LA DISCOTECA PARTE 6^ (STORIA VISSUTA)

LA DISCOTECA

(PARTE SESTA)

“È VERISSIMO, quasi tutti gli uomini che mi hanno fatto la corte mi
hanno CONFESSATO di CORTEGGIARMI perché ATTRATTI DAL MIO VISO E DAL
MIO FONDOSCHIENA, e dopo avermi a lungo BACIATA TUTTI MI HANNO
SODOMIZZATA; sai, mi sono accorta della LUSSURIA che hai PROVATO
nell’INGROPPARMI ma NON mi sono meravigliata, chiedi ad Alberto, ho
SUBITO CAPITO che eri un RAFFINATO ESTIMATORE del DERETANO, ai tipi
come te lo leggo negli occhi, avete lo sguardo PREPOTENTE di QUELLI
che AMANO SOTTOMETTERE le donne e NON c’è MODO MIGLIORE PER
SOTTOMETTERCI che INCULARCI “BESTIALMENTE”, pensa che avevo detto a
mio marito che se non trovavamo una casa mi sarei FATTA FARE IL CULO
DA TE in macchina, comunque è stato MEGLIO venire qua non solo perché
è stato tutto più comodo ma anche perché VI HO POTUTO PROVARE IN OGNI
BUCO”.

L’ATMOSFERA stava tornando CALDA, Carlo aveva fatto salire la sua
mano lungo le COSCE di Gioia, le aveva INFILATO DUE DITA nella SPACCA
e la MASSAGGIAVA, Filippo invece, le SUCCHIAVA I CAPEZZOLI.
“Dario prima che anche tu dica la tua, voglio provare ad indovinare
i tuoi GUSTI e sono SICURA di NON sbagliarmi, intervenne “LA
CIACIONA”, sono convinta che PURE a te è PIACIUTO PIÙ DI TUTTO IL MIO
SECONDO CANALE, ho notato che da RAFFINATO BUONGUSTAIO, all’INIZIO lo
facevi SCENDERE nel mio CORPO LENTISSIMAMENTE e poi nella FASE
FINALE mi hai VIBRATO DELLA VANGATE che mi hanno SFONDATA TUTTA,
PROPRIO COME FANNO I FANATICI ADORATORI DEL CULO; PURE con te È
STATO SUBLIME anche se, quando SEI VENUTO, oltre ad avermi MORSICATO
il collo mi hai STRETTO talmente FORTE i FIANCHI che ora sono pieni di
lividi, grazie a te domani non potrò andare al mare, sono SEGNI TROPPO
COMPROMETTENTI, comunque non te ne voglio, ANZI!; in quel momento HO
SENTITO sai, che ERI ECCITATISSIMO e ne ho avuto conferma dal FIUME di
SBORRA che mi hai SCHIZZATO NELLE VISCERI, ora dimmi se mi sbaglio?”.

“Assolutamente no! “TUTTO” È STATO MERAVIGLIOSO ma SPROFONDARTELO
nel CULO mi ha FATTO IMPAZZIRE, hai delle CHIAPPE che farebbero
RESUSCITARE un MORTO, sono LISCE, MORBIDE, PERFETTE, avrei voluto
farlo durare all’INFINITO ma IL TUO BUCO è talmente ACCOGLIENTE che
NON SI PUÒ REsisterE MOLTO, comunque è stato FANTASTICO SCARICARSI IN
TE, vedi, al solo parlarne mi è TORNATO DURO adesso ho voglia di
MENARMELO”.
Quello a cui ASSISTEVO era un BEL QUADRETTO PORNO, VEDEVO Gioia sul
letto che si faceva LANGUIDAMENTE COCCOLARE dai DUE amici che le avevano
MESSO IN MANO LE LORO DURE VARRE che lei SCAPOCCHIAVA DELICATAMENTE,
guardavo Dario, ROSSO IN VOLTO, che seduto in poltrona SI SPARAVA UNA
LENTA SEGA; “cari amici vogliamo realizzare uno dei DESIDERI PIÙ OSCENI
della mia LIBIDINOSA signora?”, chiesi.

“Certo”, mi risposero in coro.
“Dovete sapere che mia moglie si ARRAPA DA MORIRE quando c’è qualcuno
che, guardandola, SI MENA IL CAZZO; BAVA COME UNA CAGNA IN CALORE quando
andiamo in posti in cui c’è qualche GUARDONE che viene a MENARSELO vicino
ai vetri della nostra macchina facendole vedere la sua ROSSA CAPOCCHIA,
vogliamo vedere come si INFOIA a vederne QUATTRO?”.
“Dai, Gioia TOGLITI l’accappatoio” e dopo che era rimasta NUDA le
dissi: “adesso, noi ci MASTURBEREMO mentre ti ricordiamo quello che ti
abbiamo FATTO, tu nel frattempo ACCAREZZATI”.

“In genere mi vergogno a farmi vedere mentre mi “MASTURBO” precisò la “MAIALONA”, “ma questa sera penso proprio di aver perduto ogni pudore, e poi il ricordo di quello che mi avete “FATTO ed ancor di più IL PENSIERO di quello CHE MI AVETE FATTO FARE” mi ha eccitato “DA MORIRE”, quindi continuerò a lasciarmi andare, forza parlate, sono sicura che al solo sentirvi GODRO’ di nuovo”, e socchiudendo gli occhi DIVARICO’ le “COSCE”, si ficcò due dita nella “GNOCCA” e diede inizio ad un languido “DITALE”.

Noi quattro, subito, cominciammo ad ACCAREZZARCI LE MAZZE e Carlo,
già su di giri, fu il primo a parlare: “Gioia voglio confessarti cosa ho
pensato di te appena ti ho adocchiata in discoteca, mi sono detto ma
guarda come si DIMENA questa TROIONA, e che bel CULO che ha, glielo
SFONDEREI qui davanti a tutti, arrivai ad immaginare di piegarti su un
tavolo, alzarti la gonna e SPROFONDARTI la mia VARRA tra le CHIAPPE, e
mi è successo una cosa che credimi è difficile che mi capiti, a questo
pensiero mi si è INDURITO IL CAZZO nei pantaloni tanto che ho dovuto
smettere di ballare perché temevo che si vedesse il GONFIORE della PATTA,
e poi, dopo, mentre andavamo giù per il viottolo ho pensato che neanche
una PUTTANA DA STRADA sarebbe stata capace di ADESCARMI come hai fatto
tu”.

Mia moglie, ascoltando Carlo, aveva accelerato il “MASSAGGIO alla FICA”
dimostrando quanto si ECCITA a sentirsi DESIDERATA, e come prova piacere
quando gli uomini, SENZA MEZZI TERMINI, le confessano di essersi ARRAPATI
nel guardarla raccontandole, con appropriate parole, le loro più DEPRAVATE
FANTASIE con lei protagonista.
“Ho capito subito che ti avevo colpito”, rispose Gioia, mentre eravamo seduti al tavolo hai sempre guardato nella mia scollatura, mi hai SPOGLIATO CON GLI OCCHI, ad un certo punto ho istintivamente poggiato la mano sui SENI, sembrava che non avessi più addosso la maglietta, poi mi ha preso una strana ECCITAZIONE, allora ho lasciato scivolare via la mano ed ho pensato: perché nasconderle, probabilmente lui guarda desiderando di METTERCI IN MEZZO IL SUO CAZZO, lasciamolo fare e sono passata ad immaginare come sarebbe stato BELLO STRINGERTELO TRA LE ZIZZE, ed il farmi METTERE LA MAZZA TRA LE MAMMELLE da uno sconosciuto era una PORCATA troppo FAVOLOSA che mi sono ARRAPATA ancora di più e per un attimo ho avuto la netta sensazione che per davvero UN ENORME BASTONE DI CARNE mi stesse SCIVOLANDO tra le POPPE SCAPOCCHIANDOSI AD OGNI AFFONDO, a quel punto se fossimo stati in un posto appartato ti avrei aperto la PATTA, me lo sarei stretto tra le ZIZZE e ti avrei LECCATO LA CAPOCCHIA fino a FARTI VENIRE”.

“A proposito di LECCATE”, intervenni io, “dovete sapere che mia moglie
è molto golosa di gelati e quando mangia un cono, lo LECCA con la stessa
LIBIDINE che prova quando LECCA LA CAPOCCHIA DI UN GROSSO CAZZO; le avevo
detto sempre che quel modo di mangiare il gelato mi ARRAPA ed ero anche
convinto che ARRAPASSE quegli uomini che avevano la ventura di vederla,
lei mi aveva sempre accusato di avere il SESSO nel cervello e di
pensare SEMPRE AD UNA COSA, perché era convinta, diceva, che gli
uomini manco la guardavano; premetto che prima che mia moglie si
decidesse ad accettare questo BEL GIOCO DI GRUPPO, ero solito, mentre
SCOPAVAMO, sussurrarle quello che avrei voluto che lei facesse con UNO
O PIÙ UOMINI, la VIZIOSA si ARRAPAVA da MORIRE ma diceva di VERGOGNARSI
a mettere in pratica quello che pur facendola IMPAZZIRE riteneva solo
un ESERCIZIO DIALETTICO UTILE a rendere più ECCITANTE UNA CHIAVATA”.

(continua) Alberto e Gioia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *