Le voglie di Laura

Al pensiero che non avevo neppure chiuso a chiave la porta della camera mi venivano i brividi. Qualche rischio magari l’avevo anche corso però cercavo di immaginare la scena che si era trovato Raul quando era entrato.
Vedermi sdraiata ed addormentata sul letto, con maglietta che si era alzata leggermente quanto bastava per lasciare in vista la mia passerotta, sicuramente aveva provocato in lui una forte eccitazione.
Chissà se mi avesse guardata di nascosto e con quali propositi prima di svegliarmi.

Non che ne avesse bisogno visto che era mio marito, però la situazione era provocante.
Secondo me sicuramente mi aveva alzato lui la maglietta, avevo trovato un po’ strano che la maglietta si potesse alzare in quel modo.
Magari si era eccitato a guardarmi od annusarmi la passerotta con le mie gambe leggermente divaricate.
Vedere di nascosto il suo spacco e magari si era anche toccato guardandomi o magari farmi delle foto visto che non glielo avevo mai concesso di farle.

Insomma poteva godersela in tutta la sua fantasia.
Beh, io l’avrei fatto e secondo me le avrà fatte anche lui.
Mi aveva svegliata senza spaventarmi semplicemente chiamandomi amore.
Di fatto però non mi aveva quasi neppure lasciato il tempo di svegliarmi completamente che già sentivo il gonfiore del suo serpentello su di me.
Era già pronto ed Aveva una gran voglia di prendermi.
Di prendermi subito senza neppure farsi la doccia dal momento che era reduce da un’oretta di corsa.

Aveva saltato tutti i preliminari.
Aveva puntato subito alla passerotta.
Voleva prendermi così, con le gambe appena divaricate.
Mi aveva chiesto infatti di non muovermi e di continuare come se stessi ancora dormendo.
Non aveva neanche voluto che mi togliessi la maglietta.
Si era messo a cavalcioni su di me, dopo essersi tolto i pantaloncini da corsa, aveva iniziato subito a strofinare il suo serpentello duro tra le labbra della passerotta.

Una passerotta già vogliosa per conto suo visto il sogno erotico che stavo facendo.
L’avevo lasciato fare.
Sentire la punta del suo serpentello tra le labbra della passerotta era sicuramente molto eccitante.
Non aveva neppure baciato come faceva di solito. Era concentrato lì.
La stessa cosa era per me e questo probabilmente aumentava il nostro piacere.
Si era ormai creato un solco, le labbra bagnatissime si erano aperte da quel continuo strofinio.

Raul si divertiva a farmi impazzire così.
Anche quando aveva iniziato a posizionare la punta del suo serpentello per entrare nella passerotta aspettava a spingere.
Era rimasto in quella posizione, ero io tra le sue gambe con le mie sempre leggermente divaricate.
Stavo impazzendo, avevo voglia di sentirlo dentro.
Aveva il serpentello duro come il marmo e teso come la corda di un violino.
Mi contraevo, spingevo verso di lui per sollecitare la penetrazione.

La voglia di essere presa era ormai al limite.
Ero stata io sollecitarla con un voglioso:
“Dai amore pendimi, non ce la faccio più, dai prendimi. Fallo suonare quel violino”
Quel suo “Ancora un attimo resisti” serviva solo ad aumentare la mia voglia.
Finalmente aveva iniziato a spingere, entrando però solo un pochino.
Continuava il suo gioco.
Mi penetrava solo un pochino per poi toglierlo e sfregarlo nuovamente su tutta la passerotta e poi rimetterlo dentro ma sempre solo un pochino.

Non erano bastate le mie contrazioni e le mie spinte verso l’alto per sentirmelo dentro un po’ di più.
Era molto attento ai miei movimenti ed appena vedeva che cercavo di spingere il bacino in alto arretrava immediatamente.
Ma capivo che stava per cedere anche lui.
Ogni volta che mi penetrava sentivo il suo serpentello sempre più dentro.
Sempre più in fondo, spingeva lentamente come se volesse farmi desiderare quel centimetro in più.

Sembrava interminabile, teso come poche volte l’avevo visto.
Mi sentivo un bastone che mi entrava dentro, quasi da aprirmi in due.
Avevo notato che la porta a vetri del terrazzo era rimasta aperta.
Nel suo riflesso riuscivo a vedere i suoi movimenti. Questo mi procurava ancora una maggiore eccitazione.
Oltre che a viverlo lo vedevo.
Vedevo il serpentello di Raul, essendo io sdraiata in quel modo con le gambe appena divaricate, sparire completamente dentro di me.

Come un bastone che spariva per poi ricomparire lentamente.
Entrava ed usciva, entrava ed usciva, entra e ed usciva. Su e giù su e giù su e giù…
Stavo letteralmente impazzendo
Mi piaceva essere presa in quel modo, anche senza i baci che per me in un rapporto erano sempre stati determinanti.
Raul aveva iniziato ad aumentare la frequenza del suo entrare ed uscire.
Era al limite anche lui.
Eravamo esplosi insieme in un orgasmo da paura per quanto era stato intenso ed interminabile per entrambi.

Con la porta aperta chissà i vicini o la vicina avevo pensato.
Mi sentivo ancora eccitata.
Il pensiero di vedermi ancora attraverso il riflesso del vetro della porta finestra sballava i miei parametri.
“Mi hai fatto morire amore. Sai cosa sto pensando”? Avevo detto mentre mi passavo vogliosamente la lingua sulle mie labbra.
“Pensato a cosa, amore. Non dirmi che vuoi ricominciare”? Aveva risposto forse un po’ preoccupato.
In effetti sarà stato anche stanco.

Il viaggio, un’ora di corsa al suo livello, il rapporto con me.
Ma io avevo voglia di una cosa.
Quel riflesso della porta a vetri mi eccitava terribilmente.
“No dai ci ho ripensato come non detto”. Avevo risposto.
“No adesso me lo dici o ti sculaccio, anzi girati che inizio subito”. Aveva risposto.
Avevamo lottato, cercavo di difendermi ma al fine mi ero trovata con il culetto in aria prendendomi delle sculacciate.

“Allora me lo dici o no”?
“Eh vabbè. Quanta fatica. Mi sarei girata da sola. Ho voglia di essere presa come non mi hai mai presa”.
In effetti era quello che avevo pensato.
Non so come mai ma avevo voglia di farlo diversamente. Non l’avevo mai fatto.
Mi ero sempre tirata indietro alla fine, ma l’idea di vedermi sodomizzare nel riflesso della porta a vetro, vedere quel serpentello entrare dentro me anche in quel buchino, aveva prevalso sulle mie paure.

“Davvero lo vuoi”? Aveva risposto meravigliato ma con molti dubbi.
“Mmmhmm. E perché no”! Era stata la mia risposta.
Girata ero già girata, il culetto era bene in vista. Lui lo vedevo di nuovo pronto.
Ma tra dire e fare….
Alla prossima
Click
Laura.

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