Agata, l';ucraina.

Il primo contatto avvenne su una chat di incontri.
Lei è una donna Ucraina di quarantacinque anni, dalle foto pubblicate sul profilo molto piacente.
Capelli biondi tagliati carrè abbastanza lunghi, occhi di color ghiaccio, forse alta più di un metro e settanta, con quattro o cinque kg di troppo ma ben distribuiti, ne beneficiavano i fianchi e sicuramente un seno grande e accogliente.
Sono bastate poche parole in chat per capire che ci poteva essere del feeling.

Con la scusa che dovevo uscire di casa e non potevo continuare la conversazione colsi l’occasione per chiederle il numero, me lo diede senza problemi e io contraccambiai lasciandole il mio, era fatta.
Avevo davvero una bellissima sensazione, al di là della sua età, che per i miei gusti era perfetta, mi sembrava anche una persona interessante. Passai la giornata nello stesso stato d’animo di un bambino dopo aver aperto i regali di Natale trova proprio quello che desiderava…….

non vedevo l’ora di giocarci.
Arrivata la sera, di ritorno dalla palestra, dopo aver cenato mi poggiai subito sul letto e preso in mano il cellulare scorro la rubrica eccola: Agata.
Non perdo tempo a pensarci, le scrivo subito:
– Ciao Agata, mi hai lasciato il tuo numero prima, come stai?
– Bene bene grazie, sono nel mio letto a riposare, oggi ho lavorato molto
– Si anche io sono a letto, tornato ora dalla palestra, che lavoro fai?
– Lavoro come donna delle pulizie, non è tanto il lavoro ma sono gli spostamenti con i mezzi pubblici che mi affaticano!! Tu cosa fai?
– Io in questo momento studio solo, parli spesso con ragazzi della mia età?
– Si, mi capita di incontrare uomini più giovani di me, non sempre, comunque ho avuto diverse esperienze ma non ho mai rinunciato a frequentare ragazzi, mi fanno sentire più vogliosa
– Come mai sulla chat?
– Sai con una figlia e il lavoro non ho molto tempo, mi piace fare sesso e questo è il modo più comodo per me di conoscere persone
– Ammazza sei una che va dritto al sodo, è raro da incontrare in queste chat, le donne di solito ci grano parecchio intorno
– Si sono una che dice le cose per come sono
– Ti frequenti con qualcuno in questo periodo?
– Si ho un pio di persone con le quali mi vedono abitualmente, tu sei fidanzato?
– Io no, non ne ho neanche molte intenzioni, sto abbastanza bene da solo
– Ahahahaha ti capisco, io ho rinunciato ad incontrare un uomo, dopo il padre di mia figlia non ho più avuto compagni fissi
– Quanti anni ha tua figlia?
– Più di 14, tu come mai sei su questa chat?
– Mi piace incontrare donne più grandi di me e qui c’è occasione
– Ma potresti avere ragazze con seno e culo bellissimi, sodi, sai le donne grandi magari non sono toniche, magari hanno partorito……..
– Sisi lo so ma una cosa non esclude per forza l’atra, poi una Donna a letto dà soddisfazioni diverse da una ragazza e anche il rapporto è più affascinate, non so mi sento più eccitato
– Sono contenta che tu lo dica, solo nel parlarti già mi sto bagnando, mi è capitato di fare sesso anche con ragazzi di diciotto anni appena, mi piace insegnargli a scopare bene
– Cosa vuol dire per te scopare bene?
– Adesso ti devo lasciare, se lo vuoi sapere magari possiamo incontrarci e poi chissa……
– Ok, tu in che zone lavori?
– Io sono la mattina al centro e poi il pomeriggio lavoro in zona Roma est, vicino la fermata metro Quintiliani.

– Ah, io abito li in zona magari quando stacchi possiamo prendere un caffè?
– Dipende dagli impegni con mia figlia, ti faccio sapere adesso devo proprio andare ciao
– Ciao, un abbraccio
Senza accorgermene credo che fosse dall’inizio della conversazione che mi stavo accarezzando il pube facendo scorrere l’indice lentamente fino arrivare allo scroto. Continuai cosi per un po’ fissando il soffitto. Pensavo a lei, mi chiedevo della sua pelle, del sapore delle sue labbra.

Sapevo che se non mi fossi segato a dovere non mi sarei addormentato mai.
La mattina per me è fatta di gesti automatici, stiracchiarsi, lavarsi, mangiare, cellulare: lo accendo e squilla subito, era lei, Agata. Alle 9. 00 mi aveva inviato un messaggio su whatsapp: “mia figlia resta da una amichetta, ci vediamo alle 18. 30 davanti la metro, fammi sapere se ti va bene”.
Fui tentato di rispondere subito ma non volevo farle capire che quel suo sms aveva riempito il mio ego di felicità, quindi proseguii con la mia routine, con l’ansia che se non le avessi risposto avrebbe potuto prendere altri impegni.

Dopo pranzo le risposi: “per me va bene, 18. 30 nel piazzale davanti la metro”
Per chi non fosse di Roma o di quella zona di Roma, bisogna sapere che Quintiliani è la fermata metro più inutile della storia. Non ci sono uffici, non ci sono grandi centri abitati, solo qualche casa sparsa li intorno, parcheggi, prati ed edifici in costruzione da anni.
Seduto al mio posto non riuscivo a seguire una parola della lezione, ogni minuto controllavo se lei mi avesse risposto e quanto non guardavo il cellulare pensavo a lei, cosa dirle, come sarebbe stato.

Sembravo un novellino, va bene la passione per la fica, ma quella era quasi una ossessione. Quella Donna mi aveva eccitato a tal punto che ogni centimetro del mio corpo era proiettato verso di lei.
Salgo in macchina e anche se in anticipo mi dirigo verso la metro, una mezz’ora di traffico ed eccomi li con qualche minuto di anticipo fermo nel piazzale. Penso che anche se non c’erano altre macchine era giusto non farla trovare in difficoltà e che se avesse saputo dove andare, se fosse riuscita a trovarmi subito, sarebbe stato tutto più “normale”, come se già ci conoscessimo e allora la cosa poteva andare in discesa…… scesi dalla macchina e shittai una foto cosi che potesse sapere che macchina avessi e dove fossi parcheggiato.

Senza perdere tempo gliela inviai subito. Risalito in macchina iniziai a pensare che li vicino c’era un bar tranquillo a pochi metri sopra una salita, che potevamo lasciare la machina li, fare quattro passi…. pensai che potevamo scopare anche li in macchina, che non avevo i preservativi, dove fosse la farmacia, che forse li aveva lei…… lo squillo del cellulare interruppe i miei pensieri, era lei, mi aveva scritto “ok, 5 minuti e arrivo”….

Cazzo ci siamo solo cinque minuti, vediamo se ho trovato una piccola fortuna. Neanche il tempo di pensare e la vidi comparire dal lunotto anteriore. Era identica alla donna che avevo visto nelle foto, non aveva barato o messe foto finte o vecchie sul di incontri. Una bella donna, alta oltre un metro e settanta ma non giunonica. Stivaletti bassi neri, Leggins neri con toppe di cuoio su tutte le cosce, una camicia bianca e un piumino nero.

Apre lo sportello, mi allungo per aprirle la portiera sale su, allunga la mano: “piacere Agata” e mentre le stringo la mano mi stampa un bacio a stampo “piacere Luca, ahahahahah non perdi un attimo è” – “ no non mi piace perdere tempo” – “ senti agata c’è un bar qui vicino io ho voglia di un caffè, che ne dici facciamo due passi?” – “ va bene dai, cosi magari mi tiro un po’ su con le energie”.

Mentre ci incamminavamo osservavo quella donna dal portamento elegante e solare nei modi e nelle parole. Il suo accento non era invadente, e la sua pelle odorava di buono ma le sue mani rivelavano la sua età e la fatica del suo lavoro, curate ma sicuramente stanche e un pò sfatte.
“prego entra prima tu” – “ grazie” mi rispose lei sulla porta del Bar, “due caffè” – “subito signore, per la signora macchiato?” – “lei come fa a saperlo – rispose Aga- che a me piace proprio tanto prenderlo così” e mentre lo diceva mi fece un occhiolino seguito da un sorriso pieno di malizia e fascino femminile, sapeva che la desideravo infinitamente e voleva farmi proprio scoppiare.

Preso il caffè volle pagare lei, salutammo e uscimmo.
-“ allora che fai mi guardi mi guardi e non mi dici nulla? Che sei timido, vabbenee che sei giovane ma non sei piccolo sembri un uomo”
– “ sei una donna piena di fascino, oltre al seno, al pezzetto di carne che fai intravedere tra i bottoni della tua camicia, mi piacciono i tuoi modi di fare, poi io sono uno cauto, un passo alla volta”
– “si anche tu mi piaci, sei un bel ragazzo, poi mi sembri una persona educata, in 24 ore non hai mandato neanche un foto del tuo cazzo sul mio cellulare, mi hai stupita, di solito neanche si presentano, non mi dispiace capiscimi però non faccio la mignotta”
-“bhe se devo essere sincero non è che non mi sia mai venuto in mente ma ho pensato che potesse essere più bello aspettare per farti avere il piacere di scoprire tutto dal vivo se ne avessi avuta voglia”
-“ che dici fumamo una sigaretta in macchina”
-“si certo volentieri!”
Era la classica ottobrata romana, non faceva freddo ma il sole stava già calando ormai, ci sedemmo in macchina, le offri una sigaretta;
– “fumo le mie grazie, dopo il caffè mi piacciono solo le mie”
– “hai ragione anche a me”
– “con quanti uomini sei stata nella tua vita?
– “ ahahahah preferivo che mi chiedevi quanti anni ho, ahahahahah sono stata con più uomini degli anni che ho sicuro”
– “bhe sul tuo profilo c’era scritto 45”
– “no ne ho 48, quasi 49 e sicuramente ho avuto più di 50 di uomini nella mia vita”
– “bhe non è mica un difetto, basta non sentirsi mai usati o sporcati”
– “ no a me in realtà alle volte piace anche sentirmi cosi e cerco apposta uomini ciccioni o sporchi per sentirmi usata, ma mi succedeva più da giovane di andare a cercare i vecchi, quelli che ti scopano con lo sguardo e se ne fregano che sei più piccola della figlia, adesso devo compensare e allora vado con i giovani”
– “mi sembra una bella soluzione”
Mi afferrò la testa dietro la nuca e mi bacio, questa volta non a stampo, ci mise la lingua, inizio da subito con prepotenza quasi scopandomi la bocca con la sua lingua, con la sua saliva calda e copiosa, non mi andava di opporre resistenza volevo vedere questa donna cosa avesse da offrirmi fino in fondo, quali fossero i suoi desideri su di me, le sue fantasie, cosa voleva fare di me.

Mentre ci baciavamo le iniziai a slacciare qualche bottone della camicia e infilai la mano tra il suo reggiseno, parecchio stretto, e la carne. Sentii un capezzolo duro e dalle dimensioni davvero importanti, iniziai a girare intorno con il dito ma non riuscivo bene, il reggiseno mi costringeva la mano, lo sganciai, devo dire che è uno di quei fondamentali che mi esce davvero bene lo sgancio del reggiseno da sopra i vestiti.

Lo stesso fece lei con la mia cinta, con i bottoni dei miei pantaloni, per fortuna lo tiro fuori, ormai mi stava facendo male per la costrizione creata dagli sleep aderenti e dai jeans pesanti.
Mi sussurrò: “ uhmmmmmmm sei circonciso, mi piace succhiare i cazzi circoncisi”
Mi afferrò per i jeans tirandomi bruscamente verso di lei e lo prese in bocca, nuovamente con foga, senza risparmiare nulla, inizio ad ansimare e a spingerselo da sola in gola, io muovevo lentamente il bacino ma era solo un riflesso perché più giu di cosi il mio cazzo non sarebbe mai potuto arrivare Lo aveva ingoiato davvero tutto e non lo tirava giù a tratti ma lo teneva fisso fino in fondo e faceva dei cerchi con la testa, una professionista.

Per un attimo mi ricordai che stavamo in un parcheggio di una metro e anche se era quasi buio potevamo essere visti o ripresi da qualche cellulare indiscreto….. ma sticazzi.
Io le tenevo una mano semplicemente poggiata sul culo e l’altra sul finestrino.
Lei con la sinistra mi afferrò forte il cazzo e facendo uno strano rumore inizio a muovere la mano facendomi una sega mentre se ne teneva meta in bocca.

Faceva cadere la saliva copiosa sulla sua mano per poi con rapidi shitti della mano fin sopra la cappella la riportava tutta su e aspirando con la bocca risucchiava la saliva che aveva lasciato colare, molto di più che una professionista.
“Agata guarda che sono pieno, devo sborrare”
– “no fermo aspetta, voglio che mi sbori sui miei pantaloni, sulla parte i pelle dei miei leggins, mi piace vederla li sopra”
– “ok ma come faciamo”
– “mettiti inginocchiato sul tuo sedile, con il cazzo verso i me e ti faccio una sega, fidati sbori subito e tanto, poi la macchina la puliamo”
– “sisi figurati che mi frega della macchina, dai fammi sborare”
Mi misi come diceva lei, si sputò sulla mano sinistra e inizio a massaggiarmi le palle, poi si sputo sulla destra e inizio a masturbarmi, facendo attenzione di tenere le gambe unite e più rivolte verso di me possibile.

Mi masturbava veloce, iniziò a sfiorare il mio scroto con l’indice, poi iniziò a massaggiare l’ano, non mi era mai successo ma la lasciai fare, inserì poco più di una falange nel mio culo e non fece in tempo a fargli fare mezzo giro dentro che sbottai con fiotti di sperma sui suoi pantaloni, ma lei non smise, lo spinse tutto dentro a quel punto e diede quattro tirate secche al cazzo che si trasformarono in 4 spruzzi che finirono sul sedile decisamente oltre le sue gambe.

Sui suoi pantaloni ce ne era molto e il contrasto del mio sperma con il nero del cuoio dei suoi leggins devo dire che faceva davvero un grande effetto. Sbuffai dal piacere, con un dito raccolse lo sperma dal mio cazzo e lo avvicino alla bocca usandolo come se fosse rossetto- “uhm sei un po’ amaro, devi bere i succhi di frutta”
“ ahahahaha ma dai ma veramente?” “ non lo so a me piacciono le cose dolci, quindi fai tu, non vorrai mica farmi bere una cosa che non mi piace?” “ no no assolutamente da domani mattina a colazione solo succhi di frutta” “ ecco bravo il mio ebatʹ( credo fosse una parola ucraina), adesso io devo proprio andare a prendere la metro che si è fatto tardi, ci sentiamo per telefono, dai” “ok Aga”, le risposi.

Mi bacio a stampo e scese di corsa, aveva ancora i pantaloni bagnati.

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