Le mie storie (55)

13 marzo. È passata poco più di una settimana dalla partita del Napoli e soprattutto dal dopo partita (la storia precedente ha un’errata corrige nella data di febbraio, naturalmente parlavo di marzo). Davide per tutta la settimana mi ha bombardato di messaggi, dicendo che farlo da dietro era stato meraviglioso. Ho capito che avrebbe voluto rifarlo quanto prima, anche se nei nostri dialoghi gli facevo sempre presente che il sedere ha un’elasticità minore della fica, quindi bisogna andarci cauti.

Ma allo stesso tempo vedere l’esuberanza di un ragazzo di poco più di vent’anni, che scopre grazie a te una cosa nuova nel sesso, beh un po’ gratifica. Questo periodo della mia vita, mi sento leggera, senza pensieri, anche molto giovane; un po’ la stessa sensazione di quando l’estate scorsa sono stata a Cuba con Renata. Così quando lunedì mi scrive dicendo che verrà a casa mia dopo cena, sono emozionata oltre che eccitata.

Incredibilmente voglio farmi “bella” per così dire, per lui. Così decido di dare fondo alla mia poca femminilità e dopo aver alzato il calorifero (visto che sono freddolosa), tiro fuori dall’armadio il mio arsenale sexy (non credete che sa cosa sia, è molto molto risicato), figlio di un’uscita settembrina con Renata appena tornate da Cuba. Decido per le solite autoreggenti ma con la riga dietro nera, un perizoma nero semitrasparente e infine una gonnellina scozzese rossa che avrò avuto da almeno una quindicina danni nell’armadio senza metterla mai (comprata a Londra).

Sopra dopo un paio di prove, scelgo per caso una maglietta nera a collo alto che, senza reggiseno sotto, mostra le tettone in trasparenza. Poi naturalmente indosso la vestaglia anche perché guardandomi allo specchio, mi do da sola della zoccola (ridendo). Mangio un toast velocemente ed accendo la televisione aspettando che arrivi. Verso le nove, lo squillo del citofono mi fa battere il cuore più velocemente delle altre volte, non so perché, forse per le aspettative che lui ma anch’io riponiamo nella serata.

È proprio in questi momenti che torno ad essere la ragazzina diciottenne alle prime esperienze. Neanche il tempo di fargli bussare il campanello che apro la porta. Lui sorride e tira fuori una shitola di cioccolatini (di quelli artigianali per i quali impazzisco letteralmente). Mentre si toglie la giacca, io mi apro la vestaglia, tentando di farlo in maniera sensuale, ma in realtà mi riesce malissimo. Per fortuna il risultato è diverso dal gesto, infatti lui resta letteralmente a bocca aperta e si fionda su di me con tutto il suo metro e ottanta e più.

Mi appoggia al muro e infila la mano dietro la coscia per allargarmela e alzarla contemporaneamente. Io resto come al solito stupita per un attimo, poi appena sento la sua lingua incrociarsi con la mia, comincio ad eccitarmi. Mi aggrappo letteralmente al suo bacino con le gambe, lui ha ancora i pantaloni abbottonati, ma mi tira su la maglietta e comincia a succhiare i capezzoli alternativamente. Con la mano riesco a sbottonare il suo jeans, per un attimo fermo la sua irruenza, il tempo di farglielo cadere giù, poi gli tiro fuori l’uccello e me lo appoggio sulla fica.

Il tempo di sentir premere la sua cappella contro lo slip che la sua mano destra si fionda sul bordo destro del perizoma per sfilarmelo. Riesco a togliere 1 gamba, l’altra resta con la mutandina all’altezza del ginocchio. Mi solleva di nuovo ed incomincia a scoparmi tenendomi letteralmente sollevata da terra con le sue braccia. Mai come questa volta lo sento dentro di me; mentre ci baciamo mi sussurra all’orecchio” lo sai cosa voglio vero?” Io non gli rispondo e gli dico di continuare a muoversi fin quando non godo, il tempo di poggiare nuovamente le gambe per terra che lui mi viene sulla fica.

Mi siedo per riprendere le forze, dopotutto non sono più abituata a certe cose, lui si pulisce tutto soddisfatto e mi passa un fazzolettino di carta. Mentre va in cucina a prendersi da bere, io cerco di togliere da terra “la sua felicità” che in genere è piuttosto copiosa; mi fa i complimenti per l’abbigliamento dicendo che questa versione “scolaretta” lo eccita molto. Io intanto vado in bagno a farmi un bide, anche perché non mi piace essere tutta azzeccata di sperma.

Ritorno in sala e vedo che ad un paio di domande stupide non mi risponde. Gli chiedo se sia arrabbiato per qualcosa (in realtà so benissimo il motivo di quei silenzi), mi risponde a mezza bocca ed accende la televisione. So che lui è venuto oltre chiaramente per il piacere di stare con la sottoscritta anche per il mio culo che deve essergli piaciuto particolarmente la settimana prima. Così lo vedo in penombra con le gambe allungate sul divano, penso a quanto mi stia facendo sentire bene, sia fisicamente che psicologicamente, a quanto mi senta ventenne in questo periodo; allora decido di prendere l’iniziativa.

Mi frappongo tra lui ed il televisore, gli sorrido, mi giro ed improvviso un maldestro twerking, sollevandomi la gonna per sbandierargli il mio sedere. Lui ride, mi tira a sé e mi confessa che gli piaccio anche perché sono simpatica. So benissimo di esserlo, è stata sempre una delle mie armi fondamentali; mentre ridiamo insieme io poggiata di schiena sul suo petto, sento le sue labbra baciarmi il lobo dell’orecchio, la sua mano sollevarmi la maglietta nera e prendermi un seno, mentre l’altra velocemente finisce nella mutandina con un dito nella fica.

Comincia a masturbarmi, spingendo prima due poi tre dita sempre più dentro. Io comincio a bagnarmi, ad ansimare, gli dico di non fermarsi, di continuare a fare ciò che vuole. Poi, sotto le natiche sento distintamente il suo uccello che comincia ad indurirsi, lo sento strusciarsi in mezzo al mio sedere. Ci muoviamo come due adolescenti, lui che continua ad esplorare la mia fica, io che affanno dall’eccitazione. Poi non so neanche come e perché ma mi esce spontaneamente un “lo voglio nel culo”.

Lui si ferma, mi bacia sulle labbra ed insieme ci alziamo dal divano per andare in camera mia. Io mi tolgo le mutande e la gonna e mi metto direttamente a pecorina, lui resta in piedi, prende l’olio lubrificante (che già aveva adocchiato prima) dal mio comodino, lo mette un po’ dappertutto, poi con le mani mi allarga letteralmente le chiappe e me lo infila dietro. Questa volta non fa nemmeno male, entra ed esce dal mio culo con facilità, lui si esalta contento e si muove sempre più velocemente, io riesco appena a mettere un dito nella fica che godo subito.

Poi lo toglie, mi chiede di girarmi e quando sono stesa sul letto viene sulle tettone. Stanco si stende di fianco a me e mi confessa che non ha mai fatto del sesso così bello. Mi ringrazia, intanto infila un dito nella mia fica lo bagna completamente poi lo succhia. Si è fatto tardi, deve tornare a casa. Lo saluto che sono ancora tutta piena del suo sperma sul corpo. Vado a farmi una doccia; mentre cammino con il sedere leggermente dolorante, penso a quanto, dopo tanti anni di “vergogna”, adesso cominci particolarmente ad apprezzarlo visti i successi cubani e nostrani.

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