Le mie storie (60) (seconda parte)

… Ho aperto gli occhi e l’orologio impietoso indicava le 8:30; avrò dormito non più di 4 ore, ma mi sentivo come nuova. Mi sono girata, e la sua mano era ancora “a cucchiaino”, mentre lui era immerso nel mondo dei sogni. Silenziosamente sono scivolata via per andare nel bagno dove mi sono fatta 1 doccia calda. Dopo essermi velocemente vestita (faceva piuttosto freddino) sono scesa a fare colazione, e non vi dico il ben di Dio che ho trovato sulla tavola.

Mentre ero ordinatamente in fila, mi si è avvicinato 1 ragazzo che voleva palesemente attaccare bottone. Io come al solito sono stata educata, salvo poi scuotere il capo alla vista della sua ragazza o moglie che appena arrivata nella sala, lo ha redarguito con 1 sguardo per poi riprenderlo 1 volta arrivati al loro tavolino. Ma si sa gli uomini sono tutti uguali. Io guardavo la scena da lontano mentre sorseggiava il mio caffè con il cornetto.

Quando poi mi sono passati davanti per tornare in stanza, lui mi ha sorriso di nuovo come per far vedere che non era successo nulla. Io intanto avevo preso 1 caffè ed 1 brioche da portare a Davide in camera. Quando sono tornata lui dormiva ancora placidamente, così sono rimasta un po’ a pensare come doverlo risvegliare; poi dopo essermi sfilata di dosso il vestito ed essere rimasta in mutandine ed autoreggenti, sono sparita sotto il piumone fino ad arrivare al suo uccello che con la lingua ho cominciato a stuzzicare.

Piano piano l’ho messo in bocca e poi con le labbra l’ho fatto scivolare fino in gola. Si stava svegliando, ad ogni movimento cresceva sempre di più e diventava sempre più duro; fino a quando ho sentito dirgli “buongiorno” e con 1 mano che mi accarezzava i capelli spingeva la mia faccia contro il suo uccello. Dopo un po’ mi è venuto in bocca ed io, dopo essere risalita fino a guardarlo negli occhi, ho buttato giù tutto, per dargli ulteriore dimostrazione di quanto sia bene con lui.

Dopo 1 lavaggio veloce, si è vestito ed è andato a fare colazione, mentre io mi sono messa il costume e sopra l’accappatoio per poi scendere giù nel centro benessere. Prima tappa una piscina riscaldata all’interno di una grotta… mi sono immersa ed ho chiuso gli occhi rilassata. Insieme a me c’erano non più di cinque persone, ognuna a debita distanza l’una dall’altra, dopo una decina di minuti è arrivato anche Davide che dopo avermi chiesto come fosse l’acqua, si è calato giusto di fianco a me.

Io non so se fosse l’ambiente, che avendo una luce soffusa (in parte naturale in parte artificiale) alimentasse certe situazioni, ma tra le persone presenti in acqua, ognuna pensava al proprio partner. Le voci si percepivano appena, così come i corpi che con delicatezza ed educazione magari si accarezzavano. Dal lato opposto al nostro c’erano due stranieri un po’ avanti con l’età, (dall’aspetto immaginavo fossero tedeschi) il cui uomo, posto dietro le spalle della donna, la massaggiava delicatamente in un quadretto molto romantico.

Al contrario il mio partner, con un braccio era appoggiato al bordo mentre l’altro si era insinuato tra le mie cosce accarezzandomi la micia da sopra al costume. Il suo dito strisciava su e giù contro il cotone elastico, ed ogni tanto premeva verso l’interno come a voler entrare; io inizialmente avevo soltanto 1 senso di totale relax, ma piano piano ho cominciato a sentire i brividi e la micia che non era bagnata più soltanto di acqua.

Così gli ho spostato la mano dentro e lui mi ha affondato subito 2 dita, provocando 1 fremito che lo ha fatto molto eccitare. Ha cominciato a guardarmi mentre sott’acqua sapientemente faceva il suo dovere, io con gli occhi chiusi godevo come 1 matta, poi quando stavo per venire li ho aperti ed ho visto il suo sguardo che, molto eccitato, si affannava a compiere la sua missione aiutato dalla mano. Dopo la piscina, ci siamo spostati nell’area massaggi, dove ho scoperto di avere muscoli fino ad allora inesistenti.

Poi dopo il massaggio, lui ha deciso di non farsi imbalsamare dalla creta, al contrario della sottoscritta. Quindi è uscito a farsi 1 passeggiata mentre 1 ragazza sapientemente mi copriva di fango il tutto accompagnato dal solito massaggio miracoloso. Poi mi ha detto che sarei dovuta rimanere in quella situazione per 1 mezz’oretta, ed io ho provato a prendere sonno di nuovo, aiutata anche da 1 musica in sottofondo che nella mia mente avrebbe dovuto conciliare il tutto.

Invece dopo qualche minuto, dalla porta d’ingresso ha fatto capolino Davide che dopo essersi fatto una immensa risata le mie condizioni si è avvicinato minaccioso al mio lettino e sapendo che io dovevo stare ferma, ha cominciato a stuzzicarmi la micia, pizzicandomela e giocandoci con le dita. Mi sono eccitata ma non sono venuta anche perché dopo poco è rientrata la massaggiatrice. Praticamente restaurata, siamo andati a pranzo al ristorante, e dopo esserci mangiati di tutto di più, accompagnato con un buon vino, ci siamo avviati in stanza.

Un po’ la testa che mi girava, un po’ il relax del massaggio, appena ho toccato con la schiena il letto, me lo sono ritrovato sopra che cominciava a spogliarmi e baciarmi dappertutto. La pelle più liscia che mai sentiva le sue mani forti che con vigore toccavano i punti giusti, le cosce allargate, il suo boxer che non appena scoperto mostrava il suo grosso uccello duro, e stavamo di nuovo facendo sesso. Ad ogni suo colpo, la mia schiena si inarcava, la mia micia si bagnava ed io ero sempre più eccitata.

Poi quasi a volermi sfondare, un’ultima spinta e mi sono sentita piena di lui e del suo seme dentro di me. La pennichella pomeridiana era d’obbligo dopo quell’ultimo sforzo così con il televisore che trasmetteva non ricordo neanche più cosa, mi sono addormentata con le mutandine ed una maglietta sua. Un paio d’ore dopo ho sentito qualcosa sfiorarmi le labbra, poi le guance. Istintivamente con una mano mi sono grattata il viso e mi sono girata dall’altro lato, ma dopo qualche secondo di nuovo ho sentito qualcosa toccarmi il mento e salire più su.

Il tempo di capire cosa fosse e mi sono resa conto di avere la sua cappella morbida appoggiata alla mia bocca. Con gli occhi semichiusi ho leggermente aperto le labbra e piano piano l’ho messo dentro. Ho cominciato a succhiarlo e man mano che salivo e scendevo il suo uccello diventava sempre più grossi ed io mi svegliavo di più. Tornata in me, ho guardato Davide che era completamente sopra il mio torace e mentre godeva mi sorrideva.

Poi ha deciso di metterlo un po’ fra le tettone mentre io con le mie mani le stringevo fino a farglielo sparire in mezzo. Mi è venuto letteralmente in faccia, ed è così che è cominciato il pomeriggio. Una sciacquata veloce, il costume e di nuovo giù a farci un bel bagno caldo nelle vasche enormi. Un altro massaggio e si era fatta ora di cena. Davide avrebbe voluto mangiare in camera, ma io mi ero portata due vestiti e quindi da buona femmina, dovevo indossarli entrambi.

Così per dargli un contentino gli ho fatto scegliere che intimo dovessi indossare. Sono scesa con un vestito nero elasticizzato che arrivava alle ginocchia, scoperto sulle spalle e senza reggiseno. Le autoreggenti ed un tanga (l’unico che ho) completavano il mio abbigliamento insieme ad una scarpa con il tacco (non eccessivo). La sala era piena, noi eravamo leggermente defilati e nell’attesa della cena, ci siamo messi a guardare le altre coppie presenti. C’era una fauna piuttosto varia, dagli anziani tedeschi innamorati che già avevo notato la mattina, alla coppia in cui lui mi aveva fatto il filo e che mi guardava palesemente; poi c’erano un paio di coppie anonime ed alcune famiglie i cui bambini per fortuna rendevano vivo l’ambiente.

Lui aveva dannatamente fretta di tornare in camera, dopotutto sarebbe stata l’ultima notte, io ero già rilassata e contenta per come è andata fino ad allora, visto che comunque venivo da un periodo di lavoro piuttosto pesante. Ma, non potevo certo deluderlo per cui dopo avere mangiato velocemente il dolce, ed avergli fatto notare che non erano neanche le undici, uno schiaffo sul culo mi ha fatto capire come sarebbe proseguita la serata/nottata.

Nell’ascensore mi ha sollevato il vestito cercando di aprirsi il pantalone per scoparmi durante il tragitto, ma essendo al primo piano, non ha fatto neanche in tempo ad abbassarsi la cerniera; in compenso al suono del campanello che anticipava l’apertura delle porte, io avevo messo culo di fuori, ed all’ingresso c’erano due signori anziani che mi hanno squadrata per bene. Con la faccia color porpora sono uscita e spinta dalle sue mani siamo arrivati in stanza.

Era irrefrenabile, mi ha abbassato il vestito per far uscire i seni, mentre li succhiava in modo alternato, mi ha alzato la parte di sotto, mi ha appoggiata alla porta del bagno e dopo aver spostato il tanga, lo ha messo dentro con forza tanto da farmi anche un po’ male. Mentre si muoveva dentro di me, gli dicevo di fare più piano, dopotutto la fica era la mia, ma neanche il tempo di cominciare ad eccitarmi per bene che è venuto.

A quel punto però sono stata io a dirgli che era il mio turno di godere e doveva continuare a spingere, lui ridendo mi ha ascoltata, poi senza toglierlo da dentro mi ha portata sopra al letto e dopo avermici poggiata, ha preso uno dei suoi giochini ed ha continuato a metterlo dentro mischiandolo al suo sperma fin quando non sono venuta anche io. La sua irruenza certe volte mi mette a disagio, perché non riesco più a gestirla come avrei potuto fare tanti anni fa, ma alla fine però rimango sempre contenta.

Dopo essermi spogliata completamente ed aver lasciato su, su sua richiesta, soltanto Le autoreggenti, sono andata in bagno a sciacquarmi e lavarmi i denti, mentre lui con i fazzolettini era dedito a pulire il suo uccello insieme al dildo (così ho scoperto che si chiama quell’affare morbido, dopo averlo letto sulla shitola). Poi l’ho visto rivestirsi e quando gli ho chiesto come mai, mi ha risposto che doveva scendere 1 attimo giù per 1 caffè che lo tenesse sveglio.

Sono rimasta sola e il mio sguardo è finito (e non era la prima volta che succedeva) sull’ultimo dei giochini che si era portato dietro il mio giovane amico: quelle palline legate da 1 corda. Così, dopo averle studiate un po’ (non avevano nessun involucro), ho capito che andavano inserite dentro, e piano piano 1 dopo l’altra ne ho messe alcune nella fica, per poi tirarle via delicatamente e sentire quel brivido che avevo immaginato dovesse arrivare.

Mentre giocavo, ho sentito bussare alla porta, era lui che tornando ne aveva approfittato per portare su un po’ di roba da mangiare (marmellate, biscotti eccetera). Quando ha visto sul letto le palline, mi ha chiesto se le avessi provate, alla mia risposta affermativa, un po’ arrabbiato mi ha chiesto di rifarlo davanti a lui. Io per l’ennesima volta gli ho detto di stare tranquillo che la notte era ancora giovane. Il tempo di posare il vassoio sul mobile di fronte al letto che ero alle sue spalle abbracciata a modi zainetto e con le labbra gli baciavo il collo e i lobi delle orecchie.

Lui per un po’ mi ha lasciata fare, poi mi ha girata di fronte ed abbiamo continuato a baciarci. Con le mani gli ho sbottonato il pantalone, ed eccolo di nuovo li, il suo uccello pronto a soddisfare ogni mia voglia per l’ennesima volta. Mi sono seduta su di lui ed ho cominciato letteralmente a cavalcare quel manzo che mi teneva su di sé. Più spingeva più godevo ed ancora 1 volta dalla sua cappella ho visto uscire fiumi di sperma che hanno sporcato il lenzuolo.

Sarà stata dopo mezzanotte quando a lui è venuta l’idea più bizzarra dei 2 giorni. Mi ha detto di indossare l’accappatoio, e dopo averlo fatto anche lui siamo scesi nella zona piscine. Avevamo letto che erano aperte 24 ore su 24 ma non credevamo si potessero utilizzare. Invece con nostra somma sorpresa, la prima che abbiamo “visitato” era occupata da 1 coppia che placidamente nuotava come se fosse giorno. Allora mi sono ricordata che girando ne avevo vista 1 piccolina, poco più grande di 1 idromassaggio ma molto caratteristica per le luci e le pareti in pietra.

All’ingresso abbiamo visto che era vuota ma le porte di vetro non si aprivano; ho messo messo dentro la carta d’ingresso della nostra stanza e come per incanto si sono spalancate permettendoci di entrare. Eravamo tutti e 2 completamente nudi, siamo entrati dentro ed abbiamo cominciato a fare sesso, io con le spalle a bordo e le gambe aggrappate al suo torace e lui che piano piano entrava ed usciva da me. Naturalmente gli ho fatto mettere il profilattico per non sporcare l’acqua della piscina; è stata 1 cosa meravigliosa, i movimenti erano più leggeri, l’acqua calda faceva aumentare la mia eccitazione ed anche quando mi ha sussurrato nell’orecchio che voleva il mio culo, quasi con naturalezza mi sono girata concedendoglielo.

Dopo aver goduto entrambi, così com’eravamo arrivati in maniera silenziosa, siamo tornati in stanza per fortuna senza incontrare nessuno. Sarà stata l’adrenalina dell’uscita notturna, sarà stato il rilassamento, ma entrambi eravamo quanto mai svegli nonostante fosse notte inoltrata. Abbiamo acceso il televisore e mentre io lo benedicevo per aver portato in stanza quella serie di dolciumi che stavano placando la mia fame, lui ancora 1 volta mi ha mostrato le palline. Al contrario io avevo 1 altra idea in mente, così sono sparita sotto il piumone munita di Nutella e dopo essermi aperta 1 spiraglio di luce sul fondo del letto, ho cominciato a spalmargli la cioccolata sul uccello.

Vi confesso che non era la prima volta che lo facevo, visto che è 1 delle mie debolezze sessuali. Con Davide era già successo di fargli e farmi questo giochino orale, così quando ha sentito cosa stessi facendo, è stato ben felice di lasciarmelo fare. Piano piano però mi sono messa più comoda sino ad essere a cavalcioni al contrario, insomma il classico 69. Inizialmente il suo uccello tutto marrone non era particolarmente bello da vedere, ma vi assicuro che 1 volta in bocca, sentirlo indurirsi mentre si assapora la Nutella, è qualcosa di eccezionale.

(1 giorno vi racconterò come ho scoperto questo giochino). Non avevo fatto i conti però con il fatto che lui si trovava di faccia il mio grosso culone nonché la mia micia. Ed ecco che mentre assaporavo il mio dolce uccello, ho sentito qual cosa premere all’ingresso della fica: aveva preso l’iniziativa di mettermi dentro le palline. Una, due e 3, con l’aiuto delle sue sapienti dita, le aveva messe dentro, e piano piano le ha tirate fuori provocandomi quel gemito che già avevo assaporato ma che insieme all’eccitazione per la pompa che stavo facendo mi ha fatto andare alle stelle.

1 volta tolte le palline ho sentito dentro le sue dita cominciare a spingere ed a bagnarsi. Mi sono tolta la coperta di dosso e lui dopo avermi messa a pecorina ha iniziato a scoparmi per l’ennesima volta, fino a farmi sentire la schiena bagnata dal suo sperma. Dopo essermi ripresa da non so più quale orgasmo (avevo cominciato a contarli ma invano), mi sono messa a pelle di leone e gli ho chiesto di pulirmi visto non avevo la forza per 1 doccia.

Dopo aver preso la sua maglietta, mi sono girata su 1 fianco e sono letteralmente crollata. Alle 8 la sveglia ci ha drammaticamente riportato alla realtà. Il pomeriggio avrei dovuto lavorare, così dopo essermi fatta l’ennesima doccia, questa volta da sola (lui dormiva ancora), ho preparato la valigia e sono scesa a fare colazione. Così come il giorno prima,, mi sono imbattuta nel mio estimatore, che tanto per cambiare ha cercato di fare il fenomeno, ma questa volta, un po’ devo dire ci è riuscito visto che, non so come, ma mi sono ritrovata il suo biglietto da visita vicino al posto dove avevo deciso di mangiare.

Intanto Davide aveva fatto il suo ingresso nella sala, ho aspettato che finisse, poi siamo tornati sopra abbiamo salutato la nostra meravigliosa suite ed in 3 ore ero di nuovo a Napoli, pronta a ricominciare la solita routine.
Mentre ho scritto, ho ripensato a quel weekend in maniera sempre più minuzioso nonché con 1 velo di tristezza, per cercare di essere precisa ma anche perché, oggi 10 maggio diciamo che i rapporti con Davide non sono proprio dei migliori.

Ma questa è 1 altra storia.

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