Io e la mia “sorellina” P.

Con il solito gruppo di amici abbiamo deciso di organizzare una serata al lago, con fiumi di birra, vino e tanto divertimento. Visto il tempo caldo e stupendo previsto, decidiamo di trovarci già nel primo pomeriggio. Non ci vuole molto che i primi litri di birra vengono scolati.
Poco prima di cena ricevo un messaggio dalla mia sorellina P. (lei ha qualche anno meno di me. Io la chiamo sorellina, ma in realtà non è la mia sorella naturale) che si lamenta che non sono passato a salutarla prima di trovarmi con gli amici ed andare al lago.

Io le rispondo che se non scrive mai non posso mica immaginare che sia a casa – il nostro rapporto è sempre stato un po’ conflittuale visto che non essendo veramente mia sorella non siamo mai andati realmente d’accordo -. Così iniziamo a smessaggiare e, non so per come e perché, le chiedo se vuole venire anche lei al lago con noi che di alcol ce n’è abbastanza per tutti. Lei accetta subito e le dico che passerà un amico a prenderla.

Lei è una giovane ventenne, molto carina di viso, ma con qualche chiletto di troppo, un seno non troppo abbondante ma nonostante i chiletti ha un bel sederino.
Quando arriva la sua presenza non disturba molto gli altri anche perché quasi tutti la conoscevano già. La serata continua tra birre e bottiglie di vino. Ceniamo all’imbrunire, così, ora che ci alziamo dal tavolo è già notte fonda. Io propongo un simpatico bagnetto.

Proposta che accettano tutti. In attimo siamo in acqua.
La serata prosegue tra risate, battute, cavolate e … ovviamente … una bella bevuta in compagnia. È ormai notte fonda, c’è chi si è già messo a dormire, chi non si muove più dal tavolo e scola una bottiglia di whiskey tra una scommessa e l’altra. Io propongo un nuovo bagnetto, ma nessuno pare essere interessato tranne P.. Quando eravamo piccoli avevamo l’abitudine di fare ogni tanto il bagno di mezzanotte nudi (ovviamente senza malizia visto che mio papà aveva una casa al lago ed eravamo piccoli).

Così le propongo: “dai facciamo il bagno nudi”. Vedo la sua espressione di stupore e, da un lato un po’ di vergogna, considerato che sono passati molti anni da quando l’avevamo fatto l’ultima volta, ora non siamo più bambini. Allora io inizio a spogliarmi e una volta nudo mi butto in acqua e aspetto di vedere cosa fa lei. Però non ci vuole molto che anche lei inizia a spogliarsi. Indossa un vestitino, pezzo unico, a gonnella che facilmente si sfila e lascia cadere a terra.

La vedo là con la sua pelle bianca, rischiarata da una fioca luce di un lampione poco lontano. La osservo con curiosità, e un po’ di malizia, perché era cambiata dall’ultima volta che l’avevo vista nuda. Dopo un attimo toglie il reggiseno e lascia libero il suo seno bianco che viene messo in risalto dai suoi capezzoli leggermente più scuri. Si china e toglie anche le mutandine e fa vedere la sua fighettina praticamente tutta rasata.

Io per un attimo resto imbambolato a quella visione, ma poi mi bagno la faccia e mi dico: “Rincoglionito! Cosa pensi?”. Ammetto che in passato nella tarda adolescenza avevo già fatto dei sogni e fantasie su di lei, ma era sempre finito tutto lì. Non faccio in tempo a riprendermi che degli schizzi d’acqua mi raggiungono il volto. Mi riprendo in un attimo e vedo che lei è già in acqua che mi fissa e mi spruzza.

Io contraccambio e la spruzzo a mia volta. Dopo alcuni minuti propongo di nuotare un po’ verso un terreno poco distante dove c’é una rivetta ed un pontile da dove ci si può tuffare. Lei approva e parte a nuoto. Io la seguo ad alcuni metri di distanza. Non dobbiamo nuotare molto che arriviamo alla rivetta. Io esco e salgo sul pontile invitandola a raggiungermi per tuffarci. In quel punto la luce è abbastanza forte per vedere tutti i particolari del mio corpo e di sicuro lei avrà visto le mie nudità.

Dopo alcuni secondi me la trovo di fianco in attesa che mi buttassi. Io ne approfitto per scrutare il suo corpo bianco e formoso. La sua fighetta è come l’avevo vista, bella rasata, il seno tondo e formoso, il suo viso ancora un po’ da bimba mi fissa in attesa che mi butto. Di sicuro come l’ho guardata io anche lei mi avrà guardato, ma la cosa non mi importava, tanto era P.. Allora come se fosse uno scherzo e un incentivo a tuffarsi le stringo un seno e urlo: “tutti in acqua!”
Così mi tuffo seguito subito da lei che sembra non aver importato tanto del mio tocco forse troppo inopportuno.

Allora nuoto di nuovo fino a riva e mi siedo in acqua in attesa che arrivi anche lei. Quando mi si avvicina lei resta nella parte più profonda come se si vergognasse di farsi vedere e mi volta la schiena. I suoi capelli lunghi le cadono sulle spalle coprendo parzialmente un tatuaggio sulla schiena. Io con la scusa che non l’avevo mai visto (ed è vero, non l’avevo mai visto) la tiro vicino e le scosto i capelli per vedere meglio il suo tatuaggio.

Non so cosa mi sia preso, forse l’alcol, forse la situazione, forse semplicemente perché mi ero eccitato, dopo averle scostato i capelli le faccio scivolare un braccio attorno alla vita e le stampo un bacio tra la spalla e il collo. Lei si volta e mi dice “bambo maniaco” allontanandosi ed accennando i primi tentativi di bracciate di nuoto. Io la tiro di nuovo a me, la tiro tra le mie gambe, lei mi volta la schiena ma in quel momento si lascia fare.

Una mia mano scivola sul suo seno tenendola a me mentre l’altra mano scivola in mezzo alle sue gambe accarezzandole la fighettina. Il mio membro, ormai già al limite dell’eccitazione e già leggermente in erezione, si appoggia alla sua schiesa. Lei probabilmente spiazzata dalla situazione inaspettata aspetta qualche istante prima di divincolarsi, ma lasciandomi comunque la possibilità di sentire la forma della sua intimità. Come se niente fosse si volta e mi dice di nuovo: “maniaco”, questa volta con un leggero sorriso, poi continua dicendo che era meglio tornare dagli altri prima che si preoccupassero.

Tornati dagli altri, siamo usciti dall’acqua, ci siamo asciugati e ci siamo seduti al tavolo continuando a bere come se nulla fosse successo.
Dopo qualche ora di bevute, decidiamo di metterci a dormire. Quando ci svegliamo, a parte i leggeri postumi, ci troviamo di nuovo al tavolo a raccontare le cavolate della sera prima ed a sfogliare le foto che abbiamo shittato con i cellulari. Tra me e la mia P. sembra tutto a posto, come se nulla fosse successo, visto che mi parla ancora.

Forse questa volta è andata bene, forse perché avevamo bevuto, ma chi lo sa…. Magari non accadrà mai più nulla, ma la fantasia vola… e io ci spero ancora!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *