Archivio mensile:Gennaio 2015

MIA MADRE PARTE SECONDA

Mi sentii svenire dal piacere, finalmente il bastone di carne tanto desiderato
mi era entrato nel corpo.
Il mio tesoro mi penetrava con delicatezza accompagnando la sua chiavata con
parole dolcissime; mi sembrava di essere in Paradiso, lo tirai a me, lo baciai e
gli dissi: “sei il mio Angelo, ti voglio, ti voglio per sempre”.
Purtroppo l’estasi durò solo pochi minuti, improvvisamente accelerò i colpi,
estrasse la varra dalla spacca, la poggiò sul mio ventre e mi inondò la pancia
di densa sborra.

Capii che l’emozione gli aveva fatto un brutto scherzo, ma ero tanto
innamorata che fui felice lo stesso, pur non avendo goduto. ]
Io, invece, godetti come una bestia.
Immaginando che fosse l’ora del rientro, rimisi esattamente al suo posto
il diario, ma da quel giorno è inutile dirlo, ogni volta che mia madre usciva
correvo a prenderlo e, sempre sparandomi una sega, lo leggevo avidamente.
Una delle prime pagine che corsi a leggere fu quella del martedì precedente
per verificare l’esattezza della mia visione.

Era incredibile, non avevo sbagliato quasi niente, il mandrillo l’aveva
effettivamente chiavata sulla sedia delle visite ginecologiche, l’unica cosa
che non avevo “visto” era avvenuto nell’ingresso; il dottore non aveva
resistito al delizioso bocchino

e le aveva scaricato le palle in gola, facendola venire per la prima volta.

Avrei dovuto supporlo, con un pucchiaccone come mia madre una sola scopata
non era sufficiente, ecco cosa scriveva quella troia di mia madre.
[…dopo aver reclinato lo schienale, il mio amore, che non aveva smesso un attimo di accarezzarsi il duro cazzo, si è inginocchiato ai miei piedi, mi ha prese le caviglie, ha cominciato a baciarmi le gambe, me le ha divaricato posizionandole sugli appoggi, mi ha dischiuso con le dita le labbra della fica e dicendo: “a noi puttanona”, mi ha ficcato la testa tra le cosce iniziando a leccarmi il clitoride.

“Che meraviglia, hai una lingua delicatissima e come la usi bene, nessuno mi ha mai leccato così, mi fai morire”.
Sempre più allupato il mio tesoro, che accompagnava la lappata con un frenetico massaggio alle mammelle, mi ha introdotto un palmo di lingua nella spacca ed
ha cominciato un ritmico andirivieni a mo’ di chiavata.

“Basta!, basta!, non resisto più, adesso voglio il cazzo, dai prendimi”.
Il mio amore si è alzato, mi ha strusciato la capocchia all’imboccatura della fessa, poi si è ritratto, “certo che ti chiaverò, ma prima toccati un po’, lo sai che mi piace vederti masturbare, mi eccito come una bestia”.
Come una puttana non mi sono fatta pregare, mi sono infilata due dita nella bernarda cominciando un frenetico ditale, “dai sparati una sega, anche a me piace guardarti, anzi qualche volta dobbiamo godere così, mentre ci masturbiamo, e quando verrai devi sborrarmi in bocca ed io ingoierò tutto il tuo sperma, questo lo faccio solo a te, tesoro mio”.

“Angelo mio, é bello vederti così aperta, così infoiata e lo sai che mi piaci quando parli in modo sboccato, ma non devi dirmi bugie, io non posso credere che tu non beva la broda di tuo marito quando ti schizza in gola”.
“Lo giuro sul bene che ti voglio, amore mio, io quell’uomo lo schifo, é un ZOZZO, pensa che quando sta per godermi in bocca dice sempre “adesso ti piscio in gola la mia sborra”, questa frase mi fa ancora più ribrezzo, io per non insospettirlo lo lascio fare ma quando ha finito, dicendogli che altrimenti mi viene l’acidità sputo tutto sul pavimento, con te invece é bellissimo, é come succhiarti l’anima, ritengo che questa sia la più grande prova d’amore che possa darti”.

“Certo gioia mia, parliamo mentre ci accarezziamo? così é molto più ARRAPANTE”.
“Come vuoi, il maestro di erotismo sei tu, lo sai che riesci a portarmi al settimo cielo?, mi trasformi da una signora perbene in una troia da casino, la tua troiona ed io sono felicissima di esserlo, prima però baciami, voglio infilarti la mia lingua in gola, vedi se ho imparato, vedi se é così che fanno le puttane?”.

Si è steso su di me e mi ha baciato, un bacio lunghissimo, sensuale, carnale.
“Bravissima, ma con un’allieva come te é facile insegnare, tu sei puttana nella anima, nel sangue, non dimenticarti che hai imparato a fare bocchini in una sola
lezione, la prima volta mi facesti un male tremendo con i denti, ora la tua bocca é morbida come una fica, dai raccontami, prima di me quanti cazzi hai preso in bocca?”.

“Tantissimi, mi é sempre piaciuto ingoiare quel pezzo di carne duro che voi uomini portate nelle mutande, prima del matrimonio ho avuto una ventina di fidanzati e li ho sbocchinati tutti, ed erano talmente felici di farsi succhiare
che nessuno si é mai lamentato, anzi, sborravano a litri nella mia bocca, ma io non ho mai ingoiato; mi piaceva tanto il golino che pur rammaricandomi di non poter chiavare, sai allora bisognava arrivare “vergine” al matrimonio, venivo lo stesso appena sentivo il caldo fiotto schizzarmi nella gola”.

“Oltre i bocchini, per rimanere “vergine”, scommetto che ti facevi fare il culo, dimmi quante mazze ti sei cuccata in questo bel sederone?”, mi ha chiesto, accarezzandomi le chiappe.
“Nessuna!, lo so ti sembrerà strano ma allora avevo un vero terrore a farmelo mettere dietro, non l’ho mai dato a nessuno, eppure tutti lo volevano perché mi confessavano che la parte più eccitante del mio corpo era proprio il culo, ma devi sapere che il mio primo ragazzo, che era molto più grande di me, una sera nella sua macchina dopo essersi fatta succhiare la grossa nerchia mi sollevò le cosce e tentò di incularmi, ma io, forse per il fatto che non ero preparata o perché lui aveva una cappella enorme, sentii un dolore atroce per cui lo allontanai bruscamente e da allora rimasi con il convincimento che era impossibile farsi inculare senza dover sopportare un simile dolore; però che stupida che sono stata, mi sono persa decine di ingroppate”.

“Che poi é la cosa che preferisci”.
“E tu lo sai bene porcone mio”.
“E’ stato tuo marito a farti per la prima volta il CULO?”.
“No, anche quando mi sposai ero terrorizzata”.
“Ed allora chi te l’ha sfondato?, chi ti ha fatto diventare la mia adorabile
rottinculo”.
“E’ stato un uomo bellissimo che incontrai al mare la prima estate dopo il matrimonio; avevo saputo che quel PORCO di mio marito mi tradiva, decisi di vendicarmi quindi accettai di andare a casa di questo ragazzo, bello come un dio greco; appena arrivati mi stese sul bordo del letto, mi divaricò le cosce e mi leccò così bene che mi ritrovai subito con la fica fradicia, proprio come sono adesso dopo la tua lappata e le tue parole, in un baleno si svestì e mi infilò nella pancia una varra di trenta centimetri, mi sembrava di impazzire tanto era bello, mi pompò a lungo, io non connettevo più, poi con estrema dolcezza mi sollevò le gambe e mi fiondò nel culo la sua enorme mazza, fu incredibile, non sentii dolore ma solo un piacere immenso che mi fece venire subito; da quel giorno, ogni volta che andavo da lui, e ci andai per almeno altre venti volte, mi facevo inchiappettare, ed ora, come sai bene, sono diventata una fanatica dell’inculata”.

Ed io ne sono felicissimo, ho sempre pensato che il vero modo di POSSEDERE una
donna é quello di schiantarglielo tra le chiappe, e con te é ancora più bello
perché hai un culo che é una vera calamita per il cazzo, dimmi, dopo quella prima
volta, quanti altri hanno goduto in questo culone?”.
“Solo mio marito, quando capii cosa mi perdevo, lo diedi anche a lui, adesso però basta parlare, vieni a mettermelo in bocca, voglio sentire il sapore del tuo cazzo”.

Angelo era infoiatissimo, mi ha portato l’asta all’altezza delle labbra, l’ho
afferrato, gli ho tirato giù la pelle e ho cominciato a far roteare la lingua
sulla sua capocchia paonazza, poi lentamente mi sono fatta scivolare in bocca
quasi tutta la varra e fissandolo negli occhi, ho dato inizio ad un delicatissimo
golino.
“Sei bellissima, sei un tesoro, sei la fine del mondo”, biascicava l’amore mio mentre si gustava il succoso bocchino.

Era in estasi più totale, si è fatto spompinare per oltre dieci minuti, poi ha detto: “Adesso sono io a dire basta, ora ho voglia di fotterti”.
Ha estratto la nerchia dalla mia bocca, si è posizionato tra le mie cosce e con
un solo colpo me lo ha infilato nella spacca, cominciando a chiavarmi come un
ossesso.

“Dio, che bello, dai pompami, sbattimi, sei il mio toro da monta ed io sono
la tua vacca”, gli ho urlato.

Queste parole lo hanno eccitato ancor di più, allora ha cambiato ritmo, non più
colpi a ripetizione sferrati come un indemoniato, ma penetrazioni cadenzate,
violente, che mi squassavano il corpo.
“Ti piace?, così va bene amore mio?, sei una troiona, sei la mia zoccolona,
ti sfondo l’utero, voglio fartelo arrivare allo stomaco, chiavona”.
“Godiamo, dai godiamo, non resisto più, godiamo insieme, però oggi devi
mettermelo dietro, ne abbiamo parlato tanto che mi è venuta una voglia matta,
dai, tu lo sai, appena sentirò la tua sborra schizzarmi nelle visceri, godrò”.

“Va bene, agli ordini signora rottinculo”.
Mi ha estratto dalla pancia la varra fradicia di umori e l’ha diretta verso
il culo, ho sollevato il bacino, ho afferrato la dura mazza ed ho portato la
grossa capocchia all’imbocco del mio buco nero.
“Adesso sfondami, spaccami in due”.
In un attimo mi ha fatto scivolare l’enorme palo di carne tra le chiappe,

Poi un susseguirsi di colpi tremendi, con me che impazzita mi sgrillettavo
furiosamente.

“Vengo, vengo, non ce la faccio più, vieni anche tu?”, mi ha urlato come un
invasato.
“Si, si, fammi sentire un fiume di broda in culo che godo anch’io”, l’ho
implorato, mi ha dato un ultimo tremendo affondo e mi ha scaricato un litro di
calda sborra nelle visceri, gli ho serrato le gambe dietro la schiena e dando un urlo sono venuta.
Lui si è abbattuto stremato sul mio corpo.

]
Che puttana era mia madre, ne ebbi conferma continuando a scorrere il diario,
ogni volta che si incontravano a casa del dottore, la troiona si gustava il cazzo
in ogni buco, e lui se la fotteva in tutti i modi possibili e godevano almeno tre
volte.
Rimasi esterrefatto quando lessi che per un’intera settimana, durante la
quale mio padre era stato all’estero per lavoro, la troia, dopo avermi messo a
letto e quando era sicura che dormissi, aveva fatto entrare in casa quel gran
figlio di una mignotta, si erano chiusi in camera e avevano scopato come ricci
fino all’alba.

Erano pagine infuocate in cui narrava di favolosi sessantanove,

lunghi pompini con immancabile bevuta di densa sborra, chiavate nelle più svariate posizioni, da quella del missionario a quella a smorzacandela, passando per le pecorine e quelle a bordo letto con le cosce alzate durante le quali diceva che il cazzo le arrivava allo stomaco.

Una descrizione più accurata era dedicata alle inculate.
Era il rapporto sessuale che più le piaceva ed il suo stallone l’accontentava
molto volentieri soddisfacendola a pieno.
Raccontava che, spesso, mentre fotteva seduta sulla mazza dell’amico, si
sollevava, impugnava la varra e si portava la grossa cappella all’imbocco del
buco nero, quindi si lasciava andare in modo che lentamente ma inesorabilmente
il cazzo le penetrasse tra le chiappe, narrando la sensazione sublime che provava
quando la nerchia le riempiva lo sfintere.

Però a suo dire questa non era l’inculata che preferiva; l’apice della goduria
la raggiungeva alla pecorina, quando il suo ingroppatore la inchiappettava
affondandole dall’alto il randello nel culo fino ad allagarlo del suo sperma.

Si fermavano solo per riprendere le forze; durante tali pause, spesso, mia
madre andava in cucina a preparare del caffè e dei tramezzini.

Qualche volta tornando aveva trovato il suo maschione addormentato, ma aveva
un sistema dolcissimo ed infallibile per risvegliarlo; si stendeva sul letto
e cominciava a leccargli la punta dell’uccello,

che, con il suo padrone ancora nel dormiveglia, si ingrossava lentamente
diventando il bastone duro che tanto piaceva avere in corpo a quella stronza della mia adorata mamma.

A volte, tralasciavano la colazione ricominciando a trombare alla grande.
Andando avanti nella lettura scoprii tutti i trucchi escogitati dalla troiona
per andare a farsi scopare, la zoccola, ad esempio, diceva a mio padre di recarsi
dalla sarta per farsi cucire dei vestiti e dopo tre o quattro sedute di misure,
leggi favolose montate, portava a casa degli abiti confezionati comprati in
negozio; per un periodo diceva di recarsi in un centro di estetica per fare dei
massaggi ed al ritorno annotava nel diario il lungo massaggio ai coglioni del
dottorino che si concludeva con la maschera di bellezza, fattagli dall’amico che
gli stendeva sul viso la sua calda sborra; un’altra volta si inventò una terapia per il mal di schiena, a base di iniezioni praticatele dal Truzzi nel suo laboratorio ma invece dell’ago, nel culo la stronza si infilava la dura mazza del dottorino.

La depravata confidava al suo caro diario tutte le più minime sensazioni che
provava prima, durante e dopo i furtivi amplessi, ed anche, come, con la scuola
di Angelo, aveva imparato a fare i bocchini, l’estasi che le procurava il bere
il denso nettare che le scaricava in gola il suo amante, le lunghe sgrillettate
solitarie pensando a quello che aveva fatto e fantasticando su quello che
avrebbe fatto con il suo dottor Truzzi.

La loro attrazione carnale era così forte che si cercavano continuamente, e
per potersi vedere il più spesso possibile mia madre s’inventò una vera passione
per il sempre detestato lavoro all’uncinetto in cui erano maestre le sorelle
di Angelo.
Questo diventò un ottimo motivo per recarsi, quasi tutti i pomeriggi, a casa
del suo amante.
Leggiamo cosa scriveva.
[ Oggi sono andata a casa Truzzi ma il mio tesoro é rimasto chiuso nel suo
studio per circa un’ora facendomi star male.

.

Incubo di mezza prima vera seconda parte

Sdraiata su quel letto, nuda, con i miei piedi ancora vincolati nelle scarpe, e il mio sedere in preda a leggeri spasmi, ripensavo a ciò che era successo… “cazzo l’ho fatto veramente..”…
Tutte quelle sensazioni avevano fatto passare gli effetti dell’alcol in secondo piano, ero dolorante, mi sentivo portata al limite, tremavo…
La porta si riapri e tornarono loro tre, dopo una doccia evidentemente, Andrea aveva una bottiglia in mano, me la porse e disse “tieni vacchetta, bevi pure se ti può aiutare” era della sambuca e non me lo feci ripetere due volte; presi la bottiglia e ne bevvi parecchia a sorsi, il gusto forte della sambuca sostituì l’odore dei loro membri sul mio palato e nella mia gola.

Non sapevo che fare, ne che aspettarmi, ma fu Marco a rompere gli indugi, prendendomi le braccia e sbattendomi sul letto, mi baciò e io ricambiai, gli altri due li sentivo fare qualcosa ma non capivo cosa… “adesso noi riapprofittiamo un po’ di te vacchetta, non ci fermeremo se non supplicherai, e se ti va puoi rimanere qui per il fine settimana, sei nostra ospite” io lo guardai “io non ti supplicherò mai, e se mi andrà di rimanere lo vedremo, e adesso muovetevi che inizio a stufarmi” lui sorrise malignamente e mi sputò in piena faccia, io adirata tentai di ricambiare il favore, ma in un attimo mi colpii con uno schiaffo fortissimo, io mi girai su un fianco per la botta, e li gli altri due presero le mie mani e le legarono saldamente assieme dietro la mia schiena.

Matteo mi prese per i capelli, e nonostante un mio urlo di dolore, mi trascinò sul pavimento per alcuni metri, e una volta fermi iniziò ad usare il mio volto come fossi una bambola, scopandomi la bocca. Si mise sopra di me e iniziò a pomparmi in gola per bene, gli altri due toccavano il mio corpo, le mie parti intime, vi inserivano le dita ripetutamente, a volte piu di una assieme… Con le mani legate non riuscivo a difendermi da quella furia che fotteva la mia bocca, la mia gola, avevo difficoltà a respirare; uno dei due, non vidi chi coperta dal corpo di matteo, sollevò le mie gambe, e lo senti dentro di me, mi riempiva bene, lo sentivo farsi strada tra le mie pareti, arrivare fino in fondo, come un forsennato, godevo da morire, avevo voglia di urlare, di liberare il mio piacere, ma il membro di Matteo me lo impediva… Venni una volta, e se accorsero i porci, se ne accorsero dal mio corpo vibrante e dai miei mugugni, a quel punto Matteo si sollevò e liberò la mia bocca, era Andrea quel treno che mi stava fottendo cosi forte.

Si fermarono tutti ad un tratto, Marco mi chiese “sei protetta troietta”? Io annuì di si, e così Andrea riprese a battere chiodo, teneva le mie gambe in alto e penetrava veramente a fondo.. potei così urlare la mia seconda venuta, e lui a quel punto esplodette dentro di me, afferrando il mio collo e urlando anche lui. Con la mano raccolse il seme che stava sbrodolando dalla mia patatina e lo spalmò, sul mio viso, mentre Marco prese il suo posto e iniziò a fottermi anche lui… scaricò anche lui dentro di me e subito Matteo, non contento della mia momentanea calma, afferrò le mie caviglie e le portò vicino al mio viso, entrò dentro di me con irruenza e voglia matta di rompermi….

In pochi minuti ero un colabrodo, una “scarica uomini” perfettamente usata. Ma non era finita, perche Sebastian si avvicinò e mi disse “senti ma stanno arrivando alcuni amici, beh sono parecchi… te la senti? Non vogliamo che tu ti possa tirare indietro insomma, ti fai una doccia e poi se ti va…” io lo guardai incerta.. pensai “ma si vaffanculo” e gli dissi “mi faccio una doccia, e poi sono pronta, però a qualche condizione; voglio bere ancora e voglio che siate violenti, che mi leghiate, insomma sto facendo la cazzata di una vita, ce la fate?” e lui guardandomi con aria di sfida “ti spacchiamo troia”.

Mi liberarono e mi alzai, una buona quantità di seme fuoriuscì da me.. e colava sulle mie cosce mentre andavo verso il bagno, mi feci quella doccia, mi reinfilai le scarpe e non curante tornai in quella sala… Erano in tanti, non li contai, ma mi resi conto di ciò che avevo fatto. Mi guardavano e mi mangiavano con gli occhi. Presi una bottiglia di rum e me la scesi per metà, poi li guardai e dissi “sono pronta”.

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MIA MADRE PARTE PRIMA

MIA MADRE

Quando frequentavo il quarto ginnasio non ero quel che si dice uno scolaro
modello, la voglia di studiare era veramente poca.
Appena potevo, coglievo l’occasione per andarmene a zonzo con gli amici.
Cosa che ebbi l’opportunità di fare, tre volta a settimana, per un lungo periodo
di tempo in cui mio padre era costretto, per la gran mole di lavoro, a tornare in
ufficio anche di pomeriggio e mia madre si recava immancabilmente in Chiesa
per assistere alla Messa delle diciotto insieme con le signorine Truzzi, due
zitelle bigotte che abitavano, insieme ad un fratello trentanovenne, da una vita
studente fuori corso a Medicina, nell’altra scala del nostro condominio.

In quei giorni, subito dopo pranzo, uscivo rassicurando mia madre di rientrare
verso le diciotto per studiare fino a sera, ma in pratica mi ritiravo giusto
cinque minuti prima del suo rientro, quindi circa alle 20 e trenta.
Uno di questi spensierati pomeriggi, mentre ero per strada con due miei amici, fui avvicinato dalle due vecchiette Truzzi, le quali con un noiosissimo sermone cercarono di convincere me ed i miei compagni a seguirle in Chiesa per assistere alla funzione religiosa.

Declinammo cortesemente l’invito dando però ampie assicurazioni che avremmo
seguito, in futuro, il loro consiglio.
Dopo qualche istante riflettetti che mia madre non era con loro, e pensai che se
non andava a Messa sarebbe rimasta a casa e quindi avrebbe scoperto il mio piccolo
trucco; erano le diciotto, benedissi le vecchiette per avermi involontariamente
avvisato della presenza a casa della mia severa genitrice e, seppure a malincuore, salutai i miei amici e mi diressi di corsa a casa.

Appena arrivato mi chiusi nella mia stanza mettendomi a studiare.
Stranamente, poco dopo, la mia cara mammina venne a dirmi di rispondere se bussava il telefono mentre lei andava a fare la doccia dovendo uscire per andare in chiesa con le sorelle TRUZZI.
Non so perché non le dissi che le avevo incontrate oltre mezz’ora prima, poi però mi chiesi perché mentiva, ed il mio pensiero stranamente corse a qualcosa di poco lecito, pensai subito che si recasse ad incontro galante, decisi di vederci chiaro, innanzitutto se andava da qualche uomo si sarebbe vestita di conseguenza quindi bisognava verificare questo particolare.

Tra la mia camera e quella da letto dei miei genitori c’era un finestrone con vetro opaco, posto quasi a soffitto.
Mentre lei faceva la doccia entrai in camera sua, aprii appena il finestrone e lo tenni leggermente scostato incastrandovi un pezzetto di carta, quindi ritornai silenziosamente a studiare.
Quando la sentii entrare in camera sua e chiudersi la porta alle spalle con un balzo salii sullo schienale di una poltrona e guardai dalla fessura.

Quello che vidi era uno spettacolo meraviglioso, lei era avvolta nello accappatoio,

lo slacciò e senza toglierselo cominciò con questo ad asciugarsi permettendomi così di vedere le sua candide mammelle e le tornite cosce al vertice delle quali potetti ammirare la peluria che contornava la SPACCA.

Mi sentivo il cuore in gola, era la prima volta che vedevo dal vivo una donna
nuda, la mia mano corse a toccarmi la patta sotto la quale il mio cazzo era
divenuto duro come l’acciaio.
Per un attimo mi vergognai di stare a spiare mia madre ma poi la LIBIDINE ebbe il sopravvento e cominciai a guardarla con un occhio diverso da quello con cui l’avevo sempre vista.
Vidi in lei solo la femmina, e che femmina.

Solo allora riflettetti che mia madre, che all’epoca aveva trentasei anni, era una splendida mora con due zinne molto grosse ma perfettamente ritte, due gambe che sembravano due colonne, e capii l’ammirazione che suscitava negli uomini al suo passaggio.
Mentre, inebetito facevo queste considerazioni, mia madre, terminato di asciugarsi, si sfilò l’accappatoio rimanendo completamente nuda.
Era uno schianto, il mio sguardo fu calamitato dal suo culo maestoso, tondo a forma di mandolino, non mi vergognai a pensare che glielo avrei messo tra le chiappe riempendole lo sfintere di sborra.

Mi ero sbottonato i pantaloni ed ora la mia mano andava su e giù lungo il CAZZO, era assurdo ma stavo sparandomi una sega pensando di inculare mia madre, “ma è solo col pensiero”, dissi a me stesso, quasi a giustificarmi.
Intanto lei stava profumandosi le turgide poppe, poi versò una grande quantità di profumo tra le mani e passò a stenderselo sulle cosce risalendo fino alla fica ove la sua mano indugiò a lungo in un dolce massaggio.

Aveva gli occhi socchiusi e si mordicchiava le labbra, mi fece arrapare da morire.
Poi, sempre nuda, andò verso l’armadio, lo aprì ed estrasse un paia di calze ed un reggicalze neri, “siamo quasi in estate e mamma mette ancora le calze?”, mi chiesi; allora non conoscevo ancora la forte valenza erotica di una tale mise.
Indossò il reggicalze

e poi poggiando un piede sul letto, cominciò ad infilarsi la prima calza, “così ti inculerei, brutta puttanona, ho capito a quale messa vai, alla messa in culo, ma io ti seguirò per vedere con chi vai a fare la troia” mi dissi continuando a menarmelo.

Terminato di infilarsi le calze indossò il reggicalze e fermò i gancetti.
A quel punto capii il motivo e l’importanza di un tale abbigliamento, era stupendo il suo bianco deretano incorniciato dai tiranti neri, così come pure risaltava molto di più il suo splendido pube che ebbi modo di ammirare quando si girò dopo aver preso da un cassetto una paia di slip ed un reggiseno, anche loro rigorosamente neri.

Indossò prima quest’ultimo, ed accuratamente vi sistemò dentro i suoi magnifici seni, poi infilò uno slippino che era microscopico tanto da non riuscire a coprire tutti i peli delle fica, ma lei si posizionò davanti allo specchio e fece in modo che nemmeno uno fuoriuscisse.
Durante questa operazione potetti riammirare il suo fantastico fondoschiena che mi infoiava sempre più, ma il culmine dell’arrapamento lo raggiunsi quando lei ridusse ancor di più lo slip infilandoselo tra le natiche.

A distanza di tanti anni ho ancora negli occhi la visione di quelle due tonde chiappe divise da un leggero filo nero, “te lo spaccherei in due”, pensai.
Senza esitazione prese un abitino bianco a fiori blu e l’indossò.

Era un classico vestito estivo tutto abbottonato sul davanti, “puttana hai scelto bene, sai che ci vuole qualcosa di facile da togliere per farti chiavare subito e senza problemi, sei una zoccolona, non credo che questo sia l’abbigliamento adatto per andare in chiesa ad ascoltare la Messa ma è adattissimo per la messa in culo e la messa nella pucchiacca, brutta mignotta”, dissi prima di scendere dal mio punto di osservazione e correre a sedermi dietro la scrivania a fingere di studiare.

Fui costretto ad aprire il cassetto per evitare che, entrando a salutarmi, notasse il gonfiore dei miei pantaloni.
Poco dopo, infatti, entrò nelle mia camera, “ciao piccolo, scappo altrimenti arrivo tardi in Chiesa, mi raccomando resta a studiare, torno poco dopo le otto”, mi baciò sulla fronte ed andò via.
Appena sentii chiudere la porta d’ingresso, corsi a prendere le chiavi di casa e la segui rimanendo a distanza di buon tre rampe di scala.

La zoccola, invece di uscire dal palazzo imboccò la scala dove abitavano le sorelle bigotte.
Tenendomi sempre a debita distanza la seguii e vidi che bussava a casa Truzzi, “certamente non ci saranno”, pensai, “loro sì che sono in Chiesa”.
Invece la porta si aprì e sentii nettamente la voce del Dottor Truzzi esclamare: “finalmente, non ti aspettavo più”, e la porta si richiuse prontamente.
“Ecco dove va quando dice di andare in Chiesa, va dal Dottor Truzzi a farsi scopare, brava la mia dolce mammina, è una troia, questo è, altro che una cara mogliettina innamorata, è una depravata ninfomane, non le basta la razione di cazzo di papà, darei dieci anni della mia vita per vedere cosa stanno facendo”.

Purtroppo tutte le finestre di casa Truzzi che davano nel cortiletto interno erano dotate di quei vecchi tendaggi molto spessi; mi rassegnai e tornai a casa.
Appena entrato mi sdraiai sul divano, mi abbassai pantaloni e mutande e menandomelo provai ad immaginare cosa fosse successo dopo che avevano chiuso la porta, vidi tutto come in un film.
Il Dottore, che indossava solo un camice bianco, strinse a se mia madre, la baciò a lungo sul collo e poi sulla bocca infilandoci dentro la lingua.

La troiona, che si era languidamente abbandonata, ebbe un fremito e lui senza perder tempo le sollevò il leggero vestito e cominciò ad accarezzarle il culo,
quindi le aprì i primi bottoncini e con un gesto delicato fece schizzare fuori le grosse mammelle che cominciò a sbaciucchiare prima con dolcezza e poi sempre più freneticamente passando poi a mordicchiare i duri capezzoli.
“Piano, mi fai male”.
“Lo sai, ti mangerei pezzo a pezzo, il tuo corpo mi fa impazzire, vivo solo aspettando il momento in cui tu vieni da me, sono tre giorni che non ti ho tra le braccia, che non ti tocco, mi sento di scoppiare”.

“Lo vedo”, e scostandosi appena sbottonò due bottoni del camice, introdusse la mano, gli tirò fuori la varra, la scappellò e passò ad accarezzargli le palle.
“Dio che bello, sei bravissima, lo faresti rizzare ad un morto”.
A quel punto mia madre si inginocchiò, a due mani gli scappellò il cazzo, per un attimo lo ammirò estasiata, poi lo introdusse tra le vellutate zinne e iniziò una lentissima spagnola.

Ogni volta che la varra le si avvicinava alla bocca, la maiala faceva saettare la lingua intorno alla capocchia.

Angelo, così si chiamava il dottore, non resistette a lungo a questa “tortura”, le bloccò la testa, si inarcò, le infilò l’obelisco tra le labbra e cominciò letteralmente a chiavarla in bocca.

“E’ bellissimo, è divino, è come pomparti nella pucchiacca, debbo fare uno sforzo sovrumano per non sborrarti in gola”.
Temendo una rapida venuta la zoccola interruppe il bocchino, “dottore non si dimentichi che sono venuta per una visita”.
“Mi scusi, me ne ero quasi dimenticato, venga si accomodi nello studio”,
l’aiutò a sollevarsi, la baciò e le strizzò un capezzolo, “vada avanti lei tanto credo che conosca la strada”.

Appena mia madre si girò lui le sollevò il vestito, le fece divaricare le cosce, vi introdusse il palo di carne e nella classica posizione “del trenino” raggiunsero la camera dove il non ancora dottore aveva attrezzato un vero studio medico.
“Signora adesso si spogli”.
La depravata lentamente finì di sbottonarsi l’abitino quindi con un gesto molto provocante lo lasciò cadere ai suoi piedi.
“Tolga anche reggiseno e slip e si segga lì”, le ingiunse con un fare molto professionale.

“Lì” era una poltrona per visite ginecologiche.
Mia madre obbedì ed ancheggiando andò a sedersi.
E fu su quella poltrona che la chiavò.
Urlando: “ti spaccherò’ il culo, brutta zozza” accelerai la sega e dal mio cazzo schizzò un potente fiotto di sperma.
Quando rientrò le chiesi: “com’è stata la funzione?”.
“Bellissima”, rispose estasiata la troiona, baciandomi sulla guancia.
Da quel giorno, è inutile dirlo guardai mia madre con occhio diverso, avevo sempre in mente il ricordo di quello che avevo immaginato fosse successo quel pomeriggio a casa del dottor Truzzi.

La spiavo ogni volta che andava in bagno e mentre faceva la doccia, ma dal buco della serratura riuscivo a vedere ben poco, meglio spiarla dal finestrone alto della camera da letto mentre, fatta la doccia si asciugava e si vestiva per uscire.
Mi arrapavo tantissimo a vedere il suo splendido corpo nudo ed ancora di più
come cambiava abbigliamento in funzione dello scopo per cui usciva, se doveva
andare a fare la spesa indossava i collant, gonne longuette, maglioncini
accollati e mutande tipo quella della nonna mentre quando doveva andare a
chiavare usava guepiere e calze velate, o autoreggenti, slip microscopici gonne molto al di sopra del ginocchio e camiciole che abbottonava solo parzialmente e si truccava in modo pesante.

Ripetevo sempre “sei una troia, una puttana, una vacca, prima o dopo ti spacco il culo, zoccolona” mentre scendevo dallo schienale della poltrona per correre a sedermi dietro la scrivania a fingere di studiare.
Non facevo altro che masturbarmi pensando a lei ed avevo superato ogni limite,
pensavo solo di chiavarla, incularla, sborrarle in bocca.

Un giorno mentre, come al solito la spiavo feci una scoperta sensazionale, la
bagascia aveva un diario, e lo nascondeva sull’armadio nella sua camera da letto.
Appena lei uscì per delle compere, lo presi e, tremando per l’eccitazione,
cominciai a sfogliarlo.
Dopo le prime pagine capii che bisognava leggerlo sparandosi un sega, era un
vero pornodiario, infatti, narrava tutta la sua storia col Truzzi, sin dallo
inizio, cioè da quando l’aveva visto per la prima volta, dalla bestiale
attrazione fisica che aveva subito provato per lui, tanto da costringerla a
spararsi un ditale, a cosce aperte al centro del letto, pensando alla nerchia che il ragazzo doveva avere tra le gambe, al piacere di leccarla e farsela scivolare in corpo.

Mi sedetti in poltrona ed iniziai a menarmelo.
La maiala raccontava, con dovizia di particolari, anche come aveva superato
l’iniziale timidezza dell’anelato amante.
Dovete sapere che il futuro dottorino, mentre molto a rilento studiava, faceva
pratica con un modesto ma indispensabile compenso, presso un convento di Frati
Francescani, i quali assistevano gratis i poveri del quartiere.
A tal scopo avevano attrezzato un piccolo ambulatorio in uno dei locali del
loro immenso monastero.

Il Truzzi indossando sempre un camice bianco e quindi facendosi credere
medico, dopo una sommaria visita, distribuiva medicinali regalati ai Frati da
ricche e danarose signore convinte così di guadagnarsi il Paradiso.
In questo ambiente mia madre dichiarò la sua disponibilità al dottorino.
Un pomeriggio sul tardi, vi si recò, fingendo un forte dolore al torace.
La puttanona narrava di esserci andata indossando un tailleur molto aderente
e sotto il vestito niente.

Fu invitata a stendersi sul lettino e mostrare dove si manifestava il dolore.
Sentiamo il suo racconto al diario:
[Ero eccitatissima, avevo la gnocca fradicia, volevo quel ragazzo ed a costo
di comportarmi da sfacciata l’avrei avuto, sbottonai la giacca mettendo in
mostra le mie mammelle turgide alla punta delle quali svettavano due capezzoli
durissimi, il medico ebbe un sussulto, “non porto mai il reggiseno, ma non
credo che questo possa metterti in imbarazzo, devi abituarti, nella tua attività
vedrai un’infinità di donne nude, e poi sono convinta che questi seni non
abbiano bisogno di essere sostenuti, tu che ne pensi? tocca e dimmi il tuo
parere”, presi la mano dell’imbarazzatissimo giovanotto e la poggiai sulle
mie poppe.

Il dottore era come paralizzato, gli feci scorrere la mano tra le mie
vellutate colline e presi a strofinargli il gomito sulla patta.
Sentii nettamente la mazza ingrossarglisi nelle mutande, diventai più ardita, mi girai verso di lui, gli sbottonai il camice, gli aprii i pantaloni e feci uscire dagli slip la sua poderosa varra.
Mentre con una mano gli accarezzavo le palle e con l’altra gli scappellavo la mazza gli dissi: ”e’ da quando ti ho visto la prima volta che ti desidero, ho cercato di fartelo capire in tutti i modi ma sembrava che non ti interessassi, però adesso guardando come si è fatto duro credo che anch’io ti piaccia”
Il dottore cominciò a riprendersi dallo stupore.

“Certo che mi piaci, ma tu sei sposata, sono amico di tuo marito, siete amici
di famiglia, pur ammirandoti non ho mai osato pensare a te”.
“Non farti scrupolo per mio marito, è un porco merita questo ed altro, non fa
che tradirmi con ogni puttanella che incontra, adesso ho solo voglia di fargliela
pagare, quando sono arrivata fuori non c’era nessuno, pensi che possa venire
qualcuno a quest’ora?”
“No assolutamente, i Frati sono a cena e quindi hanno chiuso il portone”.

“Ed allora non perdiamo tempo, dai PRENDIMI sono mesi che desidero questo
momento”, mi alzai la gonna in vita e mi posizionai sul bordo del lettino con
le gambe penzoloni.
Angelo, continuandosi a gustare la delicatissima sega, litigò con i bottoni
ma riuscì a togliersi il camice e si fece scivolare i pantaloni e gli slip alle
caviglie, quindi con fare molto goffo si portò ai piedi del lettino, sollevò le
mie cosce portandosele sulle spalle e mi infilò il duro cazzo nella fessa.

.

Annalisa, donna delle pulizie curiosa

É giovedí e mia mamma come ogni settimana chiama per sistemare e dare un ordinata a casa, visti che é abbastanza ampia, una donna delle pulizie. Questa donna é oltre ad essere molto in gamba é anche una conoscente e amica di mamma, purtroppo pero questa settimana é raffreddata e costretta a letto ma parlando al telefono con mamma da il numero di una sua collega che ci consiglia essendo molto brava e affidabile.

Questa nuova Signora si chiama Annalisa, e non conoscendola di persona ho pensato fosse una signora anzianotta o magari di non bell’aspetto. Il caso volle che mia mamma con le sue amiche partisse venerdì per una gita sulla neve, mentre l’appuntamento sarebbe stato di sabato pomeriggio. Stando mia mamma fuori casa per circa 3 giorni io mi ero divertito per casa frugando nella sua roba e fra i suoi sextoys, immaginandola mentre li usa, specialmente il suo grosso cazzo di gomma, non facendoci caso nel rimetterlo a posto anziché riporlo nell armadio lo metto nel comodino dove la Signora Annalisa avrebbe riposto poi la biancheria lavata e piegata.

Arriviamo dunque a sabato pomeriggio, il campanello suona e dopo aver aperto la porta noto una donna fra i 35 e i 40anni, bionda con gli occhi verdi, fisico abbastanza snello, lei era molto simpatica e dopo averle preparato il caffè e mostrato le stanze e i lavori da fare lei si mette all’opera. Dapprima rimango qualche minuto ad osservarla e noto il suo bel fondoschiena nei leggings e le mutandine che le strizzano le sue generose chiappe e le mi lasciava poco spazio all’immaginazione.

Dopo qualche altro minuto vado in camera mia per cercare di resistere alla tentazione di quel culetto che girava spedito per casa nel compiere le pulizie. Dopo circa una mezz’oretta per degli impegni sono costretto ad uscire di casa e dopo aver lasciato il numero ad Annalisa in caso avesse avuto bisogno di qualcosa esco e mi assentò per circa un paio d’ore. Nel rientrare a casa, mi viene in mente che avevo lasciato il cazzone di gomma di mia mamma nel cassetto del comodino e che Annalisa avrebbe poi sistemato tutta la biancheria e altro proprio in quei cassetti… Ero preoccupato e imbarazzato allo stesso tempo, apro la porta e Annalisa é ancora intenta a pulire il salone, e mi accoglie con un sorriso.

Le chiede se procedesse tutto bene e se avesse bisogno di qualcosa e lei mi rispose che procedeva tutto bene solo che la stanza da letto di mia madre aveva portato via un po di tempo in più del previsto, a questo punto la mia mente ha iniziato a fantasticare a pensare su come e su cos fosse successo appena Annalisa ha aperto il cassetto e trovato questo grosso, immenso e realistico cazzone da 25 centimetri.

La lascio continuare e nel mentre mi dirigono in camera mia noto qualcosa di particolare, oltra ad Annalisa a quattro zampe che spolverava la parte più bassa dello scaffale, noto cne le mutandine che prima si intravedevano sotto i leggings non ci sono più, e noto anche le sue forme che i leggings cosi stretti facevano emergere la forma della sua meravigliosa fighetta. A questo punto era chiaro, Annalisa mentre io ero assente ha trovato il grosso cazzo di gomma di mia mamma e si é divertita ad usarlo non immagino come, se scavalcandolo come a volte ho visto mia madre fare, o se infilandoselo in figa o nel culo…ma resta il fatto che lo ha usato e ha goduto cosi tanto che ha dovuto togliersi le mutandine ormai sporche di suoi umori.

Dopo una sega in bagno pensando alla scena , e dopo aver salutato Annalisa che ormai ha finito il suo lavoro, corro in camera di mamma a controllare la situazione e noto che lo aveva spostato sistemato le mutandine e reggiseni di mamma e poi riposto li come era prima per non destare sospetti. Dunque la Signora Annalisa la settimana dopo ha chiamato lei per chiedere se fosse ancora necessaria la sua presenza, e io ho convinto mia madre a chiamare ancora lei e questa volta cerchero di soddisfarla con il mio cazzo e non con quello di gomma di mamma.

Questo era tutto, se la storia ti é piaciuta fammi sapere cosa ne pensi con un commento sarò felice di rispondere a tutti! :).

Alla scoperta di Marco (Quarta parte)

Il Resto della Storia

Dopo quel primo weekend insieme, la relazione tra di noi entrò in uno stadio rilassato e tranquillo. Continuammo a frequentare la nostra cerchia separata di amici e tenemmo la nostra vita privata in comune come un segreto. Mi dispiaceva non poter ballare con lui alle feste o prendere apertamente un appuntamento e so che per lui era lo stesso. Il nostro fare l’amore si evolvette rapidamente in due forme diverse.

“Amore difficile” quando c’era poco tempo o il rischio di essere scoperti era alto. Questi atti avvenirvano in locali vuoti ed al di fuori dei luoghi normali o in una delle nostre case quando i genitori erano presenti. L’”Amore difficile” era abbastanza spesso una faccenda atletica. Un improvviso reciproco (ed affettato) amore per la pesca era una scusa accettabile per scivolare via insieme. Questo finché i laghi e le nostre chiappe non iniziarono a gelare.

Il mio favorito modo personale di prendere Marco era mentre era chinato contro le mensole dell’infermeria dopo incontri di nuoto casalinghi. A Marco piaceva particolarmente quando era il suo turno in uno di questi incontri. La sua personalità divenne più dominante ed il suo concetto di vezzeggiamenti erotici in queste situazioni degenerò in un bisbigliare: “Sta fermo, baby!”
L’”Amore dolce” era quello che preferivamo ed avveniva quando potevamo passare insieme la notte a casa mia o in qualche luogo dove potevamo non essere disturbati per lunghi periodi.

Tra gli impegni medici dei suoi genitori e quelli militari di mio papà potevamo farlo almeno due volte al mese. Durante quelle notti potevamo ballare lentamente insieme o coccolarci uno nelle braccia dell’altro guardando la TV prima di andare a letto. Era un fare all’amore molto più lento e più sensuale in cui ci concentravamo a darci piacere l’un l’altro piuttosto che soddisfare un impulso di accoppiamento.
Nonostante avessi passato la prova di nuoto, ci incontravamo a casa sua, dopo la mia corsa del sabato, per una nuotata, una sessione di istruzione personale e di sesso ricreativo.

Quando correvo con papà passavamo davanti alla casa di Marco. Anche se ebbe qualche sospetto che noi facessimo qualcosa d’altro oltre al nuoto, non disse mai niente.
Era una routine di cui non ci siamo mai stancati mentre l’ultimo anno di liceo procedeva. Io ero diventato titolare nella squadra di calcio e Marco si allenava come un matto per poter vincere il suo terzo titolo regionale di nuoto.
Il mio mondo cominciò a crollare a metà stagione di calcio, ebbi un incidente per cui i piedi andarono da una parte ed il torso dall’altra.

Il dolore era incredibile. Mi rifiutai di guardare la mia gamba. L’allenatore me la drizzò con cura, io gridai e svenni. I miei giorni nel calcio finirono ufficialmente la mattina seguente quando mi svegliai in ospedale. I dottori decisero di aspettare le vacanze di Natale per fare l’intervento al ginocchio e riparare un’ernia che si era formata durante l’estate, così due giorni più tardi stavo zoppicando per la scuola appoggiato ad un bastone. Il ginocchio faceva dannatamente male.

Fortunatamente diedi solo la metà della mia riserva di pillole anti dolore all’infermiera della scuola, ne tenni una tasca piena per aiutarmi ad alzarmi e salire le scale. Le mie opportunità di stare con Marco aumentarono dato che lui si offrì di accompagnarmi a scuola ed aiutarmi con la terapia fisica. Invece di nuotare con lui ogni sabato, facevo la “terapia” nelle calde acque della vasca calda. Fare l’amore divenne maggiormente una sfida per come cercavamo i modi per non mettere pressione o torcermi il ginocchio.

Se non altro, Marco si sorpassò in creatività, ma essere piegato sul tavolo di cucina mentre Marco mi infilava non era mai stata la mia situazione favorita.
Due settimane prima dell’operazione programmata, mi svegliai gridando di dolore. Il papà corse, mi vide piegato in due sul letto e chiamò l’ambulanza. La mattina dopo mi trovai in ospedale senza l’’appendice. Il dottore mi informò che mentre stavano rimuovendo l’appendice, era anche intervenuto sull’ernia ed aveva spostato l’operazone al ginocchio a quella sera.

“Ora che ti abbiamo qui dovevamo aumentare la percentuale di utilizzo della stanza. “, ridacchiò lui, ma non io.
Marco venne con mio papà dopo la scuola e parlammo un po’. Il papà aveva un volo quella sera ed andò via poco dopo. Appena se ne fu andato Marco sbirciò nel corridoio e ritornò per darmi un rapido bacio. Fece scivolare una mano sotto le coperte, ma io l’implorai di fermarsi.
“E’ dove mi fa più male! E’ come se mi avessero lasciato mezzo tagliato laggiù.

Se mi fai alzare spargerò gli intestini sul letto. “
“Diamo una sbirciatina rapida”, disse lui tirando indietro il lenzuolo ed alzando il bordo del grembiule. Diede un’occhiata rapida e scoppiò a ridere. Le lacrime gli scendevano dagli occhi mentre barcollava verso una sedia e si sedeva con lo sforzo vano di riprendersi.
Mi alzai un po’ per vedere cosa c’era di così divertente ed ansai. Io ero abbastanza peloso ed in questo caso, “ero” era la parola giusta.

Dall’ombelico alle ginocchia qualcuno mi aveva rasato. Una foresta spessa di peli sul torace si trasformava improvvisamente in una pianura di pelle pallida attraversata da due serie di punti chirurgici per poi continuare finché la foresta ricominciava sulle ginocchia. Inorridii. Il mio cazzo nudo e le mie palle sembravano una brutta ricrescita violacea che scoccava fuori dal mio inguine. Quello che sembrava tanto attraente in Marco era brutto su di me. La sua risata quasi isterica non mi aiutava.

Quando finalmente riprese il controllo ritornò da me e delicatamente mi coprì. Nonostante il dolore e l’imbarazzo sentii che mi diventava duro. Mi faceva male!
“Tu hai sempre succhiato un cazzo liscio e pompato un culo senza peli. Finalmente ho l’opportunità di provarlo”, bisbigliò. “Pensa… Niente peli che mi si conficcano tra i denti. Sarà meglio che tu guarisca velocemente!”
Proprio allora il chirurgo entrò, mi mostrò la lastra e mi disse come avrebbe fatto a ripararmi il ginocchio.

“Ti terremo qui per un paio di giorni per vedere se il ginocchio si gonfia, uno per avere la possibilità di preparare dei ferri speciali ed uno per assicurarci che non ci siano problemi per l’ernia e l’operazione di appendicite. Sarai fuori di qui venerdì e lunedì potrai tornare a scuola. Da Natale avrai meno dolore al ginocchio e dalla fine di gennaio il dolore dovrebbe quasi sparire. Dovrai portare i ferri per i prossimi otto mesi”
“E la terapia?”, chiese Marco.

“Io ho una piscina riscaldata, può aiutare il nuoto?”
“Preparerò un piano che voglio che lui segua. Ma dopo due settimane potrà aggiungere qualche esercizio che gli piaccia. Il ginocchio gli farà sapere quando smettere. “
Il dottore andò via ed entrò un infermiere che tirò indietro le lenzuola e rase il resto della gamba che dovevano operare. Se pensava che la mia metà del corpo rasata sembrava divertente, tenne i suoi commenti per se.

L’operazione andò meglio di quanto mi aspettassi. A confronto col mese precedente il dolore non era proprio insopportabile. Il giorno dopo Natale chiamarono mio papà annunciandogli che avrebbe dovuto andare ad un’esercitazione e sarebbe stato via un mese. Marco venne il mattino seguente con la scusa di aver preso del cibo per me, bussò alla porta con un carico di panini. Seduti a tavola notò che continuavo a grattarmi l’inguine.
“Ora sai perchè mi rado.

“, rise. “Sarà peggio per un’altra settimana, se poi ci sono dei peli incarnati può essere doloroso. “
“Se continua a prudere così, sarà meglio che mi rada”, gli dissi. Non so quello che stavo pensando.
“Poi!” gridai. Ma era tardi. Marco era scomparso e ritornò sorridendo. Rasoio ed asciugamani pronti ed un cattivo ghigno sulla faccia. Io non potevo scappare, col ginocchio che mi ritrovavo mi avrebbe preso subito. Mi sostenne verso il divano ed in un momento mi tolse i pantaloncini.

Mi spogliò delle mutande e mi guardò.
“Povero bambino”, tubò. Fece correre una mano sul mio inguine ed io la sentii raspare sulla pelle. Rapidamente riempì la mano di crema da barba e la massaggiò sopra uccello e palle. Mi piaceva ed io allargai le gambe mentre il mio pene saltava sull’attenti. Erano tre settimane che non mi toccavo il cazzo se non per scrollare la piscia. Per la prima settimana quell’area del mio corpo era troppo tenera e Marco ed io non avevamo avuto alcuna opportunità di stare da soli nelle ultime due.

Ero così pronto a venire che probabilmente l’avrei fatto se avessi tirato su troppo rapidamente la mia chiusura lampo. Marco mi tormentò mentre mi radeva l’inguine, cazzo e palle furono pulite. Ogni volta che io pensavo di stare per sborrare, lui si fermava ed aspettava che mi calmassi. Ancora ed ancora lasciò che la mia eccitazione salisse e poi cadesse. Quando rase l’area tra le palle e l’ano, pensai che sicuramente finalmente mi sarei liberato.

Marco lo sentì e mi spremette il cazzo con forza finché la sensazione non passò.
“Per favore Marco, mi stai uccidendo. “
Lui si limitò a ridacchiare e rase l’interno delle cosce. Poi mi insaponò lentamente e mi rase di nuovo.
“Solo per non lasciare niente”, disse tra di se.
Quando ebbe finito mi pulì e mise via la roba. Lo guardai stupito mentre riportava via gli attrezzi. Quando ritornò e si sedette vicino a me, io ce l’avevo di nuovo molle.

“Sei un vero cazzone!”, ringhiai e presi il mio uccello flaccido.
Marco afferrò la mia mano e la forzò via. Afferrò la sua treccia e ne tenne l’estremità così che potessi vedere i cinque centimetri finali sotto il nastro di gomma.
Si toccò la treccia e mi guardò astutamente.
“Ci ho pensato l’altra notte e l’ho provato su di me. Ci vuole un po’ ma, uomo, ne vale la pena.
Senza dire un’altra parola mise l’estremità della treccia tra le mie gambe e la strisciò contro la mia coscia.

Il mio pene barcollò e le mie gambe si allargarono. Senza peli la mia pelle era incredibilmente sensibile. La sua treccia era così lunga che penzolava sempre tra le mie gambe quando lui mi succhiava fino a che i miei peli strisciavano contro di lui quando arrivavo. Era molto eccitante per noi, ma questo era molto più erotico. Lui toccò leggermente con la fine della treccia la parte inferiore del mio cazzo e vi strisciò sopra fino alla cima.

Il mio uccello formicolò al tocco. Lui aspettò finché la mia verga cominciò a diventare flaccida e poi carezzò tra il culo e le palle. L’uccello saltò eretto così velocemente da farmi male. Per i minuti seguenti mi carezzò con la treccia, facendo una pausa per farmelo abbassare. Il mio cazzo senza peli era così sensibile, il solo tocco di uno o due capelli mi portava all’orlo di un orgasmo, poi Marco si fermava ed aspettava il crollo inevitabile.

Finalmente mi guardò negli occhi e disse: “Pronto?”
Io ringhiai, “Io sono pronto da 20 minuti, bastardo!”
Marco respirò forte, mi carezzò il cazzo con la treccia ed aspettò che fosse completamente eretto. A me quella cosa nuda e povera sembrava gonfia e frustrata. Marco sorrise astutamente e si chinò in avanti.
“Marco il grande ora dimostrerà come far sborrare un uomo sul suo divano. Guarda, senza mani!” Intonò forte.
Poi corrugò le labbra e soffiò dolcemente sul mio uccello.

Mi stupii. Cosa cazzo era! Finalmente c’ero e se non mi avesse masturbato sarei impazzito.
Lui corrugò le labbra e soffiò di nuovo, addirittura più leggermente. Le mie cosce si contrassero improvvisamente e le mie gambe divennero rigide. Una fitta di dolore attraversò il ginocchio malato e poi scomparve mentre i muscoli del culo si contraevano e le palle sbattevano contro il mio cazzo spedendo sperma verso la cappella. La mia spina dorsale si inarcò mentre ogni muscolo nella mia schiena tentava di spingere le mie anche verso il soffitto.

Marco ed io facevamo l’amore silenziosamente, solo aneliti e qualche esclamazione, avevamo imparato a contenerci, nella nostra situazione non potevamo gridare “Oh mio Dio, vengo! Agggggg! Ungggg!”, mentre mio Papà stava giocando a poker coi suoi amici e Marco ed io, per loro, stavamo giocando col PC.
Strinsi i denti mentre tutto il mio corpo si dedicava a gettare un paio di milione di cellule di sperma verso la loro morte nell’aria aperta.

“Oh mio Dio, vengoooo! Agggggg!!! Ungggg!!! “, gridai.
Unp sprizzo dopo l’altro di sperma si inarcavano verso l’alto. Tre settimane di frustrazione sessuale alimentavano le mie anche che spingevano continuamente la mia pelvi in aria. Vidi il mio cazzo diventare rosso brillante per lo sforzo e schizzi di sborra cadere sul mio inguine nudo o sopra il mio stomaco ed il mio torace. Gli spasmi continuarono anche dopo che tutto lo sperma era fuoriuscito.

Alla fine il mio uccello torturato cedette e mi adagiai con la pelvi coperta di sperma. La schiena mi doleva e le mie cosce si rilassarono rapidamente, pensai che mi sarebbero venuti i crampi. Rimasi accoccolato sul divano, troppo esaurito per muovermi. Ogni parte del mio corpo era iper sensibile ed anche i denti mi dolevano.
Vidi Marco alzarsi lentamente e misi una mano dietro la sua schiena. Con l’altra mano presi l’estremità della treccia come fosse un burattino, lui ed il burattino fecero un profondo inchino ad un pubblico immaginario.

“Grazie, grazie, signore e signori. Il prossimo spettacolo alle undici. “
Mi ci vollero 15 minuti per alzarmi dal divano. Quando potevo facevo una treccia coi miei capelli. Le sue mani tremavano pregustando mentre muoveva le mani attraverso i miei capelli. Sapeva cosa stava per accadere ed aspettava con ansia che finissi di radergli l’inguine. La mia vendetta venne quando finii la rasatura e stavo asciugandolo. Lui non poteva contenersi più a lungo e venne quando lo toccai con l’asciugamano.

Era furioso con se stesso ed era ancora più arrabbiato con me perché aspettai una settimana intera prima di fare il “Trucco Magico” della treccia su di lui.
La primavera cominciò bene, fui accettato alla stessa università di Marco ed avremmo frequentato le stesse lezioni. In quel periodo penso che papà cominciasse a capire quello che stava succedendo perché Marco ed io lo vedemmo coi suoi genitori a cena in un ristorante di lusso.

Facemmo una frettolosa ritirata prima che ci vedessero e mangiammo invece al fast food. Quella sera lo sentii entrare nella mia stanza e sedersi sul mio letto. Avevo così paura di quello che stava per dire che finsi di essere addormentato. Lui mise una mano sulla mia testa e mormorò leggermente: “Ti amo figliolo. Spero che tu trovi la felicità che tua madre ed io abbiamo condiviso per 15 anni. Mi è difficile credere che la felicità verrà da un uomo, ma forse io sto cominciando ad essere vecchio ed anche legato ai pregiudizi del passato.

Per favore ricordati, qualsiasi cosa io faccia o dica, io ti amo. “
Poi silenziosamente lasciò la stanza. Io aspettai un’ora prima di andare nella sua stanza.
“Ti voglio bene, papà” dissi e ritornai nella mia stanza.
Due mesi più tardi papà rimase ucciso in un difficile atterraggio di fortuna, l’espulsione del seggiolino non funzionò. Io ero a lezione di fisica quando il preside entrò nell’aula e fece segno all’insegnante. Io non pensai a nulla finché non mi guardò con lacrime negli occhi.

Uscii dal mio posto ed andai col preside nel suo ufficio dove c’era un colonnello, un cappellano ed un infermiere che mi stavano aspettando.
Non sarei scampato al mese seguente senza Marco, ma al momento non l’apprezzai. Fu lui ad occuparsi di tutto mentre io rimanevo nella mia stanza a fissare muro, mi spiegò che l’assicurazione avrebbe pagato e gli investimenti di mio papà, oltre alla sua assicurazione sulla vita mi davano le risorse per pagarmi gli studi.

Andai a scuola ogni giorno perché non c’era niente altro da fare ed ogni giorno Marco camminava con me, con un dolore che non notai mai. Ogni sera di sedeva con me sul divano della mia casa finché alla fine non mi alzavo e lo lasciavo là per andare a letto là. In altre parole ero uno stronzo completo e lo trattavo come spazzatura.
Marco ed io non avevamo fatto sesso in quel periodo.

Arrivò la maturità e passò, i genitori di Marco si trasferirono in Riviera dove aprirono un nuovo studio medico dando per scontato che quando noi due ci fossimo laureati in medicina ci saremmo trasferiti là anche noi. Marco continuava a curarmi senza mai lagnarsi.
Alla fine, una sera di giugno, scivolò contro di me sul divano, mi baciò piano e bisbigliò: “Per favore ritorna da me. ” C’era un singhiozzo nella sua voce.

“Non sono pronto a ritornare con qualcuno! Non te! Nessun altro! Perché non mi lasci in pace. ” Ringhiai.
Marco mi guardò male e disse accalorato: “Ricordo quando eravamo più importanti di quanto ci circondava, Voglio che tu mi guardi e pensi a qualcun altro che non sia te. Sono mesi che non mi tocchi. “
Qualche cosa shittò in me.
“Tu vuoi essere toccato!” Gridai “Io ti toccherò!”
Balzai in piedi e gettai Marco sul pavimento.

Gli strappai i pantaloncini, mi piegai e gli presi in bocca l’uccello.
“Com’è essere toccato così”, Gridai mentre gli stringevo l’uccello e le palle con le mani. Sentii il mio cazzo congestionarsi per la prima volta da quando papà era morto. Poiché Marco non diventava duro sotto le mie mani, mi tolsi i pantaloncini e mi carezzai rudemente il pene per farlo erigere completamente. Gli alzai le cosce e posizionai il cazzo vicino al suo culo.

“Sto per incularti tanto violentemente che non vorrai più andare con un uomo!”
Stavo per sbattergli dentro l’uccello quando alzai lo sguardo alla sua faccia. Gli grondavano lacrime dagli occhi, ma le lacrime non mi avrebbero fermato nello stato in cui ero. Quello che mi fermò fu il terrore nei suoi occhi. Gli occhi che non avevano mai mostrato altro che amore per me, ora non mostravano nient’altro che paura. L’odio non mi avrebbe fermato dal fargli male.

Né mi avrebbe irritato. La cosa che non potevo improvvisamente sopportare era vedere che aveva paura. La mia mente mi gridò che l’unica persona al mondo che avevo amato ora era terrorizzato da me. Scoppiai in lacrime e seppellì la faccia nelle mani, mi acquattai sul pavimento a singhiozzare.
Un tocco leggero sulla mia spalla mi fece guardare in su. Marco era inginocchiato vicino a me. Lo guardai in viso, c’era ancora paura, ma io vidi anche amore.

L’afferrai e lo tirai a me in un tremendo abbraccio. Lui grugnì mentre lo schiacciavo contro di me e bisbigliavo: “Dio, come mi dispiace!” e l’abbracciavo e piangevo sulla sua spalla. Lo baciai piano e lo lasciai andare. Lo guardai e dissi: “Penso di aver dimenticato quanto ti amo, Marco. Ti amo troppo ma sento di aver dimenticato come dimostrartelo. In questi mesi amavo averti vicino, ma non riuscivo a dirti quanto e non ricordavo come fare a darti l’amore che tu volevi.

Lo so che sto balbettando ma io ti amo e…”
Smisi di parlare perché Marco stava baciandomi e piangendo. Anch’io cominciai a piangere, ci stringemmo e piangemmo uno nelle braccia dell’altro.
“Bentornato a casa, amore mio!” Singhiozzò.
Quando smisi di piangere mi asciugò gli occhi mentre io asciugavo i suoi. Mi chinai in avanti per baciarlo e lui bisbigliò: “Sei pronto?”
“Sì. ” Fu tutto quello che riuscii a dire.
“Allora lasciami mostrare quello che voglio che tu faccia per me per il reso della tua vita.


Mi tirò in piedi e mi condusse nella mia stanza.
Per le due ore seguenti Marco si dedicò ad amarmi. Cominciando lentamente lo fece completamente. Non c’era parte del mio corpo che non fosse stata baciata o accarezzata. Mi massaggiò gambe, schiena e fianchi. Mi penetro davanti, di lato e di schiena. Mi succhiò l’uccello, lo masturbò coi suoi capelli, con le sue mani e mi strofinò fino a godere col suo stomaco mentre ci carezzavamo.

Tutto così lentamente e delicatamente come non avevo mai avuto da lui. Quando pensavo che avesse finito, lo baciai e cominciai a rendergli i favori. Lui mi fermò e disse piano: “Aspetta amore!”
Mi succhiò violentemente e quando ebbi sborrato mi tirò via dal letto in modo che le ginocchia stessero sul pavimento. Stava per penetrarmi ma poi pensò di non poter dare sufficiente spinta, allora mi curvò sulla scrivania e mi inculò duramente.

Così duramente che pensai che il suo cazzo mi sarebbe arrivato in gola e mi avrebbe rotto i denti. Poi mi fece stare in piedi contro il muro, braccia e gambe allargate e mi inculò di nuovo. Alla fine mi gettò sul letto e mi succhiò con tale entusiasmo che pensai che le mie palle sarebbero state risucchiate nel mio uccello.
Restammo sdraiati insieme per alcuni minuti per riprendere fiato. Io ero quasi addormentato quando lui mi baciò e cominciò a leccare scendendo verso l’inguine.

“Fermati, fermati! Cedo!” Dissi.
Marco mi guardò sollevato.
“Grazie a Dio! Sei stato insaziabile. Volevo continuare fino a quando avresti resistito, ma non pensavo che saresti durato così a lungo. Sono fottutamente distrutto. “
“Bella maniera!” Gli dissi mentre lui si annidava nelle mie braccia e non lo sentì, era già addormentato.
Dormii bene per la prima volta da quando papà era scomparso. Improvvisamente ero di nuovo contento.
Mi svegliai poco prima dell’alba ed andai in bagno.

Non ero così indolenzito come avrei pensato ed anche il ginocchio non mi faceva male nonostante il duro trattamento. Marco era disteso sulla schiena a braccia e gambe allargate nella fase “sto quasi per svegliarmi”. Mi sedetti vicino a lui e lo carezzai leggermente. Era coperto di peli! Gli sentii braccia e gambe, erano pelose! Anche il suo torace aveva una lanugine rossastra. Non si radeva da mesi. Dopo quel primo fine settimana, l’avevo raso una volta alla settimana ed ora era ovvio che lui non si era raso fin da… quel giorno.

Ritornai nel bagno e feci una treccia coi miei capelli. Non era come quella di Marco ma sarebbe andata bene per quello che volevo fare.
“Prima le cose principali”, riflettei guardando il suo cazzo e l’inguine coperti di peli. Non avevo mai fatto un pompino ad un ragazzo con peli sull’inguine e Marco cominciò a svegliarsi quando gli leccai il cazzo. Mi implorò di aspettare fino a dopo che avesse pisciato e minacciò di pisciarmi in gola se mettevo di nuovo lì la mia bocca.

Lo feci alzare delicatamente dal letto. Lui era ancora abbastanza intontito mentre lo conducevo in bagno. Quando ebbe finito lo feci sdraiare sul pavimento e cominciai a leccargli lentamente le palle e l’uccello fino a che non divenne duro. Marco ce l’aveva grosso abbastanza da non permettermi di prenderlo tutto in bocca così per la maggior parte del tempo usavo una mano come aiuto per trattarlo “nella maniera opportuna”. Questa volta leccai e succhiai su e giù la sua asta mentre lui si contorceva sul tappeto.

Quando i suo lamenti divennero un po’ più forti sentii i muscoli delle sue gambe che cominciavano a tendersi e gli feci scivolare un dito nel culo per finire l’atto. Lui afferrò la mia testa per trattenerla mentre sgroppava le anche e mi fotteva la faccia. Ingoiai il suo sperma che emergeva velocemente dal suo uccello. Marco mi fissava mentre pompava la sborra nella mia bocca. Ingoiai. Ingoiai il primo fiotto poi sputai il resto sul suo stomaco e lo pulii con la lingua.

Dopo un rapido bacio cominciai il passo seguente del mio piano architettato per lui quella mattina. Trovai il rasoio, lo massaggiai e lo rasai contemporaneamente. Gemette di piacere e si lasciò cadere nella sonnolenza mentre rasavo e massaggiavo i suoi muscoli stanchi. si svegliò completamente quando cominciai con l’inguine. Rasai con attenzione lo scroto e la striscia appena visibile di peli rossi dal culo alle palle. Quando finii col cazzo era pronto per qualsiasi cosa e cominciò a strofinarsi le cosce in attesa.

Presi la fine della mia treccia e gliela mostrai, lui indovinò quello che stava per accadere e gli diventò duro quasi immediatamente. Era passato tanto tempo da quando si era rasato che si era dimenticato come sarebbe stato sensibile il suo corpo. Cominciai dal collo e spostai lentamente la treccia sul torace, attraverso i capezzoli e verso le ascelle. Ci volle mezz’ora di tittillamenti per arrivare al suo ombelico e lui gemette e si dimenò per tutto il tempo.

Ci volle tanto perché mi fermai lungo la strada per aspettare che la sua durezza cessasse. Passai ai suoi piedi e strisciai sul suo corpo. Alla fine lo feci venire quando carezzai con la treccia il percorso dalle palle al culo senza avergli mai toccato il cazzo, era torturato dalle convulsioni ma per gli sforzi della notte non c’era praticamente sperma. Aspettai un po’, poi trascinai l’estremità della della treccia sul suo pene flaccido.

Si indurì di nuovo ed io passai un’altra mezz’ora a toccarlo lentamente con la treccia finché non venne di nuovo, addirittura più violentemente della prima volta.
Lo condussi al letto e lo inculai il più lentamente possibile. Tenni lontane le sue mani dalla sua carne. Quando sentii che il mio orgasmo era imminente, avvolsi una mano nella mia treccia e cominciai a carezzarlo. Venimmo contemporaneamente ed i nostri spasmi di brividi divennero sempre più forti finché non ci lasciammo cadere sul letto esauriti.

Lo baciai e carezzai finché non lo sentii indurirsi di nuovo. Lo condussi di nuovo in bagno, lo feci sdraiare sul sul pavimento, raccolsi un rasoio nuovo e lo rasai di nuovo.
Quella sera ci coccolammo sul divano guardando un vecchio film. Quando finì lo baciai dolcemente sulle labbra e gli dissi di chiudere gli occhi. Quando lo fece, presi dalla tasca la fede di mia madre e gliela feci scivolare sul mignolo sinistro.

I suoi occhi si spalancarono colmi di lacrime. Gli diedi la fede di papà. Marco stava tremando visibilmente e le sue mani tremavano tanto che non riusciva a far scivolare l’anello sul mio dito. Lo tenni stretto fino a che le lacrime ed il tremore non cessarono, poi bisbigliai che dopo l’università gli avrei comprato un diamante, se fossi riuscito a trovarne uno degno di lui. Marco si morse un labbro e le lacrime ripresero.

Poi si precipitò nella stanza degli ospiti dove aveva dormito durante la mia crisi.
Ritornò un minuto più tardi con una vecchia shitola di gioielleria.
“Questi erano della mia nonna, la mamma me li diedi quando le dissi di noi. “
Nella shitola c’era degli orecchini di smeraldo antichi, Marco mi tolse il mio orecchino e lo sostituì con lo smeraldo. Si tolse un cerchietto d’oro riccamente ornato dal suo orecchio e lo mise al mio altro orecchio.

Al posto del cerchietto mise l’orecchino di smeraldo.
“Finalmente”, sospirò. “Siamo una coppia perfetta. “
Mi guardò profondamente negli occhi ed attraverso le lacrime disse: “Io ti amo!”
Lo baciai dolcemente e risposi: “Io ti amo. Io sono tuo per sempre. ”

Una mano sul mento mi fece uscire dal mio sogno ad occhi aperti. Guardai la faccia di Marco.
“Dove eri? Sembravi lontano un milione di chilometri!” Chiese con un dolore lancinante di gelosia.

“Stavo ricordando i nostri anni al liceo e la notte che ci sposammo. ” Gli dissi mentre gli carezzavo amorosamente il cazzo tentando di capire quanto fosse vicino all’orgasmo. E’ abbastanza vicino, pensai. Afferrai la lunga treccia che portavo solo per questo scopo e l’avvolsi intorno al suo pene come lui aveva fatto anni prima avvolgendola intorno al mio.
“Allora sei perdonato”, rispose. “Ma torniamo alla questione. “
Grugnì mentre io spingevo con forza.

Continuai a spingere andando più profondamente e prendendo il ritmo mentre mi sentivo arrivare alla liberazione, anche Marco lo era, il tempismo era tutto ed io lavorai con forza in maniera che i nostri orgasmi fossero simultanei. Il mio spingere si trasformò in un pompare mentre sentivo aumentare la pressione nel mio inguine. Resistetti finché potevo e quando la pressione divenne insopportabile, afferrai la treccia e tirai. I lunghi capelli avvolti intorno al suo cazzo scivolarono agevolmente nel cappio che avevo fatto sul suo uccello stringendo mentre aumentavo la tensione.

Spinsi un’ultima volta il più profondamente possibile mentre strappavo la treccia dal cazzo. Ringhiammo tra i denti mentre venivamo. Pensai che il mio uccello sarebbe scoppiato dentro di lui mentre convulsione dopo convulsione di piacere, pompavo il mio sperma nel suo culo. Il suo orgasmo sparò in cielo lo sperma per precipitare poi sul suo torace e sulla faccia mentre la schiena si inarcava e lui spingeva le sue anche in aria.
Strofinai la sborra sul suo torace senza peli e giocai con l’estremità sensibile del suo uccello mentre mi diventava molle dentro di lui.

Lui si contorse, io mi estrassi, mi sdraiai accanto a lui e ci accoccolammo insieme.
Il giorno seguente le nostre vite sarebbero entrate in una fase nuova, avremmo raggiunto i suoi suoi genitori. Marco mi guardò e sorrise.
“Era tanto tempo fa. Due anni di liceo, università, internato…”
Vedevo gli anni accumularsi sulla sua testa e lo fermai con un bacio.
“Io vivo solamente per il futuro”, gli dissi.
“Stronzo.

Tu vivi solamente per il sesso. ”
Mi baciò leggermente e poi si sdraiò per dormire. Io aspettai pazientemente finchè non fui in grado di sistemare braccia e gambe per avvolgerlo. Quando finalmente il suo respiro mi disse che si era addormentato, baciai la sua fronte e gli dissi, come avevo detto ogni notte per più di otto anni:
“Io ti amo. Io sono tuo. Per sempre. “.

Chat 3 Miss S

Altra conversazione,questa volta con una donna diversa che chiameremo Miss S,anche qui si cita una mia foto,questa.

19 ottobre 2012 ore 17:22…

(5:22PM) Lei: ciaoooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!
(5:23PM) Me: ehilà fanciulla,come andiamo?mi stavo sconnettendo,ma ora aspetto di sicuro
(5:24PM) Lei: con chi mi tradivi?
(5:24PM) Me: con xxxxxxxx,ma se ne andato
(5:24PM) Lei: frocio!
(5:25PM) Lei: anch’io ci parlo a volte con lui
(5:25PM) Me: continua a scrivermi cazzate da ridere…è simpatico
(5:25PM) Lei: si, un po’
(5:26PM) Me: frocio?aspetta ad incontrarmi…poi
(5:26PM) Lei: lo so che nn lo sei
(5:26PM) Me: ne sarai sicurascherzo vero..
(5:26PM) Lei: ho già visto tanto…
(5:27PM) Me: troppo?
(5:27PM) Lei: mai tanto…
(5:27PM) Lei: di me che vorrresti vedere?
(5:28PM) Me: quello che vuoi farmi vedere…per provocarmi,spazio alla creatività,o no?
(5:28PM) Me: volevo scrivere tutto,
(5:28PM) Lei: sempre… W le nuove idee!!!!
(5:29PM) Lei: tu mi scrivi cose porno
(5:29PM) Lei: io ti rispondo con cose porno
(5:29PM) Me: ok,affare fatto
(5:30PM) Lei: ti piace più il porno o l’erotico?
(5:32PM) Lei: sei svenuto?
(5:32PM) Me: per descrivere il porno per fare l’erotico,ma poi le due cose si fondono..
(5:32PM) Me: tu?
(5:32PM) Lei: secondo me c’è differenza
(5:33PM) Me: certo che c’è,l’erotico non usa terminolgie rock
(5:33PM) Me: secondo te?
(5:33PM) Lei: non nmi sono mai misurata col porno, sarei pi?? per l’erotismo, lascia spazio all’immaginazione, lo trovo pi?? intrigante
(5:34PM) Lei: è sicuramente rock!
(5:35PM) Lei: volevo dirti che le tue descrizioni di scene porno che ci vedono protagonisti mi hanno molto, molto eccitata
(5:37PM) Me: allora continuerò,ne avevo pensata una poi ieri,che ti scriverò come risposta alla tua possibile provocazione..umida?
(5:37PM) Lei: …si, molto umida!
(5:39PM) Me: la cosa non mi lascia indifferente..avrei voluto tastare..l’umidità
(5:39PM) Lei: ehhhhhhhhh!!!!!!
(5:40PM) Me: ccosa hai capito?
(5:40PM) Lei.

tutto!
(5:40PM) Me: secondo me no,dimmi…
(5:41PM) Lei vorrei, ma coì¨ in istantanea nn mi riesce bene
(5:42PM) Lei: sai, le foto, fe scne descritte da te….
(5:43PM) Me: come?
(5:44PM) Lei: hai rimosso? il romanzo erotico me l’hai scritto tu!
(5:45PM) Me: no no,solo non avevo capito..profezia,non romanzo
(5:46PM) Lei: ahahahahahah!
(5:47PM) Me: sarei curioso di sentirti ansimare…..tu?
(5:47PM) Me: non per telefono vero,dal vivo
(5:48PM) Me: non riesco a vedere il video di otis…che canzone è?
(5:49PM) Lei: sitting on the dock of the bay.

piace?
(5:50PM) Me: bravo otis…mi piace il genere marvin gay e via dicendo,motown…
(5:51PM) Lei: si, bello!
(5:52PM) Lei: con che a****li vivi?
(5:52PM) Me: mio fratello e la tartaruga
(5:53PM) Me: tu hai a****li?
(5:53PM) Lei ahahaha! è casalinga o la porti a spasso?
(5:54PM) Me: acquatica,poverina,mi fa pena vederla sempre li da sola
(5:54PM) Lei molto, sai, potessi non li mangerei neanche!
(5:55PM) Me: non è il discorso di mangiarli,ma di tenerli prigionieri per sfizi umani,è peggio di mangiarli
(5:56PM) Lei: appunto! pensa a saperli ingabbiati o vivisezionati che pena mi fanno!
(5:57PM) Me: pensiamo a cose allegre,va…oltre l’umidità è succeso qualcos’altro?
(5:58PM) Lei: è un segreto!
(5:59PM) Me: quindi è successo qualcosa
(6:00PM) Lei: certo! vogliamo far arrapare il moderatore?
(6:00PM) Me: basto io…..
(6:00PM) Me: e tu…
(6:00PM) Lei: preferisci in privato?
(6:01PM) Me: certo,tu?
(6:01PM) Me: qui non mi sento libero..
(6:02PM) Me: solo qualche allusione per stuzzicarti
(6:02PM) Lei: si certo, per?? sarebbe stato carino provocare il grande fratello!
(6:02PM) Me: allora provocalo,pendo dalla tua tastiera
(6:03PM) Lei: mmmmmmmmm!
(6:04PM) Me: se vuoi commentare la tua eccitazione e cosa è successo?
(6:04PM) Lei: indovina che completino indosso qui davanti alla tastiera mentre mi sento già un po’ su di giri?
(6:04PM) Me: solo una foto potra essere espressiva..dimmi
(6:05PM) Lei: non indosso nulla!
(6:05PM) Lei: e riguardo le foto che mi hai mandato!
(6:06PM) Lei: sai, quelle col tuo pene grande, duro, che mi vuole!
(6:06PM) Me: granda che mi mandi su di giri….

dimmi
(6:06PM) Me: guarda
(6:07PM) Lei: sai, i miei capezzoli…
(6:07PM) Lei: a te li ho fatti vedere
(6:07PM) Lei: ora ce l’ho duri come nella foto che ti hho mandato
(6:08PM) Me: che bacerei…per ore
(6:08PM) Lei: e io te lo lascerei fare
(6:08PM) Lei: poi …c’è una cosa che mi piace essere fatta in certi momenti
(6:09PM) Lei: indovina!
(6:09PM) Me: dimmi?
(6:09PM) Lei: eh!
(6:09PM) Lei: sei curioso?
(6:09PM) Me: certo,molto..un indizio?
(6:10PM) Lei: riguarda l’umidità…
(6:10PM) Me: mmmmm,sentiamo,io la adoro..
(6:11PM) Lei: eh! ora ad es.

sono molto umida!
(6:11PM) Lei: tu come sei messo?
(6:11PM) Me: e cosa vorresti fare fossi li?sul gonfio abbondante
(6:12PM) Lei: mmmmmmmmmm!
(6:12PM) Me: poi mi sono rivisto ora i tuoi capezzoli…
(6:12PM) Lei: metterei in scena la tua profezia di noi!
(6:12PM) Lei: ti tiacciono i miei capezzoli?
(6:13PM) Lei: in quella foto ero eccitata!
(6:13PM) Lei: si vede?
(6:13PM) Me: molto,farei appunto cadere della saliva sopra e poi mentre ti bacio li sfiorerei con le dita…
(6:14PM) Lei: ….

eh! si!
(6:14PM) Lei: e io ti lascerei fare per un po’…
(6:14PM) Lei: poi comincerei a baciarti…e
(6:14PM) Me: e poi?guarda che nel frattempo il totem è di marmo…
(6:15PM) Lei: ahahaahah!
(6:15PM) Lei: ma anch’io sono tutta bagnata…
(6:16PM) Me: e ti tocchi?
(6:16PM) Lei: …non ti ho più scritto cosa mi piacerebbe che mi facessi…
(6:16PM) Lei: si, mi sto toccando
(6:17PM) Me: appunto. però mi ricordavo…dimmi?sfiorando o penetrando con le dita?
(6:17PM) Me: senti il profumo dell’umidità?mmmmm
(6:17PM) Lei: vuoi che faccia così?
(6:18PM) Lei: secondo te è venuto duro anche al grande fratello?
(6:19PM) Me: a te come piace toccarti?solo con le mani o usi altro anche?
(6:19PM) Lei: o la grande sorrella ci spia per toccarsi un po’! magari più tardi si masturba, se non sa con che sfogarsi!
(6:19PM) Me: a me sicuro comunque
(6:20PM) Me: vedi mia foto con i pantaloncini blu
(6:20PM) Lei: si, ma temo stiamo facendo una cosa a 3 o più!
(6:20PM) Me: nessuno controlla le chat,sarebbe i*****le credo..
(6:20PM) Lei: io penso che sbirciano, quei ficcanaso!
(6:21PM) Lei: comunque è ancora più eccitante a sentirsi spiati
(6:21PM) Lei: non trovi?
(6:22PM) Me: anche,ma cosa dicevi sull’umidità?
(6:22PM) Me: sai che ti voglio?
(6:23PM) Lei: si, ti svelo il mio desiderio: mi piacerebbe tantissimo che me la leccassi…
(6:23PM) Me: adoro la cosa……molto
(6:23PM) Me: per ore anche
(6:23PM) Lei: mmmmmmmm!
(6:24PM) Lei: ok!
(6:24PM) Me: tenedo le tue gambe molto divaricate…leccarla fino a quando l’umidità è ovunque,per poi…..
(6:24PM) Lei: ora che ho dato sfogio alla mia creatività estemporanea, chiudo!
(6:25PM) Me: ok…aspetto una foto anche di dove vorresti essere baciata..
(6:26PM) Lei: si, te la manderò, abbi fede!
(6:26PM) Lei: ormai mi hai contagiata!
(6:26PM) Lei: …so cosa farai quando chiudo!
(6:27PM) Me: ma quando giochi da sola usi le mani o hai giocattoli?attrazione la chiamerei..forte anche,da parte mia..
(6:27PM) Me: vado anche io..dopo torni?
(6:27PM) Lei: no, sai il dovere mi chiama!
(6:28PM) Lei: andrai a farti una sega,quanto vorrei vedere!
(6:28PM) Me: aspetterei qualche tua foto…
(6:28PM) Me: anche se sono carico…
(6:29PM) Lei: dai, vai e poi mi fai sapere…così è come se ci fossi anch’io
(6:29PM) Lei …siamo diventati molto intimi!
(6:30PM) Me: ok….

ti scrivero…farò una foto se vuoi?
(6:30PM) Lei: si! è stata una conversazione molto rock!
(6:31PM) Me: bene…. avrei voglia di baciarti tra le gambe ora…
(6:31PM) Lei: …se mi scrivi così!
(6:31PM) Lei: devo andare!
(6:32PM) Lei: ci scriviamo in privè!
(6:32PM) Me: ok,ciaoooooooo
(6:32PM) Lei: ti bacio alla francese!
(6:33PM) Me: anche io…. tenendo le mani a posto

A breve pubblicherò le foto dei capezzoli.

Chat 2

Gli spazi vuoti sono le faccine che non incolla. come al solito nomi e altri riferimenti sono stati modificati per la privacy,la donna è quella dell’altra conversazione che chiameremo Madame C per differenziarla da altre conversazioni con altre donne, scrivo solo la sua età 40 all’epoca.

Questa è anche la storia di come ho iniziato a farmi foto,anche qui si fa riferimento ad alcune foto,in particolare questa.

il Teschio

Giugno ore 19:01…..

(7:01PM) Me: ti ho appena scritto una mail….

3 ore a scriverla
(7:01PM) Lei: puledra? hi hi
(7:01PM) Lei: due righe in tre ore.. però…
(7:02PM) Me: mi piace puledra…
(7:02PM) Me: rende l’idea di cosa voglio
(7:02PM) Lei: pure a me!
(7:03PM) Me: il mustang e la puledra…
(7:03PM) Me: come si scrive il verso del cavallo?
(7:03PM) Lei: nitrito?
(7:03PM) Lei: ?
(7:03PM) Me: si
(7:03PM) Lei: boh
(7:04PM) Lei: mi spieghi allora?
(7:04PM) Me: cosa?
(7:04PM) Lei: più si diventa vecchi più.. ma che volevi dì¨???
(7:05PM) Me: che da giovane cercavo le occasioni spesso,ora per niente,intendo fuori,nei bar o in giro
(7:05PM) Lei: io più diventavo vecchia più trombavo, fino a qualche tempo fa….

(7:06PM) Me: io tornerei a farlo come un tempo,ma mi stufo a corteggiare..
(7:06PM) Lei: quindi non era riferito all’altra sera che sei rincasato all’alba!!!!!!!
(7:06PM) Me: no,la morosa di mio fratello ha inaugurato un bar…
(7:06PM) Lei: fa parte del gioco, anche gli a****li corteggiano!
(7:07PM) Lei: ah quindi ora tutta vita al bar dai!!!
(7:07PM) Me: non tutta
(7:07PM) Lei: presto ti perderai sotto qualche gonnella, lo sento!
(7:08PM) Me: magari…
(7:08PM) Me: la tua?
(7:08PM) Me: guarda che vengo a trovarti anche se trovo la morosa..ormai te le ho promesse
(7:09PM) Lei: io solo jeans e leggings però!!
(7:09PM) Lei: voglio proprio vedere!
(7:10PM) Me: strappo via e diventa una simil gonna
(7:10PM) Me: l’idea di farti strappare gli slip come la vedi?
(7:11PM) Lei: eh bastante aggressive!! ;P
(7:12PM) Me: sai che pensandoti sono andato su un sito di schiaffi sul culo
(7:12PM) Lei: hahaha
(7:12PM) Lei: hai imparato bene la lezione spero!
(7:12PM) Lei:
(7:13PM) Me: madonna..bello.

(7:13PM) Lei: spank me
(7:13PM) Me: esatto
(7:13PM) Lei: please!!
(7:13PM) Lei:
(7:13PM) Lei: dove sei ora? in quale stanza?
(7:14PM) Me: subito…
(7:14PM) Me: camera,tu?
(7:14PM) Lei:
(7:14PM) Lei: kitchen
(7:14PM) Lei: scomoda ma qui posso fumare
(7:14PM) Me: e che indossi?
(7:14PM) Lei: t-shirt e culotte fucsia
(7:14PM) Lei: tu?
(7:15PM) Me: comunque potresti mandarmi qualche foto..malvagia
(7:15PM) Me: io boxer e maglietta..
(7:15PM) Lei: daje co ste foto!!!!
(7:15PM) Lei: allora siamo pari
(7:15PM) Me: mi piace spiarti..
(7:15PM) Lei: toccherebbe vedere chi è più sexy
(7:15PM) Lei: prrrrrrrrrrr
(7:15PM) Lei:
(7:16PM) Me: tu di sicuro..
(7:16PM) Lei: mah non è detto… potresti avere doti nascoste!
(7:17PM) Lei: dimmi una cosa
(7:17PM) Me: cosa?
(7:17PM) Lei: ma il teschio dove l’hai scovato fuori????
(7:17PM) Me: l’avevo comprato anni fa,è un salvadanaio
(7:18PM) Lei: miiiiiiii…….

(7:18PM) Lei: macabro!!!
(7:18PM) Me: un pò..però è bello..
(7:18PM) Lei: io non gli darei na lira!
(7:18PM) Lei: hahaha4
(7:18PM) Lei: ma è di coccio, di plastica?
(7:19PM) Me: plastica
(7:20PM) Lei: posso farti una seconda domanda o divento noiosa?
(7:20PM) Me: quante ne vuoi
(7:20PM) Me: non ti ho mai pensato noiosa
(7:20PM) Lei: trapassate lo cavalcone… ?? cos’è?
(7:21PM) Lei: forse hai sbagliato a scrivere o sono io un po’ ottusa!!!!!!
(7:21PM) Lei: non vuoi dirme
(7:21PM) Lei: lo
(7:21PM) Lei: ?
(7:21PM) Me: l’armata brancaleone
(7:22PM) Me: no neanche ottusa
(7:22PM) Lei: ok dopo
(7:22PM) Lei: ah
(7:22PM) Lei: a proposito!
(7:22PM) Lei: ho guardato il film school of rock!!!!!!!
(7:22PM) Lei: carinooooooo
(7:22PM) Lei:
(7:22PM) Me: bello?
(7:22PM) Lei: yeah
(7:22PM) Lei: che tipo il finto prof!
(7:22PM) Me: ma indo vai?
(7:22PM) Lei: troppo forte
(7:23PM) Lei: indo?
(7:23PM) Me: dove vai?
(7:23PM) Me: hai scritto a dopo
(7:24PM) Lei: dopo lo guardo il video mi che hai consigliato
(7:24PM) Lei: ahoooooo
(7:24PM) Lei:
(7:24PM) Me: ahn,scusa,infatti avevo riletto e capito
(7:24PM) Lei: mo bravo
(7:24PM) Me: hai giocato oggi?
(7:25PM) Lei: ieri.. bello..
(7:25PM) Lei: era un po’ che..
(7:25PM) Lei: tu?
(7:26PM) Me: anche io ieri sera..
(7:26PM) Me: eri carica quindi?
(7:26PM) Lei: allora l’abbiamo fatto insieme
(7:26PM) Lei: si era
(7:27PM) Me: magarioggi non saresti andata a lavorare in macchina
(7:27PM) Lei: ah no?
(7:27PM) Lei: perchè?4
(7:27PM) Me: se qualche volta vuoi mostrarmi il lago
(7:27PM) Lei: avrei volato forse? :=)
(7:27PM) Lei: ah ah ah
(7:28PM) Lei: ho remato….

(7:28PM) Me: perchè da lacerazionischerzo
(7:28PM) Lei: mi piacerebbe sapere una cosa di te ma non so se chiedertela su sto sito o..
(7:29PM) Lei: magari ti farè la domanda via mail.. ma che roba…
(7:29PM) Me: ora sono curioso,me la fai subito vero?
(7:30PM) Me: anche via mail,come ti senti più a tuo agio
(7:30PM) Lei: oppure fartela mascherata, sperando di farmi capire, ci proviamo?
(7:30PM) Me: prova
(7:30PM) Lei: ok ti mando mail dai
(7:31PM) Me: ok
(7:31PM) Me: con fotoormai quelle ho le so a memoria
(7:31PM) Lei: fatto
(7:32PM) Lei: ma pretendo una risposta sincera!!
(7:33PM) Me: dipende,mi è capitato di dire si e anche no,dipende dall’eccitazione del momento…quindista anche in te
(7:34PM) Me: intendo con la mia ex,era più porca in quel periodo,anche tu?
(7:34PM) Lei: capito..
(7:34PM) Lei: ebbene si
(7:34PM) Lei: lo sono
(7:34PM) Lei: questione d’ormoni
(7:34PM) Me: poi con quelle zinne gonfie da ….

(7:35PM) Lei: poi, qualche giorno prima, o forse questione di ore prime, io raggiungo un livello di eccitazione bestiale!!
(7:35PM) Lei: si le poppe gonfie.. mmmmm
(7:35PM) Me: vero…qualche giorno prima..che bei ricordi…
(7:35PM) Me: sono belle le tue
(7:36PM) Me: credo ci possa stare li in mezzo…
(7:36PM) Lei: grazie mustang
(7:36PM) Me: prego puledra..
(7:37PM) Lei: si potrebbe, anche se sarebbe stato meglio averle più grosse, di poco dico.. non tantissimo.. il giusto
(7:37PM) Me: a me piacciono..tu hai mai pensato di ritoccarle?io sono contrario
(7:37PM) Lei: non ci penso proprio!
(7:38PM) Me: fai bene…la foto del profilo ti piace?
(7:38PM) Lei: te l’ho già detto…
(7:39PM) Me: be..io non ti mando più foto…sono qui che muoi dalla voglia di spiarti..oltre a quella di a….

realmente..e tu fai la voyer al posto mio
(7:39PM) Lei: nella foto precedente non rendevi bene l’idea..
(7:40PM) Me: dici?ora si?
(7:40PM) Lei: decisamente!
(7:40PM) Lei: sento che qualcun’altra ti avrà prima di me..
(7:41PM) Lei: non voglio
(7:41PM) Me: se va avanti coì¨,il signore mi avra prima di tutte
(7:41PM) Lei: ahahah ma smettilaaaa!!!!
(7:42PM) Lei: sei all’apice della tua sessualià e tu vorresti regalarti al signore?????
(7:42PM) Lei: ma che min… dici????
(7:42PM) Me: ma vieni 3 giorni a xxxxxx..ti trovo una sistemazione a poco…poi se vuoi faccio da cicerone o da mandingo..scegli tu
(7:42PM) Lei: sei un inguaribile mandrillo….

(7:43PM) Lei:
(7:43PM) Me: cosa scieglieresti?
(7:43PM) Me: sceglieresti
(7:44PM) Lei: io non mi faccio mai mancare niente quindi sceglierei entrambe le cose
(7:44PM) Me:
(7:44PM) Lei: poi se mi piacessi tanto tanto allora ti direi: caro, non me ne fotte niente della città.. voglio te!!!!
(7:45PM) Me: lo stesso farei io…
(7:45PM) Me: poi su internet ci sono le foto se dopo vuoi vedere la città
(7:45PM) Lei: già..
(7:46PM) Lei: quindi tuo fratello avrebbe aperto un bar..?
(7:46PM) Me: la morosa di mio fratello
(7:46PM) Lei: ah si
(7:47PM) Me: io aprirei te
(7:47PM) Lei: mandingo…..
(7:47PM) Me: non come un barma quasi
(7:48PM) Me: non sono più andato avanti con la storia invece…
(7:49PM) Lei: e c’hai pensato?
(7:50PM) Me: certo..però visto che non mi avevi inviato altre foto e d eri spatita ho represso la mia creatività
(7:50PM) Lei: hai più pensato a come eccitarmi?
(7:50PM) Me: che comunque resta nei tuoi confronti..
(7:51PM) Me: ciucciandoti il dito del piede mentre lo infilo?
(7:51PM) Lei: si ma tu co ste foto.. boh.. ma che ci fai?? fai prima a guardare qualche sito..
(7:51PM) Lei: ahhhh… mmmmhhh… siiiiiii…..
(7:51PM) Me: prendo spunto,poi le guardo mentre mi tocco…e grasse……..
(7:52PM) Lei: avevo dimenticato la tua verve….

(7:52PM) Lei: grasse..????
(7:52PM) Me: perchè sei su qualche sito?io non mi eccito tanto come con le tue,probabilmente si è formato un filo di arianna(si dice così¨?)
(7:53PM) Me: grasse venute(tanta)ok?
(7:53PM) Lei: ah ok…..
(7:53PM) Lei: mmmmmm
(7:53PM) Lei: tanta e tante!!!
(7:53PM) Lei: io sono multi org..
(7:54PM) Me: bene…la prima di sicuro..le altre un pò meno,poi dipende quanto passa da una all’altra
(7:55PM) Me: volevo chiederti se violevi vedere quanta..ma non saprei neanche come impostare la foto da fare..
(7:55PM) Lei: lascia stare.. facciamo che questo rimane una sorpresa….

(7:55PM) Lei: ok?
(7:56PM) Me: meglio,mi sono vergognato di averlo scritto anche
(7:56PM) Lei: seeee…… tu vergognato????
(7:56PM) Lei: madddaiiiii
(7:57PM) Me: io un pò lo sono,poi quando prendo confidenza…azz tuoi
(7:57PM) Lei: anche se devo dire che a me le venute maschili copiose mi eccitano da morire!!
(7:57PM) Lei: hahaha
(7:58PM) Me: anche a me vedere la mia dove dico io
(7:58PM) Lei: maialone-……
(7:58PM) Lei: mi viene da dirti.. perchè non ti trovi un lavoro qui a xxxx???????????????????????????????
(7:59PM) Lei: anche se in tempi di crisi..
(7:59PM) Me: magari…informati
(7:59PM) Lei: ma io sono positiva.. potresti trovarlo se solo lo vuoi!
(7:59PM) Me: a xxxx?
(8:00PM) Lei: siiiiiiiiiiiiiii
(8:00PM) Me: via internet?in italia ormai se non conosci qualcuno non ti prendono..
(8:00PM) Lei: mentre chatto con te mi va lo sguardo sulla tua foto del profilo.. hai uno sguardo serio che mi attizza na cifra e anche molto intenso!!!!!!!!!
(8:01PM) Me: poi devo trovare anche l’appartamento..
(8:01PM) Me: io sono intenso..e che fai,ti è caduta la mano tra le gambe?
(8:01PM) Lei: ma quale appartamento.. io ti rapisco nel mio!!!!!!!!!!!!!
(8:01PM) Lei: chiudo a chiave tutto!!!!!!!!
(8:02PM) Lei: no ancora np
(8:02PM) Lei: no..
(8:02PM) Me: guarda che se dici vengo giù una settimana a cercare lavoro…
(8:02PM) Me: domani faccio una rapina
(8:02PM) Lei: magari fosse..
(8:03PM) Me: sai di solito non mi capita,ma tu in chat mi ecciti…
(8:03PM) Lei: eccolo là… devo venire a portarti le arance??? guarda che sono fuori stagione!!!
(8:04PM) Me: se abitassi vicino verrei a piedi da quanto mi carichi..
(8:04PM) Lei: se ti eccito in chat pensa dal vivo che scintille!!
(8:04PM) Me: si infatti…
(8:04PM) Me: vengo prima ancora di spogliarmi,sai che figura non mi è mai successo..
(8:04PM) Lei: ti ho mai chiesto che timbro di voce hai?
(8:05PM) Me: nasale un pò…
(8:05PM) Lei: no quello non credo… non saresti tu!
(8:05PM) Lei: nasale? hmm..
(8:06PM) Me: non ho neanche soldi nel telefono altrimenti ti chiamerei..o chiaverei?
(8:07PM) Lei: xxxx.. che disastro!!!! proprio condannati a vivere quest’incontro virtuale per sempre… temo…..
(8:07PM) Lei: ma va bene così….

(8:07PM) Lei: o quasi…
(8:07PM) Lei: ni….
(8:07PM) Me: spero di no per sempre…
(8:08PM) Me: io vog,io schizzarti ovunque prima o poi…fidati che capiterà…
(8:08PM) Lei: si anche io.. spero di no!
(8:09PM) Lei: ora però una domanda seria
(8:09PM) Me: ok
(8:09PM) Lei: ma tu lo stai cercando un lavoretto o no?
(8:09PM) Me: falle senza chiedere…
(8:09PM) Lei: e quel tipo non ti ha mai pagato poi????
(8:09PM) Me: io si,ho fatto un colloquio anche sabato..
(8:10PM) Lei: scusa se entro un po’ nelle tue tasche ma io vorrei tanto vederti dal vivo…
(8:10PM) Me: si ma non tutti
(8:10PM) Me: anche io vorrei vederti dal vivo
(8:10PM) Me: e non solo vederti
(8:10PM) Lei: tu secondo me sei un bel pezzo di….

(8:10PM) Me: anche sentire la tua voce ed il tuo profumo
(8:11PM) Me: merda?
(8:11PM) Lei: hahahah… no no !
(8:11PM) Lei: oddio, spero di no!
(8:11PM) Me: no,non sono stronzo..con chi se lo merita si però..
(8:12PM) Lei: l’ho capito da quando mi hai mandato una foto con il pene in primissimo piano e tu nel fondo..
(8:12PM) Me: cosa hai capito?ne ho fatta anche una pelato così¨
(8:12PM) Lei: ora lasciamo stare il pene.. io non mi aspettavo un viso così¨..
(8:12PM) Lei: dalla foto del profilo ti ripeto, non rendevi l’idea..
(8:13PM) Me: quando vado al bar le signore del bar mi dicono sempre che sono bello,ma pensavo fosse uno sfogo di mogli esaurite
(8:14PM) Lei: ah però le signore…
(8:14PM) Lei: buongustaie…
(8:14PM) Lei:
(8:14PM) Me: ne ho appena fatta una,io ed il teschio
(8:15PM) Lei: dimmi, usi molto lo sguardo a letto o preferisci di no?
(8:15PM) Lei: cioè mustang tu fai foto mentre chatti con me????
(8:15PM) Me: dipende,non molto comunque,preferisco lo scuro quando…le tenebre
(8:16PM) Lei: sei una piovra!
(8:16PM) Me: certo,io sono un semidio
(8:16PM) Lei: noooooooo!!!!!!!!!!!! questo non me lo dovevi dire!!!!!!!!
(8:16PM) Me: però non te le mando…ancora,tu devi solo sapere che ci sono intanto
(8:17PM) Me: una tipa anni fa mi aveva anche detto che baciavo da dio
(8:17PM) Me: ti ricordi la famosa danza?;9
(8:17PM) Lei: e va beh allora sei stronzo! e io ora che devo faaaa??????
(8:18PM) Lei: mo me devi bascià!!!!!
(8:18PM) Lei: ora!
(8:18PM) Me: anche tu secondo me baci bene…perchè ti piace il sesso..
(8:18PM) Me: bascià??
(8:18PM) Me: che è?
(8:18PM) Lei: baciare in xxxxxx
(8:18PM) Lei: bascià
(8:18PM) Lei: smucu smuci
(8:18PM) Lei: smuuuciiiii
(8:18PM) Me: basar
(8:18PM) Lei:
(8:19PM) Lei: besar
(8:19PM) Me: in xxxxxxxxx..e lino come lo direbbe?
(8:19PM) Lei: ah.. basar in xxxxxxxxxx?
(8:19PM) Me: basar è xxxxxxxxx
(8:19PM) Me: te baso
(8:19PM) Me: ti bacio
(8:19PM) Lei: beciemi
(8:19PM) Lei: haha
(8:20PM) Me: niente mele le pere?
(8:20PM) Lei: torniamo a prima
(8:20PM) Lei: hahahaha
(8:20PM) Me: prego
(8:20PM) Lei: scuro, tenebre… noooooo!!!!!!
(8:20PM) Lei: paura, buio… ma che è??????
(8:21PM) Me: tu luce tipo giorno?
(8:21PM) Me: certo che uno sguardo mentre lo spingo tutto fino in fondo ci stà,mi piace vedere la donna mentre gode
(8:21PM) Lei: no ma devo vedere!
(8:21PM) Me: cosa?devi sentire
(8:22PM) Lei: e devo vedere anche il tuo cazzone mentre fa dentro fuori!!!!
(8:22PM) Me: quello sicuro,tenedolo con una tua mano anche,per agevolare l’inserimento..ma anche senza..
(8:23PM) Lei: dammi due min?????
(8:23PM) Me: 2 minuti?ok
(8:26PM) Lei: ok
(8:26PM) Lei: fatto
(8:27PM) Lei: riesci a centrare quasi sempre anche senza tenerlo in mano????
(8:27PM) Me: i vicini come stanno’
(8:27PM) Me: di solito ci riuscivo…
(8:27PM) Lei: sai, non si sentono più… secondo me hanno insonorizzato la stanza
(8:28PM) Lei: o forse qualcuno si è lamentato.. boh..
(8:28PM) Me: tu non urli vero?
(8:29PM) Lei: ahahaha….

e se ti dicessi di sì????
(8:29PM) Lei: no dai, non urlo ma esterno il mio piacere di sicuro!
(8:29PM) Me: mi hai rovinato la battuta…i gemiti eccitano
(8:29PM) Me: che ti faccio urlare io
(8:29PM) Lei: ecco bravo.. io gemito..
(8:29PM) Me: era la battuta
(8:30PM) Lei: evvai!!!!!!
(8:30PM) Lei:
(8:30PM) Me: alla fine chiedi se è piaciuto di solito?
(8:31PM) Me: perchè se non è piaciuto subito di nuovo)
(8:31PM) Lei: domande da frigide
(8:31PM) Lei: hahahaha
(8:31PM) Me: vero..
(8:32PM) Me: poi io lo capisco se piace..
(8:32PM) Lei: certo….

(8:32PM) Me: ti capita di non venire durante un rapporto?
(8:32PM) Lei: se il rapporto dura due minuti è possibile!
(8:33PM) Me:
(8:33PM) Lei: ti dicevo che sono multi.. ma mi si deve dare il giusto tempo.. sono stata un po’ viziata…. il mio ex durava le ore!!!
(8:34PM) Me: cazzo,le ora con una botta?
(8:34PM) Me: o più copli
(8:35PM) Lei: si beh.. ho detto le ore per dire che durava un bel po’… poi riusciva anche a darmi una ripassatina dopo una pausa malboro
(8:35PM) Lei:
(8:35PM) Me: perchè tipo 7 volte a 27 anni lo facevo…ora 7 no,ma in un periodo 3/4 volte in un giorno…
(8:35PM) Lei: beh non pretendo tanto!
(8:35PM) Me: io ripetizioni,tipo 3/4 ora in un giorno credo di farcela,o una notte
(8:36PM) Lei: e poi il sesso fatto così, giusto per dare un record… nah!
(8:36PM) Lei: ma si capisce che sei un mustang tipo fire
(8:37PM) Me: non per record…io se una mi prende vorrei tr…sempre
(8:37PM) Lei: bello…….. ma vieni……..!!!!!!!!!!!!!!
(8:37PM) Lei: tu eres el bienvenido!!!!!
(8:37PM) Lei:
(8:38PM) Me: seguro
(8:38PM) Me: mi casa es tu casa?
(8:38PM) Lei: encantada…..
(8:38PM) Lei: mi Rey…
(8:39PM) Me: ho un film che si intitola el rey
(8:39PM) Me: parla di traffici di droga dalla colombia
(8:40PM) Me: ed io,porterò a xxxx,una sostanza legal el pene..
(8:40PM) Lei: ora sto leggendo l’ultimo libro di Saviano che parla proprio di questo.. spaccio messico- stati uniti
(8:40PM) Lei: vedi di fare attenzione !!!!!!!!!
(8:41PM) Me: certo che saviano scrivere un libro per bambini no?
(8:41PM) Lei: ricorda che le arance sono sempre fuori stagione!
(8:41PM) Lei: ahahaha
(8:41PM) Lei: perchè dici così?
(8:41PM) Me: arance?ora mi sfuggono
(8:41PM) Lei: a noi donne piace lui
(8:41PM) Me: perchè si sta facendo nemici ovunque..
(8:41PM) Me: come vive?
(8:42PM) Lei: xxxx non ti seguo
(8:42PM) Lei: che ne so io come vive..
(8:42PM) Lei: e poi..
(8:42PM) Lei: sticazzi
(8:42PM) Me: sotto scorta,non sarà mica vivere quello,in località segreta..
(8:43PM) Me: mah..mi dispiace per lui,ma non dura ancora molto..
(8:43PM) Lei: beh forse perchè ha centrato il mirino
(8:43PM) Me: la mafia è ovunque,poi i narcos sono ancora peggio
(8:43PM) Me: certo
(8:43PM) Lei: e ha avuto il coraggio di sputtanare un bel po’ di gente…
(8:44PM) Lei: ma forse a volte è meglio farsi gli affari propri.. non so..
(8:44PM) Me: quello si,ma intorno a lui si è creato il vuoto,anche i politici sono contro,che paese di m…,o no?
(8:45PM) Lei: basta non ne posso pi?? co sto paese di merDa
(8:45PM) Lei: EBBENE SI
(8:46PM) Me: è vero..
(8:46PM) Lei: è un vero paese di merda… e anche io appartengo a una di quelle che vorrebbero evadere
(8:46PM) Lei: subito
(8:46PM) Lei: ora
(8:46PM) Lei: ma non ne ho il coraggio
(8:46PM) Lei: o forse troppo legata agli affetti
(8:47PM) Me: neanche io…dovrei partire con uno zaino e andare in francia e rinascere
(8:47PM) Lei: ma sarebbe davvero una gran cosa fuggire da qui…
(8:47PM) Me: li freghi tutti..
(8:47PM) Lei: VENGO CON TE!!!!!!!!!!!!!
(8:48PM) Me: il francese lo so parlare un pò..
(8:48PM) Lei: ma tu lo parli il francese?
(8:48PM) Me: parlare si,leggere abbastanza,scrivere poco,tu?
(8:48PM) Lei: ma in francia dove poi?
(8:49PM) Me: ho parenti a tolosa
(8:49PM) Lei: l’ho studiato quando ero in xxxxxx ma mi vergogno terribilmente a parlarlo
(8:49PM) Me: oppure in xxx ho parenti
(8:49PM) Lei: tu hai parenti a xxx e stai ancora qui a farti le seghe??????????????????????????????
(8:49PM) Lei: ma……..
(8:49PM) Lei: ma……..
(8:49PM) Lei: no dico……
(8:50PM) Me: ma mi sono interessato per il visto e fino a 35 puoi restare 6 mesi,dopo i 35 solo turistico
(8:50PM) Lei che aspetti??????????????
(8:50PM) Lei: mmmmmmm….

mannaggia
(8:52PM) Me: e giù..

La conversazione resta per 10 minuti su luoghi e altri sogni…poi..

(9:04PM) Me: voglio portarmi a xxxxxxx le tue culotte a righe..come trofeo
(9:04PM) Lei: mitico!
(9:05PM) Me: l’anno scorso una tipa si è voluta tenere la mia maglietta a tutti i costi quella che ti dicevo del bacio
(9:06PM) Lei: allora lo fai a posta!
(9:06PM) Lei: e come mai si è voluta tenere la tua maglietta e non te????????????
(9:07PM) Me: l’ho lasciati la maglia perchè mentre la stavo baciando tra le gambe mi ha detto una cosa…
(9:07PM) Me: mi ha detto..xxxxx ti prego scopami…..
(9:07PM) Lei: io uno che bacia da <Dio non lo lascio scappare facilmente
(9:07PM) Lei: ah però….

(9:08PM) Me: ne ho sentite ma una frase col ti prego davanti colpisce
(9:08PM) Lei: e poi?
(9:08PM) Me: con lei?
(9:08PM) Lei: con lei..
(9:09PM) Me: prarticamente vedevo anche la mia ex ogni tanto(solo sesso)e non mi capivo tanto,l’ho tralasciata un pò e non l’ho più sentita
(9:10PM) Lei: mi sto ingelosendo…
(9:11PM) Me: di chi?
(9:11PM) Me: anche tu tromberesti domani col tuo ex,o no?
(9:11PM) Lei: potresti rincontrarla anche domani… chissà….

(9:12PM) Lei: non so.. di strascico ne abbiamo avuto parecchio.. so già come andrebbe a finire…
(9:12PM) Me: la mia ex no..e neanche l’altra,avevo provato a cercarla mesi fa,ma si era fidanzata
(9:13PM) Lei: quindi ti era piaciuta… e se si è tenuta la tua maglia… beh…. bello!
(9:14PM) Me: ero disperato no piaciuta
(9:15PM) Lei: e ora ti senti come? disperato?
(9:15PM) Lei: ti capisci un po’ di più?
(9:15PM) Me: no…voglioso
(9:16PM) Lei: xxxx….

(9:16PM) Me: si certo,ma li perchè probabilmente sentendo qualche mancanza cercavo di colmarla con altre
(9:16PM) Lei: io ti vorrei…
(9:16PM) Me: io ti voglio
(9:17PM) Lei: ma lei ti piaceva almeno si?
(9:17PM) Lei: credo di si
(9:17PM) Lei: se l’hai ricercata poi…
(9:18PM) Me: ma l’ho ricercata più per il sesso credo,poi a volte si fanno cose senza sapere veramente cosa stai facendo, no?
(9:20PM) Me: non hai risposto alla domanda di prima
(9:20PM) Me: sul tuo ex
(9:21PM) Lei: si ma forse voi uomini la vivete un po’ diversamente.. io anni fa se passavo lunghi periodo senza sesso potevo trovare l’occasione ma dopo l’esperienza del mio ex, dove c’è stato sesso esplosivo con l’amore, io non potrei più accontentarmi di una semplice scopata….

(9:21PM) Me: in un certo senso hai ragione
(9:22PM) Me: il sesso abbinato al sentimento è indescrivibile
(9:22PM) Lei: e tornando all’ex, ti ho risposto eccome, io se ricapitasse l’occasione di trombare con lui non l’accetterei
(9:22PM) Lei: per mille motivi… ma ti basti sapere che non lo farei..
(9:23PM) Me: ti credo
(9:24PM) Me: 4 sigarette mi restano…
(9:24PM) Lei: però mi hai ingelosita davvero con la tua storia della maglietta.. non so perchè… ha un non so che di intrigante…
(9:24PM) Me: poi mi fumo una canna guardo le tue foto e…..asta la vista baby
(9:25PM) Me: spero che capiti anche a xxxx
(9:25PM) Lei: ci tieni davvero?
(9:25PM) Me: per quello ho citato le culotte
(9:26PM) Me: come vuoi,se vuoi che restiamo clandestini…
(9:27PM) Me: mi piacciono le cose di nascosto
(9:27PM) Lei: clandestini.. si
(9:27PM) Lei: allora è fatta!
(9:30PM) Lei: io ora vado….

(9:31PM) Me: si vado anche io..
(9:31PM) Lei:
(9:31PM) Lei: ok io vado a vedere sto cavalcone e poi chiudo.. ciao mustang dagli occhi intensi….
(9:32PM) Me: ciao Dea…o puledra?
(9:32PM) Lei: fai tu….
(9:32PM) Me: la Dea puledra..
(9:33PM) Me: dea per la bellezza,puledra per….
(9:33PM) Lei: ok.. bacio da Dea puledra, bella e porca
(9:34PM) Me: vado anche io,niente blog…tieni duro
(9:34PM) Me: porca…..che bella parola,notte.

Chat (Golf club)

Trascrizione di una mia conversazione,il nome dell’utente è stato modificato per motivi di privacy.
Anno 2012 in quel periodo non conoscevo ancora Xhamster e giravo in chat normali,ho trovato una cartella con molte conversazioni di quel periodo,aspettatevene altre,questa particolarmente è la storia di come è nata la foto qui sotto

Golf club,

I nomi propri sono stati sostituiti dalle x come per i nomi di città,cosa che avverrà anche nelle altre trascrizioni,potreste trovare degli errori nelle lettere è,ò,à,ù,ì,nelle prossime trascrizioni non credo di perdere tempo a correggere..

Tengo a precisare che non erano conversazioni occasionali

(9:52PM) Me: ci ho messo un ora per entrare in chat,non mi dava la barra sotto…
(9:52PM) Me: hai ancora il lavoro?
(9:54PM) Lei: no quale lavoro… dammi tregua! aspettavo tua altra foto.. ormai ci sono dentro!!
(9:54PM) Me: arriva
(9:54PM) Me: a me piacerebbe esserci dentro
(9:55PM) Me: ora la carico nella mail..
(9:55PM) Lei: mmmm….

yam yam…
(9:55PM) Lei: ok
(9:58PM) Me: ho una connessione di m…forse devi ruotarla..in base alla forza di gravità l’ho ritagliata per motivi di gioco..asp che se si muove a caricarla..
(9:58PM) Lei: ho dato un’occhiata alla lista dei tuoi super eroi.. alcuni neanche li conosco!!!
(9:59PM) Me: devi investigare su internet per conoscerli,volevo mettere rocco,ma ho evitato
(9:59PM) Lei: .. sono proprio curiosa!!
(9:59PM) Lei: cmq ancora niente!
(10:00PM) Me: dei super eroi?o…?
(10:00PM) Me: la sto caricando nella mail..ho la chiavetta..
(10:00PM) Lei:
(10:00PM) Me: e tu niente?
(10:01PM) Lei: niente.. per ora guardo
(10:01PM) Lei: faccio la voyeur haha
(10:03PM) Me: ora parte..
(10:03PM) Lei: buon viaggio
(10:03PM) Me: ho fatto un errore nella mail,non è provato,ma provocato
(10:03PM) Me: inviata
(10:04PM) Me: altre richieste particolari?
(10:04PM) Lei: forse ci metterà un pò.. aspettiamo..
(10:05PM) Me: ricarica la pagina
(10:05PM) Lei: dunque.. non hai risp ad una domanda in particolare.. eri in erezione mentre ti fotografavi?
(10:05PM) Me: quella di ieri si,questa no
(10:06PM) Lei: xxxx ormai mi son fatta una bella idea di come sei
(10:06PM) Lei: nella pelle hai!!!
(10:06PM) Lei: belle pelle volevo dire..
(10:06PM) Me: ho visto ora la mail con le domande..
(10:06PM) Lei:
(10:07PM) Me: e che gli faresti?a me piace un sacco quando ci giocano
(10:07PM) Me: ora tocca te
(10:08PM) Lei: che gli farei???? te le strapazzo un pò..
(10:08PM) Lei:
(10:08PM) Me: solo con le mani?
(10:08PM) Lei: no anche con la bouche
(10:09PM) Me:
(10:09PM) Me: furbetta…poi parte l’idrante
(10:09PM) Lei: e fallo partire, che c’è di più sano al mondo?????
(10:10PM) Me: niente credo
(10:10PM) Lei: ti piace se ti vengono leccate? succhiate?
(10:10PM) Me: molto……………………………….

(10:10PM) Lei: baciate?
(10:10PM) Me: salivate..
(10:10PM) Lei: strizzate??
(10:11PM) Me: anche..
(10:11PM) Lei: poco .. senza stringere troppo.. tranqui
(10:11PM) Me: certo
(10:11PM) Lei: che qui sennò ti metti subito paura!
(10:11PM) Me: no,tranqui…..
(10:12PM) Me: stavo pensando di fare un altra foto…..senza svelare il totem…
(10:12PM) Me: sempre sulle palle,mi è venuta un idea
(10:13PM) Lei: fai pure ………
(10:13PM) Me: comunque non sono boxer quelli blu,ma pantaloncini
(10:14PM) Me: una tu no?
(10:14PM) Me: aspetta che la faccio,carico ed invio,5 minuti
(10:15PM) Lei: ok fai.. io monto sù una siga..
(10:16PM) Lei: ma le fai con la macchinetta o il cel?
(10:18PM) Lei: e cmq non ti ho ancora detto.. hai delle belle palle … xxxx…
(10:18PM) Me: io ti ho mostrato un pò di me…toccherebbe a te un pò
(10:19PM) Me: foto fatta…ti piacciono veramente?con la prossima foto capisci di più
(10:19PM) Lei: lo so ma stasera no.. presto anche io dai!
(10:19PM) Me: ora la carico..
(10:19PM) Lei: fammi andare un pò a vedere..
(10:20PM) Me: asp..
(10:20PM) Lei: si me gustan..
(10:20PM) Me: inviata
(10:21PM) Lei: golf club.. wao!!
(10:21PM) Lei: tre palle.. non è da tutti
(10:21PM) Me: sono tentato di fare una foto completa..e inviartela,o inviarti le due complete che ho ritagliato..ma resisto
(10:21PM) Lei: simpatica
(10:22PM) Lei: si resisti..
(10:22PM) Me: era perchè avessi un riscontro con qualcosa di reale
(10:22PM) Lei: voglio la sorpresa.. di persona possibilmente!!!!!!!!
(10:23PM) Me: tipo ti piacerebbe essere stesa e l’uomo in piedi che accovacciandosi te le mette in bocca?un colpo loro,un colpo l’arnese
(10:24PM) Me: prima di vedersi te la invio comunque,che non hai sorprese negative poi
(10:24PM) Lei: beh che dire, quando il gioco si fa duro…
(10:24PM) Lei:
(10:26PM) Me: sei senza slip?
(10:26PM) Lei: pensavo di andare a farmi una sana dormita che sono proprio cotta ma co tutte ste immagini di te.. non so se riuscirò a prendere sonno subito
(10:26PM) Me: toccati
(10:26PM) Lei: stasera potrei deluderti perchè sono completamente vestita…
(10:27PM) Lei: fa freddo!
(10:27PM) Me: io credo di farlo dopo,in sti giorni sono furioso
(10:27PM) Lei: xxxx furioso
(10:27PM) Me: ma dormi con il piumone?
(10:27PM) Lei: vorrei essere lì a darti una mano
(10:27PM) Me: magari
(10:28PM) Lei: lo metto e lo levo.. a seconda..
(10:28PM) Me: e la terza non la metti?
(10:28PM) Lei: .. cioè?
(10:28PM) Me: una battuta..
(10:29PM) Lei: stasera sei tutto un trio..
(10:29PM) Lei: golf club.. hahah
(10:29PM) Me: compiti per casa..ricambiare
(10:29PM) Me: ti piace il mio golf club?vuoi farne parte?
(10:30PM) Me: se ti unisci al club..siamo in due
(10:30PM) Lei: cosa vuoi che ricambio?
(10:30PM) Lei: hahahaha
(10:30PM) Me: foto ..già vado ad immaginazione
(10:31PM) Lei: ah ok.. si dai quando meno te lo aspetti ti arriverà qualcosa..
(10:31PM) Lei: sempre se ne sono capace..
(10:31PM) Lei: ci metto una vita x caricare e fare ste cose
(10:32PM) Lei: tecno..
(10:32PM) Me: dai,ho imparato io
(10:33PM) Lei: xxxx ora tutta piena di tue immagini vado ad immaginare scene erotiche nel mio lettuccio
(10:34PM) Me: bravache scene?
(10:34PM) Me: io penso a che foto fare per provocarti..sia mai che parti a piedi per venire a xxxxxx presa dall’impeto
(10:35PM) Lei: scene tipo.. dita in bocca, mani su di te, bocche dappertutto, saliva e umori mischiati..
(10:35PM) Lei: partire a piedi addirittura!!!
(10:35PM) Lei:
(10:35PM) Lei: …sia mai….

(10:36PM) Me: hai scritto tutte cose che mi piacciono…comincio a guardare gli orari dei treni,scherzo,che poi ci vediamo di persona e ci stiamo sulle balle
(10:37PM) Me: aspetto sia tu a decidere se e quando..
(10:37PM) Lei: ti immagini?? potrebbe anche succedre, e chi lo sa?
(10:37PM) Me: magari ci vediamo e non facciamo anche niente…
(10:38PM) Lei: e poi.. hai già cambiato idea?
(10:38PM) Me: andrò in bagno a toccarmi
(10:38PM) Me: no,figurati
(10:38PM) Lei:
(10:39PM) Lei: mi inginocchio davanti a te e sono a tua disposizione.. in bagno sarai tu a decidere come e quanto farlo..
(10:39PM) Lei: 7
(10:39PM) Me: pronti…
(10:40PM) Me: mi piacciono le tue idee…
(10:40PM) Lei: ok ora vado..ma sarà come accompagnarti in bagno
(10:41PM) Me: in bagno era inteso se vengo da te e non facciamo niente vado in bagno
(10:41PM) Me: era una battuta..
(10:41PM) Lei: ahhh… ma pensa te….

(10:41PM) Lei: quante cose fraintese…
(10:42PM) Me: ma spiegami che ti metti in ginocchio?
(10:42PM) Lei: beh però se proprio ti prende così..
(10:42PM) Me: cosa?
(10:42PM) Lei: no lascia stare sono cotta e interpreto tutto a modo mio stasera!
(10:42PM) Lei: te lo dico domani..
(10:43PM) Me: ok,scrivi via mail…
(10:43PM) Me: vado anche io..
(10:43PM) Lei: ok.. notte xxxx….
(10:44PM) Me: notte..xxx..o xxxx?notte xxxxxx.

The Underpants Ms ANTONELLA 48yo

Underpants Ms. Antonella 48 year old. One day I got up around 6:00 am to go to work because I’m a painter construction worker per hour at the time was working with a friend of mine named Luigi construction also a painter like me, we had an apartment internal paint and in that beautiful warm summer morning in the middle of the month of July we went to a modest but nice chalet full peripheral center of the city, came to the area to 7:00 we knocked on the intercom to enter the house with their all our equipment in order to start so ‘opera work, then we opened and we were greeted by a young lady is beautiful high blonde with long curly hair and was wearing a nice pajamas fuchsia color of summer ones that backlit you could see everything I see her already began to crave the tremendous desire, she smiled at me is seeing me gave me his good morning his name is “Antonella” a woman really very attractive and sexy horny at the right point, so we went inside his house and while unloaded the latest tools from the van Luigi my employer started so as to set up the floors and furniture covering them with the boxes and with the sheets of cellophane to ensure ‘that nothing get dirty, and so he asked me’ to go to set up the bathroom to be able to work in, it was so ‘that I went into the bathroom with 3 or 4 cards and a couple of sheets of cellophane to start coverage, when I entered I then I closed the door because the bathroom is very tight otherwise could not cover anything it was so ‘that I started to cover, while I was busy working in coverage at one point I saw next to the washing machine a basket full of dirty clothes to wash ..ahi me! at that moment I had an irresistible and irrepressible desire for pussy that was so big that I could not control myself is trembling with desire, the fuck I was hard so hard that he was ready to cum at any moment and I then open ‘I saw the basket is its beautiful and gorgeous pink cotton panties and a couple of his were white with nice ricamini style crochet which by the way were still dirty is wet sweat of her cunt and I ….

slut cow !!!! …. I have not seen more than I was so ‘horny that when I saw them immediately taken in hand and began to smell strofinandomele in the face, their smell was so’ strong and intoxicating that I pulled out immediately the cock and began immediately to segarmi great, had seven minutes of real pleasure for me to hear the smell of cunt that beautiful great lady of ANTONELLA, at some point here is that I arrived at last at the height of excitement chronic continuing to smell I squirted load much of that cream cum that just thinking about it I still runny cock is the trouble is not to leave any trace I soiled my underpants while riponevo cock inside fortunately no one had noticed but believe me guys! … the fuck I was looking hard and dripping all day and when I came out of the bathroom after my cock with panties ANTONELLA that beautiful great lady for a few minutes I was very nervous so agitated that Louis asked me what it was successful and if I felt good and I told him that everything is okay and that nothing happened and until then ‘I thought it spun smoothly, ANTONELLA around 8:30 we brought the coffee I was on the stairs of the apartment to give a hand to Louis my employer to them ‘I started to calm down a bit but when I appeared on the stairs of the house I began to tremble a little fear of being caught but very dall’arrapamento, she so’ sweet kind I poured coffee into the cup and poured while looking at me is smiling at me and I did nothing but tremble but this time with excitement and I was so ‘dazed that I could hardly thank him not only for coffee but for its magical beautiful beautiful panties that made me cum so much so ‘sublime to delight me.

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Le Mutande di ANTONELLA 48enne

(STORIA)Le mutande della signora Antonella 48enne. Un bel giorno mi alzai verso le 6:00 del mattino per andare all lavoro è siccome sono un operaio pittore edile all’ora in quel periodo lavoravo con un mio amico di nome Luigi anch’egli pittore edile come me , avevamo un appartamento interno da pittutrare e in quella bella mattinata calda d’estate nel bel mezzo del mese di Luglio ci recammo presso una modesta ma carina villetta in pieno Centro periferico della città , giunti sul posto verso le 7:00 bussammo al citofono per poter entrare in casa loro con tutta la nostra attrezzatura per poter iniziare cosi’ l’opera lavorativa , a quel punto ci aprirono e fummo accolti da una giovane è bella signora alta biondina con capelli ricci lunghi e che indossava un bel pigiamino di di colore fucsia di quelli estivi che in controluce si vedeva ogni cosa io nel vederla cominciai già a smaniare dalla tremenda voglia di fica , lei vedendomi mi sorrise è mi diede il suo buongiorno il suo nome è “ANTONELLA” una donna veramente molto attraente sexy ed arrapante al punto giusto , entrammo cosi dentro casa sua e mentre scaricavo gli ultimi attrezzi dal furgone Luigi il mio datore di lavoro iniziò cosi da allestire i pavimenti e i mobili coprendoli con dei cartoni e con dei teli di cellofan per far si che nulla si sporcasse e mi chiese cosi’ di andare ad allestire il bagno per poterci lavorare dentro , è fu cosi’ che entrai in bagno con 3 o 4 cartoncini ed un paio di teli di cellofan per iniziare il lavoro di copertura , quando sono entrato io poi ho chiuso la porta perchè il bagno è molto stretto altrimenti non potevo coprire niente è fu cosi’ che iniziai a coprire , mentre ero impegnato a lavorare nella copertura ad un certo punto vidi accanto alla lavatrice una cesta piena di panni sporchi da lavare ..ahi me! in quell’istante mi venne una irrefrenabile ed incontenibile voglia di fica che era talmente grande che non riuscivo più a controllarmi è tremavo dal desiderio , il cazzo mi venne duro cosi duro che era pronto a sborrare da un momento all’altro ed io allora apri’ la cesta è vidi le sue splendide e bellissime mutande di cottone rosa e un altro paio di sue erano bianche con dei bei ricamini stile uncinetto che tra l’altro erano ancora sporche è bagnate del sudore della sua fica ed io ….

porca vacca!!!! …. non ci ho visto più ero cosi’arrapato che quando le ho viste le presi subito in mano e cominciai ad annusarle strofinandomele in faccia , il loro profumo era cosi’ forte ed inebriante che tirai fuori subito il cazzo e cominciai subito a segarmi alla grande , erano 7 minuti di vero godimento per me nel sentire gli odori di fica di quella bella signorona di ANTONELLA , ad un certo punto ecco che sono arrivato finalmente al culmine dell’eccitazione cronica continuando ad annusarle ho sborrato tanta di quella crema di sperma che solo a pensarci mi cola ancora il cazzo è il guaio è che per non lasciarne traccia alcuna ho sporcato i miei slip mentre riponevo il cazzo dentro i pantaloni per fortuna nessuno se ne era accorto ma credetemi ragazzi! …il cazzo mi rimase bello duro e gocciolante per tutta la giornata e quando sono uscito dal bagno dopo aver fatto i cazzi miei con le mutandine di ANTONELLA quella bellissima signorona per qualche minuto rimasi molto agitato tanto agitato che Luigi mi chiedeva che cosa era successo e se mi sentivo bene ed io gli risposi che è tutto ok e che non è successo niente e fin li’ mi credette è filò tutto liscio , ANTONELLA verso le 8:30 ci portò il caffè io ero sulle scale dell’appartamento a dare una mano a Luigi il mio datore di lavoro da li’ iniziai a tranquillizzarmi un po ma quando mi era apparsa sulle scale della casa io iniziai a tremare un po dalla paura di essere scoperto ma molto per quello che avevo fatto in bagno ma molto più dall’arrapamento , lei cosi’ dolce è gentile mi versò del caffè nella tazzina e mentre lo versava mi guardava è mi sorrideva e io non facevo altro che tremare ma questa volta dall’eccitazione e rimasi cosi’ imbambolato che stentavo a dirgli grazie non solo per il caffè ma per le sue magiche splendide bellissime mutandine che mi hanno fatto tanto sborrare in maniera cosi’ sublime fino a deliziarmi.

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