I ragazzi del coro – Capitolo 6

Capitolo sei
Orgia finale

Filippo mise la sua erezione palpitante contro la fessura del culo e mentre cominciava a farla scivolare su e giù, afferrò il ragazzo per la vita dove la gonna era raggruppata, lasciò cadere indietro la testa e chiuse gli occhi mentre faceva oscillare le anche, muovendo i suoi 15 centimetri di cazzo duro nella fessura tra le natiche di Arnaldo. Un sistema sicuro!
Noi ci girammo, facemmo la stessa cosa ed io sentii il cazzo di Lenny nella mia fessura quando cominciò a muoverlo su e giù.

Era così bello, portai le mani dietro di me, afferrai il suo sedere e sentii i muscoli stringersi ogni volta che spingeva.
Guardai gli altri, erano estremamente eccitati mentre facevano la stessa cosa. Lo lasciammo fare a lungo e di tanto in tanto Arnaldo si alzava in piedi in modo da avere il cazzo di Filippo sotto il sedere e lo spingeva tra le sue gambe.
Dopo una cavalcata di prova, Arnaldo unì i piedi stringendo le gambe sull’erezione del ragazzo che cominciò a pompare con le anche mentre gli stringeva i seni finti.

Lenny ed io ci guardammo, poi ci sorridemmo. Mi girai, Lenny curvò in giù il suo lungo cazzo e quando lo spinse sotto il mio buco del culo lo sentii strofinare lungo il nastro del tanga, tra le mie gambe strette, quando spinse la sua cappella andò sotto sotto la borsa del tanga. Mi strinse i seni finti, era bello sentire il suo cazzo scivolare tra le mie gambe ed ogni volta la sua cappella compariva sotto il mio tanga, abbassai una mano, vi strofinai il palmo e lui si lamentò piano.

Una cosa selvatica!
Mi girai verso di lui e pigiai i seni finti contro il suo torace nudo mentre lui cominciava a muovere le anche su e giù sulla mia gonna. Grazieadio il tanga era stretto e teneva in giù il mio uccello, lui non sembrò accorgersi della mia protuberanza quando la parte inferiore del suo pene ci strofinava sopra. Sentii le sue mani scivolarmi dietro, andare sotto la gonna, afferrare le natiche nude e spremerle e strofinarle; io tornai ad afferrare i suoi grossi globi nudi e li sentivo fremere ogni volta che scivolava sulla mia gonna ed anelava nel mio orecchio.

Era tutto quieto a parte i respiri affannosi, mi guardai intorno e vidi che gli altri stavano facendo la stessa cosa. Guardai i sederi nudi che venivano strizzati, spostai la mano sulla natica di Lenny, poi verso il basso, misi la punta di un dito contro il suo buco e la mossi dentro e fuori; lui emise un basso lamento. Ragazzi, quanto era eccitato! Non diversamente dagli altri ragazzi da quello che potevo vedere.

Bruce improvvisamente si tolse e Filippo lo guardò un po’ deluso fino a che il ragazzo non tornò ad afferrargli il cazzo: “Oh baby, questa bella cosa sembra buona da mangiare! Ti dispiace se l’assaggio?”
Filippo fece freneticamente segno di sì con la testa, Bruce si chinò e mosse lentamente la lingua sulla cappella gonfia facendolo rabbrividire.
Quando gliela ingoiò, il ragazzo mise le mani sulla parrucca dell’altro che guardò in su: “Ok, sta bene mettere le mani sulla mie parrucche ma attenzione a non sporcarle, sono troppo costose.

” Poi guardò gli altri: “Voi baby siete già stati succhiati?”
Loro scossero rapidamente le teste, Bruce fece scivolare di nuovo le labbra sulla cappella di Filippo e cominciò a succhiare. Noi ci staccammo dai nostri ragazzi, afferrammo le erezioni che ondeggiavano di fronte a noi, ci chinammo e ci mettemmo sopra le labbra.
Io tirai indietro la pelle di Lenny e feci turbinare la lingua intorno alla cappella gonfia, lui rabbrividì, lasciò cadere indietro testa, si passò la mano sul torace nudo, poi si chinò in avanti e mi prese la testa.

Io afferrai le sue natiche e le tenni mentre succhiavo il cazzo duro andando giù su quel tubo scuro e lungo finché la cappella marrone non raggiunse la mia gola. Oh, era bello farlo scivolare indietro ed avanti sulla mia lingua, sentire il glande che raschiava la parte superiore della mia bocca.
Sentii Filippo lamentarsi e mormorare: “Io… Io schizzo… “ mentre Bruce continuava a succhiare.
Lenny improvvisamente afferrò la mia testa e la trattenne, piegò le ginocchia e lasciò cadere la testa mentre gridava: “Aaahhhhh… ugghhhhhh.. uh… uh”, un torrente di sperma caldo fuoriuscì sulla mia lingua e schizzò nella mia gola.

Io ingoiai mentre un’altra coppia di schizzi scivolavano giù ed io li succhiavo, poi lo sentii rilassarsi.
Mi tolsi con la sborra che mi gocciolava dalle labbra, strinsi il suo bastone per tirar fuori dal prepuzio quanto restava e lo succhiai. Ragazzi che sborrata! Mi alzai, mi asciugai le labbra e sorrisi guardando gli altri.
Jerry era in punta di piedi, la schiena inarcata mentre scuoteva la testa, Stringeva la testa di Arnaldo le cui natiche pulsavano mentre lui succhiava.

Jerry pompava con le anche poi improvvisamente gettò indietro la testa e venne nella bocca del mio amico.
Renato era piegato su William che gli teneva la base del grosso cazzo mentre lo succhiava e spompinava, poi si drizzò, gettò indietro la testa ed emise un forte gemito: “Ooooohhhh… Aaahh… Uugggg”. William si tirò rapidamente indietro di alcuni centimetri con la bocca aperta mentre un fiotto volava fuori dalla cappella gonfia centrandolo. Un altro paio di sprizzi furono pompati fuori e delle gocce caddero sopra la mano di William.

“Oh merda, ragazzi ho schizzato! La mia prima volta! Mi hai succhiato fuori la sborra!” Guardò il piccolo filo che pendeva dal glande luccicante di saliva, lo prese e si leccò il dito, poi pizzicò la base del cazzo semi molle, lo spremette costringendo i sedimenti fuori dalla pelle che stava richiudendosi sulla cappella, prese quel filo più lungo e sorrise mentre lo leccava orgogliosamente. Oh felice Renato.
Bruce ora stava tirando il cazzo molle di Filippo: “Quella cosa è veramente gustosa! Ed io ne amo il contenuto! Ce n’era così tanto, hai un gran bel uccello, ti è piaciuto essere succhiato?”
“Era fottutamente magnifico! Sei un succhia cazzi fantastico!” Rispose Filippo, si girò e corse nell’acqua.

Gli altri fecero commenti simili e lo seguirono rapidamente, i loro sederi nudi che ballonzolavano mentre correvano e si tuffavano nell’acqua.
Noi cominciammo a sistemarci e William disse: “Il cazzo di Renato era ben grosso e, ragazzi, le sue palle erano piene di succo!”
Ed io: “Sì, la sbarra di cioccolato di Lenny non era grossa, ma era sicuramente ben lunga!”
Lui si accarezzò il davanti della gonna: “Bene c’è dell’altro che voglio che voi assaggiate, baby.

È stato sicuramente molto divertente ma sarà meglio ritornare a casa per un vero divertimento!”

Noi tutti accennammo col capo e ci allontanammo dalla spiaggia per ritornare a casa di William, più arrapati che mai. Sentii delle risate mentre percorrevamo il sentiero che attraversava il bosco, alzai la mano e bisbigliai accennando col capo a sinistra: “Ehi ragazzi, non sentite quelle risate? Quando i ragazzi si stavano occupando dei nostri culi, ne ho visti altri che sbirciavano tra quei cespugli, vogliamo vedere se ci sono ancora?”
Loro accennarono col capo silenziosamente, ci abbassammo, ci avvicinammo furtivamente ai cespugli e guardammo.

C’erano 4 ragazzi, il più grande sembrava avere 17 anni. Uno dei più piccoli era tarchiato e con un bel fisico per la sua età, si era abbassato gli shorts, l’altro si stava spremendo il bozzo nei pantaloncini: “Forza, Marco, ti è diventato duro dopo aver guardato quelle ragazze succhiare i cazzi ai ragazzi, dai, spogliati!”
Ci vollero solo 5 secondi per convincerlo, si tirò giù rapidamente gli shorts alle caviglie, ne uscì, li afferrò e li lanciò sopra una pila di camicie.

Poi scappellò la sua erezione mentre guardava l’amico nudo.
Il terzo stava strofinando la sua bella protuberanza e l’istigatore gli si avvicinò, gli spinse via la mano e glielo strinse: “Cazzo Roberto, ce l’hai veramente duro. Tiralo fuori, è un anno che non lo vedo!” poi lo guardò incrociare le braccia sul torace e sorrise: “Ti piace sempre farlo, forza Bruno. ”
Risero quando la cintura scivolò via e gli schiaffeggiò la pancia.

Bruno sembrò un poco stupito quando l’altro glielo avvolse con la sua mano, col pollice fece scivolare indietro la pelle e lo strofinò sul bordo del glande umido. Roberto si ritirò e Bruno si afferrò lo scroto e ne fece rotolare i contenuti: “Cazzo, ora lo dovrai pompare!” E finì tirando la verga che stava germogliando.
Il più anziano stava guardando mentre con una mano faceva scendere il pene nella gamba sinistra dei suoi cutoffs.

Quando l’attenzione di Bruno si rivolse a lui, divenne un po’ nervoso e cominciò ad oscillare da un piede all’altro.
Bruno guardò la mano e la spostò lentamente: “Bene Carlo, ho l’impressione che tu voglia unirti a noi!” Carlo arrossì ed alzò le spalle mentre Bruno glielo spremeva alcune volte.
“Vuoi che abbia io l’onore?” E Carlo scosse di nuovo le spalle, ma questa volta era un po’ più eccitato, gli ormoni stavano vincendo con la sua timidezza.

“Solo che… l’ho fatto sempre da solo. ” Diede un calcio all’erba: “Non l’ho mai fatto con qualcuno e nemmeno l’ho visto fare!” Poi guardò gli altri: “Ma l’ho desiderato…” Poi mettendo le mani alla vita: “Quindi, lo puoi fare, mi piacerebbe anche!” E rise. Quando Bruno cominciò, Marco gli si mise accanto per aiutarlo con quell’erezione.
Carlo era un po’ più alto degli altri, magro, riccio con capelli neri, occhiali ed occhi blu chiaro.

Guardò i due che gli aprivano le falde degli shorts e li tiravano giù insieme pantaloncini e mutande. Quando la cintura fu sotto il pube, fecero una pausa e lui mise le mani sulle anche continuando a guardare in giù come se fosse curioso come loro di vedere cosa c’era la sotto.
Alzarono le sopracciglia quando passarono la punta delle dita sul cespuglio ben regolato: “Wow!” esclamò Marco: “Bello! Quando li avrò lo farò anche al mio!” e passò le dita sul suo pube liscio sopra il cazzo oscillante.

Abbassarono di più gli occhi che si allargarono quando l’asta sottile cominciò a spuntare dalla cintura! Fecero di nuovo una pausa, Marco lo spremette ed un po’ pensieroso chiese: “Pensate che possa rompersi?”
Sembrò un po’ imbarazzato quando gli altri risero, poi si unì a loro come se avesse scherzando, Bruno ci picchiò sopra con una nocca e scosse la testa: “Non penso, è troppo duro, ma se si rompe te ne darò un pezzo!” E risero ancora di più.

Quando alla fine scivolò fuori e schiaffeggiò il suo stomaco, tutti esclamarono: “Santodio!” “Cazzo!” “Wow!”…
Ed era esattamente così. Anche se per me non era la prima volta, a differenza di loro, reagii anch’io così.
Era sottile, ma lungo quasi 20 centimetri, ed agli altri sembrava XXL. Si inarcava leggermente in fuori, un piccolo foro increspato sulla cima della grossa cappella e lo scroto rosa era contratto, ma grosso e gonfio di succo di ragazzo.

Marco era a bocca aperta, poi prese la giovane scimitarra e sbucciò il glande rivelando una grossa susina luccicante che sembrava gustosa. Vi tenne intorno la mano mentre continuava a fissarlo come affamato.

Noi quattro ansammo guardandoci l’un l’altro. Arnaldo fece scivolare una mano sulla mia gonna e strinse più volte la mia borsa dura: “Questi ragazzi sono arrapanti, arrapanti, arrapanti! Avete notato i loro benedetti piccoli sederi nudi ed i cazzi duri? Dobbiamo averli per pranzo!” e mi sorrise.

Marco era un po’ agitato quando guardò gli altri: “Uh… er… le ragazze… sapete, leccano… e succhiano gli uccelli dei ragazzi. Dovremmo… voglio dire volete provarlo e vedere com’è? Volete provarlo?”
Bruno sembrava a disagio e poi: “Io… Io voglio dire che noi, i miei due vicini di casa ed io, lo provammo e, beh sì è bello, e… ed il cazzo nella vostra bocca non è poi male. ” Poi accennò col capo, lieto di averlo detto.

Gli altri scrollarono le spalle con noncuranza come se non gli importasse, ma i loro uccelli li tradivano.
Marco sorrise e diede una lunga leccata, Carlo barcollò e gli afferrò la testa spaventandolo. Dopo un momento lo lasciò andare, Marco guardò in su e Carlo accennò col capo il suo benestare. Marco sorrise ma questa volta mise le sue piccole labbra sulla grossa cappella, le strinse sull’asta sottile e cominciò a succhiare come fosse la cannuccia di un milk-shake, le sue guance che si contraevano ogni volta.

Roberto si rivolse a Bruno, si mise una mano sull’anca e scosse impazientemente l’erezione un paio di volte. Gli altri se ne accorsero, lui sorrise mentre si curvava a leccare il palo.
“Sarà meglio non venire così possiamo provarli tutti, ok?”
A turno lo fecero con tutti, dopo di che Bruno guardò il gruppo con le erezioni ancora in tiro e disse: “Ehi, vogliamo provare a fare come loro hanno fatto con le ragazze?”
Tutti approvarono subito e cominciarono a strofinarlo fra le gambe degli altri.

Noi eravamo intenti a guardarli quando Arnaldo mi guardò e sorrise: “Stai pensando a quello che penso io?” Io gli sorrisi, accennai col capo e quando guardammo gli altri, anche loro sorrisero ed accennarono col capo.
La piccola radura tra i cespugli, dove loro stavano, era accessibile solo da un piccolo sentiero. Lo percorremmo velocemente, loro si spaventarono quando ci videro arrivare e si bloccarono. Erano sbalorditi a bocca aperta.
Il braccio di Carlo era intorno a Bruno e una mano gli stringeva la verga dura mentre stava spingendo il suo sotto il sedere del ragazzo che gli strofinava la cappella che spuntava ad ogni colpo.

Marco era in ginocchio e teneva il pene di Roberto coperto di saliva.
Rimasero bloccati senza sapere cosa fare. Bruce cominciò ad avvicinarsi ridacchiando, poi portò le dita alle labbra e si fermò a pochi metri da loro. I ragazzi furono colti dal panico, si separarono, si alzarono e si coprirono.
“Oh miodio, mi spiace, ci siamo persi. ” poi li guardò: “Ma come siamo stati fortunati ad imbatterci in un gruppo di così bei ragazzi.

Ci piacciono immensamente i ragazzi e li ammiriamo, specialmente un gruppo di amici carini come voi. Così belli e mi sembra che non abbiate il minimo imbarazzo ad essere nudi, permettendoci di vedere quanto siano veramente forti e virili i vostri corpi! Mi piace tanto!. ”
Guardò Bruno che si era spogliato per primo: “Miodio, cone sei bello e che bei muscoli per la tua età. Posso toccare i muscoli del tuo braccio?” Ragazzi, Bruce era capace di sollecitare la sua vanità.

Lui fece una pausa prima di sorridere ed alzare orgogliosamente ambedue le braccia nella classica posizione dei body builders.
Bruce alzò la mano a sentire i bicipiti ed accennò col capo: “Ragazzo, ti stai sviluppando velocemente!” Poi abbassò lentamente lo sguardo, alzò un sopracciglio e rialzò gli occhi: “E sei grosso anche laggiù Ce l’hai grosso! Mio fratello ha la tua stessa età e non ce l’ha così grosso!”
“Sarebbe troppo chiederti di poterlo toccare?” E Bruno si mise le mani alle anche spingendole in avanti.

Bruce sorrise mettendoci sopra le dita.
“Oh, come è bello, e così grosso per un ragazzo così giovane!” Poi si rivolse verso di noi: “Forza ragazze, dovete toccarlo. ” Poi si rivolse di nuovo a Marco: “Ti dispiace se lo fanno?” E quando lui accennò col capo noi cominciammo a farlo mentre lui guardava gli altri: “Va bene anche per voi?”
Loro accennarono col capo mentre scostavano le mani dimostrando di non avere più vergogna a farsi vedere per la prima volta nudi, con erezioni, di fronte a ragazze carine.

Ed ora erano veramente orgogliosi di aver attirato l’attenzione di queste ragazze carine esibendo i loro cazzi, specialmente dopo averle viste succhiare il cazzo di quei ragazzi più grandi.
Io presi in mano quello di Roberto e fu bello, lui dapprima era un po’ timido dopo che glielo ebbi menato e fatto rotolare le sue palla un paio di volte, sorrise.
Sapendo che erano stati interrotti nel mezzo della loro prima sessione di pompini ed erano arrapati come può esserlo un teenager, Bruce sorrise a Bruno: “Mi piace il sapore, non hai mai assaggiato il tuo?” Lui esitò poi accennò col capo timidamente: “Così non ti dispiace se assaggio il tuo?” e lui scosse la testa.

Bruce guardò la fila di ragazzi nudi ed arrapati: “Anche a voi?” e ricevette un’unanime ed ansiosa risposta di cenni del capo. Quindi incominciammo a succhiare le loro verghe e, come c’era da aspettarsi dato che erano rimasti eccitati così a lungo (lungo per quell’età, circa 4 minuti, non è così?) non ci volle molto perché raggiungessero il top.
Bruno cominciò a dimenarsi col cazzo nella bocca di Bruce e rabbrividì venendo.

Marco fu più attivo, si piegò e strinse con le mani la testa di Arnaldo mentre continuava a fottergli la bocca con colpi d’anca.
Il grosso uccello di Roberto era nella gola di William, le sue palle gli colpivano il mento, poi contrasse le dita dei piedi, lanciò indietro la testa e cominciò a pizzicargli le chiappe del culo stretto mentre chiaramente stava pompando ruscelli di giovane succo di cazzo nella gola del ragazzo.

Una volta che ebbero finito tutti ci guardarono, noi ci stavamo asciugando le labbra, i ragazzi ormai asciutti in ginocchio per dare un’occhiata da vicino ai loro uccelli ancora bagnati, quello di Roberto stava ancora colando. Carlo sembrava stesse producendo un altro buon carico e, sentendo le palle che gli stavo spremendo nella borsa stretta, sembrava già pronto. Desideravo sentirne uno lungo in bocca, qualche cosa di simile al mio, ma avevo paura a fare un deep throat.

Rimisi le mani sul suo sedere e dopo che l’ebbi sentito rabbrividire, lo sentirli ansare e stringere con forza i miei capelli di seta. Allora succhiai più forte, come fosse la cannuccia di una bibita. Alzai un sopracciglio per guardarmi intorno e vidi i ragazzi che mi stavano veramente vicini, una questione di centimetri. Indicai il cazzo nella mia bocca, poi indicai loro e dopo un momento Bruno accennò col capo rapidamente e guardò gli altri, indicò il cazzo, poi aprì la bocca e si succhiò il dito.

Anche loro aggrottarono le ciglia per un momento, poi si eccitarono quando capirono.
Solo quando sentii il primo fiotto sparato sulla lingua, mi tirai rapidamente via e puntai l’idrante che sprizzava verso Marco che si chinò prendendo in faccia il seguente fuoco di fila. Ma si alzò rapidamente e lo passò a Bruno che ne ebbe un po’ sulla faccia, ma pose le labbra sul geyser e, felice, succhiò con forza, e onestamente pensai che avrebbe fatto collassare completamente la borsa di Carlo.

Che sborrata!
Carlo lasciò cadere esausto le braccia con le palle vuote ed esaurite. Ma Marco si mosse rapidamente, alzò il pene colante che stava appassendo e succhiò con forza la pelle increspata che era scivolata indietro, come un vitello affamato che succhia una tetta.
I ragazzi erano agitati e sorridevano tirandosi gli uccelli che si contraevano. Io chiesi: “È stato bello o no?” 4 pollici si alzarono verso l’alto: “Com’è essere succhiati?” 4 pollici anche questa volta: “Non avete mai succhiato?”
Quello li mise in guardia e sembrarono un po’ sorpresi, poi si guardarono e quando Bruno fece spallucce, gli altri accennarono col capo.

Sapete, il linguaggio senza parole dei teenager. Quindi lui rispose: “Beh, effettivamente stavamo provando a farlo prima che voi arrivaste” “Oh grande ragazzi! Non è divertente? Vi piaceva farlo?”
Si guardarono di nuovo, alzarono le spalle e Bruno rispose: “Sì, direi che era ok per essere una prima volta” Poi Roberto: “Sì, mi è diventato subito duro” Poi Marco mentre si menava il cazzo a mille: “Era divertente!” Alla fine Carlo che stava guardando il suo lungo uccello a penzoloni, lo strinse poi prese un piccolo filo di sborra che aveva costretto fuori dal prepuzio e si leccò le dita.

Quindi guardò Bruce, dapprima un po’ esitante: “Mi è veramente piaciuto. Era grande essere succhiato e mi è piaciuto anche il succhiare che facevo. L’ho sempre desiderato, sai”
Bene, due ragazzi che non erano ancora consapevoli della loro sessualità ma stavano godendo la loro prima prova, uno che doveva ancora decidere ed uno che sapeva di essere gay. Bruce mi lanciò un’occhiata curiosa quando lo guardai, così gli feci l’occhiolino e lui mi sorrise: “Avete mai succhiato una ragazza?”
Loro aggrottarono le ciglia guardandosi l’un l’altro, poi tornarono a guardare noi scuotendo le teste: “Vi piacerebbe succhiarci?” Di nuovo si guardarono all’un l’altro, poi i due ragazzi accennarono col capo, in quel momento avrebbero succhiato ragazze o anche un cane, Roberto stava tentando di decidere, Carlo era sicuramente contrario.

Guardai gli altri: “Ok, ragazze, fategli la sorpresa!” e loro si resero conto di quello che stavo per fare. Alzai la gonna, e loro mi imitarono e quando agganciammo i pollici sotto la cintura e facemmo scivolare giù i tanga, comparvero i nostri cazzi. Fu divertente vedere come si afferrarono gli inguini, allargarono gli occhi e mascelle spalancate.
Marco fu il primo a riprendersi: “Quelli…… quelli sono cazzi! Mia sorella non ha niente del genere, lei ha solo una cosa come un bottone nella fessura!” Io con noncuranza li informai: “Bene alcune ragazze hanno fessure, altre cazzi.


Carlo saltò su: “Ne ho letto, mi pare che si chiamino trans o qualche cosa del genere. ” Io sorrisi agli altri e loro mi sorrisero: “Sì, è così Carlo, ora se vuoi toccarci o succhiarci, puoi provare, ma noi vogliamo schizzare, questa sera andremo ad una festa. ”
Naturalmente Carlo non esitò e mi si avvicinò rapidamente, si inginocchiò, alzò il mio uccello molle, tirò indietro la pelle, lo leccò, poi l’ingoiò e cominciò a pomparlo.

I ragazzi erano troppo felici di avere un contatto sessuale, Roberto esitava e ci pensava, poi decise che forse c’era qualcosa di divertente nel succhiare un cazzo.
Ai ragazzi tornò duro mentre li guardavo rimbalzare mentre succhiavano i nostri giovani uccelli. Stavo eccitandomi troppo veloce, così allontanai la testa di Carlo: “Sei un gran succhia cazzi Carlo, ma noi ora dobbiamo andare, ok ragazze!”
Ci allontanammo da loro e mentre noi ci tiravamo su i tanga, loro si toccavano le erezioni.

Mi chinai in avanti, presi la testa di Carlo e lo baciai sulle labbra, mi alzai, presi in mano il suo dolcissimo cazzo duro e sorrisi: “Diventerai un magnifico succhia cazzi” Lui abbassò lo sguardo arrossendo timidamente.
Si stavano stringendo gli uccelli esauriti quando ce ne andammo agitando le mani in segno di saluto. Quando raggiungemmo il limite della radura mi portai un dito alle labbra per raccomandare il silenzio.
Evidentemente avevano imparato! Tre di loro erano in ginocchio di fronte a Carlo e mentre uno gli succhiava il cazzo flaccido, gli altri due gli stringevano asta e palle e l’altro lo masturbava davanti alle labbra del succhiacazzi e gli strofinava il cespuglio.

Poi si scambiarono di posizione. Quando ci girammo per tornare al sentiero sentimmo Marco dire: “Amo il tuo cazzo duro, Carlo, è eccezionale nella mia bocca. Fra poco schizzerai di nuovo?”
Ci sorridemmo l’un l’altro mentre tornavamo a casa di William. Guardai le nostre protuberanze: “Penso che faremmo meglio a metterci davanti le borse. E a proposito, avrò bisogno che qualcuno si prenda cura di me quando saremo a casa tua Willy. Ho avuto tante piccole verghe in bocca che la mia lingua sembra un puntaspilli.

Quindi ho bisogno di un bel po’ di sborra spessa che mi lubrifichi la gola…!”.

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