IL TRIBUTO

Quante sorprese su internet, quante persone … idee … mentalità diverse …
questo sconfinato “universo di menti” che si apre davanti a me mi lascia senza fiato, emozionata e incantata: mi ricorda un mio sogno infantile …
“Sono nata vicino al mare e spesso, guardando quella infinita distesa azzurra, pensavo ai misteri che nascondeva nelle sue profondità …
allora, immaginavo che un giorno, per uno strano scherzo della natura, il mare si potesse svuotare dall’acqua e, come in una vecchia soffitta, avremmo potuto vedere cose che fino ad allora ci erano state completamente celate …”
E’ così che ho scoperto la tendenza di alcuni utenti di “reinventare un gioco”; credo li riporti alla prima gioventù, perché, io, lo ricordo ancorato alla fanciullezza …
Avevo molta dimestichezza con i miei cuginetti maschi, e non era un segreto che si masturbassero copiosamente, eccitandosi sulle riviste porno che riuscivano, in qualche modo, a procurarsi.

Ora, cosa accade?
In gruppi, più o meno segreti dei vari “social network” ci sono persone che postano foto, spero verosimili, per ottenere, da chi pratica questo tipo di “onanismo”, quello che, nel gergo, viene definito: Tributo!
Ecco: tra le varie, interessanti amicizie, che spuntano come “tesori” perduti dall’oceano di internet, mi sono imbattuta in un vero campione dell’ “ars tributaria” …
Questo giovane, i tributi li fa già di suo, ma ormai è talmente famoso, da ricever anche richieste … specifiche, delle dediche, insomma.

Allora, meticoloso e professionale quale è, accontenta al più presto possibile le richieste, nei limiti naturali di tempo e … salute.
Questo è il compendio di una nostra chat, tradotta dall’ inglese … e molto personale:
( … )
AVATAR
Mia cara, lo sai che é sempre un piacere avere a che fare con te, a prescindere del mio alter ego “tributer”, quello che esprimo attraverso questo mio profilo di FB.
Tu, scherzando, hai postato qualcosa su … sullo “spreco” che io farei del mio seme.

Ma vedi, per me, venire, anche solo su un foglio di carta o per terra …
non lo considero uno spreco … in quanto appaga la mia e l’altrui libidine.
In questo senso il mio sperma non é mai sprecato.
E come ti dissi l’ altra volta … (so che ti suonerà strano) ma davvero, dopo sborrato, l’ho leccato dal pavimento.
Questo, detto così, a freddo, fa rabbrividire anche me …
mi sembra una follia, però ti assicuro che al momento mi sono sentito … eccitatissimo …
Boh? Qualche strizzacervelli mi spiegherà prima o poi cos’ho in testa, ah ah ah!
IO
Stento a crederci … ma sono certa che lo psicologo non c’entra ah ah …
è una tua forma di trovare il piacere … valida come qualsiasi altra … secondo me.

AVATAR
Vedi, cara, quando abbiamo iniziato a sentirci, ricordi?
Quando tu mi dicesti che non trovavi piacevole il … tributo … come forma di erotismo …
ho dimenticato di dirti che, addirittura, capita che degli amici (si dichiarano uomini) chiedono di sborrare sulle foto delle loro “donne” ….
La mia prima risposta sarebbe sempre: ma scusate … l’attrezzatura necessaria ce l’avete, o no?
Poi, visto che non posso negare la forte componente emotiva e il mio piacere nel farlo,
mi dedico di buona lena al tributo,
mi faccio la sega scrupolosamente e spero, mentre vengo e fotografo la scena, che la mia sborrata su quella determinata foto, sia apprezzata dal richiedente … e magari anche dalla sua donna …
Anche se credo che spesso le ragazze nemmeno lo sanno …
IO
Cioè?
Cosa non sanno?
AVATAR
Non sanno che “qualcuno” … non so, ad esempio il marito … magari un collega, ha chiesto il mio “servizio”.

IO
Vuoi dire che a volte la donna nemmeno lo sa che tu l’hai come dire … “tributata” con il tuo sperma? IoI
AVATAR
Si … in certi casi posso assicurarti di si … succede proprio questo.
Ma non chiedermi perché, proprio non so cosa dirti …
Ti stupisco?

IO
Non so che dire … sono abbastanza sconcertata … lo sai, ti stimo … come amico.
Però credo che una persona che fa una richiesta del genere, all’ insaputa della sua ragazza, compie … un abuso … una specie di violenza …
Sarebbe raccapricciante scoprire che un mio collega, per esempio, usa una mia normalissima foto … per chiederti di eiacularci sopra, a mia insaputa.

Scusa la franchezza … ma mi sa tanto di “sporcatura”.
Magari è una forma di vendetta, per un rifiuto ricevuto … ?
AVATAR
Potrebbe essere …

IO
E tu? Provi piacere lo stesso?

AVATAR
Si, devo ammetterlo, anzi più è impersonale e indiretto il mio tributo e più mi arrapa di farlo … scusa la franchezza.
IO
Dai … lo sai che non sono un’ ipocrita … esprimiti pure come credi … 😉
AVATAR
Ho tributato anche gay, trans … il sesso é sesso …
Poi, quelle che sono le mie reali preferenze … beh, quello é un’altra cosa.

Ma tornando ai … tributi …
E’ un vero peccato!
Sigh! 🙂
IO
Cosa?
AVATAR
Beh, è chiaro.
Ho visto le foto che hai postato nel “gruppo”, quelle shittate dal tuo uomo … e …
per prima cosa: complimenti!
Oltre che eccitantissime per le varie inquadrature, erano anche di ottima qualità …
quindi …
mi è davvero difficile trattenermi … ah ah
IO
Ah ah
Vedi mio carissimo e … correttissimo amico, io credo che noi, che viviamo l’erotismo un po’ fuori dagli schemi, ci possiamo sempre capire …
rispettando anche quelle pratiche (comunque innocue) che non condividiamo …
Il mio problema con i tuoi “tributi” è squisitamente tecnico …
quelle gocce bagnate sulla carta mi danno i brividi, fin dall’ infanzia …
è come per quelle persone che non sopportano il gesso che stride sulla lavagna.

Spero di essermi spiegata.
Ma non disdegno i vostri stupendi spruzzi, e credo come ogni donna, di apprezzarli incondizionatamente.
PS: Non sai quanto trovo eccitante … e quanta invidia provo …
per quelle “utenti” che, all’ improvviso, vi chiedono il “Dono” …
e poi, godono del vostro tributo …
vorrei che fosse tanto facile anche per me … ah ah
AVATAR
Basta chiederlo, tesoro … lo sai! 🙂
Con te mi trattengo da tempo … ma non so fino a quando riuscirò a rispettare … i nostri patti (?)
IO
Il mio enorme limite è rappresentato dal fatto che esistono due donne in me: una viaggia a basso regime, vive la giornata, fa i mestieri, lavora (quando ce n’è) … fa la nurse … ecc ecc
Questa persona, ha imparato ad apprezzare molte forme di piacere, grazie alla capacità del mio uomo (quasi venti anni insieme) di sapermi capire e guidare.

Ma (sempre a basso regime) … tutto questo mi fa sorridere …
sia che io veda ciò che praticate, nel tuo caso, o anche quando io stessa posto qualche foto particolarmente scabrosa.
AVATAR
In effetti, anche nel mio caso, funziona così …
Esistono anche in me due personalità:
quella ufficiale, marito, lavoratore integerrimo …
e quella che si avventura in meandri reconditi del suo “io” per arrivare all’appagamento del mio erotismo più estremo.

E purtroppo questo non mi è lecito nella vita … “ufficiale”.
Una cosa è certa: continuerò la mia “missione” finché non comincerò ad avere seri problemi di …
sdoppiamento della personalità … ah ah
IO
Eh, mio caro , tu non sai io come sono ridotta …
mi vergogno a dirtelo, ma devi credimi, sono talmente poco eccitabile, come donna, da non provare nemmeno il piacere di essere “esibizionista” (caratteristica tipicamente femminile) …
Per me è stato un vero shock scoprire che voi apprezzate le foto ….

non mi era mai capitato di farmi vedere così … “esposta” da sconosciuti.
Quando sono a “basso regime” … fuori dall’ eccitazione, per intenderci, quelle immagini hanno la stessa valenza “erotica” delle figurine Panini.
Però, c’è anche l’ altra me stessa …
quella che il mio uomo sa come risvegliare …
e quella credimi, quando scende in pista è davvero da Formula Uno!!!
AVATAR
A parte il fatto che già la tua intelligenza e il modo di esprimere la tua femminilità é molto eccitante, tutti possiamo adeguarci a tutto …
purché non perdiamo la nostra capacità di metterci in gioco e un pizzico di … autoironia.

Intanto devo dire che … l’idea delle figurine è eccellente … ah ah
anzi, voglio proporla alla Panini … con un album del genere … WOW !!! sai che affaroni !!! ah ah
IO
Cacchio … un album di tutti i tributi? Che idea da sporcaccione … ah ah 😉
AVATAR
comunque sei fortunata ad avere un uomo che ti capisce, ti segue e non ti toglie la libertà …
( … )
Ma il giorno successivo, sul noto social network, non esistevano più né l’ Avatar del mio amico, né il suo gruppo segreto.

Però lui non si perse di coraggio e, naturalmente, pochi giorni dopo eccolo di nuovo in lizza, più agguerrito che mai.
(…)
AVATAR
Grazie per esserti tanto adoprata per me, carissima … a buon rendere …
IO
Era il minimo, te l’ho detto quando una persona mi piace, faccio del mio meglio … 🙂
AVATAR
Lo so, lo so … naturalmente ti ho già aggiunta al nuovo gruppo … se non ti va ti cancelli, ma io non potevo non invitarti, tesoro … e poi…
IO
Ehi? Sei sparito? E poi … cosa? … non ti leggo.

AVATAR
Eccomi, dicevo: e poi … mi perdoni?
Ho anche fatto un video ieri sera … mi sono lasciato andare in un tributo sulla tua foto …
è stato più forte di me: volevo dimostrarti la mia stima e il piacere che mi da averti come amica.
IO
Lo immaginavo che non saresti riuscito a trattenerti …
sei un fiume in piena … ah ah
AVATAR
Sono contento che non te la sei presa … posso postarlo nel nostro gruppo?
Lo so che non é il tuo stile, ma ti assicuro che é un piacere enorme tributare una donna come te !!!
IO
Sei troppo “sweet” per dirti no …
e va bene … non mi offendo, anzi …mi sento onorata … ok?
Ora però ti ordino di dirmi come’ è stato …
Com’è che ti ho ispirato?
AVATAR
Non dire sciocchezze, per favore …
e non inventare troppe scuse sulle foto che tu stessa hai postato … ma cosa credi che sono cieco?
So che sei tu su quelle foto … vedo che hai un seno che è uno spettacolo, io … io intuisco la morbidezza di quel tuo “cuscino di carne”.

IO
Oh – Ooooh … quanti complimenti …
AVATAR
E’ tutto vero, cara, mi piaci, e molto, e ieri sera … ho stampato la più dolce delle tue immagini e ci sono venuto sopra …
E’ un delitto?
IO
Ma nooo… ah ah
mi piace e … mi dispiace da un certo punto di vista, dopotutto avere del “succo d’uomo, caldo, sul seno … dal vero, intendo … non è che sia un “dolore” tanto … insopportabile, per una donna.

Il dispiacere è legato al fatto che tutta quella “roba” avrei preferito riceverla dal vero … ah ah
Una cosa sola … era molta? Lo sperma, intendo …
AVATAR
Ho si, lo vedrai nel filmato … ho tirato fuori la mia cappella più volte, mi si è indurito il cazzo subito, al solo cedere, al solo pensare … poi … poi …
beh, lo vedrai …
effettivamente la sborra che è uscita è stata notevole …
IO
Stasera faccio vedere il filmato col “tributo” a mio marito … se lo ispira (invece di renderlo furioso) … insomma, se faccio sesso lo dedico a te …
Va bene?
AVATAR
Cazzo, mi farebbe piacere sapere che vi divertite pensando a me … alla mia sborrata in tuo onore, ma il tuo uomo non sarà geloso?
IO
No, a lui può piacere o non piacere, ma non è geloso, io sono libera di fare ciò che voglio … e questo per sua volontà.

Lui dice che mi ama, quindi non penserebbe mai a reprimere un qualcosa che mi da piacere, probabilmente questo “stile” funziona …
visto che lo amo anch’ io!
AVATAR
E’ bello il vostro modo di stare insieme … potessimo farlo tutti …
Bene!
Tra poco il “tributo” sarà on line … va bene?
IO
Wow!
Allora adesso vedrò se ti “ispiro”davvero … vediamo se ti .. piaccio veramente, tesoruccio.
( … )
Pochi attimi dopo arriva il suo messaggio:
AVATAR
Ecco … ora sei online.

Clicca su questo indirizzo web:
www………………………………………………………………..
Eccomi, tutto per te …
Adoro la sensazione nell’attimo in cui mi esplode lo sperma e schizza fuori.
Wow.
Ehi … buon divertimento per questa sera 😉
Pochi minuti dopo, invio al mio Amico quest’ ultimo messaggio:
IO:
Ho visto, ho visto bene!!!
e ho anche notato il tuo … “bell’ affare”, complimenti ;-))
E stato molto piacevole e … nuovo per me …
grazie, caro.

🙂
La sera, dopo cena e messa a tacere la casa, non potevo certo evitare di prendere per mano Gerry, mio marito e trascinarlo davanti al PC, con una scusa cretina.
Stanco della giornata, non aveva ancora notato che sotto il solito pigiamone, indossavo un completo di pizzo nero.
Il reggiseno a mezza coppa, improponibile nel quotidiano, per le mie straripanti misure, disegnava un’ eccitante parentesi nera, delicatamente merlettata, riuscendo appena a raggiungere le grosse aureole, ma non i capezzoli!
Infatti, la mia mente eccitata me li aveva gonfiati e inturgiditi, avevano raggiunto “l’ esterno” e, come dita arrapate,erano puntati verso l’ alto.

La mutandina era a culottes, il modello che più esaltava la forma delle mie natiche …
Feci sedere Gerry davanti al PC e io mi tirai un’ altra sedia, per mettermi di lato, al suo fianco.
– Guarda questi matti cosa si sono inventati … – sorrisi.
Devo dire che lui non usa il PC quasi mai, non usa questo strumento e non ha alcun profilo su nessun “social” … quel poco di posta elettronica, ormai obbligatoria, sono io a gestirla, tramite la sua mail aziendale.

Sono io a tenerlo edotto sulla “finestra” sul mondo e, sempre io, che qualche volta gli faccio vedere qualche scena hard che mi ha particolarmente colpito.
Sempre io scarico sul PC le foto erotiche che a volte ci concediamo di shittare.
Entrai nel gruppo a cui poco prima L’ altro mi aveva aggiunto e, dal titolo, lui capì che era un gruppo segreto di sesso esplicito.
– Questo è un gruppo esclusivo – dissi – non sapevo nemmeno che esistesse … –
Gerry guardava interessato e un po’ sulle sue … voleva capire dove volevo arrivare.

Mi aprii ulteriormente la cerniera del pigiama e con finta disinvoltura gli appoggiai le tette sul braccio, mentre smanettavo sul PC per arrivare alla pagina che desideravo mostrargli.
Lui guardava scorrere le immagini, molto crude, delle foto e dei filmati postati dai membri.
– Ma che è? – disse, sempre più sorpreso.
– Niente …
in realtà è un gruppo di persone a cui piace venire su foto … – lo guardai, sott’ occhi.

– Venire? Venire nel senso di … sborrare? – chiese lui sempre più sorpreso …
– Si – dissi – spruzzano lo sperma su delle foto di donne … in genere. –
– Ma che donne … dove le prendono le foto di donne …? – era fuori registro, me ne resi conto, ma non volevo fermarmi a quel punto.
– Ma non lo so … credo dalla rete – però molte sono foto postate da altre persone del gruppo …
o da loro stessi o da qualche loro amico, che ne so? … dal marito, per esempio! – cercavo di portarlo in argomento.

Il mio errore quella sera fu la fretta, credo …
Se lo avessi prima fatto eccitare con altri filmati, forse le cose sarebbero andate diversamente … ma, ormai era fatta.
Come si dice: “Del senno di poi … “
Senza controllare se fosse eccitato, feci vedere a Gerry, alcune delle foto che io stessa avevo postato, appena entrata nel gruppo.
L’ avevo fatto come omaggio … visto che c’erano tante foto di nudo, avevo pensato che fosse giusto “partecipare” al gioco con delle mie foto … vere, personali.

Ero stata tratta in inganno, devo ammetterlo, dall’ euforia della novità e dall’emozione di far parte, per la prima volta di un grippo segreto … l’ esibizionismo mi aveva giocato un brutto tiro.
Ma quale segreto?
Una volta messa una foto sul web … essa non è più tua … lo sapevo, ma ci ero cashita lo stesso.
Gerry trattenne ogni emozione per se, per estorcermi tutta la verità …
– Beh … ecco … anche io ho messo qualche foto … così, per gioco – continuai con meno enfasi, volevo sminuire il valore di quelle azioni, gettando la cosa sullo scherzoso.

– Poi, dopo alcuni giorni, cosa succede? – sorrido – Uno di questi matti mi scrive e mi avverte che ha fatto un “tributo” … per me. –
Lui mi da un’ occhiata.
– Si, un tributo – dico – loro le chiamano così, le sborrate … io, quando ho messo le foto non sapevo che succedesse questo …
Così, questa persona, ha fatto un filmato e me lo ha spedito sulla mail … vuoi vedere? – dissi quasi timorosa.

– Ok, vediamo … – disse lui, ma sentivo che non era entusiasta della cosa.
Non sapevo come uscirne …
Non potevo fermarmi adesso … sarebbe stato peggio e avremmo di sicuro litigato.
Continuai a far passare il tutto come uno scherzo senza significato e feci in modo che i seni esplodessero dal giacchino aperto davanti, mentre io mi attardavo sulla tastiera per far partire il video.
– Ecco – dissi – guarda … è solo una sciocchezza … –
Il video partì, anche con il sonoro, purtroppo …
Si vedeva una delle mie foto, una delle più belle shittate da Gerry, l’ unica dove si vedeva il mio viso e il mio decolté, mentre con le mani a coppa offrivo le mie grosse “bocce” … rigorosamente trattenute dal reggiseno … niente di osceno, insomma.

Mi rosi il fegato.
Come cazzo potevo immaginare che su una decina di foto senza volto, dove avevo offerto “al pubblico” le mie tette nude, le cosce aperte con la figa in mostra e persino il mio culo, mentre voltata, lo spalancavo per offrire meglio i miei buchi agli sguardi maliziosi … come potevo pensare, dicevo, che quel disgraziato del mio “Amico” aveva deciso, non fino a che punto ingenuamente, di sborrare sull’ unica foto “casta” da me postata.

Ma vaffanculo!
Ormai la frittata era fatta …
Gerry guardava rapito il filmato, non si perdeva un solo particolare … incrociai le dita dietro la schiena e mi feci furba, così provai a togliere il pigiama del tutto, restando al suo fianco seminuda.
Speriamo bene, pensai, avevo le calze a rete nere e le scarpe col tacco, di sotto …
come piaceva tanto a lui.
Intanto, mio marito, fece ripartire il video per la seconda volta!
Io ero là, sulla foto appena stampata, col sorriso ammiccante e quasi ingenuo: facevo da sfondo ad un grosso cazzo, in primissimo piano, quello di “Lui”.

Con la mano se lo stava iniziando a smanettare, massaggiandoselo e scapocchiandolo ripetutamente, in maniera molto sensuale.
Le immagini avevano un che di liquido, sinuoso: vedevo la pelle che si ritirava, per lasciare uscire il grosso glande rosso, gonfio.
Dava l’idea di una belva o, meglio, di un serpente che vuole conquistare e mordere la sua vittima, non può trattenersi pieno di bramosia.
Le immagini si ripetevano nel breve filmato … non mi stancavo di guardarle … avevano un qualcosa di ipnotico … anche i suoni, gli sbuffi del maschio, il rumore delicato della “manipolazione”,
tutto contribuiva a dare al video valenze sempre nuove e, allo stesso tempo ancestrali.

Gerry sparì … insieme alla stanza intorno a noi.
Il mondo intero sparì … in quei pochi attimi: ed io compresi …
Non era una sega da “pippaiolo” quella a cui stavo assistendo.
La mano dell’ uomo non lo stava masturbando per cercare un attimo di piacere solitario: quell’ uomo era un “sacerdote” ed io, nella foto, nel simulacro, la donna –dea!
La personificazione stessa della fertilità, della natura e dei Misteri più antichi della vita.

I suoi gesti, la sua manipolazione, non avevano più nulla di pornografico.
Non se lo stava facendo in mano per togliersi uno sfizio: era lampante!
Lui, l’ Officiante, maneggiava l’ attrezzo, simbolo della virilità, alla ricerca del seme dell’ uomo …
sbucciava il baccello della vita, cercando di trarne il succo vitale …
La dea non era con lui, ma non importa …
Da tempi immemorabili, l uomo celebrava, anche da solo, il rito della fertilità.

Ma sempre in simbiosi con l’ eterno principio femminino e creativo.
I Masai, gli antichi popoli Mesopotamici, le civiltà perdute, i seguaci del Tantrismo …
Celebravano da sempre lo stesso, eterno rito: lo Yin che cerca la completezza creativa nello Yang: ancora una volta davanti, al mio sguardo, si stava celebrando!
La mano dell’ uomo scorreva svogliata sul suo grosso cazzo … ogni gesto era calibrato, sapiente, tutto il suo essere era proiettato all’ emissione della sborra.

Era ovvio che non provava il piacere discinto di un ragazzo arrapato, ma il desiderio di tributare tutta la sua devozione, la sua ammirazione per la donna-dea, in chiunque si fosse impersonificata,
la mia bellezza, le mie forme, non gli interessavano durante il rito …
Lui cercava solo, in maniera ossessiva, di trovare il principio vitale maschile e di inseminarlo nella fertile alcova femminile, nonostante usasse solo un simulacro, la foto, per ispirarsi…
L’ unico scopo era portare a termine la sua invocazione, la preghiera più antica del mondo.

Ecco … lo sperma mascolino!
Risvegliato dal tam-tam del cuore che accelerava i battiti e dal respiro affannoso di lui, si fa strada attraverso gli antichi condotti e, come liquido fiume lattiginoso, cerca la vittima da inseminare, la fessura da fecondare: il simulacro da profanare.
Alla fine trova il meato del pene e … inarrestabile … sgorga.
L’ eccitazione mi aveva invasa e mi ottenebrava la mente, mentre sotto di me, un calore bagnato si era impossessato della vagina …
Ma il ritorno alla realtà fu brusco e violento: un ceffone deciso mi colpì sulla guancia.

Fu tanto improvviso che il dolore venne dopo, vidi prima le stelle, come si suol dire …
Gerry mi aveva colpita con rabbia … era da tanto che non mi picchiava.
Non replicai, ma chiusa in me stessa e senza lamentarmi cominciai a massaggiarmi il volto, guardandolo con odio, ma senza reagire.
Era più forte di me, non sapevo rispondere alla violenza, la subivo come una condanna, come fosse una punizione da sopportare.

Gerry era uno dei pochi che non mi picchiava quasi mai … e comunque mai da fami male.
Più che altro a volte mi aveva punita, per farmi capire dove avevo sbagliato.
– Ma si può essere tanto stronza? – e giù, un altro ceffone, stavolta mi colpì l’ orecchio, lasciandomi intontita.
-Ma che cazzo ti salta in mente, troia? – gridò – Ma lo capisci che domani potrei trovarmi il filmato sul PC del lavoro? –
– Sei una troia pubblica, ormai … una zoccola … – poi iniziò a strattonarmi e a colpirmi le carni nude … non sapevo come proteggermi, ne ero incapace.

Lui era furioso.
– Ecco – mi disse strattonandomi le calze e il reggiseno – invece di vergognarti, ti sei messa in ghingheri. Non ti è bastato, zoccola, volevi ancora sborra? Non ti è bastata la razione del tuo amichetto … – e indicò con la testa lo schermo del PC.
L’ ultimo fotogramma, fisso sullo schermo, rappresentava il mio sorriso e le mie tette, completamente imbrattate di sperma estraneo.
Gerry, intanto che si sfogava si eccitava … era già capitato.

Allora non si trattenne più e si abbassò i calzoni. Tirò fuori il cazzo duro e mi gridò: – Vieni, schifosa, fammi il pompino, visto che solo questo sai fare! –
Per non farlo arrabbiare ancora mi precipitai ad inginocchiarmi davanti a lui e lo presi subito in bocca.
Succhiai, ma non gli bastava, mi prese per le orecchie e mi affondò tutta la mazza fino i gola, tirandomi a se … stavo soffocando e gli occhi si riempirono di lacrime, ma lui non mollava.

Spingeva in bocca il suo cazzo fino alle palle, senza un attimo di tregua.
Saliva e umori, scendevano a fiotti dalla mia bocca, mentre i peli dello scroto mi pungevano le labbra.
– Non devi permetterti di fare altro che pompini, troia, lo sai! – e giù, a scoparmi in bocca come un forsennato.
La rapidità delle penetrazioni era tale da avvilirmi, rendendomi incapace di pensare.
Fece partire il filmato clikkando su: Rivedi.

– Guardati, stronza, ti fai sborrare addosso e hai anche il coraggio di farti vedere … – poi aggiunse – Adesso alzati, girati di culo! –
Se non fossi stata bagnata da prima mi avrebbe fatta sanguinare, per fortuna l’ eccitazione precedente aveva lasciato la mia figa umida … così, quando Gerry me lo chiavò in figa, con un colpo solo, la penetrazione non fu devastante.
Mi riempì di parolacce, ma intanto mi chiavava, inesorabile e deciso.

Mentre mi svergognava, mi colpiva e natiche, facendomele bruciare … ero sicura che ormai dovevano essere rosse, segnate dai suoi colpi.
Ero china sulla scrivania, a fianco al PC, non vedevo niente, sentivo solo male e prendevo colpi di cazzo …
Lui adesso mi tirava sul pene servendosi delle mie mutandine, come fossero il morso di una cavalla domata.
Anche se era arrabbiato con me, aveva un cazzo molto duro.
Intanto che masticava parolacce, scorreva anche le altre foto e, quando ne trovava, si guardava i filmati di altri “tributi”: – Ecco diceva, non sei la sola zoccola … anche altre si fanno sborrare sulle foto! –
Ormai il ritmo lo aveva preso e si era infoiato … ora sapevo come sarebbe finita, ma non potevo ribellarmi, sperai fino all’ ultimo che venisse al più presto, ma non fu così.

Sul più bello, infatti, estrasse il pene dalla mia fessura.
– Adesso, apri quel culo da troia, devo sborrare! –
Cercai di forzare a mia natura e di vincere le mie paure … volevo ribellarmi, almeno quella volta …
impossibile, non feci altro che dire:
– Va bene … quando vuoi, sono pronta! –
Gerry come al solito si mise comodo dietro di me e si dedicò a una brave masturbazione, in pochi minuti era infoiato al punto giusto …
Si segava talmente vicino al mio culo, che sentivo l’aria muoversi per le vibrazioni … capitava spesso che la sua capocchia gonfia, mi schiaffeggiasse l’ ano dilatato.

Io, infatti, mi tenevo le chiappe aperte, tirando, con le dita il più vicino possibile all’ orifizio anale.
Speravo sempre di aprimi tanto da farci passare dentro il cazzo senza ostacoli …
Ma ancora una volta non fu così.
La penetrazione mi sorprese, spezzandomi il respiro … emisi l’ aria dalla bocca, come se la pompa del suo cazzo facesse da stantuffo.
Entrava come un treno in una galleria troppo stretta … entrava, sfondava, mi faceva tanto male.

Lui senza alcuna pietà, dopo l’ affondo, lo estrasse completamente, per poi subito infilarmelo tutto.
– Porta il conto, zoccola, ti rompo il culo in dieci colpi, capito? –
Con voce rotta risposi – Si, va bene. –
– Contale e ringraziami, schiava di merda … troia! –
– Si padrone mio, grazie … adesso le conto, va bene! – dissi sottomessa e sempre più arrapata, nonostante il dolore lancinante provocato dall’ inculata senza lubrificazione.

– Dai presto, puttana … che ho fretta di sborrare! –
– Si, eccomi pronta, inculami pure … e … e … Una! – dissi quando lui con prontezza si tuffò nel mio sfintere.
Aspettai docile e addolorata il resto delle inculate.
– Lascia quelle chiappe e stringi il culo, troia, sei tutta sfondata, non vedi? Chiudi! – rantolava arrapatissimo – Hai il culo di una vacca … dai, continua a contare! –
Lo feci.

Abbandonando la testa sui gomiti. Ero tutta un dolore e tutta eccitata, non potevo sottrarmi e lui lo sapeva.
– Va bene, padrone, ho stretto il sedere, colpiscimi ancora …. e … e: Due! –
E mentre cercavo di dirlo, ancora una volta persi fiato per la spinta di quella “supposta” bestiale, fatta di carne.
E così continuai, sotto i colpi di Gerry, contando inesorabilmente i suoi assalti al mio corpo e alla mia dignità … preciso al decimo colpo, lui sborrò in me tutto il suo seme ed io, nonostante mi bruciasse il culo, venni a mia volta, ringraziando il mio aguzzino con la voce che vibrava di piacere.

La notte, mentre lui dormiva, mi alzai di soppiatto e con la web mi fotografai le chiappe martoriate, dove, ancora vividi, si notavano i segni dei forti schiaffi.
Non una parola di troppo, non una sola lamentela … inviai la foto del mio culo in primo piano, come allegato di una mail al mio “Amico”.
Un solo commento all’operazione: – Per favore … fammelo ancora. –

Fine.

Keine Kommentare vorhanden


Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind markiert *

*
*

(c) 2023 sexracconto.com