ANGELO, IL CAMIONISTA -prima parte

Devo confessare che durante gli anni, di camionisti ne ho incontrati tanti. Non saprei nemmeno approssimare una cifra, tanti comunque , diciamo solo che ho sempre avuto un debole per loro, fin da giovane. Alcuni li ho dimenticati, altri li ricordo ancora benissimo. I camionisti sono una categoria a parte. Per un gay come me sono sicuramente il massimo di mascolinità, sex appeal, voglia di fare il porco. Sono rudi, grezzi, sporchi, sudati!!! Non si offendano tutti quei camionisti, come mio cognato, che sono puliti, educati, di buone maniere.

Io non parlo di loro, ma di quelli che piacciono a me!! Fin da quando ho iniziato a battere, ho cuccato camionisti dappertutto!!! Nei parcheggi , in autostrada, negli autogrill, al porto, nelle zone industriali, nelle locande a pranzo, persino in corsa in macchina esiste un metodo per farsi capire che sei interessato. Insomma ovunque. Vale la pena di raccontarvi di un avventura che ho avuto con uno in particolare, a mio parere la migliore tra tutte quelle che ho avuto.

Si chiamava Angelo, e sembrava davvero provenire dall’eden, tanto era bello e sexy. Io avevo trent’anni, lui poco più di 50. Un bellissimo uomo del sud, forse il più bello di tutti. Sicuramente il più maschio e eccitante. Il fattaccio successe quasi casualmente. Era luglio, una giornata caldissima, e io avevo appena finito di lavorare. Lavoravo in porto a Venezia, facevo il classico scaricatore di porto. Erano le sei di pomeriggio, e avevo la consuetudine , prima di andare diretto a casa, di farmi un giro in una zona fuori del porto un po’ dismessa, dove la sera c’era un bel giro, e dove spesso sostavano i camionisti la notte.

Così appena uscito dal porto, mi sono diretto verso quella zona, più per curiosità che per voglia di sesso. Infatti come sempre lungo il vialone non c’era anima viva. Non una macchina, ne’ un camion, neanche un carretto dei gelati!!!!! Percorro tutto il viale fino in fondo, rassegnato a fare inversione e tornare indietro. Ecco che proprio alla fine del viale mi accorgo di un tir parcheggiato non sulla strada , in vista, ma dentro una trasversale che portava a dei capannoni abbandonati da anni, col muso rivolto verso la strada e la portiera del passeggero completamente aperta come da fare da paravento o per nascondere qualcosa.

. Rallento , cerco il proprietario ma non lo vedo. Finché proprio all’ultimo secondo vedo un uomo completamente nudo scendere dal camion dalla parte dell’autista. Sogno o son desto???? Forse un miraggio??? Non mi fermo e percorro quel poco di strada che mancava alla fine e faccio inversione. Nel tornare indietro ripasso davanti al camion. Rallento , la porta del guidatore era chiusa. Mentre quella del passeggero era spalancata, ed essendo ad una certa altezza, vedo le gambe del camionista che probabilmente stava lavorando su qualcosa, nudo!!!! Proprio il pensiero che fosse nudo mi fa trovare il coraggio di parcheggiare l’auto e andare a spiare.

Scendo , cammino un po’ indietro, e mi trovo sull’angolo tra la strada principale e quella dove era parcheggiato il tir. Era un camion molto grande, almeno la motrice dava quel l’impressione. Come tutti i camionisti , anche lui aveva il nome sul gigantesco parabrezza. Si chiamava Angelo. Mmmmmm che bel nome per un uomo nudo, come l’angelo dell’amore cupido !!! Provo a spiare dietro la portiera, e lo vedo andare avanti e indietro , e ammiro quelle gambe massicce , finché si accuccia leggermente e gli vedo quel meraviglioso culo che mai scorderò nella mia vita.

Il culo più perfetto che io avessi mai visto prima!!! Duro, sodo, all’infuori quel tanto da formare una esse con la schiena. Peloso tra le chiappe. Sarebbe bastato solo questo per convincermi a tentare un approccio, ma il colpo di grazia lo ebbi nel vedere tra le sue gambe divaricate, di schiena, due grosse palle tonde e dure penzolare a mezz’aria. Dovevo escogitare un modo per conoscerlo e pure in fretta. Il problema era decidere se passare sotto la portiera o fare tutto il giro del tir per arrivare da lui quatto quatto.

Era la soluzione migliore, un imboshita improvvisa passando sotto la portiera mi sembrava oltre che imbarazzante anche pericolosa. Optai quindi per fare il giro completo del tir, almeno ad una sua reazione negativa avrei avuto il tempo di filarmela di corsa. Ma ancora non bastava. Dovevo fare in modo che lui non pensasse ad un aggressione o cose simili. Anche se di aggressione si trattava. Dunque mi si accese la lampadina. Un idea perfetta che forse avrebbe funzionato.

Mi spoglio nudo anche io!!! Ma si che cazzo, proviamoci. Torno alla macchina e lascio tutti i miei vestiti nel sedile, tranne le scarpe. E parto all’avventura, ignaro delle conseguenze. Cammino velocemente fino a raggiungere il fondo del tir. Faccio un bel respiro e mi infilo tra il camion e la rete ricoperta di foglie che costeggiava tutta la stradina. Cazzo, non ci avevo pensato, era come un lungo corridoio senza via di scampo.

Lui mi vede subito. Mi fa cenno di avanzare. Mi avvicino un po’ sospettoso. Il sole batteva proprio su quel lato del tir. Accecante. Non riuscivo a vedere bene perché mi impediva di aprire gli occhi. ” Vieni pure, avvicinati, ho proprio bisogno di una mano” dice con un timbro di voce profondo ma amichevole. Mi avvicino più rapidamente e alzo lo sguardo. Finalmente vedo l’uomo dal nome così paradisiaco. Alto come me, capelli mori lunghi qualche centimetro, spettinato, barba lunga di un paio di giorni, nera, petto , braccia e stomaco pelosi.

Ma il mio sguardo si perde nella sua foresta nera sotto l’ombellico. Mi ricordo’ una scultura greca, il LAOCOONTE , non so perché, forse per la perfezione delle proporzioni. Senza farmi domande , mi dice” Mi dai una mano ad appendere la tanica d’acqua su quel gancio così ci facciamo una doccia? Fa un caldo bestiale oggi”. E notando un sacco trasparente di plastica pieno d’acqua con un occhiello da una parte è un tappo nero nella parte opposta, rispondo di sì.

” Vedo che hai due spalle grosse, riesci a sollevarmi ?”. Da buon scaricatore di porto gli rispondo ” Nessun problema!!!!”. Allora prende la sacca d’acqua in braccio, divarica le gambe e io infilo la mia testa tra le sue cosce e lo sollevo. Avevo praticamente il suo pacco sul collo. Caldo, bollente e sudato. La cosa era più complicata del previsto, e lui appoggiandosi con un piede su un ferro della locomotrice si alzò quel tanto da arrivare ad agganciare la sacca e a ritrovarmi le sue palle sulla mia fronte sudatissima.

Eravamo entrambi sudati. ” Ecco fatto!!! Fammi scendere ora” e così feci. ” Sei bello forzuto, che lavoro fai?” Mi chiese. ” Non ti prendo in giro, ma sono uno scaricatore portuale”. Il suo sorriso mi stese del tutto. ” Comunque piacere, io sono Angelo” dandomi la mano. ” Piacere Guerrino ” e mi venne il cazzo duro!!!! Sempre nei momenti meno opportuni. Lui si accorse e ci scherzo’ sopra in modo molto intelligente e decisamente ambiguo.

Prese il mio cazzo in mano e si presentò ” Piacere cazzo di Guerrino, io sono Angelo!!!!” E subito dopo rise. ” Ti chiedo scusa, ma il mio uccello funziona come vuole lui”. Cercando una giustificazione. ” A me sembra che funzioni benissimo!!!” Altra risata. ” Senti a sto punto presentami anche il tuo!!!” chiesi ironico. E invitandomi ad afferrarlo con una mano, gli presi il cazzo in mano. ” vedi , il mio è più timido.

Ha bisogno di essere incitato. Su dai, non essere vergognoso, fai la conoscenza di Guerrino come si deve!!!” Rivolgendosi al suo uccello, che in pochi secondi si gonfia e si indurisce nella mia mano!!!! ” Ecco bravo, guerrino questo è il pisellone di Angelo!!!! ” risposi piacere. Allora ci fu una risata da entrambi le parti. ” Bene, dopo tutti questi convenevoli, che ne dici di una doccia??” Mi disse Angelo. ” Una doccia assieme?” Chiesi io.

” E certo, assieme. Te la meriti per avermi aiutato. Poi visto che sei nudo…..” lasciando intendere che il motivo perché ero nudo lo aveva capito subito. ” Allora ci stai o no? Ci insaponiamo a vicenda, ci rinfreschiamo da sto caldo. A meno che prima tu non abbia in mente altro!!! ” mi chiese Angelo con un sorriso da porco. ” Mi scapperebbe una gran pisciata!!!! Che ne pensi?” Disse. ” Che sarebbe fantastico se mi pisciassi addosso prima della doccia!!!” Risposi emozionato.

” Allora mettiti in ginocchio e apri la bocca” mi ordinò. E con mia meraviglia, a cazzo duro, mi regalò una golden shower da manuale!!!! Mi piscio’ ovunque, usando il cazzo come un pompiere , come un adulto Grisù, fino a finire nella mia bocca e farmi bere l’ultima parte, deliziosa e salata al punto giusto. A quel punto , in quella posizione, con il cazzo duro, si lasciò fare un pompino , uno dei migliori che avessi mai fatto, ero scandalosamente ben ispirato.

Mi scopo’ la gola con prepotenza fino a riempirmi la faccia e il corpo di sborra calda. ” Cazzo se ti meriti una doccia adesso!!!!” Esclamo’ Angelo. E ci accingemmo a lavarsi insieme. CONTINUA.

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