Archivio mensile:Marzo 2012

Con mia suocera pomeriggio caldo d’estate

Laura, mia suocera, con la quale ho sempre avuto un buon rapporto di simpatia e comprensione, di cui ho sposato la primogenita, e visto che ho qualche anno di mia moglie, non ha molti anni piu di me.
Ha un carattere spigliato, passionale, amante della bella vita e dei piaceri, ha anche avuto un periodo di depressione e di alcolismo, qualdo ha perso il marito Giuseppe, ma non è particolarmente attraente fisicamente, bassa e pienotta.

Lei è vedova da molti anni 9, ed in casa da sola ha frequentemente bisogno di vari lavoretti, e considerato che sono il primo genero (15 anni di matrimonio) portato per il bricolage, e lo scorso maggio, un caldo sabato pomeriggio sono andato a montare la tenda a casa sua.
Sistemata la tenda, io e lei in casa, soli.
“Marco sei tutto sudato, non vuoi farti la doccia ?”
Beh si una rinfreshita ci voleva, e sono andato in bagno, con lei che mi preparava un asciugamano.

Laura portava un vestitino estivo, con l’intimo da signora, e con quei sandali con il tacco, che mi fanno tanto tanto sesso.
“togli la maglietta che è sudata” ed intanto mi viene molto molto vicino, ed io ero molto molto imbarazzato, qualcosa non mi quadrava. Mi appoggia le mani sul petto e mi aiuta a toglierla, ma poi si trattiene e mi guarda negli occhi, mentre accarezza il pelo sul petto. Ero a disagio, lo capisce e si scosta “scusa marco..” ma resta li, vicino, “posso guardarti ?” Urca, non mi aspettavo la domanda, e rispondo si.

Mi spoglio le bermuda e mi trovo le sua mani addosso. In quel momento e nel modo che mi toccava, ha fatto shittare il fluido erotico. Non mi sono ritratto, ma avvicinato e lei, ha voluto baciarmi, in bocca. Si è spogliata, offrendomi tutto quello che volevo prendere del suo corpo. Ho baciato a lungo la sua bocca, il collo con le pieghe sexi di una donna con esperienza. Aveva una brama formidabile, si capiva che era una lunga astinenza.

Ho indugiato sul seno, sgonfio certo, ma con capezzoli molto turgidi e rotondi, con le larghe aureole. Come prevedevo avevo il membro a 1000, e lei lo ha sentito. L’ho spinta al muro, pressandola, mentre lo sfregavo tra le sue gambe.

Ma in quel momento è balzata la coscienza a fermarci. Ci siamo scostati guardati, anche vergognandoci. “Marco, scusa, ma non so cosa mi è preso ..” “Laura, anche io non so, ma mi piaceva molto” “Ed allora perche ci siamo fermati ? Sarà piacevole per entrambi, una cosa nostra e solo nostra, vuoi fare l’amore con una 60enne ?
Si lo volevo, e la cosa mi eccitava tantissimo.

Ma l’interruzione mi aveva rammollito il pene, e Laura premurosa, vista la cosa, si è esibita in un favoloso pompino, meglio della figlia, pensavo.

“Andiamo di la ..” In soggiorno, sul divano, mi ha invitato a sedere, e lei si è subito seduta su di me, infilandosi con mano esperta il pisello in figa.

Una cavalcata si è fatta! Io ero la parte passiva, mentre mi leccava in viso, collo, orecchie, e godeva in modo vergognoso, senza trattenersi, aveva dentro 9 anni di vita senza un uomo …

Io ero venuto molto velocemente, come sempre … ma Laura ha continuato a godersi di me, con movimenti circolari cercava e pregustava il piacere.

“ho sentito il tuo skizzo dentro..che bello ..”

Io avevo avuto la mia soddisfazione e piano piano mi si è rammollito il cazzo, a riposo. Lei si è alzata, ma dentro aveva ancora desiderio, si è seduta a fianco. sudata e ansimante, ma soddisfatta e sorridente, mi guarda e mi invita, tirandomi a se, nel mezzo delle sue gambe.
Ho baciato, leccato, succhiato mentre gemeva. “Dimmi come piu ti piace, guidami sul punto ..” e lei ha obbedito.

Baciavo quella figa larga e molliccia, bagnata e piena di peli, anche grigi, leccavo e scorrevo tra le pieghe delle labbra, sino a che sfiniti ci siamo rialzati, ripuliti e rivestiti.
Sorridenti, imbarazzati, ancora spossati, non sapevamo come parlarci .. con quale tono ed emozione, potevamo spiegarci l’un l’altro come era accaduto ..
La conversazione è rimasta sul tono generico, “vuoi da bere?”, “si, grazie”, e “adesso devo andare”, “ciao, ci vediamo con Teresa ed i bambini” ..

Sono rientrato a casa.. e Teresa mi chiede, “da mia mamma ? tutto bene? Hai messo la tenda ?” “Si ho faticato un po’ ma è montata ..la tenda”
Avrei potuto dirle “Si mi sono fottuto tua mamma sul divano !! ” Teresa come avrebbe reagito ? ” Ma sei diventato matto dire una cosa cosi !!” Sperla o incazzatura per avrelo detto, ma non sarebbe mai riuscita a crederlo ..

Come prosegue la vita … bene, e con mia suocera trombamica, la vita mi sorride!!
2).

Chi sono e cosa mi piace…

Abito in Svizzera, Canton Ticino, e da sempre indosso intimo femminile, mi rado completamente e cerco di apparire il più femminile possibile. Vivo con mia madre, che sa tutto di me e che mi lascia vivere come meglio credo… D’altra parte, alla mia età (ho 42 anni), sarebbe difficile farmi cambiare dopo oltre 25 anni di vita da travestito in privato !
Sessualmente sono bisessuale e prediligo i rapporti con altre “donne” come me, con le quali intrattengo rapporti completi essendo sia attiva che passiva.

Mi piace essere considerata una “lesbica” col cazzo….
Naturalmente non rifuggo occasionali rapporti sessuali sia con donne che con maschi, di preferenza sposati e di età simile alla mia, ed ho alcune conoscenze, anche di lunga data, con coppie aperte e desiderose di giochi sessuali molto erotici e particolari.
Penso di essermi presentata sufficientemente e le foto che ho pubblicato qui sul mio sito vi daranno maggiori dettagli su di me.
Aggiungo ancora che essendo estremamente esibizionista adore leggere i commenti che vorrete aggiungere alle mie foto suddette, commenti molto spinti ed osceni , in particolare…
Presto pubblicherò varie storie sulle mie esperienze sessuali, passate e presenti, usando un linguaggio molto esplicito…
Spero che chi mi legge sia interessato, di qualunque sesso sia, e che mentre mi legge si masturbi dolcemente in mio onore.

Un bacio a tutti/e !
Carmen.

IO, ZIA SESSANTENNE, E MIO NIPOTE VENTENNE

Desidero pubblicamente ringraziare il mio giovane nipote per avermi fatta conoscere su questo formidabile sito Internet che è “Xhamster”.
La mia famiglia d’origine e mio marito mi hanno sempre repressa sessualmente, ma da quando mio nipote, negli Anni Ottanta, è venuto ad abitare a casa mia per studiare all’Università, la mia vita è profondamente cambiata: io, allora sessantenne, vedendo quel giovane maschione ventenne aggirari per casa, mi sono disinibita e, con lui, sono diventata quello che da sempre volevo essere realmente, ossia una donna libera ed aperta a tutti i piaceri, da dare e da avere.

Tutto è cominciato quando il ragazzo si accorse che lo spiavo dal buco della serratura mentre era in bagno: vedevo quel suo giovane e robusto cazzone, spesso alle prese con vigorose masturbazioni che poi mi disse essere “ispirate” da me, ed un “appetitoso” culo che si puliva con la carta igienica, ma che io avrei voluto pulire con la mia lingua.
Una mattina lui si accorse che lo spiavo perché, all’arrivo della primavera, dal buco della serratura della stanza da bagno si sarebbe dovuto vedere chiaro essendovi nell’antistante corridoio una finestra da cui proveniva l’intensa luce solare del paesaggio esterno; ed, invece, c’era la mia testa che si frapponeva a quel bagliore, oscurandolo.

Così lui capì tutto: in pratica – come mi disse qualche giorno dopo – sentì i passi dello zio che veniva verso il corridoio e, contemporaneamente, vide che la luce tornava di colpo a filtrare da quel buco della serratura in quanto io mi allontanavo di shitto per non farmi scoprire da mio marito mentre spiavo nostro nipote nel cesso.
Sta di fatto che quella stessa mattina, “incoraggiato” dall’ormai assodata certezza che io provavo attrazione per lui, quando fu in cucina per la colazione cominciò ad accarezzarmi sul collo ed a strofinare il suo corpo contro il mio, finché non finimmo col trovarci avvinghiati e con le rispettive lingue “attorcigliate”.

E’ così che iniziammo a fare sesso.
Mio marito, intanto, cominciava a stare seriamente male e non capiva nulla di ciò che gli succedeva intorno. Così gli allestii uno stanzino tutto per lui, dove dormiva anche la notte, mentre io e mio nipote giacevamo tranquillamente, come marito e moglie, nel letto matrimoniale.
(Il resto alla prossima puntata…).

La casa di campagna .

Questa è una storia reale .. Mi scuso in anticipo per i numerosi errori di grammatica , ma questa storia e scritta con foga e passione perche più delle altre questa è una storia che sento mia.
Mi chiamo Doriano e sono di Napoli , ho 23 anni , la storia che sto per raccontare ha come protagonista me e una mia cugina di due anni più piccola di me che si chiama Miele , la storia nasce e si svolge nella vecchia casa di campagna dei miei nonni materni.

All’epoca dei fatti io avevo 17 anni e mia cugina Miele ne aveva 15 , la nostra e una vecchia famiglia tradizionale di quelle campane , e nei fine settimana tutti i parenti ci riunivamo a casa dei miei nonni materni che vivevano in campagna , per fare delle grandi cene di famiglia. Io e Miele essendo i più piccoli della famiglia passavamo spesso e volentieri il tempo insieme facendo lunghe passeggiate tra i boschi e la campagna circostante esplorando casali e fienili abbandonati.

Miele fin da bambina e sempre stata molto carina con i suoi capelli castano chiaro , la pelle olivastra e gli occhi nocciola scuri , ma ora che aveva 15 anni ed era nella piena età dello sviluppo fisico , si stava proprio trasformando in una bellissima ragazza con un culetto di marmo a mandolino , che si nascondeva sotto quelle gonne a quadrettini , da dove spuntavano delle bellissime gambe toniche , con delle calze bianco candido , per non parlare poi del seno che gli era cresciuto a punta e con dei capezzoli enormi che riuscivo ad immaginare sotto quella sua magliettina scollata , in quel momento mi accorsi di non aver mai visto mia cugina sotto quella prospettiva , non so cosa mi stava succedendo non ero in grado di toglierle gli occhi da dosso mentre passeggiavamo nel boschetto solitario , sentivo crescere dentro di me una smania , un desiderio di toccarle il culo di possederla , più ci pensavo e più sentivo il mio cazzo che la voleva la bramava.

Mi accorsi con imbarazzo che lei si era accorta del modo in qui la guardavo , e da quel momento mentre passeggiavamo nel boschetto protetti dalla calura estiva , decisi di provarci , di rischiare.
Arrivati nei pressi di un vecchio casale abbandonato dove giocavamo spesso da bambini gli proposi di sederci all’ombra degli ulivi e di riposarci li , ci sedemmo distesi uno di fianco all’altro in un silenzio imbarazzante , ero ansioso pensando chissà come potrà reagire se la tocco , magari mi molla uno schiaffo dice tutto alla famiglia , chissà sarei morto di vergogna in una situazione del genere , pero più la guardavo più la desideravo , avrei voluto strappagli la magliettina e toccare i suo enormi capezzoli , infilarle la lingua tra le labbra carnose e rosse , stringere il suo culetto duro nelle mie mani , oramai ero deciso a rischiare , il cuore mi batteva a mille , mentre lei era stesa li accanto a me con gli occhi rivolti verso l’alto allungai una mano sopra la coscia , sentii un gemito di sorpresa ma nessuna reazione , con il cuore in gola e la libidine a mille portai la mano sotto la gonna , e incomincia a tastare e massaggiare la sua fica al disopra delle calze, la sentivo gemere come non mai ‘’ haaa haaa haa ha ‘’ forse era la prima volta che qualcuno la masturbava , poi infilai la mano sotto le calze e dentro le mutandine affondando la mano tra il suo pelo , mi ritrovai subito la mano fradicia dei suoi umori vaginali , infilai le dita dentro la sua fica , e lei lancio dei gridolini di piacere e dolore , era vergine al 100×100 , oramai ero in preda all’eccitamento totale con foga sbattevo le dita dentro e fiori la sua fica e lei si dimenava sull’erba , poi preso dalla foga le tirai fuori le tette , bellissime a punta con i capezzoli di un rosa scuro e turgidi al massimo incominciai come preso da una frenesia incontrollata a leccare e succhiare i suoi capezzoli mentre lei emanava gridolini di piacere , ‘’ siii haaa haa aaa ‘’ mi teneva la testa stretta e pressata sui suoi seni turgidi e sodi mentre con l’altra la stringeva l’erba , le sfilai le dita dalla fica , le slacciai la camicetta le tolsi la gonna e gli abbassai le calze bianche , davanti a me si apri lo spettacolo del suo meraviglioso corpo , dalla sua fica con qual boschetto , mi slacciai i pantaloni tirai fuori il mio cazzo durissimo e tutto rosso , lei lo guardo sbalordita forse era una delle sue prime volte che guardava un cazzo duro , io già avevo avuto alcune esperienze e sapevo come muovermi meglio di lei , affondai la mia testa tra le sue gambe , oramai era in balia dei miei desideri , incominciaci a leccarle la fica , mentre gemeva ‘’oo ooo haaa sii siii ooo’’ le succhiavo il clitoide , sentivo che per lei erano tutte sensazioni nuove si dimenava come una matta e teneva stretta la mia testa fra le sue cose mentre gemeva ‘’oo sii oo sii sii ‘’ stava letteralmente esplodendo , poi ecco che la sentii dimenarsi come percossa da una scarica elettrica ‘’ siii siii siii siiiii aaa’’ era arrivata .. alzai la testa per guardala in faccia e lei mi fisso con quei suoi occhi languidi di piacere mentre con le mani si strizzava i capezzoli , mi inginocchiai fra le sue gambe ed infilai il mio cazzo durissimo nella sua fica pian pian spingevo , che estasi era il paradiso mi sentivo tutto percosso da fremiti mentre il mio cazzo durissimo avanzava nella sua fica calda e bagnata ,, eccola emanare gridolini di dolore misto piacere ..’’aaa aa aa haa sii oosiii’’ , poi un gridolino più acuto,, ‘’aii siiii mi faii malee‘’ non ci potevo credere avevo sverginato mia cugina .. , il mio cazzo faceva dentro e fuori dentro e fuori in quella involucro di calore e di piacere divino , poi mi abbassai con il busto verso di lei e le infilai la lingua in bocca mente continua a sbatterla , come una dannata cercava la mia lingua , mentre mi infilava le sue unghie dietro la schiena .. poi incomincia a penetrala sempre più velocemente e con forza , la sentivo godere sempre di più mentre le nostre lingue bagnate e calde si attorcigliavano , poi ecco 2 , 3 ,4 5, 6, spinte forti e le arrivai dentro , ecco la sensazione più bella del mondo la cosa più sublime il piacere più bello in assoluto , mentre le mie palle si svuotavano dentro la fica di Miele continuavo a sbattere più forte , le tolsi la lingua dalla bocca mentre gemevo ‘’ hooo sii dioo mioo siii che bellooo haaa ti adooroo Mieleee che bellaa che seii ’’ e lei a sua volta ‘’ haaa haaaa haaa haaa ‘’ .. poi pian piano mi fermai tirai il mio cazzo unto di sangue e di sperma dalla sua fica e mi stesi affianco a lei tutte e due nudi e soddisfatti , ci guardammo negli occhi pieni di piacere e tenerezza e incominciammo a baciarci come due innamorati mente ci accarezzavamo il corpo con dolcezza , poi ci avviammo vicino al fiumiciattolo che passava nelle vicinanze del casale e ci pulimmo a vicenda , lei mi teneva il cazzo in mano e immersi fino alle ginocchia nel fiumiciattolo mi puliva il cazzo dallo sperma e dal sangue , ed io altrettanto le pulivo la sua fica con l’acqua fresca.

Poi ci avviamo di nuovo verso il casale dove avevamo lasciato i vestiti , ci sedemmo a terra nudi e incominciammo a baciarci di nuovo con tanta tenerezza e passione , volevo un gran bene a mia cugina Miele e lei mi ricambiava da sempre fin da piccoli ed ora avevamo superato i confini del lecito con un rapsus , facendo sesso, pero non so perché ma ora sentivo che eravamo ancora più legati.

Lei ruppe quel silenzio di timidezza e vergogna che aveva avuto da quando avevamo iniziato e mi disse ‘’ e stato bellissimo Doriano sono pazza di te ti voglio un mondo di bene e voglio rifarlo subito , spostiamoci nel casale cosi nessuno ci potrà vedere ‘’.
Entrati nel vecchio casale ci andammo ad appartare nella parte più nascosta , ci sedemmo su delle balle di fieno , Miele mi guardava con quei suoi occhi magnetici profondi , mi dava un senso di diverso sembrava che qualcosa dentro di lei fosse cambiato , come se fosse uscita da uno stadio della sua vita e ne fosse entrato in un altro , mi chiesi fra me e me forse e cosi , quando le donne fanno sesso per la prima volte abbandonano il mondo vecchio dell’infanzia e dei giochi e si trasformano qualcos’altro ? come quando diventano mamme , si sveglia in loro un istinto qualcosa che prima non cera , ho che era assopito.

Ora sembrava ancora più bella di prima , era una femmina vera in tutti i sensi mi baciava mi accarezzava le labbra , aveva abbandonato l’imbarazzo ed ora prendeva iniziativa con mio grande piacere mi strofinava il cazzo con le mani , io con le mie mani esploravo ogni parte del suo corpo mentre ci tenevamo stretti vicini , sentivo il mio cazzo durissimo battere vicino il suo ventre caldo , poi lei si inginocchio e incomincio a leccarlo con un po’ d’impaccio ma per me era lo stesso un piacere immenso sentivo le sue mani accarezzarmi le palle , la sua lingua scivolare sul mio cazzo dalla base verso su ,, poi melo sbatteva lo infilava tutto in bocca ,, lo ritirava fuori e lo strofinava sulle sue labbra , poi la feci alzare e le incomincia a leccare i capezzoli .. mentre gemeva ‘’oo mm che bello Doriano tii tii desidero oo sii continua ti prego cossiii’’ poi ci mettemmo uno di fronte all’altro , presi il mio cazzo e lo strofinavo vicino alla sua fica bagnatissima , lei mi prese a baciare il torace e succhiarmi i capezzoli durissimi ‘’ hoo che bella mieele ooo cosii ‘’ poi mi spinse sulle balli di fieno allargo le gambe e affondo il mio cazzo nella sua fica .. ecco di nuovo il paradiso in terra , io stesso sulle balle di fieno e lei sopra di me che saliva e scendeva , mentre il suo fantastico seno a punta ballava ritmicamente su e giù , poi si abbassava su di me per leccarmi il colo le labbra era rapita dal desiderio , immaginatevi voi cari lettori uomini e donne ,, di essere rapiti da un desiderio e una smania di piacere simile di contorcervi hai nostri posti in una foga unica di piacere , lei che scendeva su e giù sul mio cazzo io che sentivo ogni affondo della sua fica calda e stretta e mi dimenavo e godevo come un matto , lei che si sentiva tutta scossa da fremiti e che si stringeva i senti mentre si passava la lingua sulle labbra.

Poi mi alzai dalle balle di fieno , la presi le diedi un bacio e la spinsi sopra le balle , e le allargai le gambe e mi stessi sopra di lei mentre strofinavo il mio cazzo sopra il suo cespuglietto castano chiaro , poi lo strofinavo vicino alle labbra vaginali e con un affondo dritto e deciso le infilai il mio cazzo dentro la caverna dell’amore ,, lei lancio un gemito di piacere ‘’ hoo Doriano ,, sii siii sei mioo scopamii’’ queste sue uscite mi facevano salire letteralmente il sangue alla testa e la sbattevo con forza mentre la tenevo stretta a me per sentire il calore del suo corpo ,, ecco 2, 3 ,4 ,5, 6, affondi veloci e forti sentivo lo sperma schizzargli dentro di nuovo e godevo come un matto ‘’ Mieleeee diooo miooo che ficaa che haiii siii ‘’ e quasi contemporaneamente arrivo lei.. mi infilo le unghie nella carne mentre gemeva ‘’ siii siii siiiii hooo sfondami sfondami ‘’ io ancora preso dalla furia del piacere sbattevo come un matto tutto sudato ,, estrassi il mio cazzo rosso e livido e lei melo lecco con dolcezza e tenerezza ,, gli diedi un bacio lungo e passionale con la lingua , poi ci asciugammo l sudore e ci rivestimmo e per un po di tempo ci guardavamo come persi e, ci coccolavamo , ci giurammo che sarebbe rimasto il nostro dolce segreto , da allora in poi fra me e mia cugina Miele ci sono stati tantissimi momenti di dolce intimità , non abbiamo mai creduto di fare qualcosa di sbagliato , perche in un piacere cosi grande , in un amore cosi grande non può esserci nulla di sbagliato e contorto.

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Godo dal mio culo

Prima di iniziare questa mia storiella personale, vorrei tenere a precisare una questione: non sono attratto dai ragazzi, dagli uomini. Mi dispiace ragazzi se mi mandate gli inviti e io li rifiuto. E’ che, ribadisco, non mi piacciono gli uomini, sono attratto solamente dalle ragazze. Non ne faccio una questione di principio, ma è solo un chiarimento per non sentirvi offesi dal mio diniego! Tutto qui.

Veniamo alla storia di oggi. Vorrei farvi partecipi di cosa faccio quando i miei impulsi sessuali si fanno sentire.

Oltre a una normale masturbazione del mio cazzo, la mia libidine si concentra pure nell’area anale. Generalmente, la masturbazione del mio pene avviene quando sono davanti allo schermo del computer mentre mi sto gustando un film porno. Invece, la masturbazione anale la compio quando vado in bagno, rimanendo dentro anche mezz’ora, iniziando dapprima introducendo un singolo dito nella fessura poi, se sono molto eccitato, posso giungere a inserire tutta la mia mano, ovviamente bagnata con un’accurata lubrificazione di mia saliva.

Alcune volte sono riuscito ad avere un orgasmo anale schizzando dal pene, ma senza raggiungere l’orgasmo normale, altre sì! E’ un godimento veramente perverso e quando sento avvicinarmi l’orgasmo dalle profondità più recondite e remote del mio culo, mi sento pervaso da una specie di dolce morte estatica, preludio di un deliquio dei sensi ai confini dello smarrimento dell’io.

Riesco ad arrivare molto in profondità delle mie viscere e ciò mi fa sentire un vero maiale.

Mi sento veramente soddisfatto e realizzato quando riesco a violentare il mio ano colla mano, lasciando come evidente segno dell’irruento sfondamento un allargamento dell’apertura rettale. In Inglese si chiama gaping, che si può tradurre in Italiano come squarcio. Sì, dopo aver trivellato il mio culo con la mano, è come se rimanesse uno squarcio dilatato e grandemente aperto della cavità anale. Fistinge gaping: il paradiso anale per eccellenza. E il mio culo può dirsi sazio.

Spero che la descrizione del mio modo di masturbarmi vi sia piaciuta.

COME DOMARE E SOTTOMETTERE UNO SCHIAVO ETEROSESSUA

Decalogo di variazioni di sogno di un sub

1. Desidererà la figa: dategli il cazzo. Inginocchiatelo e riempitegli la bocca appena lo vedete.
Questo gli farà capire qual’è il suo posto.

2. Torturate i suoi genitali il più possibile. Ball stretcher, cinghietti chiodati, gabbie, cinture di castità: deve sempre sentire, per quanto possible, come il suo sesso serva solo ad ammansirlo.
Le sue erezioni devono essere dolorose, umilianti, o ambo le cose.

3. Desidererà il piacere: negateglielo il più possibile. Poi svuotatelo nella maniera più degradante possibile. Con tutti i buchi pieni, oppure mungetelo. Fategli sempre leccare il suo sperma, deve sapere che a quello non può sfuggire. Quando si masturba, costringetelo a farlo davanti a foto diuomini nudi. Le donne deve solo desiderarle sapendo che non le può avere neanche nella fantasia

4. Alternativamente, rendetegli impossibile l’erezione. Costringetelo a masturbarsi ripetutamente sinchè gli viene impossibile averne una.

Soprattutto se ha contatti con delle donne.

5. Se avete una complice, usatela per stuzzicarlo, umiliarlo, e fargli capire che deve desiderare disperatamente la figa, ma non è roba per lui. Fategli indossare abiti femminili davanti a lei. Costringetelo a camminare con dei bei tacchi a spillo.
Femminilizzatelo sul web.

6. Se avete un complice, fategli usare lo schiavo come una femmina, fateglielo toccare tra le gambe, ordinate allo schiavo di mettersi in mostra per lui.

Ovviamente se il complice è d’accordo, vale il punto 1.

7. Modificate il suo corpo in modo che sia umiliante per lui spogliarsi davanti ad una donna. Depilatelo, scrivete quello che e’ su di lui con l’henne’ o un pennarello indelebile, frustatelo sino a lasciarli segni evidenti.

8. Esibitelo in pubblico sul web in modo più possibile umiliante, mettetelo a disposizione di ogni uomo che voglia sollazzarsi con lui.

9.

Se la cosa vi piace, scopatelo. Svuotatelo prima, che mai non goda: deve solo sentire il vostro cazzo in tutti i suoi buchi, non sperare di godere sotto i vostri colpi. Se a voi non piace sbattere un uomo, o se siete una donna, usate un dildo.

10. Umiliatelo nelle situazioni pubbliche di tutti i giorni. Fategli indossare un bel paio di bracciali chiodati ai polsi, o mutandine di pizzo e autoreggenti sotto i calzoni, o fatelo guidare la sera in minigonna, che i camionisti possano vedere le sue gambe nude mentre li sorpassa, o fatelo fermare in una piazzola di controllo anche pochi minuti.

Se sarete abili, il vostro schiavo sarà ammansito e schiantato in poco tempo.

LA PROVA DEL CUOCO

Una cucina è spesso fonte di idee perverse.

Gianna era una ragazza davvero speciale. Servizievole e sempre gentile, aiutava in casa e nei mesi estivi collaborava volentieri all’ attività dei nonni, che avevano una trattoria, molto conosciuta e accorsata a Positano.
Nell’ edificio del ristorante avevano, nel tempo, recuperato delle camere, per avere la possibilità di offrire anche il pernottamento a qualche cliente più affezionato.
La ragazza aveva appena diciotto anni, allora, ed era tranquilla e con pochi grilli per la testa.

Anche i primi bollori erano assolutamente sotto controllo e i suoi sogni non andavano oltre il petting spinto all’ ombra di un portone, qualche volta qualche amico più insistente aveva ottenuto una sega veloce o l’ accenno maldestro di un pompino.
Quell’ estate un cuoco nuovo venne a sostituire un altro che aveva trovato lavoro più vicino a casa. Questo nuovo Chef era uno che navigava, di origini incerte. Carattere scontroso ed arcigno: era despota in cucina, ma molto bravo, e così venne tollerato, in quella situazione di emergenza.

Aveva circa cinquanta anni, carnagione scura, occhi torvi. Taciturno per natura, non disdegnava di
servirsi una serie di birre scure, mentre lavorava.
Gli incontri con Gianna erano stati solo occasionali, praticamente la ragazza, a parte temerlo come persona anziana, nemmeno lo vedeva. Neppure lo Chef, aveva mai dato segni di interesse particolare per quella ragazza, alta, magra e scarsa di curve, poco seno.
Un pomeriggio d’ Agosto, caldissimo e silenzioso, con la voce delle cicale che accentuava l’ aria ferma e la pace dell’ ora, Gianna si aggirava per le cucine, non aveva voglia di riposare, come facevano tutti a quell’ ora, al contrario, cercava un rotocalco che era sicura di aver lasciato da qualche parte.

All’ improvviso si sentì chiamare, nella penombra degli stanzoni, lo Chef nuovo le chiedeva qualcosa … lei trasalì, lui era in canottiera, sudato e accaldato e le stava dicendo qualcosa, che risultò essere legato ai camici puliti, qualcosa che non trovava in camera sua.
Gianna automaticamente gli si avvicino, rispettando le persone più grandi, per capire in cosa poteva essergli utile. Lui insisteva e concluse le sue lamentele con qualcosa tipo: – Dai, vieni a vedere in camera, fa presto ! –
Il suo tono autoritario ebbe la meglio sulla ragazza frastornata, che lo seguì, anzi lo precedette nel corridoio buio, fino alla camera sul retro dell’ edificio.

Una volta arrivata nella piccola stanza, si rese conto che forse era stata avventata a seguire quello che, in fondo, era uno sconosciuto.
L’ uomo continuava a biascicare lamentele indicandole un armadio nella stanza. Parlava uno strano italiano, forse era francese o marocchino, d’ origini. Gianna, nonostante si fosse accorta che lui, aveva chiuso la porta della camera, ci mise tutta la buona volontà a cercare di capire cosa non andasse in quell’ armadio, con la speranza di risolvere rapidamente la questione.

Ma le cose non si sarebbero risolte così facilmente e lo capì, appena il primo contatto fisico avvenne con lo Chef. Questi infatti le pose sulla spalla una mano decisa e ferma. Lei ebbe un brivido.
La paura la bloccava, mentre quell’ uomo, che si manifestava ora, in tutta la sua estraneità al mondo di Gianna, le cingeva le spalle con una mano e con l’ altra il bacino.
Lei trasalì, accennando un “la prego” e poi, come una vittima sacrificale aggiunse: – Sono ancora vergine … per favore.


L’ uomo con un sorrisetto tra i denti, le disse, fiatandole in un orecchio: – Non ti preoccupare … è meglio, non ti preoccupare, non ti faccio male … –
Gianna capì di non avere scampo ed ebbe veramente paura. Non riusciva a gridare, un poco per il terrore che la bloccava e un poco perché sapeva che nessuno avrebbe sentito.
Lo Chef, intanto, la frugava con mani esperte, le cingeva i fianchi, non la fece girare, ne la baciò in bocca, ma con astuzia si avvicinò alle spalle e la morse, non violentemente sul collo, la teneva ferma, e basta.

Come un gatto eccitato.
Intanto con le mani la carezzava e la frugava; rapidamente si aprì un varco sotto la vestaglietta estiva della ragazza, le trovò subito le mutandine, e con l’ altra mano i seni ancora acerbi.
Lui si muoveva abilmente con le mani, sembrava non le poggiasse mai, ma allo stesso tempo che la tenesse bloccata, in piedi, leggermente protesa in avanti, come se aspettasse.
Lui la rassicurava, poche parole, ma eccitanti, che avevano uno strano effetto ipnotico su di lei:
– Non pensarci – diceva – ci metto poco, poco … Non ti preoccupare.

Stai buona, buona. Ti faccio presto presto, non temere. –
Finche a furia di carezze e parole quiete, Gianna si lasciò andare, sperando solo che non le capitasse niente di male.
Lui dovette sentire che la ragazza si abbandonava e ne seppe approfittare. Rapidamente, le tirò giù lo slippino di cotone bianco e, a mano aperta, le prese in mano completamente tutta la vagina,
protesa verso il di dietro.
La ragazza sussultò, mai una mano estranea era stata così “presente” sulle sue parti intime.

Lui intanto premeva e pressava, con la mano intera trasmettendole un forte senso di calore.
Premeva e lasciava sulla sua piccola figa, facendole sentire tutta la pressione del suo desiderio.
Era come uno schiaffo senza forza, un pulsare che presto esordì il suo effetto: Gianna diventò umida tra le grandi labbra della figa.
All’ uomo non sfuggì, sapeva aspettare, ormai sapeva di tenere in pugno la ragazza, ormai eccitata, anche se controvoglia.

Si spostò più centralmente dietro lei e con le mani dure le cinse le anche, le natiche, con un gesto forte e inarrestabile, la fece, abbassare in avanti, piegandola a 90°.
Le mutandine erano sotto il suo culo, chiaro e perfetto. la vestaglia invece, alzata appena sopra le natiche. Lo Chef aveva tenuto libera solo la zona che gli interessava.
Si avvicinò ai buchi di Gianna come se avesse fame, per alcuni minuti, succhiava e leccava la figa, come se stesse suggendo un frutto di mare.

Brividi, violenti come fitte, salivano per la schiena della ragazza, ormai vinta e completamente impreparata a quelle sensazioni del tutto nuove.
Aveva pensato, sognato, di fare all’ amore, ma la più spinta delle sue virginali fantasie, non si avvicinava neppure, a quanto le stava accadendo. Le tempie pulsavano e il calore avvampava nel suo corpo, quando, a sorpresa, lui le ficco la lingua tutta nel buchetto dell’ ano.
Lei saltò, stupefatta.
Ma lo fu ancora di più quando sentì un oggetto caldo e grosso che si poggiava sulle natiche.

Immaginò subito che si trattava di un cazzo. Un vero cazzo d’ uomo. Duro, caldo e grosso.
Nonostante la vergogna e la paura, avrebbe desiderato vedere e toccare quella verga, quell’ oggetto, in fondo tanto desiderato, durante le sue solitarie masturbazioni.
Ma si vergognava e se ne restò lì, con le braccia appoggiate ad una piccola scrivania, col culo proteso, le cosce schiuse, aspettando gli eventi.
Gli eventi la sconvolsero ancora di più, perché l’ uomo con furbizia inaudita, le poggiò il pene sul buco del culetto, spaventandola di nuovo.

Ma non poteva sottrarsi ormai, e lui ci sapeva fare.
Lei era stata terrorizzata dal cazzo sull’ano, immaginando che l’ avrebbe potuta spaccare all’improvviso, con dolore lancinante … ma lui no, niente di tutto questo; non fece che poggiare la capocchia del suo grosso coso e tenerla ferma, con piccole, impercettibili pressioni.
L’ aspetto della situazione dopo un poco cambiò. Senza nemmeno crederci, la ragazza, eccitata,
invece di gioire della mancata penetrazione, cominciò a desiderarla.

Voleva assaggiare quel cazzo a qualsiasi costo e solo la vergogna le evitava di girarsi per prenderlo immediatamente tra le labbra e baciarlo.
Quando lo Chef capì che era pronta, e che il suo ano aveva rilassato lo sfintere, in attesa di prendere il colpo fatale, con gesto esperto si ricoprì la testa del grosso cazzo, con la pelle del suo stesso scroto. In quella posizione, pressata la pelle del coso sull’ ano piccino, ma umettato, fece scivolare il glande direttamente dalla pelle di lui al culo di lei, fermandosi appena avvenuta la dilatazione.

Lei sentì il violento, ma dolce cambio di stato. Il suo culo era aperto come non mai. Piantato nell’ ano aveva un grosso palo.
Lui restò fermo, immobile fino a quando la ragazza non perse la forza di stringere e il giovane sfintere si arrese, capitolando.
Solo allora, piano piano, cominciò ad incularsela, metodicamente, profondamente. Con la faccia tosta di fermarcisi, tutto dentro, ogni tanto e poi di spingere tra le giovani chiappe, con tutta la sua forza, come se cercasse ancora un varco … ancora una maggiore penetrazione.

Iniziarono così un eccitante gioco. Lei capì di provare l’ acme del piacere nell’ attimo della dilatazione anale e quindi, fingeva ogni tre o quattro botte, di sgusciare via, allontanandosi un poco. Cambiando posto e posizione, ma fingeva, sapeva già che lui le dava la caccia col suo cazzo sempre più arrapato. La raggiungeva e alla meglio la inculava nuovamente. Era talmente sconnesso, questo gioco, che un paio di volte un dolore lancinante l’ aveva fatta sussultare un attimo.

Ma il bruciore faceva parte del gioco e in fondo accettava di prenderlo tutto in culo ogni volta.
Quando lui la stese sul letto della camera angusta, capì che non poteva sfuggire a lungo e si concedette morbidamente e completamente abbandonata.
Teneva le gambe unite per rendere il buco anale il più stretto possibile e fasciante rispetto al cazzo dell’ estraneo, era stanca di prenderlo tanto ripetutamente, dato che ora scivolava facilmente dentro e fuori, a qualsiasi velocità, senza incontrare resistenza.

Ma non dovette aspettare molto. Lui in ginocchio, gambe divaricate, le teneva le chiappe con le dita e si modellava il suo culo a piacimento. Lo senti mentre si irrigidiva, il respiro ansante, il cazzo che pulsava. Dal caldo che le esplose nel culo capì che per la prima volta, in modo e maniera del tutto inaspettata, era stata sborrata da un uomo.
Fu come ricevere una grossa siringa piena di sperma tutta nel culetto.

Poco dopo soddisfatto e disinteressato, lui la mandò via, col sedere indolenzito.

FINE.

La prima volta con un uomo

L’iniziazione.

Avevo saputo che in una zona periferica boschiva della mia città si svolgevano incontri tra uomini. La voce girava già da tempo tra noi ragazzi, ma nessuno sapeva bene ciò che realmente accadeva nel fitto di quel bosco. La scuola era finita da qualche settimana e libero dall’impegno dello studio, quel pomeriggio decisi di prendere la bicicletta e di andare a farmi un giro dalle parti del bosco. Scelsi di andarci in bici così avrei potuto avventurarmi per le stradine sterrate che si snodavano tra le piante, e poi non avrei dovuto lasciar parcheggiata l’auto sul ciglio della strada col rischio che qualche conoscente di passaggio la riconoscesse e poi raccontasse di averla vista in quella zona decisamente ambigua.

Mi vestii con una maglietta, un paio di pantaloni corti e scarpe da ginnastica, presi la bici, uscii di casa e dopo circa mezzoretta avevo già raggiunto il bosco. Alcune auto erano parcheggiate sul ciglio della strada, alcune vuote, mentre in altre al posto di guida c’erano degli uomini che sembravano semplicemente essersi fermati a rilassarsi un po’ al fresco dell’ombra delle piante. Mi accorsi subito che al mio passaggio venivo seguito dai loro sguardi.

Passai oltre ma dopo un po’ decisi di ritornare indietro e di addentrarmi nel bosco, così girai la bici e mi misi a pedalare nella direzione opposta. Individuai quasi subito una stradina sterrata e mi ci avventurai. Dopo poco trovai delle persone, tutti uomini, che stavano tranquillamente chiacchierando o passeggiavano tra le molte stradine che si snodavano all’interno del bosco. Tutto mi sembrava estremamente normale, niente di tutto ciò di cui si parlava in compagnia.

Continuai tranquillo la mia biciclettata tra i vari sentieri e ad un tratto mi accorsi che un uomo anche lui in bici mi si era avvicinato e sembrava seguirmi. Dopo un po’ il signore mi affiancò e mi salutò e gentilmente mi chiese che facevo di bello da quelle parti, io risposi che facevo una semplice passeggiata in bici e da lì iniziammo a parlare e mi spiegò che quel bosco era frequentato da uomini che cercavano avventure sessuali con altri uomini, ma che io non avevo visto perché per far sesso si addentravano nel bosco più fitto e si nascondevano dietro a barricate fatte di rami.

Il signore mi propose di portarmi a vedere una di queste postazioni, io accettai e lo seguii ad un certo punto dovemmo scendere dalle bici perché il sentiero diventò particolarmente stretto e tortuoso. Alla fine arrivammo in un piccolo spiazzo,qualche metro quadrato, senza piante con intorno le barriere formate da vari rami incastrati tra loro e nel terreno. Giuseppe, così si chiamava quel signore già abbastanza anziano, mi disse che lì era un posto davvero tranquillo e se volevo potevamo divertirci.

Io risposi che non avevo mai avuto esperienze con uomini, ma lui mi rassicurò dicendo che se non mi fosse piaciuto ciò che avremmo fatto ci saremmo subito fermati. Mi convinse e mi affidai a lui, mi chiese se mi andava di spogliarmi, così mi tolsi tutto e rimasi solo con le scarpe. Giuseppe alla vista del mio giovane corpo si eccitò e mi fece molti complimenti. Il mio pene era ancora molle e penzolava tra le gambe.

Anche l’uomo si spogliò, si tolse la camicia e si abbassò pantaloni e mutande, guardai il suo corpo ormai un po’ flaccido per l’età, i peli erano bianchi e il suo pene decisamente piccolo e moscio. Niente di eccitante! Non ci eravamo ancora toccati. Giuseppe mi pregò di lasciarmi andare e lasciar fare a lui che mi avrebbe fatto godere. Si avvicinò e mi abbracciò, e i nostri peni entrarono in contatto, io non lo abbracciai, non mi piaceva, lui abbassò le mani fino sul mio sedere sodo e iniziò a muovere il suo bacino tenendo vicino il mio con il suo abbraccio.

Dopo pochi attimi iniziai a sentire che il mio pene stava diventando duro, anche l’uomo si accorse e mi disse:”Vedi che ti piace? Sarà una bellissima esperienza!”. Io rimasi senza parole, non mi aspettavo che il mio corpo avesse quella reazione con un uomo, anche sì anziano. Ora le sue mani scorrevano su tutto il mio corpo, massaggiavano in petto, il ventre, mi tirò i capezzoli e apprezzai anche quel piacevole dolore. Il mio pene era ormai diventato durissimo e svettava davanti al mio ventre, ma Giuseppe non lo aveva ancora nemmeno toccato.

Non sapevo cosa volesse fare, così aspettavo eccitato e curioso ogni suo successivo movimento. Ad un tratto smise di accarezzarmi e si mise dietro di me, appoggiò una mano sulla mia schiena e mi fece chinare in avanti, lui si inginocchiò e dopo essersi lubrificato un dito con la saliva iniziò un massaggio intorno al mio buco, mi disse di rilassarmi il più possibile e di non preoccuparmi che non avrei sentito dolore. Sentivo il suo dito che si muoveva sempre più vicino al centro del mio culo e poi iniziare a spingere per penetrare, ma la sensazione era troppo strana, non riuscivo a rilassarmi e non riusciva a infilarlo, così avvicinò la bocca e sentii la sua lingua calda prendere il posto del dito.

Mi leccò per bene tutt’intorno e poi cercò di infilare la lingua nel buco. Sarà stato il calore del suo fiato che arrivava fino alle mie palle o la delicatezza del massaggio con la lingua, sta di fatto che la lingua iniziò a penetrare nel mio buco che si era decisamente ammorbidito e dilatato. Subito Giuseppe provò a sostituire la lingua col dito, così lo puntò ancora sul mio ano, e con una delicata pressione entrò senza molti problemi.

La spiacevole sensazione iniziale era del tutto svanita e ora non solo non mi dava fastidio ma anzi mi piaceva molto, infatti fui io a iniziare a spingere per fare si che il dito penetrasse completamente. Io non vedevo nemmeno l’uomo che dietro di me mi penetrava, ma il piacere era enorme, non riuscivo a trattenere i gemiti di piacere, godevo troppo! Come ci sapeva fare! Quando ormai il dito scivolava dentro e fuori dal mio culo con scioltezza procurandomi fantastiche sensazioni mai provate prima, Giuseppe con la mano libera impugnò finalmente il mio cazzo che non attendeva altro, scappellandolo tutto fino al limite del dolore.

Mi faceva male ma mi piaceva molto! L’uomo riusciva a combinare perfettamente la penetrazione anale e la masturbazione del mio pene, il piacere era immenso! Continuò così per qualche minuto poi si accorse che la mia eccitazione era diventata incontenibile, così mi tolse il dito. Si alzò venne davanti e avvicinò la sua bocca alla mia per baciarmi ma io mi ritrassi, non ero ancora pronto per questo genere di cose! Così si mise in ginocchio davanti a me, prima di riprendere in mano il mio cazzo se lo rimirò per bene, poi lo impugnò e lentamente se lo portò alla bocca.

Iniziò delicatamente a lavorarlo con mano, labbra e lingua, che sensazione stupenda! Appoggiai le mani sui suoi capelli bianchi e accompagnai il movimento della sua testa a mio piacere, lui lasciò la presa del mio cazzo e lasciò che glielo facessi scorrere tra le labbra. Ero eccitatissimo, spingevo con foga il mio cazzo fino in gola all’uomo, sentivo la cappella quasi infilarsi nella trachea. Giuseppe mi fece sfogare un po’ poi mi disse di calmarmi e di lasciare che fosse lui a portarmi all’orgasmo.

Io acconsentii anche se mi costò uno sforzo notevole, ero veramente infoiato. L’uomo riprese il mio cazzo in mano e riprese a lavorarlo anche con la bocca. Il suo massaggio era lento delicato e inesorabile, non mi dava tregua, così in pochi minuti raggiunsi il culmine del piacere. Quando capii che ero arrivato al limite dell’orgasmo gridai all’uomo che mi aveva in pugno:”Sborroo!”, lui non se ne guardò e continuò la sua operazione. Un attimo dopo sentii che il mio sperma stava fuoriuscendo caldo e abbondante nella bocca di Giuseppe.

Che sensazione meravigliosa, godevo, godevo, godevo come non mai. Abbassai lo sguardo e vidi che dalla bocca dell’uomo usciva il mio bianco liquido del piacere,… fantastico! Non avevo mai goduto così tanto prima d’allora! Ora Giuseppe stava delicatamente strofinando la mia sensibilissima cappella sulle sue labbra lubrificate dal mio sperma. Decisamente incantevole anche quest’ultima raffinatezza che l’anziano uomo mi stava riservando. Ero ancora in preda all’orgasmo quando sentii un rumore alle mie spalle, mi girai e vidi che un altro uomo si stava avvicinando e ormai era arrivato proprio vicino a noi, io fui preso dal panico, subito raccolsi i vestiti e rapidamente li indossai, anche se Giuseppe mi disse di non preoccuparmi e di stare calmo.

L’uomo appena arrivato ci salutò tranquillamente come se fosse normale trovarsi davanti a due uomini nudi intenti a spompinarsi nel bel mezzo del bosco. Io non risposi nemmeno al saluto, finii di rivestirmi, presi la bici e me ne andai quasi impaurito! Dopo qualche passo mi girai e vidi che l’ultimo arrivato si era già abbassato pantaloni e mutande e aveva infilato in bocca a Giuseppe il suo cazzo. Penso che Giuseppe non avesse nemmeno avuto il tempo di ripulirsi la bocca dal mio sperma! Ero estremamente confuso per ciò che avevo fatto, mi era piaciuto molto ma non volevo ammetterlo! Comunque dopo quel piacevole incontro-iniziazione anche io ho cominciato a frequentare quel bosco.

Non ci andavo spesso, ma quando avevo voglia di un rapporto diverso ma decisamente eccitante, facevo un giretto e quasi sempre incontravo qualche persona con cui divertirmi. Col passare degli anni la gente ha smesso di frequentare quel luogo e ora in quel bosco non si incontra più nessuno.

IN MEZZO LE SUE GAMBE.

…penso sia stupendo vero??
Quando senti le orecchie strette tra le sue gambe, perché ti ritrovi con la lingua impegnata a infastidirle il clit, è ancora più eccitante quando è cosi grosso, che lo afferri con le labbra e ci passi la lingua in mezzo, la sua reazione sempre uguale, stringe le gambe ancor di più..

Mi diverte provocarla, amo provocarla, cercare quella femminilità che sta dentro di lei e farla uscire fuori, ed è quando le infilo tutta la lingua dentro la figa, quella mia stessa lingua che ritiro fuori solo dopo qualche secondo in cui è rimasta ferma immobile dentro il suo calore pulsante, che la sua femminilità inizia viene fuori.

Non mi lascia più spazio, mi mette sempre la mano sulla nuca, la cerca, mi scompiglia i capelli, ma non gli basta, lei mi spinge il viso dentro, non gli basto mai…

…ma non è un problema, la voglio io cosi, aggressiva. Spesso quando mi spinge contro la sua figa, voglio sentire con il palmo della mano i suoi capezzoli che pensano di essere due chiodi, cazzo se mi arrapa, e tanto, è la conferma che sto facendo un buon lavoro.

Leccarle e succhiarle la patata senza rendere partecipe quel buco che abita più in basso, e come avere la nutella ma non spalmarla da nessuna parte.
Spesso mentre gioco con il clito, con le dita della mano, ripasso il bordo del buchino del culo, arrapa sentirlo così stretto, chiuso, quasi indisposto, l’importante è essere capaci di fargli cambiare idea…
…mi ci metto d’impegno perché, ci infilo uno per volta tutte le punta delle dita della mia mano, man mano infilo e levo la punta, sento la sua resistenza, decresce linearmente, cazzo se mi arrapa,

il problema è quando finisco le dita, perché poi piano il mio dito medio le scivola completamente dentro sventrando le buoni intenzioni di resistenza offerte dal suo buchino, mi ricordo sempre di ringraziare la figa con un grosso bacio centrato sul clit, quella sua figa sempre contenta di spartire gli onori di una calda accoglienza con il culo.

…. continua.

CHIARA LA SCHIAVA

Accanto a me, in auto, Chiara è palesemente nervosa. Si guarda intorno di continuo, osservando il mutevole paesaggio notturno dell’estrema periferia milanese. Poche automobili a quest’ora, di sicuro ce ne saranno in abbondanza nel luogo dove ci stiamo dirigendo. Le sue gambe tozze e carnose, irrobustite da anni di danza, risaltano forse un po’ troppo negli hot pant che indossa, e lei è decisamente a disagio con quegli otto centimetri di tacco che le ho fatto indossare.

Ma non è lei, stasera, a decidere cosa può o cosa deve fare… stasera Chiara deve compiacermi. Nel buio la sua pelle candida riluce, decisamente la sua vera attrattiva, insieme a quella boccuccia piccola dalle labbra sottili sempre atteggiata ad espressione di dubbio nella quale molte volte ho preso il mio piacere. Ogni tanto lei mi accarezza la mano posata sul cambio, in cerca di sicurezza e di conforto; a mia volta, quando la guida me lo consente, poso lo sguardo sulle sue cosce nude, non belle, certo, con quell’inizio di cellulite, ma conciata così decisamente provocanti, e gliele accarezzo a mia volta, andando in estasi per la sericità della sua pelle.

“Sei inquieta tesoro?” le domando. “Beh, sì, molto…” risponde lei “anzi, ho proprio paura…” “Stai tranquilla, andrà tutto bene. ” “Ma tu sei sicuro, Andrea, di quello che andiamo a fare?” “Chiara, sono più che sicuro, io desidero fortemente ciò che stiamo per fare” “E perché..?” domanda lei. “Perché sono pazzo di te, e voglio provare quella folle vertigine di eccitazione che solo certe situazioni possono procurare…” “Ma non so se mi piacerà…”. “Senti amore” le dico con decisione “non è necessario che ti piaccia.

Se ti piacerà tanto meglio per te, ma questo lo facciamo perché hai detto di essere pronta a qualunque cosa per me… lo sei ancora?” “Sì amore, sì, stai tranquillo, lo farò, ti farò felice, solo… lo sai cosa proprio non mi va di fare…” “Stai tranquilla, quello non lo farai. ” La rassicuro. Ormai siamo arrivati alla nostra meta, un grande parcheggio buio in fondo a via Novara. Accosto l’auto e spengo il motore.

La guardo, lei sostiene il mio sguardo, nervosa. La canottierina fuxia che indossa mette in evidenza le due piccole tette strabiche dai capezzolini puntuti e duri, segno di un’agitazione molto forte. Nel piazzale molte auto sono ferme, alcune solitarie, altre affiancate, e molte altre girano lentamente avanti e indietro per il parcheggio, in caccia… Io mi protendo verso di lei, la abbraccio, la bacio sul collo e sulle labbra; lei mi afferra il pene attraverso i pantaloncini e inizia a lavorarlo di mano, ma io la fermo: “Piano piccola, stop, non farmi venire ora, la serata è lunga…” Ma la notte sta per iniziare… Un’auto ci punta i fari dentro l’abitacolo, e io prontamente abbasso una bretellina della canottiera di Chiara, scoprendo un seno.

Lei d’istinto fa per girarsi di schiena, ma io la blocco e anzi faccio in modo che sia ben visibile, sfilandole al tempo stesso la canottiera. Lei si copre i seni con le mani, mentre l’auto che ci ha illuminati si affianca alla destra della nostra. “Togli le mani dai seni!” le dico. Chiara obbedisce, e posa le mani sulle gambe. Il suo sguardo resta fisso nel vuoto, in avanti, lei si trova in uno stato di tensione insostenibile…Intanto apro il finestrino di destra, mentre il nostro visitatore fa altrettanto con quello del lato guidatore.

Fa capolino un uomo smilzo, di mezza età, calvo, che ci dice “Cercate compagnia?” “Ciao,” rispondo gioviale, “la mia donna, qui, cerca compagnia. ” “Posso salire su con voi?” domanda il tipo. “No, viene lei da te. Tu però mi dai le chiavi della tua macchina” “Prendile” risponde lui, e le lancia attraverso il finestrino, “ora, se la signora, o signorina, vuole farmi visita… “ “Vai da lui Chiara, e fai tutto quello che vuole…” “Ma come, così, a freddo…” obietta lei “E cosa volevi, un invito a cena?” le rispondo ridendo, “Coraggio, VAI DA LUI!” “E come esco… così?” mi dice, indicando i seni nudi.

“E certo, tanto poi ti spoglierebbe lo stesso lui, quindi per metà sei già pronta. Forza Chiara, ora poche storie, muoviti…” “va bene… ecco, vado…tu però resta qui accanto. ” ed esce dall’auto; passando dietro quella dell’uomo, va a sedersi sul sedile accanto al posto di guida. “Ehi amico,” dico io, “trattala bene, è la sua prima volta qui, e niente anal…” “Ok, va bene” risponde l’uomo ridendo. Appena Chiara gli si siede accanto lui subito allunga una mano a tastarle i seni – prevedibile il porcello – poi si china a leccarglieli.

Chiara è immobile, come pietrificata. Poi lui prende a baciarla sul viso, in bocca, vedo che cerca di forzare con la lingua tra le sue labbra, la abbraccia e intanto inizia a reclinare il sedile su cui è seduta. Lei mi lancia un’occhiata smarrita, io le mando un bacio e le rivolgo un cenno di incoraggiamento, poi Chiara scompare, inghiottita dall’abitacolo dell’uomo. Nel buio non distinguo nulla, e neanche mi interessa. Vedo i pantaloncini di lei poggiati frettolosamente sul cruscotto dalla mano dell’uomo, poi d’un tratto entrambe le gambe di Chiara si alzano verso il tettuccio, come se qualcuno la stesse leccando in mezzo… Passano circa venti minuti, durante i quali più volte vedo la sagoma dell’uomo agitarsi e contorcersi confusamente sul corpo della mia ragazza, poi un bel momento lo vedo accasciarsi sul sedile di guida.

Chiara recupera in fretta i pantaloncini, li indossa e torna nella nostra auto. Io allungo le chiavi al tipo, che faticosamente mette in moto e si allontana. La guardo. Chiara sta seduta a capo chino e piange in silenzio. Poi: “era questo che volevi…” mi dice “ volevi che fossi trattata come una puttana” e tira su col naso. “Ti ha fatto del male?” le chiedo. “No, no, solo che era… era così meccanico, freddo, stava su di me, dentro di me, mi metteva le mani dappertutto, ansimava, mi si muoveva dentro, non diceva una parola, solo un rantolo alla fine, quando ha detto…” e qui Chiara esita… “Cosa ti ha detto, amore?” “Mi ha detto di ingoiare…” risponde lei singhiozzando.

Quell’uomo non le ha risparmiato nulla… La bacio, e avverto nella sua bocca quell’inequivocabile sapore dolciastro “Beh, con me lo fai sempre…” “Sì cazzo, ma non è proprio la stessa cosa sai!” esclama lei. “E tu, tu lo hai…” “No, non sono riuscita, era tanto e lui mi rimaneva dentro…” La guardo meglio: in effetti il suo collo è tutto impiastricciato, e ne ha anche nelle orecchie e nei capelli. “Amore, sei stata grande…” “Ti prego, andiamo via ora…” mi dice.

“E no tesoro, abbiamo appena iniziato. Ora lo rifarai… guarda!” Le indico l’esterno dell’auto: tre macchine si sono avvicinate, incuriosite dal trambusto. “Ora amore, il primo che si fa sotto sarà il tuo prossimo amante!” “Sei proprio deciso…” commenta lei rassegnata, poi prende dei fazzolettini e si pulisce. In quel mentre si affianca un’auto e si affaccia un ragazzone robusto. “Andate via o restate?” ci domanda. Questa volta io sono molto diretto. Indico Chiara e gli dico: “La vuoi? Tranne l’anal le puoi fare tutto!” “E se volessi proprio quello?” risponde lui.

“Allora pagati un transessuale stronzo!” risponde al volo Chiara. “E che cazzo di carattere…” commenta il tipo. “Calma amore” dico a Chiara “Stava scherzando…” poi, rivolto a lui “Non ci fare caso, ora te la mando, tu però dammi le chiavi della macchina” “Eccole. Se ti va puoi guardare cosa facciamo” “Certo che guardo, contaci. ” “Allora vado…?” mi chiede Chiara e fa per aprire la portiera. “Aspetta, spogliati qui in macchina e vai da lui già nuda, tieni su solo le scarpe che ti danno un’aria terribilmente eccitante.

” “Tu sei pazzo…” commenta lei denudandosi. “Brava amore, ora esci e camminando MOLTO LENTAMENTE vai da lui, voglio che gli altri uomini che si sono fermati qui vicino ti guardino nuda, in modo che possano pregustare ciò che li aspetta!” “Cioè, vorresti che dopo io…” “Hai capito bene tesoro mio, dopo entrerai anche nelle altre due macchine parcheggiate qui. Ma prima, quando hai finito con questo, torna da me, chiaro?” “Va bene…, vado.

” Ed esce. Il ragazzo se la mangia con gli occhi mentre lei gira intorno alla sua auto, ed esclama: “Oddioddio, che fichina pelosa… vieni bella, vieni bella, vieni bella…” In realtà Chiara NON è così bella come farebbero pensare gli entusiasmi del ragazzotto, solo che vederla così, su quei tacchi alti, nuda e pronta da chiavare, rende tutta la situazione morbosamente intrigante. Le due auto vicine fanno qualche lampo con gli abbaglianti per vederla meglio, e per alcuni istanti il corpo nudo di Chiara è visibile in tutto il parcheggio come se fosse pieno giorno.

Questo fa sì che lei acceleri il passo ed entri in fretta nell’auto del ragazzo, che, chiuso il finestrino, appena la ha a portata di mano le si getta sopra con foga e inizia a leccarla ovunque. Quindi io non posso sentire nulla, ma vedo molto bene quello che succede. Lui d’un tratto le si erge di fronte, estrae un cazzo enorme già eretto, glielo pianta in bocca e tenendole la testa tra le mani inizia a scoparla velocemente, spingendosi molto a fondo… Chiara è completamente passiva, con una mano posata sul fianco di lui tenta di limitare la profondità degli affondi, ma l’altra la tiene inerte in grembo.

Ogni tanto lui interrompe la scopata orale per chinarsi a leccarle il collo, il viso, le tettine, poi riprende con foga aumentata. E’ eccitatissimo…. D’un tratto si ferma, prende delle salviettine e deterge il viso e il collo di Chiara della saliva che è colata su di lei, poi, con estrema dolcezza, si siede sul sedile di destra e se la pone in braccio, penetrandole la vagina a fondo. Quando il suo pene le entra nel corpo, per un attimo Chiara chiude gli occhi e serra le labbra, come se le avesse fatto male.

Ora sono uno di fronte all’altra, lui le si muove lentamente dentro, e intanto le accarezza il viso, le ravvia i capelli, la coccola, sembra volerla mettere a proprio agio con dolci baci a fior di labbra…cerca di scherzare prendendole i capezzoli tra due dita e scuotendole le tettine; Chiara ora abbozza un sorriso imbarazzato, accenna delle carezze al volto di lui, che ora cerca la sua bocca per dei baci più profondi… e Chiara, a quei baci, decisamente, ci sta!Le piacciono, ed ora è lei a rispondere agli inviti del giovane con altrettanta veemenza, infilandogli la lingua in bocca, sbavando su di lui, leccandogli il collo, il tutto mentre i movimenti del suo amante continuano lenti e profondi.

E’ terribilmente eccitante vedere il suo bianco culo grassoccio adagiato sulle gambe del giovanotto, le sue cosce aperte per favorire l’unione dei due sessi, sapere che Chiara, in questo momento, sta dando piacere, il più forte dei piaceri, ad un maschio sconosciuto che la sta usando a suo piacimento con il cazzo ben piantato dentro. E poi, all’improvviso, il quadro cambia: il giovane la afferra per i capelli, la stacca da sé, le allontana il viso dal suo, e le sputa sulla bocca un denso getto di saliva.

Lo sento urlare: “E adesso muoviti troia, datti da fare, fammi godere!”. La afferra forte per i fianchi, muovendola su e giù quasi volesse masturbarsi dentro di lei. La sento dire qualcosa del tipo “Va bene, va bene, ma fai fare a me, così mi fai male!” e poi prende a muoversi da sola su di lui più velocemente che può tanto che le tette le ballano davanti, mentre lui le pone le mani sulle spalle e chiude gli occhi, mormorando parole che non posso sentire.

Pochi minuti, lui ha un sussulto, due, Chiara su di lui si ferma, rimane un attimo a guardarlo; il ragazzo fa un vago gesto con la mano, lei si sfila da lui ed esce dall’auto. Si avvicina molto in fretta alla nostra, e intanto si sente una voce provenire da una della altre due macchine ferme vicino: “Hai goduto amore?” Lei non risponde ed entra in macchina. E’ tutta sudata, ansima. Io rendo le chiavi al ragazzo, che come prima l’altro in un attimo si dilegua.

Subito Chiara prende dei fazzolettini di carta e si pulisce tra le gambe, poi affonda il viso nelle mani e singhiozza. “Che schifo, che schifo…” dice “…mi è venuto dentro, così, senza neanche avvisarmi…” “E allora?” le rispondo, “Tanto prendi la pillola, che te ne importa? Anzi, è più eccitante sapere che ti ha goduta completamente…”. “Ma non capisci? Quello volevo che rimanesse solo per te… E poi… c’è stato un momento che sembrava diventato dolce e premuroso, e iniziava a piacermi…” “Ho visto, eri bellissima mentre lo coccolavi, mentre cercavi di dargli piacere e dolcezza, sei stata grande Chiarina mia…”.

“Sì, e poi di colpo è diventato selvaggio e brutale, mi chiamava troia, continuamente, mi insultava, mi ha anche detto ‘visto che non sai fare i pompini lavoramelo di fica’ e ‘ti voglio sborrare dentro’ e io non volevo ma poi ho pensato che tu desideravi che io lo accontentassi in tutto e gliel’ho lasciato fare… e poi, quando è venuto, mi ha solo detto ‘ora vattene puttana’”. “E hai fatto bene amore, sono felice che tu l’abbia fatto, perché altri uomini ti avranno così e ti tratteranno allo stesso modo.

” Per un attimo Chiara mi guarda con sgomento. “Tu mi ami ancora?” mi chiede. “Ti amo ancora di più tesoro, ma voglio che tu continui così. Lo farai, vero?”. “Sì certo, lo farò, ma non riesco ad eccitarmi…anzi, ti confesso che questo gioco proprio non mi piace…”. “Per adesso non importa, devi farlo anche se non ti ecciti, ma col tempo vedrai che ci prenderai gusto, te lo assicuro. Diventerai una swinger perfetta!” E senza dirmi niente, Chiara si china su di me, mi tira fuori il cazzo, se lo mette in bocca e me lo lavora con accanimento.

Io, già eccitato dalle sue esibizioni, non ci metto molto a venire, e le scarico in bocca l’orgasmo. Chiara indugia un attimo, poi ingoia tutto e mi ripulisce con la lingua. “Sai” mi dice cercando di sorridere “volevo verificare se veramente non so fare i pompini!” “Stai scherzando!? Lo succhi in modo magnifico amore! Ora però sai cosa desidero…” Lei ammicca verso l’esterno “Le altre due auto..?”. “Sì, vieni, ti accompagno io stavolta”. Usciamo insieme dalla macchina e ci avviciniamo ad una delle due vicine.

Chiara è sempre nuda, con solo le scarpe, io la prendo per mano e quando il finestrino si apre e si affaccia un uomo decisamente anziano (avrà sui 70 anni) io prendo l’iniziativa: “Se ti vuoi divertire con lei è tutta tua, solo tengo io le chiavi della tua macchina finché la mia donna sta con te. Fai quello che vuoi e quando hai finito chiamami; io sono qui vicino”. L’uomo apre la portiera della macchina e si vede che ha già il cazzo di fuori, eccitato.

“Vieni tesoro, come sei bellina, sei un fiore” le dice accogliendola e baciandole una mano. La portiera si richiude e faccio appena in tempo a vedere Chiara chinarsi sul vecchio a prendergli il membro in bocca, una mano di lui sulla sua testa a comandarle il movimento, che l’occupante dell’altra macchina attira la mia attenzione. Io mi avvicino. “Ce n’è anche per me?” mi chiede un grassone sudato, modello camionista a riposo. “Non usi mezzi termini” gli rispondo.

“E che cazzo” ribatte lui “Sono qui da quasi un’ora e quella… e la tua ragazza se ne è già fatti tre… vorrei partecipare!” “Va bene, quando ha finito con quello te la mando. Niente anal…” “Non lo prende in culo?” chiede lui. “NO, NON LO PRENDE IN CULO E NON CI PROVARE! E quando lei è con te io tengo le tue chiavi della macchina. ” “Non ti fidi, eh?” “Senti è la mia donna…” “Già, e la porti qui a farla sbattere da tutti”.

“Ascolta, se ti va è così e niente commenti, al limite, quando te la fai, puoi insultarla, puoi sputarle addosso se ti va, le puoi anche venire dentro…” “Davvero???” “Sì, davvero, ma non ti impicciare sui motivi che ci spingono a venire qui. ” “Va bene, dicevo per parlare un po’…” “Ora aspetta un secondo, dovrebbe aver finito con il vecchietto…” Aiuto Chiara ad uscire dalla macchina del vecchio, rendo le chiavi, la abbraccio e le do un bacio sulle labbra.

“Anche lui in bocca, vero?” “Sì, però almeno lui è stato gentile. ” “Hai ingoiato?” “Sì, non ne ha fatto molto…” “Bene, ora vieni” e la conduco dal ciccione. “Andrea, sono stanca…” La ignoro, e mi rivolgo all’uomo: “Le chiavi amico”. “Eccole… prego bella, vieni qui!” Io la bacio di nuovo “Forza amore, stai andando benissimo”. L’uomo ha già sdraiato il sedile di destra, fa accomodare Chiara e le spalanca le gambe. Poi le infila con forza due dita in fica e la fruga a fondo, e intanto si accanisce con la lingua sui capezzoli.

Il suo modo di fare è molto sbrigativo, Chiara è di ghiaccio ma si lascia fare tutto. Lui le monta sopra, le piazza l’uccello sul viso e le dice “Forza bella, prendilo in bocca e divertiti!” Chiara lo accetta, ma non ha proprio l’aria di divertirsi; cionondimeno lo succhia a lungo prima che lui decida che è il momento di scoparla. “Mettiti a pecorina…” le ordina. Chiara si rigira e si mette a quattro zampe, lui la penetra con modi spicci e le si muove dentro velocemente.

“Non resisto cazzo non resisto…” dice lui ansimando “… o cazzo o cazzo… vengo, vengo, ti schizzo in fica piccola puttana… eccomi… ECCOMI!” Chiara lancia un grido quando lui le eiacula dentro. “Lo hai sentito,eh..?” le dice lui uscendo dalla sua vagina, che subito inizia a colare sperma. “Sì che l’ho sentito maiale, l’ho sentito, sei soddisfatto?” gli risponde lei astiosamente, poi si mette una mano tra le cosce, tira su un po’ di quella bianca sostanza filamentosa e gliela spiaccica in faccia “Ecco, ora lo senti anche tu!” “Fuori dalla mia macchina, culona…” dice lui ridendo.

Io gli rendo le chiavi, lui se ne va. Il vecchietto che aveva spompinato prima però è rimasto a guardare, e ora interviene “Signorina, non faccia caso agli insulti, lei è una ragazza dolcissima e molto calda… “ Io e Chiara ci guardiamo sorpresi “…e le confesso che mi piacerebbe poter godere ancora della sua compagnia…” e così dicendo riapre la portiera e… meraviglia delle meraviglie, è di nuovo eccitato! Guardo Chiara, lei mi anticipa e dice “Sì, con lui ci vado.

Aspettami qui. ” Ed entra di nuovo nella macchina del vecchio. Lui le dice “Vorrei che lei mi rifacesse quel lavoro con la bocca… è stato bellissimo…”. Questa volta la portiera resta aperta, io vedo tutto. Quando sta per venire, l’uomo le preme la testa con le mani giù, sul pene e la incita: “Oh sì, signorina, continui così, oh sì dai tesoro, ti prego fammi venire così… fammi venire in bocca… fammi venire in bocca….

oohhhhh…. ” e se ne viene per la seconda volta nella bocca di Chiara. “Grazie, mille grazie signorina… lei è meravigliosa… vada pure… grazie…”. Chiara esce dall’auto, lui mette in moto e se ne va. La riconduco nella nostra macchina. Ci chiudiamo dentro. Lei è un po’ imbarazzata. “Amore… devo dirti una cosa…” io credo di capire, ma la incoraggio. “Dimmi tesoro, lo sai che puoi dirmi qualsiasi cosa. ” “Con quest’uomo, questo anziano… beh… mi è piaciuto…” “Amore… sono contentissimo!” esclamo.

L’avevo intuito: quell’uomo, con il suo garbo, l’aveva messa a proprio agio. Ma quello che voglio io è invece farle vivere situazioni dure, sgradevoli, dove non si ecciti, dove non stia bene, ma si senta sempre sotto pressione… però la incoraggio, in modo da spingerla a fare quello che ho in mente per dopo. “Sai, era educato, pulito, tu pensa che la prima volta che mi ha fatto, prima di venire mi ha interrotta un attimo, mi ha sollevata e mi ha detto ‘signorina posso venire nella sua bocca, non la disturba?’, io gli ho dato un bacio e gli ho detto che poteva fare tutto ciò che voleva, e ho ripreso a dedicarmi a lui, al che lui si è lasciato andare e di lì a poco mi ha spruzzato nella bocca quel poco sperma che aveva e a quel punto… “ e qui Chiara esita “A quel punto?” domando io.

“A quel punto ho sentito che AVEVO VOGLIA di inghiottire!” e qui Chiara abbassa lo sguardo e tace. “Amore, è fantastico” le dico “e magari… ti sei anche eccitata..?” “No, Andrea, quello no… sono stata bene certo, ma non mi sono eccitata…” “Amore mio…” e così dicendo sono sopra di lei, la bacio profondamente nella bocca, assaporando lo sperma dell’ultimo uomo che l’ha avuta. “Prima di continuare voglio che ti masturbi davanti a me.

” le dico e da uno zainetto poggiato sul sedile posteriore estraggo un vibratore che simula un cazzo molto grande. Chiara apre le gambe e lentamente ma con decisione se lo infila in figa per metà, poi inizia a muoverlo avanti e indietro con entrambe le mani, gli occhi chiusi, la bocca semiaperta… io gliela bacio, poi ci sputo dentro. In breve i suoi movimenti si fanno più ritmici, il respiro più serrato, Chiara inizia ad emettere piccoli brevi gemiti e intanto si massaggia anche il clitoride.

Ma sul più bello, quando sta per venire, la interrompo, sfilandole il cazzo dalla vagina “Ora basta, non devi godere… non stasera!” Lei mi guarda delusa, si dà un ultimo colpetto al clitoride e si calma. “Ora amore mio, sei pronta per il clou della serata?”. Lei appare preoccupata. “Cosa devo fare adesso..?” “Amore mio dolcissimo, Chiarina mia adorata,” le sussurro baciandola “così nuda come sei, esci dalla macchina e mostra il tuo corpo, cammina liberamente per tutto il piazzale, e non solo lungo il perimetro.

Vai in mezzo alle macchine, guarda dentro quelle ferme, e lascia che tutti possano vederti, se qualcuno ti rivolge la parola tu dagli corda, e sostieni il corso degli eventi…” “Ma Andrea… e se qualcuno mi vuole stuprare..?” “Chiara, se non lo hai capito… io VOGLIO che tu venga stuprata… dovrai lasciarlo fare, e assecondarlo, o assecondarli se ti salteranno addosso in gruppo…ora niente più regole amore, dovrai sostenere per me questa prova molto forte…” “Ti prego… no… no… ho paura…” e una lacrima le scivola sulla guancia.

“Non piangere tesoro, io starò qui vicino, andrà tutto bene vedrai… ora però esci da questa macchina… e affronta la notte!” “Ma tu ci sarai vero?” “Quando sarò con te, non sarò il tuo ragazzo… hai capito vero?” “Ho capito…” “E allora vai amore mio, e buona fortuna!”. Chiara fa per aprire la portiera. Le metto la mano sulla gamba e le dico “No, aspetta un attimo. ” Lei mi guarda speranzosa, forse crede che ci abbia ripensato.

“Dimmi…” “Chiara…” e inizio a baciarla con passione sul viso, sul collo, nella bocca “…Chiara, amore mio grande… tesoro mio…” “…Oh Andrea… sì, baciami, scopami, fammi tu quello che vuoi… amore…” “Chiarina dolce mia… sei bellissima, che pelle morbida e vellutata che hai… mi piaci da impazzire…” e con la bocca scendo a leccarle la fica, che inizia a bagnarsi, le infilo un dito dentro, e continuando a leccarla le mordo il clitoride, assaporo il suo aroma e alla fine la mia ragazza viene con un gemito.

“Ti amo Andrea… ti amo da impazzire…” e mi abbraccia forte. Io la stringo a me e le sussurro “Anche io ti amo Chiara, e proprio per questo ora voglio che tu esca da questa auto e faccia ciò che ti ho detto. ” “Ma perché..?” inizia lei. “Perché voglio provare a sentirmi folle di eccitazione e di gelosia a vederti trattata come un oggetto; fatti umiliare Chiara, asseconda ogni desiderio degli uomini che verranno con te.

” La allontano un po’ da me e la guardo negli occhi. “Verrai insultata, tesoro, useranno e maneggeranno il tuo corpo senza alcun riguardo, non si cureranno dei tuoi desideri o delle tue preferenze… un assaggio lo hai già avuto prima, no?” “Sì… è stato duro…” “E lo sarà ancora di più adesso tesoro, se solo un quarto degli occupanti delle macchine che sono in questo piazzale verrà da te…”. Vedo che Chiara sbianca in volto, come se stesse facendo un rapido calcolo mentale “Ma sarebbero…” dice “…tanti, sì amore, ma ti confesso che se dovesse dipendere da me sarei felice di vederti in mezzo ad almeno cinquanta uomini.

” “Ma come si può…” “Si può Chiara, si può… peccato che ben difficilmente qui ne troverai così tanti. Ora amore, fai un bel respiro, fatti coraggio e vai. ” E Chiara va. Apre la portiera, esce dall’auto e si allontana da me… e il cazzo mi diventa terribilmente duro! Lei cammina con passi lenti e impacciati, dapprima segue il perimetro del parcheggio, poi, ricordandosi delle mie prescrizioni, si fa coraggio e punta decisamente verso il centro.

E’ indubbiamente uno spettacolo! Questa ragazza bassina, con un culo decisamente grosso e un tantino cellulitico, le cosce tozze e robuste e due tettine che le ondeggiano davanti, i capezzoli turgidi e tesi, la pelle candida che quasi brilla alla luce dei fari delle auto che la incrociano, il foltissimo ciuffo di peli neri sul pube, le spalle esili… questa ragazza che si aggira nuda in un parcheggio, in equilibrio su tacchi alti otto centimetri che mettono in risalto le sue forme imperfette… questa ragazza che per amore è pronta a concedersi a chissà quanti uomini e a permettere loro di usare il suo corpo a loro proprio piacimento… questa ragazza che sta dando mostra di un coraggio da leone nell’affrontare una prova che sarebbe già durissima per una pornostar professionista o una ninfomane incallita… questa ragazza è la mia ragazza, ed è così provocante, nonostante non sia certo una Venere, che mi aspetto di vederla sommersa di uomini… Esco dall’auto e mi allontano in direzione opposta a quella presa da lei.

Chiara non se ne è accorta, ed è bene così. Osservo. Diverse auto le si avvicinano, i conducenti si sporgono a rivolgerle parole che non sento, allungano una mano a tastare le sue carni, o le infilano le dita nella figa. Poi magari si allontanano, sostituite da altre. Il gioco si ripete parecchie volte, e intanto noto che Chiara si sta spostando verso un angolo lontano dal piazzale dove alcune delle macchine che l’hanno abbordata sono già parcheggiate… e altre, man mano che questo singolare carosello continua, se ne aggiungono; ne conto già dodici, e Chiara continua nel suo girovagare… sembra quasi che ad ognuno stia dando delle istruzioni e che quelli vadano in un punto convenuto ad aspettarla, e pensando a quanto è metodica ed organizzata nella vita di tutti i giorni verrebbe da pensare che stia coordinando tutti quegli uomini per dare poi il via alla sua prima e personalissima gang bang! Ormai ventuno macchine – e non è detto che abbiano tutte un solo occupante! – sono ammassate dove lei le ha mandate, disposte ad arco vicino all’angolo estremo del piazzale, ma Chiara continua nella sua ricerca…e sì, questo è proprio un suo tratto distintivo: quando assolve ad un compito assegnatole, cerca sempre di farlo al meglio ed anche in questo caso non vuole venir meno ai suoi principi! Ventisette macchine, e Chiara continua a cercare… solo che dall’angolo dove lei ha ammassato tutti i suoi prossimi amanti – violentatori? – qualcuno la chiama: “Dai, adesso basta, vieni qui, cazzo non ti possiamo aspettare delle ore!” Lei si gira e gli risponde “Arrivo, arrivo, state tranquilli, eccomi!” e con passi decisi va verso di loro… solo che i tacchi la impacciano, rischiando di provocarle una distorsione o peggio – non è abituata a portarli – per cui si ferma un attimo, si slaccia le scarpe, se le toglie, le lancia verso la nostra auto e così scalza ora corre verso le macchine ferme “Eccomi, sono qui…” sento che dice, e si va a mettere di fronte alle auto, in un piccolo spazio vuoto che queste hanno lasciato tra loro ed il cordolo dell’aiuola che delimita il piazzale.

Senza le scarpe non è più molto provocante, ora è solo un piccolo corpo nudo alla mercé di molti sconosciuti. Sono tutti ancora nelle loro auto, la guardano, e lei sta lì ferma, in piedi davanti a loro, le braccia inerti lungo i fianchi, lo sguardo inquieto che va da un’auto ad un’altra; si vede il suo torace muoversi velocemente, evidentemente sta respirando affannosamente per l’emozione, le labbra sono serrate. Qualcuno la illumina con gli abbaglianti, lei si copre gli occhi, poi le portiere iniziano ad aprirsi… in breve non riesco più a vederla, ne ha tanti intorno, per cui mi avvicino e entro nel drappello.

Per qualche attimo riesco ad intravedere il suo viso, lei è ancora in piedi in mezzo a loro, cerca di essere disinvolta, di sorridere ma gli occhi tradiscono preoccupazione e paura. Bene amore, è così che ti voglio! Cerco di contare gli uomini che ha intorno… sono trentasei, escluso me! Si è creato un cerchio intorno a lei, chiaramente non tutti riescono ad avere accesso al suo corpo per cui, devo dire molto democraticamente, dopo averle dato qualche carezza, dopo averla baciata due tre volte i privilegiati cedono il posto a quelli dietro, in modo che tutti poco per volta possano iniziare a saggiare la consistenza del corpo di Chiara o provare il sapore della sua bocca.

Lei non parla, risponde meccanicamente ai baci degli sconosciuti baciandoli a sua volta senza troppo trasporto, ma a loro sembra non importare. Da parte loro poche frasi: “Baciami”, “Che pelle che hai…” “Forza bella… tira fuori la lingua…” e cose di questo tipo. Qualcuno ha già estratto il cazzo dai pantaloni e magari se lo mena un po’, ma ancora nessuno ha provato ad infilarlo in qualsivoglia orifizio di Chiara. Appare evidente che se la vogliono godere ben bene… decine di mani percorrono il suo corpo, bocche si posano sul di lei, lingue la esplorano… un uomo le va dietro, si inginocchia e prende a leccarla nel solco tra le natiche, lei resta ferma, passiva, chiude gli occhi e lascia fare… “Cazzo che fortuna stasera…” sento dire vicino a me “…chissà come è arrivata qui ‘sta tipa, ma ora ce la facciamo tutti…” Un altro dice “Non è certo una strafiga… però guarda come si lascia fare…” e un altro ancora, lasciando il posto ad un compare: “Vai tu ora… però non sembra molto eccitata…” e l’amico risponde “Ma chi cazzo se ne frega se non è eccitata! Tanto ci sta, pensiamo a farcela che roba così è la prima volta che la vedo!”.

Poi, parte il primo insulto: “Dai troia, ora prendilo in bocca, giù in ginocchio forza!”. E Chiara obbedisce. Si inginocchia, apre la bocca e accoglie il primo uomo che si fa avanti. “Succhialo dai…” le dice il tipo e lei, che nonostante tutto è maestra nello sbocchinare, lo manda in estasi: “Cazzo, così ti vengo in bocca subito… ma sì dai forza… fammi venire che non ne posso più…sì così… così… VENGO!” e con un rantolo viene, eiaculandole in bocca, mentre dalle bocche dei vicini si leva un grido di incoraggiamento e di plauso.

Chiara riceve lo schizzo ad occhi chiusi poi, quando l’uomo si ritrae, sputa lo sperma di lato. Subito un altro le si para davanti: “Ora tocca a me… prendi vacca!” e le ficca il coso in bocca. Anche lui non dura molto – la mia Chiarina è una vera maga con la bocca! – e anche lui le scarica l’orgasmo dentro… questa volta Chiara al momento critico strabuzza gli occhi e tossisce, evidentemente lo schizzo è andato dritto in gola, e lei non sputa… avrà trovato più agevole inghiottire… L’uomo si ritrae: “Ragazzi…”.

Ora la mia ragazza è presa d’assalto, tutti vogliono a turno infilarle il pene in bocca, e tutti in effetti glielo infilano, ma ora si trattengono, non vogliono finire in fretta. E così assisto a una scena che mi fa impazzire di eccitazione: la mia Chiara piena di uomini, la mia Chiara riempita di cazzi di sconosciuti che si alternano nella sua bocca e intanto apprezzamenti pesanti e volgarità si susseguono: “Succhia scrofa” “Questa pompinara è fantastica” “Sei proprio una puttana” “Ti riempiamo di cazzi maiala” “Ma chi ti ha insegnato a succhiare così?” “Lurida piccola fetente troietta, dopo ti piscio in faccia” “Ma come cazzo sei capitata qui, porca?”.

Al che Chiara interrompe un attimo la sua attività di spompinatrice e risponde: “Se proprio lo vuoi sapere stronzo se era per me io neanche ci venivo in questo buco di merda a fare pompini a voi, mi ci ha portato il mio ragazzo…!” e inaspettatamente inizia a piangere a dirotto. Bene… era questo che volevo, il mio amore sottomesso e umiliato completamente! Gli uomini per un istante rimangono interdetti, poi uno di loro esclama: “Cazzo ragazzi! Questa non è una ninfomane, questa è una SCHIAVA!!!” Le si fa sotto: “Bene piccola, puoi piangere quanto vuoi, ma se il tuo ragazzo di ha messo in questa situazione… beh, quando lo vedi ringrazialo da parte nostra, ma adesso datti da fare che a noi delle tue lacrime non ce ne frega un cazzo di niente! SUCCHIAMI IL CAZZO!” E Chiara riprende la sua opera.

“Sei un pezzo di carne da riempire di sborra…” le sussurra l’uomo che poi si rivolge ai vicini: “Voi due, avvicinatevi…” due ragazzi negri si avvicinano “ora le sborriamo in faccia insieme… ditemi quando siete pronti che io esco dalla sua bocca e la inondiamo…”. Chiara li guarda con terrore, ma prosegue a lavorare di bocca l’energumeno. I due negri si masturbano alla grande – contrariamente alla credenza popolare, questi due sono mini dotati… – poi ad un certo punto uno dei due dice “Dai, ci siamo quasi…” Il tipo le esce di bocca e tutti e tre le puntano il cazzo verso il volto, menandoselo furiosamente.

Ora il silenzio è generale, tutti aspettano il triplice schizzo sul volto della ragazza, Chiara assiste inorridita, immobile, le mani in grembo, non piange più, il suo sguardo va da uno all’altro dei tre uccelli che stanno per eruttare su di lei, poi si sposta sulla folla degli uomini assiepati che assistono, desiderosi di prendersi anch’essi la loro dose di piacere con lei. Un quarto uomo le va dietro, le afferra la testa con le mani e gliela reclina all’indietro…Lo sperma zampilla quasi contemporaneamente da tutti e tre, prima viene uno dei due negri, e subito a ruota gli altri due.

E’ abbondante, liquido, filamentoso, caldo, uno, due, tre spruzzi ognuno, quattro, dalla folla si leva un boato di esultanza, uno dei due ragazzi negri schizza un altro paio di volte… tutti i getti hanno centrato in pieno il viso del mio amore, che ora è ricoperto di sperma, sperma che cola in lunghe bave giù sul seno, sulle spalle, sulle gambe, sulla figa… in questo momento vorrei correre da lei, abbracciarla, consolarla, fare l’amore con lei, dirle quanto mi ha fatto felice, ma invece no, mi trattengo, eccitatissimo, non è ancora finita… Chiara è lì, in ginocchio, annichilita, gli occhi chiusi, le braccia strette intorno al corpo quasi volesse proteggersi, singhiozza sommessamente, i tre uomini troneggiano su di lei spremendosi le ultime gocce dalla punta dei cazzi, poi si allontanano ridendo.

Il bianco dice: “E’ tutta vostra, guardatela… povera piccola troia!”. Un uomo maturo le si avvicina, le mette in mano un piccolo asciugamano: “Tieni, pulisciti almeno il viso…” “Grazie…” mormora Chiara piangendo. “Sei sicura di voler continuare..?” le chiede l’uomo. “Devo continuare, almeno finché il mio ragazzo non viene a prendermi…” Si toglie lo sperma dal viso con la salvietta che le è stata porta, poi continua, a voce alta, un’insolita decisione nella voce: “Per cui, lo dico a tutti voi: sono qui per compiacere il mio uomo, che mi ha ordinato di stare con voi e di farmi fare tutto quello che volete: scopatemi, usatemi, violentatemi se vi va, ma non chiedetemi se mi piace o se voglio continuare, perché quello che sto facendo adesso mi fa semplicemente schifo.

Forse questo per voi è motivo di eccitazione: bene, sfogate la vostra eccitazione su di me e poi andate a cagare!”. Per qualche istante tutti i presenti non sanno che fare, io stesso sono assolutamente sorpreso da tanta decisione e sfrontatezza, poi uno rompe il ghiaccio: “Forza ragazzi, l’avete sentita… divertiamoci con lei! Portiamola nell’aiuola, così possiamo sdraiarla nell’erba e scoparla comodamente!” Il corpo di Chiara viene sollevato di peso per le ascelle e per le gambe e adagiato nell’erba alle sue spalle.

La fanno sdraiare a pancia in su, le aprono le cosce. La tengono ferma, un uomo si tuffa a leccarle la fica, un altro le si mette a cavalcioni sul petto e le piazza il pene in bocca, scopandogliela con energia. Ora sono tutti intorno a Chiara, ma in uno spazio più largo, così posso vedere benissimo stando in disparte, non visto da lei. L’uomo che la leccava le monta sopra e la prende, chiavando velocemente e in breve sia lui che quello in bocca vengono, eiaculando ognuno nel buco prescelto.

Lei chiude gli occhi e riceve, sputando lo sperma che le cola sulle guance e sul collo. Ma non ha tregua: altri due occupano i vuoto lasciato libero dai precedenti, anche loro vengono in fretta, l’uno uscendo dalla vagina e spruzzando sui peli del pube, l’altro riempiendole senza pietà la bocca con una copiosa sborrata che Chiara in parte ingoia e in parte sputa… l’uomo con una mano le spalma il proprio sperma sul viso ridendo e insultandola: “Povera stronza…”.

Ormai è uno stupro collettivo. Chiara è sdraiata nell’erba a gambe aperte, la fica gocciolante sperma di tutti gli uomini che si alternano in lei, gonfia e arrossata, il viso stravolto dalla fatica e dalla paura, impiastricciato, come ormai tutto il corpo, delle eiaculazioni e degli sputi degli uomini. D’un tratto vedo che sopra di lei, nella bocca, c’è l’uomo che le aveva dato l’asciugamano: si muove lentamente dentro di lei, se la gusta bene, poi la momento di venire esce e invece di schizzare fa in modo che lo sperma le coli sugli occhi chiusi, con sadica precisione, e compie questa azione ridendo beffardo; alla fine la guarda e le dice: “L’hai voluto tu piccola, se il tuo ragazzo in questo momento ti potesse vedere…” “Il mio ragazzo è qui tra voi, porco, e non si fa riconoscere…” risponde Chiara, “… per quello che ne sai lui mi ha già fatto…” e riprende a piangere.

Strano, penso io, nessuno che ha ancora pensato di incularla… ma non faccio in tempo a finire il pensiero che uno la afferra per i fianchi e la mette pancia sotto. “Ti faccio il culo…” le dice allargandole le natiche con le mani e sputando sull’ano. “NO! TI PREGO NO!” urla Chiara. “Stai zitta e apri bene…” le intima quello, poi le punta la cappella dritta sul buchetto e fa forza. Chiara non lo aveva mai preso lì, per fortuna che non è troppo grosso… l’uomo spinge, le forza l’ano, entra, Chiara grida di dolore, l’uomo la ignora, si muove dentro di lei e gode in fretta, sborrandole nel culo, poi esce: “Ragazzi, provatela perché è fantastica, ce l’ha strettissimo…” Senza dire una parola, per non farmi riconoscere, mi avvicino da dietro e mi predispongo a sodomizzarla: glielo punto sul buchino, faccio forza e entro… cazzo che bello, se non faccio attenzione me ne vengo in un attimo… sto stuprando la mia ragazza!!! Chiara urla di dolore, cerca di divincolarsi ma quattro maschi la tengono ferma ridendo dei suoi sforzi, io continuo a scoparmela ma prima di venire esco e cedo il posto ad un altro… e questo invece ha un pisellone da paura! Con molto mestiere riesce a penetrare Chiara, le cui urla adesso fanno pensare che la stiano vivisezionando, poi inizia a muoversi velocemente estraendo ad ogni colpo il cazzo dal culo quasi completamente, di modo che ogni volta è una penetrazione completa.

Chiara geme di dolore sotto quei colpi, chiede pietà, dice che non ce la fa… ma lui non se ne cura e le sborra in culo gridando tutta la sua lussuria. Solo che quando esce ha il cazzo sporco di sangue… “Le hai rotto il culo amico” osserva qualcuno, “E’ meglio lasciar perdere quel buco, continuiamo con la fica e la bocca… Dai troia, girati di nuovo a pancia in su!”. Quando si gira, i nostri sguardi si incrociano: lei, obbediente, fa mostra di non conoscermi, solo indugia un attimo a guardarmi, a cercare la mia approvazione.

Io mi avvicino e le metto il cazzo in bocca. “Sei una brava schiava…” le dico. Lei capisce e mi fa “Vuoi venirmi in bocca..?” “Sta zitta, decido io cosa voglio puttana! Tu pensa a succhiare!”. Intanto gli altri hanno ripreso a scoparla in fica, alternandosi dentro di lei senza venire. Poi mi viene un’idea: “Ascoltate tutti!” grido, “Che ne dite di farle un bukkake? Siamo ancora in ventidue, ce la scopiamo a turno senza venire e poi le sborriamo TUTTI in faccia! Ci state?” Chiara mi guarda sgomenta: abbiamo visto qualche film di bukkake per cui sa di cosa si tratta… Tutti i presenti accolgono l’idea con entusiasmo: “Sì dai anneghiamola nella sborra!” gridano “Forza, sbattiamola bene e poi svuotiamo i coglioni sul suo viso!” li incito io.

E così, a turno, ci alterniamo nella fica di Chiarina, che adesso è gonfia e rossa scarlatta per gli assalti e gli oltraggi subiti. Io ormai sono fuori di testa per l’eccitazione, più volte le vado sopra e me la scopo con violenza, sbattendo il mio cazzo in quel fighino stretto e morbido. Tutti i rimasti sono ragazzi giovani, c’è anche un uomo arabo grassissimo che quando le va sopra e la monta non riesce a resistere e se ne viene dentro.

Ma gli altri tengono duro, e per un’oretta buona ancora ci sollazziamo a scoparla selvaggiamente a turno. Chiara è sfinita, sta con gli occhi chiusi e non reagisce quasi più… soltanto, apre gli occhi quando capisce che sono io a fotterla, perché riconosce il mio modo di toccarla e di muovermi dentro il suo sesso. Ormai siamo pronti, c’è la tensione giusta: dopo la gang bang con stupro finale è arrivato il momento del bukkake: “Ok ragazzi” dico, “ora tutti intorno a lei e uno per volta le schizziamo sul viso.

” Tutti si dispongono disciplinatamente: il bukkake, lo sanno bene, è un momento solenne per una ragazza. Le regole non scritte di questa pratica dicono che ora nessuno può più toccarla, ma ci si deve limitare a eiaculare sulla sua faccia (come se fosse poco!) “Tu invece” dico a Chiara “che non sappiamo neanche come minchia ti chiami e non ce ne può fregare di meno, devi stare ferma, puoi tenere gli occhi chiusi ma DEVI aprire la bocca e tirare fuori la lingua, perché un po’ di sperma deve colarti in gola.

Hai capito puttana?” Lei non risponde ma si limita ad obbedire: apre la sua bella boccuccia, che stasera è stata oggetto di innumerevoli oltraggi, ed mette in mostra la lingua. E in una vertigine di eccitazione sono il primo ad avvicinarmi: “Voglio essere il primo…” le mormoro “… apri bene…” Le punto il cazzo verso la bocca e mi masturbo un po’, poi il piacere supremo arriva e con esso un fiotto di sperma che le va sulla lingua e sugli occhi.

Due schizzi soli, belli densi e spessi. Mi faccio da parte, lascio il posto al successivo… i ragazzi si alternano su di lei, tutti le scaricano in faccia lo sperma in assoluto e quasi religioso silenzio. Sono sborrate tutte molto abbondanti, feroci, che le coprono completamente il viso stravolto dalla fatica, le vanno in bocca per essere bevute o sputate, le colano sul collo, nelle orecchie, le macchiano i capelli. Chiara qui è veramente immensa: sdraiata nell’erba a gambe aperte, le braccia lungo i fianchi, subisce tutto silenziosamente, riceve i fiotti con grazia, muovendo appena la testa quasi per offrire un bersaglio ancora più comodo ai suoi aguzzini e una volta, una volta sola, emette un sospiro e mormora “…Sì…”.

I ragazzi sono sfiniti anche loro, e man mano che godono su di lei si ricompongono e si allontanano, rientrano nelle macchine a scompaiono nella notte. Alla fine rimaniamo soli, io e Chiara. Le vado sopra, la penetro, la amo, senza pulirle il viso me la scopo dolcemente. Lei capisce che sono io e si dona aprendosi il più possibile, in silenzio, sempre nella più assoluta passività, senza abbracci, senza carezze, senza baci, mi offre la sua intimità che stasera è stata ripetutamente e selvaggiamente violata.

Mentre la scopo la guardo: questa piccola ragazza con il viso coperto dello sperma di venti uomini, il corpo pieno del nettare di una moltitudine anonima di stupratori, l’ano sanguinante, la vagina lubrificata da mille assalti all’arma bianca, è la mia ragazza, il mio amore, e stanotte mi ha reso felice come non mai… e a questo pensiero mi sciolgo in lei, irrorandola con il mio sperma, il piacere mi scuote, e alla fine mi accascio accanto a lei nell’erba.

“Grazie amore…” le dico. ].