L';inizio3 il saluto

Erano passati più di due anni,ero una donna sposata felicemente??Non lo so adesso posso dire di no a quel tempo ero giovane spavalda e con un carattere esuberante e con la certezza di poter cambiare il mondo come lo desideravo io.
Mi ricordo bene che mi ero dedicata con tutta me stessa alla famiglia al matrimonio,alla casa bella e grande,mi dilettavo in pranzetti,ma comunque continuavo la mattina a lavorare solamente la mattina
in negozio dai miei,mi tenevo impegnata e facevo una cosa che mi piaceva.

Avevo abbandonato quasi tutte le amicizie o meglio mi ero fatta emarginare per non star sempre a discutere con mio marito che non gradiva molto le mie vecchie compagnie.
La domenica mattina spesso andavamo a messa a pranzo dai miei o dai suoceri,insomma una vita così,tranquilla.
La sera molto frequentemente lui si addormentava prima di me ed io rimanevo sveglia a leggere,spesso mi capitava di ricordare le scappatelle con gli amici,qualche sega che avevo fatto in macchina,qualche pompino veloce a qualche festa e mi bagnavo poi allungavo la mano per toccare lui ma se volevo godere finiva che dovessi alzarmi andare in bagno e giocare da sola con la mia micetta.

Insomma mi stavo adattando ad una vita così ma sapevo che sarei riuscita a cambiare la situazione(oggi mi rispondo POVERA ILLUSA).
Una mattina come tante ero indaffarata a preparare i prodotti da vendere,entra un rappresentante un bel ragazzo simpatico brillante e un po’ donnaiolo,mi riempie di complimenti,la cosa non mi dispiaceva affatto anzi si ride si scherza ma poi come ormai di routine la lascio cadere li,lui insiste mi invita per un aperitivo,un caffè, una cena ed io sempre in maniera ironica ma cortese rifiuto l’offerta,capito che non c’era trippa per gatti mi saluta mi lancia un bacio e va via.

Di lì a poco arriva il camion a consegnare entra G. ,ormai quello che era stato non ce lo ricordavamo più,lui mi aveva cercata un’altro paio di volte nelle settimane seguenti all’accaduto,io non mi ero mai più resa disponibile e la cosa era morta da sola senza mai far una parola sull’accaduto.
Insomma un uomo vero come ce ne sono pochi.
Entra come al solito con quel suo sguardo e quella postura fiera,che a me facevano impazzire,iniziare a scaricare,boh non lo so cosa fosse,forse il poco sesso che facevo forse le avance del rappresentante ma ero tornata a sentire quel calore che mi avvolgeva il basso ventre.

Continuavo a lavorare ma stringevo le cosce mi dava una sensazione di eccitazione, lui mi passa vicino sapeva di buono di uomo.
Mi voltai e lo guardai con aria sorniona provocante,se ne accorse subito si avvicino e mi sussurro sfacciatamente “quant’è che non fai una bella scopata?? ti si legge negli occhi bimba”
Avevo voglia da morire mi spostai in modo che il mio culetto venisse a contatto con il suo membro,eccolo potente e fiero come me lo ricordavo,iniziai a sfregarmici un pochino contro mi stavo bagnando da morire ero un lago,mi piaceva quel gioco ed anche a lui,il pensiero che di là ci fosse mia madre mi eccitava ancora di piu.

Ad un tratto squillo il telefono il fisso non c èrano ancora i telefonini,lui si stacca io lo tengo per un braccio come per digli di aspettare di non andare via.
Alzo la cornetta,era mio marito che ordinava il pollo per pranzo,cioè a dire vai a comprare il pollo che oggi VOGLIO mangiare quello,mentre parlavo con lui G. aveva preso posto di nuovo dietro
di me,spingeva il suo cazzo in mezzo al solco del mio culetto,la cosa mi eccitava ancor di più e continuando a parlare con il mio coniuge con l’altra mano gli palpavo il pacco da sopra i pantaloni.

Parlavo conversavo piacevolmente lo trattenevo al telefono perché mi piaceva la situazione, gli domandavo cose più assurde e che magari sapevo già solo perché non volevo chiudere quella chiamata,ero riuscita con una mano a slacciate la patta dei pantaloni di G. e con due dita ravanavo dentro lo sentivo duro e venoso stavo godendo mi sentivo porca come da tempo non mi era più successo.
Ogni qual volta la ima dolce metà parlasse come per chiudere la conversazione io gli ponevo un’altra domanda o un’altra questione,nel frattempo G.

aveva liberato la sua bestia dalla costrizione dei pantaloni e degli slip,ora ce l’avevo tutto in mano in carne e ossa lo toccavo lo segavo,che bello che soddisfazione,le mani dell’uomo avevano iniziato ad accarezzare il mio seno,più che carezze erano vere e proprie palpate,poi erano scese e con fare sapiente erano entrate dentro i pantaloni indossavo una tuta ginnica che tutto era fuor che sexi,ma per l’occasione molto comoda.
Sentivo adesso le sue dita insinuarsi nelle mutandine spostarle con cura e…eccolo giocare con il mio clito godevo non capivo più se fossi ancora al telefono o no non sentivo altro che piacere,mi girò con veemenza e mi infilò due dita nella fica,mi stava scopando con la mano ed io continuavo con una lenta ed inesorabile sega.

Di lì a poco venni in un orgasmo spettacolare,lascia cadere la cornetta mi inginocchiai davanti a lui e iniziai a succhiagli il cazzo,la foga con cui lo leccavo faceva pensare a l’uomo che volessi mangiarlo tant’è che mi disse “piano bimba non te lo tolgo “
Un altro paio di colpi con la lingua aiutati dalla mia mano e lo sentii scaricare tutto il suo piacere nella mia bocca,lo bevvi tutto lo leccai accuratamente come a fargli un bidet.

Ci guardammo ridendo lui si ricompose ed andò via.
Non lo vidi più, nei giorni seguenti non mi recai più a lavorare dai miei,intrapresi un altra attività,
Qualche volta negli anni seguenti ci incontrammo alle feste paesane in compagnia di mio marito lui con la sua compagna, i nostri sguardi si incrociavano in segno di intesa ma fù tutto quello che mi rimase di G.

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