Le avventure di Julia

1_Il mio amante

Sono passati quasi tre anni e non ho mantenuto le vecchie amicizie.
Ho cambiato città e sono diventato Giulia o Julia.
Mia sorella, a furia di raddrizzare cazzi è rimasta incinta di uno straricco cocainome e si è sposata.
Io continuo ad essere bisex, ma mi sono ambientato in questa nuova città del Nord Italia e tutti mi conoscono più nella mia versione femminile che bisex.
Una volta un carissimo amico, gestore di un club privè a Milano mi chiama chiedendo la mia disponibilità a presentare, una domenica pomeriggio, una festa presto il suo locale, era da tempo che non prendevo un microfono in mano ma accettai comunque per fargli un favore.

Arrivo alla festa e presento ad una ad una le varie esibizioni, in un attimo di pausa mi accomodo su uno sgabello al banco del bar ed inizio a scambiare quattro parole con l’amica barman, mi si avvicina un uomo, carino sia di viso che di aspetto, dal fare molto gentile
“Piacere io sono Fabrizio”
“Piacere mio Julia”
“Posso offrirti qualche cosa da bere?”
Basta un sorriso, bevo quasi sempre il solito, neanche due minuti dopo sul banco, vicino a me, il mio bicchiere di Pampero & Cola, lui ordina il suo drink e parliamo per qualche minuto, fino a quando il dj annuncia il termine della pausa
“Scusami Fabrizio, a dopo, devo continuare” deposito il mio bicchiere ancora mezzo pieno
“A dopo Julia”
Torno a presentare le esibizioni, una dopo l’altra, finiti di esibirsi i vari artisti nelle loro performance BDSM raggiungo alla reception il gestore del locale, sono stata invitata fuori a cena da lui e da sua moglie.

Torno per un attimo in sala, incrocio Fabrizio seduto ad un tavolino con qualche amico ed amico, lo saluto e vado a cena con i miei amici.
Sono passati più di tre mesi, vengo invitata ad un’altra festa dagli organizzatori di quella di Milano, questa volta nelle vicinanze di Padova, non mi viene chiesto di fare nessuna performance, solo la ospite, fra gli invitati ci sono anche il mio amico gestore del locale di Milano e la moglie.

Passano loro a prendermi a casa mia, essendo sulla strada, insieme raggiungiamo il club privè, con un po’ di fatica, le indicazioni circa la strada non sono precise, il navigatore non riconosce l’indirizzo, ma riusciamo ad arrivarci.
Sono seduta con i miei amici e con altre persone, mi si avvicina Fabrizio
“Ciao Julia, ti ricordi di me?”
“Certo caro, ti vuoi sedere insieme a noi?”
Si accomoda e faccio le presentazioni, almeno di vista si conosceva già con qualcuno di loro.

Restiamo soli lui ed io per qualche minuto, parlando, mi fa una corte molto educata, si accomoda con noi un suo amico, sono venuti nel locale insieme in macchina, arrivano entrambi dalla provincia di Bergamo. Intavoliamo una conversazione a tre, guardando nel contempo le varie esibizioni BDSM che si svolgono in vari punti della sala. L’amico, ultimo arrivato, ci propone di andare a fare un giro tutti e tre insieme nella zona privè. Ci soffermiamo a guardare in una stanza una donna impegnata con tre uomini, ci spostiamo da una stanza all’altra, guardando sempre l’interno, mentre guardo dallo spioncino un uomo che sta sodomizzando la propria partner sento due mani che mi sfiorano le gambe fasciate nelle autoreggenti, salirmi su fino alle natiche e soffermarsi, stringendomele fra le dita, è l’amico, Fabrizio è al mio fianco e sta guardando insieme a me nella stanza, l’amico mi sussurra all’orecchio
“Che bel culo, ho voglia di aprirtelo” – Gli sorrido – “Fabri entra nella prima stanza vuota che trovi” – dice all’amico
Fabrizio distoglie lo sguardo da dove era e si avvia alla ricerca di una stanza, entra, è vuota, appena varcata la tenda l’amico ha già i pantaloni slacciati ed il suo membro in mano
“Succhiamelo porca” invitandomi ad inginocchiarmi.

Mi abbasso, le ginocchia sul pavimento, appoggio le mie mani sui suoi fianchi, apro la bocca e me lo lascio scivolare all’interno, chiudo le labbra ed inizio a pompargli il cazzo. Ne piccolo, ne grosso, nella media di tutti quelli che ho conosciuto nella mia esperienza di anni di vita “en femme”. Fabrizio è appoggiato alla parete, ci guarda, continuo nel mio pompino per qualche minuto, con un cenno della mano invito Fabrizio ad avvicinarsi, anche l’amico
“Vieni, questa porca ha una bocca da urlo”
Si avvicina, si siede sul letto, si abbassa i pantaloni e le mutande, fino alle caviglie.

Mi alzo, mi tolgo il vestito corto, nero, resto in reggiseno, perizoma, calze autoreggenti e scarpe. Un bel cazzo di 21 centimetri si presenta alla mia vista, mi abbasso piegandomi in avanti, lo prendo con una mano alla base e me lo porto alla bocca, è già gonfio di desiderio, mi spinge con una mano sulla nuca, facendomelo entrare fino in gola, mi reggo a mala pena sulle gambe, diritte, con la schiena arcuata completamente verso di lui, l’amico dietro alle mie spalle intanto si sta coprendo l’uccello con un preservativo
“Brava così, ora te lo metto in culo”
Non posso parlare, sospiro e gemo vogliosa.

Mi prende per i fianchi e con un colpo deciso me lo affonda dentro l’intestino. Spinge. Si muove. Mi monta. Continuo a succhiare l’altro cazzo.
“Vengo, vengo, vengo”. Mi sta scopando da una decina di minuti. Lo sento uscire da dentro di me. Mi lascio andare appoggiando le ginocchia a terra, così sono più comoda a succhiare il cazzo.
“Vado in bagno e poi a bere qualche cosa, ci vediamo di là” l’amico ci saluta.

Senza distogliermi dal mio pompino lo saluto con un cenno della mano.
“Julia montami sopra” mi invita. Levo le scarpe con il tacco, salgo sul letto e a gambe larghe mi impalo sui suoi 21 centimetri di uccello, mi monta da sola, accompagnata nei miei movimenti dalle sue mani sui miei fianchi, entra ed esce dal mio culo, cambia spesso ritmo, godo, anche lui
“Brava Julia, così, che culo invitante”
“E tu un bel cazzo, lo sento tutto”
“Girati ora”
Mi metto a novanta gradi con la testa appoggiata sul materasso, mi entra dentro in quella posizione, mi monta con colpi decisi e profondi, lo sento quasi in gola, sto venendo, mi manca poco
“Continua, non fermarti, scopami, sto venendo”
“Si porca”
Penso di avere una grande fortuna, quella di avere l’orgasmo anale, Fabri sotto i miei incitamenti a scoparmi aumenta l’intensità, sento la testa esplodermi, le pareti interne del mio sfintere contrarsi per poi lasciarsi andare per un intenso ed interminabile orgasmo, continuo a respirare affannosamente mentre lui continua ad incularmi, mi sta scopando da circa un’ora
“Si vengo anche io, ti voglio sborrare sulla schiena”
“Si, si, fallo”
Si è tolto il preservativo, sento un caldo getto di sperma sulla schiena, poi un altro, un altro ancora, sento la schiena umida, le sue mani si appoggiano alle mie spalle, mi accarezza le fa scorrere dall’alto in basso, fino alle natiche, mi sta spalmando tutto il suo seme sulla mia pelle, mi massaggia a lungo.

La sensazione che ho sulla schiena mi procura un immenso piacere mentale. Mi rivesto, vado in bagno, mi rinfresco sul bidet solo mezzo alle gambe, lascio che il suo sperma si secchi sulla mia pelle, sotto la stoffa del mio vestito.
Raggiungo il resto della compagnia in sala, i miei amici mi fanno segno che è ora di andare, Fabrizio mi chiede il mio numero di telefono, lo scrivo su un foglietto preso al bar.

A casa mi spoglio, mi sfioro la schiena, il suo sperma è ancora lì, incrostato fra i miei pori, apro l’acqua della doccia e mi abbandono ad un sonno profondo.
Da quella sera Fabri ed io ci vediamo spesso, anche tre volte al mese, sempre durante i week-end, si sobbarca quasi 100 chilometri in andata e altrettanti di ritorno per venire a prendermi, usciamo a cena, frequentiamo qualche club privè o altri locali.

Non posso dire che lui ed io stiamo veramente insieme, ognuno dei due è libero di fare quello che vuole, anche con altri, ma quando è insieme a me, per me e per tutti quelli che ci conoscono, lui è il mio uomo e da tale si comporta. E’ da molto tempo che non usiamo il preservativo, conosce il mio corpo come se fosse casa sua, ed io il suo, la sua sborra la ricevo dappertutto, sul viso, in bocca ed in gola, la ingoio, dentro all’intestino, sulla pelle e ancora adesso adoro farmi massaggiare da lui facendomi spalmare il suo sperma su tutta la mia pelle.

Domani è sabato. Mi farò fare un bel massaggio rilassante.

2_Chi la dura la vince

Molto spesso il banco del bar di qualunque tipo di locale è il miglior luogo per fare delle conoscenze.
Io e Fabri siamo all’inizio della nostra relazione, ci conosciamo da un paio di mesi, ci siamo visti tre o quattro volte. Non mi ha chiamata per uscire con lui stasera e sono venuta al club privè, che frequento abitualmente da quasi sette mesi, dal giorno della inaugurazione, accompagnata da un amico con il quale non ho mai fatto sesso, non ci ha neanche mai provato con me, ci siamo conosciuti in una chat di un sito dedicato al genere “travestite”.

Io non sono più iscritta da più di un anno a causa di una lite personale con il webmaster, lui lo è ancora. A lui piace il genere, piace la mia compagnia, è fidanzato con una ragazza di cinque anni più giovane di lui ma, nonostante questo, spesso mi invita a cena in qualche ristorante, andiamo a fare delle passeggiate sul Lago, a volte mi accompagna a ballare o in qualche club, ma di sesso non se ne parla neppure, eppure se Manuele me lo chiedesse mi farei scopare.

Sono al banco del bar e sto bevendo, in compagnia di alcuni amici ed amiche, il mio solito Pampero & Cola, lo fanno veramente bene, come piace a me, con il lime schiacciato insieme allo zucchero di canna, con tanto ghiaccio tritato. Manuele è seduto in un’altra parte del locale a parlare con altri amici. Avverto una presenza interessante alle mie spalle, mi volto a guardare, il mio sesto senso non mi tradisce mai.

Un ragazzo, alto quasi 185 centimetri, un bel fisico, testa completamente rasata, neanche un filo di barba, lineamenti delicati, un ampio sorriso sulle labbra. Sta ordinando da bere, per lui e la sua amica, o moglie, o fidanzata. Anche lei un bel viso, ma un corpo che non rispecchia il volto, troppo robusta, fianchi troppo larghi.
Uno spiccato accento della zona est veneto tradisce la provenienza dell’uomo. Incrocio il suo sguardo, mi sorride ed io contraccambio.

Mi rigiro e continuo a parlare con i miei amici
“Julia mi sa che hai fatto colpo, continua a sbirciarti con la coda dell’occhio” mi informa la mia amica, una ragazza bionda, simpaticissima e solare
Mi giro per un attimo. In effetti mi sta guardando, ora ho le spalle della sua compagna rivolte a me, lui è di fronte, mi fissa. Gli faccio un occhiolino e mi volto nuovamente sorridendo.
“Madonna, che figo” rivolgendomi alla mia amica
“Verissimo, spero che quella no sia veramente la sua donna” sottovoce per non farsi sentire
“Siete proprio due betoneghe” ci ammonisce, ridendo, il marito della mia amica
Finito il mio drink raggiungo Manuele.

La musica è alta, la versione remix di Personal Jesus dei Depeche Mode esce sparata dalle casse dell’impianto acustico. Mi alzo e vado a ballare, mi raggiunge subito in pista anche l’amica bionda. Balliamo per una mezz’ora abbondante. Manuele mi fa il segno se desidero ancora da bere, annuisco con il capo. Sta tornando dal bancodel bar con i bicchieri in mano. Bevo, parlo, con lui ed altri. Vuole andare a curiosare nell’altra ala, dove ci sono le stanze dedicate al sesso.

Mi prende per mano, attraversiamo insieme il corridoio che divide le due sale. E’ affollato, ci si muove a fatica, ne approfitto per fare una sosta alla toilette. Esco dal bagno, Manuele sta guardando dentro una stanza, lo raggiungo, mi avvicino, guardo insieme a lui. Due coppie stanno scopando una a fianco all’altra, si sono scambiati i partner, conosco una delle due coppie. Un paio di mani mi sfiorano il sedere, mi giro per vedere chi è, non riconosco nessuno, troppa confusione.

Andiamo verso la sala cinema, ci sediamo su un divanetto libero. Guardiamo il teleschermo, una morettina in reggicalze è alle prese con tre uomini. Accavallo le mie gambe, la mia gonna corta scopre totalmente le mie autoreggenti. Prendo una mano di Manuele e l’appoggio sulla mia coscia. Resta fermo con la mano appoggiata continuando a guardare lo schermo.
“Ti piace la morettina vero??” ho intenzione di provocarlo, ci ho provato spesso a farlo, senza mai riuscire nel mio intento
“Si gran bella gnocca”
“Ti piacerebbe fare le stesse cose insieme alla tua fidanzata?”
“Ma Julia che dici? Non è proprio il tipo, la volta che le ho chiesto di andare in un club privè quasi mi ammazza”
“Dimmi la verità, quante volte le hai messo le corna?”
“Mai credimi”
“Ti giuro, mai”
“Non ci credo eri il cocco di tutte, Manuele qua Manuele là, sia in chat che alle feste in cui ho partecipato”
“ Credimi, anzi, sai in quanti, dopo un anno mi chiedono ancora di te.

Mi chiedono se ti vedo ancora, che fine hai fatto, perché te ne sei andata, Sai in quanti volevano o vorrebbero scoparti?”
“Lo so, perché tu non vorresti scoparmi?”
“Ma Julia, che domande, io ti vedo come una amica, ho un gran rispetto per te. Certo che mi piacerebbe, ma non esco con te per qel motivo, ma perché mi trovo bene”
Era la risposta che volevo sentirmi dare, appoggio la mia mano sulla sua gamba.

“Scommetto che qua sei gonfio” a mano aperta, inizio ad accarezzarlo in mezzo alle gambe
“Julia ma cosa fai?”
“Zitto, stai zitto” la mia mano scorre sopra la stoffa, è gonfio, sento la sua grossezza premere contro il mio palmo, sono meravigliata, non avrei mai creduto che lo avesse così grosso.
Provo a prenderglielo fra le dita, anche se ingrossato dalle varie stoffe, per tastanrne la grossezza. “Wowww Manuela, non me lo avevi mai detto di essere dotato” sorrido compiaciuta.

“Dai …… Julia …… per favore ……. se fai così ……………”
“E se faccio cosi? …. ” continuando ad accarezzarglielo
“Se fai così non resisto”
“E chi ti ha detto che devi resistere?” gli ho già slacciato la cintura ed pantaloni. Ho il suo cazzo nel mio pugno, gli sto facendo una sega, lenta, sotto lo slip
“Julia …. ti prego”
“Ti ho detto di stare zitto” continuo a far scorrere la mia mano sulla sua asta di carne.

Ha proprio un bel cazzo.
La sua resistenza ormai è crollata, mi abbraccia e mi avvicina a se con un braccio, mi infila la lingua in bocca. Continuo ad accarezzarglielo, è proprio grosso dentro la mia mano. La sua lingua sta cercando la mia.
“Aiutami ad abbassarti i pantaloni”
“Perché? Cosa vuoi fare?”
Non rispondo. Cerco di abbassarglieli da sola. Si decide, si alza quel tanto che basta per abbassare jeans e slip, alza un po’ anche la camicia.

E’ nudo da sopra l’ombelico alle ginocchia. Gli guardo il membro, ha veramente un bel cazzo. Gli sorrido, soddisfatta. Abbasso la testa verso il suo basso ventre, cerca di fermarmi, mi faccio forza sulle reni e lo prendo in bocca. Ho la sua cappella fra le labbra, la lecco, Manuele non oppone più alcuna resistenza, mi lascia fare. I suoi sospiri ed i suoi gemiti mi fanno capire che sta gradendo molto il mio pompino, lo lecco tutto, mi soffermo anche sulle palle.

Continuo a lungo, dentro e fuori dalla mia bocca. Alzo la testa, mi avvicino al suo orecchio
“Che fortunata che è la tua donna a prendersi un così bel cazzo in culo tutte le volte che vuole”
“Non lo prende in culo lei, purtroppo”
“Io si …..” sto ansimando, non vedo l’ora di averlo dentro. Mi appoggio al divano, con un ginocchio, faccio roteare il mio corpo mettendo l’altro ginocchio vicino al suo fianco più lontano.

Mi afferra sotto le ascello, appoggio una mano sulla spaliera e con l’altra, sotto le mie gambe, dirigo il suo cazzo verso il mio buchetto, dopo aver spostato il filo del perizoma. Mi siedo completamente su di lui, il mio forellino si è lasciato aprire con facilità. Appoggio anche l’altra mano allo schienale. Inizio a muovermi, roteando il mio bacino. “Chi la dura la vince” penso “Manuele mi sta inculando dopo due anni”. Mi faccio forza con mani e ginocchia, mi sto montando da sola con il suo uccello gonfio dentro lo sfintere, lo sento, mi fa mugugnare per il piacere.

Mi muovo come se fossi a cavallo di un purosangue.
Intorno a noi ci sono tre o quattro uomini, ci stanno guardando. Sto godendo, anche lui. Mentre mi scopa mi infila nuovamente la sua lingua in bocca. Mi bacia per quasi tutto il tempo, con il suo palo di carne nel mio culo
“Julia sto venendo”
“Non dentro, aspetta ancora un attimo” Mi alzo, scivolo giù dal divano, mi inginocchio a terra, fra le sue gambe “Sborrami in bocca”
Non fa in tempo a parlare, a protestare.

Ho il suo cazzo dentro la bocca, mi aiuto con la mano. Pochi secondi e sento il suo sperma sulla lingua, sul palato. Resto immobile aspettando anche l’ultima goccia. La ingoio. Alzo lo sguardo, sono soddisfatta, lo guardo negli occhi e sorrido. Anche lui sorride
“Julia ti sei sporcata la camicetta” indicandomi il punto
Mi guardo, una macchia umida, grossa come una noce, del suo sperma è finito sulla mia stoffa trasparente, sopra un mio seno.

La raccolgo con il dito indice, me lo porto alla bocca risucchiando anche quelle ultime gocce.
“Julia non credevo tu fossi così passionale”
“Tesoro puoi dire anche porca, non mi offendo, mi piace fare sesso”
Usciamo dalla sala cinema e ci dirigiamo verso i bagni. Mi rimetto in sesto. Lo aspetto, intanto mi avvicino all’erogatore dell’acqua, mentre mi chino per prendere un bicchiere mi giunge una voce alle spalle, la stessa voce ed accento di inizio serata
“Scusa, ti è caduto questo” è lui, mi sta porgendo un cartoncino.

Lo prendo, lo guardo. Un biglietto da visita di un negozio della marca trevigiana, lo giro su se stesso, sul retro, nella parte bianca c’è segnato a penna un indirizzo email. Mi sorride e mi strizza l’occhio. Metto il bigliettino in borsa
“Grazie molto gentile” faccio finta di nulla, la sua compagna lo ha appena raggiunto. Arriva anche Manuele, ha la faccia di uno che non si è ancora reso conto di quello che è successo.

Torniamo al banco del bar, ordiniamo ancora qualche cosa da bere, il solito.
La musica ormai è soft, sono quasi le tre. Scambiamo ancora qualche parola con alcuni amici e decidiamo che è arrivato il momento di tornare a casa.
Sotto casa mia guardo Manuele
“Vuoi salire?”
“In effetti non ho sonno”
Apro la porta di casa mia ed appena varcata la soglia faccio scendere la cerniera della gonna, la lascio cadere a terra.

“Scopami ancora”
Alle sei del mattino, dopo avermi inculata per più di un’ora e aver goduto ancora nella mia bocca, mi saluta per tornare a casa sua. Mi metto a letto senza neanche struccarmi, so che per un po’ di tempo Emanuele verrà a trovarmi spesso.

3_Alle terme

Sto rovistando nella mia borsa alla ricerca di un lucidalabbra, convinta che sia lì, mi capita fra le mani un biglietto da visita con scritto sul retro un indirizzo email.

E’ del ragazzo con il quale, la sera prima, abbiamo scambiato occhiate e sorrisi al banco del bar nel club privè.
Accendo il mio computer portatile, mi collego ad internet, controllo la mia posta elettronica. Le solite mail, le solite richieste di sesso, banali, senza un minimodi gusto e savoire-faire, penso a quel ragazzo al bar, lui si che mostrava modi gentili, non come questi cafoni che scrivono frasi una uguale all’altra.
Prendo il biglietto da visita in mano, copio l’indirizzo
“Ciao sono Julia, mi hai dato il tuo indirizzo ieri sera, questa è la mia mail ed anche il mio contatto messenger” premo invio.

E’ già sera, mi sono svegliata da poco, mi sono addormentata che erano le sei e mezza del mattino, spengo il PC. Accendo il televisore, salto da un canale all’altro, non c’è nulla di interessante. Ritorno al PC, lo accendo nuovamente, apro messenger per vedere se c’è collegato qualcuno che conosco, mi si apre la finestra con la richiesta di un nuovo contatto. E’ lui, è la stessa mail scritta sul biglietto da visita.

Accetto il contatto.
“Che piacere trovarti, grazie per avermi inviato la mail, mi chiamo Marcello”
“Ciao, piacere mio, io sono Julia, come stai? Passato una bella serata ieri?”
“Sapevo il tuo nome, ho sentito i tuoi amici pronunciarlo un paio di volte, si io ho passato una bella serata, spero anche tu, è il tuo ragazzo quello che stava con te?”
“No è solo un amico e la tua compagna? E’ la tua fidanzata?”
“Non proprio, è la mia ex moglie” ed inizia a raccontarmi la sua storia, per qualche anno con lei ha frequentato locali come quello di ieri sera, lui ha una relazione con una ragazza, che non frequenta certi posti, la ex moglie anche, un nuovo compagno, ma estraneo, così ogni tanto si rivedono, con la scusa di essere in buoni rapporti, i rispettivi compagni non sospettano nulla e passano le serate insieme in qualche locale, ma non fanno più sesso fra loro due, cercano altre coppie per lo scambio completo.

Chattiamo per un’oretta circa, nonostante avessi dormito e riposato mi bruciavano gli occhi, mi ero addormentata con le lenti a contatto, lo saluto e torno al divano a rilassarmi davanti al televisore.
Sono tornata altre volte allo stesso privè, sia da sola, che con Fabri, un’altra volta anche con Manuele, ma Marcello non l’ho più visto lì, ma l’ho incrociato altre volte in chat. Parliamo di vari argomenti, qualche volta anche di sesso, ma non è mai stato volgare o fuori luogo, sempre con molto garbo, concedendosi a volte qualche battuta, più che altro spiritosa.

Lui è di vicino Treviso, non proprio vicino a me, mi chiede se conosco delle Terme, fra Verona ed il Lago di Garda
“Si le conosco ma non ci sono mai stata”
“Mi piacerebbe portarti una sera, potrei prenotare anche una stanza”
C’è la possibilità di pernottare anche alle terme, il costo è abbastanza sostenuto, ma le stanze sono dotate di ogni confort, televisore con canali satellitari, collegamento wirless per il PC, due o quattro posti letti, un letto matrimoniale ed eventualmente un divano letto, bagno molto confortevole, maxi vasca jacuzzi con acqua delle terme, non sono vere e proprie camere, più che altro miniappartamenti, con cucina completa di forno, microonde, frigorifero, vengono affittati più che altro da persone che trascorrono il periodo di una settimana usufruendo di acqua termale e massaggi e terapie varie,ma è possibile anche prenotare per una sola notte.

“Wowww che lusso, vorrà dire che la cena la preparo io, sono brava ai fornelli”
Ci salutiamo e curiosa cerco in internet maggiori informazioni, varie foto sia delle terme che delle stanze, molto interessati.
Sono passati più di tre mesi dal nostro primo incontro, mi incontra in messenger, mi saluta, come sempre
“Julia settimana prossima per lavoro devo andare a Milano, ho pensato che, se ti va, prenoto una stanza e sabato sera ci andiamo insieme”
“Si va bene, mi fa piacere, sia di andarci ma anche di rivederti, mi puoi confermare almeno un paio di giorni prima?”
“Certo, lo farò”
Ci scambiamo i numeri di cellulare.

Il mercoledì pomeriggio seguente mi arriva un sms, è suo. Mi chiede dove ci possiamo incontrare. Gli rispondo indicandogli il parcheggio di Verona Nord. Punto di incontro comodo per entrambi.
E’ sabato, ho già deciso cosa preparare per la sera, ho già acquistato tutto l’occorrente, di certo non mi metto ai fornelli lì nell’appartamento, preparo qualche cosa che possa essere riscaldato. Lasagne al pesto con fagiolini e patate, cozze gratinate, penso che possa bastare, razioni abbastanza abbondanti, non so quanto Marcello consumi in una cena.

Mi preparo, decido di mettermi abbastanza elegante. Trucco non troppo appariscente, leggero ma sexy, occhi contornati dalla matita e dal mascara. Una guepière nera, in raso, perizoma, un paio di calze velatissime, con la riga dietro, un paio di scarpe comode, a punta, nere, tacco da 9 cm, un vestito nero con lo spacco posteriore, mi arriva a metà coscia, a fatica riesco a chiudere la cerniera sulla schiena, pettino la parrucca, unghie laccate in nero, anche quelle delle estremità inferiori.

Controlla la borsa, c’è tutto, specchietto, lenti a contatto di scorta, occhiali da vista e da sole, trucchi, sigarette per due giorni, accendino, cellulare, portafoglio e documenti, preservativi, caso mai qualcuno se ne dimentichi. In un’altra borsa da viaggio, di ridotte dimensioni sistemo un secondo vestito, da giorno, due paia di calze autoreggenti, qualche cosa per la notte, intimo di ricambio, un paio di scarpe con tacco più basso, ciabatte infradito, un costume da bagno composto da reggiseno e perizoma.

Sono pronta, metto nella borsa da viaggio anche il sacchetto con i due contenitori in alluminio, da far riscaldare, una bottiglia di Lugana appena tolta dal frigo. Indosso un soprabito leggero, è già primavera inoltrata, ma pioviggina da un paio di giorni, è ancora abbastanza fresco fuori. Esco di casa e prendo la mia auto.
Sono le 20,30 sto raggiungendo il luogo dell’appuntamento. Il cellulare mi avvisa dell’arrivo di un sms. E’ lui, è già sul posto.

Lo vedo, mi sta aspettando in doppia fila con il motore ancora acceso, entro nel parcheggio, mi vede, mi sorride, cerco un posto dove parcheggiare, mi segue, si ferma dietro la mia auto, scende e viene ad aprirmi la mia portiera
“Ciao Julia, wowww che eleganza” sorrido ci baciamo sulle guance.
Prende la mia borsa da viaggio, la appoggia sul sedile posteriore, salgo in macchina e partiamo. Parliamo un po’ lungo la strada, più che altro su come abbiamo passato rispettivamente la settimana, anche quella lavorativa.

Arriviamo di fronte alle terme, mi chiede il mio documento, lo tiro fuori dalla borsa e glie lo consegno. Si avvia verso la reception, torna dopo una decina di minuti, sta sorridendo, sale in macchina mi chiede gentilmente di tenere le chiavi dell’appartamento. Mi dice che quello alla reception, quando ha aperto i documenti di entrambi, ha guardato il mio con uno sguardo di sorpresa
“Ma scusi signore, penso che mi abbia dato un documento sbagliato, questo non è della signorina in macchina”
“Non si preoccupi, signore, è proprio il suo”
Scoppio in una risata, non è la prima volta che mi capita, ci sono abituata.

Entriamo nell’appartamento, molto elegante, le luci sono già accese, soffuse, a sinistra c’è la cucina, di fronte il letto matrimoniale, alla destra una enorme vasca con idromassaggio, rialzata. Mi guardo intorno, prendo la mia borsa da viaggio, mi avvicino alla cucina, apro il forno e metto a riscaldare le lasagne, nel frigo il vino.
Ho ancora addosso il soprabito, Marcello mi viene alle spalle e mi aiuta a levarlo, mi scuso e vado un attimo in bagno.

Ci sediamo un attimo sul letto, parliamo, di tanto in tanto, mi accarezza le gambe, si complimenta nuovamente per come sono vestita, mi accarezza una guancia con un dito. Il rumore dell’acqua che sta riempiendo la vasca ci fa da sottofondo, mentre ero in bagno Marcello aveva aperto i rubinetti. Mi alzo per andare a controllare il forno, metto a riscaldare anche le cozze. Torno da lui, mi fa sedere sulle sue ginocchia, continuiamo a parlare, mi reggo abbracciandolo al collo, nell’appartamento fa abbastanza caldo, si è tolto la camicia rimanendo con una t-shirt.

La cena è pronta, avevo già preparato la tavola. Prende il vino in frigorifero, me lo versa. Mangiamo, si complimenta per la mia cucina, trova tutto squisito. Finiamo insieme la bottiglia.
Va verso il frigorifero, prende una bottiglia di champagne, l’aveva messa lui, due bicchieri, mi accompagna verso la vasca. Sale sulla scaletta per controllare il livello. Chiude l’acqua ed aziona i getti dell’idromassaggio. Intanto il televisore è acceso su un canale di musica.

Appoggia la bottiglia ed i bicchieri su un piano della vasca. Scende, si spoglia, lo guardo. Ha un bel fisico, si nota che come dice va spesso in palestra, non troppi muscoli, non li sopporto, ma un fisico asciutto. Si leva anche i boxer, è depilato nelle parti intime, il suo membro è a riposo ma di una dimensione interessante. Si avvicina a me
“Fai la timida? Non ti spogli?”
Mi giro, alzo i capelli mostrandogli la cerniera sulla schiena, capisce la difficoltà, me la fa scendere fino al fondoschiena.

Prendo il vestito per le spalline e lo faccio scivolare dal mio corpo.
“Dio mio che sexy” guardandomi in guepière, perizoma e calze “Ti devo sganciare anche questa?”
“No non c’è problema, vai pure nella vasca e inizia a servire da bere”
Lo guardo salire la scaletta, immergersi fino a mezzo busto nell’acqua, stappare la bottiglia e versare il contenuto nei bicchieri.
“Julia vieni si sta da dio, è calda al punto giusto”
Mi tolgo le scarpe, una ad una.

Senza spogliarmi salgo i tre gradini della scaletta. Marcello ha il bicchiere in mano, lo tiene per lo stelo, mi guarda stupito, non riesce a capire quali siano le mie intenzioni. Arrivo al bordo, immergo nella vasca prima un piede, poi l’altro, mi immergo così come sono, vestita.
“Non hai mai visto una ragazza in una vasca con l’intimo?”
“Julia che sorpresa, solo una mente altamente erotica come la tua poteva pensarci”
Mi avvicino ancora di più a lui, in piedi in mezzo alla vasca l’acqua ci arriva a metà petto, lo abbraccio, stando anche attenta a non scivolare con le calze sul fondo.

Prendo il bicchiere, la pressione dell’acqua arriva da ogni parte, ci massaggia le gambe, il corpo. Finisco il contenuto del bicchiere, lo appoggio vicino alla bottiglia, metto la mano sott’acqua e cerco il suo membro. Lo trovo, l’ho in mano, è già duro, sposto la mano sotto i suoi testicoli, gli accarezzo le palle. Si abbassa leggermente e mi bacia sulle labbra, le apro leggermente, ci infila dentro la lingua, le sue mani sono sul mio culo, mi solleva leggermente dalle natiche.

Si siede sul bordo della vasca, ha solo le gambe in acqua, appoggiate su un appoggio a forma di panca.
“Ho voglia di assaggiare la tua bocca” si tiene il cazzo con una mano
Mi inginocchio sulla panca, lo prendo in bocca, mi reggo a lui con una mano intorno ai suoi fianchi, con l’altra accompagno con una sega il pompino. Si versa un altro bicchiere di champagne.
“Apri la bocca” tiene il bicchiere sopra la mia testa, alzo lo sguardo verso l’alto.

Apro la bocca e a cashita mi versa lo champagne, così, dall’alto. Trattengo un po’ di liquido senza inghiottirlo, appoggio nuovamente le mie labbra sulla sua cappella e la faccio scivolare dentro la mia bocca, bagnandoglielo con lo champagne, leccandoglielo. Ripetiamo altre volte lo stesso gioco. Sto succhiando il suo cazzo da più di mezz’ora.
“Resta ferma così” scende da dove era seduto, si mette alle mie spalle “Non girare la testa”
Sento qualche cosa che spinge verso il buco del mio culo, è a pelo d’acqua.

E’ la bottiglia, mi sta infilando nel culo il collo della bottiglia. Godo, mi piace quando giocano con il mio corpo, con gli oggetti più strani.
“C’è n’è ancora un po’, te lo verso dentro il culo” sento il collo della bottiglia dentro di me piegarsi verso il basso, Marcello lo spinge ancora un po’ in dentro “Ecco te l’ho versato dentro tutto, almeno un bicchiere e mezzo, girati completamente”
Scendo dalla panca sono in piedi, mi giro.

Mi indica due maniglie ai lati
“Reggiti a quelle” mi accompagna all’indietro verso le maniglie. Le afferro tenendomi ben salda. Immerge le sue braccia, mi prende per le gambe e le solleva. Le appoggia alle sue spalle. Le calze bagnate tendono a scivolare sul suo corpo. Mi tiene sollevata e mi regge con una mano sulla mia schiena. Appoggia la cappella del suo uccello sul mio forellino, spinge aiutandosi con una mano. E’ dentro, lo sento, mi scopa reggendomi alle reni con entrambe le mani.

L’acqua continua a massaggiare sia il mio corpo che il suo. Non mi preoccupo per il trucco, ho usato dei cosmetici resistenti all’acqua. Godo. Nessuno ci sente, mi lascio andare.
“Si così inculami, inculami così, fino in fondo”
“Troia, sei una troia, ti piace che te lo dico, porca”
“Si continua, sono una troia, ficcamelo tutto dentro al culo”
“Porca, sei una porca, mi stai facendo venire”
“No aspetta, aspetta, sto venendo anche io, scopami ancora”
Cambia il ritmo per non venire, lancio un urlo, sono venuta.

“Vieni anche tu, non in culo però” dalla foga di entrambi di scopare nessuno dei due ha pensato al preservativo, me ne sono resa conto solo ora, Marcello esce dal mo sfintere, lasciandomi andare le gambe, mi ritrovo seduta, sto ancora afferrando le maniglie. Si sta masturbando, avvicina il suo cazzo alla mia faccia, aspetta forse un mio movimento. Non dico nulla, resto ferma con la sua cappella appoggiata sulla mia guancia. Capisce che può continuare, sento la sua sborra sul viso accompagnata da un suo urlo liberatorio.

Restiamo ancora un po’ nella vasca, seduti uno vicino all’altro, rilassando i nostri corpi sotto i getti dell’idromassaggio. Esce per primo dalla vasca, va in bagno, esce avvolto in un accappatoio. Io sono ancora immersa, mi sono sciacquata il viso nella vasca. Mi porge una sua mano, aiutandomi a scendere verso il pavimento, facendo attenzione a non scivolare. Prendo l’accappatoio, mi avvolgo, vado alla mia borsa a prendere le infradito, lasciando impronte bagnate su tutto il pavimento.

In bagno mi levo la guepière e la calze, fradice d’acqua. Esco dal bagno avvolta nell’accappatoio dopo essermi rinfreshita anche il trucco. Sul tavolo c’era ancora, nelle due vaschette, un po’ di cozze ed una abbondante razione di lasagne. Ad entrambi era venuta ancora fame. Il tempo di scaldare il tutto. Marcello prende dal frigo-bar, vicino al letto, una bottiglia da mezzo litro di spumante. Finiamo di cenare.
Marcello si sdraia sul letto, togliendosi l’accappatoio, resta nudo sdraiato sopra le lenzuola.

Gli sorrido. Torno in bagno. Esco con indosso un baby-doll in pizzo nero e coulotte abbinate, un reggiseno trasparente sotto solo per poter reggere le mie protesi in silicone, ancora abbastanza umide. Mi sdraio sul letto davanti a lui. Guardiamo insieme u po’ di televisione, senza parlare. Mi tiene abbracciata a lui, sento il suo membro appoggiato al mio fondo schiena che inizia nuovamente ad ingrossarsi. Mi volto. Ci baciamo in bocca. Tuffo la mia testa fra le sue gambe, gli sto leccando le palle, tenendo il suo uccello con una mano, lo sto segando.

Lo prendo di nuovo in bocca, lo succhio. Marcello geme al contatto con la mia bocca. Mi metto a novanta gradi sul letto
“Inculami, dammi il cazzo dentro” questa volta si copre con un preservativo. Mi abbassa le coulotte scoprendomi ciò che gli interessava, il baby-doll fino alle spalle. Me lo mette in culo in un solo colpo, si muove dentro di me, dall’alto verso il basso, i piedi appoggiati sul letto, spingendo con tutto il suo corpo.

Godo, ma non vengo. Lui si, sta venendo lo sento
“Sborrami sulla schiena” si toglie il preservativo, la sento che mi cola già dai fianchi, fra il solco delle natiche. Sono stanca, esausta, sbattuta. Vado in bagno e mi risciacquo. Prendo un asciugamano e lo appoggio sul cuscino, per non sporcarlo con il trucco. Mi infolo sotto le coperte, anche Marcello, mi addormento tenendo il suo cazzo in una mano.
Mi sveglio verso le 10,30, guardo fuori dalla finestra, lo stesso tempo di ieri.

Piove. Vado a farmi una doccia. Indosso il costume da bagno, si è svegliato anche Marcello. Dobbiamo lasciare la stanza entro l’una ma abbiamo libero accesso alle piscine termali ed alle grotte. Marcello carica in macchina il superfluo. Tengo il necessario nella borsa e la deposito nello spogliatoio “femminile” incurante degli sguardi e di eventuali commenti di qualche attempata signora. Entro con Marcello nelle piscine, l’acqua è veramente temperata, si sta benissimo nonostante il cielo sia nuvolo e di tanto in tanto si mette a piovere.

Passeggiamo all’interno, soffermandoci per alcuni minuti a rilassarci anche sul prato, umido di pioggia. Parliamo, stiamo trascorrendo una piacevole giornata in totale relax. Siamo ancora seduti sul prato, ha smesso di piovere, sono quasi le tre del pomeriggio
“Julia fra non molto se non ti dispiace andiamo, non vorrei fare troppo tardi”
“Nessun problema ma prima vorrei fare una cosa”
“Cosa?”
“Vieni con me” mi alzo gli porgo una mano invitandolo a seguirmi. Entro ancora in acqua e mi dirigo verso una grotta vicina.

Non c’è nessuno “Voglio farti una sega, qui adesso” L’acqua ci arriva sopra la vita, gli abbasso lo slip da bagno, gli prendo il cazzo in mano e comincio a menarglielo. Mi abbraccia, mi bacia in bocca.
“Julia sei proprio matta”
Sorrido, aumento il movimento della mia mano sento che sta per venire. Vado alle sue spalle, continuo la sega appoggiata dietro di lui, la mano così scorre ancora più veloce. Viene. Porto la mano davanti alla sua cappella, la pulisco con il palmo.

Si sistema da solo lo slip.
Tono di fronte a lui, apro la mano, è fuori dall’acqua. Sul palmo bagnato sono visibili chiari segni, abbondanti del suo sperma. Lo guardo negli occhi, sorrido maliziosa. Mi strofino la mano sulla pelle, da sotto il seno fino all’ombelico, spalmando la sua sborra mista ad acqua.
Una coppia di signori abbastanza in su con gli anni, sembrano tedeschi, comunque non italiani, ci guardano con aria abbastanza schifata.

Ridiamo, Marcello mi abbraccia e mi bacia in bocca, un lungo bacio, appassionato.
“Ora andiamo, però”
Mi accompagna, mano nella mano, allo spogliatoio. Prendo la mia borsa, entro in un box, una breve doccia, mi cambio l’intimo, mi vesto, esco. Marcello è già pronto, mi porta fino alla mia auto. Ci baciamo ancora sulla bocca e prende la via dell’autostrada.
Rientro a casa, è ancora giorno, non sono neanche le quattro e mezza di pomeriggio.

Ho trascorso un piacevolissimo fine settimana.
Marcello ed io non ci siamo più incontrati, ne in qualche locale ne da soli, ogni tanto ci incrociamo in chat e chiacchieriamo, ci ripromettiamo spesso di rivederci, ma da due anni non lo facciamo. Probabilmente sono io che fuggo da un eventuale altro incontro a due, ma sono sicura che difficilmente potrei provare con lui le stesse sensazioni del primo incontro. Di lui riserverò sempre un sensuale ricordo di un week-end caldamente erotico.

4_A me piace guardare

Una delle mie migliori amicizie è con Enzo, un uomo napoletano, quarantacinquenne, che abita a Verona in un quartiere ad una ventina di minuti da casa mia. Mi ha contattato la prima volta tramite uno dei miei annunci su un portale di incontri, nel web, da subito mi era sembrato una persona simpatica ed interessante, che valeva la pena di conoscere. Ci siamo scambiati per lungo tempo una serie di email, mi aveva spesso invitata a casa sua, ma con una scusa o l’altra rimandavo sempre ad una volta successiva.

Non si perdeva d’animo e, senza alcuna insistenza, ha saputo aspettare il momento opportuno.
Non vedo Fabri, il mio uomo da un paio di settimane, ne lui ne altri, diciamo che ho voglia di fare sesso, è da più di quindici giorni che non ho un uccello fra le mani. Sono al mio PC, in messenger, c’è collegato anche Enzo
“Ciao Julia, cosa fai di bello?”
“Niente, sono a casa, pensavo di mettermi in sala fra un po’ e vedere un po’ di televisione, dopo aver cenato”
“Se ti invito a bere qualche cosa sul Lago ci vieni?”
“Ma si dai perché no? Facciamo verso le 21,30? Così ho il tempo per prepararmi”
“A me va bene”
Ci mettiamo d’accordo sul luogo dell’appuntamento.

Mangio qualche cosa di veloce, mi preparo, indossando qualche cosa di sexy, mi piace essere sempre sensuale quando devo scopare e stasera avrei senz’altro scopato con Enzo, con la voglia che ho, meglio lui del primo che passa.
Mi controllo, intimo e autoreggenti a posto, indosso un vestito a caso e vado all’appuntamento. Enzo è già li che mi aspetta, scende dalla macchina, resto sorpresa, avevo visto alcune sue foto, quelle che mi aveva mostrato, è un uomo carino, capello riccio sul lungo, brizzolato, ma non mi aspettavo della sua altezza, in piedi sui miei tacchi, neanche troppo alti, mi arriva a mala pena all’altezza del mio mento.

Non importa, per quello che lo conoscevo, anche se tramite internet, è una persona piacevole.
Salgo sulla sua auto e andiamo verso il lago. Parcheggia l’auto e dopo una breve passeggiata a piedi ci accomodiamo in un locale, posto su una terrazza con vista sul porticciolo, le luci illuminano il pontile e l’acqua del lago. Mentre camminavamo verso il locale mi veniva da sorridere per la differenza di altezza. Nonostante questo Enzo si stava dimostrando per quello che già conoscevo, una persona allegra, simpatica, molto socievole.

Quando chattavamo mi mostrò anche un paio di sue foto, nudo, che mettevano in evidenza la sua dotazione, che sembrava di tutto rispetto. Sono curiosa, gli chiedo se quello che avevo visto in foto era veramente il suo. Sorride e mi dice di si. Racconta anche di una sua relazione con una trans meridionale, non operata, che abita a Milano. Mi sorprende e mi incuriosisce quando mi dice
“A me piace guardare”
“Spiegati meglio”
“Mi piace scopare, ma mi piace soprattutto vedere altri che scopano, soprattutto travestiti o trans.


Stavo bevendo il mio solito Pampero & Cola. Appena finito mi chiede se volevo rimanere lì o andare da qualche altra parte
“Dove ti piacerebbe andare?” gli chiedo
“Ti piace farti scopare all’aria aperta?”
“Diciamo che preferisco farlo più comoda, ma se la situazione è eccitante non mi tiro di certo indietro”
Si alza sorridendo. Va a pagare il conto, usciamo e torniamo in macchina. Sono curiosa di capire cosa ha in mente.

Dopo neanche cinque minuti di strada si ferma. Scendiamo di nuovo, siamo vicini ad una spiaggia. E’ deserto, non c’è proprio nessuno. Camminiamo per altri cinque, dieci, minuti al massimo, sto attenta a non rompere i tacchi fra i sassi del lungolago. L’acqua è vicina a noi, a pochi passi, si appoggia ad un enorme masso con la schiena
“Vuoi vedere se quello in foto è proprio il mio?”
“Si”
Lo tira fuori dai pantaloni.

Si è proprio il suo, non è lungo ma molto largo in circonferenza, con una cappella gonfia. Mi inginocchio, lo prendo in bocca qualche minuto. Mi fa alzare, mi appoggio al masso con le mani, alzo la mia gonna, stretta, sopra i fianchi, allargo il più possibile le gambe in modo di abbassare il mio baricentro. Si mette il preservativo e me lo mette in culo. Mi fa un po’ male, sia per la larghezza ma soprattutto perché non ero ancora umida del tutto.

Mi monta e viene dopo pochi minuti.
“Mi piacerebbe guardarti mentre sei inculata da altri” mi dice subito dopo essere venuto, mentre si sistemava i pantaloni. “Hai mai scopato con qualcuno conosciuto in un parcheggio o in un luogo di incontri?”
“Nei parcheggi è da anni che non ci vado, con gente conosciuta solo cinque minuti prima si, in qualche club privè” gli rispondo tranquillamente, mentre stiamo tornando alla macchina.
“Hai fretta di tornare a casa?”
“No perché”
“Andiamo in un posto, se non ti va ce ne andiamo, va bene?”
“Ok”
In macchina dopo pochi minuti raggiungiamo Desenzano, si dirige verso la zona artigianale.

Conosco quel posto, ci andavo anni prima quando abitavo da quelle parti. Iniziamo a girare fra i vari capannoni, qualche macchina ci si avvicina, rallenta, ci guarda, riparte. Si avvicina un fuoristrada bianco, si ferma, ci fissa senza parlare.
“Julia ti piace quello? Ti faresti scopare da lui?”
“Ha importanza se mi piace o no? Siamo qui per farmi scopare da qualcuno mentre tu mi guardi, o no?”
“Sì, ma non voglio che tu ti faccia scopare da uno che non ti piace, solo per farmi contento”
“Enzo, lui o un vibratore non fa differenza.

La cosa eccita anche me” abbasso il finestrino e saluto l’uomo sul fuoristrada “Ciao, dove andiamo?” diretta.
“Seguitemi ” disse sorridendo
Lo seguiamo, prosegue per strade lontane dal centro artigianale. Si ferma in una zona buia, lontana dalla strada principale. Scende dalla sua auto. Scendiamo anche noi, Enzo mi segue in silenzio
“Tiralo fuori ” sono decisa, eccitata, mi sento come una puttana
Non se lo fa ripetere due volte, lo tira fuori, un uccello nella normalità.

Mi alzo nuovamente la gonna per non impedire i miei movimenti, faccio un passo verso di lui, mi inginocchio ed inizio a fargli un pompino. Enzo è in piedi vicino a me, ci guarda, ha il suo cazzo in mano, si sta facendo una sega, lenta.
“Hai un preservativo?” chiedo all’uomo che me lo ha appena messo in bocca
“No, li ho finiti”
“Enzo prendine uno dalla mia borsa” va e lo prende, intanto continuo nel mio pompino allo sconosciuto, con le mani appoggiate ai suoi fianchi.

Mi passa il preservativo, lo tolgo dall’involucro e lo infilo sull’uccello dell’uomo.
Mi appoggio con le mani al cofano del suo fuoristrada, allargo le gambe, mi entra violentemente nel culo e inizia a scoparmi. Enzo continua a farsi una sega, vicino a me. Viene, mi sborra sulle calze.
Lo sconosciuto continua a montarmi, viene anche lui. Mi sistemo la gonna, mi giro e, mentre lui si sta ancora pulendo l’uccello, lo saluto con un cenno della mano, cerca di parlarmi ma io continuo per la mia strada.

Con un cenno della testa faccio segno ad Enzo di tornare in macchina, sul mio viso ho un sorriso beffardo da mignotta.
Enzo me lo fa notare mentre ingrana la retromarcia. Rido. Lo sconosciuto è ancora in piedi, allibito del mio comportamento, da “una botta e via”.
“La cosa peggiore degli uomini è che ci trattano, me o donne comprese, come delle zoccole, contenti di essere loro a darti una botta e poi sparire, ma se tu ti comporti come loro restano di merda come quello lì”, questa è la mia filosofia.

Prende l’autostrada per tornare verso la mia macchina, gli tocco l’uccello, è ancora duro. Si ferma in un’area di sosta, dietro il capanno dei bagni pubblici gli prendo ancora il suo cazzo prima in bocca e dopo in culo, una scopata di dieci minuti. Viene.
Enzo è così, un bel cazzo grosso, non dura tantissimo, ma è capace di venire anche cinque volte, come un coniglietto, una dopo l’altra.
Torniamo alla mia macchina.

“Spero di vederti ancora, Julia. ”
“Certo che ci vedremo ancora, trova qualcuno in internet che mi scopi davanti a te, se in casa però è meglio”
Ci salutiamo.

5_Sei uomini in tre giorni

Ricevo una mail da Enzo “ho trovato cinque che vogliono scoparti, cosa facciamo?” lo contatto su messenger e gli chiedo maggiori spiegazioni, in vari portali di incontri si è messo alla ricerca di maschi a cui piace il mio genere, ne ha trovati cinque, deve solo mettersi d’accordo sui giorni
“Ok d’accordo Enzo, ma dove andiamo? Ma non tutti insieme, al massimo due per sera”
“Ok mi organizzo, comunque andiamo a casa mia”
Si mette d’accordo con i vari uomini, mi contatta nuovamente
“Julia uno di martedì, due di mercoledì e gli altri due solo di giovedì”
“Ok organizza, ma un giorno di fila all’altro o in settimane diverse?”
“Purtroppo sarà una coincidenza, ma tutti possono solo la prossima settimana dicono, poi nessuno di loro è in grado di dirmi quando può essere la prossima volta”
“Ok capito, mi spetta un tour-de-f***e di una settimana” Rido fra me e me.

Il sabato lo passo con Fabri in un club, trascorre la notte da me e riparte per casa sua nel pomeriggio della domenica.
Arriva il martedì, raggiungo casa di Enzo, resto da lui mentre lui si reca a prendere il primo degli uomini a cui ha dato appuntamento. Entrano in casa, io li attendo già sdraiata sul letto di Enzo, mentre guardo la televisione, indosso solo un reggiseno, perizoma, reggicalze e calze, li aspetto come una puttana.

L’uomo è sui cinquanta anni, appena mi vede si avvicina a me, mi si siede accanto, mi fa i complimenti. Enzo è già nudo, il suo uccello è già in tiro e voglioso. Lo prendo in bocca, anche l’altro si spoglia, ho entrambi i loro uccelli di fronte a me, li succhio alternandoli, mi inginocchio sul letto, con l’uccello del nuovo arrivato in bocca, Enzo nel culo. Viene, mi volto dalla parte opposta offrendo il culo all’altro.

Mi incula a sua volta, viene anche lui, come Enzo nel preservativo. Restiamo sul letto a parlare per una mezz’ora. Mi guardano, hanno voglia entrambi di farsi un’altra scopata. Prendo nuovamente i loro cazzi in bocca e, a turno, li ho nuovamente in culo, uno dopo l’altro. Enzo intanto ha preso una macchina fotografica, mi chiede se può shittare delle foto, gli do il mio consenso. Mentre mi scopano Enzo shitta alcune foto. Questa volta è l’altro uomo a venire per primo, mentre lo sta succhiando con il mio amico che mi incula, mi avvisa appena in tempo, tolgo la bocca dal suo cazzo e mi viene sul viso.

Enzo mi esce dal culo, si toglie il preservativo, mi sborra in pieno viso, sull’altra guancia. Il nostro nuovo amico deve andare, lo salutiamo, resto ancora un po’ da Enzo, il tempo per farci insieme una nuova scopata.
Il giorno dopo sono ancora da lui. Sono in due questa volta, sono ancora vestita più o meno come il giorno prima, l’intimo è diverso, ma il look uguale. Uno è un ragazzo, poco più che venticinquenne, l’altro di circa quaranta anni.

Sono tutti d’accordo a fare anche foto. Li prendo inizialmente tutti e tre in bocca. Inginocchiata fra di loro. Mi metto alla pecorina sul letto, mi inculano a turno, in piedi sul letto. Uno dopo l’altro vengono, prima Enzo poi il ragazzo. L’altro continua senza sosta, se lo fa succhiare ancora, cambia il preservativo per mettermelo ancora in culo. Enzo continua a shittarci delle foto. Sia lui che il ragazzo ritornano nel gioco, me lo infilano insieme in bocca mentre continuo ad essere inculata dal terzo uomo.

Me lo rimettono di nuovo nel culo anche gli altri due. Enzo viene ancora. Viene anche il quarantenne, sul letto mi sto facendo sbattere dal ragazzo. E’ il quarantenne che sta shittando delle foto, Enzo ha il cazzo ancora duro, me lo infila in bocca mentre il più giovane continua a montarmi nel culo. Enzo sta venendo per la terza volta, lo trattengo fra le labbra, capisce che voglio prenderla in bocca. Ingoio la sua sborra proprio nel momento in cui anche il ragazzo sborra nel mio culo, dentro il profilattico.

Mi hanno scopata ininterrottamente, alternandosi per un’ora e mezza. Se ne vanno, sto per andarmene anche io, Enzo vorrebbe fare l’ultima, prima di andare a dormire, senza prenderglielo in bocca mi piego in avanti, appoggiata al letto, sono finiti i preservativi, gli permetto lo stesso di entrarmi in culo, mi monta sta per venire
“Sborrami in culo” lo fa. Vado in bagno a darmi una rinfreshita e torno a casa pensando che il giorno dopo ne avrei avuti altri due nuovi.

Spero di resistere.
Siamo a giovedì sera, mi presento a casa di Enzo vestita solo con una guepière, perizoma e calze, sopra solo un soprabito per coprirmi, nessun vestito. Il percorso in macchina l’ho fatto in quell’abbigliamento.
“Julia sei proprio una zoccola” non per offendermi, ma con un tono di voce affettuoso.
Esce di casa e va a prendere i nuovi due amici. Uno dei due si presenta con delle paste.

Gentile, penso. Mangiamo le paste insieme e chiacchieriamo per qualche minuto, l’uomo delle paste è un poliziotto, l’altro un geometra.
Mi fanno sdraiare a pancia in giù, sul letto. Sei mani mi toccano, mi palpano, sulla schiena, sulle gambe, sul culo. Qualcuno di loro mi sta infilando un paio di dita nel culo. Non mi giro a guardare, resto in balia delle loro mani. Mi sento prendere per i fianchi, mi aiutano ad alzarmi sulle mani, il geometra è di fronte a me, nudo, il suo cazzo davanti alla bocca, la apro, gli faccio un pompino.

Mi arrivano un paio di buffetti sul sedere. Sento un grosso membro sbattermi sulle natiche, penso sia Enzo. Non è lui, lui è in piedi vicino al letto con la macchina fotografica in mano. E’ il poliziotto, mi giro, lo guardo, ha un cazzo più grosso ancora di Enzo, più lungo. Continua a sbattermelo sopra le natiche. Prendo nuovamente in bocca l’uccello dell’uomo di fronte a me. L’altro intanto mi entra nel culo. Mi fanno girare, si danno il cambio nella mia bocca e nel mio culo.

Anche Enzo ha l’uccello in mano, di fronte a me, li succhio entrambi.
Sento il geometra maneggiare sopra le mie chiappe, si sta levando il preservativo. Mi sborra sulla schiena. Mi giro una ennesima volta, Enzo mi entra nel culo, l’altro si siede a gambe aperte di fronte al mio viso. Gli lecco le palle, il cazzo, glielo prendo in bocca. Enzo è venuto. Il poliziotto mi fa montare sopra di lui, mi faccio inculare a smorzacandela.

L’altro è sdraiato a fianco a noi, ci guarda. Il mio amico fotografa.
“Troia prendimelo in bocca ora, fammi venire”
Mi inginocchio fra le sue gambe, gli levo il preservativo e lo pompo in bocca fino a farlo venire, in bocca.
Sono stravolta per le tre serate consecutive, non ce la fari proprio a continuare. I due uomini ci salutano, ho goduto ma allo stesso tempo tiro un sospiro di sollievo. Anche Enzo è stanco per la performance di sei tre giorni.

Torno a casa. Mi sdraio sul mio letto. Mi passano per la mente le immagini dei cinque nuovi cazzi conosciuti più quello del mio amico. “Sono proprio una troia” penso e, mi addormento.

6_Adoro i collant a rete

Una delle email più curiose che ho ricevuto per i miei annunci è stata senz’altro quella di Gualtiero, si definiva un uomo sulla cinquantina, assolutamente non bello, alto un metro ottanta, di cento chili di peso, senza capelli, camionista spesso di passaggio dalle mie parti, desideroso di conoscermi ed invitarmi a cena una sera, di non essere assolutamente interessato ad un rapporto sessuale, ma solo di passare una serata in piacevole compagnia, è un feticista dei collant a rete, reputandomi, per quello che io avevo scritto sui miei annunci, una persona che merita, di essere sicuro di non ricevere alcuna risposta da parte mia in quanto si riteneva non alla mia altezza.

Leggo attentamente la sua mail, sono curiosa, gli rispondo chiedendogli di farmi sapere dove e quando.
Mi risponde, incredulo, mi fissa un appuntamento presso il parcheggio di un ristorante che conosco, raccomandandosi di indossare dei collant a rete perché vuole ammirare le mie gambe.
Arriva il giorno, mi preparo, un trucco leggero, indosso un vestito corto ed elegante, di color verde, con le spalline il perle bianche, intimo color nero sotto, un paio di collant a rete a maglia media verdi, sandali verdi, mi guardo allo specchio, alzandomi il vestito, mi sembra strano vedermi le gambe ed il sedere fasciati in quel collant, io che sono abituata alle calze o alle autoreggenti, comunque sto bene, mi davano realmente un’aria sexy, prendo la Smart e mi avvio all’appuntamento.

Arrivo con circa un quarto d’ora di ritardo, nel parcheggio c’è una motrice di un camion. Parcheggio e mi avvio verso il camion, scende un uomo, senza capelli, alto, molto robusto, anche se non eccessivamente grasso, non bello, indossa un paio di jeans ed una camicia nera aperta all’ultimo bottone, che cadeva fuori dai pantaloni, mi viene incontro
“Julia?”
“Si sono io”
“Piacere Gualtiero” mi guarda come sono vestita “Complimenti anche per il vestito e per la scelta del colore, non il solito nero”
Entriamo nel ristorante, chiede alla cameriera un posto nella saletta al piano superiore, ci accompagna sulle scale, ci fa accomodare al tavolo.

Prende l’ordinazione. Carne alla brace e vino rosso. Consumiamo la nostra cena, Gualtiero mi guarda spesso le gambe, il vestito si è alzato mostrando completamente le cosce. Mi parla dei suoi viaggi, spesso nel Nord Europa. Dei locali in cui va, frequentati da trav e trans, dice di essere timido e di non aver mai avuto il coraggio di avvicinarne una, neanche per parlare. Sono l’unica che ha risposto al suo messaggio, ne ha inviati parecchi, dice.

Fa anche domande sulla mia vita “en femme”. Mi guarda le gambe, ma non mi sfiora mai. Resta sempre al suo posto, educatamente.
Ordiniamo il caffè.
Sto passato una piacevolissima serata parlando con un uomo che, pur non essendo assolutamente nei canoni dei miei gusti in fatto di genere maschile, si dimostra una persona molto corretta, simpatica, socievole, scendiamo le scale, Gualtiero va a saldare il conto, usciamo dal ristorante e mi accompagna verso la mia macchina
“Grazie Julia per la piacevolissima serata, spero di poterti invitare ancora a cena”
“Più che volentieri, cosa fai adesso?”
“Ho il rimorchio posteggiato ad un paio di chilometri da qui, vado là e mi riposo, domattina mi sveglio abbastanza presto proseguendo fino a Napoli”
“Non è tardissimo – guardo sul mio cellulare l’orario – “Non sono neanche le 11,00, se ti va possiamo continuare a chiacchierare un po’”
“A me andrebbe benissimo, dobbiamo però andare all’altro parcheggio”
“Nessun problema, ti seguo con la mia auto”
Gualtiero prende la sua motrice, sia avvia, lo seguo, decisa che mi sarei fatta scopare.

Neanche cinque minuti di strada, arriviamo nei pressi del suo rimorchio, avvicina la motrice, scende dal camion ed aggancia il rimorchio. Sono in piedi fuori dalla mia auto, lo guardo mentre fa le manovre. Ha finito, mi fa un segno di salire in cabina. Apre un frigobar all’interno dell’abitacolo e mi chiese cosa voglio da bere, ha acqua, lattine di bibite e birra, opto per la birra. Riprendiamo la conversazione interrotta al ristorante, parlando ancora di qualche suo viaggio e di me.

Stiamo parlando da mezz’ora, lui continua a guardare le mie gambe, accavallate sul sedile. Visto che lui non fa una mossa, prendo io l’iniziativa
“Ti piacciono veramente tanto le mie gambe?” alzo il vestito sopra i miei fianchi, in modo che lui possa vedere completamente le mie gambe, lasciando intravedere anche il nero della stoffa del mio perizoma sotto le maglie larghe e verdi del collant
“Si molto” vince la sua timidezza ed allunga, finalmente, una sua mano verso la mia coscia “Sono fatte benissimo, morbide” le sta toccando
“Ma ti piacciono solo le mie gambe? Ed il resto?” lo stavo provocando
“Si Julia mi piaci molto, anche come persona” è emozionato
Mi avvicino spostandomi sul sedile, mi giro di tre quarti verso di lui, la sua mano scorre sulle mie gambe, E’ caldissima, di dimensioni tali che con le dita riesce a prendermi gran parte della coscia.

Non parla più, io resto zitta concentrandomi al tocco della sua mano. Con respiri profondi continua a toccarmi le gambe, anche con l’altra mano. Do un ultimo sorso alla lattina di birra, la appoggio, vuota, al cruscotto. Allungo la mia mano e la porto fra le sue gambe, accarezzandoglielo attraverso la stoffa dei jeans
“Julia?”
“Shhhh lasciami fare”
Continuo ad accarezzarglielo. La sua testa è rivolta all’indietro, la sua mano destra sempre sulle mie gambe.

Sta godendo di quel mio strofinamento fuori dai suoi pantaloni, lo sento crescere attraverso la tela dei jeans, indurirsi, sono piacevolmente sorpresa dalla sua grossezza. E’ molto dotato. Lo accarezzo per tutta la sua lunghezza, dall’attaccatura dei testicoli fino all’apice che preme contro la cinta dei jeans. Sono appoggiata con la mia fronte alla sua spalla, sono eccitata, con le dita cerco la cintura dei pantaloni, la trovo, slaccio il bottone e gli tiro giù la cerniera.

“Si continua, ti prego” sta ansimando
Prendo il suo cazzo nella mia mano, non riesco a chiudere il pugno da quanto è grosso, iniziai a masturbarlo.
“Aspetta Julia” si solleva dal sedile, oscura interamente i vetri laterali ed il parabrezza. “Così nessuno ci vede, andiamo qui dietro, stiamo più comodi” mi mostra un letto dietro una tendina posta al di là del sedile.
“Si penso sia meglio” sorrido “Spogliati”
Mi aiuta a salire sul lettino.

Posso stare tranquillamente comoda seduta sulle mie ginocchia. Gualtiero si spoglia completamente da seduto, sale anche lui sul letto. Si sdraia sulla schiena, sono in ginocchio fra le sue gambe, gli faccio una sega per fargli riprendere la durezza che ha leggermente perso. E’ tornato duro, come prima, grosso
“Che bel cazzo che hai” abbasso la testa e lo prendo in bocca, la sento piena per quanto è gonfia la sua cappella, lo succhio, lo lecco.

E’ lungo, in bocca me ne sta solo la metà. Mentre gli sto facendo il pompino, cerco con la mano la mia borsa, la trovo, prendo un preservativo. Gualtiero mi guarda, ansimando
“Lo voglio in culo” gli infilo il profilattico
Mi fa sdraiare sulla schiena, prende le mie gambe e le spinge verso il mio viso, le ginocchia mi arrivarono al petto, con la mano sinistra mi tiene entrambi i piedi, ho ancora le scarpe.

Mi spinge ancora i piedi, raccolgo con le mie braccia le mie gambe serrandomele al petto. Sono arcuata sulla schiena con il sedere staccato dal letto, il vestito è risalito sino alla vita. Con l’altra mano, Gualtiero, cerca l’estremità del mio collant dietro la mia schiena, me lo fa risalire all’altezza dei miei testicoli. Appoggia le sue mani alle mie cosce, facendomi mantenere la posizione presa. Si abbassa per leccarmi il buchetto posteriore, protetto unicamente dal solo filo del mio perizoma, me lo ammorbidisce con la sua saliva.

Si rialza, prese il suo enorme uccello nella mano ed appoggia la cappella al mio buchetto, spinge con la forza delle sue reni e del suo peso, lancio un urlo, non solo di dolore ma anche di godimento appena lo sento entrare
“Ti ho fatto male” mi chiede preoccupato, fermandosi per un istante
-“No continua, mettimelo dentro tutto”
Si fa forza sulle sue ginocchia, me lo spinge fino in fondo con tutto il peso del suo corpo.

E’ enorme dentro il mio intestino, continua a spingere
“Si così, che bel cazzo grosso,continua, scopami dimmi che sono una troia, dimmelo”
“Si sei una troia, ti sto scopando il culo, troia” finalmente anche lui accompagna a parole la scopata, come piace a me
Le sue palle sbattono sulle mie natiche, me lo spinge in culo fino alla radice, esce quasi fino alla cappella per rientrare dentro totalmente, in rapida successione,
“Sto venendo, Julia, sto venendo”
“Si porco, sborra”
“Ecco, ecco, troia ti sto sborrando in culo” è totalmente dentro di me, resta così, con colpi energici del bacino fino a quando non scarica anche l’ultima goccia di sperma nel preservativo.

Mi lascia cadere le gambe, si riversa all’indietro, appoggiandosi alla parete del camion. Resto immobile, sdraiata, con le gambe larghe, i collant calati a mezza coscia, i piedi appoggiati sulla coperta del letto. Con le dita cerco il mio forellino posteriore, è ancora aperto, grazie alle dimensioni del suo cazzo, per la scopata che si è fatto nel mio culo per più di mezz’ora.
“Julia che scopata”
“Gualtiero, hai un uccello magnifico, mi hai sfondata”
“Posso chiederti una cosa prima che te ne vai?”
“Si certo”
“Tu baci in bocca gli uomini?”
“A volte si”
“Mi piacerebbe farlo”
Gli sorrido, si sdraia ancora nudo al mio fianco, mi abbraccia, si avvicina con le labbra semichiuse verso di me, dischiudo le mie, mi mette la lingua in mia bocca, mi bacia con passione.

Mentre mi bacia gli tocco ancora l’uccello, è moscio, ma sempre grande, grosso
“Contattami quando torni ancora da queste parti, voglio ancora il tuo cazzo in culo”
“Senz’altro tesoro, e tu indossa sempre i collant a rete” mi sorride
Mi ricompongo,si riveste anche lui.
Scende dal camion con me per accompagnarmi alla mia auto. Mi bacia in bocca nuovamente. Salgo sulla mia auto e parto. Nel tragitto per casa ripenso ancora al suo uccello, penso a tutti i dotati che mi hanno scopata.

Non so se lui è il più grosso, ma senz’altro è fra i primi cinque.
Sono passati u paio di mesi, ricevo una sua nuova mail, mi ringrazia per la serata, per la scopata, ma mi ringrazia soprattutto per averlo aiutato a vincere la sua timidezza. E’ tornato in qualche locale del Nord Europa ed è riuscito a conoscere qualche altra travestita, u paio se le è anche scopate. La prossima settimana torna dalle mie parti.

Mi farò inculare ancora sul suo camion.

7_La villa sul lago

Apro la mia posta elettronica e trovo un messaggio di FB, organizzatore di incontri fetish e sadomaso, che mi invita ad un party sul Lago, nei pressi di Novara, la festa è riservata unicamente a coppie, con richiesta di confermare per telefono o mail la presenza e con l’occasione fornirà tutte le istruzioni, indirizzo, ecc.. Al momento penso subito che mi abbia inviato il messaggio per errore.

Lo chiamo al telefono
“Ciao caro sono Julia”
“Julia che sorpresa! Mi chiami per il party sul lago?”
“Si proprio per quello, pensavo me lo avessi mandato per sbaglio, l’invito è solo per coppie, io che c’entro?”
“Tu c’entri, eccome se c’entri” Inizia a darmi le spiegazioni. La festa si terrà in una villa sul Lago, l’invito è esclusivamente per una decina di coppie al massimo, invito mirato. L’organizzatore è un personaggio abbastanza noto per cui ha chiesto a lui di provvedere agli inviti.

E’ stato anche un paio di volte a qualche incontro della domenica pomeriggio, nel club privè gestito dai miei amici, era insieme alla moglie, indossavano una maschera per non farsi riconoscere. E’ lì che mi ha notata.
“C’erano anche quando hai presentato tu la festa, qualche mese fa, ricordi?”
“Si quando ho presentato ricordo, non mi ricordo però di una coppia in maschera, qualcuno con una maschera di cuoio però ricordo che c’era, ma come mai gradirebbero la mia presenza?”
“Mi hanno chiesto se sei una mistress, sapendo che a te piace il ruolo gli ho detto che lo sei, lui è uno schiavo totale, la moglie un po’ uno, un po’ l’altro”
“Bè è vero, ma sai che non esercito in pubblico”
“Non preoccuparti tesoro, non so quante coppie verranno, non penso tutte, sarà una festa privata, per chi viene da lontano, come te, c’è anche la possibilità di pernottare nella villa, cerca di venire, farebbe piacere anche a me rivederti”
“Farò il possibile, comunque se vengo verrò in coppia, ho un “compagno” ora, preferirei venire con lui”
“Non c’è nessun problema, basta che sia dell’ambiente”
“Lo è, lo è, lo conosci anche tu, ma non chiedermi chi è ora” e mi metto a ridere, sarcastica nella mia riservatezza.

“Ok non chiedo nulla” ride anche lui “Aspetto una tua telefonata di conferma, così ti dico indirizzo ed orario ”
Il fine settimana mi vedo con Fabri, andiamo in un privè, gli dico della festa chiedendogli la cortesia di accompagnarmi. Certe situazioni piacciono anche a lui. Accetta.
Richiamo FB al telefono. Confermo la mia presenza, non sarò sola. Mi scrivo tutte le indicazioni. Appuntamento per le 13,00, buffet, dalle 15,00 alle 20,30 il party.

Per chi si fermerà la notte è prevista anche una cena.
Passano tre settimane. Il giorno della festa parto da casa abbastanza presto. Sono vestita abbastanza classica. Una camicetta ed un paio di jeans, tutto l’occorrente in una borsa da viaggio. Esco al casello, vicino a casa di Fabri, parcheggio la mia auto e partiamo con la sua. Le indicazioni sono precise, difficile sbagliare strada. Alle 12,30 siamo di fronte al cancello della villa.

Suono il campanello, mi presento, ci aprono. Circa 300 metri separano il cancello da un piazzale. Ci sono già alcune macchine. Tutte le persone sono nel piazzale. Mi viene incontro FB, con i padroni di casa. Me li presenta. Si lui è un volto noto.
“Julia è un vero piacere averti qui” baciamano, è un vero signore, la moglie mi riceve scambiandoci baci sulle guance “Eri la prima della lista degli invitati, te lo ha detto FB?”
“Non mi ha proprio detto che ero la prima della lista, ma che ci tenevate molto ad invitarmi si, me lo ha detto chiaramente” sorrido, contenta per il loro interesse nei miei confronti.

FB saluta anche Fabri, si conoscono, come gli avevo già preannunciato. Si presenta anche ai nostri ospiti. Raggiungiamo il resto del gruppo. C’è anche Spina, il mio carissimo amico gestore del privè di Milano, è stato invitato anche lui, assieme alla sua bellissima moglie, Iris. Ci abbracciamo e ci scambiamo un bacio sulle labbra, contentissime e sorprese di vederci, la lista degli invitati è stata mantenuta riservata. Conosco altre due coppie dei presenti, una di Mantova, lei mistress e lui schiavo, un’altra della provincia di Milano, quasi sempre presente alle varie feste, lui master e lei la sua schiava.

FB è accompagnato da una sua amica, che non conosco. Ci presentano anche le altre due coppie. Ne manca solo una. Suonano al cancello. Con un portatile risponde il padrone di casa, apre, ci raggiungono. Ultima presentazione. Anche la coppia nuova arrivata è la prima volta che li incontro.
Entriamo nella villa, tutti insieme. Solo un’altra coppia si ferma, come noi, per la notte. La padrona di casa ci accompagna alle nostre stanze, per depositare il bagaglio.

Prima uno spuntino. Già pronto nel salone. Resto affascinata dalla casa, un arredamento essenziale, di gran gusto, un immenso giardino sul retro a ridosso del lago. La grande tavola nella sala da pranzo è ricca di una vasta serie di spuntini, di varia natura. Non hanno di certo badato a spese. Mi limito ad assaggiare un paio di tartine con salmone, caviale e foie grasse, un bicchiere di ottimo vino bianco, fermo. Per chi non pernotta è stato messo a disposizione uno studio per cambiarsi.

Iris e Spina seguono me e Fabri nella nostra stanza. Ci sistemiamo innanzitutto il trucco, accentuandolo molto, usufruendo del bagno. Aiuto Iris ad indossare un attrezzo in cuio che le copre esclusivamente l’inguine, lasciandogli i seni completamente scoperti. Mentre si infila i suoi stivali mi vesto. Autoreggenti, stivali fino al ginocchio. Perizoma e reggiseno. Un vestito nero in latex, con lacci alla schiena, che lasciano intravedere tutto, dal collo alle natiche. Iris mi aiuta ad allacciarlo.

I due uomini sono già pronti, stanno chiacchierando sul letto.
Spina, come al solito, in totale nero, pantaloni di pelle e camicia. Fabri solo pantaloni in pelle e petto nudo. Scendiamo insieme nel salone principale. Ci siamo tutti. I nostri ospiti ci mostrano un’altra sala. E’ attrezzata per il sadomaso. Illuminazione prodotta esclusivamente da candele, in ogni angolo, su ogni parete. Una croce di Sant’Andrea, ganci e catene che pendono dal soffitto, da una parete, altra attrezzatura.

Fruste, lunghe, medie, corte, frustini da cavallo, manette, catene, collari ed altro, in bella mostra, appesi sopra una spalliera svedese. Ci guardiamo tutti intorno per prendere confidenza con l’ambiente. Un paio di coppie iniziano a giocare fra di loro. Il suono di quale frustata comincia ad spezzare il silenzio.
Il padrone di casa mi si avvicina, cammina a quattro zampe, indossa esclusivamente un perizoma nero. Le braccia e le gambe sono coperte per metà da strisce di cuoio e lacci.

Il viso è coperto da una maschera con a capo una crine di cavallo. La bocca è totalmente coperta dalla maschera. Può vedere solo grazie ad una serie di minuscoli fori all’altezza degli occhi. La sua voce esce ovattata
“Padrona sono ai suoi piedi, sono il suo umile puledro” la moglie, bellissima donna nonostante i suoi cinquanta anni, indossa un minuscolo completo in pelle che le copre a mala pena i capezzoli e l’inguine, autoreggenti e scarpe con 12 cm di tacco, ha fra le mani una sella
“Mettigliela” le ordino
Siamo nel centro della sala, ci stanno guardando.

La moglie si inginocchia a sellare il proprio compagno. Le stringe le due cinghie sotto la vita. Controllo personalmente che siano strette. Le strattono. La maschera è dotata anche di briglia. Le prendo in una mano. Monto sulla sella e gli ordino di camminare. Ha sulla schiena il peso dei miei 64 chilogrammi. Inizia a girare per la stanza. FB, Fabri e Spina si occupano della padrona di casa. La bloccano sulla croce di Sant’Andrea con la faccia rivolta verso il muro.

Le mettono anche un morso in bocca, per non farla parlare. FB inizia a frustarla, sulle natiche e la schiena. Fermo il mio cavallo davanti a loro. Mi si avvicina l’uomo di una coppia, un master, mi chiede cosa piace fare alla mia amica mora, indicando Iris
“E’ una patita dello spanking” lo informo
“Interessante”
La prende per una mano e si avvia verso una poltrona in pelle nera, dall’altra parte della stanza. Ordino al mio cavallo di seguirli.

L’uomo si siede, fa sdraiare Iris sulle sue gambe ed inizia a sculacciarla. Lei inizia a urlare e protestare, ma le piace, si vede, la conosco bene. Mi volto e guardo gli altri, nessuno è fermo, tutti stanno facendo qualche cosa. FB sta giocando con la sua amica ed un’altra coppia, giocano con varie pinze ai capezzoli delle due donne. Di tutte le coppie che ci sono solo una è composta da una mistress, il resto sono tutti padroni e schiave.

Spina e Fabri si stanno dando da fare con la moglie del mio cavallo. Fabri conosce l’arte del bondage, la sta legando aiutato dall’amico. Mi sono un po’ stancata di andare a cavallo. Prendo le briglie e le lego ad un gancio. Allungo una mano sotto di lui, lo tocco fra le gambe, è eccitato. Prendo una frusta a 9 frange ed inizio ad infierirgli colpi sulle natiche. I suo lamenti sono strozzati dentro la maschera.

Viene a darmi una mano la mia amica di Mantova. Lo frusta. Mi inginocchio vicino a lui e faccio uscire il suo uccello dallo slip. E’ gonfio di desiderio. Inizio a fargli una sega mentre continua ad essere frustato. Anche le situazioni intorno a noi continuano a cambiare, cambiano anche i partner. Quella che prima era una schiava, la padrona di casa, ora si sta divertendo con il marito della mistress, lo sta frustando alla croce.

Non vedo ne Iris ne il marito. In casa non si può fumare. Hanno chiesto la cortesia di non farlo, neanche nelle stanze. Lascio il mio schiavo nelle mani della mistress. Faccio un segno a Fabri se viene con me in giardino a fumare. Mi segue. Per andare in giardino devo attraversare il salone. Vedo Iris, è inginocchiata insieme ad una bionda, stanno leccando insieme il cazzo di Spina. In giardino non siamo gli unici a fumare, c’è anche il marito della bionda e un’altra coppia.

Parliamo un po’, scambiandoci qualche nostra esperienza nel campo. Ritorniamo a raggiungere il gruppo, Spina si sta scopando la bionda, a pecorina, mentre questa sta baciando fra le gambe la mia amica. Il marito della bionda li lascia fare, viene con noi nell’altra sala. Il mio cavallo è sempre lì, ora da solo
“Ti sono mancata vero?”
Annuisce, gli slaccio la sella, prendo le briglie e mi avvicino ad una parete. Prendo tre candele dal candelabro, sono accese, inizio a far colare la cera sulla sua schiena.

Mi si avvicina la moglie e mi sussurra in un orecchio
“Al porco gli piace quando lo inculo”
“Vai e mettiti addosso uno strap-on allora, il più grosso che hai”
La cera continua a colare sulla sua schiena, la donna ritorna, ha legato in vita un dildo di notevoli dimensioni. Guardo Fabri, è seduto sulla poltrona e si sta facendo fare un pompino dall’amica di FB. Sposto il perizoma del mio schiavo, cerco qualche unguento intorno, lo trovo, gli spalmo i buco del culo
“Inginocchiati dietro di lui” ordino alla moglie, intanto blocco le briglie in un altro gancio, appoggio la punta del grosso vibratore al suo buco, invito la donna a spingere.

Entra, piano, nel suo culo. Mi posiziono dietro di lei, in piedi. Le metto le mani sulle spalle e la spingo ancora più a fondo. Lo schiavo urla, di piacere.
Vado a fumarmi un’altra sigaretta, l’amica di FB si sta facendo scopare da Fabri a smorzacandela. In sala le parti si sono invertite, Spina sta scopando sua moglie. In giardino incontro l’uomo della ragazza bionda, fumiamo insieme. Quando torno dal mio schiavo la moglie lo sta ancora montando.

Mi abbasso, prendo il cazzo dell’uomo-cavallo in mano e gli faccio una sega, mi sborra su una mano dopo neanche cinque minuti. Dico alla moglie di uscirgli dal culo. Con un piede premo il mio schiavo sulla nuca finchè non ha il viso a terra
“Ti piacerebbe vedere la troia di tua moglie scopata?”
“Si, è una troia, falla sbattere”
“Ok seguimi allora” lo aiuto a liberarsi della maschera. Lo faccio sedere sulla poltrona.

Uno degli invitati mi aiuta a bloccarlo alla poltrona con delle corde. La moglie è di fronte a lui, inginocchiata a novanta gradi a meno di un metro di distanza, si sono fatti intorno a lei FB, l’uomo della bionda, l’uomo che mi ha aiutata a legare il marito e l’unico schiavo. Se la fanno a turno in ogni orifizio, in bocca, figa, culo. Contemporaneamente. La mistress è in un angolo con altre due donne, stanno lesbicando.

La donna di FB è passata dal cazzo di Fabri a quello di un altro, il mio compagno è vicino a me ora, mi tiene un braccio affettuosamente dietro la schiena
“Come va Julia? Una bella festa vero?”
“Si molto mi sto divertendo, hai scopato?”
“Si ma non sono ancora venuto” ridiamo tutti e due, conoscendo la sua resistenza.
“Guarda che troia tua moglie, ha proprio voglia di farsi sbattere” ogni tanto mi rivolgo anche al mio schiavo personale della festa
Sto per andare a fumarmi un’altra sigaretta, Spina e le due donne sono ancora sul divano in pelle bianca.

Lui è in piedi, le altre due se la stanno leccando reciprocamente. Mi avvicino
“Ste stronze, si fanno scopare ed inculare tutte e due, poi se la leccano fra di loro e a me mi lasciano qui a guardare ed ho ancora i ciglioni da svuotare” ride ovviamente, eccitato a vedere sua moglie con l’altra
“Ok ho capito, ci penso io a te” mi inginocchio, gli prendo il cazzo in bocca
“Ohhhh finalmente” Spina adora i miei pompini
“Troia” è la voce di Iris che ha abbandonato per qualche secondo il clitoride dell’amica
Qualche minuto e con un enorme sospiro mi sborra in bocca, ingoio anche l’ultima goccia, mi alzo, mi avvicino alle due donne e bacio la mia dolcissima amica su una guancia.

Mi guarda sorridendo.
Fumo la sigaretta e ritorno dal mio schiavo. La moglie è alle prese con una doppia penetrazione, uno degli uomini e Fabri che le sta facendo il culo, ha il viso ricoperto di sperma, qualcuno le è già venuto in faccia. Il padrone di casa è sempre lì, non può muoversi, il suo uccello è fuori dallo slip, eccitato nel vedere la propria donna che si è fatta sbattere da quattro uomini prima ed ora ne ha altri due contemporaneamente in figa e in culo.

“Sei eccitato, porco” ho il suo uccello in mano, mi abbasso e lo prendo in bocca, non può parlare, la sua bocca è bloccata da un morso, ma sta tentando di dirmi qualche cosa. Lo libero dal morso, avvicino il mio orecchio alla sua bocca
“Ho voglia di incularti, ma non adesso, più tardi, stanotte”
“Ok va bene, ora continua a divertirti con la puttana di tua moglie”
Anche i due uomini sono venuti.

La donna è sdraiata sul pavimento, sfinita. Nessuno più sta giocando, sono passate più di quattro ore. Siamo tutti abbastanza stanchi. Ci hanno raggiunto anche Spina e le due donne. Liberiamo il padrone di casa dalla prigionia delle corde.
Sono abbracciata ad Iris, ci vogliamo molto bene noi due.
“Troietta ti piace il cazzo di mio marito, porca!”
“Ha solo un difetto il tuo maritino, che quando viene ne fa mezzo bicchiere” scoppiamo a ridere, andiamo insieme in bagno per una rinfreshita.

Ci siamo spostati tutti nel salone principale, tutti seduti sui divani, la nostra ospite arriva con un carrello con alcolici, bibite varie, ghiaccio. Fabri gentilmente mi prepara un drink, non c’è il Pampero, un Havana va bene comunque, con la Coca-cola. La maggior parte delle persone va a cambiarsi ed a prepararsi per il ritorno a casa. I nostri ospiti chiedono anche a Spina ed Iris se si fermano per la cena, è la mogliettina mora che decide per entrambi, ha voglia di restare un po’ in mia compagnia, Spina chiama un suo collaboratore dicendogli che arriverà più tardi al locale.

Sono tutti pronti, una serie di abbracci e arrivederci, salutiamo tutti quelli che se ne stanno andando.
Siamo rimasti solo noi otto, ci diamo appuntamento nella sala il tempo per sistemarci. Saliamo nelle nostre camere, Iris e marito salgono nella nostra. La mia amica ed io entriamo insieme nella doccia, lavandoci una con l’altra, mi aiuta anche a scegliere il vestito per la serata. Siamo tutti e quattro pronti, rilassati, vestiti. Scendiamo nella sala.

“Siamo solo otto, bastano due macchine per andare al ristorante” precisa quello che è stato il mio schiavo per tutto il pomeriggio
“Pensavo cenassimo qui, se andiamo fuori forse è meglio che mi metto qualche cosa di più adeguato” non vorrei essere fuori luogo, ho un vestito corto che mi arriva a malapena sotto il pube
“Tesoro stai benissimo così, non preoccuparti, la coppia che ci dà una mano in casa l’abbiamo lasciata, ovviamente libera per il week-end, io sono una frana in cucina perciò abbiamo prenotato qui vicino” mi rassicura la moglie
Saliamo sulle macchine, Fabri ed io insieme ai nostri ospiti.

L’altra coppia con i miei amici.
Raggiungiamo il ristorante, molto elegante, tavolo riservato a bordo lago, a lume di candela.
Una cena ottima, a base di pesce di lago, sono quasi le 22,30. L’altra coppia di invitati saluta e si ritira nella propria stanza. I miei amici restano, non hanno problemi di orario. Andiamo a sederci in un angolo attrezzato del giardino, vicino al lago. La moglie arriva con il carrello delle bevande.

Ci serviamo da bere. Il padrone di casa è seduto al mio fianco, all’orecchio mi sussurra
“Ti ricordi cosa ti ho detto prima che finisse la serata?”
“Certo che mi ricordo, dimmi quando”
Non risponde, mi bacia sulla bocca. Davanti a tutti. La moglie si toglie il vestito, restando completamente nuda. Iris si alza
“Non avevo mica capito che la serata sarebbe continuata” si fa una risata e si toglie a sua volta il vestito, anche lei è nuda sotto gli abiti, si avvicina all’altra donna, le si inginocchia davanti e inizia a leccarla fra le gambe.

Il padrone di casa mi prende una mano, se la porta in mezzo alle sue gambe, lo tocco, lo tiro fuori, è eccitato.
“Prendimelo in bocca” lo faccio.
Fabri va alle spalle dell’altra donna, la prende per il seno e inizia a toccarla. Spina è già dentro al culo di sua moglie.
Il mio partner si spoglia, resta seduto. Mi fa alzare e sedere sopra di lui. Mi impalo sul suo cazzo, tutto dentro al culo, fino ai testicoli.

Sono rivolta con la faccia verso gli altri, li guardo. Godo. Fabri viene verso di me. Mi fa inclinare in avanti fino a mettermelo in bocca.
“Brava così Julia, che troia che sei”, “Te lo metto in culo fino in fondo”, “Succhiamelo porca” le loro voci accompagnano i miei movimenti. Le due donne stanno leccando il cazzo a Spina. Le abbandona, viene anche lui da me per farselo succhiare.
Mi fanno mettere in ginocchio sul prato, Fabri mi entra nel culo.

Iris si sta facendo scopare dal padrone di casa, mentre la moglie sale sul cazzo del terzo per prenderselo tutto nel culo. Il campanile ritocca la mezzanotte, nessuno dei tre è ancora venuto, ci hanno prese in ogni buco. Sono ancora a novanta gradi con il nostro ospite che mi sta inculando da un po’ di tempo. Ho in bocca il cazzo di Fabri.
“Ti voglio sborrare in bocca porca” mi sussurra in un orecchio il mio inculatore
“Si tutti e due in bocca” sono eccitata mi sento una gran vacca nel giardino
Dietro di me sento le urla di godimento delle due donne, sono venute tutte e due, leccandosi a vicenda.

“Anche tre, maiala” si è avvicinato anche l’amico, anche lui mi vuole venire in bocca.
Il mio ospite esce dal mio culo, mi sdraio sull’erba. Si inginocchiano tutti e tre vicino al mio viso, si masturbano. Ho la bocca aperta.
Vengono uno ad uno, sborrandomi fra le labbra. Ho la bocca piena, una quantità enorme di sperma sulla lingua. Ingoio il tutto.
Il tempo di riprendersi, rinfrescandoci con qualche cosa d’altro da bere.

Salutiamo Spina ed Iris, devono rientrare. La donna li accompagna alla loro auto ed al cancello.
Torniamo anche noi verso casa, siamo tutti abbastanza stanchi, ci diamo appuntamento per la mattina seguente.
“Se domani vi va, prima che partite ci possiamo divertire ancora un po’” ci dicono entrambi, guardo Fabri, acconsente
“Si certo, a domani allora, buonanotte”
Mi sveglio che è quasi mezzogiorno, Fabri è già sveglio, sul balcone a fumare. Mi trucco e mi vesto e scendiamo dopo aver chiuso i nostri bagagli.

I nostri ospiti sono svegli da un po’, l’altra coppia è già partita. Restiamo noi quattro a chiacchierare un po’, seduti in giardino, all’ombra, la donna mi chiama a se e mi chiede di seguirla un attimo
“Julia, a mio marito piacerebbe averti per se per un’oretta prima che andate via, lui da solo, sempre che a te vada bene”
“Per me non c’è nessun problema e tu? Ti fai Fabri?”
“Se a te non dispiace si”
“Certo che no, va bene, digli al tuo uomo di raggiungermi nella stanza fra quindici minuti”
“Ok va bene, divertitevi”
“Anche voi due” ci sorridiamo con complicità, vado nella stanza, apro nuovamente la borsa e indosso un reggicalze con le calze, reggiseno, perizoma, mi sdraio sul letto ed aspetto.

Cinque minuti e bussano alla porta
“Posso?” è lui
“Si entra pure” entra. Chiude la porta, si spoglia e sale sul letto.
Mi faccio scopare in bocca e culo per più di un’ora. A suo piacimento. Viene due volte, entrambe in bocca.
“Sei proprio una porca stupenda, è da sempre che volevo farmi una trav. Poi quando ti ho vista la prima volta a Milano ho fatto di tutto per conoscerti” sorrido e lo ascolto “Spero di vederti ancora, ti lascio una mia mail ed un numero di cellulare” scrivo il tutto “Ovviamente bisogna organizzare sempre con molta discrezione, data la mia posizione, puoi venire anche da sola, oppure con il tuo uomo, se sei da sola procurerò un paio di stalloni per mia moglie”
“Capisco, non preoccuparti” gli do un bacio sulla cappella “Onorevole sarò la sua troia personale” un altro bacio sulla cappella
Mi sto rivestendo e lui resta in piedi a guardarmi.

Ho già il vestito addosso. Si avvicina, mi prende con una mano il viso e mi bacia in bocca, con la lingua. Sento la sua altra mano sotto il vestito, mi sta infilando qualche cosa sotto l’elastico dietro del perizoma.
Cerco cosa ha messo, dei soldi. Lo guardo
“Perché? Mica sono una puttana!”
“Non per quello, ma per il disturbo, il viaggio, prendili, mi offendo al contrario”
“Va bene, accetto, allora la prossima volta mi devi trattare anche come una puttana, ma sarò anche la tua padrona”
“Si, padrona e troia” scendiamo le scale, torniamo in sala.

Si apre anche un’altra stanza. La moglie è stravolta dopo la scopata con Fabri. Prende le nostre borse e le carica in macchina.
Ci salutiamo e partiamo. Abbiamo un po’ di strada da fare. Lungo il tragitto Fabri ed io ci raccontiamo del pomeriggio trascorso con i due ospiti, di come si è scopato la donna, di come mi ha scopata il suo uomo. Sono arrivata a casa che ormai era sera, tardi.

Ha organizzato un altro party, l’anno seguente, non ci sono potuta andare per una serie di impegni personali. Con lui però mi sono rivista altre volte, un paio di volte con Fabri e l’onorevole è stato mio schiavo, altre volte sono andata da sola e sono stata la sua puttana, mentre la moglie aveva altri cazzi per le mani. Sono sempre tornata a casa con un regalino nel portafoglio e, qualche volta, con un vestito in più nella mia borsa da viaggio.

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