Al cinema

Il film raccontava la vicenda di un marito cornificato in tutti i modi più laidi da una moglie bella e calda, facile preda di maschi senza morale che la avvicinavano e facilmente la portavano a letto.
Il poveretto non aveva una erezione sufficientemente valida per accontentare la moglie ma, probabilmente, non sarebbe stato diverso. L’uomo non sapeva o non poteva difendere i suoi diritti coniugali e non poteva che subire il ricambio continuo di cazzi nella figa di sua moglie.

La storia mi colpiva, perché sentivo una certa analogia con me e con i miei desideri più intimi, mi colpiva perché mi sentivo anch’io fragile e quelle scene di tradimento mi eccitavano e mi impaurivano allo stesso tempo.

Il poveretto fu ad un certo punto vittima anche degli amici più cari, quando uno di loro scoprì quanto era facile accedere alla moglie e quanto il marito non sapesse difendersi, entrò facilmente nella camera da letto e nel letto matrimoniale del marito dove consumò il suo diritto a scoparsi la moglie.

Il bastardo non mancò di fotografare la moglie nelle pose più sputtananti e di mostrale agli altri amici, presto la donna divenne l’amante di tutti loro e il marito uno zimbello da prendere in giro con un grande palco di corna da cervo.

Inutile dire che le scene mi eccitavano moltissimo e forse si vedeva; per fortuna la mia realtà era diversa… forse.

Sbirciai mia moglie per controllare che non si rendesse conto del mio piacere nel vedere quelle scene.

Con un tuffo al cuore mi resi conto che l’uomo accanto a lei le aveva posato una mano a lato della coscia e che lei non stava facendo nulla per impedirlo, sicuramente resa calda dal film.
Avrei dovuto fermarlo, bloccare la cosa sul nascere, impedire che un altro la toccasse, impedire che mia moglie fosse alla mercè di un estraneo.
Ma non feci niente. Era come se il mio uccello bagnato per le scene del film fosse stato scoperto nel più bello e che, sorpreso, non potesse che continuare da quello che stava vedendo nel film ma con mia moglie.

L’uomo salì dall’esterno fin sopra la coscia e mia moglie non faceva niente. Io neppure. Mi sentii pulsare la fronte come se due protuberanze un tempo invisibili stessero premendo per aprirsi la strada, come se i miei pensieri stessero per prendere una forma precisa ed evidente a tutti.
L’estraneo scese verso l’interno della coscia e risalì verso il suo bersaglio, stava diventando evidente che mia moglie lo avrebbe lasciato fare e che il marito non stava facendo nulla per impedirlo.

Probabilmente l’uomo pensava che ero il solito marito consenziente. E io mi stavo scoprendo tale.
Quando mia moglie mosse le labbra con un leggero morso sul labbro inferiore, seppi che altre labbra erano state raggiunte.
Finalmente un altro uomo toccava la figa di mia moglie e due corna spuntarono dalla mia fronte, piccole ma decise.

Per scherno l’uomo decise di sollevare la gonna di mia moglie in modo di poterla vedere, mostrare a me e, infamia, mostrare ad altri vicini di posto.

Le mutande bianche di mia moglie si stagliavano bene nella luminosità della sala e ben si vedeva la sua mano lavorare la sua figa ancora protetta.
Il mio cazzo pulsava del tutto arreso al suo destino e le mie corna desiderate, volute, bramate… erano in vista e probabilmente altri iniziavano a notarle.

Mia moglie sembrava ormai in calore e l’uomo non ebbe problemi a proseguire nel suo piano. Con lenta, studiata mossa, le calò le mutande e gliele tolse, poi rimise la mano sulla figa e mia moglie d’istinto allargò le cosce.

L’uomo allora non coprì più la figa con la mano ma lasciò che si vedesse bene, strusciando le dita sul clitoride evidente e sulle labbra ben esposte.
A questo punto il mio cazzo era fradicio e le mie corna svettavano orgogliose eppure sputtanate.

L’uomo si calò pantaloni e mutande e tirò fuori un cazzo duro ed enorme, molto più grosso del mio.
Si mise fra le cosce di mia moglie, le allargò bene, predispose la figa alla penetrazione lavorando sulle piccole labbra.

I vicini stavano guardando la scena con grande partecipazione, come volessero mettersi in fila.

Infine il momento fatale, il cazzo estraneo penetrò la figa di mia moglie per raggiungere zone che il mio cazzo non aveva mai raggiuto.
Ero cornuto, pubblicamente cornuto, pubblicamente contento di esserlo.
Ero dotato di due bellissime corna da bue senza palle, sconfitto che guarda la propria moglie pubblicamente trombata da un altro uomo.

Intanto diversi uomini si erano avvicinati per godere dello spettacolo, forse per esserne parte.

Con occhi voraci sulle nudità di mia moglie, si tolsero i pantaloni e le mutante.
Tre cazzi svettavano in attesa accanto a me. Uno mi fece capire che voleva che glielo menassi per preparalo alla monta. Ero stordito e umiliato.
Presi il cazzo in mano e lo menai lentamente, conscio che l’umido e duro fallo si sarebbe fatto mia moglie.
Intanto il primo uomo sborrò dentro mia moglie sotto gli occhi di tutti!

L’uomo a cui stavo menando il cazzo levò la mia mano per mettersi fra le cosce di mia moglie; poi pretese che imboccassi la sua cappella bagnata nella figa schiusa di mia moglie.

Obbedii naturalmente e sentii quel cazzo entrare in mia moglie. Rimasi con la mano sulla vagina aperta penetrata per sentire con mano il cazzo che andava avanti e indietro martellante.
Così da bue divenni cervo, il mio palco di corna era completato, grande. Ero un grandissimo cornuto!

Mi calai le braghe e le mutande ed esposi il mio cazzo svergognato, capace solo di fornire altri cazzi alla moglie.
Capace solo di essere menato con foga guardando grossi cazzi in figa alla propria moglie.

[storia di fantasia].

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