Il contadino e il cacciatore

Ciao a tutti, volevo raccontarvi la mia prima volta che sono stato sverginato. Da premettere che non sono gay, mi è sempre piaciuto il cazzo, ma sono etero al 99%. Il cazzo è uno svago che in passato ogni tanto mi concedevo.
Ho iniziato prima con uomini maturi per poi passare per sempre alle donne. Solo figa.
Avevo 21 anni, mi piaceva scorrazzare con il motorino nelle campagne e girare nelle casette abbandonate dai contadini alla ricerca di giornaletti porno.

Un giorno, gironzolando in lungo e largo, mi fermai su una casa rudere abbandonata e piena di sterpaglie, scesi per fare pipì e iniziai la mia ricerca dei giornaletti abbandonati.
In un angolo sotto un cumolo di terra, trovai una discarica di giornaletti, iniziai a prenderli in mano, la maggior parte li trovai con le pagine attaccate una con l’altra. Mi sedetti su un masso e iniziai a farmi una sega. Da quel giorno, ogni giorno andavo nel mio rifugio (casetta abbandonata) a segarmi e guardare quelle donne piene di sborra.

Mi piaceva annusare la carta di quei giornali e immaginare che qualcuno ci aveva già fatto i suoi comodi sborrando sulle pagine.
Dopo un po’ di giorni e seghe a go-go, iniziai a spingere i miei ormoni sempre di più. Da casa mi portai un manico di una scopa a metà e un manico di una spazzola per capelli in legno. Mi misi a pecorina con i pantaloni e mutande abbassate e m’infilai la spazzola nel buchetto del mio culetto verginello.

In bocca sbocchinavo il manico di scopa guardando quei giornaletti. Sborrando dappertutto.
Un giorno mentre ero a pecora con i buchi pieni, senti un rumore di passi, sbalzai in piedi con ancora la spazzola in culo e i pantaloni abbassati. Mi trovai di fronte un signore sulla 55/60, scuro, capelli bianchi e sporco di terra. Con un fare buono mi disse “non agitarti, tranquillo, è da un po’ di tempo che ti spio e vedo tutto il da fare che hai, con le tue mazze”, io ero agitato spaventato e allo stesso tempo tranquillizzato dal suo modo tranquillo.

Iniziai a tremare ma forte dell’ eccitazione dei giornaletti gli chiesi se voleva che glielo succhiassi senza dire nulla a nessuno. Non ci penso due volte, si apri la patta e mi disse che era da tempo che spiandomi voleva intervenire a togliere i miei cazzi finti e infilarci il suo. Gli dissi che era la mia prima volta, mi abbassai mi prese la testa e mi avvicino al suo cazzo in tiro grosso e un po’ puzzolente di misto piscio e sborra.

Non avevo mai visto un cazzo da così vicino, lo presi subito nella bocca e iniziai a succhiare, mi disse che dovevo muovermi avanti e indietro e cosi feci. A un certo punto lo senti quasi che stesse per venire, mi tolse il cazzo dalla bocca e mi fece mettere a pecorina. Prima di mettremelo dentro fu così gentile da chiedermi se ero sicuro di quello che stava per fare. Dissi senza pensarci “si lo voglio”.

E inizio a spengermelo piano piano, non entrava, si sputò sulla mano e si lubrificò il cazzo con quella cappella lucida. Si avvicinò al mio buchetto e ci sputò, mi punto la nerchia vicino al buco del mio culo spinse forte ed entrò come una lama nel burro. Senti un misto di dolore e goduria, dopo un po’ di colpi venne. Mi riempi il culo di sborra. Si rivestì subito. Mi disse che se mi piaceva ci potevamo vedere ogni giorno.

Non risposi, fuggì come se avessi fatto una cosa bruttissima.
Non dormi quella notte, mi svegliavo nel sonno agitato. Pensavo a quello che avevo fatto il pomeriggio e la cosa mi eccitava.
L’indomani, presi il motorino e scappai subito al rifugio. Lo trovai seduto che guardava i giornaletti, mi guardò e mi disse, “ti stavo aspettando, immaginavo che saresti venuto”. Mi avvicinai senza dirli niente mi abbassai e li apri la patta, aveva il cazzone in tiro.

Glielo succhiai come mi aveva insegnato lui il giorno prima. Me lo rimise nel culo ma gli chiesi se mi sborrava in bocca. Così fece, mi sbrodolo come una porca. Avevo sborra dappertutto. Mi piaceva un sacco.
Ogni pomeriggio scappavo dal mio cazzone. Non vedevo l’ora di trovare quel uomo e prenderglielo, ero diventato la sua donna porca. Un giorno mi chiese se volevo esaudire il mio desiderio cazzo in culo e cazzo in bocca, quello dei manici che usavo quando ero solo.

Gli chiesi chi voleva portare. Mi disse che era una sorpresa.
Il giorno dopo arrivai alla casetta arrapato all’idea dei 2 cazzi. Avevo portato uno slip rubato alla vicina di casa, una bella 40enne formosa che usava delle mutandine di pizzo nere anni90. Non c’era nessuno, ne approfittai mi spogliai e indossai lo slip. Senti dei passi, arrivo lui insieme a un omone altro e grosso. Era un suo amico cacciatore. Gli aveva parlato di me e delle nostre avventure, e il tipo gli aveva chiesto se potesse partecipare, perché era un suo desiderio scoparsi un giovincello.

Iniziarono a sbattermi come una puttanella, uno davanti e uno dietro, poi si scambiavano i ruoli, in fine mi inginocchiai di fronte a loro e mi sborrarono in faccia a turno. Se ne andarono felici e svuotati. Io più di loro.
Sono passati 20 anni da allora. La storia durò un bel po’ di tempo, se non erano in due era uno solo a turno. Mi piaceva un sacco prendere quei cazzi.

In paese non si è mai saputo nulla di tutto ciò, il contadino e il cacciatore andarono via dal paese per motivi di lavoro. Non gli ho più rivisti, ma quando ci penso a quei tempi, mi sego come un matto.

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