Le mie storie (54)

7 febbraio. Potrebbe sembrare un giorno come gli altri ed invece non lo è per una serie di motivi primo fra tutti il fatto che qui a Napoli si gioca la coppa dei campioni contro il real Madrid. La città è permeata completamente da questo evento. La mattina scendo al lavoro ed i miei colleghi non fanno altro che parlare di questo, torno a casa ed i miei parlano di questo, infine un messaggio di Davide che è letteralmente distrutto per non aver trovato il biglietto e mi chiede di venire a vedere la partita a casa.

Sono cresciuta in una famiglia di tifosi, mio fratello ha l’abbonamento da non so quanti anni, ed io soprattutto in questi ultimi anni mi sono ritrovata questo amore calcistico che non credevo potesse mai appartenermi. In genere preferisco vedere le partite da sola, ho una serie di mie particolarissime fissazioni, ma alla richiesta del mio giovane amico, non posso rispondere in maniera negativa anche perché qualsiasi sarà il risultato finale, potremo ripiegare su un po’ di divertimento post gara.

Di ritorno dall’ufficio mi fermo in farmacia per prendere dei medicinali e mi salta all’occhio quell’olio lubrificante per massaggi e non solo. È un po’ di tempo che quando lo facciamo e lui si mette da dietro, io mi aspetto sempre che prima o poi decida di prendersi il mio sederone. Non so perché ma non sono mai riuscita a chiederglielo espressamente, allo stesso tempo non voglio sembrare più sfacciata di quanto già lo sia (con lui).

Non faccio sesso anale dall’estate scorsa a Cuba, e devo dire che, sebbene non impazzisca, l’idea di aumentare la complicità con Davide mi prende molto. Ma forse proprio per l’enorme differenza di età che ci divide, non riesco a capire come comportarmi. Fatto sta che compro quello all’olio di Argan (per la verità non è che avessi fatto caso alla fragranza). La sera preparo un paio di panini con le patatine fritte, metto un orribile leggins azzurro porta fortuna che mi fa il sedere ancor più grande (se possibile) e mi trasforma in una sorta di puffetta.

Infine indosso la maglia di Dries regalatemi gentilmente da mio fratello, senza niente sotto.
Puntuale alle otto suona il citofono, quando varca la porta comincia a ridere a crepapelle, mai avrebbe potuto immaginare che fossi così tifosa. Naturalmente prende in giro la mia “calzamaglia” azzurra tranne poi apprezzare il fatto che essendo elasticizzata mette in mostra le mie grosse chiappe che a lui non sono indifferenti affatto. Mentre metto gli hamburger nel panino, appoggia entrambe le mani sul mio culo strizzandomelo a dovere.

Si allontana in camera da letto a poggiare la giacca, quando torna mi guarda come se volesse dirmi qualcosa. Gli chiedo se abbia qualcosa, mi risponde di no ma resta pensieroso. Poi mi fa una proposta “se il Napoli segna mi fai una pompa?” Gli rispondo che questo genere di richieste mi era già stato fatto tanti anni fa, ma arriviamo a un compromesso dicendo che in caso di gol del Napoli potrei toccarglielo.

(Detto tra noi per la qualificazione avrei fatto qualsiasi cosa). La partita comincia e ci mettiamo ai lati opposti del divano io con il mio cuscino di Hamsik tra le braccia. Quando a metà primo tempo segna mertens, improvviso un’esultanza a modi calciatori alzandomi la maglietta sulla faccia e correndo per la sala con tutte le tette di fuori. Lui ride e mi abbraccia felice, non riesce a credere che una quarantenne, stimata professionista, possa lasciarsi andare a certe cose per il calcio.

Gli rispondo che faccio anche di peggio quando sono sola. Intanto quando si siede, io mi avvicino a lui e come promesso glielo impugno letteralmente. Lui si stupisce, anche perché gli era passata di mente la cosa. Io al contrario queste cose non le dimentico. Così continuo in quando durante l’intervallo lui non viene. Purtroppo la partita ricomincia ed il risultato finale lo conoscete tutti. Rimaniamo un po’ sul divano e lui mi fa “ho visto l’olio lubrificante…” ed io “beh allora? Sai a cosa serve?” Lui mi risponde per i massaggi, io annuisco, ma gli dico che può servire anche ad altro.

Lui mi guarda e risponde “lo so, ma non l’ho mai fatto”. Allora capisco il suo disagio. Mi avvicino a lui e comincio a baciarlo; lui ricambia e mi infila una mano all’interno dell leggins. Comincia a masturbarmi sopra al divano, io per stare più comoda mi tiro giù calzamaglie e mutandina fino alle ginocchia, allargo le cosce e lo lascio fare con più comodità. Lui mi sfila tutto e mi mette la lingua fra le gambe.

La partita è ormai solo un ricordo, sento l’eccitazione che sale per tutto il corpo, ho la forza di alzarmi e di dirgli di andare in camera da letto. Sono vestita solo con la maglia del Napoli che appena arrivati nella stanza, lui da dietro mi solleva fino a toglierla completamente. Sono di nuovo a cagnolino sul mio letto, lui è dritto dietro di me e mi tocca il culo più volte. Sento che si apre la cerniera poi dopo qualche secondo il suo uccello è dentro la mia fica bagnata.

Mi spinge a se con forza e determinazione, poi dopo qualche minuto si ferma. Io mi giro e lo vedo prendere il lubrificante per premerselo sulla mano. Comincia a massaggiarmi il culo, poi timidamente con il dito si avvicina al buchetto; io resto in silenzio ma vedo che lui non prende l’iniziativa. Così mi giro e gli dico di mettere l’olio anche sull’ uccello; lui obbedisce, poi sento la sua cappella appoggiarsi sul mio ano, gli dico di assestare un colpo deciso, poi mi rilasso e lui mi entra nel culo.

Si ferma per due secondi, soddisfatto, poi comincia a muoverlo avanti e indietro, sempre più velocemente, eccitato come non mai. Io infilo un dito nella mia micia ed in poco tempo vengo come una fontana. Lui continua a spingermelo dietro sempre più felicemente, è come se avesse scoperto una cosa nuova, di fatto è così. Il lubrificante fa benissimo il suo dovere, il suo uccello scivola nel mio sedere in maniera veloce ed eccitante.

Poi all’improvviso lo tira fuori urlando che sta venendo e si sfoga sulla mia schiena. Subito dopo si fionda sulle mie labbra ringraziandomi per quel regalo inaspettato. È tardi, la sconfitta del Napoli è stata addolcita da un dopo serata molto bello. Prima di salutarmi mi confessa che non vede l’ora di farlo di nuovo… gli ricordo di fare attenzione che ho sempre quarantun anni… chissà.

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