebbe finito scese e ci rimettemmo a fare matematica, lei sembrava strana o almeno lo sembrava rspetto a prima, non risciva a concentrarsi.

-c’è qualcosa che non va akane??-
-no no tranquillo tutto bene-
-ti vedo distratta sembri assente-
-scusa e che ho dei pensieri per la testa-
-ok se vuoi ci fermiamo ancora un po’- le proposi
-si forse è meglio-
sembrava stesse male come avesse un malore
-ei akane vuoi sederti sul divano?? hai uno strano spetto-
la feci accomodare sul divano e le diedi ancora un po’ d’acqua, mi misi seduto accanto a lei la aiutai a bere e poi lei si appoggiò a me
-scusa e che non so cosa mi prende- mi disse con una voce quasi da bambina
-tranquilla non ti preouccupare- la rassicurai

appena si ripresi si staccò da me e guardandomi negli occhi mi ringrazio e dopo averlo detto mi diede un bacio a stampo, ci rimasi un po’ di stucco non pensavo lo

facesse.

si rimise seduta e mi disse
-è da quando sono entrata in quella classe che volevo farlo, credo che le ripetizioni siano state solo una scusa e spero che non ti sia arrabbiato per quello che ho

fatto-
-sai anche per me è stata la stessa cosa da quando sei entrata-

ci baciammo ancora quasta volta con più passione, lei fece entrare la lingua e io ricambiai, itanto le posò la sua mano sulla mia patta ” a quanto pare è una

porcellona” pensai.

avvicinai anche io la mano in mezzo alle sue gambe ma lei si abbassò e mi apri i pantaloni, li tirò giù insieme ai boxer e si ferma pe un attimo a guardare il mio

cazzo ancora mezzo moscio ma già bello attivo.
poi inizia a farmi una lenta sega e devo dire che se la cava molto ma molto bene, poi quando vede che è del tutto duro inizia a muovere la meni più velocemente.

-ti piace?- mi chiede un po’ imbarazzata
-akane è la sega migliore che mi abbiano mai fatto-
subito dopo inizia a prenderlo in bocca è bravissima anche in questo!

io sono troppo eccitato e la faccio sedere al mio posto gli slaccio i pantaloni e gle litiro via, lei sembra non voglia ma mi lascia fare appena poso lo aguardo in

mezzo alle sue gambe vedo uno strano gonfiore, sto pre abbassarle le mutandine quando lei mi ferma.

-avrei dovuto dirtelo prima, mi spiace- detto questo fa uscire dalle mutandine un cazzo non tanto grosso ma messo alquanto bene.
rimango sbigottito – ma tu sei un trans… sei così giovane eppure- non riesco neanche a finire la frase sono troppo scioccato
-da noi chi lo vuole può farlo già dall’età di 13/14 anni-
-e tu da quanto lo sei??-
-ho iniziato il trattamento all’età di 14 anni, e appena finito mi sono trasferita qui, lo capisco se tu non vuoi più continuare non ti preouccupare- me lo ha detto

con molto ibarazzo e dispiacere.

non sapevo che fare lei era un trans, ma più la guardavo e più mi piaceva, quindi ho iniziato a prendere il suo cazzo in mano e ho iniziato a massaggiarlo. non sapendo

come fare facevo come se mio facessi una sega da solo.

lei apprezzava, emetteva degli urletti che mi facevano impazzire, il suo cazzo era bello duro e sembra anche che io ci stessi prendendo gusto.
appena sentì che stava per venire mi fermo, e visto che il mio divano non era molto comodo le proposi di andare su.

prendemmo la nostra roba e salimmò, appena arrivati su mi fecie sdraiare si spoglio completamente, haveva due belle tettine saranno state una seconda.
appena finì di spogliarsi spogliò completamente anche me e poi si mise vicino al mio cazzo e continuo a farmi un pompino, però dopo aver preso in mano il suo cazzo lo

volevo ancora, quindi la presi e la sistemai sopra di me per formare una 69.

inizia a massaggirle il cazzo e misi un dito anche nel suo buchino dietro, non appena lo infilai fece un balzo, mi piaceva farla godere mentre lei faceva godere me.

dopo qualche minuto così le feci sedere praticamente sulla mia faccia in modo da poter leccare il suo bel buchino, lei godeva come una matta e continuava ad emettere

urletti di piacere, cercai di far entrare la lingua nel buchetto e ci entro senza alcuna difficoltà, intanto con una mano continuavo a massaggiarle il cazzo che era

sempre più duro.

poi di punto in bianco si alzò e iniziò a lubrificarmi il cazzo con la saliva, appena vide che era ben bagnato si posizionò la punta nel buchino e iniziò a sedersi.

senza alcuna fatica il cazzo le sparì nel culo e lei iniziò a fare su e giù sempre più velocemente.
la ammiravo sbalordito era bellissima e mi soffermai a vedere il suo cazzo che veniva aballottato su e giù, lei e quella vista mi stavano facendo godere come un matto.

dovevo res****re non volevo venire subito così senza staccare il mio cazzo dal suo culo la feci sdraiare le alzai le gambe e iniziai a pomparla.

stavamo godendo come matti e io mentre la scopavo gli stavo segando il cazzo, pochi minuti così e lei venne con 5 o sei schizzi belli forti, raggiunse la sua stessa

faccia.
mentre si leccava il suo sperma io tirai fuori il cazzo porgendeglielo in faccia lei capì e iniziò a prenderlo in bocca, ero al culmine quindi venni subito, lei ingoiò

tutto e io con la mano destra raccoglievo lo in suo sperma dal suo corpo e glie lo facevo leggare.

eravamo esausti e ci riposammo mer 10 minuti poi ci rivestimmo, pirtroppo i miei sarebbero tornati tra poco e qunidi dovevamo rivestirci, appena arrivarono i miei non

ci facemmò trovare in sala a far finta di studiare.
mia madre propose a akane di rimanere a mangiare, finita la cena la portammo a casa.

il giorno dopo a scuola eravamo tutti e due felici di rivederci, iniziammo a uscire assieme e ovviamente io mantenni il suo segreto.

.

La gonnellina di Monica 2

Arriviamo al ristorante..sorridenti e scherzosi..salutiamo tutti e aspettiamo la festeggiata..
una volta arrivata con tanto di ingresso di rito iniziamo a mangiare..il tavolo era a ferro di cavallo..ottimo per le intenzioni che avevo…ci mettiamo di fronte mentre dei nostri amici e delle nostre amiche ai nostri fianchi…balliamo scherziamo ridiamo mangiamo e già 3 bottiglie di vino fanno via…eravamo brilli tutti..ma sotto il tavolo sento accarezzarmi il polpaccio…
guardo monica con aria maliziosa..e lei risponde con aria da vera maiala..inizia a salire con il tacco , pressandomi i testicoli..inizio a ridere e le faccio capire che mi fa male..(in più tutto era coperto dalla tovGLIA CHE ERA MOLTO LUNGA..)
poi sento di nuovo accarezzarmi il polpaccio..ma questa volta da un piede nudo..era lei..e si avvicini al mio pene in erezione..inizia ad accarezzare e a far sentire il suo dolce piedino che accarezza il mio pene durissimo..
poi mi viene un lampo di genio..sbottono i pantaloni senza farmi accorgere e lo caccio furi così sarebbe stato più facile per entrambi sentire tutto il contatto…
sento che afferra bene il pene..la guardo facendole capire che volevo ciò che gli avevo detto a casa..
lei si toglie l’altra scarpa e inizia a segarmi con tutte e due i piedi…che maiala..
pe non far capire a nessuno le mandavo dei messaggi con scritto : siamo folli .. e tu tanto porca !! 🙂

lei mi rispose : mi piace questo piacevole pericolo..e tra poco iniziano a ballare..tu rimani fermo che quando spegneranno le luci io scomparirò !! 😉

le luci si spensero , tutti si alzarono , io rimasi seduto dicendo che non avevo voglia..poi..sento un calore immenso accompagnato da un succhio micidiale verso il mio membro in erezione…era lei..succhiava lentamente e slinguazzava sotto la cappella facendomi eccitare di più..
lentamente ingoiava tutto..poi..lo afferra con una mano e inizia una sega mostruosa..come muoveva quella mano..era espertissima nel fare seghe..
io godevo tantissimimo e stavo per venire..

sento lei imbaccare il mio cazzo duro più del marmo , appoggia le sue mani alle mie ginocchia e succhia fortissimo e abbassandosi fino a farsi scopare la gola..faceva tutto lei..sentiva le mie pulsazione…
poi..sento da dietro un mio amico , lei si ferma..sicuramente l’avrà visto , penso..
Il mio amico mi fà : oh cazzo di solito sei il più pazzo..ti sei già stancato di ballare? dai vieni!!
Ma monica dov’è?

mentre inizio a rispondere sento lei che inizia ad ingozzarsi..spompina come una dannata..vuole farmi venire in quel momento ed io ci sto..infatti lei spompinava divinamente e io che rispondevo al mio amico che non mi sentivo in quel momento e che avevo chiesto una bustina e gli dissi anche che non sapevo monica dove potesse essere..ma furbo , gli dissi di andar fuori a vedere se stesse fumando …

andò fuori lui..ma lei stava fumando il mio sigaro in super erezione..
lei continuava a spompinare con voga..e io non ce la feci più..le venniin bocca e come da maestra ingoiò tutto…mi leccò perfino la cappella…che goduria..
io mi ricomposi..lei quatta quatta uscì fuori..mi guarda soddisfatta e sazia ..io la guardo con aria rispettivamente sazia..poi mi fà :

wow quanto sei venuto…quanto era calda.. 🙂
per fortuna nessuna ci ha scoperti 😉

Io : SEI UNA MAESTRA 🙂
DOPO IN BAGNO!!!

LEI : certo !! lo voglio tutto dopo!!! 😉

e andammo a ballare!!.

la mia amica tettona

tutto iniziò 4 anni fa…..
ci conoscemmo sul social network badoo e mi attirò subito per sua notevole prosperosità.
Iniziammo subito a chattare e all’inizio non sembrava molto simpatica e disponibile ma poi col passare dei giorni stava cambiando.
Allora per comodità ci scambiammo i contatti msn e di li era molto più comodo sentirci, ormai si parlava di tutto fino ad arrivare anche a cose più intime e private. Tanto che ero preso e incuriosito da questa amica che presi anche un’altra scheda(all’epoca ero impegnato) per poterla sentire tramite sms anche quando non ero al pc.

Una sera ero particolarmente eccitato ed incuriosito e decisi di spingermi oltre e provocarla per vedere come reagiva e lo feci sfidandola. Fino ad allora ci eravamo solo sentiti e visti su msn e tramite sms ma senza mostrarmi nulla (nonostrante la mia voglia matta di ammirare la sua meravigliosa ottava), allora le dissi che non sarebbe mai stata coraggiosa da farmi vedere il suo seno perchè troppo fifona.
Lei subito mi rispose che secondo lei neanche io avevo il coraggio di farglielo
vedere ed io effettivamente oltre alla mia fidanzata non l’avevo mostrato mai a nessuna; ma ero troppo eccitato per dire di no e decisi di fare il primo passo e le inviai un mms con la foto del mio cazzo dritto e duro in mano.

La sua risposta fu solo “cazzo che bestione enorme”
A leggere quel messaggio e notare la sua reazione e quella foto, il cazzo mi venne ancora più duro e le risposi che secondo me era nella norma e non tanto esagerato ma lei insisteva nel dirmi che era grosso e che la mia fidanzata
era fortunata ad avere un ragazzo con quel coso.
Io la ringrazia e le dissi che io la sfida l’avevo vinta e che glielo avevo mostrato ma di lei non avevo visto ancora niente.

Il messaggio successivo fu un mms con in allegato la foto di 2 meloni enormi e un messaggio con su scritto “visto amo ho vinto anche io”…..
A quel punto non capivo più niente e dopo averle fatto i complimenti e ammirato ancora un altro pò quel ben di dio finalmente sborrai.
Per un lungo periodo di tempo seguirono chiamate sms mms e videochat sempre dello stesso genere e anche una una chiamata con lei mentre faceva il bagno ma da buona donna mi fece solo eccitare nascondendosi tra la schiuma.

Una volta per poco non ci vedemmo, lei venne nella mia città ma io ero fuori…. peccato mi sarebbe proprio piaciuto vederla dal vivo poter ammirare le sue tettone e magari fare anche una sana e bella scopata.
Per un pò di tempo a causa di miei problemi ci allontanammo e ci sentimmo di rado fino a non sentirci più per un bel pò di tempo, ma dopo qualche mese ci beccammo di nuovo su facebook e ci demmo appuntamento per sentirci la sera tramite cellulare.

Ricordammo tutte le nostre chicchierate e non pensando minimamente che potesse succedere mi inviò una nuova foto delle sue tettone che io ovviamente ricambiai con una delle mie.
Secondo voi una ragazza del genere può diventare una santa dopo tutte queste cose?
A lei è successo……

La sorella della mia ragazza…a Natale

Ho diciotto anni e sono fidanzato con Bea, una bella ragazza, brunetta con un fisico atletico e tosto, bocca fantastica due tettine appuntite e dure, un sedere bellissimo tondo e duro…. con Lei abbiamo fatto l’amore ovunque e nelle situazioni più strane…ma queste sono altre storie.
Io frequentavo tranquillamente la casa della mia bella, Amicissimo della madre milf voluptuose ;-), della zia vecchia porca zitella, del padre brava persona e della sorellina Barby.

Quest’ultima che aveva un paio di anni in meno di Bea, era completamente diversa dalla sorella. Bionda occhi molto chiari, fisico longilineo, allora già più alta di tutta la famiglia, bocca rosa come se avesse sempre un rossetto lucidalabbra e soprattutto due bocce enormi, no, non enormi ma molto grandi ed anche un pò pesanti. Sul suo fisico però erano perfette. Se non fosse stata così piccola e già fidanzata ci avrei fatto un pensierino, non nego che mi capitava di fantasticare su di lei quando la vedevo girare mezza nuda per la casa….

o mentre ci azzuffavamo giocando.
La sera di Natale dopo aver cenato a casa mia con amici e parenti, vado a casa di Bea dove mi aspettavano per aprire i regali, tutta la famiglia riunita più due coppie di amici.
Come al solito faccio il pagliaccio e ci divertiamo un sacco…. si mangia il panettone i dolci si gioca un pò a carte e si beve parecchio.
A fine serata, quando stò per andare via, la zia si preoccupa per il mio rientro e propone che io resti a casa loro a dormire.

Tutti erano daccordo, la mamma appoggio la proposta imponendomi la cosa, il padre non aveva problemi, daltronde era da solo contro quattro donne e di solito non si metteva mai in mezzo…..morale rimasi lì a dormire.
Dove ? sul divano proposi Io.
No disse il capo, la mamma, dormi nel letto matrimoniale dove dormono Bea e Barby così stai più comodo.
Ok, certo non ci sono problemi per Bea ne per la sorellina che subito mi prese per il braccio tirandomi verso la loro stanza dove dovevamo sistemare lenzuola e cuscini prima di andare a nanna.

Mi danno una maglietta ed un pantaloncino…. dopo un pò ci infiliamo sotto le coperte, Io mi piazzo al centro con la scusa che così le sorelle non si sarebbero bisticciate come sempre facevano…..
La mamma e la zia ci vennero a salutare con il bacetto della buona notte come a tre figlioletti rimboccandoci le coperte. La mamma ci redarguì dicendo di dormire e fare i bravi,anche se agitava le sue grosse tette che si agitavano sotto la vestaglia come se fossero volute saltare con noi nel letto.

E la zia baciandomi quasi mi infilò la lingua in bocca…. tutto ciò risvegliò cio che avevo nel pantaloncino e che sembrava assopito.
Appena spenta la luce diedi un bacio di buona notte, con auguri di buon Natale a Barby e poi iniziare un pò a limonare con la mia Bea. Due chiacchiere zitti zitti qualche bacione con lingua profonda e qualche palpatina…. poi Lei mise le mani casualmente fra le mie gambe e trovò un bel bastone duro duro.

Stranamente, si tirò indietro dicendo che c’erano i genitori nella stanza difronte e la sorella a pochi centimetri…. ” Dormiamo adesso poi domani ci divertiamo…” Ok cerchiamo di dormire…. nella mia testa roteavano le tette della mamma e la lingua della zia in più ero tra due donne profumate e il mio cazzo non aveva nessuna intenzione di andare a nanna.
Dopo qualche minuto sento il respiro di Bea che tradisce il fatto che si era addormentata.

Allora spingo il mio culetto contro quello della sorellina che era stesa girata verso l’esterno del letto. Dopo qualche secondo Lei restituisce il colpetto. Mossa tattica,,,, mi giro morbidamente e mi ritrovo accucciato dietro Barby…. Sento il profumo dei suoi boccoli dorati, della sua pelle, avvicino il mio corpo al suo, Lei indossa una camicetta da notte in cotone felpato lunga fin sotto le ginocchia…
Avvicino il bacino fino a farle sentire il membro duro fra le natiche.

Non reagisco, ma nel silenzio della notte sento il suo cuore che aumenta il ritmo dei battiti.. Mi struscio un pò con delicatezza energica…. Lei si inarca leggermente……è sveglia e gradisce ” l’appoggio “.
Infilo il mio viso tra i suoi capelli ed inizio a baciarle il collo e titillarle il lobo dell’orecchio……si scioglie, si abbandona, le infilo una mano sotto al braccio ed afferro la sua mammella destra stringendola come fosse una brioche che morbidezza compatta…Le piace da morire inizia a gemere sommessamente, il suo grosso capezzolo inizia ad indurirsi, allunga la mano per sentire il mio membro che continua a spingere fra le sue natiche.

lo prende in mano ed inizia una sega leggera…. un rituale silenzioso ed intenso. Dopo pochissimi minuti di masturbazione la sua mano tira sù la camicia da notte ed io mi trovo a contatto con la sua pelle da ragazzina, liscia come una pesca, la mia mano stende fra le sue cosce fino ad una folta e morbida peluria poi arrivo al suo bocciolo di rosa. è già molto bagnato, lo massaggio un pò e poi infilo piano il mio dito anulare per saggiare la sua profondità…..bagnatissima potevo entrare senza problemi la bambina già aveva avuto esperienze….. prendo con la mano il mio cazzo di marmo, come durezza ma di fuoco come calore e lo appoggio alla sua fighetta ….

lei non se lo fà chiedere due volte, inarca il culetto e con la patata bollente mi avviluppa la cappellona…. Io spingo in quel lago rovente, che bella scopata il suo sedere spingeva sulla mia pancia io le stringevo i seni e le torturavo i capezzoli diventati durissimi, anche le aureole si erano restrinte ed erano grinzose e dure.
…. Rumori…fermi tutti…ci blocchiamo come ghiacciati.
Bea si gira, mi carezza il sedere con una mano e si abbraccia a mè da dietro.. sento le sue tettine che spingono dietro la mia schiena….

ma dorme ancora.
I rumori vengono dalla stanza dei genitori , la mamma si alza, viene in camera da noi, Io con gli occhi socchiusi guardo quello che fà si avvicina a Barby paralizzata, si abbassa e la bacia sulla fronte, le sue poppone adesso solo protette da una leggera camicia da notte sono a dieci centimentri dal mio viso.
IL mio cazzo dentro la fighetta di Barby ha un sobbalzo, Lei lo ha notato poi me lo ha raccontato,la mamma si sposta dal lato di Bea e rabbocca la coperta anche a lei.

Io Giusto per tenere alta la tensione do un colpetto a Barby che geme…e poi si sfila il mio membro dalla sua passerotta, facendo un rumorino sordo..flop…
La mamma guarda le nostre posizioni…eravamo un trenino…. andando via mi dà un pizzicotto al piede…lo presi come gesto di approvazione …ma non sò…poi andò in bagno e io sarei voluto andare con Lei.
Invece ripresi a scoparmi la figlia Barby…. Bea si rigirò dall’altra parte e noi fummo pù liberi, affondi morbidi e delicati.

Barby come sonnambula si sfila dal cazzo ad occhi chiusi si siede sul letto e si sfila la camicia da notte buttandola a terra poi si gira verso di me mi abbraccia mi infila la lingua in bocca e si infila il pisello fra le gambe.
i suoi seni si schiacciano contro i miei pettorali che bel calore…. scopiamo ancora un pò, la sua bocca è profumata ci sbaciucchiamo come se fossimo lontani da tutti Io sono pienissimo….

Lei lo capisce, si alza dal letto e socchiude la porta poi mi fa andare verso di lei si inginocchia e lo prende in bocca. mi succhia benissimo le spingo la testa fra le gambe lo ingoia quasi tutto ma quando esplodo il mio sperma era talmente tanto che le è uscito dalle narici abbiamo sporcato tutto il tappeto che abbiamo infilato sotto al letto. Quando siamo tornati sotto le coperte ci siamo addormentati subito ma la mattina quando Bea si è svegliata e mi ha trovato a dormire abbracciato alla sorella un pò si è incazzata…..ma dopo qualche coccola profonda si è rasserenata subito…
Sicuramente una delle più belle Notti di natale da me trascorse…..Grazie alla sorella della mia ragazza.

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Prima esperienza al cinema

Avevo una trentina di anni quando ho incominciato a frequentare i cinema porno. Fino ad allora mi ero accontentato di consumarmi gli occhi e il cazzo sulle riviste pornografiche: qualche volta ne prendevo anche di usate perché trovavo più eccitante pensare che già qualcun’altro si era fatto delle seghe e aveva sborrato sulle stesse fotografie. Ero così ingenuo che pensavo che si andasse al cinema solo per vedere il film e così una sera scelsi un film con Lilli Carati, famosa negli anni 80, di cui conoscevo ormai tutti i buchi per averla vista nelle riviste, ma oramai pensavo che le foto erano troppo statiche e volevo vederla in azione.

Entrato al cinema mi sono seduto al centro di una fila, pensando che non si sarebbe avvicinato nessuno, e dopo qualche minuto ho tirato fuori il cazzo ed ho incominciato a menarmelo. Poco dopo si è seduto un tizio alla mia destra: istintivamente e senza voltarmi mi sono coperto il cazzo con le mani perché mi sembrava da maleducati farmi vedere con l’uccello in mano da uno sconosciuto. Ricordo che il cuore mi batteva all’impazzata ed ero eccitato da morire.

Oramai facevo fatica a nascondere il cazzo con le mani perché era diventato ancora più duro e lungo. Per un po’ sono rimasto fisso a guardare lo schermo, poi questo tizio mi ha chiesto che ore fossero. Senza rendermi conto dei movimento che stavo facendo, ho alzato la mano ed ho spostato il polsino della camicia per poter vedere l’orologio e per dire l’ora. Improvvisamente mi sono reso conto che facendo così avevo lasciato scoperto il cazzo: infatti lui non faceva nessuna attenzione alle mie parole, ma stava osservando con un sorriso il mio cazzo.

Questa cosa ha aumentato ancora di più la mia eccitazione, ma sono rimasto fermo a guardare lo schermo. Dopo un po’ mi ha chiesto “Ma sei sicuro che siano le …. Perché invece il mio orologio fa le … ” A quel punto ho capito il giochino e con molta calma ho lasciato nuovamente il cazzo in vista ed ho riguardato l’orologio, cercando di essere abbastanza lento, approfittando del fatto che in sala era abbastanza buio.

A quel punto il ghiaccio era rotto e lui mi ha chiesto se quello che stavamo vedendo era già il film oppure era il prossimamente dei giorni seguenti; io gli ho detto che era già il film con quella porca di Lilli Carati, che aveva preso più cazzi di qualunque altra troia. Alla sua domanda se quelle scene mi eccitavano gli detto che ero molto arrapato e lui mi ha chiesto “Posso sentire quanto sei eccitato?” Nonostante fosse la prima volta che mi lasciavo toccare da un uomo, la cosa mi è parsa abbastanza normale e così ho spostato le mani dal mio cazzo per farglielo sentire.

La sua mano era calda ed il suo tocco era veramente delicato: ho persino temuto di schizzare sulla sua mano. Ho preso coraggio e, anche per non fare la figura di quello che si tira indietro, ho chiesto di poter toccare il suo cazzo per sentire se anche lui fosse eccitato: lui aveva ancora i pantaloni chiusi e così l’ho solo sentito da fuori, ma mi sono stupito di me stesso e della mia spregiudicatezza ed ho provato un grande piacere, anche perché era il primo cazzo non mio che toccavo.

Mi è parso un po’ più piccolo del mio, ma era altrettanto duro. Lui poi mi ha chiesto “Se vieni in un posto tranquillo possiamo divertirci insieme…” e io “Ma io non l’ho mai fatto..” lui “Non preoccuparti, sarà bellissimo. Andiamo nei bagni” e si alza. Io mi sono rimesso a posto il cazzo che era ormai di marmo e l’ho seguito. Arrivati in bagno, lui è entrato in uno stanzino e mi ha aspettato dietro la porta.

Dopo essere entrato ha richiuso la porta e da lì in avanti è stato tutto molto veloce: lui mi ha di nuovo tirato fuori il cazzo dai pantaloni, mi ha messo il preservativo, si è calato i pantaloni e, voltandomi la schiena, si è appoggiato al muro e mi ha detto “mettimelo tutto dentro”. Non mi sono chiesto niente e gliel’ho messo dentro: era un bel buco caldo e, eccitato come ero, ci ho messo molto poco a venire.

Ci siamo rimessi a posto e siamo usciti, andando ognuno per conto suo, senza sapere niente dell’altro, nemmeno il nome. Questa è stata la mia prima esperienza con un uomo. A questa ne sono seguite altre, sempre nei cinema, sia in sala che nei bagni, ma questa è stata in assoluto la più eccitante. Ancora adesso quando la ricordo il cazzo mi torna duro come allora.

Tutti i commenti sono bene accettati.

Buone seghe a tutti! ciao.

La gonnellina di Monica

Dovevamo andare al 18esimo di una nostra amica..da poco avevo la patente..e la mia miglior amica , monica , mi chiede di passarla a prendere …accetto come sempre..
monica è una ragazza di viso non molto carina..ma ha un corpo che , se trattato bene diventa sexy…
lei ha una seconda di seno..non molto prosperosa di culo ma..ha delle gambe ben messe..con 2 bei polpacci…in pratica due gambe ben sviluppate…

quel giorno mi alzai tardi ed infatti fu lei a frmi da sveglia..era già pronta ..quindi mi diedi una lavata veloce e l’andai a prende…arrivato sotto casa sua..la vidi con un vestito che mi fece subito arrapare…
vestitino marroncino e gonnellina tipo a ballerina che le esaltavano le gambe…poi aveva un tacco mozzafiato…
entrando in macchina le dissi :
monica buongiorno , quanto sei bona !! 🙂 ( eravamo così amici che ci dicevamo di tutto , senza problemi )
lei – dici? comunque buongiorno e non rompere..
Io – che bella bocca..oggi mi fai venir voglia di far sesso con te!! XD
e lei – oh marco finiscilaaaa !! ( sorridendo )
arriviamo a casa e io inizio a spogliarmi per andare sotto la doccia…la guardo ancora e le esclamo : mony ho proprio voglia di alzarti la gonnellina sai?
lei : dai lavati che è tardi , ma oggi t sei svegliato col cazzo in tiro? 🙂
muoviti su!!

entrai in doccia sorridendo..e dopo un pò uscii un pò umido..entro in camera e vedo lei sul divano..ma non ci faccio molto caso perchè sono abituato ad averla in camera quando sono in quelle condizioni…
poi succede tutto…
la guardo e sorrido..lei mi guarda e sorride , si alza e le cade il braccialetto…si china alla pecora ed io lascio cadere l’asciugamano ..le alzo la gonna e le dico :
mmmmm monica hai una brasiliana leopardata!! 🙂
voglio mettertelo nel culo !!
lei: marco fà veloce perchè è tardi..ma fammelo sentiro tutto perchè mi hai fatto eccitare solo stringendomi le chiappe…

allora le spostai la mutandina , le sputai il buchino e la impalai…tutto d’un botto come piace a me…iniziò a gemere…voleva essere schiaffeggia sul culo mentre la inculavo..
mi diceva : quanto è duro , ti sento dentro la mia schiena..mi sento spaccare tutto oh che calore !!

io spingevo tantissimo la stantuffavo come un cavallo…e dopo 10 minuti ininterrotti di sesso anale le venni dentro il buco…quanto ne uscì..
lei si ricompose e io mi vestii..e le dissi…

mony dopo al ristorante , sotto al tavolo pompino e in bagno t voglio di nuovo..e lei : se beviamo si!! tutto !!

e questo ve lo racconterò !! ;).

Lella la cameriera al terzo piano

Una mattina la mia bella cameriera si trova al terzo piano della nostra villa e lava il bagno…..
Io rientro dalla scuola e vado su per spogliarmi e vestirmi da casa…
Arrivato sù, la vedo che struscia i sanitari piegata a 90°…. con la sua gonna corta e le calze color carne.
Mia madre urlava come al solito con le mie sorelle al piano inferiore, in cucina, era quasi ora di pranzo…Le loro voci così vicine mi eccitavano ancora di più..
Io mi infilo nel bagno dove Lella dimenava il suo bel culo e le infilo una mano sotto la gonna arrivando subito alla sua patata bollente sotto collant e mutandine.

Lei facendo la parte della pudica…” ma che fai??? lasciami…”
Io le stringo le tette e spingendole il pisello già duro fra le chiappe le dico “vai nell’altro bagno e togliti tutto ” lei obbedisce ed esce senza niente sotto la gonna.
Io la faccio sedere sul comò nel corridoio poi le apro le gambe ed inizio a leccarle quella figa fresca e profumata con un cespoglietto di peli neri e lisci e le labbra violacee, che spettacolo.

Lei inarca la testa e gode dei miei baci e della mia lingua che la penetra le titillo il clitoride………..Lei gode e ha sempre un orecchio alle scale, come faccio anche io…
Mi alzo difronte a lei con le gambe larghe la gonna tirata fino su i fianchi e le tette fuori dalla maglietta …
Due capezzoli scuri e duri che lecco avidameente… Non sono come le tettine delle mie amichette tostissime e rosa….

le sue sono un pò mosce ma più grandi, e con quei capezzoli sporgenti come …. sapete le gomme dietro le matite…ecco, due di quelle gomme.
Comunque mi avvolgo con quelle gambe vellutate e la penetro con violenza a****lesca……, quella di un ragazzo 17/18 anni. Il mio bastone le entra dentro fino in fondo per venti minuti, poi la giro e le entro nel culetto…. durissima esperienza…dieci pompate e le arrivo dentro con un fiotto di sborra che solo dopo ho potuto valutare.

Lei, dopo pochi secondi si è sfilata, si è girata e me lo ha preso in bocca facendo uscire fino all’ultima goccia del mio succo.
Dopo questo trattamento il mio uccellino non si è abbassato neanche un secondo.
Ed allora l’ho presa dinuovo sul comò come la prima volta, lei aperta e io che scopavo come un forsennato.
LA MIA SECONDA è SEMPRE PIù BREVE NON Sò PERCHè …. NE MI IMPORTA,MA…
Quando le stavo per arrivare in figa lo strizzo e corro in bagno….

brorro nel bidet mi lavo e torno all’attacco…
Lei non contenta mi aspettava ancora a cosce aperte…….
Io di corsa le dò una lòeccatina alla figa gonfissima, una in bocca, e le infilo dinuovo il mio cazzone viola nella figa.
Come le piace …sefosse salito qualcuno in quel momento nessuno dei due si sarebbe accorto di niente….
Abbiamo scopato come forsennati, L’Ho girata e presa da dietro …lei si è girata e me lo ha preso in bocca …poi dinuovo in figa….

fino a quando le sono arrivato dentro spruzzando un fiotto notevole di sperma…. Lei mi teneva strettissimo…
“”Inciso” Per un mesetto…siamo stati tutti e due molto in apprensione…non sia mai fosse nato un bambino…..”
Dopo averle sborrato dentro e tirato fuori il mio pisellone oramai ridotto ad un morbido salsicciotto.. Lella scese dal comò con gambe aperte da cui colavano a terra goccioloni di sperma.
Si fece un bel bidè caldo e andò via…
Quando scesi per il pranzo mia madre disse ” ma come mai è andata via così di fretta Lella, non stava bene? l’ho vista così bianca ? ”
Ed Io ” mi ha detto che aveva le sue cose ….

quelle delle donne …”
Sono state tra le più belle scopate consecutive che ho mai fatto nella mia vita.
Lei, lo ha raccontato in giro …e mi ha fatto ottima pubblicità che mi ha dato la possibilità di consumare con altre ragazzotte della zona. Ed anche una vicina mi ha confessato che è venuta con Me a seguito di stimolanti racconti ;-))).

La mia prima Milf

Come tutti ho sempre avuto il sogno di andare con una milf,a 18 anni ci provai con una vicina di casa,inseguito con altre conosciute nei viaggi verso l’università,ma non sono mai riuscito a concludere niente!Un giorno per puro caso,mentre cercavo di andare avanti con quei giochi stupidi di facebook (tipo farmville,cityville ecc. ) arrivò la richiesta di amicizia di una signora,carina molto carina,ma sinceramente non ci feci caso in un primo momento!Dopo qualche messaggio e qualche consiglio riguardo al gioco inziammo a parlare sempre di più e a parlare di argomenti sempre più bollenti!Una mattina le confessai il mio sogno riguardo le milf e gliene parlai con molto rispetto molta prudenza,senza rischiare che chiudesse il discorso e si disconnettesse.

Così fu lei a dirmi che lei non mi poteva aiutare perchè si riteneva brutta e io chiaramente le dissi che diceva delle sciocchezze perchè la ritenevo molto carina,almeno nelle foto e subito lei mi mandò una video chiamata!Dopo esserci fatti dei complimenti reciproci riprendemmo il discorso riguardo le milf!Lei è bionda,bel sorriso,naso un pò pronunciato,labbra sottili ma hanno il loro fascino e un fisico magro con i fianchi che si allargano e questo mi fa pensare che abbia un bel culo!Continua a dirmi che non potrbbe piacermi e le dico di mostrarsi,lei si alza in piedi e fa una piccola sfilata e toccandosi lo stomaco dice “Dopo aver avuti dei figli mi sento brutta!”.

A quel punto le chiedi di alzare la maglietta e lei sorridendo lo fa e mi mostra tutto fino al petto!Io scherzando le dico “che brutto reggiseno,toglitilo!Non mi piace”!Lei ride e si rimette a sedere!Dopo esserci stuzzicati lei accetta di togliersi il reggineno ma lo fa nascondendosi dalla webcam e a quel punto le richiedo di alzarsi la maglietta;lei mi mostra lo stomaco e io le chiedo di andare più su e dopo qualche risata lo fa e subito dopo lei mi dice di mostrarle qualche cosa e io senza farmelo ripetere mi abbasso i pantalonie e chiaramente ci masturbiano entrambi dvanti alla cam!Non mi diede molta soddisfazione sinceramente e le chiesi se potevo raggiungerla un giorno e lei mi disse subito di sì!Nel giro di una settimana avevo il viaggio pronto,sarebbe stato un viaggio di 4 giorni,durante la settimana così il marito e i figli sarebbero stati al lavoro.

Arrivai un martedì e lei mi aspettava,con un vestito bianco e un sorriso gigante,salimmo in macchina e andammo all’appartamento che avevo affittato (con molta fatica). Appena attrversata la porta la sollevai e iniziai a baciarla e lei mi toglieva la maglietta e mi sbottonava i pantaloni,la portai sul primo divano che trovai e le misi il cazzo in bocca,mentre le tiravo giù la cerniera del vestito che partiva dalle spalle!le tolsi tutto e iniziai a leccarla e passai al 69 più bello che abbia mai fatto!Poi lei si giro,prese il mio pene e se lo stava mettendo dentro la vagina e io le dico che dovremmo usare il preservativo e lei con il fiatone mi dice “No voglio sentirti venire dentro di me!”.

Io stvo seduto sul divano e lei sopra di me,cambiammo varie volte posizione ma non riuscivo a venire,il mio pene era durissimo e ci godemmo di più ogni singolo minuto. Poi inziai a preoccuparmi perchè non riuscivo a venire,cosi mi misi io sopra di lei e mentre la scopavo sentivo lei che diceva “Sì scopami,scopami cazzo!” e furono quelle le parole magiche. Venni come mai e sembrava non finire mai!Finito il cazzo mi rimase dritto e in pochi minuti ricominciamo,con il mio sperma dentro la sua vagina era più bagnata e più sensibile e così i mio cazzo e mentre la sentivo gridare la scopavo sempre più forte e così i giorni seguenti,provando anche il sesso anale ma a lei faceva molto male così durò pochi minuti,ma mi basta aver penetrato per primo quel bel culo!.

nostra nipote…

sono ormai 4 anni che vivo col mio attuale compagno e siccome non è ben gradito dalla mia famiglia non vedo i miei parenti da tanto,tranne mia nipote Chiara,è sempre stata l’unica a avere accettato la mia scelta,ha sempre continuato a frequentarci,anche magari presentandoci qualche fidanzatino,si esce a mangiare una pizza o a bere qualcosa,cose normali insomma,ma da un paio di mesi,da quando è single le sue visite sono diventate più frequenti.
Circa un mesetto fa mentre mi aiutava a rifare il letto ha intravisto dal cassetto del mio comodino un fallo i gomma,e non ha esitato a farmi domande:
“ma zia R.

non ti soddisfa abbastanza?”
-no Chiara è esattamente il contrario,è che sa veramente come soddisfarmi in tutto-
da li ha voluto sapere i dettagli e mentre le spiegavo le dinamiche delle nostre performance sessuali vedevo chiaramente l’eccitazione che la invadeva,a tal punto da mordersi le labbra…la cosa mi intrigava da morire,a me al mio compagno piace far l’amore a tre in compagnia di un’altra donna,abbiamo un paio di amiche con le quali ci divertiamo spesso e cominciavo a pensare di coinvolgere Chiara,non ci avrei messo molto visto il momento,così cominciai ad addentrarmi un pò di più nei particolari facendo colpo,il rossore del suo volto quasi sudato e il respiro profondo,quasi ansimante…le diedi una carezza e alzandomi le dissi
-dai Chiara si è fatto tardi,ti racconterò il resto un’altra volta-
lei un pò smarrita
“si zia,si andiamo”
posso garantire che era eccitata da morire da sentirne l’odore.

Raccontai tutto a R. e anche lui era allettato al pensiero di coinvolgere mia nipote,le visite non finirono li,ma mai più nessuna parola di sesso,fino a due giorni fa.
Eravamo in casa sul divano a guardarci un film quando abbiamo sentito bussare,ed era Chiara,con il fatto che sarebbe partita con un’amica per le feste di natale era passata a portarci dei pensieri.
“come potevo non passare a trovarvi,spero di non avere interrotto niente?” isse con uno sguardo furbetto
-non stavamo guardando un film-
“dai zia aprite i regali sono curiosa di vedere cosa ne pensi”
cosi mi affrettai a scartare il primo pacchetto,era un pocket con un weekend in una spa per due persone in una località di montagna in svizzera
-grazie Chiara che pensiero carino,ti adoro-
“dai dai apri l’altro,anche l’altro è per tutti e due”
aprii l’altro pacchetto e c’era un vibratore a coniglietto,super tecnologico,
mi misi a ridere
-ma Chiara,non so che dire- continuai ridendo,-non abbiamo niente da bere per brindare ne panettone da tagliare,potremmo usare questo tutti insieme,cosa dici Chiara?-
diventò rossa come un peperone,ma mi guardava fissa negli occhi,con lo stesso sguardo di quel giorno,mi avvicinai era seduta sulla poltrona e la baciai senza dirle niente,lei trattenne il fiato per un istante,poi si lasciò andare,le infilai una mano sotto la gonna,aveva il fuoco tra le gambe,dai collant si poteva sentire quanto era eccitata
Si lasciò spogliare completamente mentre la baciavo e leccavo ovunque,poco seno,ma con due capezzoli durissimi,depilata e una passerina rosa,buona,bagnatissima.

R. era seduto sul divano a fianco a noi che ci guardava col cazzo duro come il marmo in mano,disse
-perchè non provate il regalino di Chiara-
e la porcella con la risposta pronta
“non ho fatto in tempo a prendere le pile,perchè non vieni qui tu col tuo di regali”
detto fatto ,in un attimo eravamo aggrovigliati come serpenti,abbiamo dato sfogo a tutti i nostri desideri fino all’alba,la nipotina si è rivelata una grandissima troia facendosi sfondare figa e culo e bevendo per ben tre volte la sborra dello zietto e facendosi inondare dai miei schizzi di piacere.

Al risveglio tutti e tre nudi nel letto R. si è alzato ci ha portato il caffè,e mentre io gli facevo il pompino del buongiorno ,Chiara gli leccava il culo sborrandomi in bocca,a me il caffè piace macchiato.
ah dimenticavo Chiara si è aggiunta alla lista delle nostre amicizie ;).

H, H & S – Conciata per le Feste

Il mio scopo era provare che effetto facevo
su un uomo anziano, in prolungata astinenza.
Volevo essere un dono per lui …
un piccolo miracolo, una vincita alla lotteria.
Una specie di regalo di Babbo Natale.

(21 dicembre 2012 – ore 15 circa nei pressi di Capri, NA – Italy)

Cari amici, dovete sapere due cose prima di leggere questo piccolo resoconto: la prima è che io scrivo, scrivo … ma poi, “faccio” ben poco, non tanto per restare casta fino al Giudizio universale, ma perché non ho molti vizi.

I vizi mi piacerebbero, e tanto, ma non me li posso permettere.
Non sono che una semplice impiegata, un po’ sul precario (come tutti noi, comuni mortali, al giorno d’oggi), pendolare, ma anche casalinga e mamma (non potendomi permettere “personale di servizio”).
Oh, intendiamoci, non sono neppure un’educanda … forse, da questo, nasce il mio sfogo nello scrivere racconti erotici.
La seconda cosa è che sì, lo confesso, anche io ho la mia piccola (?) forma di depravazione.

Da ragazza, quando facevamo all’amore col fidanzatino di turno, ci si arrangiava … niente alberghi; raramente si rimediava una casa o una precaria garconnière.
Per lo più si scopava alla buona in macchina o in qualche luogo, più o meno appartato. Ora, dato che sono molto lenta nel provare piacere, in quell’epoca non riuscivo a venire quasi mai.
Mentre la precarietà e i pericoli (questo l’ho capito molto dopo) giocavano a favore del porcellino di turno.

Tutti gli adolescenti “soffrono” o, meglio, godono, di eiaculazione “veloce”, quindi, se la cavavano alla svelta con i preliminari (che a noi ragazze piacciono tanto) e cercavano subito di andare al sodo, sborrando il più presto possibile.
Magari, se la pace della “location” lo permetteva, se ne facevano due o anche tre.
Ma queste sono solo puntualizzazioni che tutti conoscono, ovviamente.
Il preambolo serve solo a confessarvi la mia “perversa” fantasia sessuale.

Quando, finalmente, raggiungevo la mia casetta tranquilla e gli spazi a me familiari, dopo la tempesta , diciamo, nella quiete di camera mia o nel bagno, ben chiuso a chiave, mi dedicavo a una lunga e deliziosa masturbazione.
Libera da affanni e senza fretta, mi attardavo deliziosamente sulle mie grandi labbra e sul clitoride, che, spesso, era ancora arrossato dalle decise e ripetute penetrazioni degli irruenti “compagni di gioco”.
Mi piaceva titillarmi e cercavo di farlo al più presto, in modo da ritrovarmi la pancia o la fighetta, ancora irrorate di sperma, a volte secco, altre volte, caldo, liquido e copioso.

Lo lasciavo fuoriuscire, a goccioloni, dal mio buco, e me lo trastullavo tra le dita, usandolo come lubrificante: era odoroso d’uomo … e molto eccitante.
Questi momenti di estasi mi portavano a fantasticare e, le mie fantasie, erano incentrate su questi punti fondamentali: essere vista o spiata mentre facevo sesso col mio ragazzo e, inoltre, donare piacere a uno sconosciuto.
Non era tanto l’idea di essere posseduta per mio “gusto”, al contrario, il mio gusto, nei ditalini solitari, era rappresentato dal poter donare, il mio corpo, a chi tanto lo aveva spiato, desiderato, agognato.

Una specie di premio inaspettato, la vincita a una lotteria in cui non avresti mai sperato.
Tutte fantasie che credevo irraggiungibili o irreali, subito dopo che avevo goduto.
Poi sono passati gli anni e, grazie al mio attuale compagno, che come ho detto più volte, mi permette di esprimere la mia sessualità come meglio credo e, anche grazie a internet, qualche sfizio me lo sono potuta togliere.
Poca cosa, intendiamoci.

Con il mio uomo abbiamo imbastito, qualche volta, del sesso a tre, il cosiddetto: cuckold.
Altre, poche volte, abbiamo fatto l’amore davanti a tutti, diciamo così, in web cam, su un sito porno.
In entrambi i casi, nonostante io abbia goduto, abbondantemente, nel compiere l’atto (mio marito è molto attento alle mie esigenze) ho conservato la mia vecchia abitudine giovanile: una sana masturbazione, in pace e tranquillità, ricercando e ritrovando i segni dell’avventura appena trascorsa.

La seconda cosa che dovete sapere è che, quello che vi racconto ora, è successo proprio a me, ieri pomeriggio, in maniera del tutto inattesa.

Era venerdì, ovviamente, e dato che la settimana prossima è Natale, la direzione della ditta per cui lavoro, ha preferito incontrare anticipatamente i dipendenti, per gli auguri di rito.
Classica fetta di panettone che, notoriamente, ti resta sullo stomaco con le solite chiacchiere, affettate e inutili.

La cosa positiva è che, non potendo rientrare sul lavoro fuori sede, sono riuscita a tornare a casa verso le tre, in notevole anticipo, insomma.
Ero completamente sola e, al contrario, mio marito sarebbe tornato la sera, e pure abbastanza tardi.
Stressata dal venerdì prenatalizio e con in testa già tutti i pensieri delle cose che dovevo fare, mi concessi una stravaccata occasionale sul divano.
Il tempo di togliere le scarpe, chanel nere a mezzo tacco, ideali, sotto il tailleur grigio indossato quel giorno, per non presentarmi col solito jeans alla festa.

Indugiavo, con le gambe stese, tentata dall’idea di un piccolo, innocente, pisolino ma non me la sentivo di abbassare troppo la guardia.
Comunque, dopo, sarei dovuta uscire, avevo ancora delle cose da fare e, a volte, riposare cinque minuti per poi rientrare in attività, mi rendeva ancora più stanca e nervosa.
Svogliatamente diedi una controllata alla borsetta, che avevo lasciato cadere al mio fianco, e cercando di rinvenire, sperduto in qualche anfratto misterioso del divano, il telecomando della televisione.

Mi accorsi che sul cellulare c’era un messaggio e lo aprii. Era Eddy, mio marito, mi diceva che sarebbe tornato verso le nove e che ci pensava lui a recuperare nostra figlia dai nonni.
Che tesoro: un pensiero in meno!
Dovevo fare pipì, ma i bagni sono di sopra, e io non trovavo la forza per alzare le chiappe dal divano. Intanto, il telecomando non veniva fuori.
Il silenzio del meriggio e la luce soffusa che attraversava le tende, invitavano al relax.

Mentre mi concedevo ancora qualche minuti di pausa, improvviso, il classico ronzio di una sega elettrica, mi riscosse, colpendomi di sorpresa. E’ un suono a cui siamo abituati: vivo in campagna. Novembre e dicembre sono dedicati alla potatura e, nelle macchie e nei frutteti che ci circondano, è un concertino che non si ferma mai.
D’altro canto, non è un suono spiacevole, se ci fai l’abitudine.
Però, stavolta, il suono era un po’ troppo vicino per non attirare la mia attenzione.

Per prima cosa, significava che c’era qualcuno molto vicino a casa mia; non che avessi paura ma,visto che abbiamo le porte sempre aperte (pessima abitudine, lo so), mi decisi, comunque, a dare una controllata di fuori.
Era anche un buon motivo per scuotermi dal torpore e riprendere l’attività.
Le pantofole erano lontane, rimisi le scarpe, non troppo idonee alla vita di campagna, ma non me la sentivo di recuperare le ciabattine adesso.

Uscii, ancora in tailleur, senza cappotto, tanto fuori era tiepido perché era stata una bella giornata, piena di sole.
Intanto, le raffiche della sega, risuonavano a s**tti, ma ancora non ne vedevo l’autore.
Girai dietro la casa e, a pochi metri, su una scala, vidi don Liborio, un vecchio pensionato delle ferrovie, che faceva servizi da giardiniere un po’ per tutto il vicinato.
Come gli uomini di una volta, aveva la campagna nel sangue e, lavorare con le piante, era la sua passione.

Nella sua casetta, molto più sopra della nostra, aveva pure qualche a****le, che sapeva governare a regola d’arte, infatti era tra i nostri fornitori di fiducia, altro che “prodotti bio”.
Don Liborio, a prezzi d’amatore, ci procurava spesso qualche soppressata genuina, formaggi, uova e altre prelibatezze.
Era una figura tipica del nostro sentiero, a stento carrozzabile, ed era sempre impegnato a fare qualcosa.
Insomma, un brav’uomo. Nonostante avesse di certo superato la settantina era ancora in forma: asciutto, con la pelle che sembrava di cuoio, per il colore che gli dava la vita, costante, all’aria aperta.

Le sue grosse mani armeggiavano con la sega, colpendo, senza titubanze, i rami di un grosso castagno, le cui foglie erano ormai tutte cadute.
Approfittai di una pausa per salutarlo:
– Ehilà, buongiorno! – gli gridai, facendomi scherno a gli occhi con il palmo della mano.
Lui si accorse subito di me e si voltò, con il suo solito sorriso bonario.
Mi scaldò il cuore: pensai che in oltre dieci anni, non lo avevo mai incrociato, senza che mi donasse un sorriso.

Che brava persona … eh, gli uomini di una volta!
– Buongiorno, signò! – rispose immediatamente e si precipitò a scendere dallo scaletto, per venirmi a salutare da vicino – Scusate, vi ho disturbata? Io pensavo che non ci stavate, mi era sembrato che non c’era la macchina vostra … –
– Ma no, don Liborio – risposi sorridendo apertamente a mia volta – non vi preoccupate … anzi, mi fate compagnia. Quando ci state voi in giro, mi sento più sicura … –
– E … signo’, ormai so’ vecchio.

– mentre parlava, notai che, comunque, adesso che non aveva la luce del sole negli occhi, pur facendo finta di niente, non riusciva a evitare di spiare le mie gambe, slanciate dalle calze grigie e dalle scarpette col tacco. Avevo la gonna sopra il ginocchio, non abbastanza da essere una mini (non si addiceva alla mia età e alla mia mentalità).
Mi piaceva però, in certe occasioni, ricordare ai miei colleghi, che sotto il maglione abbondante, si nascondeva una donna, che, nonostante i quaranta fossero vicini, si manteneva ancora tonica e femminile.

– Ma che dite, don Liborio, voi vi mantenete così in forma? Fossero come voi gli uomini di città, dove lavoro io. – risi sincera – I miei colleghi sono tutti rammolliti e parlano solo del pallone. – a quel punto, come di prassi, gli chiesi se gradiva un caffè o qualcosa da bere.
Don Liborio si schernì, era troppo discreto, ma poi ammise:
– Veramente un bel caffè lo gradisco, voi lo fate troppo buono … è logico, siete napoletana! –
– Bravo, – gli dissi – mo’ ce lo facciamo proprio: anche io ne ho bisogno.

Sono appena tornata e mi stava prendendo la sonnolenza. Appena è pronto vi chiamo. –
E me ne tornai verso casa, rapidamente.
Stavo per andare di sopra prima, per spogliarmi e per fare la pipì, ma invece preferii indugiare.
Il caffè sarebbe stato pronto in un attimo.
Mentre aspettavo che salisse nella macchinetta, la mia mente vagò, forse solleticata, dallo sguardo sorpreso e affascinato del vecchio contadino.
Sapevo che era vedovo e, pensai: chissà se si masturba? Chissà se magari lo ha mai fatto pensando proprio a me?
Dopotutto, ero decisamente la più bella donna del circondario.

Senza nessuna presunzione, ma le altre erano dei veri gabinetti, come diceva mio marito. Là intorno erano tutte famiglie contadine, dopo il matrimonio, le ragazze si lasciavano andare e, a trent’anni, erano già dei bidoni.
Non senza un pizzico di civetteria, decisi di farlo venire dentro, a prendere il caffè.
Così, mi affacciai dal retro e lo chiamai:
– Don Liborio, venite, il caffè è pronto! –
Il vecchio stava controllando alcune cicas, sul bordo del nostro giardino, e si voltò, forse un po’ sorpreso.

Aveva sempre da fare e difficilmente entrava in casa di qualcuno, ma non ebbe il coraggio di chiedere che glielo portassi fuori.
Di buona lena, si lavò le mani alla fontanina e, asciugandosi con un fazzoletto che teneva in tasca, si avviò verso casa.
– Non volevo dare tanto disturbo, signo’! – disse fermando sulla porta, poi aggiunse – e vostro marito non c’è? –
– No, – risposi – oggi io ho fatto prima; non c’è la macchina perché mi ha accompagnato una collega.

Sono sola soletta … ma venite, accomodatevi. –
Leggermente impacciato, il brav’uomo fece qualche passo verso la cucina.
– E sedetevi due minuti, don Liborio – risi portando le tazze con il caffè fumante.
Sul tavolo avevo già messo una bottiglia di acqua minerale, fresca di frigorifero.
– Voi mi avete fatto il complimento? – continuai – E adesso il caffè ve lo dovete prendere come Dio comanda. –
Lui accettò di buon grado e sedette su una sedia, mentre io civettai e mi tornai a sedere sul divano, naturalmente la gonna scivolò in su, in su, sulle collant scure.

– Assaggiate … e ditemi la verità! – lo guardai con la tazza in mano, fingendo di non vedere il suo sguardo, incollato sulle cosce.
Don Liborio sorseggiò il caffè:
– E’ buono, lo sapevo già. Voi fate il più buon caffè del vicinato. – disse cordialmente.
– Grazie … ve l’ho fatto con la mano del cuore! – poi aggiunsi – Mi ero un poco appisolata … –
– Mi dispiace – disse lui, veramente confuso – io non sapevo … –
– Ma che dite? Si, si … io ho mille cose da fare … figuratevi – accavallai le gambe e mi misi più comoda sul divano – Volevo solo dire che adesso, riprendere mi rincresce.

Figuratevi, parlando con decenza, che non sono ancora salita sopra, neppure per fare la pipì! –
Don Liborio, preso alla sprovvista, si agitò leggermente sulla sedia. Era un vecchio ed era all’antica, non era abituato a certe confidenze.
Gli sorrisi sfrontata:
– Beati voi uomini, che potete farla dovunque … –
Il contadino rise.
– Signò, in campagna così si faceva … – poi prese coraggio – senz’offesa, lo sapete quando io ero ragazzo, tanti anni fa, come si faceva? –
– No … dite … – dissi curiosa, non sapendo dove volesse andare a parare.

– Solo le ragazze giovani portavano i mutandoni, le donne che avevano figliato, insomma le femmine sposate che lavoravano in campagna, non portavano proprio le mutande … tranne quando non potevano farne a meno, voi mi capite … –
– Ah ah … e perché? – risi spontaneamente.
– E perchè … perchè … non vorrei offendere … – e si fece una risatina nervosa, mentre si alzava, visibilmente accaldato.
– Ma dite, don Liborio, mica sono una ragazzina … – lo presi in giro, mentre il suo impaccio mi dava carica.

Non riuscivo a non pensare al suo sesso … ero curiosa. Come lo aveva? Si faceva ancora duro … da quanto tempo non veniva?
– Non le portavano perché pisciavano all’erta … in piedi insomma! – disse lui facendosi coraggio.
– Cosa? Non si accovacciavano neppure? – incalzai.
– Qualche volta si … – sorrideva, ancora un po’ impacciato, ma l’argomento lo divertiva pure a lui.
– Noi ragazzini le spiavamo, proprio con la speranza che si abbassavano per vederle nude.

Per questo pisciavano in piedi … allargavano le gambe, ma non si vedeva niente. –
– Una vita campagnola … – dissi perplessa – e io che pensavo che si proteggessero, di sotto intendo, con due paia di mutande.
– E signò … il mondo è sempre uguale, credetemi. Anche allora si face all’amore. –
mi guardò con un’espressione sognante, credo ripensasse al passato.
– Il padrone se le ripassava quasi tutte, spesso senza vergogna … come il cane.

Se ne portava una dietro una pianta e la voleva trovare già pronta. –
Un calore intenso mi invase la vagina, costringendomi ad accavallare le cosce dall’altro lato.
– Aspettate … volete un liquorino? – gli dissi, alzandomi a mia volta.
– No, grazie, signo’ … sto bene così. Grazie per il caffè … squisito e pure per le chiacchiere … –
– Ma volete scherzare? – risposi io – Mi fa piacere sentire le vostre storie … Eh! Chissà quante ne avete fatte pure voi … –
Don Liborio rise, ma non disse niente.

– Sapete una cosa? – gli dissi con complicità – Sono anni che vivo in campagna … ma non ho mai fatto pipì all’aperto … qua fuori, dico … –
Don Liborio rise sinceramente: – Ah signora mia, e che ci vuole, voi vi fate un problema che non esiste. –
– Sapete che cos’è? Sono troppo abituata a farmi il bidet, dopo … –
Il povero vecchio, del tutto impreparato a tanta confidenza, trasalì, non riuscendo a trovare niente da rispondere alla mia sfrontatezza.

Mi ero eccitata ormai.
I pensieri libidinosi che mi avevano invaso la testa, le curiosità morbose su quel povero vecchio, mi avevano catapultata in un mondo di fantasie erotiche.
Giocai la mia carta … ero decisa a vedergli il cazzo, il pensiero della sua probabile astinenza, mi faceva uscire di senno.
– Vi accompagno. – dissi, seguendolo dietro la casa. Poi, più diretta e un po’ troia, dissi con fina ingenuità – Mi avete fatto venire proprio la curiosità, vorrei farmi passare lo sfizio … me lo fate un favore? –
Il vecchio era nel pallone, non riuscì a darmi una vera risposta.

– Volete farmi la guardia? – dissi complice e sorridente –Voglio fare la pipì, voi vedete se viene qualcuno? Tanto … non ho vergogna di voi, potreste essere mio padre … –
Don Liborio non capiva più niente. Era talmente confuso che non sapeva nemmeno se facevo sul serio, non sapeva se lo stavo trascinando in un brutto scherzo oppure no.
Non si aspettava nulla di quello che gli stava succedendo: era frastornato.

E quella sua, sincera, confusione fu la molla che mi diede la forza di essere più esplicita di quanto non lo fossi mai stata … in genere sono abbastanza passiva, sessualmente. Tanto … a che servirebbe industriarmi troppo?
Sin da ragazza, sono sempre stata abbastanza bella da dovermi più difendere dalle voglie di un uomo, che dal manifestargli le mie.
Insomma, se cercavo la possibilità di fare sesso non me ne mancava l’opportunità.

La sua ingenuità lo rese innocuo e indifeso, ai miei occhi.
D’altro canto ero più che sicura che l’uomo non avrebbe mai parlato di quella strana avventura. Non era un pagliaccio da osteria.
– Dove mi metto? – dissi, con la stessa ingenuità di una poppante.
Ero stata talmente diretta da fugare ogni dubbio in don Liborio, che ormai alla mia mercé, mi indicò, meccanicamente, uno spazio dietro un basso cespuglio di rose.

Con disinvoltura, essendo ormai eccitata, mi spostai di poco, nella direzione da lui indicata, ma feci bene attenzione da restare abbastanza in vista per il mio vecchio “amico”.
Cercai un cantuccio dove la terra era abbastanza piana da permettermi di effettuare la mia minzione senza rotolare sul terreno, dopotutto, ero ancora in tacchi e tailleur.
Caricando molto i miei gesti e facendo tutto molto lentamente, mi alzai la gonna stretta, fino ai fianchi, e mi scoprii il grosso culo bianco, abbassando le collant, fino alle ginocchia … ma non bastava … provai ad abbassarmi ma con le calze strette rischiavo di perdere l’equilibrio.

Don Liborio era sbiancato, guardandomi da dietro, a parte lo spettacolo a cui non era preparato, dovette credere che ero pure senza mutandine.
Probabilmente non aveva mai visto una donna in perizoma davanti a se.
Calai giù piano piano anche quello, il filo nero scendeva lungo le mia cosce chiare, sottolineando le mie forme e mandando il povero vecchio in visibilio.
Il posto che avevo scelto, per farmi vedere meglio dal vecchio, era lontano da ogni appiglio … non un solo ramo per tenermi con la mano.

Allora divenni ancora più sfacciata, rischiando anche di offendere il malcapitato.
L’età c’era. E se era impotente … oppure aveva subito qualche operazione?
Alle persone anziane succede.
– Don Liborio – dissi a bassa voce – mi date una mano? Io qua cado sicuro! –
Lui si avvicinò, guardandosi nervosamente intorno … probabilmente aveva più vergogna per lui che per me.
Mi tenni alla sua mano, in precario equilibro, e finalmente lasciai sgorgare la mia abbondante pipì, acuita anche dal freddo che comunque iniziava a farsi sentire.

Il vecchio trovò la forza di sussurrare solo queste parole:
– Madonna mia, madonna … signò, vuje me fate morì, a me! –
– Ma no, perchè? Voi siete così bravo. – finsi una grande ingenuità – adesso mi asciugo e abbiamo finito, va bene? Tenete un fazzoletto pulito? –
Come un automa, prese il fazzoletto pulito, dove si era asciugato le mani poco prima, e me lo porse, ma io, infoiata e non paga, mi voltai verso di lui col sedere e chinandomi in avanti dissi:
– Potete asciugarmi voi, don Liborio? Io ho paura di inciampare nelle calze.


Il vecchio balbettò qualcosa, ma si decise e, con grande delicatezza, mi tamponò la vagina con la stoffa.
Standogli abbastanza vicino, potei costatare ciò di cui ero già certa, conoscendolo: era un uomo pulito e non puzzava.
Eccitata come mi ritrovavo, probabilmente, non mi sarei fatta troppi scrupoli … ma il fatto che, qualsiasi cosa sarebbe successa, mi trovavo in compagnia di un uomo pulito, mi rincuorava e mi faceva sentire libera … a mio agio.

– Signò, perdonatemi … io … forse è meglio che me ne vado! – sudava e quasi incespicava sulle parole – Non mi fate fare nu’sproposito! Io vi rispetto … –
– Ma lo so, lo so … voi siete un angelo. – dissi.
In quella assurda situazione, nel boschetto di pomeriggio, io ero di fronte al vecchio contadino, e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, tenevo giacca e top di sopra , mentre di sotto, ero nuda e discinta, come mamma mi ha fatto.

La gonna accartocciata in vita, lasciava alla vista dalla vita in giù.
Lui mi guardava la vulva, che io depilo solo ai lati, mentre al centro la lascio naturale, con la folta peluria castano scuro.
Sembrava una conchiglia scura, un riccio di mare … forse, e spiccava nettamente sulla mia carnagione molto chiara.
Lungo le gambe, collant e mutandine che mi impedivano un poco nei movimenti.
Come se fosse la cosa più naturale del mondo, gli presi la mano, senza far parola e me la infilai sotto la maglietta, facendo venire le sue dita a contatto col seno, enorme e morbido.

Toccare la mia pelle delicata lo fece trasalire, cercava di dire qualcosa, ma ormai era in mia completa balia.
– Restiamo cinque minuti, si sta ancora cosi bene … – parlavo per stemperare la tensione, le mie guance ormai erano di fuoco, per l’eccitazione ma anche per un po’ di vergogna, dopotutto stavo veramente esagerando.
Don Liborio, non più padrone dei suoi sentimenti, si strinse a me, abbracciandomi in maniera grossolana e impacciata.

Mi teneva il seno, poi mi toccava la pancia, le sue dita erano forti e ruvide; sentii la sua forza e la sue decisione: quando mi strinse la vulva, come si spreme un limone … mi fece trasalire.
– Voi siete vedovo, è vero? – dissi, pur di fare finta che niente fosse … non so cosa mi aveva preso, una specie di frenesia folle.
Intanto gli aprii il pantalone, un vecchio jeans con i bottoni di plastica, ma sotto portava un’altra difesa … poverino.

Certo, a stare sempre all’aria aperta, doveva riguardarsi: infatti indossava, di sotto un pantalone grigio, leggero, certamente un vecchio pigiama.
Non oppose resistenza, quando gli tirai giù anche quello, con una certa decisione.
Aveva le mutande bianche, gli slip che, in vita mia non avevo mai visti indossati.
Ero sorpresa che esistessero ancora.
Erano di cotone a coste e portavano una cucitura ribattuta, triangolare; un lato era aperto, per permettere la fuoriuscita del pisello.

Non mi fermava più niente, in quel momento, poteva indossare anche la minigonna ero decisa a trovare il suo cazzo, nonostante il cumulo di panni che lo ricopriva.
Non volevo niente di particolare … la mia frenetica ricerca aveva un solo scopo primario, esaltante: volevo vedere che effetto avevo fatto a quel vecchio. Volevo vedere come manifesta il piacere che gli donavo.
Che libidine!
Don Liborio ormai affannava. Aveva gli occhi socchiusi e biascicava qualcosa tipo:
– Bella, che bella che siete … – intanto, goffamente, si muoveva a s**tti, cercando, a modo suo di accarezzarmi, tutta.

Sussultò, per poi bloccarsi subito dopo, quando si accorse che la mia mano, senza vergogna, cercava di intrufolarsi sotto l’elastico delle mutande.
Trovai la pelle rugosa e liscia dell’inguine, poco tonica, poi, seguendo i peli arruffati e caldi, trovai la radice del suo pene.
Era molliccio, barzotto, ma pulsava e tendeva a gonfiarsi.
Lui si riprese e tornò a martoriarmi le zinne, arrancando sui capezzoli turgidi, mentre io cercavo di prendere dimestichezza con quel suo arnese.

Non poteva essere duro, poverino, schiacciato com’era, e a testa in giù.
Glielo scorsi tutto, con la mano appiattita, che si intrufolava in profondità, tra le gambe dell’uomo.
Quando gli catturai il glande, abbastanza spropositato, lo trovai bagnato di smegma tiepido e succoso. La scoperta mi fece rabbrividire, lanciandomi nel corpo fitte di piacere, che mi facevano piegare su me stessa.
– Controllate che nessuno ci possa vedere – gli intimai, visto che non avevo alcuna intenzione di portarmelo in casa … volevo gustarmelo tutto, quel rapporto bucolico … Già sognavo di essere presa e sbattuta, senza riguardi, come faceva il “signorotto” di turno, tanti anni fa.

Ci spostammo ancora più dietro al grosso castagno e io mi abbassai di nuovo, cercando di non cadere. Mi aggrappai ai pantaloni del vecchio e gli tirai tutto giù, lasciandolo nudo, di sotto, con le sue gambe abbastanza glabre e magre.
Tra le cosce, alla luce del meriggio inoltrato, una massa molto scura, attraeva tutto il mio interesse e la mia libidine.
Il suo cazzo era cupo e per niente piccolo, solo non era in erezione totale, oscillava, libero, come una proboscide a ogni piccolo movimento del vecchio.

Però la cosa veramente grande era lo scroto … io non ero mai stata con un uomo anziano e non potevo saperlo, aveva le palle grosse, in una sacca rugosa, testa di moro, sembrava una sacca di cuoio … l’immagine era magnetica, aveva qualcosa di osceno che, però, mi attraeva … un certo fascino del peccato, del proibito.
Non mi ero mai sentita tanto trasgressiva.
Inoltre, e quel pensiero mi cadde addosso come una valanga in montagna, era la prima volta che vivevo da sola una mia iniziativa sessuale.

Mio marito non ne sapeva niente, non lo poteva nemmeno immaginare.
Era la prima volta, in venti anni che lo tradivo, in realtà.
Glielo avrei anche confessato volentieri ma tutto era successo così in fretta … come avrei potuto?
Ero certa che l’uomo non subisse un pompino chissà da quanto … forse era solo una mia illazione, ma mi piaceva pensarlo.
– Si sta facendo scuro – dissi, senza particolare motivo, giusto per non fare tutto in silenzio, don Liborio era un automa nelle mie mani e non profferiva un pensiero compiuto da oltre un quarto d’ora.

Puntellandomi bene gli presi in mano tutto il pacco e me o tirai verso le labbra.
Ebbi la netta sensazione che il vecchio cercasse di evitarmi, forse era troppo sorpreso per credere che tutto quello stesse succedendo veramente.
La sua titubanza mi rese ancora più accanita. Mi avventai sulle sue gonadi, succhiando e arrancando, decisa a prendergli in bocca una di quelle grosse, morbide, palle.
Ci riuscii.
I peli bianchi del vecchio erano umidicci e odoravano di maschio.

Dopo una gustosa leccata, mi dedicai alla sua asta, che, attimo dopo attimo, diventava sempre più rigida e imponente.
Don Liborio doveva aver avuto un cazzo notevole, da giovane.
Me lo indirizzai tra le labbra e gli presi il glande in bocca, succhiandolo con veemenza.
Lui mi stava cadendo addosso e dovette aggrapparsi alla scala. Stringeva le gambe e cercava di sottrarsi, involontariamente, probabilmente era per la goduria.
– Signò che mi fai, mamma mia … che mi fai.


Non potevo né volevo rispondere. Vista la sua reazione spropositata, mi dedicai anima e corpo al bocchino, cercando di portare don Liborio alle stelle.
Quando riuscivo a prenderlo quasi tutto in bocca, lui si piegava sulla pancia, come se dovesse pisciare e non riuscisse a trattenersi.
Lo stesso io, non riuscivo a fermarmi, ero molto eccitata e mi strusciavo, frenetica, le dita sulle grandi labbra, incapace di res****re alla voglia di trastullarmi.

– Tra poco ve ne dovete andare, facciamo presto. – gli dissi liberandomi la gola – Riuscite a venire? Volete venire? –
Capii che affermava, ma era troppo sperduto nella sua estasi, per rispondere in maniera sensata; allora mi alzai e cercai di portare a termine l’accoppiamento prima possibile.
Era tardi. Era rischioso … e, infine, non sapevo il vecchio che tempi avesse, poteva pure metterci ancora mezz’ora.
Non mi andava di lasciarlo andare via a bocca asciutta poverino, chissà da quanto non scopava; ma neppure mi andava di menarglielo in tutti i modi pur di farlo arrivare.

Sarebbe diventato noioso e seccante: non era mica andato a puttane, dopo tutto.
L’albero che ci faceva da paravento, verso la casa e il resto del giardino, aveva una comoda sporgenza: era lo spezzone di un ramo potato chissà quanti anni prima.
Mi ci accostai e usai quello spezzone per ancorami con la mano, così, potei mettermi a 90°, considerando che era la posizione migliore per gestire l’introduzione del suo pene e, dopotutto, eravamo così precari, là fuori, che non è che ci potessimo permettere grandi performance.

Tutti quegli arzigogoli mentali, su luogo e posizioni, le poche parole scambiate con lui, senza amore, senza trasporto ma solo con l’obiettivo, preciso, di fare una porcata con un vecchio laido, mi rinvigorirono il piacere. E ricaricavano di umori la patatina.
“Ottimo, pensai, fradicia come sono, il cazzo dovrebbe scivolarmi dentro facilmente. ”
Guardai con attenzione il membro di lui, che era al mio fianco. Si masturbava aspettando, compostamente, il suo turno.

Riflettei un attimo e capii tutta la situazione: don Liborio era stato un superdotato, negli anni d’oro. Ora, con l’età, il sangue non aveva più la stessa forza e, nonostante fosse gonfio come un palloncino, non era molto duro.
– Venite dietro! – gli ordinai e lui eseguì, senza dire una sola parola.
Mi puntò subito il glande in figa, ma quando premeva per entrarmi dentro, il suo pene si piegava.

Mi impossessai della punta del cazzo, con la mano libera, e, da sotto, con le dita cercai di pressarlo tra le mie grandi labbra.
Lo mollai di nuovo, mi riempii la mano di saliva e me la ripassai in figa per essere lubrificata al massimo.
La mia cosina era per natura molto stretta, purtroppo e, se un cazzo non era bello, consistente, non era facile introdurcelo; mi era già successo.
Ricominciammo ad armeggiare: io col glande che forzavo l’apertura e don Liborio, che si teneva il lungo bastone con due mani, stringendolo come un capitone, per non farlo sgusciare via.

“Ecco, ci siamo” pensai, quando finalmente, avvertii il suo ingresso nella mia natura.
Piano piano don Liborio, forzando e spingendo molto lentamente, s’intrufolò in me, col suo lungo serpente gonfio e mi possedette.
Dopo alcuni secondi mi era dentro fino ai coglioni, il cui contatto, mi diede un rovente piacere, che mi attraversò fino alla nuca.
Avevo la pelle d’oca, e non per il freddo della sera, ve lo assicuro.

Il vecchio, ora che comandava e fotteva, si bloccò dentro di me. Per non rischiare di uscire dalla vagina, non chiavò, piuttosto, esercitava dei piccoli movimenti sussultori,
delle piccole spinte, aiutandosi con le mani che mi avevano bloccata per i fianchi.
Sentirmi tutta riempita da quel coso che sussultava mi portò a un lungo stato d’estasi.
Quando il vecchio, raggiunto un ritmo che gli confaceva, con una mano si spinse in avanti per cercarmi le poppe, gliele liberai dalla maglia e dal reggiseno, per evitare che mi rovinasse gli indumenti.

Ora eravamo nel giardino … compivamo l’antica copula in mezzo al verde. In mezzo alla natura, fredda, di dicembre.
In modo discinto, in totale abbandono, mi lasciavo chiavare da quel poveretto che non vedeva una figa da anni. Mi toccava con bramosia il culo e poi, quando ci riusciva, si aggrappava a una delle tette, che ballonzolavano sotto i colpetti di cazzo che mi imponeva.
Don Liborio aveva le gambe un po’ piegate per mettersi al meglio a favore della mia vagina spalancata.

Quando mi accorsi che l’eccitazione gli aveva reso il cazzo estremamente più duro, quando ne sentivo la presenza viva fino alla pancia, i movimenti del vecchio diventarono più virili e, anche se per poco, iniziò a chiavarmi veramente.
Era pur sempre un uomo muscoloso e sano. Si rizzò sulle gambe e cominciò a stantuffare come un toro sulla giovenca.
Tirava, annaspava e chiavava. Dopo nemmeno due minuti, soffiando dal naso, si irrigidì, gemendo, e allora capii che stava per sborrare.

Me lo tolsi dal corpo mentre già le prime gocce di sperma mi irroravano la figa, ma non rinunciai a voltarmi e a prendergli il cazzo in mano …
Volevo vederla e sentirla la sua sborra, alla fine, tutto quello che era accaduto, era frutto della mia curiosità riguardo a come sarebbe venuto il vecchio contadino.
Lo sperma gocciolava a fiotti, come spinto da pulsazioni, era bianco, diafano, mi sembrava molto liquido rispetto a quello denso e appiccicoso di mio marito.

Ero in estasi, tenevo il cazzone con una mano e le sue palle nel palmo dell’altra.
Lo presi in bocca.
La sborra usciva ancora. Succhiai, ne ricevetti ancora in bocca, sulla lingua.
Il sapore del suo sperma era più o meno il solito, mentre l’odore era meno penetrante.
Mentre mi accanivo, sovreccitata, con la figa gocciolante, non feci caso al poveretto, che per poco non mi sveniva addosso, dal piacere e dalla stanchezza.

Si aggrappò all’albero per tenersi in piedi.
– Mamma mia, mamma mia … signò! – mormorava – Signò, non mi tengo, non mi tengo … –
Non capii. Ero troppo intenta a succhiare il pene molliccio ma piacevole; mi resi conto del suo avvertimento solo quando un fiotto salato mi invase la bocca: arretrai.
Ecco cosa voleva dire, il poveretto stava pisciando e proprio non riusciva a trattenerla.
Non mi arrabbiai, non volevo mortificarlo.

Mi alzai subito e, messami di fianco, gli tenni il pisello per tutta la sua lunga pisciata, divertendomi a indirizzare il suo cazzo a destra e a manca.
– Vado dentro, don Libo’ … s’è fatto tardi. Buonaserata! – in un attimo mi ricomposi e lo lasciai là fuori, a riprendersi, nell’oscurità della sera, incombente.
Arrivata a casa, davanti allo specchio mi resi conto della devastazione del mio abbigliamento.
La maglietta era sporca di sborra, ancora umida, le calze si erano sfilate in più punti e il tailleur era tutto stropicciato.

Ma ne era valsa la pena.
Non mi potei permettere di venire a mia volta, come mi piace fare, s’era fatto veramente tardi.
Però, la notte, tentai il tutto per tutto e quando mio marito, completamente ignaro del mio tradimento, arrivò a letto, lo aspettavo tra le lenzuola, completamente nuda.
Lui percepì subito il mio messaggio e lentamente iniziò a carezzarmi, delicatamente.
Nascosta, dietro la schiena, tenevo la maglietta nera intrisa di sperma.

Appena sarebbe stato più eccitato, gliel’avrei mostrata per raccontargli questa storia, così come l’ho appena confessata a voi.

Che ne dite, mi perdonerà?

FINE.