CAMIONISTI FINALE

I CAMIONISTI FINALE

Per non VENIRE, ogni tanto interrompevo la SEGA, ma l’aver “QUASI VISTO” quei due corpi AVVILUPPATI in un AMPLESSO SELVAGGIO mi provocò una tale LIBIDINE che GODETTI fregandomene di imbrattare slip e pantalone.
Calmatomi ebbi modo di rendermi conto che eravamo molto oltre Firenze e che stranamente gli amici non si erano ancora fermati per darsi il cambio alla guida e di conseguenza alla MONTA di Gioia, due erano le ipotesi: o Enrico era un INSTANCABILE MANDRILLO oppure Gianni era un bluff.

Non dovetti attendere molto per chiarire il mistero, infatti dopo pochi chilometri vidi il camion rallentare ed entrare in una piazzola di sosta, lo segui, si fermò ed io parcheggiai dietro.
Con mio sommo stupore vidi scendere dal lato guida Enrico insieme a mia moglie mentre Gianni venne giù dal lato opposto.
Avevano tutti il viso stravolto ma raggiante, gli abiti rimessi in sesto alla meno peggio, la più sgualcita ma anche la più in forma mi sembrò Gioia, la quale corse ad abbracciarmi e languidamente mi baciò infilandomi la LINGUA nella bocca.

Avvertii nettamente l’ACRE SAPORE dello SPERMA, mi sembrò di IMPAZZIRE, “la MIA BOCCHINARA si era fatta SBORRARE IN BOCCA”, le guardai il viso, era completamente impiastricciato di BRODA, le accarezzai le guance, le mie dita si incollavano alla sua pelle, le scostai la camicia, anche le candide
MAMMELLE mostravano gli inequivocabili segni di una COPIOSA COLATA DEL SUO NETTARE PREFERITO, mi sentii di SVENIRE, era PAZZESCO pensare che i DUE MANDRILLI le avevano fatto una vera “DOCCIA DI SBORRA”.

Queste mie considerazioni furono interrotte dalla mia cara mogliettina che mi disse: “TESORO GRAZIE, è stato STUPENDO, DIVINO, immagino la tua sofferenza ma non preoccuparti sono ancora in grado di far MORIRE anche te”.
“Alberto stai attento, tua moglie questa sera ti farà venire un INFARTO, è shitENATA, ci ha DISTRUTTI”, e rivolto a Gioia aggiunse: “penso che, dopo QUELLO CHE C’E’ stato tra noi e le COSE che ci siamo detti, non ti offenderai se espongo liberamente a tuo marito il mio pensiero sincero”.

Gioia sorrise come a dire: “FIGURATI”.
“E’ mortificante per me dirlo ma penso che la tua dolce metà non sia ancora SAZIA, eppure, come ti potrà testimoniare lei stessa, da quando siamo partiti non abbiamo smesso di FOTTERLA neanche per un attimo, l’abbiamo MONTATA in TUTTI I MODI POSSIBILI per oltre due ore ma non ha mai detto BASTA, anzi non faceva altro che ripetere: ANCORA, ANCORA, ci ha letteralmente prosciugato i COGLIONI, è MERAVIGLIOSA ma è inutile che te lo dica io, come pure è inutile dirti che è un’ARTISTA del POMPINO, una FEMMINA da LETTO ECCEZIONALE, ha un CULO SFONDATISSIMO ma STRETTO, un FICONE MORBIDISSIMO che è stato la DELIZIA dei nostri CAZZI, d’altro canto chi sa quante volte pure tu hai GODUTO in quella SUGOSISSIMA FICA, asciatelo dire: hai un CULO ad avere una moglie così”.

Ed ad avallare il giudizio dell’amico, Enrico aggiunse: “credimi, pur avendo avuto svariate donne, non ho mai SCOPATO così bene come stasera, finalmente mi sono sentito libero di esprimere tutta la mia LIBIDINE, merito di tua moglie che è una donna bellissima, di una dolcezza unica, ma che riserva continue sorprese, con la sua faccia d’angelo trae in
inganno, mai avrei pensato che dietro quel sorriso pudico si nascondesse la QUINTESSENZA della TROIAGGINE, ma pur essendo un’autentica MAIALA fa del SESSO LIBERO e PULITO, cioè mi spiego meglio, anche FACENDO le più GRANDI PORCATE, usando le PAROLE PIÙ OSCENE lei rimane sempre PULITA, questo ti mette a tuo agio e capisci che puoi realizzare qualunque tuo
più nascosto DESIDERIO senza mai correre il rischio di superare il limite; è stupendo vorrei avere anch’io una donna come Gioia”.

“Basta con tutti questi complimenti, altrimenti mi fate diventare più rossa di quanto abbiamo SCOPATO, sappiate che anche voi siete bravissimi, sapete come ECCITARE una donna in modo che si DIA completamente e senza riserve”, intervenne Gioia.
Guardando l’orologio Enrico ebbe un sobbalzo, “accidenti come si è fatto tardi, noi dobbiamo affrettarci altrimenti addio consegna, Alberto questo è il mio numero di cellulare, puoi chiamarci quando vuoi, noi saremmo felicissimi di rincontrarvi, adesso scusateci ma dobbiamo proprio andare,
speriamo di rivederci presto”, si avvicinò a Gioia la baciò sulla bocca, le prese la mano e la portò sulla patta e disse: “senti come è ancora DURO, continuerei a CHIAVARTI per tutta la notte, ciao”.

Ripartimmo, tirai fuori l’UCCELLO e comincia a MENARMELO “adesso devi raccontarmi tutto per filo e per segno ma devi dirmi innanzitutto come mai all’inizio guidava Gianni ed ora al posto di guida c’era Enrico, eppure non vi siete mai fermati”.
“Modestamente ho guidato io, le cose sono andate così, all’inizio ho cominciato a fare all’amore sulla brandina con Enrico, più tardi ti dico che cosa non mi combinato quel MANDRILLO, ad un certo punto mentre stavamo CHIAVANDO alla PECORINA Gianni mi ha detto che era una tortura sentirci FOTTERE quindi mi ha implorato di andargli a LECCARE LA MAZZA mentre guidava.

Con Enrico appiccicato al mio CULO che continuava a CHIAVARMI ci sono andata ed ho scoperto che anche il cuginetto aveva un VARRA di notevoli dimensioni che si MENAVA oscenamente, gli ho leccato subito la CAPOCCHIA e poi mi sono infilato in BOCCA, fino alla GOLA, quel durissimo PESCIONE cominciando a fargli uno dei miei famosi BOCCHINI che tanto piacciono a te e, come puoi testimoniare, sono sempre piaciuti a quelli da cui mi hai fatto FOTTERE.

Eccitato dal pompino che facevo al cugino, Enrico mi ha sfilato il CAZZO dalla BERNARDA ed ha detto “sei un grandissima BOCCHINARA, adesso ti voglio SPACCARE il CULO” ed ha appoggiato il suo GLANDE al mio buco nero,
“e no!!!”, ha quasi urlato Gianni, il culo glielo devo sfondare
io, tu già ti sei divertito abbastanza nella PUCCHIACCA, il CULO a
Gioia debbo farglielo io per prima, comunque stai tranquillo io
penso che dopo, ma solo dopo, alla signora non dispiacerà di darlo
anche a te, e rivolta a me ha detto, non è vero TESORO?, non
potevo che rispondere affermativamente.

Ha spostato un po’ indietro il sedile di guida e mi ha invitata ad andare a sedermi in braccio a lui, invitandomi a mettermi tra le CHIAPPE la sua superba MINGHIA.
Mi sono andata a sedere sul suo ventre, ho indirizzato la sua CAPOCCHIA all’imbocco del mio BUCO NERO e mi sono lasciata andare, a peso morto, infilandomi tutta la sua MAZZA in CULO.
Quasi svenivo dal piacere, mi sono messa ad andare su e giù ma lui mi ha bloccato dicendomi che doveva INCULARMI lui, mi ha fatto leggermente sollevare mi ha inclinato sul volante, “adesso guida tu” mi ha detto ed alzandosi ed abbassandosi sul sedile ha cominciato a darmi delle profonde VARRATE nel CULO.

Era bellissimo, sentivo il suo duro PALO di CARNE scivolarmi nelle VISCERI fino alla PALLE, sai quanto mi piace farmi fare il CULO ma questa volta era più ancora più bello perché guardavo il cugino che si era seduto sul sedile a fianco e ARRAPATISSIMO si masturbava oscenamente promettendomi di infilarmi in CULO anche le PALLE, di SPACCARMI la FREGNA e di PISCIARMI in GOLA un litro di densa SBORRA che avrei dovuto BERE fino all’ultima goccia.

Io mi SGRILLETTAVO furiosamente.
Gianni è stato bravissimo, si spostava col bacino INFILZANDOMI da posizioni sempre diverse, mi STRIZZAVA le ZINNE e mi TITILLAVA i CAPEZZOLI facendomi impazzire, si è trattenuto per un tempo lunghissimo e poi mi ha
scaricato nello SFINTERE una quantità enorme di lattiginoso SPERMA.
Quando ho sentito i primi schizzi dalla calda BRODA inondarmi il CULO non ho resistito più, ho dato un urlo ed ho goduto anch’io andandomi a sedere, sfinita, in grembo al mio stupendo INCULATORE”.

“Adesso tocca a me” ha detto Enrico.
“No!, adesso devi guidare tu” gli ha risposto Gianni.
“Ok non ci sono problemi, LA CHIAVERÒ mentre guido, spostati e fammi sedere”.
“Non muoverti di qua” gli ho ingiunto, “chi guida il camion mentre vi scambiate il posto?”
“Stai tranquilla, il mezzo per inerzia, anche senza accelerazione, continua a camminare, devi solo tenere fermo lo sterzo come quando guidi la tua macchina”, mi tranquillizzò Gianni che sfilò dalle mie NATICHE quello che rimaneva della sua stupenda MAZZA, prima di spostarsi mi leccò dietro l’orecchio e mi sussurrò “PUTTANONA sei la fine del mondo, sai come si AR****RÀ tuo marito quando gli racconterai cosa hai fatto con noi”.

“In generale lui si è sempre ARRAPATO in diretta perché è sempre stato presente, ma sono convinta che questa nuova esperienza lo ECCITERÀ forse anche di più, d’altro canto ho un metodo facile per vedere se è veramente INFOIATO, devi sapere che lui quando mi vede fare la PORCA con gli altri, specialmente quando GODO mentre mi stanno INCULANDO, e raggiunge il massimo dell’ECCITAZIONE mi viene vicino, mi blocca la testa, mi infila la sua VARRA in BOCCA fino alle PALLE e mi scarica in GOLA tutta la sua sborra, sono sicura che farà lo stesso stasera, adesso, però dovete darmi un asciugamani per pulirmi”, avevo le CHIAPPE completamente insozzate di SPERMA sentivo chiaramente la BRODA scendermi lungo le cosce.

“Tu pensa a guidare, te lo asciugo io questo bel CULONE” ha detto Enrico.
Subito dopo si è seduto alla guida e mi ha infilato nella FESSA la sua NODOSA MAZZA e mi ha detto:
“A me, invece, piace che sia la FEMMINA a chiavarmi, dai pensaci tu!. ”
“Ho cominciato una furiosa cavalcata, muovendomi per farmelo entrare da diverse posizioni”.
“Troia vedo che ti sta piacendo? sei una buongustaia ti piace il cazzo grosso nella fica, il mio come lo trovi, ti soddisfa?”.

“Altro che, è meraviglioso, è grosso, durissimo e mi arriva allo stomaco, mi stai facendo impazzire”.
“Dimmi la verità, tuo marito ti fa scopare con gli altri perché penso che lui da solo non riesca a soddisfare una grandissima troia come te, piena di voglia di cazzi, dimmi dove ti piace di più la mazza?”.
“Per me è uguale, il cazzo mi piace dappertutto, tra le mani, in bocca, nella fica, in culo, tra le tette ed adoro bere la sborra”.

“Te lo dice mai tuo marito che sei una zoccola?”.
“Si ma a lui piaccio così, ed a dire il vero è stato lui a volermi far fare queste cose, io non ci avevo mai pensato e mai ci avrei pensato, “sarà” è stato il commento dei due porconi”.
“A quel punto mi sono fermata, poi, muovendo solo i muscoli della FICA ho cominciato a fargli, come dici tu, UN POMPINO CON LA FICA.

“Gianni, ma è pazzesco, questa zoccola mi sta facendo un BOCCHINO CON LA FESSA, è meraviglioso, io la riempio subito di broda. ” e mi è venuto nella fica scaricandoci dentro un fiume di sborra.
“Non ho resistito più e sono venuta anche io, poco dopo ci siamo fermati e ci hai raggiunto tu, questo è tutto”.
“Sei sempre più una viziosa puttanona e lo sai che questo mi fa impazzire, ti amo sempre di più, sei sempre di più la mia adorabile zoccola”.

“E’ vero che sei stato tu a propormi di fare cose da zoccola, io forse non ci avrei pensato mai, ma adesso che l’ho provato ti debbo confessare che mi piace da morire, mi piace in modo viscerale, ho scoperto di essere puttana nell’anima, adesso andiamo a casa voglio essere solo la tua troia, stanotte ti debbo far morire”.
E così fu.

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