Archivio mensile:Aprile 2014

La mia modella preferita!!

Era una sera di ottobre e ricevetti un messaggio su facebook da una mia amica modella e cubista. Ero un po’ stupito nel vedere quel mex e una volta letto capì che aveva bisogno di aiuto per un problema in discoteca. Chattammo tutta sera fin quando mi diede il suo numero per chiamarla. Così feci e mi raccontò che era stata derubata e che doveva assolutamente trovare questo tizio. Mi disse anche che aveva preferito chiamare me perché mi aveva visto in quel locale molte volte perché ci lavoravo e lo potevo conoscere, ma, durante la telefonata mi disse: “sai hai davvero una bella voce” e così capì che infondo poteva esserci qualcos’altro, forse.

Chattammo per un settimana fin quando le proposi di fare qualche shitto per un lavoro che avevo e magari di uscire insieme e lei accettò subito ma mi disse che aveva un problema, dato che non abitava in città aveva il problema del rientro e io da abile don giovanni le proposi di restar da me la notte e che il giorno dopo avremmo fatto gli shitti e poi l’avrei riaccompagnata a casa.

Non credevo ai miei occhi ma mi disse che andava bene. Ero felicissimo!!
Conoscevo un po’ lei, la incontravo spesso nei locali perché faceva la cubista e immaginavo la sua personalità così fissai la sera, un venerdì.
Andai a prenderla a casa, mise il borsone nel bagagliaio e entrò in macchina, bellissima, ucraina, capelli lunghi biondi, alta 180 circa, taglia 40 con un culo che è famoso in tutta la città e una seconda di seno, una carnagione chiarissima come piace a me ed ero già eccitato.

Occhi bellissimi con un eyeliner nero fortissimo e un tubino nero in pelle. Mamma mia cosa avrei dato per spogliarla li davanti.
Come non potevo farle dei complimenti!? Lei mi disse che non si ricordava che ero così alto e che le faceva piacere perché di solito sono sempre più bassi di lei quando mette i tacchi.
La portai in centro nel locale di un amico, un posto dove fanno i migliori long Island, suo drink preferito.

Bevemmo tanto di quel long Island che eravamo già ubriachi, drink e sigarette e parlammo di tutto, delle sue origini, delle sue passioni e del mio lavoro di fotografo di moda. Il mio collega venne a trovarci e ridevamo sul set che avremmo fatto il giorno, iniziammo a prenderla in giro dicendo che sarebbe stata in intimo al freddo e che gli avremmo tagliati i capelli cortissimi, solite cazzate. Decidemmo di pagare e andare in disco.

Andammo in un altro paese, nella discoteca di un mio carissimo amico, prendemmo da bere e andammo in consolle. Lì
chiacchierammo e lei inizio a ballare, le consigliai di farsi notare perché sicuramente sarebbe stata contattata per lavorare li, io intanto chiacchierai con qualche amico e con gli occhi fissavo lei perché costantemente era assalita da maschi allupati.
Ad un certo punto quando stavano esagerando, lei si volta e di colpo la prendo e la porto via con me al bancone.

Drink, sigaretta e parlammo di noi. Mi raccontò come era fatta lei e che era felice di uscire con me perché la facevo stare bene e le davo importanza allora per alleggerire il discorso la stuzzicai un po’ sui suoi movimenti mentre balla e inizio a farmeli vedere da vicino facendomelo diventare duro di colpo. Nell’orecchio mi chiese se tutte le modelle le facevo sbronzare prima dello shooting ma gli dissi subito che non era così, insomma dovevo sempre trattenermi altrimenti sarei passato per il solito fotografo allupato.

Dopo altri drink decidemmo di andar via e con il freddo che faceva andai a prendere l’auto e passai a prenderla. Mise il cd di David Guetta a palla e via. Nel tragitto inizio a dire che aveva bevuto troppo e che non andava bene perché poi dopo sarebbero arrivati i suoi problemi. Un po’ mi turbò ma quando le chiesi che motivi, lei mi rispose: “quando bevo tanto, dopo mi vien voglia di cazzo” e iniziò subito a chiedermi in che posti lo avevo fatto e lei dopo un po’ mi disse che m’invidiava perché a causa dei genitori non lo aveva mai fatto nel letto e che aveva sempre dovuto adattarsi nell’auto, sottolineando “quindi andiamo da te?”.

Ancora non credevo a quello che avevo sentito e così gli dissi di non preoccuparsi e che andavamo a casa a bere qualcosa insieme.
Arrivammo sotto casa, parcheggiammo e salimmo. L’accompagnai in camera e iniziamo a sentire un po’ di musica mentre lei mi raccontava di altri lavori che aveva fatto. Iniziammo a bere delle vodka fin quando lei mi disse che voleva shittare una foto. Presi l’iphone e facemmo degli shitti ma poi iniziai a fotografare solo lei e mentre shittavo inizio a spogliarsi, restò in perizoma e faceva freddo così la fotografavo mentre sorseggiava vodka.

Buttai via l’iphone e mi distesi su di lei avvicinandomi alla sua bocca, lei e mi fece bere della vodka e io la baciai subito, sentivo la sua lingua calda e piena di vodka. Quel bacio era così passionale ma allo stesso tempo porco.
La girai a pancia in giù e iniziai a farle un massaggio sulle spalle per riscaldarla e mi misi sopra di lei. Sentivo che le piaceva e iniziai a massaggiare più forte le spalle e poi scesi sulla schiena e poi di nuovo sulla spalla, la massaggiavo con energia e nel frattempo il mio socio si strofinava contro il suo bel culetto.

Per un attimo lo fissai, era tondo e sodo e avevo una matta voglia di metterci qualcosa dentro, così la afferrai per i fianchi e glieli massaggiai con energia facendo muovere anche il suo bacino che strofinava contro il mio cazzo.
La misi a pancia in su e versai della vodka sulle sue labbra e le baciavo dolcemente, poi passai sul collo leccandolo e baciandolo. Versai altra vodka sul seno e poi baciai i suoi capezzoli piccoli e turgidi, succhiandoli avidamente.

Scesi con le labbra sulla pancia senza mai staccarle dal suo corpo e poi sul ventre fin quando sfilai anche il perizoma e con le stesse labbra piene di vodka riempì di baci il suo interno coscia. Era bellissimo stare lì sotto, morbida e liscia e assaporai ogni cm senza mai toccare la patatina fin quando mi mise una mano sulla testa e mi spinse contro di essa. Iniziai a mordicchiarla con le labbra e pian piano con la punta della lingua ci entravo dentro.

Alternavo la lingua a dei succhiotti sul clitoride. Adoravo leccarla e non mi sarei mai staccato da li. Iniziai a leccarle il clitoride mentre due dita si facevano strada dentro, era bagnatissima e andavo sempre più a fondo con le dita che divennero 3 e la lingua sempre più energica. Il suo ventre si stava agitando e ad un tratto urlò dal piacere mentre continuavo a accarezzarla solo con due dita dentro.
Mi fece segno di salire verso il suo viso e appena lo feci mi bacio con molta voglia ma nel frattempo mi levai pantaloni e scarpe e misi il mio cazzo contro la sua patatina e lo strofinai aprendola lungo il mio bastone.

Continuai a baciarla mentre lo strofinavo, eravamo impazziti da quel piacere e decisi di interromperlo facendolo entrare di colpo dentro…. La vidi contorcersi e morire dal piacere sotto di me mentre continuavo a penetrarla a fondo dolcemente. Le sue gambe si avvinghiarono al mio bacino e continuavo a penetrarla senza fermarmi. Mi fermai e mentre succhiavo i suoi capezzoli la penetravo solo con la cappella facendola uscire ed entrare tutta.
La girai in varie posizioni, me la godetti in tutti i modi.

Decisi di stendermi sul letto e lei mi salì sopra, scese e inizio a massaggiarlo con le mani, lo afferrò con forza ma con la bocca lo coccolava, non mi sono mai sentito meglio. Era un orgasmo e lei pensava che stessi per godere ma le feci capire che il round non era finito. Salì su di me dandomi le spalle e iniziai a scoparmela come si deve, si sentivano solo i colpi contro il sul culo e dopo un po’ sentì sempre più bagnato il mio cazzo che vidi pieno del suo sperma.

Godette due volte in questa posizione fin quando la presi di peso e la misi contro l’armadio e la scopai in piedi tenendola da una spalla e da un lato del bacino. Era un spettacolo vederla contorcere e godere in piedi, vedevo che era sfinita e lo ero anch’io e con quella visuale non potevo non godere subito. Mi sdraiai sul letto e lei inizio a farmi un pompino che non credevo ai miei occhi, gli dissi che era bravissima e mi confessò che prima si era trattenuta.

Continuò a lavorarmelo in tutti i modi e in 30 secondi sborrai come non mai. Tolse la bocca e continuò a segarmelo dolcemente mentre continuavo a godere. Non capivo nulla e solo dopo vidi che le avevo riempito il viso. Le pulì il viso e di colpo notai che eravamo sudatissimi e avevamo anche freddo. Ci abbracciammo e lei mi disse: “Ma quanto abbiamo scopato?” presi l’orologio e vidi che era passata 1 ora e 40 e tra un ora dovevamo andare in studio.

Non credevo ai miei occhi!
Rimanemmo nel letto insieme e dopo un po’ andammo a fare la doccia e poi in studio a fare lo shooting.
Siamo rimasti in contatto e ci siamo visti altre due volte ma poi ci siamo persi di vista a causa del suo attuale ragazzo.
Ogni tanto prendo le foto che gli shittai e le guardo con un po’ di nostalgia…

La mia matrigna mia ha scoperto mentre mi stavo ma

Vivo con una matrigna di 53 anni, io ne ho 30, e lei è una donna che mi ha sempre attizzato perchè è proprio come piace a me fisicamente:
formosa, con una quarta di seno almeno, gambe affusolate ma non secche, un bel sederone e sopratutto dei piedi fantastici, e questo a me fa impazzire perchè io adoro i piedi femminile e il feticismo in generale.
Una sera eravamo in casa, lei in cucina con una sua amica di circa 48 anni anche lei molto attraente, e sopratutto entrambe vestite molto sexy, probabilmente per poi uscire a divertirsi come fanno solitamente, indossavano sandali molto eleganti neri e tacchi a spillo almeno da 12.

Io nel frattempo vado in bagno e vedo che sul termosifone lei ha lasciato le sue autoreggenti nere, quelle che indossava durante la giornata, cosi le prendo le annuso e poi mi masturbo fino a sborrargli dentro.
Prima di uscire, dopo circa un oretta, la sua amica viene prima a salutarmi e cosi la vedo con questi tacchi altissimi e devo essere sincero, mi fa un sesso incredibile anche lei, non passano certo inosservate entrambe, sicuramente non andavano a casa vestite cosi!!
Cosicchè saluta me e se ne va via da sola, la mia matrigna come immaginavo se ne va in bagno insomma si prepara per andare a letto, non esce come pensavo.

Ed io son gia con l’ansia perchè penso: avrà visto le autoreggenti oppure no?
beh solo un cieco nn avrebbe notato!
Ed aspetto… lei sta 10 minuti buoni nel bagno, poi la sento uscire e………. incredibile sorpresa:
entra in camera mia e sotto la vestaglia azzurra vedo che indossa le calze nere, quelle calze nere e in fondo sono ancora bagnate di sperma si vede.
Io mi sento imbarazzato tanto da aspettarmi un ceffone o altro.

Invece no, si siede sul letto proprio dietro di me e io le dico: tutto bene, vai a letto?
lei risponde: si tra un pochino….. tu cosa fai?
poi un attimo di silenzio………
ehm niente parlo con degli amici su internet, solite cose….
e lei: ah si chissà quante cose avrai da raccontare a questi tuoi amici, sei sempre li attaccato ai tuoi computer!
sono in evidente imbarazzo io, cavolo con la coda dell’occhio guardo in basso e si vede bene la calza sporca e bagnata del mio sperma di mezzora fa.

ma non so che cosa dire pero.
Piu o meno passano 3 o 4 minuti in silenzio solo la voce del film che stavo guardando.
Poi si alza e mi dice con un sorrisetto quasi sarcastico: dai ti lascio alle tue cose, io vado a dormire, intanto ora voglio capire come funziona e che effetto fa.
ed io: effetto fa cosa?
Lei mi da una pacca sulla spalla e rispondo: lo sai bene caro furbacchione! non pensare di divertirti solo tu sai! poi facciamo due chiacchiere intanto magari rimetti a posto le cose dove le ho messe io, con quello che costano, se non ti è troppo disturbo!
lo sai che non si curiosa nelle cose intime delle donne?
Io muto e testa china……….. credo si riferisse ad una scarpa nuova che ho preso oggi, credo che la cercasse ma io l’avevo nascosta perchè era talmente imbrattata che non potevo rimetterla al suo posto.

e poi le calze indosso sporche……… boh non so che dire. ma ora sono eccitatissimo
beh a dire il vero dopo che ho visto il suo piede anzi la scarpa poggiata li e il suo odore di calza indossata mi è salito fino in gola è stato un attimo avere una erezione senza nemmeno accorgermi e lei allora abbassa lo sguardo proprio li!
Non ho nemmeno fatto in tempo ad accorgermi della cosa è stata automatica e lei visto che si è accorta mi chiede cosa avesse provocato quella reazione.

Io rosso da paura in faccia e impacciatissimo dico che questa specie di scena a me fa eccitare, che adoro la donna che si veste elegante e attraente, ma lei credo abbia gia capito che io volevo proprio quel tipo di situazione particolare per eccitarmi cosi tanto, cosi mi dice di stare tranquillo e che sarebbe rimasto un nostro segreto, ma che era molto curiosa perche’ voleva sapere che cosa si prova sessualmente a fare o vedere quel tipo di cosa, dice di non capire come una donna possa fare eccitare un uomo cosi tanto da fare diventare il pene completamente eretto solo guardando o toccando una calza di nylon o delle scarpe sexy.

Mi ha chiesto se mi piaceva guardarla con indosso il collant e sopratutto quei sandali perchè aveva notato che ultimamente sparivano piu di frequente o li trovava “strani” e se desideravo masturbarmi o toccarla, dice di voler capire questa mia ostinazione a prenderle di nascosto le sue scarpe e masturbarmi di notte, quindi vuol dire che sapeva tutto gia da chissa quanto tempo, mi dice anche che qualche volta aveva notato che sotto i miei vestiti indossavo il suo perizoma oppure che sotto le coperte avevo le sue calze per sentire il suo odore, insomma sapeva quasi tutto, incredibile.

Insomma che ho fatto cenno di sì con la testa quindi lei si mette seduta sul mio letto, accavallando le gambe con queste calze davvero molto arrapanti e intanto si era sfilata i sandali, dicendo di prenderlo pure e tenerlo in mano, che lei si sarebbe lasciata guardare solo con indosso il reggiseno e il collant, poi scherzando mi dice: il perizoma non l’ho messo perchè non lo trovo, magari tu sai dove sta? Io ero pazzo guarda un misto di eccitazione e un po di vergogna, ma tanto ormai eravamo li a parlare di ste cose, e non avevamo bevuto nessuno dei due quindi il discorso era reale.

A quel punto vedendo che io non sapevo che fare e che dire, mi abbassa un po gli slip e mi infila il sandalo proprio sul pene che stava scoppiando, non ho fatto nemmeno in tempo a respirare che sono venuto, sporcando la sua mano, il sandalo e pure me!
A quel punto mi guarda e dice: accidenti che reazione flash, adesso capisco l’effetto che ti fa sta cosa, bene comincia a diventare una cosa interessante e curiosa, spero non ti sei imbarazzato troppo visto che è un po che ti tengo d’occhio, però sono contenta che l’effetto che ti faccio è notevole!
Io non ho parole, poi uscendo si gira e mi dice ancora: a proposito poi potrei riavere il mio perizoma nuovo, vorrei indossarlo pure io!!! e mi fa l’occhiolino!
io sono rimasto di legno ma ora dopo un po ho cominciato a rilassarmi e a essere sincero sono contento di avere rotto il ghiaccio con lei!.

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 5)

LA MIA PRIMA VOLTA DA SISSYBOY (Parte 5)

– Oggi ho voglia del tuo culetto, ti vengo a prendere a scuola, liberati di mio figlio, ti aspetto in via Garigliano, la seconda a destra. Giacomo. – rimasi un po’ a pensare, era la prima volta che vedevo il suo nome, lo conoscevo da sempre come il padre di Giorgio.
– Ok – risposi. Avrei potuto dirgli di no, ma da quel giorno in cui mi aveva inculato per la prima volta, non facevo altro che pensare al suo cazzo e anche nel bagno della scuola mi masturbavo e sborravo pensando a lui.

Quando uscimmo dissi a Giorgio che dovevo andare da mia zia che abita li’ vicino e cosi’ mi incamminai verso via Garigliano.
Vidi subito la sua Mercedes blu parcheggiata, mi avvicinai e lui mi apri’ la porta da dentro, poi entrai.
Era eccitatissimo, lo potevo vedere anche dal bozzo nei suoi pantaloni. Non disse nulla, capivo che voleva fare qualcosa ma c’era troppa gente.
Mise in moto la Mercedes e si diresse fuori citta’.

Appena fuori si fermo’ ,mi prese la testa e mi diede un bacio. Mi infilo’ la lingua in bocca e cerco’ la mia avvolgendola con la sua, mentre la sua mano si infilava nei miei pantaloni e mi tirava fuori il cazzo. Poi abbasso’ la testa e me lo prese in bocca. Me lo spompino’ per qualche secondo e io venni subito. Gli sborrai in bocca e lui lecco’ avidamente tutto.
Si tiro’ su, con il dorso della mano si puli’ la bocca leccandosi le labbra e mise in moto.

– Ora tocca a te – disse – fammi un pompino mentre guido.
Mi abbassai verso le sue gambe, tirai giu’ la zip, infilai la mia mano negli slip e lo sentii duro duro.
Lo tirai fuori e lo scappellai. – Dai prendilo in bocca, dai – disse prendendomi la testa con la mano e tirandola giu’ verso il suo cazzo. Feci appena in tempo ad aprire la bocca che gia’ lo avevo tutto dentro.

Comincio’ a spingere la mia testa su e giu’ mentre il cazzo mi arrivava fino in gola e mi sembrava di soffocare.
– Muovi la lingua, leccamelo, dai……. fammi godere……ti voglio sborrare in bocca come tu hai fatto a me. –
Sentivo la macchina andare sempre piu’ veloce, avevamo imboccato l’autostrada, con la coda dell’occhio guardai il contachilometri, andavamo a 180 km all’ora.
– Muovi la lingua…..succhiamelo……. accarezzami le palle…..dai…….. – eravamo a 200 all’ora.

Sperai che sborrasse subito, avevo paura, e infatti non feci in tempo a pensarlo che un fiotto di sborra mi centro’ l’ugola e mi riempi’ la gola. Tossii, cercando di far uscire il cazzo dalla mia bocca, ma lui mi premette ancora di piu’ la testa sul suo cazzo mentre continuava a sborrare gridando, poi rallento’ e fermo’ la macchina.
Tirai su la testa, la bocca tutta sporca di sborra – Leccati le labbra…..non sprecare niente…..leccatele – mi disse.

Obbedii, ormai facevo tutto quello che mi diceva. Poi riparti’.
– Dove andiamo – chiesi
– Nella mia casa al mare – rispose – li staremo tranquilli.
Arrivammo dopo circa 25 minuti. In effetti, essendo fuori stagione, non c’era nessuno. Parcheggio’ la macchina, prese una borsa dal portabagagli ed entrammo in casa.
– Vieni – ed entrammo in camera da letto. – Vai in bagno, lavati e mettiti questo – disse mentre mi dava uno shopper rigonfio – il bagno e’ la’ – aggiunse.

Entrai in bagno, mi tolsi i pantaloni e lo slip e mi accovacciai sul bidet. Mi lavai il cazzo ed il culetto, poi mi asciugai e aprii lo shopper.
Dentro c’era un completino da donna, un reggiseno di pizzo bianco con una mutandina alla brasiliana sempre di pizzo bianco. Lo indossai, era esattamente la mia misura, poi guardai ancora nello shopper, e vidi anche una parrucca bionda dal taglio liscio e corto.

Non me la misi, ma uscii dal bagno portandola in mano.
Entrai in camera da letto, lui era sdraiato sul letto nudo e aveva il cazzo in mano, era duro, come prima in automobile e se lo stava menando con un movimento lento e ritmato.
– Metti la parrucca – disse – e vieni qui. – aggiunse.
Me la misi in testa – Vieni qui – ordino’, e me la aggiusto’ calandomela bene sulla testa.

– Come sei carina – osservo’ – sei proprio carina, la mia fighetta carina. –
Mi tiro’ a se’ e gli finii proprio sopra, mi prese fra le braccia e mi bacio, mentre sentivo il suo cazzo strusciarmi sulla pancia. Mi accarezzo’ le cosce ed il culo, poi si lecco per bene il dito medio e infilo’ la sua mano nella mutandina alla ricerca del mio buchetto del culo, poi, una volta trovato spinse il suo dito nel culo.

Ebbi un sussulto, sentivo il suo cazzo sulla pancia ed il suo dito nel culo.
– Ti piace? – mi chiese. Ero frastornato, lo guardai con gli occhi semichiusi e dissi – Si –
– Ti piacera’ ancora di piu’ fra poco, quando te lo mettero’ nel culo. – Sentii il suo dito spingersi fin dove era possibile e poi mi bacio ancora in bocca.
Mi resi conto che ero completamente alla sua merce’, volevo che mi penetrasse subito, e non si fece aspettare molto.

(continua).

La mia prima MILF

E’ la prima volta che posto una storia su questo sito e in generale, quindi sono un po’ impacciato, però spero vi piaccia, e di migliorare nelle prossime. Vorrei raccontarvi una storia che è successa l’anno scorso, nel mio primo anno da studente fuorisede, a Bari. Decidemmo con altri tre miei amici di andare in discoteca un sabato sera, dopo che tutti e tre avevamo concluso positivamente le nostre sessioni d’esame. Così, verso mezzanotte ci avviammo ad entrare nel locale, già un po’ brilli dal pre-serata: l’ambiente non era male, la musica era ottima, e le belle donne non mancavano.

Dopo qualche drink, avendo incontrato anche due altre nostre colleghe di corso, la serata, tra musica e risate stava procedendo piacevolmente.
Vado così al bancone ad ordinare un altro drink per tutti i miei amici. -“Tre Cuba Libre”- gli dico, quando di fianco a me sento chiedermi: “Ma sei siciliano?”. Così mi voltai, e vidi davanti a me questa visione celestiale: poteva avere su una quarantina d’anni, capelli neri lisci, occhi castani grandi ed intensi, con questo vestitino nero che le scendeva sinuoso come seta dalle spalle fino alle cosce risaltandone tutte le forme che madre natura le aveva donato: aveva infatti una scollatura profonda che le risaltava e separava un seno imponente di cui le si intravedevano appena le trame del reggiseno di pizzo color rosso, i fianchi prosperosi che facevano da preambolo ad un culo ancora ben sodo e procace, appena sotteso dal vestito.

Era insieme ad altre due sue amiche, anche loro molto procaci ed attraenti.
Così dopo un attimo di stupore le dico- “No, mi dispiace sono salentino”- sorridendole come un ebete. Lei ancora più stupita mi grida- “Dall’accento siete molto simili! Amo il Salento è bellissimo! Io ci sono stata l’estate scorsa e ci andrò sicuramente anche la prossima” -. Così iniziammo a parlare del più e del meno dei luoghi che aveva visitato e di quelli che potessi consigliarle, per poi continuare per altri discorsi: mi disse che era sposata e che suo marito però era sempre in viaggio per lavoro e faceva la commessa in un negozio d’abbigliamento.

Così gli offro qualche cocktail, e tra qualche battuta e qualche complimento molto gradito da parte sua, notammo con sorpresa che stavamo parlando da parecchio tempo e che si era fatto anche abbastanza tardi: infatti i miei amici vennero a dirmi che, abbastanza stanchi, tornavano a casa e mi chiesero se volessi un passaggio visto che non abitavo proprio nelle vicinanze. Mentre ero in procinto di accettare, lei mi prese la mano con forza e mi sussurrò -“Posso accompagnarti io se vuoi..”-.

Piacevolmente sorpreso e, non poco eccitato dalla sua proposta, accetto lasciando andare i miei amici, che facendomi di nascosto l’occhiolino, non nascondevano la loro invidia nei miei riguardi.
Parliamo un altro po’ e poi decidiamo di andarcene. Salendo in macchina decidiamo alla fine di andare a casa sua in modo da offrirmi qualcosa prima di rientrare, per farsi sdebitare dei drink: nonostante avessi bevuto non poco, la situazione si stava facendo troppo intrigante ed insolita per rifiutare.

Appena entrati a casa sua, salimmo le scale e, stando lei davanti, mi sbatteva praticamente sotto gli occhi quel culo perfetto e potevo scorgere perfettamente il suo perizoma, anch’esso rosso. Iniziai ad eccitarmi, e a quel punto sentì qualcosa gonfiarsi vistosamente dentro i miei pantaloni, ma cercavo in tutti i modi di tenere a freno il mio amico per non fare brutta figura.
Aperta la porta, mi sussurrò di nuovo dolcemente -” Fai piano che il bimbo dorme”- Questa cosa mi eccitò ancora di più e il mio cazzo non voleva ormai più saperne di abbassarsi.

Mi mostrò orgogliosa alcuni suoi quadri dipinti da lei, che suo marito però non apprezzava, e così era molto contenta del mio interessamento. Ci sedemmo, e dopo aver bevuto qualche buon bicchiere di vino rosso, la situazione stava diventando decisamente incandescente: nonostante facessi finta di niente, lei notò il mio gonfiore sui pantaloni, imbarazzata, e cominciò a sfregarsi le gambe l’una con l’altra chiudendole: all’immaginare quale tripudio di umori ci potesse celarsi in mezzo a quelle stupende cosce, non potei più esitare e la baciai con violenza.

Fu una liberazione per entrambi, e lei super eccitata mi mise subito la mano sopra i pantaloni iniziando a strofinarla piano ma con forza. Dopo di che mi sbottonò i pantaloni, mi buttò con violenza sul divano e lentamente si avvicinò al mio cazzo: coperto dalle mutande iniziò a leccarlo con la lingua dolcemente andando su e giù, e soffermandosi un po’ di più sulla punta del glande. Ero eccitato come un toro, e il mio cazzo era ormai più duro del marmo.

Mi leva finalmente le mutande e, guardandomi con un sorriso da vera porca, mi baciò il glande con le labbra coperte di rossetto, fino a quando se lo mise lentamente in bocca leccandomi contemporaneamente la cappella con la lingua roteando, partendo poi con un sali scendi sempre più veloce e intenso. “Oh Cristo sì!” ansimai forte, mentre godevo incredibilmente.
Lei si strofinava la mano sulla sua fica sotto il vestito, eccitatissima, così deciso a scoprire il suo tesoro, mi alzai, e mentre ci baciavamo in piedi appassionatamente, le levai il vestitino e incominciai a strofinargli il mio cazzo durissimo sul suo perizoma liscio di raso, completamente bagnato! A quel punto lei iniziò ad ansimare forte, mentre io premevo sempre di più col cazzo sul suo intimo umido di piacere.

La sbatto a mia volta con violenza sul divano divaricandogli le gambe, apprezzando il profumo intenso che il suo perizoma emanava. Lo tolgo con decisione, e mi butto a capofitto sulla sua fica rasata, leccandogli dolcemente il clitoride con la punta della lingua mentre le infilavo due dita dentro. Lei si agitava spasmodicamente di piacere, ed ansimava con forza mentre la sua vagina si bagnava sempre di più, fino a quando mi prende con violenza per i capelli dicendomi- “Scopami!”- Mi gira mettendosi di sopra e, levandosi il reggiseno, mi sbatte in faccia quel seno prorompente.

Si strofina la fica sul mio cazzo, che si fa poi scivolare dentro con un colpo secco. A quel punto sia io che lei iniziamo ad ansimare forte e, mentre lei faceva su e giù con forza io le leccavo i suoi grandi capezzoli schiaffeggiandogli le tette.
Preso dalla foga, la prendo su di me e la sbatto con forza a terra: lei eccitatissima dalla mia voglia di dominarla, ansimando sempre più forte, mi prese i fianchi e li spinse contro il suo ventre.

Iniziai così a sbatterla fortissimo, folgorato dai suoi lamenti di piacere, e spingevo talmente tanto forte che si potevano sentire gli scricchiolii del parquet, oltre che ovviamente l’impattare della mia pelle contro la sua. “Piano o svegli il bimbo” mi disse, ma più diceva così, più forte la trapanavo e più forte lei ansimava, mentre le sue tette meravigliose andavano su e giù armonicamente. Al culmine del piacere, lei mi disse-” Continua più forte ti prego, Vengo!”- e quell’attimo fu seguito dal suo orgasmo intensissimo, pieno di gemiti e spasmi e umori che fuoriuscivano a gogò dalla sua vagina, mentre mi abbracciava esausta.

Dopo di che, io arrapato come una bestia, la giro a ventre in giù, lei ancora eccitata sporge meravigliosamente il suo culo all’infuori, ed io mettendomi sopra di lei, gli schiaffeggio le sue chiappe sode, poi gliele separo e inizio a leccargli la fica bagnatissima mentre contemporaneamente le infilo un dito nel culo. A quel gesto lei inizia ad urlare di piacere, facendo su e giù con i fianchi, mentre io le infilavo interamente la mia lingua nella vagina e con il dito facevo dentro e fuori nel suo stretto buchetto.

Successivamente, le infilo lentamente il mio cazzo, tenendola dai fianchi e baciandole la schiena, iniziando poi a scoparla, dapprima dolcemente, e poi con sempre più forza.
La sborrata era imminente, così le dico -” Voglio venirti sulle tette”-. Allora lei mi dice con sguardo ammiccante -” Allora ti faccio una sorpresa”- dicendomi di chiudere gli occhi. Quando li riapro le sue tette erano piene d’olio, completamente oleate e lucide: Una visione paradisiaca! Se le accarezzava sensualmente toccandosi i capezzoli, e la mia voglia di venirgli addosso era ormai incontenibile.

Mi misi di sopra al suo ventre violentemente sovrastandola, lei mi strinse il cazzo tra le sue abbondanti tette oleose, ed il mio membro iniziò a scivolare velocissimo ed intensamente, mentre lei mi guardava standosene con la bocca aperta sorridendo. Al culmine, le sborrai copiosamente sul suo bellissimo dècolletè e sul suo impareggiabile seno, inondandole anche la faccia. Lei continuava a sorridermi soddisfatta con quelle labbra ricoperte di sborra e rossetto.
Fu l’orgasmo più intenso e piacevole che avessi mai provato, nonchè la prima volta che ho scopato una MILF.

Ma la cosa che mi colpì di più fu che malgrado il casino il bimbo non si svegliò! :).

Con la vicina di casa

Da un paio di anni accanto a casa mia è venuta a vivere una giovane coppia con 2 figli. Ma ovviamente io vi parlo solo di lei: si chiama Laura, molto alta, seno abbondante, e con quei giusti fianchi che gli rendono quel culo perfetto. Diciamo che gli ho dedicato molte seghe a lei. Un giorno rimasto solo in casa mi misi su xhamster per smanettarmi un pò con i video e alzai il volume (mi piace farlo quando so che i miei sono abbastanza lontani da non poter rientrare subito e scoprirmi).

Così ero a smanettarmi quando sento la voce della mia vicina nel atrio del palazzo. Guardo dal occhilino e vedo lei che stava lavando a terra e che visione a vederla piegata con quel bel culone così decisi di passare la mia sega dai video a lei. Improvvisamente mi bussò così subito mi rialzai la mutandina col pantalone del pigiama e la aprii. Mi chiese se avessi la cera così io gli dissi di venirla a prendere nel bagno facendo cenno di seguirmi.

Venendo nel bagno passò davanti alla mia camera dove avevo dimenticato il computer con i video porno e il volume aperto, vedendoli disse lei << ah vedo che ti ho disturbato nel tuo meglio>> io mi resi conto che aveva visto il pc e dissi << scusa>> e andai a chiudere il computer facendomi una stretta di cazzo con la mano>>. Lei vedendo questo gesto riaprì il computer e disse << fammi vedere se almeno hai bei gusti>> e vide nella ricerca scritto <<GIOVANE VICINA SI SCOPA RAGAZZO>> e disse <<ah, però>> a questo punto mi venne l’istinto e gli misi una mano sul culo e l’altra la inizia a palpare il seno.

Lei si scostò e si avviò verso la porta mentre io rimasi in camera mia deluso sentendo la porta sbattere bruscamente e pensando che si fosse arrabbiata e andata via e invece la vedo entrare nella camera con i leggins abbassati!. Disse << la porta va chiusa>> e mi fece occhiolino così subito gli tolsi maglia e reggiseno e mi buttai con la testa nelle sue tette magnifiche. Lei mi fece cenno di andare sul letto così la portai in camera dei miei genitori dove si tolse definitivamente anche i leggins e le mutandine.

Non credevo ai miei occhi avevo la mia vicina sul letto a gambe aperte così mi lanciai con la mia lingua nella sua bella vagina. La sentivo bella calda, bagnata lei prese il mio cazzo in mano e se lo mise in bocca e con quelle labbra carnose mi leccava dalla cappella fino ad arrivare alle palle (era davvero un succhiotto bellissimo) poi iniziò a succhiarlo in un modo focoso da impazzire dovetti staccarla dal cazzo e glielo misi dentro.

Mentre glielo infilavo la baciavo sul collo e poi iniziammo a slinguazzare mentre lo prendeva tutto dentro e godeva ma non vedevo il momento era arrivato l’ora del culo (sarebbe stata la mia prima volta che avrei penetrato un culo) che tanto desideravo sopratutto il suo. Ma il tempo di infilarlo e sborrai ma non volevo arrendermi così con la sua voglia anche aspettammo qualche minuto che mi venne di nuovo bello eretto e la presi da dietro e finalmente me la inculai.

Inculavo forte mentre la sentivo godere e godevo insieme a lei. Feci una bella mezz’oretta circa anale abbondante fino a quando non la sborrai in faccia. Lei però riprese il mio cazzo che ormai aveva sborrato già 2 volte e se lo rimise in bocca regalandomi un ultimo pompino focoso e darmi la visione della sborra che usciva dalle sue labbra. Dopodichè si rivestì velocemente e uscì per non rischiare ad un eventuale rientro dei miei genitori.

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primo incontro

Primo incontro

Gwendy parcheggiò la vettura e tremante percorse i pochi metri che la separavano dal luogo dell’appuntamento ; come da ordini ricevuti indossava reggicalze nero di raso e calze di nylon con la riga , mutandine nere a perizoma in lycra. Una gonna stretta al ginocchio in lycra rossa ed una camicetta in raso rossa con guanti in raso lunghi al gomito. Ai piedi aveva messo un paio di decoltè di vernice rossa con cinghietto alla caviglia ; per coprire gli abiti che la facevano sembrare una vera puttana Gwendy aveva indossato un’impermeabile nero lucido di vinile ed un foulard annodato al collo , ma il risultato era quello di accentuare l’aspetto da troia.

In una borsa da viaggio erano riposti molti dei foulards della sua collezione che aveva portato per ordine del Padrone.
Per fortuna quasi nessuno a quell’ora del mattino passava per la strada ; traballante sui tacchi 12 cm. Gwendy salì le scale fino all’interno indicatole dal Padrone ; la porta era aperta e sul tavolo al centro della stanza Gwendy trovò un paio di manette , dei tappi per le orecchie ed un foglio di istruzioni.

In piedi vicino al tavolo , come da istruzioni Gwendy si infilò i tappi nelle orecchie ; poi prese dalla borsa un foulard nero 40 x 40 e appallottolato lo infilò profondamente dentro alla bocca riuscendo a fatica a contenerlo.
Con un altro foulard si imbavagliò stretta in modo da non poter espellere il tappo di seta :
quindi strinse ad un polso una delle manette prima di procedere con il resto della preparazione.

Con un foulard si bendò gli occhi e quindi un altro lo mise sul capo fissandolo strettamente sotto il mento.
Spostando un lembo della benda fece uno squillo al Master che attendeva il segnale , poi mise i polsi dietro la schiena e fece shittare le manette.
Immersa nel silenzio totale e nel buio profondo , Gwendy era in piedi nel mezzo della stanza.
Il tempo passava e niente accadeva ; non potendo ne sentire ne vedere la schiava cominciò ad avere problemi di equilibrio.

Tra l’altro le manette cominciavano a segare i polsi della schiava che iniziò ad agitarsi : oramai senza equilibrio Gwendy cade rovinosamente sul pavimento.
E li rimase a lungo agitandosi inutilmente per tentare di allentare la morsa delle manette ai polsi e mugolando inutilmente in cerca di aiuto.
Gwendy si muoveva scompostamente sul pavimento della stanza da oramai lungo tempo e la disperazione prendeva corpo nella mente della schiava ; stava per scoppiare in lacrime quando avvertì sul volto il tocco morbido della seta di un foulard : il Padrone era li accanto a lei che la osservava.

Gwendy si sentì tranquillizzata dalla presenza del Master : il Padrone la rialzò dal pavimento.
La schiava venne condotta dal Master in un luogo non molto distante , probabilmente un altro appartamento limitrofo e li le caviglie vennero incatenate e legate ai polsi.
Ora era in piedi , incatenata , sempre in equilibrio precario mentre il Master provvedeva a legarle
le braccia all’altezza dei gomiti.
Per la prima volta nella sua vita Gwendy si sentiva totalmente nelle mani di un estraneo che poteva disporre di lei come avrebbe voluto …… e si sentì spaventata ma eccitata al contempo.

Le mani abili del Padrone sostituirono le manette e le catene alle caviglie e ai polsi con altrettanti foulard abilmente e strettamente legati : ora Gwendy era seduta su di una panca in attesa di ulteriori eventi.

Fine prima parte.

Senza parole

Mezzanotte. Annoiato, qui su Xhamster provo a fare conversazione con qualche donna.

“Ciao, come mai da queste parti?”.

Sì, la frase d’abbordaggio non è granché, ma le energie a quest’ora sono poche, e non ho voglia di spremermi in frasi fantasiose.

Un tentativo dopo l’altro, tutti cadono nel vuoto. Vedo che le donne sono online, ma penso che abbiano ben altro da fare piuttosto che rispondere a me.

L’approccio non è niente di che, in più nel mio profilo c’è qualche foto del mio uccello, e poco altro. Perché una donna dovrebbe rispondermi? Me lo chiedo anch’io. Ma qui a Milano piove. E non ho sonno. E non ho voglia di masturbarmi davanti a uno dei soliti video, vorrei parlare con una donna, stasera, non mi importa che sia una strafiga, ma voglio una donna dall’altra parte dello schermo, o almeno credere che sia così.

Prova e riprova, ecco una risposta. La donna si presenta. Il suo nome è Laura. Anche lei di Milano. Cominciamo parlando delle solite stupidaggini. Certo il suo profilo è peggio del mio, neanche uno straccio di foto, solo un avatar in cui si intravede qualcosa. Si lascia scappare durante la conversazione che vive in un viottolo in zona Lorenteggio. Conosco casualmente quel viottolo, ci abita un mio lontano parente, saranno tre-quattro palazzoni in tutto, non di più.

La conversazione prosegue, la convinco dopo tanti sforzi a mandarmi via mail qualche foto di lei. Il marito non c’è, e rimarrà fuori tutta la settimana, lei è a casa da sola. Dopo qualche minuto di attesa, vedo che la posta è finalmente arrivata. Niente male però! Non sarà una liceale, ma ha un corpo armonico, formoso e con le curve che piacciono a me. Noto una cosa però: nell’header della mail leggo il suo nome e cognome.

Ho un pensiero in mente. Folle? Sì. Accendo il mio tablet, mi serve. Esco in tutta fretta di casa, continuando la conversazione sul tablet. Saranno tre-quattro chilometri, non di più. A quest’ora poi sono pochi minuti in macchina.

– Alla fine non mi hai detto perché a quest’ora sei ancora sveglia
– Stasera ho solo voglia di toccarmela un po’. Ti va di aiutarmi?
– Dimmi come?
– Voglio immaginare un bel ragazzo con un grosso arnese che mi soddisfa, che non mi da tregua.

– Sono qui per questo …
– Allora caro datti da fare e … fammi sognare

Nell’arco di queste battute ho già raggiunto il viottolo dove abita. Sì, sono quattro palazzi, ma enormi. Comincio a scorrere i nomi sui citofoni frettolosamente, mentre continuo la conversazione.

– Allora, c’è qualcuno che sta bussando alla tua porta, adesso. Dai un’occhiata allo spioncino, sono io, mi hai dato il tuo indirizzo e mi sono precipitato a casa tua
– Uhm si, non male, vai avanti….

Sono fortunato, il palazzo è il primo. Scavalco il cancello, e fortunatamente qualche sbadato ha lasciato il portone del condominio aperto. Salgo le scale, sempre col tablet in mano.

– Tu mi aspetti in accappatoio. Non mi fai neanche aprire bocca. Non vuoi sapere chi sono, da dove vengo, cosa voglio. Quello che vuoi è soddisfare te stessa e la tua figa. Dai subito un’occhiata a quello che ho tra le gambe.

I jeans comprimono, ma la sola vista di te mi ha fatto infoiare. La cosa ti piace, ti piace sapere che mi fai eccitare così tanto.
– Si mi piace eccitarti porcellino mio
– E a te piacerebbe trovarti in questa situazione?
– Da morire …

Sono davanti alla porta di casa sua, sento un lontano rumore di tv. Mi faccio coraggio e busso. La tv zittisce. Mi metto in bella vista di fronte allo spioncino.

Sento il leggero rumore metallico, e immagino lo sguardo dall’altra parte. Giro il tablet che ho in mano, le mostro la pagina di Xhamster. Secondi, interminabili secondi. Alla fine la porta si apre. E la situazione che mi trovo davanti non è molto diversa da quella del racconto che avevo iniziato, compreso l’accappatoio che avvolge il suo corpo sensuale. Mi invita a sedere sul divano. Non abbiamo ancora parlato. Non so se siamo davvero soli a casa, se c’è qualche motivo per stare in silenzio.

Ma so che sono lì solo per soddisfarla, e non devo chiedere o pretendere altro. Mi accarezza, lì. Ma per adesso vuol farmi soffrire, non vuole liberarlo subito, ho i crampi per quanto sono eccitato. Intravedo la scollatura nell’accappatoio, vorrei saltarle addosso, ma stasera è lei la mia padrona, e decide lei, tutto. Mi prende per i capelli, penso già alle nostre lingue che si intrecciano in un mulinello fradicio. Ma mi sbaglio. La testa me la spinge più in giù.

Con un gesto improvviso scosta l’accappatoio e mi prende la mia testa tra le gambe, e me la spinge giù. Sento un calore assurdo, improvviso. Il profumo che emana la sua figa mi lascia senza fiato. Comincio a leccarla dolcemente, piano piano, ma sento le sue unghie che affondano tra i miei capelli fino a farmi male. Capisco che stasera non se ne fa niente della dolcezza. Allora comincio a leccarla furiosamente, fino a mordicchiarle il clitoride.

Comincia a mugolare. E’ la prima volta che sento la sua voce. O almeno un flebile lamento. So che le piace, ma è il momento di andare oltre. Mi succhio rapidamente il medio e l’anulare, li faccio scivolare dentro di lei mentre con la lingua continuo a stuzzicare il clitoride. Non so chi lei sia e cosa le piaccia, ma ci provo. Col mignolo le stuzzico il buchino, e sento che si appoggia sopra, vuole che affondi anche con quel dito, nell’altro buco.

Sento le contrazioni della sua figa che mi risucchiano le due dita, mentre i suoi liquidi cominciano a scivolarmi giù per il braccio. A un certo punto si sposta, e mi spavento. Avrò osato troppo? Magari qualcosa le ha dato fastidio. Non è così, è solo il momento di cambiare. Ha voglia del mio uccello. E’ un attimo, improvviso, ma che sembra durare in eterno. I miei pantaloni e i miei slip quasi me li strappa di dosso, e si avventa sul mio cazzo.

In fondo sono lì per quello, e adesso vuol vedere com’è e se funziona bene. Il suo non è un pompino, è un vortice furioso col quale sembra mi voglia risucchiare l’anima. Mentre mi stringe i pettorali fino a lasciarmi i segni, succhia, e succhia ancora, è una mantide affamata di cazzo, e io ho già la sborra pronta a schizzare. Ma lei è la mia padrona stasera, e la devo soddisfare fino in fondo, fino in fondo … Allora per la prima volta prendo io l’iniziativa.

Devo farlo. Al ritmo del suo pompino, mi rimarrebbero solo pochi istanti ancora. Sono io stavolta a staccarle la testa dal mio uccello, con una fatica immonda. Lei capisce il perché e non protesta. Mi prende per un braccio e mi porta sul letto. Si appoggia sul letto a cosce aperte, e mi invita a entrare dentro di lei. Non voglio essere brusco, ma il cazzo letteralmente sprofonda nella sua figa allagata. Sento i rumori dei suoi liquidi ad ogni colpo che le do, mentre lei è aggrappata alle mie braccia e io vedo i segni sanguinanti delle sue unghie.

Io sono su di lei, ma mi vuole far capire che a dominare è lei, anche in questa posizione. Mi blocca con un piede dietro la nuca, mentre con l’altro si fa largo nella mia bocca costringendomi a succhiarlo avidamente. Non sa che questa cosa mi eccita da morire, ma se ne accorge subito perché sente che i colpi diventano sempre più violenti, quasi a volerla sfondare. Adesso è il momento di cambiare. Non dice nulla, ma si divincola da me, mi porge la sua schiena e si piega con la faccia sul letto invitandomi a prenderla da dietro.

Io appoggio le mie mani sul suo culo, e la penetro con un colpo secco violentissimo. Rimane quasi sorpresa, il suo urlo è a metà tra il piacere e il dolore. Continuo così, attento a sentire i versi che escono dalle sue labbra. Quando capisco che non c’è più dolore ma solo piacere, spingo ancora più forte, fino a farla sussultare ad ogni colpo. Lei poggia in basso una spalla contro il letto, e con la mano alterna sgrillettate a palpate di coglioni, vuol sapere quanta ce n’è dentro, quanta ne vedrà di lì a breve.

Si sfila l’uccello, e si mette accanto a me. E’ sdraiata su un fianco, la sua testa a pochi centimetri dal mio uccello e con le gambe tiene stretta la mia faccia. Ma ha capito prima che c’è una cosa che mi piace di più, allora mi spinge la testa indietro e mi pianta i suoi piedi in faccia. E’ un attimo, appena lo fa la sega con la quale ha deciso di prosciugarmi l’uccello esplode in una sborrata folle, vede i fiotti che escono uno dietro l’altro, uno, due, tre, quattro … scosta la testa all’indietro, ma non puoi evitarne uno che le finisce dritto sulle labbra.

Sono bagnato del mio stesso seme, la cosa la eccita da morire, ne prende un po’ con le dita e comincia a massaggiarsi la figa. Quindi, come ultimo gesto di superiorità, si siede sulla mia faccia costringendomi a leccare i liquidi miei e suoi. Dopo qualche istante si siede sul bordo del letto. E mi guarda. Il suo sguardo mi dice tutto. Mi rivesto, dopo essermi ripulito sommariamente. Mi raggiunge mentre sono sull’uscio della porta.

Mi prende per le guance e mi bacia, mentre le lacrime cominciano a scendere copiose. Non voglio, non posso chiedere niente. Entro in macchina, torno a casa. Sono le tre. Mi butto sul divano, vestito e con la pelle che sa ancora di lei. Poche ore di sonno prima di tornare a lavoro. Alla solita vita. Il pomeriggio dopo sono di nuovo al pc. Il suo profilo è scomparso. Potrei … no, meglio di no.

E’ stato come un sogno, quasi un sogno, della durata di poche ore. Di lei ho solo i segni delle sue unghie addosso. A breve spariranno anche quelli.

La zia:”Quel demonio di mio nipote”

L’ho sedotto io, mi ha sfiancata lui!
Mio nipote mi faceva pena perché, superati da un bel pezzo i diciotto anni, non aveva ancora toccato una donna. Così approfittai quel pomeriggio che sapevo che era da solo a casa per andarlo a trovare. Iniziai quasi subito a parlare dell’argomento, per capire se avesse voglia di provare a farlo con me, che sarebbe rimasto un nostro segreto, che gli volevo bene e che volevo la sua felicità.

Mi sono offerta a lui per svezzarlo e sarà stata per la voglia arretrata, oppure perché realmente possiede tutto quel calore erotico, fatto è che sono uscita da casa sua dopo non so quante ore, con le cosce alla cavallerizza e i pertugi del basso ventre arrossiti di brutto!
D’accordo, lo confesso senza difficoltà, sono una gran troia. Aggiungo: e allora, chi se ne frega?
Del resto, se noi donne possiamo, non badiamo a moralismi di sorta e ce ne freghiamo dei cosiddetti e fastidiosi freni inibitori.

La verità è che trombare è trombare, e che trombare è bello. Quindi non rompetemi le shitole criticando la seduzione a cui ho sottoposto di recente Mirko, mio nipote. Lo so, lo so, in famiglia certe cose sarebbe meglio evitarle… ma in fondo che cosa ho fatto di male? Anzi ho fatto una buona azione e ciò mi riempe la fica di orgoglio.
Mirko, insomma, era troppo imbranato. Possibile mai che un giovane come lui, figo come un modello, robusto di spalle e di torace e, dulcis in fundo, con un cazzo lungo da far sborrare solo a vederlo, fosse vergine a ventitré anni? Dico: ventitré anni, con i tempi che corrono, suvvia, era una bestemmia erotica… Quindi non era né possibile né tollerabile che Mirko non avesse mai conficcato, neanche per una mezza volta, il suo pisellone nella figa di una troia, anche di una a pagamento dico io, ma niente, manco con le puttane di strada era andato… proprio io che, da parte mia, troia lo sono ma non a pagamento!
Mi dicevo che, essendo una vacca senza ritegno, dovevo fare di tutto per sbloccare la sua delicata situazione sessuale.

Forse ho esagerato, questo sì. Il pomeriggio in cui mi ha scopato, dovevo evitare di dargli anche il culo, su questo faccio ammenda. Avrei dovuto accontentarmi di andare lì con la minigonna, perizoma sexy e mostrare, mediante studiati scostamenti delle cosce, le mie calze autoreggenti nere a rete da puttana. Avrei dovuto, quindi, baciarlo e palparlo, tirandogli fuori il cazzo dai pantaloni per sparargli una sega di verifica, in modo da assicurarmi che il suo uccello fosse ben in tiro e, probabilmente, mi sarei dovuta spingere a fargli pure un pompino, leccandogli un poco le palle, tanto per non rimanere completamente a bocca asciutta.

Invece no, io non solo ho fatto tutto questo ma poi, dopo il bocchino, mi sono anche stesa sul tappeto del salotto dove avevo consumato la mia opera di seduzione e ho allargato le gambe, urlando: “adesso chiavami, coglione!”. Mirko, d’altra parte, una volta sextenato, non si è più voluto fermare.
Aveva, poveretto, da recuperare un bel po’ di anni di repressione. Così, con il cazzo ormai bello in tiro, con il sangue alla testa e con una faccia (finalmente!) da a****le in calore, mi è venuto sopra e con un colpo secco ha cercato di mettermelo dentro.

Ma ha sbagliato mira, del resto è comprensibile, l’emozione della prima volta, cose che capitano…
Gliel’ho preso in mano, mentre lui tentava di mettermelo dentro ma senza riuscirci, e io stessa ho appoggiato la punta dell’attrezzo enorme sull’imbocco della mia sorca fradicia di voglia. Il palo è entrato subito, una volta trovata la strada ed io, di conseguenza, mi sono ritrovata ripiena come un bignè ma non di crema bensì di carne turgida e rosa!
“Chissà quante ragazze avrà desiderato, poveretto! Guarda che voglia che ha nelle palle!” mi dicevo io, piena di pietà, fra un gemito ed un grido di piacere, mentre lui mi chiavava con la forza di un locomotore, preciso nei colpi e negli affondi di glande.

“Chissà quante seghe si sarà sparato, pensando alle donne che desiderava o guardando filmini porno!” proseguivo a riflettere, mentre mio nipote mi sconquassava nella pecorina più atomica della mia vita.
Mi aveva piazzato lui a novanta gradi, ormai se la poteva cavare da solo così l’ho lasciato fare. D’altra parte sapeva cosa fare, di giornaletti porno di certo ne aveva sfogliati a centinaia, chissà quante volte avrà sognato di vivere quelle posizioni con il cazzo duro mentre si masturbava! Così, quando il ragazzotto mi ha fatto il culo, io non ho più pensato che avrei dovuto mettere un limite alla mia bontà sessuale.

In fondo, come avrei potuto limitarmi ormai? Per come godevo e urlavo penso che fosse impossibile dare un taglio a quell’avventura dal sapore i****tuoso. Forse era proprio quel sapore, così perverso, che mi ha portata fino al punto di far sborrare mio nipote dal canale sfinterico. Ma, udite udite, mica se n’è stato calmo, poi… macché, la sua bestia dura è tornata su dopo due secondi, io ancora dovevo riprendermi dalla cavalcata anale, mi sono trovata supina, con lui ancora sopra che pompava.

Questa volta il pertugio della sorca lo ha trovato subito, Mirko è uno che impara in fretta… tutto sua madre… ma questa è un’altra storia… comunque, ho ripreso a montarmi, e con forza! Era più arrapato di prima! Trapanava selvaggiamente, bum, bum, bum, menava colpi di cazzo incredibilmente potenti, ancora bum, bum, bum, io ondeggiavo sotto le sue spinte e venivo, perché anche una frigida sarebbe venuta con un trattamento del genere, figuratevi quanto miele dalle ovaie ho buttato fuori io, che frigida non lo sono neanche un poco.

Mi eccitava mentre mi diceva che sono una vecchia porca, che era orgoglioso di avere una zia maiala, che sognava sempre di scoparmi da quando era piccolo invidiando tutti quelli che ospitavo tra le gambe, che ero l’oggetto proibito delle sue seghe poiché desiderava sempre avere un i****to con me, sapendo quanto puttana sia sempre stata da come mi descriveva quella vacca di mia sorella nonché sua madre! Mi diceva che adorava il mio fisico vissuto, le mie tette grandi e cascanti, la pancia sfatta da donna che non le frega un cazzo di essere perfetta ma che dimostra di essere una maiala, del mio culo flaccido e rotto, della mia grande figa slabbrata e sfondata dalle migliaia di uccelli che ha ospitato sempre volentieri, al punto che ero tutta bagnata dall’eccitazione!
Così Mirko s’è fatto la seconda, ha spruzzato la sborra, abbondante come la prima volta, sulla mia pancia.

Tutto finito? Niente affatto: dieci secondi, più o meno, ed il cazzo era nuovamente in erezione… un vero toro da monta! Questa volta mi sono sistemata io ma sopra di lui. Mi sono detta “magari se lo scopo io, riesco a sfinirlo!”. Ci ho provato. Ho pompato e ruotato la figa come meglio sapevo fare, risucchiandogli il cazzo e lui è venuto per la terza volta. Ho osservato il suo cazzo moscio, intimorita di rivederlo guizzare verso l’alto.

Sono passati alcuni secondi, ho iniziato a rilassarmi ma, al trentesimo secondo la stanga a rincominciato a gonfiarsi ed io, senza aspettare che diventasse dura, mi sono sistemata a cosce aperte, aspettando il quarto attacco di quel demonio di mio nipote…
Che gran gioia! Mi prese con dolcezza, mi bacio a lungo sulla bocca con la lingua, mi sussurrò all’orecchio “zia, ti voglio! mi piaci! mi ecciti!”, estrasse il cazzo per un po’ e mi leccò amorevolmente la figa infiammata, palpandomi le tette e il culo, inserendomi qualche dito dentro al buco.

Gli menai il cazzo e cercai di riprenderlo in bocca. Mentre affondava le sue dita tra i miei capelli per ritmare il movimento del pompino, il cazzo divenne enorme, gli leccai tutta l’asta, il glande e le palle sotto fino al buco del culo. Stavolta infilai io un dito in culo a lui e ricambiò la cortesia con sospiri di gioia. Non resistetti un attimo in più, vedendo il cazzo spasimare nuovamente: mi distesi e glielo presi in mano per infilarmelo dentro alla mia figa bagnatissima e vogliosa.

Mirko diede dei colpi ben assestati, proseguimmo per diversi minuti, continuò a pomparmi senza sosta fino a che non godetti copiosamente e lussuriosamente urlando: “amore, che bel cazzo che hai! come ti desidero! godi anche tu!” e al libidinoso comando, tolse il cazzo dall figa, me lo ficcò in bocca e mi inondò tutta la gola di sborra dicendomi: “zia, ti amo tanto!”.

Le liceali con il vizietto dell’amplesso

Per il pompino Raffaella non si fece pregare: dieci secondi e il mio pisello stava già dentro la sua bocca inzuppata. Spompinò con ardore, mentre io le facevo scorrere le immagini del cazzone (…)

Sono uno studente universitario, vivo in un quartiere piuttosto elegante di Roma, e sono un po’ sfigato con le ragazze. Vi racconto però in che modo ho potuto vivere esperienze sessuali soddisfacenti, nonostante la mia mancanza di fascino e di capacità con l’altro sesso, sfruttando la bellezza dei miei amici più cari (e la troiaggine delle mie amiche parioline…).

Spero che anche voi, se avete difficoltà ad approcciare con l’altro sesso, possiate trarre esempio dalle mie gesta: tanto di amici carini e di ragazze troie il mondo ne è pieno!

Alla fine del primo anno di Università, superato con discreti risultati, andai in vacanza a Santo Domingo con il mio amico Paolo: un vero sex-symbol nella zona, ed in più anche simpatico. Io già ero d’accordo con le mie amiche innamorate di lui su di un progettino che avevamo curato con cura prima della partenza: si trattava di recuperare materiale fotografico di quel fusto, possibilmente senza vestiti, mettendo in risalto soprattutto la plasticità del suo uccello, la cui bellezza aveva oramai fatto notizia tra le ragazze del gruppo.

In cambio avrei ottenuto qualcosa di ancora imprecisato, su cui ci saremmo accordati al mio ritorno, a seconda della ricchezza del materiale prodotto. Ed io non avevo dubbi sulla ricchezza del materiale che avrei rimediato, perché riuscii sin dal primo giorno a fotografare Paolo completamente nudo approfittando del suo sonnellino serale.

Di ritorno dalla spiaggia, infatti, dopo la consueta partitella di pallone con i ragazzi del luogo, che puntualmente ci umiliavano in ogni modo, ci infilavamo sotto la doccia di filato.

Poi, prima di cena, cotti dal sole, ci buttavamo ciascuno sul proprio letto. Lui però era solito farlo nudo, anche a causa del gran caldo. Ecco che io allora, atteso che si riaddormentasse, mi infilavo in camera sua e cominciavo a fotografarlo, con degli zoom impressionanti sul pene, che riuscivo a ritrarre co un’attenzione davvero incredibile per i particolari. Di ritorno dalla vacanza avevo in una cartella della memory-card della mia macchina fotografica qualcosa come 200 foto di Paolo, ripreso in ogni particolare del suo corpo abbronzato prestante ed atletico.

A Raffaella, mia referente principale nel progetto delle foto, di ritorno a casa, ne feci vedere solo alcune in anteprima, e molto di sfuggita, da lontano, attraverso il piccolo display della macchina. Non appena lei comprese il valore del materiale che le avevo riportato dalla vacanza, quasi non credeva ai suoi occhi. Cominciò, io credo, ad eccitarsi, come potei dedurre dal mutamento del suo volto. Una persona che si eccita come una cagna e perde il controllo dei propri sensi infatti la si può forse riconoscere dagli occhi, perché divengono più lucidi e le pupille si sgranano.

Fateci caso… Lei si eccitò molto ed io ne approfittai per iniziare a dettare le mie condizioni. Per vederle, lì, ora, tutte, con calma, mi doveva anzitutto spompinare per benino, con ingoio, s’intende.

Per avere le foto a sua disposizione, invece, volevo che lei rischiasse tanto quanto avevo fatto io e mi procurasse foto simili delle sue amiche fichissime: Giulia, bionda occhi azzurri, elegantissima, con quelle tette enormi; Lavinia, piccolina, minuta, una che non te la dà nemmeno se la paghi, con la puzza sotto al naso; la sua coinquilina Sara, alta, magra, mora, occhi blu, culo perfetto, bellissima; ma soprattutto Giorgia, il desiderio erotico di chiunque di noi: mora capelli lisci lunghi, carnagione olivastra, occhini grandi neri, un corpo semplicemente perfetto.

Un desiderio proibito.

Per il pompino Raffaella non si fece pregare: dieci secondi e il mi pisello stava già dentro la sua bocca inzuppata. Spompinò con ardore, mentre io le facevo scorrere le immagini del cazzone di Paolo sul display e lei le guardava con avidità. Sognava magari dentro di sé che il pisello che aveva in bocca fosse quello bello, lungo, liscio, scuro, levigato, dritto, curvato verso l’alto, di Paolo. Le sborrai piuttosto in fretta una discreta quantità di sborra, che ingoiò con un primo colpo, salvo un po’ che le colò fuori dalle labbra, attaccandosi attorno al mento, così che dovette raccoglierla con la mano e riportarsela in bocca per un secondo sorso.

Poi si guardò le foto con calma e mi promise, prima di andarsene, che avrebbe fatto il possibile per accogliere le mie richieste.

Le prime 20 foto, le più caste, se le guadagnò nel giro di 24 ore, quando si presentò a casa mia con i negativi di un paio di rullini di foto di Giulia dell’estate precedente, fotografata in spiaggia mentre prendeva il sole in topless. Di meglio, su Giulia, non poteva davvero darmi.

Di per sé potrà sembrare poco, lo capisco, rispetto al rischio che avevo corso fotografando Paolo. Ma dovete capire che da un po’ girava la voce dell’esistenza di quelle foto, shittate durante una vacanza tra amiche in Calabria, in cui Giulia compariva in topless. Ed io sapevo che Raffaella le aveva e speravo davvero che le avrebbe messe in comune con me. Finalmente le ebbi: Giulia appariva abbronzantissima, sorridente, a tette al vento: delle tette grandi e polpose, ma meravigliosamente curvate, irregolari insomma, di una forma particolare…

Altre 50 foto Raffaella venne a prendersele la settimana dopo, schiava dell’esigenza di possedere quei reperti che evidentemente stavano mandando in tilt il suo desiderio.

Mi portò del materiale straordinario: la sua coinquilina Sara fotografata sotto la doccia, a letto, in camera senza reggiseno, ed anche con il pelo di fuori. Gliele aveva shittate lei stessa per scherzo, come forma di complicità. Le foto erano carine e divertenti: in una, per gioco, Sara, con indosso solo un paio di slippini, prendeva una banana e se la infilava in bocca e tra le tettine. I capezzoli erano proprio come me li ero immaginati: scuri, lunghi, grinzosi.

Il pelo della fica era nero, folto ma concentrato in verticale, non diradato in larghezza.

Con le foto di Giulia prima e di Sara poi mi feci delle seghe straordinarie. Non riuscivo a smettere di guardarle.

Sapendo della passione per Sara del mio amico carissimo Alessandro, mi decisi a fargli sapere che avevo delle foto interessanti. Lui impazzì all’idea di vedere le foto di Sara. Voleva perfino darmi dei soldi.

Io ero un suo amico carissimo, in quel periodo stavamo sempre assieme, però non volevo neppure perdere l’occasione di rimediare, sempre con la tecnica dello scambio, qualcosa di utile per la mia vita sessuale. Lui in quel periodo si scopava una biondina niente male, che sinceramente ora non ricordo come si chiamava. Una tipa un po’ scema, ma davvero carina. Gli fornii la telecamera che mi avevano regalato alla cresima, gli spiegai come utilizzarla e la cosa fu fatta nel giro di 24 ore.

Lui la nascose in camera da letto sotto un mucchietto di vestiti e riprese tutta un’intera scena di sesso tra i due, insistendo anche con la malcapitata in modo che si esponesse bene verso l’obiettivo della camera. Nel video ci fu una scenetta divertente, perché quando Alessandro le prese la testa, spingendola verso il suo cazzo in tiro per farselo succhiare, lei gli impose prima di leccargliela, perché non era giusto che lui rimediasse sempre pompini e lei nulla in cambio! Allora il mio amico prese a leccargliela, ma fece mettere la sua bambolina in una posizione tale per cui la fica aperta e inzuppata di liquidi viscidi compariva esattamente davanti all’obiettivo della videocamera, esattamente sotto al buchetto del culo, bello in mostra, con le pieghette rosa scuro tutte attorno a quel buco nero circondato dai peletti.

In cambio del filmino girato con la biondina gli diedi le foto di Sara. Gli mostrai anche quelle di Giulia. Era pieno di donne lui, non come me, che ero un vero sfigato, ma le foto lo mandarono fuori di testa lo stesso. Quanto al video, avrei potuto utilizzarlo poi per altri fruttuosi scambi di materiale… Per esempio Gigi aveva sempre quelle foto di una sua ex americana shittate mentre scopavano; oppure Mino avrebbe potuto farmi avere in camb io quelle shittate con il cellulare di nascosto alla sorella più grande mentre faceva la doccia.

Raffaella intanto voleva le ultime 100 foto di Paolo. Impazziva soprattutto perché sapeva, avendole già viste, che nelle foto mancanti c’erano quelle con i particolari del cazzo. Mi spiegò anche, però, che non avrebbe davvero potuto farmi avere foto né della altezzosa Lavinia né della bellissima Giorgia, perché le era impossibile procurarsele. Avrei potuto chiedere a Raffaella di farsi fottere per benino in cambio della seconda metà del servizio fotografico di Paolo, ma la cosa mi eccitava fino ad un certo punto, vista la bellezza delle sue amichette… Così mi venne un’idea di cui poi non mi pentii.

Le suggerii di rimediare un piccolo registratore e di nasconderselo dentro i vestiti, di organizzare un ritrovo fra amiche e di intavolare una discussione su temi sessuali, convincendo le amiche a confidarsi segreti. Anzi, le proposi di mostrare proprio in quell’occasione le 100 foto di Paolo che già si era accaparrata.

Raffaella sembrò soddisfatta dell’accordo, poiché le sembrava molto meno impegnativo di sottoporsi ad una scopata con il sottoscritto. Io non vi dico che cosa favolosa fu per me l’ascolto di quelle due ore esatte di cassetta audio registrata da Raffaella in un pomeriggio passato a vere tè a casa di una di loro.

Poco dopo aver avviato il registratore, si sentì la voce di Raffaella che annunziava alle amiche, che stavano parlando di certi vestitini niente male in un negozietto dei Parioli, di avere con sé certe foto di Paolo. Le ragazze impazzirono, dandosi a strilli e strilletti, commenti su Paolo spinti ed eccitati.

I loro commenti sulle foto erano straordinari: da ragazze di alta società non me lo sarei proprio aspettato un linguaggio così sguaiato, ed invece c’era da ridere ed eccitarsi:

– Guarda che cazzo enorme, sono questi cazzi che ti fanno pensare che i pompini sono cose sante, esordì Sara.

– Sì – replicò Lavinia, la più altezzosa –, ma lo sai che a succhiare un pisello così io potrei venirmene da sola.

– Oh madonna – disse una voce che doveva essere della bellissima Giorgia –, pensate quando è in tiro quanto è lungo.

– Già – faceva eco Lavinia, che davvero inaspettatamente risultava più troia – io questo me lo metterei in fica e non lo farei più uscire.

– Madonna quanto è fico, io a questo gli leccherei pure il buco del culo, disse poi Giulia dalle belle tette.

– Perché, non lo hai mai fatto?, le domandò una di loro.

– No, mai fatto fino ad ora».

– Ah, e il tuo Luca non ha potuto godere della tua lingua sul culo?

– Chi, Luca?, ma se quello è un minidotato! C’ha un cazzetto che in fica neanche lo sentivo, replicò Giulia.

– Tu ce l’hai larga amica mia, te l’ho sempre detto… Da quando l’hai preso da quell’inglese a Corfù ti sei slabbrata la fica, le fece notare Giorgia.

– Ma che dici, tu semmai che te lo fatto sbattere in culo da Edoardo dopo neanche due settimane che stavate insieme…

– Piuttosto, fece allora Giorgia, rivolgendosi a Lavinia, a Michele gliel’hai data o no?

– Senti, rispose Lavinia, ti devo dire la verità, Michele mi lecca così bene la topa che sinceramente non vorrei che smettesse neanche per scopare.

Io gli faccio un paio di pompini ogni volta che viene, e finisce lì, per ora. Perché se poi lui ci prende gusto a scopare, non mi lecca mica più come fa ora, con passione. Pensate che fa passare la lingua lentissimamente dal buco del culo al clito, e ritorno, per una marea di tempo. E quando vengo mi lecca inzuppandosi la lingua. E’ davvero un perfetto servetto, sembra un cagnolino fedele che lecca tutto.

Figuratevi che ieri pome, appena i miei sono usciti, mi sono messa a fargli una sega mente ci baciavamo, e lui poi ha preso a spogliarmi e a leccarmi. Allora io mi sono messa a cavalcioni su di lui, che se ne stava sdraiato a pancia all’aria, dritta, e ho cominciato a schiacciargli la fica in faccia, mentre leccava. E’ diventato tutto rosso in faccia per lo sfregamento, non ti dico quanto godevo io a vedermelo là sotto che un alt
ro po’ non respirava più!

– Cazzo, che fico, beata te, disse allora Giorgia.

Senti Lavi, ma perché non mi ci fai fare un giro con Michele, se lecca così bene? Ti prometto che ci faccio una cosa al volo e poi lo mollo.

– Perché no, in fondo me lo hai fatto conoscere tu! Poi lui dice sempre che sei una fica!

– Grazie, sei un’amica, ti giuro che me la faccio leccare come dici tu e non me lo scopo! Mò gli mando un messaggetto e gli dico se può passare a portarmi il libro di storia contemporanea.

Tu però stasera non lo chiamare, eh! Sennò si ammoscia!

– Si però, disse allora Giulia, che se ne stava più sulle sue, stai attenta Lavi, perché lo sai che Giorgia c’ha preso gusto a prenderlo dietro, dice che non sente più dolore!

– Beh, questo no, cara mia!, reagì Lavinia rivolgendosi a Giorgia, non te lo fare mettere in culo, perché sennò quello poi viene da me e vuole farmelo pure a me, mente io non ci tengo per niente, mica ce l’ho rotto il culo io!

– Stai tranquilla, niente culo da lui, neanche sarebbe capace, poi! Comunque voi sbagliate a non prenderlo, fidatevi!

– Aoh, fece Giulia, ma noi mica siamo tutte come te!

– Senti che parla! Replicò Giorgia, proprio tu parli, che ti sei fatta pisciare addosso quando stavi con quello di Milano!

– Eh!?

– Cosa?!

A quanto pare le altre ragazze non sapevano di questo incredibile precedente erotico di Giulia, che fino ad allora aveva fatto la signorinella e che ora si scopriva come la più troia di tutte loro!

– Ma guarda, fece Giulia incazzata, che io mica volevo farmi pisciare addosso da quello stronzo.

Infatti poi l’ho mollato! Era lui che già da un po’ mi rompeva co ‘sta storia che mi voleva pisciare addosso. E io gli dicevo, ma che sei matto, e roba del genere. E poi un giorno, stavamo a casa sua e io mi ero inginocchiata e glielo stavo per prendere in bocca, quando a un certo punto vedo che inizia a zampillare un fiotto di piscio dalla punta del cazzo che mi è arrivato dritto negli occhi, non sapete che bruciore, e poi sui capelli e poi dappertutto.

Ho provato ad allontanarmi ma quello c’aveva un idrante al posto del cazzo, perché lo schizzo faceva metri, giuro metri, roba incredibile, io non pensavo che gli uomini potessero pisciare così lontano. Comunque fu una cosa schifosa. Infatti l’ho mollato.

– Comunque io, intervenne allora Sara, a uno come Paolo gli permetterei pure di pisciarmi addosso, se proprio ci tiene: guardate che meraviglia che è in queste foto. Mi porterei il suo cazzone a letto tutte le notti, stringendomelo addosso come un orsacchiotto!

Fu Raffaella ad interrompere il dibattito:

– Ragazze, ma lo sapete che ce ne sono altrettante di foto, che io non ho, in cui ci sono i particolari del cazzo fotografato mentre lui dorme?

– Ma che dici, sei matta? Ma davvero? E che aspetti a farteli dare? Io le voglio assolutamente vedere, fece Sara.

– Si, fece Raffaella, è che vuole qualcosa in cambio, io per avere queste qui ho dovuto… (a questo punto io, che ascoltavo masturbandomi alla grande, ho fatto un salto, temendo che quella cretina si stesse tradendo, rivelando di avermi dato le foto delle due amiche Giulia e Sara) beh… ho dovuto fargli un pompino!

– Ma va!?, fece qualcuna stupita.

– Eh beh, disse Sara, fagliene un altro!

– No, non vuole più….

Dice che le foto valgono di più… Forse vuole scopare.

– Beh, e tu scopatelo, che ti frega, poi c’hai ‘ste foto da paura col cazzo dell’uomo più bello del mondo! Insistette sempre quella zoccolona di Sara.

– Mah, non so, non sembrava neppure interessatissimo alla cosa.

– Vabbè, allora chiedigli se vuole che il pompino glielo faccia qualcuna di noi, disse Sara.

Io all’udire quelle parole impazzii!!! E pensare che le foto le avevo date via tutte oramai, proprio per avere la cassetta che stavo ascoltando!!! Chiamai Raffaella di corsa e le proposi un nuovo accordo: fingere di non avere le 100 foto, e spiegare ad una della amiche che le avrei date loro in cambio di un pompino.

Raffaella, in cambio, avrebbe poi preteso delle cose molto complicate, che magari vi racconterò in un’altra circostanza…

La cosa si concluse il giorno seguente. Venne da me nel pomeriggio Sara, la coinquilina bellissima di Raffaella, tutta divertita dalla situazione, che viveva come un gioco. Io le diedi le foto subito. Lei, sorrise per il gesto, diede appena un’occhiata dentro la busta, poi la mise in una tasca del giaccone. Mi guardò negli occhi sorridendo, si chinò in ginocchio, aprì la patta dei mie pantaloni, tirò fuori il mio cazzo, lo mise in bocca dolcemente, e lentamente se lo succhiò con gusto, con arte, come se lo facesse con piacere, benché io sapevo che lo faceva solo per avere in cambio le preziose foto con cui avrebbe potuto spararsi i migliori ditalini della sua vita.

Quando venni Sara ingoiò tutto senza difficoltà, si alzò, e si incamminò verso l’uscita. Io le chiesi se avesse bisogno di fare un salto in bagno, ma mi disse che no, non ne aveva bisogno. Curiose ragazze: elegantissime, truccate, profumatissime, che vanno in giro per la città con il palato ancora umido di sborra e il fiato viziato dal sapore del cazzo, magari di filato a pomiciare col pariolino di turno….

Il mio amico in macchina, col cazzo in mano

Sono Fabiana una ragazza estroversa che ama divertirsi. Sono fidanzata da tanto, ma non ho mai disprezzato un bel cazzo da far sborrare, col massimo del piacere.
Sono amica da tanti anni di un ragazzo, tra noi non è mai successo niente. Negli ultimi mesi inizio a notare in lui diversi atteggiamenti. Si lo vedo come mi guarda, come prova il contatto, si vede ha voglia di scoparmi come se non ci fosse un domani.

Bhè non mi nascondo anche io ho voglia, la voglia di prendere il suo cazzo tra le mani, in bocca e farlo esplodere. Ma per via di alcuni fattori sono bloccata.

Quella sera però lo vedo molto più interessato del solito, cerca il contatto, cerca il pretesto. Però c’era anche il mio ragazzo come fare? Di nascosto dal mio ragazzo, trovo pretesti per cercare il contatto, faccio di tutto per sfiorarlo fingendo l’errore.

Porto avanti e continuo, inizio a fare la Troia, lo provoco.
Fingo la caduta delle mie sigarette e per raccoglierle gli sbatto in faccia il mio perizoma mentre mi piego a 90.
Lo vedevo ci ero riuscita, facevo talmente la troia che gli stavo facendo scoppiare le palle. Quelli si, quelli erano occhi di chi voleva sborrarti tutto in faccia ed in ogni dove.

La serata finisce, lui ha la macchina ed io sono quella che abita più vicino a lui.

Dice che deve scappare a casa, perchè l’indomani doveva lavorare. Riaccompagna tutti ed io rimango con lui in auto.
Sinceramente in quel momento non so se agire, penso, attendo. All’inizio non noto niente in lui, sembra non voglia procedere, io attendo.
Durante la strada noto qualcosa mmh all’inizio non comprendo. Guardo bene con la coda dell’occhio, non mi faccio notare, poi capisco.
Si nascondeva spostando un lato del giacchetto, ma era quello che pensavo…aveva preso il suo cazzo in mano.

Faccio finta di niente, lo lascio fare la cosa mi eccita. Guardo interessata con la coda dell’occhio se lo tocca, ed io sto al suo gioco. Lui è convinto, pensa non me ne sia accorta, si masturba lentamente, a tratti gioca col suo cazzo pensando a me. Questa cosa inizia a farmi sentire una porca assurda.

Arriviamo vicino casa mia, lui nasconde meglio il cazzo ed inizia la manovra. Inizia la retromarcia, guarda dietro io sono convinta sono decisa, ho voglia.

La manovra è quasi finita, io avvicino la mano e con decisione prendo il suo cazzo in mano, nascosto dietro al giacchetto.
Lui sobbalza, quasi incredulo poi accenna un sorriso. Non ci parliamo.
Avvicino la mia testa, porgo le labbra sulla sua cappella ed inizio a succhiarlo fino in fondo. Si ho tutto il cazzo dentro, dentro fino in gola.
Prende mi spoglia, tira giù il sedile, siamo eccitatissimi il suo cazzo è durissimo.

Salgo su di lui, mi siedo sul suo cazzo e lo metto tutto nella mia figa bagnata. Lui dice solo una frase guardandomi “Finalmente Fabiana, il mio sogno era scoparti tutta”.
Dopo quella frase vengo pervasa dalla voglia di cazzo. Inizio su e giu fortissimo e ritmato. Lo scopo con una foga incredibile.
Lui prende iniziativa, cambia posizione, prende e me lo mette nel culo. Fa con calma poi con forza. Mi sta rompendo l’ano.

Strillo godo urlo come una cagna. Mi scopa il culo con forza per diverso tempo, proprio sotto casa mia. E’ troppo eccitante.
Arriva il momento vuole sborrare io mi giro mentre avevo il cazzo nel culo e con un cenno di intesa gli dico “Sborrami in bocca ti prego”.
Si gira ed in poco mi ritrovo riempita di sborra in bocca, si mi stava riempendo. Lui quasi trema per quanto gode ed io più di lui.

Calda sborra nella mia bocca, non ho più freni e ingoio tutto fino all’ultimo.
Ci rivestiamo, ci salutiamo con un bacio sulla guancia come nulla fosse. Mi giro, scendo chiudo lo sportello e mi dirigo verso il portone di casa. Prima di chiudere lo guardo soddisfatta, piena di calda sborra dentro di me, mi giro ed entro a casa.