Il giorno della visita.

Anna, il giorno della visita. 5

……………………si tira su mi dice dai: andiamo, scalda l’acqua e prepara il contenitore, prende un asciugamano in bagno lo mette sopra il cuscino si toglie il sotto. E si distende.
Sono pronto prendo dello shampoo, allargo le natiche e……………………………

Giovedì mattina, un grande giorno per me, quello che ti cambia la vita.

Sono elettrico, ventidue anni fino a pochi mesi pensavo a divertirmi con la compagnia, lavoro, discoteca la sera, un turno in Croce …. mamma a casa che lava, stira, e ti cucina. Aver imparato a proprie spese molte cose, sentire i grandi, io dalla mia esser orfano di padre “caduto sul lavoro” mi ha dato l’opportunità di imparare. Il bisogno di fare una puntura alla mamma per male ad un spalla a quattordici anni , mi ha dato l’input fare il volontario, problemi anche quando gli è stata consigliata una colon.

E’ una donna energica sicura di se, contenta dei mie progressi. Quante volte mi mandava dalla zia Maria (sorella più giovane) costipata e depressa. Loro due sono state il mio banco di prova. Mi ha invogliato a prendere la patente, non ha ancora molto digerito la storia con Anna. (forse una punta di gelosia, il solo figlio e maschio).
Mi chiama, per sapere se andavo a pranzo, io”certamente deve venire anche Luisa” sempre correre, la mattina passa in un lampo.

Rientrando a casa, trovo Luisa che arriva, sale con me in ascensore ci scambiamo due parole, fidanzati, lavoro, impegni. Sulla porta di ingresso la mamma che dice di lavarsi le mani che è pronto. Guardo Luisa negli occhi grandi castani bellissimi, parlava dei problemi della sua mamma, di quelli che mi hanno preceduto nella cura del loro corpo, Piero il vecchio infermiere, Gianni (mio compagno di turno), il loro modo di comportansi peraltro professionale, ed io con i primi due buchi non si era accorta di nulla quasi volessi prenderla in giro quando le dicevo di vestirsi.

Finimmo il pranzo, Luisa “mentre tua mamma prepara il caffè, mi fai la puntura” io certo andiamo, mi lavo le mani preparo la siringa Luisa che sapeva dove andare era già sul mio letto con i jeans abbassati, e le mutandine rosa a metà gamba, mentre sto iniettando il medicinale arriva la mamma con il caffè “scusatemi ops me ne vado dice lei”, Luisa resta, sussultò appena quando si sentì sfilare l’ago e premere col batuffolo di cotone imbevuto d’alcool, il massaggio si è protratto per un minuto, mi alzo per buttare siringa e ovatta lasciando Luisa il tempo di riprendersi, e andammo a bere il caffè.

Mamma “mi dice a che ora vieni a casa pomeriggio”, “alle sedici, mi lavo, cambio e vado” Lei “ok, ti lascio tutto in camera”. E con Luisa scendiamo le scale ognuno per il proprio lavoro.
Alle sedici rientrato in casa per farmi una doccia e cambiarmi, sento suonare il campanello di casa, il marito della Signora Enrica del quarto piano ha bisogno delle iniezioni, gli è stato fatto il mio nome dalla vicina, mi dice “ io sono incapace di fare delle punture, cercavo qualche anima pia capace per farle.

” Dopo avermi specificato il problema ho preso accordi, “Adesso vengo su e facciamo la prima e dopo vediamo per il seguire” mi doccio, mi vesto, prendo dalla shitola di Luisa due siringhe e salgo al quarto, il marito sentendo la porta dell’ascensore aprirsi mi apre la porta e mi porta in cucina preparò la medicina, e insieme ci dirigemmo verso la stanza da letto. Enrica era sdraiata sul letto e stava riposando,il marito cerca di svegliarla, ma lei stava proprio male per riuscire a dire una parola, sposta il lenzuolo, fino alla parte bassa del sedere la maglietta, e mi invitò a farle la puntura, abbasso le mutandine, ed faccio la puntura.

Massaggiai bene e tirai su le mutandine e coprii Enrica. Saluto, arrivederci a domani a mezzogiorno e scappo da Anna.
Caterina alla finestra mi vede, mi apre e dice Anna è sotto la doccia, se vuoi puoi farmi la puntura, “ok” oggi il menù del giorno “Dicloreum”, facendosi forza da sola, si tira su la gonna ed abbassa le mutandine e si mette sul letto di Marco, preparo il tutto e la raggiungo in camera, io”si rilassi, più è rilassata meno sente l’iniezione, ok lei “si,si” come la tocco con il batuffolo freddo dell’alcool si irrigidisce, “Caterina, non ci siamo capiti” come si rilassa la buco, e in un minuto finisco, sfilo l’ago la massaggio nel mentre esce dal bagno Anna che con lo sguardo mi fulmina, si avvicina mi da un bacio e va in camera a vestirsi.

La mamma si alza si riveste, e accende sotto la caffettiera, butto via cotone e siringa e metto nel sacchetto la confezione di fiale. Esce dalla camera Anna in pantaloni a fiori e maglietta più sensuale che mai, prende dal cassetto gli esami e li mette nella borsa. Mi siedo, Anna finisce di vestirsi, indossa i sandali è più bella che mai.

Beviamo il caffè, Caterina ci da la chiave della Yaris e ci avviamo all’ospedale, siamo in anticipo abbiamo tempo per cercare parcheggio e medico senza affannarci, parcheggiano vicino all’ingresso e ci avviamo agli ascensori, saliamo con altre persone che vanno dai parenti ricoverati, siamo gli ultimi a scendere Anna mi stringe forte la mano, è emozionata come una ragazzina, forse io lo sono più di lei non lo faccio vedere. Giunti nello studio ci fanno accomodare e aspettiamo circa 30 minuti prima di entrare,nel frattempo entrano e escono un paio di coppie.

Esce un’altra coppia e il dottore,il Dottor Renzo 65 anni, alto, brizzolato ci chiama e ci fa accomodare nello studio. “Bene vedo che siete giovani” ci dice, e dopo una miriade di domande su di noi ci scheda guarda gli esami che abbiamo portato e dice ad Anna “Signora prima vada in bagno, e si spogli tolga il pantalone, le calze e lo slip,”Anna si chiude in bagno e dopo aver sentito uno scroscio d’acqua apre la porta ed esce solo con la maglietta e le scarpe.

Il dottore dice di accomodarsi sul lettino, si stendersi e di poggiare le gambe sui sostegni. La fa indietreggiare per bene e poi mi chiama “Venga ad assistere alla visita” la vedo con le cosce aperte con tutta la figa spalancata rossa in viso. Quella posizione particolare, quella vista panoramica di quella bella figa ricoperta da un boscaglia nera, e vedere che anche un altro uomo la stava osservando mi eccito in maniera eccessiva.

Il dottore si era infilato i guanti, e inizio la sua visita infilando un dito nella figa che sussulto con un gridolino da sopra al lettino. “Si rilassi Signora che va tutto bene” diceva, mentre girata la testa verso di me che ero a fianco del lettino stringeva sempre di più la mia mano. Dopo aver infilato con la mano destra il dito mentre con la sinistra premeva sul pube,toglie il dito e ne infila due incominciando a fare un movimento circolatorio di avanti e indietro.

Poi dice “Qui tutto bene, adesso le faccio un ispezione anale, si rilassi che in un attimo finisco” e con un dito e un pò di crema piano lo infila nel culo, che ha un sussulto all’indietro. Mentre ispezionava l’ano, con l’altro dito lo infila in vagina. Finito con l’ispezione anale “tutto bene,anche pulita”si alza si toglie i guanti e prende uno starno strumento a forma di becco di papero. Gli domando a cosa serve tanto per rompere il ghiaccio,mi dice che di li a poco lo avrei visto.

Gli spalma sopra del gel lo infila nella vagina. Gira la vite e si allarga. Si chiama Speculum e serve per vedere all’interno. Mi chiama e dice “Venga a vedere anche lei” e mi spiega tutto una serie di cose che io non sentivo preso dalla visione di tutto ciò. Mi lascia davanti e prende un cotton fioch “serve per fare un tampone per effettuare il Pap Test. ” Finito lo sfila e dice “Ok abbiamo finito si rivesta è tutto a posto.

”Anna si alza si riveste mentre parliamo, chiedo: pillola, cerotto, anello, oppure iniezione? il Dottore ci delucida sulle differenze, e ci prescrive; anello o iniezione da fare ogni tre mesi stava a noi(Anna)decidere. Il mio pensiero e la mia eccitazione erano troppi che non vedevo l’ora di ritornare a casa. Ci salutammo, uscimmo e mentre eravamo in macchina rivedendo nella mia mente tutta la visita e dico “però che bel mestiere quello del ginecologo” e Anna mi dice “ma dai che vergogna, mi hai visto in quello stato” e mi da una pacca sulle spalle.

Intanto il mio quarto piano. cazzo era ancora duro.
Caterina che ci aspetta chiede come è andata “noi tutto bene”. E ci bacia entrambi”.
Come mamma va via Anna corre in bagno a lavarsi.

E ci buttiamo sul letto a coccolarci. Intanto tra una cosa e l’altra sono già le venti. Anna mentre ci coccolavamo mi dice” la visita l’abbiamo fatta al pelo, ho un mal di reni” il ciclo è in arrivo. Abbiamo cinque giorni per decidere quale concezionale assumere. Ci alziamo e ceniamo con quello che di buono a preparato Caterina, discutiamo sono altri cinque giorni di dolori, comunque opta per l’iniezione e sconsolata mi dice “Questa volta il giro del mondo lo hai fatto sul mio sedere” “Certamente dico io”.

Sentiamo aprire la porta era Marco che rientrava da pallone, tutto allegro.
Anna, Marco mangia e poi fatti la doccia, Lui si mamma. “Aspetta però” gli dice Anna, Marco spiritoso “ Mamma, un’altra bandierina questa sera?” Lei “Stronzo”….. ed io che ho nascosto l’iniezione all’Enrica del quarto piano.

Continua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *