ci pensa la mamma V

“” “Va bene amore, dai, sdraiati sul letto e apri le gambe…”
Paolo si diresse in camera sua per preparare lo zaino, si sarebbe cambiato prima di andare a letto; Simona che aveva già tutto pronto, andò in bagno per rinfrescarsi in modo da potersi già mettere la camicia da notte.
Si trovarono nel salotto per guardare due minuti di tv, c’era un film interessante e lo guardavano volentieri seduti sul divano.
Fiamma ne ebbe una ventina di minuti, poi passò in bagno ed in camera sua per cambiarsi, tutti e tre eseguivano più o meno lo stesso rito prima di andare a dormire.

Dopo essersi cambiata, tornò in salotto e si sedette tra i due figli chiusa nella sua giacca da camera, che a Paolo sembrava un forziere pieno di ogni bene di Dio.
Prima che finisse il film la madre si alzò: “Beh, io vado a letto – disse – voi volete finire il film?”
“No mamma, io sono pronta vengo ora, ma…ci staremo tutti e tre?” chiese Simona maliziosamente
“Proviamoci, intanto vediamo quanto spazio avanza con noi due, vieni dai”
“Io arrivo tra un pò, tra poco finisce il film e devo ancora passare in bagno e cambiarmi; lasciatemi la porta aperta mi raccomando…” sottolineò scherzosamente Paolo, ma il vero motivo era che lui voleva spiare le sue donne insieme prima che arrivasse lui.

“Va bene ma non guardarci, capito?” disse Simona ammiccando ed intuendo tutto.
Fiamma e la figlia si alzarono ed entrarono in camera lasciando la porta aperta, Paolo finito il film entrò in bagno e poi in camera sua per uscire in due minuti, roba da guinnes.
La porta della stanza matrimoniale era ancora chiaramente aperta e Paolo dal buio del corridoio guardava…
Mamma e figlia avevano tirato il piumone giù fino quasi al fondo del letto, da una parte Fiamma e dall’altra Simona.

Fiamma slacciò la cintura ed aprì la giacca con il sorriso in bocca, era bellissima. Indossava un completino color pesca tutto trasparente, il pelo nero quasi brillava, negli occhi di Simona; la quale si tolse la camicia da notte a cuoricini per sfoderare una mutandina in cotone azzurra e niente reggiseno, in casa non lo portava di solito.
Si guardarono con aria complice e la figlia si accarezzò il seno mostrandolo fiera a sua madre che la guardava compiacendosi della sua creazione, poi slacciò il suo e lo tolse appoggiandolo sulla testiera del letto; la luce morbida della stanza rendeva i movimenti e le linee curve della mamma incredibilmente sensuali.

Simona, ipnotizzata, guardò sua madre aspettandosi qualcosa, infatti sorridendo fece il giro del letto e le disse: “Queste le togliamo anche tesoro?” accarezzandole le mutandine.
“Si mamma, toglimele tu, è una bello quando mi tocchi…”
Fiamma si accucciò e le sfilò gli slip dai fianchi fino alle caviglie, poi rialzandosi fece scivolare le mani lungo le gambe e quando fu all’altezza dell’inguine le baciò dolcemente il giovane pelo che aveva sul pube sentendone il profumo, e continuando la sua carezza passò sui fianchi per arrivare al viso dove si fermò per un bacio sulla bocca; prima dolce, e poi dolcemente avido della sua lingua.

Simona si stava ancora gustando la bocca di Fiamma quando lei si staccò per sedersi sul bordo del letto verso la figlia:
“Me le vuoi togliere tu amore?” disse allargando le gambe verso di lei per invitarla
“Certo” rispose. Poi continuò: “Mi verranno grandi come le tue” domandò a sua madre alludendo alle sue tette toccandogliele; prima intorno e poi giocando con i suoi capezzoli.
“Mmmh, penso di sì. Le hai già belle grosse; io non le avevo così alla tua età” le rispose con gli occhi chiusi perchè sua figlia la stava facendo eccitare
A Simona piaceva vedere sua madre godere, le prese lo slip, Fiamma si sollevò leggermente dal letto appoggiandosi con le braccia dietro la schiena e se lo fece sfilare come aveva fatto lei prima.

Paolo guardava dal buio del corridoio, era arrapatissimo e si continuava a toccare.
Loro due sapevano che lui era lì fuori e si divertivano ancora di più a fare i loro giochi.
Simona aveva tolto lo slip a sua madre, l’aveva in mano…era bagnato, lo annusò appiccicandoselo alle labbra per sentirne anche il gusto.
“Ti piace tesoro?”
“Si, mi piace. Posso chiederti una cosina?”
“Dimmi amore, quello che vuoi”
“Ho voglia di leccartela, posso?”
“Certo che puoi, non la vedi? Guardala, è qui che ti aspetta…” mentre le diceva quelle parole Fiamma si teneva la figa larga con le dita, bella aperta lasciava scendere un filo del suo umore caldo, Simona le mise la testa fra le gambe e le ficcò la lingua più su che poteva; quel gusto l’aveva fatta impazzire, la leccava e la succhiava dentro e fuori, dentro la vagina sul clitoride sotto fino ad arrivare al sedere che purtroppo in quella posizione poteva leccare solo in superficie.

Sua madre godeva e gemeva con quella linguette appuntita che vorticava tra le sue gambe, poi chiamo suo figlio: “Paolo, amore dove sei? Vieni, vieni a vedere tua sorella cosa mi sta facendo” Mentre parlava ansimava dal piacere, Paolo arrivò subito: “Eccomi qua, continuate pure, guardo ancora un po’ se posso”
“Si – rispose sua madre – intanto spogliati e avvicinati, fatti toccare – poi si interruppe – ah sì leccami così, ora mettimi un dito dentro, muovilo amore”
Simona ubbidì, le mise un dito nella fica e comiciò a fare su e giù, la madre era schiena sul letto e si toccava le tette; ma quando Paolo si sedette vicino a lei, lasciò le tette per prendere l’uccello di suo figlio ed iniziare a masturbarlo come un’ ossessa
“Aspetta – disse lui a sua madre – posso mettermi sopra di te mammina? Così me lo succhi”
“E cosa aspetti, certo, dai vieni”
Salì a cavalcioni sulla madre stesa sul letto, le ginocchia di lui erano attaccate alle ascelle di lei in modo che stando a gattoni, sua madre lo poteva prendere tutto in bocca, mostrando così il sedere a Simona che era impegnata sulla fica della mamma.

Fiamma si tolse un momento l’uccello dalla bocca: “Metticene due, ne voglio un altro, mettine uno anche dietro amore”
Simona la stava penetrando in tutti i buchi, quando si accorse che stava per venire rallentò, allungò la mano sulle palle di Paolo che facevano avanti e indietro nella bocca di mamma, mentre le toccava vide che aveva un bel sedere; così decise di rendergli il servizio che lui gli aveva fatto la sera prima: si bagnò un dito nel succo di Fiamma e lo infilò nel culetto vergine di Paolo che sententosi entrare il dito della sorella, dopo un piccolo sussulto si rilassò e venne all’istante in bocca a sua madre che inghiottì tutto.

“Aaah, che bello sorellina. Sei proprio una maiala!” le disse soddisfatto
“Visto? Te lo avevo detto ieri! Ora tocca a te mamma!”
“Oh sì dai, fai venire la mamma
E Simona la sgrillettò con la lingua poi con una mano gliela allargò e ci infilò tre dita, Fiamma si lasciò andare in un orgasmo sonoro che lasciò tutti e due i figli stupefatti di quanto si potesse godere.
Dopo essere venuta si abbandonò sul letto con ancora addosso suo figlio che giocherellava con l’uccello nel suo seno, poi si accoccolò su di lei e la baciò sulla guancia prima di sdraiarsi anche lui.

Simona era in ginocchio che li guardava, aveva la fica bagnata di una voglia pazza.
“E a me chi ci pensa ora? Siete venuti tutti e due, non merito qualcosa anche io?” disse sorridendo.
“Certo, adesso tocca assolutamente a te tesoro, dai sdraiati sul letto che sei tutta nostra!”
Simona sorridendo si sdraiò comoda con le baraccia larghe in segno di resa.
Paolo e Fiamma si alzarono in piedi, poi si sedettero sul letto: uno a sinistra e l’altra a destra.

“E adesso cosa mi fate?”
“Chiudi gli occhi amore, ci pensiamo noi” rispose la mamma”
“Va bene” le piaceva questo gioco: non sapere cosa le avrebbero fatto.
Quello che la eccitava era il fatto che si trovavano tutti e tre lì, nudi e potevano fare quello che volevano; in quel gioco ognuno era a disposizione di ognuno. Non c’erano paure né brutte figure né niente altro, solo la voglia di stare bene e soddisfare ogni cosa passasse per la loro mente.

Simona si sentiva addosso quattro mani che le accarezzavano la pelle, la madre aveva cominciato dalla pancia per arrivare al seno che era sodo ed appuntito, lei sapeva bene come toccarla per farla godere al massimo.
Paolo si era spostato più in basso e le massaggiava le cosce, poi le allargò e le piegò le gambe, voleva mettersi bene in vista la fica di sua sorella. Era un fiume.
Vi appoggiò la punta delle dita sopra poi si allungò verso di lei e le sussurrò:” Posso leccare un po’ sorellina” mentre glielo chiedeva le solleticava il clitoride e la madre le succhiava i capezzoli.

“Mmmh, si, devi leccarmela; leccami tutto quello che vuoi, ho voglia”
Prima di scendere giù Paolo la baciò sulle labbra, si sentiva il gusto di sua madre; Simona al tocco della bocca di suo fratello aprì le labbra e gli infilò di prepotenza la lingua in bocca prodigandosi in un bacio che era una dichiarazione perversa di desiderio.
Poi lui scese giù fino all’inguine e cominciò a leccare come un a****le tutto quel succo, avrebbe voluto infilarle la lingua dentro fino in fondo ma non poteva, lei era vergine e sua madre gli aveva detto di stare attento a non entrare troppo; passò più in basso poi fino al sedere, che allargò bene per poterle leccare e penetrare il buchetto prima con la lingua e poi con il dito continuando poi a succhiarle la passera come la sera prima.

Simona ansimava a ritmo con il movimento del dito, era caldissima, allora lui estrasse il dito e rientrò con due; il primo fu quasi un grido ma subito dopo sua sorella ricominciò a godere e venne un minuto più tardi.
“Aaaaah – poi ci fu un istante di silenzio – mamma mia che bello, mi sentivo leccare dappertutto poi di dietro…subito mi ha fatto male, ma poi…”
“E’ bello anche farlo dietro vero tesoro?” confermo Fiamma
“Si, mi piace, poi mentre me la leccava era uno sballo…anche a lui è piaciuto essere toccato dietro vero fratellino?”
“E va bene, mi piace farmi stuzzicare lì…però non sono gay”
“Certo che no – lo rassicurò sua madre – è solo un gioco per godere, neanche tua sorella lo è però mi ha leccata, e anche bene; e poi anche io a lei.

Nessuno di noi è gay amore mio”
Mentre prima Paolo leccava sua sorella, Fiamma era sdraiata su un fianco accanto alla figlia e le palpava abilmente il seno mentre teneva una gamba piegata addosso alla sua pancia in modo da strofinare il monte di venere sul fianco di Simona, mettendo così, gli occhi di suo figlio avevano una visuale d’eccezione: le cosce di sua madre che massaggiavano il corpo della sorella. La coscia interna di Fiamma aderiva al ventre di sua figlia tanto che nel movimento ondulatorio che faceva, c’era un punto in cui l’inguine si apriva mostrando il culo e la fica completamente aperti, che con quel movimento, sembravano vivi e pulsanti di piacere.

Questo spettacolo ciclico fece eccitare tremendamente Paolo che, dopo l’orgasmo di sua sorella, lo aveva di nuovo duro.
La madre se ne accorse subito, anche perché erano tutti e tre nudi:
“Tesoro, ma tu non ne hai mai abbastanza. Cosa succede adesso, come mai si è di nuovo svegliato il tuo amico qui?” domandò sorridendo.
“Mamma scusami, ma mi hai sventolato tutto in faccia fino a due minuti fa e puoi capire…”
“Capire cosa amore, ne vuoi ancora? Non ti è bastato quella che hai mangiato fino ad ora?”
La figa di sua madre colava di voglia, allora Paolo si giocò il tutto per tutto:
“Mi manca il dessert, non sono ancora a posto a dire la verità mamma”
Fiamma capì.

“E va bene – Fiamma sapeva che sarebbe dovuto succedere – dai amore, vieni qui”
Lei si sedette sul letto e fece alzare il figlio per averlo in ritto davanti a lei
Lui era visibilmente eccitato, Fiamma lo prese in mano e cominciò a toccarlo:
“Di certo nessuna si lamenterà mai della tua dotazione tesoro” disse prima di prenderglielo in bocca
“Meno male” rispose lui godendo già
Simona guardava in silenzio sua madre che succhiava e sditalinava il fratello, era bello vedere quel misto di amore e perversione, si avvicinò quindi a lei e teneramente la cinse con un braccio e con l’altra mano le accarezzo i seni e poi in mezzo alle gambe che sua madre allargò quando senti la sua mano, come per favorirla.

Ed era così.
Fiamma poi sfiorò le cosce per appoggiare le mani sul fondoschiena del figlio in modo da scandire il ritmo con il quale entrava ed usciva dalla sua bocca, quando decise che era pronto, si staccò da lui; guardò la figlia:” Simona, tesoro fatti più in là per favore” le disse dolcemente, carezzandola e baciandola sulla bocca come per ringraziarla di quello che aveva fatto fino a pochi secondi prima, poi continuò:”Adesso è arrivato il momento che tuo fratello diventi un ometto, resta a guardare, è bellissimo farlo, amore mio”
Le aveva parlato con un’espressione rassicurante e materna e Simona ne era inebriata, si sedette sul bordo del letto e sua madre si sdraiò al centro;allargò bene le gambe, si accarezzò il pelo sul monte di venere come faceva sempre e si allargò le grandi labbra con due dita:”Paolo, amore mio.

Dai vienimi sopra e fai l‘amore con me, fatti uomo” queste furono le parole che Fiamma disse a suo figlio per invitarlo a mettere il suo uccello scalpitante nella sua fica. Mentre glielo diceva se la teneva larga con una mano e con l’altra le indicava il punto della fessura dove doveva infilarlo.
Paolo era al settimo cielo:”Davvero, posso? Lo vorrei tanto…”
“Dai vieni su, che ti voglio dentro” insistette sua madre
Un brivido lo percorse sulla schiena, salì sul letto e si appoggiò a sfiorare Fiamma, che quando lo sentì appoggiarsi al suo seno,con la mano gli prese l’uccello e lo appoggiò alla fica:”Spingi ora amore mio”
A lui non resto che spingersi dentro sua madre: un paradiso.

Non poteva neanche immaginare come potesse essere fantastico, la figa di sua madre era calda, bruciava; avvolgeva il suo sesso alla perfezione tanto da sentirne ogni centimetro. Non c’era nulla di paragonabile.
Inizio a muoversi avanti e indietro, si accorse che godeva il doppio, lo tirava fuori quasi completamente e poi dentro fino al fondo premendo il pube su quello di sua madre.
Lei godeva come una pazza, ansimava, gemeva: “Allora, ti piace fare l’amore con la mamma tesoro? La stai facendo godere da morire aah si dai”
“Non ci credo, è indescrivibile.

Mi sembra di scoppiare, vorrei non finisse mai!” fu la sua risposta, anche lui, godeva così tanto da non riuscire a farlo in silenzio.
Fiamma non aveva più freni, era in paradiso anche lei: “Spingi ancora amore, dimmi cosa vuoi che faccia per te, per voi, qualunque cosa per i miei due amori”
“Voglio mettertelo anche dietro”
“Si dai mettiglielo dietro, nel culo – si lasciò scappare Simona, che era incantata a guardarli e si toccava la fica – lo voglio anche io”
Mentre Simona parlava, Fiamma si era alzata e si stava girando per permettere a suo figlio di prenderla da dietro, guardò sua figlia e disse: “Cosa vuoi tesoro? Lo vuoi prendere dietro, vuoi provare quello?”
“Magari anche ma dopo, voglio prenderlo nella fica, voglio scopare anche io, non posso stare a guardarvi godere e starmene, ce l’ho in fiamme.


“Ma tesoro, tu sei ancora vergine, non vorresti farlo con un ragazzo che ami, almeno la prima volta? Magari per questa giochiamo un po’ con il culetto, no?”
Nel frattempo Paolo si teneva caldo maneggiandoselo, guardando le sue femmine che discutevano nude e arrapate all’inverosimile; facevano certi discorsi dicendo cose che mai avrebbe immaginato potessero uscire dalle loro bocche.
Poi intervenne:
“Beh, avete finito? Volevo metterlo nel buchetto di mamma… cosa pensate di fare?”
“Allora sei sicura tesoro?” chiese Fiamma a Simona
“Si mamma, ne ho tanta voglia e poi è mio fratello ci vogliamo e ci vorremo sempre bene, no? Come con te mamma.


“Va bene amore, dai, sdraiati sul letto e apri le gambe. Vedrai che sarà bellissimo, sei bagnatissima e la tua fica è morbida come il cotone – la rassicurò toccandogliela – non ti preocupare, c’è la mamma ad insegnarti a godere. ”
Simona si sdraiò come le disse sua madre e allargò le gambe, Paolo si ci inginocchiò in mezzo e subito, sotto consiglio di mamma, la leccò un po’ per farla rilassare; quindi dolcemente appoggiò il glande sulla fichetta rosa di sua sorella e spinse lentamente.

Dopo qualche centimetro sentì come un elastico che si rompe:”Ahi” disse lei.
“Non ti fermare, continua piano tesoro” furono le parole di Fiamma
Lui continuò lentamente in avanti fino in fondo per poi uscire fuori, c’era una gocciolina di sangue:”Amore, ora sei una donna anche tu, non sei più vergine – disse Fiamma sorridendo – come è stato?”
“Ho sentito un pizzicotto, poi mi sono sentita piena ma è uscito subito, non ho avuto tempo…”
“Allora lo vuoi ancora un po’ sorellina?” chiese maliziosamente Paolo
“Si, voglio godere, dammelo!”
Suo fratello le montò di nuovo sopra e le infilò l’uccello nella figa con un gusto perverso, la pompava su e giù e piano piano lei cominciava a godere, la prima volta per una donna non è così facile; fortunatamente disponeva dell’aiuto di mamma che le toccava il clitoride, mentre suo fratello la scopava, e la sua lingua faceva la spola tra la bocca ed i suoi capezzoli.

Insieme riuscirono anche a farla venire, era un orgasmo talmente intenso che quasi urlò.
“Aaah scoppio! Che bello, dicono che la prima volta non sia il massimo, ma io sono riuscita a venire, mi avete fatto impazzire. Si si, ho fatto bene a darla a mio fratello e a mia madre come prima volta, che goduria”
Simona toccava il cielo con un dito, Paolo era soddisfatto di aver fatto godere così sua sorella, poi guardò sua madre: sorrideva teneramente ammirando i suoi cuccioli, sfiniti di amore, felici, per merito suo.

L’uccello di Paolo era ancora duro, ne voleva ancora:” Mamma non stavamo facendo qualcosa prima?” chiese ironicamente
“Ma certo amore, cosa vuoi, ancora questa? mostrandogli sorridendo la fica, alzando una gamba
“Oppure questo?” girandosi e allargandosi il culo tondo e sodo; facendogli vedere quel paradiso di carne bagnata e pelo tra le gambe.
“Il culo mamma, scusami sono stato volgare ma te lo voglio mettere dietro”
Ormai non esisteva più nessun tabù, si pensava solo a scopare e godere in ogni modo possibile; tutti e tre sapevano che sarebbe stata l’ultima volta…
Fiamma si mise a quattro zampe sul letto e con il succo della figa si bagnò bene dietro infilandoci prima un dito e poi spingendone due per prepararlo, poi ancora un po’ di saliva “Dai tesoro entrami dentro eccoti il culo tutto per te” furono le sue parole
Paolo lo appoggiò al buco e poi spinse lentamente ma con decisione, non trovò nessun ostacolo, andava e veniva come un treno.

Fiamma urlava, i primi colpi fecero un po’ male ma poi il dolore lasciò il posto ad un piacere estremo:” Aah che meraviglia, Simo dai vieni sotto leccami la fica così vengo!” Simona si girò e cominciò a leccarla alla madre come un vortice sgrillettandola e penetrandola più in fondo che poteva
“Si, ancora dai lecca tesoro, e tu continua a pompare amore dai che la mamma viene ancora dai, dai aaaah”
Fiamma era venuta come una fontana ma non era soddisfatta, si girò e si mise giù:”Dai finisci di scoparmi e vieni anche tu tesoro, ti voglio sentire”
Paolo allora le entrò di nuovo nella fica e la scopò nel modo in cui lui godeva di più, voleva venire.


“Però non dentro, vienimi sulle tette” disse sua madre tra un gemito e l’altro.
“Certo” rispose lui
Poco dopo si tolse e si allungò con l’uccello in mano verso il seno di sua madre e le schizzò addosso tutto il suo orgasmo
“Aaah si spettacolo!”
“Bravo figlio mio, dammelo tutto”
Fiamma si spalmo tutto sul seno e poi si leccò le dita soddisfatta
“Venite qui” disse e abbracciò i suoi figli stringendoli al petto
“E’ stato meraviglioso essere la prima per voi, ora potrete camminare da soli, ora che sapete quanto è bello l’amore non sarete timidi quando lo cercherete…vi amo”
Paolo e Simona dormivano già quando lei finì la frase, ma era sicura che quello che voleva insegnarli con quella esperienza lo avevano capito.

E si addormentò anche lei, felice come i suoi bambini….

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