Archivio mensile:Novembre 2013

Monica, una zoccola esibizionista

Avevo incaricato un investigatore privato di seguire la mia fidanzata dell’epoca, Monica.

AGENZIA INVESTIGATIVA
”OCCHIO DI LINCE”

RAPPORTO OPERATIVO

Egr. Sig. Farnese,
come da suo incarico conferitoci abbiamo provveduto a pedinare la signorina Monica B. e le inviamo il resoconto dettagliato. Presso i nostri uffici potrà visionare foto e filmati che hanno realizzato i nostri collaboratori.

Martedì 2 aprile 2013
Uscita di casa, diretta verso l’ ufficio, colazione al bar, molti uomini la conoscono e la circondano mostrando confidenza, ma nulla da segnalare.

Ore 17. 00: esce dall’ ufficio, saluta un paio di colleghi con baci sulle guance.
Si dirige verso Corso Buenos Aires, entra in un negozio di scarpe. La nostra agente in incognito la segue. Chiede di provare delle scarpe nere con tacco 12
“Cerco qualcosa di elegante ma sexy, devo fare un viaggio di lavoro”
Il commesso, un bel ragazzo di circa trent’anni la fa accomodare e le porge alcuni modelli.
Quando si accorge che la gonna è molto corta si inginocchia davanti a Monica con la scusa di aiutarla a calzare le scarpe.

Lei non aspettava altro e da brava zoccoletta le allarga ancora un pochino, giusto quanto basta per fargli intravedere le mutandine. Il commesso sorride senza togliere gli occhi. “Questa misura è forse un poco grande. Le faccio provare una misura meno”
Senza alzarsi chiede l’ aiuto del collega, molto più giovane, quando questo arriva con la taglia giusta gli dice di abbassarsi ad aiutarla a calzarla. Il nuovo arrivato ci mette un attimo a capire il motivo: si mette anche lui guardare tra le gambe di Monica.

Lei ovviamente se ne accorge subito e le allarga ancora un po’ per offrire ad entrambi una visione migliore. Quando pensa di averli fatti agitare a sufficienza dice “Ma guarda un po’, tutte le calze spiegazzate” Si abbassa per lisciare la prima e la camicetta si apre lasciando in bellavista il prezioso reggiseno ricamato. Alla vista dei suoi capezzoli turgidi il ragazzo sospira forte e socchiudendo gli occhi si avvicina per inalare il caldo profumo.

L’altro commesso è più esperto e deciso: “Lasci, signorina, faccio io” Le prende il piede appoggiandolo sulla sua gamba e comincia a lisciare la calza sulla caviglia di Monica, indugiando parecchio. Con la gamba alzata la gonna risale ancora, mostrando la parte alta delle cosce non coperta dalle calze autoreggenti e scoprendo del tutto il piccolo triangolo di stoffa che copre a malapena la patatina bella gonfia. “Ha delle bellissime caviglie signorina, questo modello le sta a pennello e la slancerà molto” “Non trova che i miei polpacci siano un po’ troppo grossi?”
Dice lei con voce civettuola.

Lui ne approfitta e fa salire lentamente la mano fino alla parte posteriore del ginocchio. “Sono così stanca, oggi sono stata in piedi tutto il giorno”
“Le ci vorrebbe un bel massaggio, lasci fare a me” Con tutte due le mani prende a carezzare la gamba di Monica che si appoggia allo schienale del divanetto. “Adesso la destra va meglio, ma la sinistra…. ” Il ragazzo più giovane prende la palla al balzo e comincia anche lui a massaggiarle la gamba, sempre più su, fino alle coscia.

Quando ritiene di averli surriscaldati abbastanza Monica li interrompe: “Vorrei provare anche quel paio laggiù” Il commesso più anziano le toglie le scarpe tenendole i piedini tra le mani, l’ altro si affretta a portarle. “Bellissime, ma non si intonano alle mie calze, dovrei toglierle, c’è un camerino?” “Purtroppo no, ma può andare nel retro, se vuole l’accompagno, è un po’ buio là dietro…” Le apre la porta del piccolo magazzino e lei subito solleva la gonna fin sopra il sedere per togliere più facilmente la calza, che poi passa al ragazzo “Me la potrebbe reggere?” Lui la prende facendola scivolare tra le mani per poi portarla al viso annusandola con voluttà “Ha un profumo molto sensuale, signorina” “Grazie!”
Naturalmente si ‘ dimentica ’di abbassare la gonna mostrando al più giovane, rimasto sulla soglia, il suo bel culetto coperto a malapena dal tanga.

Nel togliere l’altra calza si china più del necessario, rischia di cadere e si sposta all’indietro, andando ad appoggiare il suo culetto contro il commesso.
Lui è pronto a sorreggerla, mettendo entrambe le mani sui suoi fianchi, si appoggia a lei da dietro, facendole sentire la prepotente erezione nei suoi pantaloni.
Monica dimena il culetto sfregandoglielo sulla patta per almeno un minuto, poi con voce maliziosa:
“Uh, grazie, ho rischiato di rompermi una gamba! Se non ci fosse stato le proprio dietro di me e così vicino!” Si abbassa la gonna e torna nel negozio.

“Devo scappare, si è fatto tardi!”
Il commesso le porge un biglietto da visita e le chiede un appuntamento per la sera stessa.
“Per chi mi ha preso? Sono una ragazza fidanzata e amo il mio ragazzo!”
Però prende il biglietto da visita e lo infila nel reggiseno con fare malizioso.
Esce dal negozio dopo 47 minuti

Mercoledì 3 aprile
Solito tran tran – ufficio – poi shopping – fino alle 17.

15 nulla da segnalare
La nostra investigatrice l’ ha seguita fino a C. so Vittorio Emanuele dove è entrata in un negozio di abbigliamento

Viene accolta da una commessa alla quale chiede di provare alcuni capi.
“Devo fare un viaggio di lavoro, vorrei qualcosa di serio e professionale, ma nello stesso tempo un po’ sexy, ci tengo a fare bella figura, ci sarà anche il mio capo. E’ un bell’uomo e ci tengo che apprezzi il mio lavoro, spero in una promozione”
La ragazza le propone alcuni capi, Monica va nel camerino e si spoglia con la tenda non del tutto accostata.

Va dentro e fuori per chiedere il parere della ragazza.
Nel frattempo alcuni ragazzi hanno notato lo spettacolo e sostano davanti alla vetrina godendosi lo spettacolo del suo corpo ben tornito.
La commessa le dice con fare malizioso “Tutte le gonne che ha provato le stanno molto bene, del resto col suo fisico perfetto, certo servirebbe un parere di un maschietto, se vuole le chiamo il collega del reparto maschile”
Arriva un ragazzo sui trenta, bel fisico palestrato, che quando vede Monica inalbera un sorriso a trentadue denti.

“Buongiorno, io sono Luca, come posso esserle utile?”
Monica mostra le due gonne che ha selezionato:
“Non riesco a decidermi, vorrei un consiglio”
“Se le indossa sarò ben lieto di aiutarla”
Lei va nel camerino e si spoglia immediatamente, mentre il ragazzo, con le due gonne sottobraccio non finge nemmeno di non ammirarla dalla tenda socchiusa.
“Perbacco, sono sicuro che le staranno bene entrambe!” le dice sornione mentre si appoggia alla parete del camerino.

Monica, in mutandine e reggiseno si volta mostrando ben bene anche la sua parte anteriore.
“Dice che mi staranno davvero bene?”
Prova la prima gonna, marrone, appena sopra il ginocchio, con un ampio spacco laterale..
Piroetta davanti al commesso per farsi giudicare.
“ Le sta da Dio, non avevo dubbi! Solo che…. ”
“…che?”
“Se tiene la camicetta infilata si formano delle pieghe”
“Mmmm, ha ragione”
Si sfila la camicetta dalla gonna.

“Però adesso la camicia le copre il posteriore ed è un peccato tenerlo nascosto!”
Lei si sporge a guardarsi il didietro “Già, ha ragione, proviamo così… ”
Si sfila la camicetta restando con il solo reggiseno di pizzo bianco trasparente che esalta i cerchi perfetti dei suoi capezzoli, già un poco eccitati.
“Sì, mi piace, provo anche l’altra”
Se la sfila restando ora con le sole minuscole mutandine coordinate al reggiseno.
Prova ora un tubino nero elasticizzato molto aderente.

Per infilarlo sculetta ampiamente davanti al ragazzo.
“Come mi sta?”
“Divinamente, le esalta le forme così rotonde e flessuose, però dovrà indossarla con un intimo diverso, si nota il profilo degli slip ed è antiestetico”
Le sorride maliziosa “Non c’è problema, sapesse quanti bei perizoma ho! Per il momento però…”
Solleva la gonna , si toglie le mutandine e dice “Molto meglio, che dice?”
“Perfetta, l’ abbinerei ad un bel top smanicato, anch’esso aderente, ne abbiamo un modello delizioso, me lo faccio portare”
Senza togliere gli occhi di dosso a Monica chiede alla collega il capo.

“So già che mi dirà che il reggiseno si nota troppo, meglio che me lo levi subito!”
Rimane con le belle tettine in mostra, indugiando per farsi ben guardare prima di indossare il nuovo capo che le lascia scoperta una buona parte del pancino piatto.
“Dovrebbe tenderlo un po’ di più, ci sono troppe grinze, lasci che l’aiuti io”
Lui liscia il top indugiando sulla parte anteriore.
“Non sarà troppo aderente? Guardi come mi spuntano i capezzoli….

non vorrei che il mio capo si facesse un’idea sbagliata..”
Lui non dice nulla e la sfiora con i pollici
“Se fa così spunteranno ancora di più…”
Dice lei con voce un po’ roca.
Lui si abbassa per baciarla, ma lei si tira indietro
“Mio dio è tardissimo,devo scappare. Compro le due gonne ed il top”
Si spoglia e nuda ruota davanti al commesso:
“Davvero mi trova carina?”
“La trovo incantevole, torni quando vuole, è un piacere servire una donna come lei!”

Giovedì 4 aprile
Ancora nulla da segnalare fino alle 17.

30, quando il soggetto si reca presso un negozio di intimo non lontano dall’ ufficio. Un nostro investigatore piazza un microfono direzionale collegato ad una microcamera..
Il proprietario del negozio è un piacente uomo maturo, alto e brizzolato, molto elegante.
“Vorrei un paio di completi coordinati,meglio se in seta, con colori vivaci, ha qualcosa da propormi?”
Lei scarta le prime proposte “Molto belli, ma vorrei qualcosa di più elegante e nello stesso tempo più malizioso…”
“Proprio stamattina abbiamo ricevuto una nuova collezione, ma non abbiamo avuto il tempo di esporla, è ancora nel retro, si accomodi”
Senza farsi vedere l’uomo chiude a chiave la porta del negozio ed espone un cartello ‘ Torno subito’
Dispone sul banco parecchi articoli illustrando le caratteristiche di ciascuno.

“Le consiglierei questi” e porge a Monica una di minuscoli tanga color porpora, azzurro, giallo chiaro, tutti con i bordi ricamati ed assolutamente trasparenti..
“Sono molto diversi tra loro, ma entrambi si adattano al suo fisico ed anche a situazioni un po’ particolari, capisce cosa intendo!”
“Bene, forse ci siamo, direi che sono proprio il genere che cercavo, posso provarli?”
“Certo, per non tornare di là può mettersi dietro quel paravento”
Monica si spoglia e prova il primo tanga.

“Non ha uno specchio?”
“Certo, glielo porto” e si accinge a prendere un grande specchio con la cornice antica.
“Chissà come pesa! Non si disturbi, vengo io”
Esce dal paravento indossando solo il nuovo tanga e gli alti stivali neri.
Si rimira nello specchio, guardando il sedere da sopra la spalla.. L’uomo è al suo fianco e la osserva ammirato.
“Sapevo che le sarebbe stato d’incanto, ho intuito subito il suo genere di fisico.

Mi permetto di suggerirle di provare anche queste culottes, scommetto che le staranno altrettanto bene”
“Mmmm, non saprei, non ne ho mai possedute, non mi sembrano molto sexy, troppa stoffa a mio parere, forse sono anche scomode”
“Intuisco che non ha mai indossato un capo come questo, senta che piacevolezza al tocco”
Lei le afferra e le carezza con la mano.
“Si immagini di indossarle e sentirsi sfiorare da una seta così morbida”
“Non mi convincono, ma se lo dice lei…”
Senza più ripararsi dietro il paravento si toglie il tanga.

“Oh, scusi, mi sono scordata di lei e mi sono messa nuda…che spudorata!”
“Non si preoccupi, sono abituato. E poi è sempre un piacere vedere certa bellezza!”
Indossa le mutandine di seta e si guarda nello specchio.
“Devo dire che aveva ragione, è una strana sensazione sentire sulla pelle la seta che si muove, sembra una tenera carezza. ”
“Provi a camminare, il movimento le darà ancora più sensazioni”
Lei sculetta avanti e indietro per la stanza, gli occhi di lui non si staccano dalle sue forme sinuose.

“Scusi se mi permetto, ma per capire meglio la bellezza di questo articolo lo dovrebbe indossare con qualcosa di più adatto, ad esempio un reggiseno intonato”
“Già, il mio reggiseno nero stona un po’”
Se lo leva, restando a tette nude davanti all’uomo.
“Signorina, lei ha un corpo delizioso, chissà come sarà felice il suo ragazzo vedendola indossare queste mutandine”
Lei gli strizza l’occhio e con fare malizioso risponde “ A dire il vero la prossima settimana farò un viaggio di lavoro e lui potrebbe non essere il primo a vederle! Però…sa una cosa, mi sembrano un po’ larghe al cavallo”
Lui sorride.

“Guardi che sono fatte apposta, venga che le mostro”
La prende per i fianchi e senza sforzo la solleva facendola sedere su un alto tavolo di noce antico.
“Non si muova, le prendo una cosa”
Torna con un paio di calze in seta.
“Mi permette?”
Si inginocchia davanti a lei e senza togliere gli occhi da lei comincia ad infilarle la prima calza, facendo scorrere le mani lungo tutta la gamba fino alla coscia.

Per farlo alza la gamba di Monica, le mutandine si spostano di lato mostrando parte della sua passerina ben curata.
Quando ha infilato entrambe le calze sposta lo specchio davanti a lei.
“Guardi che meraviglia, provi ad accavallare le gambe, brava così…sente il fruscio della seta? Non c’è musica più sublime per un uomo. Stia ferma, senta quando le faccio scorrere la mano sulla seta, sente come scivola lieve? “
Monica socchiude gli occhi e lancia un lungo sospiro.

“Non faccia così, mi imbarazza…. ”
”Non sia nervosa, si goda la sensazione…pensi a quando un ragazzo giovane farà lo stesso, sarà ben diverso rispetto ad un vecchietto come me”
“Sta scherzando? Lei è così affascinante…”
La sua mano risale fin oltre il bordo delle calze fino a sfiorare l’interno della coscia non coperto dalla calza e poi ancora più su, fino a toccare il tessuto delle mutandine.
Le accarezza lieve la passerina, le scosta le mutandine e la trova umida.

Monica divarica le gambe ed il suo ginocchio tocca il cavallo dei pantaloni di lui, percependo chiaramente la prepotente erezione.
“No, no, si fermi, cosa sta facendo?”
“Taci, zoccoletta, stai ferma che ti piace”
Lui le porta l’altra mano sul seno nudo giocando con il capezzolo eretto, poi porta le labbra sulle tettine mentre con la mano libera si slaccia i calzoni facendoli cadere sulle caviglie esibendo un affare di ragguardevoli dimensioni talmente duro da vibrare.

Porta la mano di Monica sul suo uccello senza smettere di leccarli i capezzoli e titillarle il clitoride.
Lei lo avvolge con la mano e lo muove un paio di volte su e giù.
“Devo andare adesso è tardi”
Si riveste in fretta. “Le compro tutte e due. Quanto devo?”
“Omaggio della ditta, spero sia stata soddisfatta e che torni presto”
“Ci può contare!”
Se ne va lasciando le sue mutandine sul tavolo.

Lui le prende e, dopo averle voluttuosamente annusate, se le mette in tasca.

Fine del resoconto.
Sarà nostra premura inoltrarle la seconda parte del rapporto al ritorno della signorina dal viaggio in Svizzera.
Distinti saluti,

AGENZIA INVESTIGATIVA
“OCCHIO DI LINCE”.

Le sorprese di una mamma

Il mio amico Mirko ultimamente tendeva a frequentare sempre più spesso casa mia, spesso con pretesti alquanto improbabili quali “studiare insieme”, “prendiamoci un caffè”, “vediamoci la partita” e balle simili. In realtà, sapevo che aveva sparlato con altri conoscenti di quanto fosse insolitamente attratto da mia madre…Mia madre Antonella ci ha praticamente visto crescere insieme e verso i miei amici è sempre stata gentile ed ospitale. Nessuno la aveva mai di fatto vista come un obiettivo sessuale, fin quando, verso i 20 anni, Mirko non l’aveva presa di mira.

E oggettivamente non potevo biasimarlo! Mamma, 46 anni, era una donna a dir poco conturbante e senza dubbio sexy. Capelli neri, lunghi e lisci, un metro e 75 con una quarta di reggiseno spesso velata solo da scollature provocanti, e un fondoschiena non propriamente a mandolino, piuttosto largo, il che le conferiva una certa rotondità, non esagerata e quasi arrapante… Dal punto di vista del comportamento era rimasta una moglie fedele e impegnata nel lavoro, senza grilli per la testa, finché Mirko non riuscì a farmi cambiare parzialmente idea su di lei.

Tornando alla narrazione, lui rimaneva uno dei miei amici “storici”, le cui continue visite però mi insospettivano non poco. Oltre a saperlo da altre persone, avevo avuto la riprova definitiva quando, un giorno, lo colsi con le mani nel sacco, che spiava mia madre dalla serratura del bagno! “Squallido!” gli urlai, e lui si girò spaventato verso di me, conscio di aver fatto una figuraccia. Onestamente non mi disturbava granchè l’idea che Mirko spiasse mamma, però era oggettivamente una scena triste, degna dei film di Pierino! Successivamente mi chiese scusa, però in privato mi spiegò che effettivamente mia madre rappresentava per lui un desiderio sessuale inarrivabile; apprezzai moltissimo il fatto che me lo fosse venuto a dire personalmente.

In ogni caso gli dissi che sarebbe stato arduo, se non impossibile, portarsi a letto Antonella. Tuttavia provavo un minimo di fastidio, e non gli rivelai che mamma quando entrava in bagno tendeva a lasciare la porta chiusa, ma non a chiave…Nei giorni seguenti, continuando a bazzicare casa mia come una presenza costante, non ebbi modo di notare altri episodi del genere fin quando, ancora eccitato come un toro, Mirko si appoggiò nuovamente contro la serratura, e poco dopo gli venne in mente di aprire la porta.

“Antonella scusami… pensavo che fosse libero!” Mamma si stava facendo il bidet! La figa rasata era visibile tra le cosce, condite da un filo di cellulite cui lui non fece minimamente caso. Mi riferì che mamma lo aveva guardato quasi furiosa, e lui chiuse immediatamente la porta. “Certo che tua madre è veramente una gnocca incredibile… scusa se te lo dico, ma se potessi la spaccherei in due!”
Ero basito. Praticamente Mirko aveva avuto la visione in diretta della figa di mamma….

Tuttavia la colossale figura fatta dal mio amico, benché gli avesse dato da masturbarsi per mesi, comportò che non si fece vedere a casa per un bel po’. Qui avvenne l’imponderabile. Mamma iniziò a chiedermi che fine avesse fatto Mirko, con domande tipo “la sua mancanza ormai si sente”, “chissà come mai non si fa più vedere”… E soprattutto aveva preso una nuova abitudine: notavo che, sotto i suoi pantaloni, indossava spesso dei perizoma! Un indumento che non le avevo praticamente mai visto indossare!
“chissà se quell’ a****le sta riuscendo nel suo intento”, pensai, ma poi razionalmente pensavo fosse impossibile che mia madre si concedesse in questo modo a un 20enne, è roba da film!
Ciononostante decisi di riferire a Mirko le frasi che lei mi aveva rivolto, stimolandolo involontariamente a ins****re con Antonella.

Il fattaccio avvenne alcuni giorno dopo: il mio amico aveva trovato coraggio di ripresentarsi a casa, lo aspettavo ad una data ora, prima che mamma decise di spedirmi a fare una commissione proprio in quell’orario.
E’ troppo strano, pensai. Soprattutto perché non svolgevo commissioni da anni, sapeva quanto mi scocciassi a fare questo tipo di cose.
E allora decisi, non so come, di farle credere che ero uscito, nascondendomi in realtà in un ripostiglio di casa.

La mia mente aveva partorito uno strano piano di cui non riuscivo a riconoscere la motivazione: sebbene mi desse fastidio il fatto che Mirko si arrapasse pensando a mamma, volevo conceder lui un’opportunità, ma soprattutto volevo comprendere se questa fantomatica “commissione” imposta da mia madre avesse a che fare col fatto che lui stava per arrivare.
“Che mente malata la mia!”, riflettei.
Le cinque giunsero e Mirko, qualche minuto dopo, bussò.
Mamma, sebbene non fosse sotto la doccia, andò ad aprirgli in accappatoio…
Lì capii che la mia mente perversa aveva fottutamente ragione.

“Ciao Mirko, purtroppo al momento Giulio non è in casa. ”lo accolse.
Lui, paralizzato dalla visione di Antonella in tenuta molto domestica, stava per ritornare indietro, quando mamma lo tirò per un braccio dentro casa: la discussione successiva fu incredibile.
“Sei tornato per continuare a spiarmi nel bagno, maiale?”
“…. ”
“E ti è piaciuta la mamma del tuo amico mentre si puliva?”
“Scusami, ma non ce la faccio più.. sei il mio sogno erotico ormai!”
“Davvero?” Lusingata, mamma gli sorrise sinistramente.

“Vieni con me”, lo prese per mano, lo condusse sul divano e a quel punto decisi di uscire.
Dovevo vedere cosa stava succedendo.
Mirko si era seduto sul divano, incredulo di avere davanti a sé le gambe depilate e lunghe di mamma, che se le toccava lentamente, a un ritmo esasperante.
“Quindi ti vuoi scopare la mamma del tuo amico…” e si buttò al volo sulle labbra di lui.
Si baciarono a lungo, approfonditamente, con le lingue che si univano lussuriosamente mentre mamma gli toccava i pantaloni..
“Antonella ti voglio nuda!” disse Mirko con la bava alla bocca.

E lei si staccò, proferendogli qualche parola, sussurrandola lentamente:
“Puoi solo vedere… nel frattempo fammi vedere il tuo cazzo…” e lo tolse dai jeans, svettante e già lucido. Lo toccò con due dita, in maniera lieve sulla punta, mentre Mirko iniziava a fare versi goduriosi.
“Preparati allo show di una VERA donna!”
Mise una sedia davanti a lui e iniziò a fare passi lenti, sinuosi volti a provocare il mio amico.
Mamma stava iniziando uno spogliarello che mi provocò un’erezione assurda.

Poco dopo tolse l’accappatoio e, fossi stato in Mirko, sarei venuto anche io.
Indossava sotto un perizoma nero, sottile all’estremo, che mentre si voltava mostrava l’interezza del suo culo, toccandoselo con la mano, mentre sopra un reggiseno di pizzo nero a stento conteneva gli enormi seni.
Si muoveva in maniera sensuale oltre ogni previsione, chinandosi regolarmente per mostrargli tutte le sue grazie, appoggiò uno dei tacchi accanto a lui, mostrandogli la vagina scostando il perizoma.

Prese il dito di Mirko e lo infilò dentro, provocando rumori che mostravano evidentemente quanto fosse bagnata. Mentre lui procedeva, lei gli toccava le labbra sfiorandole appena, e spingendo col bacino contro due dita che spingevano furiosamente.
Si staccò di colpo, abbassando prima il perizoma e poi togliendosi il reggiseno.
Si piegò nuovamente a 90 di fronte a Mirko, poggiandoli delicatamente le tette in faccia.
“Leccamele” e non se lo fece ripetere.

Mordicchiava delicatamente i capezzoli di mamma, titillandoli con le dita , e lei lo guardava soddisfatta, ignara del figlio dietro l’angolo che osservava la scena, e che mai avrebbe immaginato che la madre fosse una simile troia!
Si baciarono di nuovo, con trasporto, quando mamma iniziò a masturbare con estrema lentezza il pene di Mirko che a tratti sarebbe scoppiato…
“Antonella non ti posso scopare?” disse sudando.
“non esiste, se torna Giulio che faccio?”
“Non lo so, prova con un pompino”
Risero entrambi.

Mamma si inginocchiò di fronte a lui e mise il cazzo fra le sue tette.
Iniziai a masturbarmi: mia madre Antonella, la sua quarta di seno che conteneva il pene di un mio amico, la sega spagnola lenta che gli stava facendo, era tutto troppo eccitante.
“Che tette eccezionali che hai… voglio sborrarci sopra!” Disse infoiato.
“Sinceramente preferisco sentire il sapore dello sperma” fu l’incredibile risposta di mamma!
Mirko propose di scoparla ancora, ma lei rifiutò, dicendo che “una donna sposata non si può far fottere da chiunque!”
Che zoccola!
“Comunque se vuoi tornare un pompino non te lo negherò certo” disse, ghignando, e continuando ad alzare e abbassare i seni sul suo pene.

Poco dopo Mirko si alzò e, con mamma ancora inginocchiata, le mise il cazzo in bocca.
“Ohhhh quanto ho sognato un pompino da te!”
Lei sfiorava lentamente la cappella con la lingua, passandola lungo tutta la circonferenza, e andando via via sempre più verso la base dell’attrezzo.
Mamma sembrava una pompinara nata…
Ma non durò molto: poco dopo Mirko iniziò a masturbare la parte del pene rimasta libera dalle fauci di Antonella, e le venne copiosamente in bocca mugolando in modo a****lesco e ingoiando la sborra, con qualche goccia che scendeva lungo il collo.

Rimasi incredulo.
Chissà che prossimamente non mi convenga provarci con la mia stessa madre….

La storia di Natasha

Fino a pochi mesi prima Natasha era stata una bellissima modella russa. Le sue foto erano sui giornali di moda di mezza Russia ed avevano fatto il giro del mondo. Poi aveva conosciuto Hugh Brandon, il magnate di una multinazionale petrolifera, con lui si era trasferita in Canada, in una principesca lussuosa villa. La differenza di età (25 lei, 55 lui) non rappresentava affatto un problema: ben più importante per la bella Natasha era la relazione con i costosissimi gioielli che amava indossare ed esibire.

Era bellissima: 1. 80 di altezza per 59 chili, lunghi capelli biondi e lisci, gli occhi azzurri, un culo da favola. Alle feste poteva passare per la figlia di qualche invitato, invece era la moglie rispettata dell’uomo di gran lunga più potente del gruppo. Mr. Brandon vedeva che gli altri uomini la guardavano con chiari ed evidenti desideri, mentre le altre donne, come una gran puttana di classe. L’occasione per tutti fu la festa di compleanno del gioielliere, il fornitore degli anelli d’oro, dei bracciali e dei collier di diamanti che Natasha indossava.

Pochi intimi, tutti vestiti eleganti, le donne molto raffinate, gli uomini in rigoroso smoking. Natasha era letteralmente vestita da sballo, tutta di nero: abito corto aderente in pelle, collant sorrette da giarrettiera di catenelle dorate, scarpe con tacchi a spillo di 12 centimetri, uno string di diamanti che dietro le copriva appena il buco del culo, le unghie rosse attaccate, lunghissime, a sembrare vere. E poi gli altri gioielli: tutta una serie di bracciali e di anelli sfolgoranti, di gran valore ed effetto, oro e diamanti che luccicavano con le luci spente, che davano luce e colore a tutto ciò che c’era intorno.

La bocca rossa ed un trucco forte, acceso, sugli occhi, poi i lunghi orecchini d’oro che penzolavano quasi fino alle spalle e poi, quel maestoso collier, un neklace tutto ricoperto di diamanti, un bagliore immenso che esaltava tutta la luce del suo viso evidenziandone quella bocca rossa carnosa, perfetta, e i lunghi capelli biondi, lisci, setosi, vellutati. Cento, forse centocinquanta milioni di euro: tanto sarebbe costato scoparsela, con tutti quei gioielli. E Edward Glass ce l’aveva duro da un pezzo, quella sera poi, era il suo compleanno.

L’occasione era propizia perchè Mr. Brandon, dovette presto abbandonare la festa, causa improrogabili affari di lavoro. Natasha insistette per accompagnarlo, ma Mr. Brandon disse che si sarebbe divertita di più restando a quella festa. E così Natasha restò e appena Edward lo seppe, si sentì tra i pantaloni qualcosa di grosso che sembrava crescere ancora di più. La festa andò avanti tra vino e champagne e tutti erano particolarmente su di giri. La musica faceva il resto.

Anche Natasha aveva bevuto parecchio e dall’alto del suo metro e novantadue non stava più in piedi. Con una scusa qualunque Robert chiese a Natasha di salire su in camera, dove c’era un tavolo da biliardo ma soprattutto la cassaforte con i gioielli. La convinse con la scusa dell’imitazione di una collana, quella che pare appartenuta alla regina Maria Antonietta, prima che venisse decapitata. Natasha non potè res****re alla tentazione di vederla e di indossarla.

Su per le scale, Edward l’aiutava a salire cingendole i fianchi, nemmeno per un attimo poté distogliere lo sguardo dall’incantevole visione di quelle chiappe che si muovevano lentamente, con il buco del culo appena oscurato dallo string di diamanti. Entrarono nella camera e lui era ormai in preda all’agitazione, mentre lei era completamente esaltata dall’idea di indossare quella collana. Lui gliela diede, lei restò senza fiato per ciò che vedeva, una cosa così bella che lei, pur amante dei gioielli, non aveva mai visto.

Chiese di indossarla e lui rispose che avrebbe accettato solo se in cambio, dato che era il suo compleanno, lei avesse accettato di ballare un lento con lui. Affare fatto. Nel frattempo Edward si era tolto lo smoking ed anche la camicia, era rimasto a petto nudo e non era un bella visione. Un metro e sessanta di altezza, cioè 30 centimetri più basso di lei, una pancia abnorme da tre strati rigonfianti, completamente calvo e per giunta con il corpo completamente ricoperto da una folta peluria.

Era talmente peloso che anche la schiena e soprattutto le spalle, avevano peli lunghi dappertutto, spietatamente ancora neri nonostante i 50 anni che scoccavano più o meno in quell’istante. Ma Natasha, tutta ricoperta di oro e diamanti e con in più, adesso, quella straordinaria collana dal valore inestimabile, gli mise le braccia intorno al collo e lui, subito, ai fianchi. Forse per la bella Natasha era ancora un gioco, bella e ricca com’era, ed ecco che con le mani e le unghie rosse lunghissime gli accarezzava persino la nuca e le spalle, eccitandolo di più, come una bestia.

Edward rispose facendo scendere le sue mani lungo le cosce, poi sulle natiche e lei, compiacente e divertita, ancora un po’ ignara di quanto stava per accadere, gli sorrideva compiaciuta con la sua bocca pennellata di rosso fuoco. Fu un attimo. Robert la girò e riuscì a chinarla sul tavolo da biliardo, si scese i pantaloni e glielo ficco’ nel culo prendendo la rincorsa. L’urlo di Natasha fu subito soffocato dalle mani forti di Edward che trovò subito la posizione per afferrargli il collo e stringerla con tutta la forza.

Iniziò a scoparla come un forsennato urlandogli “Troia, puttana, adesso stai zitta, zoccola, ho le palle piene, devo sfondarti!” e Natasha impietrita e frastornata non poteva più muoversi. Si sentivano solo i rumori dei suoi braccialetti che cozzavano l’uno contro l’altro e le urla di piacere di Edward che l’aveva passata con un cazzo duro e robusto e se la stava scopando a sangue. Si fermò giusto un attimo prima e, appena Natasha cercò di muoversi, lui strinse ancora più forte il suo collo, poi ebbe in un urlo liberatorio e feroce, giunto che fu al culmine dell’orgasmo.

Uscì tanto di quello sperma che lo string di diamanti della bella Natasha sembrava brillare di nuove pietre preziose.

L’occasione di Rosa

Rosa camminava svelta sul marciapiede, doveva dare un esame importante all’Università e si era vestita in modo provocante sperando di far colpo sulla commissione. Passando davanti a un negozio di abbigliamento intimo notò un baby doll molto sexy in vetrina e si fermò ad ammirarlo. Stava per riprendere il cammino quando una donna si affacciò dal negozio.
“Ti starebbe d’incanto con quelle belle curve che hai”
La donna era una bella mora con delle tette emormi, strette in una maglietta attillata nera.

“Entra a provarlo”
“Ma veramente… avrei un po’ da fare”
“Cinque minuti dai, senza impegno”
“Ma sì” ‘cinque minuti in più di riatrdo chissenefrega, pensò’, sapeva benissimo che più che il Baby Doll era la donna ad attrarla nel negozio come una calamita. Dentro c’era un’altra commessa dai capelli biondi, anche lei con grandi tette messe ben in evidenza da una scollatura vertiginosa.
La mora fece un cenno alla bionda, poi prese il Baby Doll da un scaffale ed entrò nel camerino con Rosa, “Vuoi che esco o posso aiutarti a metterlo?”
“Sì, rimani, grazie” Rosa trovava molto eccitante doversi spogliare nel camerino davanti a quella splendida donna, anzi avrebbe sperato ci fossero tutte e due, e il suo sogno venne presto esaudito in quanto la bionda, dopo aver chiuso a chiave il negozio e messo il cartello “Torno Subito” entrò anche lei nel camerino.

Le donne avevano due gonnelline attillate sotto le magliette, che evidenziavano due culetti spettacolari.
Rosa si sfilò lo striminzito vestitino ce le arrivava a malpena sotto al sedere rimanendo solo con il perizoma e indossò il Baby Doll con l’aiuto delle due donne che le avevano più volte siforato i seno con le mani provocandole dei brividi di eccitazione, si ammirò allo specchio con le due donne dietro poi disse: “Allora mi date un parere per favore?”
“Ti sta benissimo” dissero quasi in coro, poi la mora le spostò un po’ la spallina, “ecco così è meglio” girati che ti sistemiamo davanti.

Le toccarono un po’ qui e un po’ là qualche pizzo sapientemente, la cosa fece eccitare Rosa che aveva i capezzoli turgidi. “Ora abbassiamole queste spalline” disse la mora, e con un rapido gesto le fece scivolare giù il Baby Doll. “Che belle tette che hai…” disse la bionda, “posso toccarle?” e senza attendere risposta le mise una mano sul seno, lo stesso fece contemporaneamente la mora mettendole la mano sull’altra tetta. Rosa rimase un po’ sorpresa ma era eccitatissima.

“Sai” disse la mora, “è per sentire la differenza, noi due ce le siamo appena rifatte. Le due donne si sfilarono le magliette e rimasero con le enormi tette di fuori. “Senti…” Enrambe le presero la mano e se la portarono al seno. Troppa grazia, pensò, avrebbe voluto succhiarle tutte. “Senti,” disse la bionda, “sono rifatte..” “ma abbiamo anche qualcosa di naturale…” aggiunse la mora. A queste parole entrambe le donne presero le mani di Rosa portandole fin sotto il gonnellino.

Quando insieme le appoggiarono nel punto cruciale Rosa rimase basita. Due cazzi. Dunque erano trans e avevano due cazzi enormi, non l’avrebbe mai detto tanto erano belle! Presa da una foga di eccitazione si inginocchiò e prese in bocca il cazzo della mora, poi passò alla bionda, desiderava ardentemente quei cazzi, passò da un cazzo all’altro mentre le donne le tastavano le tette.
La mora fece accomodare Rosa a pancia in su su una panca che era lì nel camerino, si inginocchiò e cominciò a leccarle la fica.

“Sei bagnatissima, ti piacciono i nostri cazzoni eh” la bionda intanto si scopava Rosa in bocca. “Mi piacciono oh siiiiii” disse Rosa li voglio dentrooo” e riprese a succhiare il cazzo della bionda. La mora non se lo fece ripetere due volte e ficcò il cazzo nella fica di Rosa. Poi le due si scambiarono posto e fu la bionda a scoparsi Rosa. La mora si era messa di schiena appoggiando il culo sulla faccia Rosa che cominciò a leccare il buchetto.

“Voglio i vostri cazzi nel culooooo” Urlò.
La fecero mettere a pecorina e la mora se la inculò, mentre la bionda se lo faceva succhiare.
La bionda poi si mise in terra pancia su e Rosa le montò sopra infilandosi il cazzo nella fica. Da dietro la mora le leccava il buco del culo. Poi lo infilò dentro. Avvinghiata in quel snadwich in mezzo a quelle tette enormi Rosa godeva come non aveva mai fatto prima, raggiunse diversi orgasmi.

Alla fine si mise in gincchio con la bocca spalancata “Ora sborratemi in bocca!!” Una dopo l’altra le donne la riempirono la bocca di sborra che Rosa mandò giù mentre continuava a toccarsi la fica in estasi con gli occhi chiusi. “Quant’è il Baby Doll?” disse. “Omaggio della ditta. ” disse la mora.

L’orgia di Emanuela

Emanuela è una ragazza di 26 anni, molto troia, e amante delle situazioni bizzarre. E’ attratta sia dagli uomini che dalle donne e le piace essere messa al centro di situazioni perverse. E’ alta, ha una faccia a maialina, capelli a caschetto castani, due belle tettine piccole ma sode, e soprattutto un bel culetto sodo e prominente.
Emanuela e il suo uomo, Fabio, decidono di andare alla stazione a rimorchiare qualcuno tizio per un triangolo.

Vanno nella zona dei gabinetti dove di solito ci sono persone che cercano incontri particolari.
Emanuela, per farsi notare, inizia a leccare un lecca lecca rotondo molto lentamente, come se stesse succhiando la cappella di un cazzo. Un tipo inizia a squadrarla e allora Fabio ed Emanuela gli fanno capire che vogliono entrare in contatto con lui. E’ un tipo di statura normale, abbastanza robusto e veste dei jeans che mettono in evidenza un pacco ben fornito.

E’ un po’ rozzo ma abbastanza pulito.
“Salve” dice Emanuela, mostrandosi intraprendente,
“ti va di andare a bere qualcosa e far due chiacchere con noi ?”
“Certo ! Se poi la discussione continua come dico io …. mi va ancora meglio …. ” dice il tipo ridendo.
“Potremmo andare qui al bar della stazione” dice Fabio, e tutti e tre si avviano verso il bar.
Fabio e Paolo, così si chiama il tipo, prendono una birra, Emanuela un gelato, e si mettono a sedere in un tavolo.

Emanuela inizia a leccare il gelato in modo provocante e poi dice
“Tu che gusti hai ?
Ti piacerebbe fare qualche cosa con noi ?”.
“Io sono di larghe vedute” dice Paolo
“faccio di tutto. Sono stato poco fa a vedere un film porno e siccome sono arrapato stavo cercando qualcuno con cui fare un po’ di porcate, o uomo o donna. ”.
“Bene,” dice Fabio
“vedo che sei la persona giusta.

Bazzichi spesso questi luoghi ?”
“Si, vengo spesso qui per fare incontri interessanti. Poi di solito si va in uno dei vagoni in deposito in testa all’ultimo binario. E’ facile trovarne uno vuoto e non si avvicina nessuno. Ci vado con persone che incontro vicino ai gabinetti come voi. Tre giorni fa io e dei marocchini che di solito bazzicano la stazione ci siamo lavorati un ragazzo, uno di questi vagabondi che girano per le città.

Voleva che gli offrissimo del vino e noi gli abbiamo fatto un bella innaffiata di sborra !”
“Raccontaci un po’ ” chiede incuriosita Emanuela.
“Abbiamo attirato il ragazzo, 20 anni biondo e efebico, in una di queste carrozze con la scusa di farci un bicchiere e poi lo abbiamo immobilizzato e ce lo siamo fatto.
Pensate che era vergine e s’è dovuto beccare in culo un cazzo nero che faceva spavento..
Gli abbiamo insegnato a fare i bocchini e alla fine uno dei neri l’ha fatto godere mentre io lo inculavo e un altro si faceva fare un pompa !.

Il fatto è che gli è piaciuto parecchio, e fino a che è rimasto in città abbiamo continuato a fare giochini del genere. E’ diventato un succhiacazzi magistrale. ”
“Uhhh, deve essere stata una goduria tremenda incularsi un ragazzo dal culo stretto” dice Emanuela che poi aggiunge
“Perché non andiamo a casa nostra e ci mettiamo un po’ più comodi ?”.
I tre si alzano e si dirigono verso la macchina di Fabio ed Emanuela.

Dopo un breve tragitto i tre sono a casa.
Appena arrivata Emanuela dice
“Uhh, ho voglia di pisciare devo andare in bagno, accompagnatemi. ” e tutti e tre si dirigono in bagno dove Emanuela, levatasi i pantaloni, si siede sulla tazza per pisciare. Poi fa cenno a Paolo di avvicinarsi e sempre seduta inizia ad accarezzargli la patta e a slacciargliela. Tira fuori un cazzo più o meno uguale in lunghezza a quella di Fabio ma più grosso e dice
“Mhhh che sleppa che hai ….

Glielo devi aver sfondato il culetto a quel ragazzo” e mentre anche Fabio se lo è tirato fuori e se lo sta menando, Emanuela imbocca il cazzo e inizia a slinguarlo e pomparlo freneticamente.
Ad un certo punto smette, e con il cazzo in mano si volta verso Fabio leccandosi le labbra e con una faccia da maialina gli dice
“Ha un buon sapore ….. assaggia anche tu, dai. ” Prende la testa di Fabio e dolcemente ma fermamente la spinge verso la verga turgida di Paolo.

Fabio apre la bocca, ingoia il grosso cazzo e inizia a succhiare con diligenza.
“Hai sentito che buon sapore ?” dice Emanuela, e poi rivolgendosi a Paolo
“Fabio sa scopare e inculare bene ma sa anche fare ottime pompe. Guarda come te lo sta gonfiando. Dai succhia, succhia questa bella minchia mentre io ti succhio la tua” e Emanuela imbocca il cazzo di Fabio ben dritto.
I succhiaggi continuano fino a quando i tre non vanno nella più comoda camera da letto.

Lì, Emanuela dice in modo volgare
“Ho voglia di un bel palo caldo dentro la spacca” e si mette a pecorina esortando Fabio a prendere il cazzo di Paolo in mano e avvicinarglielo alla fica.
“Dai” geme Emanuela “imboccami il cazzo nella fica porcone, che ora Paolo mi fa fare una bella cavalcata e mi riempie la pancia di sborra. Uhhh come è grosso e duro. ”
Fabio, dopo avere appoggiato il cazzo di Paolo nella fica di Emanuela si avvicina con il cazzo ritto alla sua bocca e glielo struscia sulle labbra.

Paolo, eccitatissimo dalla troiaggine di Emanuela, le spinge il cazzo con violenza dentro la fica, apostrofandola con frasi volgari
“Eccotelo tutto, vacca. Te lo senti fino all’utero, troia. Ora ti slargo questa fica da stronza e ti faccio un lavoretto che dovrai camminare a gambe larghe per almeno una settimana. ” Inizia, così, una galoppata violenta con colpi possenti che sbattono Emanuela avanti e indietro sul cazzo di Fabio.
Emanuela si leva il cazzo di bocca e inizia a dire rivolta a Fabio, ansimando
“Cazzo, mi sta svangando la fica … ohhh ….

mi sta riempiendo tutta con quel cazzone…. mi sfonda l’utero … dai, dai sfondami .. sfondami ….. dai che dopo te lo faccio provare nel culo …. ti faccio riempire come un otre ….. cazzo come mi sento piena in pancia …….. dai .. daiiii … godooo ….. godooooo come una maialaaaaaa…..”
Fabio, intanto, se lo mena e poi lo rimette i bocca ad Emanuela. Le tiene ferma la testolina mora e inizia a scoparla in bocca dicendole parole volgari
“Te lo senti tutto in bocca ora troietta …… senti come ti arriva in gola puttana da quattro soldi ….


Paolo, eccitato dalle parole di Emanuela e Fabio, continua a trapanare Emanuela con colpi violentissimi , unendosi al turpiloquio dei due
“Senti come ti sto limando la fica, bella vaccona ….. sei così troia che ti faresti scopare anche in mezzo di strada …… ti spacco la schiena in due con questo cazzo ….. ti riempio la fica di sborra ora….. troia ti sto per allagare l’utero …….. vengoooo …… vengooooooo ……”
Nello stesso istante anche Fabio viene sulla faccia di Emanuela che, stralunata dal piacere, grida
“Siii ….. godo come una cagna in calore ….

innaffiatemi di sborra fino in gola ….. godoo come una troiaaaaaa ……. ”
Con la bocca ancora sporca di sborra Emanuela bacia Paolo e i due fanno un lungo lingua in bocca. Poi Emanuela dice
“Andiamo in salotto, beviamo qualcosa e poi facciamo qualche altra maialata !” I tre vanno nell’ampio salotto di casa dove Fabio versa da bere dello spumante ghiacciato. Poi si mettono a sedere nel divano ed Emanuela tira fuori una foto di una ragazza nuda in un posa molto provocante e la mostra a Paolo.

“Questa è Irene, una ragazza di 19 anni. ” dice Emanuela
“E’ molto porca, lo prende in culo, si fa fottere da due uomini contemporaneamente e si fa anche pisciare addosso. Ti piacerebbe conoscerla ? Ti potremmo invitare una sera alle nostre orgette. Pensa che una settimana fa avevamo organizzato un’orgia e c’era anche Irene. Mi ha fatto una leccata eccezionale e poi me la sono slinguazzata tutta. Alla fine le ho fatto fare una bevuta di piscio bella abbondante.

Mi bagno solo a pensarci ! Ma ora basta con le chiacchere, ho voglia di fare qualche altra maialata!.
Vieni Fabio, ora tocca a te ” dice sorniona Emanuela, con una faccia da troietta.
Fabio è un po’ titubante perché non ha mai preso cazzi così grossi in culo. Emanuela tira fuori una pomata lubrificante e poi gli dice
“Mettiti a pecorina che ti lubrifico un po’ il culo se no te lo strappa !”
Fabio si mette a pecorina mentre Paolo gli prende la testa, dice
“Mentre Emanuela ti lubrifica il buchino dai una bagnatina al bastoncino ” e glielo mette in bocca.

Fabio inizia a pompare ed Emanuela sottolinea l’azione commentando
“Gli piace leccare lo stecco ……. uhhhhh …… gli si sta rizzando il cazzo mentre ti succhia la nerchia e io gli sto accarezzando il buco …” E Paolo, di rimando, lo incita dicendoli “Dai gonfiamelo bene che poi te lo pigio in culo …. così da bravo”
Emanuela, ad un certo punto, dice a Paolo
“Va bene. Ora ce l’hai bello duro, faglielo provare in culo.

Aspetta che te lo spalmo con un po’ di vasellina, poi tu glielo metti in culo mentre io gli succhio il cazzo, così lo facciamo godere da tutte le parti !”
Poi, rivolta a Fabio gli ordina
“Tu mi devi dire ad alta voce quello che ti fa Paolo, così sarà ancora più eccitante. ”
Paolo si mette dietro Fabio e inizia ad appoggiargli il possente cazzo fra le chiappe.
Fabio, come aveva ordinato Emanuela, inizia a descrivere l’azione.

“In questo momento me lo sta appoggiando sull’ano. Ecco ora mi sta mettendo la cappella grossa dentro ……. ahi ….. ahii che male ce l’ha grosso …. sta spingendo ……. mamma che male ….. porca zozza mi rompe lo sfintereeeee…… mi spacca ….. ahiooo ……aghhhhhhhh …. me l’ha messo tutto…. È come se avessi un cilindro bollente in culo …. cazzo me l’ha messo fino in fondo … ora mi sta pompando ….

piano .. pianoooo …..”
Emanuela sega il cazzo di Fabio e carezzandogli la testa lo incita “Dai che ora ti stai abituando a questo bel palone che ti spinge la cacca dentro gli intestini ……. uhhhhh …… che cazzo ritto che hai ora … allora ti piace …. vieni che te lo prendo un po’ in bocca ” e inizia a pomparlo per poi fermarsi. e continuare a incitarlo “….. senti come ti sta svangando il culo … gli stai cacando il cazzo in culo bene bene….. dai Paolo fagli sentire il cazzo fino agli intestini …… riempilo bene di sborra….

fagli un bel clistere ………. ”
Emanuela si rimette a succhiare il cazzo di Fabio e dopo una lunga pompata si mette a segarlo “Dai che ora fai una bella innaffiata…. ti piace il cazzo in culo eh ?”
“Mi sta limando il retto …. me lo sento tutto bello riempito …..vengooo … vengo …. vengoooo……” e Fabio viene con un lungo getto di sbroda mentre Emanuela continua a segargli freneticamente il cazzo.
“Cazzo mi strizza la fava nel culo …… ha delle contrazioni pazzesche ….. gli
piscio la sborra nel culo ….

eccoooo …. godoooo …..” e anche Paolo gode riversando una grande quantità di sborra nel culo di Fabio.
Emanuela leva il cazzo di Paolo dal culo di Fabio e si mette a leccare il buchetto bello aperto. Poi con un espressione golosa si mette a ripulire il cazzo di Paolo dei residui di sborra e merda che ci sono.
“Uhh che buon sapore aspro di sborra e merda” dice dopo avere ripulito tutto il cazzo di Paolo “te l’ha pigiato proprio in fondo al culetto”.

Paolo si riveste, deve tornare a casa. Emanuela, però, gli propone di restare in contatto.
“Hai visto quella ragazza della foto” gli dice ricordandogli di Irene
“potremmo fare un’orgetta con lei. Potresti far venire uno dei tuoi amici marocchini di cui ci hai parlato. Credo che Irene non abbia mai provato una doppia penetrazione con cazzi molto grossi. Ci si potrebbe divertire. ”
E con questo si salutano, certi di rivedersi presto.

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Un trio con Katia e la sua amichetta

Quell’anno avevo faticato molto per rimanere a casa da solo in quanto i miei genitori avevano deciso di partire per due settimane durante le vacanze estive con un gruppo di amici.
Nonostante l’insistenza dei miei per farmi partire con loro riuscii a convincerli che avrei approfittato della loro assenza per dedicarmi un po’ allo studio e recuperare un bel po’ di lezioni di matematica (naturalmente fingendo). I primi giorni mi dedicai soprattutto alle uscite con gli amici potendo rincasare tardi e divertirmi con i miei amici con i quali rimorchiavo alla grande.

L’occasione però mi si presentò un afoso martedì pomeriggio in qui avevo deciso di non uscire a causa del gran caldo e così restai a casa a guardarmi un bel film.
Verso le 16 mi arrivò la telefonata di una mia amica di classe Katia, una bonazza pazzesca con due tette ed un culo da sfondare, mi disse che sarebbe passata per casa mia con Dalila un’altra nostra amica per discutere un po’ sul dove passare le vacanze estive.

Ormai erano 2 anni che passavamo le vacanze in campeggio con tutta la nostra comitiva ed io avevo sempre desiderato di scoparmela fino a che l’ultima sera di campeggio dell’anno precedente aiutato un po dalla sbronza mi decisi a proporglielo e lei per niente scandalizzata mi rispose con un tenero bacio ed un sorrisetto malizioso “ormai è tardi ci rifaremo la prossima volta”. Durante l’anno scolastico però non avevo potuto più chiederle niente poiché si era messa con un mio amico e quindi mi ero solo limitato a farmi le seghe pensando a come l’avrei scopata in campeggio.

La sua telefonata accese in me un lume ed estasiato anche perché ormai era tornata single mi iniziai a preparare con cura: mi lavai con cura, mi rasai la barba, mi improfumai ed indossai una camicia di seta bianca per mettere in mostra i miei muscoli ed i miei addominali scolpiti ed un jeans attillato che faceva risaltare le mie gambe toniche frutto di 13anni dedicati al calcio.
Quando suonarono al campanello andai ad aprire e mi si presentarono due bei pezzi di fica, Katia era alta 1.

75 capelli lisci neri lunghi, occhi da pantera e formosa al massimo con un paio di tette enormi. Infatti quel giorno indossava un top scollato che metteva in mostra tutto il suo davanzale ed un jeans attillato che risaltava il suo culetto tondo e sodo, Dalila invece che era una ragazza molto più facile e ancor più bella indossava un completino rosa che mi fece arrapare solo a guardare.
Così invitai le mie amiche a bere qualcosa ed iniziammo a parlare del più e del meno mentre io ero distratto ad ammirare le splendide forme di quelle due porcelline ed aspettavo solo un minimo segnale da parte loro per scoparmele entrambe.

Così ad un tratto Katia si alzo e mi chiese di andare in bagno ed io rimasi solo con Dalila a parlare quando ad un tratto lei mi disse “guarda che sto vedendo come ci guardi sai ma dimmi 1po chi è che ti eccita di più tra noi due?” a quelle parole non ero preparato e avrei voluto rispondere più garbatamente ma mi uscì spontaneo rispondere “siete due maiale e vi tromberei entrambe” ma subito mi pentii per paura di averla offesa anche se sapevo che era una grande zoccola, infatti mi rispose “Ah si beh aveva ragione Katia sei proprio un porco”
“Perché cosa pensa Katia di me” le risposi “Niente avevamo fatto una scommessa e lei aveva scommesso che tu oggi ci avresti provato con entrambe! Ma devo dire che non mi dispiacerebbe affatto perderla sai anche tu mi ecciti molto”
Così a quelle parole le afferrai la faccia ed infilai la mia lingua nella sua bocce e fu una sensazione stupenda perché iniziò a succhiarmela con avidità.

Mentre ero intento nel baciarla stavo iniziando gia a scendere con le mani per strizzare le sue meravigliose chiappe ma non feci a tempo perché comparve la mia amica Katia sull’uscio della porta e rivolgendosi a Dalila disse “Hai visto ho vinto!” e poi rivolgendosi verso di me disse con fare malizioso “Che meraviglia la tua vasca idromassaggio sai pagherei tanto per farmi un bel bagno” ed io ancor piu eccitato le dissi “Beh la vasca è grande in 3 ci staremmo benissimo”.

Così accompagnandole per mano le condussi verso il bagno dove c’era la mia grande vasca ed iniziai a spogliarle. Prima iniziai da Katia le tolsi il suo top e liberai quelle due magnifiche tette che iniziai a succhiare come caramelle notando sempre di piu l’inturgidirsi dei suoi capezzoli mentre Dalila iniziò a fare da se rimanendo solo in perizoma e iniziandomi a spogliare a sua volta e a massaggiare delicatamente il mio cazzo ancora nei boxer che ormai era allo stato puro di erezione.

Una volta nudi entrambe iniziai a riempire la vasca e nel frattempo mi dedicai un po’ ad assaporare tutti gli umori delle loro fiche.
Riempitasi la vasca ci immergemmo ed attivai l’idromassaggio e li andai in estasi quando Dalila inizio lentamente a fermi 1pompino e a succhiare delicatamente la mia cappella fino alle palle mentre io e Katia eravamo intenti a limonare mentre io le toccavo il seno.
Ero ormai al massimo sentivo che stavo per sborrare quindi le feci mettere entrambe vicino alla mia cappella mentre la limonavano a vicenda le venni in faccia con diversi spruzzi e le due porche iniziarono a giocare passandosi lo sperma da una bocca all’altra.

Non mi era mai capitato ma il mio cazzo dopo aver eiaculato restò duro come de nulla fosse successo e quindi presi Dalila e le dissi “ora ci divertiamo dove lo vuoi” lei mi rispose “dappertutto sfondami la fica e anche il culo” e così non me lo feci ripetere 2 volte e le infilai il mio uccello ancora lubrificato nella sua caldissima fica mentre con il dito medio mastrurbavo il clitoride a Katia ed in pochi minuti i gemiti di piacere di quelle due troie pervasero tutto il bagno.

All’improvviso Dalila emise un urlo diverso dagli altri molto più intenso e sfilandole il cazzo dalla sua fica iniziarono a colare umori a fiumi.
Katia intanto si era fatta avanti ed aveva preso il suo posto mettendosi a pecora a bordo vasca e come una vera porcella aveva condoto il mio cazzo nella sua michetta un po’ strettina che mi fece godere da morire guardando anche lei che mentre lo prendeva in fica leccava a vicenda la passerina di Dalila.

Non ce la feci più e di nuovo sborrai sulla fica della mia amica che intanto eiaculaca e quindi in quel miscuglio di sperma e umori Dalila ne approfittò per saziarsi.
Ero sfinito il caldo e la stanchezza si facevano sentire ma le mie amiche sembravano on saziarsi mai così Dalila mi riprese “E no bello mio ricordati la promessa ora mi devi sfondare il culo” così a queste parole iniziai a leccare l’ano di quella favolosa troia e devo ammettere che non era affatto stretto ma volevo assicurami una penetrazione soddisfacente e così aiutandomi con le dita feci spazio al mio cazzo e me la scopai anche in culo come un toro, devo ammettere che gemeva di piacere e dolore ma continuava come una troia a dirmi “Vai stallone sono tua trombami ancora rompimi tutta” mentre Katia guardava la scena e si masturbava lentamente quando improvvisamente di nuovo Dalila Urlò “VENGOOOOOOOO” e mi spruzzò sulla cappella calda un bel po’ di liquido che mi fece eccitare al massimo perché lubrifico tutto il mio membro.

Così dissi a Katia “Tu ricordati della promessa ora devo sfondare anche te il tempo lo abbiamo” e lei si avvicinò e mi mise in primo piano il suo bellissimo culo che iniziai a palpare lentamente.
Con lei però volevo essere più perfido quasi ce l’avessi con lei per tutte le volte che non si era concessa, così mentre le leccavo l’ano le infilai tutta la cappella in culo e credetemi dette un urlo che per un attimo temevo mi volesse respingere, ma niente a fatto dopo pochi istanti iniziò a dirmi “grazie amore mi hai sverginato il culo dai continuo dai dai…” e mentre ero intento a scopare il suo bel buchetto Dalila mi venne a leccare le palle e le succhiava lentamente con la sua bocca carnosa.

Quindi non ce la feci piu tirai fuori l’uccello e lo ficcai in bocca a Dalila che mi diede un morsetto sulla cappella facendomi sborrare nella sua gola.
Katia si rialzò dal bordo vasca e iniziò di nuovo a limonare con la sua amica facendo così sciogliere lo sperma sulle loro lingue.
Esausti entrambe uscimmo dalla vasca e ci asciugammo le mie amiche se ne andarono dopo poco ed entrambe mi scambiarono un intenso bacio con la lingua.

Prima di andarsene Dalila prese in mano il mio uccello nei pantaloni e mi disse “domani farà ancor piu caldo di oggi verremmo sicuramente a rinfrescarci nella tua splendida vasca.
E si infatti questo si ripetè per ben 3 giorni mentre in campeggio rombammo ancor piu avidamente divertendoci un mondo. Katia è una ragazza seria le promesse le mantiene!!!.

con i pensionati

Da ragazzino ero incaricato dalla parocchia della consegna a domicilio della “famiglia cristiana”. Con cadenza settimanale,il sabato pomeriggio,avevo la mia zona di abbonati al giornale da servire. Per noi ragazzi era un pò una seccatura e cercavamo di farla velocemente per poi tornare a giocarei. Io ero abituato,con tutti, a far uno squillo al campanello e lasciare velocemente la rivista sulla porta. Un giorno incontrai il signor antonio(soprannominato zio tom)sulle scale,mi chiese cortesemente se dalla prossima settimana potevo portargli il giornale in casa,perche mi disse:che lui il sabato pomeriggio si faceva il bagno e gli seccava dover poi scendere a ritirarlo,naturalmente mi disse che mi avrebbe dato la mancia.

Il sabato seguente:sono a circa metà consegne,gli faccio uno squillo e salgo le scale,trovo la porta socchiusa entro e sento la sua voce,”sono in bagno,un attimo e arrivo”intanto mi guardo attorno,appartamento squallido,c’è l’essenziale,mà per esempio non ci sono fiori o piante,pochi quadri e suppellettili,sembra che ci abiti poco,forse la usa solo per dormire. Arriva dal bagno in accappatoio e capisco subito che è un porcellone,sotto è nudo perchè mentre cammina gli vedo il cazzo molle.

Indossa un accappatoio piccolo per lui è stretto,si congiunge solo in vita e lascia scoperto il pancione ed il petto villoso ricoperto di peli grigi che risaltano sul corpo tutto abbronzato. “sei stato gentile,siediti che ti prendo una bibita”mi spiace mà ho fretta devo finire di consegnare gli rispondo. “il prossimo sabato lasciami ultimo cosi ti offro qualcosa(mentre parla intravedo l’uccellone che ora allungandosi in giù,s’è scappellato)e scambiamo 4 chiacchiere”-“ok,va bene sabato prossimo farò cosi!”,Mi mette in mano mille lire di mancia e m’accompagna alla porta,cammino con lui dietro e mi sento il suo sguardo sul culo,chiedo:”qual’è il pulsante che apre la porta?”.

Non mi risponde subito,mi giro di 3 quarti e gli vedo solo la cintura sul

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pancione,l’accappatoio è aperto e ora gli vedo tutto il cazzo,son sorpreso e lo guardo lì un attimo di troppo,lui capisce che ne sono attratto e si tocca”dai bello,ti piace?toccalo un pò”mi attira a sè e mi bacia il collo,io gli tocco l’uccellone e le palle e lui mi mette una mano sul culo,poi gl’impugno l’asta che si stà indurendo,gli bacio il petto,ha le tette e ne succhio una.

mi sussurra:”bravo piccolo,ti piace il mio grosso cazzo?ora bacialo dai”. Una sua mano sulla spalla mi spinge ad inginocchiarmi e dopo da dietro il collo mi spinge sul suo sesso peloso. Ho voglia di cazzo!lo prendo subito in bocca e succhio,è un bel cazzo proporzionato e dritto,mi piace e ho intenzione di farmi sborrare in bocca,lui sembra gradire ,succhio bene e m’aspetto che ormai sborri,invece :suona il citofono!siamo vicini alla cornetta e lui risponde mentre io succhio affamato.

“Si va bene,ora scende”lo sento dire,lascio a malincuore il pompino e mi alzo,inaspettatamente mi bacia sulla bocca,vorrebbe limonare perchè sento la sua lingua,mà io tengo le labbra chiuse,Cazzo!avrà 50anni più di mè. scendo veloce le scale e sul portone c’è il mio amico di consegne che mi dice:”sei pazzo a salire dallo zio tom dicono che è un porco”-“aveva male a un piede e non poteva scendere,non è successo niente”completiamo le consegne e torniamo in oratorio.

Durante la settimana:penso spesso a lui,fisicamente mi piace così grande e grosso,e non m’interessa se è calvo,ma quel volermi limonare con le sue grosse labbra bavose m’ha un pò imbarazzato,non sò se tornarci,poi penso al suo bel cazzo grosso e lo rivoglio in bocca!Sabato pomeriggio:ho finito il solito giro di consegne ed ho una scusa per non tornare dagli amici. Dopo lo squillo al campanello salgo le scale ed entro in casa,lui,come l’altra volta è in bagno,mi sente entrare,”mettiti comodo che arrivo subito”mi dice.

Mi siedo sul piccolo divano,arriva col solito accappatoio e il pisellone ben in vista stavolta,va in cucina e torna con due bottigliette stappate,”prendine una,quella che vuoi”,è in piedi davanti a mè che son seduto,vedo un’aranciata e una cocacola ed in mezzo il suo cazzo:quasi grosso uguale,capisco l’ironia e stò al gioco,assaggio l’aranciata,con la ligua di fuori lecco l’asta e poi assaggio la cocacola,bevo la coca con mano destra e con l’altra mano prendo il suo cazzo ancora incappucciato,s’indurisce,bevo ancora un sorso di coca e lui beve l’aranciata.

Dopo il bagno ha parecchia sete,io fame!:gli scappello lentamente il cazzo e inizio il pompino mentre lui ancora beve. Sono in astinenza da sborra,la voglio,lo sego e succhio contemporaneamente,lui parla mi dice delle cose,forse parolaccie mà non lo ascolto, succhio,poi lo sento:”arriva mia sorella,dobbiamo andar via”. Dimenticavo di dirvi che abitava con una sua sorella,aveva cercato di averla fuori casa per il pomeriggio,mà non c’era riuscito. “Aspettami giù,prendo la macchina e andiamo a farci un giro”ho cosi voglia di finire il pompino che accettò la sua proposta.

Arriva con la sua opel kadett,salgo veloce e partiamo,appena fuori paese è così tanta ormai la voglia che lo tocco mentre guida riuscendo ad infilare la mano tra i bottoni,quando ferma l’auto in un gran parcheggio alberato finisco di sbottonarlo e faccio uscire il cazzo. Vede che mi passo la lingua sulle labbra e non mi basta fagli una sega. mi spinge giù”daii,succhialo un pò,poi andiamo nel boschetto perchè qui non son tranquillo”. Ora ragazzino scendiamo,io fingo di voler pisciare e m’incammino il quel sentiero che risale il fiume,tu fingi d’andartene a piedi dal pargheggio,percorri un 30 metri di pista ciclabile e poi entri nel bosco,stai attento:se i ciclisti vedono un così bel culo entrar nel bosco,ti seguono e t’inchiappettano dopo pochi passi.

Seguo i suoi consigli e lo vedo risalire il sentiero tra i fitti cespugli,mi raggiuge e in modo perentorio mi dice:”qui non ti vede nessuno,spogliati che ora voglio vederti il culo”,ubbidisco e mi giro per farlo vedere”mmhh,sembra il culo di una ragazza,abbassati un pò,ohh che bel buco”Mi lecca!quel vecchio puttaniere,che io credevo voglioso solo di un mio pompino,sè messo a slinguarmi il culo,sento la sua barba spinosa tra le chiappe,lecca bene e con la lingua dura mi entra nel culetto.

Si alza e mi rimette il cazzo in bocca,la sua mano m’accarezza la schiena nuda e scende… mi palpa le chiappe e il suo dito medio mi entra nel buco,”ti piace il dito nel culo?”mi chiede,da come succhio capisce che è si. Arriva uno,vecchio come lui col cazzo di fuori e mi dice”stai tranquillo è un mio amico,succhia anche il suo”,mi alterno,due vecchi cazzi mà ancora funzionanti. Vedo dei colori vivaci tra i cespugli,un ciclistà dal fisico scolpito s’avvicina,sul pantaloncino la sagoma di un grosso cazzo duro,l’ultimo pensionato lo tocca da sopra la stoffa e lui s’arrabbia”tieni giù le mani,non farmi incazzare”,abbassa il pantalone da ciclista,e gli esce un bananone scappellato tutto rasato.

Vede il mio sguardo languido,purtroppo i due vecchi non gli fan posto,spero che non se ne vada. Non sò dov’è andato,son piegato a 90 gradi ed appoggiato a un tronco,ho un cazzo per parte da leccare e succhiare e non vedo niente. Lo zio tom togli il suo dito dal mio culo e mi da una pacca sulle chiappe,avverto una spinta sull’ano,comprendo cosa succede e vorrei dire:no! è troppo grosso,invece ho la bocca piena di sborra,l’ultimo pensionato nel vedere il cazzo entrarmi nel culo ha sborrato,prendo fiato.

lo sento penetrarmi piano e fermarsi sempre un attimo quando quei 20cm son tutti dentro,mi sborra in bocca anche lo zio tom finalmente,ho sborra che mi cola sul mento,ora posso digli che sono una vacca in calore,dietro ora mi sbatte forte provocando delle imbarazzanti scoregge il mio ho il culo è in fiamme mà incandescente sono gli spruzzi che sento in pancia. Mentre torniamo in paese con l’opel kadett ho l’ano dilatato e sbrodolone,mi esce sborra sulle mutandine mentre gli confesso che questo è già il quinto maschio che mi monta e di sicuro il cazzo più grande.

lo zio tom comprese il mio voler essere remissivo di fronte ai maschi ,si fermo con l’auto nel sottopasso,che diverra per mè poi luogo di veloci pompini ad altri vecchi del paese. Mi ordina di leccagli il cazzo ormai molle e odoroso per la precedente sborrata,ubbidisco,mentre lui ancora sorpreso del cazzo grosso che ho appena preso nel culo,mi infila una mano sotto la tuta e cerca il mio buco bagnato. é molto loquace,mi spinge a leccargli i coglioni e mi dice che dovrei vestirmi da femmina e far la troia.

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il custode3

Mi ero fatto la doccia ma mi sentivo ancora il suo odore addosso, soprattutto in bocca mi sembrava di avere ancora il suo cazzo odoroso in bocca. quella pisciata in bocca mi aveva schifato ma anche eccitato. nonostante la doccia ero ancora eccitato e il mio cazzo, seppur non di grosse dimensioni, era in tiro. solo soletto nella cameretta mi sono poggiato sul letto e mi sono lasciato andare ad una lenta sega; i miei non c’erano e mio fratello era di la a giocare col suo amichetto, mio fratello Maurizio ha 2 anni meno di me.

Dopo essermi rilassato con una bella sega ho iniziato a pensare al giovedì e al fatto che ci fosse anche un suo amico. la cosa non mi spaventava con Angelo, Daniele e Walter lo facevamo anche in 4 dove io ero la femminuccia che li faceva godere; cercavo di capire come poteva essere quest’altro, preso dai pensieri mi addormentai, ero praticamente nudo coperto solo dall’asciugamano.
Dormii abbastanza perchè venni svegliato dalla mamma che mi venne a chiamare per cenare, con mia enorme vergogna ero rimasto nudo, l’asciugamano era caduto e lei mi vide nudo e mi disse che aveva fatto un bel maschietto con un bel giocattolino tra le gambe e come se niente fosse me lo carezzò e se ne andò.

Arrivò finalmente il giovedi, ero ansioso e eccitato, mi presentai nella casa del custode come da accordi e bussai. la sua voce cavernosa e autoritaria mi disse avanti, entrai, lui mi vide e disse – ecco la mia troietta, dai vai in camera da letto e spogliati – io gli dissi – ma il tuo amico? – e lui rispose – e brava la mia troietta hai fame di cazzi oggi?! non ti preoccupare ne avrai -.

Mi fece andare in camera da letto e mi disse di indossare quello che trovavo sul letto. arrivato in camera da letto trovai delle calze a rete, delle mutandine a perizoma e un piccolo reggiseno; le indossai e devo dire che davanti allo specchio sembravo proprio una troietta. Dopo poco sentii suonare alla porta, lui aprì, sentivo delle voci ma mi sembrava fosse più di una persona, preso dalla curiosità sbirciai e vidi due signori anziani sulla 60ina.

quando li vidi venire verso la camera mi buttai sul letto facendo finta di niente, entrarono e appena mi videro dissero al custode che aveva ragione, sembravo proprio una bella troietta.
Si spogliarono uno era bassino come il custode un cazzo normalissimo ma bello scappellato e l’altro alto almeno 1,90 e appena nudo mise in mostra un cazzo di almeno 20cm e largo.
Si misero nel letto con me ma il custode rimase vestito a guardare

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sulla poltrona, mi iniziarono a tastare e toccare soprattutto il culetto, ad un certo punto quello bassino mi da un bacio in bocca infilandomi la lingua in gola, non avevo mai baciato in bocca un altro maschio, piano piano mi sentii spogliare e mi ritrovai il cazzo del bassino in bocca mentre l’altro mi leccava il cazzo e intorno al cazzo; ero eccitatissimo. mi fece girare e inizio a leccarmi il culo, una sensazione bellissima, avevo il cazzo in bocca e una lingua che mi penetrava sempre di più, mentre ero intento a gustarmi quei due cazzi sentii l’odore forte e acre del custode, si era spogliato e me lo stava dando da succhiare insieme all’altro, alternavo il suo all’altro e mentre facevo questo ho sentito una dolore al sedere, il lungo era entrato, lo aveva grosso ma il custode mi teneva e non potevo divincolarmi; però, passato il primo momento, il mio culetto ormai allenato iniziò a godere di quella presenza.

non ci volle molto a sentirlo sborrare nel mio intestino; contemporaneamente il basso sborrò nella mia bocca mentre il custode era ancora in tiro, si levò e mi fece pulire i cazzi dei sue suoi amici. Nel frattempo loro si rivestirono e dissero al custode che ne era valsa la pena, che ero bravo e che la cosa si poteva organizzare anche con altri al solito posto.
Quando uscirono chiesi al custode di cosa parlavano e lui mi disse – tu zitto e pensa a farci godere.

vedrai che ti porto in un bel posto dove avrai tanti bei cazzi a disposizione. e ora vieni in bagno -. ormai sapevo cosa voleva, mi misi nella vasca, aprii la bocca e lui mi infilo il cazzo dentro e inizio a pisciare, mi colava addosso, un pò la mandai giù, appena finito di pisciare mi prese per la nuca e inizio a scoparmi la bocca fino a sborrare tutto dentro. Mi fece uscire dalla vasca, mi rivestii e andai via.

ovviamente andai altre volte da lui sempre nell’attesa di andare in quel posto.
ovviamente non trascurai mai i miei amichetti, anzi ne coinvolsi altri… ma questo lo racconterò in un’altra storia.

Caffetteria Centrale Torino di giorno

Caffetteria una delle tante, dopo un giro veloce attratto dalle insegne luminose delle vetrine addobbate per l’imminente Natale, nella centralissima Via Garibaldi, nel cuore di Torino, città che amo e in cui vivo da sempre, mi siedo al mio solito tavolino in disparte , è un buon punto di osservazione per non farmi notare, c’è poca gente, una melodia anni 8o in sottofondo copre i rumori delle persone all’interno del locale, qua si viene per assaporare le bontà, della casa, e ammirare qualche signora, over 40, in cerca di attenzioni, non mi fraintendete , non sono professioniste del sesso, ma donne comuni, che vogliono essere semplicemente guardate e ammirate sentirsi belle, o desiderate, mettersi in mostra, anche se da tempo ritengo a torto o ragione, che qualcuna non disdegni una sana scopata, so che devo impegnarmi, non sono brutto, ma neanche il tipo per cui possano girarsi a guardarmi, quindi gioco con altre carte a mia disposizione, a volte vorrei poter leggere il pensiero, per entrare nelle loro teste, di certo non posso metterle la mano sul culo, e iniziare un approccio in questo modo, appurato per certo, che non so leggere il pensiero, posso solo osservare ciò che accade intorno a me, e cercare alternative galanti, senza rendermi ridicolo, e collezionare fallimenti.

Noti facilmente sguardi furtivi, sempre se si sa osservare, e spesso tutto ciò che serve è proprio in bella vista davanti a noi, un sorriso malizioso, seguito da un paio di gambe accavallate con maestria e tanta classe, un colpo di mano ai capelli, un po’ di petto in fuori, e voilà l’intimo che traspare dalle generose scollature, giusto per quel po’ di tempo che tu veda e poi si ricompone, non contenta, subito dopo scopre quel tanto che basta la gamba sollevando l’orlo della gonna o del vestito, cercando un fastidio che non c’è, o fingendo spudoratamente una sistematina alla gonna troppo corta, ma se non vuoi farti vedere le cosce, perché non metti altro ? espedienti fantasiosi, sul dai sbircia un po’, che mi piace, fa parte del loro modo di essere donne, e manifestare quel senso di vanità, che è comune a tutte le donne, devono mettersi in mostra, tuttavia questo comportamento non porta mai al sesso, e qui che bisogna capire, fin dove ci si può spingere, con il nostro approccio, le delusioni sono sempre in agguato, dato che scoparle è nella nostra testa, ma non sempre è nella loro, purtroppo il gioco lo guidano le donne, al pari di tutti i giochi d’azzardo, con loro il metodo non cambia e quindi si aspetta il classico colpo di fortuna, capire i propri mezzi e limiti nel gioco, aiuta un po’, ma la fortuna è l’unica a fare la differenza tra una partita vinta o persa in partenza, l’altra faccia della medaglia è la classica variante, cambia molto le carte in tavola, trovi una tipa che ti piace molto, in questo caso a volte si esce davvero malconci, dal gioco, bisogna tenerne conto e fare molta attenzione, per non gettare via le scarse possibilità che si avranno sempre con l’aiuto della fortuna.

Il teatrino si ripete con rito quotidiano, a volte scopri che sei proprio tu a essere osservato, e ti senti la preda, facevo questi ragionamenti, dal mio anonimo tavolino, davanti al mio abituale “Tuttosport” fingendo spudoratamente di essere interessato alla mia amata Juve, anche se la vecchia Signora non delude mai, non stavo leggendo una parola del giornale, serve sempre un minimo di copertura,o si rischia di essere comunque pizzicati, ma loro le donne lo sanno, e ci lasciano fare, alzo gli occhi per una veloce panoramica e finalmente la vedo, bellissima sullo sgabello alto del bancone, a ore 3 dalla mia postazione, capelli lunghi castano chiari, occhi nocciola, trucco leggero, labbra perfette, in carne ma giusta, abbasso lo sguardo, tutto questo l’ho visto in un nano secondo, non voglio rendermi ridicolo, e nemmeno metterla in imbarazzo, ma è chiaro che la signora mi ha colpito, facendo attenzione rialzo lo sguardo, lentamente, parto dal basso, dal pavimento, stivaletti bassi, scamosciati tacco da 12, tendenti al blu scuro, due gambe perfette velate da un delicato collant nero, le seguo ammirato, fino allo spacchetto centrale, non troppo eccentuato, del suo vestitino blu mare, che lascia intravedere, due belle e morbide cosce, e la parte iniziale delle mutandine rigorosamente nere o almeno credo, il collant le fa un po’ da velo, i fianchi sono piccoli, il culetto è appoggiato allo sgabello e si nasconde, alla mia vista, la scollatura leggera e poco eccentuata ricalca sotto il vestito più stretto forse di una taglia, un seno normale a occhio penso a una terza meno , meno, la tipa si protende in avanti accennando a un fastidio alla schiena, lo fa con armonia, e ho una voglia folle di toccarle le tette, resta un gran bel vedere, tanto che questa opera d’arte inizia a disturbare non poco i miei agitati sensi, senza controllo d’istinto sfioro con la mano il mio cazzo, inizia a darmi fastidio, si agita nervosamente , tento di distogliere lo sguardo dal suo corpo, ma sono troppo preso per riuscirci, la verità e che vengo regolarmente in questa caffetteria da una settimana solo per incontrare Lei, questa sexy sconosciuta dal corpo non troppo perfetto, mi ha interessato dal primo momento che l’ho vista, e non la voglio diversa, mi fa impazzire e la desidero, non riesco ad attribuirle una età, per quanto mi sforzi, credo tra 45-55, ma che mi importa ne avesse anche il doppio, resta sempre da urlo, sono deciso a farmi avanti ma non so ancora come, troverò un modo, per parlarle, e poi vedrò cosa dirle, è questa la parte difficile, assorto in questo pensiero, vedo che si alza indossa il soprabito e si avvia all’uscita, lascio dieci euro sul tavolo per un buon caffè ( li merita) e la seguo, mi sento un po’ maniaco e arrapato allo stesso tempo, di questo stato d’animo decido che mi preoccuperò un’altra volta, affrettandomi per non perderla di vista la seguo, fino alla fermata dell’autobus è sola, sembra intenzionata ad aspettare il bus, cerca qualcosa nella borsetta , appare una sigaretta, ma non trova l’accendino, finalmente un’occasione, mi avvicino e con il mio miglior “permette”, le sventolo il mio zippo sotto il nasino, i nostri sguardi si incontrano questa volta da molto vicino, porta la sigaretta alle labbra, sono carnose e morbide, fantastico immaginandole intorno al mio cazzo straziato e umidiccio di voglia, mi sforzo per non perdere il controllo, per un attimo avrei voluto baciarla, di impeto, che potrei dirle dopo, sorridi dai sei su candid camera show, accende succhiando un po’ il filtro della Marboro Ligth , con un leggero e profondo respiro, poi mi guarda dritto negli occhi, e mi dice : mi è parso di vederla alla Caffetteria qua dietro? Si ero la,rispondo deciso, ci si vede quasi tutti i giorni, da un po’ di tempo, l’avevo notata anche io, piacere Alex, io sono Beatrice…….. insomma fortunatamente il maledetto bus non arrivava mai, e non mi sembra vero siamo li tranquilli a chiacchierare, dopo un po’ passiamo a darci del tu, è davvero simpatica la tipa, alla seconda sigaretta mi chiede dove stai andando ? E io …ti seguo, non avevo di meglio da fare, con il mio miglior sorriso sembro quasi innocente, sorride anche Bea e insiste….

perché mi segui? Sei simpatica e carina, volevo conoscerti, parlarti, cercavo il modo di avvicinarmi a te, senza fare danni, questa verità la sorprende, e non sembra contrariata, anzi dalla faccia soddisfatta noto una punta di vanità appagata, e accenna un timido calcolato ma dai…….. non sono poi così bella, se lo dici tu !!!! io ti trovo interessante almeno fisicamente , dato che sei quasi una perfetta sconosciuta, e quindi non so nulla di te, comunque a me piaci molto, e aggiungo che si fa adesso? Mi farebbe piacere stare un po’ in tua compagnia, Bea risponde se vuoi vieni con me al supermercato così parliamo ancora un po’, e decido di assecondarla, sarei andato fino all’inferno e ritorno con lei, finalmente prendiamo il bus, e affollato siamo in piedi vicini, troppo vicini, le sfioro i fianchi a ogni sobbalzo del bus, fino a cingerle tutta la vita con il braccio destro, in un maldestro mio tentativo di sostenerla, Bea appoggia il suo culetto contro il mio cazzo ormai quasi fuori dalle mutande, e con fare ciondolante inizia a strusciarsi contro, sfruttando benissimo le oscillazioni del bus, con il braccio libero la spingo sempre più forte contro il mio cazzo e sembra apprezzare, ho caldo, e sono eccitato, Bea mi guarda con due occhioni languidi, con le labbra le do un innocente bacetto, delicatamente sul collo, e sul lobo dell’orecchio, continua stringersi a me, sento il variare del suo respiro, e resto stordito dal suo profumo e dalla sua pelle che sa di buono, la mia mano si sposta veloce sul seno, finalmente , che bella sensazione, le stringo un po’ una tetta, e lei con voce fievole mi dice basta… mi stai facendo morire….

sono tutta bagnata, quasi perdiamo la nostra fermata, scendiamo abbracciati, ormai le parole non servivano più, a passi veloci infiliamo la strada e raggiungiamo i posteggi sotterranei del supermercato, fino al secondo e ultimo livello, dove non posteggia mai nessuno, perché troppo scomodo, cercando riparo da occhi indiscreti, una piccola nicchia, dietro un muro di cemento armato, fa al caso nostro, un furgone posteggiato a due passi da noi, sembra fermo da tempo, offre ulteriore copertura, mi stringe a se dolcemente, offrendomi la sua bocca, muove la lingua freneticamente, alternandola a baci passionali, mi piace molto come bacia, con le mani sollevo il vestito scoprendole le cosce e l’inguine, l’afferro con forza dalle chiappe, ha un gran bel culo, non più sodo, ma neanche tanto moscio, continuo a limonarla a lingua in bocca ricambiato alla grande, la sua mano è sul mio cazzo ormai duro come il marmo, lo tocca dai jeans, mi sta facendo morire con quella mano, davvero un peccato non poterci spogliare un po’ di più, mi abbasso sulle ginocchia e con la bocca le bacio l’interno cosce, fino ad arrivare alla sua umida fighetta, i collant non aiutano in questi casi , ma eccitano molto, senza chiederle il permesso , usando entrambe le mani creo uno strappo, non senza incontrare difficoltà, il tanto che basta senza che debba toglierseli e facendo attenzione a non rovinarli troppo, finalmente scosto il perizoma di lato, scoprendole la figa bagnatissima di umori, inizio a leccargliela, dopo poco la sento ansimare sempre più forte, mi sussurra non farmi venire così………voglio il cazzo…….

ti voglio………. mi alzo e libero il mio cazzo dalla stretta morsa dei pantaloni, lei lo prende in mano inizia a masturbarmi lentamente, ha le mani calde, si china e accenna un pompino finalmente quelle labbra sono sulla mia cappella, inizia a slinguarmi bene il cazzo e a menarlo dolcemente con l’altra mano, poi mi tocca le palle e le accarezza strizzandole un po’, mi passa la mano sul culo da sotto le palle e insiste un po’ sul buco con indice e medio, tentando una leggera penetrazione, senza mai smettere di succhiarmi l’uccello, per poi passare ad accarezzarmi le chiappe, ero in estasi totale, eccitato ormai allo spasimo, per non sborrarle in bocca ho fatto uno sforzo notevole, Bea si alza in piedi, solleva la gamba destra e con la mano si infila con decisione il cazzo nella figa, lo voleva dentro, le si leggeva in faccia, soffocando un grido di piacere, nel sentirsi la figa occupata, il viso appoggiato alla mia spalla, soddisfatta ricomincia a limonarmi in bocca, tra un gemito e l’altro, inizio a muovermi con buon ritmo, ha la fighetta stretta e tenera come il burro, bagnatissima, inizio a sbatterla davvero forte, di brutto, quasi con violenza, non riesco a fermarmi e Bea mi chiede di non smettere, non so per quanto riuscirò a reggere questi ritmi, poi la vedo socchiudere gli occhi, il suo respiro farsi affannoso, la stringo a me senza smettere di scoparla, la mia mano sente un brivido caldo attraversarle la spina dorsale, le pareti interne della vagina, hanno leggere contrazioni, fremono sul mio cazzo sempre più bagnato dai fluidi vaginali che aumentano, geme e mi sussurra sto….

godendo…sto godendo tanto……. la stantuffo bene ancora un po’ per farla arrivare fino alla fine dell’orgasmo, poi mi tolgo, per riprendere fiato ed evitare di sborrarle addosso, cambiamo posizione, sempre in piedi la prendo da dietro, litigando col cazzo per colpa dei soliti collant, prima di rimetterlo dentro la figa, cerco di farle tenere le cosce strette, per eccentuare il piacere del contatto interno, e poi lo infilo deciso, gran figa quella della Bea, dal suo ooohhhhhhhh …….

come ti sento………. capisco che va tutto bene, e porto due bei colpi di cazzo che quasi le entrano dentro anche le palle, riprendendo a scoparla alla grande, Bea è eccezionale, sono preso da questa sua insana passione, del sesso in pubblico, e mi lascio trasportare, godendo di lei come non mi succedeva da tempo, le cingo il braccio intorno alla vita e con la mano le tormento delicatamente il clitoride, continuando a penetrarla sempre più velocemente, lei mi guarda e mi dice continua ….

continua …. mi piace tanto…..dopo pochissimo gode di nuovo intensamente e a lungo, non so se sono passati cinque minuti dal primo orgasmo, mi piace sentirla così e mi eccita davvero tanto, continuo a scoparla vorrei non finisse mai, anzi vorrei che il tempo si fermasse all’improvviso, e ci lasciasse così, con la punta della lingua massaggio il lobo dell’orecchia, e parte del collo alternandola a baci passionali, mentre la mano libera le tiene saldamente una tetta, mi piace il suo seno vorrei metterci il cazzo in mezzo, e scoparla sulle tette, magari un’altra volta, siamo entrambi a rischio qua nel posteggio e fino a ora ci è andata bene, la situazione esponenziale nella quale ci troviamo ha eccentuato tantissimo i nostri sensi, portandoci entrambi a livelli davvero elevati di appagamento, vi assicuro che il rischio vale la pena di correrlo per una scopata del genere con una donna così ben presa, inizio a fare davvero fatica per non venire, mi ha portato vicino alla eiaculazione molte volte, e sono sfinito, non ne posso più e voglio liberarmi, le palle gonfie e dure iniziano a farmi male, i vasi sanguigni pulsano sangue all’impazzata, il cazzo è durissimo, la cappella arrossata dal preservativo consumato, inizia a essere livida, sento la sborra che sale, Bea si accorge, che sono quasi alla fine e mi dice: aspetta a venire lo voglio un po’ nel culo, non avrei mai negato una sana inculata a nessuna, e annui un sì sperando di farcela, Bea appoggia le mani sul muretto e si china protraendo quel bel culetto verso l’alto, le allargo un po’ le gambe e inizio a leccarle il buchetto, un po’ per riprendere ancora fiato, ma quella visione mi eccitava ancora di più, una splendida rondellina circolare striata, fa da cornice all’ingresso del suo lato B, devastante la mia lingua non le concede tregua, a Bea questo trattamento non dispiace affatto, continua a dirmi ancora…..ancora …tra un gemito e l’altro, cerco di mettere un po’ di saliva e forzo con il dito piano piano, fino a farlo scivolare dentro, muovendolo come se fosse un cazzo, per aprire la strada, fino a quando mi dice ti voglio……dammelo…..tutto….

prendimi il culo……. le infilo il cazzo tra i collant e il perizoma strusciandolo bene in mezzo alle chiappe candide, facendole sentire quanto era duro, la troia inizia a toccarsi la figa con la mano sempre più freneticamente, masturbandosi, il contatto con il suo fantastico culo e la biancheria che indossa, mi regala un piacere intenso, cerebrale, molto simile a una bella sborrata, ormai al culmine dell’eccitazione, afferro saldamente il cazzo con la mano, e inizio a penetrarle lo sfintere per tre o quattro centimetri, non sono superdotato, ma resta comunque un gran bel cazzo il mio, voglio farla godere ancora e non farle male, ma Bea più eccitata di me, spinge il suo culetto all’indietro contro il mio cazzo, e lo fa entrare tutto dentro in profondità, cazzo se mi piace e strettissimo questo buco, Bea inizia a muoversi ancheggiando a ritmo con le mie spinte, siiiiiiiii …..cosììììììììììì ….

come ti muovi bene, mi piace da morire, cercando di non perdere il ritmo, la penetro a lungo perdendo la cognizione del tempo, Bea non ha mai smesso di masturbarsi ha avuto due orgasmi uno vicino all’altro, io non ne posso più, le dico….. sto per venire, ansimando affannosamente, vuoi venirmi in bocca ? dice Bea , io dico no, e tolgo il cazzo dal suo fantastico culo, prima di inondarla di sborra, la faccio girare e le metto il cazzo in mano, buttando via il preservativo, mi bacia appassionatamente, e mi lascio masturbare dalla sua manina, se lo appoggia bene dentro i collant tra coscia e inguine, anteponendo la mano ai collant, inizia a farmi una sega magistrale, sensazione deliziosa , mentre la sua lingua avvinghiata alla mia non smette un attimo di muoversi, tirandola fuori dalla mia bocca solo per farmela vedere, provocante la dimena davanti a me, non riesco a liberarle i seni per via del vestito, in qualche modo infilo la mano dentro e inizio a baciare le poche parti scoperte delle sue splendide tette rifatte, lei percepisce che ormai sto per venire, aumenta l’intensità del movimento con la mano, e finalmente mi fa sborrare , una sborrata lunga e calda interminabile, una delle più intense che ricordi, quasi dolorosa tanto ero pieno, le allago cosce,mano, collant, e perizoma, lei non si ferma continua a menarlo, fino a quando non sente che il cazzo perde rigidità, è stato bellissimo, mi dice Bea, ci ricomponiamo alla meno peggio e cerchiamo un bar, non prima di aver fumato una sana sigaretta, entrambi appagati, siamo rimasti quasi due ore seduti al tavolo a parlare di tante cose, ho scoperto anche la sua età, 47 anni, divorziata da 5, madre di due ragazzi ormai adulti, convive felicemente con il suo compagno tra alti e bassi come tutti, ma è la sua vita.

Da quel giorno sono passati quattro anni, ci vediamo di tanto in tanto, alla solita caffetteria a volte per parlare, ridere e scherzare, a volte per fare sesso nei posti più strani, un paio di volte causa freddo intenso abbiamo provato in albergo, divertente, ma non come farlo in giro, bisogna essere in sintonia e prendersi i giusti rischi, altrimenti non funziona, peccato averla conosciuta dopo una vita buttata al vento.
E un ottima amica non solo di letto, lo abbiamo usato davvero pochissime volte, sono quei rapporti strani, difficili da spiegare, da vivere e da gestire, per questo intensi, tra di noi è sempre come fosse la prima o l’ultima volta, possiamo fermare il nostro tempo solo quando siamo insieme, per questo non lo abbiamo mai sprecato e cerchiamo di viverlo intensamente, fino a quando sentiremo dentro di noi il bisogno uno dell’altro.

Per volontà di Bea non ci consideriamo amanti, è una brutta parola dice e non lo siamo, amici sicuramente, resta la consapevolezza di una passione grande, e della magia del sesso, appagante, per entrambi……….
Alex

Storia reale scritta da me, non sono uno scrittore, faccio completamente altro nella vita, quindi perdonate errori di forma e di espressione se non sono correttamente esposti nel testo, si prega di leggere commentare se volete, e di non fare copia e incolla e pubblicare su altri post come è già successo, vi ringrazio per l’attenzione, sperando di non aver annoiato nessuno, al caso ditelo che smetto di scrivere.

Alex.

A cinema con mia suocera

un paio di mesi fa ero a milano per lavoro e, come faccio sempre prima di tornare a Genova, dove vivo con mia moglie sono passato a trovare mia suocera che è una bella signora di 55 anni.
Nonostante la sua età è ancora una bella donna con uno sguardo profondo che mi ha sempre affascinato.
Quando sono arrivato a casa sua , lei era tutta elegante pronta ad uscire.
” stai uscendo?” le chiesi pronto a girarmi sui tacchi e ripartire , ” si sto andando al cinema ” mi disse lei facendomi un bel sorriso.

“cosa vai a vedere ?” le chiesi mentre eravamo già in ascensore … devo confessare che non mi ricordo bene quale fosse il titolo del film ma poco mi importava.
Quando fummo in strada le proposi di darle un passaggio in auto fino al cinema e dopo qualche convenevole lei accettò di buon grado.
Aprii lo sportello per farla salire in auto e in attesa di poterlo richiudere mi ritrovai spettatore di una bella scosciata con tanto di autoreggenti che non avrei mai sospettato potesse indossare.

L’immagine di quel lembo di coscia bianca oltre il bordo nero delle calze mi si inchiodò nel cervello e nonostante i tentativi di conversazione continuavo a rivedermi la scena maledettamente eccitante.
” sei un porco” pensavo dentro di me , mentre lei mi raccontava quanto fosse difficile la vita di una vedova , con le poche amiche ancora impegnate con mariti malaticci e rompis**tole.
Quando arrivai davanti al cinema, la salutai e poi con finta premura le dissi ” aspetta …” scesi di corsa dall’auto e mi riposizionai per aprire lo sportello e farmi un replay della scosciata di prima che infatti si verificò ma ancora più evidente di prima.

La vidi entrare al cinema da sola, tutta elegante , con la borsa stretta tra le mani e restai per un attimo seduto in auto a pensare.
Ad un tratto presi la decisione di accompagnarla e cercai quanto più rapidamente possibile un parcheggio, ritornai al cinema e feci il biglietto.
c’era talmente poca gente allo spettacolo delle 18 che nonostante il buio la trovai facilmente e andai a sedermi nella poltrona accanto.

” che ci fai qui ?” mi chiese sottovoce ” mi è venuta voglia … di vedere il film ” le dissi senza molta convinzione e tentando di darmi un’aria interessata ai titoli sullo schermo.
il film era boiata pazzesca e io me ne stavo fermo respirando il profumo di quella donna e riepensando alle cosce bianche in prossimità dell’inguine.
mi chiedevo come fosse la sua figa e che profumo potesse avere la figa di una donna matura, ero perplesso ma attratto da quei pensieri su cui indugiavo ma che nel mentre erano scesi giù fino al mio cazzo che cominciava a irrigifdirsi dentro i calzoni.

Ad un tratto il film , fino a quel momento piuttosto noioso , ebbe un guizzo , proponendo una scena di violenza in cui il vecchio e bavoso datore di lavoro , violentava la sua giovane impiegata.
per mia suocera era una scena raccapricciante che la costrinse a girare la testa nella mia direzione e nascondere il viso con una mano per non guardare.
a me in realtà la stessa scena aveva s**tenato una reazione assai diversa e il mio cazzo era ormai durissimo.

con senso di protezione verso la madre di mia moglie , le cinsi le spalle con un braccio ” non guardare ” le dissi stringendola e tirandola verso di me e lei rassicurata si scoprì il viso e la vidi mentre osservava la scena che proseguiva sullo schermo.
Il vecchio datore di lavoro , con le brache calate si agitava tra le cosce della ragazzina che ora non si agitava ma sussultava sotto i colpi di bacino dell’uomo.

lo sguardo di mia suocera sembrava inorridito ma anche attratto dalla scena che anche io seguivo con la coda dell’occhio.
Ancora oggi mi chiedo come abbia potuto comportarmi così ma resta il fatto che proprio mentre la scena si avviava alla conclusione, presi una mano di mia suocera e me la poggiai sul cazzo durissimo.
lei tentò di tirare indietro la mano e mi guardò con gli occhi spalancati ” cosa fai ?” mi disse neanche troppo sottovoce ; io restai muto con gli occhi fissi sullo schermo e tenendo la sua mano bloccata sulla patta dei pantaloni.

incredibilmente, lei girò la testa verso lo schermo e rilasso il braccio che ora non tirava più la mano che si adagiò sulla patta , si aprì e poi si richiuse serrandomi il cazzo ancora nei pantaloni.
cominciò ad accarezzarmi l’asta , stringerla , accarezzarla fino a quando aiutandosi con l’altra mano mi sbottono la patta e con abilità infilo la mano tirandomi fuori il cazzo e iniziò a farmi una sega delicatissima.

mi sembrava di essere tornato indietro di vent’anni quando le compagne di scuola mi facevano le seghe seduti nelle ultime file del cinema parrocchiale.
io restavo fermo , immobile mentre lei continuava ora stringendolo più forte e facendo scorrere la mano dalla cappella ai coglioni.
con il braccio che le avvolgeva le spalle cominciai a tirarla verso di me e poi le accarezzai la nuca spingendogliela in modo inequivocabile e poi le sussurai ” prendilo in bocca “.

lei ora, docile come un agnellino, si chino su di me e dopo aver dato una leccata alla cappella se lo fece scorrere tutto in bocca e cominciò a spompinarmi nel buio della sala.
dopo pochi minuti , sentii il cazzo diventare ancora più gonfio e spingendole la testa per farle ingoiare quanto più cazzo fosse possibile , le riepii la bocca di sperma.
Lei terminò il lavor con sapienza , con tanto di leccata e succhiatina finale sulla punta.

restammpo così , seduti ed abbracciati ancora qualche minuto poi le dissi ” andiamo via “
In auto restammo in silenzio , senza dire una parola.
giunti sotto la sua casa si girò e mi disse ” sali ? ti faccio un caffe ?” ” va bene ” risposi e subito dopo aver parcheggiato , rifeci la stessa scena per correre ad aprire lo sportello e guardarle le cosce ; questa volta c’era tutta la sua consapevolezza , tant’è che allargò le gambe oltre il necessario, dandomi addirittura la possibilità di intravedere i peli della figa che uscivano dalle mutande.

Appena entrati in casa , sapevo che me la sarei chiavata , così presi il telefono e chiamai mia moglie ” si… sono passato da tua madre , sono a casa sua … devo ancora passare da un cliente tardo un poco … si te la passo ”
Appena mia suocera prese la cornetta in mano, cominciai ad accarezzarle i seni , palpargli il culo ” …si tutto bene e sandrina come sta ?” le tirai su la gonna … che spettacolo , non avevo mai visto mia suocera mezza svestita e devo confessare che restai stupito , nonostante l’età era in splendida forma.

cominciai a frugarla tra le cosce , poi lei si piegò in avanti poggiandosi sul muretto che divide l’ingresso dal soggiorno , allargò le gambe.
le spostai le mutandine su di un lato mettendo in mostra una figa pelosissima …le infilai il cazzo in un colpo solo cominciando a sbatterla ” si … si … ti chiamo dopo …”
” ma sei impazzito mentre parlo con … ” stai zitta ora …pensa a prendere il cazzo come si deve ” le dissi e cominciai a sbatterla con quanta forza avevo.

andai avanti una mezz’ora buona con lei che continuava a mugolare e ripetere ” si … si … si ” e null’altro , solo quando si accorse che stavo per venire mi disse ” ti prego … non venirmi dentro …” io per tutta risposta tirai fuori il cazzo e le sborrai proprio sul buco del culo che reso viscido mi invitò a rientrare da dietro… il cazzo le scivolò tutto dentro il culo e lì continuai a sborrare fino all’ultima goccia.

restai avvinghiato a lei per qualche minuto , poi estrassi il cazzo lentamente e lei si premurò di correre in bagno tornando con un asciugamani umido , mi ripulì accuratamente e mi baciò ancora una volta la punta del cazzo.
quella sera scappai a casa ma da quel giorno Milano è diventata la piazza più importante per i miei affari … anzi … per il mio affare che mia suocera sfrutta con molta abilità.

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