La doccia dalla mia vicina di casa.

Racconto trovato in rete su xhamster

Questa storia risale a quando avevo 13 anni, un pomeriggio tornando dalla palestra scopro che non c’era più acqua calda in casa, mia madre allora chiese alla vicina se potevo lavarmi a casa sua tanto mi aveva visto crescere, lei accettò, presi subito l’accappatoio e il cambio e corsi a casa sua. Bruna aveva trentanni anni, non molto alta un pò rotonda con una quarta di seno e un culo stupendo, per capirci una milf, aveva due figlie piccole e un marito che stava sempre al lavoro, il suo bagno era disordinato con tutti i panni sporchi del marito e i grembiuli di scuola delle figlie e in più non aveva la chiave per sicurezza.

Gli dissi di non entrare che mi vergognavo, cominciai a spogliarmi e iniziai a lavarmi, un piccolo vizio che ho ancora sotto la doccia è masturbarmi, così lo feci anche li, il caso ha voluto che nel frattempo che smisi per darmi un insaponata alle ascelle entrasse Bruna dicendo.
“Stai tranquillo non guardo devo solo fare pipi. “
Richiuse la porta si avvicinò alla tazza abbassò il pantalone della tuta e le mutande e si sedette, dalla porta alla tazza saranno stati due metri, ci mise tre secondi a sedersi ma per me fu un’eternità, nel mio cervello vedo ancora le immagini, notai un perizoma nero di pizzo e i suoi peli uscire dalle mutande.

Si sedette sulla tazza si girò verso di me e notò il mio imbarazzo, ero rosso come un pomodoro, il suo sguardo incrociato con il mio si abbassò verso il mio cazzo duro dalla sega che avevo interrotto fece un sorriso malizioso e disse.
“Caspita l’ultima volta non era cosi me l’ho ricordavo più piccolo. “
Sentii il rumore della pipi, mi eccitava, a dire la verità mi avevano eccitato di più le sue parole, passai da uno stato di imbarazzo ad uno stato di soddisfazione, vi giuro che in quel momento mi passarono in mente mille scene erotiche su di lei ma mai avrei pensato finisse così, finito di fare la pipi prese un foglio di carta igienica e si pulì.

In quel momento vidi il rosa della sua fica pelosa, passo dalla tazza al bidè per darsi una sciacquata, li la vidi ancora meglio, apri l’acqua si diete un insaponata strusciò le dita contro la sua fica come se si stesse facendo un ditalino. In tutto ciò c’era un silenzio tombale, si sentiva solo il rumore dell’acqua scorrere il suo sguardo era rivolto al mio cazzo duro ed il mio alla sua fica, si asciugò e gettò le mutande di lato mi diete una palpata al pisello e mi disse.

“Vuoi che finisca io?”
Rimasi perplesso alle sue parole, allungo una mano e prese a segarmi.
“Ti piace quello che ti stò facendo?”
Risposi di si scuotendo la testa, vedendomi imbambolato prese una mia mano e la portò sulla sua figa dicendomi.
“Ecco Marco adesso infilami due dita nella figa e vai su e giù”
Era la prima volta che entravo in una figa, i miei movimenti erano goffi e Bruna mi incitò ad andare più veloce.

“OOOHHH….. Dai Marco…..”
“Non ti fermare, vai più veloce. “
“Fammi godere….. Fai godere la tua vicina. “
Sentivo la sua mano sul mio cazzo che andava sempre più veloce ed io andavo sempre più veloce dentro di lei, presi coraggio e dissi.
“AAAHHH Sììì Bruna non ti fermare che vengo. “
Lei si abbassò di shitto e disse.
“Vienimi in bocca Marco ti voglio bere tutto. “
Sborrai subito e lei dopo aver ingoiato con un sorriso di felicità mi disse.

“Non c’è niente di più buono che un pò di sborra giovanile. “
Non sò se lei abbia goduto o meno perchè si rimise il pantalone della tuta e uscì dal bagno, rimasi per qualche istante fermo pensando agli ultimi minuti e realizzai quello che era successo. In bagno c’era ancora l’odore della sua fica, uscii dalla vasca e presi il perizoma che aveva lasciato a terra, gli detti un’annusata e sentii il suo odore forte ed intenso.

La cosa mi eccito da matti, lo indossai fantasticando che la sua passera stesse a contatto con la mia cappella, mi rifeci un’altra sega e gli sborrai nelle mutandine poi le tolsi e le rigettai a terra. Finii di lavarmi, mi asciugai, mi vestii e uscendo dal bagno ero diretto alla porta di casa per andarmene, lei stava nella sua camera che si stava cambiando passai a ringraziarla la salutai e me ne andai soddisfatto come non mai.

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