Io e mia suocera, sempre più audaci

La sensazione di quando la sua bocca mi avvolgeva il cazzo è indescrivibile, bastava che appoggiasse le labbra alla mia cappella e mi dimenticavo chi, ero cosa facevo e dove andavo.
In quel momento me lo stava succhiando, ma eravamo nel suo cucinotto, mentre in sala da pranzo c’erano le nostre famiglie al completo ( i miei genitori, mia moglie e mio suocero) sedute a tavola ad aspettare il pranzo. Mi ero offerto di aiutarla a condire le tagliatelle, pensavo che sarei riuscito a palparle un po il culo, invece come nutro nel cucinotto, si alza la gonna e mi sbatte davanti il suo filone peloso, grondante di voglia.

“Pensi che oggi riuscirai a sbattermelo dentro ? Anche con tutta questa gente” mi chiese, io quasi balbettando per il timore che arrivasse qualcuno dalla sala da pranzo “la vedo dura gli risposi” e lai “io invece lo vedo duro e lo vorrei anche sentire”. In effetti ero eccitato, avevo una malsana voglia di chiavarla. Mi mette una mano sui pantaloni ad altezza cazzo, mi tira giù la lampo, lo tira fuori e se lo prende in bocca.

In quel momento potevamo essere ovunque io non l’avrei certo fermata, la sua bocca aspirava tutto il mio cazzo, se lo prese fino in gola, poi si rialzò, lo rimise a posto e iniziò a condire le tagliatelle.
Io rimasi a bocca aperta ,e a cazzo duro, “però così non si fa Ehh” ma effettivamente era troppo rischioso, non potevamo in quel momento.
Tornammo a tavola e il pranzo continuò come se niente fosse, ci scambiammo un paio di occhiate lascive, solo un attimo ci ritrovammo nel cucinotto da soli mentre sparecchiavamo, il mio cazzo non aveva ceduto un istante, la incrociai e gli dissi”sei una zoccola”, “e tu un bastardo”.

Naturalmente ridendo.
Il pranzo domenicale fini’ e tutti iniziammo a tornare verso casa, io e mia moglie e i miei genitori andammo a casa, mentre mio suocero ci chiese un passaggio in paese per andare a vedere la partita al bar e lo accompagnammo.
Appena arrivati a casa non c’è la facevo più ero duro come il marmo almeno da due ore, per fortuna mia moglie non fu molto restia a darmela e con sua somma gioia la scopai alla grande pensando a sua mamma, lei venne almeno tre volte e alla fine io le scaricai nell’utero un fiume di sperma, trattenuto nelle palle da troppo tempo.

Appena mi fui ripreso dalle fatiche coniugali, mi stavo addormentando quando squilla il telefono di mia moglie, era sua mamma, la zoccola, avevo lasciato il portafoglio sul tavolo a casa sua.
Al momento non capii se era una scusa o era vero, andai a controllare ed era vero, nella tasca dei pantaloni non c’era. Facendo finta di essere molto dispiaciuto, mi rivestii e andai a casa di mia suocera.
Suonai il campanello e subito venne ad aprirmi, quella gran maiala era già completamente nuda, io già completamente eretto.

“Abbiamo una questione in sospeso noi due vero?” Disse ” una sola?” Risposi io, “non erano di più?” Aggiunsi.
Chiusi la porta dietro di me e lei sii era già attaccata ai miei pantaloni per sbottonarli e toglierli, il un lampo ero nudo anche io e la sua bocca mi stava succhiando in un altro dei suoi favolosi pompini. Ad un certo punto si fermò e mi chiese”hai appena scopato tua moglie”‘ io le risposi di si e lei “ho sentito il sapore della figa di mia figliasul tuo cazzo” e si rimise a succhiare più forte di prima.

3/4 minuti senza mai prendere respiro, succhiando il cazzo dalla cappella alle palle, di continuo, non potevo resistere oltre, gli presi la testa tra le mani la spinsi forte contro il mio cazzo in modo da averlo nella sua gola e il suo naso tra i miei peli e gli allagai la bocca di sborra che lei mando giù tutta senza perderne un goccio.
Io cominciavo ad essere provato, mia moglie, mia suocera, il cazzo si era rilassato, ma quella grandissima troia non ne voleva sapere, volevo venire anche lei, giustamente, inizio a baciarmi in bocca ” hai fatto un pompino a tuo genero?” Le dissi, “sento il sapore del suo cazzo nella tua bocca” e ci mettemmo a ridere, mentre lei mi massaggiava i testicoli, facendomi capire che voleva altra sborra.

“Lo voglio sentire nella fica il tuo bel cazzo, voglio venirci sopra!”
Detto fatto, mi misi seduto sul divano e la feci salire sopra di me, si sistemò per essere in equilibrio e si abbassò sul cazzo fino a metterselo dentro tutto. Fece tutto da sola, io mi limitai a spingere leggermente quando la sua discesa sul cazzo arrivava in fondo.
Ci guardavamo negli occhi mentre mi cavalcava, avevo le sue tette a portata di bocca e lei mi chiese di succhiargliele, cosa che feci con sommo piacere.

“Scopami, fottimi, fai di me la ra troia, fammi venire, voglio colare i miei succhi di piacere sul tuo cazzo”
È così feci la presi per i fianchi e l’aiutai a impalare il mio cazzo nella sua carne di troia, spingeva lei è spingevo io, finché non venne godendo e urlando il suo piacere. Io la seguii poco dopo, un’altra bella sborrata nella sua fradicia figa.
Prima di andare via mi chiese”quando riusciremo a passare una notte insieme?”, non avevo la risposta “sai che è molto improbabile se non impossibile che questo accada, vorrei tanto, ma come si può fare.

No dai non è possibile.
La salutai con un bacio euna strizzata di capezzoli, rendendomi conto che li avevo un po trascurati stavolta.
Ma avrei rimediato sicuramente.

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