Lisa buco stretto

“Aia!” urlò Lisa a squarciagola.
Io ritrassi la punta e le sussurrai “scusa amore”.
Ripresi a baciarle la schiena.
La giovane troietta bionda mi stava distesa sopra con la schiena poggiata al mio petto. Io comodo sul letto la tenevo in braccio guidando la sua galoppata sul mio uccello.
Era fantastica Lisa. Bionda, bellissimi occhi azzurri, minuta dal fisico perfetto.
Un peccaminoso gusto nel vestire con minigonne cortissime da cui sbucavano le calze autoreggenti che la troietta teneva anche quando scopavamo prolungando il mio piacere.

Erano sei mesi che stavamo insieme e non si era mai risparmiata.
Scopare ci piaceva e lo facevamo il più possibile e nei modi più strani.
All’inizio era stato solo in macchina, dentro la macchina ma anche fuori con lei a pecorina sul cofano poi, senza troppi problemi avevamo cominciato a farlo in camera sua.
La madre, Agnese, una vedova 45 enne molto simpatica mi aveva subito accolto bene e quando la prima volta ci eravamo appartati in camera di Lisa non ci aveva disturbato ne fatto commenti.

Che stessimo scopando era evidente tanto più che Lisa quando veniva mugugnava così forte che probabilmente la si sentiva anche in cortile.
Agnese però non me lo aveva fatto pesare. Come se fosse una cosa accettata dopo la chiavata io e Lisa ci facevamo una bella doccia e scendevamo da lei in salotto a bere un the tutti assieme.
Qualche parola di circostanza, un ringraziamento alla padrona di casa, un bacio a Lisa e tornavo a casa.

L’iniziale imbarazzo di sapere che sua madre mi sentiva aprire la fica di Lisa come una cozza era presto stato vinto e ormai vivevamo serenamente la nostra sessualità.
Che brava donna la signora Agnese, comprensiva, simpatica e per di più anche bella.
Certo il suo viso mostrava tutti i segni del tempo di una donna che ha dovuto crescere la figlia da sola lavorando e faticando tutto il giorno ma le gambe, sempre in bella vista sotto a gonne molto corte erano davvero sode e ben tornite.

Anche il seno, pensavo una quarta, era uno spettacolo e non mi era mancato di fissarglielo sotto al vestito con notevole interesse.
Una volta avevo chiesto a Lisa se la madre frequentasse qualche uomo e lei mi aveva detto che la madre praticamente non usciva di casa, per di più in un paesino piccolo come il loro se si fosse data da fare sarebbe presto stata una cosa di dominio pubblico.
Dissi a Lisa che mi pareva strano che una donna ancora così procace rinunciasse con tanta facilità al sesso e anche Lisa mi ribadì che pensava fosse più per un problema di maldicenza che per una vera mancanza di voglia o di occasioni.

“Magari si sgrilletta quando dormo” mi disse ridendo.
Risi anche io ma a immaginarmi Agnese a gambe larghe con le dita in vulva mi ridivenne durissimo e Lisa ne subì piacevolmente le conseguenze.
Tutto meraviglioso con la futura suocera accondiscendente e Lisa sempre calda.
Tutto a parte una cosa.
Il culo.
Ci avevamo già provato un paio di volte, sia con una crema, che con la saliva. Glielo avevo anche leccato a lungo, infilato un dito, sborrato sopra ma nulla da fare.

Il mio cazzo lo ammetto è bello largo ma il culo di Lisa era proprio una fessurina assurda.
Insomma non ci passava.
Così anche quel giorno appena aveva provato a poggiarsi la cappella sul culo e a sedersi piano piano facendoselo scivolare dentro eccola soffrire come una cagna maltrattata.
Così smettevamo e passavamo ad altri buchi.
Lei però sapeva che la cosa mi mancava, che fottere nel culo era un piacere che suo malgrado doveva negarmi e così spesso si sforzava e sorridendo mi diceva “Dai amore riprova”.

Così feci, più deciso ma il risultato fu un urlo di dolore che arrivò fino alla strada.
Fui lesto a ritrarlo e subito le scivolai nella fica per farle dimenticare il dolore facendola godere.
Ma, probabilmente, quel rumore era stato troppo forte e minaccioso.
Così la porta si aprì di slancio e apparve Agnese.
La fissai. Lei ci fissava.
Certo non facevamo nulla che lei non potesse immaginare ma un conto è sapere che le stai scopando la figliola un altro fissarla mentre saltella su e giù con un cazzo piantato dentro.

Si perchè va detto che Lisa, presa dalla furia dei sensi, non aveva mica smesso di cavalcarmi.
La madre la fissava e lei tranquilla se la spassava con la fichetta bagnata.
C’era quasi da mettersi a ridere a vederle mentre parlavano tranquillamente come se nulla fosse.
Tra un gemito e un sospiro Lisa tranquillizzò sua madre e le spiegò tutto senza mai smettere di farsi scorrere il mio cazzo in fica.

Agnese di fronte a noi, probabilmente osservando il mio uccello duro che entrava e usciva dalla gnocca della figlia ascoltava paziente come se nulla fosse.
Lisa senza tanto girarci attorno le spiegò il problema del culo stretto. Io impassibile stavo fermo a godermi la patata calda ma le mani erano immobili lungo i fianchi. Non osavo palparle le tette, non con la madre lì, almeno quello.
E poi sorpresa.
Con un unico gesto Agnese afferrò il vestitino intero e corto blu a fiorellini, se lo sfilò dalla testa e lo poggiò sul letto.

WOW.
Sorpresa numero uno. Sotto al vestito Agnese non indossava nulla. Proprio nulla.
Sorpresa numero due aveva delle tettone stupende.
Certo in vita c’era un po’ di ciccia in più e qualche rughetta ma cazzo che donnona.
E che bella ficona pelosa!
“Tu hai finito amore?”chiese mentre io la mangiavo con gli occhi.
“Si mamma grazie” rispose lei come se le avesse chiesto la cosa più banale del mondo.

In effetti Lisa era appena venuta e gocciolava ancora.
Agnese si mise sul letto di fianco a me a pecorina mostrandomi il culo. Si prese una chiappa per mano e le spalancò più che poteva.
Lei si che aveva un buco adatto al mio cazzo.
Ma io ero ancora bloccato da Lisa che mi fissava.
In fondo era sua madre.
“Hai visto che brava la mamy. Lei che è bella aperta ti fa quello che ti piace tesoro mio” mi tranquillizzò la troietta.

Non me lo feci ripetere ancora.
Mi misi alle spalle della donna e glielo piantai dritto nel culo.
Certo era bella aperta ma io in fatto a diametro mica scherzavo.
Sentivo che godeva e godette ancor di più quando schizzai prepotentemente in quel culone da troia.
Ero così eccitato dalla situazione che però non persi un colpo. L’uccello ancora duro glielo poggiai sul pelo della vulva “Ti spiace se entro anche qui”.

“O sarebbe stupendo” disse la vecchia e Lisa per incoraggiarmi a farlo mi si avvicinò, mi abbracciò e mi mise la lingua in bocca iniziando a limonare con amore.
Scopai Agnese in fica, facendola venire più di una volta e quindi tornai a Lisa che si prese la sua parte a gambe larghe accanto alla madre che per eccitarla ancora di più le succhiava delicatamente i capezzoli.
Poi tornai ad Agnese e le inondai ancora la fica.

Persi il conto del tempo che passavamo a chiavare e alla fine esausti in un mare di sborra, umori e sudore ci ritrovammo nudi in salotto a bere il the.
“Forse è ora che torni a casa” dissi.
“Davvero devi proprio tornare ogni sera in quel mini appartamento da solo?” chiese Agnese.
“Già -disse Lisa- potresti venderlo, portare la tua roba qui… Così oltre che di giorno mi avresti anche tutta la notte”.

“Ci avresti” precisò Agnese che per sottolinearlo spalancò le gambe rimettendo in bella evidenza la sua vulva”.
E mi venne di nuovo duro.
Loro lo capirono e si misero entrambe lingua contro lingua a lapparmi il cazzo. In pratica si baciavano col mio cazzo a separarle appena.
Poi si passò al vero pompino.
Agnese aprì la bocca e ingerì per intero la cappella, Lisa per aiutarmi mi leccava ben bene i coglioni.

Tornammo a letto a far sfogare quella dura erezione…
Restai da loro tutta la notte…
Il mattino dopo, ovviamente misi in vendita l’appartamento e mi stabilii da Lisa e Agnese per tutte le notti da lì a venire.

Fine.

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