Archivio mensile:Settembre 2011

regalo di compleanno speciale

Era da tempo che ci pensavo , da quando una volta parlando con la mia donna avevo capito che, come la maggior parte delle donne, aveva curiosità di sapere come sarebbe stato fare l’amore con due uomini contemporaneamente..in pratica essere penetrata da due … nello stesso momento. In quell’occasione in cui ne abbiamo parlato avevo capito che la sua eccitazione era vistosamente aumentata.
Devo dire che malgrado non dividerei la mia donna con nessuno la cosa mi manda, ogni volta che ci penso a viaggiare con la fantasia immaginando come sarebbe stato vederla tra due uomini che la scopavano contemporaneamente.

Devo confessare che anch’io ho da tempo una altrettanta fantasia che mi porta ad immaginare di fare l’amore in quattro…. cioè io la mia donna e altri tre uomini,tutto questo nasce dal fatto che da molto tempo ho scoperto di
provare un piacere indecente anche dal mio … e devo dire che non disdegno ad infilarmi di tutto cercando di allargarmelo quanto più è possibile, sono arrivato ad infilarmi una bottiglia di birra da 3/4 di litro dalla parte del fondo per ,e non dalla canna !!sentirmi allargare il … quando sedendomi sopra di essa me la faccio entrare quasi tutta dentro …è stupendo, la sensazione di sentirsi il … strapieno mi fa eccitare solo a pensarci.

Tornando al discorso intrapreso prima ,sto cercando di organizzare una situazione in cui saremmo coinvolti io e la mia donna , ma non è alquanto facile trovare così su due piedi tre uomini disponibili. Mi sono rivolto allora leggendo un annuncio pubblicitario a un tizio che si proponeva per fare l’e****t spiegandogli quello che avevo intenzione di organizzare. In men che non si dica il tizio che si chiamava vito mi richiama dicendo che se volevo,lui aveva a disposizione quello che avevo chiesto.

Organizzo in occasione del compleanno della mia donna una cena intima tra me e lei a casa nostra dicendole che avrebbe avuto per l’occasione un regalo molto speciale…. quella sera dopo aver consumato una cena molto leggera e dopo aver brindato con dell’ottimo prosecco comincio a baciarla sul collo cosa che a lei piace molto e via via comincio a spogliarla mettendo in mostra un seno da fare invidia alla migliore attrice attualmente sul mercato, >le lecco con la lingua i capezzoli diventati enormi data l’eccitazione che
le stavo procurando,baciando e leccando il suo seno che sarà sicuramente una quinta stupenda,poi continuo a baciarla dappertutto soffermandomi sulla pancia e all’attacatura delle cosce dove a lei piace una cifra avvicinando la lingua sulla sua … ormai già bagnata dal piacere che stava provando, la penetro con la lingua a fondo procurandole un piccolo orgasmo , poi passo a leccarle il buchino del … che devo ammettere e’ ancora vergine continuando a farla eccitare il più possibile e solo quando sento che è in preda ad una eccitazione indecente le bendo gli occhi dicendole che era arrivato il momento del regalo che le avevo promesso.

In silenzio senza destare sospetti apro la porta facendo entrare i tre uomini che stavano già aspettando per farci divertire. I tre
erano di bellaspetto ed erano sulla quarantina. Gli faccio cenno di accomodarsi e di aspettare un mio cenno. Torno dalla mia lei che nel frattempo era ansiosa di vedere in cosa consisteva il mio regalo,e continuo ad accarezzarla e baciarla dappertutto cercando di farla andare su di giri,mi adagio sopra di lei e la penetro con decisione dicendole che avevo voglia di farla godere come non mai sussurrandole di amarla e di desiderarla come la mia … perché cosi piaceva a me.

quando finalmente le arriva un altro orgasmo senza toglierle la benda dagli occhi faccio un cenno ai tre che nel frattempo si erano denudati mettendo in mostra un fisico invidiabile e tre … veramente eccezionali. Uno dei tre si avvicina a lei e lentamente comincia ad accarezzarla e baciarla allo stesso modo di come stavo facendo io prima e, non vedendo niente a causa della
benda continua ad apprezzare tutte quelle attenzioni e devo ammettere che mi faceva uno strano effetto vederla mentre un altro laccarezzava e baciava la … ma mi stava procurando uneccitazione bellissima perché era un mio desiderio vedere godere la mia donna come una vera … senza inibizioni o vergogne.

Solo quando lui la penetr si accorse che non potevo essere io in quanto il … che aveva dentro era molto più lungo e grosso del mio e ribellandosi si tolse la benda spalancando gli occhi alla vista di quello che gli si presentava nella stanza !!!Dolcemente mi avvicino a lei sussurrandole che lamavo tantissimo e che avrei desiderato farle provare quello che era stato oggetto delle nostre conversazioni e cioè essere posseduta da due … contemporaneamente.

Allinizio non la vedevo per niente convinta ma quando cominciai a baciarla sulle labbra e a infilare la lingua nella sua bocca dicendole di rilassarsi e che non lavrei lasciata sola la vidi che si stava cominciando a sciogliere e a non disprezzare quel bel … che aveva dentro e, mentre lui la penetrava sempre di più la sentivo fremere a ogni sua spinta tanto che anche i suoi baci erano piu caldi e la sua lingua mi frugava la bocca sempre più forte.

Io continuavo a sussurrarle che lamavo e che era stupendo vederla godere e lei ormai priva di ogni vergogna cominci ad ansimare e a farsi sbattere da quel … che
diventava sempre più duro e grosso,fu a quel punto che le dissi che il regalo speciale era pronto. feci avvicinare laltro uomo che era gia col … duro e devo dire che era quasi come quello mio e questo mi riempì di gioia perché non volevo che lei soffrisse più di tanto.

La fecero spostare dalle posizione in cui si trovava e io laiutai sempre baciandola sulla bocca a mettersi sul … del primo (quello grosso) e a farsi penetrare mostrando il … allaltro che si stava avvicinando con il … già in tiro ,ma prima che lui lo potesse mettere dentro io feci in modo di leccare il … alla mia lei e di sparmargli un bel p di gel lubrificante, lei nel sentirmi vicino con tanto amore volle che io continuassi a baciarla mentre laltro gli puntava il … sul … e spingendo lentamente comincio ad entrare piano piano lei si irrigidi e lancio un gridolino ma nel momento in cui tutti e due i … erano completamente in lei ,comincio a muoversi in un modo che non le avevo mai visto prima, si vedeva che le stava piacendo e che stava per avere un orgasmo improvviso io laiutai accarezzandole il viso e baciandola ancora dicendo che era stupenda con due … dentro, mi stavo eccitando da matti.

Fu a quel punto che lei disse al terzo uomo di avvicinarsi e con la mano gli tocco il … dicendogli che doveva metterlo in … a me perché lei sapeva che mi piaceva. diavolo al tocco della sua mano quel … divent mostruosamente grande e grosso poteva essere lungo quasi 30 cm,e grosso piu’ o meno 8 cm e lei mi disse : amore vedi che bel … ti regalo ?
mi fece avvicinare a lei e mi fece mettere alla pecorina mentre mi baciava infilandomi la lingua in bocca mi fece spalmare il … con il gel e quando era tutto lubrificato disse al tizio che gia mi era vicino di sfondarmi il … con il suo enorme … !!! fu allora che mi infil quel palo di carne in un colpo solo fino alle palle !!!sentiii un po di dolore ma quando lo sentii tutto dentro cominciai a gemere come una … e a muovermi insieme al mio amore che vedendomi … si eccitava ancora di piu.

Cominciammo a guardarci negli occhi e leggevamo il nostro piacere reciproco e cominciammo a gridare ai tre tizi di sbatterci sempre piu forte fino a quando non venimmo tutti e cinque indecentemente e mi sentii inondare il … da uno spruzzo bollente che mi fece venire come mai ero venuto in vita mia !!! In quel momento le dissi auguri amore TI AMO e la baciai.

LO SPRITZ

Era un bel sabato mattina di una tiepida giornata di primavera. Ogni cosa si svolgeva secondo la classica routine d’ogni sabato, nulla di nuovo, solito risveglio di stenti dopo una brava notte. Da poco ero uscito ed avevo deciso di andare a fare un giro in centro per vedere cosa proponevano di nuovo i negozi, se c’era qualche affare o se magari s’incontrava qualche amico o amica. Tra giri e rigiri non avevo concluso nulla se non l’aver colto il piacere di quei morbidi raggi di sole che a primavera riscaldano più il cuore che il corpo.

Oramai s’avvicinava mezzogiorno e così mi avviai verso il primo grazioso bar con il desiderio di prendere un aperitivo. Stavo lì, seduto nell’attesa che arrivasse il mio spritz, di fronte a me, in un altro tavolo, c’era seduta una bellissima donna di mezza età; maturità, fascino, garbo, bellezza ed esperienza si mescolavano in un solo corpo, abbigliamento tipico di una persona di classe né troppo appariscente e stomachevole ma nemmeno essenziale e poco femminile.

La prima impressione è stata di vedere una vera propria donna, una di quelle che capitano poco spesso in una sola vita, ben curata ed allo stesso tempo semplice e capace di enfatizzare ancor più la sua femminilità. Portava un classico paio di scarpe nere di pelle con tacco, collant, gonna appena sopra alle ginocchia ed una camicia leggera ed un po’ sbarazzina, appesa alla sedia, la giacca. Ovviamente il mio sguardo non riusciva a res****re al guardarla, a fatica cercavo un altro orizzonte dove puntare i miei occhi ma in breve tempo cedevo alla costante tentazione di ammirarla.

Mille ed ancor più pensieri affollavano la mia mente, gli ormoni erano già in fibrillazione ed ogni cosa che facevo e pensavo era rivolto a lei. Se ne stava lì, seduta che leggeva una rivista ed aveva già consumato un caffé, speravo in qualche modo di poter incrociare il suo sguardo almeno una volta, ma lei, sembrava non essersi ancora accorta della mia presenza. Al tempo non avevo gli anni che oggi porto, ero molto più giovane e per una donna così sapevo di poter apparire solo come un bimbo.

Certo non ero spaventato, nella mia vita avevo avuto più di una relazione sentimentale con donne ben più mature di me, ma come dice la parola stessa, erano state storie sentimentali e quando c’è il cuore di mezzo, certe regole non valgono. Stava lì, proprio davanti a me, mai mi aveva degnato di uno sguardo, io continuavo invece a fissarla, cercavo disperatamente di non farlo per educazione, ma la tentazione era troppo forte. Un po’ scoraggiato, un po’ voglioso di spegnere quel rogo che dentro mi bruciava, non aspettavo altro che quell’aperitivo per potermene andare.

Persi tempo fumando una sigaretta e guardando il cellulare come se ci fosse stato realmente qualcosa che m’interessasse. Arrivò il mio spritz e ne fui felice, finalmente potevo uscire da quella situazione e mettere in pace il mio corpo. Ero assolutamente ignaro che il mio squisito aperitivo avrebbe cambiato ogni cosa di quella piccola parentesi di vita. L’arrivo del cameriere con il suo vassoio d’argento e con sopra l’aperitivo le aveva fatto alzare la testa, in primis il suo sguardo seguì la mia bevanda, forse ne avrebbe gradito uno anche lei vista la tiepida giornata, poi infine si posò su di me.

Mi sentii raggelare il sangue, il cuore all’improvviso impazzì, ero visibilmente emozionato al solo sapere che m’aveva solo guardato, certo non per chissà quale motivo, ma forse solo per appagare la curiosità di bizzarri occhi che sempre vogliono vedere. Subito dopo però arrivò un suo sorriso che si annunciò a me come un gran dubbio: forse apprezzava la mia figura, forse chissà quale pensiero in lei era passato, forse rideva nel vedere la mia timidezza a fronte del suo sguardo o forse fu solo garbata cortesia.

Ad ogni modo non persi tempo e decisi allora di passare all’attacco, avevo i minuti contati, in ogni momento poteva alzarsi ed andar via per sempre. Entrai nel bar e chiesi un altro aperitivo, dicendo esplicitamente di consegnarlo direttamente al tavolo della signora con i miei omaggi, uscii dal bar e restai lì ad attendere prima di fare il primo sorseggio. Poco dopo ritornò il cameriere con l’aperitivo da me offerto e lo portò al tavolo della bella donna.

Appena ricevette il bicchiere mi guardò immediatamente e mi ringraziò. Non persi tempo e le chiesi se volesse unirsi al mio tavolo a consumare la bevanda. La sua risposta fu come la lama di un coltello: <<ragazzo…! Grazie per l’aperitivo ma sono una donna per bene io e tra l’altro felicemente sposata>>. Mi aspettavo una simile risposta ma nonostante ciò mi raggelò, ad ogni modo controbattei come voleva la risposta di rito: <<non c’era alcuna malizia o altro fine nella mia richiesta, ma solo il piacere di consumare un aperitivo in sua compagnia vista la bella giornata primaverile>>.

Lei mi guardò con lo sguardo di chi sa già tutto ma che vuol stare al gioco perché sa di che si tratta e così mi rispose con garbo: <<ah se allora la mette così non ci vedo nulla di male ed acconsento volentieri>>. Non fu lei ad alzarsi, lo feci io e raggiunsi il suo tavolo. A spanne c’erano circa dieci anni di differenza, ma la cosa già non mi preoccupava più. Facemmo un brindisi ed iniziammo a bere sorseggiando lentamente tra qualche chiacchiera conoscitiva.

Le raccontai del mio stato sociale, d’esser singolo, risposi alle sue domande inerenti alla mia età, residenza ecc… io le posi qualche timida domanda senza cercar di non invadere troppo la riservatezza, sapevo ben poco sennonché che era sposata. Ad un certo punto arrivò il momento tanto atteso, era ora d’andare, in quel momento o mi facevo avanti per un eventuale futuro incontro, o aspettavo una sua apertura, oppure, ognuno sarebbe andato per la sua strada.

Facemmo quattro passi e tentai una sorta d’aggancio finale: << lei vive qui in centro o fuori?>>. Rispose: <<vivo in centro, non molto lontana da qui!>>. Mi proposi: << le farebbe piacere se la accompagnassi? Così, per puro piacere…>>. Ella mi fece un bellissimo sorriso e poi: << sei giovane, ma a quanto pare sai il fatto tuo… sì comunque mi farebbe piacere, però, sai com’è, meglio che vada verso casa da sola, capisci…?!>>.

Ed io: <<penso d’aver capito, ha paura che suo marito la veda arrivare con me e magari pensar male…?>>. Ancora lei: <<bravo vedo che hai capito e poi oltre a questo, sai, sei uno sconosciuto e non mi piacerebbe che tu veda dove abito. In ogni caso grazie di tutto e alla prossima…>>. A quelle parole vidi il mio castello di sogni infrangersi, ma cercai anche di cogliere il minimo significato d’ogni sua parola e così feci il mio ultimo tentativo, fallito quello, non avrei più avuto margini: <<alla prossima? Purtroppo ho dubbi che potrò rivederla e non credo che il destino possa essere così magnanimo per due volte consecutive…>>.

Mi guardo ancora con un sorriso di malizia e se n’andò dicendomi: << solitamente di sabato mattina sono sempre qui in giro, chissà, magari il prossimo potrei prendere un caffé sempre in questo posto>>. Dopo queste parole se ne andò svoltando per un vicolo adiacente la piazza. Io rimasi lì, sbalordito, fermo immobile, felice come un bimbo e conscio che quello che mi aveva detto di certo era tutto ma non un addio o un normale arrivederci, era invece un vero e proprio invito.

Volevo credere a quelle parole e sperare che non fosse solo una maniera diversa di congedarsi.
Passai tutta la settimana aspettando quel agoniato e sospirato sabato che mai arrivava. Finalmente la settimana passò e giunse sabato mattina. Mi preparai di tutto punto e scesi in piazza circa alla stessa ora della volta precedente. Feci un giro per vedere se lei c’era ma niente da fare. Girai per tutta la piazza e quelle limitrofi nella speranza di vederla davanti a qualche negozio o chissà in quale luogo.

Un po’ triste tornai al solito bar, mi sedetti e chiesi io un caffé questa volta. Il cameriere mi riconobbe subito e mi fece un sorriso, aveva già capito tutto ed io senza preoccuparmi di questo chiesi se quella mattina aveva visto la donna dello scorso sabato, egli purtroppo mi rispose con un no ma che comunque era una cliente che spesso andava lì. Restai per un po’, non si presentò nessuno, ero già al secondo caffé ed ormai avevo perso ogni speranza.

Ero pronto per andarmene quando la vidi improvvisamente spuntare dal centro della piazza, era impossibile non notarla, il suo portamento, la femminilità, l’inconfondibile stile. Si sedette immediatamente affianco a me ed ordinammo il solito aperitivo. Le chiacchiere tra noi continuarono da dove si erano interrotte ed avemmo modo di approfondire meglio le nostre personalità. Mi parlò di suo marito che era dirigente d’azienda, molto impegnato per questo con il suo lavoro, che era però un uomo tutto di un pezzo e molto geloso.

La conversazione durò per una buona mezz’ora e poi si fece ancora l’ora di pranzo e così come la volta precedente procedemmo verso la solita piazza. A quel punto lei mi guardò e mi disse: <<è ancora valida la proposta di accompagnarmi a casa?>>. Non aspettavo altro, ma risposi: << non hai paura che ci veda tuo marito, visto che ora so che è così geloso???>>, adesso gli davo del tu. << come ti dicevo, mio marito è molto impegnato con il lavoro, questa settimana è fuori regione!>>.

M’illuminai subito, ma cercai di mantenere la calma: << e quando torna se lecito saperlo?>>. <<è partito mercoledì e torna domani sera>>. Senza alcun indugio l’accompagnai a casa e durante la passeggiata cercai d’approfondire meglio la situazione. Mi raccontava che suo marito qualche volta stava fuori per motivi di lavoro e così si trovava a casa da sola, lei in ogni caso lavorava, ma alla sera non c’era nessuno a farle compagnia. Quelle parole mi apparvero subito come uno squisito invito al quale non potevo assolutamente rinunciare, l’avevo desiderata fin dal primo momento ed ora la vedevo mia anche se solo per una notte o chissà… Arrivati al portone di casa ci salutammo, prima di andarmene però feci la mia proposta: <<visto che sei sola stasera, ti andrebbe di stare insieme, che ne dici?>>.

Mi guardò, mi rifece il solito sorriso malizioso e disse: <<perché no! Questo è il mio numero di telefono, chiamami verso sera, magari se vuoi puoi passare dopo cena a prendere qualcosa>>. Gioioso e leggero come se fossi sopra ad una nuvola, mi scrissi immediatamente in rubrica il suo numero di telefono e me ne andai dopo averle dato un bacio sulla guancia.
Per tutto il pomeriggio non feci altro che pensare alla sera, mi rifeci la barba, un bel bagno e mille preparativi per l’incontro.

All’imbrunire non tardai a chiamarla e ricevetti conferma che mi aspettava per la 21. 00 a casa sua. Dopo cena, presi l’auto e di gran corsa mi recai in centro, con passo veloce raggiunsi quel porticato che tanto avevo desiderato attraversare. Suonai il campanello e subito lei m’aprì invitandomi a salire, feci due piani di scale ed attraversai in sordina l’uscio della porta. Mi si presentò una visione paradisiaca, stava lì, davanti a me, capelli sciolti e con un bellissimo vestito ben scollato che metteva in mostra il suo bel seno, scendeva giù ad accarezzare e poggiarsi sulle sinuose curve dei fianchi.

Emozionato accettai il suo invito a sedermi, lei mi dava le spalle, mentre preparava il caffé e così io potevo ammirare il suo bel fondoschiena così ben esaltato da quel vestito, i miei occhi non avevano limite l’avevano già più volte spogliata, ma questa volta meglio ancora. Fremevo, non sapevo più trattenermi dall’eccitazione che saliva senza conoscere più freno. Si sedette accanto a me sul divano di pelle avorio, frettolosamente consumammo il caffé ancora caldo tra qualche parola quasi senza senso che facevano parte del teatro delle normali usanze d’accoglienza.

Appena posata la tazzina, lei continuava a parlare, era ovvio che il primo passo toccasse a me e non feci trascorrere altro inutile tempo, m’avvicinai con il viso, le presi il volto con le mani ed iniziai a baciarla. Rotto il ghiaccio ogni cosa andò per il sospirato verso, la invitai ad alzarsi, lei m’accompagnò verso la sua camera. Stava in piedi ed io pian piano gli sfilai le spalline del vestito facendolo scendere morbidamente in basso fino ai fianchi, inginocchiandomi lo feci scender ancor più per le cosce e voilà volò sopra la sedia.

Distesa nel letto iniziammo un lungo bacio pieno di passione, proprio di quelli che ti rubano l’anima e ti spogliano d’ogni veste e contegno. Le mie mani accarezzavano delicatamente ogni parte del suo corpo, prendendo qualche volta con fermezza il suo turgido seno, scendevo allora pian piano verso il bel ventre e poi giù tra le cosce, fino a passare sotto con presa sempre più decisa stringevano quelle sode ed armoniose natiche. Aveva un culo magnifico, non avevo mai visto nulla di così bello, perfetto.

Il suo profumo m’inebriava, si confondevano fragranze spezziate ed odori che si facevano sempre più intensi e che uscivano dal suo corpo ed ancora più intensi dalle parti intime. Continuavamo a baciarci con sempre più veemenza, i nostri due corpi divenivano sempre più un corpo unico e le mie mani la toccavano sempre più affamate, la palpavo in ogni sua parte, il mio desiderio non aveva più limite, eravamo rimasti entrambi nudi e la mia imponente erezione era ben visibile oltre che palpabile.

Non ce la facevo più, ero completamente in delirio e così la mia bocca iniziò a baciarla da prima al collo, poi mi ciucciai le sue belle orecchie sentendola ansimare di piacere e poi scesi sulle braccia, non volevo perdere un millimetro della sua pelle, la leccai anche sulle ascelle. Di passo in passo arrivai ai suoi bei seni, aveva una terza circa ma senza alcun segno d’invecchiamento, erano sodi come quelli di una ragazza, i capezzoli turgidi e bruni e molto pronunciati, me li leccai a lungo ed a tratti li mordicchiavo e palpeggiavo.

Scesi nel suo ventre, avevo fretta d’affondare il mio viso tra le sue cosce ma cercavo di res****re il più possibile e così facevo un passo alla volta. Il suo corpo iniziava a dimenarsi e sentivo il suo desiderio salire, dal basso ventre salivano gli odori del suo sesso e con gli occhi di tanto in tanto l’ammiravo. Ero tra le cosce ma volevo farla morire di desiderio, dovevamo impazzire entrambi prima di godere e mi limitai a leccarle il linguine e poi giù per le cosce ed i polpacci fino ai piedi.

Era tutta mia, solo mia e quel corpo statuario mi spingeva a pensare d’essere in paradiso e non volevo più lasciarlo. Baciai e leccai entrambi i piedi, dito per dito, mentre lei appariva sempre più desiderosa d’esser presa fino in fondo ma questo gioco le piaceva tanto, era una donna di classe e meritava d’esser trattata con i guanti. La girai a pancia in giù e ripresi con la mia bocca a risalire il suo corpo al contrario questa volta, dai piedi su fino ai polpacci e le cosce.

Ero lì davanti a quel meraviglioso culo, sodo, rotondo e carnoso, era la giusta via di mezzo tra uno piccolo e magro ed uno grande, non ce la facevo più lo volevo tutto per me ma resistetti ancora, lo palpai prima morbidamente e poi con forti strette che le procuravano qualche gridolino di piacere e desiderio. Salì per la schiena leccandola tutta fino al collo e mordendo un po’ più forte questa volta le spalle come un vampiro assetato di lei, delle sue carni.

Ero seduto sopra al suo culo con le mie palle che strofinavano sui suoi glutei, il mio cazzo perennemente eretto e così mentre continuavo a leccargli il collo lo piegai appoggiandolo alla sua figa. Lei era in estasi, lo desiderava e sentiva questo bastone durissimo che a fatica lo avevo piegato indietro e che spingeva sulle sue labbra. Accennavo a qualche spinta e così non si fece mancare la sua voce piena di voglia e desiderio: <<ti prego dammelo, scopami, sbattimi>>.

Ero troppo eccitato e sapevo che non sarei durato a lungo e così tornai giù questa volta avido e convinto che dovevo nutrirmi dei suoi sapori e meraviglie e così affondai con impeto le mia lingua tra il suo culo, leccai il suo bel orefizio profumatissimo e lei si dimenava come una pazza, cercavo di affondare il più possibile la lingua e sentivo quel meraviglioso gusto amarognolo, con un dito entrai di tutto punto alternando le dita alla lingua, volevo che entrasse tutta mentre lei mi implorava <<SCOPAMI SCOPAMI TI SUPPLICO!!!>>.

La girai nuovamente presentandomi la sua incantevole figa, era fatta benissimo e era completamente fradicia, le colavano delle gocce dalle grandi labbra e potevi vedere il suo clitoride già turgido ed ingrossato dal piacere. Mi tuffai come un forsennato sulla sua figa leccandola in ogni parte, affondando la lingua dentro e spingendola in fondo ed accarezzando il grilletto, mordicchiavo le labbra e poi le infilai due dita leccando tutto il clitoride in modo circolare.

Lo sentivo ingrossarsi sulla mia lingua mentre erano sempre più forti le spinte che arrivavano dalla sua figa, un altro dito lo infilai diretto nel culo. <<SI GIORGIO CONTINUA COSI’ TI PREGO E’ STUPENDO, VENGO, VENGO, VENGOOOOO!!!>> Tutto il suo corpo si contorceva e diete un urlo di piacere, io mi ero fermato lasciandola a godere del suo orgasmo e le punzecchiavo il clitoride con i denti mentre lei mi allontanava la testa.
Mi alzai verso di lei e vidi nei suoi occhi l’appagamento ed apprezzamento per il piacere che le avevo dato ma io ero pieno di voglia, da troppo attendevo una sua attenzione che presto arrivò.

M’invitò ad distendermi ed inizio anch’essa a leccarmi su tutto il corpo, molto più frettolosamente di quanto avessi fatto io ma in ogni caso era piacevolissimo. A mia sorpresa mi mise di pancia e dedicò la sua lingua al mio buco del culo, era molto piacevole, nessuna donna prima di oggi lo aveva fatto. Lo leccava con molta maestria di chi lo fa abitualmente e qualche volta le scivolava un timido dito che però con le unghie mi dava dolore e fastidio.

Riprese a leccare per bene lo scroto mentre sentivo il cazzo sempre più duro, mi fece cenno d’alzare il bacino e prese il mio cazzo piegandolo indietro a gran fatica, facendomi ridistendere. Mi voleva far morire di piacere e desiderio ma era così bella che stetti al gioco, in quella posizione mi leccò il cazzo per tutta la sua lunghezza, dalle palle fino alla cappella e poi dava dei colpi improvvisi di lingua al filetto, cosa che mi faceva pulsare la cappella ed aumentava il desiderio.

Mi invitò a girarmi a pancia in su e mi fece un pompino stupendo era bravissima, lo metteva in bocca tutto con grande delicatezza accompagnando il movimento con la mano, si leccava la cappella con grande tecnica. <<SI MONICA SEI BRAVISSIMA, PRENDILO TUTTO, TUTTO TUTTO, FAI DEI POMPINI ECCEZIONALI, VOGLIO TU SIA LA MIA DONNA!!!>>. Mentre leccava i mie occhi e mani cadeva nel suo bel culo e messa a pecora mi faceva perdere ogni ragione.

Detto fatto la invitai sopra di me in un bel 69, ero ancora lì che la leccavo mentre lei mi spompinava alla grande. Un momento gli leccavo la figa e un altro il culo, gli infilavo le mie dita e poi lingua ma ero al limite quando ad un certo punto lei smise si girò e venne fuori tutta la sua porcaggine, la maiala era in pieno calore <<LO VOGLIO NEL CULO TUTTO, SVUOTALO DENTRO AL CULO, TI PREGO APRIMELO>>.

Con un guizzo ero già dietro di lei, appoggiai la mia cappella al suo buco e iniziai ad affondare ma ero troppo carico e con pochi colpi ero già dentro e lei prendendomi con le mani mi invitava ad entrare il prima possibile. A quel punto la parte più focosa di me che avevo con tanta fatica represso per gustarmi a pieno Monica, esplose incontrollata, gli afferrai con forza i glutei ed iniziai ad incularla con forza, la sbattei prima con un ritmo altalenante tra veloce, poi lento e poi sempre più forte con dei duri colpi su quel morbido culo che non avrei mai voluto lasciare: <<TI PIACE IL MIO CAZZO VERO? GODI TESORO, GODI!!! SEI UNA GRAN PORCONA, LA MIA CAGNA IN CALORE!!>> E lei in preda al piacere: <<SI SONO LA TUA ZOCCOLA, SCOPAMI-SCOPAMI-SCOPAMI, ANCORA, ANCORA, ANCORA!!!>>.

A quelle parole aumentai ancor più il ritmo e finalmente la tanto attesa goduria: <<AHH SIIII VENGO, TI RIEMPIO TUTTA DI SBORRA, SIIIIIIIIIIIIII!!!>> Svuotai tutto il mio seme dentro di lei, era un fiume in piena. Alla mia venuta lei accompagnò i miei colpi spingendosi ancor più forte indietro quasi a voler dentro anche le palle: <<SI COSI’ BRAVO SCOPAMI, RIEMPIMI TUTTA, E’ STUPENDO, BELLISSIMO>>. Pian piano il mio cazzo si sgonfiò e lo tirai fuori a malincuore dal suo bel culo e lei con grande gioia ed un sorriso stampato sulle labbra mi afferrò il cazzo semirigido mettendoselo tutto in bocca e pulendolo per bene dallo sperma.

A quel punto entrambi esausti e felici andammo in bagno, mentre io mi facevo una doccia, lei restò lì seduta per un bel po’ su wc lasciando colare il copioso seme che gli avevo versato nel culo.
Dopo esserci rinfres**ti e puliti dagli odori del sesso, ci distendemmo nudi in pieno relax sul letto guardando il soffitto e scambiando qualche chiacchiera direi superflua ma che era distensiva e comunque piacevole. Non passò molto tempo che tra una parola e l’altra la mia mano scivolò nuovamente sul suo bel corpo, ne ero così attratto che non mi sarei mai staccato da lei.

Mentre si parlava la donna che avevo conosciuto durante l’amplesso, così spregiudicata e maiala, considerando che era la nostra prima volta, scomparve lasciando nuovamente posto a quella più dolce, composta ed elegante che avevo conosciuto la settimana prima al bar. Anche lei non si tirò indietro a qualche palpeggio e scambio di coccole e qualche bacio sulle labbra che interrompeva continuamente i nostri discorsi. Una carezza tira l’altra e la mia mano era nuovamente tra le sue cosce, la sue patata già dava i primi segni di umidità ed il mio cazzo già si prestava alla prossima ed imminente erezione.

L’unica cosa che interruppe questo Eden fu il suo girarsi per prendere il cellulare, compose un veloce sms e poi tornammo nel nostro mondo. I baci si facevano più frequenti fintanto che divennero un bacio sempre più appassionato, un vortice di incrociarsi di lingue e labbra. Le mie mani tornarono a toccarla ovunque ed anche le sue. Prima che io potessi prendere in mano la situazione, fu lei che all’improvviso mi distese a pancia in giù ed iniziò a leccarmi per tutta la schiena fino a quando giunse tra le mie natiche.

Come se le parti si fossero invertite, sembravo io la donna e lei l’uomo; con grande passione ed esperienza iniziò a leccarmi il culo, la sua lingua si muoveva in modo circolare sul mio orifizio e spesso sentivo che spingeva con il tentativo di entrarvi: <<GIORGIO HAI BEL FONDOSCHIENA, ADORO LECCARLO, SPERO TANTO TI PIACCIA…. >>. Non seppi dir di no alle sue parole, mi piaceva e la rendeva ancor più speciale come donna, nessuna fino ad allora lo aveva fatto.

Dopo una lunga leccata tornò nuovamente ad infilarci le dita, era molto brava e si capiva che lo faceva spesso… Le prime volte mi dava fastidio con le unghie ma un po’ alla volta riuscì a farci entrare tutto il dito: <<TI PIACE TESORO? A ME MOLTISSIMO, TE LO VOGLIO LECCARE TUTTO E DARTI TANTO TANTO PIACERE, SPERO NON TI DIA FASTIDIO?!…>>. La mia risposta non poteva che essere sincera e frutto del piacere che provavo: <<CONTINUA PURE MONICA, SAI, E’ LA PRIMA VOLTA MA FATTO DA TE MI PIACE TUTTO, CONTINUA PURE, POI PERO’ TOCCA A ME>> risposti sorridendo e maliziosamente.

Con un pò di pazienza da una divennero due dita che faceva scorrere su e giù per il mio culo, mi leccava e poi mi penetrava con le dita mentre il mio cazzo perdeva pian piano la sua erezione… Era voracissima, alternava le dita alla lingua che entrava sempre più visto che il mio culo si era ben dilatato… Resistetti ancora un po’ e poi mi tolsi invitandola a mettersi sdraiata a pancia in giù, ora era il mio turno, guardavo il suo stupendo fondoschiena, ero incantato da tanta bellezza.

Ero talmente estasiato da quella visione che andavo in paranoia non sapendo da dove iniziare, lo volevo leccare, penetrare, mordere ecc.. Iniziai allora a leccarlo delicatamente, era buonissimo, spingevo più forte possibile la mia lingua al suo interno ma era ancora troppo stretto e così come lei fece a me, anch’io inserii da prima un dito e poi due allargandolo il più possibile così da fare spazio alla mia lingua che voleva entrare tutta fino in fondo.

Fu proprio in quel momento che accadde il peggio, mai contemplato ed improvviso; sentimmo il rumore della chiave girare sulla serratura della porta d’ingresso, la porta aprirsi per poi chiudersi pochi istanti dopo. Ci fu un secondo di silenzio tra me e Monica e poi la follia, il panico assoluto nei miei e suoi occhi: <<CAZZO MIO MARITO!!!!>> esclamò lei. Mi precipitai verso la sedia che era vicino al letto cercando in fretta e furia i mie slip, lei cercò di fare lo stesso, eravamo come delle formiche impazzite ma non eravamo in grado di far nulla, non c’era tempo… Ero praticamente con gli slip in mano e Monica ancora nuda quando apparve sulla porta della camera suo marito: era un uomo alto più o meno come me ma la sua corporatura più massiccia, direi quella di uno sportivo con dei bei muscoli nonostante la sua età.

Appena ci vide in quella situazione, dopo qualche secondo nel quale non pronunciò sillaba, esplose in tutta la sua rabbia: <<PUTTANA, IO LAVORO E TU TI SCOPI LA CITTA’! PUTTANA, CAGNA CHE NON SEI ALTRO, SGUALDRINA DI MERDA!!!>>, poi si girò verso di me con occhi pieni di sangue: <<E TU CAZZO MOSCIO, BASTARDO CHE NON SEI ALTRO, TI SEI DIVERTITO A SCOPARE MIA MOGLIE? – E MIA MOGLIE CHE SE LA FA CON UN RAGAZZINO DEL CAZZO COME TE…ALLORA FIGLIO DI PUTTANA TI SEI DIVERTITO A SCOPARE MIA MOGLIE??? EH?! TI SEI DIVERTITO A FARMI CORNUTO?! BENE BENE ORA MI DIVERTO IO CON VOI E VI AMMAZZO TUTTI E DUE COSI’ HO RISOLTO IL PROBLEMA…>>.

A quelle parole capii che la situazione stava degenerando ma cosa potevo fare, non ero nelle condizione di proferir parole, non avevo attenuanti, la sola cosa rimaneva una collusione fisica che però rischiava di risolversi in modo drammatico, per fortuna prontamente Monica intervenì:
<<AMORE CALMATI TI PREGO, NON FARE PAZZIE, CI RIMETTIAMO TUTTI QUI, TU INCLUSO!!! – TI PREGO CALMATI>>
Nel dire queste parole piano piano si era avvicinata a suo marito ma lui con un gesto di rabbia la prese e la lanciò nel letto:
<<ZITTA PUTTANA, IO FACCIO QUEL CHE MI PARE E NON SARAI TU A DIRMI QUELLO CHE E’ GIUSTO O NON E’ GIUSTO!>>
Appena vidi la scena ero pronto ad intervenire ma riuscii a stare fermo per non peggiorare le cose, volevo evitare in tutti i modi uno scontro con lui.

Sembrava un cavallo impazzito che scalpitava e dopo un po’ che andò su e giù con la testa bassa esordì spiazzandonci:
<<VA BENE PICCIONCINI, VI SIETE DIVERTITI ALLE MIE SPALLE, ORA PERO’ MI DIVERTO IO!!!>>
Da lì prese ed iniziò a spogliarsi, si tolse tutto e rimase completamente nudo mostrando un cazzo veramente notevole, confermando inoltre la sua prestanza fisica. Si avvicinò al letto e rimanendo in piedi con le braccia ai fianchi come un generale mi guardo fisso e severo:
<<INGINOCCHIATI BASTARDO E SUCCHIAMELO, MUOVITI!!! SUCCHIALO COME FA MIA MOGLIE DI SOLITO, ANZI, MEGLIO!!!>>
Quelle parole mi freddarono, tutto mi aspettavo ma non di certo questo, cosa fare? Se avessi rifiutato si sarebbe nuovamente scaldato, decisi di assecondarlo>> Così mi inginocchiai a lui e iniziai a leccargli la cappella con molta reticenza, mi faceva schifo succhiare un cazzo.

Appena però iniziai mi prese con forza la testa e la porto verso di lui:
<<TI SEMBRA UN POMPINO QUESTO? SE HAI LECCATO COSI’ MIA MOGLIE L’HAI LASCIATA CON LA VOGLIA, TIENI PRENDILO TUTTO IN BOCCA FINO ALLE PALLE E VAI BENE SU E GIU’, FINO ALLA GOLA>>
Con forza mi prendeva la testa, su e giù, mentre si stava sempre più ingrossando, la sua cappella mi batteva sempre più in gola ed avevo sforzi di vomito e lacrime agli occhi.

<<DAI CHE STAI IMPARANDO, FORZA SUCCHIA BENE E PRENDILO TUTTO SENZA FARE STORIE>>
Poi rivolgendosi alla moglie:
<<E TU COSA FAI LI’ SUL LETTO?!, SUCCHIAMELO ANCHE TU, TUTTI E DUE INSIEME!!!>>
E così anche Monica si mise affianco a me ed insieme a me iniziò a leccargli l’asta. Non contento continuò:
<<HEI CAZZO MOSCIO SPOSTATI NON SEI NEMMENO CAPACE A FARE QUESTO, LASCIALO A MIA MOGLIE, TU LECCAMI BENE LE PALLE, LO SCROTO ED IL CULO!!! FORZA MUOVITI!!>>
Ero praticamente impotente dovevo ubbidire ad un perverso e fare cose che mai avrei pensato e voluto.

Con grande riluttanza mentre Monica lo succhiava abilmente io feci quel che mi ordinò. Mi presi le sue palle in bocca, poi leccavo lo scroto ed infine arrivai al suo buco, di certo era ben diverso di quello di Monica, solo il pensiero mi dava la nausea ma tra quello e rischiare una strage era sicuramente meglio così.
<<BRAVO GIOVANOTTO, SEI PIU’ PORTATO COME LECCA CULI, SIETE ENTRAMBI MOLTO BRAVI>>
Dopo un po’ che lo leccavamo ci tolse:
<<ADESSO TOGLIETEVI TUTTI E DUE, TU METTITI IN PARTE CHE TI FACCIO VEDERE COME SI SCOPA UNA FEMMINA, E TU ZOCCOLA METTITI A PECORA SUL LETTO SENZA FIATARE>>
Mi spostai, Monica si mise a pecora e lui dietro senza tanto girarci attorno sputò nel culo della moglie, e glielo sbattè dentro tutto su un colpo.

Vidi Monica fare un sussulto tremendo mentre lui le prese con gran forza le chiappe ed iniziò una monta forsennata. Sembrava veramente un toro da monta, la sbatteva con una forza inaudita ed ogni volta lo tirava fuori tutto così da farle sentire tutta la lunghezza del suo cazzo. Mentre la montava lei gemeva, non capivo se di piacere o dolore, lui anche e poi iniziò a darle dei fortissimi schiaffi sul culo.
<<DIMMI PUTTANA, CHI E’ MEGLIO IO, O QUEL CAZZO MOSCIO CHE TI SEI TROVATA?>> <<NESSUNO TI SCOPA COME FACCIO IO….

>> <<DAI FORZA MUOVI STO CULO!>>
Mentre le diceva così continuava a darle degli schiaffi tremendi, Monica aveva il culo rosso. Poi sfilò il cazzo tenendo le chiappe aperte e si rivolse a me:
<<VIENI QUI E SUCCHIAMELO, SENTI CHE BUONA CHE E’ MIA MOGLIE, TU TE LA SOGNI UNA FEMMINA COSI’!!!>>
Succhiai nuovamente il suo cazzo deliziandomi in parte dei gusti di Monica, poi lui mi fece vedere come si era dilatato il buco di sua moglie:
<<GUARDA COME E’ APERTO, CON IL TUO CAZZO MOSCIO NON POTRESTI MAI FARE QUALCOSA DEL GENERE>>.

Fu così che affondò tutta la sua lingua dentro a culo della moglie e poi riprese a montarla come un pazzo. Dopo un po’ mentre ero i disparte, si fermò e la invitò a distendersi a pancia in giù, piegò e divaricò le gambe:
<<HEI GIVANOTTO VIENI QUI, FAMMI VEDERE COME LECCHI LA FIGA DI MIA MOGLIE>>
Questo già mi piaceva di più anche se la situazione era così assurda per me che non mi ero mai eccitato in tutto questo, anzi, ero nervosissimo.

Presi così le leccare Monica ma non era come prima quando eravamo soli, era una forzatura e non mi divertivo, lei invece provava un gran piacere mentre la leccavo. Ad un tratto sentì la presenza del marito alle spalle, mi prese le chiappe e sputò anche al mio buco. A quel punto sentii la sua cappella puntare sul mio culo e d’istinto mi girai:
<<CHE CAZZO FAI?>>
E lui risposte:
<<RAGAZZO TU PENSA A LECCARE MIA MOGLIE, TI CONSIGLIO DI NON FAR STORIE ALTRIMENTI FACCIO UNA CARNEFICINA QUI DENTRO, OK?>> <<HAI VOLUTO FARMI CORNUTO!?, BENE ORA PAGHI, CHIARO?>>
Fu così che la stessa sorte della moglie toccò a me con la differenza che lei era abituata, io ero vergine e di certo non era la miglior situazione per perderla.

Senza un minimo di preparazione spinse dentro di me il suo fallo e senza tanti complimenti iniziò a sbattermi forte come aveva fatto prima con Monica. Appena entrato mollai un urlo di dolore e lui con la mano mi invitava a tenere la testa sulla figa di Monica. Anche dopo che era dentro il dolore non diminuiva anzi, era lancinante e non provavo alcun piacere, anzi, solo rabbia perché avrei voluto togliermi e tirare un pugno a quel bastardo.

Mi scopava e schiaffeggiava fortissimo, dopo un po’ arrivò il momento che attesi come fine a questo suplizio:
<<BRAVO RAGAZZO HAI PROPRIO UN BEL CULO, MUOVITI DAI, MUOVITI>> <<AHHHH VEENGO!!! SIII!!! SI! SI! SI!>>
Si svuotò completamente dentro di me, sentivo tutto il suo sperma dentro al mio culo e gli ultimi colpi erano di una forza inaudita, mentre lui veniva, anche Monica era arrivata al suo orgasmo. Il solo che non provò il minimo piacere fui io che mi sentivo tutto sporco e volevo solo andarmene da quel luogo.

Subito dopo esser venuto lo sfilò che era ancora semieretto mi guardo con aria meno severa e più appagata ma comunque non amichevole.
<<TI DO 5 MINUTI PER VESTIRTI E ANDARE FUORI DA CASA MIA, CHIARO?!!!>> <<MONICA, ACCOMPAGNALO ALLA PORTA E CHIUDI A CHIAVE>>
<<ADESSO MUOVITI A VAI VIA CHE VOGLIO SCOPARMI MIA MOGLIE IN SANTA PACE>>
Mi liquidò con due parole, mi vestii e sentivo il suo sperma colare sulle mie mutande.

Non dissi nulla, feci il prima possibile, non volevo nemmeno io trattenermi un minuto il più. Monica mi accompagnò alla porta, mi diede un bacio sulle labbra e con un sorriso malizioso mi congedò.
Arrivai a casa e nonostante la doccia mi sentivo ancora sporco, il culo mi bruciava tremendamente e c’era ancora il suo liquido che scendeva. Il sorriso però di Monica mi aveva destato sospetti e nel contempo mi metteva ansia ma cercai di dimenticare ogni cosa.

Qualche giorno dopo però arrivò un suo sms dove scrisse: <<CIAO CARO, COME STAI? TI E’ PIACIUTO L’ALTRA NOTTE? A NOI TANTISSIMO. MIO MARITO HA DETTO CHE SE VUOI PUOI PASSARE A TROVARCI COSI’ CI DIVERTIAMO ANCORA TUTTI INSIEME. BACI MONICA>>
Quel messaggio mi riportò ancora a quella notte, erano passati giorni ed ancora avevo un gran bruciore. Quando lo lessi mi crollò letteralmente il mondo addosso, ora avevo compreso il suo malizioso sorriso, ero caduto in una trappola, ero stato vittima di un perverso gioco di coppia organizzato perfettamente ed io ero il pesce preso all’amo.

Quella che prima era una donna, gentile, sensuale, quasi un angelo di dolcezza si era completamente smaterializzata ed aveva lasciato posto ad una figura ambigua, quasi perversa, il contrario di quello che avevo nella mia mente e che tanto mi aveva rapito. Ora capivo perché ad un certo punto aveva inviato un sms e perché si era così tanto dedicata a leccarmi il culo ed infilarci le dita. Era tutto programmato e pianificato fino alla fine, ero stato messo in una condizione nella quale sapevano che non avrei potuto rifiutare, a tutti gli effetti è stato uno stupro comunque consensuale perché ad esso non mi sono opposto.

Cercai di cancellare dalla mia mente ogni ricordo di lei e di quella notte. Qualche tempo dopo sempre un sabato passai per la piazza e la rividi, i nostri sguardi s’incrociarono, il mio però questa volta non era amichevole mentre lei rifece quel sorriso malizioso e mi strizzò l’occhio. Evitai ogni contatto e proseguì per la mia strada mentre Monica tornò a sederti al solito bar dove ci eravamo conosciuti e dove per un po’ mi fece sognare e dove passai dal paradiso all’inferno in poche ore.

Forse stava andando a caccia di nuove prede….

Grazie mamma

A volte,quando ho del tempo per pensare, la mente vola a quei caldi pomeriggi di luglio, quando,finita la scuola, stavamo tutto il pomeriggio in casa a non far nulla, mentre mia madre, beatamente, faceva la pennichella pomeridiana e mio padre era al lavoro. Spesso, io e mia sorella Giusy,visto che non avevamo nulla da fare, passavamo delle ore a chiacchierare del più e del meno, anche se, il più delle volte l’argomento dominante era il sesso….

E siccome nonostante la veneranda età di 19 anni io e 17 anni lei non avevamo ancora concluso nulla, le curiosità erano tantissime, e si provava a soddifarle scambiandoci le opinioni. Spesso, parlando di queste cose, notavo come mia sorella cambiasse in viso, le si drizzavano i capezzoli, e da sotto i pantaloncini larghi, si intravedevano gli slip leggermente bagnati… Ovviamente questa cosa mi mandava in corto circuito, ed il mio cazzo, che era di dimensioni abbastanza grandi per l’età che avevo, si gonfiava sempre più… Una volta mia sorella, parlando di masturbazione, mi chiese se lo sperma era davvero così appiccicoso come le avevano detto le sue compagne a scuola.

Io le dissi di si, e me tre parlavo, mi scoppiavano i pantaloncini, tanta era l’ccitazione che quel discorso mi aveva procurato… Cercai una scusa, andai in bagno e mi segai come un disperato, immaginando di farmi fare un pompino da mia sorella… Ma mentre ero sul più bello ecco che entra mia madre, la quale,alzatasi dal letto, e pensando non ci fosse nessuno in bagno, era entrata senza bussare. Che figura!!! Farsi trovare dalla propria madre col cazzo in mano mentre schizza non è bello, anche se probabilmente è il sogno di ogni adolescente… Mia madre tutavia sorrise, chiuse la porta e andò via… Nella concitazione del momento, dimenticai i fazzolettini sporchi in un’angolo a terra e uscii dal bagno… Mia sorella aveva visto tutto, e senza dire niente a nessuno, entra nel bagno, prende quei fazzolettini e coincia ad esaminarli… Prima la odora, poi la tocca, alla fine, non resiste alla tentazione, e la lecca… Non dice nulla,ma dentro di lei cresceva la voglia di assaggiare la mia calda sborra, non più da un fazzolettino lasciato lì per caso ma direttamente dalla fonte.

Il pomeriggio successivo, sempre a cazzeggiare per casa, le racconto di quello che era successo i giorno prima con nostra madre. Lei mi dice che aveva visto tutto, e che vedere me col cazzo in mano e mia madre in sottana che entrava in bagno, le aveva fatto venire delle strane voglie…. Ma il discorso finì lì… Dal canto mio, ne approfittai per spararmi un’altra sega, solo che stavolta, invece di mia madre, entro in bagno mia sorella, ma io continuai a menarmi i cazzo come se lei non ci fosse… Anzi…mi misi davanti a lei, ma mentre stavo per schizzare sul fazzolettino, lei mi prese il cazzo e si indirizzò lo schizzo di sborra in faccia… Io, che sognavo questo da quando avevo 13 anni, non riuscii a tenere la bocca chiusa e cacciai un’urlo di piacere che si sentì in tutta la casa, tanto da svegliare mia madre, la quale, alzatasi di soprazzalto, entro in bagno e trovò me col cazzo dritto e mia sorella come una schizzata di sborra in faccia da fare invidia ad un toro… Pensammo di essere spacciati, di prendere tanta di quelle legnate da restarci secchi….

E invece… Mia madre, prese un pò di carta igienica e prese a pulire il viso di mia sorella, poi, non sò come, forse era presa troppo dall’eccitazione del momento, lecco la guancia di mia sorella portando via con la lingua un bel pò del mio caldo seme… Noi restammo impietriti, pensando a quello che stava succedendo…. Poi prese il mio cazzo e coinciò a succhiarlo, portando via tutta la sborra che restava… Mi guardò e mi disse: “Ma stavi mica scopando con tua sorella?”…Le risposi di no, che non era come pensava, ma lei mi interruppe e mi disse: “Devi stare attento, non ci vuole niente a mettere incinta tua sorella, con la sborra non si gioca…se vuoi giocare, chiama tua madre, che con la sborra ha la sua bella confidenza”.

poi riprese il mio cazzo in bocca e cominciò a succhiarlo come mai nessuno ha fatto finora… Mia sorella, con gli occhi sbarrati, osservava la scena, e nonostante fosse come in trance per quello che stava vedendo, era anche parecchio eccitata, tantao che si infilò una mano negli slip e cominciò a sditalinarsi quella fighetta pelosissima ancora vergine…. Mia madre le fece cenno di avvicinarsi, , staccò la bocca dal mio cazzo e disse: “adesso lecca la fica di tua sorella”.

Cominciari a leccarle la fica, mentre mia madre mi faceva un pompino da maestra…. Un sussulto, un mezzo urlo, le sborrai in bocca…. E lei, con la mia calda sborra in bocca, prese mia sorella e la baciò, portando il mio seme nella sua bocca… Poi le disse…”adesso sai che sapore ha la sborra di tuo fratello”…. Con mia madre non accadde mai più nulla del genere, e mai io ripresi il discorso, ma con mia sorella, ancora adesso, a distanza di anni, nonostante lei sia sposata con figli, ogni tanto ci concediamo qualche piccolo momento di relax… E mi ritrovo col mio cazzo tra le sua cosce, in mezzo a quella fica non più pelosissima ma rasata a dovere e soprattutto non più vergine….

Ed il pensiero di quel caldo pomeriggio d’estate, di mia madre in sottana che mi faceva un pompino, ci fà godere come matti…. E la mia sborra cola calda dalle lue labbra… Grazie mamma, ci hai davvero svezzati per benino.

Mia sorella Margherita

Questo fatto risale a diversi anni fa quando io ero ancora uno studente e vivevo in casa con i miei genitori e mia sorella maggiore Margherita.
Avevo 15 anni e nessuna esperienza con l’altro sesso, a me bastava un pallone e gli amici che occupavano tutto il mio tempo libero.
Al tempo mi ricordo che per il sesso il massimo erano i giornalini porno con cui mi sparavo milioni di seghe, ma nulla di più.

Durante l’estate i miei genitori decisero di andare al mare per un weekend e decisero di lasciare a casa me e mia sorella che al tempo aveva 19 anni.
Era la prima volta che ci lasciavano a casa da soli ma visto che mia sorella era maggiorenne e che io tutto sommato un ragazzo tranquillo presero questa decisione, si trattava in fondo solo di una notte, che diventò la mia notte…
Infatti io passai la serata a casa, mia sorella aveva ordinato 2 pizze e poi era uscita con la sua compagnia mentre io restai attaccato al computer a giocare ai video game.

Verso le una andai a letto ma venni svegliato all’improvviso dal campanello alle tre del mattino…
Andai ad aprire pensando che mia sorella avesse dimenticato le chiavi di casa e quando aprii trovai lei e la sua amica che la reggeva letteralmente in piedi.
La sua amica mi disse che erano state in discoteca e che mia sorella aveva bevuto troppo; in effetti mia sorella aveva lo sguardo che sembrava assente e così insieme la mettemmo sul letto.

La sua amica mi rincuorò dicendomi di non preoccuparmi che la mattina le sarebbe passato tutto.
Se ne andò e io andai a vedere preoccupato mia sorella Margherita, si era già addormentata e questo mi sollevò.
Andai verso di lei e le tolsi gli stivali, mi soffermai a guardarle le gambe e una certa eccitazione incominciò ad impossessarsi di me.
Mia sorella era una bella ragazza: alta 1 e 70, capelli neri e ricci, due belle gambe, una terza di seno e una fighetta che scoprii senza nemmeno un pelo.

Mi feci più audace, con la scusa che mia sorella era ubriaca e si era addormentata decisi di osare un pò di più con la scusa di metterla a letto le tolsi rapidamente la minigonna e le calze, tolsi quindi la camicetta e restai ad ammirarla a bocca aperta.
Nei pantaloni del pigiama intanto il mio cazzo era più duro che mai, decisi allora di andare oltre e le tolsi il reggiseno che misero in mostra le sue due bellissime tette, belle tonde e con un capezzolo piccolo e scuro.

Provai quindi a palparle il seno, lei sembrava morta e non aveva alcun tipo di reazione, continuai quindi a toccarla e a godere di quel bel corpo.
Le tolsi quindi le mutandine e vidi per la prima volta una fighetta dal vivo. Il cazzo ormai usciva dai pantaloncini e io decisi di assaggiare quella deliziosa figa che avevo davanti ai miei occhi.
Iniziai a dare qualche leccata, ci presi gusto, era dolce e mi piaceva un mondo.

Poi provai a metterle il mio dito medio nella figa, lei sembrava non sentire nulla e continuava a dormire.
Mi tolsi quindi i pantaloni e iniziai a segarmi davanti a lei, ci misi pochi secondi e sborai, alcuni schizzi andarono tra le tette di mia sorella altri le andarono sulla pancia.
Dopo essere venuto la pulii con dei fazzoletti, ma mentre la pulivo il mio cazzo tornò duro come il marmo alla visione della sua bellezza.

La girai così a pancia in giù per poter ammirare il suo bel culetto, lo palpai, misi un dito in bocca e lo bagnai bene e lo misi lentamente nel suo culo. Lei non reagì, a quel punto decisi di incularla.
Montai sul letto, sputai sul mio cazzo duro e piano piano le infilai il mio cazzo nel culo, iniziai quindi a pomparla sempre più forte, ormai non pensavo più a cosa poteva accadere se si fosse svegliata, pensavo solo al mio piacere.

Dopo cinque minuti di spinte sempre più forti le venni in culo, fu una sborata incredibile, ancora oggi la ricordo come una delle migliori.
Estrassi il mio cazzo, la pulii una seconda volta e la rivestii per non destare sospetti.
Il mattino dopo si svegliò verso le dieci, venne in sala e io le chiesi: ”Come stai?” lei mi rispose ”Ho bevuto troppo ieri sera, non ricordo nulla… Ho male da per tutto però!”
Io ebbi una risata, mia sorella mi disse ”Che hai da ridere?” e io “Niente niente, così impari a bere…”.

.

Mia sorella

Stavo studiando in camera, quanto sentii arrivare mia sorella maggiore a casa insieme con alcune sue amiche.
Passa nella mia stanza e mi dice che studierà insieme con loro per un esame universitario. Pensai: “Meno male questa volta non è un ragazzo. ” Infatti, quando non ci sono i nostri genitori mia sorella porta a casa qualche ragazzo per fare sesso e siccome le nostre stanze sono confinanti si sente tutto.
Dopo circa un’ora ritorna in camera mia per chiedermi se posso andare a sistemare una tapparella nella sua stanza che si era bloccata.

Arrivato nella stanza vedo che le sue
due amiche sono sedute sul letto con indosso solamente le mutandine. Rimango un attimo imbarazzato ma comincio anche ad eccitarmi, quando lei sopraggiunge alle mie spalle.
“Visto che domani compi gli anni voglio farti un bel regalo fratellino. ” Prima che possa dire qualcosa, mia sorella da dietro mi tira giù i pantaloni e le mutande, mostrando il mio pisello duro alle sue amiche. “Ragazze vi presento mio fratello.

” Le due ragazze si alzano dal letto
e mi prendono il pisello e cominciano a succhiarmelo a turno, mentre mia sorella si siede sulla sua sedia. “Ti piace, vero fratello. Scommetto che quando venivo con i miei ragazzi a scopare qui tu eri di là del muro ad ascoltare e a masturbarti. È ora che diventi grande. ” Io
non posso far altro che assentire, in fondo è vero. Le sue amiche continuano a succhiarmelo come si deve, mentre mia sorella si masturba davanti a me.

Dopo un po’ godo in faccia alle due ragazze, che bevono avidamente il mio
succo. Le due m’invitano sul letto togliendosi le mutandine: le seguo volentieri. Quel pomeriggio ho fatto sesso con loro per ben 3 volte.
Devo molto a mia sorella per quel regalo, infatti, per il suo compleanno ho voluto contraccambiare, ma questa è un’altra storia.

La notte con mia sorella

Sono un pò di mesi che giro su questo sito, e solo adesso mi sono deciso a scrivere la mia esperienza successa l’anno scorso con mia sorella.
Io sono un ragazzo di 18 anni, alto 1. 74, fisico abbastanza muscolo e (non per vantarmi) dotato di un cazzo di 21 cm.
Mia sorella al momento ha 16 anni (quando successe ciò che vi racconterò ne aveva appena compiuti 15) alta più o meno 1.

63, un bel culetto sodo e un seno da paura per la sua età (porterà una 3 bella soda), tornando al racconto, era l’estate dell’anno scorso e per vari motivi mio padre e mia madre partirono per Alessandria a trovare i nostri nonni materni, lasciando me e mia sorella con i nostri nonni paterni.
Le giornate erano un susseguirsi di noia e preoccupazione per nostro nonno che stava poco bene, quindi io e mi sorella trascorrevamo gran parte del tempo insieme, il quarto giorno di assenza dei nostri genitori ci organizzamo per andare in piscina con dei nostri amici per rilassarci un pochino, in piscina vedevo molti ragazzini che fissavano continuamente mia sorella (dimenticavo di dirvi che ero e sono molto geloso di lei) quindi dico a mia sorella:

” Jeje li vedi quei bambinetti come ti guardano?”
” Si, lasciali stare”
” Dai facciamoli prendere male, mettiti in braccio a me e facciam finta di essere fidanzati”
” Sisi dai….

Fatto stà che mia sorella si siede sulle mie gambe, cosa che fà spesso, ma questa volta in modo differente, poggia il suo bel culetto proprio sopra il mio membro, che stava già svegliandosi al sol contattodi quel culo.
Fatto stà che dopo circa mezz’ora dico a mia sorella che avevo urgenza di andare in bagno, lei si alza e mi lascia andare, ma sicuramente aveva già noteto il pacco nei miei pantaloni, il resto della giornata trascorse tranquilla tra i vari tuffi in acqua e qualche birretta sul tavolino, verso le 6 di sera torniamo a casa e lì la brutta notizia, a causa di un malore mio nonno era passato a miglior vita, mia sorella scappa in camera sua e io corro da lei, non che avessi già in mente idee strane ma più che altro per consolarla ed essere consolato.

Mentre eravamo in camera sua, sul suo lettino, ci abbracciavamo e ci davamo dei piccoli bacetti sulle guancie, poi successe che lei si stava girando per dire qualcosa e invece di parlare ci baciammo in bocca, io le misi la lingua in bocca cercando la sua e vedendo che non opponeva alcuna resistenza mi feci più audace e cominciai a palparle un seno, spevoche mia sorella era vergine quindi preferii fermarmi.
Sembra però che lei era intenzionata a continuare, infatti, quando me ne andai in camera mia lei mi seguì e mi dette un altro bacio, questa volta però per darmelo si mise sopra di me, avevo la sua fighetta che strusciava contro il mio cazzo che stava già per diventare duro, e con le ultime forze in corpo gli dissi di fermarsi, che se proprio voleva godere e farmi godere non saremmo andati oltre dei preliminari, logicamente essendo lei inesperta mi chiese cosa fossero, a quel punto la faci sdraiare sul letto e le tolsi reggiseno e mutandine, notai solo allora che non aveva nemmeno un pelo sulla figa, e lei vedendomi con un faccia un pò perplessa mi disse che la depilava 2 volte a settimana, non gli permisi più di parlare e cominciai a ciucciarle un capezzolo, che presto diventò duro come il marmo, per poi scendere piano piano fino al suo fiore non ancora deflorato, li cominciai a leccarre le sue labbra per poi introdurre la lingua come se fosse un piccolo cazzetto, metre facevo ciò le stimolavo il clitoride e con l’alta mano mi toglievo pantaloni e boxer, la caricai di peso e la adagiai su di me, mi chiese cosa doveva fare e sotto la mia guida mi fece il più bel pompino della mia vita, ebbe 3 o 4 orgasmi e io ero vicino al mio, gli dissi se aveva voglia di provare a bere il mio sperma, ma si rifiutò dicendo che le faceva un pò schifo, anche se non sapeva cosa era con precisione, quando ebbi il mio orgasmo spruzzai 4-5 fiotti di sperma che finirono sui suoi capelli e sulla sua faccia, allora ci abbandonammo sul letto esausti.

Dopo mezz’ora circa andammo a farci una doccia e poi tornammo in camera, ci stendemmo sul letto e ci addormentammo quasi subito.

Presto metterò la volta in cui ho sverginato la mia Jeje.

mia sorella ed io complici 3

le esperienze che facevamo vivere a questa coppietta,avrebbero segnato la loro esistenza.
la sera successiva,proposi di andare a dormire ma con coppie miste:titubanti,i due accettarono.
mia sorella rimase in camera con lo sposino ed io dopo avergli augurato buon divertimento,presi per mano la sposina e andammo verso la ns camera.
fino ad ora,idue avevano vissuto queste nuove situazioni assieme. adesso invece,li avevamo divisi,con lo scopo di farli tormentare dalla curiosità di ciò che poteva capitare all’altro senza sapere come se la stesse spassando.

giunti in camera,iniziaia baciarla. raccolse subito l’invito e prese a lavorare con la lingua. iniziai a spogliarla ed in un attimo rimase nuda.
passai la mano vicino la fica:era gia bagnata.
aspetta,le dissi,metti questo.
era una sottoveste di mia sorella. le copriva appena il culo e le tette faticavano a stare dentro.
vieni con me.
dove andiamo?dove mi porti?
fidati.
uscimmo di camera e scendemmo. andammo in un posto abbastanza isolato del villaggio.

incrociammo una coppia. vedendola vestita(vestita tre molte virgolette!),in quel modo,sorrisero:il ns intento era chiaro a tutti.
la feci sedere su di un muretto e iniziai a baciarla,a baciarle il collo a leccarle le tette.
fremeva per essere posseduta.
dai dammelo,fammi godere. non resisto più.
continuavo a negarglielo,volevofarla impazzire di voglia.
dammelo,fai terminare questa tortura,fottimi.
le sfilai la sottoveste,le sollevai le gambe e la infilzai. era bagnatissima,il mio cazzo entrò senza fatica alcuna per tutta la sua lunghezza.

presi a stantuffarla velocemente,sempre più velocemente.
era in preda a degli spasmi di piacere.
godo,dai dammelo tutto.
sei una gran troia lo sai?
si mi avete trasformata in una granvacca;dai continua.
dillo che ti vorresti fare tutti i cazzi del villaggio,dillo!
si,voglio tanti cazzi. fottimi,fammi godere.
ti piace prenderl nel culo,eh?
si,godo quando mi scopano il culo,piantamelo dentro.
la scesi dal muretto,la feci voltare e glielo piantai dritto nel culo.

il tizio sulla barca glielo aveva sfondato. il mio entrò immediatamente.
iniziai a fottergli il culo con tutta la forza che avevo a disposizione.
dai ancora,piantalo tutto dentro. godo!mmmh,ancora.
ti è piaciuto essere sfondata da quel cazzone in barca,eh?
si!impazzivo quando mi spaccava il culo. ne vorrei uno al giorno.
da adesso in poi,sarai la troia del villaggio vero?
si!mi farò tutti i cazzi che incontrerò.
stavo per arrivare.

le presi i capelli per aiutarmi a spingere meglio il cazzo nel suo culo sfondato,ma soprattutto per farle alzare la testa.
la testa l’alzò e potè vedere il gruppo di animatori che ci stavano osservando. infatti l’avevo portata nel luogo dove gli animatori si trovavano per pianificare il programma del giorno successivo.
l’avevano vista durante tutta la sua eccellente prestazione sessuale e oratoria. la mia amichetta,si era fatta proprio un’ottima pubblicità.
incurante della loro presenza,ormai era completamente partita disse:
dentro vienimi dentro.

arrivai e le riempi il culo di sborra. mi ripulì il cazzo,raccolse la Adv
sottoveste e mi porto in camera….

mia sorella e d io complici 2

dopo quella scopata,i due raccolsero i loro indumenti e tornarono nella loro camera.
a mia sorella dissi:dobbiamo andare oltre. è vero,dobbiamo andare oltre,rispose lei.
ormai erano in nostro pugno.
la mattina successiva,ci trovammo in spiaggia.
marco e elena,gli sposini,ci avevano anticipati. avevano lo sguardo smarrito,probabilmente erano ancora sotto schock.
mia sorella da gran troia quale è,prese di nuovo l’iniziativa.
buon giorno ragazzi,disse,dormito bene?
loro all’unisono,risposero:sì.
elena,che fai con il reggiseno?!?toglilo!quando rientrerai,potrai esibire un’abbrozzatura da schianto,continuava mia sorella.

marcello(io),toglile il reggiseno. obbedì,e le tette di elena,saltarono fuori,in tutta la loro bellezza.
non contenta,emma,(mia sorella),mettendosi seduta sul cazzo di marco,gli chiese:come sta il mio bel cazzone?strusciando la fica sul cazzo di marco. olalà…si sta gonfiando….
abbiamo noleggiato una barca,siete nostri ospiti,andiamo,dissi loro.
okei,disse marco. elena si alzò per rimettersi il reggiseno e prontamente emma disse:ma che fai?andiamo così.
imbarazzata ma remissiva elena,si avviò verso il moletto in topless:per una non abituata come lei,doveva essere uno sforzo inumano.

arrivati alla barca salimmo. c’erano due ragazzi di equipaggio. marco disse:vengono anche loro?certo risposi io,non possono affidarci l’imbarcazione.
appena fummo a largo,emma disse:ragazzi..via i costumi,abbronzatura integrale. e si tolse il perizzoma. pure io tolsi il costume. marco si adeguò e elena rimase lì,ferma e titubante. emma esclamò:forza dai,manchi solo tu. elena rispose con voce tremolante e disse:mi vergogno di quei ragazzi,riferendosi all’equipaggio. mi avvicinai e le sfilai il costume. venne sommersa dagli applausi.

emma,s**tto sul cazzo di marco e iniziò a succhiarglielo. in un attimo fu duro. io incrociai lo sguardo di elena e inizia a leccarle la fica.
emma salì sul cazzo di marco e iniziò a scoparselo. anch’io presi a fottere la sposina elena. aveva lo sguardo che rendeva appieno,lo stato di estasi sessuale che stava vivendo.
emma stava facendo di tutto per far arrivare marco e dopo poco ci riuscì.
merco si sdraio per potersi riprendere.

emma fece cenno ai due marinai di avvicinarsi. iniziò a spominarli. i cazzi furono ben presto duri. uno era fine ma lungo(parecchio lungo),l’altro invece era tozzo(molto,molto tozzo). emma fece cenno di indirizzare le loro attenzioni nei confronti di elena. feci spazio,i fue iniziarono a lavorare la “povera” elena. non era in grado di reagire. le mani frugavano ovunque. uno prese a fotterla con forza a****lesca. l’altro gli aveva piantato il cazzo in bocca. l’agguantava per i capelli e si faceva spompinare.

marco era sbalordito a vedere la sua mogliettina sfondata da due a****li come loro e lo era ancor di più capendo che elena stava provando piacere. quello con il cazzo lungo,si sdraiò e fece salire elena su di se impalandola. faceva fatica a stare con il busto eretto da quanto stava godendo. l’altro con il cazzo largo,le si avvicinò al buco del culo. non avrei voluto essere al suo posto. non potevo immaginare cosa avrebbe sofferto nel momento in cui la bestia avesse affondaro quella quantità di carne nel suo buchetto.

Adv
DENTRO-TUTTO DENTRO
elena emise un urlo disumano,si sdraiò sull’altro.
l’inculatore,prese a fottere quel culetto come solo un a****le poteva fare. la stava sfondando. cercava di infilarlo tutto,fino alle palle.
elena,allungò una mano verso marco,che l’afferrò,e con un filo di voce elena disse:
sto godendo,amore,ti amo da morire,mi stanno facendo impazzire,mi piace,lo voglio ancora.
i due stavano fottendola con ancora più foga. quei cazzi,sembravano dei cilindri di una ferrari,da quanto stantuffavano velocemente.

AAAAAHHHHHHHHHH
elena aveva raggiunto l’orgasmo sugli orgasmi,i due l’avevano innondata di sperma.
marco e io,arrivammo in bocca di emma.
eravamo pronti per tornare a terra….

mia sorella e io complici

io e mia sorella siamo gemelli,anche se non ci somigliamo neanche un po’. abbiamo compiuto da poco la maggiore età. siamo complici e porci. ci piace scopare e farlo con chi ci va. anche tra di noi lo abbiamo fatto. mia sorella,non ha più un buco vergine. spesso,porto gli amici di scuola a casa e ce la scopiamo. lei contraccambia,portando delle sue amiche che poi convince a farsi scopare da me. nella ns relazione i****tuosa,tutto è valido.

lo scorso autunno,siamo stati sul mar rosso. era il regalo dei ns genitori per il 18° compleanno. andammo là senza di loro. alla sera,vedemmo una coppia di novelli sposini,tutti belli felici e mano nella mano.
ci guardammo e sadicamente decidemmo che loro sarebbero state le ns vittime per quella vacanza. alla sera,con un pretesto,facemmo la loro conoscenza. anche noi ci spacciammo per una coppia in luna di miele. iniziò il loro martirio. allo spettacolo,le moglie erano sedute al centro con i rispettivi mariti ai fianchi.

iniziato lo spettacolo,iniziai a frugare tra le cosce di mia sorella,alias mia moglie. allargò bene le gambe per consentirmi di lavorare al meglio. l’altra sposina guardava sbigottita. il giorno successivo,il maritino,era sottoposto a tutta una ser di sollecitazioni da parte di mia sorella che avrebbero fatto prendere un infarto a chiunque. era l’unica ad essere senza reggiseno e aveva un micro bikini che la fica era spesso fuori. io non ero da meno. martellavo la sposina di continuo.

con falsi pretesti le tenevo sempre le mani adosso.
la sera proposi una unica tavolata. mia sorella era con un abito bianco che in controluce faceva vedere quello che non c’era. era priva di biancheria intima. iniziò a far piedino al povero malcapitato. era sempre più in imbarazzo. io senza ritegno,facevo apprezzamenti sulla mogliettina e le tenevo gli occhi puntati sulla scollatura. dopo lo spettacolo,facemmo un giro per il villaggio. andaì giù pesante:raccontavo le ns prestazioni sessuali.

ad un cero punto,mia sorella,abbraccio al collo il ragazzo da dietro,in modo che potesse sentire le sue tete e disse:perchè non venite su da noi in camera. i due erano impacciati e declinarono. la mattina successiva,iniziò nuovamente il bombardamento. la ragazza,fu costretta a togliersi pure lei il reggiseno. aveva due gran belle tette. glielo dissi immediatamente e le dissi pure che avrei voluto leccarle volentieri. mia sorella le dette la crema protettiva. il massaggio che ne s**turì era da vera troia.

all’ora di cena eravamo già pronti. mia sorella,aveva una mini gonna mozzafiato e una camicetta abbottonata quel tanto o quel poco per far vedere le sue splendide tette. andammo a bussare alla porta delle ns vittime. lei era quasi pronta,lui ancora con l’accappatoio indosso. mia sorella prese subito l’iniziativa e disse alla ragazza. carino il vestito,ma il reggiseno và tolto. lei arrosì. mia sorella le infilò le mani nel vestito e tolse il reggiseno.

era uno schianto. che mutandine hai?le chiese. normali,rispose lei. fai vedere cosa ti sei portata. era tutta roba castigata. quando è pronto lui,vieni da me che è meglio,le disse. forza dai cambiati,non vorrai venire in accappatoio?chiese mia sorella. si avvicinò al ragazzo e gli tolse l’accappatoio. era nudo e con l’uccello ritto. ehi..è tua moglie senza reggiseno,o sono io a farti quell’effetto?ci mettemmo a ridere e si vestì rapidamente. andammo in camera ns per cambiare le mutandine alla ragazza.

le scelse un perizzoma che averlo o non averlo,sinceramente era la stessa cosa. la ragazza di tolse le sue e si infilò le altre,badando bene di non far vedere nulla durante il cambio. embè?disse mia sorella,non ci fai vedere come ti stanno?scosse la testa in segno di diniego. forza timidona…facci vedere come ti stanno?mia sorella le si avvicinò e le sollevò la gonna del vestito. aveva un gran bel culo,altro che,la volto e le labbra della fica,avevano fatto prigioniero il perizzoma.

il pelo era tuuto fuori la stoffa. complimenti,dicemmo in coro. mia sorella,andò oltre,le passò la mano dal culo verso la fica. lei fece un sussulto. ma sei bagnata…. allora sei una porcellina…e lì giù a ridere. a cena proposi di dividere le coppie,così fu fatto. non sò cosa diceva mia sorella a quel ragazzo,ma lo vedevo spesso toccarsi il cazzo,lo doveva avere gonfio. per quanto mi riguarda la frase più dolce che dissi alla ragazza,fu:te lo pianterei tutto in quel bel culo.

dopo lo spettacolo,salirono su da noi. in un attimo,mia sorella fu nuda. il ragazzo e la ragazza,erano ammutoliti. si avvicino alla ragazza e iniziò a palparla e a strusciarle con le labbra e la lingua il collo..la ragazza,tentava di non tradire le proprie emozioni…ma fu impossibile. le sganciò il vestito e le tolse il perizzomino. era stupenda. la portò sul letto e iniziò a leccarla come sa fare solo mia sorella. iniziò a mugolare.

stava godendo,sotto quei colpi di lingua dati con maestria da mia sorella..iniziai a spogliarmi,il ragazzo mi segui e rimanemmo nudi. aveva il cazzo già in tiro. si avviò verso mia sorella e iniziò a leccarle fica e culo:era alla pecorina,per leccare la ragazza. mi avvicinai alla ragazza e iniziai a baciarla e a toccarla. allontanai mia sorella e iniziai a fottere la sposina. mia sorella,si stava facendo montare dal ragazzo. più scopavamo,più mugolavamo,più mugolavamo,più ci eccitavamo.

feci mettere a pecorina la ragazza e iniziai a fotterla da dietro. si voltò verso il marito e disse:godo,amore mio,godo tantissimo. feci cenno al ragazzo di prendere il mio posto. tolse il cazzo dalla fica di mia sorella e lo infilò in quella di sua moglie. io passai davanti per farmelo succhiare. niente male come pompinara. feci sdraiare il ragazzo e feci salire la moglie su di lui. la scopava,mentre mia sorella le leccava i seni,io le leccavo la schiena e le toccavo il culo.

la ragazza era al centro delle ns attenzioni. eravamo tutti per lei. dai mugolii,sembrava proprio che le piacesse. feci togliere mia sorella che si mise con la fica sopra al ragazzo per farsela leccare. io spinsi in avanti la ragazza e le piantai il cazzo in culo. era stretto e per questo mi faceva godere. pompavo a più non posso,lei gridava di piacere. ripeteva,ancora-ancora-non vi fermate-più forte. il ragazzo si tolse e volle inculare mia sorella.

io continuavo a sfondare il culo alla sposina. le arrivai in culo,lei era esanime. il ragazzo,volle arrivare in bocca a mia sorella….
cazzo…che luna di miele ha fatto questa coppia…indimenticabile,penso….

Quella porca di mia sorella

Avevo 23 anni e nonostante fossi così giovane già pensavo che le nuove generazione erano proprio delle canaglie. Infatti curiosando di tanto in tanto negli oggetti di mio sorella vedevo preservativi (che senz’altro usava con i suoi periodici fidanzati), cazzi di plastica e manette pelose nascosti nel fondo di un cassetto. Ciò che più stupiva era che mia sorella aveva 16. Non posso certo biasimare che era e lo è tutt’ora una ragazza meravigliosa: magra ma non troppo, fianchi stretti, gambe lunghe e un seno molto abbondante, caratterizzata da un’indole solare e sempre con il suo sorriso sul suo volto angelico e illuminato dai sui capelli biondo chiaro e gli occhi azzurri come il mare e profondi come il cielo.

La stimavo molto ma non per questo, anche se ero convinto del fatto che fosse una piccola troia, mi sarei sognato che un giorno avrei potuto assaporare il gusto dei suoi ormoni. Nel giorno del compleanno di mia madre, mio padre portò la festeggiata a cena fuori e prenotato una stanza sulla costa per passare una notte romantica e mi chiesero di tornare a casa in quanto studiavo lontano dalla città paterna per tener compagnia a mia sorella Gloria approfittando della pausa week end.

Dopo aver ordinato una pizza a domicilio e consumata insieme a Gloria decidemmo che io avrei visto la partita in salone e lei avrebbe fatto i suoi comodi nella sua stanza. A partita mi accinsi ad andare a dormire nella mia stanza da letto ma vedendo una luce filtrare dalla porta di quella di mia sorella mi incuriosii perché molto tardi e lei ancora sveglia. Posai dunque l’orecchio sulla porta per cercare di captare qualcosa.

Sentivo mia sorella gemere e preoccupandomi non pensando ad altro che mi sorella si stesse sentendo male aprii la porta di colpo. Una visione che avevo immaginato nella mia mente ma che non avrei ma ideato nella realtà. Mia sorella era seduta sulla sedia senza pantaloni ne intimo e soltanto con la maglia del pigiama; con le gambe divaricate si stava infilando un dei suoi cazzi finti della vagina leggermente peloso e evidentemente bagnata.

Sollevò lo sguardo verso di me e in un attimo arrestò la sua masturbazione: – Stefano vattene subito e chiudi la portà – gridò Gloria mentre copriva il suo sesso.
Me ne andai immediatamente anche perché ero molto sconvolto ma non dovetti aspettare molto che bussò alla mia stanza mia sorella piangendo: -Ti prego Ste’ non dire niente a mamma e papà… sono una porca lo so ma mi piace troppo- Tranquillizzai mia sorella e facemmo una lunga chiacchierata circa sesso.

Era ormai passata l’una di notte e la caloria estiva non cessava nemmeno nelle ore più fredde del giorno. Dissi a mia sorella se voleva dormire affianco a me quella notte per non pensarci più e dopo essermi messo in slip e lei in intimo ci coricammo augurandoci buonanotte. Vidi l’orologio: le 2. 33 e non riuscivo ancora a prendere sonno ma sentivo Gloria dormire profondamente. Pensavo a ciò che avevo visto e a quanto mia sorella fosse effettivamente una porca.

Pensavo al suo corpo che spesso avevo visto anche nudo e corsi in bagno a segarmi con la speranza che dopo mi sarei addormentato. Tornai e stanza e vidi mia sorella che si era scoperta dalle lenzuola e metteva in mostra il suo stupendo corpo esile e bellissimo. Non resistevo, dovevo toccarlo. Mi avvicinai cautamente e accarezzai delicatamente i capelli e scendendo con la mano sul seno. Non mi accorsi che stava facendo finta di dormire e mi afferrò il cullo con il braccio portando le mie labbra a contatto con le sue baciandomi calorosamente con la lingua.

Capii cosa desiderava e gli feci capire che ci stavo slacciandogli il reggiseno e cominciandolo a palpeggiare. Sentivo i capezzoli indurirsi e staccai la bocca dalla sua, la fissai negli occhi per un attimo e poi leccai il suo seno, baciai il suo collo e accarezzavo il suo corpo. In attimo si tolse gli slip e feci altrettanto io sfilando i miei 18 cm di cazzo già in tiro. La stesi bene sul letto matrimoniale e gli allargai le gambe, infilai le lingua del buco della vagina e le stuzzicavo il clitoride.

Sapevo già che altri ragazzi l’avevano sverginata e non mi preoccupai di chiedergli se la potesse sverginare. Dopo parecchie leccate di fica decisi che era il momento di infilargli la mia mazza nella fica. Prima delicatamente e poi più prontamente. Lei urlava e mi incitava a fare più veloce, a farla godere e poi mi chiese se gli potessi sfondare anche il culo. Così feci. La misi a pecora e me la scopai tutta.

Quando mia accorsi che stavo per venire mi misi in piedi sul letto e lei in ginocchio davanti a me. Deglutì tutta la mia sborra: – Mmmm fratellone e calda… dai leccami ancora la fica –
Continuammo a fare sesso fino a tarda nottata quando cademmo esausti in un sonno profondo. Da quella notte così intesa ne susseguirono altre sempre più focose dove intervenne anche la mia cara cugina Gloria… ma questa è un’altra storia.

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