il gusto del potere 3

Nel frattempo arrivai ai sedici anni, continuando a giocare con la mia sessualità, la voglia di mostrarmi e mettere a disagio chi mi stava vicino, avrei voluto di più ora, ma nonostante la mia esuberante e fierezza normalità esibizionistica, mostravo una paura nel concepire un rapporto carnale, o comunque un contatto fisico, ero terrorizzato di mostrarmi titubante, inadatto o di fallire questo traguardo, il mio ego non mi permetteva di mostrarmi inferiore, finchè la svolta arrivò quando sorpresi mio padre che scopava Lucia, avevo già visto molti film pornografici, ma dal vivo era un altra cosa, eravamo in estate e oltre al sottoscritto che usufruiva delle vacanze scolastiche, anche mio padre aveva chiuso per ferie, non era una semplice scopata, mio padre la dominava, lei era appoggiata a 90 sulla sua scrivania, con la veste tirata su, le mutande non c’erano, forse erano finite in un angolo o forse non le aveva proprio, mentre intravedevo il cazzo sparire tra le chiappe la insultava, dandole della troia, sgualdrina e altri nomignoli volgari, mi eccitai tantissimo e mi feci una sega colossale, andai a farmi una doccia e mi coricai, avevo ancora il cazzo mezzo in tiro e rosso, in quel mentre pianificai come potevo usufruire di ciò che avevo visto, dovevo aprofittare della situazione.

Negli ultimi tempi facevo ben poche richieste a Lucia, non avevo possibilità economiche per pagare e anche per paura di non saper gestire la situazione mi fermai, alla mia età poi, non trovi ragazze che possano insegnarmi tutto sul sesso, avrei voluto farlo con mia madre, ma non mi piaceva chiedere o implorare. Così il giorno dopo aspettavo Lucia, l’affrontai come un adulto, senza cincischiare in chiacchere inutili, le dissi “ieri ti ho vista a fare la puttana con papà” “ no che dici, stavamo solo scherzando” “giocando vorrai dire, ti stava inculando di brutto, sei una stronza, come hai potuto fare ciò a mia madre, glielo racconterò” in verità di mia madre non me ne poteva fregar di meno “scusami, non farlo, non succederà più” e piangeva dicendolo “ non succederà perchè ti farò cacciare sgualdrina” il momento che aspettavo arrivò in quell’istante, si mise in ginocchio davanti a mè e “ non posso perdere il lavoro, farò quello che vuoi ma ti prego non raccontare nulla a tua madre”, ero riuscito a costruire il classico ricatto, come a miglioni di racconti sull’argomento, puntando sulla debolezza e il necessario bisogno di una paga a fine mese, “vai a casa puttana, devo pensare cosa sia bene per tutti” volevo congedarla per pensare al passo successivo e dar modo a lei di riflettere e terrorizzarsi ancora di più.

Il giorno successivo, mio padre e mia madre era usciti a far comperee Gina era a fare la spesa, preparai in camera mia una webcam sopra l’armadio, era difficile vederla, era collegata al computer per registrare video e audio di ciò che avevo pianificato, tenni la porta della camera aperta e quando sentii Lucia passare la chiamai, lei entro ed io, stranamente con boxer e maglietta, le spiegai come avrebbe comperato il mio silenzio, volevo recitasse una parte, dove mi dichiarava di desiderarmi per finire a farmi un pompino, pur essendo anomala come richiesta, visti i miei 16 anni, sembrò sollevata e magari pensò che cambiava poco da altre volte che si fece vedere semi nuda, poi vista la mia inesperienza sarei durato poco e tutto sarebbe finito, così le diedi le ultime istruzioni e le chiesi di uscire per poi rientrare nella parte.

Intanto la webcam riprendeva, io mi misi a leggere un fumetto nel letto e lei bussò alla porta, “avanti” “buon giorno Alessandro” “buon giorno” “ ho visto che tuo padre non c’è stamattina” “si è via con mamma” “ come farò ora?” “ cosa ti serve” “avevo voglia di cazzo, ne volevo uno da gustare e spompinare” “che dici” “ si fammi gustare il tuo, voglio bere la tua sborra”, una brava attrice, nonostante i diloghi da films porno siano irreali o forse la cosa le piaceva davvero, si tolse la veste e rimase con un microscopico perizoma, salì a pecorina sul letto e mi venne incontro rimanendo a gattoni, abbassò il boxer e prese in mano il mio cazzo, in tiro era dir poco, sembrava un missile in partenza, “ma che bel cazzone abbiamo” appoggiò la lingua sulla cappella e disse “com’è gustoso” ero in estasi, mi sarebbe piaciuto durare a lungo, ma com’era prevedibile dopo poco eruttai un esplosione di sperma nella sua bocca, lei deglutii e “ ti è piaciuto il servizio tesoro” cercai di mantenere la lucidità per dire, “si sei un abile pompinara” “ ora ho pagato il mio debito, ricordalo perchè non succederà più” io risi e dissi “mai dire mai” e la congedai, si vestì e uscì.

Mi godetti un attimo il silenzio immaginando di udire solo lo sciaquettio della sua bocca che divorava il mio cazzo, mi tornò duro e mi segai di gusto, questa volta mentre entrava Paolo in camera, dimenticavo che lo aspettavo, lui “scusami non volevo entrare senza bussare” era rosso paonazzo in viso, ed io “rimani oramai coglione, la prossima volta bussa e chiedi permesso a casa mia e nella mia stanza” lui si scusò ancora tanto, era mortificato realmente e chiuse la porta alle spalle, sembrava prendesse fuoco in faccia, credo che anche lui avesse poca dimestichezza con il sesso, mentre con la mano me lo continuavo a transtullare, gli chiesi se aveva mai visto qualcosa dal vivo, mi disse di no e mi chiese di smetterla per favore, allora ridendo dissi “ che c’è ti eccita vedere il mio cazzo, lo vorresti in bocca come ha fatto poco fa Lucia?” “ no che dici dai” “ ti andrebbe di toccarlo” “ sei cretino” mi disse, mi incazzai molto per ciò, mi alzai, andai vicino e gridando con tono minaccioso “ non ti permettere più di offendermi o ti spacco la faccia, anzi da ora in poi non permetterti più di disobbedire a quello che ti ordino” andammo avanti per alcuni minuti, io minaccioso e lui impaurito e pauroso di perdere la mia amicizia, poi lo mandai a fanculo e gli dissi di non farsi più vedere da me.

Rimanemmo per molto tempo senza vederci, mi mandava messaggi al cellulare o su facebook per scusarsi, era anche patetico, ma avevo capito che non aveva nessun altro amico al di fuori di me, un giorno lo chiamai, lo feci venire a casa mia e gli dissi “sei pentito cretino di come mi hai mancato di rispetto?” “ si Alessandro, scusami non succederà più” “ voglio crederti e perdonarti, ma non tollero succeda altre volte” “ vedrai che non ti mancherò più di rispetto” lo abbracciai e lui si mise a piangere, “ bene amico mio ora dimostrami di non contrariarmi, spogliati” “ cosa?” “ siccome sordo non sei, non farmi girare il cazzo, spogliati subito” e alzai la voce all’ultima parola, si spogliò e imbarazzato mi dissese andava bene, “per incominciare si, ora succhiami il cazzo” e tolsi i pantaloni e mutande, “ma Alessandro” “ esci stronzo, non vali nulla e continui a mancare di rispetto” “ no ti prego, lo faccio” si avvicinò e incominciò a leccare e succhiare, ovviamente era imbranatissimo, goffo rispetto a Lucia, sicuramente non aveva mai provato a farsi fare un pompino e non sapeva nemmeno come si faceva, ma ero felice lo stesso, era sottomesso, avevo dimostrato di saperne di sesso anche se in realtà il mio primo e unico pompino me lo fece Lucia alcune settimane prima, comunque ancora il mio ego era salvo, sborrai pure, senza avvisarlo in bocca poi si tolse e finii a sborrargli in faccia, lo feci rivestire e gli dissi “ caro Paolo ora sei in mio potere completamente, sono contento di avere un amico che da ora in poi farà sempre tutto ciò che ordino o desidero” “ si Alessandro” se ne andò a casa non prima di avermi chiesto il permesso.

Spero sia piaciuto, troverò il tempo necessario per scrivere ancora e raccontare altre situazioni, se volete scrivermi.

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