Pomeriggio d’estate

Mercoledì, il giorno più bello della settimana per me, sono di riposo infrasettimanale così posso dedicarmi un pò di tempo. Oggi è una bellissima giornata di fine giugno e voglio andare a prendere un pò di sole ma non in piscina, lì ci sono i soliti bulletti che con la scusa di offrirti una cosa subito te la battono e se rifiuti avanti con i commenti. Vado al fiume, lì ci sono diversi posti abbastanza tranquilli dove si può stare in santa pace, al limite qualche guardone ma molto dicreti che non ti infastidiscono, si fanno la loro pippa e via.

Chiudo il negozio, passo in un bar a prendere un tramezzino e via. Arrivo e non noto nessuna macchina, benissimo strarò tranquilla. Scelgo il posto, mi metto il costume, anzi solo le mudande, peraltro molto ridotte, voglio prepararmi la pelle per l’estate, mangio il tramezzino e mi sdraio a godermi il sole. Stavo quasi addormentandomi che sento un chiaccherio sommesso dietro ad un cespuglio, chiaccherio inframezzato a risatine un pò ansimanti, curiosa mi alzo mi copro con un asciugamano e mi avvicino lentamente, adesso sto diventando io guardone.

Dietro il cespuglio una coppietta giovane, poco più che maggiorenni, si stvano strusciando e baciando, erano seminudi, lei lo stava masturbando, gli prese il cazzo in bocca e comincia a fargli un pompino. Forse era il primo pompino della sua vita, teneva la bocca aperta e andava su e giù con impegno ma senza nessuna tecnica. Mi è scappato da ridere, i ragazzi se ne sono accorti e vedendomi hanno cercato di coprirsi. “tranquilli continuate pure, non voglio disturbarvi ” mentre gli dicevo questo sentivo le mutande che si bagnavano, cominciava a montarmi la voglia.

“Se posso ti voglio insegnare come si fa una pompa” chiesi alla ragazza, si guardano negli occhi e acconsentono, mi avvicino, faccio stendere il ragazzo e comincio il mio lavoro di lingua. “vedi non basta la bocca ma devi anche usare la lingua e i denti, quelli molto delicatamente, adesso vai avanti tu” Sveglia la ragazza ha imparato subito, stava facendo un bel lavoro. Mentre li guardavo noto con la coda dell’occhio un tipo che ci stava osservando, braghe calate e in mano un cazzo imperiale, non eccessivamente lungo ma grosso tutto venato e una cappella violacea, con il dito le faccio segno di stare in silenzio e di avvicinarsi.

“Ragazzi, facciamo un bel quartetto e vi insegno tutto” Prendo quel cazzone in bocca e comincio a lavorarlo per bene, gli mordicchio le palle mentre lo sego, diventava sempre più duro, lo faccio sdraiare, mi siedo sulla sua faccia e partiamo con un 69 da favola, mi stava leccando la figa e il culo in un modo stupendo e io ricambiavo lavandogli la faccia con tutto il brodo che mi colava. Mi sono alzata e ho infilato il cazzo in figa, io ero sopra, volevo chiavarmelo io, più era dentro e più godevo, ormai ero annientata da quella goduria.

Lui mi fa alzare, mi stende in posizione monacale mi alza leggermente il culo e ricomincia a scoparmi, ormai ero fradicia, mi toglie il cazzo dalla figa e me lo mette in culo, poi ancora in figa e poi ancora in culo. Ero esausta, no sò quante volte sono venuta “Ti prego dammi la sborra, dammela” lo sento mugugnare più forte, mi tolgo di sotto apro la bocca pronta a ricevere tutto quello che mi scarica.

“Alora ragazzi visto come si fà” “Si signora abbiamo visto e le siamo molto grati, se vuole darci qualche altra lezione noi siamo a sua disposizione anche come prottagonisti” Hanno ragione, li ho trascurati, ma l’estate è ancora lunga e al fiume ci ritorno così avrò modo di rimediare.

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