“La presa per il culo”

Si accarezzo il cazzo, guardo lei intenta a leggere un libro, canotta bianca estiva, e nient’altro.
Sorrise guardandola, infilo la mano dentro i boxer, ne aveva voglia, tanta, il suo cazzo già si stava indurendo.
Cosi si accosto a lei intenta a leggere la guida tv.
Si mise sopra di lei, sposto la mano cercando spazio tra le sue natiche.
“ no” grido lei cercando di girarsi
“ dai che poi ti piacerà”
“ no! Non insistere” replico seccata cercando di divincolarsi.

“ lo fanno tutti”
“ Non me ne frega un cazzo” ribadì lei seccata.
Continuo a toccarla con la mano, passando alla fica, era chiusa, capi che davvero era spaventata dall’idea di prenderlo nel culo.
Sperò di farle cambiare idea, inizio ad accarezzarla, dolcemente sopra le grandi labbra cercando il clitoride.
“ lasciami stare vattene” replicò
Era seria come non mai, fica secca come il deserto, mentre il suo cazzo duro premeva bussando sul quel culetto stretto.

“ Come posso convincerti” Chiese affabile
Lei rimase in silenzio a riflettere, la vide pensierosa mentre lui continuava a toccarla.
Qualcosa pero cambio, la fica inizio a bagnarsi, si auto lodo immaginando che il merito sia suo delle sue dita calde e del suo cazzo duro.
“ Facciamo un patto”
“ Sono tutto tuo”
“ Se tu riesci a succhiartelo da solo, io ti do il mio culo”.
Lui si blocco “ ripeti scusa ?!”.

Si mi hai sentito bene “ Fatti un pompino da solo” rispose lei girando la testa, e sorridendo, “ non e facile lo so, ma infondo” cambio tono di voce divenne più dolce mentre volutamente inizio con il bacino a spostarsi ondeggiando con la fica tra le sue mani premendo dolcemente sul suo cazzo quel culo che il marito tanto bramava, “ per il mio culo non lo faresti? Magari a pecorina?” lui in silenzio sentiva le natiche aprirsi dolcemente accarezzando il suo membro eretto “dai provaci ” lo incalzo.

Mosse dolcemente il bacino usando le natiche per masturbarlo lentamente.
“ Che dici abbiamo un accordo” chiese con voce calda
Lui chiuse gli occhi, sentiva il suo corpo caldo e bagnato strusciarsi su lui “ ok” ripose sollevando un po’ il bacino e togliendo la mano dalla fica.
Lei si giro, la voglia di una scopata era salita anche a lei.
“ Missionaria ancora “penso in silenzio, sempre e solo missionaria, lei di fantasia ne aveva poca.

Lei rideva allargo le gambe cercando il suo uccello, pronta per farlo entrare.
Non disse no, era sempre un uomo con il cazzo duro e lei era una donna con la fica pronta.
La scopo come sempre ritmici movimenti come un orologio Tic Tac Tic Tac, pensano all’ accordo appena fatto.
“ Ancora un poco dai non venire” supplico lei “ non ho finito” lo imploro, ma lui eiaculo, venendole dentro.

La bacio” ti amo” lo disse con sincerità perché lei era la sua vita, anche se sessualmente parlando era banale monotona e scontata.
Passarono mesi, non tocco più l’argomento, scoparono come sempre missionaria, a volte veniva anche lei ma spesso solo lui.
Attese Agosto, quando il caldo atroce lasciava tutti mezzi nudi, dove lei se ne stava sempre con quell’odiosissima canotta bianca, e mutandine rosa da cinquantenne obesa.
Controllo addirittura che il ciclo non ci fosse, prese il tablet ci traffico un po’ , sorrise e tutto nudo arrivo da lei.

Si era già preparato prima, armato di mano e pensieri sconci un paio di tirate al suo uccello le aveva fatte, anche se non servivano, ma era meglio andare sul sicuro: quello era il suo giorno.
Lei davanti alla tv in piedi cercando qualcosa da guardare, indecisa se mettere il canale quattro oppure il sette.
“ vieni” le disse afferrandola per mano
“ sento caldo” replico lei guardandolo tutto nudo
“ anch’io” replico trascinandola verso il divano
“ stasera con il fresco “ cerco lei di convincerlo
Ma lui si limito a sorridere divertito, e lei lo segui.

Arrivati al divano, lui s’inginocchio “ vieni” le suggerì.
Non capendo ma fidandosi, s’inginocchio anche lei davanti al divano
“ e per te” le porse il tablet con un bacio sulla guancia
“ grazie che ci devo fare”
“ guarda” replico lui.
Lei fece spallucce prese il tablet con la mano destra iniziando a toccare lo schermo, non presto attenzione a lui che si era spostato alle sue spalle, non vide nemmeno quella bottiglia che lui prese versando uno strano liquido sul suo grosso soldatino sull’attenti.

“ che film ?” Chiese guardano il video
“ uno che ti piacerà” replico lui al suo orecchio mentre le spingeva la schiena per chinarla.
Era cosi presa dal guardare quello strano filmato che non si accorse nemmeno di quelle mani calde che le toglievano gli slip, per la precisione le stava scoprendo il culo.
“ ma che cazzo fai” disse guardando il video
“ io me lo son succhiato da solo come da te chiesto, ora tu mi dai il culo”
“ Ma…Ma…Ma io non credevo…..”.

“ non credevi che ci riuscissi? Amore, io già per te farei di tutto, figurati per il tuo culo”
“ ma io”
“ me lo hai promesso”
“ si lo so”
“ girati e chinati voglio incularti”
In silenzio guardo per un attimo il tablet lui la fece chinare e lei si poso gomiti sui cuscini.
Grido lasciando cadere il tablet.
La stava inculando sul serio non stava scherzando, non aspetto neanche, non le parlo né la preparo, la inculo e basta, e lei non immaginava facesse cosi male.

“ fa male” grido lei
“ poi ti passa” ripose lui facendosi spazio nella fessura stretta e vergine, mentre lei in lacrime per il dolore supplicava di fermarsi.
Una promessa era una promessa, le ricordo lui, spingendo il suo cazzo sempre più dentro, “ la prima volta e cosi per tutti “, fece il bravo, inizio lentamente, era sempre l’amore della sua vita, uso ancora lubrificante, lo prese alla lavanda perché lei adorava la lavanda.

“ fidati ti piacerà sempre più” lo ridisse a fiato corto trattenendoci a stento solo perché era lei.
Lei smise di supplicare china a 90° sul divano, mani strette sui cuscini, lo sentiva dentro come mai prima, sempre più dentro, sempre più grosso.
Accelero il ritmo, quando vide che lei non gridava più di tanto, inizio a pomparla più veloce, a colpi ritmici, tic tac, tic tac.
“ ti piace vero”
Lei non rispose pero la senti gemere sotto i colpi della sua verga.

“ ma era sempre cosi grosso”
“ No e il tuo culo. Ma non ti preoccupare ci penso io. ” ripose stringendo quei fianchi come fossero briglie scopandola con tutto il corpo.
“ dai che godi” gridava lui e lei sentiva anche le sue palle contro il suo corpo.
Dentro e fuori velocemente incurante di tutto il resto, della finestra aperta, del caldo che faceva, ho del male che le faceva.

Le venne dentro, non gli importava di fermarsi prima, soddisfatto lascio uscire dentro lei tutto il suo caldo sperma.
Lei rimase muta, il dolore della prima volta la aveva fatta piangere, ma stava passando lentamente, lasciando posto a delle emozioni nuove.
La scopo anche nella fica, bagnata e gocciolante, gocciolante di umori suoi, di sperma e di lubrificante.
Il suo cazzo scivolo dentro cosi velocemente che per un attimo le fece anche male.

Sposto le mani dai fianchi alle tette stringendole forte si chino tutto su di lei per morderle il collo mentre il suo bacino ritmico le dava dei colpi con il suo cazzo ancora duro, mentre lei gridava venendo più di una volta.
“ ti confesso una cosa” lui le sorrise non sarò bravo come idraulico, ma con i fotomontaggi sì, non sono io quello che si fa da solo un pompino.
Lei s’incazzo a morte cerco si girarsi per mollargli un ceffone, ma lui continuava a scoparla e lei attese che fini “ stronzo” gridava gemendo “ bastardo figlio di puttana” si senti presa in giro, mai gli perdono quella bugia, tranne il giovedì quando china a pecorina lo aspettava sempre sul divano, con il lubrificante alla lavanda.

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