Voglia di cose porche. parte 2

Quella settimana avevamo entrambi lavorato tanto, eravamo stanchi, ma più si avvicinava il week end più aumentavano i miei pruriti. Era arrivato il momento di realizzare almeno una delle nostre fantasie, e solo a pensare alla carica erotica che sentivo dentro, mi viene duro ancora adesso mentre scrivo.

Sapevo cosa volessi ma non sapevo dove potessi trovarlo. Per alcuni giorni mi piazzo al pc e cerco: “DISCOTECA TRASGRESSIVA”, “SERATA EROTICA”, “EVENTI HOT”, e tutto ciò che la mia mente riusciva a partorire pur di raggiungere il mio obiettivo.

Nulla, non trovai un bel niente nei paraggi ed avevo cominciato a rassegnarmi di dovermi affidare al fato; prima o poi sarebbe capitato e basta se proprio lo volevamo.

Proprio in quel momento però mi venne in mente che a poco più di un’ora da noi c’erano alcuni locali per scambisti. Un genere di locali di cui mi avevano parlato degli amici in passato, poiché ci avevano trascorso delle serate e si erano anche divertiti molto, mi ricordai della zona che mi avevano indicato in quanto da quelle parti se ne potevano trovare più di uno.

Premetto che nonostante gli inviti ricevuti, non ci ero mai voluto andare. Un po’ per pudore, un po’ per paura di trovare ambienti troppo squallidi, mi ero sempre rifiutato, e mai avrei immaginato di avere invece una smisurata voglia di andarci con la mia compagna. Già. Mi stavo scoprendo sempre più eccitato all’idea di partecipare con lei a quel genere di situazioni che mi avevano descritto con dovizia di dettagli.

Appena entrati, avevano pagato l’iscrizione (esosa per i single ma free per le coppie) ed erano stati accolti con garbo dal proprietario, un tipo sui 50, distinto, piacente, che li aveva subito condotti all’angolo bar al piano terra dove aveva offerto loro da bere.

Gli aveva poi spiegato il regolamento della sua associazione, e raccomandato il massimo rispetto per tutti e per la privacy di tutti, e man mano gli aveva fatto fare un giro della struttura. Finiti i convenevoli, qualcuno di loro aveva iniziato a ballare avvinghiato con le signore già in pista, ed aveva ben presto scoperto che erano tutt’altro che sole, i mariti infatti erano seduti ai divanetti per godersi le mogli fare le porche con degli sconosciuti; qualcun altro si era diretto al piano superiore ed aveva subito infilato il cazzo in un glory hole.

Pochi attimi e qualcuno dall’altro lato aveva preso a succhiarglielo con maestria, qualcun altro ancora si era ritrovato in una gang bang nel privé a scopare una perfetta sconosciuta desiderosa di farsi penetrare ovunque.

Nel locale c’era chi voleva avere un ruolo attivo ma anche chi era lì solo per masturbarsi guardando gli altri godere.
Insomma il paradiso delle cose porche.

Ricominciai a cercare e ben presto li trovai tutti.

Visitai i loro siti internet con l’impazienza e l’eccitazione di un bambino che sceglie i suoi regali di Natale. Immaginavo di trovare delle immagini delle serate ed invece, giustamente a tutela della privacy, c’erano solo le foto degli ambienti e l’elenco degli eventi in programma.

Clicco, sfoglio, scorro, analizzo, valuto, leggo recensioni.. mi sento quasi in ansia.. è una decisione importante, non vorrei rovinare la nostra prima volta con la scelta sbagliata.

Alla fine mi decido ed il venerdì sera chiamo per avere informazioni. Mi risponde un uomo dalla voce garbata, mi chiede se sappiamo come funziona, se sono un single o in coppia, se fosse la nostra prima volta, “Sa glielo chiedo per evitare di accettare prenotazioni da più persone provenienti dalla stessa zona”. Mi sentii rassicurato dalle sue precauzioni, perciò confermai la prenotazione di un tavolo per una coppia al sabato sera.

Ero eccitatissimo.

Non vedevo l’ora. Finalmente stavamo per realizzare il nostro sogno erotico.
Decisi di non dire nulla a Sveva fino al giorno successivo. Aspettai impaziente l’arrivo del pomeriggio di sabato per inviarle un messaggio.
“Stasera ti voglio sexy, fammi vedere tutto ciò di cui sei capace!”
“Che intenzioni hai?”
“Divertirmi e vedere fin dove siamo capaci di arrivare”
“Ok”

La sfida era iniziata. Sentivo già la pressione aumentare nel mio pantalone.
Arrivò la sera e passai a prenderla.

Uno squillo e lei uscì.
“Cazzo quanto è bella!” pensai, aveva addosso un vestitino di pelle nera, aderentissimo e scollato da farla sembrare nuda. I capelli ricci biondi selvaggi, le sue bellissime gambe lunghe erano senza calze ma lucide d’olio idratante, mentre ai piedi aveva dei sandali aperti senza tacco intrecciati sopra a mo’ di schiava. Solo a guardarla avevo il cazzo talmente duro che mi faceva male!!

Aveva il passo leggero e fiero mentre si avvicinava alla macchina, era elegante e graffiante come una leonessa; mi fissava per eccitarmi e sentiva che ci stava riuscendo alla grande.

Quando entrò non potetti resistere, la baciai con foga e le misi immediatamente la mano sulla coscia.. era liscia e unta, se non ci avesse aspettato di meglio, l’avrei presa lì dov’eravamo!
“Sei uno schianto” dissi.
“Grazie”
E partimmo.

Mi raccontò di quanta fatica avesse fatto a trovare qualcosa di adatto, che si era dovuta arrangiare (“E menomale!” Pensai) poiché non aveva trovato ciò che avrebbe voluto indossare, e che aveva anche chiamato un’amica (Una gran golosona!) per farsi consigliare su cosa indossare, e che persino quest’ultima, che di remore di solito non ne ha, le avesse chiesto se fosse sicura di mettersi così in mostra.

Intanto avevo imboccato l’autostrada, e la mia mano non si era più scollata dalla sua coscia; continuavo ad accarezzarla e stuzzicarle il clitoride col mignolo, affondando colpi delicati ma decisi. Si parlava di questo e di molto altro quando le chiesi: “Me lo cominceresti a fare un pompino? Sono eccitatissimo!”. Mi sorrise col suo magnifico sorriso quando è imbarazzata ed eccitata. Mi sbottonò il pantalone, mi tirò fuori l’uccello non senza difficoltà visto che era in erezione già da un po’, e mentre si stava piegando ed avvicinando con la bocca al mio cazzo mi chiese: “Dove mi porti?”
“A scopare!” risposi.

Socchiuse gli occhi, si lasciò andare in un gemito voluttuoso di piacere, e cominciò a succhiarmelo come se non ci fosse un domani. Su e giù, su e giù a bocca spalancata, tanto che sentivo il glande penetrarle la gola. Avevo l’uccello completamente zuppo della sua saliva e lei che non smetteva di succhiarlo e leccarlo vorticosamente, ma dovevo anche stare attento alla strada e non fu affatto facile, anche perché poi prese a giocare con le palle e solo lei sa quanto il suo modo di massaggiarmele con la lingua e con le mani mi faccia godere.

Cominciai a sentire le tipiche contrazioni allo scroto che precedono una copiosa sborrata ed in pochi istanti le inondai la faccia e la bocca. Fu particolarmente brava perché per non sporcarmi i pantaloni cominciò a leccarmi ovunque per ripulire tutto.
“Brava amore mio, puliscimi bene che voglio essere impeccabile adesso che arriviamo!”.

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