UN LAVORO PER IL FIGLIO DI LIVIA 1

Avevo conosciuto Livia in chat, 42 anni, infermiera,era divorziata, si era sposata molto giovane ed aveva un figlio ormai grande, di 23 anni con un uomo di 15 anni più vecchio di lei. Ci incontrammo dopo la prima sera di chat, al porto nautico di Pescara, alta 1,70 , magra ma con le rotondità giuste, capelli neri corti, tacco 12 che metteva in risalto le sue gambe affusolate che si intravedevano attraverso lo spacco della gonna nera stretta, una camicetta rossa attillata su un seno terza misura.

Dopo i saluti con tanto di baci sulle guance e le mie mani che l’aveva presa per i fianchi mentre la baciavo e che avevano sentito dei fianchi morbidi che me lo avevano già fatto diventar duro, ci accomodammo in macchina. Era il tramonto, cominciava ad imbrunire. Parlammo dei noi , ci raccontammo rapidamente le nostre storie, con la mia mano sulla spalliera del suo sedile che poco per volta era poi scesa sulle sue spalle, fino a quando , finiti i discorsi di rito la bacia e lei rispose subito, aprendo la bocca , lasciano la mia lingua intrecciarsi con la sua mentre le mie mini aprivano i bottoni della camicetta e alzavano il reggiseno, alla ricerca dei capezzoli….

piccoli, già duri, scuri su una piccola aureola…. rispondeva a tutto il mio palpare e alla mia bocca attaccata alla sua, il respiro che saliva, doveva avere molte voglie in sospeso…. la mano cominciò a correre sotto la gomma, lo spacco si apri, i due lembi sovrapposto della gonna si aprirono, calze nere velate autoreggenti, la mano era già arrivata alle mutandine di seta nera, bagnate all’inverosimile,,, al tocco della figa attraverso la seta lancio un primo mugolio e finì di aprire le gambe che non erano più serrate da appena avevo iniziato a baciarla e stringerle le tette… le nostre bocche si erano staccate , ansimava muovendo la testa mentre le mie dita salivano e scendevano sulle grandi labbra che oramai aveva infradiciato completamente le mutandine con i loro umori….

“Andiamo da me ” le dissi “c’è un bel letto che ci aspetta” ” “No, no..ahh..” rispose lei iniziando a godere intensamente…. pensai di rinviare l’invito a poco dopo, continuando il lavoro di mani sulla sua figa…. iniziai a sfilarle le mutandine, lei sollevo le chiappe sode dal sedile per facilitare l’operazione, le mutandine scivolarono fino alle ginocchia lasciano scoperto il suo pelo nero, curato che le ricopriva la figa….. era irto, fitto… due dita le penetrarono la figa con decisione, tutte , “Ahh, ….

Ahhh… ” godeva muovendo indietro la testa, le cosce ormai ben aperte, belle , ben tornite, una calza che aveva iniziato a scivolare sulle coscia fino a metà lasciando una pelle leggermente abbronzato…. colava di umori in maniera esagerata—- continuando a spingere le dita dentro e fuori dalla sua figa sbottonai la patta e liberai il cazzo oramai duro e diritto , lo guardo mentre si mordeva il labbro e l’afferro con una mano iniziando a segarlo….

via via che aumentavo il ritmo della masturbazione girando e rigirando le dita dentro quella figa pelosa che ormai grondava con una abbondanza sorprendente lei aumentava il ritmo della sega, continuammo cosi per diversi minuti con lei che dimenava la testa e irrigidiva le cosce muovendo sul sedile e lanciando grida sempre più forte…… il cazzo mi scoppiava, non volevo sborrare cosi, volevo scoparla… la fermai e liberai l’arnese dalla sua stretta , cominciò allora a toccarsi il seno a stringendosi i capezzoli mentre con l’altra mano afferrava il sedile stringendolo forte….

la mia mano continuava, adesso le dita dentro erano diventate tre e l’altra mano stringeva una coscia con forza “Andiamo a scopare…. ” “No, no”ripetè tra i tanti gridolini e la testa che andava da tutte le parti….. dopo poco venne potentemente, alzando il culo dal sedile irriggidendo le cosce , urlando un lungo “Ahhhhhh…” ed afferrando con entrambe le mani il braccio della mano che l’aveva ridotta una straccio grondando di liquido….. pochi istanti di tranquillità con lei che ansimava forte e dio che la guardavo e stavo per ripetere il mio invito a raggiungere il mio letto che lei tuffò la bocca sul cazzo che stava diritto e con una cappella rossa che pulsava dalla voglia di scoppiarle dentro inziando un fantastico pompino accompagnato da una sega delicata di mano….. le labbra circondavano il mio cazzo con una fantastica pressione, ritmo che cresceva , esplosi in una sborrata esagerata nella sua bocca che continuò il saliscendi rallentando gradualmente il ritmo fino a trasformarsi un una superba succhiata e leccata di pluzia dopo aver ingoiato tutto quanto le avevo sparato in bocca….

“Fantastico ma avrei voluto volentieri riempirti la figa…. ” le dissi guardando la negli occhi “Forse una delle prossime volte”…. si ricompose e disse “Devo andare, ho un impegno…” Ci rivedremo? “Non lo so” rispose “sentiamoci in chat”
Chattammo per diverse sere , troppe per i miei gusti, quell’incontro mi aveva messo dentro una grande voglia di scoparla…..ma ad ogni invito a venire da me per riprendere il discorso cosi bene iniziato in macchina la risposta era sempre un rifiuto.

Arrivo il giorno in cui il discorso in chat arrivo su suo figlio…. triste perchè non trovava lavoro…. “Puoi aiutarlo? ” mi chiese… all’epoca era dirigente di una multinazionale, certo che avrei potuto…. e questa fu la mia risposta “….. ma devi venire a letto con me” aggiunsi subito. La risposta fu un no e la cosa andò avanti per 3 sere di chat in questo modo, fin quando alla fine, abbastanza incazzata disse “va bene”.

Concordammo per il giorno dopo, da me, nel pomeriggio……continua.

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