UN INVITO A CENA, IL LUNEDÌ

La sveglia squilla alle sette puntuale. Di solito la lascio suonare almeno un paio di volte. Questa mattina invece mi alzo di shitto, e subito mi prende un nodo allo stomaco. Ripenso a quello che mi è successo sabato sera, e il solo pensiero di incontrarmi faccia a faccia col mio dipendente mi spaventa e imbarazza. È inevitabile vederci al lavoro. Lui è il mio autista e magazziniere. Ogni cosa che fa deve prima essere decisa e confermata da me.

Di certo non posso comportarmi in maniera diversa, in ufficio c’è anche mia sorella, e di certo non posso dirgli che avevo passato tutta la domenica a masturbarmi pensando a lui e al suo cazzo.
Tra l’altro è il suo primo giorno di lavoro dopo una settimana di ferie, ogni mia reazione strana sembrerebbe ingiustificata. Quindi con una spada di Damocle sopra la testa, mi vesto , e come non fosse mai accaduto nulla , esco e vado al lavoro, aspettandomi qualunque cosa.

Appena arrivo in ufficio, teso come una corda di violino, chiedo a mia sorella se avesse visto Ioan. Lei mi risponde di no.
“Figurati, conoscendolo sarà ancora in Romania quello, vedrai che torna domani!!” Mi dice mia sorella. Non potevo dirle che invece era già in Italia da sabato.
” Si hai ragione fa sempre così !!!” Rispondo. E inizio a lavorare. Neanche passano dieci minuti che dalla finestra vedo Ioan a bordo del muletto venire verso gli uffici.

Mi si ferma il cuore. Parcheggia, scende e entra in ufficio.
” Buongiorno a tutti!!! Sono tornato stanotte. Come vi avevo detto!!” Esclama lui, allargando le braccia. Cazzo come e’ bono!!!! Ma è sempre stato così???
” Oh caro, dammi due baci e raccontami come sono andate le ferie!!!” Gli dice mia sorella alzandosi e andando a salutarlo. Mentre si abbracciano lui mi guarda, mi sorride e mi fa l’occhiolino. Bastardo!!!!
” Guerrino, tu non mi saluti, non sei contento che sono tornato???” E rimane a braccia aperte aspettandomi.

Mi alzo, lo abbraccio, usanze stupide che non servono a nulla, e mentre mi da due baci mi sussurra all’orecchio ” Ciao troia mia!!!”. Mi stacco immediatamente, in maniera brusca.
” Che brutta mattina che hai Guerrino!” Dice mia sorella.
” Si ho le palle girate!!” Rispondo
” Ma se la prima cosa che mi hai chiesto appena entrato è stata se avevo visto Ioan!!!” Bastarda di sorella!!!
” Ah davvero? Così ha detto? Mi voleva salutare forse, dopo una settimana che non ci vediamo” afferma lui.

Falso!!!
” In realtà volevo farti vedere una cosa in magazzino urgente!!! Se vieni con me ti faccio vedere. ” non sapevo cosa dire, e poi via il dente via il dolore.
” Dai fammi vedere questa cosa.. poi torno e ti racconto della mia bellissima settimana di ferie ,ok ?” Rivolgendosi a mia sorella. Ed esce dall’ufficio dopo avermi detto che mi aspetta fuori e intanto si fuma una sigaretta.
” Beh? Che cosa hai? Sei strano.

E poi quale problema c’è in magazzino che non ne so nulla???” Mi chiede mia sorella.
” Un problema che devo sistemare subito, poi ti racconto. Tu stai attenta che per nessun motivo , dico davvero, nessuno deve entrare in magazzino. Neanche papà. Bloccalo, inventati qualcosa, ma fino a che non mi vedi tornare io e Ioan non ci siamo. ” il mio tono è così serioso che lei annuisce senza chiedere altre spiegazioni.

Esco, faccio cenno a Ioan di salire sul muletto e ci avviamo , attraversando il piazzale , ai magazzini.
” C’è davvero un problema o ti sei inventata tutto solo per farmi un pompino ???? Mmm che pompini che fai troia mia!!” Mi chiede con un mezzo sorriso da porco e un tono di voce da maniaco sessuale.
” Intanto smettila di chiamarmi troia!!! Non sono la tua troia!!! ” gli ordino infastidito.

” Beh non sarai la mia troia, ma sei comunque una gran troia!!!” E ride. Non rispondo. Entro nel magazzino numero tre.
” Forza, scendi e chiudi bene il portone, che dobbiamo parlare io e te!!” Detto e fatto. Il numero tre non lo usiamo quasi mai, quindi è praticamente vuoto.
” Mettiamo subito le cose in chiaro…” ma lui mi interrompe e mi chiede ” Posso fumare ? O ti da fastidio? Non mi sembrava ti desse fastidio sabato sera mentre ti scopavo con la sigaretta in bocca!!! Mamma quanto sei troia!!!!mmmmmm” mi lascia di sasso, per qualche secondo.

” Ma si fumati sta cazzo di sigaretta, e ti ho detto di non chiamarmi troia !!!!” Gli intimo io. Lui prende una sigaretta, se l’accende, e appoggia una gamba sulla ruota del muletto. Zio can, quanto bono è questo???? Gli guardo in mezzo alle gambe, in quella posizione, e noto il suo pacco sotto i pantaloni verdi da lavoro.
” Allora? Ti sei bloccata? Hai visto qualcosa che ti ha tolto le parole dalla bocca? Dimmi la verità, troia!!” Mi dice grattandosi le palle.

” Smettila di chiamarmi troia!!! ” urlo isterico.
” Ok, ok calmati!!!! Sto solo scherzando, non ti chiamerò più troia , giuro. Dimmi tu come vuoi essere chiamata!!” E mentre dice questo, si apre la patta dei pantaloni, tira fuori cazzo e palle e si gira verso un angolo del muro, ma ben in vista.
” Allora? Mi dici o no come ti devo chiamare? E se posso pisciare qua o no, e se no dove la posso fare?” Porco, maiale, diavolo tentatore.

Maschio, sei tu il più maschio di tutti!!!
” Chiamami pure troia, basta che mi pisci in bocca!!!” E mi inginocchio, per prendere il suo uccello in bocca. Me lo infila in gola e inizia a pisciare e mentre mi sta pisciando in bocca mi chiede ” Chi è la più troia di tutte????” E io senza smettere di bere, a bocca piena rispondo “IO”. E finisco di bere.
” Ok, lo ammetto, hai vinto tu!!! Sono una troia.

E allora? Cosa hai ottenuto ora? Che intenzioni hai???” Chiedo sottomesso.
” Intanto ti ho fatto ammettere di essere una troia. Pian piano ti farò dire che sei la MIA troia!!!” Risponde rimettendosi a posto. Apre il portone, usciamo dal magazzino, mi riporta in ufficio e racconta a mia sorella le sue ferie. Non ascolto una parola, penso solo che dentro di me, in fondo in fondo, sono già la sua troia!!!! Ma questo lui l’ha già capito.

……….

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