Sei ragazze che si divertono

E’ una giornata come le altre, sono in giro per lavoro, come sempre. Sono in una zona dell’Italia centrale, mi hanno chiamato e da una settimana girovago per le colline del posto. Sono stanco è venerdì, ho finito il mio lavoro, dovrei prendere la via di casa, verso nord. Sono sfinito, non ho voglia di fare quella gran corsa verso il mio rifugio, tanto visto ciò che mi e di chi mi aspetta.

Depressione e voglia di dare un calcio al primo che mi rivolge la parola. Ma sono un bravo ragazzo e certe cose non si fanno. Decido di rimanere un’altra notte, partirò con calma il giorno dopo, sabato. Sono i primi caldi dell’anno, la primavera è già inoltrata. Sono accaldato ho sete, ormai è sera, dovrei tornare in albergo. Avvisare che mi fermo una notte in più, però penso, ho la camera sino a stasera alle 8,00.

Faccio tranquillamente in tempo. Mi fermo davanti ad un bar. Parcheggio e scendo dall’auto. Di fronte a me il locale dove voglio dissetarmi. Noto che è abbastanza pieno e dalle vetrine si nota gente molto giovane, in tiro, con la voglia di bere e divertirsi. L’età é a malapena da maggiorenni. Roba da chiedere i documenti se vuoi bere alcolici, se non fosse che qui si conoscono un po’ tutti. Entro, mi siedo al bancone e ordino da bere.

Una bella ragazza, sui 30-35anni prende il mio ordine. Acqua minerale gasata fredda con un limone spremuto. Mi guarda strano, le faccio notare che ho solo sete in quel momento. È l’unica cosa che mi disseta. Il locale è pieno di gente e di belle ragazze soprattutto. Un po’ giovani per la mia età, ma non riesco a non guardarle, forse è meglio guardare chi mi ha servito da bere. L’età é più consona.

Bevo quel bicchiere in un paio di sorsi. Ora sono a posto. La ragazza dietro al banco, con un sorriso mi dice
“Adesso che ti sei dissetato cosa vorresti?”.
Dentro di me, so io cosa vorrei, ma ho già troppe magagne nella mia vita. Evito di fare il cretino, poi magari me ne pento.
“Un Martini secco, con ghiaccio e due fette di limone”
“Non è che tutto questo limone ti farà male” mi risponde lei , porgendomi il bicchiere.

Io comincio a rispondere, spiegandole che anzi il limone fa bene e sono tutte dicerie quelle che raccontano di certi effetti che lascia se se ne abusa. Mentre parlo con lei noto ad un tavolo, sei bellezze locali. Bevono, smangiucchiano qualcosa e si divertono, ridono. Sembra che stiano prendendo in giro qualcuno. Alzano i calici e brindano. Chissà a chi? Penso tra me e me. Comincio ad essere curioso. Ma é nella mia natura.

Non faccio male a nessuno. Intanto mentre un occhio non perde di vista quelle sei meraviglie, dove ne spicca una con dei lunghi capelli scuri, lisci, tirati all’indietro, un bel visino e un corpo che è tutto un programma, continuo a parlare con la ragazza al bancone, le dico di dove sono, quanti anni ho che domani torno nel nord Italia e che la zona in cui lei vive è veramente “carina”. Ordino un altro Martini, mi sto rilassando, ho fatto bene a rimanere.

I miei problemi possono aspettare. Letizia, la ragazza del bar mi dice che smonta a mezzanotte, mi scrive il suo numero su un tovagliolo. Mi sento in un film, forse ho fatto bene a non fare lo scemo, è cashita da sola nella tela del ragno, penso. Dentro di me, si apre la ruota del pavone che comincia a cantare. La ringrazio con un occhiolino. Intanto siete uscite, io continuo a sorseggiare il mio Martini.

Però se voglio continuare la serata devo tornare in albergo, darmi una sistemata e mangiare qualcosa. Pago, lascio il resto di mancia, mentre esco guardo Letizia e le faccio cenno “dopo ti chiamo”. Lei sorride e si rimette a lavorare. Cosa mi succede? Sarà il fascino dello straniero. Esco, mentre vado alla macchina, una voce attira la mia attenzione, mi giro sei tu, la ragazza che avevo notato nel bar,
“Mi scusi, sarebbe così gentile da fare una foto a me e alle mie amiche?”.

A dire il vero le foto le farei solo a te, vestita solo delle scarpe e del reggiseno. Lo sto solo pensando,cosa fanno due Martini, mi riprendo, “Ma certo, fammi vedere solo dove schiacciare per non fare danni al tuo cellulare. ”
“OK! Mettetevi tutte in posa, un po’ più vicine, abbracciatevi… un momento, fate un bel sorriso. Fatto!”.
Ti avvicini, ti faccio controllare se vanno bene le foto, ne ho shittata qualcuna in più.

Mi ringrazi.
“Prego non c’è di che, vorrei un’informazione dove posso andare a mangiare in un posto carino, ma senza impegno, in questa zona?”.
Ci pensi un attimo e mi consigli , insieme alle tue amiche di andare sulla statale dove c’è una steak house, dove il venerdi si balla si canta e rimane aperta tutta la notte. Vi auguro buona fortuna e me ne torno in albergo. Prolungo il mio soggiorno anche per la prossima notte.

Salgo in camera, doccia, rinfrescante, mi sdraio per riprendermi un attimo, penso a Letizia. Mi vesto ed esco. Chiedo informazioni per trovare il locale che mi avevi consigliato. Salgo in macchina e dopo una mezz’ora trovo la steak house. Entro il locale non è pienissimo, sembra presto. Mi siedo al bancone e in stile americano ordino la cena. Costata di bisonte al sangue, patate al forno e verdure grigliate, birra, rigorosamente rossa. Guardo l’orologio, faccio tranquillamente in tempo a tornare a prendere Letizia.

Arriva il mio ordine e insieme comincia ad arrivare la gente e il locale comincia a brulicare di persone che vogliono il divertimento. Mentre sto mangiando, un gruppo sul palco sta suonando e cantando, ti vedo arrivare. Non sei sola ma nemmeno con le tue amiche, o meglio sei con una di loro, capelli rossi, mossi, un bel sorriso e delle belle, carnose labbra con un rossetto a metterle bene in evidenza e dei bei fianchi, da sculacciare e baciare subito dopo.. Andate al bancone ad ordinare da bere, quando state per pagare, il barman vi dice che è tutto a posto, che ha pagato quel signore là in fondo.

Sono io naturalmente, vi alzo il bicchiere della birra e voi due con quegli occhi furbetti dettati dai precedenti drink, ringraziate e vi avvicinate.
“Era il minimo che potessi fare per il consiglio che mi avete dato. Il posto è veramente carino e la carne è ottima. E voi come mai siete qua?”
“Siamo qua perché il venerdì c’è buona musica, stanno suonando dei nostri amici. Poi per sapere se avevi dato retta al consiglio della mia amica.

Io sono Vittoria, per gli amici Vicky”
“Marco”
Roberta”.
Mi raccontate che vi eravate riunite per festeggiare e ricordare i tempi passati, visto che eravate in classe assieme e che era tanto tempo che non vi vedevate con le altre ragazze. “Perché voi due vi frequentate?”
“Siamo amiche per la pelle”
Mi rispondi, mandando giù l’ultimo sorso del cocktail. Ci salutiamo dopo qualche altro scambio di opinioni e di chiacchere.

Andate sotto il palco a salutare i vostri amici e cominciate a ballare, tra voi due e con gli altri. Si vede che tra voi c’è complicità e quel pizzico di sensualità che fa la differenza. Mi vengono in mente strane idee su voi due. Vuoi vedere che sono fidanzate, le piace spassarsela insieme. Due ragazze così, il venerdì sera, da sole, senza dei ragazzi che le girano attorno. Va beh, cosa vuol dire per forza devono essere lesbiche, si stanno divertendo tra amiche.

Se due uomini vanno a divertirsi in un locale da soli e sono senza donne, sono per forza dei gay?. Chissà quante volte l’hanno pensato di me e Flavio, allora. Saranno un po’ fatti loro cosa sono, per me, comunque, sono fuori catalogo, troppo giovani. Certo che due creature così che non offrono tutto quel ben di Dio anche all’universo maschile. E mentre mi facevo tutte queste seghe mentali finivo di bere, di mangiare e pensavo che avevo davanti a me un fine serata con Letizia, se non cambiava idea.

Vi ho perse di vista, non so più dove siete. Meglio così, chissà cosa mi ero messo in testa. Ordino un caffè e un ammazza caffè, chiedo dov’è il bagno e mi ci dirigo. Quando esco dalla toilette sento un rumore dal sottoscala, mi avvicino incuriosito. Siete voi due che vi state baciando. Tu sei di spalle e la tua gamba destra è in mezzo alle cosce di Vicky che contraccambia palpandoti quel bel culetto che hai.

Vicky si accorge della mia presenza, ti bacia con molta più intensità, mi guarda e abbassa i tuoi leggins, mi fa scorgere che sotto non porti niente e ci infila una mano fino in fondo, ti ecciti e ansimi. Io che faccio, mi passo la mano davanti ai pantaloni. E’ duro, inevitabile, tu le passi le mani sulle sue tette, da sotto la maglia che porta, non ha il reggiseno e lo spettacolo è sempre più da favola, non sai che vi sto guardando, io e Vicky ci stiamo approfittando di te, lei di più.

Sento dei rumori di altra gente che esce dalla toilette. Riesco, a fatica a rispettare la vostra privacy. Torno al bancone, bevo il caffè e l’ammazza caffè, lo tiro giù in un sorso. Ne ordino un altro, più forte, uno scotch invecchiato. Questo lo gusto. Fantastico su ciò che ho visto e su ciò che mi sarebbe piaciuto fare. E’ il momento di pagare, non vi ho più viste, saranno ancora dentro o sono uscite, se ne sono andate?.

Meglio non saperlo. Esco, Letizia mi aspetta, mi avvicino alla macchina, cerco le chiavi, apro la portiera.
“Marco, ti chiami Marco, vero?”.
Sei tu, ti avvicini con segno di sfida, mi cascano le chiavi, le raccolgo.
“Dimmi, cosa vuoi?”.
“Ho una scommessa in ballo con la mia amica. Devi essere sincero con me e con lei”
“Io cosa c’entro con la vostra scommessa?”
“C’entri e ti dico perché.

La scommessa è che io non credo al fatto che prima ci stavi guardando sotto le scale e lei quando si è accorta mi ha messo la mano nei miei leggins per farti vedere il mio culo con dentro le sue mani. E’ vero o no?”
“Se è per questo, sotto non porti niente e ho visto anche le sue tette e le tue mani che la palpavano, è senza reggiseno. La mamma mi ha sempre detto di dire la verità”.

Sei leggermente sbiancata, mi hai fulminato con gli occhi, ti sei girata verso Vicky e le hai alzato il dito medio.
“ Scusa, ma lo spettacolo era molto interessante ed eccitante. Però vi ho lasciato finire in privato. Scusa e la scommessa qual era?”
“Dai diglielo Roberta, diglielo, le scommesse si pagano”
“ Se vincevo io, mi baciava i piedi per una settimana di fila, quando volevo io. Se perdevo, se perdevo…”
” Dai Diglielo!”.

“Devo domandarti una cosa”
“Dimmi!”
“La mia amica si è eccitata tantissimo quando ti ha visto e siccome siamo bisex e non totalmente lesbiche, la scommessa sta nel chiederti se per iniziare ti va ne se te lo prende in bocca e poi se ci scopi tutte e due insieme?”.
Al momento stavo per cadere per terra. Non sapevo cosa dire, o almeno, sapevo cosa dire. Ho preso fiato, ho pensato.

“Dove qui in macchina? Adesso?” Vicky si avvicina e mi sussurra
“ Qui a 10 km c’è un motel, La stanza la offri tu, però, noi siamo delle giovani exstudentesse”
“Va bene, fatemi strada” dico io.
Mentre ci avviciniamo al motel la testa mi va in pappa, ancora non ci credo, pensa se andavo a casa, invece sono rimasto, il destino alle volte è malvagio, alle volte invece…. Arriviamo al motel.

Pago la stanza, vado a parcheggiare. Ho un leggero imbarazzo, in un motel con due donne. Certo chissà quante ne hanno viste. Mi faccio coraggio. Mi fermo a prendere dei preservativi al distributore automatico, comunque sia, sesso sicuro. Arriviamo alla camera, vi faccio entrare, mi chiudo la porta alle spalle. Ti togli il giubbino di pelle appoggiandolo alla poltrona, la stessa cosa la faccio io.
“Chi è il maschio tra voi due e chi è la femmina?”, dico per stemperare un po’ l’ambiente.

”Siamo femmine, tutte e due femmine!” Mi rispondi, molto incazzata, mentre Vicky in quel momento esatto mi mette la mano sui pantaloni per sentire quanto è duro.
“Adesso te lo facciamo vedere quanto siamo femmine!” mi dice Vicky mentre comincia a sbottonarmi i pantaloni. Ho rischiato di mandare tutto a puttane, penso, ma cosa cazzo ne so io di cosa pensano non volevo offendere nessuno. Ma la voglia è tanta e soprassedete alle mie cazzate.

Vicky mi infila la mano nelle mutande e mi prende il cazzo nella sua mano, comincia a leccarlo senza prenderlo in bocca. Tu intanto cominci a togliermi la camicia e ad accarezzarmi il petto, mi baci sulla bocca. E’ da quando ti ho vista al bar che volevo assaggiare il sapore delle tue labbra. In un attimo resto in mutande con Vicky sempre attaccata al mio cazzo. Ho delle sensazioni che non provavo da quando ero un ragazzino.

Le mie palle, assaggiano la sua lingua, scompaiono nella sua bocca. Le mie mani cominciano a spogliarti a toccarti, hai una bella pelle, ti bacio sul collo, ti vengono i brividi, le mie mani scendono in mezzo alle tue gambe, non porti le mutandine, adesso ne ho la conferma, sei depilata e liscia, il mio dito si infila come il coltello nel burro. Ti masturbo quanto basta per farti venire la voglia di spogliarti.

Vicky intanto mi sta facendo vedere il paradiso, quando è nella sua bocca, il mio cazzo sente la sua lingua sulla cappella, come fosse un vortice. Ti stai per togliere il reggiseno, ti chiedo di non toglierlo e di tenere su le scarpe. Ti avevo desiderata così, ne approfitto. Sei uno spettacolo. Ti abbassi anche tu cominci a baciare Vicky e il mio cazzo, melo prendi in mano e baci in un modo che io non ho mai visto la tua ragazza.

Le togli la maglia, non posso fare a meno di tirarla in piedi baciarla e toccare quei seni che vogliono solo essere succhiati. Ha una bella lingua, non c’è che dire, capisco perché gradivo il suo pompino. Tu, non sei da meno, lo prendi in bocca, fino in fondo, mi lecchi la cappella con la punta della tua lingua. Mentre continui a succhiarlo Vicky resta completamente nuda. Penso “Quanto ben di Dio ho a mia disposizione”.

Ti sdrai sul letto a pancia in giù, mi fai vedere il buco del tuo culo e sotto la tua passerina che vuole divertirsi. Mi chino su di te ti slaccio il reggiseno. Prendo le tue gambe ti giro pancia all’aria ti levo il reggiseno, le tue tette stanno nelle mie mani, ti tiro i capezzoli che sono gia duri. Sono in piedi davanti a te, ti prendo i piedi Ti tolgo le scarpe, ti bacio i piedi, prima uno poi l’altro.

Vicky continua a farmi una sega, abbracciandomi da dietro, mi stringe le palle, quasi mi fa male, ma mi fa godere. Ti piace come ti lecco i piedi lo vorresti per ore. Piano, piano, scendo fino alle tue cosce, le prendo ti tiro fino a me e comincio a leccare la tua figa.
” Ti bacio l’ombelico” urlo.
Comincio a leccarti sempre più forte, infilo la lingua dentro la figa, spingo, ti dà fastidio, ti tiri indietro.

Vicky in quel momento mi scansa, “Ti faccio vedere, come le piace”. Si abbassa su di te e comincia a leccare, in un modo che non capisco, ma tu capisci, eccome se capisci. Cominci a godere, con le mani tiri le lenzuola del letto e le chiedi di non smettere. Lei continua e tu raggiungi l’orgasmo, sei bagnata, molto bagnata, anche il letto lo sa.
“Visto come si fa?”, mi dice Vicky, tutta soddisfatta.

Penso
“Non ho capito proprio un cazzo se due ragazzine hanno da insegnarmi come leccare la figa di una donna”.
Non mi perdo d’animo, anche perché Vicky, ha aperto un preservativo e con la sua bocca me lo infila sul mio cazzo.
”Mi scopi? Si o no?”.
La prendo da dietro, è uno splendore, la prendo per i fianchi e comincio a fare avanti e indietro con il mio cazzo dentro la sua figa.

Non posso fare a meno di sculacciarla, non tanto, quanto basta per aumentare il godimento di entrambi. Tu cominci nuovamente ad eccitarti, ti tocchi, mi dici che anche tu vuoi lo stesso servizio, mentre ti avvicini alle labbra della tua amica e la baci, le massaggi il seno, le baci i capezzoli. Poi. Ti avvicini a me e ti fai ribaciare i piedi mentre Vicky infila le sue mani nelle tue cosce. Vi sposto tutte e due, mi sdraio, pancia all’aria, non è piccola la mia pancia, ma tu salti subito in sella, ti infili il cazzo nella figa e cominci a strofinartelo, ti fai finalmente scopare da me.

Vicky, si mette dietro di te, ti abbassa e comincia a leccare il buchetto del tuo culo e le mie palle.
“Questo è baciarmi l’ombelico!” Mi dici mentre stai godendo.
Comincio a capirci qualche cosa. Anche perché comincio a scoparti così. Nove colpi lenti, uno forte, 8 colpi lenti e due forti, 7 colpi lenti e tre forti, 6 colpi lenti e 4 forti, sino ad arrivare a 10 colpi forti. Molte volte non arrivo alla fine, vengo prima, ma qui no, ci riesco e tu godi, per la seconda volta hai l’orgasmo, ma è merito mio.

Ti scansi di lato a godere. Sembra una gara ha chi ti crea più piacere. Non è così Vicky mi piace e voglio fotterla. Non faccio in tempo a pensarlo e subito mi prende l’uccello toglie il preservativo e ricomincia con un pompino. Non faccio in tempo a capire che le sborro subito in faccia, apre la bocca è desiderosa di ciò che sta prendendo, ingoia quanto basta, Il resto glielo pulisci tu, sul collo sulla fronte, non esitate a scambiarvi qualche bacio.

Poi vi pulite ma non smettete di toccarvi, siete eccitate. Per la prima volta davanti a me ho due donne che fanno l’amore. Vi guardo, sembrate complici delle vostre effusioni già da tempo, non siete novizie. Più vi guardo e ascolto le vostre effusioni e più mi rendo conto di che uomo fortunato sono in questo momento e quale mondo inesplorato sia l’universo femminile. Mi avvicino a voi, vi state leccando la passerina in un fantastico 69.

In mezzo alle gambe siete umide e continuate a leccarvi. Provo a mettere le mie mani nelle vostre fighette e delicatamente mi scansate. Sembro il fuco, quando l’ape non ne ha più bisogno. Non mi resta altro che farmelo diventare duro, ci vuole poco, con lo spettacolo che ho davanti e segarmi. Adesso vi state baciando in bocca. Le vostre mani si danno ‘una mano’, fin quando non venite tutte e due. Sei a tre orgasmi, io e Vicky uno solo.

Ma ci stiamo divertendo, almeno io. Mi avvicino al letto, vi bacio, tutte due, anzi ci stiamo baciando tutti e tre. Vicky, lo prende in mano, mi incappuccia ancora il cazzo e se lo infila delicatamente, comincia nuovamente a godere, insieme a me, questa volta le bacio la schiena, tu la baci in bocca, sta ansimando, piano ,piano, poi sempre più forte, ma senza urlare. Non vorrebbe mai smettere, le mie mani toccano tutti e due i vostri, seni (ho le mani lunghe), non saprei quale scegliere, non saprei neanche chi scegliere tra voi due.

Sembrate una cosa unica, del tipo,
“Dateci un uomo e ci pensiamo noi!”.
Vicky raggiunge l’orgasmo grazie anche alle tue manine che la sgrillettano. Mi tolgo il preservativo, ho tra le mani il cazzo, non so che fare, mi guardi, sorridi, lo prendi tra i tuoi piedi e cominci a farmi una sega che mi fa venire i brividi. Meglio di un pompino appena sveglio la mattina. Vengo, ti riempio i piedi di sborra, non smetti di segarlo finche il mio cazzo si arrende, ti è piaciuto, non aspettavi altro.

Siamo tutti e 3 contenti e sdraiati nel letto. Ci addormentiamo.
Mi sveglio di colpo, sudato.
“LETIZIAAAA!!!”, urlo, “Non ho chiamato Letizia”.
Mi guardo attorno, non sono nel motel, sono solo nella mia stanza d’albergo, è l’una di notte.
Mi tiro sulla sponda del letto “Sono proprio un pirla”.
Prendo un acqua minerale gasata. Mentre la apro penso
“Non ho mangiato. Non ho neanche il limone”.

By ULULIULULA.

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