Archivio mensile:Giugno 2012

NORA E IL SUO SEGRETO

1

– Non avrei mai creduto che il numero fosse ancora lo stesso, sai? – disse Mauro, con la solita nota di emozione nel tono, pacato, ma leggermente apprensivo. Probabilmente temeva a ogni istante che lei lo liquidasse:
– Sapevo che saresti andata via di la … lontano, ma forse mi confondo. –
– Chissà, sono passati tanti anni – rispose Nora – ero ancora giovane, dovevo fare tante cose … – un velo di nostalgia avvolse la fine delle sue parole ma forse, Mauro, se l’era solo immaginato.

Nora, invece, faceva del suo meglio per mantenersi laconicamente sul vago… e disinteressata.
Dopo la loro storia, finita quasi venticinque anni prima, il suo umore e i suoi atteggiamenti erano cambiati spesso rispetto a “lui”!
Nei primi anni, soprattutto appena seppe che lui aveva sposato quella “puttana schifosa” una rabbia sorda e nascosta, l’aveva resa arida, cattiva, determinata.
Si sposò pure lei, un “bamboccione”, uno dei tanti che le sbavavano dietro: il più coglione.

Voleva un uomo da manipolare, sfruttare e mortificare e Pierpaolo era proprio il tipo giusto.
In seguito, a letto, scoprì che la prima impressione non era sbagliata … l’uomo, appena abbandonate le remore iniziali, era masochista e amante della sottomissione.
All’epoca Nora era una furia e, pur di dimenticare, si prestò al gioco, imponendogli tutta una serie di mortificazioni e di castighi.
Lo faceva vestire da donna, lo penetrava con un grosso cazzo di plastica, lo sculacciava …
Poi vennero i figli: prima Marco, poi la femmina dopo due anni.

Nora era una persona d’amore e i bambini mitigarono la sua rabbia, che cedette il posto alla routine e agli impegni di una giovane mamma.
Pierpaolo venne “parcheggiato” e “accontentato” occasionalmente. Dopo cinque anni di matrimonio la vita si era normalizzata. L’uomo era un bravo padre e un gran lavoratore e quasi sempre, la notte, si dormiva.
Per anni la donna aveva sepolto i ricordi, tutto l’impegno era per i figli e per la Caritas: quando poteva faceva volontariato per raccogliere offerte e aiuti per le giovani madri in difficoltà.

Mentre Mauro “la violentava” di parole dalla cornetta, Nora non capiva niente, ma ascoltava quella voce speciale, dall’accento inconfondibile, come alla radio si ascolta una vecchia canzone dimenticata, che, all’improvviso, ti riporta al cuore tanti ricordi, a volte struggenti.
Ricordò che circa quindici anni prima lo aveva rivisto, per caso. Si concessero un caffè … quattro chiacchiere, ma lei lo aveva tenuto freddamente a distanza.
In quel periodo era abbattuto, provato, le sue scelte si erano rivelate catastrofiche … ma lei non riuscì a sorriderne né allora, né mai.

Ricordò solo che, allora, lo odiava … semplicemente.
Forse, più che lui, odiava tutto ciò che lo circondava … donne, figli, colleghi, casa … lei odiava la sua vita.
Forse non riusciva nemmeno a sopportare che, mentre gli anni passavano, lui avesse una vita tutta sua, lontana, staccata da lei!
Pensieri da folle, ammise adesso.
Ora, superati da poco i cinquanta, Nora si sentiva abbastanza “anziana” da non avere più la grinta per i sentimenti “forti”.

Da anni si era placata la sua sete di vendetta assurda, inutile: ora era una signora, ancora bella, dicevano, e questi palpiti del cuore li lasciava ai suoi figli, anzi nemmeno più a loro! Ormai erano abbastanza grandi da pensare solo all’università e, compostamente, ai rispettivi amori, pacati e consapevoli.
Stupidamente si chiese se, i suoi ragazzi, avessero mai provato la vera passione.

– Devo vederti … ecco … – stava dicendo Mauro, in quel momento.

Nora si riprese dal fantasticare: – Tu sei matto – disse – e perché mai, poi? –
– Perché voglio vederti … almeno una volta, come allora. – disse lui emozionato – perché io non ti ho mai scordata … –
– Impossibile! – avrebbe voluto anche attaccare, drasticamente, per cancellare il passato con un colpo solo ma, pensò, se non era successo in trent’anni non sarebbe successo adesso. Tacque.
– Nora, – disse Mauro piano – ti prego … voglio solo stringerti la mano, non voglio diventare ancora più vecchio … non voglio lasciare questo “posto”, senza incontrarti, almeno una volta … –
– E va bene … un caffè.

Sia … – rispose laconica.
– Oh, cara, fra quanti minuti … dove!? –
– Non fare il buffone, come tuo solito … non penserai di vedermi adesso!? – disse Nora categorica – Credi che mi lascio incontrare senza andare dal parrucchiere? Hai una moglie giovane tu … e io invece … sono passati gli anni, lo sai scemo? –
– Tesoro, quando vuoi, dimmi tu … non voglio assillarti. –
– Uhm – meditò Nora – diciamo … la settimana prossima, Martedì; puoi di mattina? –
– Ma certo, alle dieci, va bene? –
– No aspetta … – replicò lei – alle dieci si, va bene, ma di Mercoledì … sono superstiziosa lo sai.


– E dove? Vengo con la macchina, così, se vuoi, ci possiamo spostare … –
– Macché, vieni a casa … ma cosa sogni nella tua mente malata, oh? – lo rimproverava ma era allegra – Sono una vecchia signora … coi figli grandi e un marito vecchio e più rimbambito di te … vieni a casa! Cosa credi di fare … ? –
– Non so … ma sono certo che con te, farei … farei tante cose, eccome! –
– Puah … non solo sei vecchio, ma pure sporcaccione … siamo a posto! –
Si salutarono ridendo.

2

– Accomodati, vieni … –
– Caspita – disse Mauro, guardandosi intorno – l’hai ristrutturata veramente bene … non la riconosco più. –
– Sai, sono arrivati i bambini … ora sono grandi, la ragazza è sposata da poco, ma vive lontano. – Mauro seguiva Nora che gli mostrava gli ambienti nuovi ricavati nella casa antica.
– Comunque … – disse Nora, con poco interesse alla visita guidata – salotto “buono” o cucina “living”? –
– Camera da “letting”? – fece Mauro, una battuta scema.

– Perché … ti faccio venire sonno? – rise Nora – non pensavo di essere ridotta così … –
Sedettero in cucina e, finalmente, appena lui tolse gli occhiali, si guardarono negli occhi e, per un interminabile istante, si tuffarono l’una nell’anima dell’altro.
La stessa, identica sensazione provata la prima volta che si erano fissati e … rapiti, con gli occhi, trent’anni prima.
Erano cambiati. Molti inverni avevano provato le loro ossa, molte estati avevano seccato la loro pelle ma, per le loro anime, niente era cambiato.

La nostalgia li trascinò per pochi secondi in un vortice senza appigli e senza pavimento … poi Nora fermò quel momento di caduta libera:
– Caffè? – chiese.
– No, grazie, solo un bicchiere d’acqua … devo riprendermi … –
– Ma smettila di fare lo scemo – Nora era leggermente stizzita, mentre l’antica rabbia le ricordava tutto quello che non era stato, tra loro.
– Sei il buffone di sempre – disse poi, calmandosi – piuttosto raccontami di te, anche tu hai figli, ricordo bene? –
La donna si appoggiò alla cucina in una posa che, probabilmente, le era familiare e incrociò le braccia delicate.

Mauro bevve con avidità, aveva la fronte leggermente sudata. Approfittò di un tovagliolino del dispenser.
– Non parliamo di questo tempo inutile, te ne prego – disse – Mentre gli anni passavano sapevo di viverli senz’anima … senza amore … come se il mio spirito fosse parcheggiato, mentre il corpo faceva del suo meglio per accontentare gli altri … e forse, la vita stessa. –
– Ma insomma … – replicò lei spazientita – cosa vuoi? Vuoi che ti chieda di andartene … ma io non lo so! – sbottò.

– No, ti prego – disse Mauro – perdona la mia irruenza … abbi pazienza. E’ che non mi pare vero di vederti qui, davanti a me … come una volta. – poi con delicatezza … – Come sei bella! –
– Si, proprio! – però sorrise del complimento.
Effettivamente aveva avuto la fortuna di mantenersi magra e minuta, nonostante gli anni, le gravidanze e gli affanni … però sapeva di avere le rughe agli occhi e che, sotto il reggiseno, non c’era più quel seno florido che le ornava il petto nella sua “primavera”.

Mentre lui finiva la sua acqua, lo studiò, critica, e dovette ammettere che si manteneva bene anche lui; ricordò dolorosamente che aveva quattro anni meno di lei e che adesso le pesavano tutti, altroché.
Aveva messo qualche chilo, un po’ di pancia, ma tipicamente “mediterranea” … e non gli stava tanto male.
Ma quello che non riconosceva assolutamente in questo “signore” così vicino ma così estraneo, era la dolcezza che trasmetteva … il suo sguardo era remissivo, arrendevole; ma lui non era così, oh no!
Lo ricordava.

Battagliero, deciso, volitivo: un po’ prevaricatore … invece adesso, eccolo, piegato dalla vita, con qualche ruga ai lati della bocca, segno di un lunga, misteriosa, sofferenza … e fu così, che Nora, si lasciò fregare.
Non avrebbe mai e poi mai ceduto a Mauro, mai più nella vita, lo aveva giurato; ma soprattutto mai e poi mai, quella mattina normale, in casa sua, proprio in quel giorno …
Ma Mauro era cambiato e, nonostante le battute che faceva, era talmente cambiato da farle un tenerezza dentro, che non sapeva spiegarsi.

Lui parlava e parlava, come un ragazzino che a scuola si accorge di essere comico, e lei sorrideva e fingeva di ascoltare le sue scemenze ma, intanto, moriva dalla voglia di abbracciare, di stringere, quel “vecchio” ragazzo.
Le ricordava Charlot e le sue gag da clown mentre il suo sguardo era triste e innamorato …
Ecco perché Nora cedette.
– Ma adesso parlami di te, te ne prego – stava dicendo Mauro – ti sto annoiando.

Intanto si alzò per mettersi in piedi di fronte a lei … forse un po’ più vicino del dovuto.
Nora si ritrovò all’altezza del petto di lui … per dimostrarsi disinteressata aveva tenuto delle belle pantofole, ma basse … e lui, come tanto tempo fa, la sovrastava di molti centimetri.
Con la mano Mauro le prese delicatamente il mento, per poterla fissare … Nora non riuscì a svincolarsi, mente i suoi occhi luccicavano per quel contatto così intimo, intenso.

– Posso usare il bagno? – disse lui, inaspettatamente – Perdona, vengo da lontano … –
– Certo, si … vieni con me. – e lo accompagnò alla toilette.
Nora era una donna determinata, da sempre, fin dal primo incontro … quando in un solo giorno erano finiti a letto, appassionatamente, la sera stessa.
Così, invece di fermarsi e aspettare gli eventi, si recò meccanicamente in camera da letto e indossò delle calze autoreggenti nere, come una volta piacevano a lui, le scarpe lucide col tacco sottile e delle mutandine, sempre nere, col davanti in merletto trasparente.

Si recò anche lei nel suo bagno, per dedicarsi un attimo a rimediare al trucco, a pettinarsi e a controllare le sue esigenze fisiologiche: con mauro non si sapeva mai.
Mauro, intanto, seduto su uno sgabello, prese dalla tasca il piccolo portapillole e lo aprì.
Come al solito guardò con sospetto le pasticche, sorprendendosi di quanto potesse fare al corpo un “oggetto” così minuscolo.
Come la sera prima scartò, ancora una volta, la dose di anticoagulanti che gli aveva ordinato il suo cardiologo, invece prese tra le dita quella piccola pillola blù e la osservò, prima di assumerla.

Non aveva mai fatto uso di una cosa del genere … ma, stavolta, ne valeva la pena, pensò, felice.
Uscito dal bagno non trovò Nora, ma lei dal corridoio gli gridò di aspettarla in salotto.
– Fai come a casa tua … arrivo subito! –
Sedette sul divano. La sua attesa non fu lunga: quando Nora arrivò, lui si rese conto che qualcosa, nel suo aspetto era cambiato. Nella luce attenuata dalle spesse tende, Nora era bellissima e si muoveva per la camera a suo agio, come una gatta.

La donna fece partire una musica delicata, accendendo lo stereo col telecomando.
Poi, mettendosi di fronte a Mauro, accennò quello che in passato aveva già fatto per lui: uno spogliarello, semiserio, ma intrigante.
Piano piano, Nora, aprì il camice che aveva per casa, un bottone dopo l’altro … e lo fece scendere languidamente dalle spalle verso il basso fino a liberarsene completamente.
Nella penombra il suo corpicino, slanciato dai tacchi, era delizioso come sempre.

Mauro sentiva sempre più caldo.
Con gesti teatrali e abbozzati, Nora continuò e si fece scorrere le mutandine giù, giù fino a staccarle da sotto i tacchi a spillo.
Ora, ferma, davanti al grande tavolo, concluse il suo “gioco” con una posa da Pin-up:
una mano sulla vulva e l’altra di traverso sopra i seni, protetti, comunque, dal reggiseno a mezza coppa, che lasciava intravvedere i piccoli capezzoli scuri.
– Sono ancora brava? – concluse con una risata limpida – Ti ricordi? –
– Mi fai uscire pazzo, come sempre, tesoro! – disse Mauro infervorato.

Non riusciva a far finta di niente, come sempre la vista del suo corpo lo rendeva impaziente … eccitato, e Nora lo sapeva bene.
Mauro si alzò e si accostò alla sua donna, con la sicurezza del passato, la prese per i fianchi, affascinato dalle sue gambe, ancora tornite.
Al tatto, la pelle di lei, era cedevole, deliziosa … meno tonica di una ventenne, ma delicatamente arrendevole sotto le dita.
Nora era ancora molto bella e Mauro la baciò, senza mezze misure.

Mentre la trapassava con la lingua e le suggeva la saliva, con le mani, dietro la schiena delicata, se la tirava verso il pube, dove il cazzo si faceva sempre più duro.
La strattonava verso se in maniera a****le, come se volesse rimarcare, dopo tanti anni, un possesso che andava oltre il tempo.
Nora si lasciò andare al “suo uomo” … solo adesso ammise, amaramente, con se stessa di sapere che era stata sempre sua, nonostante tutto.

Se non fosse stata così eccitata, avrebbe pianto di gioia e di dolore, ma adesso era troppo su di giri per non godersi quell’abbraccio maschile.
Mauro aveva addosso lo stesso profumo di una vita fa, e Nora si rammaricò di non avere più usato il suo, per rabbia, contro la vita e contro l’amore.
Lei cercò la patta del suo uomo con le mani e frugandogli nell’inguine, si ritrovò il suo cazzo liscio tra le dita … si sentì mancare.

Erano due anni che non toccava un pene, vivo e caldo.
Dopo poco Mauro, che era tornato il leone di sempre, la condusse per mano al divano, con gesti sapienti e la posizionò a favore dei suoi desideri.
Fece in modo che Nora si stendesse di traverso sui cuscini e che, con la testa, si ritrovasse leggermente fuori dal bracciolo. Lui si mise sul lato in modo da dominarla completamente.
Per prima cosa le infilò il suo cazzo in bocca senza preamboli e subito iniziò a darle delle profonde stantuffate, tanto, che gli occhi di lei si riempirono di lacrime, per la difficoltà a respirare sufficientemente.

Lui, senza pietà, invece di accorciare la spinta, si fermava spesso col glande infisso nella gola della povera Nora, che era costretta a respingerlo con le mani … a volte tossendo, nella foga di riprendere fiato.
Mauro aveva le mani libere, intanto, e spadroneggiava sul suo corpo, facendo scempio dei seni, della pancia bianca e della vulva, che la donna, inarcata, spingeva verso l’alto.
Lui le mise in bocca i coglioni, poi, divaricate le gambe all’inverosimile, la agganciò con due dita nella fessura, tirando verso l’alto come un amo, con i polpastrelli infissi nel punto “G”.

Nora era bagnata da fare schifo … da buona donna di casa si chiese come avrebbe fatto a pulire i suoi umori dal divano, specialmente quando Mauro, rimessole in bocca il cazzo, si abbassò sulla vagina per spennellarla con la lingua.
I liquidi dei due colavano tra le chiappe di Nora, irrorandole l’ano.
Come facevano ai bei tempi, quasi tutti i giorni, l’uomo si sedette su una sedia che gli capitò a tiro e Nora, leggendogli il pensiero, andò ad abbracciarlo … lei sapeva cosa gli piaceva.

Aprì le gambe mentre gli stringeva il collo con la sinistra: l’altra mano cercò il perno di lui e si indirizzò la capocchia, esposta, tra le grandi labbra bagnate.
Si penetrò da sola, mettendoci tantissimi, lunghi, istanti.
Il cazzo di Mauro era grosso e durissimo, lei piccola e minuta, si sentì sventrare mentre ci scendeva sopra, accogliendolo in figa.
Una volta dentro, dopo una chiavata di alcuni minuti, Nora volle godersi quella nerchia come piaceva a lei … abbracciò Mauro e lo strinse tutto a se.

Mentre si baciavano con le lingue invasate, Nora danzava sul perno, roteando il bacino.
Sentendolo pressare da tutte le parti, la donna venne, in un lunghissimo desiderato, orgasmo.
Come ai bei tempi, urlò, respirò, mugugnò, ma soprattutto pianse, con i singhiozzi, mentre veniva.
Ma Mauro si ricordava bene di lei, in ogni particolare, e non se ne curò, anzi.
Stringendolo al petto, Nora sussurrava al suo amante:
– Che mi fai fare … che mi fai fare! – e intanto non si stancava di baciargli il volto e le labbra.

– Sono vecchia, vero? Sono brutta … – gli disse, delicatamente, con tutta l’amarezza degli anni perduti.
– Sei il mio amore … l’unico: come potresti mai invecchiare, tesoro mio? – rispose Mauro, godendosi ogni tratto di lei.
Nella penombra, sembrava che il tempo si fosse veramente fermato. I tratti della donna, la sua pelle cedevole, le sue forme, erano ancora, per lui, quelli della sua “ragazza”.
Il viagra aveva un effetto meraviglioso, lui non lo aveva mai preso, non avrebbe potuto … invece si sentì uno sciocco.

Il membro era duro senza incertezze, foraggiato dal piacere di avere ritrovato lei, Nora, la donna che portava nel cuore da tanti anni.
Lei scese dal suo grembo:
– Vieni, amore – disse prendendolo per mano – ti voglio nella mia camera da letto. –
Stesi sul letto, fianco a fianco, nudi, ricordarono alcuni degli episodi più spassosi della loro giovinezza … le risate di lei partivano cristalline, semplici, come una volta.

Nessun accenno, mai, ai torti, ai litigi, ai momenti bui e … agli anni passati, senza sapere niente l’uno dell’altra, mentre una vita intera gli scorreva addosso.
In quel momento, tutto e tutti, passavano in secondo piano, come comparse in un film dove solo loro due erano i protagonisti.
Mauro non sapeva come descrivere la sua gioia … non c’erano parole per descrivere quello che quei momenti valevano per lui … era come se la vita, all’improvviso, riprendesse significato.

Nora si voltò su di lui e, dopo averlo baciato, si riportò il cazzo di lui alla bocca, nel più tradizionale dei pompini.
Per oltre dieci minuti, giocò delicatamente col suo membro, riportandolo alla rigidezza totale e godendosi quel sesso, del tutto diverso, condito dall’amore.
Non era solo piacere era: gioia.
L’intesa fece capire a tutti e due quando erano pronti … allora lei si scostò da lui e gli aprì le gambe, pronta ad accoglierlo in se.

Mauro le fu sopra rapidamente e, senza preamboli, si innestò dentro il suo corpo.
Di nuova quella indescrivibile sensazione di essere un corpo solo, un tutt’uno.
Nora lo abbracciò con le braccia e con le gambe, dandogli la netta sensazione di non volerlo mollare mai più … così come un edera che si avvinghia all’albero che ha scelto.
Scoparono così, premendosi contro, mentre il loro petto, sudato, si incollava, mentre i fianchi di lei lo desideravano dentro, e quando il ritmo divenne insostenibile e sguaiato … come dannati se ne vennero insieme, perdendo del tutto ogni contatto con la realtà.

Il seme di lui era sparso nella più recondita profondità della sua vulva, nel “sancta sanctorum” di una donna che ama.
Goderono insieme, a lungo, e restarono abbracciati, nonostante il calore, per interminabili minuti … in quel letto che era loro di diritto e che, chiunque altro, avrebbe solo potuto profanare.
Nora fu la prima a riprendersi:
– Amore … non so che ti “mangi”, ma hai ancora il cazzo duro.

Se dipendesse da me, lo consumerei, oggi, ma tra poco, qui … arrivano tutti.
Proprio non saprei come giustificare questa nostra … presa di posizione. – rise, felice di avere un pizzico di paura, come una ragazza che usurpa la stanza dei genitori.
– Hai ragione – rispose lui – è veramente molto tardi! –
Quando uscì dal bagno era di nuovo vestito, ma notò che Nora aveva indossato solo la vestaglia.

– Non ti lavi? – le chiese.
– No, voglio tenerti dentro, il più possibile – rispose lei con uno sguardo sornione, delizioso e complice.
– Naturalmente tu … – abbozzò lui impacciato – non … voglio dire, non hai più problemi? Giusto. –
Ma Nora si gelò, perché un’ombra scura le attraversò per un istante l’anima …
– No – disse piano, con una punta amara – Non ho più problemi … adesso.


C’era troppo feeling tra loro perché la mente di Mauro non si aprisse.
Come un squarcio improvviso, il passato gli tornò alla mente e capì che i suoi timori di allora erano tutti fondati.
– Ma allora … allora … – annaspò, sentendosi mancare – Tuo figlio, il primo … –
– Ne parleremo un’altra volta … se mai ci sarà. – rispose Nora senza più allegria –
Adesso è tardi, vai, te ne prego … non mettermi in imbarazzo.


E senza aggiungere altro lo accompagno dolcemente, ma con fermezza alla porta.
– E’ stato meraviglioso, Mauro, ma adesso, addio. – e chiuse in fretta l’uscio per non commuoversi, o peggio, per non cadergli ancora tra le braccia.
Mentre ritornava in cucina, sentì annaspare alla porta, come un cane che volesse entrare … ma decise di non rispondere a quel tentativo così infantile.
Non poteva e non doveva: questa era la sua vita!
Non poteva certo immaginare che Mauro strisciava le dita sulla porta perché non riusciva ad emettere nemmeno un lamento.

3

Circa mezz’ora dopo, puntuale come sempre, rientrò il marito.
Poggiata la borsa sulla vecchia scrivania dello studiolo, si lavò le mani, si cambiò e come al solito, si sedette al tavolo della cucina.
– Non ho avuto tempo, oggi – disse Nora, fredda – Sto scaldando le linguine e vi ci metto sopra un po’ di pesto. –
L’uomo capì che non era giornata, ma ormai … non ci faceva più neppure troppo caso.

Sapeva che, se mangiava ancora bene, lo doveva alla fortuna di avere Marco, il figlio grande, ancora in casa.
Si incollò al televisore senza lamentarsi.
Marco, invece, arrivò molto più tardi del solito e Nora gli servì la pasta, che aveva coperto, per non farla freddare, mentre suo padre aveva appena terminato la frutta.
– Volevo aspettarti … – disse il padre – ma poi. Sono passate le due! –
– Come mai così tardi? – chiese Nora, più per distrarsi dal suo torpore che per vera curiosità.

– Un casino … – disse il ragazzo – mi sono trovato in mezzo a un bordello … proprio qui sotto. Cazzo! –
– Ma ch’è stato? – disse il padre, facendosi più attento e anche Nora si riscosse.
Il giovane, visibilmente turbato, si lavò le mani sotto il rubinetto del lavello, come se stesse raccogliendo le idee.
– E’ successo qualcosa? – chiese la madre.
– Ma no … niente a me, però … – si vedeva chiaramente che Riccardo era veramente scosso.

Sedette, ma senza mangiare.
I genitori pendevano dalle sue labbra.
– Ma niente … però, incredibile. – iniziò, per sfogarsi – io ero qui già all’una, forse anche prima di te, papà.
Ma mentre scendevo dalla moto mi è praticamente venuto addosso uno … un vecchio, insomma non tanto vecchio … un uomo. –
– Hai avuto un incidente? – chiese Nora, ormai apprensiva, riguardo le sorti del figlio.
– Ma no, mamma – disse Riccardo – L’uomo non era in macchina, era a piedi, mi si è quasi buttato addosso … dice: “Per piacere portami via …” Io sono trasalito, a vedermelo così vicino, ero sorpreso … confuso.

“Portami lontano da qui, per pietà … Ti pago, ma allontaniamoci da qui, sto male!” “Vi chiamo l’ambulanza?” gli ho detto. E lui dice di no, insiste: “Portami via, portami via … ti pago”.
“Ma dove?” gli dico, sempre più confuso … anche perché si vedeva che stava tanto male, aveva il braccio tirato … e tutto qui – s’indicò con la mano l’occhio e la guancia sinistra – livido, quasi bluastro … insomma i sintomi di un infarto, ma di quelli fulminanti.

Avrei voluto dire di no, ma lui me lo chiedeva per pietà … “Portami via … per pietà, lei non mi deve vedere, così!” Boh? Non mi mollava, però, allora ho preso la moto di nuovo e lui è riuscito a salirci, non so come.
Gli ho detto che non avevo il casco … ma a fatto cenno di andare. –
– Ma tu guarda che casino – disse il padre – così si passano i guai! –
– Allora l’ho portato al Santa Croce, che dovevo fare? La ci sta il pronto soccorso.

L’ho fatto sedere sul marciapiedi, perché non si reggeva più … chiaramente non c’era un cazzo di nessuno, li fuori.
Allora lui mi ha preso la mano … stava male ma mi ha sorriso … e, poi, con l’altra mano ha preso dei soldi e me li ha dati.
Io volevo dire di no, ma che vuoi discutere? Quello stava morendo, gli occhi annebbiati … io non mi scorderò mai quegli occhi … sembrava mi guardasse con dolcezza, ma di sicuro, nemmeno mi vedeva … sicuro!
Sono corso dentro come un pazzo, ancora col casco in testa, e ho chiamato gli infermieri.

Abbiamo spinto insieme la barella, ma non c’era più niente da fare. Niente … – disse visibilmente commosso – non ce l’ha fatta … –
L’atmosfera, nella cucina, si era raggelata.
Nora si scosse per prima e andò al lavello, poi aprì l’acqua facendola scrosciare, senza motivo.
Il figlio se ne stava lì, pensoso, come se stesse digerendo, soltanto adesso, lo stress della situazione in cui si era trovato; il padre, al suo fianco, non sapeva cosa dire.

Allora Riccardo si alzò e prese dalla tasca dei jeans, una manciata di euro, stropicciati, posandoli al centro della tavola.
– Adesso che devo fare con questi soldi? – disse sconfortato – Dobbiamo rintracciare la famiglia … restituirli. –
– No! – secca, quasi rabbiosa, la voce di Nora ruppe il silenzio.
– Ma, mamma … – disse Roberto, stupito – saranno più di cinquecento euro … –
– Non importa … – disse ancora Nora, mentre l’acqua scorreva inutilmente nel lavabo – non importa! Tienili tu, tienili.

Quell’uomo è contento così … tienili. Considerali un regalo, considerali come … un’eredità! –
La voce della donna era lievemente velata dall’emozione, era chiaro per tutti: ma nessuno disse una sola parola, nel silenzio del pomeriggio.

FINE.

Il ritiro

Anche quell’anno partì il ritiro per la cresima. Una decina di ragazzini vivaci e chiassosi erano accompagnati dal prete per passare 3 giorni presso un piccolo casolare di proprietà della piccola parrocchia. Ad aiutarlo c’erano 3 ragazze attive nella comunità: Emily, 20 anni, Federica, 27, e Silvia di 28. Emily era la più giovane, una ragazza molto dolce e semplice, castana con begli occhi chiari, un bel fisico e una terza abbondante di seno, terribilmente seducente, che a lei piaceva risaltare con stuzzicanti scollature, ma senza mai esagerare.

Federica era anche lei molto piacente, bel viso, occhi azzurri, bionda, con un seno estremamente sexy, non da meno di quello di Emily. Infine Silvia, castana con occhi nocciola, che pur essendo la più grande, era anche la meno maliziosa, con un carattere timido e delicato, nonostante anche lei potesse vantare un bel fisico molto ben proporzionato.

Il primo giorno trascorse in tranquillità fino alla sera quando, dopo aver cenato, si passò a fare qualche attività ricreativa.

Silvia stava passando proprio davanti alla stanza dove le 3 aiutanti dormivano, quando scorse qualcosa. Aprendo leggermente la porta vide una scena che la spiazzò. Federica era seduta sul letto e sorridendo si stava lasciando sbaciucchiare sul collo da uno dei ragazzini, Michele… Quando Silvia entrò, Federica sorrise, si fermarono e chiese al ragazzino se poteva parlarne anche con Silvia, e al suo assenso, le disse che le stava chiedendo alcuni consigli su come approcciare una delle altre ragazzine cresimande che a lui piaceva molto.

Silvia la prese con tenerezza, anche se in cuor suo riteneva che non si fosse nel posto adatto per fare certe cose. Quindi si allontanò e tornò di sotto. Ma il tempo passava e dopo un po’ si accorse che i 2 non erano mai tornati da dove si erano appartati a parlare. Tornando di sopra trovò la porta chiusa, ma non riuscì a resistere e spiò dal buco che era abbastanza ampio, e vide tutto.

Erano ormai sul letto, completamente nudi, Michele sdraiato sopra Federica, tra le sue cosce spalancate. La stava penetrando, a ogni spinta gli splendidi seni di Federica sobbalzavano e a giudicare dall’espressione di lei, un sorriso misto a piacere, sembrava che nonostante l’estrema giovinezza di lui, la stesse facendo godere. A volte lui si abbassava e succhiava i capezzoli di lei, per poi palparle il seno a mani piene. Silvia era sconvolta, ma nello stesso tempo si scoprì atterrita a pensare che fosse un peccato che non riuscisse, da lì, a vedere il pene di lui scorrere nella vagina di Federica, perché non aveva mai pensato che ragazzini così giovani potessero essere già così pronti per donne con quasi il doppio della loro età… più i secondi passavano più l’espressione di Federica sfociava in piacere e i sospiri diventavano gemiti.

Silvia decise di scendere velocemente di sotto e di non parlarne.

Il giorno dopo ci furono altre attività da fare tutti insieme, per lo più all’aperto, nel giardino che circondava il casolare. Stava scorrendo tutto più o meno bene, quando all’improvviso Silvia, con la coda dell’occhio, vide Michele parlare sorridendo con Emily. Lei quel giorno aveva sempre la stessa espressione semplice, con quel viso così dolce e piacevole. Però aveva anche dei jeans molto corti che lasciavano scoperte delle bellissime cosce, e una canottierina che lasciava tranquillamente scorgere il reggiseno rosso sotto.

Se avesse visto questa cosa il giorno prima, Silvia non ci avrebbe nemmeno fatto caso, ma a questo punto non poteva fare a meno di pensare all’idea di Michele che possedeva Emily dietro le piante, facendola ansimare intensamente. All’improvviso Michele si avvicinò e dopo aver controllato velocemente che non guardasse nessuno le stampò un bacio al centro del decollete. Emily arrossì e sorrise. Silvia capiva che anche lei era probabilmente sedotta. Infatti dopo poco li vide allontanarsi di soppiatto e decise di provare a seguirli senza farsi scoprire.

Ci riuscì e li vide andare su un prato ad erba alta, proprio dietro la piccola casupola degli attrezzi. C’erano alberi ed era piuttosto riparato. Silvia guardava. Si sederono vicini e si sorrisero. Poi Michele le baciò il collo. Lei si concesse inarcandosi e stringendolo. Lui baciò le spalle e slinguò avidamente il suo petto, iniziando a toccare il petto. Lei si sfilò canottierina e reggiseno, liberando i seni nudi per offrirli a Michele che subitò iniziò a leccarli e succhiarli.

Si sdraiarono. Lui le tolse gli shorts e subito le mutandine. La vagina di Emily era poco pelosa, molto curata. Si spogliò anche lui e finalmente Silvia vide il suo pene, davvero attraente al punto che si scoprì a socchiudere leggermente le labbra come a immaginare di prenderlo in bocca. Si sdraiò sopra di lei e la baciò dappertutto, davanti, e dietro la schiena. Lecco e mordicchiò il culo liscio di Emily. Poi iniziò a leccarla sulla vagina.

Dopo un po’ Emily era tremendamente eccitata. Si alzò e iniziò a succhiare avidamente il pene di Michele. Poi si fermò, lui le tornò sopra e glielo affondò tra le cosce. Emily emise un forte gemito. Lui iniziò subito un bel ritmo e per lei iniziò quasi subito il piacere. Il suo viso angelico si lasciava andare a espressioni di godimento e gemeva anche un po’ troppo forte, ma erano parecchio lontani dagli altri.

Continuo così finchè Michele non venne eiaculando sul prato. Silvia si allontanò approfittando della loro distrazione. Era sempre più allibita.

Quella sera, nella loro stanza, Silvia non riuscì più a tenersi dentro tutto ciò che aveva visto e con la timidezza che la contraddistingueva, confessò alle altre 2 ciò che aveva visto. Inizialmente non sembrarono contentissime di essere state scoperte, ma poi si rilassarono e parlarono. Un’altra loro amica 19enne, Annalisa, aveva confessato a loro 2 di essere stata sedotta da Michele un giorno all’oratorio e che dopo l’iniziale sorpresa, era rimasta sorpresa dal piacere che le aveva fatto provare.

E così Federica ed Emily si erano incuriosite e avevano premuto per fare da accompagnatrici per il ritiro. E addirittura proseguirono consigliandolo anche a lei, che era un po’ timida e che forse avrebbe avuto giovamento da una cosa del genere con un’amante non troppo grande e passionale ma dolce e fresco. Silvia non era affatto convinta ma doveva ammettere che l’idea, dopo ciò che aveva visto, la eccitava.

La mattina seguente Silva era in doccia.

Sarebbero ripartiti quel pomeriggio sul tardi. Si accorse di un rumore. La porta si aprì, e con destrezza Michele la raggiunse. Silvia non aveva ancora finito di pensare che probabilmente erano state le altre 2 a chiedere a Michele di farlo e che esisteva una stanza dove c’erano le copie di tutte le chiavi, che il ragazzino l’aveva già abbracciata. Baciò e leccò la sua schiena nuda, le palpò il culo e poi i seni con passione, e poi iniziò a strofinare le dita sulla sua vagina.

Silvia non capiva più niente, salvo che molto probabilmente era ormai sua. E così fu. Si sdraiarono sull’asciugamano fuori dalla doccia e il pene caldo di Michele scivolò nella sua vagina. La penetrò con passione. Silvia si lasciò andare a dolci gemiti. Era davvero bravo per la sua età. Godè intensamente per diversi minuti, poi lui venne sull’asciugamano. Si sorrisero, e poi lui se ne andò.

Quel pomeriggio ripartirono, e Silvia sapeva che era solo l’inizio.

Michele nella sua vita avrebbe fatto godere tantissime donne.

footjob per la prima volta

Salve, io sono antonella, quella distesa a letto in foto con il body sexy. Vi racconto il seguito di questa foto shittata in hotel dal mio amante. Quella mattina avevamo preso una camera in albergo perchè volevo mostrargli il mio nuovo body e così appena arrivati in hotel mi sono sdraiata per farmi ammirare. Lui ha deciso di farmi qualche foto e si era messo davanti a me tutto nudo! la mia posizione e quella vista lo eccitarono tanto….

mi resi conto dal suo pisello ben dritto e gonfio! dopo la foto, come al solito,decide di spostarmi il body per guardare la mia fica da vicino anche perchè lui dice che quando mi eccito ho le pareti della fica piene di sperma. Mi dice a quel punto: aspetta che te la pulisco tutta con la lingua e dopo ti shitto altre foto! dopo circa 20 minuti di lavoro di lingua prende di nuovo il telefonino per farmi altre foto ma stavolta con la fica scoperta! il suo pisello era diventato ancora più rosso e gonfio ed io decido di stuzzicarlo appoggiando un piede proprio li! lui mi dice che è una sensazione bella e mi chiede: se proprio mi devi far godere fammi un bel footjob.

Io devo confessare che non avevo mai sentito quella parola e lui disse: ti faccio vedere io! si stese di fronte a me col cazzo puntato in alto e mi porta il piede al fallo dicendomi di andare avanti e indietro con la pianta scoprendolo tutto! era in verità una bella sensazione e lui godeva tanto! io sentivo sotto la pianta quel cazzo sempre più caldo e duro…direi di legno! mentre giocavo mi diceva: è uno spettacolo doppio perchè guardo il tuo piede che si muove e la tua fica che si apre e chiude mentre muovi la gamba! in pochi minuti è venuto bagnandomi sia il piede che se stesso! adesso, disse, con quel look da troia finisci il servizio leccando quello che è uscito fuori! Quel gioco gli era proprio piaciuto e adesso conosco un altra tecnica erotica….

il FOOTJOB!!!!.

Una milf da film (parte 2 – il debutto di mamma)

Le giornate successive furono travolgenti in casa mia. Mamma si calava bene nel ruolo di zoccola di casa: oltre a vederle regolarmente le grazie in bagno, aveva iniziato praticamente a vivere nuda, e io ne approfittavo spesso per toccare, considerato il suo piacere nel provocare per poi negarsi. Io però ero entrato in un tunnel di perversione dal quale difficilmente sarei uscito, considerato che la mia perenne erezione poteva raffreddarsi solo con le masturbazioni che dedicavo a mia madre in tutte le salse, nella fattispecie con il suo coinvolgimento in un’orgia, nella quale mi immaginavo che facesse sesso orale con 3-4 miei amici, il cui pensiero bastava a farmi venire in pochi secondi.

Gli stessi miei amici che erano diventati il sogno erotico della mia dea di casa, di cui bramava i cazzi vibranti dentro di sé, sarebbero anche stati facilmente coinvolgibili nelle nostre fantasie, considerato che in passato gli apprezzamenti su mia madre si sprecavano: soprattutto in occasioni di bevute di gruppo, frasi come “la mamma di A. è veramente figa” , “me la scoperei con molto piacere” erano la regola, se poi si considerano eventi come la visione accidentale della sua fica da parte di un mio amico, G.

, o come gli apprezzamenti pesanti che talvolta le rivolgevano, si comprende meglio la ragione della mia fantasia di vedere mia madre fare sesso selvaggio con i miei amici. Tra i tanti episodi, ricordo bene quando un mio amico, S. , che poi sarebbe divenuto uno dei “clienti” di mamma, le fece dei complimenti spinti a cui lei rispose con sculettate e occhiate eloquenti. Comunque, una settimana dopo la nostra scopata i****tuosa, un pomeriggio, durante un suo bidet, entrai in bagno molto silenziosamente e iniziai a baciarle delicatamente il collo, mentre le mie mani iniziavano a sfiorare il getto d’acqua aiutandola nella sua pulizia, unimmo le nostre lingue in un vortice erotico dopo il quale, in procinto di scoppiare dalla sborra, mi abbassai le mutande implorando mamma di farmi un pompino.

Lei, nell’ennesimo impeto di provocazione, mi negò il servizio, iniziando a strizzarsi la sua quinta misura di seno. “Amore, mi hai fatto una promessa… Non voglio soddisfare solo te” disse, passandosi la lingua sulle labbra.
“Mamma ti prego, sto scoppiando, voglio venirti in faccia!”
“Le promesse si mantengono…”
“Fatti sborrare addosso e ne discutiamo…” risposi, sudato come un cinghiale.
Il discorso si fermò per un momento, e mentre gli occhi neri di mamma, pieni di desiderio, mi fissavano, mi chinai per baciarle il culo, passandoci le mani da sopra in maniera delicata con qualche strizzata più sostanziosa.

Mamma muoveva il fondoschiena a ritmo, lentamente:
“che bimbo bravo che ho… Però A. , se faccio quello che vuoi mi devi promettere che domani sera uno dei tuoi amici viene a casa… Voglio avere un altro cazzo… Se mi accontenti potrò ancora essere tutta tua…”
“ Va bene!”
Saltai in piedi e infilai il cazzo nella bocca di mamma: non diedi tempo alla sua bocca di muoversi, costretta a subire le mie spinte pelviche violente, che a tratti producevano un rumore sordo.

Lei continuava a fissarmi dritto negli occhi… “Sei la mia dea!” le dissi, mentre continuava il suo pompino. E venni, inondandole la faccia, le labbra, il collo, la fronte. Il residuo di sperma rimasto sulla mia cappella fu leccato da mia madre, che poi si alzò per leccarmi il collo in modo lussurioso, sussurrando : “grazie bambino mio”. Mi pulii e le dissi che mi sarei impegnato per portare un altro pene ventenne con il quale si sarebbe potuta sfamare, guadagnando il suo ghigno peccaminoso.

Un paio d’ore dopo, però, andai da lei e dissi :
“mamma ti devo confessare una cosa”
“Dimmi A. ”
“Per quanto riguarda quel tuo progetto… Potrei osservarvi mentre lo fate?”
Mamma mi guardò in maniera comprensiva:
“Certo amore… Ti piacerebbe vedere la mamma che si passa gli amichetti tuoi?”
“Da morire! Sono due anni che mi masturbo pensando a scene simili”
La sua risposta fu per certi versi agghiacciante:
“Che peccato, a saperlo ti avrei fatto qualche sorpresa… Me li sarei già scopati…” ; e lì compresi che la donna che mi stava in quel frangente preparando la cena era ancora più porca di quanto avessi immaginato.

Concordammo dunque che, per favorire il mio voyeurismo, il rapporto avrebbe avuto luogo in bagno, così mi sarei appostato dietro la finestra poco prima per poter aver visione completa dell’amplesso, come in un film. Dopo aver mangiato, la salutai con un bacio in bocca e scesi, alla ricerca dell’amico fortunato che avrebbe violato mia madre sotto i miei occhi. La sera contattai un mio amico, G. , che conoscevo da parecchio e aveva già apprezzato mia madre in passato, al quale volli fare una sorpresa: lo invitai a casa per il giorno seguente con un pretesto, e lui accettò, ben lieto della possibilità di vedere la signora di casa che, magari per la calura estiva, avrebbe potuto mostrarsi in tenute domestiche più “sconce”, ignaro del fatto che non si sarebbe certo limitato ad ammirarla…
Il giorno successivo G.

arriva in orario, lo faccio accomodare in cucina, e presto arriva mamma, con una pudica vestaglia, pronta ad avviare il suo piano: infatti, dopo una serie di domande poco interessanti all’indirizzo di G. (che, a dispetto del garbo e dell’educazione con cui risponde, non riesce a staccare gli occhi di dosso dalle sue gambe scoperte), inizia a servire al mio amico una serie di bevande con il pretesto dell’afa, e con l’obiettivo implicito di spedirlo in bagno dove, tolta in precedenza la chiave, si sarebbe concessa sessualmente a G.

, con me spettatore felice dalla finestra. Il piano riuscì, e mentre il mio amico scappava a fare i bisogni, mamma mi si avvicina sussurrandomi:
“Prendi posto per lo spettacolo erotico della mamma con il tuo amico”
Io non me lo feci ripetere due volte, mi appostai dietro la finestra, in attesa dello spasmodico momento in cui G. si sarebbe ritrovato in un bagno con un puttanone 48enne estremamente arrapata, la mia mamma.
Nell’attesa, un turbinio di emozioni attraversa la mia mente: stava per accadere, mia madre stava per diventare la troia dei miei amici, e inoltre mi aveva permesso di vederla; mi dovetti calare il boxer, ormai scomodo per l’erezione che avevo.

Ma volevo davvero ridurre mia madre in questo stato per un puro capriccio erotico? Le mie elucubrazioni mentali furono interrotte all’improvviso da una scena che non potrò mai dimenticare, la cui carica erotica fu qualcosa di indicibile per me: mentre G. stava x rialzarsi il bermuda, la porta si aprì lentamente, permettendo l’ingresso a mamma, vestita solamente con un accappatoio.
“oh m-m-mi scusi signora M. , non credevo si dovesse lavare”
“Ma figurati G.

, tanto ormai ci conosciamo da parecchio tempo, cosa vuoi che sia”
“Corro da A. , mi starà cercando..”
“Tu non vai da nessuna parte, caro. Rimani seduto sulla tavoletta…. ”
G. , inebetito, aveva perso ogni spocchia, intimorito da una signora disinibita di fronte a lui che gli chiese:
“Pensi che questo corpo sia degno di una ragazza più giovane di me?”
La scena successiva mi fece sborrare per la prima volta durante quella sera: mamma si era slacciata l’accappatoio e in un solo attimo, facendolo cadere a terra, era rimasta completamente nuda davanti a G.

, seduto sulla tazza del wc. Da fuori l’eccitazione era stratosferica, il mio amico davanti alla mia divina mamma, al suo culo sostanzioso, alla sua fica pelosa, a così pochi centimetri dalle sue enormi tette. G. , fulminato, non rispose. “Vieni qui. Vieni da M. Vieni dalla mamma di A. ” proferì a bassa voce, mentre si sedeva su di lui e lentamente iniziava a sbattergli le tette in faccia. Quel movimento durò qualche minuto, il tempo di far realizzare a G.

cosa stesse accadendo. “Hai delle tette stupende, M. ” disse, mentre le succhiava i capezzoli già induriti. “Chiamami mamma di A!” rispose la zoccola guardandomi dietro la finestra e passandosi la lingua sulle labbra.
Ormai G. si stava sextenando, tastando con forza i seni, e baciandola sul collo, ma lei si rialzò, spogliò completamente il tuo amico e, trascinandolo dal pisello, lo condusse a passi lenti verso la doccia, per farmi godere del loro show, mandando un altro bacio alla finestra, mentre G.

è ignaro della mia presenza, folgorato dalla dea che stava per scoparsi. Entrati nel vano, mamma e G. iniziano ad abbracciarsi, passando le rispettive mani dappertutto sui corpi dell’altro, e iniziano a baciarsi con grande trasporto.
“Preparati al più grande sesso della tua vita, G…. ”
“E’ da quando ho conosciuto A. che sogno di farmi te…”
“Vedrai che ne sarà valsa la pena!”
“non avrei mai immaginato che avesse una madre zoccola come te…”
“Bimbo, non hai ancora visto niente!”
“Fammi vedere allora.. Basta che A.

non veda un cazzo!”
Risero come bambini, unendo occasionalmente le loro lingue, mentre le mani sapienti di mamma si stavano abbassando dal suo volto, al suo collo, al suo petto e giù nella zona inguinale, dove le mani smaltate di rosso stavano iniziando a masturbare, con incredibile lentezza, il pisello di G. , mentre i loro occhi si incrociavano. Durò poco: mamma, già fradicia, si fiondò con la bocca per un lavoro orale, con la mano recatasi in basso a toccarsela, e ascoltando ogni singola volgarità di G.

che la insultava e le teneva la testa con due mani. Io, nel frattempo, alla visione del pompino di mamma venni una seconda volta. Per dieci minuti la sua faccia fece su e giù sull’asta eretta di G. , i mugugni erano soffocati dalle spinte nette del ragazzo che ormai aveva in mano la situazione, e le ordinò di alzarsi, cosa che lei fece prontamente ripulendosi le labbra da un residuo di sborra. G.

prese mamma per una coscia, si abbassò e iniziò a leccarle la patata, con colpi profondi e ripetuti che stimolavano i versi di mamma:
“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii continua continua!! Ti prego fammi venire!!!”
E continuò a colpire le sue labbra aperte con la punta della lingua, allargandole leggermente con le dita.
Poco dopo tolse la lingua e iniziò a mettere dentro le dita: prima una, poi due e tre, spingendole brutalmente nella fica. Si abbracciarono e baciarono ancora, in maniera lussuriosa e quasi scoordinata: mamma lo fece rimanere in piedi contro la parete del vano, e toccandosi la sua quinta voluminosa si inginocchiò, facendo sparire il cazzo di G.

tra il suo enorme seno. Il mio punto di vista era fantastico: vedevo lui da dietro e lei di fronte, godendo della scena dell’attrezzo che a tratti spariva, schiacciato dalle tette, e a tratti faceva su e giù, rasentando spesso la bocca di mamma, che alternava sguardi maiali a lui e occhiate provocanti a me, che imperturbabile fissavo la sua fantastica spagnoletta da dietro la finestra.
“Ti piacciono le mie tette?” chiese piano a G.

“Mi piace tutto di te, se tutte le 50enni fossero come te non guarderei più le mie coetanee!” rispose, fiondandosi poi sui capezzoli e leccandoli furiosamente. “Non mi reggo più, voglio sfondarti!”
“Accomodati caro…”
Mamma, in piedi, aveva alzato la gamba destra per favorire l’inserimento di G. che iniziò a penetrarla lentamente davanti, e poi progressivamente più veloce. Le spinte si facevano man mano più profonde, decise, violente, quasi a volerla spaccare, come uno stantuffo inarrestabile che possedeva la sua donna con le mani sul suo culo che a un certo punto sollevò, portandosela in braccio mentre la faceva godere.

“ooooooooooohhh oooooohhhh siiiiii!! Più forte più forte!!! Di piùùùùùù!!!!” urlava mamma, come non aveva fatto nel rapporto avuto con me; era evidente che il suo progetto, messo in atto, la divertiva parecchio. “siiiiiiiiii!!!!!! Aaaaaahhhhh”
E le spinte furiose continuarono per una decina buona di minuti.
“Signora non ce la faccio più!” supplicava G. , in procinto di venirle dentro.
“Dove credi di andare? Manca ancora qualcosa” obiettò lei, insaziabile.
Lo fece uscire da dentro di sé, e uscirono dal vano.

Mamma si piegò a 90 gradi sul lavandino, mostrando il suo culo e tenendolo aperto con le mani a G che si avvicinò, glielo schiaffeggiò un paio di volte e leccò il buco.
“Sei una zoccola..”
“bravo! E scopami come una zoccola! Spaccami!”
E non si fece pregare. Entrò lentamente e inesorabilmente nel culo di mamma che lanciò qualche verso misto tra dolore e piacere, che lasciò presto posto a gridolini di goduria.

La vedevo, piegata sul lavandino, posseduta con piacere dal mio amico, che la penetrava di gusto mentre una mano tastava le mega-tettone, e l’altra sul viso di mia madre, che si portava le dita in bocca.
La penetrazione durò alcuni minuti, dura e cruda ma incredibilmente erotica, e infine G. stremato dalla performance si sedette sul wc esausto, sebbene non fosse ancora venuto.
“Va bene mio giovane stallone, mi hai fatta godere come pensavo… Ora la mamma del tuo amico ti fa sborrare come si deve…”
Si distese sul pavimento e iniziò a masturbare il mio amico con i piedi, ancora una volta guardandomi dietro la finestra.

La posizione durò poco, lui eruttò fiotti di sborra calda molto presto che macchiarono il bagno, i piedi e le cosce di mamma. Simultaneamente venni anche io per la terza volta. Era finita. Oppure era appena cominciata.
Si ripulirono e si rivestirono in fretta, senza proferire parola. Alla fine G. la salutò così
“Ci vediamo presto, troiona..”
“Ci conto!”
E si scambiarono un bacio prolungato. G. uscì dalla stanza e mamma lo seguì.

Sentivo che dicevano qualcosa ma non riuscivo ad origliare. Poco dopo il mio amico uscì di casa senza vedermi né salutarmi, e rientrai, visibilmente emozionato.
“Piaciuto lo spettacolo, figliolo?”
“Dovresti fare la porno-attrice”
“Grazie caro!”rispose stampandomi un bacio.
“Ma quando siete usciti cosa vi siete detti?”
“Vuoi davvero saperlo? Ho chiesto a G. i numeri di altri tuoi amici, oltre che il suo. ”
Rimasi impietrito. La frittata era fatta, mamma si sarebbe scopata chiunque adesso.

“So che avrei dovuto dirtelo, ma la sensazione di oggi mi è piaciuta troppo. Il cazzo ventenne è tutt’altra cosa… Ed è bello fare la puttana matura per ragazzi simili!! Tanto a mio figlio piace vedere la mamma in questi contesti… Vero??”
“S-s-si…” dissi, infilandomi in camera mia.
Passarono un paio d’ore in cui riflettei sulla situazione, ormai sfuggitami definitivamente di mano, e reagii nella maniera più soddisfacente possibile. Mi preparai un bagno caldo, e una volta entrato in vasca invitai mamma ad entrare.

Lì iniziammo i preliminari, dopodiché la sollevai e, ancora bagnati, la condussi sul lettone, dove vivemmo un’altra notte infuocata ed i****tuosa.

Una milf da film (parte 1 – come tutto ebbe inizio

Mi presento, il mio nome è A. , sono un ragazzo di 23 anni “normale” dal punto di vista sessuale, ben piazzato fisicamente e le cui storie amorose, fino a un paio d’anni fa, erano normalissime, con rapporti sessuali abbastanza soddisfacenti con le mie coetanee. Economicamente benestante, ho una famiglia composta dai miei genitori, che hanno divorziato una decina d’anni fa, e da un fratello di 28 anni che lavora fuori città. Per cui la quotidianità a casa mia è che viva da solo con mia madre M.

: 48 anni che assolutamente non dimostra, un fisico da dea, alta 1. 80, occhi neri e provocanti, quinta misura di seno, una vagina pelosa e un bel culone, che oltretutto sin da quando sono piccolo gira nuda per casa e lascia la porta del bagno aperta quando si lava, per cui lo spettacolo del suo corpo era spesso a mia portata di occhi. Come già accennato i miei sono divorziati da un pezzo, per cui credevo che entrambi si fossero trovati altre persone con cui condividere il letto, fin quando, circa tre estati fa, accadde un fatto che sconvolse la vita nella mia casa.

Premesso che, da qualche mese, a causa di una “carestia” femminile nella mia vita, avevo iniziato a guardare mamma M. in un altro modo, spiandole spesso la scollatura su quelle meravigliose tette o fissando il suo fisico da pantera nel bagno, quando lasciava la porta aperta. Accadde un giorno che, in preda all’eccitazione e credendo di essere solo in casa, presi a odorare un suo slip trovato in bagno, quando lei si svegliò dal sonno pomeridiano e vide la scena.

Imbarazzatissimo, chiesi scusa e lei rispose:
“Nessuna ventenne ultimamente riesce a farsi rimorchiare eh? Ti sei abbassato a fare cose così squallide con la mutanda di una vecchia.. “ , mostrando un ghigno. Io, che inventai una scusa per andarmene e scendere di casa, volevo morire dall’imbarazzo, tuttavia la sera stessa, quando rincasai, trovai quel famoso slip sul mio letto con un biglietto “per stavolta mamma ti concede il suo odore”, il che comportò una sega favolosa per me, che non fu comunque la prima “dedicata” a lei, dato che a volte capitava, tra le mie peggiori perversioni, che facesse sesso sfrenato con i miei amici.

Il giorno seguente riflettevo sull’accaduto, e complice il fatto che mia madre aveva preso a guardarmi in modo diverso, né si era arrabbiata, stavo iniziando ad architettare una maniera per dare sfogo alle mie voglie i****tuose. L’occasione si presentò qualche giorno dopo quando, reduce da una giornata di mare e di scottature, lei dopo cena iniziò a massaggiarmi la schiena col pretesto di spalmare la crema doposole. Nulla di eccezionale, era un rituale che si ripeteva da diverse estati, ma che stavolta aveva un sapore diverso, una decina di giorni dopo l’evento dello slip.

Mentre lei massaggiava delicatamente la crema sulla mia schiena, seduti sul divano, mi venne in mente una mossa, e le dissi :”sono anni che mi metti la crema tu, per stavolta voglio farti piacere e sarò io a fare un massaggio a te”. La sua risposta non si fece attendere “Bravo il mio tesoro, massaggia la schiena di mamma”, girandosi a pancia in giù sul divano. Pochi minuti dopo ero già in preda a un’erezione spaventosa, e mentre proseguivo il massaggio facevo volutamente toccare la mia mutanda con il suo fondoschiena, senza che lei reagisse.

Improvvisamente mi chiese di spostarci sul lettone per ragioni di comodità, io acconsentii, e poco dopo esserci distesi le chiesi se poteva togliersi la vestaglia; lei, dopo avermi fissato un po’ scettica, se la tolse lentamente, mostrando un completo intimo bianco che esaltava le sue forme erotiche, e proferì ridendo “non farti distrarre dal corpo di mamma però!”. Io, inebetito, non risposi, continuando meccanicamente il massaggio alla schiena e fissando il suo culo, fin quando non mi lasciai scappare un “sei stupenda mamma!” , complimento al quale lei rispose ridendo.

Cedendo all’erezione incredibile che avevo, iniziai a toccarle il culo, sentendolo un po’ molle, e iniziai a baciarle le cosce grosse, poco dopo la feci girare e lei mostrava uno sguardo da porca mentre diceva “Toccami!”. Il ghiaccio era rotto, infilai due dita nella fica che già sentivo fradicia, mentre con un’altra mano le strizzavo una tetta. Mamma iniziò a mugolare in preda al piacere, quando a un certo punto mi inchiodò al letto, si alzò e cominciò lo spogliarello più bello che abbia mai visto, nel quale impiegò tantissimo tempo per togliersi il completo e mostrarmi il suo stupendo corpo.

Dissi “mamma ti adoro…” e lei si sedette a cavalcioni su di me, abbracciandomi e portando alternativamente le sue grosse e sode tette sulla mia bocca, mentre leccavo convulsamente i capezzoli induriti portai le mie mani sulle sue chiappe, stringendole forte. Mamma continuò a dominare, spingendomi disteso sul letto mentre si sedeva sulla mia faccia, chiedendomi di leccarle la sua figa pelosa e bagnata. “aaaahhh si, ti amo bambino mio! Lecca la tua mamma, leccala!” diceva, mentre si sfiorava i capezzoli.

Dopo alcuni minuti passati a leccare mamma, iniziammo a baciarci , e mentre le nostre lingue seguivano la tempesta i****tuosa tra le nostre bocche, mi portò una mano sul boxer iniziando a toccare il mio pene, duro come non mai, e quando lo vide fece “sono contenta che un tale attrezzo sia uscito da me”, mentre io le spingevo la testa sotto, pregandola di farmi un pompino che sognavo da tempo. Iniziò a leccare le palle, in maniera lenta e molto soft, fino ad arrivare sulla cima dell’obelisco, e mentre mi fissava negli occhi ingoiò lentamente il mio pisello nella sua bocca.

In camera si udivano i miei versi di piacere mentre osservavo la mia cappella che passava da una guancia all’altra di mia madre, estasiata dal godere del cazzo del figlio. Dopo uno storico lavoro di bocca, intervallato da sue frasi come “è vero che hai una mamma zoccola?”, mi disse “Sai che stiamo facendo una grande cazzata?” e io “Lo so, ma sono anni che ti vedo nuda per casa, e sono anni che mi masturbo pensandoti” “e allora scopami, figlio di puttana!” e ci stendemmo sul letto abbracciati, mentre la penetravo nella fica, ben sapendo che però non sarei durato molto, eccitato com’ero.

Mia madre iniziò a urlare forte, mi graffiò la schiena, godeva del pisello del figlio dentro di sé, e dopo dieci minuti di penetrazioni le dissi che stavo x venire, e lei disse “ci penso io”, si chinò ancora una volta e iniziò lentamente a fare su e giù con una mano, mentre l’altra strizzava una sua tetta, fin quando la mia sborra non le invase il viso, mentre con la sua lingua cercava di bere tutto il seme cacciato.

Ci ripulimmo e, stesici sul letto, parlavamo ben consci di aver fatto una cosa sbagliata che però aveva fatto godere entrambi, alchè le chiesi “Mamma ma tu da quanto tempo non fai sesso?” “Sai A. , da qualche anno mi sono un po’ stufata dei 40 enni e 50 enni. Come avrai capito, preferisco molto di più i ventenni, a costo che siano anche miei figli…D’ora in poi cercherò solo di rimorchiare giovani più piccoli di me a cui fare da guida…” “Mamma, tutti i ventenni di questo mondo vorrebbero portarsi a letto una tettona come te!” “Grazie amore! A proposito, avrei una richiesta da farti…” La richiesta in questione mi lasciò shockato: mi disse che da diversi anni gli amici che portavo a casa erano sempre osservati da lei con molta eccitazione,e le avrebbe fatto piacere che chiedessi a qualcuno di loro di provare a soddisfarla… Da un lato era il mio sogno erotico più nascosto, vedere i miei amici insultare mia madre usandola come puttana, dall’altro temevo che il gioco potesse sfuggirci un po’ di mano.

“In cambio” continuò mamma “le mie tette, fica e anche il mio culo saranno sempre a tua disposizione”, e accettai, convinto che il suo corpo da pornostar sarebbe stato posseduto anche da me. “Comunque sei una puttana”, dissi; e lei “e sono anche tua madre”, riprendemmo quindi a baciarci, poi facemmo un 69 e quella sera scopammo un’altra volta, con la differenza che riuscì anche a entrare nel suo mega-culone, facendola godere oscenamente mentre probabilmente pensava a come scoparsi tutti i miei amici.

.

Pensiero stupendo

ciao sono un ragazzo 38 enne ,la storia qui che racconto e’ accaduta , e modifichero’ alcune parti perche’ rimangano in qualsiasi modo sconosciuti i personaggi…

io e la mia ex pur non stando piu’ insieme e vivendo due relazioni differenti ci vediamo e facciamo sesso regoralmente… anche se e’ una storia assurda , ci amiamo ancora molto e quella sintonia che si e’ creata tra noi intellettualmente e sessualmente ha qualcosa di immaginabile ,anche volendo non riusciamo a stare lontani ,ci abbiamo provato ,ma ancora ad oggi e’ passato molto tempo da quando ci siamo lasciati , questo ci viene impossibile!!!
lei e’ una ragazza minutina con un corpo magrolino dalle forme deliziose, si devo dirlo, ogni tanto quando non c’e’ e la vorrei ,mi devo masturbare pensando a come scoperei quel bellissimo suo corpo a pecora!!mi piace da impazzire fare sesso con lei, ama la lingerie tacchi ed essere provocante con me…e a volte ha quelle sue espressioni da porca cosa che a me eccita molto.

usiamo anche gaget quali vibratori e manette ( una volta vestita con autoreggenti e tacchi indossava un vestitino che a malapena le copriva le chiappe , l’ho ammanettata e fasciato gli occhi con un autoreggente, che scopata!!! Quanto abbiamo goduto e quando e’ stato bello ) , fa dei gran bei pompini anche se, non ingoia mai, e non sa come mi farebbe godere..dice che prima o poi lo fara’, ed io le ho detto che fino a quel giorno che non berra’ il mio nettare io non la sposero’!!!!( pensateci bene, noi lecchiamo la figa della nostra amata senza farci problemi ingoiamo peli e assaporiamo i loro orgasmi , anche loro vengono in maniera inferiore a noi… ma vengono ,e noi deliziamo dei loro orgasmi e sapori , abbiamo la bocca impastata di figa e ne andiamo fieri,che c’e’ di meglio e che c’e’ di male !!!!!…)
e’ sessualmente attiva tanto che mi ha confessato di sentirsi un po’ bsx ,e che se pensa ad una ragazza leccarli la figa , si bagna di piacere… io che sono un uomo non potrei chiedere di meglio!!!
bene , una sera mi chiama Silvia e parliamo del piu’ e del meno , mi dice che vuole organizzare un paio di giorni tutti per noi (e quei giorni sono solo mangiare bere e fare l’amore ) organiziamo le date e salta fuori che una sua amica ha la casa libera perche’ fuori citta’ , meglio che stare in hotel dico io…
arrivata la data della partenza , ci vediamo ,bagagli in macchina e con la solita voglia sfrenata di stare insieme si parte in autostrada.. oggi e’ molto bella con un vestitino appena sopra le ginocchia molto aderente che le lascia libera la vista delle sue belle cosce e del suo bel collo ,scendendo aperto fino alle scapole , mostra il suo decolte’ in modo non volgare ma molto sensuale e incantevole ,i capelli lisci le scendono delicatamente sulle spalle ,calza un sandalo aperto con poco tacco color bianco che fa vedere il suo bel piedino numero 37 e le sue dita con smalto color rosso.

duante il viaggio la guida e’ sempre la stessa io non cambio piu’ marcia , e le accarezzo le gambe fino ai polpacci.. ho gia’ troppa voglia di lei …e lei lo ha capito …
salgo con le mani fino all’inguine , lei e’ molto rilassata e mi lascia fare … anche lei ha voglia !!! appena riesco a mettere le mani sulla sua figa mi accorgo che e’ gia’ umida… le chiedo di torgliersi gli slip perche’ sto guidando e lei mi accontenta.. wow quella bella fighetta e’ libera ora posso giocarci … inizio a girare le dita intorno al suo clitoride, le accarezzo le labbra della figa e piano piano entro con le dita , la sto sditalinando in macchina mentre guido , e il mio cazzo prende forma sempre piu’ …
Silvia mi dice che sta venendo, di non smettere , devo ralletare passare sulla corsia di destra e accontentarla .. sta godendo e si accarezza i seni mentre io mi occupo della sua figa….

adoro farla godere!!!
Bravo !!! mi dice lei ,sei stato davvero bravo…
la guardo e le sorrido ,ho il cazzo duro … continuo la guida e lei mi dice : fammi sentire il mio bel cazzo!!(ogni tanto le piace farmi pompini mentre guido ,anzi anni fa la sono andata a prendere da sua cugina ,appena entrati in autostrada avevo gia’ lei sul mio cazzo , mi son dovuto fermare subito nella piazzola , sono venuto in un lampo ,che bel ciao amore mio!!!)
mi passa la mano sopra massaggiando , apre i pantaloni slaccia la cintura e il mio cazzo e’ fuori dai pantaloni, lei me lo sega delicatamente e io non vedo l’ora che se lo prenda in bocca!!! nn faccio in tempo a pensarlo che lei sta gia’ assaporando il mio cazzo ormai bagnatissimo nella sua bella bocca… continuo a guidare e so che lei nn mi fara’ venire con la bocca( non le piace il sapore dello sperma in bocca dice ) sto quasi per venire..resisto , vedo una piazzola di sosta , mi accosto e le dico : parcheggio come quando devi fare pipi’.. in modo che la macchina copra la sua parte…
scendo dalla macchina ,apro la sua portiera la faccio scendere e la metto sul suo sedile a pecora con il suo culo rivolto verso l’esterno … io le alzo il vestitino l’afferro dai fianchi e le entro dentro la figa subito ,le mutandine le aveva gia’ tolte prima.

Inizio a scoparmela e lei apprezza molto quel gesto ,e’ impaurita solo dal fatto che ci possa vedere qualcuno, ma siamo tutti e due troppo eccitati e lei ama prendere il mio cazzo a pecora tanto che in men che non si dica Silvia ha dinuovo un altro orgasmo e il suo immediatamente provoca il mio, il mio cazzo scoppia in una copiosa sborrata nella sua figa caldissima !!! non ne potevo piu’.. che goduria!!!!!!
ci risistemiamo e dicendoci due dolci parole , mi se mancato ,ti amo ect ect ect.. ripartiamo…

arrivati a destinazione , ci accorgiamo che ormai e’ tardi ..scarichiamo la macchina e entriamo in casa , sistemiamo i bagagli ,facciamo una doccia veloce ed usciamo a mangiare una pizza e poi a casa a dormire…

il giorno dopo decidiamo di andar a far un po’ di spesa , dovendo stare qualche giorno ,volevamo aver almeno due cosette da stuzzicare e mangiare nonche’ qualche buona bottiglia di vino..
al supermercato Silvia si sente chiamare , e’ una sua vecchia amica, Giorgia una ragazza non grassa ma piu’ in carne di lei capelli castani alta poco piu’ del metro e 65, simpatica a prima vista ( lei dopo mi confida che una volta erano molto amiche e che facevano spesso le stupide in discoteca ,tipo quando dei ragazzi ci provavano dicevano di essere lesbiche e si baciavano con la lingua per toglierseli dalle palle )
parlano del piu’ e del meno circa 20 minuti, e Silvia decide di invitarla a cena da noi , visto che e’ qualche anno che non la vede perche’ non passare una serata insieme e raccontarsi un po’ di cose ..io annuisco e le dico di si,( non molto contento ,di solito con le sue amiche e’ difficile che mi diverta , be’ capitava si certo, ma nn spesso!! ) ok , ci salutiamo e appuntamento per le 19:00 da noi per aperitivo…

arrivati a casa passiamo il pomeriggio in giardino sdraiati su due lettini , a prendere un po di sole, Silvia e’ sdraiata su un fianco in reggiseno e con una mutandina brasiliana che mi mostra il suo bel sedere e si suoi deliziosi fianchi in primo piano… sono gia’ arrapato da pazzi!!! quanto mi piace quella visione… faccio per metterle una mano addosso e Silvia si sveglia chiedendomi che ora era… erano le 17:30 !!!!
Su muoviamoci alle 19:00 arriva Giorgia e non siamo ancora pronti ! dice lei , alche’ tutte le mie fantasie si smontano in un istante…
facciamo doccia e ci cambiamo , io essendo in casa decido per un paio di short e una camicia mezza manica un po’ aperta … fa caldo!!! Silvia mette un bel vestitino che le calza a pennello color nero aperto sulle spalle molto fresco e la fa sentire libera per cui non usa senza reggiseno , in casa non lo usa mai!!

-menu’ della serata, io mi occupo della cucina e non ho voglia di strafare.. mi voglio passare la serata anche io…
decido di fare due tartine per aperitivo , e qualche salatino al forno, tutte cose veloci e stuzzichevoli…
come piatto principale , una bella tagliata , con contorno di patate al forno e una bella bottiglia di rosso..
dessert fragole con gelato e panna a seconda delle richieste..

Suona il campanello , e’ Giorgia , Silvia le apre entra in casa.. anche lei vestiva come Silvia , con un vestitino corto , capelli raccolti , e anche lei e’ senza reggiseno ,scorgo i suoi grossi capezzoli spingere sul vestito e la forma del suo seno e’ appena piu’ grossa si quella di Silvia..

inizia l’aperitivo e io preparo lo spritz , facciamo il cin e iniziamo a parlare ridere scherzare , Silvia e’ contenta e quando lo e’ cosi’ mi fa molto piacere..mi fa felice !!!
si raccontano un po’ di loro vecchie storie , scuola lavoro ect… e nel frattempo un altro spritz.

finito aperitivo io mi dedico alla carne le chiedo come la gradiscono , Silvia e’ gia’ su di giri , e da mia vera provocatrice si avvicina a me, mi infila la lingua in bocca ,una mano sul pacco e mi dice: lo sai come la voglio io , chiedi a Giorgia..
Giorgia si fa una sana risatina e dice : io la carne al sangue grazie !!! e guarda Silvia con aria divertita ….

ed io mi sento preso in giro ma le lascio fare!

apro una bottiglia di rosso toscano appena servita la carne a tavola.. servo le mie ospiti e dopo il cin mi avvicino a Silvia dando le spalle a Giorgia, e le sussuro che avevo voglia di lei e che mi stavo eccitando , e non vedevo l’ora che Giorgia sparisse per stare con lei, le prendo la sua mano e le faccio toccare il pacco..( era dal pomeriggio in giardino che la volevo, la mia voglia saliva ) dopo di che mi scuso con Giorgia per le spalle mi siedo e buon appetito!!
mangiamo e ormai siamo un po’ tutti brilli.. finita la carne e’ il momento delle fragole , mi chiedono un po’ di musica di sottofondo che io metto subito , ma non essendo a casa nostra non sapevo che mettere, trovo un buddha bar che come sottofondo mi sembrava ottimo…

Giorgia e Silvia ridono e scherzano ,tanto che tirano fuori le loro avventure in discoteca.. si alzano e iniziano a ballare sulle musiche delicate e armoniose del Buddha bar..
io tiro fuori dal frigo le fragole tagliate in precedenza, il gelato e la panna e le posiziono sul tavolo…
Silvia dice di aver caldo e in un lampo si toglie il vestitino , rimane in tanga e la visione dei sui seni liberi e il suo bel culo avvolto da quel pezzo di stoffa che accarezzava cosi’ bene le sue forme , accende in me un eccitazione travolgente, volevo prenderla e sbatterla come gia’ fatto in passato , attaccata alla cucina in piedi da dietro!!!( quella volta mi aspettava a casa ,vestita con una magliettina un paio di jeans aderenti e stivali ben truccata , travolgente!!!, quando si prepara cosi’ per me, mi eccito da morire ,lei lo sa e me lo fa apposta, peccato solo quando ne ha voglia …la presi subito da dietro la appoggiai alla credenza le abbassai i jeans sotto aveva gli autoreggenti e una bella mutandina che faceva vedere le sue chiappe in modo molto gradevole.. la mia eccitazione saliva a dismisura , la baciai e palpai per benino ,e dal momento che era messa in piedi con il culo rivolto verso di me e mi occupai subito della sua figa leccandola a grandi slinguate , io ero in ginocchio con in bocca quel bel frutto delle sue chiappe… che bello!!!!!ero molto in tiro ,dopo poco affondai il mio bel pisello dentro di lei!!!!anche quella e’ stata una delle ns memorabili scopate!!!!)
la cosa che mi ha stupito e che Giorgia rideva dicendo : che fai Silvia!!! ma si ,perche’ no!! disse… e a sua volta si tolse il vestitino anche lei..
erano tutte e due in tanga con i seni di fuori che ballavano davanti a me… io risi , guardavo Giorgia… non era molto eccitante non quanto lo era Silvia per me!!!ma la situazione era molto bella e simpatica… quindi andai avanti con le mie cose , presi piattini ,cucchiaini , e apparecchiai per le fragole……
Silvia disse a Giorgia , facciamoli vedere cosa facevamo in disco… mentre ballano si avvicinano e si baciano con la lingua compiaciute di averlo fatto davanti a me…
rimango a bocca aperta ,quella visione mi incantava… ballavano vicine baciandosi , mentre i loro seni si strusciavano l’uno sul l’altro e vedevo vistosamente i loro capezzoli crescere… le vedevo ridere , ma c’era di piu’ che la solita cosa di farlo solo vedere, si piacevano e c’era dell’intesa tra loro si notava…
mi sedetti e prendendo il bicchiere di rosso sul tavolo ammiravo loro due ballare, poi si avvicinano a me… una da un lato una dall’altro , Silvia prende luna fragola , apre la panna e ne spruzzo un bel po’ su un piatto…inzuppandola di panna me la mette in bocca guardandomi fisso negli occhi, ed io conosco quello sguardo provocatorio,sembrava dirmi ho voglia del tuo cazzo….

mi sto eccitando!!!
prende una fragola con lo stesso fare la mette in bocca a Giorgia la quale lascia un po’ di panna fuoriuscire dal labbro.. e io rido pensando ad una fuoriuscita di sperma a pompino finito, che porco che sono!!!
siamo brilli dico, e’ normale… divertiamoci!!!!

Giorgia prende una manata di panna la spalma sui seni di Silvia ed inizia a baciarla in bocca , poi sul collo poi sui seni.. a quel punto mi alzo e Silvia fa per prendermi la mano,mi blocca.. fa scendere una mano sul mio cazzo durissimo ormai…apre i pantaloncini che cadono a terra… mette una mano nei boxer e me lo tocca per tutta la sua lunghezza ,che bello dico!! mentre Giorgia le succhia i capezzoli.. lei mi spinge indietro e mi fa risedere..non oppongo resistenza….

in quel momento Silvia si stacca da Giorgia , prende la panna mi abbassa i boxer e ne spruzza un po’ sul mio cazzo per tutta la sua lunghezza.. si inginocchia e inizia a prenderlo in bocca!!!lo lecca dalle palle alla cappella fin quando non la vedo sparire nella sua bocca!!!non credevo si andasse oltre ,e mi piaceva…. cazzo se mi piaceva!! Giorgia rimane un po’ sulle sue sorridendo , poi vedo che si avvicina si inginocchia anche lei, guarda Silvia negli occhi , e in quel momento si baciano dinuovo con la lingua… poi dividono il mio cazzo tra loro slinguate e slinguate al mio enorme cazzo bagnato , non ce la faccio piu’!!!!devo sborrare…

ad un certo punto loro , si alzano e mi lasciano li impalato seduto con il cazzo enorme , continuano a ballare baciarsi e toccarsi ora i seni ora i fianchi.. ora le loro mani scendono dai fianchi e prendono la via delle loro fighe…che visione!!!
io sono di pietra e con il cazzo in mano , prendo nuovamente il vino e bevo.. loro si spostano in sala ,non le vedo piu’… mi alzo per andare a vedere dove sono..
( in sala la luce e’ spenta si vede penombra per la luce che arriva della cucina… )
sono distese sul divano si baciano ,i loro corpi si strusciano , stanno ansimando .. ed io sto impazzendo .. Giorgia alza e fa sedere Silvia.. le toglie gli slip e inizia a toccarla , Silvia si sdraia e Giorgia avvicina la sua bocca ai seni , i fianchi e arriva alla figa di Silvia ,la sta leccando e Silvia sta godendo..( quella situazione l’aveva immaginata, ora la stava provando ) mi avvicino a Silvia e le sbatto il mio cazzo in bocca.. ma devo stare attendo potrei sborrare da un momento all’altro e non voglio ancora ,sono troppo eccitato!!!
passati forse 5 minuti Giorgia leva Silvia dal mio cazzo e se la porta in posizione 69 con Silvia sopra e Giorgia sotto, vuole farsela leccare anche lei…e Silvia accetta l’offerta di contraccambiare la sua prima venuta dovuta a lei… le loro mani afferrano le cosce di entrambe e le loro bocche iniziano ad assaporare la labbra e i clitoridi l’un dell’altra , si muovono ,il loro corpi continuano a strusciarsi e i loro seni pelle su pelle , le loro carni ormai sono al massimo dell’eccitazione..sono una lago di orgasmi entrambe…
quell ‘ennesima situazione mi ha sextenato un mio pensiero che si stava esaudendo, metterle il cazzo nel culo della mia Silvia mentre se la faceva leccare!!! nn persi tempo e tra i loro rumori di piacere mi avvicinai al culo di Silvia e iniziai a leccarlo….. le allargai le chiappe e mi avvicinai a quel piccolo ano…
come godeva lei!!!
Giorgia le leccava la Figa ed io il suo buchetto… iniziai a spingere un po’ con la lingua , e mentre Giorgia si occupava del clitoride io davo una assaporata alla sua figa , poi risalendo al mio punto di lavoro , il suo ano lavorandolo per bene di lingua e sentendola compiaciuta delle mie attenzioni ..la inumidii per bene e una volta abbastanza bagnata e pronta mi alzai e posizionai la mia ormai incandescente enorme cappella all’entrata del suo delizioso culo!!
pian piano entrai senza far fatica ( analmente lo facciamo ma non spesso, quindi ogni occasione per me , e’ da sfruttare, e lei era molto eccitata il suo culo si apriva da solo senza opporre resistenza ) sento il mio cazzo farsi strada dentro di lei.. lei si dimena perche’ sta godendo come poche…Giorgia le sta lavorando la figa di lingua da vera maestra e Silvia nn puo’ che godere…
sono dentro fino alle palle ormai , inizio a faglielo andare su e giu’ per il culo , Silvia non sa piu’ come e dove sta godendo se nella figa se analmente se tutte e due….

si stacca dalla figa di Giorgia e grida si , cosi’ non vi fermate , oddio come godo , ancora si , sbattimi il culo tu e non fermarti ,( e chi si ferma , pensavo io … quando le sono dentro il suo culo, il mio cazzo diventa sempre piu’ duro e grosso , mi eccita sbatterla cosi’ a pecora ,mi eccitano i suoi fianchi e la visione di quelle chiappe dalle curve cosi’ perfette )
vengo ahahh ohhoho sto venendo ..ohoho sihh sihhh , ahaahha ooohohhhohh come godo sihhhhhh….

un urlo liberatorio le sextena l’orgasmo..e a quel punto anche io godo… l’afferro ancor piu’ forte dai fianchi e mentre le do un paio di sculacciate vengo nel suo culo inondandola di sborra, quel bellissimo culo era ormai cosi’ dilatato che avrei potuto navigarci su e giu’ dentro un altra oretta.. ma la mia eccitazione era cosi’ forse che non resistetti molto…..!!!
sospiri… io mi accarezzo Silvia ancora su Giorgia..loro rimangono li…. e’ arrivato il silenzio ……..

10 min dopo ci trovammo tutti e tre nudi sul divano a ridere dell’accaduto e fumare una sigaretta..e soprattutto dando la colpa all’alcool ,per quella ns performance.

ma forse tutti e tre l’abbiamo cercato e voluto… e’ stata una bella esperienza , io ora non so , forse Giorgia avrebbe voluto assaporare il mio cazzo non solo spompinandomelo… ma io ero solo per Silvia, quello che volevo era lei, ed una mia fantasia si era avverata…
e non mi interessava scopare anche lei… lei si e’ scopata Silvia e Silvia lei…anzi l’unica che si e’ scopata tutti e due , e’ stata proprio Silvia… quindi andava bene cosi’!!!!!

finiti i nostri giorni.. si torna a casa, e non vedo l’ora di tornare con Silvia via qualche giorno….

forse un giorno sara’ per sempre , c’e’ qualcosa che ci lega in modo particolare , si chiama sintonia , si chiama amore si chiama filo invisibile , ma non possiamo star lontani , siamo fatti l’uno per l’altra……

ciao sono un ragazzo 38 enne ,la storia qui che racconto e’ accaduta , e modifichero’ alcune parti perche’ rimangano in qualsiasi modo sconosciuti i personaggi…

io e la mia ex pur non stando piu’ insieme e vivendo due relazioni differenti ci vediamo e facciamo sesso regoralmente… anche se e’ una storia assurda , ci amiamo ancora molto e quella sintonia che si e’ creata tra noi intellettualmente e sessualmente ha qualcosa di immaginabile ,anche volendo non riusciamo a stare lontani ,ci abbiamo provato ,ma ancora ad oggi e’ passato molto tempo da quando ci siamo lasciati , questo ci viene impossibile!!!
lei e’ una ragazza minutina con un corpo magrolino dalle forme deliziose, si devo dirlo, ogni tanto quando non c’e’ e la vorrei ,mi devo masturbare pensando a come scoperei quel bellissimo suo corpo a pecora!!mi piace da impazzire fare sesso con lei, ama la lingerie tacchi ed essere provocante con me…e a volte ha quelle sue espressioni da porca cosa che a me eccita molto.

usiamo anche gaget quali vibratori e manette ( una volta vestita con autoreggenti e tacchi indossava un vestitino che a malapena le copriva le chiappe , l’ho ammanettata e fasciato gli occhi con un autoreggente, che scopata!!! Quanto abbiamo goduto e quando e’ stato bello ) , fa dei gran bei pompini anche se, non ingoia mai, e non sa come mi farebbe godere..dice che prima o poi lo fara’, ed io le ho detto che fino a quel giorno che non berra’ il mio nettare io non la sposero’!!!!( pensateci bene, noi lecchiamo la figa della nostra amata senza farci problemi ingoiamo peli e assaporiamo i loro orgasmi , anche loro vengono in maniera inferiore a noi… ma vengono ,e noi deliziamo dei loro orgasmi e sapori , abbiamo la bocca impastata di figa e ne andiamo fieri,che c’e’ di meglio e che c’e’ di male !!!!!…)
e’ sessualmente attiva tanto che mi ha confessato di sentirsi un po’ bsx ,e che se pensa ad una ragazza leccarli la figa , si bagna di piacere… io che sono un uomo non potrei chiedere di meglio!!!
bene , una sera mi chiama Silvia e parliamo del piu’ e del meno , mi dice che vuole organizzare un paio di giorni tutti per noi (e quei giorni sono solo mangiare bere e fare l’amore ) organiziamo le date e salta fuori che una sua amica ha la casa libera perche’ fuori citta’ , meglio che stare in hotel dico io…
arrivata la data della partenza , ci vediamo ,bagagli in macchina e con la solita voglia sfrenata di stare insieme si parte in autostrada.. oggi e’ molto bella con un vestitino appena sopra le ginocchia molto aderente che le lascia libera la vista delle sue belle cosce e del suo bel collo ,scendendo aperto fino alle scapole , mostra il suo decolte’ in modo non volgare ma molto sensuale e incantevole ,i capelli lisci le scendono delicatamente sulle spalle ,calza un sandalo aperto con poco tacco color bianco che fa vedere il suo bel piedino numero 37 e le sue dita con smalto color rosso.

duante il viaggio la guida e’ sempre la stessa io non cambio piu’ marcia , e le accarezzo le gambe fino ai polpacci.. ho gia’ troppa voglia di lei …e lei lo ha capito …
salgo con le mani fino all’inguine , lei e’ molto rilassata e mi lascia fare … anche lei ha voglia !!! appena riesco a mettere le mani sulla sua figa mi accorgo che e’ gia’ umida… le chiedo di torgliersi gli slip perche’ sto guidando e lei mi accontenta.. wow quella bella fighetta e’ libera ora posso giocarci … inizio a girare le dita intorno al suo clitoride, le accarezzo le labbra della figa e piano piano entro con le dita , la sto sditalinando in macchina mentre guido , e il mio cazzo prende forma sempre piu’ …
Silvia mi dice che sta venendo, di non smettere , devo ralletare passare sulla corsia di destra e accontentarla .. sta godendo e si accarezza i seni mentre io mi occupo della sua figa….

adoro farla godere!!!
Bravo !!! mi dice lei ,sei stato davvero bravo…
la guardo e le sorrido ,ho il cazzo duro … continuo la guida e lei mi dice : fammi sentire il mio bel cazzo!!(ogni tanto le piace farmi pompini mentre guido ,anzi anni fa la sono andata a prendere da sua cugina ,appena entrati in autostrada avevo gia’ lei sul mio cazzo , mi son dovuto fermare subito nella piazzola , sono venuto in un lampo ,che bel ciao amore mio!!!)
mi passa la mano sopra massaggiando , apre i pantaloni slaccia la cintura e il mio cazzo e’ fuori dai pantaloni, lei me lo sega delicatamente e io non vedo l’ora che se lo prenda in bocca!!! nn faccio in tempo a pensarlo che lei sta gia’ assaporando il mio cazzo ormai bagnatissimo nella sua bella bocca… continuo a guidare e so che lei nn mi fara’ venire con la bocca( non le piace il sapore dello sperma in bocca dice ) sto quasi per venire..resisto , vedo una piazzola di sosta , mi accosto e le dico : parcheggio come quando devi fare pipi’.. in modo che la macchina copra la sua parte…
scendo dalla macchina ,apro la sua portiera la faccio scendere e la metto sul suo sedile a pecora con il suo culo rivolto verso l’esterno … io le alzo il vestitino l’afferro dai fianchi e le entro dentro la figa subito ,le mutandine le aveva gia’ tolte prima.

Inizio a scoparmela e lei apprezza molto quel gesto ,e’ impaurita solo dal fatto che ci possa vedere qualcuno, ma siamo tutti e due troppo eccitati e lei ama prendere il mio cazzo a pecora tanto che in men che non si dica Silvia ha dinuovo un altro orgasmo e il suo immediatamente provoca il mio, il mio cazzo scoppia in una copiosa sborrata nella sua figa caldissima !!! non ne potevo piu’.. che goduria!!!!!!
ci risistemiamo e dicendoci due dolci parole , mi se mancato ,ti amo ect ect ect.. ripartiamo…

arrivati a destinazione , ci accorgiamo che ormai e’ tardi ..scarichiamo la macchina e entriamo in casa , sistemiamo i bagagli ,facciamo una doccia veloce ed usciamo a mangiare una pizza e poi a casa a dormire…

il giorno dopo decidiamo di andar a far un po’ di spesa , dovendo stare qualche giorno ,volevamo aver almeno due cosette da stuzzicare e mangiare nonche’ qualche buona bottiglia di vino..
al supermercato Silvia si sente chiamare , e’ una sua vecchia amica, Giorgia una ragazza non grassa ma piu’ in carne di lei capelli castani alta poco piu’ del metro e 65, simpatica a prima vista ( lei dopo mi confida che una volta erano molto amiche e che facevano spesso le stupide in discoteca ,tipo quando dei ragazzi ci provavano dicevano di essere lesbiche e si baciavano con la lingua per toglierseli dalle palle )
parlano del piu’ e del meno circa 20 minuti, e Silvia decide di invitarla a cena da noi , visto che e’ qualche anno che non la vede perche’ non passare una serata insieme e raccontarsi un po’ di cose ..io annuisco e le dico di si,( non molto contento ,di solito con le sue amiche e’ difficile che mi diverta , be’ capitava si certo, ma nn spesso!! ) ok , ci salutiamo e appuntamento per le 19:00 da noi per aperitivo…

arrivati a casa passiamo il pomeriggio in giardino sdraiati su due lettini , a prendere un po di sole, Silvia e’ sdraiata su un fianco in reggiseno e con una mutandina brasiliana che mi mostra il suo bel sedere e si suoi deliziosi fianchi in primo piano… sono gia’ arrapato da pazzi!!! quanto mi piace quella visione… faccio per metterle una mano addosso e Silvia si sveglia chiedendomi che ora era… erano le 17:30 !!!!
Su muoviamoci alle 19:00 arriva Giorgia e non siamo ancora pronti ! dice lei , alche’ tutte le mie fantasie si smontano in un istante…
facciamo doccia e ci cambiamo , io essendo in casa decido per un paio di short e una camicia mezza manica un po’ aperta … fa caldo!!! Silvia mette un bel vestitino che le calza a pennello color nero aperto sulle spalle molto fresco e la fa sentire libera per cui non usa senza reggiseno , in casa non lo usa mai!!

-menu’ della serata, io mi occupo della cucina e non ho voglia di strafare.. mi voglio passare la serata anche io…
decido di fare due tartine per aperitivo , e qualche salatino al forno, tutte cose veloci e stuzzichevoli…
come piatto principale , una bella tagliata , con contorno di patate al forno e una bella bottiglia di rosso..
dessert fragole con gelato e panna a seconda delle richieste..

Suona il campanello , e’ Giorgia , Silvia le apre entra in casa.. anche lei vestiva come Silvia , con un vestitino corto , capelli raccolti , e anche lei e’ senza reggiseno ,scorgo i suoi grossi capezzoli spingere sul vestito e la forma del suo seno e’ appena piu’ grossa si quella di Silvia..

inizia l’aperitivo e io preparo lo spritz , facciamo il cin e iniziamo a parlare ridere scherzare , Silvia e’ contenta e quando lo e’ cosi’ mi fa molto piacere..mi fa felice !!!
si raccontano un po’ di loro vecchie storie , scuola lavoro ect… e nel frattempo un altro spritz.

finito aperitivo io mi dedico alla carne le chiedo come la gradiscono , Silvia e’ gia’ su di giri , e da mia vera provocatrice si avvicina a me, mi infila la lingua in bocca ,una mano sul pacco e mi dice: lo sai come la voglio io , chiedi a Giorgia..
Giorgia si fa una sana risatina e dice : io la carne al sangue grazie !!! e guarda Silvia con aria divertita ….

ed io mi sento preso in giro ma le lascio fare!

apro una bottiglia di rosso toscano appena servita la carne a tavola.. servo le mie ospiti e dopo il cin mi avvicino a Silvia dando le spalle a Giorgia, e le sussuro che avevo voglia di lei e che mi stavo eccitando , e non vedevo l’ora che Giorgia sparisse per stare con lei, le prendo la sua mano e le faccio toccare il pacco..( era dal pomeriggio in giardino che la volevo, la mia voglia saliva ) dopo di che mi scuso con Giorgia per le spalle mi siedo e buon appetito!!
mangiamo e ormai siamo un po’ tutti brilli.. finita la carne e’ il momento delle fragole , mi chiedono un po’ di musica di sottofondo che io metto subito , ma non essendo a casa nostra non sapevo che mettere, trovo un buddha bar che come sottofondo mi sembrava ottimo…

Giorgia e Silvia ridono e scherzano ,tanto che tirano fuori le loro avventure in discoteca.. si alzano e iniziano a ballare sulle musiche delicate e armoniose del Buddha bar..
io tiro fuori dal frigo le fragole tagliate in precedenza, il gelato e la panna e le posiziono sul tavolo…
Silvia dice di aver caldo e in un lampo si toglie il vestitino , rimane in tanga e la visione dei sui seni liberi e il suo bel culo avvolto da quel pezzo di stoffa che accarezzava cosi’ bene le sue forme , accende in me un eccitazione travolgente, volevo prenderla e sbatterla come gia’ fatto in passato , attaccata alla cucina in piedi da dietro!!!( quella volta mi aspettava a casa ,vestita con una magliettina un paio di jeans aderenti e stivali ben truccata , travolgente!!!, quando si prepara cosi’ per me, mi eccito da morire ,lei lo sa e me lo fa apposta, peccato solo quando ne ha voglia …la presi subito da dietro la appoggiai alla credenza le abbassai i jeans sotto aveva gli autoreggenti e una bella mutandina che faceva vedere le sue chiappe in modo molto gradevole.. la mia eccitazione saliva a dismisura , la baciai e palpai per benino ,e dal momento che era messa in piedi con il culo rivolto verso di me e mi occupai subito della sua figa leccandola a grandi slinguate , io ero in ginocchio con in bocca quel bel frutto delle sue chiappe… che bello!!!!!ero molto in tiro ,dopo poco affondai il mio bel pisello dentro di lei!!!!anche quella e’ stata una delle ns memorabili scopate!!!!)
la cosa che mi ha stupito e che Giorgia rideva dicendo : che fai Silvia!!! ma si ,perche’ no!! disse… e a sua volta si tolse il vestitino anche lei..
erano tutte e due in tanga con i seni di fuori che ballavano davanti a me… io risi , guardavo Giorgia… non era molto eccitante non quanto lo era Silvia per me!!!ma la situazione era molto bella e simpatica… quindi andai avanti con le mie cose , presi piattini ,cucchiaini , e apparecchiai per le fragole……
Silvia disse a Giorgia , facciamoli vedere cosa facevamo in disco… mentre ballano si avvicinano e si baciano con la lingua compiaciute di averlo fatto davanti a me…
rimango a bocca aperta ,quella visione mi incantava… ballavano vicine baciandosi , mentre i loro seni si strusciavano l’uno sul l’altro e vedevo vistosamente i loro capezzoli crescere… le vedevo ridere , ma c’era di piu’ che la solita cosa di farlo solo vedere, si piacevano e c’era dell’intesa tra loro si notava…
mi sedetti e prendendo il bicchiere di rosso sul tavolo ammiravo loro due ballare, poi si avvicinano a me… una da un lato una dall’altro , Silvia prende luna fragola , apre la panna e ne spruzzo un bel po’ su un piatto…inzuppandola di panna me la mette in bocca guardandomi fisso negli occhi, ed io conosco quello sguardo provocatorio,sembrava dirmi ho voglia del tuo cazzo….

mi sto eccitando!!!
prende una fragola con lo stesso fare la mette in bocca a Giorgia la quale lascia un po’ di panna fuoriuscire dal labbro.. e io rido pensando ad una fuoriuscita di sperma a pompino finito, che porco che sono!!!
siamo brilli dico, e’ normale… divertiamoci!!!!

Giorgia prende una manata di panna la spalma sui seni di Silvia ed inizia a baciarla in bocca , poi sul collo poi sui seni.. a quel punto mi alzo e Silvia fa per prendermi la mano,mi blocca.. fa scendere una mano sul mio cazzo durissimo ormai…apre i pantaloncini che cadono a terra… mette una mano nei boxer e me lo tocca per tutta la sua lunghezza ,che bello dico!! mentre Giorgia le succhia i capezzoli.. lei mi spinge indietro e mi fa risedere..non oppongo resistenza….

in quel momento Silvia si stacca da Giorgia , prende la panna mi abbassa i boxer e ne spruzza un po’ sul mio cazzo per tutta la sua lunghezza.. si inginocchia e inizia a prenderlo in bocca!!!lo lecca dalle palle alla cappella fin quando non la vedo sparire nella sua bocca!!!non credevo si andasse oltre ,e mi piaceva…. cazzo se mi piaceva!! Giorgia rimane un po’ sulle sue sorridendo , poi vedo che si avvicina si inginocchia anche lei, guarda Silvia negli occhi , e in quel momento si baciano dinuovo con la lingua… poi dividono il mio cazzo tra loro slinguate e slinguate al mio enorme cazzo bagnato , non ce la faccio piu’!!!!devo sborrare…

ad un certo punto loro , si alzano e mi lasciano li impalato seduto con il cazzo enorme , continuano a ballare baciarsi e toccarsi ora i seni ora i fianchi.. ora le loro mani scendono dai fianchi e prendono la via delle loro fighe…che visione!!!
io sono di pietra e con il cazzo in mano , prendo nuovamente il vino e bevo.. loro si spostano in sala ,non le vedo piu’… mi alzo per andare a vedere dove sono..
( in sala la luce e’ spenta si vede penombra per la luce che arriva della cucina… )
sono distese sul divano si baciano ,i loro corpi si strusciano , stanno ansimando .. ed io sto impazzendo .. Giorgia alza e fa sedere Silvia.. le toglie gli slip e inizia a toccarla , Silvia si sdraia e Giorgia avvicina la sua bocca ai seni , i fianchi e arriva alla figa di Silvia ,la sta leccando e Silvia sta godendo..( quella situazione l’aveva immaginata, ora la stava provando ) mi avvicino a Silvia e le sbatto il mio cazzo in bocca.. ma devo stare attendo potrei sborrare da un momento all’altro e non voglio ancora ,sono troppo eccitato!!!
passati forse 5 minuti Giorgia leva Silvia dal mio cazzo e se la porta in posizione 69 con Silvia sopra e Giorgia sotto, vuole farsela leccare anche lei…e Silvia accetta l’offerta di contraccambiare la sua prima venuta dovuta a lei… le loro mani afferrano le cosce di entrambe e le loro bocche iniziano ad assaporare la labbra e i clitoridi l’un dell’altra , si muovono ,il loro corpi continuano a strusciarsi e i loro seni pelle su pelle , le loro carni ormai sono al massimo dell’eccitazione..sono una lago di orgasmi entrambe…
quell ‘ennesima situazione mi ha sextenato un mio pensiero che si stava esaudendo, metterle il cazzo nel culo della mia Silvia mentre se la faceva leccare!!! nn persi tempo e tra i loro rumori di piacere mi avvicinai al culo di Silvia e iniziai a leccarlo….. le allargai le chiappe e mi avvicinai a quel piccolo ano…
come godeva lei!!!
Giorgia le leccava la Figa ed io il suo buchetto… iniziai a spingere un po’ con la lingua , e mentre Giorgia si occupava del clitoride io davo una assaporata alla sua figa , poi risalendo al mio punto di lavoro , il suo ano lavorandolo per bene di lingua e sentendola compiaciuta delle mie attenzioni ..la inumidii per bene e una volta abbastanza bagnata e pronta mi alzai e posizionai la mia ormai incandescente enorme cappella all’entrata del suo delizioso culo!!
pian piano entrai senza far fatica ( analmente lo facciamo ma non spesso, quindi ogni occasione per me , e’ da sfruttare, e lei era molto eccitata il suo culo si apriva da solo senza opporre resistenza ) sento il mio cazzo farsi strada dentro di lei.. lei si dimena perche’ sta godendo come poche…Giorgia le sta lavorando la figa di lingua da vera maestra e Silvia nn puo’ che godere…
sono dentro fino alle palle ormai , inizio a faglielo andare su e giu’ per il culo , Silvia non sa piu’ come e dove sta godendo se nella figa se analmente se tutte e due….

si stacca dalla figa di Giorgia e grida si , cosi’ non vi fermate , oddio come godo , ancora si , sbattimi il culo tu e non fermarti ,( e chi si ferma , pensavo io … quando le sono dentro il suo culo, il mio cazzo diventa sempre piu’ duro e grosso , mi eccita sbatterla cosi’ a pecora ,mi eccitano i suoi fianchi e la visione di quelle chiappe dalle curve cosi’ perfette )
vengo ahahh ohhoho sto venendo ..ohoho sihh sihhh , ahaahha ooohohhhohh come godo sihhhhhh….

un urlo liberatorio le sextena l’orgasmo..e a quel punto anche io godo… l’afferro ancor piu’ forte dai fianchi e mentre le do un paio di sculacciate vengo nel suo culo inondandola di sborra, quel bellissimo culo era ormai cosi’ dilatato che avrei potuto navigarci su e giu’ dentro un altra oretta.. ma la mia eccitazione era cosi’ forse che non resistetti molto…..!!!
sospiri… io mi accarezzo Silvia ancora su Giorgia..loro rimangono li…. e’ arrivato il silenzio ……..

10 min dopo ci trovammo tutti e tre nudi sul divano a ridere dell’accaduto e fumare una sigaretta..e soprattutto dando la colpa all’alcool ,per quella ns performance.

ma forse tutti e tre l’abbiamo cercato e voluto… e’ stata una bella esperienza , io ora non so , forse Giorgia avrebbe voluto assaporare il mio cazzo non solo spompinandomelo… ma io ero solo per Silvia, quello che volevo era lei, ed una mia fantasia si era avverata…
e non mi interessava scopare anche lei… lei si e’ scopata Silvia e Silvia lei…anzi l’unica che si e’ scopata tutti e due , e’ stata proprio Silvia… quindi andava bene cosi’!!!!!

finiti i nostri giorni.. si torna a casa, e non vedo l’ora di tornare con Silvia via qualche giorno….

forse un giorno sara’ per sempre , c’e’ qualcosa che ci lega in modo particolare , si chiama sintonia , si chiama amore si chiama filo invisibile , ma non possiamo star lontani , siamo fatti l’uno per l’altra…….

La coppia

Salii rapidamente le scale e bussai alla porta per quattro volte. Lei aprì, aveva una vestaglia nera trasparente che lasciava intravedere le sue forme ben tornite e delle scarpe con tacco 12. Con un sorriso mi portò al divano, spalancò le gambe e mi mostro la sua figa ben depilata, piena di sperma che colava, pronto per essere leccato.
Mi chinai e iniziai a leccarla, mentre lei spingeva la mia testa per appiccicarla ancora di più alla sua figa.

Leccai per bene, sentendo il sapore e desiderando che ce ne fosse ancora.
Alzai lo sguardo e lei, con un sorriso, mi disse di seguirla in camera. Dentro c’era lui, col cazzo bene in tiro, pronto ad essere succhiato. Ci mettemmo in ginocchio e iniziammo a leccare come due puttanelle. Lui ci mise le mani sulla testa e fece toccare le nostre lingue.
Dopo qualche minuto, mi fece alzare e mi buttò sul letto, lei iniziò a leccarmi il culo e io continuai a succhiare il suo cazzo fino a che non fu bello rosso e pronto a sborrare.

Mi prese per i fianchi e poggiò la punta sul mio culo. Diedi qualche spinta per farlo entrare, all’inizio mi fece male, ma poi, pian piano il mio culo si allargò e iniziò a spingere.
Lei nel frattempo si toccava e io leccavo la sua figa, che nel mentre si stava nuovamente riempiendo di umori. Sentivo il ritmo aumentare e dopo un po’ mi riempì il culo di sperma, lo sentivo mentre mi invadeva, caldo.

Lei si alzò e iniziò a leccarmi e nel frattempo iniziava una sega lenta. Ripulii il suo bel cazzo e venni quasi subito.
Lei si avvicinò e mi diede un bacio sul collo e mi disse: a quando la prossima?.

Riunione gioiosa (e sessuale) di famiglia

Si dice spesso che il sesso senza amore e sentimento sia arido e sterile. Valeria ebbe un’esperienza che confermò questa idea. Aveva 17 anni, una sorella, Ilaria di 19 anni, e viveva in famiglia. Suo padre, Riccardo, uomo molto bello e leggermente brizzolato, con i suoi 47 anni ne dimostrava decisamente meno. Sua madre, invece, dimostrava ben più dei suoi 44 anni. Da tempo si trascurava e Ilaria spesso diceva che suo padre avrebbe avuto tutte le ragioni per trovare una giovane amante che lo soddisfasse sessualmente.

A queste parole Valeria rimaneva sconcertata. Tutto sommato si parlava dei propri genitori e si chiedeva spesso che aspetto avrebbe avuto lei stessa a quell’età. Come diciassettenne era molto attraente. Biondissima, snella, pelle chiara quasi perlacea, una bella terza di seno, e un sedere sodo e compatto. Anche sua sorella era un gran bella ragazza: bionda, occhi azzurri, sembrava un angelo sceso sulla terra. Poco seno, è vero, ma molto molto attraente.
Era un’estate calda, con quel solleone che invita tutti a stare in giardino, al riparo di alberi e cespugli.

A sorseggiare granite e bibite fredde, leggendo e perdendo tempo per il solo gusto di perdere giornate oziando. Era una domenica pomeriggio. La madre di Valeria e di Ilaria era partita sabato per una gita con il gruppo di amiche di infanzia. Tre giorni alle Cinque Terre. Fortunate loro: chissà che bagni avrebbero fatto. Valeria pensava con invidia a sua madre immersa nel mar Ligure. Lei invece era immersa nella vasca, coperta di acqua fresca.

Si alzò, si asciugò sommariamente, indossò slip e reggiseno, e scese in salotto. Era sua intenzione prendere un libro da leggere e sedersi al fresco in giardino per rilassarsi. Era un po’ di tempo che non vedeva suo padre e Ilaria. Chissà dove si erano cacciati. Prese un libro a caso dalla sua immensa biblioteca e andò nel giardino. Il profumo di erba tagliata e di rose era inebriante. Faceva caldo, ma mitigava un po’ l’arietta delle colline.

Camminò verso il boschetto dove da piccola era solita sedere nascosta da tutti e da tutto.
A pochi metri dal boschetto, però, si accorse che c’era qualcuno. Evidentemente Ilaria aveva avuto la stessa idea. Volle farle uno scherzo. Si avvicino furtiva ad una siepe per studiare la situazione. Scostò le foglie e vide.
Vide ciò che mai avrebbe immaginato.
Sua sorella, completamente nuda, stava succhiando il pene di suo padre, completamente nudo.

Ebbe disgusto. Voleva gridare e piangere. Non lo fece. Rimase ferma a guardare. Ilaria era stupenda e anche Riccardo… bellissimo. Riccardo era seduto su una sedia da giardino, con la testa leggermente reclinata indietro, gli occhi socchiusi. Godeva di ogni secondo di quelle succhiate. Ilaria era in ginocchio tra le sue gambe. Piegava il pene verso la sua bocca, e lo ingoiava con desiderio. Era bellissima con quei piccoli seni dalla forma perfetta. Si accorse che desiderava fortemente partecipare.

Desiderava dare piacere a suo padre, quel piacere tanto negato dalla mamma. Desiderava far sesso con sua sorella, amava Ilaria, e amava Riccardo. Si alzò, attraversò il cespuglio e si fermò a pochi metri da loro.
Riccardo si accorse che Valeria lo stava fissando. Anzi, guardava il suo pene. Che bel pene che aveva! Lo sapeva. Venti centimetri di durissimo piacere. Sorrise a Valeria. Era irresistibile. Ilaria si voltò, e sorrise. Quanto era bella.

Si alzò e si avvicinò a sua sorella. La abbracciò e la baciò. Lentamente. La lingua le penetrava la bocca. Sapeva di donna e di sesso. Valeria era eccitatissima. Voleva scopare ed essere scopata. Voleva essere penetrata da Riccardo. Non era più suo padre. Era il suo uomo, il suo amante. E voleva sentire la lingua di Ilaria sulle sue labbra vaginali. Non era più sua sorella, era la sua giovane amante donna.
Si ritrovò nuda.

Ilaria ne succhiava un capezzolo con molta forza, determinata a farlo eccitare come non mai. Riccardo si alzò e iniziò a succhiare l’altro capezzolo. Valeria non capiva più nulla. Prese la mano di suo padre e la avvicinò al suo sesso. Riccardo iniziò a penetrarla con un dito. Era bagnatissima e il dito scivolava dentro con grande facilità. Ilaria si sdraiò su un tavolo e allargò le gambe. Era troppo attraente. Valeria iniziò a leccarla lentamente.

Ogni centrimetro della sua fighetta veniva lavorato con attenzione. Prendeva le belle labbra vaginali tra le sue labbra e le succhiava con molto energia. Sentiva Ilaria gemere. Riccardo si posizionò dietro Valeria ed iniziò a leccare il suo sesso. Valeria leccava ed era leccata. Succhiava ed era succhiata. Era sconvolta dal piacere e dalla bellezza di dare amore a suo padre e a sua sorella e a riceverne altrettanto. Penetrava la vagina di Ilaria con un dito, due dita, tre dita, frizionando con forza quelle carni molli e bagnate e nel contempo sentiva le dita della mano di Riccardo violare la sua intimità.

Si accorse che stava godendo tantissimo. Ansimava ed emetteva gridolini di piacere continuo. Si accorse che stava chiedendo di essere penetrata. Riccardo la accontentò immediatamente, riempiendola con quel suo preziosissimo pene. Era immensamente grande e anche doloroso, ma Valeria voleva essere posseduta carnalmente mentre dedicava la stessa energia a penetrare sua sorella. Riccardo la penetrava, la penetrava, la penetrava, la penetrava. Sentiva le sue gambe colpirla con energia. Faceva fatica a controllarsi. Il pene scivolava nella sua vagina, violando il corpo.

Riccardo uscì da quella paradisiaca vagina e fece sdraiare sul tavolo anche Valeria. Prese a leccare le labbra vaginali sia di Ilaria che di Valeria, le quali cercavano di accarezzarsi i seni a vicenda. Riccardo prese il suo cazzo e lo infilò lentamente nella vagina di Ilaria. Poi uscì e rientrò. Uscì e rientrò. Uscì e rientrò. Uscì ed entrò nella vagina di Valeria. Uscì da Valeria ed entrò in Ilaria. Uscì da Ilaria ed entrò in Valeria.

E fece così decine di volte. Ilaria piegò la testa e vide gli occhi di Valeria. Erano bellissimi. Valeria piangeva di gioia e godeva come mai le era capitato. Pensò ai liquidi adesi alla pelle del cazzo di suo padre: erano gli umori di Ilaria mischiati ai suoi e ai primi liquidi seminali di Riccardo. Riccardo iniziò a scopare Valeria, con energia e velocità. Il cazzo sembrava non finire mai, un cilindro continuo che dava piacere e godimento a Valeria e al suo bagnatissimo clitoride.

Ilaria si inarcò e sedette in ginocchio sul viso di Valeria. Valeria iniziò a succhiare e a leccare la vagina di Ilaria, che colava umori di continuo. Riccardo penetrava Valeria e palpava le tette di Ilaria. Era un triangolo osceso di amore e sesso. Valeria amava Riccardo e amava Ilaria e si sentiva ricambiata come figlia, sorella e amante. Il pene di Riccardo allargava il canale vaginale di Valeria, cedendo godimento continuo a quel corpo giovane di figlia.

Valeria voleva il nettare di Riccardo. Lo desiderava. Si alzò dal tavolo e prese a succhiare con energia quel pene odorante di maschio e di umori femminili. Aveva le guance bagnate degli umori di Ilaria. Sua sorella si avvicinò e condivise il piacere di succhiare il pene di sua padre. Era un momento intimo bellissimo. Riccardo venne. Ebbe un orgasmo continuo e forte. Lo sperma, caldo e ben liquido, spruzzò il viso di Valeria e di Ilaria più volte.

Le due ragazze poi si guardarono ed iniziarono a ripulirsi a vicenda usando la lingua, ingoiando lo sperma paterno. Era una festa.
Valeria in seguito ebbe altre esperienze con suo padre e sua sorella. Sua madre non seppe mai nulla. E fu un vero peccato. Queste riunioni di famiglia necessitavano anche della sua presenza. Chissà… magari un giorno, scostando una siepe per fare uno scherzo, anche la loro madre avrebbe visto e avrebbe condiviso un momento di gioia sessuale di famiglia.

.

scambio?

Non ci potevo credere!!! così mi disse Luca mio moroso. Io guardai in giro, ma non vidi niente di particolare nessuna in topless o che meritasse attenzioni particolari. No, mi si avvicinò e mi disse sottovoce, dietro di noi abbiamo una coppia che è iscritta nel nostro sito di annunci! Aveva gli occhi che gli brillavano. Ci siamo iscritti, ma non abbiamo mai praticato era più una curiosità sua nel guardare le coppie che praticavano scambismo e io con lui guardavo.

A quel punto ero preoccupata che Luca a mia insaputa avesse organizzato quella strana coincidenza. Gli chiesi severa se non fosse opera sua, ma lui negò e mi fece riflettere sul fatto che senza internet da qualche tempo, lui lavorando a casa non aveva modo di organizzare e riflettendo un po’ sapevo che non lo avrebbe mai organizzato un incontro a mia insaputa.
Mi rilassai a prendere il sole mentre vedevo Luca tutto eccitato che spiava la coppia dietro che l’avrà sicuramente notato.

Quando decidemmo di andare a fare una nuotata Luca si presenta alla coppia e gli chiede se possono tenerci d’occhio la borsa. Presenta anche me, cosa del tutto inusuale se non fosse che Luca aveva già in mente qualcosa. Erano tommy e sara dopo i saluti ce ne andammo in acqua dove si toccava un po’ distanti dalla spiaggia e dalla gente così potemmo parlare tranquillamente di quello che voleva fare dato che quella sua strana iniziativa mi aveva allarmato.

Mi disse conosciamoli, magari una delle prossime sere andiamo a mangiare con loro. Io però ribadii quello che già sapeva, non volevo orgie o altri patner al massimo un rapporto lesbico e che Luca non si facesse altre al di fuori di me. Forse lo trovere egoistico, ma io il rapporto lesbo lo farei solo per far uno spettacolo eccitante a lui, mentre a me di vederlo con un’altra proprio non mi va!
Come non detto.

Sotto l’ombrellone Luca sembrava diventato un innamorato alla sua prima cotta ricco di attenzioni, baci, spalmate di crema coccole anche un po’ spinte. Conoscemmo meglio la tommy e sara condividendo alcuni giochi sulla spiaggia e una camminata sul bagnasciuga. Dopo due giorni ci chiesero se volevamo andare a mangiare da loro, stavano in appartamento. Accettammo e io stetti attenta a intravvedere i particolari che potevano far svelare la loro natura sessuale. Cercando di cogliere sguardi o battute piccanti che fino ad ora nn c’erano state.

Ci sedemmo a tavola e cominciammo a parlare di vacanze, di noi. Tanto per conoscerci e dopo una cena veramente ben cucinata, la cuoca era sara maga ai fornelli, arrivati al dolce mi accorsi di essere un po’ su di giri e non aver più tenuto d’occhio nessuno per quanto riguarda certe trame di inciucio che nella mia mente si erano prospettate, come se quella cena fosse una trappola preparata ad arte. Ma stavo molto bene si discorreva piacevolmente, fino a che non si cominciò a parlare di sesso e fu proprio Luca a iniziare io diventai rossa (anche se lo ero già per via del vino) e impacciata.

Quando saremmo arrivati a casa gliene avrei dette quattro stava rovinando una bella serata in amicizia. Ma con mio stupore fu Sara che senza con la tranquillità più assoluta cominciò a parlare del mondo di cui facevano parte quello dello scambio di coppia. Ci fecero guardare da distante un mondo che noi vedevamo solo dal sito di annunci e che loro invece conoscevano da dentro per esperienza e dalle sue parole si poteva capire che incontri avessero fatto, di quello che piaceva loro.

Tommy che inizialmente pensavo un maniaco sessuale si rivela tutt’altro più schivo di sara nell’argomento mentre Luca rimane a bocca aperta, leggo nei suoi occhi la volontà di dire si anche a noi piace facciamo un’orgia! Ma ci siamo presentati come semplici amici.
Quando sembrava conclusa la partentesi di racconti poichè pensavano che noi fossimo lontani dal loro mondo, io dissi che pure a Luca gli sarebbe piaciuto vedermi con una donna. Tommy sorrise e disse che è il sogno di tanti uomini.

Luca fu illuminato.
Sara come se fosse stata accesa una molla mi si avvicinò a pochi centimetri dal viso mi chiese e a te piacerebbe? A questo non ci avevo mai pensato. Esitai e :dovrei provare. Fu quello che dissi.
Si avvicinò ancora e mi incollò le labbra alle mie, rimasi di marmo. Il cuore mi batteva a mille. I pensieri si inseguivano nella mia mente, non riuscivo a guardare che i suoi occhi.

Sara mi aveva imprigionato. Attimi lunghi un’eternità convinta che si sarebbe staccata vedendomi così impacciata.
Non fu così, aprii la bocca a assaporai i suoi baci teneri e profondi. Chiusi gli occhi mi lasciai trasportare dall’emozione. Le sedie sparirono mi portò sola con lei nella camera. Con i baci che non smettevano le sue mani delicate andarono alla scoperta del mio corpo sotto il vestitino dove non c’era niente al che mi sussurò nell’orecchio sei proprio una maialina, sorrisi e mi misi a fare altrettanto con le mie mani passando come faceva sui capezzoli, lungo la schiena , strizzando le chiappe.

Sul collo. Ero presa da quella situazione che non pensai a Luca ne a tommy. Scese con il fuoco sul collo e poi giù a infuocare i capezzoli che diventarono incandescenti e poi giù sul mio ventre a far bollire il mio desiderio che dopo poche scintille espose davanti ai suoi occhi. Sarà tornò a baciarmi mentre ero ancora con gli occhi stralunati dall’eccitazione feci altrettanto andai giù e leccai dove sarebbe piaciuto a me e Sara era evidentemente in sintonia, mi prese la testa e me la schiaccio per una attimo contro di se, appena mi lascio iniziai a leccare più forte come non sarei resistita io all’orgasmo i suoi mugolii divennero sempre più forti il suo bacino cominciò a contrarsi e venne su di me felice e appagata.

La baciai ancora.
Mi sembrava che fosse passata una vita. Tornati dagli uomini non dissi niente era chiaro quello che successe. Appena ce ne andammo Luca cominciò a farmi mille domande arrivati a casa gli saltai addosso così da appagare la sua eccitazione che mi stava strazziando.

Mamma e troia?

Sono una piacente mamma di 37 anni, con due figli già grandicelli ed autonomi avuti molto giovane dal mio maritino che mi ha sempre desiderata molto. Nell’ultimo anno, complice forse un po’ di eccessiva rilassatezza nella vita matrimoniale ho notato in lui qualche distrazione di troppo nei miei riguardi, ma anche qualche richiesta che non mi aveva mai fatto, soprattutto ha iniziato a decantare il mio fondoschiena, che non è male anche se il mio pezzo forte è sempre stato il seno ed è riuscito a convincermi , alla fine con gran soddisfazione, a concedergli il di dietro.

Queste sue novità mi hanno fatto pensare che potesse avere o avere avuto qualche storiella extraconiugale, ma non volendo affrontare il discorso ho cercato di mettermi in concorrenza con una eventuale rivale. Ho cominciato dall’abbigliamento indossando pantaloni aderentissimi che sfoggiassero il mio posteriore tanto apprezzato, ad accorciare sensibilmente le gonne e soprattutto ad indossare scarpe con un tacco che mai mi ero ritenuta in grado di poter portare senza prendere storte dolorosissime. Invece ho scoperto che il tacco lo sopporto più che bene e che lo stesso mi alza il sedere valorizzandolo all’ennesima potenza.

Credo che mio marito abbia notato questa mia trasformazione a lui dedicata anche perché non ho perso occasione per indossare una mini ogni qualvolta uscivo con lui, ma contemporaneamente mi sono resa conto che così facendo mi esponevo alla libidine degli altri uomini con il risultato che spesso mi sentivo frugare sotto le mie gonnelline o nella mia scollatura. Ad un certo punto ho avuto persino l’impressione che mio marito avesse preso gusto nel vedermi esporre le mie grazie, perché in certi casi nonostante la mia avvenenza lo vedevo quasi più interessato all’ambiente circostante che non alla sottoscritta.

Dico la verità, inizialmente sono rimasta piuttosto delusa, avrei voluto mi saltasse addosso, anche in macchina, anche nei servizi di un ristorante, ma alla fine sospettare il suo piacere nel vedere un altro uomo mostrare interesse per le mie grazie alla fine mi ha appagato: quanto meno sia lui sia altri mi mettono gli occhi addosso, il che ad una donna non dispiace mai. Ho pensato così di farlo contento iniziando ad essere più scollacciata anche in occasioni in cui non uscivamo solo io e lui ma anche con amici e a volte anche con i ragazzi anche se ormai piuttosto rare sono le occasioni in cui ci accompagnano.

Il suo apprezzamento per il mio sedere è stata una fonte di ispirazione e pur non indossando quasi mai perizoma, ho cominciato ad acquistarne qualcuno da indossare sotto i pantaloni bianchi o abiti estivi semi trasparenti e considerato che molto spesso ha piacere nell’accompagnarmi nello shopping ho lasciato che fosse lui a consigliarmi su quali costumi da bagno acquistare per l’estate, ottenendo come risultato l’acquisto di costumini molto ridotti, ovviamente lasciando molto scoperte le mie chiappette pallide e anche poco coperti i seni.

Intendiamoci non ero nuda, ma sapientemente scoperta, contenta dell’apprezzamento del marito e cominciando anche a sentirmi soddisfatta delle occhiate più o meno fintamente distratte date dagli altri maschietti, magari solo un pochino imbarazzata quando eravamo in presenza di amici che in tanti casi mi sbirciavano di sottecchi lontano dalle loro mogliettine. L’estate scorsa in compagnia di un’amica e dei rispettivi ragazzi sono andata più volte in una piscina di un paese non molto lontano e poiché suo marito a differenza del mio fa i turni spesso ci accompagnava, andando però poi a giocare in acqua con i ragazzi lasciandoci sole a chiacchierare o sonnecchiare.

Spesso ero girata di schiena sulla sdraio e pur nel torpore del dormiveglia ogni tanto mi arrivava qualche commento bisbigliato dai maschietti di passaggio “che culo ragazzi”, “guarda lì che panettone da mordere”, e giù qualche risatina. La cosa mi faceva ovviamente sorridere anche quando mi accorgevo che il marito della mia amica rientrando di tanto in tanto per un sorso d’acqua tergiversava un po’ più del dovuto e io pur non vedendo sentivo il suo sguardo scivolarmi sul sedere.

Avrei voluto vederlo con mio marito presente e infatti adducendo il desiderio di averlo un pomeriggio per me e per i suoi figli la settimana successiva riuscii a convincerlo. Voglio essere desiderabile per lui e per gli sguardi altrui che suppongo lo rendano felice e metto il costume più succinto che ho , ragazzi permettendo, ma comunque tette in precario equilibrio con il capezzolo che a stento viene contenuto nelle coppe, slippino molto sgambato a coprirmi quel po’ di natiche che riesce a coprire.

Arrivati in piscina i ragazzi si fiondano ai trampolini chiedendo di andare a guardarli, io mi chino sulla sdraio per prendere gli occhiali da sole e mi accorgo di un veloce shitto del telefonino del nostro amico…..sua moglie era già in acqua mio marito si era già avviato…. faccio finta di niente e vado a bordo piscina. Mi siedo in braccio a mio marito, mi accarezza i fianchi e sento in suo membro inturgidirsi e allora mi sistemo un po’ meglio per sentirlo bello duro e vedo il nostro amico dall’altro lato della piscina riprenderci ancora con il telefonino…..voglio dargli soddisfazione…..mi avvinghio a mio marito lo bacio mettendogli la lingua in bocca e girata verso l’amico guardo dritta in camera.

Dopo la limonata a bordo piscina sono un po’ umida, mi ricompongo un attimo, la mia amica è in acqua e mio marito decide di restare a bordo piscina a leggere la gazzetta dello sport. Torno alla sdraio prendo la busta con le mie cose e mentre mi avvio verso i bagni per passarmi una salvietta sulle labbra inumidite sento un bip nel cellulare. E’ il nostro amico che mi manda un SMS……”Che troia sei……secondo me sei pronta per farti scopare” Rimango allibita davanti al messaggio vorrei andare da mio marito a farglielo vedere perché gli facesse una scenata ma invece sento un calore pervadermi dappertutto, credo di essere paonazza in volto, mi guardo intorno e lo vedo là dalla sdraio con una birra in mano e mi sorride….

mi giro dall’altra parte mio marito è con la testa infilata nella gazzetta la mia amica la vedo intenta in discorsi con altre mamme e io con un calore insopportabile mezzo alle cosce…vado alla sdraio e lui ma fa: “ti va una birra”? “Si, andiamo al bar” ma appena girato l’angolo lo tiro a me e appoggiata alla parete mi lascio slinguare senza dire una parola. Lo sento armeggiare in una tasca del costume, tira fuori una chiave, quella della loro cabina, mi tira dentro e le sue mani profanano tutte le mie intimità, dita che entrano dappertutto, sono fradicia, a culo per aria in un attimo mi trovo ingroppata dal suo uccello duro che mi pompa violentemente e appena lo sento ansimare mi sfilo giusto in tempo per non farlo venire dentro di me.

Un fiotto caldo mi cola lungo la coscia, cerco la mia busta per pulirmi e intanto lui tirandosi su il costume mi fa : “E un po che ti osservo, sei diventata una bella troietta, ma il tuo maritino non se ne è accorto…..?” Io scappo dalla cabina e torno alla sdraio un attimo prima di mio marito che mi chiede: “dov’eri finita? Mica a farti fare la corte da qualcuno……non mi sorprenderebbe hai il culo di fuori…e che culo.

” Cosa dovevo fare? Non mi sentivo troia, la cosa mi aveva eccitato e si rafforzava ancora di può la sensazione che a mio marito non dispiacesse affatto vedermi mezza nuda in mezzo ad altri o magari anche di più. Mamma.