Il massaggio della nonna

La storia che sto per raccontare è realmente accaduta a me la scorsa estate, per la precisione il 12 Agosto.
Una giornata caldissima in cui a casa arrivò la telefonata di un cugino di mia madre che la avvertì dell’improvvisa morte dello Zio Giacomo, che abitava a quasi 300 km da noi.
Immediata la partenza di mia madre, mio padre ed il nonno per l’ultimo saluto.
La nonna a causa delle sue non perfette condizioni di salute, rimase a casa con me.

Quella mattina mi ero svegliato con un fortissimo mal di schiena che quasi mi impediva di muovermi. La nonna se ne accorse ben presto e mi consigliò di trattare la zona con una pomata apposita.
Mia nonna, 84 anni, robusta, tette grosse, flaccide e con un gran culo… mi aveva sempre fatto fantasticare, ma fino a quel giorno non avevo mai pensato che potesse realmente accadere qualcosa di “bello”. Mi divertivo ad abbracciarla, sentire le sue tette contro il mio corpo.

Mi piaceva sfiorarle il culo fingendo fosse un contatto casuale, ma non avevo mai tentato di andare oltre.
Quel giorno ebbi un lampo di genio per farmi toccare un po’ dalla mia dolce nonnina. Avevo un dolore alla schiena, fortissimo… ma inventai che quel dolore arrivava fin giù alla gamba.
“D’accordo, adesso ci pensa la nonna, mettiti sul letto”
Così feci. Mi tolsi la maglietta e rimasi in pantaloncini.
Dopo qualche istante arrivò la nonna che, spremutasi un po’ di pomata sulle mani, cominciò a massaggiarmi la schiena.

Mi lasciai trasportare da quel dolce massaggio finchè la nonna mi chiese: “allora dov’è che scende il dolore?”
“Qui nonna”, le dissi… toccandomi la coscia e l’interno coscia posteriore. Mi abbassò i pantaloncini e cominciò a massaggiare.
Passarono appena pochi secondi e mi disse “forse è il caso di abbassare gli slip perchè non riesco a massaggiarti per bene”
Probabilmente feci una faccia stranita perchè la nonna poi proseguì “ti vergogni? sai quante volte ti ho lavato da piccolo? lo conosco bene il tuo passerotto sai?”
Sentendo quelle parole il mio pene ebbe un sussulto e lo sentii andare leggermente in erezione.

“Dai forza, non ti vergognerai della tua vecchia nonna? mi giro, ho capito…”
Si girò un attimo e mi abbassai completamente le mutande, prima di rimettermi a pancia in giù sul materasso
“Ma che bel culetto!”, esclamò divertita. “Dai nonna, arrossisco”.
E riprese a massaggiare. Prima il culo, poi la coscia, interno coscia… via così per 3-4 minuti quando forse per sbaglio, finisce troppo all’interno coscia e mi sfiora le palle. Mi lascio sfuggire un gemito di piacere e la nonna mi dice: “ti ho sentito sai… vuoi un massaggio extra?”
“cosa intendi?” le dico ridacchiando.

Mi ripreme con le dita le palle.
A quel punto non aspettai un solo secondo in più. Divertito mi girai su me stesso ed eccoci lì finalmente. La mia nonna con le mani unte di pomata ed il mio pisello, mezzo floscio, pronto a farsi coccolare da lei.
“Però… lo ricordavo più piccolo, complimenti nipotone”.
Vidi la nonna chinarsi, prenderlo in bocca con un veloce movimento di lingua e farmelo diventare durissimo nel giro di un attimo.

“Non penserai di divertirti da solo…” mi disse. Si alzò il vestito che indossava e le due enormi tette vennero fuori all’improvviso. Ero frastornato, non credevo a ciò che stava accadendo… e spinto dalla voglia di vederla completamente nuda le toccai la fica ancora nascosta tra i mutandoni bianchi.
“Fermo, quello è il premio finale”, adesso divertiti un po’ con queste, mi disse indicandosi le tette.
Salì a cavalcioni su di me e mi affondò la faccia tra le enormi tette.

Nel frattempo sentivo il mio pisello sfregare sulle sue mutande. Ansimavo, stavo godendo da morire… avevo paura di venire già così dopo poco tempo, la nonna forse lo capì, si fermò un attimo, smise di cavalcarmi e mi disse guardando il pene: “come pulsa… è presto per venire, ti rimassaggio la schiena”.
Sperava che il mio pisello si calmasse, ma averla lì mezza nuda e sapendo qual’era il premio finale… i miei 16 cm continuavano a svettare.

Non mi rigirai per farmi massaggiare la schiena. Rimasi lì, fermo… col pisello in tiro. La nonna con le mani unte iniziò a massaggiarmi prima le palle e poi l’intera asta. Ansimavo, ero felice, sarei venuto volentieri… ma facevo di tutto per distrarmi e per far durare il più a lungo possibile quei momenti.
Con gli occhi chiusi, completamente rilassato, lasciai che la nonna facesse del mio pisello qualsiasi cosa. Mi massaggiava il prepuzio dolcemente, poi scendeva lungo l’asta, poi ancora il prepuzio, il mio punto più sensibile, le palle… fino a quando cominciai a sentire una sensazione di caldo.

Riaprii gli occhi e la nonna si era seduta sopra il mio cazzo.
Accarezzandomi mi sussurrò: “è l’ora del premio, stai per esplodere”
Abbassai lo sguardo, fissai i suoi mutandoni ed in maniera sensuale se li calò. Eccola la sua fica, bella cicciotella.
Cominciò a muoverla sul mio pene, avanti e indietro, avanti e indietro…non ce la feci più. Sborrai copiosamente. 5-6 schizzi che finirono sul mio ventre.
La nonna un po’ affranta mi disse che le sarebbe piaciuto avere tutto quel ben di dio dentro di sè, ma per quella volta ormai era andata così.

Si rivestì ed uscì dalla camera dicendomi “quando vuoi un massaggio, basta chiederlo”.

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