Quella volta con il biker

L’ animo sportivo, lo aveva sempre avuto, ora la sua ultima passione, era la mtb, stupende gite nei boschi fuoriporta, a pochi km da casa, in compagnia, oppure anche da sola con il suo lui, con il quale, più di una volta, si era divertita a farsi cavalcare, in posti inconsueti, raggiunti proprio grazie all’ uso della mtb.

Quel giorno, il suo uomo, dovette dar forfet, perché bloccato a letto con il mal di schiena, ma lei voleva farsi il solito giro nei boschi, approfittando della bellissima giornata.

Lui aveva provato a farle cambiar idea, più che altro, per il fatto che in 2 ci si aiuta, ma una ragazza, da sola in giro nei boschi …. può facilmente trovarsi in situazioni scomode, fosse anche solo per un guasto alla bici, ma lei non demordeva, oramai era come drogata di mtb, non ne aveva mai abbastanza.

Così, inforcata la bici, partì per una nuova avventura, alla ricerca di nuovi sentieri da esplorare, e nuovi panorami da fotografare col telefonino.

Il giro, prometteva bene, aveva trovato nuovi sentieri mai percorsi, dietro un apertura tra i rovi, un percorso un po’ azzardato, per una donna sola, in mtb, in un posto sconosciuto e solitario, ma la voglia di azzardare era tanta.
Erba alta, e rami sui sentieri, facevano aumentare la fatica impegnata, ma il posto ne valeva, nessuno in giro, solo il canto di volatili e qualche scoiattolo curioso sui rami, erano l’ unica cosa che la circondava.

Poi ad un certo punto, un casolare semidiroccato, con a fianco un tavolone di sasso con relative panche dello stesso materiale.

Quale miglior occasione, per una sosta pipi, in tutta tranquillità. Si fermò tra i ruderi, si guardò in silenzio e decise dove farla, quindi via i pantaloncini da ciclista, e sfogò i suoi bisogni fisici. Poi decise di sedersi sulla panca, senza calzoni, per far asciugare le labbra della fica, ancora umide e arrossate dalla sella.

Il sole era piacevole, e lei prese a giocare con le labbra della arrossata fica, un po’ per farle asciugare, e un po’ per il piacere che il sole tiepido portava in mezzo alle cosce. In breve, il gioco sulle labbra, si trasformò in un frenetico ditalino, nel pieno silenzio della natura.

L’ unica cosa che si sentiva, era il respiro affannato della porca che si sditalinava con una frenesia mai provata, alternava lo sfregamento del clitoride gonfio, alla penetrazione di quante più dita riuscivano ad entrare nella fica larga e fradicia di umori ….

Poi d’ un tratto, l’ orgasmo breve, ma intenso che la fece tremare tutta.

Un attimo di respiro, e si infilò i calzoncini per tornare, ma la fica arrossata, le dava fastidio, schiacciata sulla sella. Pedalava con fatica, anche per le gambe molli dalla goduta, in un attimo, per scartare un ramo enorme nel sentiero, scartò nell’ erba alta, e lì accadde il guaio, non si accorse subito che una spina, aveva forato la ruota davanti.

Imperterrita, nel suo incedere, ritornò sui sentieri più frequentati , ma pian piano la gomma si afflosciò, fino al punto di doversi fermare. Dato che non siè mai visto che una ragazza, sappia cambiarsi la cameradaria, tirò fuori il telefono, per cercar aiuto a casa, cosa impossibile da farsi, perché nei boschi frequentati, non arrivava il segnale.

Armata di buona volontà, sconsolata e incazzata, iniziò a camminare verso casa, anche se a occhio e croce, dovevano essere una decina di km.

Dopo una mezzora di strada, spingendo la bici, finalmente intravide un altro ciclista, forse il buon samaritano ….
Quando questi fu vicino, si accorse, che non era il solito biker agguerrito che si incontra, bensì un ometto sulla sessantina, con una mtb da mercatone, però fornito della immancabile borsetta porta atrezzi, quindi ugualmente utile.

Ci volle poco, alla maliziosa biker, a convincere il tipo, a fornirgli assistenza, qualche parola sussurrata e qualche moina, ebbero l’ effetto di far si, che il ben capitato, impegnasse la sua camera d’aria di scorta, per la poverina.

In un attimo, fu tutto sistemato, e allora, lei che si sentiva in debito disse “ Non so come ringraziarla, purtroppo sono senza soldi, ma se mi dice dove possiamo trovarci per una birra insieme, non ci sono problemi. ”

Il buon samaritano, sorrise, e senza troppi giri di parole, abbassò i calzoni, lasciando cadere in balia della forza di gravità, un cazzo molle ma di discrete misure, dicendo che un servizietto ai gioielli, poteva bastare.

La porca, con ancora la fregola nella fica, restò senza parole, dimostrando però riconoscenza, per l’ operato del ometto, senza il quale, ora sarebbe ancora intenta a spingere la bici, si abbassò al livello del cazzo estraneo, e lo prese in mano con una, mentre l’ altra accarezzava i testicoli.

Vuoi la novità, vuoi l’ eccitazione per una bella ragazza estranea che stringe ciò che di più hai a cuore, ….

Il cazzo moscio, ben presto prese forme cilindriche, che neanche lui si ricordava di avere.
La porca, si trovo in un attimo un gran bel cazzo tra le mani, e fu un piacere, iniziare una poderosa sega al cazzo rinvigorito. E più segava, e più si induriva, accompagnato dai mugugni del fortunato soccorritore, che mai si sarebbe aspettato, da una gita in bici

La cosa si faceva …. Interessante, tant’ è che lei, infilò la mano sinistra dentro i calzoncini, ad accarezzarsi la fica, che stava tornando larga e umida.

La cosa fece intostare ulteriormente il cazzo che teneva in mano, facendolo arrivare a dimensioni inaspettate, non tanto largo, ma bello lungo, soprattutto,con una cappella di notevoli dimensioni, praticamente un fungo.

La porca, tirò fuori la mano dalla fica fradicia, per poter prendere il cazzo a 2 mani e poterlo menare con foga, ma il tipo, prese la mano di lei per annusarla, e dato che era ancora umida di umori vaginali, prese a leccarla, come un cagnolino.

Questo diede una scossa alla maiala, che mollò la presa, per raggiungere con la mano la borraccia dell’ acqua, e ne versò un po’ sulla grossa cappella, così da poterne assaporare la consistenza in bocca.

La scena che si presentava era così composta: un uomo di età avanzata, che leccava la mano di una ragazza inginocchiata davanti al suo grosso cazzo, con tutta la cappella nascosta in bocca, mentre con la mano libera faceva una poderosa sega aspettando lo schizzo finale.

Cosa che successe di lì a poco, perché aumentando il ritmo della sega e delle leccate al grosso fungo, l’ uomo comincio a tremare, e lei si tirò in dietro giusto in tempo, per evitare di soffocare a causa della abbondante colata di sborra calda, che usci senza schizzare.
Dopo una piacevole strizzata alle palle ed un ultimo accenno di sega, la biker, ringraziò per la camera d’aria, che le permise di tornare a casa senza dover camminare fino allo stremo delle forze.

Naturalmente senza che il suo lui, sapesse dell’ accaduto, che per prima cosa, la baciò in bocca, la stessa bocca che si era appena ingozzata di cazzo altrui.

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