Diario di un segaiolo – Una coppietta perversa

Era un sabato di fine luglio. Eravamo una quindicina di ragazzi tra i 22 e i 25 anni. Io avevo in macchina la mia morosa Paola e la nostra amica Marianna. Tutto il resto della comitiva si era diviso in altre 3 macchine.
Pranzo al sacco, borse frigo, ombrelloni, creme solari, palloni, asciugamani e si partiva in direzione mare. Una mezz’ora di auto ed eravamo arrivati.
Paola aveva una magliettina gialla e degli short, non sapevo neanche che costume si fosse messa.

Marianna anche lei portava degli short e una magliettina rosa parecchio scollata. Marianna non era un granché ma a mammelle stava messa benone. Era una chubby, abbondante e tutt’altro che slanciata. A confronto Paola pareva una modella. Marianna però non era sto cesso di ragazza e devo dire che, approfittando degli occhiali da sole, un paio di volte il mio sguardo cascò su quella bella rigona tra le mammelle.
Per quanto fossi strainnamorato di Paola ero comunque un uomo e la mia passione per le tettone non era certo morta e sepolta.

Nonostante questo però Marianna non mi aveva mai preso; non ci beccavamo proprio come personalità e poi anche lei si era più volte infatuata di Mario.
Quando rimase poi in costume in spiaggia lo spettacolo non fu proprio favoloso. Smagliature a non finire, cellulite di qua e di là. Era di forchetta buona e si vedeva. Le tettone però erano esagerate; una ragazza di un metro e 65 circa con una sesta di seno probabilmente, tanta roba.

A distogliere definitivamente l’attenzione su Marianna però fu la mia Paola che sfoggiò un costumino nuovo per l’occasione. Era la prima volta che si era messa un due pezzi dove soprattutto le mutandine mostravano più del dovuto secondo me.
Non dico fosse un perizoma ma era una via di mezzo tra il peri e la mutandina classica che usava solitamente. Di una cosa ero certo, quel costumino valorizzava il suo corpo e soprattutto il suo culo, magari non atletico ma dalla forma giusta.

Molti amici erano maschi ma c’era una buona rappresentanza femminile. C’era Luisa compagna di Enrico, Vanessa compagna di Roberto, Miriam compagna di Antonio, poi io e Paola a concludere le coppiette. Mario, Marianna, Daniele, Pietro, Stefano, Francesco e Paolo erano invece il gruppetto dei single.
Paola, oltre che con Marianna aveva un buon rapporto anche con Luisa, forse la più carina tra le altre ragazze. Aveva un bel corpo, una terza sodissima e un gran bel culetto sodo.

Voleva convincere la mia Paola ad andare in palestra con lei; io ovviamente la spinsi in quella direzione, pregustandomi già la mia morosa con un bel culetto lavorato e ancora migliore di prima. Il difetto di Luisa era il viso, aveva un naso troppo importante per farmi venire strani pensieri senza contare che Enrico era proprio un amicone. Le altre invece erano tutte ragazze normali, senza nessun pregio particolare. Non avrei mai fatto scambio con nessuna per la mia Paola.

Per me lei a confronto era una top model.
Di sicuro Marianna dal punto di vista delle tettone dava una pista a tutte quante. Mi verrebbe quasi da dire che lei da sola avesse le stesse tette di tutte le altre messe insieme, Paola inclusa.
Tra i maschi eravamo tutti dei ragazzi normali; si tra i single c’erano Francesco e Paolo che erano abbastanza rotondi; Pietro, Stefano, Antonio e Roberto e aggiungo me stesso eravamo normali, peso forma e niente fisici definiti.

I muscoli definiti li avevano i due sportivi della comitiva, Enrico e Mario.
Mario aveva cominciato a pomparsi in palestra da pochi mesi ma già aveva portato a dei risultati. Aiutato dalla sua costituzione genetica e dal fatto che giocasse a calcio tra un esame universitario e l’altro. Enrico invece era un fanatico dell’atletica. Dove c’era corsa campestre c’era lui ed in più faceva nuoto.
Mario comunque era anche il più alto della compagnia e batteva tutti in altezza.

Io probabilmente ero il terzo, Enrico tra gli ultimi, era proprio un nanetto.
Enrico fu l’unico che indossava degli slip da mare e ovviamente fu preso per il culo da tutti i maschi. Per le femmine non è che ci fosse molto da guardare, credo avesse una dotazione simile alla mia, di sicuro non aveva nulla di esagerato. Tutti gli altri, me compreso, indossavano dei bermuda più o meno lunghi e più o meno larghi.

Ci posizionammo gli asciugamani in 2 fila da 8 e 7 rispettivamente. La spiaggia era ampia ma tra ombrelloni, seggiole da mare, borse frigo occupavamo parecchio spazio. Le coppiette avevano tutte gli asciugamani vicini e stavano nella fila più vicina al bagnasciuga. Eccezione eravamo io e Paola che stavamo dietro insieme agli altri single. Anche Mario aveva messo il suo asciugamano nella fila delle coppiette insieme a Pietro.
Entrai subito in acqua e ci rimasi per un quarto d’ora buono mentre erano circa le 10 di mattina.

C’era un gran caldo e un sole mica male ma non era il primo bagno dell’anno per me che avevo già una discreta abbronzatura così come Paola. Tutti avevamo un po’ di colore, tolti Francesco e Paolo che erano i nerd della comitiva e si divertivano più ai videogames che al mare. Mentre io facevo il bagno con gli altri maschi, le ragazze si spalmavano creme protettive sulle spalle e sulle gambe. Giocammo un po’ in acqua col pallone poi però uscii dall’acqua.

Non mi piaceva restare troppo a mollo.
Ritornai al mio asciugamano con Paola e Marianna sempre a fianco e sempre a chiacchierare tra loro sedute sull’asciugamano. Col tempo il loro rapporto si era fatto sempre più stretto e ora erano proprio due comari.
“Com’è l’acqua” mi chiese Paola
“Bella calda amore” risposi
Quindi mi distesi pancia a terra e sguardo in direzione opposta alle due, ad abbronzarmi la schiena.
Non ci misi molto a capire di cosa confabulavano quelle due; vi lascio indovinare, era Mario.

“Cioè, ma che razza di fisico ha messo su?!” disse Marianna quasi estasiata
“Eh…” rispose quasi imbarazzata Paola, forse avrebbe voluto dire la sua ma con me a fianco non era molto carino.
“La scorsa estate non era mica così; è sempre bono ma ora ancora di più!” aggiunse la tettona.
“Dovresti riprovarci Mary” le suggerì Paola “Prima ti stava fissando le tettone!” aggiunse
“Macché a quello piacciono le secche come te socia!” rispose Marianna poi sentii come se le due si fossero mosse e subito dopo a voce bassa Marianna bisbigliò qualcosa che non riuscii a sentire.

“Ma cosa dici?!” rispose Paola a voce alta e ridendo. A quel punto incuriosito mi unii ai loro discorsi
“Che cazzate state dicendo signorine?”
“Robe da femmine, non ti riguardano!” rispose Marianna facendomi la linguaccia.
“Lasciatemi indovinare, state parlando della banana di Mario!” dissi io
Le due si misero a ridere come due sceme.
“Hai ragione, sono proprio discorsi da femmine!” aggiunsi io già stufato dell’argomento e mi rimisi a pancia a terra a pigliare sole.

Prima però ne approfittai per prendere il lettore mp3 e le cuffie ed ascoltare un po’ di musica o almeno questo era quello che volevo farle credere.
Passarono 10 minuti dove sentii che le due parlavano di stupide trasmissioni tv e altre cacate. Dopodiché entrambe ritornarono sull’argomento Mario che evidentemente in quel momento stava uscendo dall’acqua e ritornando in spiaggia al suo asciugamano.
Le due, seppur sottovoce cominciarono a discutere tra loro.

“Non è che ci sente?” chiese Marianna a Paola probabilmente rivolgendosi a me
“No, ha le cuffie” rispose Paola
“Ma vedi che roba ha, dio col costume bagnato è evidente!” disse Marianna a Paola
“Ahahahaha è quasi osceno!” rispose Paola divertita
Mario nel mentre si avvicinava sempre di più. Il suo asciugamano era quasi di fronte a quello di Marianna.
Io continuavo a sentire tutto
“Beh perché non entrate in acqua?” domandò Mario alle due
“Forse dopo, ora facciamo le lucertole!” rispose Paola
“Non hai paura di arenarti con quell’ancora?” chiese Marianna a bruciapelo! Con Mario la confidenza non le mancava e le battute a doppio senso non se l’era mai risparmiata
Tutte e 3 si misero a ridere divertiti, soprattutto Paola che le diede ripetutamente della matta.

“Male che vada mi aggrappo alle tue boe” rispose lui e nuovamente grasse risate.
“È la sagra del doppio senso vedo!” mi rigirai io
“Tutta colpa di Marianna” mi disse Paola ipersorridente.
Chiacchierammo una decina di minuti poi le due decisero che era il momento di buttarsi in acqua.
Rimasto solo con Mario provai a punzecchiarlo
“Marianna sta sempre in fissa per te, e daglielo un contentino no? hai visto che mammelle ha?”
“Si ma hai visto il resto? Cavolo ha un fisico da lavatrice!” mi rispose lui mentre le guardava entrare in acqua “Però se insiste glielo butto in gola, son 4 mesi che non scopo!” aggiunse lui
“Grande bomber, è così che si fa, ogni lasciata è persa! Con la voglia che ha per me ti aspira pure l’anima!” gli dissi ridendo
“Spero almeno sia porca, quasi quasi dopo me la porto oltre la pineta! Dici che ci sta?” mi domandò
“Cazzo se ci sta socio! Quella si bagna solo al pensiero!” aggiunsi io.

Mario fu di parola, andammo a mangiare in pineta, tutti insieme; dopo il pranzo mentre tutti facevamo la pennichella Mario ne approfittò per fare la sua proposta a Marianna. Ovviamente Paola era sull’attenti e rimase stupita nel vedere i due allontanarsi.
“Ma dove vanno quei due?” mi chiese
“Eheheh tesoro mio, vanno a divertirsi!” risposi io
Paola rimase un po’ stupita ma anche seria e quasi severa nello sguardo, sembrava quasi dispiaciuta.

“Ma Mario non se l’è mai filata Marianna!” disse
“Eh lo so, ma se c’è la scimmia di mezzo si chiude anche un occhio amore mio!” risposi io sorridente.
Ci riposammo un po’ e dopo un’oretta i due piccioncini riapparvero sorridenti.
Il resto del gruppo era all’oscuro di quello che avevano combinato quei due. La scusa della passeggiata aveva retto ma io e Paola sapevamo la verità.
Quando inizialmente parlai di una giornata che cambiò il rapporto tra me e Paola mi riferii al fatto che lei quel giorno cercò in tutti i modi di mascherare una sorta di invidia.

Mario era un ragazzo carino, simpatico e dotato e sapere che la sua amichetta un po’ cafona e racchia ci aveva combinato qualcosina l’aveva fatta ingelosire. Ovviamente queste cose non le scoprii nell’immediato ma nei giorni dopo quando il suo comportamento con Marianna si raffreddò in maniera incredibile e i suoi sfoghi contro quella che era una delle sue migliori amiche diventavano sempre più frequenti e sempre più pesanti.
“Si è fatta usare quella balena!” mi disse qualche giorno dopo “Le ha sbattuto le tettone in faccia e quello ci è cashito!” aggiunse in contraddizione alla prima frase.

Era spassosa, era arrabbiata per affari che non la riguardavano minimamente e io mi divertivo a stuzzicarla
“Dai, se lo meritava un po’ di cazzo Marianna, è anni che se lo sarebbe voluto fare, almeno ora ha raggiunto il suo scopo!” aggiunsi quasi ridendo
“Persino una racchia come lei ha raggiunto il suo scopo mentre io?”
Solo allora notai le lacrime agli occhi e la voce cominciò a tremarle
“Tu cosa amore? Che hai? Tu hai me! Non sei felice?” dissi preoccupato
“Si però… scusami, son nervosa sto periodo, non so cosa sto dicendo!” mi disse in lacrime
“Ti manca qualcosa amore mio?” cominciai ad indagare
“Si, qualcosa manca e mancava anche 2 mesi fa quando ci parlammo, ricordi? Continua a mancare qualcosa a noi!” mi disse lei.

Parlammo quella sera e arrivammo al nodo cruciale.
Era la chimica che mancava tra noi. Lei provava affetto ma non mi trovava irresistibile e mi confidò della fatica che faceva nel venire a letto con me. Furono tutta una serie di frasi che demolirono quelle poche certezze che avevo. Bisognava trovare una soluzione che soddisfacesse entrambi e che evitasse la rottura completa.
Il sospetto che si fosse mezzo invaghita di Mario lo avevo.

Vederlo a petto nudo e con la mercanzia in mostra l’aveva convinta, lei la finta scettica che ne aveva guardato il pacco oltre un anno prima.
Io cercai di affondare il discorso sui suoi sfoghi contro Marianna
“Sei in crisi con me ma ti sfoghi contro Mary, che colpa ha lei?” chiesi
“Nessuna.. ero solo gelosa di quello che può aver provato con Mario! Ogni giorno mi scrive di quanto è bello, del sesso che hanno fatto e di altre cose intime!”
“Intime?” domandai
“Si intime, di quanto era bello il suo arnese, lungo, grosso di come lo usava bene e tutte ste cose qua…come se a me interessassero…vuole solo vantarsi la stronza!” ribatté Paola
Fui molto diretto nella frase successiva, senza mezzi giri di parola
“Volevi esserci tu al suo posto, dimmelo!” dissi a voce alta io
Non era una domanda, volevo confermasse la mia frase e lei fu decisa e diretta
“Si, non posso nascondertelo e mi spiace…capisco se pensi che sia una troia! Non te lo meriti, sei sempre stato bravo e dolce con me” mi disse rimettendosi a piangere.

Mi avvicinai ad abbracciarla ma non potevo nascondere la fastidiosa erezione che avevo provato
“Lo senti come preme amore?” Le dissi guardandola in viso
Stupita e incredula lei smise di piangere e mi chiese “Ma che significa?”
Il cazzo era durissimo ed essendo estate nasconderlo in pantaloncini leggeri, nonostante non fossi così tanto dotato, era comunque un’impresa.
“Mesi fa Marianna mi ha raccontato un sogno dove tu e Mario vi facevate le coccoline a vicenda… all’inizio mi diede fastidio poi però col tempo la cosa mi ha cominciato ad eccitare e mi sono masturbato tanto al pensiero!”
Paola rimase incredula e stupefatta.

Sapere che il suo tenero e dolce zerbino aveva simili fantasie la spiazzò totalmente.
Rimase in silenzio, non sapeva proprio cosa dire, era quasi a bocca aperta, si lasciò sfuggire un “Assurdo!”.
Mi feci molto audace a quel punto, ormai non avevamo più segreti e alla mia proposta le si illuminarono gli occhi come mai prima d’ora.
“La cosa è semplice amore mio, fondamentalmente ci piace la stessa persona! Io ho solo fantasie su voi due, te appena l’hai visto in costume hai perso litri di bava, che dici se proviamo a farcelo?” le chiesi sorridendo “Proviamo a vedere se con lui di mezzo le cose tra noi migliorano, no? Non voglio perderti e se ti manca qualcosa provo a dartelo!” aggiunsi
“Oh amore, è la cosa più perversa e matta che abbia mai sentito prima” mi disse sorridendo
Mi sarei aspettato un ceffone, un po’ di titubanza ed invece nulla, era felice pure lei di quella proposta buttata lì cruda, nel pieno dell’estate.

La mia Paola infondo non era poi così santarellina come voleva apparire.
Quella sera stessa facemmo un sesso magico, sempre protetto e classico, ci mancherebbe ma osceno perché cominciammo a parlare e fui io a stuzzicarla per primo.
“Ti piace il pisellone di Mario?” le chiesi mentre la stantuffavo
“Oh sì amore, vorrei tanto tirarlo fuori dai suoi boxer!” mi disse lei mordendomi il lobo dell’orecchio
Avevo il cazzo duro come il marmo
“E poi?” le chiesi ansimando, stantuffavo e sudavo come un matto
“Poi glielo tocco tutto e faccio su e giù con la manina!”
Mi bastò quello per uscire e segarmi fuori dalla sua figa “Fantastica amore mio” dissi con un filo di voce mentre spruzzavo seme caldo dentro il preservativo
“Sei proprio un porcellino” mi disse lei sorridendo mentre rimetteva le mutandine
Ero durato la bellezza di 5 minuti; sentirle dire quelle frasi aveva amplificato la mia sensibilità e mi era quasi sembrato di scopare senza un profilattico addosso.

Nei giorni successivi scopammo tantissimo, come mai prima, io riuscivo a durare sempre di più e lei ad avere orgasmi sempre più intensi ma ci parlavamo sempre tanto durante il sesso e l’argomento principale era sempre Mario e il suo pene.
A dire il vero quel periodo durò non troppo e lei cominciava ad esser insofferente “Uff, lo voglio amore!” mi diceva riferendosi a Mario.
“Ti faresti schizzare addosso da lui?” le domandai una volta
“Non so amor mio, dipende!” mi rispose tranquillamente lei
Subito il cazzo mi diventò di marmo.

“Però il mio no vero?” le domandai io
“Lo sai che non mi piace l’odore amore! E poi non vorrai mica sporcare la tua principessina!” mi disse lei sorridendo.
Era terribilmente eccitante.
Era seduta su uno sgabello della cucina di casa mia e aveva l’infradito, mi misi in ginocchio di fronte a lei e chinai la testa verso il basso; le sfilai l’infradito e cominciai a baciarle i piedi
“Tu sei la mia regina, non la mia principessa!”
Lei con un eccitante aria di superiorità mi mise il piedino in faccia, io continuai a baciarlo e succhiare avidamente l’alluce “E tu cosa vorresti essere?” mi domandò
“Il tuo umile servo!” risposi mentre leccavo e baciavo il suo splendido piede
“Ma una regina ha bisogno di un re!” aggiunse lei
“Presto lo avrai!” dissi io sorridendo
L’ostacolo ora era convincere proprio Mario a far parte dei nostri giochini perversi.

Era lo stallone prescelto per soddisfare la mia puledra in calore.
Avremmo dovuto collaborare insieme per convincere il mio caro amico e c’era bisogno che in prima linea ci fosse pure Paola. Avevamo un mese di tempo poi lui sarebbe ripartito all’Università e sarebbe stato tutto molto più difficile.
Volevamo farcelo quell’estate, quell’agosto e ci riuscimmo anche prima del previsto per la nostra immensa felicità.

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