Archivio mensile:Agosto 2013

Cliente furbetta

Un giorno trovandomi a lavoro arriva una cliente , lei bionda alta bel fisico non issima ma di bella presenza molto più grande di me come età.
mi fà, scusa non trovo più il mio cellulare potresti chiamarmi per vedere se c’è l’ho in macchina
ed io si certo non c’è problema :
lei mi dà il numero ed io chiamo, il cellulare squilla e vedo che c’è là sopra al sedile sotto dei fogli lei ovviamente prende il cell.

da sopra il sedile e mi fà… o che sbadata c’è l’avevo quà è non l’avevo visto…
io a prima impatto non essendo malizioso non diedi peso alla cosa e fini lì lei andò via e io continuai col mio lavoro
però c’era qualcosa che non mi quadrava pensavo sempre a quella scena del cellulare che stava lì a portata di mano sul sedile e più pensavo e più mi convincevo che la cosa era strana anche perchè pensando pensando mi vennero in mente altri episodi comportamenti strani di questa cliente
alla fine facendo 2 + 2 mi uscì che questa ci stava a provà e io come un fesso non avevo colto subito la cosa ..
comunque dopo 2 giorni mi decisi di mandargli un messaggio anche se avevo un pò di timore se poi non era così se avevo malinteso la cosa che poi sapevo che lei era sposata con figli e anche io… ma comunque tentai e gli scrissi :
sono il ragazzo che vi ha fatto lo squillo l’altro giorno quando non trovavate il vostro cell.

vi posso invitare per un caffè.
non sapevo che altro scrivergli !!
comunque dopo un pò mi rispose vidi il suo numero è avevo quasi paura di andare a leggere pensavo che mi avesse scritto quelche male parola o che sarebbe venuta col marito a dirmene quattro ma ormai la frittata l’avevo fatta mi feci coraggio è aprii il messaggio con scritto :
quanto tempo ci hai messo a scrivermi comunque si accettò il caffè quando vuoi e dove vuoi
in quel momento mi passò tutta la paura accumulata e risposi subito al messaggio dandogli l’appuntamento al giorno dopo
prendendo il caffè lei mi fece capire che voleva andare oltre e io gli proposi di appartarci in macchina da qualche parte per fortuna che era inverno inoltrato e che era di pomeriggio quindi già buio perchè per quando arrivammo in quel posto eravamo già praticamente nudi senza pensare se qualcuno ci vedeva ecc…
dal giorno dello squillo al caffè quei 3 giorni di attesa si creò un attrazione sessuale indescrivibile infatti neanche il tempo di parcheggiare la macchina ed eravamo già uno sopra
all’altra che ci sfioravamo, toccavamo, baciavamo ecc…
in un’ora di tempo facemmo di tutto di più rimasi meravigliato dalla mia prestazione non mi fermavo mai cosa che non mi era mai capitata e lei mi disse che non gli era mai capitato un uomo così e daltronde anche a me non era mai capiato una donna così
quell’attrazione che si creò in quei giorni fù talmante forte che tirò il meglio di noi
comunque stupenda esperienza !!
chiedo scusa se ci sono degli errori ma non sono uno scrittore l’importante e che si capisca spero che mi possa capitare un’altra esperienza del genere per poterla raccontare
ciao a tutti……

Hai capito a Raffaella

Salve lettori..questa storia è accaduta un periodozzo fa 🙂 .. e ve ne scriverò altre..

Allora , Raffaella è la ragazza di un amico di comitiva..
loro avevano in gestione un bar e in quel bar vedavamo bellissime cose come il culone di raffa..
lei è alta circa 180 cm ( è una cavalla ) bionda , seconda di seno..è una ragazza che sembra semplice. che non va mai oltre nel parlare con gente che non sia il suo ragazzo..
però io ed antonio ( mio amico e tra l’altro sempre amico di comitiva ) notavamo che tutte le volte lei doveva prendere qualcosa sotto al bancone lei si chinava a 90…con i jeans non si vedrebbe molto , ma lei usava mettere i pantaloni leggermente più abbassati..tutte le volte che lei si metteva in quella posizione non potevate immaginare i ragazzi cosa dicevano..

nel periodo natalizio noi tutti , amici e amiche , andavamo su casa di raffa a giocare a carte , bingo e giochini vari..
una sera eravamo solo raffa , francesco ( il ragazzo di raffa ) , antonio ed io..
gli altri non vennero perché avevano degli impegni…stavamo giocando ad un gioco di società quando squilla il telefono di fra
era suo fratello , gli aveva chiesto di andarlo a prendere alla stazione che dista dal paese circa 40km…
LUi : raga io vado a prendere mio fratello alla stazione , rimanete non vi preoccupate..anzi mi fareste un favore perché i suoi non ci sono e non voglio farla rimanere sola..
Noi : ok , se non è un problema…

fra va via e rimaniamo noi 3..
raffa aveva in dosso un leggings mimetico aderentissimo e una maglia bianca scollata..
Lei : raga è vero che fuori dal bar dicono che mi vorrebbero scopare in tanti?
Anto: si si e solo perché metti in mostra il tuo lato b
Lei : a voi piace? cioè guardate che ne dite?
si alza dalla sedia e ci mette in mostra il suo culone!
io sorrido e le dico : raffa ma vuoi che ti diamo una risposta concreta?
lei sorride e risponde : sapete fra mi sta un po’ trascurando , voi siete qui , siamo soli , siamo in 3 e la cosa mi piace , lui verra tra più di un’ora..che ne dite se?
anto : raffa .. ho il cazzo duro!

raffaella si avvicina ad antonio , gli tocca luccello e lo tira fuori ( antonio è un po’ super dotato )
wow quanto è grande! esclama raffa – eheh succhia risponde antonio..
io non rimango li fermo lei era in ginocchio mentre succhiava il pene di antonio che si era messo sul divano..
le accarezzo il culone , mi tolgo via i pantaloni..metto un dito verso il buchetto del culo e la schiaffeggio…l’eccitazione è tanta , le succhia e sega il membro di antonio , io le strappo il leggings , non ha le mutandine e così le entro dentro la sua vagina bagnatissima..
iniziamo a stantuffarla come dannati..lui dala bocca e io dietro..poi ci fermiamo mettiamo i preservativi e ricominciamo..ma al contrario..lei me lo succhia e lui la penetra..antonio sembrava un toro , la prendeva dalle spalle e spingeva…io le chiudevo le narici e la facevo succhiare…

lei mi guarda , allontana antonio e mi cavalca!
mi dice : dicono che sei un cavallo , ora ti monto e vediamo cosa sai fare!
saltava e si muoveva come una regina del sesso , come se non scopasse da anni…le tenevo il culo e spingevo verso di lei poi le dico : la doppia penetrazione l’hai mai provata?
lei : mmm no! fa male!!
io : antonio sai che fare!! tu raffaella ora sentirai due cazzi dentro te..e spingi di più verso di me!! troia!!

antonio ci mise un po’..avendo il mebro gigante..ma poi riuscì ad entrare!!!
Siii , ragazzi , aiaaa!!
vi prego continuate , mi senti di venire!! più forte!!!

ci scopammo raffaella in quella posizione non so per quanto !!
antonio si tolse da dietro la prese dalla testa e togliendosi il preservativo le venne in bocca!!!
Ingoia !! – gli disse antonio , e lo fece..

io la presi e la feci sedere sul mio cazzo ancora duro..ma nel culo!!
Ora ti monto io !!!
la stantuffai ferocemente mentre le bloccavo le mani e antonio se lo faceva ripulire!!

dopo circa 10 minuti di penetrazione anale mi sentii di venire..e la schizzai in gola..e da maiala ingoiò tutto!!!

era passata un’ora..francesco non era ancora venuto..antonio ed io ci ricomponiamo mentre lei si va a cambiare!!
circa 10 minuti dopo arriva lui , francesco..
-Raga che freddo.. e raffa?
– è in bagno..
– ah , tutto bene? sento uno strano odore..
Io : no tranqu è antonio che ha cagato prima e la sua puzza ha inquinato l’aria..

scoppiamo a ridere..lei esce dalla sua camera come se fosse un’altra…
la serata finisce…io e anto e fra andiamo via..

mi fermo fuori casa di anto per fumare una siga , mentre fra torna a casa..
mentre parliamo dell’accaduto ci arriva un mess fa raffa..

Ragazzi grazie! so che non direte niente a nessuno ..quindi quando volete casa mia è libera! 😉

antonio ed io esclamammo : HAI CAPITO A RAFFAELLA! :).

mio fratello un mito, non solo…

Ciao sono Raffy vi racconto la mia storia vera, il mio esordio nel mondo del sesso ma non immaginate certo con chi… ?
Avevo da poco compiuto 14 anni ero già bella formosetta come mi definiva mia madre, i miei genitori appassionati di ballo latino americano e ballo liscio un we di giugno decidono di andare a fare una gara nazionale di ballo in Versilia, lasciando me e mio fratello Giorgio a casa soli (non era la prima volta).

Adoravo mio fratello di 4 anni più grande di me, bello, atletico, bravo intelligente e soprattutto era il mio idolo mi ha fatto scoprire tutto: la prima sigaretta, la musica, le riviste e film porno etc insomma era il mio riferimento per ogni cosa, adorato da tutte le mie amiche e credo che un paio se le sia anche passate, io lo spiavo mentre in bagno fumava e si faceva delle gran seghe con le riviste porno, aveva una mazza immensa in mezzo alle gambe.

Un giorno al telefono origlio una chiamata di Giorgio col suo migliore amico Puffo il quale deve aver fatto troppi apprezzamenti verso di me e lui dopo averlo redarguito gli ha detto “lo so è una gran gnocca verrà fuori un bel troione…” mi bagnai subito sapevo di piacere a mio fratello Giorgio!
Ma ritorniamo al mio Hot week end, il venerdi sera arrivo a casa verso mezzanotte, i miei già in Versilia e mio fratello disperso in qualche discoteca, faceva molto caldo quella notte ero inquieta e non vedevo l’ora che arrivasse mio fratello.

Dormivamo in 2 camere attigue lasciai volutamente la porta aperta e mi assopii completamente nuda ed un vibratore a lato della mia gamba, sento le chiavi nella serratura è arrivato… Sento il suo passo si ferma davanti alla mia camera fa per chiudere la porta ma mi vede completamente nuda, io faccio finta di dormire, si avvicina mi sfiora i capezzoli turgidi come ciliegie, mi accarezza ed io faccio sempre finta di dormire, mi passa una mano sulle gambe e poi mi sfiora col dito medio la passerina già bagnata… si eccita e m’infila un dito tutto dentro inizio a gemere nel sonno (finto) d’istinto prendo il vibratore e lo avvicino alla passera infoiata Giorgio toglie il suo dito e m’infila il vibratore….

Con l’altra mano si slaccia i pantaloni e se lo tira fuori mi prende la mano e mi fa afferrare il suo arnese pulsante gli faccio una sega ma vorrei fare altro… Ebbe un ripensamento e quindi fece per alzarsi e andarsene ma a quel punto lo fermai e gli dissi “No non farlo sono sveglia da ore e non vedevo l’ora di passare una notte con

Te, rimarrà il ns segreto papà e mamma non lo sapranno mai…” lui contrariato disse: No non si può fare… ma il suo tono di voce duro veniva contraddetto dal suo cazzo altrettanto duro e poco distante dalla mia bocca… con un sobbalzo glielo presi in bocca e dopo qualche minuto mi sborrò in bocca tutto il suo sperma di cui non avevo idea della quantità e del gusto ….

Mi piacque e la ingoiai tutta. Giorgio si eccito mi chiese di farsi una doccia era sudato dall’intera serata in discoteca lo seguii in doccia lo insaponai tutto e gli feci rizzare di nuovo il cazzo … ritornammo a letto e mi feci impalare davanti, la mia prima volta con Giorgio, raggiunsi il mio obiettivo il mio idolo mi aveva trombata a dovere lo facemmo altre 2 volte di cui una alla pecorina ero imbrattata di sperma ovunque l’odore salato acidulo mi piaceva quell’appicicaticcio sulla pelle pure… Alla mattina gli preparai spremuta d’arancio e caffè gliela portai in camera era tutto nudo un adone greco e col pisello a mezza bandiera e non resistetti e gli feci il pompino del buon mattino e mi risputò tutto in bocca.

Facemmo colazione e discutemmo il ns segreto e le evoluzioni future continuammo a scopare come matti ovunque in cantina in garage dove capitava, io nel frattempo a scuola ero diventata la miglior succhiacazzi della scuola tra seghe e pompini ricevevo richieste di ogni tipo. Ma un giorno arrivò nella vita di Giorgio una sventolona di donna di nome Linda, 1,80 mt di bonazza di origine friulana bellissima, Giorgio sentiva il peso del ns segreto e non era più Lui con me era cotto di Linda e non voleva rovinare tutto.

Decisi di affrontarlo si aspettava una mia sceneggiata invece gli proposi uno scambio per porre fine alla ns balzana storia che fortunatamente in genitori non immaginavano neppure…
Con occhi straniti Giorgio mi chiese in cosa consisteva lo scambio cosa vuoi per mettere fine ai ns rapporti intimi? Gli chiesi la seconda idea che avevo in mente e che pensai quando origliai la chiamata tra Giorgio ed il suo amico Puffo (quello che fece apprezzamenti e non solo su di me..), vabbè lo ammetto un paio di volte feci dei pompini a puffo che mi piaceva da matti …… Proposi a Giorgio: voglio farlo con Te e Puffo contemporaneamente e voglio che sia tu a sfondarmi il culo mentre Puffo mi scopa davanti… Reagì in malo modo Giorgio poi si convinse che era la strada più rapida per mettere fine a tutto… andammo in un Motel tutti e 3 Puffo si organizzo con panini e bibite scopammo per 5 ore come matti io avevo raggiunto il mio secondo obiettivo farmi scopare da 2 insieme (ma i 3 dovevano essere Giorgio e Puffo), avevo 2 cazzi in mano, 2 in bocca poi 2 nella patata e finalmente arrivò il momento tanto atteso ero sopra Puffo e sentivo che Giorgio si avvicino a mè mi sputò sul buco del culo infilo un dito e poi due sentivo dolore poi avvicino la cappella diede piccoli colpetti e poi sentivo che era dentro almeno 4-5 cm spinse un po’ più forte cambiò un po’ l’inclinazione sentii dentro di me come si si adattasse e si aprisse al passaggio della cappella e finalmente entrò tutto mi scese una lascrima il dolore fu intenso ma mescolato al piacere lo spinse dentro tutto e ad un certo punto nella pancia sentii un caldo intenso Puffo e Giorgio sborrarono contemporaneamente nel mio culo e nella mia figa….

Fu una conclusione perfetta di un percorso che mi consegnò al mondo del sesso iniziata da 2 stalloni Giorgio (mio fratello) e Puffo (il suo migliore amico) ed io su queste basi ho fondato il mio credo sul sesso un po’ libertino e soprattutto emozionante ed intenso…. Ops la cosa più importante è che i miei genitori non l’hanno mai saputo e Giorgio oggi stenta a voler ricordare l’accaduto mentre io quando ci penso mi bagno ancora…… Raffy.

il mio joystick

Da tempo osservavo mio fratello, era un bel ragazzo 18enne, con un fisico longilineo, quando si cambiava in stanza, facevo finta di niente, ma non potevo distogliere lo sguardo da quel corpo.

Era alto, corporatura robusta, belle spalle larghe, un pube virile con una strisciolina di peli che arrivava diradandosi all ombelico e un cazzo che moscio poteva comodamente misurare 13 o 14 cm.

Io non ero un granchè, non ero alto, avevo un fisico diminuto, e dei tratti piú idonei a una ragazzina che a un maschietto 16enne come ero, senza aggiungere che il mio membro virile raggiungeva in erezione il tamagno di quello di mio fratello in riposo.

Avevo iniziato a masturbarmi pensando a lui. Normalmente mi chiudevo nel bagno, e frugavo fra i panni sporchi alla ricerca di un suo slip usato, poi mi sedevo sul cesso e cominciavo ad annusarlo.
Alcune volte ero anche fortunato e potevo scorgere delle macchioline di sperma cosi oltre ad odorare potevo pure leccarle e sentirne il gusto, poi le avolgevo sul mio cazzo duro e mi masturbabo fino a venire nei suoi slip, non so quante seghe gli ho dedicato cosi.

Ma ora cercavo qualcosa di piú di una sega e di slip usati, avevo bisogno di toccare carne, alcune notti nella penombra il corpo di mio fratello mi eccitava talmente tanto da accendere un fuoco che mi divorava le parti fino a procurarmi un orgasmo senza nemmeno toccarmi.

Una mattina presto, mi alzai per andare in bagno, al mio ritorno fissai mio fratello che dormiva supino, coperto solo dal lenzuolo che gli arrivava appena sopra il pube, un rigonfio di notevoli proporzioni si poteva intravvedere….

era in tiro !

Cazzo se ero eccitato!! Era da tempo che volevo vederglielo duro, quale migliore occasione.
Furtivamente mi avvicinai al letto, e piano piano cominciai a tirare il lenzuolo che come un velo scorreva su quel corpo glabro scoprendo dapprima una magnifica cappella turgida e pulsante, poi un asta dura e venosa d una tonalità piú scura fino a intravedere 2 magnifiche palle belle consistenti.

Mi chinai su quell uccello e ne aspirai l odore che emanava a sesso, era una tortura, era li pronto ad essere usato e non potevo nemmeno toccarlo.

Cosi ritornai non a letto ma di nuovo al bagno per rimediare a quell erezione che mi faceva esplodere le palle.

Una sera estiva non diverse da altre, mio fratello giocava con la play steso sul letto, con solo un slip bianco, io, sul letto adiacente sul mio pc lo osservavo e lo desideravo, un ventilatore si occupava di reffriggerare l aria densa e umida.

_ Prendi l

altro joystick ed aiutami a superare questo muro, questi bastardi sono troppi anche per me!
disse mio fratello, riferendosi al gioco.

In un baleno ero sul suo letto.

_ Dov è l altro joystick ? Non riesco a trovarlo.

_ Qui !!!! Rispose lui.

Aprendo le gambe, estrasse il suo cazzo e posizionandosi in ginocchio sul letto davanti alla mia faccia, mi ficcó quell enorme uccello dritto in bocca dove le papille gustative impazzirono ai nuovi sapori che si mischiavano alla saliva.
Succhiavo e leccavo quel bastone, sentivo i coglioni di mio fratello battermi sul mento mentre le sue dita mi frugavano il bucchetto.

_ E bravo il mio fratellino! Come lo succhia bene, era quello che volevi no ? Succhialo, succhialo….

Seguito dal gemere di mio fratello, un liquido caldo si riversó sulla mia lingua, finalmente potevo assaporarla e degustarla dalla fonte e non dai soliti slip usati.

_ Bravo! Bravo, lecca tutto non lasciare traccie sospette poi passami la lingua sui coglioni.

Ripulii il cazzo di mio fratello che prontamente ritornava a pulsare sembrando ancora piú grosso di prima e cominciai a baciare il suo scroto e a succhiarglielo aspirandone un testicolo poi l altro, mentre sentivo le sue dita farsi strada nel mio culo dilatato.

_ Girati ora ! Voglio sverginarti quel tuo culetto da ragazzina.

Steso sulla schiena, poggia le mie gambe ripiegate sulle sue spalle larghe, se prima l avvevo assaporato, ora era tempo di sentirlo dentro.

Poco a poco lo sfintere cedeva al continuo spingere della cappella, dolore, piacere e sensazioni si fusionavano alternandosi e sentire il bacino di mio fratello premere contro le mie natiche mi fece capire che tutto il suo lui era dentro di me.

Appoggiai le mie mani sulla sua vita, e ne davo i tempi e allo stesso tempo controllavo la sua foga.
Affondava quella meraviglia dura nel mio culo, con un ritmo sostenuto fino alla radice e lo ritraeva ed ad ogni affondo mi spostava di almeno 10 cm, dovendo ogni tanto riposizionarmi al centro del letto per non cadere.

Accasciandosi su di me e baciandomi attorcigliando la sua lingua alla mia, sentii il getto della sua sborrata dentro al mio culo, ed in quella posizione con lui sopra ansimando, me ne venni anch io senza neanche toccarmi come nei migliori dei miei sogni.

Sudato e impregnato di sperma osservavo mio fratello esausto sul letto, con quel cazzone enorme riverso sull inguine, goccioline di sudore percorrevano il suo petto fino a scivolare e riempirne l ombelico.

_ Spero che la pianterai di sborrare sulle mie mutande, d ora in avanti cerchero di soddisfare io le tue voglie.

Arrossendo, per il fatto che sapesse dell uso che facevo delle sue mutande, promisi non toccargliele piú, ma a patto che mi facesse giocare alla play con il mio joystick…”personale”….

Un regalino speciale per un mio stimato collega…

Una sera dell’inverno del 2009 ero uscito insieme al mio amico Leo, con l’intenzione di farci un giro per i Pub. Dopo un paio di soste in locali di cui siamo abituè decidemmo di provare ad andare in un pub fuori città, il Baribal a Calenzano. Entrati lì Leo trovò un gruppo di suoi amici del calcetto seduti ad un tavolo, e si mise subito con loro a parlare di calcio, cosa che io odio.

Allora preferii andare al banco a prendermi da bere e guardarmi un po’ attorno.
C’era un gruppo di ragazze piuttosto rumoroso, con un paio di ragazzi, che mi attirò l’attenzione: guardai attentamente e notai tra loro Giulia, la moglie di un mio non troppo simpaticissimo collega di nome Massimo. Lei è una bella topina, sui 30 anni circa, molto sexy, occhi chiari, viso furbetto, capelli non lunghi castani chiari (anche se quel giorno li aveva tinti di rosso), poco seno ma un gran bel culo.

Sembrava una delle più allegre, e decisi di tenere un po’ d’occhio la situazione.
Finalmente la vidi andare verso la toilette, e quando uscì feci in modo di imbatter mici. La salutai e cominciai a chiacchierare con lei allegramente, era abbastanza chiaro che aveva già bevuto un bel po’. Mi disse che era fuori con le amiche per il compleanno della sua amica Sonia, e che i due ragazzi al loro tavolo li avevano conosciuti lì e loro si stavano divertendo ad “aizzarli” proprio contro Sonia.

Io la presi un po’ in giro sul fatto che, se ci fosse stato suo marito Massimo, di sicuro non si sarebbe divertita con quel gioco, lei la prese a ridere e allora mi decisi ad offrirle da bere.
Rimanemmo a chiacchierare al bancone, finendo le nostre bevute, allora ne ordinai altre due. Cominciava ad essere tardi, ma lei continuava a rimanere con me anziché tornare al tavolo delle amiche, allora le proposi di uscire a fumare una sigaretta, lei accettò.

Feci finta di aver lasciato le mie sigarette in auto, e lei mi seguì nel piazzale fino all’auto. Traccheggiai per un po’ dentro l’auto fingendo di cercarle, poi uscii di nuovo e le offrii una sigaretta. Fumavamo appoggiati all’auto, lei era molto allegra e rideva a ogni mia più stupida battuta. Mi decisi a fare il passo in più:
-Comincia ad essere tardi, tra un po’ questi chiudono… Perché non andiamo a finire la serata da un’altra parte?-
-Noooo… Sei matto? E’ tardi… Se torno tardi Massimo s’incazza… Anche se a quest’ora russerà sicuramente come un treno…-
-Beh e tu quando torni fai, piano, e semmai dai la colpa alla tua amica Sonia, gli racconti che hai dovuto aspettarla perché ha imbroccato due tipi al Pub…-
Lei rise, ma due minuti dopo era seduta sul sedile destro della mia auto.

Pensai di portarla a casa mia, ma il tragitto era lungo e ebbi paura di un ripensamento, così mi infilai in una via della zona artigianale di Calenzano, fermandomi nel piazzale deserto e buio di una fabbrica. La baciai voluttuosamente, gustandomi la sua lingua e accarezzandole le cosce sotto la corta gonna.
Le infilai la mano dentro i collant e comincia a carezzarle la figa, già ricca di umori. Sentii la sua mano sul mio pacco, che ne testava la consistenza senza però cercare la patta dei pantaloni, allora la aiutai, scostandomi dalle sue labbra per aprirmeli da solo e mostrarle il mio arnese, per poi prenderla delicatamente ma con decisione per la nuca e spingerle la testa in basso.

Si rivelò subito brava di bocca, lavorando delicatamente di labbra e di lingua, mentre io le guidavo il ritmo con la mano tra i capelli.
-Mmmm… E’ grosso… Mi farai slogare la mascella…-
Io risi della sua affermazione, e passai all’azione più decisa: buttai giù il sedile destro facendola sdraiare, le alzai la gonna e le strappai con decisione i collant, buttandomi a capofitto a leccarle la figa. Lei sussultava e ansimava come una matta, mentre la mia lingua le guizzava sul clitoride e le penetrava le labbra della figa.

Uscii dall’auto per togliermi meglio i pantaloni, poi passai su di lei e iniziai a scoparla. Non era molto freddo, e aprii il finestrino, scopandola con le gambe ben aperte, un piede sul volante e l’altro fuori dall’auto, lei mugolava e gemeva con intensità, per poi passare a dei veri e propri gridolini quando decisi di farla voltare su un fianco, comprimendola contro gli sportelli per penetrarla più decisamente. Sentii l’ondata del godimento invadermi in pieno e dovetti uscire senza averla sentita sussultare per l’orgasmo, ed esplosi in una abbondante sborrata sul suo fianco nudo e sul suo piccolo seno.

Lei rise a lungo, ma il fatto di non averle procurato l’orgasmo mi rendeva poco appagato. Allora, mentre ancora rideva, con il cazzo ancora gocciolante mi buttai di nuovo fra le sue cosce, iniziando di nuovo a leccarle la figa, anzi quasi a mangiargliela. Passò in un attimo dalle risa ai gemiti. Per fortuna ho un’auto molto spaziosa e comoda, che permette di muoversi bene in certe situazioni. Mi spostai su di lei, prendendole la coscia sinistra per tenerla ben alta e leccarla meglio, mentre le spingevo il cazzo di nuovo eretto in bocca, in uno scomodo ma efficacissimo sessantanove.

La feci voltare, mettendola a pecorina contro il sedile posteriore e penetrandole la figa di nuovo e iniziando da subito a darle colpi decisi. Lei gridava e gemeva, il suo bel culo alla fioca luce di servizio dell’auto mi appariva irresistibile e allora decisi di provare a saggiarglielo con il pollice. Lei sussultò quando il dito penetrò, ma capii subito che la cosa non le dispiaceva affatto. Mentre proseguivo con questo trattamento sentii il rumore tipico della vibrazione di un telefono: nella vaschetta dietro al cambio c’era il suo cellulare che vibrava per una chiamata, sul display c’era scritto “Amore”…
Mentre il cellulare iniziava a vibrare per una seconda chiamata, mi chinai per lubrificarle il buco del culo con la saliva: mentre lo facevo lei era diventata silenziosissima ma immobile.

La inculai facendola gridare, sentii il suo orgasmo esplodere, e un attimo dopo le svuotai tutta la mia sborra rimasta dentro al suo bel culetto, mentre il suo telefonino vibrava di nuovo per l’ennesima chiamata senza risposta.
-Ora come faccio a rientrare, senza le calze…- Mi disse più tardi, mentre la riaccompagnavo alla sua auto.
-Beh, come ti ho suggerito prima, dai la colpa alla tua amica Sonia. Le dici che ha imbroccato due tipi e che non potevi proprio lasciarla sola…-
Lei rise.

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L’ottima memoria di Max.

Ottobre 2008.
Io e il mio amico M. usciamo insieme, come spesso capita, per una birra e per farci un giro di locali. Andiamo in un pub, uno dei nostri soliti, beviamo un po’ e poi decidiamo di fare un salto in un locale dove ci sono degli amici che suonano. Entriamo, ci prendiamo due birre, il locale è affollato, ma dopo un po’ M. mi indica due ragazze sedute al bancone, più o meno nostre coetanee, cioè sui 35 anni.

-Non ti sembrano due di quel gruppo di ragazze che venivano a ballare latino a Montecatini?-
Le guardo bene, una bionda capelli lisci raccolti sulla testa, un po’ in carne ma non grassa, con indosso un vestito corto di maglia turchese con sotto dei fuseau neri e scarpe con tacco; l’altra ha i capelli molto corti, platinati, con un bel viso regolare, e indossa un vestito corto verde e nero, con un cappuccio, calze nere e stivali neri.

Non mi sembrano due visi nuovi, ma non saprei dar ragione a M. sul momento.
Visto che le due ragazze sono sole (e che comunque sono due belle fichette), decidiamo di avvicinarci:
-Venivate a ballare alle Panteraie, voi, qualche anno fa? Chiede subito M. quasi sfacciatamente. –
Loro ci guardano sorprese.
-Mai stata alle Panteraie e non so nemmeno cosa siano. – risponde la bionda, con aria un po’ stizzita.
-Io ci andavo ogni tanto, ma un bel po’ di anni fa.

Non ero nemmeno sposata, ancora. – Agginge l’altra, un po’ più amichevolmente.
-Ma non vi chiamate B. e D. ? – Chiede M. , che si è ricordato i nomi.
La ragazza ride:
-Ok, ok, ho capito… Avete scambiato lei per un’altra mia amica… Ma di voi non mi ricordo.
Ci presentiamo e ci mettiamo a chiacchiera con loro. Sono allegre e simpatiche, noi gli offriamo da bere e loro accettano volentieri.

Con la tipa coi capelli corti parliamo dei tempi in cui ballavamo latino, scoprendo di avere anche qualche conoscenza comune. La sua amica dopo un po’ si sposta a chiacchierare con altre persone, ma lei resta lì con noi. Mi ritrovo a chiederle come mai sono entrambe in giro senza mariti, visto che entrambe ci hanno detto di essere sposate. Lei ride e mi risponde:
-Perché, scusa? Dopo il matrimonio è vietato uscire, alle donne? Comunque mio marito stasera non c’è perché aveva un impegno.


-Ah, quando il gatto non c’è i topi ballano…-
-Anzi, le tope!- Aggiunge M.
La sua battuta mi sembra piuttosto fuori luogo, ma è così stupida che lei la prende a ridere.
Io comincio ad essere un po’ alticcio, e anche lei sembra sulla soglia dell’allegria. E’ seduta su uno di quei panchetti alti da bancone, e all’improvviso noto, eccitatissimo, che le calze nere che dal bordo del vestitino che indossa spunta il bordino ricamato tipico delle calze autoreggenti.

Feticista come sono, il sangue mi va subito al cervello (per non dire da un’altra parte).
Continuiamo a chiacchierare, la musica alta mi porta ad avvicinarmi molto a lei, per poter parlare; sento l’odore del suo alito, tutt’altro che sgradevole, quasi senza accorgermene poggio una mano sulla sua schiena, lei non se ne lamenta. Ordino ancora una bevuta per entrambi. Mi ringrazia, brindiamo guardandoci negli occhi, e un attimo dopo mi ritrovo con la lingua nella sua bocca.

La sento ansimare leggermente, mentre la bacio. La mia mano si sposta dalla sua schiena alla sua coscia, sono eccitatissimo e sento il suo respiro farsi più forte. Le accarezzo la coscia e vado in tilt sentendo il bordo ruvido dell’autoreggente, e subito dopo la pelle liscia e nuda, sotto il bordo del vestitino. Lei mi ferma:
-Non vorrai mica dare spettacolo qui…-
-Hai ragione- le rispondo – Tu hai la macchina?-
-No, siamo venute con l’auto di S.

; la mia è parcheggiata lontano da qui. –
-Anche io sono in macchina di M. Comunque casa mia non è lontana… Possiamo andare a piedi, saranno 5 minuti…-
-Ma scusa, non può accompagnarci il tuo amico?-
-Beh, non credo sia disposto a farci da autista- le dico
-No, ci credo. Ma magari non gli dispiace venire con noi… Tanto la mia amica non la rimorchia, stai tranquillo!-
Capisco il sottinteso, e in un attimo vado a chiamarlo.

Usciamo dal locale e saliamo in auto, facendo sedere lei davanti. Mentre M. guida, io dal sedile dietro mi avvicino a lei, stuzzicandola e baciandole il collo e mordicchiandole l’orecchio: i capelli corti in una donna a volte hanno i loro bei vantaggi!
Anche M. si sblocca, spostando la mano dal cambio al ginocchio della nostra nuova e bella amica. Guardo eccitato la mano di M. risalirle la coscia e scomparire sotto la gonna, mentre continuo a dedicarmi a colpi di lingua al suo collo e al lobo del suo orecchio.

Finalmente arriviamo a casa mia, io la abbraccio subito con decisione, infilandole tutta la mia lingua in bocca, lei ricambia appassionatamente, facendo guizzare deliziosamente la sua lingua. La bacio ad occhi chiusi, ma quando li riapro mi accorgo che M. si è avvicinato e la sta baciando sul collo, da dietro. Continuo a slinguazzare nella sua bocca, sentendola ansimare, e un suo improvviso sussulto mi fa capire che M. probabilmente non si sta limitando a baciarle il collo.

Mi stacco per un attimo e vedo che le ha sollevato il vestitino e infilato la mano nelle mutandine, e la sta decisamente sditalinando.
-La signora è bagnatissima!- afferma M. sorridendo.
Anche lei ride.
-Davvero? Fammi controllare anche a me. –
Anche io infilo la mano tra le sue gambe, scostando le mutandine e stuzzicandole la fica e il grilletto. Lei si contorce e ansima, mentre in due la tocchiamo. Le sfilo il vestito, sotto indossa un bel completino intimo rosso acceso, reggiseno e perizoma semitrasparenti di pizzo, dal quale traspare una deliziosa strisciolina di pelo castano.

-Voglio assaggiarla!- e mi inginocchio davanti a lei scostandole il perizomino e insinuando subito la lingua nelle labbra bagnate della sua figa, umida e dolciastra. Lei sussulta e geme, mentre M. le bacia le tettine, non grosse ma ben fatte, che saltano fuori dal reggiseno.

La spingiamo verso la poltrona.
-Adesso tocca un po’ a te, bella!-
Mi sbottono i pantaloni davanti a lei seduta, e M. accanto a me fa lo stesso.

Lei comincia da me: mi assaggia il cazzo con colpetti di lingua, scendendo a leccarmelo per tutta la lunghezza, fino a stuzzicarmi i testicoli con la punta della sua lingua, per poi tornare su e affondare decisamente il mio cazzo nella sua bocca. E’ brava, mi spompina con gusto e vedere il mio cazzo tra le sue labbra è eccitantissimo, mentre M. si gusta la scena smanettandosi l’arnese.
-Sei proprio brava! Si vede che hai esperienza… – le dice lui.

Lei allora smette di spampinarmi, mi sorride e comincia a dedicarsi a lui, riservandogli lo stesso trattamento. Io mi ributto in ginocchio davanti a lei, divaricandole le gambe per tornare a leccarle la figa mentre lei, la schiena poggiata alla poltrona, continua a succhiare il cazzo di M. con evidente soddisfazione. Le sfilo il perizomino e la tiro a me, facendole inarcare di più la schiena, quel tanto che basta per poterle infilare il cazzo in figa senza dover interrompere il bel pompino che sta facendo al mio amico.

La scopo mentre lui le affondo il cazzo in bocca palpandole le tettine, lei geme, pur a bocca piena. Ben presto M. pretende il cambio, e vuole anche cambiare posizione. Le toglie il reggiseno, lei resta con solamente le autoreggenti addosso e gli stivali neri, e la fa alzare dalla poltrona e la porta verso il tavolo della sala. Ce la fa sdraiare sopra e afaccia in su, sollevandole le gambe e scopandola così.

Io mi metto accanto, le prendo la testa e la tiro a me. I capelli cortissimi sono della misura precisa perché le mie dita abbiano una presa decisa, le faccio gira la testa e le affondo il mio cazzo in bocca, iniziando a scoparlgliela mentre le palpo le tettine.
Squilla un cellulare. E’ il suo, che aveva appoggiato proprio sul tavolo, appena entrata. Lei risponde, trafelata, e io e M. ci fermiamo.
-Si, ciao S… No, sono venuta via…-
M.

fa per spostarsi, ma lei lo trattiene con le gambe e lo ritira a se, per fargli capire di continuare. Allora lui riprende a scoparla con ritmo e decisione, mentre lei ansimando, continua a rispondere all’amica:
-No, no… tranquilla… torno per conto mio… tutto… a postissimo… non preoccuparti… ci sentiamo… domani…-
Mentre chiude la conversazione io non posso non fare a meno di pensare tra me: che troia! Lei ride,
e io mi rendo conto di non averlo pensato, ma di averlo detto a voce alta! Le spingo di nuovo il cazzo in bocca, affondandoglielo tutto.

Sono a mille, io e M. esplodiamo quasi contemporaneamente, io inondandole il collo, la guancia e le labbra, e lui producendo una serie di lunghi schizzi di sperma sul suo ventre, dalle tettine fino ai peli del suo pube.
Quasi mi accascio sulla sedia vicina, soddisfatto, mentre lei si lascia andare a una risata sommessa ma divertita.
A quel punto M. inizia a dare il meglio di se: lui non è un bell’uomo, piuttosto basso, non bellissimo di viso, ma con una discreta “dotazione”.

Ma la sua caratteristica principale è quella di essere un porco incredibilmente sfacciato e molto resistente: mentre lei ancora ride lui si avvicina al suo viso, e le poggia il cazzo non più eretto alle labbra. Lei smette di ridere, interdetta.
-Dai, bella! Non vorrai mica finire qui, vero? Da brava, tiramelo su di nuovo, che ne ho ancora tanto, da darti…-
Quasi mi scappa da ridere nel vedere lui che struscia il suo grosso coso sulla guancia di lei, ancora sporca del mio sperma, per poi forzarglielo tra le labbra, mentre con la mano destra le allarga di nuovo le gambe e ricomincia a sditalinarla.

La guancia della ragazza si gonfia per l’intrusione del suo cazzo, mentre lui comincia a incitarla senza mezzi termini:
-Ecco, così, brava troia! Gustalo bene, ora che è più saporito!-
Alla vista di quella scena il sangue mi affluisce di nuovo verso le parti basse.
-Dai, che fai lì impalato? Non vedi che la nostra amica ha ancora voglia di cazzo?-
Non trattengo la risata, ma lei non sembra affatto offesa. Anzi, sbocchina M.

con foga e evidente piacere.
Mi faccio di nuovo vicino, con il cazzo in mano. Lei si gira sul fianco destro, le gambe scostate per permettere a M. di continuare a frugarle la figa con le dita. In quella posizione riesce ad avere facilmente anche il mio cazzo a portata di labbra, e si dedica a entrambi alternativamente. Con il mio cazzo nella sua bocca ricomincio a palparle le tettine; ho un attimo di esitazione, sentendole ancora appiccicose per la sborra di M.

, ma l’esitazione passa subito, e mi scopro a trovare eccitante spalmarle lo sperma del mio amico misto al mio sulle tette e sul collo.
M. continua con il suo sproloquio, mentre la sditalina profondamente, facendola contorcere:
Ti piacciono i nostri cazzi, vero, maiala?!? Quando avrai la bocca più libera, magari, ci confesserai quale dei due è più saporito!-
A ogni sua affermazione lei sembra contorcersi ancor di più.
Io mi sposto e torno al bordo del tavolo e inizio a chiavarla, io in piedi e lei su un fianco tenendola per le caviglie e sollevandole la gamba sinistra.

Lei mugola e ansima rumorosamente, ma non molla la presa delle labbra sul cazzo di M.
-Vedi? Te l’avevo detto che la troia aveva ancora voglia!-
Alterno colpi decisi a movimenti più lenti, chiavandola di gusto.
M. mi chiede il posto e io lo accontento. Lui la sbatte subito con forza, poi rallenta il ritmo, io lo vedo lavorare di mano, e intuisco che sta iniziando a lavorare al secondo canale…
Lui sussulta ma non si scompone, e continua a mugolare senza opporsi.

M. la fa alzare e la porta al tavolino da fumo tra il divano e la TV, e la fa inginocchiare sul tappeto, con i gomiti appoggiati al tavolino.
Quasi sborro di colpo, nel vedere M. che le divarica il bel culo con i pollici e le affonda lentamente ma con decisione il suo grosso cazzo dentro al culo, strappandole un rantolo. Inizia a chiavarla nel culo con forza e ritmo crescente, affondando sempre più in profondità.

. Lei mugola e grida, mentre lui la apostrofa ansimante:
-Ti piace, eh, scrofa? Te lo sfondo tutto, questo bel culo! Lo senti tutto, il mio cazzo, troia?!?- e via dicendo, a voce talmente alta che comincio a preoccuparmi per i vicini…
Allora mi inginocchio davanti a lei, le prendo di nuovo la testa per i corti capelli platinati, e la tiro a me con forza, soffocando con il mio cazzo almeno le sue grida.

Sento lo sbattere della pancia e dei testicoli di M. contro le chiappe della donna, e poi la vedo irrigidirsi all’improvviso, e dal suo rantolo capisco che lui le sta sborrando dentro al culo. Lui freme 3, 4 volte, poi sfilandosi si rivolge a me:
-Dai, tocca a te!-
Ho di nuovo un attimo di repulsione, al pensiero del mio pene a contatto con lo sperma del mio amico, ma la vista di quella bella fighetta in autoreggenti e stivali a quattro zampe e del suo bel culetto mi fa subito cambiare idea.

Le giro dietro e anche io le allargo le chiappe con le dita. Il buchetto è ancora ben dilatato e non faccio nessuna fatica a penetrarlo, anche perché ben lubrificato…
Non duro molto, e lei sembra già rilassata, come se avesse già goduto in abbondanza, e anche io le sborro dentro di gusto.
-Sei contenta, adesso? Ti abbiamo fatto il pieno…- le dice M. in un ultima esaltazione di porcaggine. Ridiamo tutti e tre a lungo.

E’ ormai tardissimo, lei ci chiede di riaccompagnarla alla sua auto, ci rivestiamo tutti e tre e la riaccompagnamo. Durante il tragitto le chiedo il suo numero di cellulare, ma lei non me lo vuole dare, dicendo che è bene fermare lì la cosa, al divertimento di una serata. Arrivati alla sua auto, in un parcheggio vicino alla tangenziale, M. le chiede di nuovo il cellulare, ma al suo nuovo rifiuto, lui se ne esce con una delle sue:
-Allora lasciaci un bel ricordo di te, almeno…-
-Cioè??-
-Beh, un bel pompino finale!-
Non ne hai ancora avuto abbastanza, per stasera???- risponde lei
-Si ma io non ho avuto il piacere di sborrare tra le tue labbra, come ha fatto lui…-
M.

sa essere tanto sfacciato quanto efficace, ma quella volta mi sbalordì.
Ormai albeggia, mentre lei seduta sul sedile dell’auto, a sportello aperto, spompina ancora una volta M. e io accanto mi masturbo guardando la scena.
Le spariamo entrambi le nostre ultime gocce di sperma dritte sul naso e sulle labbra, imbrattandole per l’ultima volta quel bel viso da ragazza tanto insospettabile quanto troia….

UNA CALDA CORSA IN TAXY

<<Un giorno come tanti, fatto da ufficio, pranzo veloce e palestra.. alle 17 sono a casa.. doccia, caffè e relax sul divano, appena il tempo di socchiudere gli occhi e squilla il telefono.. Una voce molto profonda, sicura e calda.. Mi dice che conosce tutte le mie condizioni e mi fa una proposta, a primo impatto quasi assurda, si è rivelò invece una eccitantissima sorpresa! “Marcella, io sono un uomo maturo e cerco situazioni estreme ed eccitanti, sogno da tempo di trovare una complice per i miei desideri più inconfessabili e uno di questi lo vorrei realizzare con te.. Manderò un mio uomo di fiducia a prenderti con un Taxi ovunque tu voglia, dovrai vestirti con minigonna, calze a autoreggenti e con sotto solo il tuo gioellone rosa inserito dove sai tu.. Dovrai mostrarti e masturbarti davanti a lui che sarà ignaro di tutto.

Ci sarà una telecamera nascosta tramite la quale io vi vedrò. Dovrai portarlo ad un’eccitazione estrema, dovrà impazzire e avere voglia solo di accostarsi il prima possibile per sbattertelo in bocca.. Al punto d’arrivo ci sarò io con qualcuno di tua fiducia con il quale mi metterò d’accordo separatamente, questo per farti sentire più sicura, a quel punto lo fermo e gli dico: “ Tesoro tutto bello ma come faccio io ad avere la certezza che tu non sia un pazzo? Come faccio a sapere che non sei un perdi tempo e soprattutto che una volta arrivata ci sarà il mio regalo e che non mi stai solo facendo perdere un sacco di tempo?? E con la stessa fermezza con la quale mi descriveva la sua perversione mi chiese se conoscevo un metodo per fare pagamenti online, gli dissi che si poteva fare tramite il sito così come faccio per i pagamenti degli show in cam, mi disse che se fossi in grado di mettere in atto la sua fantasia il regalo non sarebbe stato un problema, qualsiasi cifra purché io facessi tutto esattamente come voleva lui..
Prima di inviargli la richiesta di pagamento aspettai, ero confusa, era pericoloso, se fosse davvero stato un pazzo? Ma devo confessare che tutta quella tensione era eccitante.. Molto eccitante! Ci pensai 10 minuti, nei quali parlai con Gabry per decidere cosa fare.. Volevo farlo ma sapevo che poteva essere rischioso.

Gabry raggiungerà l’uomo della telefonata prima che io incontri la persona che verrebbe a prendermi in taxy, mi aspetteranno insieme spiandomi dal luogo di destinazione, ovviamente io avevo bisogno di certezze anche mentre ero in macchina sola con l’autista, decisi che avrei tenuto aperta una telefonata con Gabry per tutto il tragitto.. Richiamai “l’uomo maturo”, questo sapevo di lui, non mi volle neanche dire il suo nome, ci accordammo sulla cifra e gli inviai la richiesta di pagamento della metà esatta di quella pattuita, mi disse che l’avrebbe fatto nel giro di 5 minuti e poi mi avrebbe richiamato per finire di dettarmi il suo copione, gli sottolineai che volevo come detto da lui una persona di mia fiducia ad aspettarmi li, era per me fondamentale e lui accettò.

Arrivò la mail: pagamento effettuato.
Subito mille pensieri mi affollarono la testa, l’incoscienza per ciò che avrei fatto di li a qualche giorno era dir poco adrenalinica !! Riordinai le idee e lo chiamai nuovamente per farmi dettare il resto..
Avevo le palpitazioni e sentivo che non era solo mentale l’eccitazione, anche la patata era in fermento!
Mancavano circa 4 giorni all’incontro con l’uomo misterioso, la curiosità era sempre più forte e la voglia di far vedere quanto amo fare la puttana era davvero tanta!
Arrivò quel giorno.

“ Driin” << “Salve signorina, sono l’autista, quando vuole scenda, l’aspetto sotto.. ” >>
Gabry era uscito da un po’ per raggiungere l’uomo misterioso, io sarei dovuta salire in macchina e chiamarlo per far si che mi “controllasse” durante il tragitto. << “ Buongiorno, piacere io sono Claudio e l’accompagnerò io dall’avvocato “>> Ecco la prima informazione pensai.. “ Piacere, io sono Marcella”.. Era un uomo sulla cinquantina, fisico normale e aspetto elegante e gentile.. Una preda facile insomma.. Salii dietro e subito cercai la videocamera che doveva spiarci durante il percorso, la trovai a fatica, nascosta in un cassettino del soffitto della bella auto di lusso.. Chiesi quanto ci avremmo messo ad arrivare e mi disse che erano un centinaio di chilometri, quindi un oretta.. Domandai se si poteva fumare e annuendo mi porse un posacenere.

Cominciai a mostrarmi in tutta la mia troiaggine: non la stavo fumando quella sigaretta, ci stavo praticamente scopando! Notai subito i suoi sguardi che non tardarono ad arrivare anche se in modo molto discreto. Faceva caldo ma gli chiesi di abbassare l’aria condizionata con la scusa del mal di testa.. Il problema però è che faceva davvero caldo e ne approfittai per cominciare il mio streep.. Misi un bellissimo corpetto in pizzo nero e ricami dorati con le autoreggenti, con sotto solo il plug dolcemente inserito nel mio culetto, sopra una camicetta di seta mooolto trasparente e giacchetta scura, quel completo era bellissimo.. Tolsi la giacchetta e nel frattempo lo incalzai con domande dirette, tipo “sei sposato? Fedele? Tradizionalista o trasgressivo?” Nel frattempo lo fissavo dallo specchietto retrovisore con aria maliziosa e notai dell’imbarazzo nelle risposte che dava.. << “No signorina non sono sposato e non ho figli, ho una fidanzata ma non ci vediamo spesso a causa del lavoro e direi di essere abbastanza tradizionalista.. Posso chiederle il perché di queste domande?” >> Nulla gli dissi, così per chiacchierare un po’ e per conoscerTi meglio..
– L’uso delle parole gioca un ruolo fondamentale in un “corteggiamento”-
Cominciai a guardarlo più intensamente, gli guardavo le labbra e poi muovevo le mie, tirai fuori dalla borsa un chupa-chupa che mi ero comprata apposta per l’occasione e lo misi in bocca.. con la stessa passione con la quale mi sarei infilata il suo di chupa-chupa tra le labbra.. Cominciò a muoversi e ad agitarsi ma sempre in maniera molto composta, sovente abbassava lo sguardo perché sentiva il peso dei miei occhi su di lui, spesso si toccava la cravatta allentandola un po’ e questo era un ottimo segno.. – dicono che la cravatta sia la proiezione del cazzo – abbassai leggermente il finestrino con la scusa del caldo tanto x far svolazzare un po’ sia i capelli che la camicetta semi sbottonata.. Leccavo e avvolgevo il chupa-chupa con le labbra dipinte di un intenso rosso corallo, strusciavo le gambe l’una con l’altra e si percepiva il fruscio delle calze, erano passati solo 15 minuti ed io ero già bagnatissima!!<< “ Allora Claudio, dimmi di te, quanti anni ha la tua fidanzata? Sei mai stato con una molto più piccola di te? ” >> Lessi un mix di stupore e imbarazzo nei suoi occhi, ma continuando a mantenere un atteggiamento professionale mi disse: “ La mia compagna ha 48 anni, e la ragazza più giovane con cui sono stato ne aveva 7 anni meno di me, e lei signorina, è fidanzata?” Colsi l’occasione per avvicinarmi al suo orecchio e sussurrargli.. <<“ Ti prego Claudio, dammi del tu..” e continuai “ Si sono fidanzata da 5 anni circa con un ragazzo meraviglioso con il quale mi diverto molto, sai io sono un po’ monella..” >>.

Era praticamente paonazzo e sudava sulla fronte, al punto di sbottonarsi il primo bottone della camicia e allentare ancor di più la cravatta.. “ Si si vede che sei molto simpatica e solare..” cercò di alleggerire le mie parole.. << “ No Claudio, non ho detto simpatica e solare ho detto monella, non è esattamente la stessa cosa..” >> e gli sorrisi con aria molto maliziosa e provocante.. Nel frattempo Gabry era con “ l’avvocato” e mi stavano guardando in diretta dal monitor collegato alla videocamera, ogni tanto riuscivo a percepire le loro voci provenire dal cellulare, e la situazione si scaldava sempre di più, soprattutto sotto le mutande che non avevo! Quel chupa-chupa si stava godendo un vero e proprio pompino e Claudio era palesemente turbato dal vedere una ragazzina dai boccoli d’oro e dall’aria quasi innocente provocarlo in quel modo così sfacciato.. eravamo entrati in autostrada e i suoi sguardi diventavano sempre più intensi e i suoi movimenti sempre più frenetici; ora che il traffico della città non lo distraeva più potevo colpire.. Con la mano sinistra tenevo il chupa-chupa e con la destra mi accarezzavo il collo, poi il petto e poi le gambe, i suoi occhi mi seguivano affamati ma timidi, io lo fissavo mostrandogli tutta la mia abilità con la lingua.

Sollevai la gonna facendo in modo che la potesse vedere dallo specchietto retrovisore.. con la mano mi coprivo la patata in modo che non vedesse che non avevo le mutandine..durò pochi secondi quel gesto e quasi come se non fosse successo mi rimisi composta e gli feci l’occhiolino. Rimasi in silenzio qualche secondo, imbarazzante ma voluto, volevo “metterlo in agitazione” gradualmente. Mancava circa mezzora all’arrivo quando mi misi seduta dietro di lui, prima ero in centro perché volevo che mi vedesse, volevo invece togliermi dal suo campo visivo.. Silenziosamente mi spostai sul bordo del mio sedile avvicinandomi a lui, accostai le mie dita alla sua nuca, gli accarezzai i capelli e il collo, fece un lieve sobbalzo e sentii il respiro aumentare affannosamente, era tornato il rossore sul volto e percepivo i brividi provocati dalle mie unghie che sapientemente infilavo sotto il colletto della camicia; alternavo carezze sui capelli e lievi graffiate sul collo e sul petto che avevo scoperto sbottonando il secondo e terzo bottone.. Era sovraeccitato ma altrettanto confuso, stava per dire qualcosa quando gli misi un dito sulle labbra e.. <<“shhh, non dire nulla Claudio, guarda cosa so fare” >>.. Feci scendere le mani dal collo al petto, lo stringevo a me come se il sedile che ci divideva non ci fosse, con la punta della lingua riuscivo a sfiorargli l’orecchio destro, scesi fino ad arrivare alle gambe, le accarezzavo intensamente avanti e indietro; non gli avevo ancora sfiorato il triangolo inguinale che sentivo già il pantalone tirare, ce l’aveva durissimo! Con una mano gli accarezzavo il petto e con l’altra usando le unghie gli solleticavo l’interno coscia.. Lo presi per mano accompagnandolo alla scoperta del mio corpo.. lo guidai dal piede, su per la caviglia fino a toccare il ginocchio e a sfiorare le mie cosce, esattamente dove iniziava l’autoreggente.. Infilai un suo dito nel buchetto della patata ormai in un bagno di ormoni e glie lo misi poi in bocca per fargli sentire il mio gusto, contemporaneamente gli strinsi il cazzo ancora nascosto sotto i pantaloni, fu tale l’eccitazione da farlo quasi sbandare, fortunatamente era ancora concentrato e la nostra velocità non superava i 70kl/h.. Rifeci il gesto del dito imbevuto di miei umori ma questa volta non mi limitai a stringerlo il pacco, stavo andando a prendermelo!! Gli sbottonai i pantaloni e spostai le mutande, afferrai il suo cazzo in modo deciso ma dolce, lo stavo segando con la mano destra e con la sinistra giocavo con la sua lingua, era in estasi.. Respirava affannosamente ed ebbe quasi un sussulto quando vide che stavo andando sul sedile accanto al suo.. << “ ma Signorina Marcella cosa..”>> Mi avvicinai velocente al suo viso e con tono severo, quasi autoritario ordinai << “ Zitto e continua a guidare”>> Era sbalordito, stupito e turbato da quello che stava succedendo, ma in fondo io fui pagata anche per quello.. Mi sedetti con la schiena appoggiata alla portiera, un piede steso dietro il suo poggia-testa e l’altro sul cruscotto vicino al volante, gli spalancai la figa davanti guardandolo intensamente, disse esattamente << “oh mio dio, ma cosa fai? Oh mio dio..”.

>> Con la mano sinistra teneva il volante e con l’altra si massaggiava il pene, non doveva badare al cambio poichè impostato sull’automatico; mi guardava sempre più incredulo e la mia eccitazione era alle stelle, m’infilai 2 sue dita in bocca, le succhiavo come fossero un cazzo gustoso e lui cominciò ad avere i primi spasmi di piacere.. dopo aver lubrificato le sue dita abbassai la sua mano verso il mio frutto della passione, era rigido e sembrava pietrificato, credo che non mentiva quando diceva di essere un tradizionalista, continuando a guardarlo l’aprii il più possibile mostrandogli la fighetta in tutta la sua umida eccitazione e la penetrai con le sue dita, le spinsi dolcemente fino in fondo e comincia a godere.. continuai con movimenti dolci ma intensi usando le sue dita per masturbarmi, feci una decina di affondi e poi rimisi la sua mano imbevuta fra le sue labbra.. si riempii la bocca del gusto della mia patatina palpitante, ripresi la sua mano e questa volta gli feci infilare 4 dita e le usai come fosse un cazzone voglioso solo di scoparmi.. Non ce la faceva più ed era tentato dal fermarsi ma non sapeva come l’avrei presa.. così non fece nulla, al ché gli dissi “ Claudio, devo fare pipì.. accosti in una piazzola tranquilla? ” Mi alzai inginocchiata sul sedile con il culo verso il finestrino e la mia faccia verso di lui.. Lo leccai muovendo sinuosamente la lingua dal collo alle orecchie abbassandomi fino al pisello che m’infilai in bocca come il più buono dei pasticcini alla crema, arrivata in fondo rimasi immobile così da fargli sentire tutto il calore della mia gola ma senza stimolarlo troppo, non volevo farlo esplodere subito.

Mise la freccia a destra per accostare, al che sfilai dalla mia bocca l’intero attrezzo ormai colmo di saliva che nel frattempo era cresciuto ancor di più e compiaciuta mi tirai su per prepararmi a scendere.. Quando si fermò scesi e aprii la portiera posteriore, spalancai bene quella anteriore e mi misi nel mezzo, mi toccai per qualche secondo e poi guardandolo negli occhi lasciai andare la pioggia dorata, lo feci in modo lento e quando finii gli chiesi “ Vuoi pulire??” Borbotto qualcosa e poi riuscì a dirmi: << “ ma come faccio, se passa qualcuno?”>> Lo guidai nei movimenti facendolo sdraiare a pancia in su sul mio sedile, con la testa verso di me, mi avvicinai lentamente, aveva la mia fighetta umida e profumata di ormoni a 10 cm dalla faccia mentre freneticamente si strofinava il pacco, gli dissi di non segarsi e di aprire la bocca.. Avevo tenuto un paio di gocce di pipì per lui e generosamente glie le donai, Claudio era li con la faccia immersa nella mia fighetta di cui si nutriva con foga e fame e colsi l’occasione per prendere il telefono in mano e dissi solo 2 parole: “ Ci siete” e Gabry dall’altra parte: “ Si ci siamo e vi stiamo guardando, brava continua così che quando arriverai ci sarà una bella sorpresa.. ” Gli presi la testa da sotto e glie la spinsi forte verso il mio clitoride, lo invitai con la voce a infilare anche le dita e a non fermarsi, venni dopo pochi secondi.. Feci scendere Claudio, gli ordinai di fare il giro dell’auto e quando arrivò di fronte a me gli dissi che anche io avevo sete.. M’inginocchiai e giù le mutande, mi trovai davanti ad un cazzo nella sua erezione massima, rosso palpitante e profumatissimo di ormoni, non aspettai un secondo e cominciai a succhiarglielo nella piazzola dell’autostrada alle 3 del pomeriggio.. Lo tiravo fuori dalla bocca e con il piercing gli stimolavo la cappella, con l’altra mano massaggiavo palle e ano, e dopo poche succhiate fece una schizzata copiosa e traboccante che mi godetti sino all’ultima goccia, continuando a succhiare anche dopo la venuta così da gustarmi davvero tutto il suo dolcissimo nettare.

Ancora un po’ imbarazzato mi disse che stavamo facendo tardi e mi invitò a salire nuovamente in macchina. Mi sedetti di nuovo dietro cullandomi nei comodi sedili in pelle e concedendomi il piacere di un’altra sigaretta.. Arrivammo in un bel casolare tranquillo e caratteristico, si sentivano gli uccellini cantare e si respirava aria pulita.. Claudio rimase al volante.. Mi accolse Gabry con un bel sorriso di soddisfazione, si erano divertiti anche loro a spiarci e prima di entrare in casa mi bendò, il suo gesto mi sorprese ma la situazione era talmente eccitante che in quel momento avrebbero potuto farmi qualsiasi cosa, pur di godere al massimo avrei soddisfatto qualsiasi richiesta.

Entrati in casa l’unico rumore che si percepiva era quello incalzante dei miei tacchi sul legno e null’altro.. Credo di aver attraversato 2 stanze, al termine delle quali c’era una scala che scendeva ad una terza stanza. In quest’ultima faceva più fresco e mi accomodò su un tavolo.. Gabry mi disse “ stai qui..”
<< “ Benvenuta Marcella, io sono “l’Inquisitore”, ti ho voluta in questo posto per vedere fino a che punto saprai spingerti nella ricerca del piacere e della libido estrema, dovrai prostrarti al nostro volere e fare tutto ciò che ti chiederemo.

Hai 10 secondi per pensarci, se al termine di questi avrai ancora la benda addosso sarai nostra..”
Mi tremavano le mani e sentii una stretta nel basso ventre, credo sia stato un accenno di orgasmo.. La benda la tolsi 6 ore dopo.. Mi scoparono in 5 per 5 ore di seguito e con Gabry erano in 6..
Non vidi nessuno di loro in volto, soddisfatti tutti i loro desideri mi lavarono con un getto d’acqua come fossi una cagna sporca e si dileguarono lasciandomi li bagnata.. non seppi mai i loro nomi, so solo che fu qualcosa di incredibilmente coinvolgente e vorticoso, un’apoteosi di piaceri carnali e sublimi estasi mentali.. Sfilai la benda, in quella stanza trovai solo un phone per asciugarmi e i vestiti con cui ero arrivata, mi ricomposi e arrivata sull’uscio della porta di casa trovai una busta, mi chinai per raccoglierla, la aprii e il colore predominante era il verde; era il resto del compenso, maggiorato perchè al telefono aveva omesso il fatto che non sarebbe stato il solo a scoparmi.. Lasciai cadere la benda a terra e salii in macchina fiera di aver compiuto il mio dovere da brava troia.. Tornai a casa stanca ma goduta, ebbi così tanti orgasmi che non fui in grado di tenerne il conto..
Mentre percorrevamo la strada del ritorno sentivo ancora i loro profumi addosso, odori dallo sfondo a****lesco e istintivo, sensazioni di mani e di corpi caldi e sudati, di respiri intensi e gemiti selvaggi e quei ricordi non mi abbandonano tutt’oggi.. Una domanda non sono riuscita a togliermi dalla testa.. Claudio era tra quei 5? Ha approfittato anche lui della bambolina bionda che in macchina l’aveva fatto impazzire?
Spero dal mio profondo di si 😉

Marcella Pepe.

Sesso nella cabina della spiaggia

In spiaggia, quando sei in compagnia di una dozzina di amici, ci si diverte tantissimo, tra una partita di beach volley, una nuotata nel mare cristallino e… del vero sesso! Essere circondato da ragazze bellissime, oltretutto alle prese con la “sindrome della zoccola estiva”, ma senza riuscire a combinare nulla, è davvero frustante.
Tuttavia ero riuscito a instaurare un bel rapporto con una di loro: 1,70 m, fisico “snello” ma con belle forme (gambe magre, poca pancia ma tonica, terza di seno), capelli castano scuro e occhi verdi; insomma, una tipica bellezza di origini meridionali anche se nata nel nord.

Inutile dire che interagire con lei mi eccitava, perché alla fine, il pensiero era uno solo, nonostante si era solo scherzato e giocato. In spiaggia, fra una cosa e l’altra, era un continuo scambio di sguardi.

Un pomeriggio mi feci accompagnare su in camera (abbiamo hotel diversi) per una dimenticanza, ma anche un amico si offrì di accompagnarci: con grande tristezza fui obbligato a soffocare ogni voglia, ma, soli in ascensore (l’amico ha preso le scale), il gioco di sguardi diventò manifesto desiderio ma, a causa del terzo incomodo, non riuscii a farla mia per chissà quale motivo.

Per tutto il pomeriggio non riuscii a toglierle gli occhi di dosso. Di sera non riuscimmo a vederci per suoi impegni con un’amica.

La mattina dopo andai in spiaggia e la trovai li con gli amici: mi mangiava letteralmente con gli occhi e io avevo davvero voglia di scoparla, non desideravo altro! Mentre facevamo il bagno, lei uscì prima con altre due amiche e, una volta raggiunto il loro ombrellone, queste mi dissero che era andata al bar ad ordinare il pranzo.

A quell’ora in spiaggia faceva veramente caldo e quasi tutti erano andati via per pranzo. Terminammo il pranzo con un freddo calippo ed ecco che il più scontato giochetto da troia diventò realtà: tanto banale quanto estremamente eccitante, ecco che cominciò a leccare il calippo come se fosse stato un pene, anzi lo succhiava proprio e, mentre si destreggiava con aria comunque innocente per non attirare l’attenzione, mi guardava dritto negli occhi. Inutile dire che il mio pisello cominciò a lievitare e pregavo non dovessi alzarmi per fare chissà che cosa!
Quando finì il calippo se ne andò verso le cabine della spiaggia, dicendo di dover andare in bagno.

Ma mi lanciò un’occhiata davvero eccitante. Dopo aver tergiversato per circa un minuto, mi alzai anche io e andai nella stessa direzione. Prima del bagno c’era la fila delle cabine e in una a metà, vidi il suo bikini appeso alla maniglia della porta, come a dire che c’era qualcuno dentro a cambiarsi il costume.
La chiamai per nome, ma non sentendo risposta non esitai ad abbassare la maniglia: la porta non era chiusa dall’interno e, quando aprii, la trovai seduta sulla stretta trave che faceva da piccola panca, tutta nuda, con le mani appoggiate sulla trave e contratte, così che le braccia stringevano il seno e coprivano i capezzoli; le gambe accavallate nascondevano la zona pubica.

Mi disse di chiudere la porta e lo feci, si avvicinò a me e mi abbracciò: aveva le mani e le tette fredde come asciugate dopo la doccia; mi baciò e le sue labbra e la sua lingua erano morbide ma i suoi baci intensi e corposi. Dopo aver passato le mie mani sulla sua schiena, le accarezzai i glutei, ma lei me le prese e me li fece stringere. Quando mi disse: “non ti preoccupare, ho sentito che ti si è già indurito il cazzo, sarebbe un problema se non fosse così”, le risposi “beh, ce l’avevo duro anche quando ti guardavo semplicemente mangiare il calippo!”.

Con una calma sensuale e un sorriso eccitante esclamò: “già, presumo che allora tu abbia le palle piene di stare solo a guardare, svuotiamole ste palle!”. Rimasi senza parole e quando la guardai a bocca aperta mi appoggiò l’indice di una mano sulle labbra e con l’altra mano scese lungo il mio torace, poi l’addome, mi abbasso il costume e mi afferrò il cazzo, che, dopo una leccata a tutta lunghezza, le finì in bocca.

In quel momento sentii un brivido lungo la schiena e un forte calore sul glande: mi dovetti sedere sulla panchetta, mentre lei, inginocchiata, dimostrava le sue doti di pompinara. È difficile da descrivere, non era una pompa, ma un’esperienza estasica: è come se mi fosse finito il pisello in un pene-lavaggio, leccava, succhiava, pompava, ciucciava, sciacquava con la sua saliva, smanettava, spremeva… Io in realtà non sapevo se perdermici e magari venire o trattenermi nell’eventualità che le cose degenerassero ulteriormente: scelsi la seconda opzione (tanto sulla prima potevo ritornarci in qualsiasi momento) e drizzai le orecchie per sentire se ci fosse qualcuno nei paraggi.

Ad un certo punto mi prese la mano e la fece passare tra le sue cosce, arrivando in cima: la mano si inzuppò, aveva la figa tutta bagnata!! A quel punto mi tirò una succhiata fortissima che quasi urlai (di piacere) ma riuscii a trattenermi. Mi doveva bastare e fu ora di invertire i ruoli: io mi inginocchiai (non senza difficoltà su quelle scomodissime assi di legno!) e lei si sedette sulla trave a gambe spalancate: che meravigliosa visione, quella di una vulva succulenta che aspettava una bocca che se ne impadronisse, le due spesse labbra esterne (se fosse stata a gambe socchiuse avrebbero sicuramente nascosto quelle interne e il sublime contenuto che invece mi appariva), il clitoride in evidenza, circondato da filamenti trasparenti, segno che era pronta a ben altro che alla bocca.

Comunque sia, affondai la lingua e mi immersi in una figa bollente e fradicia, le secrezioni dolci, segno che la sua doccia era stata accurata (e non disinteressata). Cominciai ad accarezzarle le labbra con la lingua, poi girai intorno al clitoride, sollevandolo e abbassandolo; poco dopo mi sussurrò di andare più forte e allora cominciai ad alternare grosse leccate a leggere succhiate, andando avanti e indietro, su e giù, come fosse un gelato: da silenziosa cominciò a gemere e a tremare (e la trave vibrava) allora mi staccai e la pregai di rimanere silenziosa.

Siccome mi ero staccato, si alzò in piedi, si girò e, poggiando i gomiti sulla panchetta, mi mise il culo di fronte: era la dimostrazione che voleva essere scopata a 90. Mi disse: “ficcamelo, svelto!” e allora glielo infilai tutto dentro in una botta sola, provocandole un acuto urlo di godimento. Comiciammo. Mi diceva di sbatterla forte, veloce e io non mi tirai indietro, stringendole il bacino con le mie mani. Sentivo i suoi muscoli pelvici contrarsi, la sua vagina mi strangolava il pene, ma non mi fermavo.

Le mie palle sbattevano contro la sua figa aperta.
Respirava sempre più avidamente e si contraeva più frequentemente: stava per venire. Disse: “minchia come godo, ma perché non me lo sbatti nel culo?!”. Non passò neanche un secondo dalla fine della domanda che la inondai di sperma, continuando a scoparla. L’idea del sesso anale mi fece impazzire, oltretutto aveva l’ano zuppo, sarebbe forse stato abbastanza facile, ma incominciarono a sentirsi dei passi all’esterno, segno di movimento.

Non conveniva proseguire.
Mi fissò. Io, zitto, con respiro frettoloso ma silente, la fissai estasiato. “Ti è piaciuto farti ciucciare il cazzo?” chiese, “domanda retorica” risposi e lei continuò: “Tanto lo so che volevi venirmi in bocca, lo sentivo gonfiarsi”, così si sedette e mi ripulì interamente dalla cappella alla base. Sembrava non fossi venuto, leccò tutto davvero.

Si pulì le labbra con un telo e se lo legò intorno al corpo.

Uscì dalla cabina, mi lasciò da solo, ancora febbricitante per l’incontro ravvicinato. Aspettai qualche minuto fisiologico e raggiunsi anche io l’ombrellone, non prima di essermi fatto una doccia refrigerante!.

IL MIO AMORE

Avevo paura, avevo paura della sua reazione, era troppo bella, un viso d’angelo, un corpo meraviglioso,una mia compagna di squadra, giocavamo insieme a pallavolo, lei palleggiatrice e io centrale, ma aveva il ragazzo, uno stronzo che la faceva soffrire e piangere, io ero innamorata di lei, amavo come si vestiva, come camminava e come mi abbracciava ogni volta che si faceva il punto in partita. Però un giorno presi coraggio, non potevo stare le notti senza dormire pensandola, non potevo pensare che stesse sulle braccia di lui, la volevo tutta per me e così al ritorno di quella partita, in macchina dietro io e lei, il viaggio lungo, lei si appoggia a me per dormire, mi piace, le accarezzo i capelli, la bacio sulla testa e lei sembra gradire questo mio gesto, mi faccio un po’ audace, le cerco il seno, ha la tuta aperta e la maglietta bianca sotto di cotone, non ha il reggiseno e con il mio dito sfioro i suoi capezzoli, ecco ci siamo, si morde il labbro e mi guarda, la sua mano va verso il mio interno coscia, io apro le mie cosce cercando di capire se l’autista possa vedere quello che stiamo facendo, ma la notte ci copre e mancano ancora 100 km per arrivare a casa.

Ora la sua mano si fa più audace, arriva fino al bordo dei pantaloni della tutta e ci entra dentro, io continuo a giocare con i suoi capezzoli, lei arriva fino ai peli del pube, ha tutta la mano dentro, scende ancora più in basso, mi accarezza il clitoride, la mia figa è un lago, ho un orgasmo,ma trattengo il gridolino di gioia per non farci scoprire, le affonda le dita dentro di me, sono sua, io stringo il suo seno e con l’altra mano sono sotto la sua maglietta, arrivo a toccare quella rosa di dolcezza che il suo petto teneva, un seno meraviglioso, morbido e sodo e un capezzolo duro come un chiodo, lei mi masturba, io abbasso la mia testa verso di lei e la bacio in bocca, un bacio che non scorderò mai, il mio primo bacio saffico, entro con tutta la mia lingua, cerco la sua, giochiamo un po’, in gran silenzio, sono contenta di questa situazione, finalmente il mio sogno si è avverato.

Sto per avere un altro orgasmo, spingo il mio pube verso fuori, così possa lei penetrarmi con la sua mano ancora più in fondo, le strizzo quella tetta e il nostro bacio diventa il nostro volume dei suoni che si abbassa fino al minimo. Lei stacca la mano, si staccano anche le nostre labbra, mi bacia sulle labbra e mi dice – Senti, stanotte i
miei sono alla casa al mare,vieni a dormire con me, io ho paura di rimanere sola – un invito come questo non potevo non rifiutarlo, dico di si, prendo il cell.

avverto i miei che dormirò a casa di Federica, le prendo la mano e dico – Sono contenta che tu me l’abbia chiesto, anch’io avrei paura di dormire da sola, ma con te vicino è tutto un’altra cosa – ormai manca poco all’arrivo a casa sua, ancora pochi chilometri e saremmo arrivati a destinazione. Le tengo la mano e mi accuccio con la mia testa sopra il suo seno, mi accarezza, con il dito gioca con il lobo del mio orecchio, si abbassa e mi lecca dietro l’orecchio, mi vengono i brividi, sono molto sensibile in quella zona, mi morde adesso il lobo, mmmm che bello, ho un brivido in tutto il corpo, è molto brava è dolce.

Ci siamo, eccoci arrivate, scendiamo, apriamo i portabagagli, prendiamo le nostre borse, salutiamo il nostro allenatore ed entriamo a casa sua. Poggiamo le borse, ci abbracciamo e ci baciamo ancora – Perché hai aspettato tutto questo tempo per dirmi che mi amavi? Avevi paura della mia reazione? Si è vero stavo con Beppe, ma io ti ho sempre amata. – la guardo negli occhi – Ma anche tu potevi dirmelo prima invece di farmi penare per giorni e mesi, ma l’importante amore mio che ora siamo qui io e te,da sole, e stanotte cercheremo di recuperare il tempo perso – ci baciamo ancora, ma Fede mi dice – Amore, puzzi di sudore, dai vieni che ci facciamo il bagno insieme, vai su, prepara la vasca, acqua calda naturalmente, che io vado a prendere le candele.

Salgo su, pulisco la vasca con il telefono, la tappo e faccio scendere l’acqua calda con un po’ di acqua fredda, lei arriva, ci spogliamo, mette le candele dappertutto, le accende, spegne la luce, butta almeno mezza confezione di bagno schiuma, e con la mano crea della schiuma, ci siamo, la vasca è al culmine ci immergiamo e……… alla prossima.

Con La Mia Cugina Preferita! 2

PARTE 1:

Ed eccoci qui al racconto della seconda volta in cui scopai con quella topa di mia cugina più grande di 11 anni!

Dopo quella fantastica serata che mi cambiò la vita non riuscivo a pensare ad altro. Mi ero fatto mia cugina, ero felicissimo ma allo stesso tempo un po’ confuso.
Avrei voluto rifarlo altre milioni di volte, ma non sapevo se Chiara la pensasse allo stesso modo… Magari quella notte era presa dall’ euforia!
Per il mese e mezzo successivo non pensai a nient’altro, così ogni tanto la contattavo su Facebook, sperando di capire qualcosa.

Cercavo in tutti i modi di farla parlare di quello che successe alla festa della nostra zia, ma niente. Sembrava quasi che lo avesse rimosso.
Arrivò così fine Giugno, il periodo in cui i miei genitori vanno al mare per 1 settimana solo loro due. Proprio nello stesso periodo mio Fratello sceglie di andare giù in Puglia con la sua ragazza per 2 settimane.
Avevo la casa tutta per me!
Intanto in tutto quel periodo non smisi di contattare Chiara.

Dopo 4 giorni passati da solo a casa mi venne un’idea, mandai un messaggio a Chiara chiedendole se fosse venuta a cena da me una di queste sere visto che ero solo.
Non ci sperai molto, poiché quando veniva invitata dai miei declinava sempre dicendo di essere molto impegnata con il lavoro.
La risposta arrivò circa mezz’oretta dopo il mio messaggio, e la sua risposta fu:
“Scusa se non ti ho risposto subito Cuginetto, ma stavo lavorando.

Comunque ci sto, vengo domani sera… Baci :* “.
Scoppiai di gioia, ero completamente stupito dalla sua risposta, che non poteva essere più che positiva viste le continue buche che dava.
La mattina seguente mi svegliai carichissimo, andai a comprare qualcosa per la sera e sistemai casa.
Verso le 20 sento suonare il citofono, e anche se sapevo già chi fosse chiedo:
“Chi è?”.
“Io. “. Non aggiunsi altro e aprì il portoncino di sotto.

Dopo una trentina di secondi eccola uscire dall’ascensore e suonare alla porta di casa.
Aprì immediatamente… Eccola lì, mia cugina, vestita dannatamente sexy; indossava un vestitino nero con spalline, calze autoreggenti scure e scarpe nere con un tacco non troppo alto.
Già quasi eccitato la salutai è le chiesi:
“Hey, ma tutta ‘sta eleganza?”
“Hihi, e per cambiare un po’. Allora cosa mi fai per cena?”
“Sai che non sono un grande cuoco, pensavo a un piatto di spaghetti al pomodoro…”
In effetti in cucina sono un po’ imbranato, e la pasta è una di quelle poche cose che so fare.

Cercai di metterla subito a suo agio invitandola ad accendere la tv se voleva, e intanto le spiegai che avevo intenzione di cenare in soggiorno per stare più comodi.
Iniziai a prepare, e lei seduta dal divano mi chiese ridacchiando:
“Allora? Mamma e Papà ti hanno abbandonato per andarsi a divertire?”
“Ahah! No, sono stato io a mandarli via!”
“Si proprio tu che sei un mammone…”
Dalla cucina la guardai dalla testa ai piedi, iniziai a farci quei pensieri sconci, e il mio cazzo iniziò ad indurirsi.

Una volta pronti gli spaghetti ci sedemmo a tavola e cenammo parlando e guardando la tv allo stesso tempo.
Arrivarono le 22:30, e passate quasi tre ore, pensavo che il sesso tra noi due era iniziato e finito quel giorno di Aprile. Lei si comportò per tutta la sera come se non fosse successe niente.
Ma passato circa un quarto d’ora, mentre continuavamo a discutere ancora seduti a tavola del più e del meno, sento il rumore di una scarpa cadere a terra.

Non ci do subito un gran peso, ma pochi secondi dopo sento qualcosa che mi sale dalla gamba fino ad arrivare alla patta dei jeans… Era il suo piede destro, ed il mio cazzo si indurì all’istante.
“Ehilà, siamo in tre stasera allora…” Disse.
Rimasi esternamente serio, anche se dentro gioivo come non mai, la guardai è vidi che stava ridendo guardandomi dritto negli occhi.
“Hai voglia di rifarlo?” Aggiunse sempre sorridendo.

Io non aspettavo altro e senza dire niente mi abbassai i pantaloni.
Continuò per un po’ a massaggiarmelo con il piede, per poi scivolare sotto il tavolo.
Arrivò praticamente sotto di me, si tolse anche l’altra scarpa e iniziò a succhiarmelo tutto.
Ormai persi i freni inibitori anche da parte mia, presi con una mano il mio cazzo e con l’altra la sua testa, facendogli fare su e giù fino in fondo ripetutamente.

Non fece opposizione, così continuai per un bel po’. Vedevo la mia asta scomparire e ricomparire dalla sua bocca, era addirittura più brava dell’altra volta, forse perché ora eravamo in completa libertà.
Dopo cinque minuti mi fece alzare dalla sedia…
“Mettiti sul divano. “
Mi spogliai completamente e mi misi sul divano. Intanto anche lei si tolse il vestitino, rimanendo solo con le calze e mutandine nere.
arrivò vicino a me e mi baciò con passione… Staccatasi poi dalle mie labbra continuò a baciarmi sul collo per poi scendere fino alla cappella.

Riprese a farmi un pompino ma per per poco.
“Puoi sdraiarti?” Mi chiese.
Mi sdraiai immediatamente, e lei fece lo stesso mettendosi al contrario su di me. Stavamo facendo un 69!
Mentre lei mi succhiava il cazzo massaggiandomi le palle allo stesso momento, io avevo la testa fra le sue gambe ricoperte dalle autoreggenti.
Le abbassai gli slip fino alle cosce, e reggendomi al suo fondoschiena, iniziai a leccarle la figa.

Proprio come l’altra volta era depilata alla perfezione, stavo provando un piacere inimmaginabile.
Presi davvero così tanto gusto che ci affondavo tutta la faccia, arrivando quasi a perdere il fiato.
Continuai a leccarle il clitoride, e a stimolarlo con le dita, ogni tanto alzavo un po’ la testa per leccarle il buco del suo culo perfetto.
Intanto lei continuava a spompinarmi per bene, sentivo che se lo infilava tutto in bocca, stavo godendo fin troppo, stavo già per sborrare…
“Cazzo, sto per venire!!!” Dissi staccandomi dalla sua figa ormai tutta bagnata.

Al contrario dell’altra volta non disse niente e continuò, aumentando addirittura il ritmo.
Iniziai a venire… Fuoriuscì un enorme quantità di sperma, alchè non lo prese tutto in bocca ma solo la metà.
“Uh… Ma quanta ne avevi?!”
“Scusa, è che aspettavo questo da troppo tempo”.
Si alzò e si ripulì velocemente il viso, io aggiunsi:
“Non ti preoccupare Chiara, ho appena iniziato!”
Mi guardò e mosse le sopracciglia dal basso verso l’alto due volte.

“Andiamo in camera da letto. “
Lei rimase in silenzioe mi seguì.
La portai nella camera dei miei, accesi la luce e vidi il letto ancora sistemato, era così da quando i miei genitori partirono.
Questa volta presi io l’iniziativa, la presi e la buttai garbatamente sul letto e mi catapultai subito sulla sua fighetta calda e bagnata. Con due dita le allargai le labbra e ci infilai la lingua.
In men che non si dica avevo di nuovo la mazza durissima, così mi misi in ginocchio fra le sue gambe e glielo infilai tutto, lentamente.

Ci guardavamo negli occhi…
“Cazzo sì…” Disse lei.
Iniziai a penetrarla lentamente…
Mi abbassai verso di lei, le leccai un po’ le tette e la bacai ancora.
Una volta staccato dalle sue labbra, le afferrai le caviglie fini, le allergai le gambe, ed iniziai ad aumentare il ritmo…
“Oh… Oh merda sì…” Continuava.
Iniziai a sentire il suo respiro affannoso, mentre la sua figa sempre più bagnata, ora il mio cazzo affondava agevolmente, così aumentai ancor di più.

Glielo sbattevo velocemente muovendo il bacino avanti e indietro, intanto sentivo il materasso sbattere sulle doghe del letto a causa dei nostri movimenti.
“Mettilo tutto dentro… Fino in fondo… Lo voglio sentire tutto. ” Staccò le sue gambe dalle mie mani, e si avvinghiò con esse alla mia schiena.
“Come vuoi tu” le risposi, così iniziai a farle colpi secchi e feroci, infilando gli tutto il mio cazzo, fino alla base.

Dopo un po’ sfilai il cazzo, la invitai a sdraiarsi di fianco, e io feci lo stesso dietro di lei.
Glielo buttai di nuovo tutto dentro, intanto con una mano le allargai una gamba , e con l’altra le massaggiavo le tette.
Mentre la scopavo con vero gusto, le leccavo il collo, adoravo il suo profumo…
“Ti voglio sopra…” Le dissi.
Senza dire niente mi spinge entrambe le spalle sul letto, facendomi sdraiare a pancia in su, si leccò le labbra e me lo succhiò per poco così da lubrificarlo.

Gattonando arrivò a mettersi sopra di me, mi afferrò il cazzo e se lo mise dentro.
“Così ti va bene?”
“Porca puttana sì” le risposi.
Così lei iniziò a fare su e giù sulla mia mazza lubrificata dalla sua saliva e dai suoi umori.
Mentre mi scopava mi guardava dritto negli occhi; io invece guardavo in po’ il suo viso e un po’ le sue tette che penzolavano avanti e indietro.

Dopo una fase più leggera, iniziò a saltare su di me, io intanto la accompagnavo tenendola dai suoi fianchi stretti.
Senza dire niente la fermai e la spostai sul letto a pancia in giù, mi ci sdraiai sopra, ovviamente non a peso morto per non farle del male, e la penetrai più veloce e forte che potevo…
Lei appoggiò le sue mani sulle sue chiappe e le allargò.
“Merda, tra un po’ vengo… Dove lo vuoi?!” Le chiesi…
“Anche dentro va bene… Sto prendendo la pillola.


Era la risposta che speravo…
“Eccolo… Sta arrivando…”
“Oh… Oh… Vai cuginetto… Vai!”
Affondai tutto il mio cazzo nella sua figa e le spruzzai tutto dentro.
Non avevo mai goduto così tanto, mi avvicinai di nuovo a lei e ci baciammo ancora.
Appena sfilato il cazzo notai che dalla sua figa colò sul lenzuolo un pò di sperma.
“Cazzo! Ora devo lavarla!”
Chiara scoppiò a ridere:
“Ahah! Avevi solo da non venirmi dentro… Vabbè ne è valsa la pena spero…
“Quello sicuro.


“Dai si sta facendo tardi, vado che domani il lavoro mi aspetta. ” Si alzò, si ripulì e si rivestì.
La accompagnai alla porta
“Mi raccomando non farmi aspettare così tanto come questa volta. “
“Sarà fatto. ” Risposi io, anche se non capì se si riferiva alla cena o alla scopata.
Ci salutammo e la lasciai andare.

Questa fu la seconda volta che scopai con mia cugina Chiara… Fortunatamente per le volte dopo non passò molto tempo.

Spero,come sempre, di aver scritto discretamente e di avervi divertito ancora… Cosi da poter continuare!.