IO LA ZIA E IL SENEGALESE

Arrivai a casa dagli zii un sabato pomeriggio.
Lo zio era sul divano che guardava la TV, mentre la zia era intenta a
fare le pulizie.
La salutai e notai subito che era in ciabatte ed indossava delle rht
nere, che me lo fecero intostare.
Lei se ne accorse, mi diede un bacino e una palpata al pacco “bello!
sei venuto per stare un po’ con zia?”.
Lo zio disse “vedi se la porti al centro commerciale, così non rompe i
coglioni!”.

Mi feci dare le chiavi dell’auto e aspettai che la zia si preparasse.
Si truccò ed indossò un paio di sandali aperti e capii che le prudeva
e non voleva passare inosservata.
In auto mi disse: “c’è una novità!”.
“dimmela”.
finalmente ho scopato con un nero”
“Nooo! Davvero?..Raccontami”
“è un egiziano, me lo ha portato lo zio in casa. è un pizzaiolo, un
ragazzo di 28 anni.

Ha 28 anni e 28 centimetri di cazzo. Mi ha
smontata! Lo ha invitato a cena. Lo zio gli aveva pagato le analisi
del sangue, perchè volevo farlo senza preservativo. Mi ha scopato per
un’ora abbondante, in tutte le posizioni: alla pecora, io sopra, lui
sopra, sul divano, sul tavolo… sono venuta 6 volte! E lui mi è
venuto 3 volte in figa, ma continuava ad averlo in tiro.

Oltre che
lungo, ce l’aveva largo e mi ha fatto urlare parecchio.
Sono stata 3 giorni che camminavo a gambe larghe, ma ho goduto come
una puttana”.
Mi venne duro e accostai. Mi sfilai i jeans, le presi la testa e
glielo misi in bocca.
“Non ho più scopato da quella volta… saranno passati due mesi…e
ora ho tanta voglia, ma lui è tornato in egitto. Ora che ho provato il
cazzo nero, non posso più tornare indietro”.

Portai il sedile indietro, le feci togliere le mutande e la feci
salire sul cazzo.
Sentii che era più larga, però era vogliosa e bagnata. Mi fece venire
e venne anche lei.
“mi ci voleva proprio, grazie nipote!”
“ora staremo un weekend insieme, quindi ci rifaremo!”.
Ci rivestimmo ed arrivammo nel centro commerciale.
C’erano dei vucumprà che ci volevano vendere degli oggetti.
“io prenderei volentieri quello che hai tra le gambe” disse la zia.

Lui rimase sbigottito e parlò con i suoi amici.
Entrati nel centro commerciale, la zia mi disse “la tua sborra mi sta
colando dalla figa e mi sta inzuppando le calze. Devo andare a
comprarne un paio nuove”.
Mentre eravamo nel negozio di intimo, nel quale la zia scelse delle
calze da buongustaia, le suggerii il colore: “comprane un paio color
carne ed uno color bianco, voglio scoparti con le calze bianche”.

Con la coda dell’occhio mi accorsi che il senegalese ci aveva seguito
e faceva la posta davanti al negozio.
La zia se ne accorse e mi disse “quello mi vuole scopare… e non mi
dispiacerebbe. Chissà come ce l’ha grosso. Accompagnami in bagno”.
Entrammo in bagno e mi infilai con lei, per tenerle la borsa. si
spogliò e si cambiò le calze.
Mi venne duro e l’appuntellai al lavandino, piantandoglielo in figa da
dietro.

“come entra bene ora, zia! ha fatto un bel lavoro l’egiziano!”.
Qualcuno bussò alla porta. “Occupato” dissi.
“apri” disse una voce e riconobbi il senegalese.
Guardai la zia, la quale fece cenno di si con la testa ed aprii la porta.
Il negro, vedendola nuda, sfoderò la nerchia. “Mamma mia!” disse la zia.
Sarà stata una mazza da una trentina di centimetri. La zoccola ci
aveva visto giusto.

Si mise in ginocchio e glielo prese in bocca. Da quanto era larga la
cappella, faceva fatica a prenderlo.
Gli diventò duro e fece girare la zia. La sorressi, mentre glielo
metteva in figa da dietro.
La zia gemette e, per non farla urlare glielo misi in bocca.
Il negro cominciò a martellarla da dietro, dandole colpi che faticavo
a sostenerla. La sentii venire più volte e aveva gli occhi ribaltati
all’indietro dal piacere.

Dopo un po’, il negro venne dentro la zia e,
quando lo sfilò, alla zia cedettero le gambe. Dovetti tenerla per non
farla cadere. L’aveva sfiancata.
“Quante volte sei venuta?”
“cinque” disse rantolando. “sono sfinita”.
Lui le lasciò il numero di telefono “questo era solo un antipasto.
quando hai fame, chiamami e vieni a casa mia…ti farò divertire sul
serio”.
Accompagnai la zia a braccetto alla macchina.

“le calze color
carne…sono piene di sborra del negro”.
“A casa metterai le bianche..hai bisogno di riposo ora”.
“Riposo? stasera mi potresti accompagnare? ho voglia di farmi sfondare
da quel ragazzo… non hai idea di quanto ho goduto in quel bagno”.

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