La cena promessa

“…Avevi promesso, avevi promesso!”. Ecco cosa sarebbe accaduto se non avessi preparato per cena ciò che avevi promesso il giorno precedente alla tua famiglia; ma aprendo il frigo ti accorgesti che qualche ingrediente mancava. Così da brava mamma e da brava moglie, anche se controvoglia, sei andata al supermercato. Era un pomeriggio infrasettimanale e per fortuna tra le corsie non c’era molta gente: perfetto per comprare qualche articolo e tornare a casa al volo.

Ma nella tua ricerca tra la grande varietà di prodotti sei più volte costretta a chinarti. “ma dove sarà?! dove sarà che non lo trovo!” continui a ripeterti tutta concentrata a guardare i ripiani bassi degli scaffali quando d’un tratto, alle tue spalle, senti dei passi e un dorso della mano che leggermente e velocemente sfiora il tuo culetto. Ti alzi di shitto sorpresa da ciò che era accaduto, ma il ragazzo che aveva osato tanto, continuava il suo cammino verso la fine della corsia di spalle senza mai voltarsi, facendo finta di nulla.

Un po’ infastidita e un po’ orgogliosa di quanto accaduto, continui la tua ricerca nel supermercato. Ma ti accorgi di qualcuno che ti osserva: eccolo di nuovo all’inizio della corsia pronto a cogliere l’attimo giusto per ripetere l’audace gesto. Era un ragazzo sulla trentina che indossava una divisa larga da promoter. Un sorriso ti affiora spontaneamente mentre lo guardi e lui, notandolo da distante, capisce di essere stato “scoperto” e si defila altrove nel supermercato.

Con lo stesso sorriso orgoglioso ti rechi verso la cassa quando, girando l’angolo, ti imbatti nel banchetto promozionale del ragazzo che, imbarazzatissimo, non proferisce parola vedendoti. Tu invece, a quel punto, volevi calcare un po’ la mano e divertirti un po’ a provocarlo. Ti fermi e ti fingi interessata a ricevere informazioni sui prodotti in vendita. Dopo il primo imbarazzo iniziale, si capisce benissimo che l’interesse del ragazzo non è la vendita degli articoli ma farti partecipare al “fantastico concorso” per il quale devi, ovviamente, lasciare i tuoi dati: nome, cognome e soprattutto numero di telefono.

Era un bel ragazzo e, stuzzicata dall’escamotage che proponeva per avere il tuo contatto, compilasti la scheda e ti avviasti verso la cassa: ovviamente di spalle, sculettando appositamente, immaginandoti il batticuore che stava provando il ragazzo dopo la vicenda appena conclusa. Passa il tempo e il ricordo di quanto accaduto quel giorno svanisce fino al giorno in cui ricevi una telefonata da un numero sconosciuto: “Buongiorno Signora, sono il promoter del supermercato volevo avvisarla che purtroppo non è risultata tra i vincitori del concorso……………”.

Telefonata standard che serve a te per memorizzare il numero e a lui per rompere il ghiaccio. Da quel giorno iniziate a messaggiare ogni tanto e tu non perdi occasione per stuzzicarlo con doppi sensi, immediatamente smentiti ovviamente: in fondo lui ti ha conosciuto come la brava mamma che va al supermercato per preparare la cena non come l’altra Alessia, quella con il fuoco che brucia dentro. Tutto procede solamente nel mondo virtuale di whatsapp fino ad una telefonata: “Giovedì ci sarà il lancio del nuovo prodotto e il mio capo mi ha chiesto di far partecipare il maggior numero di clienti possibile…ti va di venire?!”.

Stuzzicata dalla proposta e consapevole che il vero fine del venditore non era quello commerciale, accetti di buon grado: in fondo potrebbe essere divertente farglielo venire duro di fronte a tutti e l’idea di possedere questo potere su di lui ti eccita maggiormente. Unico neo: per questa volta decidi di non dire nulla a Roby. Questa volta sarà solo per te, vuoi giocare da sola. Non avevi detto nulla nè del supermercato né dell’audace promoter: perché svelare tutto?! Non era ancora accaduto nulla! Ti prepari per uscire con un sobrio vestito, un trucco leggero e un bel completino intimo perché è utile essere preparati ad ogni evenienza.

Prima di uscire un ultimo sguardo allo specchio e il cuore che batte forte. “Sarà giusto non dire nulla a Roby?” pensi “In fondo il gioco piacerebbe anche a Lui”, ma questa volta no, questa volta sarà solo per te. Ti avvii alla presentazione dove c’era molta gente. Lui ti accoglie con due baci sulle guance e una mano che tocca fugacemente qualche centimetro sotto il fianco, fingendo di conoscerti bene, come una vecchia amica.

Dopo circa un’oretta di sguardi e ammiccamenti, la presentazione del nuovo prodotto termina. Fai per uscire nella speranza che sia Lui a prendere l’iniziativa. “Ding Ding” arriva un messaggino: “ti va di bere un aperitivo assieme? Giusto un aperitivo per ringraziarti per essere venuta oggi”. Non attendevi altro così, dopo aver accordato il posto, ti ritrovi a sorseggiare uno spritz in compagnia del bel ragazzo: un po’ in ansia per la paura di incontrare qualche conoscente e un po’ eccitata dall’idea di essere corteggiata.

I suoi occhi mentre ti guardavano esprimono desiderio, il desiderio di possederti e anche il suo corpo reagiva, tanto che, ad ogni tuo ammiccamento, ad ogni tuo sorriso, ad ogni volta che la tua mano passava tra i capelli, si faceva sempre più palese che quel rigonfiamento che spuntava dai pantaloni era “causa” tua. La tua eccitazione sale proporzionalmente al tuo tasso alcoolemico: ormai sei al terzo spritz e il gioco con il bel ragazzo ti stuzzica sempre più e senti che anche il tuo manda dei segnali.

Con la scusa del bagno ti allontani e chiusa nel segreto della toilette hai la prova della tua reazione: le mutandine erano già bagnate e ti concedi qualche piccola carezza chiudendo gli occhi, pensando al rigonfiamento che ti aspettava lì fuori. Ormai hai deciso, andrai fino in fondo! Uscendo trovi il ragazzo alla cassa che sta pagando per entrambi e tu lo aspetti in disparte. Usciti dal locale arriva la proposta giusta: “vorrei ringraziarti ancora per oggi, avevo pensato di darti un piccolo omaggio ma l’ho scordato.

Ti dispiace fare un salto in ufficio a prenderlo?! Chissà quando ti rivedrò e se non capitasse più l’occasione ……. ”. Perfettamente lucida nel capire cosa sarebbe accaduto di lì a poco, sali nella sua auto e vi dirigete verso il suo ufficio. La tensione è palpabile nell’aria e sfocia in un eccitante silenzio lungo il tragitto. Hai l’ultima occasione per avvisare Roby, avvisarlo che tra qualche minuto ti saresti divertita con un nuovo cazzo, il cazzo di quel ragazzo giovane che aveva saputo corteggiarti a dovere ma appena preso il cellulare in mano la macchina si ferma: siete arrivati.

Entrati in ufficio ti saresti aspettata che lui ti saltasse addosso con passione: invece no, ti gira attorno sfiorandoti, sfiorando il tuo culetto con il dorso della mano come aveva fatto quella volta al supermercato, sfiorandoti i capelli, sfiorandoti le tette. Ti abbraccia da dietro facendoti sentire il suo gran bel cazzo già duro, bello duro, già pronto per scoparti. Ti lasci andare mentre lui comincia a baciarti il collo, dimenando il culetto per strusciarlo contro il suo cazzo.

Afferri la sua mano e la accompagni fin sotto le mutandine per fargli sentire quando ti eccita lui, la situazione e il suo cazzo. All’improvviso però lui si ferma e continuando a sfiorarti dice “Ora però devi pagare pegno, pagare pegno per avermelo fatto diventare così duro oggi, per avermelo fatto diventare duro alla presentazione, all’aperitivo e quella volta al supermercato. L’ho capito dai tuoi messaggi che sei una…………. ”. Sussulti con un sorriso sornione e gli rispondi “cosa sarei?! Una……?”.

Ma lui, fissandoti fisso negli occhi non risponde: preferisce darti un sculacciata un po’ dolorosa per farti capire che dovevate spostarvi nell’altra stanza. Aperta la porta ti accorgi che era una stanza grande senza finestre, completamente buia, ma piena di shitole, scaloni chiusi. Il ragazzo chiude la porta dietro le sue spalle e tu non riesci più a vedere nulla e ti dispiaci: avresti proprio voluto vedergli il cazzo che tanto ti desiderava. Un guizzo nel buio e le sue mani son già a strizzarti per bene le tette.

Ricomincia il massaggio del suo cazzo duro contro il tuo culetto. Ormai non riesci più a resistere, lo vuoi, lo vuoi dappertutto. La sua mano parte dal tuo culetto e sale lungo la schiena fino ad afferrarti i capelli. Ti spinge la testa verso il cazzo e tu non vedevi l’ora di poter mostrare quanta voglia avevi di spompinarlo. Ti inginocchi di fronte a lui e con grande fretta liberi il suo cazzo dai pantaloni e dalle mutande: lo afferri con la mano e avvicini il tuo naso per sentirne l’odore, l’odore del maschio.

Il tempo di un attimo ed è già dentro la tua bocca. Lo succhi avidamente, ti piace sentirlo in bocca soprattutto perché era un gran bel cazzo grosso e duro. La sua mano si appoggia alla tua testa dettandoti il ritmo: lo vuoi, vuoi sentirlo dentro, la tua fichetta bollente è pronta a riceverlo tutto, fino in fondo, anche se potrebbe farti male. Fai per alzarti ma lui ti spinge ancora verso il basso.

Aveva ancora voglia di farselo succhiare da te che stai dimostrando di essere un’eccezionale bocchinara. Il momento però viene rotto da un rumore, un rumore di passi. “toc toc toc toc” i tacchi che battono contro il pavimento si fanno sempre più rumorosi; continui a succhiare lentamente il cazzo del bel ragazzo ma con gli occhi aperti che cercano di vedere, capire, cosa stia accadendo ma intorno a te c’è solo il buio. I passi si fanno sempre più vicini e tu d’instinto, impaurita e palpitante, ti stacchi dal cazzo.

“Cosa fai Troia! Chi ti ha detto di smettere!” sentenziò il ragazzo, afferrandoti la testa e spingendola violentemente verso il suo cazzo. Il rumore di passi si ferma e ormai percepisci la presenza di qualcun altro vicino a te. “Allora era quello il modo in cui vuole farmela pagare”, pensi e mentre succhi senti un altro cazzo duro che comincia strusciarsi sulla tua guancia. “Cazzo che situazione di merda, nessuno sa che sono qui, nemmeno Roby….

e se mi tiro indietro che succede?” e un filo di paura comincia a pervaderti. Intimorita delle conseguenze, afferri l’altro cazzo con la mano e ti giri porgendo anche la bocca: in fondo non era male, forse non era grosso come quello del ragazzo ma era bello duro, forse potevi divertirti per bene. In quel momento la paura svanisce e ti sopraffale l’eccitazione: due bei cazzi duri tutti per te…. perchè non goderseli?! Ma un mano si insinua sulle tue tette, un’altra sul tuo culetto e qualcosa di duro spingeva dietro la tua nuca.

Hai un sussulto, sei impaurita,capisci che la situazione diventa problematica, capisci che oltre al ragazzo e al suo amico c’era qualcun altro: uno o forse altri 2?! Fai per alzarti, hai paura, vuoi andartene ma ormai è troppo tardi: troppe mani ti tengono ferma in ginocchio, ormai non puoi più scappare, non puoi più fermarli. “Dove credi di andare?! Pensi di poterne andare via senza prima averci svuotato le palle a tutti e 4?!”.

Capisci di essere in trappola e ormai non riesci più a contare le mani che esplorano il tuo corpo a fondo: le tutte fantastiche tette, il tuo culetto, fino ad incrociarsi nella tua fichetta calda e bagnata. Ormai sei alla loro mercé e farai tutto ciò che loro vorranno. Ti sballottano da una parte all’altra infilandoti i loro cazzi in bocca: ormai non capisci più nulla, senti solo mani che poco gentilmente di toccano e cazzi duri che ti vengono spinti con violenza fino in fondo.

Due mani ti afferrano i fianchi e ti fanno alzare e di colpo…. eccolo il cazzo che ti penetra con forza: emetti un gemito di piacere misto a dolore. Senti il compiacimento dei ragazzi al tuo gemito “Avevi proprio ragione, le piacciono davvero tanto i cazzi a questa Zoccola” dice uno e riconosci la sua voce: era un collega del ragazzo che c’era alla presentazione. Aveva organizzato tutto, organizzato tutto per scoparti con i suoi colleghi.

Chissà cosa pensavano mentre ti guardavano alla presentazione, mentre tu ignara tra il pubblico giocavi a fare la troietta con il bel ragazzo e loro si eccitavano all’idea che di lì a poco ti avrebbero scopata di gusto. I loro cazzi non ti danno tregua ma sono 4 e tu non riesci a giocarci con tutti contemporaneamente. La tua bocca è sempre piena e passa da un cazzo all’altro. Anche la tua fichetta è sempre occupata: appena si toglie un cazzo è pronto a entrare un altro e tu nel mentre cominci a godere, a godere grazie a quei cazzi duri, nuovi, tutti per te.

E ti piace pure l’idea che siano lì ad abusare del tuo corpo, ad abusare di una troia che non si è tirata indietro di fronte a 4 cazzi da soddisfare. Il ritmo si fa sempre più intenso e loro ti vogliono scopare sempre in maniera diversa. Ti fanno sedere sui loro cazzi che tu prendi fino in fondo e pensi a Roby, vorresti che lui ti vedesse in quel momento impegnata con 4 cazzi duri, che vedesse quanto è affamata di cazzi sua moglie.

Loro vogliono esagerare e mentre sei impegnata a cavalcare uno, due si avvicinano alla tua bocca: vogliono che li prendi entrambi. Il quarto invece punta al tuo culetto: vogliono divertirsi tutti assieme riempiendoti dappertutto. Ma tu no, ti alzi di shitto “Nel culo no, scordatevelo”. Attimo di silenzio in cui non proferisce rumore. La situazione era cambiata. Non erano più loro a comandare ma Alessia era diventata padrona della situazione. Con le sue mani li metti tutti in riga, uno di fianco all’altro: era il momento di farli sborrare tutti e 4 ma sarebbe stata Alessia a decidere come, non loro.

Dopo un primo massaggio al cazzo, al primo è stata concessa una sborrata in fica a pecora. Al secondo, che aveva tentato di infilarglielo nel culetto, un sega con strizzata di palle. I due rimanenti invece voleva farli sborrare assieme. Così fatto sdraiare uno, Alessia ci è montata sopra, mentre spompinava il ragazzo che l’aveva “trascinata” in quella situazione. Lui meritava un bonus: una copiosa sborrata in faccia e sulle tette! “L’ho capito dai tuoi messaggi che sei un’avida succhiacazzi” disse mentre godeva, terminando così la frase troncata mentre ancora era nella prima stanza.

Tutta sporca e grondante ti rechi nell’altra stanza dell’ufficio. Un attimo dopo il bel ragazzo si presenta nudo con dei fazzoletti e il vestito di Alessia, e un sorriso stampato di chi aveva appena ottenuto ciò voleva. Il tempo di una ripulita veloce e via. Dopo una breve passeggiata Alessia raggiunge la sua auto: uno sguardo all’orologio. “Cazzo si è fatto tardi!”. Intrapresa la strada verso casa sente ancora che la sua bocca e il suo corpo hanno ancora addosso l’odore di quei ragazzi.

“Ottimo…. così appena sarò a casa, darò un bacino a Roby e si accorgerà che so di cazzo” pensa…”e poi al mio bel maritino sarà confessato tutto ciò che ho combinato…se lo merita il cornutello…”.

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